Il nucleare per l economia, l ambiente e lo sviluppo

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1 Il nucleare per l economia, l ambiente e lo sviluppo

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3 Il nucleare per l economia, l ambiente e lo sviluppo

4 Ringraziamenti La presente Ricerca è stata realizzata da The European House-Ambrosetti per Enel ed EDF. La Ricerca si è avvalsa di un Comitato Guida composto da: Fatih Birol, Capo Economista, Agenzia Internazionale per l Energia Gianluca Comin, Direttore Relazioni Esterne, Enel Bruno D Onghia, EDF, Responsabile per l Italia Sergio Garribba, Consigliere per le Politiche dell Energia, Ministero dello Sviluppo Economico Maurizio Lupi, Vicepresidente, Camera dei Deputati Carlo Rossella, Presidente, Medusa Film Nicola Rossi, Professore Ordinario di Economia Politica, Università di Roma Tor Vergata Umberto Veronesi, Direttore Scientifico, Istituto Europeo di Oncologia Gruppo di lavoro The European House- Ambrosetti: Paolo Borzatta, Senior Partner Lorenzo Tavazzi, Capo Progetto Gabriele Bolzoni, Coordinatore del Progetto Elena Antiga Mattia Beda Sara Lelli Pio Parma Carlotta Pizzi Hanno collaborato allo sviluppo delle analisi: Emanuele Borgonovo, Direttore, Centro di Ricerca ELEUSI 1 -Università Bocconi Andrea Caretta, Coordinatore, Osservatorio Pavia Media Research Arturo Lorenzoni, IEFE-Bocconi2, Professore di Economia Applicata-Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Università degli Studi di Padova Mauro Mancini, Professore di Project Management-Dipartimento Ingegneria Gestionale, Politecnico di Milano Antonio Nizzoli, Direttore, Osservatorio Pavia Media Research Vittorio Emanuele Parsi, Professore di Relazioni Internazionali, Università Cattolica del Sacro Cuore Clara Poletti, Direttore Centro di Ricerca IEFE-Università Bocconi Marco Ricotti, Professore di Reattori Nucleari, Politecnico di Milano Lanfranco Senn, Direttore Centro di Ricerca CERTeT 3 -Università Bocconi, Professore di Economia Regionale e Urbana, Università Bocconi Angela Airoldi, CERTeT-Università Bocconi; Fabio Disconzi, Università degli Studi di Padova; Ignacio Fernando Lara, Università Cattolica del Sacro Cuore; Alessandro Galli, Politecnico di Milano; Giorgio Locatelli, Politecnico di Milano; Andrea Martignano, CERTeT-Università Bocconi; Paolo Montenegro, Osservatorio Pavia Media Research; Dario Musolino, CERTeT-Università Bocconi; Paolo Nardi, CERTeT-Università Bocconi; Elisa Pezzutti, Osservatorio Pavia Media Research; Matteo Preda, Osservatorio Pavia Media Research; Enrico Quaini, CERTeT-Università Bocconi; Fabio Tonoli, Centro di Ricerca ELEUSI-Università Bocconi. 1 Centro per l elaborazione logica e l utilizzazione sistematica dell informazione. 2 Centro per le ricerche economiche e le politiche sull energia e l ambiente. 3 Centro di economia regionale, dei trasporti e del turismo.

5 Si ringraziano per i contributi e i suggerimenti: Angelo Bonelli (Presidente, Federazione dei Verdi), Guido Bortoni (Capo Dipartimento Energia, Ministero Sviluppo Economico), Lester R. Brown (Presidente, Earth Policy Institute); Stefano Ciafani (Responsabile Scientifico, Legambiente), Vittorio Cogliati Dezza (Presidente, Legambiente); Giuseppe Colella (Responsabile Settore Energia, Federconsumatori), Agostino Conte (Direttore Relazioni Internazionali e Istituzionali, Duferco Italia); Ferruccio De Bortoli (Direttore, Corriere della Sera); Piero De Simone (Direttore Generale, Confindustria Energia), Pasquale De Vita (Presidente, Confindustria Energia); Francesco Ferrante (Responsabile Politiche Cambiamenti Climatici ed Energia e Senatore Partito Democratico), Sergio Ferraris (Giornalista, Quale Energia); Francesco Gullì (Docente Economia Applicata- Dipartimento Analisi Istituzionale e Management Pubblico, Università Bocconi), Roberto Gulli (Dirigente Servizio Rischi Industriali, Energetico, Nucleare e dei Trasporti, Protezione Civile Nazionale); Paolo Landi (Segretario Generale con delega sull energia, ADICONSUM); Giovanni Lelli (Direttore, ENEA); Mauro Libè (Segretario Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici e Deputato Unione di Centro); Jim Mahaffey (Scienziato e scrittore); Emma Marcegaglia (Presidente, Confindustria); Renato Raffaele Martino (Cardinale e Presidente Emerito Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace); Lamberto Matteocci (Responsabile Servizio Controllo Attività Nucleari, ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale); Roberto Mezzanotte (già Direttore Dipartimento Nucleare, Rischio Tecnologico e Industriale, ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale); Ivan Novelli (Presidente, Greenpeace Italia); Giuseppe Onufrio (Direttore Esecutivo, Greenpeace Italia); Bruno Panella (Direttore Dipartimento di Energetica, Politecnico di Torino); Adriano Piglia (Direttore, Centro Studi SAFE); Roberto Potì (Direzione Internazionale e Progetti Speciali, EDISON); Gianni Riotta (Direttore; Il Sole 24 Ore); Paolo Salvini (Direttore, Civiltà Cattolica); Francis Sorin (Direttore Comunicazione, SFEN- Società Francese di Energia Nucleare); Chicco Testa (Managing Director, Rotschild); Federico Testa (Deputato, Partito Democratico); Marco Tarquinio (Direttore, Avvenire); Francesco Tedesco (Consulente ed esperto di fonti Rinnovabili, Greenpeace); Rosario Trefiletti (Presidente, Federconsumatori); Giuseppe Zampini (Amministratore Delegato, Ansaldo Energia). I contenuti del presente rapporto di Ricerca sono di esclusiva responsabilità di The European House-Ambrosetti e possono non coincidere con le opinioni e i punti di vista delle persone intervistate. Enel, EDF e The European House-Ambrosetti

