ANAAO TOSCANA Sabato, 11 aprile 2015

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1 ANAAO TOSCANA Sabato, 11 aprile 2015

2 ANAAO TOSCANA Sabato, 11 aprile /04/2015 Il Tirreno (ed. Massa Carrara) Pagina 19 Ospedale, arriva nuovo primario 1 11/04/2015 Il Tirreno (ed. Pisa) Pagina 21 Officina trasfusionale Cisanello si conferma leader nell' area vasta 2 11/04/2015 Il Tirreno (ed. Pisa) Pagina 21 Carcinoma renale, Pisa leader nella ricerca 4 11/04/2015 Il Tirreno (ed. Pistoia Montecatini) Pagina 11 Il Consiglio di Stato boccia la Lombardia 5 11/04/2015 Il Tirreno (ed. Viareggio) Pagina 21 A Massa un primario pietrasantino 6 11/04/2015 Il Tirreno (ed. Viareggio) Pagina 21 Scontro Versilia Lucca sui rimborsi per i pazienti 7 11/04/2015 La Nazione (ed. Grosseto) Pagina 3 Servizi d' eccellenza e niente centrale 118Cosa cambia nella galassia dei /04/2015 La Nazione (ed. Livorno) Pagina 4 «Troppi incarichi, non ce la facciamo» 10 11/04/2015 La Nazione (ed. Livorno) Pagina 7 I medici del Lions a disposizione dei cittadini 11 11/04/2015 La Nazione (ed. Pistoia Montecatini) Pagina 17 Medico condannato a risarcire l' Asl di 50mila euro 12 11/04/2015 La Nazione (ed. Prato) Pagina 12 SARA BESSI Pronto soccorso più sicuro Porte ad apertura controllata 13 11/04/2015 La Nazione (ed. Viareggio) Pagina 9 «Inaccettabile il tettodi 15 giorni nei ricoveri» 14

3 Pagina 19 Il Tirreno (ed. Massa Carrara) la nomina. Ospedale, arriva nuovo primario Alessandro Pampana guiderà la Medicina verso il reparto unico. MASSA Il nuovo ospedale in viale Mattei, quello che aprirà i battenti a novembre (questi gli impegni della direzione), ha ora il suo primario di medicina. Il compito di unire il reparto massese e quello carrarese in un' unica struttura complessa di medicina generale è nelle mani di Alessandro Pampana che lascia la guida del reparto di medicina di Cecina. Classe 1955 a Livorno, ha vissuto in Versilia, a Pietrasanta e si è laureato in medicina all' Università di Firenze nel Per poi conseguire tre specializzazioni: in medicina interna, in malattie dell' apparato digerente ed in ematologia. Dopo un' esperienza come medico all' ospedale militare di Firenze, ha lavorato nel reparto di medicina degli ospedali di Piombino, di Pietrasanta e di Viareggio per poi approdare nel '97 al reparto di medicina dell' ospedale Santa Chiara di Pisa. Dal 2009 fino ad oggi ha diretto il reparto Medicina dell' ospedale di Cecina e dal 2011 ha collaborato alla riorganizzazione, con il sistema dell' intensità di cure, del presidio di Cecina. Esperienza che nel nuovo ruolo sarà fondamentale: dal prossimo 16 aprile, infatti, dopo aver vinto il concorso bandito dall' Estav (l' ente di area vasta), sarà alla guida dei due reparti apuani per guidarli verso l' unità all' interno del nuovo ospedale e verso, appunto, l' intensità di cure. Alessandro Pampana è membro di molte associazioni tra le quali la Società italiana di ematologia, la Società italiana sullo studio del fegato ed è fondatore del gruppo di epatologi toscani. 1

