Bilancio Sociale Comune di Pesaro. Bilancio Sociale 2006

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1 Comune di Pesaro Bilancio Sociale

2 SOMMARIO Introduzione dell'assessore al bilancio... 4 Quale metodo abbiamo adottato... 5 Il coinvolgimento dei portatori di interesse... 7 Identità dell Ente Valori e strategie I Valori: le Pari Opportunità I Valori: le Politiche Familiari Le Strategie: la pianificazione strategica Alcune dinamiche della Popolazione residente Popolazione Stranieri Famiglie Servizi Demografici Composizione e sviluppo del Personale Formazione Il Comune e il contenzioso Le Scelte di Bilancio per la Realizzazione del Programma Relazione Sociale Ambito di rendicontazione: Organizzazione del Territorio e Sistemi Informativi Programma Urbanistica Progetto Attuazione del piano regolatore generale Progetto Piani urbanistici esecutivi Progetto Attività Edilizia Programma Nuove opere Progetto Viabilità e Sosta Veicolare Progetto Arredo urbano e mobilità pedonale Progetto Piste ciclabili Progetto Edifici scolastici Progetto Edifici destinati ad attività sociali Progetto Edifici destinati ad attività culturali Progetto Edifici destinati ad attività istituzionali e diverse Progetto Impianti sportivi Progetto Cimiteri Progetto Opere diverse Programma Manutenzioni Progetto Viabilità Progetto Illuminazione pubblica Progetto Arredo urbano e mobilità pedonale Progetto Edifici scolastici Progetto Edifici destinati a servizi sociali Progetto Edifici destinati alle attività culturali Progetto Edifici destinati alle attività istituzionali Progetto Impianti sportivi Progetto Cimiteri Progetto Patrimonio comunale ed interventi diversi Programma Servizi Informativi

3 Progetto Infocittà Progetto Sistema Informativo Territoriale Progetto Sportello Informa & Servizi Programma Ambiente Progetto Controllo inquinamento Progetto Igiene e profilassi del territorio Progetto Verde urbano Progetto Tutela degli animali e lotta al randagismo Progetto Mobilità sostenibile Progetto Traffico Progetto Protezione civile Progetto Sicurezza delle Strutture Ambito di rendicontazione Benessere Sociale Programma Politiche sociali Progetto Anziani Progetto Minori Progetto Disabili Progetto Casa disagio abitativo Progetto Inserimento lavorativo Progetto Interventi per Stranieri Progetto Giovani Progetto Assistenza economica Programma Politiche educative Progetto Nidi e Scuole dell Infanzia Progetto Qualificazione del Sistema Educativo Locale Progetto Servizi di supporto alle attività didattiche Programma Politiche per la cultura e per lo sport Progetto Musei Progetto Biblioteche Progetto Teatri Progetto Sport Progetto Attività culturali diverse Programma Sicurezza Urbana Ambito di rendicontazione Sostegno dello Sviluppo Economico Programma Promozione territoriale Progetto Turismo e grandi eventi Progetto Salvataggio sulle spiagge libere Programma Formazione Universitaria Programma Attività Commerciali Progetto Attività economiche Progetto Sportello Unico Attività Produttive Programma Sportello europa e gemellaggi Programma Cooperazione internazionale Ambito di rendicontazione Gestione Amministrativa Decentrata alle Circoscrizioni

4 Introduzione dell'assessore al bilancio Il Bilancio Sociale del Comune di Pesaro è arrivato al terzo anno e la scelta di avere avviato la rendicontazione sociale fin dal primo anno del nuovo mandato amministrativo si è dimostrata una scelta valida che ci permette oggi di poter disporre di una visione triennale e di creare le condizioni per un bilancio di mandato, attraverso il quale i cittadini potranno valutare in modo concreto e trasparente l operato dell amministrazione sulla base degli impegni enunciati con il programma di governo. In questo senso va inquadrata la scelta di questa edizione di esporre i riferimenti puntuali delle linee di mandato del Sindaco che contribuiscono per altro ad evidenziare in modo efficace la catena di senso che dagli obiettivi porta ai risultati. Continua inoltre l esperienza dei tavoli di confronto con i portatori di interesse avviata nel giugno 2006 che coinvolge le famiglie degli utenti e gli operatori dei centri diurni per l handicap. Nel 2007 sono previsti nuovi tavoli aperti ai comitati di gestione dei nidi e delle scuole dell infanzia. Siamo convinti infatti che l obiettivo fondamentale del bilancio sociale sia quello di avere uno strumento in grado di far partecipare concretamente e direttamente i cittadini alla gestione della cosa pubblica, nella valutazione dei risultati e nella ridefinizione delle strategie. La sfida è quella di investire sul bilancio sociale come leva per rafforzare una cultura di partecipazione responsabile con riferimento alla collettività e ai vari portatori di interesse ma anche ai dipendenti e agli amministratori. A questo proposito va valutata la scelta di collegare ogni programma e progetto al referente politico e tecnico evidenziando le deleghe assessorili e le responsabilità di progetto. Da ultimo ma non meno importante, va ricordato che il bilancio sociale è coerente con le linee guida della Direttiva del Ministro della Funzione Pubblica sulla rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche, e questo permette un quadro organico di conoscenza importante per il confronto con altre realtà locali, del quale si ravvisa sempre più l esigenza. 4

5 Quale metodo abbiamo adottato Per la prima volta nel corso dell anno 2006 è stata emanata una disciplina, meglio una serie di indirizzi, a livello centrale, per la rendicontazione sociale (Direttiva del Ministro della Funzione Pubblica sulla rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche in data in G.U. 63 del ). Nell aprile del 2005 sono state approvate le Linee guida per la redazione del bilancio sociale nelle amministrazioni pubbliche, uno strumento di indirizzo contenente i principi generali cui uniformare il bilancio sociale e utile punto di riferimento per gli enti pubblici che vogliano sperimentare l esperienza della rendicontazione sociale. Tali disposizioni non hanno tolto valore agli altri studi precedenti concomitanti e susseguenti sul bilancio sociale, tant è che il documento continua ad essere non soggetto ad alcuna approvazione obbligatoria, senza schemi rigidi o obblighi di contenuto. Diciamo che ogni bilancio sociale adotta le sue fonti ispiratrici sul metodo di realizzazione. L ente decide di mettersi in discussione, a nudo, migliorando il modo di comunicare i risultati della sua azione e il relativo impatto sociale. Questo in primo luogo per ripensare e rendere più trasparente e diretto il rapporto con coloro che pagano imposte, tasse o tariffe per servizi individuali erogati dal comune o da aziende concessionarie di servizi di cui il Comune è titolare, ed in seconda in secondo luogo per ricevere da un sempre maggior numero di soggetti portatori di interesse il decisivo contributo per orientare la comunicazione nel senso a loro più utile. Fatalmente la comunicazione chiara dovrebbe portare anche ad un ritorno di più mirati e consapevoli contributi e critiche esterne sui problemi e sul modo di gestirli, contribuendo a meglio riorientare la programmazione e gestione delle attività. Con il terzo bilancio sociale l Amministrazione Comunale, non continua solo a porsi obiettivi di miglioramento dell accountability, ma a produrre per sé un documento utile al processo di programmazione e controllo, rilevando dallo stesso un quadro integrato e pressoché completo dell attività dell ente, come mai prodotto prima. Con questo bilancio sociale amplia, ove possibile, l ottica di rilevazione cercando di fornire un work in progress di mandato che possa, con l approssimarsi della fine del mandato amministrativo, segnare il percorso logico che dalle promesse ha portato all effettiva realizzazione delle stesse. Vogliamo quindi che il bilancio sociale diventi sempre più dimostrazione dell efficacia delle azioni intraprese, del grado di miglioramento dei servizi e dei benefici in generale prodotti. Siamo modestamente convinti che lo stesso negli anni abbia sempre più abbandonato l ottica autoreferenziale. Sta crescendo a nostro avviso la capacità dell ente di misurare, valutare e successivamente comunicare le proprie performance e soprattutto di rinnovato riconoscimento ad esercitare la governance in ambito locale. L obiettivo quindi che intendiamo continuare a perseguire è quello di riconnettere i dati economico-finanziari con: le politiche e gli obiettivi che hanno indirizzato programmi e interventi; i risultati finanziari e le realizzazioni materiali conseguiti espressi in termini di coerenza, efficienza, efficacia, qualità percepita, partenership pubbliche e private; i più rilevanti effetti che tali attività hanno sul benessere e sulla qualità della vita dei diversi interlocutori (famiglie, operatori economici, utenti dei servizi, personale) dell Amministrazione; Viene, in tal modo, esplicitata la connessione tra bisogni individuati, scelte effettuate, risorse impiegate e risultati ottenuti all interno di una cornice unitaria e, allo stesso tempo, integrata strettamente la dimensione economica, sociale e ambientale. Quest anno viene in particolare curata la parte della comunicazione che, senza ricorrere a consulenze esterne, ha rappresentanto un micro obiettivo per tutti coloro che sono stati chiamati a collaborare con il gruppo tecnico per la redazione del documento. Come si ricorderà o come può essere verificato dai documenti disponibili on line, per quasi tutte le aree di rendicontazione è stato seguito uno schema piuttosto formale di esplicitazione della catena di senso, più per servire da guida interna che per uno studio effettivo sulle migliori modalità di comunicazione. Da quest anno abbiamo voluto avventurarci nel racconto personalizzato programma per programma, progetto per progetto, perché molto diverse sono le cose da raccontare e far capire; molto diversi sono inoltre i portatori di interesse di ognuno, e particolari i temi di interesse che meritano di essere approfonditi piuttosto che semplicemente enunciati. L amministrazione ed in particolare il gruppo di lavoro dedicato al bilancio sociale non considerano ancora perfetto il metodo fino ad oggi adottato, tant è che dall edizione 2004 si pone 5

