news 1. ATTIVITA DEL CONSIGLIO

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2 news Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno 1. ATTIVITA DEL CONSIGLIO Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Settore Affari Giuridici Prot /07/segr. Roma, lì 2 Ott Al Comune di Acerno (Sa) c.a. RUP (...) All Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno. Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dall Ordine degli Architetti della Provincia di Salerno - Affidamento incarichi professionali. Si comunica che in data il Consiglio dell Autorità ha approvato il parere n. 6, che si allega in copia. Si invita, inoltre, codesta Stazione Appaltante a voler far conoscere i provvedimenti assunti a seguito della pronuncia suddeta entro 30 giorni dal ricevimento della presente comunicazione. Si prega di voler notiziare questa Autorità anche nel caso di presentazione di ricorso giurisdizionale sulla questione in oggetto. Il Dirigente M.L. Chimonti Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture. Parere n. 6 del 27 settembre 2007 Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dall Ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della Provincia di Salerno - Servizio di coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione. Il Consiglio Vista la relazione dell Ufficio Affari Giuridici Considerato in fatto In data 14 maggio 2007 è prevenuta all Autorità l istanza di parere indicata in oggetto, con cui l Ordine degli architetti pianificatori e conservatori della Provincia di Salerno contesta alcune previsioni del bando per l affidamento del servizio di coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione da aggiudicarsi, ai sensi dell art. 91, comma 2 del D.Lgs. 163/2006, con il prezzo più basso, nell ambito dei lavori di ampliamento del cimitero del Comune di Acerno. L istante rappresenta che è stata illegittimamente individuata preventivamente una soglia automatica di esclusione compresa tra un minimo del 20% ed un massimo del 50% di ribasso in contrasto con le normative di settore che non ammettono l individuazione di soglie automatica di congruità. A riscontro della richiesta di informazioni effettuata dall Autorità nell istruttoria il Comune di Acerno ha replicato di aver predisposto appositi elenchi di professionisti, classificati per fasce di onorario inferiori a euro ,00, da cui attingere i nominativi per gli affidamenti degli incarichi. La stazione appaltante, pertanto, fissando dei limiti di ribasso minimo, sostiene di aver negoziato sin dall inizio con i professionisti inviati alla gara i valori entro cui doveva essere contenuto lo sconto sulla tariffa. L amministrazione comunale evidenzia come, pur avendo potuto procedere ad un affidamento diretto dell incarico, ai sensi dell art. 125, comma 11, D.Lgs. 163/06, essendo l importo del contratto inferiore a euro ,00, abbia deciso, al fine di garantire maggiore trasparenza ed imparzialità, di espletare una gara. Ritenuto in diritto la procedura di gara scelta dalla stazione appaltante nel caso in esame, è quella descritta dall art. 91, comma 2, del D.Lgs. 163/2006 sugli affidamenti degli incarichi di progettazione, di cordinamento della sicurezza in fase di esecuzione il cui importo è inferiore alla soglia comunitaria e che possono essere affidati attraverso la procedura negoziata di cui all art. 57, comma 6. Secondo quanto previsto da tale procedura, la stazione appaltante può selezionare l operatore economico, utilizzando il prezzo più basso ovvero l offerta economicamente più vantaggiosa. Il Comune di Acerno avendo scelto di aggiudicare l offerta al prezzo più basso, non avrebbe dovuto inserire delle soglie minime e massime, anche in considerazione dell intervenuta abolizione dei minimi tariffari con l art. 2 della L. n. 248/2006, di conversione del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, e recentemente recepita nel Codice dei Contratti con la lett. u) del comma 1 dell art. 2, D.Lgs. 31 luglio 2007, n. 113: Su tale questione, peraltro, questa Autorità si era già espressa con determinazione n. 4/2007 del 29 marzo 2007, ritenendo l abrograzione 2

3 Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno news dell obbligatorietà dei minimi tariffari, introdotta dall art. 2 della L. 248/2006, applicabile anche agli affidamenti di servizi di ingegneria ed architettura di cui al D.Lgs. 163/2006. In base a quanto sopra considerato Il Consiglio ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che: - l indicazione di soglie automatiche di esclusione presente nel bando in esame non è conforme alla normativa vigente. Il Consigliere Relatore Il Presidente Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 01 ottobre Il Segretario Adele Fioroni AL DIRETTORE DEL SETTORE URBANISTICA DEL COMUNE DI SALERNO Il Consiglio dell Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno, in persona del suo Presidente e legale rappresentante Arch. Pasquale Caprio, con sede provvisoria in Salerno, presso il Polo Nautico Sala Belvedere, Lungomare Colombo, dove elettivamente domicilia, ai fini del presente atto, PREMESSO CHE Codesta P.A. ha di recente indetto, in esito alla pubblicazione del relativo bando di selezione, procedura di affidamento degli incarichi di redazione dei piani urbanistici attuativi (PEEP) in due zone del territorio cittadino, con scadenza termini per la partecipazione dei professionisti interessati al ; Al punto 3.1 di tale bando, viene richiesta ai concorrenti una cauzione provvisoria, in aggiunta alla polizza per responsabilità civile; RILEVATO CHE L illegittimità della disposizione del bando in esame è palese ed in stridente contrasto con le previsioni del Codice degli Appalti, che, all art. 111 D. Lgs. 163/06 richiede nelle procedure di affidamento di incarichi di progettazione solo la polizza per responsabilità civile; Tanto trova autorevole conferma nella determinazione dell Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici n. 6/07 dell nonché conforto nella più recente giurisprudenza amministrativa (Cons. Stato, V Sez, 1231/07); Alla stregua dei gravi profili di illegittimità sopra esposti e degli interessi di tutela della categoria professionale rappresentata, sussistono tutti i presupposti per la rimozione della disposizione in esame, con ogni ulteriore statuizione. Tutto ciò premesso, rilevato e considerato, l Arch. Pasquale Caprio, in qualità di Presidente dell Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno, nel contestare la legittimità del procedimento amministrativo di cui innanzi, per i profili evidenziati. INVITA E DIFFIDA Il Comune di Salerno, in persona del Direttore del Settore Urbanistica, ad annullare, nell esercizio dei poteri di autotutela amministrativa, la disposizione di cui al punto 3.1\. del bando di affidamento degli incarichi di redazione dei piani urbanistici attuativi (PEEP) in due zone del territorio cittadino, diffidando, nel contempo, dal dare corso alla procedura, se non a seguito delle richieste modifiche, preannunciando che, in mancanza, saranno sollecitati i procedimenti di controllo sulla legittimità degli atti, per ricondurre l azione della P.A. procedente nei binari della legittimità amministrativa. Con ogni più ampia riserva. Con osservanza. Salerno, lì 18/09/07 Il Presidente Arch. Pasquale Caprio ALL AUTORITÀ DI VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE Il Consiglio dell Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno, in persona del suo Presidente e legale rappresentante Arch. Pasquale Caprio, nonché del Consigliere Segretario Arch. Maria Gabriella Alfano, con sede provvisoria in Salerno, al Lungomare Colombo c/o Polo Nautico, dove elettivamente domicilia, ai fini del presente atto, PREMESSO CHE Con delibera di Giunta Regionale n del , pubblicata sul B.U.R.C. n. 49 del , la Regione Campania ha definito procedure, obblighi ed ammissibilità delle spese sui contributi concessi agli enti locali ai sensi dell art. 5 della L.R. 51/78 e ss.mmm.ii., ai sensi del D. Lgs. 163/06; Con tale delibera, la Regione, in sede di specificazione delle procedure di finanziamento per investimenti ed opere pubbliche di interesse degli enti locali per l anno 2007, ha stabilito che, nell ambito del 3