4 Pagina 21 Il Tirreno (ed. Pisa) Officina trasfusionale Cisanello si conferma leader nell' area vasta I centri toscani ridotti da 27 a 3, a Pisa investiti euro Marroni: «Si tratta di un punto a favore dell' eccellenza» di Doady Giugliano wpisa Il sangue che i donatori toscani, generosamente donano quotidianamente attraverso le varie associazioni di volontariato, sarà adesso ancor più in buone mani. Un capitolo nuovo, che non pensiona certamente i vari centri trasfusionali sparsi per la regione, si apre con l' inaugurazione, avvenuta ieri all' Ospedale di Cisanello, della prima " Officina trasfusionale" toscana, attivata per rispondere 24 ore no stop per tutti i giorni dell' anno alle varie richieste ed esigenze, delle strutture pubbliche sanitarie presenti sull' area vasta nord occidentale. L' attività che si svolge all' interno di questo centro, inizia con la raccolta del sangue proveniente dalle strutture affiliate, e la successiva lavorazione dello stesso, per ottenere attraverso sofisticati e rigorosi processi produttivi, le varie sostanze emoderivate indispensabili per intervenire nelle diverse patologie in cui trovano applicazione. Un punto in più a favore dell' eccellenza del servizio sanitario regionale che, come ha afferma Luigi Marroni, assessore regionale alla Sanità «è un risultato ottenuto con un lavoro avviato da due anni attraverso il progetto di razionalizzazione del sistema dei servizi che prevedeva anche quello della filiera del sangue. Oggi lavorare il sangue è un processo sempre più complesso, e soprattutto regolamentato. È come lavorare un farmaco. Da qui la decisione di fare, da circa 27 "centraline", 3 grandi centrali. Si tratta di un grosso lavoro progettuale, dietro c' è stato un investimento di circa 6 700mila euro, per cui ringrazio ancora una volta tutti e soprattutto i donatori, perché lavoriamo un prodotto non nostro, che ogni giorno ci viene donato grazie alla loro generosità». Due gli obiettivi primari del centro: la gestione ottimale per garantire il raggiungimento di standard europei nella produzione degli emocomponenti e del plasma da conferire all' industria, per la preparazione di emoderivati; lo sviluppo di un nuovo sistema di distribuzione delle unità di emoderivati ai servizi trasfusionali degli ospedali, basato su una «emoteca informatica al fine di prevenire le criticità delle scorte, favorendo la disponibilità equilibrata di sacche dei diversi gruppi sanguigni. Il direttore della "Officina", dott. Domenico Russo, ha relazionato sull' attività, che si basa sull' immunoematologia per la quale si effettuano oltre 1000 esami il giorno. Il personale a regime sarà di 12 tecnici di laboratorio, un biologo e due medici. Continua > 2

5 Pagina 21 < Segue Il Tirreno (ed. Pisa) «Cercheremo di venire incontro a tutte le esigenze dei colleghi dice Russo ma le premesse ci sono tutte perché sia un centro di eccellenza». Gli ultimi dati forniti, riportano un flusso dall' area vasta di circa 95mila unità di sangue l' anno, (circa 350 sacche al giorno) ma che a breve si assesteranno attorno alle 500 sacche giornaliere. RIPRODUZIONE RISERVATA. 3

6 Pagina 21 Il Tirreno (ed. Pisa) Carcinoma renale, Pisa leader nella ricerca Dalla ricerca nuove speranze di cura per il carcinoma renale. Sulla rivista internazionale Science Translational Medicine sono stati appena pubblicati i risultati di uno studio condotto presso il sunnybrook research institute dell'università di Toronto e la divisione di farmacologia del dipartimento di medicina clinica e sperimentale dell'università di Pisa che per la prima volta prospettano una terapia efficace per il tumore renale resistente al trattamento. Il carcinoma renale è infatti un cancro normalmente considerato resistente alle chemioterapia tradizionale ed è attualmente trattato con terapie biologiche mirate, sebbene purtroppo anche l'efficacia di queste molecole sia limitata da una resistenza intrinseca e acquisita da parte delle cellule tumorali. «I risultati preclinici di questo studio condotto in parte anche nel nostro laboratorio ha spiegato Guido Bocci dell'ateneo pisano che ha lavorato insieme a Teresa di Desidero, assegnista dell'università di Pisa e co primo autore dell'articolo hanno dimostrato che la combinazione di topotecano metronomico (un chemioterapico classico somministrato a basse dosi giornaliere e dunque con minore tossicità per i pazienti) e di pazopanib (una terapia biologica che inibisce la vascolarizzazione delle cellule cancerose) sia molto efficace per contrastare sia il tumore primitivo sia la malattia metastatica, in particolare come terapia adiuvante postchirurgica, a fronte invece di una assenza di effetto del pazopanib o del topotecano somministrati singolarmente. Abbiamo potuto dunque verificare che i due agenti combinati hanno determinato un significativo blocco della malattia metastatica, mentre dopo la sospensione del trattamento si è verificata la progressione del tumore» 4

