PIANO GENERALE DEL SISTEMA FOGNARIO DEL COMUNE DI RIMINI

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1 COMUNE di RIMINI ASSESSORATO MOBILITA, LAVORI PUBBLICI E QUALITA URBANA ASSESSORATO ALLE POLITICHE AMBIENTALI PIANO GENERALE DEL SISTEMA FOGNARIO DEL COMUNE DI RIMINI IL SINDACO Dott. Alberto Ravaioli ASSESSORE LAVORI PUBBLICI Juri Magrini ASSESSORE POLITICHE AMBIENTALI Andrea Zanzini PROGETTISTI Compagnia Generale delle Acque S.p.A. Hydroarch S.r.l. Protecno S.r.l. Soil S.r.l. Ing. A Cevese Ing. G. Cenerini DIRETTORE INFRASTRUTTURE, MOBILITA E AMBIENTE RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO Ing. Massimo Totti COLLABORATORE TECNICO Ing. Massimo Paganelli Gennaio 2010

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3 INDICE GENERALE 1. CARATTERISTICHE del TERRITORIO.... Pag 4 2. CARATTERISTICHE della RETE ESISTENTE Pag 8 3. SINTESI della PROCEDURA.... Pag INIZIATIVA COMUNITARIA SAWWTACA... Pag ATTIVITA PROPEDEUTICHE alla REDAZIONE del PIANO GENERALE... Pag CRITERI INFORMATORI del PIANO GENERALE SCENARI e SCELTE. Pag CONTENUTI del PIANO GENERALE.... Pag PROPOSTE di INTERVENTO PREVISTE dal PIANO GENERALE Pag OBIETTIVI DEL PIANO GENERALE AL Pag CONDOTTE SOTTOMARINE per gli SCARICHI a MARE..... Pag PIANO DEGLI INTERVENTI CON INDIVIDUAZIONE del LIVELLO di PRIORITA e dei COSTI... Pag RELAZIONE tra il PIANO GENERALE del SISTEMA FOGNARIO e l IMPIANTO di DEPURAZIONE.. Pag INTERVENTI alla RETE IDRAULICA ESEGUITI dai VARI SOGGETTI PRIMA della APPROVAZIONE del PIANO GENERALE del SISTEMA FOGNARIO Pag ATTUAZIONE del PIANO GENERALE del SISTEMA FOGNARIO da PARTE del COMUNE di RIMINI. Pag 119 3

4 1 CARATTERISTICHE DEL TERRITORIO 4

5 IL TERRITORIO COMUNALE La rete naturale per la raccolta delle acque provenienti dal territorio e da portare in mare come ricettore finale, è costituita dal Fiume Marecchia, dal Torrente Ausa, dalle Fosse Consortili e dal reticolo idrografico minore. 5

6 COROGRAFIA DEL TERRITORIO FIUMI E TORRENTI DEVIATORE 6

7 ALTIMETRIA DEL TERRITORIO Area reticolo idrografico Forese OVEST EST Nuovi Insediamenti Fascia urbana litoranea m > 5,00 m.s.m.. Scanno S.S. n 16 > 1,50 m.s.m. Ferrovia Litorale Mare 7

8 2 CARATTERISTICHE DELLA RETE ESISTENTE 8

9 STATO ATTUALE DEL SISTEMA FOGNARIO La lunghezza totale della rete fognaria risulta essere di circa 630 km di cui: - collettori di acque bianche 20%; - collettori di acque nere 21%; -collettori di acque miste 59%. La situazione attuale del comprensorio riminese può riepilogarsi nei termini seguenti: - Rimini Nord (dalla Fossa Pedrera al Deviatore Marecchia) - Torre Pedrera: reti separate - Viserbella: rete mista - Viserba: reti separate -Rivabella: reti separate - Celle: reti separate - Rimini Centro (dal Deviatore Marecchia all alveo dell ex Torrente Ausa) - Centro Storico, San Giuliano a Mare, Marina Centro: reti miste - Rimini Sud (dall alveo dell ex Torrente Ausa al Rio dell Asse) - Marina Centro, fino alla Fossa Pradella: reti separate - Bellariva, Marebello, Rivazzurra: reti miste - Miramare: reti in parte miste ed in parte separate 9

10 DESCRIZIONE DEL SISTEMA FOGNARIO RIMINI NORD Il sistema di collettamento dei liquami fognari a servizio del territorio di Rimini Nord è in prevalenza di tipo separato. Le uniche zone dove si rileva la presenza di una rete fognaria di tipo unitario sono quelle di Viserbella e quella posta in fregio alla Fossa Brancona. La rete attualmente in servizio presenta una lunghezza totale pari a 180 km di cui: - collettori di acque bianche 34%; - collettori di acque nere 40%; - collettori di acque miste 26%. 10

11 DESCRIZIONE DEL SISTEMA FOGNARIO RIMINI CENTRO E SUD Il sistema di collettamento dei liquami fognari a servizio del territorio di Rimini Centro e Sud è in prevalenza di tipo misto. Le uniche zone dove si rileva la presenza di una rete fognaria di tipo separato sono quelle dei bacini del Roncasso, del Tobruck (per la parte in destra idraulica del torrente Ausa), dell Ocra (in prossimità del depuratore Marecchiese) e del 6A. La rete attualmente in servizio ha una lunghezza totale pari circa 450 km di cui: - collettori di acque bianche 14%; - collettori di acque nere 14%; - collettori di acque miste 72%. 11

12 3 SINTESI DELLA PROCEDURA 12

13 RICHIAMI AI PIANI PRECEDENTI I Progetti Generali precedenti : Anno 1953 : Progetto Generale di massima Anno 1965 : Progetto di Massima (aggiornamento) Anno 1972 : Progetto Generale del capoluogo e della fascia litoranea e le previsioni per la Popolazione residente: Anno 1980 : abit. residenti Anno 2000 : abit. residenti Anno 2010 : abit. di cui residenti e fluttuanti Il presente Piano Generale del Sistema Fognario aggiorna ed integra al 2025 il Piano Generale per le Fognature di Rimini, redatto nel

14 PREMESSE Il Comune di Rimini ha inteso aggiornare il proprio Piano Generale del Sistema Fognario ripartendo da quello predisposto dallo Studio Casara e Polimeno approvato con atto di Consiglio Comunale n^ 904 del 19/12/1972. La delibera di Consiglio Comunale n. 37 del 23/04/2002 ha recepito anche le disposizioni della Giunta Regionale assunte con atto n^ 01/ nella seduta n^ 21 del 22/05/01, in merito alla assegnazione al Comune di Rimini dei finanziamenti per la progettazione degli Interventi Risanamento fognario Isola per Euro ,45 e Risanamento fognario Zona Nord per Euro ,52 nell ambito del programma di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio (PRUSST) Città della Costa. Con atto di Consiglio Comunale n. 37 del 23/04/2002 sono stati affidati al Dirigente dell allora Settore LL.PP., ora Direzione Infrastrutture, Mobilità e Ambiente, i compiti del Responsabile Unico di Procedimento e avviate le procedure di appalto per l affidamento dei servizi di ingegneria per un importo di Euro più IVA relativamente alla redazione del Piano Generale del Sistema Fognario e delle progettazioni degli Interventi a Rimini Nord e Rimini Isola previsti nel PRUSST approvato. 14

15 LA GARA EUROPEA Il Bando di Gara è stato trasmesso per la pubblicazione alla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea. Hanno presentato la loro Offerta 4 Concorrenti tra cui: COMPAGNIA GENERALE DELLE ACQUE S.p.A. di Venezia e ALTRI MWH S.p.A. di Milano con POLITECNICA Ingegneria ed Architettura e S.c.a.r.l. di Modena ALPINA ACQUE S.r.l. di Forlì e ALTRI C.LOTTI & Associati Società Ingegneria di Roma e ALTRI In data 16 Aprile 2004 è stato sottoscritto il Contratto di appalto per la redazione del Piano Regolatore Generale del Sistema Fognario, la Progettazione e Construction Management degli Interventi fognari previsti dal PRUSST, tra il Dirigente del Settore LL.PP. e la Società Compagnia Generale delle Acque S.G.A. S.p.A. di Venezia, Capogruppo dell Associazione Temporanea d Impresa tra la Società Hydroarch S.r.l. di Roma, la Società Protecno S.r.l. di Noventa Padovana, la Società Soil S.r.l. di Milano, l Ing. Alberto Cevese di Padova e l Ing. Gabriele Cenerini di Rimini. il Piano Generale del Sistema Fognario è da classificare nella categoria dei progetti di massima in base alla Circolare Ministeriale 1633/1974 ed è quindi da intendere come uno strumento di ingegneria per la pianificazione degli interventi alla rete nella direzione dello sviluppo sostenibile del territorio mediante la salvaguardia dell ambiente e la sicurezza idraulica. 15

