LA GUIDA DEL PESCATURISMO

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1 LA GUIDA DEL PESCATURISMO Nell oscurità il vecchio sentì giungere il mattino e mentre remava udì il suono tremolante dei pesci volanti che uscivano dall acqua e il sibilo fatto dalle rigide ali tese mentre si allontanavano librate nel buio. Il Vecchio e il Mare Ernest Hemingway Indice 1

2 Introduzione..pag 3 Che cos è il pescaturismo...pag 3 La normativa che regola il pescaturismo.....pag 3 Gli strumenti della pesca...pag 9 Itinerari pag 18 INTRODUZIONE Una giornata a bordo di un peschereccio in compagnia dei pescatori che ci guidano nella conoscenza dell ambiente costiero e del mare con i suoi segreti e le sue leggende, osservare i metodi della pesca tradizionale e gustare a bordo il pesce appena pescato e cucinato con le ricette della tradizione locale, raggiungere i punti inaccessibili da terra per immergersi in acque limpide alla scoperta dei gioielli naturalistici che la nostra terra offre. 2

3 CHE COS E IL PESCATURISMO Il pescaturismo è definito (D.M. 293/1999) come l attività intrapresa dall armatore singolo, impresa o cooperativa, di nave da pesca costiera locale o ravvicinata, che imbarca sulla propria unità persone diverse dall equipaggio per lo svolgimento di attività turistico ricreative. Nasce con l intento di creare un integrazione al reddito dei pescatori ma si trasforma velocemente in un nuovo modo di concepire l ospitalità turistica per chi vuol provare il contatto con il mare usufruendo dell esperienza di coloro che del mare vivono, i pescatori. L offerta è quella di trascorrere una vacanza alla scoperta del mare e della pesca professionale, i suoi ritmi e le sue tradizioni. L opportunità di trascorrere una giornata su un peschereccio accompagnato dal folclore e dal fascino che nell immaginario collettivo ha sempre suscitato la figura del pescatore, il vecchio e il mare. LA NORMATIVA CHE REGOLA IL PESCATURISMO Il pescaturismo è descritto per la prima volta dalla legge 17 febbraio 1982 n. 41 Piano per la realizzazione e lo sviluppo della pesca marittima, successivamente modificata dalla Legge 165/92. Attualmente è in vigore il Decreto Ministeriale numero 293 del 13 aprile 1999, i cui punti vengono di seguito schematicamente riportati, che semplifica la normativa e trasmette un sostanziale impulso all attività. Si tratta del Regolamento recante norme in materia di disciplina dell attività di pesca-turismo, in attuazione dell art. 27-bis della legge 17 febbraio 1982 n. 41, e successive modificazioni. Tra le iniziative di pescaturismo rientrano: a) Lo svolgimento di attività pratica di pesca sportiva mediante l impiego degli attrezzi da pesca sportiva. b) Lo svolgimento di attività turistico-ricreative nell ottica della divulgazione della cultura del mare e della pesca, quali, in particolare, brevi escursioni lungo le coste, osservazione delle attività di pesca professionale, ristorazione a bordo o a terra. c) Lo svolgimento di attività finalizzate alla conoscenza e alla valorizzazione dell ambiente costiero, delle lagune costiere e, ove autorizzate dalla regione competente, delle acque interne, nonché ad avvicinare il grande pubblico al mondo della pesca professionale. 3