7 Pagina 11 Il Tirreno (ed. Pistoia Montecatini) Il Consiglio di Stato boccia la Lombardia No all' eterologa a pagamento. No alla eterologa a pagamento: il Consiglio di Stato ha sospeso in via cautelare la delibera della Lombardia che ha stabilito che i cittadini debbano pagare interamente il trattamento di fecondazione eterologa. Una decisione che secondo i giudici crea una disparità tra i cittadini. Ma la Regione non ci sta: difenderemo le nostre scelte, anche con un ricorso al Tar. A presentare i ricorsi sono stati l' associazione "Sos Infertilità", una società di medici milanese che lavora nella sanità privata e la onlus "Medicina democratica". La Lombardia è stata l' unica Regione a prevedere il pagamento intero per il ricorso alle tecniche di fecondazione assistita eterologa, cioè utilizzando il materiale genetico esterno alla coppia. I costi variano tra i ed i 4mila euro. «Non mi stupisce» ha commentato il ministro della Salute, Lorenzin «Ricordiamo che l' eterologa è stata introdotta in Italia dalla Corte costituzionale che sollevava la discriminazione e disparità economica tra le coppie che potevano sostenerla all' estero piuttosto che in Italia. Non a caso ho inserito l' eterologa nei livelli essenziali di assistenza, a pari livello della fecondazione omologa». «Il Consiglio di Stato ha emesso l' unica sentenza possibile grazie al lavoro delle associazioni di pazienti e dei colleghi con cui in questi anni abbiamo lavorato per la tutela dei diritti delle persone che vorrebbero avere una famiglia con dei bambini ha detto l' avvocato Filomena Gallo, segretario della Luca Coscioni e già la legge 40 ha per anni discriminato le coppie rispetto all' accesso alle tecniche. Perché il consiglio regionale avrebbe voluto continuare sulla stessa strada prevedendo disparità di trattamento?». 5

8 Pagina 21 Il Tirreno (ed. Viareggio) direttore della nuova medicina. A Massa un primario pietrasantino VIAREGGIO Il nuovo ospedale di Massa, quello che aprirà i battenti a novembre (questi gli impegni della direzione), avrà un primario di medicina originario di Pietrasanta. Il compito di unire il reparto massese e quello carrarese in un' unica struttura complessa di medicina generale è nelle mani di Alessandro Pampana, che lascia la guida del reparto di medicina di Cecina. Classe 1955, nato a Livorno, ha vissuto in Versilia, a Pietrasanta e si è laureato in medicina all' Università di Firenze nel Per poi conseguire tre specializzazioni: in medicina interna, in malattie dell' apparato digerente ed in ematologia. Dopo un' esperienza come medico all' ospedale militare di Firenze, ha lavorato nel reparto di medicina degli ospedali di Piombino, di Pietrasanta e di Viareggio per poi approdare nel '97 al reparto di medicina dell' ospedale Santa Chiara di Pisa. Dal 2009 fino ad oggi ha diretto il reparto Medicina dell' ospedale di Cecina e dal 2011 ha collaborato alla riorganizzazione, con il sistema dell' intensità di cure, del presidio di Cecina. Esperienza che nel nuovo ruolo sarà fondamentale: dal prossimo 16 aprile, infatti, dopo aver vinto il concorso bandito dall' Estav (l' ente di area vasta), sarà alla guida dei due reparti apuani per guidarli verso l' unità all' interno del nuovo ospedale e verso, appunto, l' intensità di cure. Alessandro Pampana è membro di molte associazioni tra le quali la Società italiana di ematologia, la Società italiana sullo studio del fegato ed è fondatore del gruppo di epatologi toscani. RIPRODUZIONE RISERVATA. 6