16 I PRINCIPI Il Piano Generale del Sistema Fognario è uno strumento che deve raccogliere quindi tutte le informazioni e i dati propedeutici alla progettazione esecutiva e rappresenta il quadro di riferimento dal quale sviluppare i progetti delle infrastrutture idrauliche secondo i livelli richiesti dalla Legge e necessari per risolvere le varie problematiche e criticità esistenti sul territorio. il Comune di Rimini con la redazione del Piano Generale del Sistema Fognario ha inteso rispettare i seguenti principi: 1. aggiornare la conoscenza della rete idraulica e le informazioni in merito al proprio territorio; 2. attualizzare il Piano delle Fognature del 1972 per individuare le criticità idrauliche della rete e il fabbisogno di infrastrutture connesse con le esigenze del territorio servito; 3. proporre gli obiettivi da raggiungere in uno scenario temporale di venti anni con individuazione delle migliori soluzioni in termini di costi e benefici; 4. dotarsi di uno strumento di ingegneria dinamico per la pianificazione degli interventi alla rete; 5. concorrere alla predisposizione del Piano d Ambito da parte di A.T.O. e del Piano di Tutela delle Acque su base provinciale. 16

17 IL PERCORSO IL TAVOLO PERMANENTE DI LAVORO In data 19 Maggio 2004 su iniziativa del Sindaco è stato sottoscritto il PROTOCOLLO DI INTESA per la redazione e approvazione del Piano Generale del Sistema Fognario del Comune di Rimini, che ha costituito il Tavolo Permanente di Lavoro composto dai rappresentanti tecnici degli Enti e Soggetti competenti in materia, quali: Comune di Rimini Regione Emilia Romagna Provincia di Rimini Autorità di Bacino Interregionale Marecchia-Conca A.T.O. Agenzia d Ambito Territoriale Consorzio di Bonifica della Provincia di Rimini Azienda U.S.L. di Rimini A.R.P.A. di Rimini Società AMIR S.p.A Società HERA S.p.A. il Tavolo Permanente di Lavoro si è insediato in data 27 Maggio 2004 e attraverso 16 Sedute è pervenuto alla redazione del Piano Generale del Sistema Fognario. CONFERENZA DEI SERVIZI FINALE - il 15 dicembre 2005 si è svolta Conferenza dei Servizi finale con l acquisizione di tutti i pareri, le prescrizioni e i nulla osta necessari. CONSIGLIO COMUNALE - Il 16 febbraio 2006 il Piano Generale del Sistema Fognario è stato approvato dal Consiglio Comunale del Comune di Rimini con delibera n

18 CRONOGRAMMA GENERALE DELLE ATTIVITA DEI PROGETTISTI DEL PIANO GENERALE DEL SISTEMA FOGNARIO Studi Criteri 1 : Inquadramento Criteri 2 : Scelte Piano Generale Interventi Esecutivi 18

19 4 INIZIATIVA COMUNITARIA SAWWTACA 19

20 IL PROGETTO SAWWTACA DELLA COMUNITA EUROPEA Nell ambito delle iniziative comunitarie INTERREG III B l Unione Europea ha approvato nell anno 2004 il Progetto SAWWTACA relativo ai sistemi fognari e di trattamento delle acque reflue nell area della Costa Adriatica, assegnando al Comune di Rimini un finanziamento di Euro. Al Comune di Rimini è stato affidato il ruolo di Leader Partner del Progetto con responsabilità di sviluppo e coordinamento degli altri 6 Partners internazionali, tra cui la Provincia di Rimini. L Unione Europea con tale decisione ha voluto riconoscere al Comune di Rimini la sua intenzione di dotarsi di un Piano Generale del Sistema Fognario inteso come strumento operativo da utilizzare nel ruolo di Leader per scambiare informazioni, esperienze, metodologie e know-how con gli altri 6 Partners internazionali e creare una rete di azioni e politiche comuni per la gestione delle acque con l obiettivo di preservare e migliorare la qualità del Mare Adriatico. 20

21 SAWWTACA - I PARTNERS Lead Partner Comune di Rimini, Settore Lavori Pubblici, Italia Project Partners Joanneum Research, Graz, Austria Comune di Preveza, Preveza, Grecia Provincia di Rimini, Italia Croatian Waters, Zagabria, Croatia Università di Lubljana, Ljubljana, Slovenia Comune di Rijeka, Rijeka, Croatia Il Dirigente del Settore Lavori Pubblici ora Direzione Infrastrutture, Mobilità e Ambiente del Comune di Rimini, quale Responsabile del Procedimento della redazione e approvazione del Piano Generale del Sistema Fognario, è stato nominato Project Leader e Direttore Finanziario del Progetto SAWWTACA. 21

22 INIZIATIVA COMUNITARIA SAWWTACA Con l approvazione del Piano Generale del Sistema Fognario da parte del Consiglio Comunale con atto n. 27 del 16 Febbraio 2006, il Comune di Rimini ha potuto implementare a pieno titolo la seconda fase del Progetto SAWWTACA che si è conclusa con la Conferenza Finale tenuta a Rimini il 20 e 21 Novembre 2006, dove sono stati presentati il Master Plan, le Linee Guida e il Manuale costruiti proprio sulla base del Piano Generale del Sistema Fognario inteso come nuovo metodo di tipo integrato per il trattamento delle reti fognarie e delle acque reflue nell area dell Adriatico. Come espressamente richiesto dall Unione Europea con il Progetto SAWWTACA, il Master Plan, le Linee Guida e il Manuale sono stati predisposti a livello generale in modo tale che siano strumenti di riferimento per essere applicati in altre realtà del Mediterraneo. 22

23 5 ATTIVITA PROPEDEUTICHE ALLA REDAZIONE DEL PIANO GENERALE 23

24 RIFERIMENTI LEGISLATIVI Legge 5 gennaio 1994, n. 36 recante Disposizioni in materia di risorse idriche. Decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152,recante: "Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole. Direttiva 2000/60/CE (quadro per l'azione comunitaria in materia di acque ). Delibera di Giunta Regionale n. 286 del 14/02/2005 Direttiva concernente indirizzi per la gestione delle acque di 1^ pioggia Decreto Legislativo n. 152 del 03/04/2006 Norme in materia ambientale 24

25 INDIVIDUAZIONE DEI PUNTI DI FORZA I Progettisti hanno avviato il loro lavoro con una analisi critica del sistema fognario esistente nel Comune di Rimini e prima di individuare le criticità idrauliche sulle quali impostare la redazione del Piano Generale, hanno evidenziato i punti di forza del territorio riminese che si possono così sintetizzare: 1. Il territorio comunale urbanizzato è quasi completamente servito dalle reti di fognatura con un ordine di grandezza di circa il 97% come emerso dai dati ufficiali 2. Il 98% della rete è collegata con i sistemi depurativi come emerso dai dati ufficiali 3. Salvo i casi di eventi meteorologici con piogge di elevata intensità e prolungate nel tempo con concomitanza di condizioni meteomarine avverse, il sistema di drenaggio delle acque ha un funzionamento autosufficiente senza ricorso a scarichi esterni al sistema fognario e depurativo 25

