Progetto in inchiesta pubblica PROGETTO C ; V2

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1 N O R M A I T A L I A N A C E I 1 Data Scadenza Inchiesta C Data Pubblicazione Classificazione 64-8; V2 Titolo Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a V in corrente alternata e a V in corrente continua Title CEI COMITATO ELETTROTECNICO ITALIANO AEIT FEDERAZIONE ITALIANA DI ELETTROTECNICA, ELETTRONICA, AUTOMAZIONE, INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI CNR CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE PROGETTO

2 Norma CEI 64-8;V2 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a V in corrente alternata e a V in corrente continua Premessa Il presente di Variante alla Norma CEI 64-8 contiene la nuova Sezione 557 e un aggiornamento della Sezione 710 più l inserimento di alcune prescrizioni relative a Parti già esistenti della Norma CEI In particolare la Variante contiene: Parte 5: Modifica all articolo Parte 5: Nuova Sezione 557 Circuiti ausiliari Parte 7: Modifica all articolo Parte 7: Aggiornamento Sezione 710 Locali ad uso medico Questa variante contiene inoltre l indicazione del recepimento nella Norma CEI 64-8 della Sezione 718 Communal facilities della Norma CENELEC HD Art Parte 5 Scelta ed installazione dei componenti elettrici Sostituire la nota esistente con quanto segue: NOTA 1 Le informazioni sui parametri da prendere in considerazione sono riportate nell HD La persona responsabile dell installazione fissa deve fornire, su richiesta, la documentazione stabilita come specificato dalla Direttiva EMC 2004/108. NOTA 2 Il livello di dettaglio della documentazione può variare da informazioni molto semplici a documentazione molto più dettagliata per installazioni complesse che comportano importanti aspetti potenziali di compatibilità elettromagnetica. Quando le installazioni sono costituite unicamente da apparecchi disponibili sul mercato, conformi alla Direttiva EMC e marcati con la marcatura CE, le prescrizioni di documentazione sono soddisfatte fornendo, su richiesta, le istruzioni per l installazione, l utilizzo e la manutenzione fornite dal costruttore di ciascun apparecchio. NOTA 3 Gli Stati membri hanno la responsabilità di stabilire le disposizioni per identificare le persone che sono responsabili di un installazione fissa. 1

3 Sezione 557 Circuiti ausiliari Aggiungere la seguente nuova Sezione Circuiti ausiliari Campo di applicazione Questo articolo si applica ai circuiti ausiliari, eccetto quelli trattati da norme di prodotto e di installazione specifiche Termini e definizioni Ai fini del presente documento, si applicano le seguenti definizioni. NOTA Per le definizioni generali, vedi la IEC circuito ausiliario circuito per la trasmissione di segnali destinati al comando, alla rilevazione, alla supervisione o alla misura dello stato di funzionamento di un circuito principale circuito principale circuito contenente l apparecchiatura elettrica per la generazione, la conversione, la distribuzione o la commutazione dell energia elettrica o dell apparecchiatura che utilizza corrente uscita di segnale di limitazione di corrente uscita di segnale fornita da un dispositivo che serve a limitare la corrente intrinsecamente protetto dai cortocircuiti e dai guasti a terra stato di un apparecchiatura elettrica o di un assieme protetto contro i cortocircuiti ed i guasti a terra da un progetto appropriato e da disposizioni di installazione [FONTE: IEC :2004, definizione ] livello di integrità di sicurezza SIL livello discreto per specificare le prescrizioni di integrità di sicurezza delle funzioni di sicurezza da attribuire ai sistemi elettrici/elettronici/programmabili elettronicamente relativi alla sicurezza, dove il livello di integrità di sicurezza 4 rappresenta il livello più elevato di integrità di sicurezza ed il livello di integrità di sicurezza 1 rappresenta il livello più basso [FONTE: IEC :2010, 3.5.8, modificata] Prescrizioni per i circuiti ausiliari Generalità L alimentazione in corrente alternata o in corrente continua per un circuito ausiliario può essere dipendente o indipendente dal circuito principale secondo la sua funzione richiesta. Se lo stato del circuito principale deve essere segnalato, allora il circuito di segnalamento deve essere in grado di funzionare indipendentemente dal circuito principale. NOTA Nelle installazioni estese, l uso di un alimentazione ausiliaria in corrente continua può essere preferibile. 2

4 Alimentazione per circuiti ausiliari dipendenti dal circuito principale Generalità I circuiti ausiliari con un alimentazione dipendente dal circuito principale in corrente alternata devono essere collegati al circuito principale: direttamente (vedi Fig ); o mediante un raddrizzatore (vedi Fig ); o mediante un trasformatore (vedi Fig ). Si raccomanda che i circuiti ausiliari che alimentano principalmente l apparecchiatura o i sistemi elettronici non siano alimentati direttamente ma almeno mediante una semplice separazione dal circuito principale. L1 L2 L3 N 3 Morsetti Terminals per for il the circuito auxiliary ausiliario circuit IEC 1802/12 Figura Circuito ausiliario alimentato direttamente dal circuito principale L1 L2 L3 N + Morsetti Terminals per for il the circuito auxiliary ausiliario circuit IEC 1803/12 Figura Circuito ausiliario alimentato dal circuito principale mediante un raddrizzatore L1 L2 L3 N Terminals Morsetti per for il the auxiliary circuito ausiliario circuit IEC 1804/12 Figura Circuito ausiliario alimentato dal circuito principale mediante un trasformatore NOTA Nel caso di un circuito ausiliario alimentato dal circuito principale, direttamente o mediante il raddrizzatore, il circuito ausiliario inizia al punto di connessione al circuito principale, vedi Fig quando si utilizza un raddrizzatore, vedi Fig , o un trasformatore, vedi Fig , il circuito ausiliario inizia sul lato in corrente continua del raddrizzatore o sul lato secondario del trasformatore..