4 Principali aspetti normativi a) L attività di pescaturismo può essere esercitata in tutto l arco dell anno, in ore diurne e notturne e anche nei giorni festivi con condizioni meteo-marine favorevoli. Nel periodo che va dal 1 novembre al 30 aprile l imbarcazione deve possedere a bordo sistemazioni, anche amovibili, per il ricovero al coperto degli escursionisti. b) Le unità adibite all esercizio della pescaturismo sono obbligate a ricondurre nel porto di partenza le persone imbarcate, ovvero in caso di necessità, in altro porto del compatimento. c) E autorizzato l imbarco di minori di 14 anni se accompagnati da persona maggiorenne. d) L attività di pescaturismo può essere svolta non oltre le sei miglia per le imbarcazioni autorizzate alla pesca costiera locale e non oltre le venti miglia per le imbarcazioni autorizzate alla pesca costiera ravvicinata nell ambito del compartimento di iscrizione ed in quelli confinanti. Attrezzi autorizzati durante l attività di pesca turismo 1. L attività può essere svolta dalle unità da pesca con i reti da posta, palangari, lenze, nasse ed arpioni, se previsti nella licenza di pesca. 2. Gli armatori di unità munite di licenza di pesca riportanti sistemi a traino, previa rinuncia agli stessi, possono esercitare l attività di pesca-turismo con tutti i sistemi consentiti dall art. 19 del D.M. 26/07/95, mediante il rilascio di una attestazione provvisoria da parte del capo del compartimento marittimo del luogo di iscrizione dell unita da pesca interessata. I sistemi a traino sono sbarcati e sigillati, prima dell inizio dell attività di pesca turismo, dalla locale autorità marittima. 3. Quando l attività di pesca-turismo è effettuata utilizzando gli attrezzi da pesca sportiva, il comandante ne cura la sistemazione in maniera che non rechino intralcio al normale svolgimento dell attività di bordo durante la navigazione. 4

5 ITER AMMINISTRATIVI PER L AUTORIZZAZIONE AL PESCATURISMO Per ottenere l autorizzazione all esercizio dell attività di pescaturismo deve essere presentata apposita domanda al capo del Compartimento Marittimo del luogo d iscrizione della nave. La domanda deve contenere i dati identificativi dell armatore e dell unità da pesca, il luogo di imbarco dei turisti, le tariffe applicate e deve essere corredata della seguente documentazione: Copia delle annotazioni di sicurezza; Copia della prova di stabilità e/o copia della prova occasionale di stabilità; Copia delle annotazioni di sicurezza finalizzate esclusivamente all esercizio del pescaturismo. L autorizzazione al pescaturismo è rilasciata dal Capo del Compartimento Marittimo del luogo d iscrizione della nave tenuto conto degli accertamenti di sicurezza eseguiti anche per il tramite degli uffici marittimi dipendenti e della prova pratica di stabilità. Le annotazioni di Sicurezza finalizzate esclusivamente all esercizio del pescaturismo hanno la medesima validità temporale di quelle per l esercizio della pesca (3 anni). Il capo del Compartimento Marittimo, in sede di rilascio dell autorizzazione, fissa il numero massimo di persone imbarcabili (fino ad un massimo di 12persone). L autorizzazione per il pescaturismo deve essere rilasciata entro 60 giorni dalla presentazione della domanda e l esercente l attività è tenuto ad aggiornare la documentazione relativa alla sicurezza. L imbarcazione ed il personale devono essere in regola con la vigente normativa sulla sicurezza sul lavoro e sulla normativa di igiene e sicurezza alimentare. Condizioni di sicurezza e sanitarie Le navi destinate all esercizio dell attività di pesca-turismo devono essere provviste del materiale sanitario indicato nelle istruzioni annesse al decreto 25 maggio 1988, n 279 del Ministero della Sanità, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n 170 del 25 maggio 1998 e di seguito riportato: Il materiale sanitario non scaduto deve essere conservato in cassette di medicinali con pareti rigide, facilmente asportabile, a tenuta stagna e galleggiante, contenenti: - 1 flacone da 250 cc di disinfettante a base d ammonio quaternario; - 1 flacone di vetro scuro d ammoniaca; - 5 confezioni di varie misure di bende; - 1 confezione di cerotti medicati ed una di cerotto adesivo; - 1 pacco da 250 gr. di cotone idrofilo; - 1 forbice comune; - 1 confezione di varie misure di garza idrofila in compresse; 5

