Il percorso congressuale

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2 Compagne e compagni, invitati e gentili ospiti, un saluto e un ringraziamento a tutti per la vostra presenza e partecipazione al 5 Congresso Provinciale della FILCAMS di Ravenna, a cui sono certo vorrete dare il vostro contributo nell'ambito della discussione o portare un vostro saluto. Il percorso congressuale Ognuno di noi porta sempre dentro le proprie sensibilità, e probabilmente si è chiesto se il momento dato era propizio, opportuno e necessario per un congresso, io personalmente non ho dubbi era ed è necessario, per due ordini di idee: il primo perchè dopo a che siamo oramai al sesto anno di crisi economica, e non se ne intravede la fine, si rende necessario per il paese mettere in campo azioni concrete al fine di stimolare la politica a concentrarsi maggiormente sui problemi reali del paese rispetto ai giochi di palazzo come anche in questi giorni si è visto di cui tutti avremmo fatto volentieri a meno. La CGIL per il ruolo sociale di rappresentanza che ha, ha predisposto un progetto di futuro per il paese nel Piano per il Lavoro presentato nel 2012 e che quelle idee sono parte integrante del documento congressuale Il lavoro decide il Futuro. Il secondo è che in questi ultimi 20 anni di politiche liberiste promosse dai governi Berlusconi in primis hanno fatto si che nel paese passasse la cultura che l'individualismo è il punto più alto della realizzazione della persona, che la corruzione e l'evasione non sono un male se ci si sente oppressi, che con la mafia ci si può convivere; io penso che noi cittadini e lavoratori Italiani che crediamo ancora nei valori della solidarietà, della legalità, della eguaglianza, della dignità, dell'onestà e della democrazia dobbiamo essere sempre in campo per far crescere le nuove generazioni con questi principi. L'avvio congressuale aveva avuto nei propri albori di elaborazione un progetto diverso, un congresso con un documento nazionale molto sintetico ed unico e farlo crescere di contenuti nel percorso congressuale dalle assemblee di base; poi l'incantesimo si è rotto, un gruppo di compagni del Direttivo Nazionale della CGIL ha annunciato che comunque avrebbero presentato un documento alternativo ed organico il sindacato è un'altra cosa.

3 Arrivati a questo punto si è dovuto produrre un documento congressuale Il lavoro decide il futuro molto organico, dopo un'attenta lettura della situazione in cui il paese si trova dopo 6 anni di crisi e di assenze di politiche economiche di sviluppo per il futuro del paese, declinandone le linee di indirizzo generali per ciò che il paese avesse bisogno e così è nato un documento con 11 azioni e successivamente da varie categorie, da gruppi di compagni, o livelli sindacali territoriali sono arrivate ad integrazione 12 emendamenti con la possibilità di ulteriori emendamenti possibili dalle assemblee congressuali di base. Ritengo necessario ed utile riprendere anche solo per capitoli il documento congressuale che ha raccolto oltre il 98% dei voti degli iscritti che hanno partecipato alle assemblee congressuali. Azione 1 Europa Dobbiamo fare la massima pressione a livello politico per rivedere le politiche di rigore e austerità imposte dalla Comunità Europea, che come riflesso nel nostro paese hanno solo peggiorato le condizioni materiali delle persone, hanno aumentato la disoccupazione, la precarietà e le disuguaglianze. La politica europea deve essere orientata su investimenti anticiclici, promuovendo piani straordinari di investimenti con l'obbiettivo di creare nuovi posti di lavoro soprattutto verso i milioni di giovani disoccupati in Europa. L'Europa necessita di politiche strategiche industriali e infrastrutturali comuni, di una efficace tassa sulle transazioni finanziarie internazionali, della definizione di una comunità europea dell'energia, dell'introduzione di tasse ambientali e di una efficacia lotta contro i paradisi fiscali. Solo operando in questa direzione l'europa affermerà la sua autorevolezza e verrà ripristinata la fiducia dei cittadini e dei lavoratori nel progetto europeo, contro la xenofobia e i rinascenti nazionalismi e populismi. Ritengo anche molto pregnante l'esigenza di una contrattazione sindacale europea, che sappia affrontare i temi del lavoro, della contrattazione in modo più omogeneo fra gli stati onde evitare il dumping sociale e salariale dannoso per i lavoratori e il paese.