5 Circuito ausiliario alimentato dal circuito principale mediante un trasformatore Quando un circuito ausiliario è alimentato da più di un trasformatore, questi ultimi devono essere collegati in parallelo sia sul lato primario che sul lato secondario Circuito ausiliario alimentato da una sorgente indipendente Quando si utilizza una sorgente indipendente, si dovrebbe rilevare una perdita di alimentazione o una sottotensione della sorgente del circuito principale. Un circuito ausiliario indipendente non deve creare una situazione pericolosa. NOTA Le batterie e i sistemi di alimentazione indipendenti dalla rete sono esempi di sorgenti indipendenti Circuiti ausiliari con o senza collegamento a terra Generalità Un circuito ausiliario deve essere conforme alla prescrizioni di messa a terra della IEC 60364, eccetto per quanto modificato da o NOTA Secondo le prescrizioni, un circuito ausiliario è fatto funzionare con collegamento a terra o senza collegamento a terra. Per esempio, nei circuiti ausiliari messi a terra, un guasto a terra in un conduttore non messo a terra porta ad un interruzione dell alimentazione del circuito ausiliario. Nei circuiti ausiliari non messi a terra, un guasto di terra in un conduttore porta solo ad un segnale dall IMD (vedi ). Si dovrebbe prendere in considerazione l utilizzo di circuiti ausiliari non messi a terra quando è richiesta un affidabilità elevata Circuito ausiliario messo a terra I circuiti ausiliari messi a terra alimentati mediante un trasformatore devono essere collegati a terra solo in un punto del lato secondario del trasformatore. Il collegamento a terra deve essere situato vicino al trasformatore. Il collegamento deve essere facilmente accessibile ed in grado di essere isolato per la misura dell isolamento Circuito ausiliario non messo a terra Se un circuito ausiliario é fatto funzionare mediante un trasformatore senza essere messo a terra, sul lato secondario si deve installare un dispositivo di controllo dell isolamento (IMD) conforme alla IEC NOTA In funzione della valutazione dei rischi, si dovrebbe determinare se il segnale dell IMD deve attivare un allarme acustico e/o lampeggiante o trasmetterlo ad un sistema di controllo Alimentazioni per circuiti ausiliari Generalità La tensione nominale del circuito ausiliario e i componenti utilizzati nel circuito devono essere compatibili con l alimentazione di quel circuito. NOTA Se la tensione di alimentazione è troppo bassa per il progetto del circuito, allora il funzionamento non sarà affidabile, per es. per il funzionamento appropriato dei relè. Si dovrebbe tener conto degli effetti della caduta di tensione sul funzionamento corretto dell apparecchiatura elettrica del circuito ausiliario, per es.: per un alimentazione in corrente alternata, i relè e le valvole a solenoide (elettrovalvole) possono avere una corrente di spunto da 7 a 8 volte la corrente di mantenimento; per un alimentazione in corrente continua, la corrente di spunto è uguale alla corrente stazionaria; nel caso di motori a partenza diretta in linea, la corrente di partenza potrebbe ridurre la tensione di alimentazione di un circuito ausiliario dipendente dal circuito principale al di sotto della tensione di funzionamento minima dell apparecchiatura associata. 4

6 Alimentazione di soccorso o alimentazione per i servizi di sicurezza Quando si utilizza un alimentazione di soccorso o un alimentazione proveniente da un generatore per alimentare i circuiti ausiliari, la variazione di frequenza deve essere presa in considerazione Alimentazione in corrente alternata La tensione nominale dei circuiti di comando dovrebbe preferibilmente non superare rispettivamente: 230 V per circuiti con frequenza nominale di 50 Hz, 277 V per circuiti con frequenza nominale di 60 Hz, tenendo conto delle tolleranza di tensione secondo la IEC Il dimensionamento della lunghezza del cavo in rapporto alle capacità dei conduttori, per es. collegamento ad un interruttore limitatore (di fine corsa), deve essere coordinato con i relè o le valvole a solenoide scelti. Il mantenimento dalla tensione causato dalle capacità elevate dei conduttori può compromettere la disinserzione del relè o della valvola a solenoide Alimentazione in corrente continua Alimentazione mediante un sistema di potenza La tensione nominale dei circuiti di comando dovrebbe preferibilmente non superare 220 V Alimentazione mediante batterie Quando si utilizzano batterie come alimentazione per i circuiti ausiliari, la fluttuazione di tensione dovuta alla carica o alla scarica non deve superare le tolleranze di tensione specificate nella IEC 60038, a meno che il circuito ausiliario non sia progettato in modo specifico per una tale fluttuazione di tensione. La compensazione della fluttuazione di tensione può essere ottenuta mediante elementi di opposizione Misure di protezione Protezione dei sistemi di cablaggio Nel caso di circuiti ausiliari estesi, è necessario assicurare che la corrente di intervento richiesta del dispositivo di protezione sia ottenuta anche all estremità lontana dei rispettivi cavi o conduttori, vedi IEC :2008, art È permesso che i circuiti ausiliari monofase in corrente alternata o in corrente continua messi a terra, alimentati sul lato secondario del trasformatore per un alimentazione ausiliaria siano protetti da dispositivi di commutazione unipolari. I dispositivi di protezione devono essere inseriti solo in conduttori che non sono collegati direttamente a terra. I circuiti ausiliari in corrente alternata o in corrente continua non messi a terra devono essere protetti contro la corrente di cortocircuito mediante dispositivi di protezione che interrompono tutti i conduttori di fase. La protezione unipolare è permessa se la tensione nominale e la caratteristica tempo-corrente del relativo dispositivo di protezione contro i cortocircuiti sono tali che il conduttore con la sezione più piccola è protetto. NOTA 1 L utilizzo di dispositivi di protezione che scollegano tutte le linee di un circuito ausiliario non messo a terra forniranno un aiuto per la diagnosi dei guasti e le attività di manutenzione. Se il dispositivo di protezione contro i cortocircuiti sul lato primario del trasformatore per un circuito ausiliario è scelto in modo da fornire anche la protezione contro la corrente di cortocircuito sul lato secondario, il dispositivo di protezione sul lato secondario del trasformatore può essere omesso. NOTA 2 L ampiezza della corrente di cortocircuito sul lato primario dipende anche dall impedenza del trasformatore. 5