4 news Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno quadro economico dell intervento, la voce per spese generali, comprensiva delle spese di progettazione, di coordinamento per la sicurezza, di direzione lavori, di assistenza e contabilità (lett. A) - a)), nonché delle spese per attività di consulenza e supporto (lett. A) b)) e delle spese per accertamenti di laboratorio, verifiche tecniche, collaudo tecnico amministrativo, collaudo statico ed altri eventuali collaudi specialistici (lett. A) e), non può superare il 10% del costo posto a base d asta; Nel contempo, la stessa delibera specifica, al penultimo capoverso di pag. 1, che I compensi professionali dovranno essere stimati in conformità alle vigenti norme in materia ; RILEVATO CHE Il deliberato in esame non lascia intendere se il limite del 10% previsto riguardi il limite di finanziabilità dell intervento da parte della Regione, fermo restando che eventuali maggiori oneri devono far capo agli enti locali beneficiari dei finanziamenti, ovvero se esso introduca un arbitrario ed abnorme limite fisso alla quantificazione dei compensi professionali collegato all importo dei lavori, del tutto estraneo alle regole sulla formulazione dei compensi professionali di cui al D. Lgs. 163/06 ed al D.M ; Sta di fatto che, interpellata sul punto, la Regione non ha fornito alcun chiarimento, alimentando un clima di perplessità e preoccupazione nei professionisti che si aggiunge al già precario contesto di regole poco chiare ed univoche in materia. Tutto ciò premesso, l Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno, INVITA l Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, nell esercizio dei poteri conferiti, a procedere, con la massima sollecitudine, attesa la rilevanza degli Salerno Prot. n. 944/F1 - G1 interessi coinvolti, alla verifica di legittimità degli atti Mi preme precisare che la redazione del PUC è stato sopra richiamati posti in essere dalla Regione Campania, affidata all interno della P.A. in particolare al sottoscritto per ricondurre l azione della P.A. procedente nei binari ing. Caselli Luca unitamente ai tecnici del Settore Urbanistica con apposita deliberazione di G.C. n. 214 della legalità. del ove l Amministrazione Comunale Con osservanza. sceglieva questo iter in luogo di quello dell incarico esterno sopra soglia comunitaria. Il Segretario Arch. Maria Gabriella Alfano Con deliberazione di G.C. n. 274 dell Il Presidente Arch. Pasquale Caprio l Amministrazione Comunale ha inteso affiancare all ufficio Al Comune di Cava de Tirreni - Piazza E. Abbro Cava de Tirreni. All Autorità di Vigilanza su contatti pubblici di lavori- Servizi e forniture - Via di ripetta ROMA. Oggetto: Nomina Consulenti per redazione P.U.C. Cava de Tirreni. Con Deliberazione G.C. n. 274 dell , in attuazione della precedente Deliberazione G.C. n. 214 dello , il Comune di Cava de Tirreni ha affidato un servizio il cui corrispettivo supera di gran lunga la soglia comunitaria di e ,00. Pertanto questo Ordine Professionale, a tutela dei propri iscritti invita e diffida il Comune di Cava de Tirreni a revocare le procedure, attuate in palese dispregio delle normative vigenti, ed a procedere quindi secondo quanto previso dalla legge. Il Consigliere Segretario Arch. Maria Gabriella Alfano Il Presidente Arch. Pasquale Caprio V SETTORE - Pianificazione e Tutela del Territorio e dell Ambiente Dirigente responsabile: ing. Luca Caselli. Prot. n del All Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno. Alla c.a. del Presidente Arch. Pasquale Caprio Trav.sa G. Verdi, 10 - SALERNO. Al consigliere segretario dell Ordine Architetti Arch. Maria Gabriella Alfano. Trav.sa G. Verdi, 10 - SALERNO. All Autorità di Vigilanza su contratti pubblici di lavori Servizi e forniture - Via di Ripetta, ROMA. E.p.c. Al sig. Sindaco All Assessore alla qualità urbana Avv. Rossana Lamberti - SEDE Oggetto: Risposta Vs. nota avente ad oggetto: Nomina consulenti per redazione PUC - Cava de Tirreni. 4

5 Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno news alcune alte professionalità scelte ai sensi dell art. 24 del Regolamento sull Ordinamento degli Uffici e dei Servizi del Comune di Cava de Tirreni. Sono stati individuati cinque specialisti per importi pro capite tutti abbondantemente al di sotto della soglia comunitaria. Si allegano alla presente le copie delle due deliberazioni nonché stralcio del regolamento per la disciplina dell ordinamento dei Settori, dei Servizi e degli Uffici. Da quanto sopra descritto appare evidente che le procedure adottate sono conformi alla normativa vigente, peraltro la procedura adottata è stata seguita in passato sia dal Comune di Cava de Tirreni che da numerosi Comuni della Provincia di Salerno. Sicuro di aver chiarito i rilievi mossi, colgo l occasione per inviare distinti saluti. Il Dirigente V Settore ing. Luca Caselli Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture Servizio Ispettivo. Roma Al Comune di Cava de Tirreni. Piazza E. Abbro Cava de Tirreni. e.p.c. All Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno. Traversa G. Verdi, SALERNO. Oggetto: Nomina Consulenti per redazione P.U.C. - Cava de Tirreni. In data 10 settembre 2007 prot /Isp., acquisita al Servizio in data 14 settembre, perviene la nota dell Ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della provincia di Salerno, datata 5 settembre 2007 prot. 944/F1-G1. La nota denuncia che il Comune ha affidato il Servizio per la redazione del P.U.C., per l importo di e superiore alla soglia comunitaria. L esposto denuncia la mancata attuazione delle procedure. Si richiama il Comune, al rispetto delle procedure di legge sia in termini di bando che di pubblicità e di affidamento. - copia del bando; - pubblicità adottata; - criteri d individuazione; - commissione di gara, nominativi, nomina, verbali riunioni; - affidamenti; - delibere affidamenti; - contratto Per l adempimento della richiesta di cui sopra si assegna, ai sensi delle disposizioni contenute nell art. 6 commi 9, 10 e 11 del D.lgs 163/06, il termine di 30 giorni decorrenti dalla data di ricezione della presente. La mancata osservanza del termine comporterà l inizio del procedimento sanzionatorio, nonché il deferimento al Consiglio dell Autorità per le decisioni relative. Si invita l Ordine esponente, a fornire, anch esso specifici dati e riferimenti, in particolare per esposti futuri evitando generiche esposizioni. Il Dirigente Ing. Paolo Cafaggi 2. CONSIGLIO NAZIONALE Ai Consigli degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. LORO SEDI Oggetto: DM 9 marzo Criteri di progettazione degli elementi strutturali reistenti al fuoco. Chiarimenti al punto 5 dell allegato. È pervenuta dal Ministero dell Interno - Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, la lettera - circolare P902/4122 sott. 55 del 20 luglio scorso, con la quale sono stati forniti chiarimenti sull argomento in oggetto. Nel trasmetterne in allegato copia, per opportuna conoscenza, è gradita l occasione per porgere i migliori saluti. Ministero dell Interno Dipartimento dei Vigili del Fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile. Direzione Centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica area a prevenzione incendi. Roma 20 Luglio Lettera circolare Ai Sigg. Direttori Regionali dei Vigili del Fuoco LORO SEDI Ai Sigg. Comandanti Provinciali dei vigili del Fuoco LORO SEDI Oggetto: D.M. 9 marzo 2007 criteri di progettazione degli elementi strutturali resistenti al fuoco. Chiarimenti al punto 5 dell allegato. Pervengono a questa Direzione Centrale quesiti in merito alla corretta applicazione del D.M. 9 marzo 2007 agli elementi di copertura; in particolare viene richiesto se i componenti che sono annoverati fra gli elementi di 5

6 news Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno completamento del fabbricato e nei quali rientrano, oltre che lucernarie, le finestre simili, anche i componenti leggeri di copertura, debbano rispondere alle caratteristiche di resistenza al fuoco stabilite dal predetto decreto. Poichè tali componenti edilizi non partecipano alla stabilità dell edificio e non sostengono altre strutture, ma svolgono la funzione di separazione tra lo spazio costruito e l ambiente esterno, si chiarisce che non debbono possedere specifiche caratteristiche di resistenza al fuoco, ivi comprese quelle stabilite dal punto 5, capoverso 6 dell allegato al D.M. 9 marzo 2007 per gli elementi strutturali secondari. Si ritiene comunque che, in relazione al loro peso e dimensioni, debbano essere assunti i necessari accorgimenti affinchè l eventuale loro crollo non determini un significativo rischio per gli occupati ed i soccorritori e non comprometta la capacità portante di altre parti della struttura e l efficacia di elementi costruttivi di compartimentazione, nonche di impianti di protezione attiva anticendio. Il vice Capo Dipartimento Vicario Capo del C.N. VV.F. (Mazzini) Su indicazione dell Arch. Raffaele Sirica, Portavoce del Comitato Promotore Nazionale per la proposta di legge di iniziativa popolare, e del geol. Pietro Antonio De Paola, Coordinatore del Comitato Promotore Nazionale per la proposta di legge di iniziativa popolare, provvediamo a trasmettere il Comunicato di cui all oggetto. Cordiali saluti. Maristella Becattini Sabrina Salmena Centro Coordinamento Nazionale. Proposta di Legge di Iniziativa Popolare. Riforma dell Ordinamento delle Professioni Intellettuali. c/o Consiglio Nazionale dei Geologi Tel Consiglio Nazionale dei Geologi. Via Vittoria Colonna, Roma Tel Fax Comitato Promotore per la presentazione della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare Riforma dell Ordinamento delle professioni intellettuali (G.U. n 68 del 22 marzo 2007). 3. CONCORSI COMUNICATO STAMPA Il Comitato Promotore, nel comunicare di avere raggiunto il quorum per presentare il disegno di riforma delle professioni di iniziativa popolare, prende atto che il tentativo di procedere al surrettizio riconoscimento delle associazioni professionali non regolamentate nel decreto legislativo 36/2005 è ilegittimo e rende vano il dibattito sulla riforma, dialogando con la società civile. Nell invitare i cittadini a proseguire nella raccolta delle firme per conferire un maggior peso politico all iniziativa, comunico che, ove non venga ripristinata la legalità, convocherò i suoi sostenitori per proporre che le firme raccolte vengono, quale forma di protesta civile, simbolicamente depositate in Piazza del Parlamento per informare i cittadini del rifiuto di ogni dialogo da parte della maggioranza. Il Coordinatore del Comitato Promotore Nazionale F.to geol. Pietro Antonio De Paola Il Portavoce del Comitato Promotore Nazionale F.to arch. Raffaele Sirca Roma, 12 ottobre 2007 CONCORSO INTERNAZIONALE DI PROGETTAZIONE AMAMONTAGNOLA Il 28 settembre 2007 il Comune di Roma, Assessorato all Urbanistica Dipartimento VI U.O. 11 Interventi di qualità, di concerto con AMA spa, bandisce un concorso internazionale di progettazione finalizzato all acquisizione di un progetto masterplan per la trasformazione dell area in dismissione funzionale di proprietà della società pubblica AMA spa, in piazzale dei Caduti della Montagnola, a Roma, e per il progeto urbano di riqualificazione degli spazi aperti e servizi pubblici dell ambito identificativo dal NPRG come Centralità Locale con un livello di approfondimento pari ad un progetto preliminare per la nuova sede di AMA spa. Il mix funzionale per la trasformazione dell area AMA, specificato nella Documentazione che sarà fornita ai partecipanti, prevede la realizzazione di una superficie di circa mq. di SuL di nuova edificazione suddivisi in: mq. circa per residenze, mq. circa per servizi privati, mq. circa per gli uffici della nuova sede AMA; a queste si aggiungono parcheggi privati non pertinenziali, servizi e spazi pubblici. Il concorso individua diverse scale di intervento. Una prima scala riguarda l elaborazione del masterplan, 6