26 ANALISI DELLE CRITICITA Successivamente i Progettisti hanno avviato il lavoro preliminare a tutte le attività con l individuazione delle criticità idrauliche che esistono nel territorio riminese. La rete fognaria di Rimini si caratterizza per le seguenti problematiche: 1. Criticità dovute alla commistione tra le acque naturali e quelle reflue urbane (fosse consortili usate come collettori di mista) 2. Criticità di tipo strutturale (sistema di sollevamenti a catena con sollevamenti terminali insufficienti a sollevare le massime portate di valle) 3. Criticità di tipo igienico-sanitario e paesaggistico (scarichi sulla battigia) 4. Criticità dovute alla vetustà della rete (quasi il 50% della rete è stata posata prima del 1972) 5. Criticità locali (collettori insufficienti e in contropendenza) 26

27 RACCOLTA E VALUTAZIONE DEI DATI E STUDI SPECIALISTICI Per l elaborazione del Piano Generale del Sistema Fognario del Comune di Rimini sono stati predisposti preliminarmente i seguenti documenti: Inventario delle informazioni disponibili. Esame del Piano Regolatore Generale. Studio Demografico. Studio delle Dotazioni Idriche e Valutazione delle Portate Reflue. Studio Pluviometrico, Idrografico, e delle Portate di Piena. Studio delle Condizioni del Sottosuolo e Falda Freatica. Studio del Sottosuolo e delle Modalità di Posa e Fondazioni. Studio dei Venti ed Dati Oceanografici. 27

28 SCHEMA BACINI IDROGRAFICI PER LE ACQUE METEORICHE I Progettisti e i Rappresentanti Tecnici del Tavolo Permanente di Lavoro hanno definito i bacini idrografici della rete naturale di drenaggio delle acque, costituita dal Fiume Marecchia, dal Torrente Ausa e dalle Fosse Consortili che recapitano le acque in mare. I bacini idrografici sono la porzione di Territorio che recapita le acque meteoriche nel vettore di riferimento. 28

29 350x140 G/Ø/20/90 G/Ø/25/90 C/Ø/60/73 AC/Ø/630 C/? /620x190/72 G/Ø/20/84 G/Ø /40/73 GS/Ø/ 1200 AC/Ø/250 AC/Ø/250 C/SO/70x80/72 GS/Ø/250 Qmax = 40 l/s AC/Ø/600 C/60x80/72 AC/Ø/250 DE AC/Ø /250 Qmax = 90 l/s GS/Ø/700 GS/Ø/450 C/BIC/180x114/83 C/Ø/60/72 G S/Ø/450 Ø/150 PIANO GENERALE DEL SISTEMA FOGNARIO DEL COMUNE DI RIMINI TORRE PEDRERA GS/Ø/ 400 CAVALLACCIO Sollevamento bianca estivo C/SO/160x110/72 GS/Ø/250 Qmax = 66 l/s G/Ø/2 5/91 C/Ø/50/ 72 C/310x180/72 GS/Ø/400 GS/Ø/400 C/SO/30x50/72 TORRE PEDRERA II F OSSA B RANCONA C/? /500x130/72 FOSSO APERTO G /Ø/25/80 G/Ø/30/96 C/SO/160x110/72 G/Ø/30/94 G/Ø/40/96 GS/Ø/400 Qmax = 90 l/s SCHEMA BACINI ACQUE REFLUE 1 2 AC/Ø/100 Qmax = 7 l/s G/Ø/20/91 G/Ø/40/96 G/Ø/30/96 3 BRANCONA GS/Ø/400 C /Ø/ 60/72 C /SO/70x80/72 C/? /500x130/72 Qmax = 88 l/s FOSSA VISERBELLA VISERBELLA PE/Ø/250 PE/Ø/250 C/? /500x130/72 C/Ø/40/72 GS/ Ø/400 C/? /250x130/72 C /Ø/ 40/ 72 G/Ø/20/00 PE/Ø/250 P E/Ø/250 C/? /250x130/72 C/SO/ 60x70/72 Qmax = 100 l/s C/Ø/40/72 G/Ø/50/72 C/BI C/420x140/72 VIA FUSIGNANO SORTIE G/Ø/50/72 G/Ø/50/93 4 G/ Ø/ 50/72 G/Ø/50/ AC/Ø /315 Qmax = 88 l/s G/Ø/50/93 G/Ø/25/ 93 C /BIC/420x140/72 G/Ø/50/85 G/Ø/35/72 G/Ø/25/72 AC/Ø/500 Qmax = 434 l/s 3A G/Ø/25/75 G/Ø/25/90 G/Ø/30/93 G/Ø/40/81 8 0x 120 G/Ø/40/81 AC/Ø/400 FOSSA SPINA F OSSA TURCHETTA 4A G/ Ø/25/75 G/Ø/40/81 Qmax = 123 l/s G /Ø/25/90 AC/Ø/400 G/Ø/30/84 TURCHETTA C/? /500x120/94 G/Ø/25/81 C/? / 310x120/96 C/SO/80x90/72 VIA LITUANIA 5A RIVABELLA G/Ø/30/91 G/Ø/25/81 C/? /180x 120/94 G/Ø/25/81 G/Ø/30/90 G/Ø/30/90 G/Ø/ 50/91 G/Ø/40/90 C/SO/40x50/72 G/Ø/25/81 G/Ø/3 0/91 G/Ø/50/84 C/SO/80x90 AC/Ø/630 G/Ø/30/ 84 C/SO/80x80/72 C/BIC/180x114/73 C/Ø/40/72 C/Ø/50/72 AC/Ø/630 GS/Ø/1200 ISA 6A INA CASA LAURANA MARINAIO AC/Ø/250 AC/Ø/250 Qmax = 77 l/ s C/140x89/73 C/BIC/80x60/72 GS/Ø/1200 C/? / 620x190/72 C/BIC/100 x63/72 C /BIC/1 20x76/73 C/BIC/240x152/73 C/Ø/60/72 MATTEOTTI TOBRUCK KENNEDY C/S O/60x70/72 KENNEDY 2 AC/Ø/350 AC/Ø/100 AC/Ø/150 C /BIC/200x 127/73 Qmax = 25 l/s C/B IC/100x63/73 GS/Ø/1200 Qmax = 251 l/s 1B C/SO/100x63/73 C/BIC/140x89/73 GS/Ø/250 G/Ø/25/84 PVC/Ø/150 PRADELLA NUOVO G/Ø/25/73 G/Ø/30/73 AC/Ø/250 VIA ZANZUR Qmax = 930 l/s AC/Ø/600 AC/Ø/600 C/SO/80x90/72 A C/Ø/250 Qmax = 90 l/s AC/Ø/125 Q max = 60 l/s AC/Ø /150 Qmax = 40 l/s Qmax = 230 l/s G S/Ø /300 AC/Ø/800 Qmax = 1725 l/s I Progettisti e i Rappresentanti Tecnici del Tavolo Permanente di Lavoro hanno inoltre definito i bacini della rete per la raccolta delle acque reflue. AC/Ø/630 GS/ Ø/1200 C/BIC/120x76/ La rete fognaria è presente soprattutto lungo il litorale dove l urbanizzazione è più sviluppata C/? /420x175/72 AC/Ø/600 C/BI C/220x139/72 Fossa Patara C/BIC/160x 101/73 ISB VIA OCRA PADULLI VIA MARTININI CECCARELLI AC/Ø/400 G S/Ø/250 AC/Ø/600 D E PU R ATO R E S. GIUST INA ISC Qmax = 20 l/s VIA TOSCA 2B VIA LIBRA PRADELLA VECCHIO 4B C/BIC/200x127/74 C/BIC/200x 127/74 C/? / 200x150/72 C/? /420x17 5/72 C/BIC/100x63/73 C/BIC/220x139/72 PUR ATO R E MA RECC HIESE Fossa Patara SO/70X60/72 C/BIC/200x 127/73 G S/Ø /700 GS/Ø/800 GS/Ø/800 C/390x180/72 AC/Ø/500 C/BIC/140x89/74 AC/Ø/600 GS/Ø /700 C/SO/70x70/72 AC/Ø/800 C/BI C/180x114 /74 C/BIC/120x76/74 C/BIC/280x177/74 C/BIC/260x165/72 C/BI C/260x165/73 C/SO/60 x70/72 AC/Ø/ 500 C/BIC/180x114/72 C/?/ 200x153/72 GS/Ø/450 C/BIC/260x 165/74 C/BIC/140x114/72 C /? /200x136/72 C/BIC/100x63/74 AC/Ø/300 GROTTA ROSSA VIA ARNO COLONNELLA II C/170x65/74 C/ 250x145/72 C/BIC/1 40x89/74 C/BIC/220x139/72 C/BIC/160x101/72 C/? /310x150/73 A C/ Ø/500 C/BIC/220x139/74 C/Ø/80/72 C/? /200x136/72 MAVONE PICCOLO GS/Ø/450 C/SO/60x70/72 C/? /310 x110/73 AC/Ø/500 C/SO/70x70/72 C/? /310x110/73 GS/Ø/600 GS/Ø/600 C/BIC/140x114/72 AC/Ø /500 C/Ø/80/96 C/? /310x110/73 GS/Ø/450 GR/Ø/400 C/ Ø/100/96 C/Ø/120/76 AC/Ø/500 C/BIC/120X76/72 SAN MARTINO RODELLA GS/Ø/600 C/Ø/100/96 C/ SO/80x70/72 C /?/ 420x145/72 C/SO/70x70/72 GS/Ø/600 2C C/? / 420x145/72 C /?/ 420x120/80 C/Ø/120 /72 GR/Ø/400 AC/Ø/250 RONCASSO C/S O/200x127/72 C /SO/ 200x 127/72 C/SO/ 160x180/72 C/SO/160x 180/72 C /? /420x145/72 C /400x170/72 C/BIC/160x101/ 72 Q max = 18 l/s PE/Ø /140 AC/Ø/100 Q max = 20 l/s AC/Ø /400 Qmax = 525 l/s GS/Ø/700 Qmax = 670 l/s Qmax = 18 l/ s PE/Ø/140 C/Ø/ 150/72 C/Ø/60/72 A C/Ø/500 C/Ø/120/97 C/ SO/ 150x 100/85 C/SO/70x80/81 G/Ø/50/ 81 C/SO/60x70/81 G/ Ø/25/82 Qmax = 692 l/ s Qmax = 340 l/s C/Ø/80/ Qmax = 240 l/s C/Ø/100/96 Qmax = 170 l/s C/BIC/310x130/72 Qmax = 55 l/s G/Ø/30/ C/Ø/80/81 Qmax = 35 l/s 28 C/Ø/40/82 C /? /420x 120/80 PVC/Ø/50/72 Qmax = 170 l/s PF/Ø/400 CAVALIERI V. V. GS/Ø/400 GS/Ø/ VIA ZINGARINA DOGANA II PE/Ø/63 Qmax = 12 l/s

