Gli impianti di videosorveglianza

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1 Adalberto Biasiotti Gli impianti di videosorveglianza Pianificazione, operatività, manutenzione e privacy IV Edizione 1

2 Indice generale INDICE GENERALE Presentazione della IV edizione Premessa CAPITOLO 1 Obiettivi e sorgenti luminose Perché trattare le lenti Come viene realizzato il trattamento delle ottiche La direttiva RoHS Antiriflesso: è il trattamento più importante La pulizia delle lenti Le specifiche geometriche dell ottica Gli obiettivi speciali La determinazione del campo ripreso Una rapida panoramica sulle sorgenti luminose Tutto quello che bisogna sapere sui LED In conclusione CAPITOLO 2 Sensori e telecamere Una veloce panoramica Sensori di ieri e di oggi Da CCD a CMOS

3 Indice generale 2.3 Alcune caratteristiche delle telecamere La risoluzione Il rapporto segnale-disturbo L illuminazione minima La resa dei colori La messa a fuoco automatica L otturatore elettronico La protezione delle telecamere La protezione delle custodie di apparati elettrici La specifica del grado di protezione di custodie (codice IP) Protezione dall introduzione di oggetti estranei Protezione dall introduzione di liquidi Lettere addizionali La Classificazione NEMA La protezione dei cablaggi Le telecamere speciali Le telecamere PTZ Cosa sono le mini dome e mini speed dome Telecamere a trecentosessanta gradi Telecamere con LED incorporati Telecamere a megapixel: se le conosci, le usi! Le telecamere ad alta sensibilità Le telecamere all infrarosso Le telecamere con flash memory Le telecamere prossime venture Infine: nuovi sensori e nuovi problemi

4 Indice generale CAPITOLO 3 Le reti videodigitali Internet elementare Le telecamere IP La evoluzione delle architetture video IP Rapporto di compressione e risoluzione L housing del web server Cominciamo a parlare di traffico Parliamo adesso di PoE L ottimizzazione del traffico in rete La latenza dell immagine Dalla rete al suo supporto Il buon vecchio doppino telefonico La fibra ottica è regina Non dimentichiamo internet CAPITOLO 4 Tecnologie senza fili: aspetti tecnici, operativi e gestionali Le leggi della fisica La portata Il rateo e la portata di trasmissione Le modalità di utilizzo dello spettro elettromagnetico Spread spectrum FOS - Free Space Optics Sistemi di collegamento a microonde Il budget energetico

5 Indice generale L architettura di rete La sicurezza della trasmissione Le tipologie di sistemi senza fili Ricetrasmissione convenzionale PLC - Power Line Carrier GSM, GPRS ed UMTS GPRS EDGE - Enhanced Data rate for GSM Evolution UMTS Cos è Wi-Fi Wi - Max La tecnologia ZigBee UWB - Ultra Wide Band Gli accordi a livello normativo Come operare in ambienti ad alto rischio elettromagnetico Un esempio di applicazione combinata: DAS a New York CAPITOLO 5 Il manuale della sicurezza delle reti senza fili La sicurezza delle reti senza fili Il manuale della sicurezza La definizione delle politiche di sicurezza L uso degli applicativi Crittografia ed autentica Le politiche di sicurezza Il coinvolgimento dell alta direzione La sensibilizzazione e la formazione dei dipendenti

6 Indice generale Il controllo della rete Le misure correttive L aggiornamento costante Infine CAPITOLO 6 Pianificazione ed allestimento di un impianto di videosorveglianza La scelta dell area e degli obiettivi primari Il rapporto tra l area da osservare ed il bersaglio sotto esame Il livello di riconoscimento La sala controllo: dove, una, due? Il rapporto costo-beneficio La valutazione dei costi e le procedure di appalto L allestimento di una sala di videosorveglianza: alcuni aspetti critici Le problematiche di sicurezza e controllo dell accesso Biometria e controllo dell accesso Gli allestimenti impiantistici di supporto Un cenno sui monitor I monitor del futuro I video wall Quante telecamere e quanti monitori I turni di osservazione La sedia, questa sconosciuta Dal simulacro fisico agli applicativi di simulazione Illuminazione tradizionale e non