4 AZIONE 2 Le politiche fiscali per l'equità e lo sviluppo Nel nostro paese si sommano le seguenti distorsioni: Altissima concentrazione della ricchezza, patologica evasione fiscale ( 130 miliardi all'anno), un basso prelievo su patrimoni e rendite, un forte prelievo sui redditi da lavoro e pensioni; Bisogna assolutamente intervenire con azioni concrete ed esigibili, le proposte della CGIL: Introdurre un'imposta sulle grandi ricchezze che agisca sui patrimoni finanziari e immobiliari per la quota sopra agli Una vara lotta all'evasione e all'elusione attraverso la piena tracciabilità dei redditi e ricchezze e ritengo equo che certificato 10 di evasione fiscale 10 debba essere ciò che si deve incassare e non patteggiare. Adeguare la tassazione delle rendite finanziarie al livello degli altri paesi europei portando dal 20% che abbiamo in Italia al 25% sulle rendite finanziarie, e dal 12,5% al 15% la tassazione sui titoli di stato. Riformare la normativa IRPEF con un aumento delle detrazioni fiscali per i lavoratori e pensionati. Maggior sostegno fiscale alle famiglie Introdurre un sistema di tassazione ambientale che disincentivi il consumo di combustibili fossili e agevoli gli investimenti in fonti rinnovabili. AZIONE 3 Pensioni Le manovre dei governi Berlusconi e Monti sulle pensioni hanno introdotto un sistema previdenziale tra i più rigidi ed iniqui in Europa, provvedimenti che venivano venduti in nome delle garanzie per le pensioni delle nuove generazioni, ma in realtà sono proprio i giovani che vengono penalizzati in quanto il posto di lavoro non si libera per effetto del blocco del turn-over e inoltre con la precarietà dettata dal mercato del lavoro.

5 Le azioni da mettere in campo per la CGIL Flessibilità dell'età pensionabile senza penalizzazioni. Modificare i coefficienti di trasformazione in funzione dell'usura del lavoro. Estendere e potenziare la copertura figurativa per i periodi di cura. Abbassare l'importo soglia per il diritto alla pensione. Estendere gli accordi bilaterali con i paesi di provenienza. Rilanciare la previdenza complementare. Riformare il sistema di governance degli enti. Ritengo sia utile valutare che il ripristino dei 40 anni di anzianità contributiva sia un elemento di dignità dopo una vita di lavoro inoltre in un momento come questo porterebbe anche se parzialmente ad uno sblocco del TURN-OVER per il ricambio generazionale. AZIONE 4 Politiche dell'istruzione, formazione e ricerca Rifocalizzare il sistema della conoscenza in linea retta con la Costituzione è essenziale per cambiare il modello di sviluppo futuro del nostro paese, per la creazione di occupazione più qualificata e sviluppare una cittadinanza consapevole. I contenuti della CGIL sono Innalzare l'obbligo scolastico a 18 anni. Dare certezza e stabilità alle scuole garantendo adeguati finanziamenti. Potenziare l'istruzione e la formazione tecnica professionale Finanziare le politiche per il diritto allo studio. Realizzare il diritto dell'apprendimento permanente. Predisporre un piano nazionale della ricerca. Prevedere un intervento per il superamento della precarietà dei docenti. AZIONE 5 Assetto istituzionale e pubbliche amministrazioni Il superamento del bicameralismo perfetto con l'istituzione di una camera rappresentativa delle Regioni e della autonomie locali. Una legge sul conflitto di interessi, sull'incandidabilità e l'incompatibilità. Lotta alla corruzione.

6 La revisione del patto di stabilità con un diverso rapporto tra finanziamento dei servizi e spesa di funzionamento. Ripristinare corrette relazioni sindacali quale strumento per qualificare il lavoro pubblico. AZIONE 6 Le politiche industriali e di sviluppo La crescita deve essere fondata sulla sostenibilità ambientale, la green economy e sulla coesione sociale; la ricerca e l'innovazione devono costruire il motore di questo processo di cambiamento. Per far ripartire l'accesso al credito alle imprese bisogna intervenire con una legge che stabilisca la distinzione tra le banche commerciali e le banche di investimento. Investimenti in tecnologie per innovare processo e prodotto la valorizzazione del patrimonio culturale. Politiche di sviluppo sostenibile come il riassetto idrologico, manutenzione del territorio, bonifica dei siti industriali dismessi, la messi in sicurezza degli stabili dai rischi sismici, e la gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti. Miglior programmazione e pieno utilizzo dei fondi europei. AZIONE 7 Politiche attive del lavoro, riforma degli ammortizzatori sociali, servizi pubblici per il lavoro Sopratutto nelle fasi di crisi economica c'è la necessità di un forte investimento nelle politiche attive del lavoro che consentano ai lavoratori coinvolti nella crisi di accompagnare la forma di sostegno al reddito riconosciuta con piani mirati di ricollocazione e riqualificazione, orientamento, tutoraggio, formazione e inserimento. Una riforma degli ammortizzatori sociali che li renda universali. Integrazione di politiche attive/passive. Un sistema moderno di servizi pubblici per il lavoro, suddividendo le competenze nazionali con quelle regionali e di prossimità.

