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1 Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n Copia 1,00 Copia arretrata 2,00 L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt Anno CLV n. 214 ( ) Città del Vaticano domenica 20 settembre y(7ha3j1*qsskkm( +\!z!;!$!"! Il viaggio di Papa Francesco in America preceduto dal dialogo televisivo con giovani cubani e statunitensi Ponti di amicizia C era anche la famiglia siriana ospitata dalla parrocchia di Sant Anna in Vaticano ad augurare stamane, sabato 19, «buon viaggio» al Papa, poco prima della partenza per Cuba e gli Stati Uniti d America. Accompagna- Prima della partenza il saluto alla famiglia di rifugiati siriani accolti in Vaticano Conversazione telefonica tra i presidenti Obama e Castro Gratitudine di Washington e L Avana WASHINGTON, 19. Il presidente statunitense, Barack Obama, e quello cubano, Raúl Castro, leader dei due Paesi che Papa Francesco si appresta a visitare in queste ore, hanno avuto alla vigilia di questo viaggio una conversazione telefonica, nella quale hanno ribadito il ruolo cruciale avuto dal Papa e dall azione diplomatica della Santa Sede nel processo di disgelo tra Washington e L Avana. Lo hanno riferito concordemente fonti ufficiali dei due Governi. «I due presidenti hanno elogiato il ruolo che ha avuto Papa Francesco nel promuovere le relazioni tra i nostri due Paesi», ha reso noto la Casa Bianca. Analoga espressione si trova in una nota del ministero degli Esteri cubano secondo la quale Obama e Castro ritengono importante il contributo dato dal Pontefice «all avvio di una nuova tappa La basilica di San Pietro Architetti contro FROMMEL A PA G I N A 4 ti dall arcivescovo elemosiniere Konrad Krajewski, i rifugiati, originari di Damasco, hanno raggiunto la residenza di Santa Marta dove hanno salutato Francesco ringraziandolo dell accoglienza loro offerta. nelle nostri relazioni», culminata con la ripresa lo scorso 20 luglio dei normali rapporti diplomatici interrotti per oltre mezzo secolo. Nel colloquio, la terza telefonata diretta dopo l annuncio della svolta lo scorso dicembre, Obama e Castro hanno sottolineato i passi fatti nel processo di riavvicinamento, ma hanno anche discusso, secondo la Casa Bianca, quelli ancora da intraprendere per migliorare la cooperazione nonostante «le differenze su questioni importanti che saranno affrontate apertamente». Proprio ieri, gli Stati Uniti hanno promulgato una serie di provvedimenti che riducono ulteriormente la portata dell embargo contro Cuba, alleggerendo una vasta gamma di restrizioni imposte a suo tempo anche nei confronti di imprese e cittadini statunitensi. Le nuove regole, che entreranno in vigore da lunedì, riguardano tra gli altri i settori delle telecomunicazioni e dei servizi on-line, le joint-venture, la creazione di consociate sull isola caraibica da parte della compagnie statunitensi, così come l apertura di uffici, punti vendita, magazzini. Sono state revocate anche alcune limitazioni in materia di viaggi, sebbene fonti governative a Washington abbiano puntualizzato che il turismo vero e proprio verso Cuba per il momento rimane comunque vietato. I requisiti per poter raggiungere il Paese caraibico restano gli stessi, e così la lista di quanti sono autorizzati a recarvisi, ma costoro saranno legittimati ad aprire conti presso le banche cubane e a gestirli liberamente. A loro potranno poi unirsi anche i familiari per tutta una serie di attività. Infine sono stati rimossi i tetti alle rimesse in denaro e parzialmente liberalizzati i trasporti. Le stesse fonti, comunque, sottolineano che l impatto effettivo di tali misure dipenderà dal varo o meno di riforme concrete a Cuba, comprese quelle riguardanti l interscambio c o m m e rc i a l e. ROMA, 19. Nuovi drammi dell immigrazione al largo delle coste europee. Una bambina siriana di cinque anni è morta oggi nel naufragio del barcone su cui viaggiava al largo della Grecia. Altri tredici migranti, che si trovavano sullo stesso barcone, sono stati soccorsi. Poche ore prima una petroliera aveva soccorso 102 persone, recuperando al contempo sette cadaveri, tra i quali quello di un bambino, mentre quattro donne incinte Prima di salire a bordo dell automobile con cui ha raggiunto l a e ro - porto di Fiumicino, il Papa è stato salutato anche dai monsignori Peter Bryan Wells e José Avelino Bettencourt, rispettivamente assessore e capo del Protocollo della Segreteria di Stato. In precedenza, nella serata di venerdì 18, come è ormai tradizione alla vigilia di ogni partenza, Francesco si era recato nella basilica romana di Santa Maria Maggiore per affidare alla Vergine il suo decimo viaggio internazionale. Accolto dal capitolo liberiano e dal cardinale arciprete Santos Abril y Castelló, il Pontefice ha deposto davanti all immagine della Salus populi Romani un mazzo di fiori e si è trattenuto in p re g h i e r a. Poche ore dopo quando in Italia era notte la rete televisiva statunitense Cnn ha trasmesso una videointervista nel corso della quale il Papa, dialogando con cinque studenti cubani e cinque statunitensi invitati da Scholas occurrentes, ha affrontato diversi temi: dalla tutela dell ambiente al dialogo tra i due Casa Bianca e Cremlino pronti a dialogare sulla Siria Alla ricerca di una strategia comune WASHINGTON, 19. Svolta sulla Siria. Mosca e Washington sono pronte al dialogo per trovare una strategia comune nella lotta contro l avanzata dei jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is). Il segretario alla Difesa, Ashton Carter, e il suo omologo russo, Serghiei Shoigu, hanno avuto ieri un colloquio nel quale hanno concordato sulla necessità di avviare quanto prima un confronto su questioni militari. Questo mentre, secondo l intelligence statunitense, le forze armate russe avrebbero spostato quattro caccia nella base siriana di Latakia, ulteriore conferma del crescente impegno del Cremlino nella re g i o n e. Poche ore prima del colloquio tra Carter e Shoigu, il segretario di Stato americano, John Kerry, in visita a Londra, aveva confermato che il presidente Barack Obama spera che i colloqui diretti con la Russia sul suo coinvolgimento militare in Siria possano tenersi molto presto. «Il presidente ritiene che una conversazione a livello militare sia un importante prossimo passo e credo, auspicabilmente, che questo avverrà a breve», aveva detto Kerry. La stampa russa ha poi ripreso una dichiarazione rilasciata all agenzia Ria Novostia dalla portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, secondo la quale il Governo di Mosca è aperto a discutere con quello di Washington «tutte le questioni di interesse comune, compresa la Siria». La dichiarata volontà russa e statunitense di collaborare apre ora scenari nuovi, anche se non mancano da parte statunitense preoccupazioni per il coinvolgimento russo, e anche se restano profonde divergenze sulla valutazione del ruolo di Al Assad. Washington auspica infatti che in una futura eventuale transizione politica siriana il presidente non abbia alcun ruolo. Diverso il giudizio del Cremlino, secondo cui sarebbe invece importante includere anche Assad. Nel frattempo, si è conclusa a Damasco la missione di due giorni Altri migranti muoiono annegati nel Mediterraneo mentre l Ungheria annuncia il richiamo dei riservisti Nuove tragedie stando alle testimonianze dei superstiti erano risultate ancora disperse. «Ci trovavamo a 22 miglia nautiche a nordest di Tripoli quando, intorno alle nove del mattino, abbiamo avvistato un gruppo di persone in mare» ha raccontato un ufficiale a bordo della petroliera. «Erano vicino a un gommone che si era sgonfiato e su cui erano adagiati sette cadaveri, tra cui quello di un bambino piccolo» ha aggiunto il testimone. La petroliera ha quindi allertato la Migranti al confine tra Grecia ed ex-repubblica Jugoslava di Macedonia (Afp) popoli, dall istruzione dei giovani, alla ricerca della pace. «Costruire ponti e sbloccare, affinché ci sia comunicazione, affinché la comunicazione dia luogo all amicizia»: è questo uno degli obiettivi indicati da Francesco ai giovani. E lo stesso itinerario del viaggio papale simboleggia un ponte ideale tra due Paesi che per molto tempo si sono guardati con diffidenza. «Una delle cose più belle ha detto tra l altro ai giovani di Cuba e degli Stati Uniti è l amicizia sociale. È questo che mi piacerebbe che otteniate: l amicizia sociale». Incoraggiandoli poi a prendere l iniziativa il Pontefice ha aggiunto: «La paura paralizza. Voi muovetevi. Ci sono tante cose da fare. Il futuro è nelle vostre mani. È lì. Portatelo avanti». Significativa la conclusione del videocollegamento. Parlando delle tragiche conseguenze dei conflitti sulla vita dei bambini, il Papa ha sottolineato che essi hanno invece «diritto a giocare. Diritto alla gioia». E ha quindi benedetto un ulivo nella cui terra è stato posto un proiettile consegnatogli da un giovane proveniente da un Paese in guerra. La visita più lunga e più attesa Oltre ogni contrapp osizione PAGINA 7 GA E TA N O VALLINI A PA G I N A 7 Guardia costiera e ha portato i superstiti al porto di Tripoli. Le autorità italiane hanno comunicato oggi che sono oltre duemila i profughi e rifugiati che, nelle ultime 24 ore, sono stati soccorsi nel tentativo di raggiungere dalla Libia le coste europee. Nel complesso sono state effettuate otto operazioni; la nave di Medici senza frontiere ha soccorso oltre 750 persone che si trovavano a bordo di tre piccole imbarcazioni. Da segnalare anche la Torna al voto la Grecia Ultimo atto LUCA M. PO S S AT I A PA G I N A 2 Un uomo tra le macerie di Aleppo (Reuters) dell inviato dell Onu per la Siria, Staffan de Mistura, che ha incontrato il ministro degli Esteri, Walid Al Muallem, ma non Al Assad, come in precedenti occasioni. Fonti siriane citate dalle agenzie di stampa riferiscono che il Governo ha accettato di «andare avanti» con il piano di de Mistura. Al Muallem ha comunicato all esp o- nente delle Nazioni Unite la disponibilità a inviare una delegazione a Ginevra nelle prossime settimane, possibilmente nella prima settimana di ottobre, per iniziare colloqui di pace con l opposizione alla presenza di osservatori internazionali. La delegazione si dividerebbe in quattro gruppi, secondo la proposta di de Mistura. Questi ha suggerito che ogni gruppo affronti un tema distinto, a cominciare dal terrorismo e dal processo politico. nave Dattilo, che in queste ore ha portato in salvo almeno persone. Si fa intanto sempre più complessa la situazione nei Balcani e in Europa centrale. L Ungheria ha sequestrato ieri un treno che trasportava migranti dalla Croazia: le forze di sicurezza di Budapest hanno disarmato quaranta agenti di scorta della polizia croata e arrestato il conducente. I migranti sono stati portati in un centro di registrazione. Il portavoce del Governo ha smentito una dichiarazione di Zagabria che sosteneva che il trasporto fosse stato concordato. Inoltre Budapest ha deciso oggi di richiamare i riservisti per «gestire la situazione dell immigrazione di massa» come riporta una nota dell Esecutivo di Viktor Orbán. E sempre oggi le autorità ungheresi hanno fatto sapere che la barriera di filo spinato di 41 chilometri alla frontiera con la Croazia è stata completata. Gli altri 330 chilometri del confine con la Croazia sono segnati dal fiume Drava, difficilmente valicabile dai migranti. La polizia slovena ha intanto cominciato stamane a far entrare nel Paese gruppi di migranti in attesa alla frontiera con la Croazia, in corrispondenza del valico di Rigonce- Harmica. Nella stessa zona, ieri sera, si erano verificati incidenti: la polizia aveva sparato gas lacrimogeni contro gruppi di profughi. Zagabria prevede l arrivo di almeno profughi nelle prossime ore. NOSTRE INFORMAZIONI Il Santo Padre ha nominato l Eminentissimo Cardinale Salvatore De Giorgi, Arcivescovo emerito di Palermo, Suo Inviato Speciale alla celebrazione conclusiva del V centenario della creazione della Diocesi di Lanciano (attualmente Arcidiocesi di Lanciano-Ortona), prevista per il 22 novembre Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all ufficio di Ausiliare della Diocesi di Koszal i n - Ko łobrzeg (Polonia), presentata da Sua Eccellenza Monsignor Paweł Cieślik, Vescovo titolare di Britonia, in conformità ai canoni 411 e del Codice di Diritto Canonico.

