SETTIMANA SANTA. Domenica 13 aprile, Le Palme Sante Messe ore 9.00, ore 11.00, ore 19.00

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1 SETTIMANA SANTA Domenica 13 aprile, Le Palme Sante Messe ore 9.00, ore 11.00, ore Lunedì, martedì, mercoledì santo Visita agli anziani e malati, in casa e case di riposo Adorazione eucaristica e disponibilità di confessori: - dalle ore alle ore dalle ore alle ore dalle ore alle ore (solo mercoledì) Giovedì santo S. Messa e rito della lavanda dei piedi, ore Si portano le cassette Un pan per amor di Dio Chiesa aperta fino alle ore 22.00, per adorazione personale. I bambini che si preparano alla prima Comunione sono invitati a partecipare Venerdì santo, giorno di digiuno e astinenza Celebrazione della Passione del Signore, ore Raccolta della colletta per la Terra Santa Via Crucis, ore Sabato santo Veglia Pasquale e annuncio di Pasqua, ore Domenica di Pasqua Sante Messe ore 9.00, 11.00, Lunedì dell Angelo Sante Messe ore 9.00 e ore Camminiamo insieme Bollettino settimanale della Parrocchia S. Maria Assunta, Via Antares, 18 - BIBIONE anno XI/15, 13 aprile 2014 tel. 0431/43178; cell Il numero del 6 aprile 2014 è stato stampato in 420 copie, rimaste 0. Facebook: parroco bibione Twitter: parroco bibione Varchiamo il portale Carissimi, la domenica delle Palme, così comunemente chiamata, è il portale d ingresso della grande Settimana Santa. Una domenica durante la quale la Liturgia ci rende contemporanei agli eventi di Gesù. Siamo invitati a metterci dietro a Gesù e a seguirlo passo dopo passo. Siamo chiamati a farlo sapendoci immedesimare nei vari personaggi, affinché questi ci aiutino a riflettere e capire veramente da che parte stiamo, dove siamo. Anche noi, come la folla, vogliamo dunque stendere le palme per accogliere Gesù a Gerusalemme. Le palme dei nostri cuori, per accogliere Gesù al centro della nostra vita. Anche noi desideriamo sentirci parte del banchetto dell ultima cena, lasciandoci scuotere dalle parole di Gesù e commuovere dal suo desiderio di lavarci i piedi. Sì, anche a noi. Evitiamo quindi di reagire come Pietro: anche noi abbiamo bisogno di lasciarci immergere nella Misericordia di Dio, unico modo per vivere della sua Misericordia. Chiediamo al Signore di imparare a vegliare durante la prova, pur sapendo che anche i suoi discepoli non ne furono capaci. Ma non rinunciamo a chiedergli questo dono: aiutami Signore a vegliare con Te! Chiediamo al Signore la grazia di non tradirlo né rinnegarlo. Sappiamo per esperienza che è più facile essere complici di Adamo (e di Pietro, di Giuda...) che solidali con Gesù. I complici sono sempre molti; chi solidarizza no. Essere complici è più facile, perché basta mentire e vendere; essere solidali è più difficile, perché chiede di mettersi in gioco con verità e amore, magari pagando di persona. Chiediamo al Signore di seguirlo lungo la via della Croce, come fecero Maria e le donne. E se fosse necessario, chiediamogli di aiutarci a portare con Lui la Croce, come il Cireneo. Nella preghiera, nel silenzio, nella solidarietà Aiutiamo a portare la croce di tanti nostri fratelli. Chiediamo al Signore di restare sotto la Croce, con Maria e il discepolo amato. Solo fissando lo sguardo sul Crocifisso potremo capire quanto Egli ci ha amato e ci ama. Potremo vedere fin dove è andato per noi. Chiediamo al Signore di aiutarci a stare con Lui, così come Lui è con noi. Sempre. Certo, talvolta anche noi siamo come Pietro e i suoi compagni. Scappiamo. Rinneghiamo. Ma arriva il momento in cui sentiamo il bisogno di tornare da Lui. E di spenderci per Lui. Forse è necessario passare per un sano pianto, come Pietro. Non temiamo, Gesù ci ama e sa capire. Pietro ha capito di essere stato capito. E dopo aver pianto, riprese a seguire il Maestro. E per Lui morì. La gioia e la fedeltà della sua vita, siano per noi di stimolo a fare altrettanto. D. Andrea

2 Comunità in cammino: pregando INTENZIONI SANTE MESSE Domenica 13, Le Palme Ore per i nostri anziani e malati Ore per la Comunità parrocchiale + Leda e Luigi Ore per i turisti e gli operatori turistici Lunedì 14, S. Valeriano - per le coppie sposi Martedì 15, Sant Anastasia + Celestina, Italo, Elsa, Antonino + def.ti Fam. Valent Guido, Gino Marcella, Onorino, Nedo, Elsa Mercoledì 16, S. Bernardette + Rodolfo Gnan + Umberto e Maria Anna + Werther, Velia e Assunta + Corrado + Alice TRIDUO PASQUALE Giovedì 17, Cena del Signore Ore Cena del Signore Venerdì 18, Passione di Nostro Signore Ore Passio e bacio al Crocifisso Ore Via Crucis Sabato 19, Veglia Pasquale, annuncio di Pasqua Ore per la Comunità parrocchiale - Gina e