7 AZIONE 8 Inclusione Sociale Nel campo delle politiche sociale bisogna adeguare la spesa pubblica per l'assistenza alla media europea, le priorità di intervento devono essere il contrasto alla povertà, l'infanzia e la non autosufficienza. Ricostruire il Sistema Sanitario Nazionale per assicurare in tutto il paese il diritto universale della tutela della salute e la professionalità nella presa in carico dei cittadini utenti. Vincolare le risorse dalle riorganizzazione dei servizi uscendo dalla logica repressiva dei piani di rientro. La tutela della salute non può diventare una discriminante fra i cittadini che hanno disponibilità economica e altri che vivono condizioni di disagio. AZIONE 9 Libertà delle donne e femminicidio Un progetto nazionale rivolto alle donne vittime della violenza che assuma la cura fisica e psicologica, il lavoro, la casa e l'affidamento dei figli quale livello minimo essenziale. La formazione di operatori che a vario titolo interagiscono a prendere in carico, rispettare, riconoscere e non trascurare i segnali. L'educazione al rispetto di se e dell'altra e ad una sessualità consapevole. AZIONE 10 La contrattazione La contrattazione rappresenta l'essenza dell'identità della CGIL riaffermare il valore della funzione universale dei CCNL, la scelta strategica è il graduale accorpamento e semplificazione dei contratti esistenti per giungere ad una significativa riduzione. Riqualificare la contrattazione di 2 livello nei contenuti rivendicativi, riunificando l'insieme dell'organizzazione del lavoro quale condizione imprescindibile per contrastare le forme di compressione salariale.

8 Assegnare alla contrattazione sociale e territoriale un ruolo fondamentale di legame tra diritti del lavoro e diritti di cittadinanza. Sia a livello nazionale che decentrato occorre ottenere risultati tangibili per ridurre le tipologie contrattuali e ricondurre a lavoro subordinato i rapporti di lavoro fondati sulle precarietà. La contrattazione deve misurarsi nella lotta alle irregolarità, al contrasto del lavoro nero, alle nuove forme di criminalità economica ed ambientale. AZIONE 11 Democrazia e partecipazione nella CGIL La CGIL ha spesso dichiarato il territorio come asse centrale del suo radicamento e del suo agire. Il territorio e le sue camere del lavoro devono rappresentare il luogo dove riconnettere l'attività contrattuale, la tutela individuale, la partecipazione e l'estensione della rappresentanza. Non si tratta di scelte organizzative ma di politiche sindacali, per rendere affettiva e partecipata la presenza nel territorio. In tema di innovazione della rappresentanza sindacale, è necessario sperimentare la costituzione di RSUT (Rappresentanti sindacali Unitari territoriali) in contesti caratterizzati da frammentazione produttiva e sociale. Testo unico sulla rappresentanza Nel percorso congressuale aperto e con assemblee in fase di svolgimento, a livello Nazionale è stato sottoscritto il testo unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 sottoscritto da CGIL-CISL-UIL e Confindustria. L'accordo al momento non riguarda i nostri settori, a parte qualche realtà di riferimento al satellite Confindustria, ma si dovrà trovare una definizione con le associazioni dei nostri settori ed il percorso di incontri dovrebbe partire a breve. Nel merito del testo ritengo che vi possa essere una condivisione per alcuni versi si è raggiunto un obbiettivo che rincorrevamo da anni come CGIL;

9 la prima parte riguarda la misurazione e certificazione della rappresentanza ai fini della contrattazione collettiva nazionale di categoria, in parole povere misurare la rappresentatività delle parti che si siedono ai tavoli nazionali di trattativa per i rinnovi dei CCNL, e il percorso di validazione delle ipotesi di accordo con il voto dei lavoratori. La seconda parte rimette mano e regolamenta meglio la rappresentanza in azienda, percorso che tende al superamento delle RSA in favore delle RSU, n di delegati da eleggere in rapporto ai dipendenti, con la novità che i delegati vengono eletti con il proporzionale puro superando la quota di solidarietà. La terza parte definisce la titolarità ed efficacia della contrattazione collettiva nazionale di categoria e aziendale. La parte quarta e quella più delicata e forse meno condivisa in quanto definisce delle linee relative alle clausole e alle procedure di raffreddamento e alle clausole sulle conseguenze dell'inadempimento, che devono però trovare una sua piena formulazione all'interno dei vari CCNL di categoria quindi questa quarta parte lascia in sospeso il giudizio. Una cosa ritengo però doverosa dire, sul metodo con cui si è arrivati alla sigla e gli strascichi polemici ancora oggi in essere, non vi è stato un percorso informativo e di confronto nel merito prima della firma, e la ritengo una grave mancanza in sede CGIL. Nelle prossime settimane dovremo mettere in campo un percorso assembleare per spiegare meglio i termini dell'accordo rispetto ai brevi passaggi che ho citato prima facendo votare i lavoratori. E' necessario e d'obbligo a questo punto che alla fine del nostro percorso congressuale di categoria e confederale vengano definite in maniera chiara le priorità da mettere immediatamente in campo per il nostro paese, perchè come si afferma nel titolo della tesi di maggioranza Il lavoro decide il Futuro il futuro del paese, il futuro dell'europa, il futuro dei lavoratori, il futuro dei diritti, tutto ciò avendo sempre come