6 - 1 confezione di garza vaselinata in compresse; - 1 confezione di guanti monouso; - 1 confezione di stecche per fratture. Le imbarcazioni autorizzate all attività di pescaturismo devono essere in regola e avere a bordo i mezzi di salvataggio come previsto dal D.M. 5 agosto 2002 N tali mezzi possono essere suddivisi in individuali e collettivi. I mezzi di salvataggio collettivi ed individuali nonché i mezzi antincendio devono essere conformi alla normativa vigente, devono essere mantenuti in buono stato di funzionamento ed essere pronti all'uso immediato in ogni momento. Mezzi di salvataggio collettivi delle navi abilitate alla pesca costiera locale 1. Le navi abilitate alla pesca costiera locale devono essere dotate di zattere di salvataggio di capacita' sufficiente per tutte le persone a bordo, ovvero di apparecchi galleggianti approvati di capacita' sufficiente per tutte le persone a bordo. 2. Le navi abilitate alla pesca costiera locale possono essere autorizzate dal Capo del compartimento marittimo di iscrizione a estendere la navigazione fino a 12 miglia dalla costa previo parere favorevole dell'ente tecnico e imbarco di zattere di salvataggio di capacita' sufficiente per tutte le persone a bordo. L'autorizzazione e' annotata sulla licenza di navigazione e la sua scadenza coincide con quella delle annotazioni di sicurezza. 3. Le navi che svolgono attivita' di pesca ad una distanza massima di tre miglia dalla costa non hanno l'obbligo di essere dotate di mezzi di salvataggio collettivi. Mezzi di salvataggio collettivi delle navi abilitate alla pesca costiera ravvicinata Le navi abilitate alla pesca costiera ravvicinata con limitazione della navigazione entro 20 miglia dalla costa devono essere dotate di zattere di salvataggio di capacità sufficiente per tutte le persone a bordo. Misure individuali Per ogni persona presente a bordo è richiesta una cintura di salvataggio dotata di luce. Per i salvagenti anulari si hanno le seguenti disposizioni: Le navi di lunghezza inferiore a 10 metri, ad eccezione di quelle operanti entro un miglio dalla costa, devono essere dotate di un salvagente anulare munito di sagola galleggiante lunga almeno 30 metri. Le navi di lunghezza inferiore a 24 metri ma uguali o superiori a 10 metri devono essere dotate di un salvagente anulare munito di luce ad accensione automatica e di 6

7 boetta fumogena e di un salvagente anulare dotato di sagola galleggiante lunga almeno 30 metri. Le navi di lunghezza uguale o superiore a 24 devono essere dotate di 2 salvagente anulari muniti di luce ad accensione automatica e di boetta fumogena e di due salvagente anulari, uno per lato, dotati di sagola galleggiante lunga almeno 30 metri. Per l imbarco di ragazzi ai età inferiore ai 14 anni, le unità devono essere dotate di mezzi di salvataggio individuali per bambini. Le unità devono inoltre tenere a bordo, come previsto dal DM 218 del 05/08/2002, segnali di soccorso costituiti da razzi a paracadute e luce rossa e segnali a luce rossa, mezzi antincendio, carte nautiche delle zone in cui operano, bussole. Le unità dovranno essere in possesso del certificato di annotazioni di sicurezza in regolare corso di validità. Per le esigenze delle persone imbarcate, ove non previsto delle pertinenti disposizioni del regolamento di sicurezza per la pesca, le unità autorizzate alla pesca-turismo devono essere dotate di apparato radiofonico VHF, anche di tipo portatile. Disposizioni relative alle cooperative e alle aziende concessionarie Le cooperative di pesca e le imprese di pesca, in relazione alle esigenze di riconversione delle attività di pesca ed in considerazione dei problemi occupazionali e sociali connessi, possono essere autorizzate ad esercitare l attività di pesca turismo, mediante utilizzazione di navi non superiori a 10 tonnellate di stazza lorda a tale fine esclusivo, con i sistemi previsti dall art. 19 del D.M. 26 luglio 1995, ad esclusione dei palangari. Per tali unità, che potranno esercitare l attività nel limite delle sei miglia, saranno applicate le norme in vigore sulla sicurezza inerenti l attività di pesca costiera locale. Il regime di cui al primo comma non si applica alle navi di nuova costruzione che abbiano avuto il nulla osta per l iscrizione quale nave da pesca nel pertinente registro. Le cooperative e le imprese concessionarie di specchi acquei per la mitilicoltura, l allevamento in mare e le tonnare possono intraprendere l attività di pesca-turismo all interno dell area asservita in concessione con imbarcazioni iscritte alla quinta categoria. 7