7 Indice generale L illuminazione circadiana Altri apparati Infine, attenti alle normative di sicurezza La normativa UNI 11068: Centrali di telesorveglianza - Caratteristiche procedurali, strutturali, di controllo CAPITOLO 7 Le normative tecniche applicabili alla videosorveglianza Gli enti normativi Il contrassegno delle normative Il panorama normativo specifico per sistemi di videosorveglianza - serie Dall Italia al mondo Chi è ONVIF PSIA PSIA e ONVIF all opera HDcctv Alliance - High Definition closed circuit television Alliance CAPITOLO 8 La valutazione oggettiva dei sistemi di videosorveglianza ed il metodo rotakin I bersagli standardizzati elettronici I bersagli ottici I metodi soggettivi ed il bersaglio rotakin Il protocollo di prova Parliamo ancora di privacy

8 Indice generale CAPITOLO 9 L addetto alla sala operativa TVCC: profilo psicofisico e processo di selezione Alcune domande critiche Il processo di selezione Un caso pratico Compiti e responsabilità dell addetto alla sala operativa Il processo di selezione La scelta esterna L esperienza britannica È possibile predire comportamenti anomali? CAPITOLO 10 L analisi intelligente del contenuto del segnale video VCA: un acronimo oggi familiare La storia Le principali architetture oggi disponibili Come funzionano questi applicativi Attribuzione di punteggi tecnici Le principali funzionalità I fattori che creano il metadato L acquisto di un VCA Video Content Analysis: attese, delusioni ed esperienze i-lids: la valutazione oggettiva e comparata

9 Indice generale CAPITOLO 11 Una traccia analitica delle attività di manutenzione Impostare un contratto di manutenzione Guasto e avaria Un esempio di tabella di interventi di manutenzione per impianti di videosorveglianza Prescrizioni aggiuntive CAPITOLO 12 La videoregistrazione: tecniche, durata, protezione, certificazione e cancellazione dei supporti Una breve introduzione L architettura tecnologica Tecniche ed algoritmi di compressione La compressione del segnale video MPEG ed H Vediamo meglio H Come e dove archiviare Archiviazione accentrata e distribuita La cancellazione dei supporti magnetici Arriva la norma europea! La tabella con i livelli di frammentazione CAPITOLO 13 Il valore probatorio delle immagini digitali Alcuni aspetti connessi all acquisizione di immagini digitali

10 Indice generale 13.2 La catena della custodia Come garantire e proteggere una videoregistrazione La filigrana elettronica Videoregistrazioni ed evidenza criminologica Esempi di modulistica Procedura di estrazione e consegna di immagini videoregistrate Traccia di verbale di riversamento La manipolazione delle immagini digitali Conclusioni CAPITOLO 14 Videosorveglianza e privacy Il provvedimento del 29 novembre Il provvedimento generale sulla videosorveglianza del 29 aprile L atto programmatico ed il regolamento operativo Il diritto di accesso Inquadrare sempre e tutto? I settori specifici La comunicazione a soggetti terzi Il conflitto potenziale tra statuto dei lavoratori ed esigenze di tutela dei lavoratori e dei beni dell azienda Una sentenza della Cassazione cambia le carte in tavola Ma non è finita! Il problema del videocitofono

11 Indice generale 14.7 Il problema specifico dell accesso ai centri storici Guardare e non ascoltare (forse)! Privacy e security Un analisi commentata del provvedimento 8 aprile Finalmente giungono le regole per il condominio Il mistero del DPS scomparso Il futuro prossimo venturo Il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali CAPITOLO 15 Sintesi di alcune sentenze e provvedimenti afferenti alla videosorveglianza Violazioni, illeciti e tutele Il campo ripreso Il conflitto fra lo statuto dei lavoratori e l impianto di videosorveglianza I primi provvedimenti: privacy a Capri Raccolta differenziata e bilanciamento di interessi Ancora sul campo ripreso dagli impianti di videosorveglianza Videosorveglianza in mare: le telecamere su zone protette devono rispettare la privacy Webcam in spiaggia Ancora problemi con il condominio! Dal condominio al supermercato Dal supermercato ad un porto turistico Infine