9 Pagina 21 Il Tirreno (ed. Viareggio) Scontro Versilia Lucca sui rimborsi per i pazienti Le terapie svolte all' ospedale Campo di Marte sui malati di tumore versiliesi provocano un contenzioso da euro tra le Asl. Con conseguenze rischiose di Matteo Tuccin VIAREGGIO Le prestazioni sanitarie (soprattutto radioterapie) svolte all' ospedale Campo di Marte di Lucca sui malati di tumore versiliesi fanno nascere un contenzioso da euro tra le due Asl interessate. Con tanto di reinvio della questione alla Regione, che dovrà pronunciarsi sull' argomento. Le ripercussioni del parere di Firenze potrebbero essere molto pesanti: l' Asl che si vedrà dare torto avrà problemi seri. Non per il bilancio in sé, visto che si parla di poche centinaia di migliaia di euro su contabilità generali che sono di 200 e passa milioni. Quanto per aver messo a credito (o a debito) delle cifre che poi non sono state riconosciute tali. Si rischia, insomma, una contestazione di irregolarità di bilancio che può avere conseguenze severe. Il nocciolo della questione sta nei rimborsi che l' Asl di provenienza del paziente deve riconoscere alla "sorella" dove viene eseguita la prestazione sanitaria. È previsto, infatti, che per un versiliese che va a curarsi a Lucca ovviamente tramite la sanità pubblica la sua Asl debba restituire il costo della visita o dell' esame che lei ha di fatto "appaltato" all' altra azienda sanitaria. Per i conti generali della sanità toscana è un' operazione cosiddetta a saldo zero, nel senso che i rimborsi transitano da un ente pubblico all' altro, quindi senza nessuna differenza per la casse della Regione, cioè nostre. Ma è chiaro che, per la singola Asl, la quantificazione è importante perché va a toccare il proprio bilancio. E sappiamo benissimo quanto i conti delle Aziende sanitarie siano finiti all' attenzione generale, con continue sforbiciate per i tagli sempre più imponenti alla sanità. I rimborsi per le prestazioni vengono stabiliti da tabelle predefinite dalla Regione, che però cambiano anche in base a nuovi costi o a novità terapeutiche. Ed è su questi cambiamenti che, con ogni probabilità, si è creato l' inghippo. Fatto sta che per una serie di prestazioni svolte nel 2012 da pazienti oncologici versiliesi a Lucca come detto si tratta soprattutto di radioterapie l' azienda sanitaria lucchese ha chiesto una cifra ritenuta non congrua da quella versiliese. Cifra che è stata contestata anche da un punto di vista formale. Della questione, fanno sapere da Firenze, è stata informata anche la Regione. Ora si attende il pronunciamento su una vicenda che, come detto, rischia di rappresentare un nodo difficilmente districabile. Soprattutto per chi si vedrà dar torto. RIPRODUZIONE RISERVATA. 7

