Prevenzione delle recidive di tromboembolismo venoso dopo un primo episodio di embolia polmonare

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Prevenzione delle recidive di tromboembolismo venoso dopo un primo episodio di embolia polmonare"

Transcript

1 ARTICOLO ORIGINALE Prevenzione delle recidive di tromboembolismo venoso dopo un primo episodio di embolia polmonare M. Campanini Medicina Interna II e d Urgenza, Azienda Ospedaliera Maggiore della Carità, Novara; Responsabile Nazionale Area Trombosi ed Emostasi, Centro Studi FADOI Introduzione I pazienti con un primo episodio di embolia polmonare (EP) presentano un elevata incidenza di eventi avversi sia venosi sia arteriosi nei tre anni che seguono il primo episodio clinico. I pazienti con EP richiedono pertanto un trattamento anticoagulante a lungo termine per prevenire l elevata frequenza (dal 20 al 50%) di estensione sintomatica della trombosi e/o la ricorrenza della malattia tromboembolica venosa (MTV). 1 La maggior parte degli studi sul razionale di un trattamento a lungo termine della EP è supportato da studi condotti in pazienti con MTV ma che per la maggior parte è affetto da trombosi venosa profonda (TVP). L EP e la TVP sono considerate manifestazioni della medesima malattia e pertanto l andamento clinico nel tempo dei pazienti con EP è dedotto da studi che hanno arruolato prevalentemente pazienti con TVP; anche le più recenti linee guida sul trattamento a lungo termine della EP si basano prevalentemente su dati ottenuti in pazienti con TVP. 1 EPIDEMIOLOGIA Pare però opportuno considerare gli studi che hanno affrontato il problema della storia naturale della MTV proprio nei pazienti che hanno presentato un primo episodio di EP sintomatico. Lo storico studio di Barrit DW et al. 2 ha dimostrato che il trattamento in acuto dell EP non solo riduce la mortalità ma anche le recidive non fatali rispetto al placebo. Anche Dalen JE et al. 3 confrontando pazienti con EP trattati con eparina rispetto ad altri non sottoposti ad alcun trattamento hanno dimostrato una mortalità del 30% in questi ultimi e la maggior parte dei decessi era dovuto ad embolizzazioni ricorrenti. I dati recenti delle letteratura non forniscono elementi concordi sulle recidive emboliche in quanto la percentuale varia da 0 a 28%. Le recidive paiono meno frequenti nei pazienti con fattori di rischio transitori rispetto ai pazienti con fattori di rischio di MTV permanenti e più frequenti invece nei pazienti in cui la terapia anticoagulante è inadeguata e nei primi mesi dopo la sospensione della terapia anticoagulante. 4,5 Uno studio recente di Beccatini C et al. 6 ha valutato 360 pazienti con un primo episodio di EP (209 pazienti con EP idiopatica e 151 con EP secondaria a fattori di rischio transitori) con un follow-up medio di 38 mesi. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere un trattamento con anticoagulanti orali (VKA) per tre mesi o con terapia anticoagulante orale (TAO) più prolungata (109 con EP idiopatica per un anno e 78 per sei mesi con EP secondaria a fattori di rischio transitori). Sono state registrate manifestazioni ricorrenti di MTV 33

2 Tabella 1. Manifestazioni cardiovascolari in tutta la casistica di pazienti con un primo episodio di EP e nei due gruppi di pazienti: pazienti con EP idiopatica e pazienti con EP con fattori di rischio transitori Tutta la casistica EP idiomatica EP con fattori RR P (% paziente/anno) di rischio transitori (%paziente/anno) MTV ricorrente 45 (3,9) ,31 0,35 IMA ,003 Stroke ,61 0,21 Morte improvvisa ,17 0,86 Un evento cardiovascolare ,0 0,006 (Modificata da Beccatini C et al. 6 ) nel 45% pazienti anno nell intera casistica, 29% nei pazienti con EP idiopatica e nel 16% nei pazienti con EP con fattori di rischio transitori (Tabella 1). Gli eventi cardiovascolari costituiscono, pertanto, la principale causa di morte nei pazienti con EP a differenza di precedenti studi che consideravano il cancro quale causa più frequente. Altro dato rilevante che emerge è l elevata frequenza di eventi arteriosi e questa osservazione conferma i dati recenti di una più elevata incidenza di lesioni aterosclerotiche nei pazienti con TVP ed è plausibile dal punto di vista biologico che siano presenti fattori di rischio comuni per le malattie venose ed arteriose. 7 La maggior parte degli eventi si manifestano quando viene interrotto il trattamento anticoagulante. Questo conferma che il paziente con EP, soprattutto se idiopatica, potrebbe beneficiare di un trattamento più prolungato di TAO I fattori di rischio associati ad un aumentato rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti con EP sono stati: Età >60 anni EPidiopatica Nuova diagnosi di cancro Ipertensione arteriosa Diabete Terapia anticoagulante inferiore ai tre mesi. Altro dato da sottolineare è che circa il 50% degli episodi di MTV si manifesta come un secondo episodio di EP, a differenza dei pazienti con TVP, nei quali solo nel 18% la ricorrenza di MTV è rappresentata da una EP. 6 Anche Prandoni P. et al. 11 confermano questo dato dimostrando che con un follow-up di 8 anni di pazienti con TVP una EP si manifesta nel 19,2%. Gli emboli polmonari furono fatali nell 11,5% ed in 7 su 9 pazienti la diagnosi fu autoptica. Altro dato rilevante è che i pazienti sottoposti a terapia trombolitica sembrano dimostrare una minore incidenza di eventi cardiovascolari. Ci si deve porre pertanto il problema di come ridurre il rischio di recidiva di MTV nei pazienti con un primo episodio di EP sintomatica. Ritengo che si debba affrontare il problema considerando due aspetti: 1. Studio dei fattori di rischio. 2. Corretta conduzione di una terapia anticoagulante nel lungo periodo. 1. Studio dei fattori di rischio Lo studio dei fattori di rischio deve procedere con particolare attenzione soprattutto nei pazienti che hanno già presentato un primo episodio di MTV per l elevata frequenza di nuovi episodi clinici anche mortali. Ad esempio un viaggio in aereo che espone la popolazione generale ad un rischio modesto, 0,4 casi per milione di passeggeri, al contrario determina un rischio più elevato nei pazienti con una storia positiva per precedenti di MTV soprattutto se associata a trombofilia, limitata mobilità, vene varicose, età maggiore di 50 anni e per viaggi superiori ai 5000 chilometri. 12 Il rischio di MTV aumenta inoltre con l aumentare dell indice di massa corporea (BMI) come dimostrano i dati del Nurses Health Study: 13 34