12 Indice generale APPENDICE ALLEGATO 1 Un glossario per telecamere e reti ALLEGATO 2 Raccolta di sentenze e provvedimenti in tema di videosorveglianza ALLEGATO 3 Ministero degli Interni - Sistemi di videosorveglianza - Definizione di linee guida in materia

13 Presentazione della IV edizione PRESENTAZIONE DELLA IV EDIZIONE A poco meno di 3 anni dalla pubblicazione della terza edizione del volume, dedicato agli impianti di videosorveglianza, mi vedo costretto a pubblicare una revisione, che recepisce le evoluzioni tecniche e legislative che hanno coinvolto il mondo degli impianti di videosorveglianza. Il mercato di questi impianti, pure in uno scenario economico complessivamente assai contenuto, continua a registrare un incremento significativo in tutte le parti del mondo. In particolare, Asia e Pacifico rappresentano due aree di sviluppo oltremodo accelerato e tale da compensare ampiamente il rallentamento e, in qualche limitato caso, la riduzione dei volumi dell area americana ed europea. Gli sviluppi tecnologici sono oltremodo significativi, e vanno dal sempre più diffuso utilizzo di illuminatori a stato solido, alla riduzione di prezzo ed alla conquista di elevate quote di mercato delle telecamere ad alta definizione. Le reti digitali sono ormai gli obbligate ad abbandonare il protocollo IPv4, per insufficienza di indirizzi, e l utilizzo di protocolli IPv6 rappresenta un obbligo di capitolato, che pochi progettisti possono permettersi di non imporre. Sul piano legislativo e normativo, nel giro di un paio d anni in Italia ed in Europa abbiamo assistito a significative evoluzioni, che richiedono in pratica la riscrittura dell intero capitolo dedicato alla protezione dei dati personali. Il fatto che l Europa abbia ormai deciso di trasformare la direttiva comunitaria sulla protezione dei dati personali in un regolamento, con il conseguente obbligo di uniforme adozione da tutti i paesi della unione, porterà ad una rivisitazione completa degli adempimenti oggi correnti in Italia, con l introduzione di nuove regole e l apparizione di nuovi personaggi, come ad esempio il Data Protection Officer - DPO. Nel mettere a punto questo intervento di revisione, ho deciso di eliminare alcuni documenti, che erano di fresca pubblicazione del 2010, ma che oggi rappresentano una dotazione standardizzata per chiunque abbia a che fare con impianti di videosorveglianza. 15

14 Presentazione della IV edizione Ancora una volta, prego i lettori di inviarmi le loro osservazioni su questo testo, acciocché possa esaminarle ed eventualmente recepirle in future revisioni. Adalberto Biasiotti 16

15 Premessa PREMESSA Il mio primo libro, dedicato ai sistemi di ripresa televisiva in circuito chiuso, è stato pubblicato nel Il mio secondo volume, dedicato agli stessi temi, è stato pubblicato nell anno Quando, alla fine del 2009, l editore mi ha chiesto di porre mano ad un aggiornamento dell edizione del 2000, ho ritenuto di poter mettere alle stampe il volume aggiornato, nel giro di poco più di un mese di lavoro. Evidentemente la memoria dei contenuti del volume, pubblicato nell anno 2000, mi ha tradito, così come mi aveva tradito la percezione che ebbi delle esigenze di aggiornamento di questo volume. Il volume nasce con parecchi mesi di ritardo, rispetto alle richieste dell editore, in quanto mi sono reso conto che non dovevo approntare un aggiornamento di un testo esistente, ma dovevo affrontare la scrittura di un nuovo volume. In pratica, come di quanto scrissi nel 1985 poco è rimasto nell edizione dell anno 2000, ancora meno forse è rimasto di quanto scritto nell edizione del 2000, in questa nuova edizione. Tanto per dare un idea di quanto è cambiato il mondo della videosorveglianza nell arco di ventenni, basta citare la diffusione accelerata di sistemi di videosorveglianza con sensori a stato solido, l introduzione ormai sempre più allargata di sistemi di analisi intelligente del segnale video, le reti digitali ed i sistemi di archiviazione delle immagini a stato solido. In alcuni casi ci troviamo davanti a tecnologie affatto nuove, in altri casi ci troviamo davanti a tecnologie che potevano essere innovative nel 2000, ed oggi sono di uso corrente. I tempi di migrazione dai laboratori di ricerca avanzata ad impianti di uso corrente sono sempre più ridotti ed ecco la ragione per la quale si deve forse fin da adesso pensare al fatto che una nuova edizione di questo volume non dovrebbe comparire a così grande distanza dalle precedenti. Si pensi ad esempio al tema della privacy, che nell anno 2000 era stato appena abbozzato dal primo intervento dell autorità Garante per la pro- 17

