Il blog va a scuola. di Romolo Pranzetti

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1 Il blog va a scuola di Romolo Pranzetti 1

2 IL BLOG VA A SCUOLA...1 DI ROMOLO PRANZETTI...1 INTRODUZIONE...6 L UTENTE COSTRUISCE I NODI DELLA RETE...8 COMUNICAZIONE DI BASE...8 ATTIVITA CONDIVISA (asincrona)...10 CONDIVISIONE CONOSCENZE...11 COORDINAMENTO...12 Il computer diffuso...14 USO INTERATTIVO DELLA RETE...16 INTERNET 1 E LA CULTURA BLOGGER...18 GLI STRUMENTI PIÙ FORMATIVI...22 PIATTAFORME INTERATTIVE...23 IL BLOG COME NODO PERSONALE NELLA RETE...25 IL BLOG: DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE...29 DAL SITO PERSONALE AL BLOG...30 LA CRESCITA E LE CIRCOSTANZE...31 DAL DIARIO AL GIORNALE ONLINE...34 DIARIO ONLINE...35 USO POLITICO...36 STAR E GOSSIP...36 IL GENERE BLOG ED IL GIORNALISMO

3 CONTROINFORMAZIONE...39 LA NOTIZIA E L'ESCLUSIVA...39 CONFLITTI E GELOSIE...40 LA FORMA ED IL CONTENUTO...42 BLOG DI GIORNALISTI: SABELLI FIORETTI E COLLEGHI...43 LA TORRE DI BABELE...45 PIRAMIDI O BACHECHE POPOLARI?...50 TAG, GOOGLE E COLLEGAMENTI...50 APPRENDIMENTO, COMUNITÀ, BLOG...52 Gli strumenti che abbiamo descritto nella prima parte possono essere definiti come interattivi o collaborativi e quasi sempre servono per dar vita ad una community, o comunità online. Attorno al concetto di comunità virtuali, esiste una discussione molto proficua, in quanto il termine si presta ad utilizzazioni differenti ed a varie interpretazioni, come del resto succede al termine apprendimento STRUMENTI COOPERATIVI...52 RETI E CONNETTIVISMO...52 LA METAFORA DELLA RETE...53 CONOSCENZE IN PRESENZA ED A DISTANZA...53 CONOSCENZA E SUA COSTRUZIONE...54 COMUNITÀ DI PRATICA...55 RECUPERO DELLA SCRITTURA...57 AFFERMAZIONE DEI BLOG ED USO FORMATIVO...57 UN SITO PER LA COLLABORAZIONE...58 FACILITÀ D USO...59 BLOG ED I SUOI FRATELLI...61 IMPIEGO DEL BLOG

4 UTILIZZO DEL DOCENTE...62 UTILIZZO DELL ALUNNO...63 VISITARE ALTRI BLOG...63 SPERIMENTARE PRIMA DI PARTIRE...64 IL COPIA-INCOLLA...65 TRE FORME DI BLOG...66 PATRIMONIO PUBBLICO...66 WIKIWIKI, SITO VELOCE E DI GRUPPO...67 TUTTI A CACCIA, IL WEBQUEST...72 UNO SGUARDO ALLA BLOGOSFERA ITALIANA...76 BLOGER...77 EDIDABLOG...84 APRIRE E GESTIRE UN BLOG...86 SERVIZI GRATUITI...87 I servizi di hosting Blogger...87 In Italia, piccoli ma tanti...93 Splinder...94 LiberoBlog...96 ATTENTI AL CONTENITORE...98 COS'È UN CMS...99 RISORSE DI PHP INTERATTIVITÀ E SICUREZZA GARANTITE CRITERI DI SCELTA ED INSTALLAZIONE