6 Indice La ricerca in sintesi La ricerca in 10 punti... 7 Executive Summary...12 PARTE PRIMA Perché all Italia serve il nucleare Introduzione...35 Capitolo 1 La sostenibilità della generazione elettrica nel futuro in Italia Come abbiamo studiato possibili alternative per la generazione elettrica al Gli scenari energetici al 2030 e le ipotesi assunte I benefici per il Paese derivanti dallo scenario di integrazione nucleare...44 Capitolo 2 Perché il nucleare è una fonte sicura La sicurezza nelle centrali nucleari: una visione d insieme Le centrali nucleari e gli impianti per la salute umana Le centrali nucleari e gli impatti sull ambiente Le centrali nucleari e il decommissioning Le centrali nucleari e i rifiuti radioattivi Le centrali nucleari e la sicurezza da calamità naturali Le centrali nucleari e la sicurezza da rischio terroristico...74 Capitolo 3 I benefici del nucleare per l industria italiana La filiera del nucleare e le opportunità per l Italia: una visione d insieme Le opportunità per l industria italiana in fase di costruzione Le opportunità per l industria italiana in fase di esercizio Le opportunità per l industria italiana in fase di decommissioning Le opportunità per le imprese italiane nel mercato nucleare mondiale...91 Capitolo 4 I benefici del nucleare per la competitività dell Italia L impatto del nucleare sulla competitività del Paese: le dimensioni in gioco L impatto del nucleare sull economia italiana Gli altri effetti del ritorno al nucleare sulla competitività Capitolo 5 I benefici del nucleare per il posizionamento geopolitico dell Italia Il mondo che cambia: le principali linee di tendenza al L energia (anche nucleare) come leva strategica geopolitica L Italia nel nuovo scenario globale: come assicurare il peso geopolitico Cinque possibili benefici geopolitici per l Italia nucleare

7 PARTE SECONDA Come si discute di nucleare in Italia Introduzione Capitolo 1 La comunicazione sul nucleare in Italia: un tema controverso Il nucleare in televisione: poco tempo, pochi temi e tante opinioni Il nucleare nella stampa: un informazione limitata, ma bilanciata Capitolo 2 Comunicare il nucleare in Italia (e in Europa) Comunicare il nucleare in Italia Comunicare il nucleare: i casi di riferimento in Europa PARTE TERZA Cos è (realmente) il nucleare Introduzione Capitolo 1 La tecnologia nucleare e le nuove frontiere della ricerca Come funzionano e come si stanno evolvendo le centrali nucleari Lo stoccaggio dei rifiuti: realtà e prospettive Il decommissioning: una realtà sperimentata Il combustibile Capitolo 2 Il ritorno al nucleare nel mondo La generazione elettrica da fonte nucleare oggi e domani I principali piani di sviluppo nucleare extraeuropei Le prospettive per lo sviluppo del settore nucleare in Europa Capitolo 3 Il nucleare in Italia: ieri e oggi Il nucleare in Italia prima di Chernobyl: gli anni d oro Il referendum del 1987: il disimpegno italiano dal nucleare La rinascita del nucleare in Italia Databook Bibliografia e webgrafia

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9 7 La ricerca in 10 punti MESSAGGI CHIAVE DElla ricerca 1. L energia è la sfida chiave per il prossimo futuro e un fattore di competizione globale e trasversale alle alleanze tradizionali. 2. Il nucleare è una fonte integrativa per garantire sicurezza ambientale e energetica: sempre più Paesi la stanno scegliendo. 3. L Italia deve fronteggiare problemi di sostenibilità energetica; in particolare, il mix elettrico presenta peculiarità negative che lo penalizzano. 4. Nei consumi elettrici del Paese, il mix con il nucleare genera minori emissioni di CO 2 ed è anche meno costoso rispetto agli altri mix possibili. 5. Il nucleare è una tecnologia sicura: con le norme e gli standard attuali, incidenti come quello avvenuto a Chernobyl non possono più ripetersi. 6. Il ritorno al nucleare dell Italia può avere importanti ricadute economiche e occupazionali per l industria nazionale. 7. Il programma nucleare può essere un moltiplicatore tecnologico e un significativo volano per la competitività del Paese. 8. Il ritorno al nucleare può contribuire a rafforzare il peso geopolitico dell Italia. 9. Il nucleare rappresenta una opportunità per l Italia, ma deve essere sostenuta come scelta Paese. 10. Occorre iniziare a parlare di nucleare al di là dei pregiudizi (non come è stato fatto in passato).