6 l obiettivo del progressivo miglioramento del documento Bilancio Sociale e del più ampio processo che lo sottende. Nella presente edizione non ci dilungheremo in una lunga esposizione sul metodo adottato, per il quale vi rimandiamo alle edizioni precedenti consultabili sul sito Internet del comune di Pesaro ma segneremo il punto di arrivo del lavoro e informeremo sul senso delle attività in itinere, alla luce delle indicazioni della Funzione Pubblica, che questo comune vuole rispettare ed arricchire. Fin dal 2004 la metodologia seguita per la realizzazione del bilancio sociale è stata elaborata dall Agenzia per l innovazione nell amministrazione e nei servizi pubblici locali con il concorso di Legautonomie. Essa trova i suoi principali riferimenti nei principi del Bilancio Sociale elaborati dal Gruppo di Studio sul Bilancio Sociale, rivisitati e corretti sulla base degli esiti della sperimentazione avviata con il comune di Pesaro, ai fini di una sua più funzionale e specifica applicazione al settore pubblico locale. Delle nuove azioni intraprese con i portatori di interesse e degli sviluppi futuri sarà dato conto con l obiettivo di stimolare, allargare e strutturare nel tempo una forma di dialogo stabile, duraturo e legittimato con i più significativi interlocutori, interni ed esterni all ente, in linea con una lunga e consolidata tradizione di partecipazione rispetto alla quale diventa sempre più strategico rendere conto della corrispondenza fra azioni intraprese, risultati raggiunti e risorse finanziarie impiegate, ormai prelevate in misura sempre crescente dal territorio. Per il 2006 l articolazione del bilancio non subisce rilevanti modifiche nella forma, ma sicuramente introduce delle modificazioni nella sostanza che determinano nell ambito della consueta suddivisione: L Identità dell Ente: la parte immodificabile dell identità dell ente già presente nei documenti degli anni passati non verrà ripetuta ove non utile per il periodo di riferimento; rimandiamo, per ripercorrere un quadro che comunque non subisce frequenti e sostanziali modificazioni, alle edizioni precedenti, agevolmente consultabili o scaricabili agli indirizzi sopra indicati. Verrà approfondita l analisi di contesto per analizzare l evoluzione di alcuni dati nel tempo quali l immigrazione, l evoluzione demografica, l evoluzione dello status civile in genere in modo che possano poi essere incrociati e valutati con i dati di rendicontazione dei singoli progetti (basti pensare alle politiche sociali, educative, culturali ecc ). All interno delle aree di rendicontazione verranno richiamati passaggi/contenuti chiave del programma di mandato, per stimolare nel lettore e portatore di interesse non solo la lettura in termini assoluti del risultato di suo interesse, ma riflessioni sull idea che l amministrazione aveva e continua ad avere ed ha sulla città e sulle prospettive future per raggiungere gli scopi prefissati. Sono ovviamente mantenute, seppure aggiornate, le parti sull organizzazione dell Ente, la programmazione condivisa e le scelte di bilancio, con dati in continua modificazione. E altresì ricostruito il quadro di riferimento degli assetti organizzativi e gestionali che sorreggono la mission dell Ente, il quadro di riferimento delle politiche di bilancio, finalizzate a tradurre gli obiettivi in azioni e realizzazioni. Le Aree di rendicontazione: le aree di rendicontazione mantengono la struttura già presente nei documenti di programmazione con alcuni adattamenti trasversali che abbiamo ritenuto fornire in quanto più interessanti alla lettura (i temi sociali sono, ad esempio, più opportunamente divisi come interventi su categorie di stakeholders piuttosto che come tipologie tecniche di intervento; i temi ambientali trovano una suddivisione più fitta di quello che può semplicemente rappresentare il programma Ambiente della Relazione Previsionale e Programmatica, basti pensare al tema della Zanzara Tigre o alla Protezione Civile ). Questa riclassificazione è motivo di costante revisione critica della struttura programmiprogetti della RPP, dettati dalla necessità di trattare alcuni temi il cui interesse abbiamo ritenuto di dare particolare rilevanza ad alcuni temi di rilevante attualità, in attesa di ricevere precise indicazioni dai tavoli con gli stakeholders già aperti o di prossimo avvio. Il resto dello schema di rendicontazione rimane invece immutato. Le Relazioni sociali: abbiamo aggiornato, in continuità con quanto presente nei precedenti documenti, le esperienze di partecipazione e di coinvolgimento dei portatori di interesse attivate dal comune (Agenda 21 Locale, pianificazione strategica, decentramento, programmazione condivisa, tavoli di ascolto e confronto..). Nella presente edizione, oltre alle esperienze di analisi di contesto e di rilevazione della soddisfazione degli utenti, funzionali alla programmazione delle attività di ambito sociale e culturale, vengono illustrati nel dettaglio 6

7 i risultati delle interviste agli Assessori realizzate per ricostruire la mappa completa dei portatori di interessi e delineare il lavoro iniziato nel 2006 con i portatori di interesse dei centri diurni per l handicap e nel 2007 con quelli dei servizi di scuola dell infanzia, asili nido, ristorazione scolastica. Il coinvolgimento dei portatori di interesse Destinatari di ogni processo di rendicontazione sociale sono i cittadini a cui l amministrazione si rivolge per rendere conto del proprio operato utilizzando strumenti per renderlo trasparente, accessibile e valutabile. Sono queste le finalità alla base di un processo iniziato nel 2004 e che sta impegnando con continuità il Comune di Pesaro per dar conto, attraverso il bilancio sociale, degli obiettivi perseguiti, delle azioni realizzate, dei risultati raggiunti assumendo il punto di vista dei destinatari. Fare il bilancio sociale significa innanzitutto porre in luce e cercare di rileggere il sistema delle relazioni esistente per valutare in modo condiviso e trasparente il ruolo svolto e l impatto che ha su questo generato. Si vuole in questo modo contribuire anche alla ricostruzione della filiera delle relazioni sociali attivate dall Ente queste infatti si estendono dalle attività di partenariato previste dal piano strategico, ai momenti di concertazione/contrattazione sociale attivati nella fase di approvazione del bilancio di previsione, agli esercizi di democrazia tipici delle esperienze di Agenda 21, fino ai tavoli di ascolto/coprogettazione e alle analisi di customer satisfaction sperimentati dai singoli servizi. Attraverso un indagine che ha coinvolto tutti gli assessori è stata ricostruita la mappa delle relazioni sociali e dei soggetti con cui l ente entra in contatto nello svolgimento delle proprie politiche. Ciò al fine di individuare le modalità di relazione della rendicontazione sociale e le tipologie di informazioni che possono aiutare in qualche modo a focalizzare le attività di rendicontazione. I numeri a fianco dei settori indicano la ricorrenza dei portatori di interesse nelle risposte. Mappatura degli stakeholders CITTADINI INTERNI PARTNER e agenzie tecniche locali ALTRE PA e Agenzie tecniche nazionali e internazionali ASSOCIAZIONI DEL TERRITORIO GRUPPI DI PRESSIONE 80 ALTRO Nel grafico Mappatura degli stakeholders è ricostruito il quadro complessivo dei soggetti con cui l ente entra in relazione. I soggetti sono stati raggruppati in 5 macro aree (Cittadini, Soggetti interni all ente, Partner e Agenzie locali, Altre pubbliche amministrazioni e Agenzie nazionali ed internazionali, Associazioni del territorio, Gruppi di pressione). La Mappatura degli stakeholders è sostanzialmente un modo per classificare e focalizzare diversi punti di vista da cui guardare un organizzazione, tuttavia è un tentativo di rappresentazione di categorie di interessi sempre in qualche modo discrezionale e artificiale, sia perché si tratta di dare evidenza a interessi che preesistono e fondano la legittimazione stessa dell amministrazione pubblica, sia perché lo stakeholder è sempre una costruzione virtuale dell organizzazione che si forma quando essa si interroga sulla sua responsabilità sociale 1. 1 Dipartimento della funzione pubblica, Rendere conto ai cittadini. Il bilancio sociale nelle amministrazioni pubbliche I Manuali pag. 29 7