Antonio Bellomo Domenica 20, Pasqua di resurrezione Ore 9.00, - per i nostri anziani e malati Ore per la Comunità parrocchiale Ore per i turisti e operatori turistici + Marina e Pietro APPUNTAMENTI DI SPIRITUALITÀ Nell anno pastorale dedicato alla liturgia Fatto salvo particolari ricorrenze liturgiche Ogni giorno Ore 17.15: recita del S. Rosario Ore 17.45: canto dei Vespri Ogni lunedì S. Messa votiva allo Spirito Santo Ogni martedì S. Messa votiva della B.V. Maria Ogni giovedì Ore 8.00 S. Messa per le vocazioni sacerdotali e religiose Ore 17.00: apertura adorazione eucaristica Ore 17.20: Lectio divina : canto dei Vespri Ore 18.20: chiusura adorazione Durante l adorazione eucaristica disponibilità del sacerdote per confessioni e/o colloqui Ogni venerdì Ore 18.15: recita del S. Rosario Ore 17.50: recita della Coroncina della Divina Misericordia : S. Messa votiva della divina Misericordia Gli appuntamenti riprendono con lunedì 28 aprile. La Messa domenica? Dovere o dono? Se la S. Messa domenicale la considero un obbligo, allora troverò ogni scusa per non parteciparvi. Se la considero invece per quello che è, ossia un dono, allora troverò ogni motivo pur di parteciparvi. Ogni domenica Gesù si fa dono per me, in me. Non mi chiede molto, anzi, mi chiede il minimo indispensabile. In una settimana ci sono 168 ore, Gesù mi chiede si e no 50 minuti! Ci sono minuti: 50 minuti li chiede per Lui, gli altri minuti li lascia a me. Dire che non c è tempo ha ancora senso?! Ma la Messa è pure un DIRITTO! Il diritto di ritornare a casa, in famiglia, di stare con i propri fratelli e parenti. Il diritto, soprattutto, di stare con mio Padre, con mio Fratello/Gesù per sentire da loro come vanno le cose, come guardano alla vita Il diritto di sedermi a tavola con loro per condividere il loro stesso Cibo, godendo del loro stesso Amore. Comunità in cammino: educati dalla Dottrina Sociale della Chiesa potrà sostituire nella sua pienezza. Certo non il «mercato della vita», lucrativo e gelidamente organizzato, che già stiamo vedendo crescere altrove. È su questo, e non su norme tecniche, che dovremo riflettere e confrontarci, nei prossimi mesi, nei luoghi del dibattito pubblico e nelle aule parlamentari: dobbiamo esserne consapevoli fin da ora. A. Morresi in Avvenire 10 aprile Papa Francesco: La dittatura del pensiero unico L omelia di Papa Francesco prende lo spunto dalla prima lettura del giorno per spiegare la chiusura dei farisei al messaggio di Gesù: il loro sbaglio rileva - è stato quello di staccare i comandamenti dal cuore di Dio. Pensavano che tutto si risolvesse nell osservare i comandamenti, ma questi non sono una legge fredda, perché nascono da un rapporto di amore e sono delle indicazioni che ci aiutano a non sbagliare nel nostro cammino per incontrare Gesù. Così, i farisei chiudono il cuore e la mente ad ogni novità, non capiscono la strada della speranza. Quanti hanno cuore e mente chiusi non riescono ad accogliere il messaggio di novità portato da Gesù, che è quello che era stato promesso dalla fedeltà di Dio e dai profeti. Ma loro non capiscono : E un pensiero chiuso che non è aperto al dialogo, alla possibilità che ci sia un altra cosa, alla possibilità che Dio ci parli, ci dica com è il suo cammino, come ha fatto con i profeti. Questa gente non aveva ascoltato i profeti e non ascoltava Gesù. E qualcosa di più che una semplice testardaggine. No, è di più: è l idolatria del proprio pensiero. Io la penso così, questo deve essere così e niente di più. Questa gente aveva un pensiero unico e volevano imporre questo pensiero al popolo di Dio, per questo Gesù li rimprovera: Voi caricate sulle spalle del popolo tanti comandamenti e voi non li toccate con un dito. Gesù rimprovera la loro incoerenza. E quando nella storia dell umanità viene questo fenomeno del pensiero unico, quante disgrazie. Il secolo scorso abbiamo visto tutti noi le dittature del pensiero unico, che hanno finito per uccidere tanta gente, ma nel momento in cui loro si sentivano padroni non si poteva pensare altrimenti. Si pensa così. Ma anche oggi c è l idolatria del pensiero unico : Oggi si deve pensare così e se tu non pensi così, non sei moderno, non sei aperto o peggio. Tante volte dicono alcuni governanti: Ma, io chiedo un aiuto, un aiuto finanziario per questo, Ma se tu vuoi questo aiuto, devi pensare così e devi fare questa legge, quell altra, quell altra... Anche oggi c è la dittatura del pensiero unico e questa dittatura è la stessa di questa gente: prende le pietre per lapidare la libertà dei popoli, la libertà della gente, la libertà delle coscienze, il rapporto della gente