5 USO DI QUALCHE PIATTAFORMA QUATTRO SCHEDE LA FRAGOLA SPIP GUPPY WORDPRESS CONCLUSIONI BIBLIOGRAFIA, ECC

6 Introduzione Per molti insegnanti la scoperta dei blog, dei wiki, e dei webquest è avvenuta durante gli ormai famosi corsi di formazione sulle tecnologie educative organizzati dal Ministero della Pubblica Istruzione, che durante l'anno scolastico ha interessato più di insegnanti. In quell occasione, in effetti, le proposte messe a disposizione degli operatori scolastici furono numerose ed interessarono molti ambiti della conoscenza e della comunicazione tecnologica. Gli argomenti affrontati in quelle riunioni furono corredati di materiali disponibili in rete ed anche diffusi con miriadi di CD-ROM e di siti Web. Tali materiali furono usati dai tutor ed a macchia d olio essi diffusero alcune delle esperienze collaborative più significative alle loro classi virtuali, con profitto ed utilità immediata per tutti, in quanto il social software apparve subito come l ambiente più consono alla ricerca ed alla diffusione della conoscenza, fra i tanti sperimentati da studiosi e da pubblicisti. Furono scoperte, provate ed analizzate piattaforme di formazione a distanza, furono valutati software didattici, furono affrontati esempi di utilizzo di materiali tecnologici per accrescere il profitto scolastico e diminuire l'impegno materiale degli insegnanti. I corsisti ebbero occasione di esplorare in maniera più o meno approfondita molteplici argomenti, ma soprattutto i tutor ebbero occasione di sconfinare in regioni più o meno prima inesplorate. Dai tutor, poi, il contagio interattivo ha toccato i corsisti, che hanno colto l'occasione per fornire il proprio gruppo di un blog, oppure di un wiki, di fare esercitazioni sui webquest, e di approfondire qualche strumento di conoscenza in più che non fosse il solito PowerPoint. Il blog si stava imponendo anche alla scuola italiana, dopo che aveva contagiato la scuola degli Stati Uniti, del Canada e della Francia. Dopo due anni, in questo volumetto se ne vogliono cogliere gli aspetti dinamici 6

7 nella raltà scolastica internazionale e anche nel nostro paese, con l avvertenza ovvia, però, che la situazione è in continua evoluzione e ciò che viene scritto oggi, domani può essere superato. Perché la ricerca della killer application, anche nell educazione, continua. Quale proseguimento e ideale aggiornamento online di questo lavoro, si propongono, a cura di Romolo Pranzetti e Stefania Giorello: - il blog Il blog va a scuola di riflessione e di ricerca sul fenomeno e sull impatto nell educazione; - LaBlog Laboratorio blog, sul sito Formazione e comunicazione online quale veloce luogo di scambio di esperienze e di possibili sviluppi. 7

8 L utente costruisce i nodi della rete In un libretto che propone in qualche modo l'utilizzo di un nodo comunicativo, bisogna pur richiamare sia pure sommariamente quali sono gli strumenti di condivisione e di comunicazione che Internet1 consente. Ecco uno schema che ci sembra utile e che per alcuni aspetti rappresenta strumenti vecchi e nuovi, a volte fusi anche tra loro, in piattaforme a ciò dedicate. COMUNICAZIONE DI BASE Mail - asincrona, consente in modo semplice e veloce di comunicare senza costi aggiuntivi con chi ha una casella postale elettronica. Di solito l'indirizzo è il requisito primario per accedere ad ulteriori servizi sulla rete: iscriversi ad un portale, iniziare un corso di formazione online... anche aprire un blog. Figura 1 - Skype: dal filmato dimostrativo2 Chat3: uno degli applicativi a tu per tu, ma anche uno a tanti o tanti Per un confronto sugli strumenti collaborativi, si può utilmente confrontare il rapporto del Centre for Distance Education (CDE) dell Università Athabasca di Alberta, in Canada: che - sebbene in alcuni aspetti non sia completamente aggiornato offre tuttavia una panoramica ampia e dettagliata per la definizione L Internet Relay Chat (IRC) è una forma di comunicazione istantanea su 1 8