30 PARAMETRI DI PROGETTO PREVISIONE DEMOGRAFICA: Nell ambito di previsione demografica della Città di Rimini la popolazione è stata suddivisa in tre componenti definite nella tabella: per stabilire la Popolazione da servire con le scelte di Piano ci si è avvalsi delle tecniche della scienza demografica e dell analisi dello sviluppo territoriale della Città previsto dal Piano Regolatore Generale. POPOPOLAZIONE A SATURAZIONE DI PRG RESIDENZIALE TURISTICA PENDOLARE DOTAZIONI IDRICHE: E stata proposta dai Progettisti la dotazione idrica di 500 l/ab/g procapite che incorpora oltre ai consumi domestici anche quelli relativi a tutte le attività presenti sul territorio. La proposta progettuale di 500 l/ab/g è stata rivista dal Tavolo Permanente di Lavoro che su indicazioni ATO, nel rispetto delle linee di indirizzo della REGIONE Emilia-Romagna, ha previsto di contenere le dotazioni idriche ai 315 l/ab/g, in un ottica di salvaguardia e contingentamento del bene idrico. 30

31 TEMPI DI RITORNO: parametro fondamentale per la determinazione del valore della portata massima di pioggia da assumere per il dimensionamento delle opere idrauliche. I Rappresentanti Tecnici del Tavolo Permanente di Lavoro assieme ai Progettisti hanno stabilito i seguenti valori: A) per tutto il territorio servito dal reticolo idrografico del Forese 50 anni; B) per le singole aste principali del reticolo idrografico limitatamente al tratto che attraversa il territorio urbano, sono stati adottati i valori del Tempo di Ritorno variabili tra 10 e 25 anni indicati nel Regolamento di Polizia Idraulica fornito dal Consorzio di Bonifica e da questo ritenuto quali minimi inderogabili, come riportati nella tabella. C) per la rete di deflusso urbano 5 anni. DENOMINAZIONE Denominazione Tr (anni) Tr (anni) FOSSA Fossa PEDRERA GRANDE 25 Turchetta 25 VALENTINA 10 Matrice 10 CAVALLACCIO 10 Colonnella I 10 BRANCOLA 25 Secondo Macanno 25 VISERBELLA 10 Rodella 25 SORTIE 25 Roncasso 25 SACRAMORA 10 Il Rappresentante Tecnico della Autorità di Bacino ha precisato che all epoca della redazione del Piano Generale del Sistema Fognario la pianificazione di bacino non aveva ancora affrontato i temi relativi al reticolo idrografico minore. Pertanto le scelte operate per la redazione del Piano Generale del Sistema Fognario e assunte dai Progettisti come linea emergente dal Tavolo Permanente di Lavoro, si sono basate sulle indicazioni fornite dal Consorzio di Bonifica ritenute come l unico riferimento. 31

32 DOCUMENTI PRELIMINARI ALLA REDAZIONE DEL PIANO GENERALE Sono state quindi propedeutiche all elaborazione del Piano Generale del Sistema Fognario le Sedute del Tavolo Permanente di Lavoro e i seguenti documenti, già agli atti del Comune di Rimini: Inventario delle informazioni disponibili approvato con Disposizione Dirigenziale n del 28/10/2004. Studi Specialistici (Esame del Piano Regolatore Generale, Studio Demografico, Studio delle Dotazioni Idriche e Valutazione delle Portate Reflue, Studio Pluviometrico, Idrografico e delle Portate di Piena, Studio delle Condizioni del Sottosuolo e Falda Freatica, Studio del Sottosuolo e delle Modalità di Posa e Fondazioni e Studio sui Venti e Dati Oceanografici) approvati con Disposizione Dirigenziale n del 28/10/2004. Criteri Informatori approvati con Disposizione Dirigenziale n del 28/10/2004. Criteri Informatori 2: scenari e scelte approvati con atto dirigenziale n del 09/08/2005. Relazione di Sintesi del Tavolo Permanente di Lavoro approvata con atto dirigenziale n del 09/08/

33 6 CRITERI INFORMATORI DEL PIANO GENERALE SCENARI E SCELTE 33

34 CRITERI INFORMATORI Concluse le attività propedeutiche, i Progettisti e i Rappresentanti Tecnici del Tavolo Permanente di Lavoro hanno riportato le conclusioni della prima parte del lavoro nel documento Criteri Informatori - scenari e scelte, utile per definire gli obiettivi del piano generale del sistema fognario. Tale documento è fondamentale per: Presentare, per ciascuno dei bacini idrografici, naturali o artificiali, in cui è suddiviso il territorio comunale, le alternative possibili per dare soluzione ai problemi idraulici di deflusso delle acque piovane nonché di raccolta e di convogliamento alla depurazione dei reflui, supportate da confronti tecnicoeconomici e da valutazioni derivanti dalle simulazioni con i modelli matematici. Proporre gli interventi nel Piano Generale del Sistema Fognario come soluzioni organizzate in base alle finalità che intendono raggiungere e suddivisi quindi in tre grandi categorie: interventi per la sicurezza idraulica; interventi per la tutela ambientale; interventi per la funzionalità della rete. 34

35 METODOLOGIA I Progettisti e i Rappresentanti Tecnici del Tavolo Permanente di Lavoro hanno definito preliminarmente gli scenari dove concentrare le analisi e individuare le necessarie soluzioni, nel seguente modo: Fissare nello Scenario 1 la situazione iniziale della consistenza della strutture e degli impianti come risultante dalle attività di raccolta dati e di inventario. Definire nello Scenario 2 la consistenza integrata con gli interventi realizzati di recente o ancora in corso di costruzione o da considerare come virtualmente parte della struttura, pur in fase progettuale (come definiti dagli Enti del Tavolo Permanente di Lavoro) sulla cui base evidenziare le criticità e i malfunzionamenti idraulico-sanitari a cui bisogna dare una risposta progettuale con il Piano Generale. Interventi recenti o in corso (interventi in corso di realizzazione, appena realizzati anche se non ancora in pieno esercizio, interventi in avanzata fase di progettazione) acquisiti come tali a costituire la struttura oggetto di verifica con modello idraulico di cui allo Scenario 2 ; 35