3 RR - 25,0-28,9 kg/m 2 1,7 (95% CI 1,1-2,7) - 29,0 o > kg/m 2 3,2 (1,7-6,0) e dell International Cooperative Pulmonary Embolism Registry 14 che ha dimostrato che il rischio di recidive emboliche nei pazienti con BMI >29,0 kg/m 2 era del 29%. I contraccettivi orali (OC), la gravidanza e la terapia ormonale sostitutiva aumentano il rischio di EP. Gli OC aumentano il rischio di MTV anche se il rischio assoluto di EP rimane basso, 1/ donne/anno. Il rischio di EP fatale è maggiore nelle donne che assumono contraccettivi orali di terza generazione. Pertanto una storia di EP o TVP costituisce una controindicazione assoluta all uso di OC. 15 L EP costituisce la principale causa di morte in gravidanza nei Paesi occidentali. 16 Ma anche alcuni trattamenti farmacologici aumentano il rischio come ad esempio il raloxifene con un rischio di EP 3 volte più frequente rispetto al placebo (0,3% vs 0,1%) (17) ed il tamoxifene 2,5 volte maggiore rispetto al placebo (1,20% vs 0,47%). 18 Altro problema è rappresentato dal cancro occulto in un paziente che ha già presentato un episodio di EP. Nello Swedish Cancer Registry 19 il rischio di scoprire un cancro occulto è aumentato nei due anni successivi ad un episodio di MTV. La possibilità di un cancro occulto deve essere sospettata soprattutto nei pazienti con EP idiopatica e con ricorrenza nel followup. Problema a parte è lo studio della trombofilia sia per gli elevati costi di questa indagine e quindi per la difficoltà ad estendere il suo studio in modo routinario, sia per la difficoltà a determinare il reale significato clinico. Risulta sempre fondamentale e preliminare allo studio di alterazioni trombofiliche genetiche una corretta ed approfondita anamnesi familiare. Si ritiene utile studiare una trombofilia nei pazienti che hanno presentato una EP: 20 a. in caso di MTV recidivante b. in caso di MTV isolata senza apparenti fattori di rischio e con almeno uno dei seguenti elementi storia familiare di MTV comparsa in età giovanile (<50 anni) TVP massiva Il fattore V Leiden è una mutazione dominante di un singolo aminoacido (G-A) che determina una resistenza alla proteina C attivata ed aumenta la predisposizione alla EP di circa tre volte. La frequenza della mutazione varia dal 3 al 7 % ed è particolarmente frequente nel Nord Europa. 20 Non vi è evidenza concorde in letteratura che i pazienti con EP e con deficit di fattore V Leiden presentino un aumentata frequenza di recidive quando viene sospeso il TAO. 22 L iperomocisteinemia è associata ad un aumentata frequenza di MTV ed è generalmente determinata da una carenza nutrizionale acquisita di folati esacerbata da un inadeguato intake di vitamina B12 o B6. Antagonisti dei folati quali il methotrexate o la fenitoina o antagonisti della vitamina B6 quali gli estrogeni, il tabacco o la teofillina sono in grado di aumentare le concentrazioni di omocisteina. 23 La sindrome da anticorpi antifosfolipidi è un disordine acquisito ed è il fattore isolato più potente nel determinare uno stato di ipercoagulabilità e pertanto nel favorire la comparsa di una EP. La più comune manifestazione clinica associata è una MTV dei grossi vasi con elevata frequenza di eventi ricorrenti; spesso sono associate anche severe manifestazioni arteriose quali infarto del miocardio e stroke Corretta conduzione di una terapia anticoagulante nel lungo periodo a. durata ottimale del TAO b. intensità ottimale del trattamento con VKA c. efficacia e sicurezza di approcci alternativi al trattamento con VKA, compresi LMWH e nuovi anticoagulanti orali quali idraparinux e ximelagatran Durata ottimale del TAO In generale un trattamento a lungo termine con VKA per la MTV è sostenuto da tre linee di evidenza che derivano dall analisi dei trials clinici: 35

4 in un trial randomizzato 25 ove dopo una corretta terapia iniziale con eparina non frazionata (UHF) per trombosi pelvica non è stata somministrata una terapia a lungo termine con VKA ed è stata dimostrata nel 20% dei casi un estensione sintomatica della trombosi e/o ricorrenza un trial randomizzato 26 che ha valutato l uso di UHF a basse dosi quale alternativa alla terapia orale con VKA dimostra un elevata frequenza di ricorrenza della MTV pari al 47% trials randomizzati 27,28 hanno dimostrato che una riduzione del periodo di trattamento (4 o 6 settimane) determina un importante aumento di trombosi ricorrenti rispetto ai pazienti in trattamento con una durata convenzionale di 3 mesi. Ricordiamo inoltre che i pazienti con EP presentano un aumentato rischio di morte per EP ricorrente, rispetto ai pazienti con TVP. 29 Questo è un altro dei motivi che fanno ritenere utile un trattamento a lungo termine con AO anche nei pazienti con EP anche se non esistono dati certi che possano supportare questa ipotesi. Uno studio recente di Agnelli G et al. 30 ha dimostrato che nei pazienti con EP idiopatica, prolungando il TAO per 12 mesi rispetto a 3 mesi di terapia, sposta solo nel tempo la ricorrenza di malattia ma non riduce il numero totale degli eventi quando i pazienti sono seguiti nel follow-up dopo sospensione della terapia con VKA. Infatti il tempo medio di ricorrenza fu di 11,2 mesi per i pazienti che avevano interrotto il trattamento al 3 mese e di 16,0 mesi per quelli che continuavano la terapia. Il rischio di ricorrenza durante i primi 9 mesi di follow-up è inferiore nei pazienti assegnati a continuare la terapia (3,0%-4,6% per pazienti/anno) rispetto a quelli assegnati ad interrompere la terapia (8,3%-12,3% per pazienti/anno, RR 0,36, 95% intervallo di confidenza, 0,12 a 1,11). L incidenza della ricorrenza dopo la sospensione della terapia fu 5,1% pazienti/anno nel gruppo che aveva sospeso la terapia (95% intervallo di confidenza, 3,2 a 7,5%, 21 eventi; media dell intervallo dalla sospensione della terapia 37,2 mesi) e 5,0% pazienti/anno in quelli assegnati a continuare la terapia (intervallo di confidenza 95%, da 3,1 a 7,8%, 17 eventi, media di intervallo di tempo dalla sospensione 20,4 mesi). Risultati analoghi si ottengono anche quando vengono randomizzati soggetti con EP a continuare per un anno o a interrompere la VKA dopo tre mesi (Tabella 2). I risultati di questo studio confermano che il trattamento a lungo termine dei pazienti con MTV è ancora pieno di incognite e saranno necessari ulteriori studi per definirlo. Sarà pertanto utile identificare i pazienti ad alto rischio di MTV, quando viene interrotto il trattamento anticoagulante, in quanto sono proprio questi i potenziali candidati ad una terapia anticoagulante indefinita.. I dati della letteratura sottolineano che il numero Tabella 2. Ricorrenza di eventi tromboembolici in accordo con il tipo di trattamento Eventi Interruzione del TAO (n = 161) Continuazione del TAO (n = 165) Trombosi venosa profonda 7 (3) 7 (6) Embolia polmonare 7 5 Fatale 0 2 (1) Non fatale 7 (4) 3 (2) Trombosi venosa profonda 4 (4) 3 (2) ed embolia polmonare Totale 18 (11) 15 (11) Ricorrenze idiopatiche 15 (11) 13 (9) I valori in parentesi sono gli eventi tromboembolici ricorrenti nei pazienti con EP idiopatica. 36

5 relativamente basso di sanguinamenti rispetto all elevata frequenza di ricorrenza di eventi tromboembolici dopo un episodio di EP, supporta l ipotesi di un trattamento continuo nei pazienti ad alto rischio. Lo sviluppo inoltre di nuovi farmaci antitrombotici che presentano un profilo di sicurezza notevole e che non richiedono un monitoraggio di laboratorio costituisce un ulteriore elemento per pensare ad un trattamento anticoagulante indefinito. Il metodo ottimale per definire quali siano i pazienti ad alto rischio non è ancora ben codificato; è già stato sottolineato nel capitolo dei fattori di rischio l attenzione che deve essere posta nei riguardi di alcuni pazienti ma altri approcci possono essere rappresentati da: 1 studio del D-dimero alla fine del periodo di trattamento studio dell ipertensione polmonare residua concomitanza di una TVP ed EP. I risultati dei trials clinici sottolineano la necessità di tenere distinti per la prosecuzione del trattamento anticoagulante a lungo termine 5 sottogruppi di pazienti: 1 1.a. Pazienti con primo episodio di EP secondario a fattori di rischio transitorio. 2.a. Pazienti con un primo episodio di EP e concomitante cancro 3.a. Pazienti con primo episodio di EP idiopatica 4.a. Pazienti con primo episodio di EP associato ad un genotipo protrombotico o a marker prognostici di aumentato rischio di tromboembolismo ricorrente quali deficit di antitrombina III, proteina C o proteina S, fattore V Leiden o mutazione della protrombina anticorpi antifosfolipidi omocisteinemia fattore VII a livelli <90% percentile di normalità TVP residua all ecodoppler o D-dimero elevato 5.a. Pazienti con EP ricorrente (2 o più episodi). 1.a. Per i pazienti con un primo episodio di EP secondario ad un fattore di rischio transitorio (reversibile) è raccomandato un trattamento con VKA per tre mesi (Grado 1A). Infatti in 355 pazienti con MTV in trattamento con VKA per tre mesi e seguiti con un follow-up di 8 anni l incidenza cumulativa di ricorrenza di MTV è stata: 2 anni 17,5% 5 anni 25% 8 anni 30% La presenza di cancro aumentava l hazard ratio di 1,7 e la trombofilia di 1,4 mentre gli interventi chirurgici lo riducevano di 0,4 ed un trauma di 0, a. Per i pazienti con un primo episodio di EP idiopatica è raccomandato un trattamento con VKA dai 6 ai 12 mesi (Grado 1A). È suggerito inoltre che i pazienti con EP idiopatica possano essere considerati per una terapia anticoagulante indefinita (Grado 2A). 3.a. Per i pazienti con EP e cancro viene raccomandato l uso di LMWH per 3 o 6 mesi di terapia (Grado 1A). I pazienti possono ricevere la terapia anticoagulante anche per un tempo illimitato oppure fino a quando il cancro è guarito. Lee AY et al. hanno infatti dimostrato la superiorità del trattamento con LMWH rispetto al TAO nei pazienti con tumori solidi affetti da MTV (Tabella 3). 32 Tabella 3. Efficacia del trattamento con LMWH e con VKA in pazienti con tumori solidi 32 Eventi Deltaparina (n= 336) Anticoagulanti orali (n=336) Solo trombosi venosa profonda Embolia polmonare non fatale 8 9 Embolia polmonare fatale 5 7 Totale

