Comunicazione. Chiara Taglioni Università degli studi di Perugia

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Comunicazione. Chiara Taglioni Università degli studi di Perugia (e-mail:chiara.taglioni@agr.unipg.it)"

Transcript

1 SOCIETA ITALIANA DI ECONOMIA AGRARIA XLVI Convegno di Studi Cambiamenti nel sistema alimentare: nuovi problemi, strategie, politiche Piacenza, settembre 2009 Comunicazione VALUTAZIONE DELLA BRAND EQUITY ATTRAVERSO L APPROCCIO CHOICE EXPERIMENT Chiara Taglioni Università degli studi di Perugia Abstract: Il mercato del latte sta attraversando una fase di differenziazione dell'offerta, volta a qualificare un prodotto di massa. La crescente concorrenza rende la conoscenza del valore attribuito alla marca dal consumatore locale, un elemento indispensabile per la pianificazione di strategie di sviluppo dei prodotti delle PMI. Nella letteratura il valore della marca, definito brand equity, è stato valutato tramite modelli ad utilità stocastica, che hanno studiato l'effetto della marca sulla percezione di attributi tangibili e intangibili, da parte del consumatore. Questo lavoro stima l'influenza di alcuni attributi che incidono sulla scelta del latte e valuta il contributo della marca, considerando il latte prodotto da una nota cooperativa umbra. Il lavoro, utilizzando un disegno sperimentale efficiente, applica i Modelli a classe latente per verificare l'esistenza di gruppi di consumatori differenti rispetto al valore attribuito alla marca locale e all intensità degli attributi. Parole chiave: latte, brand equity, modelli a classe latente

2 1. Introduzione Il mercato del latte sta attraversando una fase di differenziazione crescente dell offerta: le industrie del comparto, come risposta all approccio dei concorrenti esteri, tendono ad investire grandi risorse per qualificare un prodotto di massa, nella fase di maturità del suo ciclo di vita, con l introduzione di tipologie di prodotto innovative e con l ampliamento dei packaging disponibili. Il mercato è suddiviso principalmente in due segmenti: il fresco e quello a lunga conservazione. Il secondo, caratterizzato da un elevata frammentazione dei marchi e maturità dei consumi, è quello dove lo sforzo di riqualificazione si è concentrato maggiormente, rappresentando, tuttavia, il segmento a più elevata intensità di operazioni sul prezzo. Le tendenze registrate nel periodo (sul campione di famiglie Ac-Nielsen) indicano un incremento degli acquisti domestici in termini di volumi e di spesa, in controtendenza rispetto al quinquennio , per entrambi i segmenti. Tuttavia, nel 2007 la domanda di consumo di latte ha registrato un rallentamento della fase espansiva: i consumi sono cresciuti dello 0,8% in volume e del 3,9% in termini di spesa, rispetto al 2006, a causa dell incremento generale dei prezzi medi unitari, dovuto alla carenza di latte sul mercato mondiale (Rapporto Il mercato del latte, 2008). La marca, definita come il nome o il simbolo distintivo che serve ad identificare i beni o i servizi di un venditore o di un gruppo di venditori e a differenziarli da quelli di altri concorrenti, influenza il comportamento di scelta del consumatore in diversi modi: incide sulla percezione e la valutazione della qualità del prodotto, al quale è associata, costituisce un veicolo di informazione sulle caratteristiche dei beni experience, semplificando il processo decisionale che precede l acquisto e modifica la sensibilità del consumatore alle variazioni di prezzo. Queste funzioni sono in grado di determinare l intenzione di acquisto e, di conseguenza, generano valore per l azienda che possiede la marca. Da questo presupposto, la letteratura di marketing ha introdotto il concetto di brand equity, il quale si basa sulla dimostrazione che la marca ha un proprio valore, indipendente dal prodotto al quale la marca stessa è legata (Srinivasan,1979). A partire da questa considerazione, numerose sono state le definizioni di brand equity; la definizione di Farquhar (1989) le sintetizza, individuando nella brand equity il valore aggiunto che una marca conferisce ad un prodotto.