16 Premessa tezione dei dati personali. Oggi la privacy è un aspetto fondamentale nella progettazione e gestione di impianti di videosorveglianza e nessuno si permetterebbe di mettere in second ordine questo aspetto fondamentale. Il recente provvedimento di Garante in data 8 aprile 2010 ne è la prova. Anche la progettazione delle sale operative ha fatto passi da gigante ed oggi l attenzione prestata alla realizzazione della sala operativa è ben maggiore di quella che veniva prestata anche solo un decennio fa. Mi auguro che i lettori troveranno in questo volume uno strumento di lavoro sufficientemente aggiornato e tale da consentire loro di progettare, installare, tenere in esercizio sistemi di videosorveglianza sempre più efficienti, efficaci ed in grado di dare un contributo determinante alla sicurezza della società in cui viviamo. Adalberto Biasiotti 18

17 CAPITOLO 6 PIANIFICAZIONE ED ALLESTIMENTO DI UN IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA Mi auguro che i lettori non rimangano stupiti dall affermazione che segue: - ho purtroppo rilevato che un gran numero di responsabili di grandi enti, anche pubblici, che debbono assumere decisioni in merito all opportunità di installare un sistema di videosorveglianza, non hanno le idee chiare sulla pianificazione di questa scelta critica. Essa può avere riflessi oltremodo positivi, se impostata correttamente, ma potrebbe suscitare numerose perplessità nei cittadini ed in generale nei soggetti ripresi, se le motivazioni alla base della decisione non sono state correttamente inquadrate. È questa la ragione per la quale ritengo appropriato illustrare, passo dietro passo, quali debbono essere le azioni che possono permettere di pianificare correttamente questa scelta e giungere ad una decisione, pienamente motivata sul piano dei contenuti e della forma. Il fatto che questi impianti siano spesse assai costosi non fa altro che rendere ancora più necessario il seguire un corretto percorso nella scelta, per essere in grado di illustrare e di giustificare, in ogni momento, a controllori, azionisti e cittadini il percorso decisionale seguito. Se inoltre questo percorso segue uno schema formalmente corretto, diventa anche più facile, in prosieguo di tempo, aggiornare le valutazioni e renderle sempre più coerenti con gli obiettivi indicati. 245