6 In generale la probabilità di ricorrenza a sei mesi fu del 9% nel gruppo in trattamento con deltaparina e del 17% nel gruppo con warfarin. 4.a. Per i pazienti con un primo episodio di EP che presentano anticorpi anti-fosfolipidi o due o più condizioni trombofiliche (ad esempio deficit di fattore V Leiden e mutazione per il gene della protrombina) è raccomandato un trattamento per 12 mesi (Grado 1C+) 1. Per questi pazienti può essere ipotizzato anche un trattamento indefinito (Grado 2C). 1 4.b. Per i pazienti con un primo episodio di EP che presentano un deficit di antitrombina III, proteina C o proteina S, di fattore V Leiden, mutazione del gene per la protrombina, omocisteinemia o fattore VIII elevati (>90% percentile del normale) il trattamento raccomandato è dai 6 ai 12 mesi (Grado 1A). 1 Può essere ipotizzata anche una terapia indefinita per pazienti con EP idiopatica (Grado 2C). 1 5.a. Per i pazienti con due o più episodi di EP viene suggerito il trattamento indefinito (Grado 2A). 1 Intensità ottimale del trattamento con anticoagulanti orali (VKA) È raccomandato il dosaggio di VKA a dosi aggiustate per mantenere un INR al target di 2,5 (range 2,0-3,0) per tutta la durata del trattamento (Grado 1A). È sconsigliata una terapia ad alta-intensità con VKA (INR range 3,1-4,0) (Grado 1A) così come una terapia a bassaintensità con INR nel range fra 1,5-1,9 (Grado 1A). Nei pazienti che ricevono un trattamento anticoagulante indefinito il rapporto rischio-beneficio di continuare il trattamento deve essere rivalutato ad intervalli periodici (Grado 1C). 1 Efficacia e sicurezza di approcci alternativi al trattamento con VKA, compresi LMWH e nuovi anticoagulanti orali quali idraparinux e ximelagatran L uso di LMWH nel trattamento a lungo termine è stato proposto con successo, come è già stato sottolineato, nei pazienti con cancro. I risultati del trattamento di un primo episodio di EP con inibitori diretti della trombina quali lo ximelagatran sono estremamente incoraggianti ma le evidenze non sono ancora sufficienti per poter rientrare nelle indicazioni consolidate basate sulle evidenze. Bibliografia 1. Buller HR, Agnelli G, Hull RD et al. Antithrombotic therapy for venous thromboembolic disease. The Seventh ACCP Conference on Antithrombotic and Thrombolytic Therapy. CHEST 2004;126:401S-428S 2. Barrit DW, Jordan SC, Brist MB. Anticoagulant drugs in the treatment of pulmonary embolism. A controlled trial. Lancet 1960;124: Dalen JE, Alpert JS. Natural history of pulmonary embolism. Prog Cardiovasc Dis 1975;17: Favretto G. Tromboembolismo venoso: embolia polmonare e trombosi venosa profonda. Aspetti fisiopatologici e clinici. In: Trattato di Cardiologia vol II, Excerpta Medica Milano Heit JA, Silverstein MD, Mohr DN et al. Predictors of survival after deep vein thrombosis and pulmonary embolism. Arch Intern Med 1999;159: Beccatini C, Agnelli G, Prandoni P et al. A prospective study on cardiovascular events after acute pulmonary embolism. European Heart Journal 2005;26: Prandoni P, Bilora F, Marchiori A et al. An association between atherosclerosis and venous thrombosis. N Engl J Med 2003;348: Agnelli G, Prandoni P, Beccatini C et al. Increased plasma levels of lipoprotein(a) and the risk of idiopatic and recurrent venous thromboembolism. Am J Med 2003;115: Kearon C, Gent M, Hirsh et al. A comparison of three months of anticoagulation with extended anticoagulation for a first episode of idiopatic venous thromboembolism. N Engl J Med 1999;340: Agnelli G, Prandoni P, Santamaria MG et al.three months versus one year of anticoagulant therapy for idiopatic deep venous thrombosis. N Engl J Med 2001;345: Prandoni P, Lensing A, Cogo A et al. The long-term clinical course of acute deep venous thrombosis. Ann Intern Med 1996;125: Goldhaber SZ. Pulmonary embolism. Lancet 2004;363: Goldhaber SZ, Grodstein F, Stampfer MJ et al. A prospective study of risk factor for pulmonary embolism in women. JAMA 1997;277: Goldhaber SZ, Visani L, De Rosa M. Acute pulmonary embolism: clinical outcomes in the International Cooperative Pulmonary Embolism Registry (ICOOPER). Lancet 1999;353: Vanenbroucke JP, Rosing J, Bloemenkamp KW et al. Oral contraceptives and the risk factors for pulmonary embolism in women. JAMA 1997;277: Kupfermic MJ, Eldor A, Steinman N et al. Increased frequency of genetic thrombophilia in women with complication pregnancy. N Engl J Med 1999;340: Cummings SR, Eckert S, Krueger KA et al. The effect of raloxifene on risk of brest cancer in postmenopausal women: results from the MORE randomized trial. JAMA 1999;281: Cuzick J, Forbes J, Edwards R et al. First results from the International Breast Cancer Intervention Study (IBIS-I): a randomized prevention trial. Lancet 2002;360: Schulman S, Lindmarker P. Incidence of cancer after prophylaxis with warfarin against recurrent venous thromboembolism: duration of 38

7 Anticoagulation Trial. N Engl J Med 2000;342: Ginsberg JS. Management of venous thromboembolism. N Engl J Med 1996;335: Price DT, Ridker PM. Factor V Leiden mutation and the risk for thromboembolic disease: a clinical perspective.ann Intern Med 1997;127: De Stefano V, Martinelli I, Mannucci PM et al. The risk of recurrent deep venous thrombosis among heterozygous carriers of both factor Leiden and the G20210A prothrombin mutation. N Engl J Med 1999;341: Hankey GJ, Eikelboom JW. Homocysteine and vascular disease. Lancet 1999;354: Levine JS, Branch DW, Rauch J.The antiphospholipid syndrome. N Engl J Med 2002;346: Lagersted CI, Olsson CG, Fagher BO et al. Need for long-term anticoagulant treatment in symptomatic calf-vein thrombosis. Lancet 1985;2: Hull R, Delmore T, Genton E et al. Warfarin sodium versus low-dose heparin in the long-term treatment of venous thrombosis. N Engl J Med 1979;301: Schulman S, Rhedin AS, Lindmarker P et al. A comparison of six week of oral anticoagulant therapy after a first episode of venous thromboembolism: duration of Anticoagulation Trial Study Group. N Engl J Med 1995;332: Levine MN, Hirsh J, Gent M et al. Optimal duration of oral anticoagulant therapy: a randomized trial comparing four weeks with three months of warfarin in patients with proximal deep vein thrombosis. Thromb Haemost 1995;74: Douketis JD, Kearon C, Bates S et al. Risk of fatal pulmonary embolism in patients with treated venous thromboembolism. JAMA 1998;279: Agnelli G, Prandoni P, Becattini C et al. Extend oral anticoagulant therapy after a first episode of pulmonary embolism. Ann Intern Med 2003;139: Prandoni P, lensing AW, Cogo A et al.the long term clinical course of acute deep venous thrombosis. Ann Intern med 1996;125: Lee AY, Levine MN, Baker RI et al. Low-molecular-weight heparin versus a coumarin for the prevention of recurrent venous thromboembolism in patients with cancer. N Engl J Med 2003;349:

Bilancia emostatica. Ipercoagulabilità. Ipocoagulabilità. Normale. Trombosi. Emorragie

Bilancia emostatica. Ipercoagulabilità. Ipocoagulabilità. Normale. Trombosi. Emorragie Coagulazione 1 Bilancia emostatica Ipercoagulabilità Ipocoagulabilità Normale Trombosi Emorragie 2 emostasi primaria emostasi secondaria Fattori coinvolti nell emostasi Vasi + endotelio Proteine della