con Dio. Ed oggi Gesù è crocifisso un altra volta. L esortazione del Signore di fronte a questa dittatura è lo stesso sempre: vigilare e pregare; non essere sciocchi, non comprare cose che non servono ed essere umili e pregare, perché il Signore sempre ci dia la libertà del cuore aperto, per ricevere la sua Parola che è promessa e gioia e alleanza! E con questa alleanza andare avanti. Cei, strappo ideologico sui matrimoni gay La decisione con la quale il Tribunale di Grosseto ha disposto la trascrizione, nei registri di stato civile del Comune, di un matrimonio contratto all estero fra persone dello stesso sesso suscita gravi interrogativi e non poche riserve. Come Presidenza della Conferenza episcopale italiana riteniamo che - al di là degli aspetti tecnici da approfondire adeguatamente in tutte le sedi competenti - sia doveroso da parte nostra sottolineare alcune questioni di fondo. Con tale decisione rischia di essere travolto uno dei pilastri fondamentali dell istituto matrimoniale, radicato nella nostra tradizione culturale, riconosciuto e garantito nel nostro ordinamento costituzionale. Il matrimonio - si precisa nella nota - è l unione tra un uomo e una donna, che in forma pubblica si uniscono stabilmente, con un apertura alla vita e all educazione dei figli. Il tentativo di negare questa realtà per via giudiziaria rappresenta uno strappo, una pericolosa fuga in avanti di carattere fortemente ideologico. In tal modo, conclude la Presidenza della Cei, perfino si riducono gli spazi per un confronto aperto e leale tra le diverse visioni che abitano la nostra società plurale.

3 Comunità in cammino: educati dalla Dottrina Sociale della Chiesa IL LEGAME SPEZZATO Prepotenza dei giudici: strappo sulla legge 40 Mamma e papà. Finora in Italia non c è stato bisogno di aggettivi per spiegare chi siano i genitori di un bambino. Unica eccezione è l adozione, quando cioè quel padre e quella madre non ci sono più, e allora si cerca di dare ai bambini i genitori cui loro hanno diritto, cercando chi può prendere il posto del madre e del padre perduti o mai conosciuti. Ma con la sentenza di ieri la Consulta non si è limitata a stabilire l illegittimità costituzionale di una norma di legge, cioè del divieto alla fecondazione eterologa contenuto nella legge 40: i giudici costituzionali che non sono nuovi a iniziative del genere si sono spinti molto oltre e hanno indicato alla società italiana un nuovo orizzonte antropologico, nel quale per spiegare chi sono i genitori serviranno gli aggettivi. Con la fecondazione eterologa si distingueranno i genitori legali/sociali/intenzionali quelli che hanno cercato il figlio mediante fecondazione in vitro da quelli genetici/biologici/ naturali/ coloro che hanno ceduto i propri gameti (ovociti e spermatozoi) alla coppia. Ci saranno cioè una madre e/o un padre co nosciuti e socialmente riconosciuti, quelli con cui il bambino crescerà, e un padre e/o una madre nascosti, quelli che hanno realmente contribuito con il loro seme a generare il bambino, che quindi sarà considerato figlio non di chi lo ha concepito, ma di chi ha manifestato l intenzione di diventare genitore. Tutto programmato a tavolino, prima ancora del concepimento. Evidentemente la Consulta è certa che questa situazione sia coerente con la nostra Carta costituzionale, mentre la legge 40 nella forma originale, dove si dava ai bambini nati con la fecondazione in vitro la certezza di crescere con chi li ha generati secondo loro coerente non era. Alla discriminazione fra i bambini nati da fecondazione omologa che cioè conosceranno i genitori naturali e vivranno con lo-ro o eterologa cioè concepiti con gameti estranei alla coppia e che cresceranno lontano da almeno uno dei due genitori naturali questi giudici non hanno dato importanza. Ma le certezze della Corte Costituzionale finiscono qui, indipendentemente dalle motivazioni che accompagneranno la sentenza, che per essere attuata dovrà attendere una intervento del Parlamento. Ci sarà bisogno, infatti, di una nuova legge che stabilisca se solo uno dei due genitori intenzionali può accedere all eterologa o se entrambi possano farlo; bisognerà poi decidere se il bambino avrà il diritto o meno a conoscere i propri genitori naturali, ed eventualmente anche i parenti più stretti (sorelle, fratelli), e quale legame si potrà stabilire fra loro... Ci sarà bisogno di un registro come quello che già c è in Gran Bretagna, che tenga conto dei nati da eterologa, per evitare che parenti stretti si uniscano a loro insaputa. Sarà poi necessario stabilire anche le modalità con cui organizzare le banche dei gameti: si