7 Protezione contro il cortocircuito I contatti di commutazione dei dispositivi di commutazione elettrici del circuito ausiliario devono essere protetti contro i danneggiamenti causati dalle correnti di cortocircuito, secondo le istruzione del costruttore Caratteristiche dei cavi e dei conduttori Sezioni minime Per assicurare una resistenza meccanica adeguata, le seguenti sezioni minime indicate nella Tab devono essere soddisfatte, Se esistono prescrizioni speciali relative alla resistenza meccanica per i cavi o i conduttori, allora si dovrebbe scegliere una sezione più grande dei conduttori, conformemente alla IEC :2009, Applicazione Tabella Sezione minima dei conduttori di rame in mm 2 6 Tipo di cavo Unipolare Bipolare Multipolare A filo unico Cordato Schermato Non schermato Schermato o non schermato Circuiti di comando a 0,5 0,5 0,5 0,5 0,1 Trasferimento dei dati 0,1 a Altri circuiti ausiliari possono necessitare una sezione più grande del conduttore di rame, per es. per la misura. NOTA La sezione dei conduttori di rame è ricavata dalla IEC : Prescrizioni per i circuiti ausiliari utilizzati per le misure Generalità I circuiti di misura sono circuiti ausiliari con prescrizioni dedicate che sono fornite nei paragrafi seguenti Circuiti ausiliari per la misura diretta delle grandezze elettriche Quando vi è un contatto diretto di un dispositivo di misura con il circuiti principale, si devono applicare le seguenti misure per la protezione dei cavi contro il surriscaldamento: prescrizioni conformi alla IEC : e 8.6.4; e/o utilizzo di dispositivi di protezione contro i cortocircuiti. Se un interruzione del circuito di misura mediante scollegamento del dispositivo di protezione contro i cortocircuiti porta ad una situazione pericolosa, il dispositivo di protezione contro i cortocircuiti deve scollegare anche il relativo circuito principale. Per un dispositivo di misura con contatto diretto tra il circuito di misura e la sorgente ausiliari, si dovrebbe prestare attenzione alla coincidenza (concordanza) delle fasi e alla polarità corretta Circuiti ausiliari per la misura delle grandezze elettriche mediante un trasformatore Trasformatore di corrente Quando un dispositivo di misura è collegato al circuito principale mediante un trasformatore di corrente, si deve tener conto delle seguenti prescrizioni: il lato secondario del trasformatore in un installazione a bassa tensione non deve essere messo a terra, eccetto quando la misura può essere effettuata solo con una connessione a terra; i dispositivi di protezione che interrompono il circuito non devono essere usati sul lato secondario del trasformatore;

8 i conduttori sul lato secondario del trasformatore devono essere isolati per la tensione più elevata di tutte le parti attive oppure devono essere installati in modo tale che il loro isolamento non possa entrare in contatto con altre parti attive, per es. contatto con sbarre; devono essere forniti i morsetti per le misure temporanee. Per ridurre l influenza dell impedenza dei conduttori sui risultati di misura, il trasformatore dovrebbe preferibilmente avere una corrente nominale secondaria di almeno 1 A. Le prescrizioni di cui sopra non si applicano ai trasformatori di corrente sommatori quando non si presentano tensioni pericolose, per es. apparecchiatura per dispositivi di localizzazione dei guasti di isolamento secondo la IEC Trasformatore di tensione Il lato secondario di un trasformatore di tensione deve essere protetto da un dispositivo di protezione contro i cortocircuiti Considerazioni sul funzionamento Tensione di alimentazione Quando la perdita di tensione, cioè la fluttuazione di tensione, la sovratensione o la sottotensione, potrebbe rendere il circuito ausiliario non in grado di svolgere la sua funzione prevista, si devono fornire mezzi per assicurare il funzionamento continuo del circuito ausiliario Qualità dei segnali in funzione delle caratteristiche del cavo Il funzionamento di un circuito ausiliario non deve essere influenzato negativamente dalle caratteristiche, compresa l impedenza e la lunghezza, del cavo tra i componenti funzionali. La capacità del cavo non deve compromettere il funzionamento corretto di un attuatore nel circuito ausiliario. Le caratteristiche e la lunghezza del cavo devono essere prese in considerazione per la scelta dell apparecchiatura di manovra e di comando o per i circuiti elettronici. Per un circuito ausiliario esteso, si raccomanda l uso di un alimentazione in corrente continua o di un sistema bus Misure per evitare la perdita di funzionalità Un circuito ausiliario che svolge una funzione speciale in cui l affidabilità è cruciale richiederà considerazioni di progetto supplementari per ridurre la probabilità di guasti del cablaggio. Questi guasti del cablaggio potrebbero dare luogo ad una perdita di funzione e/o ad una perdita di segnale. Tra le considerazioni di progetto vi sono: la scelta di metodi di installazione appropriati dei cavi (vedi 557.4); la scelta dell apparecchiatura nella quale non è possibile un cortocircuito verso le masse, per es. apparecchiatura di classe II; l uso di installazioni ed apparecchiature intrinsecamente protette contro i cortocircuiti e i guasti a terra. Per l uso di installazioni ed apparecchiature intrinsecamente protette contro i cortocircuiti e i guasti a terra, si deve prendere in considerazione quanto segue: a) disposizioni di cavi singoli se sono previste misure per impedire il contatto reciproco ed il contatto con le masse, per es. con l isolamento principale e quando non sono previsti cortocircuiti da parte di influenze esterne. Ciò può essere ottenuto mediante per es.: l installazione in sistemi di canali, o installazione in tubi; 7