10 Pagina 3 La Nazione (ed. Grosseto) Servizi d' eccellenza e niente centrale 118Cosa cambia nella galassia dei reparti La partita della robotica e dei posti letto: gli scenari della riforma. IL PRIMO SEGNALE, per nulla incoraggiante, è arrivato nei giorni scorsi. La centrale del 118 è passata, armi e bagagli, a Siena. Il tempo di riorganizzarsi e da ottobre nascerà nella città del Palio, il «polo del soccorso pubblico», primo in Toscana e secondo in Italia dopo Venezia. Una centrale che smisterà gli interventi per circa mezzo milione di abitanti, in un territorio vastissimo di oltre 8300 chilometri quadrati. Il sindacato Nursing Up non ha fatto mancare osservazioni critiche: «Applicare il modello senese alla nostra realtà, molto più grande e scarsamente popolata della loro, comporterà difficoltà agli operatori senesi che non conoscono il territorio. E sbagliare, o solo ritardare, interventi in emergenza potrebbe avere conseguenze disastrose». Oltre alle ripercussioni sui posti di lavoro che inevitabilmente aumenteranno a Siena e diminuiranno a Grosseto. MA NON C' È SOLO la partita (già persa) della centrale 118 tra quelle che la sanità maremmana dovrà giocare nella nuova macroarea con Arezzo e Siena. Ci sono i frequenti sovraffollamenti del pronto soccorso degli ospedali maremmani. Nei momenti di picco delle malattie di stagione, come nel febbraio scorso, incontrano grandi difficoltà a distribuire i pazienti più gravi nelle aree di degenza. Ancor più delicato il tema dei posti letto nonostante i cinque ospedali disseminati per la provincia (oltre a Grosseto, Orbetello, Massa Marittima, Pitigliano e Castel del Piano). Il tasso dei posti letto ogni mille abitanti è ben al di sotto della media. Qui sono appena 2,4 mentre nel resto della regione sono 3,2, in Italia 3,5 e in Europa addirittura 5,5. C' è poi la cosiddetta medicina territoriale che sembra un cantiere aperto. Organizzare al meglio le cure primarie e intermedie è una condizione per contenere le degenze in ospedale. La Cgil di recente ha ricordato che «i nuovi letti di cure intermedie sono solo 10 sui 56 previsti ed è stata aperta solo una Casa della salute delle 9 programmate». Per ultimo ma non ultimo, il fiore all' occhiello della sanità grossetana: la robotica. Nel reparto, punto di riferimento a livello mondiale, si portano a termine circa 500 interventi all' anno. C' è poi la Scuola internazionale in cui negli anni si sono formati oltre 800 chirurghi. A Grosseto si sono alternati alla guida della chirurgia generale nomi di prestigio internazionale, a partire dal professor Pier Cristoforo Giulianotti. Almeno su questa straordinaria risorsa sanitaria Grosseto dovrebbe dormire sonni tranquilli. f.d' a. Continua > 8