3 Questo lavoro si inserisce nel contesto di ricerca inerente la valutazione delle preferenze del consumatore, sulla base di attributi, intrinseci ed estrinseci, che influenzano il comportamento di acquisto. In particolare, è stato indagato il comportamento di acquisto nei confronti del latte; il contributo della marca nel processo di scelta è stato incluso considerando, come caso studio, il latte prodotto da una nota cooperativa umbra, la cui marca vanta una forte fedeltà verso i consumatori locali. Il resto del lavoro è organizzato come segue: nel prossimo paragrafo è illustrato il modello teorico di riferimento e una sintesi della review della letteratura, nel terzo paragrafo è descritto il metodo adottato, nel quarto paragrafo è presentata la struttura della ricerca, nel quinto sono analizzati i primi risultati esplorativi e, infine, nell'ultimo paragrafo sono riportate alcune riflessioni conclusive. 2. Il modello teorico di riferimento e review della letteratura Il concetto di brand equity è stato studiato secondo gli approcci psicologico, economico e sociologico; fra questi, quello di Aaker (1991) definisce la brand equity, da una prospettiva manageriale e aziendale e sulla base di principi psicologici, come un set di cinque fattori: la fedeltà alla marca, la consapevolezza di marca, la qualità percepita, le associazioni e gli altri patrimoni della marca. Tra gli argomenti correlati al concetto di brand equity, la letteratura tratta anche la stima del valore del brand, analizzandolo secondo diverse prospettive, fra le quali la prevalente è quella del consumatore. Secondo questa prospettiva, il valore della marca è l attrazione (o la repulsione) verso il prodotto di una determinata azienda, generato da una componente non oggettiva, che prescinde dagli attributi del prodotto stesso. Nell ambito della consumer-based brand equity coesistono vari filoni di ricerca. Uno di questi, partendo dal presupposto che la brand equity è un bene intangibile, non direttamente osservabile, stima gli effetti della marca sull utilità del consumatore tramite i modelli ad utilità stocastica, focalizzando l attenzione sull impatto che la marca ha sulle preferenze del consumatore fra differenti alternative e sulla percezione degli attributi che caratterizzano le alternative stesse. Gli studi che hanno valutato il valore della marca in termini di utilità possono essere distinti in due gruppi: il primo impiega modelli derivanti dai Logit Probability Models (Kamakura e Russel, 1993 e Swait et al., 1993), il secondo adotta la Conjoint Analysis

4 (Srinivasan 1979, Park e Srinivasan,1994, Jourdan, 2002, Srinivasan et al., 2005). La giustificazione teorica su cui si basano questi differenti approcci fa riferimento al Consumer Behavior Model, sviluppato da Urban e Hauser (1980), secondo cui l espressione di una preferenza da parte del consumatore si basa sulla valutazione delle caratteristiche del prodotto ed è guidata, al tempo stesso, da una serie di variabili esterne (es. budget di acquisto, prezzo), nell ottica della massimizzazione dell utilità. In questo contesto la marca è considerata un attributo estrinseco, che incide sulla valutazione delle caratteristiche del prodotto e, di conseguenza, sulla formulazione della scelta, mentre il valore della marca costituisce la porzione di utilità residuale, che la valutazione oggettiva degli attributi del prodotto non è in grado di spiegare. I lavori che appartengono al primo gruppo hanno utilizzato due differenti fonti di dati. Kamakura e Russel (1993) stimano gli effetti della marca sull utilità del consumatore da costanti specifiche per marca, usando dati scanner su un panel di consumatori. Le scelte osservate sono funzione di attributi oggettivi relativi al punto vendita, alle caratteristiche fisiche delle marche e di un termine residuale, rappresentativo della brand equity. Swait e al. (1993), tramite dati derivanti da esperimenti di scelta, che includono, il nome della marca, gli attributi del prodotto, l immagine, l uso della marca e le caratteristiche sociodemografiche dei consumatori, definiscono l equalization price, ossia il prezzo che uguaglia l utilità derivante da una marca, all utilità attribuibile ad una marca in una categoria di prodotto, dove non esiste differenziazione, tramite l ausilio di marche. I lavori del secondo gruppo, prendendo spunto dallo studio di Park e Srinivasan del 1994, applicano una metodologia che distingue l impatto della marca, in due componenti: una basata sulla percezione delle caratteristiche del prodotto (halo effect) e l altra basata sulla preferenza globale per la marca (heuristic effect). L esame della letteratura ha evidenziato come nell ambito dell analisi conjoint multiattributi, le applicazioni dei Modelli a Scelta Discreta, con approccio choice experiment, alla stima dell'effetto della brand equity sono piuttosto scarse. Uno studio recente di Morrison (2006) valuta la disponibilità a pagare per un tipo di carne con marchio, di recente introduzione nel mercato australiano e verifica l influenza di alcune fonti della brand equity sulla scelta espressa dal consumatore, quali la qualità percepita, la rispondenza con l immagine del consumatore e il coinvolgimento del consumatore nell acquisto del prodotto. I risultati evidenziano l esistenza di un mercato