10 8 Il nucleare per l economia, l ambiente e lo sviluppo 1. L energia è la sfida chiave per il prossimo futuro e un fattore di competizione globale e trasversale alle alleanze tradizionali. L energia è il motore della vita economica, politica e sociale globale. Essa infatti è un fattore di produzione fondamentale e plasmatore di cultura e stili di vita. Per sostenere la crescita globale occorrerà sempre più energia. Secondo l Agenzia Internazionale dell Energia (AIE) nel 2030 si avrà 1 : +70% di domanda mondiale di energia primaria (rispetto al 2000); consumi crescenti nella generazione elettrica e nei trasporti (con oltre il 90% di incremento a carico dei Paesi non OCSE); fabbisogno mondiale coperto da petrolio e gas naturale per il 51% e carbone per il 29%. Queste dinamiche si manifesteranno in un mondo multipolare, con nuovi attori rilevanti e con una governance a geometria variabile a seconda dei temi strategici. L energia sarà uno dei fattori di massima competizione tra Paesi e influenzerà le future alleanze e strategie geopolitiche globali. 2. Il nucleare è una fonte integrativa per garantire sicurezza ambientale ed energetica: sempre più Paesi la stanno scegliendo. Le grandi sfide energetiche del futuro saranno la sicurezza degli approvvigionamenti, l economicità e la sostenibilità ambientale. Per raggiungere questi obiettivi nel medio periodo, occorrerà una transizione verso sistemi energetici meno basati sulle fonti fossili. Allo stato dell arte delle tecnologie e dei mercati internazionali, la generazione nucleare grazie alle emissioni trascurabili e ai costi competitivi è una efficace soluzione integrativa per la generazione di base (base load). Numerosi Paesi nel mondo (industrializzati ed emergenti) hanno deciso di investire in questa tecnologia, prolungando la vita utile delle centrali esistenti o realizzandone di nuove (61 cantieri a fine giugno 2010). 3. L Italia deve fronteggiare problemi di sostenibilità energetica; in particolare il mix elettrico presenta peculiarità negative che la penalizzano. L Italia in tema di energia: dipende dall estero per circa l 86% del fabbisogno di energia primaria (primo Paese al mondo per importazione di energia); dipende dai combustibili fossili per circa il 75% (quota tra le più alte al mondo); nel biennio non ha rispettato i vincoli di Kyoto e il protrarsi di questa situazione potrebbe costare in futuro centinaia di milioni di euro l anno. Per quanto riguarda la generazione elettrica il Paese: ha oltre il 66% (contro una media del 27% nell UE-27) dell elettricità prodotta da gas, petrolio e derivati, fonti che alterano il clima e sono costose e volatili; è il maggiore importatore al mondo di elettricità (14% dei consumi annui): aggregando l importazione di combustibili fossili, l Italia dipende dall estero per oltre 7/8 del fabbisogno; 1 Fonte: World Energy Outlook 2009, Reference Scenario.