9 a tanti, più utilizzati soprattutto dai giovani; è uno strumento per socializzare, per fare amicizia, per prendere decisioni. A scuola viene usata per impratichirsi nelle lingue straniere, di solito è testuale e richiede poche risorse, ma sempre più spesso sono consentite anche chat audio o video (si veda l'esempio di ICQ o di Skype, per tutti)4. Lavagna condivisa: una lavagna condivisa è un sistema che permette di disegnare contenuti che vengono visti e condivisi a distanza5 fra due o più utenti collegati. Videoconferenza: lo strumento mette in contatto più persone relativamente lontane per una discussione, un incontro virtuale fra più membri di un gruppo, una vera e propria conversazione multipla... oppure anche una lezione a distanza, come per esempio fa l'osservatorio Astronomico di Padova6. Instant Messaging: è un applicazione sincrona, che possono utilizzare due o più utenti online contemporaneamente; anzi, una volta registrati ed aver fatto l'accesso alla rete o al protocollo particolare, tramite un piccolo programma si viene avvisati che in linea c'è anche il nostro amico o il nostro gruppo... e può iniziare lo scambio di messaggi. Alcuni programmi supportano diversi protocolli e diversi fornitori di connettività7 Internet che consente, sia la comunicazione reciproca tra utenti che tra gruppi, in "stanze" di discussione chiamate "canali", in 4 ICQ, l acronimo si pronuncia come I Seek You, (ti cerco) è uno storico strumento di conversazione, mentre Skype fornisce anche soluzioni di telefonia a basso costo. 5 Desidero citare l'esperienza di Xspigola, Xspigola consente non solo di produrre disegni, ma anche animazioni on line.mentre il docente produce, a distanza, i suoi studenti vedono quello che si produce in diretta. Possono poi interagire con il loro insegnante tramite il modulo per la CHAT e/o il VOIP. Perché la procedura possa essere attivata occorre:installare xspigola in un server web.il docente che produce i contenuti, per condividere i contenuti,passo per passo 6 l'astronomo in videoconferenza:http://www.pd.astro.it/othersites/stelle/guru/videoc.html 7 oltre ad ICQ e Skype, esistono numerosi client, per qualche esempio, si veda: Per i client multipli citiamo Miranda: 9

10 Figura 2 - Grouper, un nuovo strumento di condivisione online: ATTIVITA CONDIVISA (asincrona) Aste online: come ebay.com8, dove l utente oltre ad acquistare o vendere, crea una sua rete di rispettivi collegamenti ed accreditamenti, o come Amazon.com9, dove le recensioni degli utenti hanno un importante ruolo non solo culturale, ma anche commerciale. Piattaforme di gioco: MUD-MOO: programmi che sfruttano le caratteristiche di un sistema informatico multiutente in rete per realizzare giochi di ruolo che coinvolgono numerosi partecipanti. Sono "mondi artificiali" che favoriscono lo sviluppo di attività cooperative che possono avvenire in modo sincrono ed asincrono. Le attività sincrone implicano l'interazione diretta tra i giocatori10. Piattaforme collaborative: si hanno quando appositi siti offrono applicativi tipo Word o Excel per gestire dati in maniera che possano 10 definizione presa da:

11 accedervi membri di uno stesso gruppo di lavoro; sempre più spesso tali piattaforme sono open source, come i wiki citati, o come applicativi basati su PHP11. Revisione collaborativa: si ha soprattutto per documenti strutturati, anche in lingue straniere o, addirittura, con versioni diverse di uno stesso documento12 Forum: in assoluto forse è lo strumento che più assomiglia al blog, solo che è un luogo pubblico, dove ciascuno degli iscritti ha pari ruolo e dignità e dove eventualmente un potere viene esercitato da una terza figura, quella del moderatore, laddove esista. Condivisione file: il famoso o famigerato peer to peer, cioè scambio di file tra pari, praticato soprattutto dai giovani che si scambiano file musicali in mp3, un formato compresso. Ma come è noto esiste anche l'aspetto legale, gestito attraverso apposite piattaforme a ciò dedicate13 Figura 3 - Un logo ben noto (presenza+distanza) dei docenti: nella la formazione "blended" piattaforma INDIRE, CONDIVISIONE CONOSCENZE Tutte le applicazioni viste precedentemente sono in qualche modo utilizzabili per la condivisione delle conoscenze, ma di frequente vengono creati strumenti Si veda al sito: Virtuele werkruimten Collaborative workspace, disponibile in: ; in italiano si veda la piattaforma Websapiens, disponibile in: 12 Collaborative Office Document Editing and Revision Control, disponibile in ; 13 Un esempio: ma ve ne sono molti altri, come oppure la piattaforma Dspace del MIT, https://dspace.mit.edu/index.jsp 11 11

