La sostenibilità della risorsa quota di pescato 104 giorni l anno km di costa

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1 La sostenibilità della risorsa Oggi il quadro delle risorse ittiche dell Adriatico è drammatico. Anni di supersfruttamento delle risorse ittiche hanno causato dei gravissimi gap riproduttivi in tutte le specie autoctone e solo la grandissima ricchezza biologica del mare e il fatto che una parte degli stock di individui adulti dislocati nei numerosi fondali inaccessibili per le reti da traino ha permesso che si creassero enclave spazio/temporali che hanno consentito ad una parte dello stock di raggiungere la maturità sessuale, evitando così l'esaurimento della popolazione. Secondo Ocean2012 (una coalizione di 217 Ong che si battono per una riforma del mercato e delle politiche ittiche europee) in termini di attività ittiche ecosostenibili la quota di pescato italiana sarebbe già esaurita Per l Italia il grado di autosufficienza e sceso dal 32,8% al 30,2% negli ultimi due anni e rimane dipendente dal pesce estero per circa il 70% dei suoi consumi con un disavanzo di 3 miliardi di euro E stato calcolato che l autonomia ittica italiana è di soli 104 giorni l anno Il caso italiano è, in tal senso, emblematico : km di costa malgestiti, violentata fino a renderla spopolata o fortemente inquinata: Ancora oggi nonostante le tante Bandiere Blu lo sversamento in mare di inquinanti dai fiumi è continuo e ad esso si aggiunge lo scarico in mare di rifiuti di ogni genere da parte di navi che a centinaia navigano quotidianamente nel nostro mare. Sebbene gli stock ittici siano una risorsa rinnovabile, preleviamo dai nostri mari molto più velocemente rispetto ai tempi di ripopolamento. Le raccomandazioni derivanti dalla ricerca scientifica hanno trovato scarsa applicazione nella gestione della pesca e alle strategie di gestione, come ad esempio per i programmi di contenimento dello sforzo, è mancato perlopiù un fondamento scientifico nonostante l'abbondanza delle ricerche e delle conoscenze sulla pesca e le risorse nell Adriatico. Non si è creato un organismo scientifico generale che possa promuovere e coordinare le attività e i risultati scientifici, valutare i pareri se presentarli in una forma adeguata che serva di base alla gestione della pesca La conseguenza è che il 54% dei 46 stock ittici del Mediterraneo esaminati nel rapporto di Ocean2012 è sovrasfruttato. Dato il calo delle catture, l Italia, che continua a consumare quasi la stessa quantità di pesce del 1999, è costretta a importarne il 37% in più rispetto a un ventennio fa. 1

2 Se si elabora questa biomassa delle tre specie, su un piano teorico, per avere un idea di cosa può rappresentare in termini economici in un area come il Mare Adriatico che complessivamente ha una superficie di kmq dei quali, togliendo le acque territoriali croate e la fascia costiera ne restano pescabili circa kmq che divisi per i 6000 addetti imbarcati su pescherecci operativi fuori delle tre miglia ci da un rapporto di un pescatore ogni 18 kmq che sono circa 1800 ettari. E come se ogni pescatore ha quasi un area come il territorio di San Benedetto che è di 24 kmq. Se poi si fa lo stesso calcolo per i 3200 operatori entro le tre miglia, con una superficie di Kmq, il rapporto è di un pescatore ogni 1,20 kmq che sono circa 120 ettari. Rapportando così la biomassa sulla superficie pescabile possiamo ipotizzare questi valori: Diap 2 Nasello Kg/Kmq Qtà disponibile kg kg/addetto / addetto Anno , ,4 4546,2 Anno , ,4 5417,3 Anno , ,4 6236,0 Anno , ,1 4842,9 Anno , ,9 4939,5 Anno , ,6 3501,1 Anno , ,2 2061,6 Scampo Kg/Kmq Qtà disponibile kg kg/addetto / addetto Anno , ,9 810,7 Anno , ,1 1036,6 Anno , ,6 1068,8 Anno , ,5 451,7 Anno , ,3 512,2 Anno , ,9 568,7 Anno , ,1 463,8 Triglia Kg/Kmq Qtà disponibile kg kg/addetto / addetto Anno , , ,6 Anno , ,7 1430,3 Anno , ,4 1916,0 Anno , ,2 1015,8 Anno , ,0 1987,9 2