7 Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno news in cui va data risposta al tema della Centralità Locale (disegno generale delle pavimentazioni, dei suoli e delle aree pubbliche; strategie progettuali per la riqualificazione e il completamento del sistema dei servizi pubblici esistenti e futuri, interventi per la razionalizzazione della viabilità privata e del trasporto pubblico. Nell ambito del masterplan, per l area di trasformazione urbana AMA è richiesta una proposta progettuale che definisce compiutamente le articolazioni morfotipologiche e volumetriche del nuovo intervento, il disegno di suolo, le relazioni e connessioni che l intervento stabilisce con il sistema paesaggistico e con il tessuto urbano di riferimento. Una seconda, scala riguarda l approfondimento progettuale. È richiesta la redazione di un progetto architettonico assimilabile ad un progetto preliminare relativo alla nuova sede generale dell AMA, compresivo di tutti gli elementi descritti necessari alla comprensione delle scelte tipologiche, costruttive e tecnologiche effettuate. Il costo presunto degli interventi per la trasformazione dell area AMA è di circa euro ,00 di cui circa euro ,00 per la realizzazione della nuova sede AMA. Il concorso è a grado unico con prequalifica. Fra coloro che parteciperanno alla prequalifica, inoltrando una relazione che illustri l approccio metologico e culturale al tema che chiarisca, schematicamente, a quali concetti di base il progetto si dovrà ispirare, e un dossier, con immagini rappresentative delle opere progettate e/o realizzate negli ultimi dieci anni, saranno selezionati, se in possesso dei requisiti richiesti indicati dal regolamento, 10 candidati, invitati alla fase di progetto. Il vincitore otterrà, oltre al rimborso, un premio in denaro, IVA e oneri previdenziali, se dovuti, esclusi, pari a euro ,00, quale anticipazione del compenso professionale dovuto per le fasi successive di progettazione. I concorrenti alla fase di progetto che avranno presentato nei tempi e con le modalità previste gli elaborati in conformità alle richieste del bando e della lettera di invito, avranno diritto rispettivamente ad un rimborso spese, IVA ed oneri previdenziali, se dovuti, esclusi, pari a euro ,00. Il vincitore avrà l incarico, da parte di AMA spa, delle fasi di progettazione architettonica preliminare, definitiva ed eventualmente la supervisione artistica delle opere in fase di realizzazione della nuova sede. L Amministrazione Comunale si riserva inoltre di assegnare al vincitore del Concorso l incarico di consulenza per il perfezionamento dello Strumento Urbanistico esecutivo e per le successive fasi di attuazione. Scadenza per la partecipazione alla prequalifica: 15 novembre ore Avvio della fase di concorso: entro novembre 2007 web: tel CORSI MOSTRE ed ALTRI EVENTI Case Certificate calde e silenziose. La nuova progettazione nel rispetto del D.lgs 311. Salerno 28 novembre - ore 15,00 Palazzo di Città, Salone dei Marmi Ingresso gratuito registrazioni su Le recenti norme sul risparmio energetico e il già collandato decreto sui requisiti acustici passivi degli edifici, propongono al mondo professionale l occasione per affrontare le scelte progettuali in modo coordinato e maggiormente consapevole rispetto ai due requisiti. Durante l incontro verranno sviluppati gli aspetti peculiari dei due dispositivi regolamentari e ne verranno messi in luce affinità o problematiche ai fini della loro corretta applicazione. A completamento della trattazione teorica, verranno proposte soluzioni tecnologiche pratiche che affrontano e risolvono con successo entrambi i temi. Programma Saluto dei rappresentanti degli Enti Pubblici e degli Organismi Professionali patrocinatori. L efficienza energetica degli edifici, Ing. Giancarlo Savino - Energy Manager Comune di Salerno. La trasmissione del calore nelle pareti opache in condizioni instazionarie, Prof. Gennaro Cuccurullo - Università degli Studi di Salerno Dip. di Ingegneria Meccanica. Il nuovo D.lgs 311: come progettare l efficienza energetica degli edifici. La certificazione degli edifici nuovi ed esistenti e le regole per limitare i consumi estivi - Dott. Ing. Mammi, Presidente ANIT. Incentivi fiscali previsti dalla finanziaria 2007 per la riqualificazione energetica - Ing. Panzeri, ANIT L acustica in edilizia - Ing. Sergio Castaldo, Ordine degli Ingegneri. L isolamento acustico degli impianti di scarico - Geom. Toninelli, Bampi. Il Poliuretano Espanso: partner nel miglioramento dell efficienza energetica degli edifici, Sig. Brocci, TAGOS. L isolamento termico e acustico per edifici a basso consumo energetico - Ing. Vallefuoco, KNAVF. Sistemi di isolamento a cappotto per il risanamento 7