sceglieranno anche in Italia, come avviene altrove, ovociti e spermatozoi su catalogo, in base alle caratteristiche fisiche, etniche o al grado di istruzione di chi li 'offre'? E quella dei gameti sarà una 'donazione' a tutti gli effetti, o si introdurranno le cosiddette 'inden nità' per i donatori, cioè forme di pagamento surrettizie, senza le quali è molto difficile che giovani donne si sottopongano a trattamenti ormonali pesanti e a un successivo intervento chirurgico per 'regalare' i propri ovociti a estranee? E fino a quante volte si potranno 'donare' i propri gameti? E si potranno 'donare' gameti fra consanguinei (cioè madri e figlie, o sorelle, potranno scambiarsi gli ovociti, e padri e figli o fratelli il liquido seminale)? Il fatto è che l eterologa non è una variante tecnica di una procedura di fecondazione in laboratorio, ma l attuazione concreta di una nuova vi-sione degli esseri umani e delle loro relazioni fondanti, dove l oggettività dei rapporti fisici e delle reti parentali è letteralmente evaporata, soppiantata da 'desideri' e 'intenzioni'. Anche nel nostro Paese si affaccia purtroppo una società in cui persino il legame più profondo che gli esseri umani conoscono, quello fra una madre e suo figlio, viene frammentato, sminuzzato nelle sue componenti 'genetiche', 'gestazionali' e 'sociali', e niente lo Settimana Santa: cinque minuti con Gesù Le Palme Signore Gesù, che voluto morire per noi per riportarci alla piena comunione con il Padre, che vinto la morte, il dolore, il peccato, e che hai sconfitto la forza del male, fa che tutta la nostra vita sia segno e testimonianza che Tu solo sei la Salvezza dell uomo, del cosmo e della storia. Amen. Lunedì, martedì, mercoledì santo Signore Gesù, non permettere che Ti tradisca, tieni tra le Tue mani la mia libertà e fa che dopo ogni tradimento sappia tornare a Te più umile, più bisognoso di Te e della Tua misericordia. Signore, guardando il Tuo amore, gratuito e totale non posso rimanere indifferente, né far finta di niente. Ogni Eucaristia mi unisce a Te, e anche la mia piccola vita diviene offerta preziosa ai Tuoi occhi. In Te mi rendi un solo corpo con tutti gli uomini, miei fratelli. Rendimi dono d amore. Amen. Venerdì santo Giovedì santo Ti abbraccio, o Cristo crocifisso, crepuscolo su cui il Giorno ha partorito la Luce. Adoro la Tua Croce, o Cristo Crocifisso, legno di speranza alzato nel deserto. Tu che sei l Autore della Vita, aiuta anche me a diventare sorgente della bontà che sgorga da Te. Rendimi capace di vero amore perché possa essere fonte d acqua viva in un mondo che ha sete di Te. Amen.

4 Comunità in cammino: cosa si è fatto Via Crucis serale Venerdì scorso, 4 aprile, si è svolta una celebrazione della via Crucis serale, dedicata in particolare a quanti lavorano e non possono quindi partecipare a quella pomeridiana. Oltre 50 i presenti, con la presenza di alcune famiglie con i loro bambini: un bel segno. Abbiamo concluso in canonica con un momento di ristoro. Un modo anche questo per stare insieme. Pulizie, parco, luci chiesa In questi giorni si è provveduto a pulire il Centro Pasotto, a Lido dei Pini e anche la cappella Sant Antonio a Pineda, per assicurare l apertura della cappella Maria, Regina della Pace in occasione delle Palme e di Pasqua. Un grazie a tutti e tutte per il tempo dedicato e offerto. Un grazie poi all Agenzia Europa per aver provveduto alla potatura degli ulivi, e alle volontarie per averlo confezionato in vista della domenica dell Ulivo. Un grazie all Agenzia Zanello, in collaborazione con la Ditta Casasola, per aver provveduto a sistemare il parco, seminato l erba e, a breve, provveduto alla piantagione di nuove piante attorno al palco. Infine, un grazie alla Ditta Valent per aver controllato l impianto elettrico e aver provveduto alla sostituzione delle lampade bruciate poste sul soffitto della chiesa. Tutto questi lavori sono stati offerti: grazie. ARRIVO DEI SACERDOTI Con ieri sono arrivati i sacerdoti che ci aiuteranno in queste festività pasquali. In questi giorni saremo dunque in cinque: io, d. Bismark e d. Andrea jr, e poi d. Piotr e d. Gabriele Young Nam (coreano). I sacerdoti saranno così disponibili per le confessioni. Don Bismark, invece, giovedì sera e sabato sera andrà a presiedere le celebrazioni presso la parrocchia di Castello di Brussa, da poco passata alla Diocesi di Concordia-Pordenone. Preghiera di San Francesco davanti al Crocifisso di San Damiano Francesco recitava questa preghiera già nel , durante il periodo del suo discernimento vocazionale, quando frequentava la piccola chiesa di San Damiano, dove si trovava il