3 Anno , ,8 1518,2 Anno , ,2 1841,6 Queste ipotesi di valutazione economica della biomassa disponibile non tiene conto della riserva minima per ogni specie a rischio estinzione. Nel contempo da un idea della scarsa redditività del lavoro nella pesca ulteriormente aggravata dal costo del gasolio. Bisogna chiedersi come mai dopo dieci Piani triennali per la pesca, ventisei fermi biologici ed oltre 4 miliardi di euro spesi in questo settore negli ultimi venticinque anni ci ritroviamo con il dimezzamento della flotta, il dimezzamento degli equipaggi, il dimezzamento del pescato e il raddoppio della dipendenza dall estero con una bilancia negativa di oltre tre miliardi di euro annui, con il mondo della ricerca fermo e ignorato. E di questo vero e proprio disastro possiamo darci alcune risposte anche di natura politica come la mancanza di un Piano Strategico di settore di lunga durata sia da parte del Governo centrale che delle Regioni per l affermazione di una politica di sostenibilità della risorsa e di condivisione della stessa con i Paesi frontalieri e la mancanza di un coinvolgimento reale delle Amministrazioni locali nella programmazione degli interventi da parte del Governo centrale che delle Regioni. La scarsa attenzione delle forze politiche alle problematiche di sviluppo del settore ed eccessiva delega alle associazioni di categoria da decenni ferme nelle loro iniziative. Eppure se andiamo ad analizzare i fondi messi a disposizione dalla UE negli anni 1988/2007 vediamo che sono stati spesi circa 900 milioni di euro su iniziative come da questa diapositiva Diap e 3/4 Descrizione Euro % Demolizioni barche ,85 28 Incremento capacità di cattura ,94 15 Fermi biologici ,23 11 Incremento Acquacoltura ,39 10 Azioni per Organizzazioni e Ass. produt ,32 9 Progetti Pilota ,07 7 Infrastrutture portuali ,18 7 Modernizzazioni barche ,50 6 Promozione ,57 4 Trasferimento Barche Stati Esteri ,60 3 Totale ,65 Diap 4 top porti Porto Euro Mazara Del Vallo ,46 San Benedetto T ,99 Ancona ,90 Molfetta ,16 Trapani ,02 3

4 Demolizioni La mancanza di una gestione scientifica e di una visione dell economia ittica proiettata nel futuro come settore di valenza strategica nazionale ha portato a cercare una soluzione con la demolizione della flotta. Iniziativa inefficace considerando l incremento esponenziale della flotta dei Paesi frontalieri con i quali si condividono le stesse aree di pesca e di risorse ittiche. Le demolizioni di barche in Italia, effettuate a partire dal 1991, sono state ad oggi 5870 e hanno riguardato lo strascico, con ritiro di 2218 licenze, pari al 38% del totale, i LongLine o Palangari con 1645 licenze, pari al 28%, le reti da posta con 996 licenze, pari al 17%, la circuizione con 934 licenze, pari al 16%, le Vongolare con 67 licenze, pari al 1% e per ultime le Volanti con 10 licenze, pari al 0.2%. Diap 5 Anno Vongolare RetiPosta LongLine Strascico Circuizione Volante Totale Totale Diap /6 Delle 5870 barche demolite 586 erano in attività da Diap 7 Periodo N % Da 50 anni in su Da 30 anni a 50 anni Da 20 anni a 30 anni Sotto i 20 anni Totale

5 Nel nostro compartimento le demolizioni comprese quelle iscritte al porto di Martinsicuro sono state ad oggi 196 con in testa la flotta sambenedettese con 103 demolizioni alle quali vanno aggiunte altre 138, in massima parte piccole imbarcazioni, che sono state trasferite in altri porti. Diap 8 Anno CUPRA MARITTIMA GROTTAMMARE MARTINSICURO PEDASO PORTO SAN GIORGIO SAN BENEDETTO T. Totale Totale Sono poi da evidenziare le 38 demolizioni delle imbarcazioni di Martinsicuro che ha avuto la flotta delle lampare decimate. Diap 9 Nome Anno Dem. TSL KW Mat Costr. Anno Costr. Anni attiv. FURIA DEI MARI Legno RAFFAELE Legno MARIS STELLA III^ Legno RISORGIMENTO Legno YOGHI Legno MATADOR Legno ANTONIO DA PADOVA Legno NEMBO KID Metallo GHIBLI Legno GUIDO Legno PIZZICHI' Legno MOTOMAR Legno EOLO Legno BENEDETTO CARMINE Legno