2 pagina 2 L OSSERVATORE ROMANO domenica 20 settembre 2015 La bandiera con il logo della conferenza di Parigi accanto a quella europea e a quella francese (Reuters) di LUCA M. PO S S AT I La Grecia torna al voto Ultimo atto È un clima di delusione e frustrazione quello che caratterizza la vigilia delle elezioni politiche greche in programma per domani, domenica 20 settembre. A fronteggiarsi sono principalmente due partiti: Syriza di Alexis Tsipras e Nea Dimokratia di Evangelos Meimarakis. Dalle urne dovrà uscire il Governo chiamato a far rispettare il memorandum d intesa siglato nei mesi scorsi con i creditori internazionali (Ue, Fmi e Bce). I greci, dunque, dovranno eleggere un Governo il cui programma è, in buona parte, obbligato: un Governo ad hoc. Per capire a fondo la portata del voto di domenica occorre tuttavia fare un passo indietro e ripercorrere le principali tappe della lunga crisi greca. Atene è stata obbligata a chiedere aiuti internazionali nel 2010 quando si è trovata sull orlo del fallimento, appena nove anni dopo essere entrata nell euro. È stato il Paese che più di tutti gli altri ha subito il contraccolpo della grave crisi economica esplosa nel settembre del 2008 con il fallimento di Lehman Brother, la banca d affari statunitense divenuta negli anni il simbolo della finanza selvaggia. Atene ha ricevuto più di trecento miliardi di euro in aiuti internazionali dall Unione europea. Ma questi sono stati concessi a condizioni molto severe, con un programma che ha incluso pesanti tagli al bilancio e forti aumenti delle tasse. Da quel momento è iniziato per il popolo greco un cammino lungo e difficile. L economia si è inabissata: il pil (prodotto interno lordo) è sceso del 25 per cento in cinque anni. Drastico il taglio degli impieghi: la disoccupazione è arrivata a toccare il 26 per cento della forza lavoro (che in maggioranza non riceve nessun sussidio), gli stipendi sono calati del 38 per cento e le pensioni del 45 per cento. Nelle condizioni attuali, circa il 18 per cento dei greci non ha soldi sufficienti per alimentarsi e il 32 per cento vive sotto la soglia di povertà. Inoltre, poiché la maggior parte dei fondi di salvataggio è stata usata per pagare i debiti, non c è stata nessuna forma di pianificazione degli investimenti alle imprese In questa situazione, la Grecia è diventata la culla del risentimento antieuropeo. La rabbia della popolazione è cresciuta. E nella scia anche di questa rabbia è aumentato il consenso per la sinistra radicale, soprattutto per Syriza, la formazione guidata dal carismatico Alexis Tsipras, che infatti ha stravinto le elezioni del gennaio Syriza prometteva una battaglia senza tregua contro l austerità dei «tecnocrati» europ ei. Ciò nonostante, dopo mesi di negoziati con i suoi creditori internazionali e nonostante la vittoria al referendum di luglio nel quale i greci hanno bocciato l accordo, Tsipras è stato costretto ad accettare le durissime condizioni di un nuovo piano di salvataggio triennale da 85 miliardi. Con il Paese sull orlo della bancarotta, il 14 agosto scorso il Parlamento ha approvato il salvataggio. Quasi un terzo dei 149 parlamentari di Syriza si è rifiutato di sostenerlo e il premier si è dimesso, aprendo così la strada alle quinte elezioni politiche in sei anni. Ultimo atto di questa vicenda, il voto di domenica appare alquanto incerto. Gran parte dei greci che nel referendum avevano votato contro il salvataggio sono delusi. In questi mesi Tsipras ha cercato di modificare la propria linea politica, mostrandosi più attento alle richieste dell Europa e conscio degli obblighi della diplomazia. Una soluzione che però non è piaciuta agli elettori. E sarà proprio questa fetta di scontenti a condizionare le urne. Alcuni riferisce «The Guardian» sembrano attratti dalla sinistra ancor più radicale, altri persino dal partito di estrema destra Alba dorata. Gli indecisi, come dimostrano i sondaggi, sono ancora tanti: circa il per cento degli aventi diritto. Lo scenario migliore per l E u ro - pa, l Fmi e i mercati è che dal voto esca un Governo delle larghe intese o moderato. Chiunque vinca dovrà cercare alleati per una maggioranza. E dovrà farlo rapidamente: i creditori premono perché il programma di riforme vada avanti, prima di concedere i crediti. C è poi l emergenza immigrazione: il flusso di profughi e rifugiati verso le coste elleniche è nettamente aumentato. Meimarakis ha già teso la mano a Tsipras, che però ha detto di non voler lavorare con Nea Dimokratia. Il rischio è che vada al potere una coalizione debole, e che quindi il voto non sia servito a nulla. I mercati crollerebbero e la Grexit (l uscita di Atene dalla moneta unica) tornerebbe di attualità. C è però, dietro tali scenari, un interrogativo che resta in sospeso: di chi è la responsabilità? Un responsabile, in realtà, non va cercato nelle istituzioni, nazionali e sovranazionali, né va individuato nella moneta unica. Per comprendere bisogna allargare lo sguardo e ripercorrere la storia degli ultimi t re n t anni. Come sostengono molti studiosi, a partire dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso il capitalismo avanzato è entrato in una nuova fase caratterizzata dalla globalizzazione del capitale e dall impetuoso sviluppo della tecnologia. Una frattura storica e sociale, che ha prodotto nuove forme di esclusione e di disuguaglianza, su scale molto più ampie e finora sconosciute. La mutilata economia greca, la crescita dei disoccupati cronici e l immigrazione sono solo alcuni riflessi di uno stesso fenomeno. Ma siamo forse ancora lontani dal capire il vero senso di questa rivoluzione. Come risposta ai mutevoli scenari regionali I ministri dell Ambiente dell Ue puntano a un accordo ambizioso e dinamico Obiettivo Parigi BRUXELLES, 19. Alla prossima conferenza sul clima di Parigi si dovrà raggiungere «un accordo mondiale che sia ambizioso, vincolante legalmente e dinamico» con l obiettivo di «controllare il riscaldamento globale per mantenerlo sotto i due gradi». Questo il messaggio lanciato ieri dai ministri dell Ambiente dell Unione europea, che, in un meeting in Lussemburgo, hanno definito la posizione comunitaria in vista della conferenza di fine novembre. Per ottenere tale obiettivo, secondo i ventotto, le emissioni di inquinanti Oltre 8000 i morti dall inizio del conflitto in Ucraina Missione a Kiev del segretario della Nato Il Parlamento giapponese approva la riforma delle leggi di difesa TO KY O, 19. Il Giappone volta pagina in materia di sicurezza: abbandona la posizione pacifista degli ultimi 70 anni e sposa un ruolo più attivo per le sue forze armate fortemente voluto dal premier, Shinzo Abe, nonostante le manifestazioni di protesta dell opp osizione. La Camera Alta ha approvato a notte fonda la riforma con 149 voti a favore e 90 contrari, dopo il via libera di luglio della Camera Bassa. Le leggi di difesa consentiranno, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, l uso della forza a sostegno di alleati attaccati all e s t e ro. «Continueremo a spiegare le ragioni delle nuove leggi sulla sicurezza al KI E V, 19. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, visiterà per la prima volta, lunedì e martedì prossimi, l Ucraina dove proseguono gli sforzi diplomatici per tentare di trovare una soluzione al conflitto nell est del Paese. Stoltenberg, invitato dal presidente ucraino, Petro Poroshenko, si recherà a Lviv e a Kiev. Secondo un comunicato reso noto a Bruxelles, oltre al capo di Stato ucraino, nel corso della missione Stoltenberg incontrerà il primo ministro, Arseniy Yatseniuk, e il presidente del Parlamento di Kiev, Volodymyr Hroisman. Il segretario dell Alleanza atlantica avrà anche una riunione al consiglio nazionale per la Sicurezza e la Difesa ucraino. Stoltenberg e Poroshenko apriranno anche le esercitazioni congiunte Civilian Consequence Management Exercise Ukraine Germania, Francia, Russia e Ucraina (i Paesi del cosiddetto formato Normandia) hanno recentemente compiuto dei progressi nel confronto sul processo di pace ucraino, in particolare sulle questioni sensibili inerenti alle elezioni amministrativo locali e sul ritiro delle armi pesanti dalla linea del fronte tra esercito di Kiev e i separatisti. Il Membri dello staff parlamentare contano i voti (Reuters) devono raggiungere il loro picco non più tardi del 2020 per poi ridursi entro il 2050 di almeno il cinquanta per cento rispetto ai livelli del 1990 e arrivare vicino allo zero entro il Come ha spiegato la presidente di turno del Consiglio ambiente dell Ue, il ministro lussemburghese Carole Dieschbourg, «con questo mandato l Europa intende facilitare un accordo globale accettabile da tutti». La strada è aperta per «un accordo ambizioso, consistente e dinamico, con cicli di revisione che conflitto ucraino sarà al centro di un vertice dei quattro Paesi il 2 ottobre a Parigi. D altra parte, la necessità di trovare una soluzione pacifica alla crisi è dettata dall alto numero di vittime provocate dal conflitto. Infatti, sono oltre 8000 le persone morte nel sud-est ucraino dall inizio della guerra nell aprile del Lo ha detto ieri a Kiev Christof Heyns, relatore speciale dell Onu per le esecuzioni extragiudiziarie, sommarie e arbitrarie, precisando che la maggior parte delle vittime sono civili e denunciando che «entrambe le parti» in conflitto «piazzano i propri mezzi militari e la propria artiglieria in centri abitati». Inoltre, il conflitto ha provocato un gelo tra Kiev, sostenuta da Stati Uniti e Unione europea, e Mosca che invece appoggia i ribelli separatisti nelle regioni russofone ucraine. In aggiunta alle sanzioni occidentali nei confronti del Cremlino, in settimana il Parlamento di Kiev ha varato ulteriori misure contro la Russia per le elezioni convocate dai ribelli nel Donbass. Nella blacklist figurano oltre 400 persone e 90 entità legali ritenute responsabili di azioni criminali contro l Ucraina. pubblico», ha commentato stamani alla televisione Abe, provato ma visibilmente soddisfatto, aggiungendo, che si tratta di leggi «necessarie per la pace». Consapevole dell imp op olarità delle misure nel Paese, il premier ha motivato da sempre la mossa come la risposta ai mutevoli scenari regionali, in particolare, dalla minaccia nucleare e missilistica della Corea del Nord. La solida maggioranza Liberaldemocratici-Komeito, cui s è unito il sostegno di tre piccoli partiti d opposizione, ha retto all onda d urto emotiva e agli appelli di autorevoli giuristi e di migliaia di dimostranti. colmeranno il divario fra gli obiettivi di riduzione a breve termine e quelli a lungo termine» ha detto il ministro. Il vero lavoro, ha concluso «inizierà dopo Parigi; sono sicura che l Ue rispetterà responsabilmente i propri impegni e c è il potenziale per ridurre le emissioni inquinanti». La XXI conferenza (Cop21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici si terrà a Parigi dal 30 novembre all 11 dicembre del L obiettivo della conferenza è quello di concludere, per la prima volta in oltre vent anni di mediazione da parte delle Nazioni Unite, un accordo vincolante e universale sul clima, accettato da tutte le Nazioni. Dovrebbe trattarsi stando alle intenzioni degli organizzatori dell accordo che sostituirà il protocollo di Kyoto, il trattato internazionale adottato nel Christiana Figueres, direttrice del programma per i cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, si è detta ottimista sugli esiti della conferenza. Finora ben 62 Paesi hanno presentato un piano preliminare per la riduzione delle emissioni di gas serra. Se l intesa tra i leader globali dovesse essere raggiunta, quasi certamente si eviterebbe un aumento delle temperature di cinque gradi nei prossimi decenni, livello considerato catastrofico dagli esperti climatici. Inoltre ha spiegato la responsabile Figueres anche l India, il Brasile, l Indonesia e altre economie emergenti sono ora più propense a ridurre le emissioni di gas serra. I Paesi già industrializzati dal canto loro si impegneranno a finanziare molti programmi grazie a un fondo di cento miliardi di dollari all anno. Figueres ha spiegato che la conferenza di Parigi ha più probabilità di successo rispetto alla conferenza di Copenaghen, conclusasi con un clamoroso fallimento. Decreto del Governo italiano dopo la chiusura del Colosseo Beni culturali servizi essenziali Turisti in fila in attesa di visitare il Colosseo chiuso per un assemblea sindacale (Ansa) ROMA, 19. Colosseo chiuso per assemblea sindacale. Ieri mattina cinquemila turisti hanno dovuto attendere almeno tre ore di fronte ai cancelli prima di poter accedere. Serrati anche altri importanti siti archeologici della capitale. Oggetto dell assemblea: il mancato pagamento dei salari accessori, incluse le festività, la riorganizzazione delle sovrintendenze e l insufficienza di p ersonale. La vicenda, che ha fatto rapidamente il giro del mondo anche attraverso i social network, ha avuto un immediato effetto politico. «La misura è colma» ha dichiarato il ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini. «La cultura deve essere tutelata, proprio adesso che stiamo investendo più soldi, nella legge di Stabilità, per i Beni culturali» ha aggiunto. Sulla stessa linea il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che su twitter ha dichiarato: «Non lasceremo la cultura ostaggio dei sindacati». In serata il Governo ha approvato un decreto legge che equipara i beni culturali ai servizi pubblici essenziali. Di conseguenza in futuro per riunirsi in assemblea o per proclamare un agitazione sindacale i lavoratori dovranno chiedere l a p p ro - vazione del Garante degli scioperi, la speciale commissione di istituita con la legge 146 del «Non è un diritto in meno ai sindacati ha spiegato Renzi ma un diritto in più agli italiani e agli stranieri». Immediata la replica dei sindacati. La Cgil ha parlato della possibilità di una nuova mobilitazione in ottobre sulla questione occupazionale e sulle riforme del settore. Crescita lenta dell economia in Francia PARIGI, 19. L agenzia Moody s ha abbassato ieri il rating della Francia da A ad AA2, segnalando una «crescita lenta» del Paese e un debito alto per i prossimi cinque anni. «La ripresa economica in Francia ha già dimostrato di essere significativamente più lenta e Moody s crede che rimarrà così, paragonata alla ripresa osservata nel corso degli ultimi decenni», ha sottolineato l agenzia di rating, che poi ha segnalato «l alto tasso di disoccupazione strutturale, i margini di profitto deboli e la rigidità nel mercato del lavoro». L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum Città del Vaticano o r n e o s s ro m.v a w w w. o s s e r v a t o re ro m a n o.v a POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt GI O VA N N I MARIA VIAN direttore responsabile Giuseppe Fiorentino v i c e d i re t t o re Piero Di Domenicantonio cap oredattore Gaetano Vallini segretario di redazione Servizio vaticano: Servizio internazionale: Servizio culturale: Servizio religioso: Servizio fotografico: telefono , fax w w w. p h o t o.v a Segreteria di redazione telefono , fax s e g re t e r i o s s ro m.v a Tipografia Vaticana Editrice L Osservatore Romano don Sergio Pellini S.D.B. direttore generale Tariffe di abbonamento Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198 Europa: 410; $ 605 Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665 America Nord, Oceania: 500; $ 740 Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30): telefono , fax , , d i f f u s i o n o s s ro m.v a Necrologie: telefono , fax Concessionaria di pubblicità Il Sole 24 Ore S.p.A. 