5 potenziale per il nuovo prodotto e confermano che la qualità percepita che la congruenza alla propria immagine sono fonti significative della brand equity, sottolineando la necessità di individuare segmenti di mercato, caratterizzati da preferenze differenti, rispetto al prodotto indagato. Nel contesto appena descritto, questo lavoro si inserisce stimando l influenza di alcuni attributi che incidono maggiormente sull acquisto del latte, sia fresco che a lunga conservazione e l effetto di alcune fonti della brand equity, così come definite da Aaker, nella scelta della marca di latte umbra. Inoltre, lo studio vuole verificare l'esistenza di differenti segmenti di consumatori nel mercato regionale, che differiscono sia per l'importanza attribuita alle caratteristiche del prodotto, sia per la percezione nei confronti della marca locale. A questo scopo la metodologia adottata è quella dei Discrete Choice models, con approccio Choice experiment; rispetto all articolo di Morrison, il lavoro si caratterizza per due elementi: l adozione di un disegno sperimentale efficiente sequenziale (Scarpa, Campbell, 2007 e Scarpa e Rose 2008), messo a punto mediante l uso della procedura della D-efficienza (Ferrini, Scarpa, 2007) e l'applicazione di modelli a classe latente. Il primo elemento consente di aumentare l efficienza delle stime rispetto all uso di un unico disegno per l intera indagine, grazie alle maggiori informazioni ottenute nel corso dell indagine stessa. In particolare, l indagine comprende 3 waves : alla prima fase di interviste, condotta utilizzando un disegno ortogonale, sono seguite due fasi successive, basate su disegni sperimentali efficienti, costruiti sulla base delle informazioni raccolte nelle fasi precedenti. Il secondo elemento permette di verificare l esistenza di preferenze eterogenee fra segmenti di consumatori e se l esistenza di gruppi omogenei di consumatori, rispetto al valore attribuito alla marca locale, sia in grado di spiegare l eterogeneità riscontrata nell intensità degli attributi. Questo approccio consente di includere, come variabile latente, la brand equity, che è espressa tramite indicatori osservabili, rappresentati dalle risposte attitudinali relative ai suoi fattori, e, così facendo, considerare fra le variabili esplicative della scelta anche percezioni e attitudini del consumatore, nel caso specifico nei confronti di una marca, che sono fondamentali nel processo decisionale.

6 3. Discrete Choice Models e Modelli a classe latente Nell approccio dell utilità stocastica si assume che il livello di utilità U j,n connesso alla scelta di un prodotto j è costituito da due componenti: una osservata dal ricercatore e funzione degli attributi del bene e delle caratteristiche dell individuo e una parte, inosservabile, stocastica, definita come la componente di errore ε. dove x j,n, h è il livello di espressione dell attributo h nell alternativa j per l individuo n, β h è il parametro dell intensità delle preferenze per l attributo h nella popolazione, β è il vettore colonna (hx1) di parametri stimabili, x j,n è il vettore riga (1xh) con i livelli di espressione dell attributo del prodotto scelto j dall individuo n. Nella specificazione logit multinomiale, sviluppata da McFadden (1974), nella quale si assume che il termine di errore sia indipendentemente e identicamente distribuito con parametro di scala λ > 0, la probabilità di scelta è data da: (2) dove λ è generalmente normalizzato a 1 e β è il vettore dei parametri, uguale per tutti gli individui. Una rappresentazione migliore dell eterogeneità delle preferenze è costituita dai modelli logit a parametri randomizzati o mixed logit, in cui gli elementi del vettore β dei parametri non sono più costanti, ma indicizzati per singolo individuo e il vettore β n è associato ad una funzione di densità, i cui parametri sono stimati tramite una simulazione delle probabilità di scelta (Thiene M. et al., 2006). Assumendo l esistenza di S segmenti all interno della popolazione, ognuno dei quali si caratterizza per una propria struttura delle preferenze, la funzione di distribuzione f(β) è discreta e non continua e il parametro β assume una serie di valori finiti. In questo modello, definito logit a classi latenti, la funzione relativa alla probabilità che un individuo n appartenente ad un particolare segmento s, omogeneo per gusti, scelga l opzione i è:

7 Il numero di segmenti in cui la popolazione è suddivisa è incognito ed è stabilito dal processo di stima. Sia Y ns la variabile latente casuale, che determina l eterogeneità riscontrata nel campione e, quindi, la classificazione in S segmenti degli N individui. Assumendo che essa sia Gumbel distribuita con parametro di scala α, la probabilità di appartenenza ad un segmento è: Date queste assunzioni la probabilità che un individuo scelga l alternativa i e simultaneamente appartenga ad un segmento, costituisce un modello logit con mistura discreta, dato dalla probabilità congiunta dei due modelli logit precedenti: Nel caso si assuma omogeneità dei gusti e, quindi, l esistenza di un solo segmento, il modello si riduce ad un logit standard. Al contrario, se ciascun individuo rappresenta un segmento singolo con il proprio set di parametri, il modello diventa un modello a parametri randomizzati. 4. Materiali e metodi La ricerca è composta di due fasi: una qualitativa, funzionale a quella successiva di tipo quantitativo. Durante la fase qualitativa sono stati condotti due focus groups, allo scopo di fare emergere le abitudini di consumo nei confronti del latte, testare alcuni attributi rilevanti nella scelta del prodotto, usati nell esperimento di scelta e, infine, fare valutare al gruppo le determinanti della brand equity, così come definite da Aaker (1991), rispetto al latte regionale.

8 I focus group si sono avvalsi di una guida di intervista, comprendente una decina di domande, che sono state utilizzate anche per la costruzione del questionario. I gruppi sono stati costituiti da residenti della provincia di Perugia e Terni. La fase quantitativa si è avvalsa di un questionario strutturato in 5 sezioni, diretto alle famiglie residenti in Umbria. La prima, di carattere introduttivo, ha lo scopo di definire la reclutabilità dell intervistato, in quanto è stato escluso dall intervista chi ha dichiarato di non consumare latte in famiglia. La seconda sezione indaga la struttura della domanda di latte, riguardante le abitudini di acquisto, le tipologie consumate, il packaging utilizzato, il punto vendita frequentato, l importanza del latte nella spesa quotidiana, rispetto alle esigenze familiari e le marche di latte acquistate più di frequente. La sezione termina con alcune domande inerenti la marca locale, volte a fare emergere la consapevolezza di marca, attraverso test di ricordo spontaneo e indotto, nonché la qualità percepita del latte a marca locale. Segue la terza sezione, relativa alle domande riguardanti i fattori della brand equity. Le affermazioni, valutate tramite scala di Likert 1-5 (dove 1 indica per niente d accordo e 5 completamente d accordo) sono le stesse adottate da Yoo e Dantu (2001) in un indagine volta a sviluppare una scala multidimensionale di valutazione della consumer-based brand equity, secondo le definizioni di Aaker e Keller. La tabella 1 mostra le 14 affermazioni così suddivise: 5 relative alla qualità percepita, 3 alla fedeltà, 3 alla notorietà e 3 alle associazioni di marca.