Crocifisso bizantino ancora visibile oggi nella Basilica di Santa Chiara. Comunità in cammino: cosa si farà... ORARI SETTIMANA SANTA Gli orari della settimana Santa sono riportati nell ultima pagina del bollettino. VISITA AGLI ANZIANI E MALATI In questi primi giorni della settimana santa farò visita ai nostri anziani e malati: prevedo di concludere la visita entro mercoledì mattina: se qualcuno non fosse raggiunto o io non ne fossi al corrente, è pregato di contattarmi. Grazie. Dammi una fede retta, CONFESSIONI RAGAZZI Mercoledì prossimo, a partire dalle ore 14.30, confessioni dei ragazzi del catechismo. Saremo in cinque sacerdoti. Durante le confessioni sarà anche esposto il Santissimo Sacramento, per educare i bambini e i ragazzi a pregare alcuni minuti innanzi al Signore Gesù. speranza certa, Rito della lavanda dei piedi carità perfetta Nel 2004 i giovani, nel 2005 i genitori, nel 2006 gli immigrati, nel 2007 il volto della Comunità (bambino, ragazzo, giovane, adulto, anziano), nel 2008 i volontari, nel 2009 le coppie di sposi (i mariti), nel 2010 gli sportivi, nel 2011 i cresimandi, nel 2012 il gruppo teatrale; nel 2013 i membri del consiglio affari economici. Quest anno 6 giovani & 6 ragazzi, col desiderio di voler mettere in luce che i piccoli han bisogno della testimonianza dei più grandi per impegnarsi sul serio. O alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio. e umiltà profonda. Dammi, Signore, senno e discernimento per compiere la tua vera e santa volontà. Amen. MESSA CRISMALE Giovedì alle ore 9.30 in Duomo ConCattedrale S. Marco, il Vescovo presiederà la S. Messa crismale. Durante la celebrazione i sacerdoti rinnoveranno le loro promesse, e il Vescovo benedirà l olio degli infermi (per l Unzione degli infermi), dei catecumeni (per il Battesimo) e crismale (per la Cresima, le ordinazioni sacerdotali, le consacrazioni delle chiese...). In detta circostanza i sacerdoti sono invitati a contribuire con la quota di uno stipendio al fondo di solidarietà diocesana, dedicato alle famiglie che hanno perso il lavoro. Parrocchia S. Maria Assunta Gruppo di solidarietà missionaria Via Orsa Maggiore, Bibione Una borsa piena di solidarietà Il Banco Alimentare è un iniziativa annuale con una lunga e grande storia. Quella dell A&O di Bibione, invece, è una felice novità! La Direzione del Supermercato di Bibione ci ha proposto, e noi abbiamo accettato, di devolvere l intero incasso del giorno di riapertura (sabato 12 aprile) alla parrocchia, per i progetti missionari estivi. Ringraziamo la Direzione per questo gesto di sensibilità e generosità e a noi... non resta altro che approfittare di andare a fare la spesa all A&O, certi che la borsa sarà colma non solo della spesa, ma sopratutto di solidarietà. L appuntamento è dunque per sabato prossimo, 12 aprile, per tutto il giorno...per un pieno di solidarietà. Il Parroco e il gruppo di solidarietà missionaria

5 Avendo gridato forte (Mt 27,50). Gesù in croce fra due malfattori. La gente parla, lo provoca, lo insulta...fino a quando, all ora nona, Gesù gridò ed emise lo spirito. Non un grido di disperazione verso il vuoto. Il grido di Gesù è preghiera gridata, una preghiera indirizzata verso il Padre. Quando l uomo pone la fiducia in se stesso, il suo grido ammutolisce e il suo dolore lo soffoca. Ma chi sa di essere di fronte a un Tu, chi sa su Chi poter contare perché in Lui confida, non può che aprirsi a Lui e con confidenza gridare il proprio tormento. Il grido di Gesù è l urlo dell uomo, è la domanda fondamentale dell uomo di tutti i tempi: Gesù, condividendo fino in fondo la vita dell uomo, ha accettato di condividere anche la domanda più importante dell uomo, quella del dolore e della morte: perché? Dove sei Dio? Ma questa domanda non è caduta nel vuoto, ma ha raggiunto il cuore stesso di Dio, Padre nostro. Emise lo spirito (Mt 27,50). L evangelista usa il verbo Krazo (gridare senza articolare una parola). È il verbo che esprime il massimo dei tormenti, quando non riesci più a pronunciare parola. Un verbo che ritroviamo nel salmo 22, e che conferma quanto il grido di Gesù è collegato al grido della preghiera: Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato? Lontane dalla mia salvezza le parole del mio grido. L ultimo grido di Gesù, dunque, non è il grido della morte, modo più umano di morire, ma il grido della preghiera che è il modo umano di pregare. E Gesù emise lo spirito. Lo spirito è soffio della vita che viene da Dio (Gn 2,27). Gesù, vero uomo, riconsegna a Dio il soffio ricevuto da Lui in dono. Preghiera: chiedo a Gesù di vedere come ha visto il Centurione, il