Dettagli

SCREENING DI TROMBOFILIA E INDICAZIONI ALLA PROFILASSI FARMACOLOGICA IN GRAVIDANZA

SCREENING DI TROMBOFILIA E INDICAZIONI ALLA PROFILASSI FARMACOLOGICA IN GRAVIDANZA SREENING I TROMBOFILIA E INIAZIONI ALLA PROFILASSI FARMAOLOGIA IN GRAVIANZA 1. Introduzione ed obiettivi 3 2. Sinossi delle raccomandazioni 4 3. Screening di trombofilia in gravidanza 9 3.1 Test da includere

Dettagli

ANESTESIA NEUROASSIALE, ANTICOAGULANTI ED ANTIAGGREGANTI

ANESTESIA NEUROASSIALE, ANTICOAGULANTI ED ANTIAGGREGANTI Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Direttore Dr. Agostino Dossena Crema, lì 06/03/2013 ANESTESIA NEUROASSIALE, ANTICOAGULANTI ED ANTIAGGREGANTI Il presente documento contiene le indicazioni principali

Dettagli

SINOSSI PROTOCOLLO STUDIO OSSERVAZIONALE

SINOSSI PROTOCOLLO STUDIO OSSERVAZIONALE SINOSSI PROTOCOLLO STUDIO OSSERVAZIONALE Studio prospettico, non interventistico, di coorte, sul rischio di tromboembolismo venoso (TEV) in pazienti sottoposti a un nuovo trattamento chemioterapico per

Dettagli

Emergenze emorragiche in corso di terapia anticoagulante: quale gestione?

Emergenze emorragiche in corso di terapia anticoagulante: quale gestione? Società Medico Chirurgica di Ferrara FIBRILLAZIONE ATRIALE E TROMBOSI VENOSA PROFONDA ASPETTI FISIOPATOLOGICI, CLINICI E TERAPEUTICI Emergenze emorragiche in corso di terapia anticoagulante: quale gestione?

Dettagli

343 TROMBOEMBOLISMO VENOSO

343 TROMBOEMBOLISMO VENOSO TROMBOEMBOLISMO VENOSO 343 TROMBOEMBOLISMO VENOSO tromboembolismo venoso Il Tromboembolismo Venoso (TEV) rappresenta una delle principali cause di morbilità e mortalità ospedaliera, anche se la sua incidenza

Dettagli

Lo spessore medio-intimale come marker di rischio cardiovascolare. Qual è il suo significato clinico e come si misura

Lo spessore medio-intimale come marker di rischio cardiovascolare. Qual è il suo significato clinico e come si misura Lo spessore medio-intimale come marker di rischio cardiovascolare. Qual è il suo significato clinico e come si misura Michele Liscio Riassunto L ecocolordoppler dei vasi sovraortici (TSA) rappresenta un

Dettagli

Linee Guida di terapia antitrombotica nel paziente anziano

Linee Guida di terapia antitrombotica nel paziente anziano Gig_7-419-477 CN 11-01-2002 17:01 Pagina 419 GIORN GERONTOL 2000; 48: 419-433 LINEE GUIDA Linee Guida di terapia antitrombotica nel paziente anziano Antithrombotic strategies in the elderly A.M. CERBONE,

Dettagli

La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno

La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno Metodo epidemiologici per la clinica _efficacia / 1 La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno La buona ricerca clinica Non è etico ciò che non è rilevante scientificamente Non è

Dettagli

Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS)

Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS) Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Che cos é? Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS) La sindrome di Blau è una malattia genetica. I pazienti affetti presentano rash

Dettagli

Farmaci anticoagulanti. Dott. Antonello Di Paolo Divisione di Farmacologia e Chemioterapia Dipartimento di Medicina Interna

Farmaci anticoagulanti. Dott. Antonello Di Paolo Divisione di Farmacologia e Chemioterapia Dipartimento di Medicina Interna Farmaci anticoagulanti Dott. Antonello Di Paolo Divisione di Farmacologia e Chemioterapia Dipartimento di Medicina Interna Emostasi Emostasi Adesione e attivazione delle piastrine Formazione della fibrina

Dettagli

LA TERAPIA DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO NEI PAZIENTI CON NEOPLASIA MALIGNA

LA TERAPIA DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO NEI PAZIENTI CON NEOPLASIA MALIGNA LA TERAPIA EL TROMBOEMBOLISMO VENOSO NEI PAZIENTI CON NEOPLASIA MALIGNA 1. Introduzione ed obiettivi 3 2 Sinossi delle raccomandazioni 3 3. Pazienti con neoplasie solide e TEV (TVP, EP) 6 3.1 Eparine e

Dettagli

Un aiuto per prendere decisioni più informate 1-5

Un aiuto per prendere decisioni più informate 1-5 Un aiuto per prendere decisioni più informate 1-5 L'unico test che fornisce una valutazione accurata dell aggressività del cancro alla prostata Un prodotto di medicina prognostica per il cancro della prostata.

Dettagli

Cefalea e donna. Emicrania e Malattie Cerebro-cardiovascolari. 13 marzo 2010. Maria Clara Tonini

Cefalea e donna. Emicrania e Malattie Cerebro-cardiovascolari. 13 marzo 2010. Maria Clara Tonini 13 marzo 2010 Cefalea e donna Emicrania e Malattie Cerebro-cardiovascolari Maria Clara Tonini Responsabile Centro Diagnosi e Cura delle Cefalee UO Neurologia Ospedale di Garbagnate M. Classificazione secondo

Dettagli

Terapia a lungo termine con i bisfosfonati

Terapia a lungo termine con i bisfosfonati Raffaella Michieli 1, Antonella Toselli 2 1 Responsabile Area Salute Donna SIMG; 2 Area Osteomioarticolare SIMG Focus on Terapia a lungo termine con i bisfosfonati L osteoporosi è un difetto sistemico

Dettagli

Guida alla Terapia Anticoagulante Orale per Medici di Medicina Generale

Guida alla Terapia Anticoagulante Orale per Medici di Medicina Generale Guida alla Terapia Anticoagulante Orale per Medici di Medicina Generale FCSA - SIMG componenti della task-force FCSA Guido Finazzi Responsabile del Centro Emostasi e Trombosi Divisione di Ematologia Ospedali

Dettagli

DA PORTO A., NANINO E., DEL TORRE M., SECHI L.A., CAVARAPE A. CLINICA MEDICA - Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria Misericordia di Udine

DA PORTO A., NANINO E., DEL TORRE M., SECHI L.A., CAVARAPE A. CLINICA MEDICA - Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria Misericordia di Udine DA PORTO A., NANINO E., DEL TORRE M., SECHI L.A., CAVARAPE A. CLINICA MEDICA - Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria Misericordia di Udine VITAMINA D: SINTESI, METABOLISMO E CARENZA Il 40-50% della

Dettagli

XIV Riunione AIRTUM Sabaudia 21-23 Aprile 2010

XIV Riunione AIRTUM Sabaudia 21-23 Aprile 2010 CORRELAZIONE TRA PATOLOGIA CARDIOVASCOLARE E TRATTAMENTO RADIANTE POSTOPERATORIO DOPO CHIRURGIA CONSERVATIVA NELLE NEOPLASIE MAMMARIE IN STADIO INIZIALE ANTONELLA FONTANA U. O. C. di Radioterapia Ospedale

Dettagli

TEA vs STENT : il parere del neurochirurgo Pasquale Caiazzo

TEA vs STENT : il parere del neurochirurgo Pasquale Caiazzo TEA vs STENT : il parere del neurochirurgo Pasquale Caiazzo U.O. di Neurochirurgia Ospedale S. Maria di Loreto Nuovo ASL Napoli 1 Direttore: dr. M. de Bellis XLIX Congresso Nazionale SNO Palermo 13 16

Dettagli

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD)

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Che cos è? Il deficit di mevalonato chinasi è una malattia genetica. E un errore congenito

Dettagli

Impiego clinico della vitamina D e dei suoi metaboliti ABSTRACT. 26 Gennaio 2013, Roma Università di Roma Sapienza

Impiego clinico della vitamina D e dei suoi metaboliti ABSTRACT. 26 Gennaio 2013, Roma Università di Roma Sapienza CORSO DI AGGIORNAMENTO E.C.M. Impiego clinico della vitamina D ABSTRACT 26 Gennaio 2013, Roma Università di Roma Sapienza CORSO DI AGGIORNAMENTO E.C.M. Roma 26/01/2013 Confronto tra 25(OH) -calcifediolo

Dettagli

STUDI CLINICI 1. Che cosa è uno studio clinico e a cosa serve? 2. Come nasce la sperimentazione clinica e che tipi di studi esistono?