18 6.1 La scelta dell area e degli obiettivi primari È evidente che il primo passo è rappresentato dalla individuazione dell area, nella quale si vuole introdurre questo sistema di controllo del territorio e di riduzione dell allarme sociale. L area può essere un intero centro commerciale, oppure un parcheggio all aperto, oppure una stazione ferroviaria o metropolitana, oppure ancora uno stadio od un intero centro pedonale cittadino, come ad esempio avviene assai di frequente nei paesi anglosassoni. Occorre disporre di una pianta a larga scala della zona, il modo da poter delimitare con chiarezza la zona da riprendere, o meglio ancora la zona nella quale si devono applicare le modalità di controllo a distanza, che sono tipiche di un sistema di videosorveglianza. Con ogni probabilità, l area non sarà una sola, ma potrebbero essere più di una e per ognuna di esse occorre avere disposizione questo strumento topografico aggiornato, meglio se con l indicazione di tutti i fattori afferenti alla visibilità, od alla eventuale sua mancanza, per la presenza di particolari ostacoli. Praticamente di conserva con la scelta dell area, devono esser individuati gli obiettivi, che l installazione di questo impianto si pone di raggiungere. Gli obiettivi primari possono esser i più vari. Ecco gli obiettivi individuati dal Comune di Portici, che ha tempo addietro hanno attivato un avanzato impianto di videosorveglianza: Con il servizio di videosorveglianza, connesso al sistema di pannelli di messaggio variabile, il Comune, nel pieno rispetto della normativa vigente e della riservatezza dei cittadini, intende monitorare le zone nevralgiche dei traffico cittadino ed i punti di maggiore concentrazione abitativa, al fine di: a) dotarsi di uno strumento attivo di protezione civile, per la individuazione e la gestione delle aree e dei punti strategici a fronte di emergenze; b) identificare, in tempo reale, luoghi e ragioni di ingorghi per consentire il pronto intervento della polizia municipale e, ai fini dei piano di emergenza comunale, gli itinerari di afflusso e deflusso di colonne di aiuto o evacuazione dei cittadini; c) comunicare agli utenti della strada le vie di maggiore intensità di traffico, i tempi di attesa dei servizi pubblici e quanto altro utile all informazione sulla viabilità; 246

19 d) rilevare dati anonimi per lo studio e l analisi dei flussi di traffico e la predisposizione dei piani comunali; e) rilevare infrazioni al codice della strada; f) rilevare situazioni di pericolo per la sicurezza pubblica, consentendo l'intervento degli operatori; g) con il telecontrollo ambientale il Comune intende dotarsi degli strumenti atti a rilevare i livelli di inquinamento atmosferico, per la predisposizione, l adozione ed il controllo dei relativi provvedimenti, ed assumere dati utili al servizio di protezione civile. Per contro, un centro commerciale potrebbe porre solo gli obiettivi da tenere sotto controllo il flusso dei clienti ed il traffico veicolare nel parcheggio, oltre all evidente funzione antitaccheggio, se le telecamere coprono anche l interno del complesso. Infine, si deve anche indicare la fascia oraria e le condizioni climatiche (nebbia?), in cui tali obiettivi debbono esser perseguiti, per invocare, se del caso, il coinvolgimento di specialisti d illuminotecnica od orientare i progettisti verso soluzioni tecnologicamente avanzate di ripresa notturna. Come si vedrà in seguito, la chiara definizione degli obiettivi è precondizione a tutte le future fasi progettuali, di cui la seguente è decisamente critica. 6.2 Il rapporto tra l area da osservare ed il bersaglio sotto esame È questa una fase di estrema criticità, perché anche se è evidente che tutti vorrebbero, per ragioni di costo, usare una sola telecamera per osservare un parcheggio di 500 vetture, è evidente che con questa soluzione si spenderebbe poco, ma non si otterrebbe alcun risultato pratico. In particolare, il bersaglio da osservare rappresenta l aspetto più critico dell intero processo decisionale, perché ben altra cosa è imporre di esaminare le fattezze di un individuo sospetto, oppure leggere un numero di targa, oppure osservare un gruppo di facinorosi, che si stanno dirigendo verso una recinzione per scavalcarla. L estensione dell area da osservare e la precisa individuazione del tipo 247