quale vide e disse: Questi era veramente il Figlio di Dio. Chiedo di poter essere capace di riconoscere e dire: Gesù, mio Dio, mio Tutto, mio Re, sei morto per me. Sei morto per i miei peccati. Grazie! Gesù, confido in Te. La Croce è il grande evento che tutto rinnova e tutto capovolge. Non solo crolla la barriera sacra (il velo del tempio) che separava i vicini a Dio dai lontani, ma nasce una nuova umanità (le tombe si aprono e i morti risorgono). Tutto dice che la croce è l istante in cui crolla il mondo vecchio per far posto a un mondo nuovo. La croce è il momento della nascita del mondo nuovo. Se partecipiamo di Cristo, Uomo nuovo, non possiamo che comportarci da uomini rinnovati: solidali a Lui, di Lui viviamo e con Lui camminiamo. Ma questo chiesto conversione. Ti voglio bene, non perché ho imparato a dirti così, non perché il cuore mi suggerisce questa parola, non tanto perché la fede mi fa credere che sei amore, nemmeno soltanto perché sei morto per me. Ti voglio bene perché sei entrato nella mia vita più dell aria nei miei polmoni, più del sangue nelle mie vene. Sei entrato dove nessuno poteva entrare, quando nessuno poteva aiutarmi, ogniqualvolta nessuno poteva consolarmi. Ogni giorno ti ho parlato. Ogni ora ti ho guardato e nel tuo volto ho letto la riposta, nelle tue parole la spiegazione, nel tuo amore la soluzione. Ti voglio bene perché per tanti anni hai vissuto con me ed io ho vissuto di Te. Ho bevuto alla tua legge e non me n ero accorta. Me ne sono nutrita, irrobustita, mi sono ripresa, ma ero ignara come il bimbo che beve dalla mamma, e ancor non sa chiamarla con quel dolce nome. Dammi d esserti grata, almeno per un po, nel tempo che mi rimane, di questo amore che hai versato su di me, e m ha costretta a dirti: ti voglio bene. (Chiara Lubich) Una lettura spirituale del testo della Passione di Gesù, secondo Matteo Lettura della Passione del giorno delle Palme Gesù nel Getsemani (Mt 26,36). Dopo aver cenato, Gesù andò con i discepoli in un podere, chiamato Getsemani, e disse loro: Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare. Il testo di Matteo dice precisamente sedetevi proprio qui, che nella Bibbia troviamo in Genesi 22,5, quando Abramo dice ai servi: fermatevi qui con l asino. Matteo dunque accosta in questo modo il sacrificio di Gesù a quello di Isacco. Angoscia (26,37). L angoscia di Gesù non è l angoscia del dubbio, ma quella dell obbedienza dolorosa. Gesù non dubita, chiede solo se è possibile che la volontà del Padre si possa cambiare. Ma l accetta. La prova. Una tentazione più forte e dolorosa di quella del deserto (Mt 4,1-11). Là era in gioco la scelta fra la fiducia in Dio e quella nell uomo: Se tu sei Figlio di Dio, dì a queste pietre che diventino pane. Non di solo pane vivrà l uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Ma ora Gesù sembra toccare con mano che la fiducia in Dio non premia. Vegliate (Mt 26,38). La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate con me. Un imperativo rivolto ai discepoli, di ieri e di oggi. Come Gesù, mediante la preghiera e la veglia, supera vittoriosamente il momento decisivo della prova, così dovrà fare la Chiesa e ciascun credente. Nella preghiera: Chiedo a Gesù di saper stare proprio qui, nel posto che Lui vuole. Amico (Mt 26,49). Gesù chiama Giuda Amico. Non rompe la sua alleanza con noi, anche se tradito. Con quest espressione, Gesù rivolge un velato rimprovero a Giuda e lo invita alla riflessione. Lui, rifiutato da noi, muore per noi: il paradosso cristiano! L evangelista per indicare amico utilizza il termine étairos : non solo amico, quindi, ma anche compagno, socio, discepolo. Indica quindi appartenenza, legame, comunione d intenti. Ecco perché è ancora più forte il richiamo al Salmo 55, dove ricorre lo stesso termine: se mi avesse insultato un nemico l avrei sopportato...ma tu, mio compagno, mio intimo amico legato a me da dolce confidenza! Camminavamo concordi verso la casa di Dio. Nella preghiera: chiedo a Gesù di capire come Lui agisce nella storia, di perché io lo abbandono e, proprio per questo, di essere aiutato a restargli fedele. In quell ora (Mt 26,55-56). Si tratta di un espressione solenne: non è un banale in quel momento. Nell Antico Testamento l ora ha un significato escatologico, riguardo cioè le cose ultime, il giorno del Signore. L ora è la passione di Gesù, l ora del compimento, l ora della salvezza. Ricordate alle nozze di Cana? Donna che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora (Gv 2,4). Questa è l Ora: Gesù è pronto a consegnarsi, obbediente al Padre. Cercavano una falsa testimonianza (26,57-60). L