STUDI CLINICI 1. Che cosa è uno studio clinico e a cosa serve? 2. Come nasce la sperimentazione clinica e che tipi di studi esistono? STUDI CLINICI 1. Che cosa è uno studio clinico e a cosa serve? Si definisce sperimentazione clinica, o studio clinico controllato, (in inglese: clinical trial), un esperimento scientifico che genera dati

Dettagli

Linee guida per la gestione dei pazienti in terapia con anticoagulanti orali che devono sottoporsi ad intervento chirurgico

Linee guida per la gestione dei pazienti in terapia con anticoagulanti orali che devono sottoporsi ad intervento chirurgico Linee guida per la gestione dei pazienti in terapia con anticoagulanti orali che devono sottoporsi ad intervento chirurgico PREMESSA La chirurgia dei pazienti in terapia con anticoagulanti orali è un problema

Dettagli

LA CORONAROGRAFIA DOPO TROMBOLISI. FACCIAMO IL PUNTO DOPO GLI STUDI ASSENT E TRANSFER AMI

LA CORONAROGRAFIA DOPO TROMBOLISI. FACCIAMO IL PUNTO DOPO GLI STUDI ASSENT E TRANSFER AMI Rel. 01/2009 13-02-2009 13:30 Pagina 1 LA CORONAROGRAFIA DOPO TROMBOLISI. FACCIAMO IL PUNTO DOPO GLI STUDI ASSENT E TRANSFER AMI F. Orso, B. Del Taglia *, A.P. Maggioni* Dipartimento di Area Critica Medico

Dettagli

ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA

ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA IL COLESTEROLO BENVENUTI NEL PROGRAMMA DI RIDUZIONE DEL COLESTEROLO The Low Down Cholesterol DELL American Heart Association ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA www.unicz.it/cardio

Dettagli

Date da 10/2003 a 01/2004 Lavoro o posizione ricoperti Dirigente medico ex I livello, a tempo determinato, Disciplina di Medicina Interna

Date da 10/2003 a 01/2004 Lavoro o posizione ricoperti Dirigente medico ex I livello, a tempo determinato, Disciplina di Medicina Interna Principali attività e medico presso la Medicina e Chirurgia di Accettazione ed Urgenza (MCAU) del Pronto Soccorso Generale P.O. Garibaldi Centro. Attività svolta presso gli ambulatori di Medicina del Pronto

Dettagli

Il deficit del fatt VIII prevale (5 volte in più rispetto al IX) Prevalenza nel mondo è di 1:10000-1:50000 L alta incidenza relativa di Emofilia A è

Il deficit del fatt VIII prevale (5 volte in più rispetto al IX) Prevalenza nel mondo è di 1:10000-1:50000 L alta incidenza relativa di Emofilia A è Emofilia Malattia ereditaria X cromosomica recessiva A deficit del fatt VIII B deficit del fatt IX Il deficit del fatt VIII prevale (5 volte in più rispetto al IX) Prevalenza nel mondo è di 1:10000-1:50000

Dettagli

ATTUALITÀ IN TERAPIA Nalmefene Le Nuove Entità Terapeutiche del 2013

ATTUALITÀ IN TERAPIA Nalmefene Le Nuove Entità Terapeutiche del 2013 N Nuum meerroo 11 22001144 IIN NFFO OR RM MA AZ ZIIO ON NEE IIN ND DIIP PEEN ND DEEN NTTEE EE A AG GG GIIO OR RN NA AM MEEN NTTO O SSA AN NIITTA AR RIIO O EDITORIALE. Missing, proprio missing FORUM CLINICO

Dettagli

Emesso da: Data 24/11/2010 Firma:

Emesso da: Data 24/11/2010 Firma: !"# Approvato da: DDCG Data 24/11/2010 Firma: Emesso da: Data 24/11/2010 Firma: $ % &'( ')*! " # $% & % '!!!"# $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$ Gruppo di lavoro: "!"# Firma Dr. Carmelo Guccione Dr. Diego

Dettagli

banca dati stringa di ricerca risultati trovati risultati utili referenze Cochrane vitamin K 21 1 Prophylactic vitamin

banca dati stringa di ricerca risultati trovati risultati utili referenze Cochrane vitamin K 21 1 Prophylactic vitamin EVIDENCE REPORT: PROFILASSI CON VITAMINA K NEI NEONATI PER LA PREVENZIONE DELLA MALATTIA EMORRAGICA (a cura di Baiesi Pillastrini Francesca, Battistini Silvia, Parma Dila ) banca dati stringa di ricerca

Dettagli

Terapia ormonale in menopausa: quando è utile, quando è dannosa

Terapia ormonale in menopausa: quando è utile, quando è dannosa Scheda informativa Terapia ormonale in menopausa: quando è utile, quando è dannosa I preparati ormonali vengono impiegati da anni nelle donne durante e dopo la menopausa per alleviare i disturbi del climaterio.

Dettagli

DIFETTO INTERVENTRICOLARE

DIFETTO INTERVENTRICOLARE DIFETTO INTERVENTRICOLARE Divisione di Cardiologia Pediatrica Cattedra di Cardiologia Seconda Università di Napoli A.O. Monaldi Epidemiologia 20% di tutte le CC Perimembranoso: 80% Muscolare: 5-20% Inlet:

Dettagli

INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE CHE DEVE SOTTOPORSI A: SCINTIGRAFIA MIOCARDICA DA SFORZO O

INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE CHE DEVE SOTTOPORSI A: SCINTIGRAFIA MIOCARDICA DA SFORZO O INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE CHE DEVE SOTTOPORSI A: SCINTIGRAFIA MIOCARDICA DA SFORZO O CON STRESS FARMACOLOGICO Per la diagnosi e il trattamento delle seguenti patologie è indicato effettuare una scintigrafia

Dettagli

LINEE GUIDA SULLA GESTIONE DEL PAZIENTE A RISCHIO EMORRAGICO O CON EMORRAGIA IN ATTO

LINEE GUIDA SULLA GESTIONE DEL PAZIENTE A RISCHIO EMORRAGICO O CON EMORRAGIA IN ATTO Dipartimento Clinico Assistenziale Oncologico Unità Operativa di Ematologia Centro Trapianto di Cellule Staminali Direttore Prof. Attilio Olivieri Versione del 18-2-2008 LINEE GUIDA SULLA GESTIONE DEL

Dettagli

PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE

PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE SI PARTE DALLA VITAMINA D Relatore dr Donata Soppelsa Medico di medicina generale Associato alla Società Italiana di Nutriceutica Quali domande? E sufficiente l integrazione

Dettagli

Informazioni dal Servizio Farmaceutico Territoriale

Informazioni dal Servizio Farmaceutico Territoriale Informazioni dal Servizio Farmaceutico Territoriale Periodico di informazione per Medici & Farmacisti Anno XIII, N 2 Aprile 2013 A cura del DIP IP.. INTERAZIENDALEI ASSISTENZA FARMACEUTICA Via Berchet,

Dettagli

Corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di Potassio cloruro. ed altre soluzioni contenenti Potassio

Corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di Potassio cloruro. ed altre soluzioni contenenti Potassio cloruro cloruro Data Revisione Redazione Approvazione Autorizzazione N archiviazione 00/00/2010 e Risk management Produzione Qualità e Risk management Direttore Sanitario 1 cloruro INDICE: 1. Premessa

Dettagli

ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ. Prevalenza e incidenza delle complicanze del diabete: studio DAI

ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ. Prevalenza e incidenza delle complicanze del diabete: studio DAI ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ Prevalenza e incidenza delle complicanze del diabete: studio DAI Flavia Lombardo (a), Stefania Spila Alegiani (a), Marina Maggini (a), Roberto Raschetti (a), Angelo Avogaro

Dettagli

Che fare se il paziente scoagulato ha una complicanza emorragica?

Che fare se il paziente scoagulato ha una complicanza emorragica? Che fare se il paziente scoagulato ha una complicanza emorragica? La gestione dei pazienti in terapia anticoagulante orale (TAO) con complicanza emorragica gastrointestinale presenta aspetti problematici

Dettagli

Conduzione di uno studio epidemiologico (osservazionale)

Conduzione di uno studio epidemiologico (osservazionale) Conduzione di uno studio epidemiologico (osservazionale) 1. Definisco l obiettivo e la relazione epidemiologica che voglio studiare 2. Definisco la base dello studio in modo che vi sia massimo contrasto

Dettagli

Fase Preanalitica. Errori di laboratori: scambio di provetta!!!!