8 L ente ha inoltre sviluppato relativamente al bilancio sociale significative attività di comunicazione e di sviluppo della partecipazione che intende rafforzare ed allargare sperimentando, anche in modo graduale e progressivo, processi utili per affinare i canali e gli strumenti utilizzati anche nella prospettiva della loro strutturazione e consolidamento. Ad esempio, indicazioni e criteri per un utilizzo efficace degli strumenti di rendicontazione sociale potranno essere ricavati da tavoli ascolto e di confronto su specifici progetti avviati nel 2005 con i portatori di interesse. Sempre a partire dai dati della rendicontazione 2005, è stata costruita una matrice aree di rendicontazione/stakeholders per rendere ancor più visibili i collegamenti tra attività e interlocutori. Matrice Aree di rendicontazione/stakeholders Stakeholders Aree di Partner Soggetti Rendicon- Attività/Progetti e Cittadini interni tazione agenzie all ente locali Organizzazione del Territorio Benessere Sociale Programma Urbanistica Programma Nuove Opere Programma Manutenzioni Programma Ambiente Programma Politiche Sociali Programma Politiche Educative Programma Politiche per la Cultura e lo Sport Altre P.A e agenzie nazionali ed internazionali Associazioni del territorio Gruppi di pressione X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X Programma Sicurezza Urbana X X X Programma Promozione X X X Territoriale Programma Formazione X X X X Universitaria Programma Attività Commerciali X Programma Sportello Unico X X Attività Produttive Programma Sportello Europa e Gemellaggi X X X X X Programma Cooperazione X X Internazionale Gestione Amministrativa decentrata delle Circoscrizioni X X X Società partecipate X X X X Sostegno allo Sviluppo Economico Al di là delle forme più o meno consolidate e strutturate per la interlocuzione con i soggetti destinatari delle politiche, dalle interviste realizzate con gli assessori, risultano alcune proposte 8

9 relative alla costituzione di tavoli; in particolare le proposte prendono in considerazione gli aspetti relativi a: tipologia dei soggetti da coinvolgere; finalità; modalità di svolgimento. In sintesi, in merito alle principali indicazioni emerse per quanto riguarda gli aspetti di metodo è stata evidenziata la necessità di dare continuità alle relazioni con i soggetti anche per consentire una maggiore consapevolezza delle azioni che il Comune sta realizzando. La costruzione di tavoli deve servire a responsabilizzare i partecipanti nella valutazione dell effetto complessivo delle attività sul bilancio. E stata inoltre proposta una metodologia che prevede un primo incontro informativo per pubblicizzare e far conoscere il bilancio sociale ed un secondo nel quale realizzare il confronto. Dalle interviste è emersa anche la necessità di individuare soluzioni affinché i soggetti coinvolti tengano conto del quadro economico entro cui si realizzano le scelte dell amministrazione; nella sostanza l amministrazione compie le sue scelte, prevenendo e riducendo eventuali occasioni di tensione e conflitto. Per quanto riguarda le finalità dei tavoli è stato proposto di prevedere momenti di ascolto e confronto sia per gruppi di interesse, sia coinvolgendo in un unico tavolo rappresentanti politici, istituzioni, fondazioni ed enti strumentali, avviando una reale apertura al dialogo e alla discussione sulle politiche di bilancio. I tavoli non dovranno essere esclusivamente concepiti come momento di interlocuzione successiva alla decisione ma dovranno essere attivati e gestiti fin dalla fase antecedente alla decisione; i tavoli così concepiti saranno quindi un occasione per favorire la crescita culturale e la conoscenza sulla specificità della politica. Più intervistati hanno fatto riferimento alle Circoscrizioni come luogo di interlocuzione e animazione, come soggetti privilegiati per lo sviluppo della partecipazione e del confronto con i cittadini. Il ruolo delle circoscrizioni è stato anche indicato come occasione per anticipare il malessere e avere il polso delle situazioni locali. Per alcuni aspetti della rendicontazione e per le specificità di alcune tematiche che richiedono la conoscenza di un linguaggio specialistico, è stato messo in evidenza come più che la costruzione di un tavolo occorra individuare nuove modalità per favorire crescita culturale e conoscenza sulle specificità delle politiche esaminate. Tra i soggetti con i quali è opportuno attivare nuove relazioni, si è fatto particolare riferimento al coinvolgimento del mondo giovanile e degli immigrati per favorire la crescita e le responsabilità nello sviluppo della progettualità sul tema della cittadinanza attiva. Tali tipologie di tavoli dovrebbero essere inoltre un modo per affrontare il tema della frammentazione della rappresentanza. Di seguito si evidenziano alcune proposte di tavoli formulate dagli assessori intervistati: 1. Tavolo sponsorizzazioni: Da attivare con gli sponsor attuali e potenziali dell ente, potrebbe avere diverse finalità: Rendicontare ai singoli sponsor le attività realizzate con il loro contributo, mettendo anche in evidenza le relazioni delle specifiche sponsorizzazioni con le risorse necessarie per la realizzazione delle attività. Disporre di un quadro complessivo delle attività realizzate e favorire anche attività di ricognizione dei soggetti coinvolti. Riuscire a condividere la programmazione delle attività da sostenere attraverso le sponsorizzazioni. Il tavolo può anche rappresentare un occasione di sensibilizzazione sulle tematiche della sponsorizzazione e rappresentare un punto riferimento per attività di ricognizione, quali ad esempio quelle realizzate dalla Regione Marche Tavolo con professionisti: Sono state indicate alcune tipologie di professionisti e di ordini professionali d interesse per le relazioni già avviate con cui intrecciare ulteriori rapporti che, in parte e per alcune tipologie, prescindono dalla attività di rendicontazione ma che si caratterizzano per il loro carattere di contributo tecnico e professionale. I tavoli 2 la Regione Marche ha compiuto una ricognizione sulle aziende marchigiane che si sono distinte per l investimento mirato nel settore culturale che è stata curata da Marta Paraventi in collaborazione con l Agenzia Bondardo Comunicazione di Milano, responsabile della progettazione e gestione del Premio Impresa & Cultura.) 9