8 Imbarcazione di pesca turismo GLI STRUMENTI DELLA PESCA Il pescaturismo può essere realizzato sia con le imbarcazioni della piccola pesca che con le imbarcazioni a strascico a patto che quest ultime sigillino il proprio mestiere (lo strascico) ed utilizzino per la pesca gli strumenti della piccola pesca in licenza. GLI ATTREZZI DELLA PICCOLA PESCA (art. 19 del D.M. 26 luglio 1995) La piccola pesca costiera è praticata da imbarcazioni non superiori a 10 TSL o 12 metri di Lunghezza Fuori Tutto. Gli attrezzi utilizzati sono: RETI DA POSTA NASSE PALANGARI LENZE ARPIONE RETI DA POSTA Le reti da posta sono attrezzi passivi: infatti non si muovono incontro agli organismi marini, ma sono questi ultimi che, nei loro spostamenti, arrivano a contatto con le reti 8

9 stesse e vengono catturati, o per ammagliamento o per imbrocco. Si tratta di reti lasciate in mare, nell attesa che il pesce vi rimanga impigliato. Vengono solitamente distinte in: Reti fisse Ferrettare Reti fisse Le reti fisse sono calate sul fondo marino rimanendo ancorate ad esso, sono caratterizzate da fili sottili e flessibili che ammagliano il pesce e non lo lasciano fuggire. Si distinguono in: Tramaglio e Imbrocco Queste reti sono fra gli attrezzi più antichi, anche se recentemente hanno tratto grande giovamento, per la loro costruzione, dall'uso delle fibre sintetiche. Infatti queste reti, per essere funzionali, oltre ad essere realizzate con fili sufficientemente resistenti da non essere rotti dalle prede che, incappate nelle loro maglie, tentano di liberarsi, devono essere quanto più invisibili possibile in modo da non spaventarle e quindi farle fuggire. Attualmente vengono prodotte quasi esclusivamente in nylon, che per la sua alta tenacità consente la realizzazione di reti a fili sottilissimi, ma comunque sufficientemente robusti. In alcuni casi si sta inoltre diffondendo l'uso del monofilo, che presenta oltre agli altri vantaggi anche quello della quasi completa trasparenza in acqua. In genere sono calate e salpate a mano, ma in alcuni casi, per ridurre la fatica o per aumentare la lunghezza delle reti usate, vengono utilizzati particolari ausiliari di coperta, detti salpatramagli o salpareti. Le reti da posta sono confezionate con pezze di rete rettangolari che vanno armate su due lime: sulla superiore sono montati i galleggianti e su quella inferiore i piombi, in modo da farle assumere in acqua una posizione verticale. A seconda che siano ancorate o meno al fondo e a seconda della loro disposizione in acqua, possono essere divise in fisse, derivanti e circuitanti. Per reti da posta fisse si intendono tutte quelle reti che, benché possano trovarsi sul fondo oppure a mezz'acqua, vengono tuttavia ancorate in modo fisso al fondo marino con ancore o pesi. I pesi o le ancore sono segnalate in superficie da dei galleggianti con bandierine gialle di giorno e luci gialle di notte. per renderne possibile l'individuazione al momento del recupero. Queste reti, una volta calate, vengono lasciate in posizione per un certo periodo di tempo, in genere la notte, in modo tale da renderle ancora più invisibili al pesce, e poi recuperate. Normalmente nell'intervallo fra l'operazione di cala e quella di salpa la barca rientra in porto. Le reti da posta derivanti non vengono ancorate al fondo, ma sono lasciate libere di muoversi in balia delle correnti. Una estremità della rete è collegata ad un galleggiante, mentre l'altra è collegata alla barca stessa. Dato che questo sistema di pesca si effettua in vicinanza della superficie, è necessaria una ottima segnalazione e 9

10 un'accurata sorveglianza al fine di evitare incidenti con la navigazione marittima. Le reti da posta circuitanti non sono calate in linea retta, ma in modo circolare, così da imprigionare i pesci che si trovano al loro interno. Questi vengono poi spaventati in modo che si dirigano verso le pareti della rete e ne restino impigliati. TRAMAGLIO Come lo stesso nome sta ad indicare, questa rete è formata da tre pezze (pannelli), delle quali le due esterne sono a maglie grandi, mentre quella interna è a maglie più piccole. Il pesce, da qualunque parte provenga, può agevolmente superare la prima pezza ma, entrato a contatto con la seconda, forma con questa una specie di sacca, agevolato dalla presenza della terza. Sentendosi imprigionato il pesce comincia a muoversi in modo scoordinato allo scopo di liberarsi, con 1 unico risultato di aggrovigliarsi maggiormente attorno alla rete. Il tramag1io viene generalmente ancorato al fondo e viene impiegato per la cattura di pesce ad alto valore commerciale (sparidi, crostacei, pesci piatti, ecc..). RETI AD IMBROCCO Rete ad imbrocco Foto:www.ispesl.it 10