Fase Preanalitica. Errori di laboratori: scambio di provetta!!!! Fase Preanalitica Errori di laboratori: scambio di provetta!!!! Fase Preanalitica Errori di laboratori: scambio di provetta!!!! PROVETTE CON ANTICOAGULANTE SODIO CITRATO DA 0,4 E 0,5 ML. Emostasi Serie

Dettagli

Trattamento e prevenzione delle recidive nei pazienti con trombosi venosa profonda: i nuovi anticoagulanti orali

Trattamento e prevenzione delle recidive nei pazienti con trombosi venosa profonda: i nuovi anticoagulanti orali Trattamento e prevenzione delle recidive nei pazienti con trombosi venosa profonda: i nuovi anticoagulanti orali Dott. Angelo Ghirarduzzi Responsabile SSD Angiologia Reggio Emilia Cona,, Ferrara 29.09.12

Dettagli

Come scrivere un case report - Linee guida per gli internisti FADOI 2014

Come scrivere un case report - Linee guida per gli internisti FADOI 2014 Come scrivere un case report - Linee guida per gli internisti Un case report è una dettagliata narrazione di sintomi, segni, diagnosi, trattamento e follow up di uno o più pazienti. Sebbene nell era della

Dettagli

ESAME CON MEZZO DI CONTRASTO ORGANO-IODATO (TAC)

ESAME CON MEZZO DI CONTRASTO ORGANO-IODATO (TAC) OSPEDALE FATEBENEFRATELLI E OFTALMICO Azienda Ospedaliera di rilievo nazionale M I L A N O S.C. RADIOLOGIA Direttore Dott. G. Oliva ESAME CON MEZZO DI CONTRASTO ORGANO-IODATO (TAC) ESAMI DA ESEGUIRE (VALIDITA'

Dettagli

ANEURISMA AORTA TORACICA ASCENDENTE

ANEURISMA AORTA TORACICA ASCENDENTE ANEURISMA AORTA TORACICA ASCENDENTE Definizione Dilatazione segmentaria o diffusa dell aorta toracica ascendente, avente un diametro eccedente di almeno il 50% rispetto a quello normale. Cause L esatta

Dettagli

La biopsia del linfonodo sentinella nel carcinoma. Dott. S.Folli S.C. Senologia AUSL Forlì s.folli@ausl.fo.it

La biopsia del linfonodo sentinella nel carcinoma. Dott. S.Folli S.C. Senologia AUSL Forlì s.folli@ausl.fo.it La biopsia del linfonodo sentinella nel carcinoma duttale in situ: : si,no, forse Dott. S.Folli S.C. Senologia AUSL Forlì s.folli@ausl.fo.it Definizione Il carcinoma duttale in situ della mammella è una

Dettagli

LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI

LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI Che cos è la depressione? Tutti noi ci possiamo sentire tristi a volte, tuttavia la depressione è una cosa seria. La malattia della depressione a volte denominata Depressione

Dettagli

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI Nome MONTU DOMENICO Data di nascita 26-03-1956 Amministrazione ASL CN1 Incarico attuale DIRETTORE SISP AMBITO FOSSANO-SALUZZO SAVIGLIANO Numero telefonico ufficio

Dettagli

PROGETTO Ambulatorio Ma.Re.A. (Malattia Renale Avanzata) Elaborato da: Delalio Alessia Guzza Lucia Resinelli Vilma Sandrini Massimo

PROGETTO Ambulatorio Ma.Re.A. (Malattia Renale Avanzata) Elaborato da: Delalio Alessia Guzza Lucia Resinelli Vilma Sandrini Massimo PROGETTO Ambulatorio Ma.Re.A. (Malattia Renale Avanzata) Elaborato da: Delalio Alessia Guzza Lucia Resinelli Vilma Sandrini Massimo Malattia Renale Cronica Stadiazione Stadio Descrizione VFG (ml/min/1.73

Dettagli

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. GARBELLINI MARIA Data di nascita 31/03/1969. Staff - STRUTTURA COMPLESSA DI CARDIOLOGIA

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. GARBELLINI MARIA Data di nascita 31/03/1969. Staff - STRUTTURA COMPLESSA DI CARDIOLOGIA INFORMAZIONI PERSONALI Nome GARBELLINI MARIA Data di nascita 31/03/1969 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio I Fascia AZIENDA OSPEDALIERA VALTELLINA E VALCHIAVENNA

Dettagli

GRUPPO DI LAVORO VALUTAZIONE CARDIOVASCOLARE

GRUPPO DI LAVORO VALUTAZIONE CARDIOVASCOLARE 2013 GRUPPO DI LAVORO VALUTAZIONE CARDIOVASCOLARE IDENTIFICAZIONE DI PAZIENTI AD ALTO RISCHIO DI CARDIOTOSSICITA RADIOINDOTTA (RIHD) A cura di: Monica Anselmino (coordinatrice) Alessandro Bonzano Mario

Dettagli

VADEMECUM PER MISURA DELLA VITAMINA D (25-idrossivitamina D e 1,25-diidrossivitamina D)

VADEMECUM PER MISURA DELLA VITAMINA D (25-idrossivitamina D e 1,25-diidrossivitamina D) DAI Diagnostica di Laboratorio - Laboratorio Generale - Direttore Dr. Gianni Messeri Gentile Collega, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un incremento delle richieste di dosaggio di vitamina D (25-

Dettagli

DOMANDE E RISPOSTE 1. Che cos è un vaccino? 2. Che cosa si intende con i termini immunità, risposta immune e risposta immunitaria?

DOMANDE E RISPOSTE 1. Che cos è un vaccino? 2. Che cosa si intende con i termini immunità, risposta immune e risposta immunitaria? DOMANDE E RISPOSTE 1. Che cos è un vaccino? Un vaccino è un prodotto la cui somministrazione è in grado di indurre una risposta immunitaria specifica contro un determinato microrganismo (virus, batterio

Dettagli

a state of complete physical, men al , an social well ll-bei ng an not merely the absence of disease or infirmity

a state of complete physical, men al , an social well ll-bei ng an not merely the absence of disease or infirmity SALUTE: definizione Nel 1948, la World Health Assembly ha definito la salute come a state of complete physical, mental, and social well-being and not merely the absence of disease or infirmity. Nel1986

Dettagli

IL RUOLO DEL LABORATORIO NELL IPOVITAMINOSI D

IL RUOLO DEL LABORATORIO NELL IPOVITAMINOSI D IL RUOLO DEL LABORATORIO NELL IPOVITAMINOSI D Manuela Caizzi (1); Giorgio Paladini (2) 1. S.C. Ematologia Clinica; Azienda Ospedaliero-Universitaria, Ospedali Riuniti di Trieste 2. S.C. Ematologia Clinica

Dettagli

Nelle pagine successive... Raccomandazioni regionali per l utilizzo 2-3

Nelle pagine successive... Raccomandazioni regionali per l utilizzo 2-3 Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale - Area Valutazione del farmaco I NUOVI ANTICOAGULANTI ORALI nella fibrillazione atriale non valvolare L impiego delle terapie anticoagulanti è molto diffuso: dai dati

Dettagli

I TUMORI COLORETTALI GIOVANILI ( 40 ANNI) IN 25 ANNI DI UN REGISTRO SPECIALIZZATO

I TUMORI COLORETTALI GIOVANILI ( 40 ANNI) IN 25 ANNI DI UN REGISTRO SPECIALIZZATO Università degli studi di Modena e Reggio Emilia I TUMORI COLORETTALI GIOVANILI ( 40 ANNI) IN 25 ANNI DI UN REGISTRO SPECIALIZZATO Domati F., Maffei S., Kaleci S., Di Gregorio C., Pedroni M., Roncucci

Dettagli

CHE COS E L IPERTENSIONE ARTERIOSA E COME SI PUO CURARE

CHE COS E L IPERTENSIONE ARTERIOSA E COME SI PUO CURARE Lega Friulana per il Cuore CHE COS E L IPERTENSIONE ARTERIOSA E COME SI PUO CURARE Materiale predisposto dal dott. Diego Vanuzzo, Centro di Prevenzione Cardiovascolare, Udine a nome del Comitato Tecnico-Scientifico