12 dedicati, con funzioni particolarmente sofisticate. Diamo per conosciute le voci sotto elencate, ci limitiamo a fornirne un elenco di gruppi: Gestione contenuti: i classici CMS o content management system cui facciamo riferimento più avanti. FAQ14: cioè raccolte di domande precedentemente poste, con risposte da consultare prima di fare altre interrogazioni a sproposito. WiKi: pagine web collaborative: possono contenere piccoli progetti o dizionari o addirittura enciclopedie. Mailing list: strumento che serve a mantenere il contatto fra i membri di un gruppo collaborativo o d interesse; ogni membro può inviare una a tutti i membri del gruppo, usando un solo indirizzo. Agende elettroniche condivise: anch esse, in genere, basate su semplici database gestiti tramite script in php15 o equivalenti. Organigrammi e mappe concettuali: cioè espressione grafica di idee realizzabili con appositi programmi sempre più dinamici ed interattivi tesi allo scambio di dati ed informazioni anche multimediali. Biblioteche con e-book (libri elettronici) gratuiti o, comunque, scaricabili a prezzi accessibili. Motori di ricerca: siti che consentono di portare sul nostro computer informazioni su un determinato argomento: ne esistono moltissimi, sia generici, sia specializzati per qualsiasi esigenza sia di studio sia di tempo libero16. P2P: Peer to peer (file sharing o scambio di file, sia abusivo, sia legale): in considerazione che i computer in rete hanno pari funzione, per consentire la condivisione di file, sia generati autonomamente, sia commerciali. COORDINAMENTO Anche questi strumenti sono a volte disponibili nelle suite per la produttività individuale e, spesso, hanno appendici o archivi sul web. Qualche esempio di categorie: acronimo di Frequently Asked Questions. Cfr vedi più avanti. 12

13 Workflows: aiutano a coordinare le attività dei collaboratori. Agende elettroniche o web condivise, per appuntamenti Gestione compiti: organigrammi, mappe concettuali, vedi sopra. In Internet i mezzi sopra elencati formano un parco di strumenti molto variegato, anche perché possono essere usati in combinazione: essi consentono la vita di una comunità, anche se non sarebbero finalizzati alla creazione di vere e proprie comunità di pratica. Molti di questi strumenti hanno il vantaggio, o il peso, della sincronia, cioè della presenza contemporanea dei vari attori, cosa non sempre facilmente raggiungibile;, d'altra parte il forum strumento asincrono - consente un intervento più pacato e riflessivo, non richiedendo una risposta immediata. L' , è un po' una base di partenza per ciascuna delle varie attività di formazione on-line, spesso diventa anche lo strumento di base per registrarsi a molte delle attività formative o di scambio proposte dalla rete. L' è di solito il primo strumento di addestramento per chi voglia iniziare a partecipare ai gruppi di discussione, dalle mailing-list agli stessi blog. La chat si è visto fa interagire attraverso la comunicazione scritta persone lontane fisicamente e vincolate dalla simultaneità dell'intervento. Oggi vi sono anche strumenti per chat vocali, come per esempio il software gratuito Skype, che rende la conversazione particolarmente confortevole per la qualità della voce, per cui si va diffondendo non solo fra privati, ma anche nelle aziende, consentendo un uso sostitutivo sia della telefonia fissa sia cellulare (SkypeOut, con tariffe concorrenziali). Di recente sono stati predisposti anche plugin (programmi aggiuntivi) che rendono possibile le video chat17, che danno ancora di più l'illusione della presenza e, quindi, possono essere sfruttate per prendere decisioni anche importanti evitando riunioni che, volte, richiederebbero spostamenti ed impegni rilevanti. Attraverso una videoconferenza una comunità di pratica può ad esempio: a) favorire la conoscenza dei vari membri; 17 Spontania video4im, 13