10 faro che ci guida la nostra carta costituzionale, dove al primo articolo sancisce l'italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Nonostante non sia una novità per la nostra Organizzazione dibattere su mozioni contrapposte, ciò rientra nell'ambito della dialettica democratica che ci caratterizza, io ritengo che, in questo caso, sarebbe stato necessario ed utile non sancire una contrapposizione così rigida e assoluta, ce lo avrebbero consentito e suggerito le ragioni generali del contesto economico del paese. Le assemblee In provincia abbiamo programmato 85 assemblee congressuali, un percorso congressuale molto capillare e usando tutti gli strumenti conosciuti per informare i lavoratori, dalle comunicazione in azienda alla spedizione di lettere, alle Mail e agli SMS( aziendali e interaziendali) dove la ripetizione e/o lo spostamento delle stesse ci ha visto impegnati per il congresso in maniera intensa dal 7 gennaio e abbiamo finito l'ultima assemblea giovedì 20 febbraio; assemblee dove si è vista una partecipazione di lavoratori iscritti pari a 414 pari all'11, 37% su iscritti con delega, dove la tesi Il lavoro decide il futuro ha raccolto 409 preferenze pari al 98,78, mentre la tesi Il sindacato è un'altra cosa ha raccolto 5 preferenze pari al 01,22. Nelle assemblee e negli interventi i lavoratori hanno dimostrato una grande consapevolezza del valore di un congresso e dell'esigenza di mantenere momenti così alti di discussione per definire le strategie per la CGIL negli anni a venire, ma ci hanno anche detto che percorsi congressuali e con documenti così impegnativi hanno fatto il loro tempo e dobbiamo rimodellare il nostro percorsi congressuali per il futuro. Ritengo a questo punto che sulla partecipazione e sulle modalità ci siano serie riflessioni da fare. Partecipazione non sicuramente soddisfacente, che ha sicuramente quale primo effetto la crisi che vivono i lavoratori in tutti i settori e quindi sono altre le attenzioni, gli orari di lavoro nella nostra categoria sono effetto sempre della scarsa partecipazione alle nostra assemblee sia di organizzazione come quelle di un congresso, come quelle unitarie.

11 E' assolutamente necessario indagare quanto gli effetti di questi 20 anni di governi a guida Berlusconi di eliminare i ceti intermedi e di associazioni di rappresentanza ha fatto breccia in mezzo ai lavoratori. Qui in questo punto della mia relazione mi corre l'obbligo di un sentito ringraziamento a Katia, Benedetta, Corinna, Marina, Chiara, Antonio, Gilberto, Paolo che è stato chiamato ad altro incarico, Antonio che sta entrando nella nostra categoria in questo periodo per il grande lavoro profuso con dedizione, impegno e responsabilità. In questo periodo si sono trovati a dovere svolgere tutto il percorso congressuale senza che l'attività ordinaria che straordinaria avesse battute di arresto e proseguisse normalmente per rispondere alle esigenze individuali dei lavoratori, continuare a presidiare tutte le chiamate sulle procedura nelle casse integrazioni in deroga, seguire in maniera puntuale i cambi di appalto, e il ringraziamento a tutti va dal momento che ho iniziato questa mia esperienza nel giungo 2011 ad oggi, che il gruppo sta lavorando bene lo dicono anche i dati numerici macro della nostra categoria, da 5800 iscritti al 31 dicembre 2010 con 6 funzionari a 7225 iscritti al 31 dicembre 2013 con 9 funzionari, la FILCAMS in questi anni e cresciuta al punto tale che nel 2012 è diventata la prima categoria e livello provinciale, questo risultato è si attribuibile al grande lavoro svolto dai funzionari sindacali, ma essendo che è una categoria anche con una forte componente di lavoro stagionale per effetto del turismo, parte di questo merito va al nostro sistema servizi ma in particolare all'inca che assiste i lavoratori nelle pratiche di ASPI e MINIASPI. Un dato non scontato, alle nostra assemblee congressuali e alla discussione hanno partecipato anche tanti lavoratori non iscritti alla CGIL. Una dimostrazione di interesse e di credibilità, che ci conforta, è il riscontro di un lavoro importante effettuato da funzionari e delegati, che trova il suo specchio nella crescita delle adesioni alla FILCAMS. Terziario La crisi globale che in questi anni ha investito le economie occidentali, si è rivelata per il terziario la prima nella storia dell'italia moderna. Le dimensioni inedite e le conseguenze hanno posto in termini nuovi la questione del terziario nello sviluppo del paese, mettendone in