Dettagli

INFORMAZIONE E CONSENSO ALLA FLUORANGIOGRAFIA ED ALL ANGIOGRAFIA AL VERDE INDOCIANINA

INFORMAZIONE E CONSENSO ALLA FLUORANGIOGRAFIA ED ALL ANGIOGRAFIA AL VERDE INDOCIANINA INFORMAZIONE E CONSENSO ALLA FLUORANGIOGRAFIA ED ALL ANGIOGRAFIA AL VERDE INDOCIANINA FOGLIO INFORMATIVO PER IL PAZIENTE L angiografia retinica serve a studiare le malattie della retina; localizzare la

Dettagli

Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo

Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo La dieta, il microbiota intestinale e la salute digestiva sono intrecciati fra loro. Questi legami e il potenziale benefico dei probiotici

Dettagli

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Introduzione I percorsi di Arte Terapia e Pet Therapy, trattati ampiamente negli altri contributi, sono stati oggetto di monitoraggio clinico, allo

Dettagli

LA MALNUTRIZIONE NELL ANZIANO E LE SINDROMI CARENZIALI

LA MALNUTRIZIONE NELL ANZIANO E LE SINDROMI CARENZIALI LA MALNUTRIZIONE NELL ANZIANO E LE SINDROMI CARENZIALI Daniela Livadiotti Società Italiana di Medicina di Prevenzione e degli Stili di Vita INVECCHIAMENTO L invecchiamento può essere definito come la regressione

Dettagli

Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation. Sindrome di Behçet

Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation. Sindrome di Behçet Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Sindrome di Behçet Che cos è? La sindrome di Behçet (BS), o malattia di Behçet, è una vasculite sistemica (infiammazione dei vasi sanguigni) la

Dettagli

Camminiamo insieme. Gli ematologi ai pazienti con trombocitemia

Camminiamo insieme. Gli ematologi ai pazienti con trombocitemia Camminiamo insieme Gli ematologi ai pazienti con trombocitemia 1 A cura di: Prof. Valerio De Stefano Professore Ordinario Istituto di Ematologia Università Cattolica di Roma - Policlinico Agostino Gemelli

Dettagli

AGREE nella valutazione della qualità delle LG per la diagnosi e terapia delle cefalee in età pediatrica

AGREE nella valutazione della qualità delle LG per la diagnosi e terapia delle cefalee in età pediatrica AGREE nella valutazione della qualità delle LG per la diagnosi e terapia delle cefalee in età pediatrica Pasquale Parisi, MD PhD et. al. Outpatience Service of Paediatric Neurology Child Neurology, Chair

Dettagli

[CRITICAL APPRAISAL] Critical Appraisal di uno studio di intervento: come giudicare la qualità metodologica

[CRITICAL APPRAISAL] Critical Appraisal di uno studio di intervento: come giudicare la qualità metodologica [CRITICAL APPRAISAL] Critical Appraisal di uno studio di intervento: come giudicare la qualità metodologica Stesura: Luglio 2006 A cura di: Alessandro Battaggia, Area Cardiovascolare SIMG Titolo: Critical

Dettagli

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA Che cos è la degenerazione maculare? La degenerazione maculare è una malattia che interessa la regione centrale della retina (macula), deputata alla visione distinta necessaria per la lettura, la guida

Dettagli

giac Volume 13 Numero 2 Giugno 2010

giac Volume 13 Numero 2 Giugno 2010 Linee guida AIAC 2010 per la gestione e il trattamento della FIBRILLAZIONE ATRIALE Antonio Raviele (Chairman) 1 Marcello Disertori (Chairman) 2 Paolo Alboni 3 Emanuele Bertaglia 4 Gianluca Botto 5 Michele

Dettagli

LE PROTEINE VITAMINA K DIPENDENTI: UN LINK ULTERIORE TRA OSSO E PARETE VASALE

LE PROTEINE VITAMINA K DIPENDENTI: UN LINK ULTERIORE TRA OSSO E PARETE VASALE LE PROTEINE VITAMINA K DIPENDENTI: UN LINK ULTERIORE TRA OSSO E PARETE VASALE Dott.ssa M.Pasquali VITAMINA K K1 fillochinone K2 menachinone (Carl Peter) Henrik Dam (1895-1976) Glutammato Proteina noncarbossilata

Dettagli

Relazione tra Vitamina D, Obesità infantile e Sindrome Metabolica: un puzzle in via di risoluzione

Relazione tra Vitamina D, Obesità infantile e Sindrome Metabolica: un puzzle in via di risoluzione 3 Maggio 2012 Relazione tra Vitamina D, Obesità infantile e Sindrome Metabolica: un puzzle in via di risoluzione Emanuele Miraglia del Giudice Seconda Università degli Studi di Napoli Dipartimento di Pediatria

Dettagli

REaD REtina and Diabetes

REaD REtina and Diabetes Progetto ECM di formazione scientifico-pratico sulla retinopatia diabetica REaD REtina and Diabetes S.p.A. Via G. Spadolini 7 Iscrizione al Registro delle 20141 Milano - Italia Imprese di Milano n. 2000629

Dettagli

ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2

ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2 ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2 Il processo infermieristico espresso con un linguaggio comune: sviluppo delle competenze professionali attraverso la capacità di formulare diagnosi infermieristiche

Dettagli

Metodologia e Ricerca clinica Il Giornale di AMD 2013;16:377-383

Metodologia e Ricerca clinica Il Giornale di AMD 2013;16:377-383 Come pianificare uno studio clinico MD il giornale di Rivista Rivista dell Associazione Medici Diabetologi PERIODICO DI APPROFONDIMENTO SCIENTIFICO, FORMAZIONE, MODELLI ASSISTENZIALI S. De Riu 1, M.L.

Dettagli

OSTEOPOROSI. CENTRO PREVENZIONE DIAGNOSI e TERAPIA DELL OSTEOPOROSI. *Come prevenirla* *Come curarla* *Consigli pratici* Resp. Dott.

OSTEOPOROSI. CENTRO PREVENZIONE DIAGNOSI e TERAPIA DELL OSTEOPOROSI. *Come prevenirla* *Come curarla* *Consigli pratici* Resp. Dott. C. I. D. I. M. U. CENTRO PREVENZIONE DIAGNOSI e TERAPIA DELL OSTEOPOROSI Resp. Dott. Antonio Vercelli OSTEOPOROSI *Come prevenirla* *Come curarla* *Consigli pratici* *Cos è l osteoporosi?* L osteoporosi

Dettagli

DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III

DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III RAZIONALE Scopo di queste Raccomandazioni

Dettagli

Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore

Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore Per pazienti con determinate condizioni cardiache, l impiego di una pompa

Dettagli

MANAGEMENT DELL'ASTINENZA DA DROGHE E ALCOL

MANAGEMENT DELL'ASTINENZA DA DROGHE E ALCOL MANAGEMENT DELL'ASTINENZA DA DROGHE E ALCOL Kosten Th., O'Connor P.: Management of drug and alcohol with drawal, The New England Journal of Medicine, 348: 1786-95, 2003 Tenendo conto della prevalenza dei

Dettagli

STUDI DI FASE III. Sperimentazioni Cliniche Controllate

STUDI DI FASE III. Sperimentazioni Cliniche Controllate STUDI DI FASE III Sperimentazioni Cliniche Controllate (Controlled Clinical Trials, Randomized C.T.s ) SCOPO: Valutazione dell efficacia del trattamento sperimentale EFFICACIA: Miglioramento della prognosi

Dettagli

Indicazioni per la certificazione

Indicazioni per la certificazione Il nuovo modello per la certificazione delle cause di morte: peculiarità e indicazioni per una corretta certificazione Indicazioni per la certificazione Stefano Brocco Coordinamento del Sistema Epidemiologico

Dettagli

TROMBOSI: SI PREVIENE E SI CURA

TROMBOSI: SI PREVIENE E SI CURA Periodico quadrimestrale - N. 59 - agosto 2005 - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/04 n.46) art. 1 comma 2 DCB Milano TROMBOSI: SI PREVIENE E SI CURA I nfarto, Ictus, Embolia,

Dettagli

Cos è un analisi genetica (test genetico)?