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3 domenica 20 settembre 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 3 Un momento degli scontri tra forze israeliane e palestinesi a Hebron (Ansa) TEL AV I V, 19. Alta tensione al confine tra Israele e la striscia di Gaza. Le forze israeliane hanno effettuato ieri sera diversi raid aerei in risposta al lancio di razzi dal territorio palestinese. Due ordigni sono stati infatti intercettati dal sistema di difesa anti-missilistica Iron Dome recentemente dispiegato nel sud di Israele. Questa nuova fiammata di violenze al confine con Gaza è avvenuta al termine di una giornata di pesanti scontri tra israeliani e palestinesi a Gerusalemme. La tensione è riesplosa nei quartieri arabi della città, allargandosi poi a gran parte della Cisgiordania. Per far fronte ai disordini, il Governo israeliano ha deciso di richiamare un numero imprecisato di riservisti della Guardia di frontiera. I rabbini capo di Israele David Lau e Yitzhak Yosef hanno rivolto un appello ai leader religiosi islamici e di altre religioni per «lavorare insieme per arrestare immediatamente la violenza a Gerusalemme e nei Violenti scontri a Gerusalemme Tensione tra Israele e Gaza suoi dintorni». Ieri mattina la polizia ha dispiegato circa 4500 agenti aumentando i controlli nell area circostante la moschea di Al Aqsa. Secondo quanto riportato dall agenzia Maan, il premier palestinese Rami Hamdallah è stato fermato dai militari israeliani all ingresso di Gerusalemme est. Hamdallah si stava recando alla moschea di Al Aqsa per la preghiera del venerdì. I primi scontri però non sono avvenuti nell area della moschea di Al Aqsa, dove c è stata una relativa calma, bensì alla Porta di Damasco. Sempre secondo l agenzia palestinese Maan, ci sarebbero decine di feriti, tra i quali molti intossicati dai gas lacrimogeni. I fatti più gravi sono L attacco della coalizione ha provocato quindici morti Intensi raid sul centro di Sana a Yemeniti a Sana a sui luoghi delle esplosioni (Ansa) SANA A, 19. I caccia della coalizione guidata dall Arabia Saudita hanno bombardato oggi la sede del ministero dell Interno dello Yemen e altri edifici nel centro di Sana a causando la morte di quindici persone. Secondo fonti locali, il ministero è stato fatto bersaglio di almeno dieci attacchi, nell ambito dell offensiva per strappare la capitale ai ribelli huthi. Distrutte anche diverse case nella zona di Fulahi, nella vecchia Sana a. I Paesi della coalizione a guida saudita e le forze fedeli al presidente Abd Rabbo Mansour Hadi hanno intensificato i raid nelle ultime settimane. Colpita anche la residenza dell ambasciatore dell Oman, il cui Governo ha protestato. A Sana a la situazione è molto difficile: il ministero della Sanità controllato dagli huthi ha denunciato che non ci sono le medicine per curare i feriti e la mancanza di carburante rende impossibile far muovere le ambulanze. E, ieri, 14 soldati governativi yemeniti sono morti in un raid aereo compiuto per errore da caccia della coalizione che sostiene lo stesso Governo del presidente Hadi. Lo ha riferito la televisione Al Jazeera, citando fonti tribali dello Yemen centrale. Il raid è avvenuto nei pressi di Harib, nella provincia di Maarib a sud-est di Sana a. Inoltre, tre operai edili sono rimasti uccisi e 28 feriti ieri in Arabia Saudita, vicino al confine con lo Yemen, quando i loro alloggiamenti sono stati colpiti da razzi provenienti da oltre frontiera lanciati dai ribelli huthi. Lo ha riferito la Protezione civile saudita. L agenzia saudita Spa precisa che i tre uccisi erano lavoratori stranieri. Diversi bombardamenti sono stati compiuti sul territorio saudita dagli huthi da quando, nel marzo scorso, le autorità di Riad hanno lanciato un offensiva contro i ribelli. Dopo avere ripreso la città portuale di Aden, nel sud del Paese, le forze governative appoggiate dalla coalizione a guida saudita stanno cercando di riconquistare Sana a, che da un anno è controllata dagli stessi huthi. accaduti nel quartiere di Armon ha- Natziv: secondo la polizia, tre agenti di frontiera sono stati feriti da una bottiglia molotov lanciata da palestinesi provenienti dal vicino rione di Jabel Mukhaber. Due, secondo la fonte, i palestinesi arrestati. Poi, via via, i disordini si sono estesi nei quartieri arabi: a Ras el- Amud, sul monte Scopus, nel campo Guidato da Sherif Ismayl Nuovo Esecutivo egiziano IL CA I R O, 19. Ha prestato giuramento oggi il nuovo Governo egiziano guidato dal premier Sherif Ismayl. L Esecutivo è stato leggermente ridotto di tre ministeri (su 36) e conta quindici nuovi titolari. Cinque i ministri che hanno mantenuto le loro posizioni, tra cui Sameh Choukry agli Esteri, Magdy Abdel Ghaffar agli Interni e Sdki Sobhi alla Difesa. Il premier Ismayl ha presentato giovedì al presidente egiziano, Abdel Fattah Al Sisi, i nomi delle persone da lui candidate a ricoprire incarichi ministeriali nel suo Esecutivo. Al Sisi aveva chiesto di «affrettare i tempi» e «affrontare subito i temi più spinosi in agenda» come quello della mancanza di servizi denunciato da alcune parti del Paese. Il nuovo Governo avrà il compito di combattere la corruzione nelle istituzioni statali, proseguire le riforme avviate negli ultimi mesi. Intanto, l esercito egiziano è impegnato da 12 giorni nel nord del Sinai in una vasta operazione contro i gruppi jihadisti presenti nella zona. Secondo quanto riporta il giornale «Al Ahram», solo negli ultimi rastrellamenti tra Al Arish e Rafah sono stati uccisi 17 terroristi e altri 62 sono stati arrestati. I militari hanno inoltre disinnescato 53 ordigni esplosivi. profughi di Shuafat e al valico di Qalandya, in direzione di Ramallah. In Cisgiordania cortei di "solidarietà" alle proteste sono avvenuti a Betlemme, Tulkarem, Ramallah, Nablus e Hebron, dove l esercito israeliano ha disperso i dimostranti con gas lacrimogeni. Altri incidenti a Beit Umar (nei pressi di Hebron) e a Silwad (vicino Ramallah). Da Stati Uniti e Unione europea Sostegno all a c c o rd o sul Governo libico TRIPOLI, 19. Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti auspicano che l a c c o rd o per la nomina dei candidati per il Governo di concordia nazionale in Libia, da raggiungere prima di domani, venga «avallato dalle parti prima della fine di settembre, affinché questi possano insediarsi quanto prima, e comunque non oltre il 21 ottobre, secondo le aspettative di tutti i libici». Lo si legge nella nota congiunta dei sei Paesi. Piena fiducia sulla tornata negoziale del dialogo politico guidato dalle Nazioni Unite in corso a Skhirat, in Marocco, è stata espressa dai sei Paesi che hanno ribadito il pieno sostegno al rappresentante speciale dell Onu per la Libia, Bernardino León. «La comunità internazionale afferma ancora la nota congiunta condanna fermamente ogni tipo di violenza e di intimidazione nei confronti di qualunque parte coinvolta nel processo di dialogo. Coloro i quali mirano a far deragliare il processo saranno ritenuti responsabili e dovranno rispondere delle proprie azioni». Il tempo a disposizione della Libia per affrontare le proprie criticità umanitarie, economiche e di sicurezza, compresa la diffusione di gruppi affiliati al cosiddetto Stato islamico e di organizzazioni criminali coinvolte nel Perdite tra le forze governative e quelle dell Amisom Al Shabaab all offensiva nel sud della Somalia MO GADISCIO, 19. Le milizie radicali islamiche somale di Al Shabaab sono all offensiva nel sud della Somalia, dove hanno ottenuto nell ultima settimana successi contro le forze governative e quelle dell Amisom, la missione dell Unione africana. Due giorni fa hanno riconquistato Janale, nel Basso Shabelle, novanta chilometri a sud della capitale Mogadiscio. A Janale avevano attaccato una base congiunta dell Amisom e dell esercito somalo, uccidendo dodici militari ugandesi e diversi soldati governativi e catturandone un numero imprecisato. Ieri hanno continuato ad avanzare, attaccando due basi militari a Yaqbariweyne, più a nord-ovest, e uccidendo, secondo fonti locali, almeno sette soldati. Ciò nonostante, il presidente somalo, Hassan Mohamud ha sminuito il rilievo dell offensiva del gruppo jihadista, dichiarando ieri che le sue recenti vittorie «non significano una ripresa in grande stile dell i n s u r re - zione» e sostenendo che le aree in questione «non sono di interesse strategico». Al Shabaab era stata dichiarata sconfitta due anni fa dopo essere stata costretta a cedere il controllo, che aveva mantenuto per anni, di Chisimaio, seconda città e secondo porto del Paese, in seguito a un offensiva dell Amisom in cui erano confluite le truppe del Kenya inviate in precedenza per un operazione autonoma in Somalia. Da allora, però, Al Shabaab ha più volte dimostrato di mantenere intatta la sua pericolosità, non solo con gli attentati in patria e all estero, soprattutto proprio in Kenya, ma anche sul piano più propriamente militare. Esponenti di Al Shaabab a Mogadiscio (Afp) I primi casi di contagio registrati un mese fa Colera nei campi profughi della Nigeria traffico di esseri umani, «sta scadendo» dice la nota. In considerazione delle prossime festività dell Eid, «riteniamo cruciale che tutte le parti nel processo approvino un accordo definitivo sugli esponenti del nuovo Governo di concordia nazionale prima della fine di settembre». Inoltre, i Governi di Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti riaffermano il proprio sostegno in favore di una Libia unita, sovrana e indipendente. La comunità internazionale è pronta a fornire una significativa assistenza umanitaria, economica e di sicurezza a una Libia unita non appena il Governo sarà stato formato. «È evidente concludono i sei Paesi che stiamo procedendo verso un processo di riconciliazione in Libia, e nessuna delle parti dovrebbe temere tale sviluppo». Nel frattempo, però, un commando di quattro miliziani jihadisti ha fatto esplodere ieri una bomba e poi ha fatto irruzione nell a e ro - porto di Mitiga, alle porte di Tripoli, uccidendo tre poliziotti di guardia alla struttura, al cui interno si trova una prigione. L obiettivo dell attacco, peraltro fallito, era di liberare i detenuti, ha spiegato un responsabile della sicurezza. I jihadisti hanno rivendicato l attacco con un messaggio su Twitter. ABUJA, 19. Casi di colera si stanno registrando nei campi degli sfollati dello Stato nordorientale nigeriano del Borno, quello che da cinque anni a questa parte è stato maggiormente investito dalle sistematiche atrocità perpetrate dal gruppo jihadista Boko Haram. Secondo quanto riferito dall asso ciazione Medici senza frontiere (Msf) i primi contagi sono stati accertati un mese fa in uno dei campi di Maiduguri, la capitale del Borno dove hanno cercato rifugio più di un milione e mezzo di sfollati. Msf aggiunge che in tre settimane la malattia si è diffusa in altri due campi della città. Dati relativi al 16 settembre riportano 172 casi di contagio in atto, con sedici decessi. Dal 10 al 15 settembre, 187 pazienti, il 64 per cento dei quali giudicati in gravi condizioni, sono stati ricoverati nel centro di Msf per il trattamento del colera, che ha una capacità di cento posti letto. Soltanto nella giornata del 13 settembre, sono stati ricoverati cinquanta pazienti. I casi meno gravi sono stati trattati in strutture ambulatoriali per la reidratazione orale. In collaborazione con le autorità sanitarie della regione, Msf sta fornendo servizi medici e logistici di emergenza per combattere l epidemia. Contemporaneamente, a fine agosto Msf ha rafforzato le proprie attività per migliorare l igiene e i servizi igienici e sanitari nel campo in cui sono apparsi i primi casi di colera (clorazione delle fonti idriche, fornitura di soluzione di cloro per il lavaggio delle mani, disinfezione dell abitazione a seguito dell identificazione di un caso). L equipe di esperti ha lavorato anche nel secondo campo colpito, dove ha identificato una fonte di acqua contaminata e, a metà settembre, ha avviato lo stesso tipo di operazione nel terzo campo. Msf lamenta in proposito l insufficiente presenza di organizzazioni internazionali durante le frequenti situazioni di emergenza nello Stato del Borno, in particolare proprio nell area di Maiduguri, come detto la zona con la stragrande maggioranza di persone sfollate a causa del lungo conflitto tra l esercito nigeriano e Boko Haram. In grande maggioranza si tratta di bambini. Secondo l ultimo rapporto diffuso due giorni fa dall Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l infanzia, sono ormai oltre un milione e quattrocentomila i bambini costretti a lasciare le loro case, in molti casi da soli, dopo aver perso i genitori, dagli attacchi di Boko Haran nel nord-est della Nigeria e nei Paesi confinanti. Metà di loro hanno meno di tre anni di età. Solo negli ultimi cinque mesi ci sono stati altri cinquecentomila bambini sfollati. La maggioranza di loro, oltre un milione e duecentomila, si trovano nei tre Stati nordorientali nigeriani dove più intensa è da anni l azione di Boko Haram, cioè appunto il Borno, lo Yobe e l Adamawa. Altri sono stati costretti a fuggire in Camerun, Ciad e Niger, Paesi a loro volta investiti, soprattutto nell ultimo anno, da incursioni e attentati di Boko Haram. L Unione africana sosp ende il Burkina Faso ADDIS ABEBA, 19. L Unione africana (Ua) ha annunciato la sospensione con effetto immediato del Burkina Faso dopo il colpo di Stato militare di tre giorni fa e sanzioni contro i suoi autori. L Ua non ha quindi atteso i possibili risultati del tentativo di mediazione avviato sempre ieri, per conto della Comunità economica degli Stati dell Africa occidentale, dal presidente del Senegal, Macky Sall, e da quello del Benin, Thomas Yayi Boni. La decisione è avvenuta dopo una riunione di urgenza tenuta ieri dal Consiglio di pace e di sicurezza dell Ua. A quanto riferito dal rappresentate ugandese, Mull Katende, l azione dei militari guidati dal generale Gilbert Dienderé, comandante del Reggimento per la sicurezza presidenziale (Rsp), è stata giudicata «un atto terroristico che come tale va trattato». Il Consiglio ha invitato la Commissione esecutiva dell Ua a compilare un elenco di tutti gli ufficiali dell Rsp definiti appunto «elementi terroristici». Secondo gli statuti dell Unione africana, ogni Stato membro in cui si verifica «un cambiamento di potere incostituzionale» viene sospeso dall o rg a n i z z a z i o n e fino al ritorno dell ordine costituzionale. Il colpo di Stato ha destabilizzato il processo di transizione avviato lo scorso anno dopo le proteste popolari che avevano portato alla caduta e alla fuga dell ex presidente Blaise Compaoré, del quale Dienderé è considerato un fedelissimo.