14 b) favorire scambi di opinioni e di pareri su determinati argomenti; c) consentire di prendere decisioni su temi già elaborati attraverso le oppure i forum. In conclusione, la videoconferenza diventa molto economica sia dal punto di vista del tempo, sia dal punto di vista degli spostamenti e può avere l efficacia di un gruppo di lavoro ben guidato. Il computer diffuso18 Gli esperti sogliono collocare intorno al 2003 un'importante evoluzione nell'uso e nella percezione di Internet. Essa - protagonista già del cambiamento dei rapporti fra la gente e i media tradizionali (giornali, cinema, tv), con scorribande promettenti anche nel campo del commercio elettronico e nei mercati azionari, fino allo scoppio della bolla della new economy (con il deprezzamento dei titoli basati sul web, 2001) ridimensionamento dell espansione numerica delle ha poi subito un connessioni, ma ha consentito accessi più veloci e impieghi sempre più interessanti. Ho preferito l aggettivo diffuso a continuous, cui veramente negli articoli di riferimento si parla; si veda un manifesto in questo link:

15 Figura 4 - Lavoro digitale condiviso, da: Grazie anche ad essi, si perfeziona e si moltiplicano le esperienze di trasmissione di contenuti multimediali, ma anche e soprattutto cresce un uso interattivo della rete. Non si tratta ovviamente di una trasformazione immediata, ma della comparsa di sintomi che diventeranno sempre più visibili ed importanti nel corso dei mesi successivi. Da un punto di vista della ferraglia, cioè hardware, occorre fare riferimento alla sempre più massiccia diffusione di quel fenomeno che alcuni studiosi chiamano il computer diffuso, tipico delle aree sviluppate del mondo che hanno a che fare quotidianamente con strumenti digitali come palmari, riproduttori di musica e filmati, smart phones o videofonini sempre più potenti ed orientati al web; con reti senza fili nelle aree di spostamento quotidiano, con un Internet sempre più provvista di strumenti di collaborazione e di comunicazione. Si fa pervasiva la possibilità di accedere a fonti informative anche senza disporre di una scrivania o di un computer tradizionale, e a volte senza rendersi conto che si attingono e si lasciano informazioni in un network sempre più vasto con le nostre azioni quotidiane. Scrive Vade Roush: Visita un qualsiasi aeroporto, spiaggia o parco cittadino e vedrai gente fornita di palmare, di cellulari, e di strumenti come macchine fotografiche e riproduttori musicali, con tanta naturalezza da considerarli parte dell abbigliamento, ed aggiunge che mentre negli anni trascorsi stare al computer significava staccarsi dalla vita reale, nell era del computer diffuso, è proprio con tale strumentazione che si riesce a mantenere vivi contatti multipli, anche con le persone care.19 Inoltre molti studiosi ritengono che tali contatti abbiano ripercussioni importanti anche sui mercati e sulle scelte dei consumatori, che sempre più spesso devono essere considerati utenti 20. W. Roush, Social Machines, in Technology Review, disponibile in e in 20 H. Rheinghold, Smart Mobs: The Next Social Revolution. Sottolinea l importanza dei 19 15