11 Queste reti sono invece formate da un unico pannello di rete e, come sta ad indicare il nome, la cattura avviene per imbrocco, ossia il pesce una volta entrato nella maglia della rete non riesce più ad andare né avanti né indietro. Le dimensioni della maglia di queste reti sono variabili a seconda della specie e della taglia del pesce che si intende catturare. Infatti se le maglie sono troppo grandi il pesce può passare oltre senza danni, mentre se troppo piccole il pesce non resta ammagliato e quindi sfugge alla cattura. Nel caso della rete da posta per tonni, la cattura non avviene tanto per imbrocco, quanto per intrappolamento del pesce nella rete nel tentativo di liberarsi. Questo tipo di rete può essere sia di tipo fisso che derivante. Ferrettare La ferrettara è una rete pelagica derivante con maglia inferiore a 180 mm di apertura, che deve essere utilizzata entro 3 miglia dalla costa. NASSE Le nasse sono trappole per la cattura di pesci e cefalopodi e crostacei. Esse sono diffuse in tutto il mondo e variano per forma, dimensione e materiali di costruzione. Normalmente sono costituite da uno scheletro, generalmente in metallo, su cui viene fissata una rete che può essere in plastica, ferro o materiale naturale come il bambù, giunco etc. La forma può essere a tronco di cono, a cilindro, a forma di zucca, a parallelepipede etc. Queste trappole sono completamente chiuse tranne che in un lato costituente l'entrata della nassa fatta in modo tale che una volta entrati i pesci diventa impossibile uscirne. Solitamente al suo interno si introducono esche vive per attirare pesci molluschi o crostacei. Generalmente le nasse vengono posizionate in serie e legate tra loro con un cordoncino, chiamato trave, a distanza variabile in funzione delle specie da catturare e dalla morfologia del fondo. PALANGARI Il palangaro può essere paragonato ad un lunghissimo bolentino, armato con molti ami ed adagiato orizzontalmente sia sul fondo del mare, secondo modalità che dipendono dalle specie insidiate, che a pochi metri al di sotto dalla superficie del mare per la pesca alle specie pelagiche. I palangari di superficie vengono lasciati alla deriva e se molto lunghi, come quelli per la pesca al tonno, vengono seguiti con i satelliti o con il radar mentre quelli di fondo sono ad esso fissati mediante degli opportuni piombi o zavorre. Il palangaro può essere distinto in tre parti: 11

12 Una sagola o lenza madre principale su cui sono posizionati gli ami mediante fili di nylon, chiamati i braccioli, di diametro inferiore a quelli della lenza madre. Una serie di sagole su cui ad una estremità eè fissato un galleggiante per l'individuazione in superficie del palangaro stesso ed una zavorra per tenere la lenza madre sul fondo. Un recipiente in cui sistemare la lenza madre su cui sono collegati i braccioli e gli ami. Palangari di piccola dimensione sono solitamente riposti in una cesta e in una cassetta. La distanza tra un bracciolo ed un altro, ed i diametri della lenza madre e dei braccioli, sono variabili a seconda della specie che si vuole insidiare e della superficie marina coperta. LENZE La pesca con le lenze è una tecnica molto diffusa nella piccola pesca costiera, in quanto permette di insidiare, tutte le specie pelagiche e demersali; possono essere distinte in due categorie: quella con l'imbarcazione in movimento (traina) e quella da fermo. A seconda del tipo di specie da catturare, esse variano nella forma e dimensione di ami, nylon e piombatura. 12