4 pagina 4 L OSSERVATORE ROMANO domenica 20 settembre 2015 Un nuovo volume racconta la basilica di San Pietro lungo i secoli La tomba dell Ap o s t o l o è quasi una radice celata nella terra di Roma Che ha fatto crescere nei secoli questo monumento capitale della cristianità Michelangelo critica i deambulatori come se fossero un invenzione di Sangallo Anche se sicuramente sa che erano stati progettati da Bramante e parzialmente realizzati da Raffaello A rc h i t e t t i c o n t ro di ottobre 1549, un mese prima della D CHRISTOPH LUITPOLD FROMMEL morte dell ottantaduenne Paolo, un opo la morte di Sangallo, nel breve che gli concede plenipotenza settembre 1546, Paolo III vuole che Michelangelo diventi ne curiale e la garanzia che il proget- indipendente da ogni altra istituzio- subito suo successore, ma l artista settantunenne, che ha Nel 1513 Bramante aveva leggerto non sarebbe mai più cambiato. appena finito gli affreschi della Cappella mente prolungato i bracci laterali Paolina, superato due malattie e perso due della croce rispetto al coro, e per irrobustire i pilastri già Sangallo aveva amici intimi, si sente stanco e dice «non sono architectore». Ancora nel 1555 ripete cominciato a chiudere le loro nicchie. Dopo aver rialzato il pavimento «fui messo a forza nella fabbrica di San Pietro», e nel 1557 «fui contra mia voglia ed eliminato il colonnato del deambulatorio, Sangallo aveva anche riar- con grandissima forza messo da Paolo nella fabbrica di San Pietro». A novembre ticolato la parte bassa dell abside interna del braccio meridionale e vi 1546 fa un primo piccolo modello di legno e argilla in cui deve già aver ridotto drasticamente il progetto sangallesco. del grande ordine con nicchie d alta- aveva fatto alternare paraste semplici Michelangelo critica i deambulatori come invenzione di Sangallo, anche se sicuramente sa che erano stati progettati da Bramante e parzialmente realizzati da Raffaello. Non si serve delle fondazioni esterne di quello meridionale e torna non solo alla pianta centrale che stava tanto a cuore al Papa ma anche alla semplicità dei bracci della croce del progetto esecutivo di Giulio II. Il Papa sa benissimo che il preteso risparmio di soldi e tempo è esagerato. Si fida però quasi incondizionatamente di Michelangelo che lo convince a sacrificare una buona parte della fabbrica realizzata nel corso dei quarant anni passati. Nell estate 1547 il Papa incarica Michelangelo di un modello più grande, probabilmente già simile al progetto poi realizzato. Michelangelo sa che un futuro Papa può nuovamente cambiare tutto e ottiene, il 10 re distinte da edicole. Michelangelo ora convince il Papa ad abbattere la maggior parte del coro di Bramante. Taglia anche i due bracci laterali delle quattro cappelle angolari per far entrare luce diretta da ogni lato, come nel progetto di Giulio II. Per migliorarne al massimo l illuminazione, elimina i frontoni previsti da Sangallo per le edicole delle absidi. Dopo aver concentrato i primi anni all interno dei due bracci laterali, della Cappella del Re di Francia e dell imp eratore, Michelangelo si dedica, dalla fine del 1553 circa, al corpo esterno e al tamburo; solo allora deve fissare ogni rispettivo dettaglio. Nell estate del 1556 il braccio meridionale è arrivato fin sotto la trabeazione e il braccio settentrionale fin sopra le edicole inferiori. All esterno Michelangelo ritorna al sistema di Bramante, ma ne intensifica la corrispondenza con l interno. L o rd i n e gigante è ugualmente largo 12 palmi ma è corinzio, come quello dell interno, e rialzato su un alta zona basamentale. La sua trabeazione non deve più nascondere le finestre della volta, è quindi solo leggermente più snello di quello interno e le sue basi sono attiche. Nelle costole esterne della cupola Michelangelo segue il duomo fiorentino del venerato Brunelleschi. Le fa continuare nelle colonne e nelle mensole binate della Arnolfo di Cambio, Statua di San Pietro (fine XIII secolo, navata centrale, particolare) lanterna in cui varia quella propria della Cappella Medicea. La sottigliezza quasi metafisica dell interno del tamburo e della cupola contrasta con la loro corporeità esterna con il forte contrasto di luce e ombra. Piatte finestre si alternano con paraste binate d un ordine parimenti corinzio che aggetta nella trabeazione tripartita e continua nelle costole della cupola, che sembra leggera e quasi sospesa. Già nel suo modello Sangallo aveva previsto paraste più tozze e pilastri più massicci rispetto ai progetti di Giulio II e Leone X. Michelangelo riduce invece l espansione gerarchica dello spazio, con cui Bramante aveva tentato di creare un atmosfera edificante e religiosa. Evoca però nella maggiore luminosità e nella materialità ridotta dell interno della cupola e delle parti superiori delle absidi uno spirito più aperto al divino. La sua luce è ancora più diretta e intensa di quella bramantesca, e in certe ore accecante come quella che fa cadere san Paolo da cavallo. Estende il ritmo trionfante dei progetti bramanteschi perfino al tamburo e immagina il San Pietro, quindi, piuttosto come un monumento al trionfo della Chiesa e del papato che come espressione di un cristianesimo riformato concetto opposto all ammonimento di san Paolo e di Vittoria Colonna che il vero tempio sia il cuore del credente. «Per cattolici eretici e infedeli» di dell intera spiritualità della basilica «E GIANFRANCO RAVA S I potrebbe essere assunta la celebre ssendo la Chiesa di San Pietro cata alla fine della navata centrale e statua bronzea di San Pietro collo- quasi matrice di variamente datata dagli studiosi tutte le altre (dal V al XIII secolo). Il principe doveva haver degli apostoli è assiso su una cattedra marmorea di origine posteriore un portico che per l appunto dimostrasse di ricevere a braccia aperte (XV secolo), con le chiavi nella mano sinistra e con la destra sollevata maternamente i Cattolici per confermarli nella credenza, gl H e re t i c i nel gesto benedicente e oratorio. per riunirli alla Chiesa, e gl Infedeli Tutti conoscono quel suo piede destro consumato dal bacio dei fedeli, per illuminarli alla vera fede». Sia pure con la mentalità e il linguaggio del suo tempo, Gian Lorenzo re dei fedeli verso colui che ha espressione di un secolare converge- rice- Bernini quando scriveva queste righe che illustravano l originalità e la simbolicità del suo colonnato, coglieva l anima intima della basilica di San Pietro, il suo essere luogo di fede, orizzonte di bellezza e segno dell intera cristianità. Dall apice supremo della croce, che sulla cupola si leva a 133,30 metri dal suolo, scendendo fino alle profondità sotterranee delle grotte e della necropoli vaticana, percorrendo i 186,86 metri dell asse basilicale, abbracciando i metri quadri della superficie, si distende davanti ai nostri occhi un vero e proprio codice architettoni- Con la mentalità e il linguaggio del tempo Gian Lorenzo Bernini descrive l originalità e la simbolicità del suo colonnato vuto da Cristo l investitura ad essere la guida visibile del suo gregge nel fluire della storia. Lo sguardo, perciò, sale necessariamente dalla statua alle scritte a mosaico in lettere turchine su fondo oro poste alla base della cupola, alte ciascuna ben di ANTONIO PAOLUCCI Di fronte alla Pietà di San Pietro che Michelangelo firmò e datò all anno 1499, la prima impressione è quella che Giorgio Vasari (Le Vite, 1550) registra quando scrive: «È un miracolo che un sasso, da principio senza forma nessuna, si sia mai ridotto a quella perfezzione che la natura a fatica suol formar nella carne». Bisogna riconoscere che la sensazione che provò il Vasari è la stessa che provano, quasi cinque secoli dopo, le migliaia di turisti che ogni giorno sfilano davanti a quella scultura. L opera sta davanti ai nostri occhi come un gioiello: pura, levigata, lucente. Ammiriamo lo splendore degli incarnati, il prodigio dei panneggi trattati con infinita perizia e pensiamo anche noi, come l autore delle Vite, che oltre nell arte dello scolpire è impossibile andare. Fermiamoci di fronte alla Pietà di San Pietro e ancora seguiamo la descrizione impareggiabile che ne dà il Michelangelo, «Pietà» (1499, Cappella della Pietà) Lo stupore di Vasari Vasari: «Alla quale opera non pensi mai scultore, né artefice raro, poter aggiungere di disegno né di grazia, né con fatica poter mai di finitezza, pulitezza e di straforare il marmo tanto con arte, quanto Michelagnolo vi fece, perché si scorge in quella tutto il valore et il potere dell arte. Fra le cose belle [che] vi sono, oltra i panni divini suoi, si scorge il morto Cristo: e non si pensi alcuno di bellezza di membra e d artificio di corpo vedere uno ignudo tanto ben ricerco di muscoli, vene, nerbi, sopra l ossatura di quel corpo, né ancora un morto più simile al morto di quello. Quivi è dolcissima aria di testa, et una concordanza nelle appiccature e congiunture delle braccia e in quelle del corpo e delle gambe, i polsi e le vene lavorate, che in vero si maraviglia lo stupore, che mano d artefice abbia potuto sì divinamente e propriamente fare in pochissimo tempo cosa sì mirabile». Il commento dello storico aretino è vivo, commosso, al tempo stesso tumultuoso e straordinariamente preciso. Aderisce alla scultura come un occhio che guarda, come una mano che accarezza. È felicità ed è stupore. Si susseguono le parole «grazia», «finitezza», «pulitezza» che si contrappongono a «fatica» e «artificio». L artista Vasari gode, si direbbe in modo quasi tattile, di quel «marmo straforato tanto con arte», si ferma intimidito di fronte ai panni che altro non sa definire se non «divini» e poi si incanta con splendida elencazione da anatomista pittore (muscoli, vene, nervi, «sopra l ossatura», i «polsi e le vene lavorate», le «appiccature e congiunture delle braccia») davanti al corpo di Cristo. Quel corpo di cui si ricorderà Raffaello nella Deposizione B o rg h e s e e Caravaggio nella grande tela che era nella Chiesa Nuova di Roma e oggi è custodita nella Pi- È tale la perfezione formale della Pietà che verrebbe da dire che essa si spiega solo con se stessa Ma è una suggestione pericolosa perché nulla è fuori dalla storia nacoteca Vaticana; un corpo che ora, alla metà del XVI secolo, affascina il Vasari per la «dolcissima aria di testa». Tale è la perfezione formale di questa opera, così forte l effetto di cosa mai vista prima, effetto così bene testimoniato dalle parole vasariane, che verrebbe da dire che quella scultura si spiega solo con se stessa. È una suggestione comprensibile ma pericolosa dalla quale è necessario guardarsi. Perché nessuno è fuori della storia, neanche Michelangelo. co, pittorico, scultoreo interamente dedicato a cantare Cristo e il suo Apostolo che qui concluse la sua esistenza nel martirio. La lettera ai Corinzi, scritta verso l anno 95 dal Papa Clemente I, Pontefice della Chiesa di Roma dall 88 al 97, evocava questa fine tragica di Pietro e di Paolo, mentre lo storico Eusebio di Cesarea nel IV secolo, in una pagina della sua Storia Ecclesiastica citava la testimonianza di Gaio, un presbitero romano del II secolo, il quale non solo confermava il martirio romano dei due Apostoli, ma anche ne ricordava i t ro f e i, cioè i monumenti funebri eretti sui luoghi della loro morte. Idealmente, quindi, la basilica di San Pietro si leva su questo fondamento che è storico e simbolico al tempo stesso. La tomba dell Apostolo è quasi la radice germinale celata nella terra di Roma che ha fatto crescere nei secoli, attraverso diverse stagioni architettoniche, artistiche, ecclesiali e spirituali questo monumento capitale della cristianità. Perciò, potremmo assumere, quasi a emblema di questa vicenda secolare, il famoso graffito inciso su un frammento minuscolo di intonaco di pochi centimetri (3,2 x 5,8), proveniente dal cosiddetto muro rosso della necropoli vaticana: in esso si leggono sette lettere greche, attestazione di fede e di devozione di un antico visitatore, Petr eni. La loro decifrazione, pur discussa, rimane comunque suggestiva, sia come affermazione, Petr[os] eni, «Pietro è qui», sia come invocazione, Petr[os] en i [ re n e ], «Pietro in pace». E, sempre per stare a un livello ideale, come sintesi simbolica 1,41 metri: tv es petrvs et svper hanc petram aedificabo ecclesiam meam et tibi dabo claves regni caelorvm ( «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e ti darò le chiavi del Regno dei cieli»). Il libro Sarà presentato il 21 settembre presso la Sala San Pio X, in via della Conciliazione a Roma il volume edito da Fmr - Gruppo Utet Grandi Opere, La Basilica di San Pietro (Bologna, 2015, pagine 200) a cura di Pasquale Iacobone. Il libro si avvale, tra l altro, di una prefazione del cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro, di un saggio introduttivo del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura, e delle fotografie di Aurelio Amendola. Alla presentazione, introdotta da Marco Castelluzzo, amministratore delegato Utet Grandi Opere, interverranno il cardinale Raffaele Farina, il curatore del volume e responsabile dipartimento arte e fede del Pontificio consiglio della Cultura e il professor Antonio Paolucci, storico dell arte e direttore dei Musei Vaticani.