6 PADRE CANDIDO Legno CONDOTTIERO Legno NONNO FONTANA Metallo GRECALE Metallo Con le demolizioni sono state ritirate Diap 10 Porto Reti da Posta LongLine Strascico Circuizione Vongolare Volante Totale PORTO SAN GIORGIO PEDASO CUPRAMARITTIMA GROTTAMMARE SAN BENEDETTO T Totale Demolite Trasferite Porto Reti da Posta LongLine Strascico Circuizione Vongolare Volante Totale PORTO SAN GIORGIO PEDASO CUPRAMARITTIMA GROTTAMMARE SAN BENEDETTO T Totale Flotta attuale La consistenza della flotta da pesca italiana è oggi fortemente ridimensionata se rapportata alla lunghezza delle coste e della vastità della superficie di mare disponibile. Ben il 75% delle imbarcazioni sono di piccolo tonnellaggio ciò conferisce alla flotta italiana le caratteristiche di una flotta artigianale di piccolo cabotaggio, sebbene una parte ingente delle catture sia effettuata da pescherecci più grossi e non artigianali. Si tratta perlopiù di attività di piccola pesca che, nelle acque costiere, praticano mestieri diversi in funzione del periodo dell'anno.e vi è inoltre un'alta percentuale di pescatori semiprofessionali e a tempo parziale. I punti di sbarco o di approdo sono 549 disseminati lungo migliaia di chilometri di costa..diap 11 Categoria N % Fino a 10 TSL Da 11 a 20 TSL Da 21 a 50 TSL Da 51 a 100 TSL

7 Sopra le 100 TSL Totale Quella che era stata appena 30 anni fa una delle marinerie più forti nel mondo con la sua flottiglia di 90 pescherecci oceanici con stazza dalle 500 alle 2000 TSL oggi ha solo due imbarcazioni che superano le 500 TSL, una tonnara iscritta al compartimento di Napoli e una a strascico iscritta a Mazara del Vallo e operativa nel Mediterraneo Oggi lo scenario della maggiore consistenza di flotta di pesca in termini di tonnellaggio va al porto di Mazara del Vallo. Il nostro porto che per decenni ha detenuto il primato è oggi al 9 posto Diap 12 Porto Tonn N MAZARA DEL VALLO , CHIOGGIA 5.545, ANCONA 4.566, SCIACCA 4.046, MANFREDONIA 3.479, CAGLIARI 3.141, MOLFETTA 3.080,10 60 PESCARA 2.987,60 99 SAN BENEDETTO DEL TRONTO 2.845, PORTICELLO 2.524, PORTOPALO DI CAPO PASSERO 2.451,90 82 SALERNO 2.351, RIMINI 2.174, CIVITANOVA MARCHE 2.167,60 84 PALERMO 1.928,80 69 CATANIA 1.814,20 46 FANO 1.812,25 90 SANT'ANTIOCO 1.734, TRAPANI 1.630, BISCEGLIE 1.611,90 44 NAPOLI 1.583,70 29 MONOPOLI 1.581,65 96 ANZIO 1.494,15 65 TERMOLI 1.458,80 88 PORTO EMPEDOCLE 1.433,65 56 ROMA 1.425,95 74 GORO 1.391, Mancano numeri certi sugli addetti imbarcati sui pescherecci italiani, i pochi dati attendibili sono datati a diversi anni fa. Purtroppo benché esistano osservatori della pesca strapagati il monitoraggio è blando. Eppure sarebbe di fondamentale importanza conoscere non solo il numero ma anche l età, il livello culturale e la preparazione professionale, le aspettative, la nazionalità ecc. Dotandosi di questi dati sarebbe possibile mettere in atto delle azioni di attrazione delle nuove generazioni per dimostrare che le attività di pesca rappresentano una possibilità di lavoro. Perché la mancanza di nuove assunzioni, assieme alla perdita di opportunità di lavoro per i pescatori più anziani sta avendo un impatto negativo sulla trasmissione dell'eredità culturale legata alle attività di pesca. Nella nostra regione non esistono più Istituti di formazione professionale e ormai da decenni non vengono utilizzati i fondi del FSE per le attività pescherecce. 7