10 assumono la funzione di cooperazione e allargamento delle conoscenze tecniche. Ordine degli architetti, ingegneri e geometri: Relazione che si è instaurata in modo strutturato per il regolamento del concorso di progettazione e che andrebbe ampliata per approfondire le tematiche sulla qualità del progetto architettonico. Ordine dei commercialisti, ragionieri: è già instaurata una relazione sulle tematiche tributarie che coinvolge anche i CAAF Centri Autorizzati Assistenza Fiscale. 3. Tavolo con istituzioni culturali e Fondazioni e sponsor: Tale proposta si differenzia da quella descritta al punto 1 in quanto prevede anche la partecipazione delle istituzioni culturali, con lo scopo di arrivare a una vera e propria programmazione delle attività. 4. Tavolo politiche ambientali ed energetiche: La proposta riguarda la costituzione di un tavolo con esperti, professionisti e associazioni operanti nell ambito delle politiche ambientali nonché rappresentanti dei cittadini - categoria di soggetti sui quali si manifestano gli effetti delle politiche - al fine di valutare e monitorare l impatto delle politiche ambientali sul territorio. 5. Tavolo con associazioni di categoria: Da consultare nella fase di programmazione delle attività in sede di definizione del bilancio revisionale dell ente. 6. Tavolo grandi eventi: Per la concertazione sui singoli progetti. Come si nota nel definire i tavoli da aprire, si è dato peso ai soggetti piuttosto che ai temi e curiosamente nei fatti si è dimostrato come lo stimolo non venga tanto da soggetti o gruppi di soggetti ma dagli argomenti di attualità che stimolano l apertura del confronto. Comunque, suscitando anche la curiosità e la voglia di aprirsi dei dirigenti comunali (ai quali è stata allo stesso modo sottoposta una intervista per capire quali fossero a loro modo di vedere le priorità per aprire i tavoli di confronto vedi analisi di metodo dell edizione bilancio sociale 2005), il primo tavolo aperto nell estate del 2006, ha avuto ad argomento i temi dell handicap, con la partecipazione delle principali associazioni di rappresentanza dei disabili e i soggetti che operano nel sistema di appalti e di rete che vede il Comune come coordinatore o partecipante. Il sensibile cambiamento di impostazione del programma handicap interno alle politiche sociali, che si vedrà nel seguito del lavoro, deriva anche da questo confronto che proseguirà (in relazione al momento in cui si scrive) con un secondo tavolo di aggiornamento rispetto ai temi toccati nella prima riunione, che coinvolgerà tutti i centri diurni. In particolare, si presenteranno i risultati della scheda di rendicontazione 2006 presentata in questo bilancio sociale, si discuteranno gli adeguamenti alla Legge Regionale n. 20/2002 e le ricadute sul bilancio 2008 e si presenteranno i risultati dei questionari distribuiti in tutti i centri. Altra ipotesi di lavoro in rapida progressione è l apertura dei tavoli di lavoro nell ambito delle politiche educative. Le politiche educative hanno già il vantaggio di avere una sede ideale per il confronto quali sono i comitati di gestione. L esempio del lavoro fatto l anno scorso con la scuola dell infanzia comunale è esemplificativo. Qui infatti sono già aperti dei tavoli funzionali alla programmazione e rendicontazione, nel senso che il dibattito che è scaturito a partire da una problematica che è tuttora di stretta attualità in città, inerente il servizio pomeridiano e la ripartizione dei costi, è stato allargato a largo raggio fino a toccare tutti gli aspetti del servizio di scuola d infanzia comunale 3-6 anni. Nella fase di concertazione tra comitati di gestione delle scuole comunali, amministratori e tecnici si è discusso della qualità del servizio in rapporto al prezzo; questo confronto ha portato la giunta comunale a deliberare un sistema tariffario per il servizio scolastico pomeridiano entrato in vigore a settembre 2006 e che verrà rivisto se ci saranno problematiche emergenti. Altro tavolo che sarà rapidamente aperto è quello della ristorazione perché ha una grossa rilevanza finanziaria, ha buone possibilità di controllo (essendo un servizio tecnicamente autonomo), ha un ambiente fisico di svolgimento ristretto e dei costi facilmente imputabili, e coinvolge un gran numero di utenti, identificabili con tutti coloro che mangiano a scuola (dalla scuola d infanzia alle secondarie di primo grado (già:medie). Inoltre, essendo un servizio soggetto alla certificazione di qualità, ha già metabolizzato un sistema di autorilevazione interna che produce ed elabora molti dati sulle caratteristiche del servizio, l efficienze, l efficacia e la qualità, in maniera molto dettagliata. A questo tavolo saranno invitati i Consigli di Circolo, i Consigli di Istituto, l ASUR, le insegnanti (che sono allo stesso tempo sia lavoratori della struttura 10

11 che utenti), la ditta che ha in appalto il servizio e le associazioni ambientaliste e animaliste, l ASPES per il trattamento dei rifiuti organici. Un percorso simile a quello che ha coinvolto le scuole dell infanzia comunale sarà avviato per i Nidi d infanzia (0-3 anni), per la rilevanza sociale del servizio, l ampio numero di famiglie coinvolte, la presenza di organi di rappresentanza dei portatori di interesse quali i comitati di gestione ed anche la naturale voglia di coinvolgimento e partecipazione in un contesto che coinvolge così profondamente e affettivamente le famiglie. Ancora.. il Piano Sociale d Ambito contiene progetti per tutte le aree di intervento (anziani, adulti, giovani, adolescenti, minori, disabili, stranieri ) costruiti nel contesto di una rete sociale locale che ha promosso la partecipazione di diversi portatori di interessi, pubblici e privati, del sociale e della sanità. L esperienza maturata dal Comune di Pesaro con l attivazione di due Uffici di Promozione Sociale nel 2000, ha portato ad un progetto di rete finalizzato ad agevolare l accesso ai servizi da parte dei cittadini/utenti residenti nell Ambito. Sono state individuate attività che abbiamo definito di 1 e 2 livello, finalizzate a promuovere conoscenza ed esercizio diretto del diritto informativo e consulenziale, prevedendo anche la personalizzazione degli interventi a favore di soggetti fragili e non completamente autonomi nell esercizio di tale diritto. Partendo dagli impegni presi con il Protocollo d Intesa per l attivazione dell Ufficio di Promozione Sociale - Segretariato Sociale, firmato in data 16 febbraio 2005, è stata costruita una Guida ai servizi 2007" che aiutano ad orientarsi tra i servizi attivati e le prestazioni rese dagli enti firmatari. (cfr. anche La biblioteca San Giovanni ha realizzato uno studio sul profilo di Comunità (Marina della Bella e Donata Mancini) dal titolo LA BIBLIOTECA E LA SUA COMUNITA : LA COSTRUZIONE DI UN PROFILO ovvero una raccolta strutturata di dati riguardanti un area determinata, nel nostro caso la città di Pesaro, nei suoi aspetti più significativi (territoriale, produttivo, culturale, demografico, ecc.). utile ai servizi bibliotecari e non, basti pensare a quelli culturali, sociali, educativi, giovanili, per il tempo libero e simili. Il percorso si colloca in una serie di azioni volte al miglioramento continuo dei servizi, con la finalità di programmare meglio l attività. Altre forme di partecipazione sono attivate nel Comune di Pesaro a testimonianza della consolidata tradizione di partecipazione. L attuale esigenza è pertanto quella di rendere il tutto funzionale al processo di programmazione e controllo, esplicando il massimo della loro utilità. Non va dimenticato che il Comune di Pesaro continua la sperimentazione di nuove forme di governance che non costituiscono solo un esercizio di democrazia ma sono indispensabili per recuperare efficienza ed elevare l efficacia dell azione di governo, secondo due principali modalità e obiettivi: l attivazione di forme di programmazione condivisa e di concertazione con le parti sociali, le principali categorie economiche e portatori di interesse, finalizzata al miglioramento e all apertura della programmazione socio-economica posta in essere dal Comune; l avvio di un percorso di informazione sulle scelte strategiche dell amministrazione, come base per l esercizio del diritto di cittadinanza; l attivazione di forme di ascolto dell utenza dei servizi, anche attraverso tecniche di customer satisfaction. Queste nuove forme di programmazione e di concertazione attivate, sono l aggiornamento di quelle già presentate lo scorso anno (che non riproponiamo per non appesantire troppo la trattazione), che comunque invitiamo a visionare in quanto già presenti nel documento Relazione Previsionale e Programmatica della sessione di bilancio , reperibile o presso il servizio finanziario o più comodamente sulla rete civica link Atti categoria Bilancio Relazioni. 11