36 PIANO GENERALE DEL SISTEMA FOGNARIO DEL COMUNE DI RIMINI Scenari 2 e 3 - Planimetria interventi LEGE NDA S C AR IC O D A SF IO R ATORE ACQUE MISTE S C AR IC O D A SF IO R AT O R E D I EMERGENZA ACQUE MISTE S C AR IC O D IR E T T O D I A C Q U E MISTE IN FOSSA O SCOLO D E VIAT O R E / SFIORATORE IMPIAN T O D I SO LLEVAMENTO C O LLE T T O R I PRINCIPALI C O N D O T T A D I MAN D ATA IN PRESSIONE C ON DO TT A DI MAN DA TA A G R AV IT A ' E C O LLET TORE PRINCIPALE F OSSA IN T ER V EN T O IN C O R SO IN SERITO NELLO SCENARIO 2 INT ER VE NT O IN PRO GR AMMA S C E N A R IO 2 C OM UN E DI R IM INI I N PR OGRA MMA I N V. 161 C os t r u z i on e d i n uo v e fognature ed i mp iant i di s ol le va me nt o in z on a Ma ri na C en t ro f r a A us a e V i a le Principe Amedeo, V i a B e ng as i e Via Tobruk N UMER O DI INVEN TARIO D ESCR IZ IO NE INT ER VENT O IN VENT AR IATO P r og. e s ecutivo 36

37 METODOLOGIA Proporre nello Scenario 3, suddiviso in distinte Soluzioni, gli interventi che i Progettisti hanno individuato come possibili soluzioni alternative, indicando gli elementi e le valutazioni tecniche, dimensionali ed economiche, sia di costruzione che di esercizio, anche se di massima, da porre a confronto per la scelta della soluzione ottimale. Interventi in programma (interventi non bene definiti essendo ancora in fase di studio o progettazione preliminare) non acquisiti nello struttura di cui allo scenario 2 ma che possono essere eventualmente considerati, in base a lle valutazioni dei Progettisti e alle scelte del Tavolo Permanente di Lavoro, tra le varie soluzioni da esaminare nello Scenario 3. La fase conclusiva dei Criteri Informatori del Piano Generale alla base della redazione del Piano Generale del Sistema Fognario ha riguardato l individuazione condivisa delle soluzioni più idonee e la presentazione degli elaborati progettuali di maggiore dettaglio per le specifiche situazioni con la individuazione e la pianificazione degli interventi da realizzare nei prossimi 20 anni e del Piano degli Interventi di breve termine (entro 3-5 anni). 37

38 LE SOLUZIONI ESAMINATE : ACQUE REFLUE SOLUZIONE 1 : separazione totale delle reti di fognatura, con l eccezione delle sole parti del territorio urbano (Centro Storico) ove ciò non sia tecnicamente proponibile. SOLUZIONE 2 : separazione totale della rete fognaria limitatamente al territorio di Rimini Nord; realizzazione dei manufatti di separazione della rete per i collettori principali; mantenimento e riabilitazione della rete unitaria nel resto del territorio. SOLUZIONE 3 : mantenimento della rete unitaria, ove presente; interventi di riabilitazione o rifacimento dei collettori e manufatti esistenti. 38

39 LE SOLUZIONI ESAMINATE : ACQUE BIANCHE SOLUZIONE A: sollevamento del 100% delle portate in arrivo a livello della litoranea con scarico tramite condotte sottomarine; riabilitazione o ricalibratura dei collettori terminali (Fosse). SOLUZIONE B: realizzazione di scolmatori delle acque alte ; scarico tramite condotte sottomarine; sollevamento delle portate delle acque basse e scarico tramite condotte sottomarine. SOLUZIONE C: scarico a gravità delle acque alte tramite condotte posate in parallelo al percorso delle fosse e sollevamento delle acque basse a livello della litoranea; scarico a mare mediante condotte sottomarine che raccolgono entrambi i contributi. 39

40 LE SOLUZIONI ESAMINATE : ACQUE BIANCHE SOLUZIONE D : riprende le linee generali già tracciate per la soluzione A, con la sola differenza di tarare l intervento su una piena di progetto con tempo di ritorno 50 anni nel forese e 5 anni nella zona urbana, ma senza ipotizzare la sovrapposizione dei rispettivi colmi di piena. SOLUZIONE D : riprende le indicazioni della soluzione D ma, solo per quanto riguarda le fosse Sortie e Brancona, che ne offrono la possibilità, introduzione delle vasche di laminazione. 40

41 CONCLUSIONE DEI CRITERI INFORMATORI DEL PIANO GENERALE BACINO FOSSA PEDRERA GRANDE PEDRERA PICCOLO FOSSA BRANCONA CAVALLACCIO FOSSA VISERBELLA FOSSA SORTIE FOSSA SACRAMORA FOSSA TURCHETTA SOLUZIONE PRESCELTA A B C D D X X X X X X FOSSA MATRICE SPULE FOSSA COLONNELLA I FOSSA COLONNELLA II O SECONDO MACANNO X X FOSSA RODELLA FOSSA RONCASSO X X X X 41

42 7 CONTENUTI DEL PIANO GENERALE 42

43 DEFINIZIONI E CONTENUTI DEL PIANO GENERALE I contenuti del Piano Generale sono intesi a: Individuare le opere da realizzare, sia nel lungo periodo che nel breve periodo, al fine di limitare le criticità ambientali ed raggiungere un livello adeguato di sicurezza idraulica nel territorio comunale. Prevedere le nuove infrastrutture nelle aree attualmente sprovviste o inadeguatamente servite dalla fognatura e nelle zone di espansione futura. Adeguare la funzionalità idraulica della rete esistente e razionalizzare gli impianti a rete, prevenire i disservizi causati da mancanza di energia elettrica. Tutelare la fascia di mare dedicata alla balneazione. Fornire gli strumenti per la pianificazione degli interventi, in sintonia con i piani di sviluppo urbanistico e con i livelli di priorità assegnati, in modo di conseguire la massima efficacia delle opere realizzate ed il migliore rapporto costi/benefici. Dotare l Amministrazione Comunale di modelli matematici, implementabili con le modifiche via via introdotte nel sistema, in grado di dare in tempo reale la previsione della reattività delle reti idrauliche a fronte degli eventi meteorici. 43

44 Il Piano Generale include le seguenti attività: Predisposizione di un modello matematico unidimensionale della rete fognaria esistente e del reticolo idrografico minore da utilizzare per la redazione del Piano Generale e per i suoi futuri aggiornamenti; Predisposizione di un modello matematico bidimensionale della zona dell Adriatico interessata dal recapito degli effluenti dalla rete fognaria, comprese eventuali immissioni al largo di condotte sottomarine, che consenta di valutare la dispersione degli inquinanti, da utilizzare per la redazione del Piano Generale e per i suoi futuri aggiornamenti. Il Piano Generale include: RISULTATI DEL PIANO GENERALE Gli interventi da attuare nel breve termine (entro 3-5 anni) e nel lungo termine (nell arco di 20 anni) per risolvere i problemi della rete fognaria e consentire un evoluzione coerente con lo sviluppo del comprensorio servito; L Individuazione a livello preliminare e la pianificazione degli interventi da realizzare nei prossimi 20 anni per assicurare una efficace ed efficiente evoluzione del sistema fognario in coerenza con le previsioni di sviluppo del comprensorio servito; L Individuazione degli interventi di manutenzione straordinaria da eseguire nel breve termine per assicurare l efficienza del sistema fognario esistente. Il Piano Generale prevede anche la progettazione degli interventi denominati: Risanamento Fognario Isola Risanamento Fognario Zona Nord 44