5 domenica 20 settembre 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 5 Pubblichiamo uno stralcio della lettera pastorale dell arcivescovo di Chieti-Vasto intitolata «La misericordia, cuore del Vangelo, anima della Chiesa» e ispirata alla parabola evangelica del padre misericordioso. di BRUNO FORTE Marc Chagall «Il ritorno del figliol prodigo» Duecentocinquanta anni dalla nascita di Gregorio XVI Vita da monaco In cammino verso il Padre misericordioso L abbraccio dopo l esilio Davanti a questo padre stanno i due figli. Si presenta per prima la figura del figlio più giovane, quello che ha voluto gestire la propria vita per conto suo. In che cosa è consistito il suo peccato? «Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise fra loro le sostanze». Ciò significa che il figlio prodigo è colui che non vuol saperne del padre nella gestione della propria esistenza. Chiunque abbia conosciuto un esperienza di peccato e di conversione sa che cosa significa voler gestire la vita per conto proprio come se Dio non esistesse, perfino dimenticandosi di Lui. La prima tappa, l inizio della conversione, consiste nel percepire l esilio esteriore, nell a v v e r t i re che si sta male. Questa condizione dice che normalmente la conversione inizia da una molla egoistica: si sta male e si vorrebbe star meglio. «Allora rientrò in se stesso e disse: quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza, io invece...» (Luca, 15, 17). La percezione dell esilio esteriore si congiunge al ricordo della patria, di una casa dove c è pane in abbondanza perfino per i salariati. Questo ci fa capire perché è sempre importante evangelizzare la misericordia, affinché a nessuno manchi la possibilità del ricordo dolce e salutare della patria lontana. Tra la propria miseria e il ricordo di un abbondanza perduta viene profilandosi così il terzo momento dell itinerario della conversione: la percezione dell esilio interiore. È necessario accorgersi che la radice profonda del male è la separazione da Dio: «Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te, non sono più degno di essere chiamato tuo figlio». Alle origini del peccato c è l aver voluto gestire la propria vita diventando ricchi di sé, ma poveri di Dio e, alla fine, poveri di se stessi. Nascono così il no al passato e il sì al futuro di Dio per noi: dopo aver avvertito il dolore dell esilio interiore bisogna avere speranza e credere che è possibile una vita nuova. Ricordando la patria dell amore occorre dire un sì al futuro, nella certezza che il Padre possa farci ricominciare da capo, in modo nuovo e impensato per noi. Allora, diventa necessario andare effettivamente dal Padre. È la decisione senza la quale la conversione resterebbe un pio desiderio, senza tradursi nella vita nuova che cambia il destino di una persona. È un mettersi oramai completamente a disposizione del Padre «Tr a t t a m i come uno dei tuoi salariati» un non voler gestire più la propria vita, perché a gestirla sia Lui, il Padre misericordioso. È il passo che conduce all incontro della riconciliazione: il sacramento del perdono è appunto questo incontro della nostra povertà, riconosciuta e confessata, con l a m o re infinito del Dio che perdona e rende liberi attraverso il ministero della Chiesa. C è infine l altro figlio, in cui alcuni riconoscono il popolo dell elezione, Israele, amato da sempre come primogenito e chiamato non meno degli altri a tornare al cuore divino ricco di misericordia, accomunato ai fratelli più giovani dalle braccia accoglienti del Padre. Il figlio maggiore è rimasto sempre in una situazione di vicinanza fisica al padre: eppure, la reazione che ha fa capire che BE L L U N O, 19. Ricorrevano ieri, venerdì, i 250 anni della nascita di Bartolomeo Alberto Cappellari, il futuro Papa Gregorio XVI. Per l occasione, il vescovo di Belluno-Feltre, Giuseppe Andrich, ha celebrato una messa nella cattedrale, nel corso della quale ha ricordato l elemento distintivo della vita del Pontefice che, preso con i voti il nome di fra Mauro, condusse sempre «una vita da monaco». Gregorio XVI, ha detto il presule, «ha combattuto la buona battaglia della fede. Ha promosso l esperienza della vita consacrata per la dimensione religiosa di tutti i cristiani. Ha lavorato per le missioni diffondendo la bella professione di fede davanti a molti testimoni». La Chiesa ha celebrato in passato il centesimo e il centocinquantesimo anniversario della morte del Pontefice, avvenuta nel Nella prima occasione fu Paolo Dalla Torre, studioso del pontificato di Gregorio XVI, ad affermare che «con l andare degli anni risulta sempre più chiara la grandezza del Papa bellunese». Nel 1996 animatore del convegno celebrativo fu Giorgio Maggioni, che al Pontefice dedicò in particolare uno studio relativo ai colloqui che ebbe con lo zar Nicola I di Russia. la sua vicinanza esteriore non è stata vicinanza del cuore. Si può vivere tutta la vita nella casa di Dio e non amare Dio. Quel che conta veramente è l essere interiormente innamorati di Dio, in sintonia piena con Lui. Che cosa accade, dunque, al figlio maggiore? Nel ritorno a casa dal lavoro sente le musiche, s informa, si adira, decide di non entrare in casa: insomma, non perdona al padre di aver perdonato al fratello. Il figlio maggiore vuole gestirsi la vita, farsi arbitro e giudice del bene e del male né più né meno di come ha fatto il prodigo. Anche in questo caso il padre mette da parte la propria dignità. Esce da casa per convincerlo, va da lui quasi a chiedere perdono del suo amore. Il figlio dice cose giuste (cfr. Luca, 15, 29-30). E tuttavia, davanti al suo atteggiamento di giudizio il Padre lo invita a uscire dalla logica del merito e del profitto per entrare nella logica dell amore: «Questo tuo fratello era morto, ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato: perciò bisognava far festa». Il figlio maggiore si è messo al posto di Dio. Il padre lo invita, invece, a non giudicare secondo i pesi della ragione e del torto, a far pendere tutto dalla parte dell amore più grande. E noi? Resta a questo punto da sapere che cosa avverrà, perché la parabola non dice come vanno a finire le cose: come continuerà la vita del figlio più giovane, una volta tornato, e che cosa accadrà nella vita del figlio maggiore? Qui si può avanzare un ipotesi. Probabilmente la parabola termina qui, perché deve Nelle moschee di Francia Porte aperte alla pace PARIGI, 19. Un occasione per diffondere un messaggio di pace e fratellanza e far conoscere il volto rassicurante di un islam aperto e rispettoso della libertà religiosa. È l intenzione con cui un imp ortante organizzazione musulmana, l Unione delle moschee di Francia, si appresta a vivere la trentaduesima edizione delle Giornate europee del patrimonio in programma per questo fine settimana, sabato 19 e domenica 20 settembre. Appuntamento che vede l apertura straordinaria al pubblico, attraverso anche visite guidate, di luoghi di culto, monumenti, giardini e istituzioni culturali. In Francia, si calcola, saranno coinvolti circa siti. Tra questi, appunto, anche alcune importanti e storiche moschee come quella di Lione e quella di Saint- Etienne, intitolata a Mohammed VI re del Maro cco. Per l Unione delle moschee di Francia si tratta di un «momento di condivisione», come recita un comunicato dell o rg a n i z z a z i o n e. L invito, ha spiegato il suo presidente Mohammed Moussaoui, è continuare nella vita di ognuno di noi. Dobbiamo essere noi la vivente sequentia sancti Evangelii, il seguito del santo Vangelo della misericordia. Che cosa sarà la vita di un uomo dopo che si è convertito dalle ricchezze alla povertà e ha accettato di dare il primato incondizionato a Dio nella propria vita? Quale sarà il futuro di chi passasse attraverso una tale conversione? E quale se invece non facesse passi in tal senso? È quanto ciascuno dovrebbe cercare di comprendere, chiedendosi con umiltà e fiducia: in quale dei due figli mi riconosco di più? in quale delle tappe del loro cammino? in quale dei loro atteggiamenti? A tutti è chiesto di convertirsi alla misericordia e di esercitare con l aiuto del Signore le opere di misericordia (quelle fisiche: dar da mangiare agli affamati e da bere agli assetati, alloggiare i pellegrini e vestire gli ignudi, visitare gli infermi e i carcerati, seppellire i morti; e quelle spirituali: consigliare i dubbiosi e illuminare chi non sa, ammonire chi sbaglia e consolare gli afflitti, perdonare le offese e sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti). Alla Chiesa è chiesto di accompagnare con amore ogni cammino verso la misericordia del Signore e in particolare quello di chiunque si sia sentito o si senta escluso dall abbraccio del Padre di misericordia e del Suo popolo (come per esempio i divorziati risposati, cui occorre annunciare sempre che Dio non ha cessato di amarli e che essi non hanno smesso di far parte della Sua famiglia). quello di «vivere lo spirito di questi giorni consentendo ai nostri cittadini di scoprire non solo la ricchezza delle moschee», da un punto di vista puramente architettonico, «ma anche il messaggio di pace e fratellanza che promuovano la pratica e l insegnamento dell'islam del giusto mezzo, aperto al mondo e desideroso di garantire il rispetto della diversità religiosa e intellettuale all interno del nostro Paese». Un modo ulteriore, dunque, per abbattere i muri della diffidenza reciproca e abbracciare la strada del dialogo e dell inclusione culturale, unico antidoto al diffondersi di una cultura dell intolleranza e della violenza. Temi che in Francia, teatro in tempi recenti di attentati terroristici di matrice fondamentalista, sono frequentemente all o rd i n e del giorno. Per Moussaoui, che in passato è stato anche presidente del Consiglio francese del culto musulmano, l Unione delle moschee «ha invitato i leader musulmani a cogliere questa opportunità per far conoscere, soprattutto ai giovani, la ricchezza del nostro patrimonio nazionale collocandolo in una narrazione storica comune e inclusiva e per scoprire il patrimonio di altre tradizioni religiose, nonché la pluralità delle scelte dei cittadini in materia di religione o di credo». Orientamenti pastorali dei vescovi calabresi sulla pietà popolare Fo r z a da illuminare di GI O VA N N I ZAVAT TA «Ogni organizzazione mafiosa è il rovescio di un autentica esistenza credente e l antitesi a una comunità cristiana ed ecclesiale. Seppur colorata di religiosità o di moralismo, la prassi mafiosa è sempre atea e antievangelica». Lo scrive la Conferenza episcopale calabra nelle conclusioni degli Orientamenti pastorali intitolati Per una nuova evangelizzazione della pietà popolare diffusi i primi di settembre al termine della riunione della sessione estiva, svoltasi a Catanzaro, che ha fra l altro portato all elezione del nuovo presidente, monsignor Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro-Squillace. Un punto fermo, inequivocabile, quello del no senza condizioni alla ndrangheta, che deve essere «chiaramente annunciato (soprattutto quando le letture lo permettono)» nella predicazione e nelle varie forme e gradi del ministero della Parola. Espressione di fede, la pietà popolare nella terra di Calabria «ha lasciato radici profonde, sostenendo per secoli l impeto della tormenta. Le nostre Chiese locali hanno già compiuto un lungo percorso di valorizzazione e purificazione della pietà e delle devozioni, ma siamo certi si afferma nel documento che lo spirito della nuova evangelizzazione ci porterà a un rinnovato impegno nella direzione indicata». I vescovi intendono offrire principi e linee guida con particolare riferimento alle celebrazioni liturgiche e sacramentali, alle devozioni popolari, alle figure del padrino e della madrina nei sacramenti di iniziazione cristiana, ai testimoni nella celebrazione delle nozze cristiane, al rito delle esequie, alle feste popolari e alle processioni sacre. Quando si parla di pietà, religiosità o devozione popolare s intende richiamare la genuina fede cristiana, ricca di valori religiosi e storicoculturali. Essa nasce dalla liturgia e di essa si nutre, fa approdare il popolo di Dio alla preghiera, «e per questo ne costituisce un vero tesoro, segno dell attiva presenza dello Spirito Santo nella Chiesa e rappresenta un contributo popolare alla riflessione teologica e pastorale». In certi casi la pietà popolare diventa una forza, «proprio per la carica di nuova evangelizzazione che è in grado d imprimere a una Chiesa che si autopercepisce oggi come in uscita missionaria, nonché alla pratica religiosa e alla stessa pietà liturgica». Ma va incanalata e illuminata dal Vangelo