13 Di seguito si riportano alcuni esempi di lenze: pesca al dentice con la traina con esca viva: il dentice, malgrado il carattere furbo e sospettoso, abbocca sovente alle lenze opportunamente costruite, con imbarcazione in movimento e soprattutto con esca viva, soprattutto il calamaro; pesca al totano: la pesca al totano si pratica nelle ore notturne su un fondale variabile dai 20 ai 200 m di profondità. La lenza è costituita da una lenza madre di diametro variabile 0, mm di lunghezza variabile tra i 50 e 250 m alla cui estremità è fissato il terminale cui è collegata la totanara, costituita da un cilindro di piombo alla cui estremità è collegato un cestello di ami. Nei mesi da settembre ad ottobre, in occasione di serate ventose e mare mosso, si pratica la pesca al totano, utilizzando gozzi con velatura. In questo caso, data la presenza di totani in superficie, la lenza sarà molto corta, circa 20 m, e la totanara molto leggera. Tale pesca avviene, praticamente in superficie e con l imbarcazione navigante a vela. lenza morta ad occhione: l'occhione è un pesce che vive in profondità sulle secche a largo, per cui le lenze utilizzate dovranno essere lunghe e ben piombate. lenza per polpi: lenza senza ami, su cui viene legata l'esca (aguglie, granchi, etc.) ed una zavorra. Il polpo agguanterà l'esca e non la lascerà finché giunto in superficie il pescatore lo catturerà con un coppo. Bolentino per sgombri: l'attrezzatura consiste in una lunga lenza manovrata a mano sulla quale sono fissati una decina di terminali di diametro 0,35-0,50 mm ed ami e piumetta di colore bianco e rosso. Lenze Bolentino per sgombri 13

14 ARPIONI La pesca con l'arpione per la cattura del pesce spada è ancora praticata nello stretto di Messina. Si tratta di un sistema conosciuto fin dall'antichità, quando le imbarcazioni erano provviste di un albero di avvistamento molto alto, detto "coffa" e di una lunga passerella prodiera. Il "pisci spata" viene infatti individuato a vista, da un marinaio esperto del tratto di mare in cui si naviga e del comportamento del pesce. Dopo l'avvistamento la barca deve iniziare l'inseguimento per portarsi a una distanza utile per il lancio dell'arpione: compito di un altro marinaio appostato sulla passerella di prua. Questo sistema di pesca si caratterizza soprattutto per la selettività, dato che è possibile scegliere di catturare solo animali adulti che possono raggiungere, considerando anche la spada, i 4-5 m di lunghezza e un peso di kg. Il periodo di pesca è quello a cavallo della riproduzione, da maggio ad agosto nel Mediterraneo, quando i pesci spada si avvicinano alla costa. ARPIONI 14

15 ITINERARI Itinerari della costa Teatina Gli itinerari si svolgono mantenendo inalterato il protocollo dell uscita e si differenziano in base al porto di partenza. In linea generale la giornata segue il seguente programma: Ritrovo dei partecipanti nella zona d imbarco, presentazione dell uscita e preventiva istruzione al turista sulle azioni che può compiere a bordo; Si sale a bordo e si parte con l imbarcazione destinati a raggiungere come prima tappa la zona di pesca. Durante le operazione di spostamento il pescatore illustra la strumentazione di bordo e in attesa di raggiungere il punto di salpamento delle reti, c è il tempo necessario per la colazione a bordo; Raggiunta la zona di pesca si possono osservare le operazioni di pesca professionale quali cale e salpamento delle reti e degli strumenti della pesca professionale (nasse, palamiti etc.) sempre accompagnati dalla spiegazione del pescatore o dalla guida/accompagnatore sul mestiere, così vengono chiamati in gergo gli attrezzi della pesca professionale, e sul pesce catturato; Ci spostiamo lungo l itinerario turistico marino, con soste per bagno, escursioni a terra etc, accompagnati dalla descrizione del territorio e delle opportunità che esso offre; 15

16 Durante la sosta si prepara il pesce appena pescato ed inizia così la degustazione dei prodotti del mare; Ancora un po di relax, prima di rientrare nel porto di partenza, giusto il tempo per un bagno nelle acque cristalline e mentre ci si abbronza si possono avere ancora un po di informazioni sul pescaturismo, sul mare e l ambiente, sulle tradizioni culturali, storia del luogo, aneddoti e esperienze vissute sul mare. 16

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