45 ELABORATI CHE COMPONGONO IL PIANO GENERALE il Piano Generale del Sistema Fognario del Comune di Rimini è costituito dai seguenti elementi: Cartella n^ 1 a Cartella n^ 1 b Cartella n^ 2 Cartella n^ 3 Cartella n^ 4 - PIANO GENERALE R.01 - Relazione Generale R.2 - Relazione geologica e geotecnica R.3 Relazione sulla pianificazione del territorio e inserimento ambientale R.4 Pianificazione degli interventi PIANO GENERALE Elaborati grafici n^ 58 - da T.01 a T.16 Elaborati grafici n^ 6 - da T01.1 a T02.2 PIANO GENERALE MODELLI MATEMATICI RETE FOGNARIA RM01 Modello matematico della rete fognaria Relazione descrittiva Elaborati grafici n^ 10 - da TM01 a TM06 PIANO GENERALE MODELLO MATEMATICO DELL ADRIATICO RM02 - Modello matematico dell Adriatico Relazione descrittiva Elaborati grafici n^ 7 - da TM07 a TM13 PIANO DEL RISCHIO IDRAULICO Relazione tra il Piano Generale delle Fognature del Comune di Rimini e l Impianto di Depurazione 45

46 8 PROPOSTE DI INTERVENTO PREVISTE DAL PIANO GENERALE 46

47 LE PROPOSTE DI INTERVENTO Gli interventi inseriti nel Piano Generale del Sistema Fognario di Rimini, così come concordato in sede di Tavolo Permanente di Lavoro sono stati organizzati nelle tre grandi categorie: 1) Interventi per la sicurezza idraulica 2) Interventi per la tutela ambientale 3) Interventi per la funzionalità della rete suddivisi a loro volta in : Interventi sulla funzionalità della rete fognaria pubblica principale e secondaria; Interventi relativi agli allacci delle utenze private Interventi relativi agli impianti di sollevamento e rilancio Interventi relativi alla diversione e al trattamento delle acque di prima pioggia Interventi relativi alla modulazione delle portate in tempo di pioggia Interventi relativi agli scarichi in mare Interventi relativi agli impianti di trattamento e depurazione: risanamento igienico per agglomerati e case sparse 47

48 INTERVENTI SULLA RETE FOGNARIA PUBBLICA PRINCIPALE E SECONDARIA Le conclusioni alle quali si è giunti dopo la presentazione dei Criteri Informatori del Piano Generale al Tavolo Permanente di Lavoro hanno previsto: Il completamento della separazione della rete fognaria di Rimini Nord tramite la posa di nuove condotte di nera e trasformazione delle condotte di mista esistenti, in condotte di bianca La realizzazione di reti di tipo separato nelle nuove urbanizzazioni L eliminazione delle esistenti interconnessioni tra rete nera e bianca nei bacini di rete separata La realizzazione di manufatti scolmatori e collettori in fregio alle Fosse ove la rete rimane unitaria La riabilitazione o sostituzione delle condotte bianche e/o nere ammalorate nella rete di Rimini Nord La riabilitazione o sostituzione delle condotte di nera, bianca e mista ammalorate sulla restante porzione del territorio Il ripristino degli allacci e caditoie secondo regola d arte e norma 48

49 INTERVENTI SULLA RETE FOGNARIA PUBBLICA PRINCIPALE E SECONDARIA Separazione delle reti La scelta di proporre il mantenimento dell attuale tipologia di rete su tutto il territorio comunale, ad eccezione di Rimini Nord (SOLUZIONE 2) è stata assunta in base a considerazioni di natura meramente tecnica ed economica. Infatti, stante gli elevati costi per la realizzazione di tali nuove opere, unitamente ad una non secondaria difficoltà nell esecuzione dello sdoppiamento della rete, si è ritenuto che la completa separazione della rete non può essere attuata nell ambito e nell orizzonte temporale ventennale del Piano Generale del Sistema Fognario. Da qui la necessità di privilegiare una scelta che vede il mantenimento, ove presente, dell attuale struttura fognaria unitaria presso Rimini Centro e Rimini Sud e la separazione delle reti a Rimini Nord e nelle aree di nuova urbanizzazione. L obiettivo finale rimane comunque l adozione di un sistema separato per il drenaggio delle acque reflue sull intero territorio comunale di Rimini (SOLUZIONE 1), grazie alla realizzazione di manufatti scolmatori e collettori in fregio alle Fosse, che di fatto permettono di separare i collettori terminali della rete, prima della loro immissione in mare. 49

50 INTERVENTI SULLA RETE FOGNARIA PUBBLICA PRINCIPALE E SECONDARIA Eliminazione delle interconnessioni tra rete nera e bianca Per tutte le porzioni del territorio dotate di rete parzialmente separata, tenendo conto che l efficacia di un sistema di raccolta delle acque reflue di tipo separato si consegue unitamente quando non esiste alcuna interconnessione tra la rete nera e quella bianca, i Progettisti hanno proposto di: eliminare tutti i punti di contatto tra le due reti affiancare le condotte attualmente miste, nei bacini parzialmente separati, con condotte di nera e utilizzare gli attuali collettori di mista come collettori di bianca realizzare, nei bacini dotati di rete separata, collettori fognari per acque reflue nere da disporsi adiacentemente ad ogni Fossa Consortile con il precipuo scopo di intercettare tutti i reflui che attualmente sono sversati nei canali realizzare, nei bacini dotati di rete mista, collettori fognari per acque reflue e pozzetti scolmatori da disporsi adiacentemente ad ogni Fossa Consortile allo scopo di evitare sversamenti di reflui con grado di diluizione minore di 5 volte a portata media nera nelle Fosse 50

51 INTERVENTI SULLA RETE FOGNARIA PUBBLICA PRINCIPALE E SECONDARIA Riabilitazione o sostituzione delle condotte ammalorate Soltanto un analisi diretta potrà indicare la lunghezza delle condotte che risultano ammalorate e quindi dovranno essere sostituite o riabilitate. In prima approssimazione è stato stimato che debbano essere sostituite tutte le condotte posate prima del 1972 e riabilitate il 20% delle rimanenti. La mera sostituzione delle tubazioni rappresenta la più radicale soluzione per superare le inadeguatezze di una condotta fognaria. In realtà, qualora le tubazioni presentino condizioni statiche del tutto scarse o si abbia un aumento delle portate veicolate, tale tipologia di intervento costituisce l unica strada percorribile. In alternativa, sempre se tecnicamente possibile, potrà essere preso in considerazione un processo di riabilitazione delle condotte esistenti mediante una tecnica di relining. 51

52 INTERVENTI SULLA RETE FOGNARIA PUBBLICA PRINCIPALE E SECONDARIA Ricalibratura di alcune Fosse e collettori principali Nell ambito degli interventi volti a dare funzionalità alla rete e garantire la sicurezza idraulica è stato previsto di ricalibrare alcune Fosse e collettori principali: Collettore principale del Vecchi Ausa (3650 m); Collettore ex Fossa Barattona (1075 m); Collettore ex Fossa Mavone Piccolo (520 m); Collettore principale afferente al Kennedy 2 (550 m); Collettore principale afferente al sollevamento 2B in sinistra Ausa (1620 m); Collettore Ex Fossa Pradella (1060 m); Scolmatore del Colonnella, ramo bicentrico (2110 m); Scolmatore del Colonnella, ramo ovoidale (1130 m). 52

53 INTERVENTI RELATIVI AGLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO E DEPURAZIONE, RISANAMENTO IGENICO PER AGGLOMERATI E CASE SPARSE In linea di principio è stato ritenuto opportuno collettare tutti i reflui alla depurazione centrale ma per gli interventi di risanamento igienico per case sparse e nuclei isolati per le quali si valuti tecnicamente e/o economicamente non opportuno convogliare i reflui alla depurazione centrale, i Progettisti hanno proposto di eseguire la depurazione delle acque reflue mediante bacino di fitodepurazione preceduto da sistemi di pretrattamento. In particolare gli agglomerati per i quali si è ritenuto opportuno fitodepurazione sono 23 per un numero complessivo di 2551 abitanti equivalenti. realizzare gli impianti di BACKWASHING SLUDGE TO IMHOFF TANK 5 1 IMHOFF BIOFILTRO SOMMERSO AERATO 3 SFS PHYTOTREATMENT 4 CONTROLAVAGGIO AERAZIONE RIUSO 2 Schema fitodepurazione con biofiltrazione aerobica Schema fitodepurazione a flusso sommerso 53