9 b) disposizioni di: cavi unipolari, o cavi unipolari senza guaina metallica, o cavi flessibili con isolamento in gomma; c) prescrizioni relative alla protezione contro i danneggiamenti meccanici e alla distanza di sicurezza da materiale infiammabile per cavi senza guaina metallica; d) disposizioni dei cavi senza guaina metallica con tensione nominale U 0 /U di almeno 0,6/1 kv (U 0 = tensione tra conduttore e terra, U = tensione tra conduttori); e) utilizzo di cavi con isolante auto estinguente e ritardanti la fiamma; f) utilizzo di cavi che forniscono una protezione fisica mediante interramento, per es. installazione di cavi nel suolo o nel cemento. La prova di cortocircuito laterale implica la presenza di una disposizione relativa alla protezione contro il cortocircuito di due conduttori paralleli che fanno parte di un insieme. NOTA Ciò può essere ottenuto con l uso di cavi con schermo messo a terra. Nel caso di pizzicamento/tranciatura di un cavo, si dovrebbe prendere in considerazione un possibile cortocircuito a terra attraverso gli schermi del cavo. Nei circuiti ausiliari messi a terra, progettati per funzionare a circuito chiuso, un cortocircuito può condurre all intervento del dispositivo di protezione contro i cortocircuiti. Nei circuiti ausiliari non messi a terra, il cortocircuito è rilevato dall IMD, vedi Uscite di segnali di limitazione di corrente Nei circuiti ausiliari messi a terra o non messi a terra, dotati rispettivamente di uscite di segnali di limitazione di corrente o di protezione a comando elettronico contro le condizioni di cortocircuito, il circuito del segnale deve essere scollegato entro 5 s se la misura rispettiva funziona. In casi speciali, può essere richiesto un tempo di disconnessione inferiore. Per le uscite di segnali di limitazione di corrente o per la protezione a comando elettronico dell uscita di segnale, rispettivamente, la disconnessione automatica può essere omessa se non si prevede una situazione pericolosa Connessione al circuito principale Circuiti ausiliari senza connessione diretta al circuito principale Gli attuatori elettrici, per es. relè di manovra, contattori, luci di segnalazione, dispositivi di blocco elettromagnetici, devono essere collegati al conduttore comune (vedi Fig ): a) nei circuiti ausiliari messi a terra, al conduttore (comune) messo a terra; b) nei circuiti ausiliari non messi a terra, al conduttore comune. Dispositivo di protezione contro le sovracorrenti 8 Conduttore commutato Conduttore comune Figura Configurazione di un circuito ausiliario

10 Eccezione: Gli elementi di commutazione dei relè di protezione, per es. relè contro le sovracorrenti, possono essere installati tra il conduttore messo a terra o non messo a terra ed una bobina, purché: questa connessione sia contenuta all interno di un involucro comune, o ciò comporti una semplificazione dei dispositivi di comando esterni, per es. barre conduttrici, tamburi di cavo, connettori multipli, e tenendo conto delle prescrizioni di Circuiti ausiliari con connessione diretta al circuito principale Se il circuito ausiliario a) è alimentato tra due conduttori di linea (per es. L1 e L2 di un sistema IT), si devono usare contatti di commutazione bipolari; b) è collegato al neutro messo a terra del circuito principale, si applicano le prescrizioni della IEC Connessioni a spina L intercambiabilità tra le connessioni a spina è permessa solo quando non dà luogo a danneggiamenti meccanici o non introduce un rischio di incendio, di scossa elettrica o di ferite alle persone. NOTA 1 Queste connessioni a spina fanno parte dei circuiti ausiliari e possono condurre segnali diversi. NOTA 2 La protezione contro l intercambiabilità può essere ottenuta mediante marcatura, polarizzazione, progetto o interblocco elettronico. I connettori devono essere fissati con un mezzo che impedisca la disconnessione involontaria Sicurezza funzionale Nel caso di funzioni legate alla sicurezza secondo la serie IEC o norme equivalenti, devono essere seguite tutte le specifiche e le prescrizioni di installazione contenute nelle istruzioni del costruttore per le funzioni legate alla sicurezza Compatibilità elettromagnetica Ai fini della conformità alle prescrizioni relative alla compatibilità elettromagnetica, devono essere seguite tutte le specifiche e le prescrizioni di installazione contenute nelle istruzioni del costruttore per la compatibilità elettromagnetica. 9

11 Modificare l articolo come segue: Parte 7 Ambienti ed applicazioni particolari Apparecchi utilizzatori Nella zona 0, possono essere installati solo apparecchi utilizzatori che contemporaneamente: siano adatti all uso in quella zona secondo le relative norme e siano montati in accordo con le istruzioni del costruttore; siano fissati e connessi in modo permanente; siano protetti mediante circuiti SELV alimentati a tensione non superiore a 12 V in corrente alternata e a 30 V in corrente continua. Nella zona 1, si possono installare solo apparecchi utilizzatori fissi e connessi in modo permanente Gli apparecchi devono essere adatti all installazione in zona 1 secondo le istruzioni per l'uso e il montaggio fornite dal costruttore Tali apparecchi sono: vasca idromassaggio; pompe doccia; apparecchi protetti mediante circuiti SELV o PELV con tensione nominale non superiore a 25 V a.c. o 60 V d.c.; impianti di ventilazione; portasciugamani (1) apparecchi per il riscaldamento dell'acqua; apparecchi di illuminazione. (1) NOTA Si pone l attenzione sul fatto che la grande maggioranza di questo tipo di apparecchi in commercio è in Classe I ed alimentata a 230V, e sono da considerare pertanto non idonei all installazione in Zona I. Nella zona 2 si possono installare solo: scaldacqua elettrici; o apparecchi di illuminazione di Classe I e II, apparecchi di riscaldamento di Classe I e II ed unità di Classe I e II per vasche da bagno per idromassaggi che soddisfino le relative Norme, previste per generare per es. aria compressa per vasche da bagno per idromassaggi (vedere ). Unità per vasche da bagno per idromassaggi che soddisfino le relative Norme, previste per generare per es. aria compressa per vasche da bagno per idromassaggi, possono tuttavia essere installate nella parte della zona 1 che si trova sotto la vasca da bagno, a condizione che siano soddisfatte le prescrizioni di e che tale zona situata al di sotto della vasca da bagno sia accessibile solo con l aiuto di un attrezzo. 10