12 discussione le funzioni strategiche e ponendo la necessità di ripensarne i modelli di sviluppo che si sono affermati in questi anni. Occorre che tale questione, significativamente assente dal dibattito politico a tutti i livelli dal nazionale ai singoli territori, venga assunta in tutta la sua dimensione economica. Prevale infatti la logica, tanto nel settore del commercio, quanto nel settore del turismo, che le grandi catene distributive ed alberghiere si rifugiano in soluzioni di corto respiro, con gli effetti di ulteriore diffusione della precarietà del lavoro e della destrutturazione delle imprese ed è chiaro che tutto ciò si traduce in una grave minaccia per il futuro dell'azienda stessa, per l'economia del paese che per la contrattazione. Ritengo sia necessario riprendere in mano nei contesti territoriale una forte capacità di dialogo con gli Enti Locali per sviluppare politiche di programmazione seri di sviluppo nel commercio, abbandonando l'idea che il mercato si autoregolamenta oppure crescita abnorme dei centri commerciali solo al fine di incassare forti oneri d'urbanizzazione. Turismo Occorre affrontare con decisione i principali problemi del settore, innanzitutto la dimensione dell impresa turistica. E fin troppo evidente che in un mercato dove le economie di scala diventano sempre più fattore competitivo, la piccola dimensione diventa condizione svantaggiosa per la produttività e per i costi. L'analisi è tutt'altro che originale ed è quasi universalmente condivisa; forse allora sarebbe tempo di assumere iniziative che favoriscano l'evolvere della situazione, a chi ne ha la responsabilità, noi chiediamo di agire e non di guardare o duellare sugli organi di informazione di chi deve fare rimbalzandosi le responsabilità. DISTRETTO TURISTICO titolo puramente esemplificativo si potrebbero stimolare gli accorpamenti agendo sulla leva degli sgravi fiscali. Oltre al nanismo delle imprese occorre superare il limite della stagionalità del mercato turistico, fenomeno naturale ma, spesso, risultante anche da vari altri fattori: dalla capacità di sviluppare eventi in grado di attrarre flussi interni ed esterni, dall efficienza nella gestione delle strutture produttive e dalla qualità del servizio.

13 Qualità del prodotto e del servizio sono sempre più ciò che fa la differenza. Il fattore lavoro, per questo, è un fattore dell impresa da valorizzare sul quale investire, innanzitutto attraverso la formazione professionale. Appalti La situazione è al quanto delicata, in questi anni infatti è il settore che maggiormente vede tutte le difficoltà sopratutto negli appalti legati alle pubbliche amministrazioni, dove il patto di stabilità ha tagliato in maniera lineare le ore chiedendo di mantenere inalterati gli standard di qualità dei servizi, ciò ha il solo effetto di riduzione economica per i lavoratori tramite una riduzione degli orari di lavoro, questo combinato disposto schiavizza il lavoratore nelle proprie responsabilità e dignità. Ulteriore problematica ancora tutta in essere del che risolta è la questione degli appalti nelle scuole dove si è al punto di proclamazioni di scioperi per poter entrare nel merito concreto dell'organizzazione del lavoro per ridare dignità al lavoratore e tenere i nostri figli in plessi scolastici puliti e sanificati. Dobbiamo provare a realizzare un protocollo sugli appalti dove sia definiti parametri di riferimento per le gare di appalto e per valutare la congruità della aggiudicazione dell'appalto. Formazione Ritengo che la formazione sia lo strumento che abbiamo a disposizione per creare il futuro della nostra organizzazione, far crescere politicamente e contrattualmente i nostri delegati, renderli consapevoli del potere che hanno a disposizione. I nostri percorsi formativi sono all'interno del Piano Nazionale della Formazione definito dalla FILCAMS Nazionale. Nella nostra provincia come FILCAMS abbiamo formato negli ultimi due anni 30 nuovi delegati o delegati che non avevano mai fatta formazione e continuiamo a programmare pacchetti formativi, in quanto siamo in fase di rinnovo o elezione ex novo di una serie di RSU.