20 di bersaglio che deve essere individuato rappresentano due fattori, che devono essere correttamente inquadrati, nel momento in cui diventa fondamentale decidere qual è l obiettivo in base al quale si decide di installare questo impianto. Se l obiettivo è quello di tenere sotto controllo il flusso del traffico in un critico incrocio cittadino, probabilmente non vi è alcun bisogno di leggere le targhe, mentre rilevare una infrazione stradale, come quella commessa da un veicolo non autorizzato che entra nel centro storico, la individuazione della targa, e magari anche il colore e tipo della vettura, è un aspetto fondamentale di progetto. Nel primo caso bisogna utilizzare una telecamera con un grande angolo, che copre dall alto l intero incrocio critico e deve offrire all osservatore un campo di ripresa, che non può e deve entrare in dettagli specifici circa le autovetture coinvolte, e deve piuttosto offrire indicazioni sul flusso veicolare direttamente coinvolto nell eventuale blocco del traffico. Per contro, se la telecamera deve inquadrare, a fini di repressione di una violazione del traffico, un autoveicolo che sta occupando la corsia di destra della via di penetrazione nel centro storico, il campo deve essere quanto mai ristretto, al limite di solo tre o quattro metri di larghezza, e la prospettiva di inquadramento deve essere tale da permettere di catturare con nitidezza la targa della vettura e eventuali ulteriori elementi di riscontro, come ad esempio il colore ed il modello della vettura stessa. Se questa aspetti non vengono focalizzati sin dalla prima fase del progetto, è evidente che il tecnico che dovrà poi realizzare la progettazione esecutiva dell impianto si troverà in gravi difficoltà e potrebbe effettuare errori grossolani nel valutare il numero delle telecamere, la loro posizione e l ottica appropriata. 6.3 Il livello di riconoscimento Una fase immediatamente successiva a quella di inquadramento generale, sopra illustrata, riguarda l accurata definizione del livello di identificazione al quale si vuole ricondurre il bersaglio, prima individuato, che può essere un malvivente che sta scassinando una vettura, un gruppo di vetture che bloccano un incrocio, oppure ancora la targa di una vettura. Perché questo bersaglio venga identificato al livello voluto, occorre tener 248

21 presente che esiste una scala di dimensioni che il bersaglio occupa sul monitor della sala di controllo, che determina i cinque livelli di successivo miglior inquadramento del soggetto, che vanno dal puro e semplice monitoraggio di insieme, alla identificazione di uno specifico individuo. A questo proposito, ricordiamo che è stato messo a punto un sistema di classificazione di queste cinque categorie, facendo riferimento ad un bersaglio standardizzato, chiamato Rotakin (vedi per dettagli il capitolo 8 a pag. 329). La tabella 6.1 dà una chiara idea dell altezza che deve occupare questo bersaglio in percentuale dell altezza dello schermo di un monitore, perché si possano verificare i cinque casi sopradescritti. Tab. 6.1 Altezza percentuale Meno di 5% R Non meno di 5% R Non meno di 10% R Non meno di 50% R Non meno di 120% R Qualità della individuazione non rilevabile l eventuale intruso o fatto anomalo probabilmente non viene rilevato Monitoraggio e controllo Si percepisce la presenza di un elemento estraneo nella immagine, senza ulteriori indicazioni Rilevazione Si percepisce la presenza di un intruso od un bersaglio Riconoscimento Si percepisce la presenza di un intruso e si può anche effettuarne una descrizione approssimata (corporatura, sesso, abbigliamento, direzione del movimento ecc.) Identificazione Si può descrivere accuratamente l intruso o, se si tratta di soggetto noto all osservatore, di riconoscerlo Le modalità di osservazione e rilievo delle attività oggetto di sorveglianza Solo una persona che vive in mezzo agli alieni può immaginare che un addetto al controllo dei monitori di una sala operativa possa davvero tenere sotto osservazione costante le immagini presentate dai monitori. Questa affermazione è vera per un solo monitore ed è esponenzialmente più vera, quando l operatore si trova a dover fronteggiare qualche dozzina di monitori, scenograficamente disposti sulla parete antistante il banco di comando. 249