di Cristo e dalla tradizione vivente della Chiesa, soprattutto «tenuta al riparo da eventuali usi impropri e illeciti, o addirittura immorali e peccaminosi». Ciò è possibile solo se le comunità ecclesiali operano una permanente azione formativa e catechetica, e un attenta vigilanza, «onde evitare ambiguità fuorvianti e compromessi, misurando sempre le forme esteriori e storiche con il metro della Parola di Dio e dell insegnamento ecclesiale». Con riferimento a determinate espressioni di religiosità popolare (processioni, feste, pellegrinaggi), è il vescovo, con i propri organismi collegiali di partecipazione e corresponsabilità, l unico idoneo ribadiscono gli orientamenti a valutare la realtà dei fatti e a indicare le possibili soluzioni finalizzate a evitare abusi o degenerazioni. La scelta del padrino o della madrina per il battesimo e la cresima, così come dei testimoni di nozze, «va preventivamente valutata in chiave strettamente spirituale e l idoneità deve essere certificata dal parroco». Andrebbero individuate persone credenti e praticanti che «s impegnano a vivere nella fede della Chiesa e nella morale illuminata dal Vangelo di Cristo». Va da sé che individui condannati con sentenza definitiva per reati di ndrangheta e simili, o che risultino affiliati o contigui ad associazioni mafiose, non possono vedersi rilasciato dalle autorità ecclesiastiche il permesso di fungere da padrino o madrina. Stesso metro per le feste religiose popolari e le processioni: soggetti con problemi penali, civili, tributari e amministrativi, dichiarati colpevoli da sentenze passate in giudicato, non possono far parte del comitato organizzatore né avere una partecipazione attiva relativamente all aspetto economico e gestionale, ma neanche figurare tra i portatori di statue e simulacri. Precise indicazioni vengono poi dettate riguardo lo svolgimento di feste e processioni. Per esempio, «le statue del Cristo, della Vergine o dei santi, anche nei momenti di sosta, non devono mai g u a rd a re case, persone, edifici, a eccezione di ospedali e case di cura con degenti parro cchiani». Ma una mentalità perversa non si cambia soltanto vietando o limitando. Occorre formare e catechizzare le coscienze. È questa «la vera ri- sposta dei cattolici alla non religiosità e al paganesimo che si manifestano, da parte di alcuni, con la voluta ignoranza, la supponenza, il disprezzo, perfino con violenze criminali, volendo essi dominare anche le forme di pietà popolare ed estendere il proprio controllo sulle manifestazioni religiose». La Conferenza episcopale calabra che come Chiesa di Dio lascia aperte le porte all accoglienza del peccatore pentito, alla conversione dei mafiosi attraverso «un reale e pubblico cambiamento» propone infine alcune tracce operative praticabili a livello diocesano e parrocchiale. Tra gli obiettivi, un piano di formazione sistematica per il clero, i seminaristi e le persone di vita consacrata sui temi della giustizia, dell educazione alla legalità e dell imp egno civico, uno sportello di advocacy (con professionisti volontari) al quale indirizzare segnalazioni e denunce di violazioni e soprusi, un servizio di sostegno economico, psicologico e spirituale alle vittime della mafia e della criminalità. Occorrerebbe inoltre incentivare il dibattito culturale sui temi sociali, assumere sino in fondo la responsabilità dei bambini, dei ragazzi e dei giovani «pensando a una pastorale realmente nuova, capace di coniugare conoscenze, testimonianze ed esperienze», e dotare la parrocchia di un oratorio o di un centro di aggregazione sociale utilizzando anche beni confiscati alla ndrangheta.

6 pagina 6 L OSSERVATORE ROMANO domenica 20 settembre 2015 Appello di leader cristiani e musulmani Per la liberazione degli ostaggi in Medio oriente Un appello per «la liberazione di tutti gli ostaggi, i civili rapiti e leader religiosi, e il ritorno sicuro degli sfollati interni e dei rifugiati alle loro case e proprietà» è stato lanciato il 3 settembre da leader religiosi cristiani e musulmani del Medio oriente, riunitisi ad Atene su invito del patriarca ecumenico Bartolomeo I, sul tema «Uniti contro la violenza in nome della religione». Organizzato con la collaborazione del Centro per il dialogo interreligioso e interculturale re Abdullah Bin Abdulaziz (Kaiciid), e con il sostegno del ministero degli Affari esteri greco, l incontro si è concluso con una dichiarazione congiunta nella quale i partecipanti si impegnano «all unanimità a favorire tutte le iniziative e le azioni volte a sostenere i diritti di cittadinanza di tutti i popoli, cristiani, musulmani e di altri gruppi religiosi ed etnici, in Medio oriente». La dichiarazione prende atto di come l espansione del conflitto nella regione ne minacci la diversità religiosa e culturale. Esso mina anche la pacifica convivenza tra i cittadini, tra cui cristiani, musulmani e gli altri gruppi religiosi ed etnici. Centinaia di migliaia di persone «sono sottoposte a violenza brutale e terribili tormenti, costrette a fuggire dalle loro case», persino «abusate e uccise da estremisti violenti». E in proposito i leader religiosi denun- L arcivescovo di Lucca mons. Italo Castellani unitamente al suo Presbiterio e ai fedeli laici della Diocesi annuncia il Pasquale transito dell amato mons. BRUNO TOMMASI arcivescovo emerito di Lucca Nella fede della luce del Risorto lo affidiamo alla misericordia e all amicizia del Padre. Vescovo e pastore di profonda fede, di intensa carità e straordinaria umanità è stato un autentico testimone del Vangelo per tutti coloro che lo hanno incontrato ed amato. L Eucaristia con il rito delle esequie si terrà lunedì 21 settembre alle ore nella chiesa Cattedrale di Lucca. struggono la comunione tra i seguaci di diverse religioni e tra i seguaci della stessa fede». Mentre, al contrario «le nostre religioni chiedono la pace e la convivenza». «Parlando con una sola voce», le autorità intervenute ad Atene hanno quindi aggiunto «che ogni patrimonio religioso e culturale è un tesoro insostituibile e parte integrante della cultura araba e del Medio oriente, radicata nella sua storia, e contribuisce alla vitalità e alla diversità di queste comunità». Da qui la riaffermazione unanime del fatto che i cristiani e le altre comunità religiose ed etniche «costituiscono parte integrante e inscindibile della diversità religiosa e culturale del Medio oriente», il cui contributo è «essenziale per la formazione della comune identità mediorientale». Seguono la denuncia «con la massima fermezza» delle persecuzioni e la condanna di quanti «manipolano la religione per giustificare la violenza contro le persone di altre fedi» e per dissacrarne i luoghi e i simboli più rappresentativi. Dopo aver espresso «incrollabile solidarietà» alle comunità perseguitate, la dichiarazione ribadisce l impegno «a lavorare insieme per costruire attivamente la pace con la giustizia, e a fare tutto quanto in nostro potere» per favorire le condizioni in cui i perseguitati «possano vivere in libertà e dignità in Medio oriente come cittadini a pieno titolo». Si tratta, spiegano i leader religiosi, di un appello congiunto anzitutto «ai responsabili politici della regione» affinché preservino «la diversità all interno delle loro società»: e in secondo luogo ai mass media a «non associare gli atti terroristici commessi in nome della religione con nessuna religione». In tale La gente diceva di lui che era il vescovo dalle mani bucate, perché la sua generosità verso i poveri era proverbiale. Si racconta che un giorno non avendo nulla da offrire a un bisognoso, dette i suoi francobolli per le lettere, perché li rivendesse. Questa grande carità di monsignor Pio Alberto del Corona è stata ricordata dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, presiedendo la sua beatificazione in rappresentanza di Papa Francesco, sabato mattina, 19 settembre, nella chiesa di San Francesco a San Miniato. Domenicano, vescovo di San Miniato e fondatore delle congregazione delle suore domenicane dello Spirito Santo, in lui «l a m o re verso Dio si rifletteva» in un «atteggiamento di bontà verso il prossimo, bisognoso di accoglienza e di aiuto». Il beato era solito dire di essere contento «quando non aveva nemmeno uno spicciolo nel cassetto». I suoi prediletti erano i malati e i detenuti, da lui visitati e aiutati. Papa Francesco, nella lettera apostolica di beatificazione, lo chiama «pastore di anime secondo il cuore di Cristo, testimone sollecito e umile del Vangelo». Il beato, infatti, ha detto il porporato, «fu un pastore, che, come diceva san Gregorio Magno, dialogava con Dio ciano come gli «atti efferati di questi estremisti violenti» derivino da «idee che sono totalmente incompatibili con le nostre culture e la nostra storia comune», contraddicendo gli «autentici insegnamenti religiosi». Di conseguenza tali idee «danneggiano l immagine delle nostre religioni». Di più: «questi crimini dicontesto c è anche spazio per il plauso a quelle «voci che si levano» e a quelle «iniziative comuni avviate nella regione per sostenere e rafforzare il tessuto sociale fondato sui principi di cittadinanza comune». Come del resto fanno gli stessi capi religiosi a livello locale, anzitutto sostenendo chi si sforza di arginare «i tentativi di segregare le comunità religiose e di favorire i conflitti», e in secondo luogo agevolando «progetti di sviluppo locale comuni per aiutare le diverse comunità a incontrarsi, collaborare e costruire la fiducia». La dichiarazione si conclude con un rinnovato «appello ai leader religiosi e politici, così come alla società civile a prendere una posizione forte contro il crescente estremismo violento e il terrorismo che minacciano secoli di convivenza pacifica in Medio oriente». Presente anche il segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso Miguel Ángel Ayuso Guixot, che rappresentava la Santa Sede in qualità di founding observer del Kaiciid. Il missionario comboniano ha partecipato anche all incontro con il corpo diplomatico svoltosi in serata, nel quale ha auspicato «che la comunità internazionale», come spesso invocato da Papa Francesco, sia «in grado di trovare mezzi appropriati ed efficaci soluzioni politiche per porre fine alla sofferenza di tante persone di diverse religioni e culture». Conferenza del cardinale Tauran a Buenos Aires sul dialogo fra le religioni Insieme contro la guerra Beatificato a San Miniato il vescovo Pio Alberto del Corona Mani bucate senza dimenticare gli uomini e dialogava con gli uomini senza dimenticare Dio. La sua presidenza pastorale era un autentico servizio». Nell esercitare il ministero episcopale si realizzarono in lui le parole di Ezechiele, quando parla del buon pastore che conosce le sue pecore. Il vescovo del Corona «ha servito la sua diocesi con generosità, facendosi modello di virtù per i suoi fedeli e per le sue figlie spirituali». Egli ha «imitato in pieno Gesù buon pastore, che percorreva le città e i villaggi, insegnando, predicando il vangelo del regno, confortando e risollevando tutti coloro che erano stanchi e sfiniti dalle fatiche della vita». Il beato, ha affermato il cardinale, tenne in grande considerazione la formazione dei seminaristi impartendo personalmente le lezioni di alcune materie. «Visitava le parrocchie ha detto confessava, predicava, si batteva contro il vizio della bestemmia. Dovunque si recasse suscitava consensi». Quando giungeva nelle comunità, vestito di bianco, il vescovo «veniva accolto come un angelo. Anche le sue omelie sembravano parole celesti». Talvolta, nelle visite pastorali «confessava dalle quattro Francesco è partito alla volta dell Avana dall a e ro p o r t o di Fiumicino alle di sabato 19 settembre. Dopo il congedo dalla residenza di Santa Marta, il Papa ha raggiunto in automobile lo scalo romano, dove è stato salutato, tra gli altri, dall arcivescovo Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia. Accompagnano il Pontefice in questo viaggio il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato; gli arcivescovi Angelo Becciu, sostituto, e Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati; il prefetto della segreteria per la Comunicazione, monsignor Dario Edoardo Viganò, che è anche direttore A sua Eccellenza On. Sergio Mattarella Presidente della Repubblica Italiana Palazzo del Quirinale Roma Nel momento in cui mi accingo a compiere la mia visita pastorale a Cuba e negli Stati Uniti, mosso dal desiderio di incontrare i fratelli nella fede e gli abitanti di quelle nazioni, mi è gradito rivolgere a lei signor presidente e all intero popolo italiano l espressione del mio beneaugurante saluto che accompagno