11 Pagina 3 < Segue La Nazione (ed. Grosseto) 9

12 Pagina 4 La Nazione (ed. Livorno) ASSISTENTI SOCIALI DIMINUISCE IL PERSONALE E AUMENTA IL SERVIZIO. «Troppi incarichi, non ce la facciamo» La denuncia dei sindacati: «E le assunzioni sono in ritardo» LIVORNO SI È SVOLTA ieri mattina un' assemblea con sindacati e lavoratori per chiedere chiarezza sulla situazione degli assistenti sociali livornesi. Tra tagli, pensionamenti e conclusione di contratti a tempo determinato, intorno al settore dell' assistenza sociale si è creata una grande confusione, che non fa altro che aggravare le, già difficili, situazioni di disagio di molti cittadini. «Stiamo vivendo una situazione di grave difficoltà spiega Francesco Redini della Cisl a causa della mancata sostituzione dei lavoratori dopo la cessazione dei loro impieghi. E questo avrà delle ricadute sia sui dipendenti, che al momento devono sobbarcarsi il doppio del lavoro, sia sui servizi dei cittadini. Diminuendo il personale, infatti, aumentano gli incarichi e diminuisce il livello del servizio offerto. Siamo preoccupati per i ritardi nei processi assuntivi ed è per questo che abbiamo indetto questa assemblea. Vogliamo parlare al più presto con le istituzioni competenti, ovvero col Comune di Livorno, di Collesalvetti e di Capraia, e con l' Usl 6. Spetta a loro dirci come hanno intenzione di andare avanti e come vogliono spendere i circa 25 milioni che hanno a disposizione per sanità e sociale». SONO TRE i problemi principali. Il primo riguarda il ritardo nelle assunzioni. Dopo il pensionamento e i due contratti a tempo scaduti lo scorso marzo, ancora non c' è stato «turn over». «Una soluzione continua Fiorella Dal Canto, Cgil poteva essere la proroga dei due contratti fino all' assunzione di altri due assistenti sociali. Ma a Livorno, almeno in questo settore, manca tutto. Non c' è un' idea, non c' è una programmazione, non c' è un progetto. Oggi i lavoratori si sentono isolati e gli assistenti sociali vivono alla gioantata». Un altro problema riguarda la Società della Salute. «Questo progetto continua la Dal Canto non è mai partito veramente. È rimasto sempre in forse'' e non si è mai concretizzato. Perciò a febbraio il Comune ha deciso di scioglierla, ma al suo posto non è nato niente di alternativo, cosa che invece sarebbe prevista una legge regionale». L' ULTIMA questione riguarda Collesalvetti. «L' Usl conclude Letizia Carmignani, della Cgil non ha sostituito gli assistenti sociali che hanno cessato il loro contratto e perciò i casi'' sono stati spalmati sugli altri lavoratori della zona. Per questo motivo, per un' ora e mezzo ogni 15 giorni un assistente sociale di Livorno deve uscire dalla propria zona di competenza per andare al Punto Insieme di Collesalvetti. Può sembrare una banalità, ma oltre a servire a poco dal punto di vista del sostegno, è un' operazione che ha delle gravi carenze soprattutto sotto il profilo della sicurezza». Nicolò Cecioni. 10

13 Pagina 7 La Nazione (ed. Livorno) SANITÀ, LA PREVENZIONE DOMENICA ALLA ROTONDA D' ARDENZA. I medici del Lions a disposizione dei cittadini DOMENICA alla Rotonda di Ardenza l' iniziativa Lions Club Prevenzione, è tempo di «Medici in piazza» patrocinata dall' Asl e dal Comune. «Durante la giornata dalle 10 alle 17 spiega Gianluca Giovannini, presidente del Lions Club Livorno Host alcuni medici soci della nostra associazione hanno dato la disponibilità per rispondere alle domande dei cittadini. Ci saranno cardiologi, oculisti, ortopedici, urologi, ginecologi e molti altri che gratuitamente saranno impegnati in prevenzione e sensibilizzazione». Alla presentazione hanno partecipato anche Gino Baldi, Past president del Lions Club Livorno Host e Ina Dhimgjini, Assessore al Sociale e Sanità del Comune di Livorno. 11

14 Pagina 17 La Nazione (ed. Pistoia Montecatini) CORTE DEI CONTI. Medico condannato a risarcire l' Asl di 50mila euro CONDANNATA a risarcire parte del danno subito dall' Asl in seguito a un intervento sanitario già giudicato errato. E' la sentenza emessa dalla Corte dei Conti nei confronti di Sabrina Magli, nata a Pescia e residente a Bagni di Lucca, all' epoca dei fatti medico del 118. Il 19 agosto 2009 un rumeno di 24 anni, fermato in stato di ubriachezza, fu condotto in caserma dai carabinieri di Montecatini. Visto lo stato di forte agitazione e gli atti di autolesionismo, fu chiamato il 118. Il medico gli praticò un' iniezione di un farmaco. Qualche ora dopo i carabinieri andati a controllare lo stato di salute dell' uomo, rilevarono una situazione di forte malessere, chiedendo un altro intervento del 118. A seguito di arresto cardiocircolatorio il rumeno morì, nonostante le manovre di rianimazione. La magistratura di Pistoia avviò un procedimento penale contro il medico per omicidio colposo, sostenendo la sua negligenza e imperizia. Il processo penale si concluse con sentenza del 20 maggio 2011, definitiva il 16 luglio 2011, che ha l' ha condannata a sei mesi di reclusione, sostituita con la pena pecuniaria di 45mila euro. L' Asl di Pistoia ha poi raggiunto un accordo transattivo con la ma madre della vittima, versandole 230mila euro. Adesso la Corte dei Conti, sezione giurisdizionale del Toscana, ha condannato Magli a pagare all' Asl 50mila euro. 12