Cos è un analisi genetica (test genetico)? 12 Cos è un analisi genetica (test genetico)? Testo modificato dagli opuscoli prodotti dall ospedale Guy s and St Thomas di Londra Luglio 2008 Questo lavoro è sponsorizzato dal Consorzio EU-FP6 EuroGentest,

Dettagli

5. Utilizzo e applicazioni attuali della genomica in Italia

5. Utilizzo e applicazioni attuali della genomica in Italia 5. Utilizzo e applicazioni attuali della genomica in Italia Attualmente in Italia la genomica per malattie complesse ha trovato un applicazione pratica in un numero molto ristretto di situazioni. I test

Dettagli

La profilassi con vitamina K: un approccio basato sull evidenza

La profilassi con vitamina K: un approccio basato sull evidenza La profilassi con vitamina K: un approccio basato sull evidenza Fiammengo P., Coscia A., De Donno V., Tulisso S., Maula S., Bianco M., Dall Aglio M., Farinasso D., Alessi D., Foco L., Costa L. Mentre la

Dettagli

ASPETTI DI PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE NELL ANZIANO

ASPETTI DI PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE NELL ANZIANO ASPETTI DI PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE NELL ANZIANO MESSAGGI CHIAVE Dott. Alessandro Battaggia SIMG Area Critical Appraisal 10 gennaio 2011 La dimensione epidemiologica della prevenzione cardiovascolare

Dettagli

CHECKLIST PER LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA DI LINEE-GUIDA PER LA PRATICA CLINICA. AGREE Collaboration

CHECKLIST PER LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA DI LINEE-GUIDA PER LA PRATICA CLINICA. AGREE Collaboration APPRAISAL OF GUIDELINES for RESEARCH & EVALUATION (AGREE) CHECKLIST PER LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA DI LINEE-GUIDA PER LA PRATICA CLINICA AGREE Collaboration Settembre 2001 Versione italiana Tradotta

Dettagli

MOMENT 200 mg compresse rivestite Ibuprofene

MOMENT 200 mg compresse rivestite Ibuprofene PRIMA DELL USO LEGGETE CON ATTENZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI CONTENUTE NEL FOGLIO ILLUSTRATIVO Questo è un medicinale di AUTOMEDICAZIONE che può essere usato per curare disturbi lievi e transitori facilmente

Dettagli

Straumann Emdogain PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

Straumann Emdogain PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI Straumann Emdogain PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI CONSERVAZIONE DEL DENTE CON STRAUMANN EMDOGAIN Dal 5 al 15 % della popolazione soffre di gravi forme di parodontite, che possono portare alla caduta dei

Dettagli

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità Dott. Mag. Nicola Torina Coordinatore infermieristico Unità Terapia Intensiva di Rianimazione Metodologie operative

Dettagli

giuseppe.marziali@gmail.com giuseppe.marziali@sanita.marche.it 03/04/1956 Porto Sant Elpidio (FM) MRZGPP56D03G921O Febbraio 2010 ad oggi

giuseppe.marziali@gmail.com giuseppe.marziali@sanita.marche.it 03/04/1956 Porto Sant Elpidio (FM) MRZGPP56D03G921O Febbraio 2010 ad oggi F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome Qualifica Professionale MARZIALI GIUSEPPE Medico Chirurgo, Specialista in Malattie dell Apparato Cardiovascolare,

Dettagli

FISIOPATOLOGIA E DIAGNOSTICA DI LABORATORIO DEL SISTEMA COAGULATIVO E FIBRINOLITICO.

FISIOPATOLOGIA E DIAGNOSTICA DI LABORATORIO DEL SISTEMA COAGULATIVO E FIBRINOLITICO. FISIOPATOLOGIA E DIAGNOSTICA DI LABORATORIO DEL SISTEMA COAGULATIVO E FIBRINOLITICO. La fisiopatologia del sistema coagulativo e fibrinolitico, in modo sempre più dettagliato, è stata caratterizzata e

Dettagli

INFLUENZA. Che cos è

INFLUENZA. Che cos è INFLUENZA Che cos è L influenza è una malattia infettiva provocata da virus del genere Othomixovirus che colpiscono le vie aeree come naso, gola e polmoni. I soggetti colpiti nel nostro Paese vanno dai

Dettagli

La promozione dell attività fisica in Liguria, in Italia e nel mondo. Roberto Carloni Claudio Culotta

La promozione dell attività fisica in Liguria, in Italia e nel mondo. Roberto Carloni Claudio Culotta La promozione dell attività fisica in Liguria, in Italia e nel mondo Roberto Carloni Claudio Culotta Le politiche internazionali: l OMS World Declaration and Plan of Action on Nutrition Health for all

Dettagli

LINEE-GUIDA PER LA DIAGNOSI E IL TRATTAMENTO DELLA TROMBOSI VENOSA PROFONDA SIAPAV, SISET, SIDV-GIUV, CIF

LINEE-GUIDA PER LA DIAGNOSI E IL TRATTAMENTO DELLA TROMBOSI VENOSA PROFONDA SIAPAV, SISET, SIDV-GIUV, CIF LINEE-GUIDA PER LA DIAGNOSI E IL TRATTAMENTO DELLA TROMBOSI VENOSA PROFONDA SIAPAV, SISET, SIDV-GIUV, CIF Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare (SIAPAV, Presidente Prof. Giuseppe Maria Andreozzi)

Dettagli

RISCHIO CARDIOVASCOLARE

RISCHIO CARDIOVASCOLARE AZIENDA SANITARIA LOCALE LANCIANO VASTO - CHIETI CORSO DI AGGIORNAMENTO AZIENDALE PER MEDICI DI MEDICINA GENERALE ANNO 2013 RISCHIO CARDIOVASCOLARE A cura di Docente MMG: dr.ssa Stefania Plessi Docente

Dettagli

Oncologici: Iniziative e sostenibilità della Regione. Valeria Fadda Unità di HTA di ESTAV centro, Regione Toscana

Oncologici: Iniziative e sostenibilità della Regione. Valeria Fadda Unità di HTA di ESTAV centro, Regione Toscana Oncologici: Iniziative e sostenibilità della Regione Valeria Fadda Unità di HTA di ESTAV centro, Regione Toscana 2.760.000.000 Euro 14.4% della spesa farmaceutica 32.8% della spesa farmaceutica ospedaliera

Dettagli

HYPERMAP IPERTENSIONE E DANNO D'ORGANO: DALLE LINEE GUIDA ALLA GESTIONE CLINICA DEL PAZIENTE IPERTESO

HYPERMAP IPERTENSIONE E DANNO D'ORGANO: DALLE LINEE GUIDA ALLA GESTIONE CLINICA DEL PAZIENTE IPERTESO HYPERMAP IPERTENSIONE E DANNO D'ORGANO: DALLE LINEE GUIDA ALLA GESTIONE CLINICA DEL PAZIENTE IPERTESO Generalità (per informazioni specifiche sui singoli corsi (date, sedi,) consultare il sito del provider

Dettagli

ORGANIZZAZIONE SANITARIA E CERTIFICAZIONI MEDICHE D'IDONEITÀ P E R IL CONSEGUIMENTO DELLE LICENZE E DEGLI ATTESTATI AERONAUTICI

ORGANIZZAZIONE SANITARIA E CERTIFICAZIONI MEDICHE D'IDONEITÀ P E R IL CONSEGUIMENTO DELLE LICENZE E DEGLI ATTESTATI AERONAUTICI ORGANIZZAZIONE SANITARIA E CERTIFICAZIONI MEDICHE D'IDONEITÀ P E R IL CONSEGUIMENTO DELLE LICENZE E DEGLI ATTESTATI AERONAUTICI Edizione n. 2 del 24 febbraio 2014 Edizione 2 Pagina 26 di 43 SEZIONE V CERTIFICAZIONI

Dettagli

INFARTO SENZA FATTORI DI RISCHIO: UN ASSOCIAZIONE TUTT ALTRO CHE RARA

INFARTO SENZA FATTORI DI RISCHIO: UN ASSOCIAZIONE TUTT ALTRO CHE RARA Rel. 22/2011 28-01-2011 8:09 Pagina 195 INFARTO SENZA FATTORI DI RISCHIO: UN ASSOCIAZIONE TUTT ALTRO CHE RARA G. Di Pasquale, G. V. Coutsoumbas, L. Riva, D. Calabrese, S. Zagnoni, A. C. Musuraca, P. C.

Dettagli

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi.

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi. Pagina 1 di 14 SOMMARIO Sommario...1 Introduzione...2 1. Scopo...2 2. campo di applicazione...3 3 Riferimenti...3 3.1 Riferimenti esterni...3 3.2 Riferimenti interni...3 4. Abbreviazioni utilizzate...4

Dettagli

Giovedì 26 febbraio 2015 CONGRESSO NAZIONALE STAT

Giovedì 26 febbraio 2015 CONGRESSO NAZIONALE STAT Giovedì 26 febbraio 2015 CONGRESSO NAZIONALE STAT 9.00-11.00 I SESSIONE L essenziale di... in Anestesia Presidente: A. De Monte Udine Moderatori: F.E. Agrò Roma, Y. Leykin Pordenone 9.00 La gestione delle

Dettagli