I padiglioni A e C degli Spedali Civili di Brescia.

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1 APPLICAZIONI DEL CAPITOLO 8 : COSTRUZIONI ESISTENTI. I padiglioni A e C degli Spedali Civili di Brescia. Relatore: Ing. Alessandro Aronica (MSC Associati S.r.l. Milano)

2 IL TEAM IMPRESA GENERALE DI COSTRUZIONI: REALIZZAZIONE RETI E IMPIANTI SPECIALI PROJET MANAGEMENT

3 INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE E RIQUALIFICAZIONE DEL P.O. SPEDALI CIVILI DI BRESCIA Progetto del 1934 Progettista : Ing. Angelo Bordoni Anni di realizzazione

4 LA COSTRUZIONE NEGLI ANNI 30-40

5 LA COSTRUZIONE NEGLI ANNI 30-40

6 LA COSTRUZIONE NEGLI ANNI 30-40

7 LO STATO PRE PROGETTUALE

8 LO STATO PRE PROGETTUALE

9 GLI INTERVENTI IN PROGETTO NUOVA PIASTRA PADIGLIONE C NUOVA CUCINA SOPRALZO E AMPLIAMENTO PADIGLIONE A

10 GLI INTERVENTI IN PROGETTO

11 GLI INTERVENTI IN PROGETTO

12 GLI INTERVENTI GIA REALIZZATI

13 GLI INTERVENTI GIA REALIZZATI

14 LA NUOVA CUCINA

15 LA NUOVA CUCINA

16 LA NUOVA CUCINA

17 IL NUOVO EDIFICIO PIASTRA

18 IL NUOVO EDIFICIO PIASTRA

19 ADEGUAMENTO SISMICO PADIGLIONE C

20 ADEGUAMENTO SISMICO PADIGLIONE C Immagini dello stato di fatto

21 ADEGUAMENTO SISMICO PADIGLIONE C Stato di progetto

22 ADEGUAMENTO SISMICO PADIGLIONE C Stato di progetto

23 I risultati della preliminare campagna di indagine conoscitiva commissionata dall Ospedale hanno evidenziato un deficit strutturale importante nei confronti della sollecitazione sismica. La strategia di intervento sul Padiglione C si è quindi articolata nelle seguenti fasi: - Individuazione delle carenze strutturali più significative. - Definizione delle macrounità strutturali che formano l intero edificio. - Definizione dei nuovi carichi di progetto. - Definizione delle possibili tecniche di rinforzo in relazione al layout di progetto. - Definizione delle resistenze di progetto attraverso una nuova campagna di indagine. - Analisi strutturale nella configurazione di progetto.

24 ADEGUAMENTO SISMICO PADIGLIONE C: I GIUNTI ESISTENTI (4 cm) E LE RELATIVE MACROUNITA STRUTTURALI

25 Valutazione dell inserimento di giunti tipo Shock Trasmitter (non utilizzato) Particolare di connessione con le strutture esistenti Particolare disposizione planimetrica dei sistemi ad olio

26 ADEGUAMENTO DEI GIUNTI ESISTENTI MEDIANTE NUOVI TELAI IN CA PER EVITARE IL MARTELLAMENTO SISMICO TRA CORPI ADIACENTI (15 cm) GIUNTO A1-B GIUNTO B-C GIUNTO D-A2

27 REALIZZAZIONE DI CAPPA IN C.A. ALL ESTRADOSSO DEL SOLAIO PER CREARE UN PIANO RIGIDO DI RIPARTIZIONE DELLE FORZE SISMICHE STATO DI FATTO SOLAI ESISTENTI PARTICOLARE SEZIONE SOLAIO ESISTENTE CON CAPPA 4cm DI RINFORZO (LC 30/33, γ =18 kn/m3) SOLUZIONE IN PROGETTO

28 LA COSTRUZIONE NEGLI ANNI 30-40

29 Al fine di definire le resistenze dei materiali esistenti si è eseguita una campagna conoscitiva sperimentale. Per limitare gli inconvenienti all esercizio dell ospedale si è messa in atto una campagna poco invasiva con verifiche in sito limitate di tipo LC1. Per quanto riguarda il numero dei dettagli costruttivi da rilevare per travi e pilastri nella tabella C8A.1.3. della circolare applicativa vengono definite il numero di prove da eseguire in relazione alle superfici di intervento.

30 Nella circolare al punto C8A.1.B.3 viene detto :. Sono ammessi metodi di indagine non distruttiva di documentata affidabilità, che non possono essere impiegati in completa sostituzione di quelli sopra descritti, (metodi distruttivi) ma sono consigliati a loro integrazione, purché i risultati siano tarati su quelli ottenuti con prove distruttive. Nel caso del calcestruzzo, è importante adottare metodi di prova che limitino l influenza della carbonatazione degli strati superficiali sui valori di resistenza. Attraverso questa precisazione, per ogni piano, sono stati definiti i seguenti metodi di indagine :

31 In una campagna di indagine limitata (LC1) le resistenze di progetto non possono essere desunte dalle prove sperimentali. Ai fini delle verifiche sono state assunte quelle definite dalla normativa (Tab. C8A.2.1 della circolare).