14 Qui vorrei portare il ringraziamento per il grande lavoro svolto in quanto responsabile della formazione a Paolo Balestra che fino a ieri faceva parte della nostra categoria e oggi non è presente per i saluti solo perchè il congresso della FLAI sua nuova categoria e a congresso. Ora confido nelle capacità di Antonio Mantovani in quanto la formazione è una sua delega nel migliorare ulteriormente i cicli formativi per i delegati e per i funzionari su una serie di tematiche che saranno in campo, nuovi modelli contrattuali, nuovi enti bilaterali, nuove regole del mercato del lavoro, le nuove forme di previdenze e assistenza integrativa oltre alla formazione che oramai definiamo tradizionale. La contrattazione contrattazione di 2 livello ( integrativa) In questi anni non si è svolta molta contrattazione integrativa, si era impegnati sul versante delle casse integrazione, ma mi preme riportare al centro alcune evidenze, rinnovo del CIA Coop Adriatica è stato molto complesso e duro ma si è tenuto nel complessivo una buona condizione. Le contrattazioni provinciali dove vi erano hanno protocollato ultravigenza, ma bisogna che cominciamo a pensare a nove piattaforme da presentare alle controparti dopo approvazione dei lavoratori. La FILCAMS continuerà ad operare affinché possano realizzarsi le sintesi unitarie, necessarie a perseguire con più forza la ricerca di soluzioni in grado di intervenire sul regime di bassi salari ed estrema precarizzazione che caratterizzano i settori del terziario. Al secondo livello di contrattazione (territoriale aziendale), l obiettivo di oggi è evitare un arretramento delle attuali condizioni. Sono in corso tentativi di messa in discussione degli accordi realizzati nel corso di questi anni. Le disdette unilaterali dei Contratti Integrativi Aziendali, che in alcune grandi catene distributive sono state attuate, violando gli impegni contenuti nei CCNL, rappresentano per il sindacato una strada impercorribile, in quanto tendono a scaricare sul fattore lavoro tutti gli effetti negativi della crisi. L'obiettivo che ci poniamo è espandere la contrattazione sindacale, riappropriandoci di un ruolo attivo nel confronto dell organizzazione del lavoro, per migliorare le condizioni di lavoro e di vita delle lavoratrici e dei lavoratori.

15 Ciò non significa negare il bisogno di flessibilità delle aziende, né andare forzatamente in contrapposizione. Tuttavia il regime degli orari, dei turni e dei permessi e dell'organizzazione del lavoro deve rappresentare sempre più un terreno sul quale contrattare soluzioni compatibili con le esigenze anche di chi lavora, soprattutto perchè oggi ci troviamo le liberalizzazioni in campo e il lavoro domenicale è un aspetto che non può essere lasciato in mano alle decisioni della sola impresa o singolo imprenditore. Il settore del terziario è lo specchio di una società che stenta a valorizzare il lato positivo dell innovazione, sovrappone la modernità con gli antichi retaggi del lavoro subalterno e, spesso, è il luogo dove si riflettono in anteprima pesanti contraddizioni. La politica... alla politica... Al governo chiediamo: di non restare immobile, di prendere atto della gravità della crisi e ad oggi non si vede la fine, di impegnare una parte delle risorse disponibili per sostenere i redditi più bassi, di intervenire attraverso la leva fiscale affinché il lavoro nelle sue svariate forme abbia delle detrazioni fiscali più elevati e liberi risorse per ridare potere economico alla spesa delle famiglie. Al governo si chiede di prestare attenzione al divario che si sta creando e che si allarga sempre di più, fra i pochi che si arricchiscono e i molti che si impoveriscono. In nome e per conto dei lavoratori e dei pensionati, chiediamo un intervento di riequilibrio attraverso una riduzione del prelievo fiscale, sapendo che la richiesta viene da coloro che costituiscono, con i loro versamenti, oltre il 70% alle entrate IRPEF dello stato e che questi sono gli stessi soggetti che, per effetto dei tagli effettuati in finanziaria, si sono poi trovati a dover far fronte con risorse proprie, ad interventi che prima erano garantiti dai servizi pubblici e finanziati dalla fiscalità generale, senza che gli siano state diminuite le tasse. In questi anni si sono adottate politiche economiche e sociali che hanno portato ad una redistribuzione del reddito e ad una riduzione dei vincoli dell uso del capitale umano, della forza lavoro. Al governo, che ha di fatto smantellato ogni tipo di controllo sul lavoro e sulla sicurezza sul lavoro, ricordiamo che I diritti sono impensabili senza