54 INTERVENTI RELATIVI AGLI IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO E RILANCIO I Progettisti hanno proposto che tutti gli impianti di sollevamento vengano dotati di gruppi elettrogeni per di adeguare la loro potenza dei seguenti impianti di sollevamento, in modo tale da renderli in grado di sollevare la portata massima da avviare alla depurazione stimata per il 2025: Isa (1245 l/s) la potenzialità attuale permette di sollevare 570 l/s verso il S.Giustina; 2B (1679 l/s) la potenzialità attuale permette di sollevare 670 l/s verso il Marecchiese; 5A (650 l/s) la potenzialità attuale permette di sollevare 400 l/s verso il Isa; 4B (854 l/s) la potenzialità attuale permette di sollevare 692 l/s verso il 2B; Colonnella (453 l/s) la potenzialità attuale permette di sollevare 230 l/s verso il 4B; INA Casa (137 l/s) la potenzialità attuale permette di sollevare 90 l/s verso il Marecchiese; 6A Celle (124 l/s) la potenzialità attuale permette di sollevare 570 l/s verso il S.Giustina; Tosca (34 l/s) la potenzialità attuale permette di sollevare 570 l/s verso il S.Giustina; Ceccarelli (87 l/s) la potenzialità attuale permette di sollevare 20 l/s verso il 2B; Grotta Rossa (126 l/s) la potenzialità attuale permette di sollevare 112 l/s verso il Marecchiese/S.Giustina (riceve reflui dal Comune di Cerasolo); Dogana II (56 l/s) la potenzialità attuale permette di sollevare 12 l/s verso il Grotta Rossa (al confine con San Marino). 54

55 INTERVENTI RELATIVI ALLA DIVERSIONE DEI BACINI IDROGRAFICI Scolmatori di piena del Fosso Viserbella nel Fosso Brancona: canale a cielo aperto di sezione 2.00 m x 1.25 m. Lunghezza dell intervento: 1000 m circa Scolmatori di piena nel bacino Sacramora e Turchetta: Nuovo collettore che permetta di alleggerire lo scolmatore esistente del Sacramora nel Turchetta, convogliandone parte delle acque di piena direttamente all idrovora di progetto del Sacramora Nuovo collettore di collegamento fra il Sacramora, a valle della ferrovia, e il nuovo collettore decritto in precedenza Scolmatori di piena nei bacini del Colonnella I e del Macanno: Un nuovo deviatore con origine dal Macanno in Via Palmiri, che segua Via Flaminia, Viale Settembrini, Via Chiabrera e Via Firenze fino a recapitare direttamente nel nuovo impianto idrovoro di progetto del Macanno, dopo aver ricevuto in sinistra, fra Via Gravina e Via Carcano, il contributo del Colonnella I Diversione del bacino, che attualmente recapita nel Colonnella in Via Giovanni Battista Costa. 55

56 INTERVENTI RELATIVI ALLA DIVERSIONE E AL TRATTAMENTO DELLE ACQUE DI PRIMA PIOGGIA Al fine di migliorare la qualità delle acque sversate e di conseguenza la balneabilità, i Progettisti hanno proposto l inserimento nel sistema fognario di Rimini di nuove vasche di prima pioggia sia dove la rete è separata sia dove è unitaria. Le vasche di prima pioggia possono trattenere ed escludere dallo scarico una notevole percentuale degli inquinanti veicolati dalle acque meteoriche, soprattutto quelle legate all inizio dell evento (le cosiddette acque di prima pioggia ), consentendone il successivo trattamento all impianto di depurazione. La tipologia di vasche di prima pioggia che i Progettisti hanno proposto è quella fuori linea, che consentono, infatti, di ben separare i deflussi di base, che proseguono indisturbati lungo la rete, da quelli che sfiorano nella vasca di prima pioggia e da quelli che, successivamente, sfiorano nel mezzo recipiente finale ( fiumi o mare). 56

57 INTERVENTI RELATIVI ALLA DIVERSIONE E AL TRATTAMENTO DELLE ACQUE DI PRIMA PIOGGIA RETE FOGNARIA UNITARIA MISTA RETE FOGNARIA SEPARATA Rete mista Rete nera Rete bianca Manufatto scaricatore Qscar> 5Qnm Al mezzo recipiente finale Prima pioggia Manufatto sfioratore Seconda pioggia Al mezzo recipiente finale Qtratt < 5Qnm Wvolume invaso pari a 35 mc/ha Vasca di prima pioggia Qtratt < 3Qnm Wvolume invaso pari a 35 mc/ha Vasca di prima pioggia All'impianto di trattamento All'impianto di trattamento 57

58 MANUFATTI SFIORATORI PER EVITARE SCARICO IN MARE DI ACQUE CON GRADO DI DILUIZIONE MINORE DI 5 VOLTE LA PORTATA MEDIA NERA In un sistema misto, le portate in fognatura sono inquinate non solo per la presenza di acque nere, ma anche per l inquinamento raccolto e convogliato dalle acque meteoriche. Le acque meteoriche sono cariche delle sostanze inquinanti raccolte sia nell attraversamento dell atmosfera sia nello scorrimento sulla superficie del bacino drenante per la presenza di scarichi tipici dell ambiente umano quali quelli derivanti dal traffico automobilistico, dalle deiezioni di animali e dal residuo delle attività industriali e commerciali. I Progettisti del Piano Generale del Sistema Fognario hanno proposto la realizzazione di manufatti sfioratori in modo da derivare dalla rete le acque da inviare alla depurazione con una portata che deve rispettare il criterio del grado di diluizione uguale a 5 volte la portata media di tempo secco del bacino afferente lo scarico. Il Piano Generale del Sistema Fognario del Comune di Rimini è stato predisposto conformemente alle prescrizioni del quadro normativo vigente in materia e più in particolare a: Il Decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, recante: "Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole. La Delibera di Giunta Regionale n. 286 del 14/02/2005 Direttiva concernente indirizzi per la gestione delle acque di 1^ pioggia Il Decreto legislativo n. 152 del 03/04/2006 Norme in materia ambientale 58

59 SCHEMA DEL CRITERIO 5 VOLTE LA PORTATA DI ACQUE NERE - (5 Qnm) 59

60 PIANO DEGLI INTERVENTI DI ADEGUAMENTO SCARICHI E ALLACCI Le modalità di allaccio delle utenze domestiche alla rete di pubblica fognatura dovranno essere conformi al Regolamento di allaccio in pubblica fognatura armonizzato con i principi e gli obiettivi del Piano Generale del Sistema Fognario. Inoltre è stato ritenuto opportuno la separazione delle reti laddove il collettamento dei reflui sia di tipo separato. Nell arco dei prossimi 20 anni sono previsti nel territorio comunale interventi sugli allacci riguardanti sia il ripristino che la realizzazione di nuovi allacci. 60

61 INTERVENTI RELATIVI ALLA MODULAZIONE DELLE PORTATE IN TEMPO DI PIOGGIA Nel bacino del Brancona si prevede di realizzare una vasca di laminazione delle portate di piena del Forese, al fine di ridurre le dimensioni dell idrovora da costruire a livello della strada litoranea. Vasca di laminazione sul Fosso Brancona (nel Forese, mc) Nel bacino del Sortie si prevede di introdurre una laminazione del picco urbano, finalizzata a contenere il dimensionamento dell idrovora per lo scarico delle portate al largo. Vasca di laminazione sul Fosso Sortie (nei pressi dell idrovora di progetto, 3500mc) Al fine di ridurre il rischi di esondazione delle aree adiacenti al ramo sinistro del Colonnella I si rende necessario realizzare una vasca di laminazione. Vasca di laminazione sul Fosso Colonnella I (nella zona di Via Fucini, Via Ojetti, 5500 mc) Nel bacino del Rodella, al fine di evitare di dimensionare l idrovora allo scarico sul picco urbano, estremamente rapido e gravoso, si propone di realizzare un modesto invaso in grado di laminare la piena del bacino urbano fino ad un valore di 12 m3/s. 61 Vasca di laminazione sul Rodella (nei pressi dell idrovora di progetto, 7000 mc)