16 Figura 5 Il solo punto dove c è campo, da Uso interattivo della rete Il fenomeno è dovuto ad una capillare diffusione di quel social software21, che già esisteva, e che è gradualmente penetrato nelle abitudini degli utenti: ora esso raccoglie applicazioni di diverso tipo: si va dalla telefonia via Internet alle piattaforme di formazione a distanza, ai siti dinamici, ai blog ed ai wiki-wiki. Saranno tali applicativi le nuove killer application? Il termine è abbastanza noto, e l attesa rimane in parte insoddisfatta: la killer feedback degli acquirenti in ebay, o delle recensioni su Amazon. Y. Benkler sostiene l importanza economica del ruolo del comportamento sociale ( peer production ). Cfr The Power Of Us, in BusinessWeek, giungo 2005, disponibile in dove vi è tra l altro anche una lunga intervista al professore. Molti dei tools operanti in ambiente social software godono della licenza Creative Commons: 21 Christopher Allen, Tracing the Evolution of Social Software, disponibile in ; Mario Sixtus, Das Web sind Wir, in Technology Review, disponibile in 16

17 application è il programma che sconvolgerà il modo di usare l informatica, e non sappiamo bene quale sarà, tanto è vero che un boss di Yahoo! come Tim Sanders ha scritto un libro intitolato L Amore è la killer applicaton 22: alcuni dei suoi principi li richiameremo nelle prossime pagine. Ma per Internet in particolare si sta avverando l altro motto che recita: gli utenti sono la killer application, nel senso che le reti sociali esistono e hanno il ruolo che si va sempre più confermando e potenziando, perché gli utenti prendono il posto della pagina, del contenuto, dei programmi o delle musiche scaricabili nella considerazione di chi crea software e di chi vende spazi sul web. Si sta scoprendo cioè che la gente vuole intervenire nella più grande conversazione che sia mai stata consentita nella storia del mondo. Internet 1 e 2 Quanto alle modalità di fruizione, gli studiosi sostengono che Internet 1 si distingueva per la lettura, mentre invece Internet 2 consente sia la lettura che la scrittura: se nella prima fase tutti i media, Internet compresa, cercavano di impadronirsi dell attenzione degli utenti, nella fase attuale si è ormai compreso che l attenzione è un bene scarso23, e che, quindi, bisogna accontentarsi anche di piccoli brandelli di essa: dopo il browser che ci fa sfogliare le pagine Internet e il client di posta elettronica, il meccanismo che viene più frequentemente usato attualmente è la tecnica RSS (Really Simple Syndication), una distribuzione veramente semplice,24 in qualche modo basata sugli algoritmi dei motori di ricerca più autorevoli e, conseguentemente, sui meccanismi di collegamento che ciascun sito è capace di offrire, come anche sui client che puntano alla lettura di quei siti. Il documento tipico di Internet 1 era la pagina, realizzata da chi aveva interesse a farsi conoscere o a convincere, mentre in Internet 2 tende a prevalere il 22 Tim Sanders, Amore è la Killer App, Sperling & Kupfer Editori, 2002, 18. Sanders è Chief Solutions Officer di Yahoo! 23 Cfr Granieri G., Blog generation, Laterza, Roncaglia G., Blogosfera e feed RSS: una palestra per il Semantic Web?, RSS vuol dire anche RDF Site Summary, oppure Rich Site Summary. Si tratta comunque di flussi informativi basati su XML. 17