11 9 è l unico al mondo con produzione elettrica superiore ai 250 TWh l anno a non avere generazione da fonte nucleare; ha un prezzo dell energia elettrica per imprese e cittadini superiore del 25-35% alla media praticata degli altri Paesi dell Unione Europea. 4. Nei consumi elettrici del Paese, il mix con il nucleare genera minori emissioni di CO 2 ed è anche meno costoso degli altri mix possibili. La domanda elettrica del Paese nei prossimi anni crescerà anche in ipotesi di efficienza energetica in linea con le tendenze storiche e internazionali; al 2030 questa sarà di circa 439 TWh (in ipotesi conservative). Oltre a garantire che il Paese abbia l energia necessaria, occorrerà rispettare i vincoli ambientali europei e internazionale per la lotta al cambiamento climatico. L introduzione di una quota del 25% di nucleare nel mix di generazione elettrico sia sullo scenario tendenziale che su uno teorico alternativo può permettere di ridurre sensibilmente le emissioni di CO 2, oltre che a diminuire e stabilizzare il costo di generazione. In 10 anni ( ) si potranno avere: minori emissioni per 236/381 milioni di tonnellate di CO2; minori costi di generazione in senso stretto per 32/57 miliardi di euro; minori costi di generazione complessivi (considerando anche il costo della CO2) per 43/69 miliardi di euro. 5. Il nucleare è una tecnologia sicura: con le norme e gli standard attuali, incidenti come quello avvenuto a Chernobyl non possono più ripetersi. L attuale tecnologia nucleare ha un elevato grado di sicurezza. Oggi, nel mondo, in più di anni-reattore di funzionamento, vi sono stati solo due incidenti con danni di vasta portata: Chernobyl e Three Mile Island (che non comportò vittime). Gli standard attuali rendono di fatto impossibile il ripetersi di situazioni simili. L industria nucleare è tra le più controllate al mondo: dal 1969 al 2000 l incidentalità è stata di 0,01 vittime per GW anno, contro una media del settore energia di 0,78. L evoluzione della tecnologie permette di gestire le scorie a bassa e media attività in piena sicurezza; per quelle ad alta attività sono in fase di studio avanzata soluzioni per lo stoccaggio definitivo di lunghissimo periodo. In Italia, in 60 anni di produzione elettrica da impianti nucleari si genereranno m 3 di rifiuti a bassa e media radioattività e m 3 di rifiuti ad alta radioattività. Questi incideranno per lo 0,000003% sul totale dei rifiuti speciali pericolosi prodotti annualmente nel Paese (10 milioni di tonnellate/anno, di cui il 30% contengono metalli pesanti e scorie della chimica che non decadono). 6. Il ritorno al nucleare dell Italia può avere importanti ricadute economiche e occupazionali per l industria nazionale. Lo sviluppo di un programma nucleare è una opportunità per l industria: tanto più questa è pronta (know-how, qualificazione, ecc.), tanto più aumenta il lavoro assegnabile ad aziende e consorzi nazionali per la realizzazione e gestione degli impianti.

12 10 Il nucleare per l economia, l ambiente e lo sviluppo Con le competenze attuali l industria italiana può potenzialmente realizzare il 55-60% del valore di una centrale (pari a 2-3 miliardi di euro); queste percentuali potrebbero salire al 75-80% con adeguati investimenti per acquisire nuove competenze e adeguare gli impianti produttivi. I benefici occupazionali potenziali sono altrettanto rilevanti; un impianto tipo di terza generazione operativo in Europa può attivare: posti di lavoro in fase di costruzione (3.000 diretti e indiretti e indotti); da a in fase di esercizio (circa in sito e presso i fornitori diretti e circa indiretti e indotti); circa 150 diretti in fase di decommissioning. Il programma nucleare dell Italia è anche se sfruttato un trampolino di lancio per l industria nazionale per entrare nella catena di fornitura mondiale di un settore in espansione nel mondo: da 400 a 500 miliardi di euro valore stimato per i soli reattori già pianificati. 7. Il programma nucleare può essere un moltiplicatore tecnologico e un significativo volano per la competitività del Paese. L energia è un elemento chiave per un Paese. Le sue ricadute dirette e indotte impattano su molteplici elementi rilevanti per la competitività. La riattivazione della generazione nucleare in Italia può avere benefici per il Paese a diversi livelli: riduzione e stabilizzazione dei costi e prezzi dell energia elettrica; miglioramento e integrazione della filiera energetica nazionale, con impatti diretti e indotti sugli utilizzatori di energia (famiglie e imprese); aumento e qualificazione delle competenze e del capitale umano del Paese; aumento della produzione, valore aggiunto e occupazione (collegato ai punti precedenti). A livello macro-economico complessivo, l introduzione del nucleare (25%) nel mix di generazione elettrica, può portare all Italia: da 4,5 a 11 miliardi di euro/anno di produzione aggiuntiva2; da 38 a 81mila anni-uomo di occupazione. 8. Il ritorno al nucleare può contribuire a rafforzare il peso geopolitico dell Italia. Nel mondo che cambia de-occidentalizzato, multipolare, interdipendente, complesso la leadership monoculturale (uno o pochi settori in cui si è leader) non è più una strategia vincente. L Italia media potenza occidentale rischia di essere fuori scala per mantenere il peso specifico necessario ad affermare i propri interessi nei tanti e diversi tavoli decisionali. Occorre trovare più settori trasversali e geopoliticamente rilevanti in cui avere peso. L energia è tra questi perché sarà un settore trasversale a tutti i Paesi e probabilmente anche alle alleanze tradizionali. 2 Le forbici sono funzione delle ipotesi sottostanti di destinazione (maggiore produzione o maggiore remunerazione dei fattori produttivi) del risparmio sul costo di generazione elettrica.