62 INTERVENTI RELATIVI ALLA MODULAZIONE DELLE PORTATE IN TEMPO DI PIOGGIA Nel bacino del 1B (Ausa, Rimini Centro) si prevede di realizzare una vasca di laminazione alla foce dell Ausa finalizzata a ridurre la portata al colmo da sollevare. Vasca di laminazione sull Ausa (alla foce dell Ausa, mc) Nel bacino del 2B (Ausa, Rimini Centro) si prevede di introdurre una laminazione alla foce delle ex Fosse Mavone Piccolo e Barattona finalizzata a ridurre la portata al colmo da sollevare. Vasca di laminazione sul Fosso Mavone Piccolo e Barattona (alla foce delle ex Fosse Mavone Piccolo e Barattona, mc) 62

63 INTERVENTI RELATIVI AGLI IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO E RILANCIO Uno dei principali intenti del Piano Generale Fognario è quello di tutelare la fascia di mare dedicata alla balneazione. A tal proposito si prevede l eliminazione degli scarichi sulla battigia tramite il potenziamento degli impianti idrovori e la creazione di condotte sottomarine dove necessario. Gli impianti idrovori di progetto saranno: 1. Impianto idrovoro Torre Pedrera (Q=6.5 m 3 /s, P=500KW); 2. Impianto idrovoro Brancona-Cavallaccio (Q=6.5 m 3 /s, P=500KW); 3. Impianto idrovoro Viserbella (Q=2 m 3 /s, P=200KW); 4. Impianto idrovoro Sortie (Q=7 m 3 /s, P=6500KW); 5. Impianto idrovoro Sacramora-Turchetta (Q=5 m 3 /s, P=500KW); 6. Impianto idrovoro Turchetta (Q=7.5 m3/s, P=600KW); 7. Impianto idrovoro Matrice (Q=4 m3/s, P=400KW), non c è condotta sottomarina; 8. Impianto idrovoro Isola (Q=11 m 3 /s, P=1100KW) non c è condotta sottomarina; 9. Impianto idrovoro Ausa (Q=25 m 3 /s); 10. Impianto idrovoro Mavone e Barattona (Q=16 m 3 /s); 11. Impianto idrovoro Colonnella (Q=9 m 3 /s, P=700KW); 12. Impianto idrovoro Macanno (Q=13.5 m 3 /s, P=900KW); 13. Impianto idrovoro Rodella (Q=12 m 3 /s, P=900KW); 14. Impianto idrovoro Roncasso (Q=5.5 m 3 /s, P=500KW); 15. Impianto idrovoro Ausa foce (Q=20 m 3 /s, P=2160KW); 16. Impianto idrovoro ex Fosse Mavone Piccolo e Barattona foce (Q=12 m 3 /s, P=2160KW); 17. Impianto idrovoro ramo P (nei pressi del 2B) (Q=12 m 3 /s, P=2160KW); 63

64 Le condotte sottomarine saranno: PIANO GENERALE DEL SISTEMA FOGNARIO DEL COMUNE DI RIMINI INTERVENTI RELATIVI AGLI SCARICHI A MARE 1. Condotta sottomarina Torre Pedrera (Q=6.5 m 3 /s, DN 2000, L= 350 m); 2. Condotta sottomarina Brancona (Q=6.5 m 3 /s, DN 1800, L= 390 m); 3. Condotta sottomarina Viserbella (Q=2 m 3 /s, DN 1000, L= 400 m); 4. Condotta sottomarina Sortie (Q=7 m 3 /s, DN 1700, L= 380 m); 5. Condotta sottomarina Viserba (Q=4.3 m3/s, DN 1400, L= 350 m); 6. Condotta sottomarina Sacramora (Q=5 m 3 /s, DN 1500, L= 390 m); 7. Condotta sottomarina Turchetta (Q=7.5 m3/s, DN 1800, L= 450 m); 8. Condotta sottomarina Ausa (Q=20 m 3 /s, L= 790 m); 9. Condotta sottomarina Colonnella (Q=9 m 3 /s, DN 2000, L= 460 m); 10. Condotta sottomarina Macanno (Q=13.5 m 3 /s, DN 2400, L= 530 m); 11. Condotta sottomarina Rodella (Q=12 m 3 /s, DN 2400, L= 480 m); 12. Condotta sottomarina Roncasso (Q=5.5 m 3 /s, DN 1500, L= 480 m) 64

65 9 OBIETTIVI DEL PIANO GENERALE AL

66 OBIETTIVI DEL PIANO GENERALE DEL SISTEMA FOGNARIO DEL COMUNE DI RIMINI Separazione delle reti BACINO SOLLEVAMENTO RETE ATTUALE RETE 2025 TORRE PEDRERA TORRE PEDRERA SEPARATA SEPARATA CAVALLACCIO_TORRE PEDRERA2 TORRE PEDRERA2 SEPARATA SEPARATA BRANCONA BRANCONA MISTA SEPARATA VISERBELLA VISERBELLA MISTA SEPARATA SORTIE SORTIE SEPARATA SEPARATA 3A 3A SEPARATA SEPARATA SACRAMORA_SPINA_4A 4A SEPARATA SEPARATA TURCHETTA TURCHETTA SEPARATA SEPARATA MATRICE_5A_RIVABELLA 5A_RIVABELLA SEPARATA SEPARATA LITUANIA_6ACELLE LITUANIA_6A CELLE SEPARATA SEPARATA FUSIGNANO FUSIGNANO MISTA SEPARATA ISA ISA RONCASSO_2C RONCASSO_2C MISTA SEPARATA RODELLA RODELLA MISTA MISTA MACANNO_COLONNELLA2 COLONNELLA2 MISTA MISTA COLONNELLA_4B 4B MISTA MISTA PRADELLA_PRADELLA NEW-OLD PRADELLA VECCHI_PREDELLA NUOVO MISTA MISTA SAN MARTINO SAN MARTINO SEPARATA SEPARATA ARNO ARNO MISTA MISTA AUSA_1B 1B MISTA MISTA AUSA_TOBRUCK TOBRUCK SEPARATA SEPARATA AUSA_2B 2B MISTA MISTA MARINAIO MARINAIO MISTA MISTA ISOLA ISOLA MISTA MISTA CECCARELLI CECCARELLI MISTA MISTA INA CASA INA CASA MISTA MISTA OCRA_TOSCA OCRA_TOSCA SEPARATA SEPARATA MARTININI MARTININI SEPARATA SEPARATA PADULLI PADULLI SEPARATA SEPARATA GROTTA ROSSA GROTTA ROSSA SEPARATA SEPARATA ZINGARINA ZINGARINA SEPARATA SEPARATA DOGANA2 DOGANA2 MISTA MISTA 66

67 OBIETTIVI DEL PIANO GENERALE DEL SISTEMA FOGNARIO DEL COMUNE DI RIMINI Popolazione al 2025 del territorio di Rimini servita da vasche di prima pioggia. POPOLAZIONE TOTALE 2025 NORD SUD EXTRA TOTALE VASCA DI PRIMA PIOGGIA NO VASCA DI PRIMA PIOGGIA NON COLLEGATI ALLA DEPURAZIONE CENTRALE TOTALE POPOLAZIONE RESIDENTE 2025 NORD SUD EXTRA TOTALE VASCA DI PRIMA PIOGGIA NO VASCA DI PRIMA PIOGGIA NON COLLEGATI ALLA DEPURAZIONE CENTRALE TOTALE POPOLAZIONE FLUTTUANTE 2025 NORD SUD EXTRA TOTALE VASCA DI PRIMA PIOGGIA NO VASCA DI PRIMA PIOGGIA NON COLLEGATI ALLA DEPURAZIONE CENTRALE TOTALE

68 SCHEMA FUNZIONALE A COMPLETAMENTO DEGLI INTERVENTI PREVISTI DAL PIANO GENERALE DEPURATORE SANTA GIUSTINA DEPURATORE VIA MARECCHIESE 68

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