15 Pagina 12 La Nazione (ed. Prato) L' ACCORDO. Pronto soccorso più sicuro Porte ad apertura controllata LAVORI in corso da lunedì 13 aprile e fino a mercoledì nella sala d'attesa del pronto soccorso del «Santo Stefano». A meno di due anni dall'inaugurazione del nuovo presidio ospedaliero, si sono resi necessari degli interventi per rendere più funzionali gli accessi per gli utenti ai locali del pronto soccorso stesso, come specifica in una nota la direzione dell'asl 4. Un intervento che era stato sollecitato soprattutto dopo alcuni episodi che hanno mostrato «falle» per la sicurezza di chi, medici e infermieri, presta servizio al pronto soccorso con aggressioni da parte di utenti ai danni degli stessi professionisti (ricordiamo quella del 7 febbraio scorso ai danni due operatori con un ferito con prognosi di 30 giorni). Addirittura il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, ha presentato nei mesi scorsi un esposto agli organi preposti per l'istituzione di un posto di polizia fisso al pronto soccorso. Infatti, da quanto è stato effettuato il trasferimento dell'ospedale dal «Misericordia e Dolce» al nuovo presidio di Galciana, la sicurezza è garantita dal passaggio delle guardie della Securitas Metronotte, che si trovano all'ingresso del «Santo Stefano» e da quello delle forze dell'ordine. Due giorni di lavori per risistemare gli accessi ai locali interni del pronto soccorso, che d'ora in poi non saranno più disponibili a chiunque, ma solo su apertura controllata. Fino ad oggi chiunque, anche persone sbandate, hanno avuto libero accesso alle stanze del triage e di lavoro grazie ai maniglioni antipanico ovviamente non bloccati. Saranno riattivati i meccanismi di chiusura automatica per controllare meglio gli accessi del personale non addetto. A differenza di altri pronto soccorso, però, al «Santo Stefano», tutti i pazienti senza distinzione possono essere accompagnati all'interno da un familiare. Questa operazione è il primo dei tasselli di quell'accordo che è stato siglato ad inizio anno fra l'asl 4 e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil della sanità. In futuro, l'accordo prevederebbe, anche l'installazione di una telecamera con visione dal bancone interno per verificare le presenze dei pazienti che si affacciano alla porta d'ingresso. Il tutto nel rispetto della privacy e con accordo fra azienda e sindacati. Sara Bessi SARA BESSI 13

16 Pagina 9 La Nazione (ed. Viareggio) SANITA' PARENTE DI UNA MALATA MEDITA UN ESPOSTO. «Inaccettabile il tettodi 15 giorni nei ricoveri» «POSSIBILE che la sanità toscana permetta il ricovero convenzionato in strutture private per soli 15 giorni?». A manifestare la propria perplessità è Rolando Balugani di Modena che è venuto a visitare una parente in fin di vita «che però fra alcuni giorni sarà dimessa». «Ciò accade racconta poiché i pazienti in quella struttura non possono essere trattenuti più 15 giorni a prescindere dalle loro condizioni. Nell' apprendere tale notizia, che mi ha fatto rabbrividire, mi sono chiesto: è questa la tanto efficiente sanità toscana? Se quella paziente non sarà adeguatamene assistita e curata, proporrò al figlio di presentare un esposto denuncia alla procura della Repubblica di Lucca per mancata assistenza». Balugani solleva anche il problema dell' assenza di adeguata segnaletica per indirizzare chi esce dall' autostrada fino alla clinica. «Non era indicata in nessun cartello sostiene e mi sono visto costretto a chiedere più volte informazioni. Alla fine un uomo mi ha fatto capire che non ero il primo che si fermava perchè si era perso». 14

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