16 la forza dello stato che li garantisca realmente. Il ritrarsi dello stato, come elemento regolatore e garante dei più elementari diritti di cittadinanza, è il sottrarsi alla nozione stessa di stato. La più importante delle ragioni che in questi anni abbiamo sempre sostenuto, lottato e anche divisi sindacalmente con le altre confederazioni è che la deregolamentazione del mercato del lavoro ha precarizzato tutto il mondo del lavoro, anche chi si sentiva tutelato oggi non ci sono tutelati ma ci sono lavoratori che con contratti più garantiti oggi si sente su un terreno friabile che lo impoverisce e impaurisce nella dignità. Analisi di contesto sulla crisi nel nostro territorio Ritengo necessario portare alla luce alcuni elementi per contestualizzare la situazione economica e occupazionale del nostro territorio quale strumento per indicare il nostro agire del domani. Anche se i dati che ho inserito in questa mia relazione non indagano analitticamente tutti i settori della nostra categoria, ma sono aggregati che ci fanno capire le dimensioni della crisi nel nostro territorio. I dati sono da lettura dei bilanci depositati e analizzati dal nostro Osservatorio Economico negli anni dal 2007 al La nostra categoria nella banca dati è quella con più aziende sotto analisi quindi dati sia economici che occupazionali molto realistici in quanto il sistema di elaborazione dei dati e stato condiviso sia con la Camera di Commercio che con la Provincia. Sono 581 il totale delle imprese con sede legale provinciale e sono divise in tre settore, Commercio, Servizi, Turismo. 341 imprese nel settore del commercio, con addetti 154 imprese nel settore dei servizi, con addetti 87 imprese nel settore del turismo, con addetti I dati occupazionali sono riferiti all'esercizio di bilancio Dalle analisi svolte sui dati a bilancio nei 6 anni sotto osservazione si evince che i livelli occupazionali sono aumentati come dato aggregato e complessivo, ma questo dato lo dobbiamo leggere assieme ai dati di utilizzo degli ammortizzatori sociali, che ho messo per comprensione: nel 2009 mediamente ogni giorno abbiamo avuto 274 lavoratori che utilizzavano cassa integrazione per un totale di ore.

17 Nel 2010 si è passati mediamente ogni giorno a 517 lavoratori che utilizzavano cassa integrazione per un totale di ore. Nel 2011 si è arrivati mediamente ogni giorno a 676 lavoratori in cassa integrazione per un totale di ore. Nel 2012 si è balzati mediamente ogni giorno a lavoratori in cassa integrazione con l'utilizzo di ore utilizzate. Qui si comprendono due aspetti di questo paradigma, il primo che noi come sindacato con la nostra azione abbiamo (dopo l'estensione della deroga ai nostri settori) mantenuto aperti e agganciati all'azienda molti rapporti di lavoro e questo è un grosso risultato di cui dobbiamo averne coscienza. Il secondo che alcune aziende dei servizi per esigenze di mercato le aziende hanno fatto assunzioni pur in un momento di grane crisi, e qui il dato che i livelli occupazionali nell'aggregato complessivo sono aumentati. Le teste sono aumentate ma i settori si sono impoveriti comunque, i valori della produzione lo dimostrano. Inoltre i lavoratori per l'effetto dell'esplosione della cassa integrazione hanno perso potere d'acquisto familiare, altri lavoratori hanno realmente perso il lavoro per la tante piccole attività commerciali che hanno chiuso. Il valore della produzione generale dei settori degli ultimi anni presi in esame passa da un valore iniziale di 2 miliardi 852 milioni di del 2007 ad un valore di 3miliardi 177 milioni nel 2012, con un picco nel 2011 maggiore di 100 milioni circa rispetto al Nel 2012 sia il valore della produzione che i livelli occupazionali flettono entrambi su un valore percentuale del 3% Esame dei settori aggregati Servizi milioni di in crescita fino al miliardo 595 milioni di per flettere nel 2012 del 3,8% I dipendenti passano da del 2007 a del 2012 Questo dato in forte crescita è dettato per il 90% da un'affermazione straordinaria di sole 3 imprese.

18 Commercio Incremento del valore della produzione fino al 2008, nel 2009 flessione del 5,38%, un lieve incremento negli anni 2010 e 2011, poi per il 2012 nuova flessione pari al 3,69%. I livelli occupazionali non hanno visto significativi scostamenti. Turismo Incremento del valore della produzione fino al 2008, poi dal 2009 al 2012 una flessione continua accumulando un 11,57% in meno. In questo comparto avviene anche una forte flessione dei livelli occupazionali pari al 20% Non è possibile e non è corretto parlare di crisi, economia, lavoro, qualità della vita, sogni e aspettative se non partiamo prima dal contesto in cui viviamo, un contesto che deve diventare la nostra azione quotidiana, dobbiamo far passare la cultura che ciò che si muove diventa patrimonio della collettività nel versante del scelte da fare e per fare ciò dobbiamo avere la forza di aprire un dialogo continuo con gli Enti Locale sui territori socialmente responsabili. Si sta logorando quel patrimonio fatto di reti di protezione e di strumenti che erano a sostegno dei più deboli e che agivano cercando di riequilibrare le grandi differenze esistenti nel paese. Passare da un insieme di diritti all assistenza caritatevole una tantum, fa una grande differenza. Le giovani generazioni sono quelle più esposte al cambiamento ; nel nostro territorio siamo già in molti casi al baratto, la rinuncia a gran parte dei propri diritti contrattuali in cambio della possibilità di poter lavorare, e la pesantezza di una crisi così lunga ha tolto ogni prospettiva a quelle persone che hanno perso il lavoro e che la loro età anagrafica hanno maggiori difficoltà nel trovare una nuova occupazione. Le azioni del fare La fonte guida nel prossimo immediato futuro è culturale dobbiamo rimetterci in cammino nel paese per trasmettere la cultura del lavoro, la cultura di cittadinanza, la cultura d'integrazione la cultura della solidarietà, la cultura del rispetto, la cultura della legalità, la cultura della democrazia, la cultura dei diritta, la cultura dei doveri.