13 11 Il ritorno al nucleare può rafforzare il peso internazionale dell Italia attraverso: riduzione del rischio politico legato alla dipendenza energetica; possibilità di maggiore partecipazione alla governance mondiale del prossimo futuro; possibilità di rafforzamento della cooperazione internazionale, in particolare con la sponda sud del Mediterraneo; possibilità di partecipare attivamente ai meccanismi di controllo sulla proliferazione nucleare militare. 9. Il nucleare è una opportunità per l Italia, ma deve essere sostenuta come scelta Paese. Il nucleare è soprattutto una scelta strategica, oltre che industriale ed energetica. Affinché possa essere una reale opportunità, anche di modernizzazione del Paese, occorre una certezza nel medio-lungo periodo e un sostegno trasversale. Come ogni grande progetto richiede quindi che ci siano le necessarie condizioni di contorno: istituzioni efficienti e credibili; quadro normativo e autorizzativo chiaro e certo; industria nazionale pronta; sinergie tra gli attori rilevanti (ricerca, industria, finanza, politica); consenso e condivisione dell opinione pubblica. 10. Occorre iniziare a parlare di nucleare al di là dei pregiudizi (non come è stato fatto in passato). Ogni scelta, specie quelle importanti, richiede la consapevolezza. Sul nucleare in Italia si ha una diffusa ignoranza informativa. Dopo il referendum del 1987 il nucleare civile salvo sporadici casi non è stato trattato dai media. Da gennaio 2005 a giugno 2010 ha avuto spazio per: 0,04% del prime time dei telegiornali 3 ; meno di un articolo al giorno sulla stampa4. Le informazioni riportano in genere opinioni e posizioni personali (spesso ideologizzate) e alcuni temi fondamentali (ricadute per l economia, inquinamento e ambiente, diversificazione e sicurezza degli approvvigionamenti, prezzi e costi dell energia) non vengono di fatto trattati. Tutto questo non favorisce la costruzione di un giudizio informato, rafforza le convinzioni (e i pregiudizi) esistenti al di lá dei fatti oggettivi e rende molto difficoltoso un confronto aperto sul che fare. 3 Telegiornali RAI e Mediaset. 4 Corriere della Sera, La Repubblica e Il Sole 24 Ore.

14 12 Il nucleare per l economia, l ambiente e lo sviluppo Executive Summary 1 Una visione complessiva di questa ricerca 1.1 Contesto di riferimento e obiettivi 1. La generazione elettrica da fonte nucleare è oggi un tema caldo nel Paese. Le condizioni dei mercati energetici internazionali, le sfide della sicurezza degli approvvigionamenti e della sostenibilità economica e ambientale hanno infatti ridato centralità al tema dopo oltre un ventennio di oblio. 2. In Italia questa tecnologia ha vissuto vicende fortemente alterne. Il Paese negli anni d oro del nucleare ( ), grazie all iniziativa congiunta di importanti realtà industriali nazionali e del Governo, era il terzo produttore al mondo di energia elettrica di origine nucleare con competenze e know-how molto avanzati, in ambito industriale e tecnico-scientifico. In seguito, una concomitanza di eventi interni 1 ed esterni, di cui il più eclatante è stato l incidente di Chernobyl (1986), hanno portato al referendum del e al successivo disimpegno dell Italia da tutte le attività nucleari ( ). 3. Il Governo, con la Legge Sviluppo del 2009, ha annunciato la decisione di ritornare al nucleare, avviando entro il 2013 la costruzione di nuove centrali per arrivare entro il 2030 al 25% di elettricità di origine nucleare. Questa decisione ha aperto un acceso dibattito nel Paese che vede contrapposte posizioni estreme e radicate tra i sostenitori di tale scelta e i contrari. 4. Obiettivo di questa ricerca è di fare il punto della situazione, secondo una prospettiva strategica e indipendente, sulle implicazioni possibili per il Paese dell integrazione del nucleare nel mix di generazione elettrica nazionale, attraverso la: definizione di un quadro interpretativo e conoscitivo di sintesi sulla realtà del nucleare per l Italia; valutazione delle implicazioni ai vari livelli rilevanti: industriali, economici, geopolitici, di competitività; quantificazione delle ricadute per il Paese su tutte queste dimensioni. 5. La volontà è fornire ai decisori del Paese e all opinione pubblica una base informativa completa e imparziale che possa essere di supporto per un confronto informato e consapevole, al fine di prendere le migliori decisioni strategiche per il Paese. 1 Tra cui: problemi di adeguamento del sistema di trasmissione elettrica, proteste in seguito a incidenti a impianti nel mondo, gestione del dibattito pubblico anche a seguito del caso Ippolito. 2 Nessun quesito chiedeva l abolizione o la chiusura delle centrali nucleari.