8 Nella diap 13 si è cercato di stimare il numero degli addetti alla pesca e confrontando la stima con la nostra marineria i dati sono molto vicini alla realtà. Categoria N % Fino a 10 TSL Da 11 a 20 TSL Da 21 a 50 TSL Da 51 a 100 TSL Sopra le 100 TSL Totale Un dato su cui riflettere è quello dato dagli anni di attività dei pescherecci residui. Come si può notare nella tavola la nostra è una flottiglia obsoleta dove oltre il 50% ha una attività superiore ai trenta anni quindi con barche costruite in epoche in cui non erano presenti le problematiche legate alle condizioni igienico-sanitarie, di sicurezza e confort, di risparmio energetico, di inquinamento acustico e da idrocarburi. diap 14 Periodo N % Da 50 anni in su Da 30 anni a 50 anni Da 20 anni a 30 anni Sotto i 20 anni Totale Porto Da 20 anni a 30 anni Da 30 anni Da 50 anni Sotto i 20 Totale a 50 anni in su anni ORISTANO GORO PORTICELLO SANT'ANTIOCO CHIOGGIA MANFREDONIA MAZARA DEL VALLO MARANO LAGUNARE ANCONA CAGLIARI RODI GARGANICO TARANTO TRAPANI SALERNO GALLIPOLI CORIGLIANO CALABRO ISOLA DELLE FEMMINE PORTOPALO DI CAPO PASSERO Demolibili

9 SCIACCA Scorrendo l elenco delle barche si notano decine di imbarcazioni con un età superiore ai 90 anni. Questo fa nascere il sospetto che è probabilmente frutto di una mancanza di controllo da parte delle autorità competenti perché se fosse vero sarebbero oggetto da museo. Nome M/P PORTO Anzianità ENRICHETTA ANCONA 107 6GA001 SPERLONGA 106 MATILDE ANCONA 103 RICCHI SCARDOVARI 103 FLIPPER GORO 103 ROSA LA SPEZIA 103 A. LUPIN SENIGALLIA 102 ESMERALDA ANCONA 102 SARA PORTICELLO 101 S. TERESA DEL BAMBIN GESU' SANT'ANTIOCO 100 LETIZIA GORO 100 VITTORIO BELLARIA 100 NOVELLINO ISOLA DELLE FEMMINE 99 S. ANTONIO ALGHERO 95 MAREA GALLIPOLI 94 BEA GORO 94 BIANCA MARIA PORTO TORRES 93 MARIA ADELAIDE PORTO TORRES 93 JESUS ORISTANO 93 RIKI II GORO 92 Il Compartimento di San Benedetto T. Le unità da pesca esistenti oggi sono 271 con in testa San Benedetto, 124, Porto San Giorgio 98, Cupramarittima 36 e poi Pedaso 12 e Grottammare con 1. La maggioranza delle licenze sono le reti da posta 83, le vongolare 81, a strascico 66, palangari 25, volante 12, circuizione 4. Si può notare come la maggioranza delle licenze riguarda l operatività della fascia costiera dove i ritmi di lavoro sono più lenti e soprattutto si effettua una pesca con uscita in mare e rientro nella giornata. Si possono stimare addetti alla pesca nel compartimento di circa 544 unità con in testa San Benedetto, 311, Porto San Giorgio 158, Cupramarittima 58 e poi Pedaso 16 e Grottammare con 1.. diap N Porto Reti da Posta LongLine Strascico Circuizione Vongolare Volante Totale PORTO SAN GIORGIO PEDASO CUPRAMARITTIMA GROTTAMMARE SAN BENEDETTO T Totale

10 Porto Reti da Posta LongLine Strascico Circuizione Vongolare Volante Totale PORTO SAN GIORGIO PEDASO CUPRAMARITTIMA GROTTAMMARE SAN BENEDETTO DEL TRONTO Totale Il pescato astato nel Mercato di San Benedetto T A conforto delle statistiche relative al raffronto fra l astato del 1996 con quello del 2011 i dati del 2012 vedono in grande ripresa di cattura due specie di buon valore commerciale : il merluzzo che è incrementato del 36% e la sogliola con un +157% e una ripresa di totani +32% e seppie +21%. Le quantità astate al 31 maggio 2013 confermano un importante incremento di queste specie. diap N Specie Variazione % Scampi Pannocchie Mazzancolle Gambero rosa Specie Variazione % Calamari Moscardini Seppie Totani Specie Variazione % Sogliole 2.749, , Rombi 349, , Razze 658, , Specie Variazione % Busbane 2.654, , ,