22 È bene chiarire subito che le suggestive fotografie, che spesso vengono pubblicate sui giornali, che mostrano appunto la situazione appena esposta, servono solo a colpire l immaginazione collettiva, ma è evidente che banchi di comando di tal tipo non possono essere ragionevolmente gestiti neppure da tre o quattro operatori. Il campo focale nitido di un occhio umano, alla distanza di circa 40 cm, non supera i cm di diametro ed è proprio questa la ragione un cui le fotografie dei fotografi professionisti vengano sempre realizzate nel formato standard di cm 24x30; è questo il formato ottimale per l osservazione di una fotografia, o di una qualunque altra immagine, tenuta a circa cm di distanza dagli occhi. Se il monitor viene posto più vicino, l occhio può mettere a fuoco con nitidezza solo una porzione delle immagini, mentre se viene posto più lontano l occhio cattura due o tre monitori contemporaneamente. Il cervello non arriva a tenere sotto contemporaneo controllo due o tre eventi separati, che vengono simultaneamente convogliati dall occhio al cervello. A questo punto si pone il problema, purtroppo sovente trascurato, di determinare quali sono le modalità grazie alle quali il fenomeno anomalo, per l individuazione del quale è stato installato l impianto di videosorveglianza, può essere portato all attenzione dell operatore. In qualche caso si utilizzano dei circuiti elettronici, chiamati di motion detection, che possono attivare i monitori od un allarme acustico, nel momento in cui nell area sotto controllo si verifica una variazione di luminosità. È questa una tipica installazione che permette di tenere sotto controllo una porta di emergenza od un ingresso carraio, dal quale normalmente nessuno dovrebbe passare. In altri casi si può installare un rivelatore volumetrico, che svolge una funzione non diversa da quella appena illustrata, magari con qualche costo e complessità aggiuntivi. In altri casi l operatore può essere indirizzato ad uno specifico monitor da una segnalazione via radio, proveniente da una pattuglia sul campo. È classico il caso della segnalazione via radio proveniente da un addetto ad un parcheggio pubblico, che segnala l allontanamento di una vettura che ha causato un danneggiamento ad un altra vettura parcheggiata. In altri casi è l esperienza dell operatore che lo induce a tenere sotto controllo, ad esempio, un gruppo di tifosi che egli riconosce come possibili portatori di turbamento. 250

23 Anche il fatto che in determinate ore del giorno possa esservi un rischio più elevato che si verifichino situazioni anomale può costituire una guida per l esperto operatore. Ad esempio, se la telecamera tiene sotto controllo l ingresso di un teatro, è evidente che poco prima dell apertura delle porte, se già vi è un certo assembramento di spettatori, sarà cura dell operatore tenere sotto attento controllo l immagine di questa particolare telecamera. Si tratta di un aspetto estremamente delicato, in cui la esperienza nell operatore deve integrarsi con tutta una serie di segnalazioni provenienti dal campo. Tempo di reazione dell operatore e registrazione delle immagini Come si vede, è di estrema importanza non solo definire quali sono i fattori oggettivi che possono richiamare l attenzione dell operatore, ma occorre anche definire un altro aspetto fondamentale, legato al tempo di reazione dell operatore stesso. Ecco perché una fase critica della pianificazione riguarda non solo la indicazione degli eventi, che debbono far attivare in modo specifico l attenzione dell operatore in sala controllo, ma anche l indicazione delle modalità di reazione nel comportamento dell operatore, con particolare riferimento al tempo di reazione. Un diretto corollario di questa procedura è evidentemente la messa a punto di un protocollo di reazione da parte dell operatore, ad esempio allertando le pattuglie di pronto intervento o attivando qualsiasi altro ente specificamente coinvolto nella gestione e correzione dell evento anomalo da lui osservato. Proprio per sopperire alle numerose difficoltà sopra illustrate, in fase di pianificazione degli impianti di videosorveglianza si può anche ipotizzare di effettuare una videoregistrazione continua di tutte le immagini, che provengono da tutte le telecamere. La soluzione per la verità non è perfetta, in quanto se pure è utile avere una documentazione di un evento anomalo, cui l operatore non abbia prestato la dovuta attenzione, è pur vero che se questo evento anomalo avesse richiesto un immediata reazione dell operatore e questa reazione non si fosse verificata, rimarrebbe soltanto un documento che dimostra da quale porta della stalla i buoi sono scappati. 251

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