12 Sezione 710 Locali ad uso medico Sostituire la seguente nuova Sezione 710. NOTA Nel seguito sono riportate solo le prescrizioni. Sezione 710 Locali ad uso medico Nei locali ad uso medico è necessario garantire la sicurezza dei pazienti che potrebbero essere soggetti all applicazione di apparecchi elettromedicali. Per qualsiasi attività e funzione in un locale ad uso medico, devono essere prese in considerazione particolari prescrizioni per la sicurezza. Nella maggior parte dei casi, la sicurezza può essere raggiunta soprattutto mediante provvedimenti sull impianto. L uso di apparecchi elettromedicali su pazienti che si trovino sottoposti a cure intensive (di importanza critica) richiede un elevata affidabilità e sicurezza degli impianti elettrici e questo si ottiene applicando la presente norma unitamente alle prescrizioni delle norme degli apparecchi elettromedicali Campo di applicazione e riferimenti normativi Campo di applicazione Le prescrizioni particolari della presente Sezione si applicano agli impianti elettrici nei locali ad uso medico, in modo da garantire la sicurezza dei pazienti e del personale medico. Queste prescrizioni si riferiscono principalmente ad ospedali, a cliniche private, a studi medici e dentistici, a locali ad uso estetico ed a locali dedicati ad uso medico nei luoghi di lavoro. Le prescrizioni di questa Sezione si applicano anche agli impianti elettrici in ambienti destinati a ricerche in campo medico. NOTA 1 Potrebbe essere necessario modificare l impianto elettrico esistente, in accordo con la presente norma, quando avvenga un cambiamento di utilizzo del locale, in particolare quando siano effettuati procedimenti intracardiaci. NOTA 2 In quanto applicabile, la presente norma può essere usata anche per cliniche e ambulatori veterinari. Le prescrizioni di questa Sezione non si applicano agli apparecchi elettromedicali (ME). NOTA 3 Per gli apparecchi e i sistemi elettromedicali, vedere la serie di Norme CEI EN NOTA 4 È opportuno prestare attenzione al fatto che le altre tipologie di installazione non mettano in pericolo l installazione nei locali medici, NOTA 5 I requisiti di questa Sezione riguardano, per esempio, le installazioni elettriche in locali ad uso medico di: ospedali e cliniche (incluso quelle temporanee e di emergenza); locali dedicati all interno di case di cura e case per persone anziane, dove i pazienti sono sottoposti a cure mediche; centri medici, ambulatoriali,pronto soccorsi; altre tipologie di ambulatori (nelle industrie, impianti sportivi o altri). NOTA 6 L applicazione dei requisiti di questa Sezione non esclude l obbligo di rispettare altri regolamenti e leggi nazionali Definizioni locale ad uso medico locale destinato a scopi diagnostici, terapeutici, chirurgici, di sorveglianza o di riabilitazione dei pazienti (inclusi i trattamenti estetici) paziente (vedere 3.76 della Norma CEI EN ) essere vivente (persona o animale) sottoposto a procedura medica, chirurgica o dentistica NOTA La persona sottoposta a trattamento di tipo estetico è da considerare, per quanto riguarda la presente norma, come un paziente. 11

13 apparecchio elettromedicale (vedere 3.63 della Norma CEI EN ) apparecchio elettrico, dotato di una parte applicata o che trasferisce energia verso il o dal paziente, o rileva tale trasferimento di energia verso il o dal paziente e che è: a) dotato di non più di una connessione ad una particolare alimentazione di rete; e b) previsto dal suo fabbricante per essere impiegato: 1) nella diagnosi, trattamento o monitoraggio di un paziente; oppure 2) per compensare, lenire una malattia, le lesioni o menomazioni. NOTA 1 L apparecchio elettromedicale include gli accessori definiti dal fabbricante come necessari all uso normale dell apparecchio elettromedicale parte applicata (vedere 3.8 della Norma CEI EN ) parte di un apparecchio elettromedicale che nell uso normale viene necessariamente in contatto fisico con il paziente affinché l apparecchio elettromedicale o il sistema elettromedicale possa svolgere la sua funzione gruppo 0 locale ad uso medico nel quale non si utilizzano apparecchi elettromedicali con parti applicate e dove la discontinuità (il guasto) dell alimentazione non può causare rischio per la sicurezza del paziente gruppo 1 locale ad uso medico dove la discontinuità (il guasto) dell alimentazione non può causare rischio per la sicurezza del paziente e nel quale le parti applicate sono destinate ad essere utilizzate nel modo seguente: esternamente, invasivamente entro qualsiasi parte del corpo, ad eccezione di quelle specificate per il gruppo gruppo 2 locale ad uso medico nel quale le parti applicate sono destinate ad essere utilizzate in applicazioni quali: interventi intracardiaci, operazioni chirurgiche, trattamenti vitali dove la mancanza dell alimentazione può comportare pericolo per la vita. NOTA Un intervento intracardiaco è un intervento in cui un conduttore elettrico è posto entro la zona cardiaca di un paziente o è probabile che entri in contatto con il cuore, mentre tale conduttore è accessibile all esterno del corpo del paziente. A questo riguardo si considerano conduttori elettrici i fili isolati, quali gli elettrodi di un pacemaker o gli elettrodi di un ECG, od i cateteri riempiti di fluidi conduttori sistema elettromedicale (vedere 3.64 della Norma CEI EN ) combinazione, specificata dal fabbricante, di più apparecchi, almeno uno dei quali deve essere un apparecchio elettromedicale e interconnessi mediante una connessione funzionale o mediante una presa multipla. NOTA Un sistema include quegli accessori che sono necessari per la funzionalità del sistema e che sono specificati dal costruttore. 12

14 zona paziente qualsiasi volume in cui un paziente con parti applicate può venire in contatto intenzionale, o non intenzionale, con altri apparecchi elettromedicali o sistemi elettromedicali o con masse estranee o con altre persone in contatto con tali elementi. (Figura 1). NOTA 1 Vedere Figura 1. NOTA 2 Questa definizione si applica quando la posizione del paziente è predeterminata; in caso contrario devono essere prese in considerazione tutte le possibili posizioni del paziente quadro di distribuzione principale quadro di distribuzione nell edificio destinato alla distribuzione principale dell energia elettrica a tutto l edificio (quadro generale) o ad una sua parte consistente, dove è misurato l abbassamento di tensione al quale va riferito il funzionamento dei servizi di sicurezza. (vedere ) sistema IT-M (IT medicale) sistema elettrico avente i requisiti indicati nell articolo richiesto per i locali ad uso medico di gruppo Caratteristiche generali La classificazione dei locali ad uso medico e l individuazione della zona paziente devono essere fatte dal personale medico e in accordo con il personale responsabile per la sicurezza sanitaria. Per determinare la classificazione di uno specifico locale ad uso medico, è necessario che il personale medico indichi quali trattamenti medici debbano essere effettuati entro tale locale. La corretta classificazione del locale deve essere determinata sulla base dell uso al quale esso è destinato. NOTA Una guida alla classificazione di un certo numero di locali e la classificazione dei servizi di sicurezza dei locali ad uso medico è mostrata nell Allegato B, Alimentazione e struttura Modi di collegamento a terra Il sistema TN-C non è ammesso nei locali ad uso medico, di gruppo 1 e 2, e negli edifici ad uso medico, a valle del quadro di distribuzione principale Alimentazione Generalità Si raccomanda che nei locali ad uso medico il sistema di distribuzione sia progettato ed installato in modo da facilitare la commutazione automatica tra la rete di alimentazione principale e la sorgente di alimentazione di sicurezza (in accordo con il Capitolo 56) Prescrizioni per la sicurezza Protezione contro i contatti diretti ed indiretti NOTA Convenzionalmente i provvedimenti di questo articolo si applicano ai componenti elettrici situati a meno di 2,5 m dal piano di calpestio Protezione combinata contro i contatti diretti ed indiretti Protezione mediante bassissima tensione: SELV e PELV Quando sono utilizzati i circuiti SELV e PELV nei locali ad uso medico di gruppo 1 e gruppo 2, la tensione nominale applicata agli apparecchi utilizzatori non deve superare 25 V, valore efficace, in c.a. o 60 V, non ondulata, in c.c. È necessario applicare la protezione mediante isolamento delle parti attive, in accordo con l articolo o mediante barriere od involucri, in accordo con l articolo Le masse dei componenti elettrici ubicati nella zona paziente dei locali di gruppo 2 devono essere collegate al conduttore di protezione, ad esempio apparecchio di illuminazione di tipo scialitico. 13