con cordiali auspici di pace e di prosperità. FRANCISCUS P P. «Cerchiamo di lavorare insieme per costruire ponti di pace e promuovere la riconciliazione soprattutto nelle zone in cui musulmani e cristiani soffrono insieme l orrore della guerra». Perché l obiettivo primario è «dimostrare che le religioni non sono la causa dei conflitti, ma parte della loro soluzione». È l invito fatto dal cardinale presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, Jean-Louis Tauran, in occasione della conferenza internazionale che si è svolta a Buenos Aires il 18 e il 19 settembre sul tema «Promuovere una cultura di rispetto reciproco e di solidarietà umana fra i fedeli delle religioni». L incontro è stato organizzato dal dicastero vaticano insieme all Islamic Educational, Scientific and Cultural Organization in coordinamento con il Governo argentino e con l Islamic Organization for Latin America and the Caribbean. Erano presenti anche il cardinale arcivescovo di Buenos Aires, Mario Aurelio Poli, il presidente dell Istituto per il dialogo interreligioso di Buenos Aires, Omar Abboud, membri del Forum of Heads of Islamic Cultural Centers and Associations in Latina America and the Caribbean, rappresentanti di varie religioni e di organizzazioni internazionali. Nel saluto che ha aperto i lavori, il porporato ha evidenziato «i due punti cardinali» che devono guidare il dialogo fra le religioni: «mutuo rispetto e amicizia solidale». I credenti di ogni religione, ha detto, sono chiamati «a lavorare uniti per la giustizia, la pace e il rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona» sentendosi «particolarmente responsabili delle necessità dei più bisognosi: poveri, malati, orfani, migranti, vittime della tratta delle persone e tutti coloro che soffrono qualsiasi forma di dipendenza». Nel ricevere il riconoscimento «Huésped de Honor» della città di Buenos Aires, il cardinale Tauran ha sollecitato le autorità governative, politiche e religiose «a collaborare per trovare soluzioni adeguate alle difficili sfide di oggi in un mondo sempre più precario». Parlando ai partecipanti alla conferenza e richiamando le parole di Papa Francesco, il porporato ha sottolineato che se è vero che la «vita è un cammino», è altrettanto vero che si tratta di un «cammino che non si può percorrere da soli». Insieme, quindi, si deve lavorare per affrontare gravi sfide come le minacce per l ambiente, la crisi globale dell economia, la disoccupazione, le famiglie divise forzatamente, e contribuire a rimuovere le cause della violenza tra i credenti. La cooperazione interreligiosa, infatti, nel mondo contemporaneo, «non si può più considerare come un opzione facoltativa, ma come una necessità. Essere religiosi oggi ha affermato il porporato è possibile solo essendo interreligiosi». del mattino fino a mezzanotte, con brevi intervalli». Si metteva anche a disposizione dei fedeli per far comprendere i riti della messa. Nelle lettere pastorali insisteva sulla preghiera come mezzo decisivo per rafforzare la fede. Colpito dall esperienza di santa Paola, discepola di san Girolamo, e delle compagne Durante il volo verso L Avana Te l e g r a m m i a capi di Stato del Centro Televisivo Vaticano; gli officiali della Segreteria di Stato, monsignor Mark Miles e don Jesús Pulido Arriero; i monsignori Guido Marini, maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie, e Vincenzo Peroni, cerimoniere pontificio. Con loro, tra gli altri, gli aiutanti di Camera, Sandro Mariotti e Piergiorgio Zanetti, il responsabile dell organizzazione del viaggio Alberto Gasbarri, il direttore della Radio Vaticana e della Sala stampa della Santa Sede, il gesuita Federico Lombardi, e il direttore del nostro giornale. All Avana si sono uniti al seguito papale il cardinale arcivescovo Jaime Lucas Ortega y Alamino, gli arcivescovi Dionisio Guillermo García Ibáñez, presidente della Conferenza episcopale, e Giorgio Lingua, nunzio apostolico, con monsignor Većeslav Tumir, segretario della rappresentanza pontificia. Subito dopo il decollo, Francesco ha inviato i seguenti telegrammi ai capi di Stato dei Paesi sorvolati. His Excellency François Hollande President of the French Republic Pa r i s As I fly over your country on my way to Cuba for a pastoral visit, I send cordial greetings to your excellency and your fellow citizens. I pray that almighty God may bless you all with peace and prosperity, as I invoke divine blessings upon the Nation. FRANCISCUS P P. His Majesty King Felipe VI Kingdom of Spain Madrid I extend cordial greetings to your majesty and the spanish people as I fly over your country on my way to Cuba for a pastoral visit. Invoking the blessing of almighty God upon the Nation, I pray that He may grant you peace and prosperity. FRANCISCUS P P. In un messaggio di risposta, il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha fatto pervenire al Papa il suo «più sincero ringraziamento» e si è detto «certo che nel portare sostegno e incoraggiamento alle locali comunità cristiane», egli recherà anche «un importante messaggio di pace e fraternità». Secondo Mattarella, tutte le tappe del viaggio di Francesco stimoleranno «una sempre più profonda presa di coscienza sull urgenza di un azione corale della comunità internazionale per affrontare le difficili sfide poste dalla guerra, dalla povertà, dalla fame e dalle innumerevoli tragedie che affliggono la famiglia umana». raccolte nel monastero romano dell Aventino per lo studio della Parola di Dio, del Corona pensò alla fondazione di un opera analoga. «Con l aiuto di Elena Bonaguidi ha ricordato il cardinale fondò l asilo della Pietra, per lo studio della Sacra Scrittura e per l educazione morale e religiosa delle fanciulle». E, in effetti, tra le sue fatiche apostoliche «rientrava anche la cura dell istituto di suore domenicane da lui fondato». Per questo fece costruire una scuola per ospitare le bambine, inaugurata nel «Una particolare battaglia culturale ha aggiunto il prefetto della Congregazione delle Cause dei santi fu da lui combattuta contro le ideologie atee e anticristiane. Per questo invitava i suoi fedeli e i suoi sacerdoti a promuovere l istruzione religiosa come difesa contro i falsi maestri». Si impegnò anche nel far sorgere in diocesi numerose iniziative «per rendere incisiva la presenza dei cattolici a livello sociale», fondando la Società di mutuo soccorso per aiutare gli operai in casi di bisogno e per promuovere la conoscenza e la difesa dei loro doveri e diritti. Fondò anche la Società cattolica femminea promotrice di buone opere, con finalità caritative, di culto e di educazione alla vita familiare.

7 domenica 20 settembre 2015 L OSSERVATORE ROMANO pagina 7 La prima domanda, rivolta da uno studente di New York, ha posto la questione della responsabilità della tutela dell ambiente. È una delle cose che bisogna iniziare fin da giovani: farsi carico della cura dell ambiente. L ambiente, in questo momento, fa parte degli esclusi. Ci sta gridando di prestargli attenzione, di prendercene cura. Allora, come può un giovane farsi carico dell ambiente? Prima di tutto, vedendo i problemi che sorgono nel tuo quartiere, nella tua città, nella tua nazione; che problemi ambientali esistono? O quando leggi le notizie, per esempio che l orso polare in Alla vigilia della partenza per Cuba e gli Stati Uniti il Papa dialoga con i giovani dei due Paesi Il futuro nelle mani Alaska è dovuto andare ancora più a nord. Perché? Perché i ghiacciai iniziano a sciogliersi. Allora, bisogna rendersi conto che ci sono problemi seri, ma ci sono anche problemi piccoli. Nell enciclica ci sono diverse piccole cose che possiamo fare. Indicazioni. Per esempio, possiamo usare sempre materiale biodegradabile. Voi sapete che una busta di plastica che È stato un dialogo a tutto campo con dieci giovani su questioni cruciali, a cominciare dall embargo fino ai diritti essenziali negati e alle tragedie provocate dalle guerre, quello che il Papa ha avuto alla vigilia del suo viaggio a Cuba e negli Stati Uniti d America. Un confronto diretto e franco, reso possibile dal collegamento televisivo satellitare, proprio con cinque studenti dell Avana e cinque di New York. A organizzarlo è stata Scholas occurrentes, la rete educativa argentina, ormai cresciuta a livello internazionale, che vuole «favorire la cultura dell incontro secondo le indicazioni di Francesco» creando «nuove piattaforme per il dialogo» ha spiegato il direttore José Maria del Corral, che ha preso parte al dialogo nella veste di moderatore. Il Papa ha partecipato al collegamento nel pomeriggio di giovedì 17 settembre in un auletta dell aula Paolo VI. E al termine ha benedetto simbolicamente un ulivo nella cui terra è stato posto, come segno di speranza per la pace, un proiettile che a Francesco era stato consegnato, in mattinata, da un giovane proveniente da un Paese in guerra. La trasmissione è stata resa possibile dal Centro Televisivo Vaticano e dalla Radio Vaticana e ha potuto contare anche sulla collaborazione dell Unicef e della Cnn per il collegamento satellitare. È andata in onda proprio sul canale dall emittente televisiva statunitense venerdì 18 settembre alle 20 di New York. Pubblichiamo di seguito una sintesi delle domande e una nostra traduzione delle risposte del Pontefice. non è biodegradabile resta lì per millenni e ciò reca un danno all ambiente. Possiamo usare tutte cose biodegradabili. Se lavorate nella campagna, nell orto, voi giovani dovete rendervi conto che la monocultura danneggia la terra. La coltivazione deve variare, a seconda degli anni, perché la terra si riprenda, si rigeneri. Cioè, trovare modi concreti che potete attuare. Lo spreco di carta è impressionante. E lo spreco di elettricità. Ciò obbliga le centrali a utilizzare mezzi di produzione di elettricità che contaminano l ambiente. Bisogna prendersi cura della casa comune. L ambiente è la casa comune. Parlando con una persona che conosce tutto ciò, tempo fa, gli ho detto: «Sì, dobbiamo prendere decisioni per le generazioni che seguiranno, per i nostri figli». Mi ha risposto: «Se le cose continuano così, mi domando, ci saranno nuove generazioni?». Il problema è serio. Bisogna prenderne coscienza, prenderne coscienza. Nell oceano Pacifico, per esempio. Le isole dell o ceano Pacifico, pur essendo Stati indipendenti, tra vent anni, se le cose continuano così, non esisteranno più. Allora, che cosa posso fare io nel mio piccolo? Quel poco che farò si unirà a un altro poco e a un altro ancora. Unire le volontà per salvare la nostra casa comune. La seconda domanda, di una ragazza dell Avana, ha riguardato le caratteristiche che deve avere un leader. Guarda, ti dico una sola cosa: un leader è un buon leader se è capace di far nascere tra i giovani altri leader. Se solo lui vuole essere leader, è un tiranno. Cioè, la vera leadership è feconda e ognuno di voi, ognuno di voi, ha il seme della leadership dentro di sé. Fatelo crescere. Siate leader laddove vi spetterà esserlo. Leader di pensiero, leader di azione, leader di gioia, leader di speranza, leader di costruzione di un mondo migliore. È questo il vostro cammino, ma il seme lo avete dentro. I leader unici oggi ci sono e domani no. Se non seminano leadership negli altri, non servono, sono dittatori. Io non ho voglia di essere dittatore. Perciò mi piace seminare. La terza domanda è stata formulata da una ragazza di New York che ha mostrato a Francesco una grande fotografia con un albero morto e, su un ramo spoglio dell albero, un uccellino appollaiato. Sì, nella foto l albero è morto, l uccellino è vivo. Quell uccellino avrà bisogno, da qui a qualche mese, di fare un nido per deporre le uova e avere una nidiata, ma se l albero è morto, come potrà fare il nido? È ciò che accade quando non ci si prende cura dell ambiente. Una morte porta altra morte. Una morte porta altra morte e allora invece di seminare crescita, invece di seminare speranza, seminiamo morte. Il cammino è al contrario: è prendersi cura della vita. E una vita porta altra vita. L immagine, la foto più bella sarebbe un albero vivo e un uccellino vivo. Così stiamo noi ora. Una parte dell umanità sta morendo, ma muore sola e fa morire altri, non lascia che gli altri vivano. La foto che hai scelto è molto significativa. La quarta domanda, rivolta al Papa da un ragazzo dell Avana, ha ricordato la questione dell embargo nei confronti di Cuba. Alleluia. Farò il possibile, tutto, per non dimenticare. Costruire ponti e sbloccare, affinché ci sia comunicazione, affinché la comunicazione dia luogo all amicizia. Una delle cose più belle è l amicizia sociale. È questo che mi piacerebbe che otteniate: l amicizia sociale. Un altra domanda, di uno studente di New York, ha affrontato il tema della possibilità e dei diritti all educazione per i giovani. Sì, l educazione è uno dei diritti umani. Un bambino ha diritto a essere amato. Un bambino ha diritto diritto umano a giocare. Un bambino ha diritto a imparare a sorridere. Un bambino ha diritto all educazione. E potremmo continuare a enumerare i diritti. Credo che siamo in un momento di crisi nel mondo riguardo all educazione. Pensa a quanti bambini, nei Paesi che sono in guerra in questo momento, non hanno educazione. Migliaia e migliaia di bambini. Pensa alle migliaia e migliaia di bambini esclusi dalla possibilità dell educazione. È una sfida. È una sfida che va affrontata. E dobbiamo iniziare noi. Educarci tra noi. Il servizio di educarci. Non aspettare che gli Stati si mettano d accordo o i Governi si mettano d accordo. Passeranno molti anni perché è difficile. Il patto educativo è infranto. Educarci tra noi. Quanti ragazzi della vostra età, quanti ragazzi e ragazze il fine settimana, i giorni festivi, vanno a educare, a dare lezione ad altri, a insegnare loro! È un diritto umano, l educazione. Un popolo che non è educato, o per la guerra o per tutte le ragioni che ci sono per non avere educazione, è un popolo che decade, decade, decade, e può addirittura cadere fino al livello degli istinti. Quindi voi, se volete fare qualcosa, organizzatevi per aiutare i Governi, gli Stati, a educare i ragazzi che non hanno accesso diretto all educazione. Un bambino ha diritto a giocare. E parte dell educazione è insegnare a giocare ai bambini perché s impara a essere sociali nel gioco, s impara la gioia della vita. Impegnatevi nell educazione dei ragazzi. L educazione è un diritto umano. La domanda successiva ha riaffermato il diritto dei bambini a giocare, a vivere in pace e in allegria. In questo contesto, il Papa ha preso dalla tasca un piccolo proiettile che gli è stato dato da un ragazzo di un Paese in guerra e lo ha mostrato. Diritto a giocare. Diritto alla gioia. Diritto a sorridere. Ti racconto solo una cosa: questa mattina ho ricevuto un gruppo di giovani. Un giovane era di un Paese in guerra e mi ha regalato questo. Questo è un proiettile di quelli che cadono continuamente sulla sua città e i ragazzi, per sopravvivere, devono rimanere chiusi in casa, non hanno diritto a giocare. Ci sono altri luoghi in cui un bambino non ha diritto a giocare, semplicemente perché vive l angoscia della fame, della solitudine, della strada. Sapete quanti bambini vivono in strada? Noi abbiamo perso la nozione di quanti bambini non hanno la gioia del gioco o per la guerra o per la povertà o perché vivono in strada. E quei ragazzi che non sanno comunicare con la gioia del gioco, sono preda dei trafficanti. Li usano per la delinquenza giovanile, per i furti, per la droga, per la prostituzione, per tante altre cose. Forse il modo migliore di iniziare a educare i ragazzi è dare loro la possibilità di giocare. Ricordatevi di questo piccolo progetto. Centinaia di ragazzi nascosti, senza poter giocare per non essere uccisi. In conclusione, il moderatore dell incontro ha invitato il Papa a piantare simbolicamente un ulivo in un vaso. E ha chiesto a Francesco di dargli il proiettile per deporlo nella terra, alla base dell ulivo. Seppellire il proiettile come segno. È stato un piacere aver trascorso questo tempo con voi. Andate avanti. Non abbiate paura, non abbiate paura. La paura paralizza. Voi muovetevi. Ci sono tante cose da fare. Il futuro è nelle vostre mani. È lì. Portatelo avanti. Che Dio vi benedica! A ognuno di voi chiedo, in base alla propria confessione religiosa, di pregare per me. Grazie. Grazie. dal nostro inviato GA E TA N O VALLINI Iniziato il viaggio più lungo e più atteso Oltre ogni contrapposizione ti: il numero più alto da quando fu rovesciata la dittatura di Fulgencio Batista. Non è un caso, dunque, se Francesco sarà il terzo Pontefice in meno di vent anni a visitare il Paese: un primato da Cuba condiviso con il Brasile, che però è la Nazione con il più alto numero di cattolici al mondo. E oggi si sottolinea come la visita del Papa avvenga mentre si ricordano gli ottant anni di ininterrotte relazioni con la Santa Sede. Non sarà dunque solo per la Papa Francesco è partito nella mattinata di sabato 19 per il decimo viaggio internazionale, il più lungo dal 19 al 28 settembre e sicuramente tra i più importanti e attesi. In questo momento storico la visita a Cuba e negli Stati Uniti assume infatti un significato particolare. I due Paesi si sono riavvicinati dopo quasi sessant anni di gelo; una contrapposizione dura, che negli anni più turbolenti della «guerra fredda» ha messo a repentaglio persino la pace mondiale. E se il processo di pacificazione ha subito un inattesa accelerazione giungendo a una svolta con la ripresa dei rapporti diplomatici e la riapertura delle rispettive ambasciate molto si deve all opera di mediazione del Pontefice. Alcuni particolari li ha rivelati in un intervista a TV2000 proprio alla vigilia del viaggio il sostituto della Segreteria di Stato, Angelo Becciu. L arcivescovo ha detto che i diplomatici dei due Paesi sono giunti in Vaticano per apporre la loro firma al documento davanti al segretario di Stato «quasi come garante della parola che si erano scambiati tra loro». Francesco «ha incantato i rappresentanti del popolo cubano e statunitense» ha proseguito, aggiungendo che «sono stati loro a chiedere al Pontefice di farsi garante di questo desiderio di parlarsi, dialogare, incontrarsi». E «il Papa non si è tirato indietro». Ora, dopo che il crollo di un muro tanto anacronistico ha reso più evidenti le speranze di futuro che premevano dietro quell invisibile ma rigida cortina, il Pontefice vuole testimoniare la sua vicinanza, anche fisicamente, in un momento tanto cruciale. Negli Stati Uniti le vicende cubane ormai interessano per lo più la politica, i media e gli esuli dell isola; per la maggioranza della gente comune si tratta di cose del passato. Soprattutto le giovani generazioni sanno poco o nulla. Non è così a Cuba, dove le conseguenze di questa divisione specie dopo il crollo del blocco sovietico che in qualche modo bilanciava i costi dell embargo (peraltro non ancora revocato ma sul quale il presidente statunitense Obama si è impegnato) si sono fatte sentire pesantemente sull economia. Per questo la notizia del riavvicinamento è stata accolta con esultanza e grandi aspettative. Non stupisce, quindi, che l isola caraibica attenda Papa Francesco con particolare trepidazione. A Cuba la Chiesa non ha vissuto momenti facili dopo la rivoluzione castrista del Ha subito non poche restrizioni, tuttavia non ha mai rinunciato alla sua missione evangelizzatrice e al suo ruolo nella società, conquistando importanti spazi di visibilità e di azione, e divenendo, soprattutto dopo la prima storica visita di Giovanni Paolo II nel 1998, il principale interlocutore del Governo e, col tempo, autorevole mediatrice anche con l esterno, come avvenuto con gli Stati Uniti. In un quadro internazionale che ha visto la Santa Sede assumere un ruolo da protagonista in vari processi di dialogo e di riavvicinamento in America latina e in un contesto di riassetto geopolitico che ha spinto anche Cuba, considerata un simbolo ancorché controverso, a ripensare la propria collo cazione. Nonostante le difficoltà del passato, i rapporti tra L Avana e il Vaticano non sono mai cessati. Anzi sono andati via via migliorando. Il Governo ha fatto, anche di recente, diverse concessioni e aperture. Nelle scorse settimane sul sito del ministero degli Affari esteri, oltre al programma della visita, è stato pubblicato un logo con accanto un profilo biografico del Pontefice. E il sito dell o rg a n o di partito, «Granma», ha pubblicato il messaggio dei vescovi cubani in vista del viaggio papale. E soprattutto, come era avvenuto già in occasione delle visite di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI nel 2012, il Governo ha deciso di concedere l indulto a 3522 detenu- denatalità e per la costante emigrazione soprattutto dei giovani che al suo arrivo Francesco troverà una Nazione diversa da quella che accolse Papa Wojtyła, e differente persino da quella che accolse Benedetto XVI appena tre anni fa; pochi questi ultimi, è vero, ma sufficienti per un cambiamento che pur con l avvicendamento al vertice tra Fidel Castro e il fratello Raúl e l ulteriore spinta data da Papa Ratzinger sembrava allora ancora lontano. Il Papa, che arriva come «missionario della misericordia», come si legge nel motto della visita, troverà un Paese pieno di aspettative, dopo il riavvicinamento con gli Stati Uniti, e con tanta voglia di riappacificarsi anche all interno per affrontare il futuro con maggiore fiducia e serenità. La gente sa che si è in un momento cruciale. Anche chi non crede ha compreso che la Chiesa può favorire un processo riformatore. E i cubani sperano che dalla visita del Pontefice, cui già sentono di dovere molto, possa arrivare un accelerazione, oltre che un incoraggiamento alla missione evangelizzatrice della Chiesa. «Il popolo cubano ha dichiarato il cardinale Jaime Ortega y Alamino, arcivescovo dell Avana desidera che il Paese progredisca e che la prosperità benefici in modo equo tutti, ma non è solo questo; nell ordine spirituale il nostro popolo anela a un amore stabile e duraturo nelle famiglie, alla pace nella convivenza familiare e nazionale, in poche parole, anela a godere di una vita riconciliata e felice». Per questo ci si aspetta per Francesco un accoglienza popolare mai vista, come ipotizzato dal porporato cubano, che oggi stabilirà un primato: quello di unico vescovo ad aver ricevuto tre Pontefici nella stessa diocesi. La stessa grande attesa c è anche negli Stati Uniti. Il Pontefice gode di molta popolarità, malgrado qualcuno abbia tentato di accreditare un diverso sentire all indomani dell enciclica Laudato si e le critiche al sistema capitalistico. Secondo un sondaggio effettuato alla vigilia del viaggio dalla Quinnipiac University, il 66 per cento degli statunitensi ha un opinione f a v o re v o l e o molto f a v o re v o l e del Papa, con livelli del 61 per cento tra i protestanti e del 63 tra atei e agnostici. Inoltre, secondo alcuni analisti, prima ancora di arrivare, Francesco avrebbe già migliorato la percezione della Chiesa cattolica nel Paese, segnata nel recente passato dagli scandali degli abusi sessuali. Non stupisce, quindi, che nelle tre città che lo accoglieranno Washington, New York e Philadelphia ci sia stata una vera e propria corsa ad accaparrarsi i pass per partecipare alle messe e gli altri incontri. Anche i media stanno mostrando grandissimo interesse verso questa visita. E ne hanno sottolineato in tutti i modi l unicità attraverso i primati: Bergoglio non era mai andato in visita negli Stati Uniti e nemmeno a Cuba, se si eccettua una sosta di un ora in aeroporto per uno scalo tecnico prima si diventare Papa, come tale sarà il primo americano a farlo, così come sarà il primo Pontefice a parlare al Congresso, il primo a celebrare qui una messa in spagnolo, il primo Papa a presiedere una canonizzazione negli Stati Uniti (padre Junípero Serra), il primo al quale è stato dedicato un sito (walkwithfrancis.org) per seguire in diretta passo passo la visita. Non solo. I media hanno cercato di anticipare non senza alcuni tentativi di strumentalizzazioni politiche in clima di campagna elettorale per le presidenziali quelli che presumibilmente saranno i temi trattati nei vari incontri, in particolare a Capitol Hill e al Palazzo di Vetro: dall immigrazione alla libertà religiosa, da un economia giusta alla salvaguardia del creato, dalla difesa della vita alla tutela della famiglia e del matrimonio. Un tema quest ultimo, molto sentito anche su questa sponda dell Atlantico. Del resto il motivo principale della visita del Papa negli Stati Uniti è la partecipazione all incontro mondiale delle famiglie a Philadelphia. E, nonostante tutte le implicazioni politiche del viaggio, non bisogna dimenticare l aspetto religioso. Francesco arriva come pastore. Basta vedere il programma della visita che, oltre ai momenti istituzionali, prevede incontri con gli emarginati, gli immigrati, i carcerati, i giovani, le comunità ecclesiali locali. Perché, come ha scritto alla vigilia del viaggio il presidente della Conferenza episcopale statunitense, l a rc i v e s c o v o Kurtz, «nessuno è tanto potente da poter essere esentato dal sentire il grido dei poveri. E nessuno è tanto insignificante da poter essere scartato».

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