8 news Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno murario e involucri efficienti - Ing. Tedeschi, Caparol Dipartimento di Costruzioni e Metodi Matematici in Architettura Facoltà di Architettura dell Università degli Studi di Napoli Federico II. Corsi di Formazione in: - Modellazione per l Architettura e il design industriale con 3D studio Max e di modellazione Cad con Rhinoceros - per n. posti Introduzione ad Arcgis per Arcview ed Arcifo (1 a parte) (con Certificazione finale rilasciata da Esri Italia) per n. posti Modellazione per l architettura con Sketchup e di Texturing e Fotoritocco con Photoshop - per n. posti 35. Per accedere ai bandi e alla segreteria del dipartimento numero oppure indirizzo Università degli Studi di Napoli Parthenope Facoltà di Ingegneria G. Latmiral Master in Ingegneria della Sicurezza - Prevenzione e Protezione dai Rischi. L Università degli Studi di Napoli Parthenope, in collaborazione con l Associazione Italiana Prevenzione e Protezione (A.I.P.P.), ha istituito il Master Universitario di secondo livello in Ingegneria della Sicurezza - Prevenzione e Protezione dai Rischi. Il Master è rivolto a laureati di secondo livello che intendono acquisire una adeguata preparazione per affrontare, gestire e coordinare, dal punto di vista organizzativo e normativo, il processo di sicurezza nell ambito dell organizzazione aziendale. Il percorso, altamente specialistico, mira a formare la figura del Safety Manager. Il Master consente, altresì, di ottenere una serie di certificazioni, quali quelle relative al D.lgs. 626/94, al D.lgs 494/96, al D.M. 25/03/85 e alla Legge 818/84, indispensabili per poter operare nei differenti ambiti della sicurezza. Il Presidente Prof. Ing. Alberto Carotenuto Oggetto: Nuovo ciclo Lezioni di Storia Urbana 2007 Offerta volume Ed. Skira. In occasione del nuovo ciclo di lezioni di Storia Urbana 2007 Architettura e città dall ultimo Novecento al nuovo millennio, curato da Fulvio Irace, l Ufficio Ricerche e Documentazione sulla Storia urbana dell Assessorato alla Cultura del Comune di Modena offrirà gratuitamente, a chi ne farà richiesta, il volume La città europea del XXI secolo. Lezioni di storia urbana, edito da Skira. Tutte le lezioni si terranno presso il Teatro della Fondazione Collegio San Carlo, in via San Carlo, 5 a Modena ed avranno inizio alle ore 21,00. La prima lezione, giovedi 8 novembre: Movimenti Urbani, Fulvio Irace. La seconda, giovedi 15 novembre: I nuovi scenari delle città cinesi, Augusto Cagnardi, Architetto e urbanistica, socio della Gregotti Associati International. La terza: giovedi 22 novembre: Casa per tutti, Fulvio Irace. La quarta, giovedi 29 novembre: L architettura nel nuovo millennio, Leonardo Benevolo, Architetto e urbanista, professore di Storia dell Architettura, storico e teorico dell architettura, della città e del territorio. Per scaricare la locandina e la brochure delle lezioni si rimanda al sito web Oggetto: Corsi di Perfezionamento. Il Dipartimento BEST del Politecnico di Milano sta organizzando Corsi di Perfezionamento Universitari finanziati dal Fondo Sociale Europeo. I bandi ancora aperti sono relativi ai corsi di seguito elencati: - Specialista dell involucro edilizio. - Gestione e controllo della qualità nelle imprese edili. - GESTIONE E CONTROLLO DELLA PROGET- TAZIONE E DELLA COSTRUZIONE NELLE IMPRESE EDILI Preventivazione e contabilità di cantiere - GESTIONE E CONTROLLO DELLA PROGET- TAZIONE E DELLA COSTRUZIONE NELLE IMPRESE EDILI Gestione operativa, economica ed amministrativa del cantiere. - GESTIONE E CONTROLLO DELLA PROGET- TAZIONE E DELLA COSTRUZIONE NELLE IMPRESE EDILI Controllo di gestione della commessa. Oggetto: Premio Internazionale Architettura Sostenibile. La Facoltà di Architettura dell Università di Ferrara, in collaborazione con l azienda Fassa Bortolo intende promuovere la partecipazione alla 5 Edizione del Premio Internazionale Architettura Sostenibile. Il Premio è suddiviso in due sezioni: - opere realizzate da professionisti. - progetti elaborati come tesi di laurea. Il termine per l iscrizione alla quinta edizione è fissato al 31 Dicembre Tutte le informazioni utili sono consultabili sul sito ufficiale del Premio (www.premioarchitettura.it). 8

9 Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno news 5. APPROFONDIMENTI E NEWS La qualità dei servizi è garantita non dai minimi ma dalle gare. Il Dl 4 luglio 2006, n. 223 (nel seguito, il decreto Bersani), convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ha soppresso l inderogabilità del compenso minimo previsto dalla «Tariffa professionale degli ingegneri ed architetti» (nel seguito, la Tariffa). Per comprendere l importanza del fatto e le coseguenze che esso potrebbe avere sul mercato italiano dei servizi di ingegneria e architettura, è opportuno richiamare e commentare talune caratteristiche peculiari del mercato italiano. Facciamo riferimento al settore dei lavori pubblici, nel quale l evidenza pubblica dei procedimenti di selezione dei consulenti, prevista dalla normativa, rende più evidenti gli effetti del decreto Bersani. Il mercato italiano della consulenza. La Tariffa professionale Il pagamento dei servizi di consulenza si è sempre basato sulla Tariffa, secondo la quale i servizi di progettazione e direzione lavori sono compensati in percentuale del costo dell opera cui si riferiscono. Il compenso minimo stabilito dalla Tariffa per un dato servizio è divenuto nel 1958 inderogabie, e tale è timasto fino alla promulgazione del decreto Bersani. La selezione del progettista La scelta del progettista avviene in genere con il criterio «dell offerta economicamente più vantaggiosa» valutando, sia il compenso richiesto, sia taluni elementi di carattere tecnico. Il compenso è stato di regola, fino a ora, assai simile per tutti i concorrenti, poichè tutti hanno fatto riferimento al compenso minimo stabilito dalla Tariffa. Gli elementi tecnici coincidono usualmente con le qualifiche generali dei concorrenti, come ad esempio il fatturato per incarichi analoghi eseguiti negli ultimi anni, il numero di dipendenti laureati o diplomati, e simili. Raramente l ente appaltante considera altri elementi, specifici per ciascun caso, che sono assai più efficaci per garantire la qualità del risultato finale, quali: la quantita, la qualità delle risorse che il concorrente metterà effettivamente in campo per eseguire i servizi, il livello di approfondimento delle analisi che eseguirà, il grado di completezza degli elaborati che promette di produrre. Il pagamento a Tariffa induce infatti gli enti pubblici a fare riferimento alle descrizioni sommarie dei servizi che compaiono nella legge istitutiva della Tariffa, oppure a quelle, più dettagliate ma sempre generiche, fornite dalla legge 109/1994 (la cosidetta legge Merloni), dal suo regolamento il Dpr 21 dicembre 1999 n. 554) e, dal 2006 in poi, dal Codice dei lavori pubblici (il Dlgs 163/2006). La cultura della qualità della consulenza Quanto detto sopra ha ostacolato la formazione di una cultura della qualità della progettazione (e più in generale della consulenza) da parte degli enti pubblici, che di regola si sono fin qui accontentati di ricevere, a fronte di un compenso prefissato dai minimi tariffari, prestazioni di tipo standard, corrispondenti a quelle descritte dalla normativa. La mancanza, o l inadeguatezza, di una cultura delle qualità della consulenza è particolarmente nociva nel settore delle grandi opere infrastrutturali. è infatti in base a servizi di consulenza (un piano regolatore, uno studio di fattibilità) che l ente decide di realizzare una nuova infrastruttura; con altri servizi di consulenza (la progettazione) ne definisce le caratteristiche, i costi e i tempi di costruzione; con altri ancora (il Project & Construction Management) ne pianifica, gestisce e controlla la realizzazione. Dalla qualità di questi servizi dipende il coseguimento dei benefici in vista dei quali l opera è stata concepita: ogni errore commesso nelle fasi qui indicate si paga più tardi, moltiplicando per un fattore assai maggiore dell unità, con aumenti dei costi di costruzione e di gestione dell opera. Gli enti dovrebbero considerare che servizi di consulenza di qualità elevata sono condizione indispensabile per il successo di ogni iniziativa. D altra parte, servizi di qualità elevata si ottengono soltando scegliendo consulenti qualificati e compensandoli adeguatamente, il che non accade di frequente nel mercato italiano ove i criteri di selezione qualificati non sono, di regola, idonei a premiare i consulenti più qualificati, e il compenso non risente della qualità dei servizi offerti. Taluni enti sembrano non rendersi conto che i servizi di consulenza sono cosa ben diversa dalla fornitura di un apparecchiatura o dalla costruzione di un manufatto. Si tratta infatti di attività intellettuali, il che deve comportare un approccio specifico per la selezione dei consulenti. A differenza di quanto accade per i lavori e le forniture, le caratteristiche del risultato di una consulenza (uno studio di fattibilità, progetto, le attività di Project & Construction Management) possono essere definite a priori solo in termini formali (la tipologia delle relazioni tecniche e degli elaboratori grafici che lo studio o il progetto devono contenere, il loro formato eccetera), ma non in termini sostanziali, vale a dire in termini di «qualità». Una consulenza sarà, assai probabilmente, di qualità elevata se verrà eseguita, adottando metodologie adeguate, da specialisti competenti nelle discipline coinvolte dal caso specifico, abituati a redigere studi o progetti analoghi, assuefatti a un costruttivo lavoro di squadra, e cosi via, vale a dire se il consulente utilizzerà procedimenti adeguati e risorse 9