15 Nei locali medici di gruppo 2 l uso di circuiti FELV non è permesso Protezione contro i contatti diretti Non è ammessa la protezione mediante ostacoli e distanziamento di cui agli articoli e Non è ammessa la protezione mediante luoghi non conduttori, collegamento equipotenziale, locale non connesso a terra e mediante separazione elettrica per l alimentazione di più di un apparecchio utilizzatore come specificato agli articoli e Protezione contro i contatti indiretti Protezione mediante interruzione automatica dell alimentazione Generalità Interruzione dell alimentazione Nei locali ad uso medico di gruppo 1 e di gruppo 2, si deve applicare quanto segue: per i sistemi IT, TN e TT, la tensione di contatto limite convenzionale UL non deve superare 25 V a.c. (UL 25 V) o 60 V c.c. (UL 60 V d.c.) ; Nodo equipotenziale In ciascun locale ad uso medico di gruppo 1 e di gruppo 2 deve essere installato un nodo equipotenziale al quale siano collegate le seguenti parti: Se situate o se possono entrare nella zona paziente; masse (conduttori di protezione) masse estranee (conduttori equipotenziali) inoltre: se installati, schermi metallici contro le interferenze elettriche; eventuali griglie conduttrici nel pavimento. NOTA 1 Questa ultima connessione può essere evitata nel caso In cui, a causa della stessa, si formi una spira verso terra. Inoltre deve essere collegato al nodo equipotenziale l eventuale schermo metallico del trasformatore di isolamento. La sezione nominale dei conduttori equipotenziali non deve essere inferiore a 6 mm 2 in rame. NOTA 2 Si raccomanda di collegare i tavoli operatori, a posa fissa e non elettrici, al conduttore equipotenziale, a meno che essi non siano destinati ad essere isolati da terra Resistenza dei conduttori Nei locali ad uso medico di gruppo 2 la resistenza dei conduttori e delle connessioni, fra il nodo equipotenziale e i morsetti previsti per il conduttore di protezione delle prese a spina e degli apparecchi utilizzatori fissi o per qualsiasi massa estranea, non deve superare 0, Posizionamento del nodo equipotenziale Il nodo equipotenziale deve essere posto entro o vicino al locale ad uso medico e deve essere collegato al conduttore principale di protezione, con un conduttore di sezione almeno equivalente a quella del conduttore di sezione più elevata collegato al nodo stesso. Le connessioni devono essere disposte in modo che esse siano chiaramente identificabili ed accessibili e in grado di essere scollegate individualmente. 14

16 Sistemi TN e TT I circuiti terminali dei locali ad uso medico di gruppo 1, che alimentino prese a spina con corrente nominale fino a 32 A, devono essere protetti con interruttori differenziali aventi corrente differenziale nominale non superiore a 30 ma (protezione addizionale). Nei locali di gruppo 2 tutti i circuiti devono essere protetti mediante interruttore differenziale con I dn 30 ma, se non sono alimentati dal sistema IT - M. Si deve fare particolare attenzione per assicurare che l uso simultaneo di numerosi apparecchi, collegati allo stesso circuito, non possa causare scatti intempestivi degli interruttori differenziali. Nei locali ad uso medico di gruppo 1 e gruppo 2, dove sono richiesti interruttori differenziali, devono essere scelti solo quelli di tipo A o di tipo B, in funzione del tipo della possibile corrente di guasto. NOTA Possono essere utilizzati interruttori differenziali in accordo con CEI EN , CEI EN e CEI EN Sistema IT-M Un sistema IT-M deve essere alimentato con trasformatore di isolamento ad uso medicale e deve essere dotato di un dispositivo di controllo permanente dell isolamento, che sia in accordo con gli allegato A e B della Norma CEI EN :2007. Si richiede, per il trasformatore di isolamento ad uso medicale un dispositivo per la sorveglianza del sovraccarico e della sovratemperatura. In aggiunta al dispositivo di sorveglianza dell isolamento possono essere installate apparecchiature per la localizzazione che individuano la posizione del guasto all interno dei sistemi IT-M. Le apparecchiature per la localizzazione del guasto devono essere conformi alla norma CEI EN Per ogni sistema con trasformatore di isolamento ad uso medicale deve essere installato in un posto adatto, tale da poter essere sorvegliato in permanenza (con segnali ottici e acustici) dal personale medico e tecnico, un sistema di allarme ottico e acustico, che comprenda i seguenti elementi: una spia di segnalazione a luce verde per indicare un funzionamento regolare; una spia di segnalazione a luce gialla che si illumini quando sia raggiunto il valore minimo fissato per la resistenza di isolamento; non deve essere possibile spegnere questa spia o staccarla dalla sua alimentazione; un allarme acustico che suoni quando sia raggiunto il valore minimo fissato per la resistenza di isolamento; questo segnale acustico può essere interrotto; il segnale giallo deve spegnersi quando il guasto sia stato eliminato e la condizione regolare sia stata ripristinata. NOTA 1 Una istruzione scritta dovrebbe essere facilmente leggibile all interno del locale medico e dovrebbe includere il significato di ogni tipo di segnalazione, allarme e le procedure da seguire nel caso di un primo guasto. Il sistema IT-M deve essere utilizzato nei locali ad uso medico di gruppo 2 per i circuiti che alimentano apparecchi elettromedicali, sistemi elettromedicali o altri apparecchi utilizzatori situati o che possono entrare nella zona paziente, ad esclusione dei circuiti per unità a raggi X e dei circuiti per apparecchi con una potenza nominale maggiore di 5 kva. NOTA 2 Il requisito relativo alle unità a raggi X è applicabile principalmente alle unità mobili per raggi X che potrebbero essere portate all interno di locali di gruppo 2. Per ciascun gruppo di locali funzionalmente collegati è necessario almeno un sistema IT-M. 15