18 messaggio, la registrazione, l opinione, inviati dal comune utente, che potrà convincere, divertire, o persuadere soltanto in ragione della bontà del proprio messaggio. Per quanto riguarda la condizione fisica, in Internet 1 prevaleva la staticità, mentre in Internet 2 si ha un rapido incremento della dinamicità. Un solo esempio: sono sempre più i blog anche tradizionali che adottano le tecnologie di Flickr25 sulla propria pagina per presentazioni di diapositive animate o per semplici gallerie fotografiche. Per quanto riguarda la visualizzazione, ricorderemo le famose guerre dei browser, in cui Internet Explorer strappava il predominio a Netscape: oggi battaglie del genere avrebbero qualche motivo in meno motivo di essere, in quanto la tendenza che comincia a delinearsi è di utilizzare altri strumenti oltre al browser per attingere ai contenuti di Internet 2: può essere utile dare un occhiata agli oltre 13 milioni di risposte ad una ricerca su Google con le parole chiave feed reader : un sistema di lettura delle pagine web che somiglia a quello della posta elettronica. Quanto alla progettazione delle pagine web, in Internet 1 il ruolo del webmaster era incontrastato, mentre con Internet 2 diventa reale la possibilità di ciascun utente di realizzare un sito, una pagina, un punto d incontro sul web, grazie al blog o al wiki. Questo perché la carica di tecnologia necessaria per affrontare la prima fase era molto più ricca di quanto non pretenda la fase 2, che ammette alla sua mensa anche i dilettanti interessati26 La cultura blogger Ma è utile Internet pur con tutto il suo bagaglio di strumenti innovativi ed interattivi, pur con l enfasi ai processi comunicativi - alla scuola ed alla classe? Intanto, non è un risultato da poco diventare editori di se medesimi, diventarlo gratis e poter raggiungere tutto il mondo in tempi così veloci Cuene J, 2005, Web 2.0: Is it a Whole New Internet?, disponibile in 18

19 Poi, in tali campi, l apprendimento è davvero collaborativo: sia per il docente che per gli alunni si tratta di apprendere un linguaggio nuovo, un modo di esprimersi basato essenzialmente sulla testualità, ma che può arricchirsi di documenti iconici, intertestuali ed ipertestuali, e anche tipici di altri mezzi, come il cinema e la televisione. Figura 6 - Volantino dell'incontro dei blogger parigini Leggendo i blog francesi, difficilmente può essere sfuggita l indagine lanciata, in seguito ad una intervista a lui fatta, da Loic Le Meur27 a proposito delle caratteristichce della cultura blog. I risultati sono interessanti; e qui di seguito, riportiamo una sintesi delle risposte fornite, fatta da blogger spagnoli 28 : - il desiderio di condividere le proprie esperienze e conoscenze con altri; - l importanza crescente di avere l opinione dei propri lettori sulle proprie idee (tramite i commenti); da quando costruiscono una loro piccola comunità, i blogger sentono spesso il bisogno di chiedere loro un opinione su tutto; - un aiuto mutuo molto importante tra blogger. Essi sono capaci di condivi27 28 Existe t-il une culture blog?, La cultura blog, Bitagoras.org : 19

20 dere insieme dei progetti di collaborazione spesso lunghi o impossibili da condurre bene da soli; - una cultura dell'informazione molto importante, veloce e con numerose fonti (la maggior parte dei blogger leggono decine di blog ogni giorno, alcuni, in qualche caso, centinaia); - i blogger desiderano controllare la notizia che leggono e non la accettano come parola di Dio, come spesso accade nei mezzi d informazione tradizionali; - i blogger si sentono cittadini del mondo : si rivolgono a fonti internazionali e hanno contatti con persone di ogni paese; - i blogger si confrontano con la vita reale: una volta costruita la comunità virtuale, promuovono incontri con cene, feste, conferenze, per conoscersi di persona; - è riconosciuto un codice condiviso, un vocabolario, uno stile di scrittura ed un codice di condotta (citare le fonti, collegarsi alle fonti, ecc.); - i blogger sono così abituati ad interagire nelle pagine degli altri, che le pagine tradizioni danno loro un senso di insoddisfazione; - i blogger passano molto tempo ad aggiornare il proprio sito, sottraendolo ai media tradizionali, al tempo libero ed al sonno; - la cultura della rapidità nei messaggi, nelle risposte, nei commenti; - la necessità di un riconoscimento, per cui agli occhi di un estraneo possono apparire un po esibizionisti ( grandi egocentrici con molto tempo libero qualcuno li ha definiti). Altri punti da ponderare, potrebbero essere quelli che riassumono l atteggiamento di condivisione, proposto da Tim Sanders, già citato: 1) Costruirete un marchio fantastico. Diventare un guru di conoscenza, condividere la vostra rete ed essere un socio comprensivo, vi distinguerà dalla 20