10 news Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno di qualità elevata. È quindi essenziale che l ente chieda ai concorrenti di illustrare in offerta quale approccio metodologico intendano adottare per l esecuzione dei servizi, quali siano gli specialisti che li eseguiranno e quale esperienza specifica ciascuno dedicherà all esecuzione dei servizi, quali supporti tecnici verranno utilizzati eccetera. Non si chiedono ai concorrenti le caratteristiche del progetto finale (come avviene, invece, per le forniture e i lavori), ma le risorse e gli accorgimenti previsti per assicurare la qualità del prodotto, o, in altri termini, una «promessa» credibile del risultato. La «promessa» di ciascun concorrente deve essere valutata dall ente secondo i criteri enunciati nei documenti di gara e il punteggio ottenuto, combinato con quello attinente al prezzo, consente di individuare l offerta economicamente più vantaggiosa. Gli effetti negativi della Tariffa sulle società di consulenza. La presenza di un mercato di tipo protetto ha scoraggiato i professionisti e le società di ingegneria italiani a uscire dall ambito nazionale per affrontare il mercato internazionale, privo di queste protezioni. Il mercato confronto con l assai più ampio, diversificato e attivo mercato internazionale ha condotto in taluni settori a deprimere, anche in modo notevole, la qualità della consulenza, e ha contribuito a impedire che in Italia si sviluppassero società di ingegneria di dimensioni e importanza paragonabili a quelle presenti negli altri paesi industrializzati. Un altro responsabile di questo fenomeno è il divieto, imposto nel 1939 alle società di capitali dalle cosiddette «leggi razziali», di fornire servizi di consulenza, divieto protrattosi di fatto fino al 1994, anno di promulgazione della legge Merloni. Si può in sostanza affermare che nel settore dei lavori pubblci si è sviluppato in Italia un mercato della consulenza così connotato: - compensi sostanzialmente prefissati ed eguali per tutti, a parità di tipologia della prestazione; - selezione del consulente basata sull esperienza pregressa piuttosto che sulla qualità e quantità delle risorse impiegate e del risultato atteso per ciscun caso specifico; - scarsa attitudine degli enti a valutare la qualità della prestazione erogata. La situazione del mercato è ben più articolata di quanto questa schematizzazione lasci intendere; tuttavia, i tre aspetti messi qui in evidenza sono sufficienti a rendere ragione delle conseguenze che la liberalizzazione della Tariffa potrebbe produrre sul mercato della consulenza. Gli effetti negativi della liberalizzazione e i possibili rimedi. In un siffatto mercato della consulenza, eliminare l inderogabilità dei minimi tariffari senza prevedere contestualmente adeguate misure correttive, può produrre effetti gravissimi. Cosa impedirà, infatti, ai consulenti mediocri e più spregiudicati di offrire servizi di consulenza ben al di sotto dei minimi tariffari, mettendo immediatamente fuori mercato i consulenti di qualità? La conseguenza sarebbe un ulteriore, generalizzata, perdita di qualità del mercato, tanto più grave in quanto difficilmente recuperabile, una volta che i consulenti di qualità avessero dovuto abbandonare il campo. D altra parte, gli enti pubblici non sembrano in grado di adottare le strategie necessarie a contrastare una simile azione di «dumping», visto che, nella più parte dei casi, essi mancano di quella «cultura della qualità della consulenza» che è il più importante ostacolo al dumping, e spesso non sanno come fare, in concreto, per premiare la qualità dei consulenti nella fase di selezione. Tuttavia, un ente che desideri evitare i dannosi effetti del «dumping» e assicurarsi servizi di consulenza di qualità elevata dispone di un rimedio affidabile e ampiamente collaudato: utilizzare le procedure di selezione che sono da molti decenni prassi consolidata della Banca Mondiale, degli altri enti internazionali di finanziamento, e dalla maggior parte dei Paesi industrializzati, dopo averle adattate alle prescrizioni della direttiva 2004/18/Ce e del Codice dei lavori pubblici. La procedura tipo, adottata con pieno successo, su suggerimento degli autori, da numerosi enti italiani, si articola secondo i passi seguenti: a) indicare nel bando i requisiti minimi di partecipazione, di tipo generale, che gli interessati devono possedere per essere ammessi alla selezione di cui alla letter d); b) aggiudicare la gara con il criterio dell offerta economicamente più vantaggiosa; c) attribuire al prezzo un «peso» marginale rispetto agli aspetti tecnici. Maggiore è il contenuto concettuale del servizio, minore dev essere il peso del prezzo: fatto 100 il punteggio totale, si può adottare, ad esempio, la combinazione 90/10 per piani regolatori e studi di fattibilità, quella 85/15 per progetti preliminari e definitivi, e quella 80/20 per progetti esecutivi e direzione lavori; d) adottare sempre la procedura di gara ristretta, invitando a presentare offerta un numero limitato di soggetti selezionati fra quelli che sono risultati idonei in quanto dodati dei requisiti minimi richiestidal bando. Ridurre il numero dei concorrenti aumenta le loro probabilità di successo e li induce a produrre offerte di qualità elevata, condizione necessaria per la buona riuscita dei servizi. Il Codice dei lavori pubblici fissa in 10 il numero minimo di concorrenti per le procedure 10

11 Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno news ristrette, numero che può risultare eccessivo per incarichi che richiedono la redazione di offerte tecniche onerose. In questo il Codice non rispetta la dirttiva 2004/18/Cee, la quale lascia liberi gli enti di invitare quanti concorrenti ritengono opportuno, purchè sia garantita un adeguata concorrenza; e) precisamente gli aspetti qualificativi dell offerta tecnica che saranno oggetto di valutazione, indicando i punteggi massimi previsti per ciascuno di essi e criteri che verranno utilizzati dalla commissione per attribuire i punteggi. Gli aspetti qualificanti possono essere, ad esempio: l approccio metodologico previsto, il piano di lavoro proposto, l organizzazione del gruppo di lavoro che eseguirà i servizi, la composizione del gruppo di lavoro con curriculum vitae degli specialisti che ne fanno parte e le loro job description, eccetera; f) escludere dalla gara i concorrenti la cui offerta tecnica ottenga un punteggio inferiore a una soglia da indicare nel bando di gara, allo scopo di impedire che concorrenti di qualità scadente (che presentano di regola offerte tecniche scadenti) possano aggiudicarsi la gara chiedendo un compenso molto basso. Ad esempio, nel caso che siano disponibili 80 punti su 100 per la valutazione tecnica, la soglia di esclusione può essere pari al 70 o al 75% dei punti disponibili, cioè rispettivamente a 56 oppure a 60 punti; g) precisamente il contenuto dell offerta economica, e in particolare in che modo il concorrente determinerà il prezzo richiesto. Il prezzo non deve essere calcolato sulla base della Tariffa, ma sulla base della qualità di risorse umane che saranno impiegate (ad esempio, i mesi-uomo utilizzati da ciascuno deglli specialisti coinvolti), e del compenso richiesto per ciascun meseuomo di ciascuno degli specialisti. Va indicato utilizzo e compenso degli specialisti Ciò comporta che i concorrenti includano nell offerta una «Tabella di impegno del personale» che indichi l impegno previsto per ciascuno degli specialisti, e una «Tabella dei compensi». Il prezzo sarà la somma dei prodotti dell impegno di ciascuno degli specialisti per il compenso corrispondente. In questo modo l ente sa quali specialisti svolgeranno il servizio, quale esperienza professionale vanta ciascuno di essi e per quanto tempo lavorerà, informazioni che mancano quando il corrispettivo è calcolato sulla base della tariffa. Il sistema ha anche il vantaggio di scoraggiare il consulente dal proporre soluzioni progettuali inutilmente costose, in quanto il suo compenso non dipende dal costo dell opera, nonchè di consentire di eseguire in modo agevole e obiettivo la verifica dell eventuale anomalia delle offerte di cui al comma 2, dell articolo 86 del Dlgs 163/2006, verifica che non risulta possibile se il compenso è determinato sulla base della tariffa. h) attribuire il punteggio al prezzo con la formula: Pi = K (PRmin/PRi), ove Pi è il punteggio dell offerta iesima, K è il punteggio massimo previsto per il prezzo, PRmin è il rezzo mnimo offerto, e PRi è il prezzo dell offerta iesima. La valutazione della congruità delle offerte. Il D.lgs 163/2006 ha introdotto, al comma 2, dell articolo 86, un nuovo metodo per la individuazione delle offerte anormalmente basse quando l aggiudicazione avvenga col criterio dell offerta economicamente più vantaggiosa. Viene valutata «la congruità delle offerte in relazione alle quali sia i punti relativi al prezzo, sia alla somma dei punti relativi agli altri elementi di valutazione, sono entrambi pari o superiori ai quattro quindi dei corrispondenti punti massimi previsti dal bando di gara». Il comma 5, dell articolo 86 prevede che le offerte contengono giustificazioni del prezzo indicate dal comma 2, dell articolo 87, che riguardano: l economia del metodo di prestazione del servizio; le soluzioni tecniche adottate; le condizioni favorevoli di cui dispone il concorrente; l originalità dei servizi; la presenza di aiuti di Stato; il costo del lavoro. Si tratta di enunciazioni generiche che condurranno i concorrenti a produrre giustificazioni altrettanto generiche, e quindi di dubbia utilità pratica per verificare se un concorrente abbia chiesto un prezzo non congruente con la consistenza e la qualità dei servizi offerti. L eliminazione dell inderogabilità dei minimi tariffari comporta che i concorrenti non debbono più determinare analiticamente il compenso richiesto, per dimostrare che esso rispetta i minimi della Tariffa; è sufficiente indicare il prezzo richiesto, oppure il ribasso offerto rispetto al prezzo posto a base di gara. La procedura di verifica di congruità di cui il Dlgs 163/2006 non consente di contrastare il «dumping» di cui si è detto al 2, in quanto l offerte indicano soltanto il numero (il prezzo o il ribasso), e non forniscono alcuna indicazione sull entità e la qualità delle risorse che i concorrenti utilizzeranno. Come può l ente giudicare se il prezzo richiesto è congruo, se non dispone dei necessari termini di raffronto? La procedura di gara proposta sopra, e in particolare il metodo di calcolo del prezzo, è di per sè uno strumento assai efficace per la valutazione della congruità delle offerte. Secondo quella procedura, infatti, il concorrente deve: a) descrivere in dettaglio il contenuto dei servizi che si impegna a fornire; b) indicare la composizione del gruppo di lavoro, favorendo nomi, job description, curriculum vitae, e impegno mensile in termini di mesi-uomo di ciascuno specialista; c) indicare il compenso (ad esempio, in euro al meseuomo) richiesto per ciascun specialista; 11