11 Merluzzi , , Rospi-Pescatrici , , ,00 +7 Potassoli O Melu` , , ,00-24 Triglie , , ,00-8 Gallinella o mazzola , ,00 +1,4 Lo sforzo di pesca del pesca azzurro nell Adriatico Analizzando i dati relativi alle licenze di pesca del pesce azzurro nell Adriatico viene fuori ancora una volta l innegabile realtà di un settore non governato da una politica della pesca basata sulla ricerca e sulla sostenibilità della risorsa ma bensì sulla approssimazione, sulla sudditanza ad esigenze di mercato effimere, su una politica associativa corporativa incapace di una visione strategica di lungo respiro. Infatti negli ultimi due decenni sia con la demolizione di pescherecci che con il rilascio di licenze di pesca a coppia, comunemente chiamate volante, si è cercato di diminuire lo sforzo di pesca a strascico incrementando la cattura di pesce azzurro e così pregiudicando ulteriormente lo stock ittico già fortemente depresso. diap N Mare N % Adriatico Ionio 1 - Mediterraneo 6 3 Tirreno 18 8 Totale 227 Area N % Alto Adriatico Centro Adriatico Basso Adriatico Totale 202 Rilascio Licenze Volante Il governo italiano nel corso degli anni ha di fatto promosso un incremento della pressione di pesca su queste specie nell Adriatico permettendo un aumento del numero delle imbarcazioni autorizzate, e della stazza delle stesse, anche grazie all artificio delle licenze di pesca sperimentale che di sperimentale non avevano nulla: una vera e propria flotta fantasma che alla fine è stata regolarizzata ed è andata a soppiantare il più tradizionale sistema della lampara, con un pescato di notevole qualità. Porto Totale Porto Totale BELLARIA 3 CIVITANOVA MARCHE 2 CATTOLICA 2 FANO 4 CESENATICO 14 MARTINSICURO 1 CHIOGGIA 33 PESCARA 5 GORO 11 SAN BENEDETTO T

12 MARANO LAGUNARE 3 TORTORETO 1 PORTO GARIBALDI 16 CROTONE 1 PORTO TOLLE 17 LAMPEDUSA 1 RAVENNA 1 SCIACCA 5 RIMINI 15 ANZIO 2 BARLETTA 3 CORIGLIANO CAL. 3 BISCEGLIE 3 FORMIA 2 MANFREDONIA 24 PORTO SANTO ST. 2 MARGHERITA DI S. 1 GAETA 1 MOLA DI BARI 1 LA SPEZIA 2 MOLFETTA 1 SAN REMO 1 TRANI 7.ELLABATE 1 ANCONA 23 VIAREGGIO 4 Totale 228 Complessivamente sono state rilasciate 228 licenze delle quali 205 pari al 90% in Adriatico. Di queste ultime ben 115 in Alto Adriatico pari al 57%, 47 in Centro Adriatico pari al 23% e 40 in Basso Adriatico pari al 20%. Una ripartizione senza criterio di sostenibilità se non quello di soddisfare marinerie che dopo aver intaccato le proprie risorse demersali si sono riversate sul pesce azzurro. Non si è cercato di mutuare esperienze in atto in Europa come in tutto il Mondo di contenimento delle catture in base alla ricerca e alla rilevazione della biomassa seguendo un formulario ormai consolidato. ( sarebbe stato sufficiente informarsi sulle disposizione UE nel Cantabrico dove da cinque anni sono contingentate le catture e grazie alle aziende di trasformazione collegate la materia prima ha raggiunto un altissima redditività o i fermi pluriennali nelle coste marocchine o della Namibia) Così operando e ignorando il grido di allarme proveniente dal mondo ambientalista e dalla ricerca si è intaccato un patrimonio naturale inestimabile, a ragione definito l oro blu, che rappresenta l unico pesce massivo del nostro mare e dal quale ha avuto origine un industria di lavorazione oggi sofferente per la mancanza di materia prima di dimensioni macchinabili. Ulteriore fattore altamente penalizzante la contaminazione stagionale del pescato da parte dell Anisakis, che ha creato diffidenza e una ulteriore fortissima contrazione del mercato. La situazione nel porto di San Benedetto La cattura annuale dei motopesca facenti capo a San Benedetto è passata dalle tonnellate degli anni 70 a degli anni 80, alle degli anni 90, alle 4000 del primo decennio del 2000, alle 2000 del diap N Periodo Tonnellate/Anno Anni Anni Anni Anni Oggi 2000 Anno Tonnellate Anno Anno