12 Identità dell Ente 12

13 Valori e strategie Il Comune di Pesaro vuole essere il coordinatore della varie componenti che concorrono allo sviluppo della Città. L ambiente, le risorse umane, i settori produttivi, le istituzioni educative e di ricerca, le istituzioni pubbliche, le attività finanziarie possono esprimere appieno tutte le loro potenzialità se inserite in un ottica di sistema di cui il Comune ne rappresenta l elemento di unificazione. La missione del Comune di Pesaro, di conseguenza, si esprime nel perseguimento dei seguenti obiettivi generali: rappresentare tutti i suoi cittadini tutelare e migliorare la qualità della loro vita proteggere i cittadini più deboli e attenuarne gli svantaggi promuovere lo sviluppo economico e la qualità del sistema locale governare la trasformazione del territorio nell interesse comune I principali valori di riferimento ai quali il Comune si ispira definiscono Pesaro come Città europea della qualità identificandola come: città equa, solidale e aperta che favorisce la tutela dei deboli, la partecipazione e la sussidiarietà città dell educazione, della formazione, della valorizzazione del patrimonio e dell uso equilibrato delle risorse città dello sviluppo sostenibile, dell innovazione, delle reti e della integrazione tra soggetti, territori e culture. Questa edizione del bilancio sociale, insieme alle precedenti del 2004 e 2005, ha cercato di evidenziarne gli elementi di coerenza fra i valori dichiarati e le scelte effettuate. I valori, seppur stabili e immodificabili, trovano infatti implementazione nelle linee di azione e nelle scelte sul campo, la cui tendenza è continuamente soggetta ad analisi critica. Anche l esperienza ci suggerisce riflessioni importanti: - E cresciuta l esigenza dell ascolto, inteso non come semplice disponibilità dell amministrazione a ricevere le istanze della cittadinanza, quanto come funzione pianificata e organizzata. La scelta di implementare il bilancio sociale ed i connessi tavoli di ascolto dei portatori di interesse di cui si è parlato nel paragrafo precedente, sono proprio la naturale e voluta conseguenza di questa scelta; le iniziative nei quartieri, gli incontri per illustrare il documento di metà mandato, le iniziative di confronto pubblico in materia di sanità sono anch esse il segno che una nuova era è cominciata. Ora non sono solo i cittadini (o i portatori di interesse) che vanno in Comune a comunicare le proprie istanze, ma è il Comune che comunica ai cittadini, li chiama, li va a cercare, effettua sondaggi sulle tipologie di consumo dei propri servizi per sapere se le sue politiche sono in sintonia con quello che essi vogliono. Insomma un soggetto attivo che prima di agire, cerca di capire, che oltre a saper fare, è in grado di comunicare quello che fa. - Bisogna lavorare ancora di più per rimuovere gli ostacoli alla crescita economica, soprattutto in favore di quei comparti come il manifatturiero, che al di la delle stagioni, delle congiunture, delle crisi, alla fine riemerge sempre come spina dorsale del benessere di cui può vantarsi il territorio pesarese. - Dobbiamo essere ancora più determinati nel cercare la cooperazione istituzionale sia a livello orizzontale con enti di pari livello, che verticale con enti dall ambito territoriale vasto. La capacità di farsi ascoltare nell ambito di tavoli importanti per attirare finanziamenti e per discutere di tematiche che interessano non solo l ente ma un area territoriale che ne travalica i confini, consente al Comune di salire su treni strategici che possono determinarne la velocità dello sviluppo. Le esperienze già sviluppate dal Comune in tema di Pianificazione Strategica ne marchiano lo stile. - Crescere ancora anche nella capacità di costruire una economia partecipata delle opere e dei servizi pubblici. Sviluppare il vasto tema della finanza di progetto per attirare sempre più 13

14 capitali interessati allo sviluppo dei programmi dell ente. Crescere nella capacità di gestire i rapporti convenzionali nella gestione, avendo molta cura nel disciplinare la parti che garantiscano il rispetto delle finalità delle opere e dei servizi pubblici. Sviluppare un analisi concomitante delle proprie società partecipate, sia economica finanziaria che qualitativo produttiva.. in poche parole riprenderne l indirizzo strategico e il controllo. - Tentare una nuova strada per le politiche abitative, cercando interventi di incentivazione funzionale all entrata di tutti i nuclei in una casa, che non assumano carattere puramente assistenziale e non alimentino il divario di opportunità fra coloro che possono autonomamente permettersi una casa e coloro che potranno essere destinatari di costruzioni nelle aree PEEP. - Concepire la cultura non solo come consumo ma anche come incentivo alla produzione. Ben vengano le grandi manifestazioni liriche e cinematografiche, gli interventi dei grandi scrittori o in genere lo spettacolo di richiamo. Crediamo però che per fare vivere la cultura, non bisogna solo comprare ma anche ricercare, stimolare cioè l espressione della creatività di tutti quegli artisti e di tutti quei movimenti che spesso non hanno palchi o ribalte, seppur piccole, ove poter comunicare. I Valori: le Pari Opportunità Delega Assessorile: Gloriana Gambini Responsabile: Dr. Alberico Miniucchi STRALCIO DALLE LINEE PROGRAMMATICHE DEL SINDACO:. il nuovo piano sociale, da costruire con modalità fortemente partecipate, dovrà garantire Politiche di Pari Opportunità che sviluppino una maggiore consapevolezza culturale e favoriscano la presenza, il confronto e il contributo determinante delle donne negli indirizzi generali della politica... Le politiche di genere si stanno sempre più diffondendo nelle organizzazioni, come nelle amministrazioni locali che, grazie a specifici strumenti quali i bilanci di genere, oggi sono in grado di leggere l efficacia delle politiche pubbliche rispetto alle donne e agli uomini. Il Comune di Pesaro ha avviato nel secondo semestre 2006 il processo per la costruzione del bilancio di genere; in primo luogo ha aderito, il 21 novembre 2006, al Protocollo d Intesa per la Costruzione della Rete tra Province e Comuni per la diffusione di azioni sulle pari opportunità. Nel mese di dicembre è stato anche acquistato un software gestionale per disporre degli idonei strumenti tecnici per la realizzazione di questo tipo di bilancio. - Il progetto V.E.N.E.R.A. (Vecchia Europa Nuova Europa reazioni all Allargamento), promosso dal Comune di Pesaro, Provincia di Pesaro-Urbino, Istituto Galilei, Università della terza Età e sostenuto dalla Comunità Europea, volto, attraverso una serie di iniziative, a sottolineare l importanza del processo di integrazione europea, ha consentito di conoscere, con un indagine a campione presso la popolazione femminile, le aspettative, i timori delle donne nell affermazione dei loro diritti in tutta Europa, anche nella prospettiva dell allargamento verso i nuovi paesi. - Per la giornata dell 8 marzo è stato organizzato un convegno che ha rappresentato un momento di riflessione oltre che di festa; la giornata è stata dedicata non solo alle dipendenti comunali, ma a tutte le cittadine per capire i cambiamenti della donna nella Europa dei 25 e soprattutto nei 10 paesi membri. - Donne per l ambiente è un progetto promosso dal Comune di Pesaro nel mese di luglio con un piccolo finanziamento della Regione Marche teso a coinvolgere le donne, in quanto rappresentanti significative nel promuovere cambiamenti quotidiani negli stili di vita, di produzione e di consumo. L obiettivo è creare una rete al femminile che si faccia promotrice di un modello applicato di sostenibilità, a partire dalla esperienza quotidiana: sia in ambito lavorativo che all interno della famiglia o nelle relazioni sociali. Lo strumento individuato per entrare in contatto velocemente è la news letter (il primo numero è uscito nel mese di ottobre); newsletter dedicata ai temi della sostenibilità con la selezione di informazioni utili, pratiche, curiose per riuscire a sottoscrivere un nuovo patto con la natura e l ambiente che si traduce nella raccolta in piccoli (ma grandi) gesti quotidiani al femminile. Nel secondo semestre dell anno è stata avviata una specifica collaborazione sino alla fine dell anno per l attività di coordinamento e di cura editoriale dei testi della news. Nell arco di questo periodo è stata, quindi, messa a punto la vera e propria programmazione di Donne 14