17 Protezione contro l incendio Si applicano le prescrizioni della Sezione 751, se del caso. NOTA Vedere anche il Capitolo 56 Alimentazione dei servizi di sicurezza Regole comuni a tutti i componenti elettrici Quadri di distribuzione I quadri di distribuzione devono essere conformi alla serie di norme CEI EN o alla CEI I quadri di distribuzione destinati ai locali di gruppo 2 devono essere installati nelle immediate vicinanze dei locali di gruppo 2 e devono essere chiaramente identificabili Scelta dei componenti elettrici in funzione delle condizioni di servizio e delle influenze esterne Condizioni di servizio Trasformatori d isolamento per uso medicale I trasformatori possono essere installati all interno del locale ma fuori dalla zona paziente oppure nelle immediate vicinanze, all esterno, dei locali ad uso medico. NOTA È raccomandata una distanza massima di 25 m tra i morsetti di uscita del trasformatore e le apparecchiature da alimentare. I trasformatori devono essere in accordo con la Norma CEI EN e inoltre devono rispettare le seguenti prescrizioni. La corrente di dispersione verso terra dell avvolgimento secondario e la corrente di dispersione sull involucro, misurate a vuoto e con il trasformatore alimentato alla tensione ed alla frequenza nominali, non deve superare 0,5 ma. Per realizzare sistemi con trasformatore d isolamento per uso medicale devono essere usati trasformatori monofase con potenza nominale di uscita non inferiore a 0,5 kva e non superiore a 10 kva. Laddove per alimentare più apparecchiature poste in un unico locale medico sia necessario utilizzare più trasformatori, quest ultimi non devono essere collegati in parallelo. Se è richiesta anche l alimentazione trifase tramite un sistema con trasformatore d isolamento per uso medicale, deve essere previsto per questo scopo un trasformatore trifase. Per la funzione di sorveglianza vedere Nei trasformatori utilizzati per sistemi IT-M non devono essere utilizzate capacità Alimentazione dei locali di gruppo 2 Un singolo guasto dell alimentazione non deve provocare la messa fuori servizio di tutte le utenze dei locali di gruppo 2. NOTA Indipendentemente dal mantenimento del sistema IT-M e della selettività totale dei dispositivi di protezione, si può adottare una delle seguenti opzioni: due linee di alimentazioni indipendenti (vedere ), o struttura ad anello in grado di fungere da riserva dell alimentazione principale, o una unità di alimentazione addizionale locale, o un unità di alimentazione addizionale per diversi locali di gruppo 2, o altre misure tecniche in grado di assicurare la continuità della alimentazione con uguale efficacia. 16

18 Influenze esterne NOTA Si raccomanda di valutare l eventuale necessità di impedire fenomeni di interferenza elettromagnetica (vedere 444) Rischio di esplosione NOTA 1 Prescrizioni per l uso di apparecchi elettromedicali in presenza di gas e vapori infiammabili sono contenute nella Sezione 6 della Norma CEI EN NOTA 2 Possono essere richieste speciali precauzioni dove possano verificarsi condizioni pericolose (per esempio presenza di gas e vapori infiammabili). NOTA 3 Si raccomanda di impedire la formazione di cariche elettrostatiche. Apparecchi elettrici, come per esempio prese a spina e interruttori, devono essere installati ad una distanza di almeno 0,2 m (da centro a centro) da qualsiasi attacco per gas per uso medicale. NOTA 4 Per le unità di alimentazione per uso medico vedere la Norma EN ISO Schemi e documentazione Devono essere forniti al committente documenti di disposizione topografica dell impianto elettrico, unitamente a rapporti, disegni, schemi e relative modifiche, così come istruzioni per l esercizio e la manutenzione. Vedere Guida CEI Istruzioni operative Vedere Guida CEI Scelta e messa in opera delle condutture elettriche Qualsiasi conduttura installata all interno di locali ad uso medico di gruppo 2 deve essere destinata esclusivamente all uso degli apparecchi elettrici e dei loro accessori di quel locale Dispositivi di protezione, di sezionamento e di comando Protezione delle condutture in locali ad uso medico di gruppo 2 La protezione contro le sovracorrenti deve essere ottenuta mediante interruttori automatici. Essi devono essere per quanto possibile selettivi rispetto ai dispositivi di protezione a monte. Tuttavia i fusibili possono essere usati per la protezione contro i cortocircuiti. Non è ammesso proteggere i trasformatori dal sovraccarico. NOTA Possono essere utilizzati dispositivi di protezione conto le sovracorrenti (fusibili) sul primario del trasformatore per la sola protezione contro il cortocircuito. Ogni circuito finale deve essere protetto contro il sovraccarico e il cortocircuito Selettività tra dispositivi di protezione Deve essere garantita, per quanto possibile la selettività tra dispositivi di protezione Dispositivi di sezionamento e manovra I dispositivi di commutazione automatica devono essere tali da mantenere la separazione di sicurezza tra le linee di alimentazione. NOTA 1 Questo per esempio può essere raggiunto assicurandosi che il massimo tempo di interruzione (dal primo guasto fino all estinzione dell arco del dispositivo di manovra) sia inferiore rispetto al minimo tempo di commutazione ritardata del dispositivo di commutazione automatica. In questo caso, i cavi tra il sistema di commutazione automatico e gli apparecchi di protezione a valle devono essere tali da rendere improbabile un cortocircuito e un guasto verso terra. 17