15 Attori e metodologia 6. Per la ricerca, ci siamo avvalsi di un Comitato Guida 3 che ha riunito autorevoli personalità nazionali e internazionali. I suoi componenti hanno fornito indirizzi e contributi originali per lo sviluppo di questo lavoro. 7. Sono state attivate collaborazioni con istituzioni indipendenti per approfondire alcuni temi specifici: gli scenari elettrici al 2030 (ipotesi di studio); la sicurezza della generazione nucleare; le ricadute per l industria italiana; gli impatti per la competitività del Paese; le implicazioni geopolitiche; la comunicazione in tema di nucleare in Italia. 8. Il Gruppo di lavoro 4 The European House-Ambrosetti ha gestito il progetto nel suo complesso e sviluppato i contenuti così come presentati in questo rapporto. 9. Nella elaborazione dei contenuti sono state considerate le fonti più qualificate e super partes, al fine di privilegiare al massimo la neutralità e l oggettività delle posizioni. 10. Le attività del progetto sono state: incontri periodici del Comitato Guida; interviste in Italia e all estero a politici, opinion leader, capi azienda e rappresentanti di istituzioni o associazioni per approfondire aspetti dei temi di riferimento; analisi e confronti internazionali per valutare le pratiche eccellenti e captare soluzioni di interesse per l Italia, tendenze e orientamenti; collazione e sintesi dei contributi sul tema (documentazione, pubblicazioni, ricerche, ecc.) maggiormente significativi, di organizzazioni e istituti nazionali e internazionali autorevoli. 1.3 Struttura del rapporto Il rapporto è composto da tre parti. Parte PRIMA. Illustra i risultati della ricerca in tema di: possibili scenari di generazione elettrica al in ipotesi di assenza e presenza del nucleare; ne sono valutati gli effetti in termini di emissioni di CO 2 e costi di generazione complessivi; sicurezza della generazione elettrica da nucleare per le persone e l ambiente; una attenzione specifica è dedicata ai temi del decommissioning e della gestione delle scorie; benefici associati al ritorno del nucleare per l industria italiana, la competitività del Sistema Paese e il posizionamento geopolitico. 3 La Ricerca si è avvalsa di un Comitato Guida composto da: Fatih Birol (Capo Economista, Agenzia Internazionale per l Energia), Gianluca Comin (Direttore Relazioni Esterne, Enel), Bruno D Onghia (Responsabile per l Italia, EDF), Sergio Garribba (Consigliere per le Politiche dell Energia, Ministero dello Sviluppo Economico), Maurizio Lupi (Vicepresidente, Camera dei Deputati), Carlo Rossella (Presidente, Medusa Film), Nicola Rossi (Professore Ordinario di Economia Politica, Università di Roma Tor Vergata) e Umberto Veronesi (Direttore Scientifico, Istituto Europeo di Oncologia). 4 Il Gruppo di lavoro The European House-Ambrosetti è composto da: Paolo Borzatta (Senior Partner), Lorenzo Tavazzi (Capo Progetto), Gabriele Bolzoni (Coordinatore del Progetto), Elena Antiga, Mattia Beda, Sara Lelli, Pio Parma e Carlotta Pizzi. 5 Si tratta di scenari di studio, e non previsionali, che valutano linee di tendenza e ordini di grandezza in gioco, per supportare le decisioni strategiche.

16 14 Il nucleare per l economia, l ambiente e lo sviluppo Parte Seconda. È dedicata alla comunicazione sul tema del nucleare in Italia, per capirne i contenuti e le modalità di divulgazione. Abbiamo analizzato: le edizioni del prime time di Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5 e Studio Aperto; le pagine nazionali di La Repubblica, Corriere della Sera e Il Sole-24 Ore (periodo gennaio 2005-giugno 2010); i programmi di approfondimento Porta a Porta, Matrix, Ballarò, Report e Annozero (periodo gennaio 2009-marzo ). Parte TERZA. Offre una visione d insieme su: tecnologia nucleare e sue evoluzioni, con particolare attenzione alle aree di possibile breaktrough tecnologico; tendenze della generazione elettrica da fonte nucleare nel mondo, oggi e nel prossimo futuro; situazione dell Italia in campo nucleare prima del referendum del 1987 e stato dell arte delle competenze attuali. Ciascuna Parte è preceduta da una introduzione di sintesi che riassume i principali punti rilevanti e le implicazioni strategiche di questi. 2 Le condizioni per il ritorno al nucleare: considerazioni 11. Il nucleare è una scelta strategica del Paese, oltre che industriale, energetica e ambientale. Come tale richiede: adeguate condizioni di contesto; scelte di sistema con obiettivi chiari e realistici; coerenti misure di accompagnamento; a più livelli distinte, ma interrelate. 12. A livello politico, è necessario che il programma nucleare trovi una condivisione bipartisan (nazionale e locale), perché il suo orizzonte di riferimento è un multiplo dei mandati dei singoli Governi e amministrazioni. Occorre quindi sganciare il nucleare dalle ideologie e valutarlo sulla base dei fatti oggettivi. 13. A livello istituzionale-amministrativo-autorizzativo, occorre un quadro di riferimento chiaro (anche per competenze e attribuzioni), certo (in particolare sui tempi 7 ), trasparente e stabile (anche per gli strumenti normativi di mitigazione dei rischi 8 ), per garantire che: l interesse nazionale sia salvaguardato dai particolarismi; siano effettuati gli investimenti necessari; siano minimizzati i rischi di ritardi, regolatori, finanziari e commerciali (collegato al punto precedente). Il nucleare è un investimento rilevante, strategico e di lungo periodo 9 che non può essere soggetto ad alee. 6 Prima non vi sono stati interventi significativi sul tema in oggetto. 7 La certezza dei tempi di realizzazione è una variabile critica perché ritardi nella costruzione degli impianti determinano un aumento significativo dei costi, dovuto alla maturazione di interessi sui prestiti necessari per finanziare i lavori. 8 Il ritorno degli investimenti si concretizza nei decenni successivi alla costruzione delle centrali: affinché il mercato richieda tassi di interesse sostenibili sulle somme finanziate occorrono strumenti normativi per mitigare i rischi (cfr. Capitolo 3 Parte Terza e Focus in Databook). 9 Per installare la capacità nucleare annunciata dal Governo (circa MW) si stima un investimento da parte degli operatori di circa miliardi di euro su progetti di lunga durata (vita media degli impianti di nuova generazione di circa 60 anni).