15 per l ambiente: è stato definito il gruppo di lavoro interno al comune con le relative competenze (organizzative, strettamente ambientali, ma anche grafiche) e poi la creazione della rete dei contatti con lo scelta delle future utenti della rete al femminile. E stato quindi predisposto il n.0, poi pubblicato nel gennaio Il cuore e la mente _ Riflessioni intorno alle professioni che cambiano è un ciclo di conversazioni realizzato in primavera in collaborazione con l Università Politecnica delle Marche. Nato dalla duplice esigenza di rappresentare un occasione di riflessione alla cittadinanza ed un percorso integrativo alle ore in aula per gli studenti del corso di laurea in Scienze Infermieristiche attraverso il contributo di relatori altamente qualificati, questo ciclo di incontri ha toccato il tema della malattia, non più intesa come sofferenza, ma come luogo di relazione: lo scenario nel quale la comunicazione, la psicologia, la capacità di comprensione dell altro sono aspetti determinanti del processo di cura. - E stato inoltre organizzato, in collaborazione con l Ufficio Formazione, un corso dal titolo Gestire la propria leadership personale in una dimensione di benessere organizzativo rivolto a 30 persone del nostro ente con l obiettivo di individuare obiettivi che possano portare alla realizzazione di un percorso personale/professionale per la realizzazione del proprio talento e individuare gli archetipi che maggiormente influenzano i generi I Valori: le Politiche Familiari Delega Assessorile: Luca Bartolucci Responsabile: Dr. Alberico Miniucchi STRALCIO DALLE LINEE PROGRAMMATICHE DEL SINDACO:...nostra decisa volontà è quella di riaffermare una politica che sia di garanzia per i diritti, di certezza per le famiglie. occorre sapere rispondere a situazioni di vulnerabilità sempre più frequenti, partendo da nuove politiche del lavoro e della casa Il nuovo piano sociale, da costruire con modalità fortemente partecipate, dovrà privilegiare.. il sostegno alle famiglie e la tutela della maternità attraverso la fornitura di servizi puntuali..il potenziamento degli interventi rivolti ad incrementare l inserimento lavorativo ed a contrastare il disagio abitativo, limitando il più possibile le forme contrattuali previste dalla legge n. 30 ed estendendo le possibilità di accesso al bene casa. agevolare le politiche di conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di cura, rafforzando e sviluppando le azioni intraprese dall Ente Locale in sinergia (anche) con le associazioni familiari.. garantire i diritti di nuova cittadinanza per i bambini stranieri e le loro famiglie. promuovere, a livello di ambito, un lavoro di confronto verso una garanzia di equità nell accesso e nell utilizzo dei servizi, con particolare attenzione alle differenti esigenze delle famiglie numerose. La famiglia è al centro del dibattito e delle politiche nazionali e locali; il suo ruolo è determinante per la coesione e il benessere di una nazione e di una città. Aiutare la famiglia a svolgere con più serenità il ruolo essenziale di crescita ed educazione alla cittadinanza è diventato un obiettivo primario. Il Comune di Pesaro cerca di attrezzarsi per porsi in ascolto, raccogliere informazioni, informare a sua volta, per operare scelte a sostegno della famiglia, per meglio intervenire con una azione organica e integrata pubblica e privata e rispondere in modo efficace ai cambiamenti profondi che attraversano la società. Ha costituito un assessorato ad hoc e un ufficio con il compito principale di raccogliere le esperienze interne all ente e le azioni dei vari servizi disperse in molti interventi che riguardano fisco, lavoro, trasporti, casa, scuola, sanità. Ha inoltre costituito una Consulta per ascoltare e capire i problemi delle famiglie, per conoscere cosa fanno le associazioni nate spontaneamente nel territorio e raccordare ove possibile le loro azioni con quelle istituzionali. La Consulta, appena insediata, è stata coinvolta sulla tematica dell offerta dei servizi negli asili comunali e relativo sostegno alle famiglie. Nel secondo semestre dell anno le attività si sono concentrate sull avvio e sul consolidamento delle azioni della Consulta delle famiglie, che si è strutturata meglio definendo e approvando il regolamento della vita della Consulta che si è inoltre suddivisa in gruppi di lavoro tematici composti da rappresentanti delle associazioni aderenti, in modo da assicurare una collaborazione più partecipata: Scuola- Educazione, domiciliarità sul territorio, tariffe-servizi e microcredito. Alla Consulta è stato chiesto di esprimere pareri sui criteri di assegnazione delle agevolazioni per la Legge regionale a favore della famiglia n 30 del 1998; inoltre l assessorato alla Cultura politiche per le Famiglie ha lanciato la proposta alla consulta di ideare e definire il progetto " Creazione di uno spazio 15

16 dedicato alla vita della consulta all'interno del sito web del Comune di Pesaro", accolto ed elaborato dalla Consulta con il nome Progetto e-family ; inoltre alla Consulta è stato chiesto di esprimere un parere sulla presentazione dell aggiornamento dei criteri di formulazione delle graduatorie di ammissione alle scuole comunali dell infanzia con i relativi punteggi. In collaborazione con i Servizi Educativi e l Ambito territoriale sociale n 1 è stato avviato il progetto Famiglia Aiuta, teso a promuovere e formare una rete di sostegno/aiuto leggero tra le famiglie del nostro territorio, con il corso Famiglia aiuta famiglia che ha visto coinvolte più di cento nuclei familiari. E stata portata a termine la ricerca in collaborazione con La Polis dell Università di Urbino La famiglia a Pesaro, città per la famiglia i cui risultati ottenuti sono raccolti in una piccola tesina. Si sono realizzate diverse iniziative per valorizzare la cultura della famiglia come: la giornata della vita, la festa della famiglia, l iniziativa Nostra è la città, la rassegna Carote, zucchini e altre storie per bambini in collaborazione con la Biblioteca San Giovanni. Si è dato vita ad un laboratorio per le politiche familiari e Welfare con l associazione Agorà. E stata svolta, infine, un indagine sui consultori a Pesaro. Le Strategie: la pianificazione strategica Delega assessorile: Gloriana Gambini Responsabile: D.ssa Fiorenza Martufi STRALCIO DALLE LINEE PROGRAMMATICHE DEL SINDACO:.. la pianificazione strategica, ha costituito e costituisce un ulteriore, forte, forma di coinvolgimento di soggetti esterni all amministrazione, su azioni di grande importanza si è creato un patrimonio di volontà partecipativa, di elaborazione progettuale, di consapevolezza dei ruoli diversi che ciascuno può svolgere nella definizione e nella realizzazione di strategie condivise che impegnano il presente in vista di un futuro comune... le scelte strategiche hanno bisogno di azioni coerenti fra i diversi protagonisti della vita della città e il luogo dell urban center ha dimostrato la capacità di costruire queste coerenze.. Obiettivo è rafforzare il ruolo del Comune di Pesaro nella cooperazione tra le istituzioni e gli enti, inserendo anche le strategie della città di Pesaro in un contesto territoriale di area vasta. LE LINEE DI AZIONE La complessità delle trasformazioni economiche, sociali e territoriali, e dell organizzazione dei servizi, richiedono nuove relazioni tra i soggetti e l individuazione di modalità di governo innovative, basate sulla costruzione di reti ai fini della coesione sociale, dello sviluppo sostenibile, dell integrazione e della proiezione nazionale e internazionale del sistema locale. Le politiche della pianificazione strategica si sono orientate con diverse modalità verso Costruzione di un programma di azione condiviso tra i diversi enti e istituzioni per affrontare alcuni dei più importanti problemi che riguardano il distretto pesarese e l area della bassa valle del Foglia. Il Programma Ambientale dello Sviluppo SOstenibile del Distretto Pesarese PASSO DP, realizzato con il contributo finanziario della Regione Marche, propone linee di azioni e individua le modalità per la ricerca di finanziamenti che sono necessari per affrontare i problemi della: Riqualificazione delle aree produttive del distretto pesarese Riqualificazione del fiume Foglia Valorizzazione delle risorse culturali ambientali e turistiche verso la costruzione di un distretto culturale Mobilità sostenibile Riqualificazione urbanistica-insediativa dell'unione Al programma ambientale del distretto pesarese hanno partecipato la Provincia di Pesaro e Urbino e tutti i comuni della bassa valle del Foglia che hanno sottoscritto un protocollo d intesa di cooperazione. Il programma ha sperimentato modalità innovative di lavoro tra gli enti e ha visto all azione 11 gruppi di progetto che hanno coinvolto più di 40 tecnici e professionisti delle diverse istituzioni coinvolte che hanno operato con coordinamento operativo del servizio Pianificazione strategica. Il programma PASSO DP è stata l occasione per approfondire i contenuti progettuali del Piano strategico. Il programma è stato approvato il 20 luglio 2006 dalla Giunta Comunale che 16