12 news Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno d) calcolare il prezzo moltiplicando l impegno complessivo di ciascuno specialista per il suo compenso e sommando i risultati. Il solo fatto di dover fornire questi elementi scoraggia un comportamento scorretto da parte dei concorrenti in quanto gli elementi sono fra di loro correlati, ed è quindi rischioso fornire informavioni inesatte. Ad esempio: il numero di mesi-uomo è correlato al contenuto dei servizi; i compensi, alle qualifiche degli specialisiti che risultano dai curriculum vitae; il prezzo, al numero di mesi-uomo, eccetera. Le stesse correlazioni consentono all ente di richiedere, se del caso, informazioni aggiuntive specifiche e di eseguire quindi verifiche mirate, affidabili ed efficaci. Richiedere «a posteriori» queste informazioni non risolva il problema: il concorrente avrà, infatti, ampia libertà di ricostruire una congruenza per la quale non è soggetto ad alcun vincolo. Conclusioni Esiste il concreto pericolo che la soppressione dell inderogabilità dei minimi tariffari, sancita dal decreto Bersani, provochi nel mercato italiano della consulenza un effetto di «dumping» da parte dei consulenti di livello mediocre, con generalizzato decadimento della qualità dei servizi e l uscita dal mercato dei consulenti di qualità. Questo pericolo può essere contrastato soltanto promuovendo una rapida e significativa sensibilizzazione degli enti pubblici al problema della qualità dei servizi di consulenza, primi fra tutti i piani regolatori, gli studi di fattibilità, e la progettazione di importanti opere infrastrutturali, servizi che hanno un impatto economico elevato sugli investimenti successivi. Un aspetto fondamentale della sensibilizzazione è l adozione di adeguate procedure di gara per la selezione dei consulenti che si basa sulle consolidate procedure internazionali in uso presso la Banca Mondiale, gli altri enti internazionali di finanziamento e i più importanti Paesi industrializzati. L adozione della procedura delineata sopra fornisce agli enti uno strumento efficace per la valutazione della presenza di eventuali offerta anomale. Da Edilizia e Territorio Franco de Siervo Piero Ravetta DIA, POSSIBILE BLOCCARE L OPERA DOPO IL TERMINE DI 30 GIORNI PURCHÉ I LAVORI NON SIANO INIZIATI. Il Consiglio di Stato con la decisione 4828/07 si è pronunciato sulla natura giuridica della Dia, sulla decadenza del potere dell amministrazione di inibire l inizio dei lavori e sull applicabilità alla Dia della disciplina sulla comunicazione dei motivi ostativi all accoglimento dell istanza prevista dall articolo 10-bis della legge 241/1990. Per Palazzo Spada la denuncia di inizio attività è uno strumento di semplificazione procedimentale che consente al privato di conseguire un titolo abilitativo sotto la forma di un autorizzazione implicita, con il trascorrere del termine di 30 giorni. Tuttavia, anche dopo la scadenza di tale termine, l amministrazione può inibire l inizio dei lavori fino a quando i lavori non sono cominciati. L amministrazione non è obbligata a comunicare al privato i motivi ostativi alla formazione del titolo abilitativo, poiché tale comunicazione è incompatibile con la disciplina della Dia. FATTO Una società dopo aver presentato una Dia per l esecuzione di determinati lavori, non dava seguito alla Dia e non iniziava i lavori. Successivamente la Società presentava un istanza di rilascio di permesso a costruire per realizzare un progetto diverso, incompatibile con quello oggetto della prima Dia. Ancora dopo la società presentava una nuova Dia per eseguire opere edilizie sempre nel medesimo immobile, senza pero allegare il progetto. Il giorno successivo al deposito della Dia, il comune ai sensi dell articolo 23, comma 6 del Dpr 381/2003 inibiva l inizio dei lavori a causa dell incompletezza della documentazione presentata. La società impugnava l atto comunale innanzi al Tar Veneto contestando la violazione dell articolo 10-bis della legge 241/1990, in quanto a suo dire il comune, in luogo di inibire l inizio dei lavori, avrebbe dovuto comunicare anticipatamente le ragioni ostative all accoglimento dell istanza, cosi da consentire le necessarie integrazioni documentali idonee a perfezionare la Dia. Il Tar Veneto accoglieva il ricorso con la sentenza del 19 giugno 2006 n. 1879, successivamente riformata dal Consiglio di Stato, sezione IV, con decisione 12 settembre 2007, n Di particolare interesse sono le motivazioni della decisione in commento sulla natura della Dia e sulla funzione della comunicazione dei motivi ostativi prevista dall articolo 10-bis della legge 241/1990. LA NATURA DELLA DIA Il Consiglio di Stato ha preso posizione sulla questione della natura della Dia, oggetto da anni di un ampio dibattito che non si è ancora attestato su posizioni pienamente condivise. Vi è, infatti, una diffusa incertezza sul regime giuridico della Dia, che, come rilevato dal Consiglio di Stato sezione IV con la decisione 3916/05, discende anche dalla «progressiva trasfigurazione dell istituto in parola, sorto e naturalmente allocato tra gli strumenti di liberalizzazione delle attività private (che, cioè, presuppongono un attività non soggetta al regime 12

13 Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno news autorizzatorio), e poi utilizzato come strumento di semplificazione procedimentale inerente, paradossalmente, a procedimenti di natura autorizzatoria: il che ha inevitabilmente portato l istituto in parola a confondersi con lo strumento del silenzio-assenso o, quanto meno, a frantumarsi in una pluralità di istituti diversi, ciascuno dei quali assoggettato a un regime più o meno peculiare». In altri termini, la Dia è stata concepita con riferimento a settori liberalizzati, dove per l espletamento di una determinata attività non è necessaria una preventiva autorizzazione e tantomeno concessione amministrativa. Successivamente la Dia è stata utilizzata quale titolo abilitativo anche per lo svolgimento di attività tradizionalmente soggette a regime autorizzatorio o concessorio, con la conseguenza che il regime giuridico tipico della Dia per molti profili appare incompatibile con il regime proprio di tali attività e dei relativi poteri sanzionatori dell amministrazione. In tale contesto si sono formati tre orientamenti giurisprudenziali sulla natura della Dia e sui rimedi esperibili dai terzi che si ritengono danneggiati dalla formazione di una Dia illegittima. È opinione comune ai tre orientamenti che la Dia in materia edilizia costituisce una fattispecie complessa o a formazione successiva. Di seguito si sintetizzano le posizioni espresse dai tre orientamenti. LA DIA QUALE RIFLESSO DELLA LIBERALIZ- ZAZIONE DELLE ATTIVITÀ Per un primo orientamento (Consiglio di Stato Sezione IV 3916/05 e sezione V 948/07), la Dia costituisce un atto soggettivamente e oggettivamente privato che, in presenza di determinate condizioni e all esito di una fattispecie a formazione successiva, attribuisce al privato una legittimazione ex lege allo svolgimento di una determinata attività, che sarebbe così liberalizzata. La Dia rappresenterebbe un atto di iniziativa privata che, in difetto dei presupposti previsti per la formazione del titolo abilitativo (ad esempio il progetto), consente solo un intervento di tipo inibitorio della pubblica amministrazione, vale a dire l adozione dell ordine di non iniziare i lavori. Secondo tale orientamento trascorso il termine di 30 giorni, l amministrazione decade dal descritto potere inibitorio, pertanto non può più vietare l inizio dei lavori o incidere direttamente sulla Dia. Per quanto riguarda la posizione dei terzi che assumono di essere stati lesi da una Dia formatasi illegittimamente (ad esempio i proprietari di un immobile situato nelle vicinanze di quello interessato dagli interventi edilizi), si ritiene che sebbene sia decorso il termine per l esercizio dei poteri inibitori, i terzi possono comunque sollecitare l esercizio da parte dell amministrazione del generale potere repressivo degli abusi edilizi.secondo tale orientamento, i terzi non potrebbero impugnare direttamente la Dia, ma dovrebbero presentare un istanza o una diffida al Comune per chiedere di porre in essere i provvedimenti sanzionatori previsti e, in caso di unerzia, potrebbero ricorrere alla procedura speciale del silenzio inadempimento prevista dall articolo 21-bis della legge 241/1990. A esito del giudizio, in virtù della sentenza, l amministrazione potrebbe essere costretta a esercitare il generale potere anzionatorio, tale potere secondo alcuni avrebbe carattere vincolato, scondo altri è esercitabile alla stregua dei principi dell autotutela, vale a dire preva valutazione anche dei contrapposti interessi e dell affidamento eventualmente maturato dai privati. LA DIA E LA VERIFICA DEI PRESSUPPOSTI DI LEGGE PER LA SUA FORMAZIONE Vi è peraltro un secondo orientamento (TAR Liguria, sezione I, 113/03), che riconduce sempre la Dia al fenomeno della liberalizzazione, sebbene intesa quale libetà di svolgimento di un attività e non quale libertà di svolgimento di un attività e non quale processo di sottrazione dell attività privata dal regime amministrativo. Secondo tale tesi le attività che si svolgono in virtù di una Dia rimangono sottoposte alla disciplina generale dettata dalle norme che identificano i requisiti e i presupposti che devono ricorrere per il loro lecito esercizio, ma vengono meno alcune condizioni di ordine amministrativo. In altri termini, per svolgere tali attività non è più necessario un titolo provvedimentale di legittimazione, con la conseguenza che lo svolgimento dell attività, da parte del privato non è mediata da titoli ulteriori rispetto alla legge. Per questo secondo orientamento, in caso di una Dia formatasi illegittimamente, il terzo che può attivare un giudizio di cognizione, tendente all accertamento della insussistenza dei requisiti e dei presupposti fissati dalla legge per l esercizio dell attività edilizia, e quindi della illegittimità del mancato esercizio del potere inibitorio, con ogni conseguenza giuridica per ciò che riguarda le opere già compiute. In caso di accoglimento del ricorso, infatti, queste ultime risulteranno a tutti gli effetti abusive, in quanto realizzate nell assenza dei prescritti requisiti e presupposti legali, e come tali non potranno non essere sanzionate dalla stessa amministrazione nell esercizio dei poteri i cui è titolare ai sensi della legge 47 del In altri termini, il tale orientamento non ritiene necessario attivare la procedura del silenzio per ottenere un provvedimento giudiziale che accerti seppure indirettamenti l illegittimità della Dia, ma ammette l avvio di un giudizio per l accertamento dei presupposti di fatto e di diritto necessari per la formazione della Dia, senza tuttavia consentire una vera e propria impugnazione della Dia. LA DIA QUALE AUTORIZZAZIONE IMPLICITA Per il terzo orientamento, al quale è riconducibile la decisione in commento, la Dia non è uno strumento di libralizzazione dell attività, ma rappresenta una 13