19 La prima vera azione da mettere in campo è quella di stabilizzare e cambiare la tendenza del sistema delle imprese nel paese, senza imprese non c'è lavoro senza lavoro non c'è ne reddito per i cittadini ne ci sono risorse per l'economia sociale nel paese. Una lotta decisa alla crescente disuguaglianza delle condizioni e delle opportunità: la redistribuzione della ricchezza attraverso politiche fiscali che, riequilibrando il prelievo fiscale fra rendite finanziarie e lavoro, premino il lavoro in tutte le sue forme, subordinato e autonomo. Un rimodulamento di quello che viene chiamato sistema di welfare, ossia ogni cittadino deve avere una base certa di servizi minimi di qualità garantiti, istruzione -Sanità asili, scuole materne- servizi sociali. riformare il mercato del lavoro, unificarlo, ricondurre le tipologie contrattuali a strumento flessibile per l accesso al mondo del lavoro finalizzate a dare una prospettiva stabile; eliminare le forme della precarietà in quanto priva l individuo della possibilità di costruire un proprio progetto di vita, togliendo la fiducia della persona verso le istituzioni, verso la società. Sostenere il CCNL, mai come nel recente periodo abbiamo avuto la possibilità di verificare le possibili conseguenze della destrutturazione della contrattazione. Non si può affidare il reddito dei lavoratori a forme contrattuali inesigibili o inesistenti. La contrattazione integrativa aziendale e territoriale, grande risorsa quando si tratta di modellare forme organizzative e premiare livelli di produttività e coinvolgimento, si è già dimostrata uno strumento del tutto inadeguato quando si tratta di garantire il recupero ed il rafforzamento del potere di acquisto dei lavoratori. La formazione quale elemento di diritto di un al lavoratore come ad un disoccupato. Unitarietà Sindacale Abbiamo instaurato un rapporto con CISL e UIL di categoria che, nonostante le difficoltà nei rapporti unitari a livello nazionale, ha dato i suoi frutti in termini di negoziazioni gestite e risultati raggiunti. Rimanere sul merito ci ha dato la possibilità di poter continuare a lavorare insieme anche nei momenti più difficili, nella consapevolezza che l interesse dei lavoratori che rappresentiamo doveva essere il valore

20 primo di riferimento. A livello territoriale, il dialogo mai interrotto ci ha permesso di continuare a lavorare insieme anche nei momenti più difficili, ed io mi auspico che così possa continuare. Mettere l'accento sulle cose che abbiamo in comune è un modo utile per trovare convergenze sui progetti, nelle iniziative, rispettando le diversità. Sulle differenze però bisogna discutere, non arroccarsi, e allora su alcuni punti mi soffermo per stimolare una discussione. Rapporto con le associazioni datoriali del territorio Buono e costruttivo, pur nelle reciproche differenze e autonomie, il rapporto con Confcommercio Confesercenti Cooperazione Associazioni Artigiane Ristorazione Collettiva. Stiamo affrontando insieme gli effetti della crisi con molto impegno e attenzione al lavoro in generale.attraverso accordi specifici le risorse raccolte dagli enti bilaterali sono state destinate al sostegno delle imprese e dei lavoratori. Alle diverse associazioni chiediamo però, anche in questa situazione, di svolgere il loro ruolo fino in fondo, per prevenire e correggere comportamenti scorretti da parte delle imprese. Rapporto con le istituzioni Generalmente produttivo, i rapporti sono proficui e producono frutti, come la contrattazione sociale, strumento di gestione e implementazione e verifica dei servizi ai cittadini. Può diventare problematico quando cedono alla tentazione delle scelte unilaterali e nella gestione del sistema appalti, ove gli Enti Locali sono presenti con un duplice ruolo: sono soggetto appaltante diretto di importanti commesse in vari settori: pulizie, ristorazione e molti altri ancora. Sono soggetto regolatore nella determinazione delle regole generali del sistema, possono superare la logica del massimo ribasso verificando che i contenuti della varie proposte garantiscano, come minimo, il pagamento delle spettanze contrattualmente dovute ai lavoratori. Con esse dobbiamo mettere in campo quel modello di sinergia che si chiama Territorio Socialmente Responsabile. Grazie e buon lavoro a tutti.

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