evangelista Matteo è brutale, senza peli sulla lingua: dichiara apertamente che i sacerdoti e i farisei cercavano una falsa testimonianza. Il problema dei farisei e dei sacerdoti non è se o no condannare Gesù, ma il modo. Ritornano alla mente le parole con le quali Gesù mise in guardia i suoi: dal cuore escono pensieri cattivi...falsa testimonianza (Mt 15,19); e ancora, beati voi quando vi perseguiteranno e, mentendo (Mt 5,11). E ciò che paradossale, e che ritroveremo lungo il testo, che farisei e sacerdoti erano attenti ai cibi che contaminano, ma non erano altrettanto attenti al cuore, al fondo dell uomo, là dove si annidano gli interessi e le schiavitù, dove la menzogna può essere preferita alla verità. due si alzano (Mt ). L evangelista conosce bene le prescrizioni giudaiche: un solo testimone non può deporre contro qualcuno per farlo morire (Nm 35,40); Un condannato non sarà messo a morte sulla parola di un solo testimone (Dt 17,6). Gesù tace : si tratta del silenzio del martire, che richiama il Servo di Jahwe:

6 maltrattato accettò l umiliazione e non aprì la sua bocca (Is 53,7). E ancora: sto in silenzio, non apro bocca, perché sei tu che agisci (Sl 39,10). Gesù: tu l hai detto. Con questa espressione Gesù risponde al sommo sacerdote, il quale chiedeva quale fosse la sua identità: Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio. La domanda di Caifa ricalca la professione di fede di Pietro: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente (Mt 16,16). L evangelista mette dunque nella bocca di Caifa, sommo sacerdote, la formula più alta per indicare l identità di Gesù. Gesù deriso (Mt 26,67-68). La scena si concentra sul Gesù deriso, umiliato. L evangelista non indica i soggetti, volendo far capire che a schiaffeggiare Gesù e a sputargli addosso siano state le stesse autorità del sinedrio. Le autorità appaiono così come l incarnazione delle tre facce della violenza: la menzogna (cercavano una falsa testimonianza), la condanna (è reo di morte), e la derisione (gli sputarono in volto). Lo sputo in volto è il totale disprezzo. E ritorna ancora il Servo di Jahwè:...non ho sottratto il mio volto agli schiaffi e agli sputi (Is 50,6). Preghiera: chiedo a Gesù di riconoscerlo mio Salvatore; di darmi la forza e il coraggio di non coinvolgermi negli atti di accusa che avvengono oggi. Pietro rinnega Gesù (Mt 26,69-75). Pietro rinnega davanti a tutti. A Cesarea lo riconobbe come il Messia: ma lì era il Padre a parlare. Qui invece è la carne e il sangue: rispose Pietro: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. E Gesù gli disse: Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli (Mt 16,17). Entrato nel cortile per vedere come andavano a finire le cose, alla fine esce prima di poter vedere. Esce sconfitto per la sua paura. Spesso la paura della derisione è più forte della paura di una condanna. E che la vergogna possa essere anche un motivo di rinnegamento è detto anche in una parola di Gesù: Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione...anche il Figlio dell uomo si vergognerà di lui (Mc 8,38). E infatti esce e piange. Non si dice che si pentì. Piangere è molto più che pentirsi: rivela amore, non solo pentimento. Giuda si è pentito ma non ha trovato la strada del perdono. Pietro e Giuda rivelano la debolezza dell uomo e quindi la necessità della continua vigilanza. E non è mai acquisita una volta per sempre. In fondo Pietro, se voleva, una lezione l aveva già avuta presso il lago: Pietro disse: Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque. Ed Egli disse: Vieni!. Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma vedendo che il vento era forte, s impaurì e cominciando ad affondare gridò: Signore, salvami!. E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: uomo di poca fede. (Mt 14,28-31). Ma evidentemente Pietro non ricordò quella lezione. In quel dialogo con Gesù c era già tutto ciò che il discepolo deve capire...il discepolo può camminare sulle acque come Gesù, ma non per forza propria. La sua possibilità dipende unicamente dalla parola del Signore, Vieni. E la sua forza sta tutta nella fede. Ma se questa s incrina, tutto cede. Nulla sottrae il discepolo alla necessità di affidarsi unicamente al Signore: nessuna esperienza di Dio rende immuni dalla tentazione, né alcun incarico. Ma sappiamo com è finita. Ma quando Pietro ricomparirà sulla scena, dopo la risurrezione, dopo che veramente tutto è finito, allora tutto cambierà. Come il Maestro, anch egli percorrerà la via del martirio. Con coraggio e fiducia. 