21 massa. Sarete utili, considerati, speciali. 2) Creerete un esperienza. Il profitto non sarà tanto nelle vostre conoscenze, quanto nel padroneggiarle, destreggiandovi nel sovraccarico delle informazioni. Quando metterete a disposizione la conoscenza, le opportunità, l individualità, e la vostra intima personalità, non sarete solo un collega intelligente; sarete divertenti, interessanti e stimati. 3) Avrete l attenzione della gente. La più scarsa risorsa negli affari è l attenzione. Come convincerete la gente a prestare l'attenzione a ciò state dicendo o a darvi il parere di cui avete bisogno? Gente con marchi eccezionali e gente con cui sarete desiderosi di trattare vi rivolgerà un'attenzione intera. Ciò fornirà i risultati. 4) Sfrutterete il potere della presunzione positiva. Progredire significa cambiare. Uno degli ostacoli più grandi ai cambiamenti è nel conquistare la fiducia della gente. I colleghi hanno il potere della costruzione dei rapporti ad un livello profondo di fiducia. I vostri colleghi sentiranno che le vostre discussioni sono adeguate, che le vostre raccomandazioni sono solide e che i vostri riferimenti sono utili. Presumeranno che avete a cuore i loro interessi. Ed è un positivo risultato. 5) Riceverete un ritorno eccezionale. C è un ultima ragione per condividere le vostre conoscenze, imparerete se la vostra conoscenza ha valore. Se siete in grado di offrire la conoscenza alla gente, vi verranno date risposte utili in cambio. Vi diranno quali idee avranno funzionato e quali no. Vi diranno quali contatti saranno stati utili e quali invece superflui. Continueranno a comunicare con voi. E voi continuerete ad imparare da loro. Si formerà un circuito virtuoso. Qualcuno potrà giudicare tali affermazioni condizionate dall entusiasmo di appartenere ad una categoria ristretta, ed in effetti la discussione è aperta, per rendersene conto basta leggere anche solo i commenti al post di Loic Le Meur, tuttavia, mi è sembrato utile riportare questi elenchi, se non altro per offrire a chi non lo condivide, la possibilità di ribattere punto per punto, come è costume fra blogger. 21

22 Gli strumenti più formativi Piattaforme per chattare, piattaforme di educazione degli adulti e di educazione a distanza, ricerca di amici, telefonia via internet, applicativi per deporre-scambiare foto, audio, video, ed interazione fra pari, questi ed altri oggetti possono oggi confluire facilmente anche nel blog. Questi strumenti sono pensati per rendere Internet un luogo dove potersi incontrare e discutere liberalmente, condividendo pensieri, sentimenti, emozioni, riflessioni: questa esigenza viene raccolta dalla cosiddetta Internet Dopo il blog, il più rilevante oggetto sul quale soffermarsi è il wiki30, un sito particolarmente adatto alla redazione di documenti collaborativi o di progetti che implichino gruppi piuttosto affiatati. E su una piattaforma wiki che funziona un esperimento italiano, Porte Aperte sul Web31, che sfrutta ancora una volta anche altri strumenti collaborativi. Sentiamo la viva voce dei protagonisti a proposito dei punti forti del loro progetto, consistente nell ipotizzare un web più accessibile ed usabile: o il clima fortemente collaborativo tra i componenti del gruppo; o l utilizzo quotidiano della Mailing List: chi chiede aiuto riceve risposta in breve tempo; le domande spesso sono occasione di confronto e di crescita per i più, grazie anche alla presenza costante di esperti che offrono spontaneamente il loro supporto; o incontri non solo virtuali, ma anche in presenza in occasione di convegni che consolidano il rapporto tra i partecipanti e smussano attriti nati in ML; o sperimentazione di strumenti comunicativi innovativi Non a caso un commento nel blog Read/Write Web dello scorso giugno 2005, recitava: Always good to read how non techies are using Web 2.0: Teachers need to give Web 2.0 tools "to students and to members of our community, to stop speaking only to other teachers, to stop behaving as an expert class, and to find a way to have a stake in the interests and knowledge of the community 30 Cfr

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