14 news Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno semplificazione procedimentale, che consente al privato di conseguire un titolo abilitativo a seguito del decorso di un termine (30 giorni) dalla presentazione della denuncia. A criticare il primo orientamento, si osserva che la liberalizzazione di determinate attività economiche è cosa diversa e presuppone che non sia necessaria la formazione di un titolo abilitativo (Consiglio di Stato, sezione VI, decisione 1550/07). I sostenitori di tale orientamento rilevano che: «La denunzia di inizio attività costituisce autocertificazione della sussistenza delle condizioni stabilite dalla legge per la realizzazione dell intervento, sul quale la PA svolge un eventuale attività di controllo che è prodromica e funzionale al formarsi (a seguito del mero decoroso del tempo, non dell effettivo svolgimento dell attività) del titolo legittimamente l inizio dei lavori». Quindi nel caso della Dia, con il decorso del termine si forma o una sorta di autoamministrazione o un autorizzazione implicita (positiva) di natura provvedimentale. Tale autorizzazione può essere contestata dai terzi che vi hanno interesse, entro l ordinario termine di decadenza di sessanta giorni di impugnazione dei provvedimenti amministrativi, decorrenti dalla comunicazione al terzo del perfezionamento della Dia o dell avvenuta conoscenza del consenso implicito all intervento oggetto della Dia. I terzi, quindi, non devono attivare il procedimento del silenzio inadempimento per ottenere un provvedimento giudiziale, ma possono impugnare direttamente la Dia. La decisione in commento si distingue dai precedenti riconducibili al medesimo orientamento per l affermazione che il potere inibitorio dell amministrazione non decade trascorsi trenta giorni dalla presentazione della Dia. Anche quando è scaduto il termine di 30 giorni, qualora non siano ancora iniziati i lavori, l amministrazione può inibire l inizio, sebbene si sia formato il titolo abilitativo. Il Consiglio di stato asserva testualmente che «per il principio di economia dei mezzi giuridici, la facoltà dell Amministrazione di inibire i lavori non iniziati anche dopo l avvenuto consolidamento del titolo». Può dirsi che alla luce della decisione 4828/07, per la stabilizzazione degli effetti della Dia la fattispecie a formazione successiva si deve completare di un ulteriore elemento, l inizio dei lavori. Soltanto se il privato ha iniziato i lavori l Amministrazione non è più titolare del potere di inibirne l avvio e, quindi, di rilevare la mancata legittima formazione del titolo abilitativo. Il Consiglio di Stato ha posto a fondamento di tale soluzione il principio di economia dei mezzi giuridici, tuttavia, la decisione imporrà una riconsiderazione della qualificazione del potere dell amministrazione di inibire l inizio dei lavori, in particolare della effettiva decadenza o meno dello stesso con il trescorrere di 30 giorni. In realtà, i giudici riconducono l ordine inibitorio «tardivo» ai generali poteri repressivi e sanzionatori dell amministrazione. LA DIA E IL PREAVVISO DI RIGETTO Il Consiglio di Stato ha escluso che l amministrazione debba far precedere all ordine di inibire i lavori la comunicazione dei motivi ostativi all accoglimento dell istanza prevista dall articolo 10-bis della legge 241/1990. I giudici sebbene abbiamo qualificato la Dia come un autorizzazione implicita o un autorizzazione hanno condivisibilmente negato l applicabilità dell articolo 10-bis alla Dia. Tale norma è prevista per i procedimenti a istanza di parte, vale a dire ai procedimenti che hanno impulso da un istanza del privato volta a ottenere un autorizzazione e si concludono con un provvedimento espresso o con il silenzio assenso, per il trascorrere del termine ordinario di 90 giorni previsto in generale dall articolo 2 della legge 241/1990 o del termine previsto dalla disciplina dello specifico procedimento. Il Consiglio di Stato ha rilevato che l ordine di iniziare i lavori, a stretto rigore, non è qualificabile quale provvedimento di rigetto di un istanza di parte, conseguentemente la Dia è estranea all ambito di applicazione dell articolo 10-bis della legge 241/1990. Tale soluzione è stata motivata anche con la incompatibilità della disciplina dell articolo 10-bis della legge 241/1990 con quella della Dia, atteso il breve termine (30 gioni) entro il quale si perfeziona la Dia. Si tratta evidentemente di un temine incompatibile con una preventiva comunicazione dei motivi ostativi alla formazione del titolo abilitativo. Basti considerare che per previsione dell articolo10-bis della legge 241/1990 dalla comunicazione del preavviso di rigetto decorrono dieci giorni entro i quali il privato deve poter presentare le proprie controdeduzioni. L amministrazione sarebbe costretta a istruire immediatamente la Dia e ad adottare l eventuale preavviso di rigetto, al fine di concedere al privato un termine di 10 giorni per presentare le osservazioni, che l amministrazione dovrebbe valutare nei giorni residui del termine complessivo di 30 giorni entro il quale può adottare l ordine di inibire l inizio dei lavori. E infatti, la comunicazione dei motivi ostativi non determina la sospensione dei termini di conclusione del procedimento. Si tratta evidentemente di termini incompatibili con un corretto esercizio dell attività amministrativa. Peraltro, come rilevato dal Consiglio di Stato il preavviso di rigetto costituirebbe una mera duplicazione dell ordine di non iniziare i lavori, il quale deve contenere una motivazione in ordine all assenza delle condizioni di formazione della Dia, così da agevolare i privati che intendano presentare una nuova Dia completa di tutti i documenti. Flavio Iacovone Giunta Regionale della Campania Area Generale di Coordinamento Lavori Pubblici - Opere Pubbliche - Attuazione Espropriazione Ai Sigg. Sindaci dei Comuni della Campania Ai Presidenti delle Province della Campania Alle Prefetture 14