13 Anno Anno Anno Anno Anno Anno Anno Anno Anno Oggi benché siano rilasciate 8 licenze principali per lampara, 4 a Martinsicuro e 4 a Pescara, e ben 28 di doppia licenza, 10 a Giulianova, 16 a Pescara e 2 a Martinsicuro, le imbarcazioni che in questo periodo hanno armato a lampara sono solo quelle di Martinsicuro e un paio a Giulianova. Quella che era la pesca più sostenibile con più personale imbarcato e che aveva riscontri positivi nell industria di trasformazione sta inesorabilmente tramontando. Che fare? Necessita attivare una linea di condotta che verta su tre direttrici strategiche: la prima affinché si finanzi la ricerca sulle risorse disponibili, sostenibili e condivise con una scientifica valutazione delle stesse e la determinazione degli stocks per ogni singola specie e definendo per esse aree protette di ripopolamento e accrescimento da destinare a fermo pesca pluriennale. La realizzazione per aree omogenee di piani per la Gestione Integrata della Fascia Costiera con il coinvolgimento diretto delle municipalità costiere La seconda: - sullo sforzo di pesca affinché si finanzino ricerche sia per attrezzi sempre più selettivi che per una nuova tipologia di peschereccio a basso costo e a basso consumo e con maggior confort e sicurezza per gli equipaggi e in grado di sostituire la flotta che risulta essere in Europa la più obsoleta. - un forte impegno per l apertura di Centri per la moderna formazione e aggiornamento professionale dei pescatori per incrementare il loro livello professionale in tema di gestione responsabile delle risorse e di attività innovative e avvicinare così le nuove generazioni a questa professione, - creazione degli opportuni dispositivi legislativi affinché gli addetti possano accedere alle varie forme di cassa integrazione in forma continuativa e non in deroga, - modifica degli articoli del Codice della Navigazione in netto contrasto con l evoluzione dei diritti dei lavoratori per dar modo di instaurare rapporti di lavoro ed ingaggio regolati allo stesso modo dei lavoratori di terra, quindi sganciamento dalle Capitanerie di Porto. La terza è nella necessità di creare una Governance del settore per la programmazione, l integrazione, l armonizzazione, la sostenibilità e la vigilanza delle politiche della pesca a livello transfrontaliero spronando i vertici politico-amministrativi delle Regioni italiane su delega del Governo centrale affinché aprano con sollecitudine un tavolo di concertazione con le Regioni frontaliere affinché si formalizzino forme di cooperazione per la nascita dei Distretti di Pesca Mediterranei, sul modello di quelli esistenti nel Mar del Nord. Solo trasformando il Mare Adriatico e il Mediterraneo tutto in un grande bacino di maricoltura naturale, dove le specie ittiche vengono accompagnate nella loro crescita e catturate per fini commerciali ad una dimensione adulta che non vada a pregiudicare la loro capacità di riproduzione, si possono ottenere le condizioni per la creazione di ricchezza e di sbocco professionale qualificato e qualificante per le nuove generazioni. 13

14 Nel corso di dieci anni si potrebbe raggiungere una produzione ittica atta a creare le condizioni di sviluppo economico e professionale con la creazione possibile di centomila nuovi posti di lavoro tra pescatori diretti e indotto della nostra area e un armonia ed unità di intenti con i Paesi frontalieri tramite la definizione di una macro area di pesca regolamentata per zone e per sforzo di pesca. Così come avviene nei Mari del Nord e nella quasi totalità dei Paesi detentori di risorse ittiche, stabilendo una diversa disciplina delle catture, fissando fermi biologici per aree prolungati ed efficaci, rappresentando un diverso approccio con la risorsa e quindi una crescita culturale e professionale dei pescatori, una programmazione economica atta a favorire il turn-over del personale imbarcato e una diversa organizzazione della distribuzione, del commercio e della trasformazione del pescato. In sostanza va attivata una Agenda Strategica con la predisposizione di un progetto di grande respiro e con finanziamenti importanti alle imprese proporzionati al deficit di 3 miliardi di euro annui per import di pescato dall estero, prevedendo una rilevante quota dalla UE, con un progredire delle iniziative in grado di innescare una dinamica sociale improntata sull ottimismo e all entusiasmo proprio di chi si sente coinvolto in una grande impresa così da attivare tante idee innovative oggi inespresse o inibite che andranno ad arricchire il programma valorizzandone il contenuto e accelerandone la sua attuazione. 14

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