17 A livello industriale-produttivo, occorre che gli operatori interessati siano pronti per competenze, capacità e qualificazioni. Solo così l opzione nucleare può essere una reale opportunità per l industria nazionale, sia sul mercato domestico sia su quello internazionale. 15. A livello scientifico e di ricerca, occorre che il mondo accademico-universitario sia altrettanto pronto e in grado di fare sinergie con l industria. Il nucleare è infatti tra i campi più avanzati e in grado di essere un moltiplicatore tecnologico con ricadute rilevanti per molti altri settori strategici. 16. A livello sociale, è indispensabile un alto livello di consenso. Il nucleare non può essere la scelta di un Governo; deve essere la scelta del Paese. In alternativa, il rischio è il rigetto del progetto. 17. Tra gli elementi necessari per la realizzazione del programma nucleare vi sono: l implementazione dei provvedimenti attuativi per la localizzazione degli impianti, i sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e del materiale nucleare, le misure compensative e i requisiti per lo svolgimento delle attività di costruzione; l Agenzia per la Sicurezza Nucleare con personale, competenze e risorse adeguate; il Deposito Unico Nazionale per il combustibile nucleare irraggiato e i rifiuti radioattivi a bassa e media radioattività, per chiudere l eredità nucleare del Paese e dare certezza ai nuovi progetti; un piano di sviluppo accelerato della formazione, a partire dagli Istituti tecnici e Università (aumentando i corsi dedicati al nucleare) fino al mondo della ricerca; il lancio di una campagna di comunicazione-ascolto nazionale della popolazione, con forme e strumenti adeguati, per informare e creare un processo partecipativo e informato. 3 I risultati della Ricerca 3.1 La sostenibilità della generazione elettrica nel futuro in Italia 18. Nel mondo i principali Governi hanno inserito ai primi posti delle proprie agende i provvedimenti necessari a definire le strategie energetiche per accompagnare lo sviluppo economico e industriale, focalizzando l attenzione su tre variabili-chiave: la sicurezza degli approvvigionamenti, l economicità e la sostenibilità socio-ambientale. 19. Anche l Italia, nell affrontare la sfida energetica, deve confrontarsi con una situazione di fragilità su alcuni nodi strategici. Questa fragilità deriva dalla carenza di una strategia e di un piano organico di lungo periodo per il settore che ha portato a: crescente dipendenza energetica; sbilanciamento del mix di generazione elettrica rispetto agli altri Paesi europei; forte dipendenza dalle importazioni di elettricità; prezzo dell energia elettrica in crescita e superiore agli altri Paesi europei; inadeguatezza delle infrastrutture per l energia. 20. Il ritorno al nucleare dell Italia rappresenta un progetto di ampio respiro per il Paese che può dunque apportare importanti benefici alla qualità del sistema energetico nazionale:

18 16 Il nucleare per l economia, l ambiente e lo sviluppo economici (minori costi di generazione elettrica) e ambientali (minori emissioni di anidride carbonica e relativi costi). Abbiamo quindi formulato alcuni scenari puramente ipotetici e di studio (non di previsione) per comprendere tramite il loro confronto gli impatti attesi derivanti dalla costruzione e dalla conseguente messa in esercizio di nuove centrali nucleari nel nostro Paese, come previsto dal Governo attraverso la Legge Sviluppo del Figura 1 Gli scenari energetici ipotizzati al 2030 Fonte: elaborazione The European House-Ambrosetti, 2010 SCENARI 2030 Senza nucleare Con nucleare 1. Scenario 2. Scenario 3. di riferimento alternativo Scenario di integrazione Politiche attuali + PAN* e Pacchetto Clima ed Energia EU 2020 Rinnovabili al massimo del potenziale raggiungibile** al 2030 Nucleare fonte integrativa da piano del Governo (*) Piano di Azione Nazionale per le rinnovabili del Governo italiano (agosto 2010). (**) Stima sulla base dell evoluzione tecnologica attesa e prevedibile. Gli scenari di studio ipotizzati al 2030, con e senza nucleare, sono tre: scenario di riferimento, in cui il mix di generazione ipotizzato al 2030 recepisce una prosecuzione delle politiche attuali nel rispetto del raggiungimento degli obiettivi previsti dal Pacchetto Clima ed Energia dell Unione Europea 10 al 2020 unitamente a quelli fissati nel Piano di Azione Nazionale per le Rinnovabili (PAN) 11, di generare 98,8 TWh di elettricità da fonte rinnovabile entro il 2020; scenario alternativo, in cui il contributo della generazione da fonti rinnovabili è molto più marcato (38%) rispetto allo scenario tendenziale (superamento degli obiettivi del PAN sino al massimo del potenziale raggiungibile al 2030 in base all evoluzione tecnologica attesa) 12 ; scenario di integrazione, in cui viene introdotta in linea con l attuale piano del Governo la generazione da fonte nucleare, a copertura del 25% della generazione elettrica entro il Alla base di ciascuno scenario abbiamo considerato ipotesi relative all andamento della 10 Il Pacchetto Clima ed Energia dell Unione, approvato dal Parlamento Europeo nel dicembre del 2008, è volto a conseguire gli obiettivi energetici e ambientali a livello europeo fissati per il 2020: ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare del 20% il consumo di fonti rinnovabili. 11 Il Piano di Azione Nazionale per le Rinnovabili (PAN) del Ministero dello Sviluppo Economico dell agosto 2010 stabilisce un quadro comune per la promozione dell energia da fonti rinnovabili e fissa obiettivi nazionali obbligatori per la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e per la quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti. 12 In questo scenario la crescita della generazione da fonti rinnovabili nel periodo è più spinta e aumenta fino a un potenziale previsto di155 TWh nel 2030 (+45 TWh rispetto ai 110 TWh degli altri due scenari). Alcuni osservatori sollevano dubbi sulla reale possibilità tecnica ed economica di questa forte crescita.