17 selezionato le priorità. In riferimento ai contenuti degli specifici obiettivi il programma ha prodotto: Riqualificazione aree industriali: è stata svolta un ampia attività di ricognizione che ha delineato una diagnosi approfondita delle criticità presenti e indicatori per il loro superamento attraverso azioni progettuali sul fronte della viabilità, come su quello delle reti tecnologiche, sul fronte dell uso razionale degli spazi pubblici a quello della riqualificazione urbana. Ci sono elementi sufficienti per dare corpo ad una prospettiva di politica comune delle istituzioni del Distretto sul tema delle Aree Produttive che sono al centro anche delle politiche regionali in tema di aree ecologicamente attrezzate. Valorizzazione del fiume Foglia: si è dato ordine e leggibilità alle molteplici iniziative che sono maturate nel tempo e che lo stesso programma ha contribuito a far avanzare. La posta in gioco è quella di fare del Foglia il progetto bandiera della sostenibilità del Distretto entro una logica di accordo negoziale (Patto di Fiume) con tutte le agenzie interessate che metta in primo piano i valori ecologici del fiume e del suo ambiente e stabilisca una dialettica positiva con le azioni di riqualificazione delle aree produttive poste ai margini. Risorse culturali - ambientali e valorizzazione turistica il progetto ha scavato e fatto emergere molti spunti nella direzione del Distretto culturale che consentono di intraprendere un percorso di individuazione di possibili esiti progettuali, già con una forte partecipazione extraistituzionale. Mobilità sostenibile: l obiettivo ha dato luogo ad una verifica di prefattibilità sulla possibilità di servire gli insediamenti produttivi della bassa valle del Foglia con una infrastruttura dedicata di Trasporto Rapido di Massa e la verifica ha evidenziato piuttosto la necessità di un progressivo rafforzamento e riorganizzazione dell offerta del Trasposto Pubblico Locale. Il progetto si è mosso inoltre nella prospettiva di un Piano urbano della mobilità P.U.M. sovracomunale (alla soglia dei centomila abitanti) e intende ricostruire un quadro conoscitivo delle politiche per la mobilità sostenibile attualmente operanti nel Distretto. Riqualificazione urbanistica-insediativa dell'unione Per quanto riguarda la dimensione urbana degli insediamenti di valle si è costruito un quadro di conoscenze inserito nel tema della città dei servizi e della forma urbana che ha fatto emergere il tema della città pubblica come protagonista delle politiche urbane. La riflessione realizzata attraverso PASSO DP ha portato a risultati significativi partendo da un tema come quello della sostenibilità delle politiche industriali che è di estrema attualità, (sia sul fronte della competitività che su quello della sostenibilità) per sviluppare un approccio più sistematico alle politiche di assetto e di sviluppo che consideri prioritaria la qualità paesistico culturale del territorio, favorisca la centralità del sistema dei servizi e dello spazio pubblico, persegua la funzionalità ecologica e la qualificazione fruitiva del fiume Foglia e proponga un efficace sistema di trasporto a servizio delle relazioni del Distretto. Ha definito un quadro di azioni e di progetti utili per consentire al sistema locale pesarese di partecipare in modo argomentato e condiviso alle diverse scale. Per presentare e discutere i risultati del programma sono state promosse alcune iniziative pubbliche con le associazioni di categoria e sindacali oltre che seminari sui singoli obiettivi a cui hanno partecipato amministratori e responsabili regionali, provinciali e comunali, rappresentanti degli enti e delle organizzazioni interessate alle specifiche problematiche oltre che singoli cittadini. Dai cinque seminari realizzati è emerso il riconoscimento degli attori locali che le azioni intraprese con il programma rappresentano un passo importante per la definizione dello sviluppo sostenibile ed è stata apprezzata una programmazione che coinvolga e faccia interagire diversi livelli di governo. Nel convegno conclusivo del progetto PASSO DP gli attori locali si sono confrontati sulle tematiche affrontate manifestando la volontà e l'interesse a continuare le attività per favorire l'implementazione delle ipotesi progettuali emerse. Le attività realizzate hanno beneficiato di risorse regionali erogate attraverso il programma ASSO che ha destinato la somma di ,00. Il Comune di Pesaro ha svolto per conto di tutti i soggetti partecipanti, il ruolo di soggetto gestore di tutte le risorse ammontanti a ,00. Dal lavoro svolto con il programma PASSO DP è emerso che per quanto riguarda la tematica relativa al Distretto l orientamento è di affrontarla in un accezione allargata capace di tenere insieme sia gli aspetti di contenuti specifici e territoriali (sistema produttivo, strumentazione urbanistica e settoriale, capacità innovativa, sostenibilità ambientale e culturale ecc) sia quelli di governance d area vasta. E importante allargare il circuito delle relazioni ad ulteriori soggetti rilevanti per le politiche esaminate inserendo il lavoro svolto in un disegno più complessivo che a sua volta ne rafforzi la legittimità e favorisca la realizzabilità delle proposte. La prospettiva che si propone inoltre è quella della selezione delle priorità e avviamento degli studi di fattibilità con cui far emergere indirizzi e programmi operativi che sappiano in particolare tener 17

18 conto delle possibilità offerte dalla programmazione regionale in tema di programmi sperimentali per le aree ecologicamente attrezzate. Vanno inoltre alimentati e potenziati i meccanismi di concertazione e discussione con gli attori pubblici, le forze economiche e sociali della realtà pesarese anche in funzione di un più diretto coinvolgimento degli attori nell assunzione di responsabilità e condivisione delle linee di azioni. Partecipazione al processo della nuova programmazione europea Il Servizio Pianificazione Strategica fa parte, assieme a rappresentanti della Provincia di Pesaro e Urbino, dei Comuni di Fano e Urbino e delle Comunità Montane, della cabina di regia per la definizione delle priorità territoriali da inserire nei programmi operativi dei fondi comunitari; ha partecipato inoltre, al processo concertativo e parternariale promosso dalla Regione Marche per il quadro di riferimento regionale della nuova politica di coesione UE Il nuovo ciclo di programmazione si appoggia su strumenti che devono contribuire a implementare e rafforzare la governance multilivello e la cooperazione con partners economici e sociali per costruire un disegno e una capacità operativa fondata sulla valorizzazione e messa a sistema delle diverse competenze, conoscenze, sensibilità, capacità di intercettare e comprendere le tendenze e i fenomeni più rilevanti. Sulle prospettive della programmazione si è espresso il Consiglio Comunale nella seduta del 31/07/06 con delibera n. 97 del In questo contesto è stato elaborato e presentato alla Regione un programma di azioni denominato Programma Integrato per l'area urbana pesarese che è riferimento programmatico per il programma operativo della Regione Marche FERS Competitività regionale ed occupazione Il programma integrato è articolato in 4 obiettivi e riguarda: 1 - Riqualificazione delle aree industriali; 2 - Valorizzazione del Fiume Foglia; 3 - Valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e ambientale del distretto pesarese; 4 - Mobilità sostenibile. Il programma è stato condiviso dagli attori del sistema locale pesarese (Comune di Pesaro, Provincia, Unione Pian del Bruscolo, Comune di Mombaroccio, Gradara e Gabicce Mare) e rappresenta un avanzamento del piano strategico e di PASSO DP. Infine, le possibilità offerte dai nuovi meccanismi di programmazione comunitaria vedono l ambito territoriale del distretto pesarese quale possibile destinatario delle risorse finalizzate alla competitività regionale ed alla occupazione quindi è in questa direzione che occorre rafforzare il sistema dell integrazione tra livelli di governo e tra sistema pubblico e privato per costruire un programma di azione integrato che funzioni anche come riferimento per la costruzione di ulteriori integrazioni ed alleanze territoriali, progettuali e settoriali. In questo contesto i portatori di interesse sono la Regione Marche; Provincia di Pesaro e Urbino; Unione Pian del Bruscolo; Comuni sistema locale pesarese; Circoscrizioni comunali; Aziende di servizio; Istituzioni ed Enti funzionali; Università; Scuole; Associazioni di categoria; Associazioni ambientaliste; Ordini professionali; Organizzazioni culturali e sociali; Associazioni dei consumatori; Istituti e fondazioni bancarie; Aziende. E_demps e-democracy con il Piano strategico è un progetto cofinanziato dal Ministero per l Innovazione Tecnologica nell ambito della II fase del programma di e-governement; ha l obiettivo di progettare, realizzare e utilizzare tecnologie informatiche che consentano ai cittadini, alle forze economiche e sociali del territorio di partecipare alla elaborazione ed attuazione della politica di pianificazione strategica. Il tema della partecipazione alla politiche pubbliche non risponde solamente ad una esigenza di democrazia, ma rappresenta una risposta alla stessa complessità dei problemi che le città contemporanee si trovano ad affrontare. Il progetto prevede la realizzazione di una Piattaforma di Servizi Applicativi web based realizzata attraverso l integrazione di software Open Source o comunque libero da licenze commerciali o royalties. Con il progetto si intende promuovere lo sviluppo della partecipazione orientata a valorizzare il contributo attivo dei cittadini, a far emergere la progettualità locale, fornire risposte agli interrogativi, oltre che raccogliere le opinioni dei cittadini singoli ed associati. La pratica della partecipazione è assolutamente essenziale: Per raccogliere la conoscenza diffusa tra la cittadinanza e il contributo specializzato dei soggetti potenzialmente attivi nella città; Come modalità di costruzione del consenso riguardo i tre elementi che caratterizzano la pianificazione strategica (elaborazione della visione; definizione della missione; creazione del piano di azione). Al progetto E_demps e-democracy con il piano strategico di cui il Comune di Pesaro è capofila, partecipano anche: Associazione dei Comuni del Copparese, Associazione Torino Internazionale, 18