15 Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno news Alle Comunità Montane Ai Consorzi di Bonifica Alle Autorità di Bacino Agli Ordini Professionali Alle Associazioni di Categoria Ai Sindacati Lavoratori Edili Ai Coordinatori della AA.GG.CC: della Giunta Regionale Ai Dirigenti dei Settori Regionali All Autorità di Vigilanza sui LL.PP. Alle A.S.L. della Regione Campania Alle Aziende Ospedaliere Alle Società di Trasporto e Consorzi Alle Soprintendenze per i Beni Culturali LORO SEDI Oggetto: Legge Regionale n. 3/07 - Entrata in vigore. In riferimento alla circolare n del al fine di una corretta informazione si comunica che la data di entrata in vigore della legge in oggetto indicata è il 16 settembre Dott. Italo Abate L amministrazione affida in concessione 14 aerogeneratori di grande taglia a Capo Serra. MAXIPARCO EOLICO A CAGGIANO (SA) I piloni saranno posizionati a un altitudine di circa metri - Investimento del valore di 45 mln. Un impianto eolico della potenza di 42 Mw da realizzare nel territorio di Caggiano, un piccolo centro della provincia di Salerno, appartenente alla Comunità montana del Tanagro. Parte la gara per l affidamento in concessione della progettazione, realizzazione, esercizio, gestione e manutenzione di impianti eolici e relative opere di completamento da realizzare nell area comprese tra la parte inferiore del monte Capo la Serra e la località Pizzo, classificate di tipo E2 nel vigente Puc. Si tratta di aree situate a 3 km a sudest del centro abitato di Caggiano e collocate a un altitudine sul livello del mare compresa tra i e m., già servite, tra l altro, da un adeguato sistema di viabilità comunale, che ne rende agevole l accessibilità indispensabile per realizzare questa tipologia d investimento. L impianto eolico previsto nel progetto preliminare, elaborato dall ufficio tecnico comunale, costa di 14 aerogeneratori di grande taglia, ognuno di potenza nominale pari a 3 MW. L impianto produrrà mediamente circa MW annui. Il bando ha preso le mosse a seguito dell adozione, da parte del Consiglio Comunale, dell atto deliberativo n. 2 del 24 maggio Successivamente nel coso della seduta del 6 marzo 2006, la Giunta comunale, con l atto deliberatorio n. 4, procedeva all individuazione delle aree montane del territorio comunale dove realizzare l impianto. «La decisione dell amministrazione comunale di puntare sull energia pulita - spiega Mauro Cafaro, assessore comunale alle attività produttive - parte dalla considerazione che il territorio di Caggiano risulta una delle migliori aree eoliche del Sud. In tale ottica il bando di gara per la realizzazione dell impianto tende a priviligiare le proposte progettuali che provedono un minor impatto ambientale. La realizzazione dell impianto rappresenterà anche una fonte di finanziamneto per le casse del Comune». L importo dei avori posti a base di gara è di euro, Iva esclusa, così ripartiti: euro è il costo delle turbine, le opere elettriche, le oper civili e fondazioni, per lo sviluppo del progetto e per imprevisti. Il finanziamento di tutte le opere è a totale ed esclusivo carico del concessionario. I costi di esercizio sono stati mediamente stimati in 1,9 milioni annui e i ricavi sono stati calcolati in 11,7 milioni per i primi 12 anni e i cinque milioni per i successivi otto anni. L affidamento avverrà mediante procedura di pubblico incanto e la durata è fissata in 30 anni. L aggiudicazione verrà effettuata da una Commissione giudicatrice mediante criterio dell offerta economicamente più vantaggiosa (massimo 70 punti) e una specifica offerta tecnica (massimo 30 punti). Il concessionario potrà avviare, subito dopo la stipulazione della convenzione, la campagna di rilievi anemometrici che dovrà condurre a un primo report di risultati entro e non oltre sei mesi. Avrà poi l obbligo di procedere alla presentazione al Comune di Caggiano di uno studio anemologico, prima dell avvio del procedimento unico da svolgersi in sede di conferenza di servizi. I lavori dovranno essere realizzati in 18 mesi. La scadenza fissata per la ricezione delle offerte o delle domande di partecipazione è il 15 novembre Queste andranno inviate all uffcio tecnico del Comune di Caggiano, via Nestore Caggiano, n.1, Caggiano (Sa). Il responsabile unico del procedimento è il geom. Adolfo Abbamonte (tel , fax , Brunella Giugliano da Edilizia e Territorio Ok della Commissione Ue al programma : fondi per 6,8 miliardi, la metà europei CAMPANIA, VIA LIBERA AL NUOVO POR Quindici opere prioritarie destinate a incidere sullo sviluppo del territorio campano che potranno partire i tempi rapidi grazie all approvazione, nei giorni scorsi, del Programma operativo Fesr (Fondo europeo per lo sviluppo regionale) da parte della Commissione europea. Si va dal risanamento dei laghi flegrei a quello dei Regi Lagni, da tre poli dedicati a fiere metropolitana regionale, 15

16 news Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Salerno da interventi sulla linea ad Alta capacità ferroviaria a infrastrutture di collegamento al futuro aeroporto di Napoli-Grazzanise. Il programma campano è piaciuto a Bruxelles e la Regione potrà disporre delle risorse finanziarie assegnate al nuovo fondo nel periodo , e cioè 3,4 miliardi di euro di fondi comunitari a cui si aggiungono il cofinanziamento nazionae (35%) e regionale (15%), per un totale di 6,8 miliardi saranno destinati al finanziamento dei quindici progetti ritenuti prioritari, ma si prevede di metterne in cantiere altri 10 per i prossimi sette anni. «Il confronto con Bruxelles sui primi 15 grandi progetti è già a buon punto - spiega il governatore Antonio Bassolino - e se ai nuovi fondi europei si affiancheranno le risorse ordinarie avremo la possibilità di compiere una svolta importante per lo sviluppo. L approvazione del Fesr è il risultato di un intenso lavoro portato avanti nel corso di questi mesi tra Napoli, Roma e Bruxelles. Siamo tra le prime regioni italiane ad aver chiuso il negoziato». Da Palazzo Santa Lucia assicurano che le risorse Fesr saranno spese in poco tempo. «La macchina amministrativa - spiega Carlo Neri, responsabile del Por Campania - entrerà in funzione solo dopo la notifica ufficiale da parte della Commissione. I fondi quindi verranno iscritti nel bilanco regionale e nel giro di un mese saranno preparati i primi bandi per gli appalti». Il Por con i fondi Fesr è il programma più ambizioso per la Campania (gli altri riguardano il Fes, Fondo sociale europeo, e il Fes, Fondo sociale europeo, il Feasr, sviluppo agricolo). La Commissione Ue ha aumentato le risorse di circa 1,3 miliardi rispetto agli anni La novità più importante è nello snellimento del numero di misure, che passano dalle iniziali 260 a 140, divise in sette grandi assi: sostenibilità ambientale e attrattività culturale e turistica; competitività del sistema produttivo; benessere sociale e qualità della vita; accessibilità e trasporti; assistenza tecnica; energia; società dell informazione. Rispetto al passato scompaiono i Piani integrati territoriali (Pit) ed è prevista una sub delega alle città con popolazione superiore ai 50mila abitanti nella spesa dei fondi europei. Questo significa che ci saranno 19 grandi interventi di riqualificazione urbana. Le città delegate comparteciperanno al programma di riqualificazione urbana con il 10% di risorse proprie. La delega è limitata alle spese per lo sviluppo urbano, ma rappresenta il primo caso in Italia di una Regione che concede a un altro ente territoriale la facoltà di spesa. Un ulteriore novità, prevista dal fondo, è che saranno presi in considerazione solo i progetti per un valore almeno pari a 50 milioni. In totale il 40% dei finanziamenti sarà destinato a questi grandi interventi infrastrutturali. L obiettivo di questo vincolo è scoraggiare la parcellizzazione eccessiva dei fondi e garantire interventi chiari e facilmente realizzabili. Infatti nella programmazione si è verificata una sfasatura tra i tempi predeterminati della spesa e l attuazione dei progetti, come ha dimostrato in particolare l esperienza dei Progetti integrati con i quali sono stati finanziati progetti con un costo medio di 855mila euro e per un valore totale di circa due miliardi. Proprio per ovviare a ciò, la Regione Campania ha individuato e messo in campo una serie di strumenti in grado di accellerare la predisposizione di progetti cantierabili e la rendicontazione della spesa. È stato perciò predisposto un parco progetti (ne sono pervenuti ben alla scadenza del 16 febbraio, a cui si debbono aggiungere gli 800 del Turismo) da cui scegliere progetti hanno a oggetto la realizzazione di infrastrutture materiali, 70 invece infrastrutture immateriali. L 80% dei progetti è già appaltabile. Il Nucleo di valutazione dovrà ora selezionare quelli che sono coerenti con la programmazione Brunella Giugliano Chiuso in Tipografia l 8 novembre 2007 Grafica e Stampa: Guarino&Trezza via A. R. Di Mauro, 9 (Via XXV Luglio) Cava de Tirreni (Sa) - Tel. e Fax

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