19 17 domanda e della produzione di energia elettrica, dei costi di generazione e delle emissioni di CO 2, coerenti con i valori di riferimento citati in letteratura e con le principali esperienze di generazione nucleare in Europa e nel mondo. Figura 2 Confronto tra la composizione del mix di generazione elettrica secondo gli scenari al 2030 Fonte: elaborazione The European House-Ambrosetti, % 110 TWh 38% 155 TWh 25% 100 TWh 27% 110 TWh 73% 297 TWh 62% 252 TWh 48% 197 TWh Scenario di riferimento Scenario alternativo Scenario di integrazione Nucleare Rinnovabili Fossili 21. Nel periodo lo scenario di integrazione mostra il minor costo di generazione rispetto agli altri due scenari considerati, determinando un risparmio pari a: 32 miliardi di euro rispetto allo scenario di riferimento; 57 miliardi di euro rispetto allo scenario alternativo. Figura 3 Costo di generazione in Italia nei tre scenari energetici considerati nel periodo (miliardi di euro) Fonte: elaborazione The European House-Ambrosetti, 2010 Miliardi di euro Scenario di riferimento Scenario alternativo Scenario di integrazione Significativi sono anche i risparmi che l introduzione della generazione elettrica da nucleare può consentire sul fronte delle emissioni di anidride carbonica rispetto agli scenari senza nucleare: 381 milioni di tonnellate rispetto allo scenario di riferimento; 236 milioni di tonnellate rispetto allo scenario alternativo.

20 18 Il nucleare per l economia, l ambiente e lo sviluppo Tabella 1 Emissioni di CO 2 in Italia nei tre scenari energetici considerati nel periodo : differenza dello scenario di integrazione rispetto allo scenario di riferimento e alternativo (milioni di tonnellate) Fonte: elaborazione The European House-Ambrosetti, 2010 Anno Differenza su scenario di riferimento Differenza su scenario alternativo ,8-3, ,0-1, ,8-8, ,9-17, ,7-24, ,2-34, ,9-34, ,4-33, ,3-29, ,2-25, ,2-24,4 TOTALE ,4-236,4 Il risparmio cumulato nel periodo legato al costo della CO 2 è compreso all interno di un intervallo tra 7 e 11 miliardi di euro, nel caso del valore minore del costo della CO 2, e tra 12 e 19 miliardi di euro, nel caso del valore maggiore del costo della CO Tabella 2 Valore cumulato del costo delle emissioni di CO 2 in Italia nei tre scenari energetici considerati nel periodo : confronto tra scenari (miliardi di euro) Fonte: elaborazione The European House-Ambrosetti, 2010 Costo delle emissioni di CO 2 (Commissione UE) Differenza su scenario di integrazione Costo delle emissioni di CO 2 (IEA) Differenza su scenario di integrazione Scenario di riferimento 46,7 10,9 81,9 19,1 Scenario alternativo 42,5 6,7 74,6 11,8 Scenario di integrazione 35,8-62,8-22. In sintesi, i costi complessivi dimostrano la maggiore convenienza economica e ambientale dell adozione di un mix di generazione elettrica comprendente la tecnologia nucleare: il Paese potrebbe così risparmiare tra il 2020 e il 2030, nelle due differenti valorizzazioni del costo della CO 2 : da 43 a 51 miliardi di euro rispetto allo scenario di riferimento; da 64 a 69 miliardi di euro rispetto allo scenario alternativo. 13 Per il costo della CO 2, con riferimento al mercato europeo, sono state adottate due ipotesi: una stima elaborata sulla base di recenti linee di indirizzo della Commissione Europea per il periodo , e la previsione dell Agenzia Internazionale dell Energia che prevede valori superiori in considerazione dell impegno dei Paesi dell OCSE per una forte riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

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