30 monete d argento (Mt 27,3-9). Gesù è tradito, venduto, comperato...per trenta denari. Una cifra che collega al complotto, che dice quanto siano stati una farsa l arresto, il processo, la condanna per 30 denari! Ma alla fine Giuda si pente. Vuole restituire il denaro, ma i sacerdoti non sono interessati al turbamento di Giuda, né tanto meno al suo denaro. Ormai le accuse ci sono, anche se false. E questi stessi sacerdoti che non esitano a condannare Gesù sulla base di falsità, sono ancora una volta descritti come rigidi e scrupolosi nel far rispettare la legge del tempio: si rifiutano infatti di porre nelle casse il denaro rifiutato da Giuda. L osservanza rituale viene prima della vita di un uomo! Poveri sepolcri imbiancati! (Mt 23,27). Guardando a Giuda e alla sua fine, capiamo che la consapevolezza del peccato e l amarezza per averlo commesso possono avere due esiti: la conversione e la disperazione. Preghiera: chiedo a Gesù di aiutarmi a mettermi nei panni di Pietro e di Giuda. Di riflettere a tutte le volte che agisco anch io come loro. Di insegnarmi a riconoscere il mio peccato che consiste nel non voler pagare per il mio errore invece di accettare il perdono. Chiedo quindi il dono delle lacrime. Pilato e Gesù (27,11-14). A Pilato che lo interroga sulla sua identità Gesù risponde: Tu lo dici. E nel frattempo la gente urla, lo accusa. E Gesù tace. Gesù non risponde, non reagisce: tanto tutto è deciso. E non discute neppure con Pilato, tanto questi non è un uomo capace di difendere fino in fondo la verità. E Gesù viene condannato non per accuse motivate e provate, ma per le urla. Un dato merita attenzione: Pilato e sua moglie, pagani, temono questa condanna, perché intuiscono che Gesù è innocente e che i sacerdoti del tempio vogliano uccidere Gesù per invidia. Gesù e Barabba (Mt 27,15-23). Pilato propone uno scambio. La gente non gli interessa, urla di crocifiggere Gesù. Non altro. L insistere di Pilato non serve tanto a Gesù, né tanto meno lui è convinto di quanto sta dicendo. Ma almeno costringe i giudei a manifestare con ancora più forza l ingiustizia con la quale condanna Gesù! Pilato, dal canto suo, è contradditorio e coerente. Contradditorio, perché non obiettivo nel suo compito; coerente, perché in linea con la sua funzione di governo: non creare tumulti! Re dei giudei (Mt 27,27-31). Re. Gli oltraggi non dicono solo fino a che punto Gesù fu rifiutato dagli uomini, ma mostrano fino a che punto la regalità di Dio è diversa dagli schemi umani. La regalità di Dio è amore, perdono, servizio. Preghiera: chiedo a Gesù di riconoscerlo quale mio Re, di non vergognarmi di Lui. Crocifissione e morte (Mt 27,32-56). Il viaggio verso il Calvario è detto brevemente in una frase, citando il Cireneo, il quale viene costretto a portare la croce. Episodio che suggerisce due cose: la prima, fa intuire quanto Gesù fosse sfinito; una seconda, che ricorda come il discepolo debba portare la croce dietro a Gesù. Gesù in Croce. È solo, abbandonato, insultato. Nella voce dei passanti che lo insultano e lo provocano, Se sei Figlio di Dio, scendi da quella croce, risuona la medesima voce di Satana che gli parlò nel deserto: Se sei Figlio di Dio, dì che queste pietre diventino pane! (Mt 4,111). Se non po salvarsi, se Dio non lo salva, questo significa che ha torto! L evangelista co struisce il testo volendo mettere in evidenza il Crocifisso e la profezia, ossia quanto ciò che sta avvenendo era già tutto custodito nella Scrittura e che in Gesù tutto viene compiuto. Ho sete (Mt 27,33). Alla richiesta di Gesù, diedero dell aceto: Gesù lo assaggio ma poi rifiutò. Si trattava di una bevanda per attenuare le sofferenze. Gesù invece vuole offrirsi a Dio e agli uomini in piena lucidità. Ha confidato in Dio (Mt 27,39-44). Tutti lo oltraggiano, ma nel farlo riconoscono e dichiarano chi è Gesù: il Figlio. Se sei Figlio di Dio. Di fatto si tratta di una filiazione negata e svelata. Negano che lo sia, ma nello stesso tempo Gesù svela chi è, facendosi obbediente fino alla morte alla volontà del Padre. Gesù ha espresso la sua coscienza di Figlio non ponendosi in concorrenza con il Padre, non con la ricerca dell affermazione di una grandezza centrata su se stesso, ma tutta sospesa all ascolto del Padre, tutta rivolta al Padre. E mentre i sacerdoti lo provocano e lo tentano a scendere dalla Croce, a farsi soccorrere dal Padre suo, credendo che il Padre sia tale se lo soccorre, Gesù mostra che il Padre risponderà. Ma dopo. Perché solo in questo modo potrà mostrare il vero amore verso l umanità. Ed è in questa fedele confidenza col Padre che Gesù rivela la sua vera identità di Figlio.

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