19 Comune di Barletta, Comune di Bolzano, Comune di Carbonia, Comune di Caserta, Comune di Cesena, Comune di Firenze, Comune di Jesi, Comune di La Spezia, Comune di Perugia, Comune di Spoleto, Comune di Terni, Comune di Trento, Comune di Venezia, Comune di Verona. Le risorse finanziarie del progetto ammontano a ,00 di cui ,00 sono relative al cofinanziamento ministeriale. Nonostante la complessità del progetto, dovuta all ampia compagine aggregativa, le attività progettuali hanno rispettato le scadenze programmate e hanno visto un attenta partecipazione degli enti aderenti. L avvio del progetto è stato sancito dal convegno di gennaio 2006 intitolato Il futuro delle città tra tecnologie e partecipazione al quale hanno partecipato come relatori rappresentanti del Ministro dell innovazione tecnologica ed anche del Dipartimento Politiche di Sviluppo del Ministero dell Economia e delle Finanze, nonché esperti di politiche partecipative e e- democracy. Nel dettaglio la Piattaforma Integrata dei Servizi Applicativi realizzata con il progetto permetterà di gestire e utilizzare servizi di rete destinati alle categorie di utenti: cittadini e personale interno. I servizi di rete previsti per il cittadino utente sono: Strumenti per la partecipazione e l ascolto: Applicazione CAWI per la gestione dei sondaggi on line e Forum on line con metodologia delphi. Strumenti per la diffusione della conoscenza: Ambiente WIKI per la pubblicazione collaborativa ipertestuale che permette la libera diffusione della cultura e del pensiero. Strumenti per la comunicazione: Gioco di simulazione multimediale StraDe (Strategie e Decisioni) che mediante il meccanismo del gioco interattivo consente di apprendere le finalità e i contenuti della politica di Pianificazione Strategica. I servizi di rete previsti per il personale interno sono: Content Management System Sistema di gestione dei contenuti, categoria di software per organizzare e facilitare la creazione collaborativa di documenti e altri contenuti. Groupware insieme di tecnologie e metodologie a supporto del lavoro di gruppo. Document e Knowledge management sistemi per la gestione, la catalogazione, conservazione e archiviazione di documenti. Project management ambiente di monitoraggio circa lo stato di avanzamento dei progetti Il progetto e-demps è suddiviso in due macro fasi: la prima prevede l individuazione delle soluzioni tecnologiche e si è sviluppata principalmente nel 2006; la seconda prevede il coinvolgimento dei cittadini e dei portatori d interesse per l implementazione delle soluzioni tecnologiche individuate si realizzerà principalmente nel In particolare per quanto riguarda la seconda fase una speciale attenzione dovrà essere rivolta alle attività di coinvolgimento degli attori locali all utilizzo della strumentazione proposta dal progetto. I portatori di interesse. Il protocollo d'intesa per la realizzazione del progetto e_demps approvato da tutti gli Enti Locali dell'aggregazione prevede che ciascun ente coinvolga gli stakeholders del proprio territorio alla realizzazione alle attività di definizione, analisi e valutazione dei prodotti ICT da realizzare. Al progetto, oltre l aggregazione degli enti locali partecipano in qualità di istituti che garantiscono la direzione scientifica e tecnica del progetto due dipartimenti del Politecnico di Milano: Dipartimento di Architettura e Pianificazione - Consorzio Metis che ha cooperato alla redazione di numerosi piani strategici a livello urbano e territoriale e il Cefriel ICT (Center of excellence for research, innovation, education and industrial labs partnership). Alla realizzazione del progetto danno un contributo fondamentale alcune importanti associazioni a livello nazionale: Cesiav, Cittadinanzattiva, Lega Autonomie Locali, SPI-CGIL. 19

20 Alcune dinamiche della Popolazione residente Delega Assessorile: Gloriana Gambini Responsabile: Dr. Franco Gabellini L Ufficio Statistica elabora ogni anno una serie di dati, estratti dagli archivi di anagrafe - stato civile e realizza un annuario demografico contenente i dati di maggior interesse, relativi al territorio comunale. Tale annuario viene pubblicato sul sito internet del comune di Pesaro sotto la voce certificati e documenti ; statistica (per ulteriori informazioni ci si può rivolgere all Ufficio Statistica tel ). I dati che seguono, tratti dall annuario 2006, sono stati ritenuti i più interessanti la fine di effettuare un analisi di contesto introduttiva al bilancio sociale. Popolazione Dopo il leggero calo osservato negli ultimi due anni, nel 2006 la popolazione residente è aumentata raggiungendo i abitanti ( maschi e femmine) Andamento popolazione totale del Comune di Pesaro 2001/ Movimento naturale della popolazione residente nel Comune di Pesaro. Anno 2006 POPOLAZIONE Sesso Totale MaschiFemmine Nati Morti Saldo naturale Iscritti Cancellati Saldo migratorio Saldo totale L incremento della popolazione a cui si è assistito nell ultimo anno, non è dovuto al saldo naturale che continua a mantenere valori negativi, il numero di deceduti è cioè maggiore di quello dei nati, ma al saldo migratorio. I nuovi iscritti superano infatti i cancellati, compensando ampiamente il saldo naturale e portando la popolazione totale ad un aumento 251 unità, rispetto all anno precedente. L indice di vecchiaia (180,2%) e l età media (44,5 anni) continuano a crescere nell anno 2006, ciò significa che la consistenza delle fasce di età più anziane aumentano a discapito di quelle più giovani. I cittadini con più di 65 anni sono ormai il 22,7% del totale e gli ultra ottantenni il 6,4%. Quasi la metà dei cittadini risiedono nella 1 (Centro-Mare-Porto-Soria) e nella 2 (Pantano-S.Veneranda) circoscrizione, che peraltro sono anche quelle con estensione territoriale inferiore. Seguono la 4 (Delle tre ville), la 7 (Montegranaro-Muraglia) e la 5 (Cattabrighe- S.M.delle Fabbrecce) che si attestano su valori intermedi, mentre percentuali di popolazione nettamente più basse abitano nelle rimanenti tre circoscrizioni. 20

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