32 Alla resistenza di base si sono applicati i coefficienti amplificativi per tener conto dell effettiva condizione delle murature nelle condizioni di progetto.

33 Al fine di verificare che le resistenze di progetto desunte dai valori normativi fossero corrette sono state comunque effettuate delle prove sperimentali con i martinetti piatti doppi. Immagine della prova posizione dei deformometri

34 PADIGLIONE C : DEFINIZIONE AZIONI SISMICHE

35 I risultati delle analisi hanno evidenziato sollecitazioni sulle murature (rinforzate) inaccettabili. Questo risultato è dovuto fondamentalmente a 2 fattori: Le sollecitazioni sismiche, per la zona considerata, sono molto severe per il fatto che la struttura è strategica (Classe IV). Oltre all equilibrio delle nuove forze orizzontali (non contemplate nel progetto originario) sono stati aumentati notevolmente i carichi verticali dovuti alla nuova cappa collaborante (γ = 18 kn/m3) ed ai nuovi carichi di progetto richiesti (finiture e variabili). L aumento di tali carichi ha aumentato anche le masse sismiche e quindi le forze orizzontali stesse. Sono state quindi inserite nuove strutture sismoresistenti diffuse e concepite come pareti in c.a. di 12 cm poste come pelle delle murature esistenti. Individuata questa soluzione, come tecnicamente possibile, è stata svolta un analisi dinamica con spettro di risposta per definire le sollecitazioni sulle nuove strutture.

36 PARTICOLARI DI RINFORZO SULLE MURATURE ESISTENTI PARTICOLARE SU MURI PERIMETRALI PARTICOLARE SU MURI BINATI INTERNI

37 PADIGLIONE C : PIANTA PIANO TIPO PROGETTO CORPO A1

38 ADEGUAMENTO SISMICO PADIGLIONE C: RINFORZO FONDAZIONI NUOVI COLLEGAMENTI TRA FONDAZIONI PUNTUALI

39 LA COSTRUZIONE NEGLI ANNI 30-40

40 ADEGUAMENTO SISMICO DELLE FONDAZIONI DEL PADIGLIONE C AUMENTO DELLA CAPACITA RESISTENTE, DELLA DUTTILITA E DELL IMPRONTA DI CONTATTO CON IL TERRENO DI FONDAZIONE

41 ADEGUAMENTO SISMICO PADIGLIONE C : RINFORZI STRUTTURALI

42 I modelli ad elementi finiti realizzati per l analisi strutturale Modello blocco A1 e A2

43 I modelli ad elementi finiti realizzati per l analisi strutturale Modello blocco B

44 I modelli ad elementi finiti realizzati per l analisi strutturale Modello blocco C

45 I modelli ad elementi finiti realizzati per l analisi strutturale Modello blocco D

46 I modelli ad elementi finiti realizzati per l analisi strutturale Modello blocco E

47 ADEGUAMENTO SISMICO PADIGLIONE A

48 STATO PRE INTERVENTO DEL PADIGLIONE A

49 STATO PRE INTERVENTO DEL PADIGLIONE A

50 STATO DI PROGETTO PADIGLIONE A

51 GLI INTERVENTI GIA REALIZZATI

52 PADIGLIONE A COMPLETATO

53 SEZIONE TRASVERSALE DI PROGETTO PADIGLIONE A

54 Il modello ad elementi finiti realizzato per l analisi strutturale generale Modello Padiglione A

55 PADIGLIONE A: PUNTELLAZIONE SOLAIO P3 PER DEMOLIZIONI

56 PADIGLIONE A : PIANTA FONDAZIONI

57 PADIGLIONE A : PIANTA FONDAZIONI

58 PADIGLIONE A : PIANTA FONDAZIONI

59 PADIGLIONE A : PIANTA FONDAZIONI

60 NUOVI CORES DI CONTROVENTO PADIGLIONE A

61 STATO DI PROGETTO PADIGLIONE A : PIANTA PIANI 1 E 2

62 STATO DI PROGETTO PADIGLIONE A : PIANTA PIANI 3

63 STATO DI PROGETTO PADIGLIONE A : PIANTA PIANI 4-5-6

64 NUOVI SOLAI POST-TESI PADIGLIONE A

65 NUOVI SOLAI POST-TESI PADIGLIONE A

66 NUOVI SOLAI POST-TESI PADIGLIONE A

67 NUOVI SOLAI POST-TESI PADIGLIONE A

68 PER ULTERIORI INFORMAZIONI Milano Martedì 19 Novembre SI RINGRAZIA IN PARTICOLARE L Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano per aver ospitato il presente incontro GRAZIE A TUTTI E ARRIVEDERCI

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