19 Altri componenti elettrici Circuiti di illuminazione Nei locali ad uso medico di gruppo 1 e di gruppo 2 devono essere previste almeno due differenti sorgenti di alimentazione per alcuni degli apparecchi di illuminazione, una delle quali deve essere collegata ad una alimentazione di sicurezza Circuiti per prese a spina nei locali di gruppo 2 In ciascun posto di trattamento dei pazienti, per esempio le unità di alimentazione ad uso medico (testa letto), la disposizione delle prese a spina alimentate dal sistema IT-M e dei relativi circuiti deve essere la seguente: devono essere installati almeno due distinti circuiti che alimentino le prese a spina, oppure le prese a spina devono essere protette individualmente o a gruppi (almeno due) contro le sovracorrenti. NOTA Ogni circuito dovrebbe preferibilmente alimentare prese a spina destinate ad un unico posto di trattamento dei pazienti. Nel caso di circuiti protetti da interruttori differenziali con una corrente nominale differenziale non superiore a 30 ma, si dovrebbe prestare attenzione al numero massimo di prese protette da un unico apparecchio. I circuiti che alimentano prese a spina nei locali di gruppo 2 devono essere alimentati dal sistema IT-M, con l eccezione dei circuiti per unità a raggi X e dei circuiti per apparecchi utilizzatori con una potenza nominale maggiore di 5 kva. Le prese a spina alimentate dal sistema IT-M non devono essere intercambiabili con prese alimentate da altri sistemi utilizzati nello stesso locale o chiaramente e permanentemente identificabili Alimentazione dei servizi di sicurezza NOTA Le sorgenti di alimentazione dei servizi di sicurezza sono specificate nella Sezione 351 della Parte 3 e nell Allegato A Sorgenti Prescrizioni generali per le sorgenti di alimentazione di sicurezza nei locali di gruppo 1 e di gruppo Alimentazione Nei locali ad uso medico è richiesta una alimentazione dei servizi di sicurezza che deve intervenire, in caso di mancanza di alimentazione ordinaria, per alimentare i componenti elettrici indicati in , ed in per una durata definita entro un tempo massimo di commutazione. NOTA Il responsabile medico dovrebbe essere coinvolto nella decisione in merito a quali servizi di sicurezza dovrebbero essere coinvolti Abbassamento di tensione Se l abbassamento di tensione al quadro di distribuzione principale supera in uno o più conduttori di fase il 12 % della tensione nominale, per una durata superiore a 3 s, una sorgente di alimentazione dei servizi di sicurezza deve provvedere automaticamente alla alimentazione dei circuiti di cui in Circuiti Il circuito che collega la sorgente di alimentazione dei circuiti di sicurezza al quadro di distribuzione principale è da considerare un circuito di sicurezza Prese a spina Le prese a spina che siano alimentate da sorgenti differenti nello stesso locale devono essere facilmente identificabili. 18

20 Prescrizioni dettagliate per le sorgenti di alimentazione di sicurezza Sorgenti di alimentazione di sicurezza con un periodo di commutazione 0,5 s Se si manifesta un abbassamento di tensione a livello del quadro di distribuzione principale (vedere ) deve essere prevista una sorgente di sicurezza che possa alimentare i seguenti carichi per un periodo minimo di 3 h e che ripristini la alimentazione entro un periodo di commutazione non superiore a 0,5 s, gli: apparecchi di illuminazione dei tavoli operatori, apparecchi elettromedicali contenenti sorgenti luminose essenziali per l applicazione dell apparecchiature, endoscopi, incluse apparecchiature associate ritenute essenziali (es. monitor); apparecchi elettromedicali essenziali per il supporto vitale. NOTA 1 La durata di 3 ore può essere ridotta a 1 h nel caso sia installata una sorgente in accordo a NOTA 2 Esempi di sorgenti luminose essenziali possono essere le luci per gli endoscopi, surgical fieldluminaries Sorgenti di alimentazione di sicurezza con un periodo di commutazione 15 s I componenti elettrici trattati in e devono essere collegati entro 15 s ad una sorgente di alimentazione di sicurezza capace di alimentarli per un periodo minimo di 24 h quando l abbassamento di tensione al quadro di distribuzione principale di uno o più conduttori attivi supera i limiti di cui all articolo NOTA La durata di 24 h può essere ridotta sino ad un minimo di 1 h se le prescrizioni mediche e l utilizzo del locale facilitano il trattamento/esame e l evacuazione può essere completata entro 1 h Sorgenti di alimentazione di sicurezza con un periodo di commutazione superiore a 15 s I componenti elettrici diversi da quelli trattati in e , necessari per mantenere in funzione i servizi ospedalieri, devono essere collegati, manualmente o automaticamente, ad una sorgente di alimentazione di sicurezza capace di alimentarli per un periodo minimo, ad es. di 24 h Apparecchi utilizzatori Illuminazione di sicurezza In caso di mancanza della alimentazione ordinaria si deve ottenere, mediante una sorgente dei servizi di sicurezza, il necessario illuminamento minimo per i seguenti locali, tenendo presente che il periodo di commutazione alla sorgente di sicurezza non deve superare 15 s: vie di esodo e relativa segnalazione di sicurezza; locali destinati a servizio elettrico, a gruppi generatori di emergenza ed a quadri di distribuzione principali dell alimentazione ordinaria e dell alimentazione di sicurezza; locali nei quali sono previsti servizi essenziali. In ciascun locale, almeno un apparecchio di illuminazione deve essere alimentato dalla sorgente di sicurezza; locali ad uso medico di gruppo 1. In ciascun locale, almeno un apparecchio di illuminazione deve essere alimentato dalla sorgente di sicurezza; NOTA Nei locali di gruppo 1 non facenti parte di ospedali o di istituzioni simili, potrebbe non essere necessario installare alcun sistema di alimentazione di sicurezza, nel caso in cui una mancanza dell alimentazione ordinaria non causi pericoli che mettano a rischio le procedure e non impedisca l evacuazione del locale. locali ad uso medico di gruppo 2. In ciascun locale almeno il 50% degli apparecchi di illuminazione deve essere alimentato dalla sorgente di sicurezza. È consigliabile, per quanto possibile, che i dispositivi di protezione non disconnettano tutti i circuiti di alimentazione delle vie di fuga. 19

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