9 Tabella 1- Affermazioni relative ai fattori della brand equity Fattori Affermazioni Qualità percepita 1. La Marca X è una marca di alta qualità 2. La probabilità che X sia una marca di qualità è estremamente alta 3. La probabilità che X sia una marca con buone qualità organolettiche è molto alta 4. X deve essere una marca di qualità molto buona 5. X sembra essere una marca di qualità molto scadente Fedeltà 1. Mi considero un consumatore fedele alla marca X 2. X è la mia prima scelta 3. Non compro altre marche se X è disponibile Notorietà 1. So come è rappresentata la marca X 2. Riesco ad individuare la marca X fra le altre concorrenti 3. Sono a conoscenza della marca X Associazioni di marca 1. Riesco a ricordare immediatamente alcune caratteristiche della marca X 2. Riesco a ricordare velocemente il simbolo (o il logo) di X 3. Ho difficoltà a raffigurare nella mia mente la marca X La quarta sezione include l esperimento di scelta: nella seconda e nell ultima fase dell indagine sono stati somministrati 9 choice cards, per ogni tipo di latte. Gli attributi considerati per il latte a lunga conservazione sono stati i seguenti: a) contenuto di grassi (intero, parzialmente scremato e scremato), provenienza del latte (regionale, italiana e non menzionata), c) luogo di acquisto (supermercato, ipermercato, negozio tradizionale e discount), d) prezzo al litro (0,90, 1,10, 1,35 Euro/litro), mentre per quello fresco, agli attributi sopra elencati è stato aggiunto anche l attributo Nutrienti (Alta Qualità e Non Alta Qualità). Ciascun contesto di scelta prevede tre alternative, rappresentate da tre marche di latte (marca Regionale, marca Nazionale e marca del Supermercato) e l'alternativa di non scelta. La quinta e ultima sezione è dedicata alla raccolta di dati socio-economici, relativi all intervistato e alla sua famiglia. Il questionario è stato sottoposto tra febbraio e agosto 2009, ad un campione complessivo di 350 consumatori residenti in famiglia, intercettati presso centri commerciali della provincia di Perugia e Terni. Nell'ultima fase dell'indagine, tuttora in corso, oltre la somministrazione face to face è stata condotta anche quella on line, tramite la diffusione di un sito apposito, contenente il questionario. Il campionamento adottato per la prima tipologia di somministrazione è quello per quota: le variabili di stratificazione sono state il numero di componenti della famiglia e la tipologia di località abitata, distinta tra centro abitato e il raggruppamento

10 comprendente nucleo abitato e case sparse (1). La fase quantitativa comprende 3 parti: alla fase di test iniziale dei questionari è seguita l indagine pilota, nella quale sono stati somministrati 72 questionari (36 per il fresco e 36 per il lunga conservazione), basati sulla costruzione di un disegno ortogonale (comprensivo dei soli effetti principali), necessario alla determinazione delle stime dei prior sui parametri degli attributi. In base a queste stime, è stato costruito un primo disegno efficiente, secondo il criterio della D b -efficienza Bayesiana, che minimizza il determinante della matrice di varianza-covarianza (Bliemer, 2006), assumendo che i coefficienti β siano casuali e seguono una determinata distribuzione di probabilità, indicativa dell incertezza circa il vero valore del coefficiente. Nella seconda wave sono stati somministrati 52 questionari (pari a 8 choice set per il latte a lunga conservazione e 5 per il latte fresco). Sulla base delle stime di questa fase è stato costruito il terzo disegno sperimentale, applicato all ultima fase dell indagine. L adozione del disegno sperimentale Bayesiano sequenziale (Scarpa et al. 2007) ha consentito di minimizzare la varianza delle stime dei coefficienti relativi agli attributi, inclusi nella funzione di utilità. 5. Primi risultati esplorativi I risultati di seguito discussi sono quelli relativi alle prime due waves, durante le quali sono stati intervistati complessivamente 117 consumatori. Da una prima analisi dei dati socio-economici emerge che il campione è costituito in prevalenza da donne (56%); la maggior parte ha un'età compresa fra i 45 e i 64 anni (52%), mentre il 18% ha tra i 34 e i 44 anni. Oltre la metà delle famiglie è costituita da 2 e 3 componenti (rispettivamente 28% e 32% del totale), a scapito delle famiglie costituite da un solo componente, che rappresentano il 10% del campione. In merito al tipo di latte acquistato, il 57% degli intervistati consuma latte a lunga conservazione, il 36% latte fresco, il 4% fresco Alta Qualità, il 2% latte biologico e il rimanente 1% latti speciali. Gli intervistati che consumano solo latte a lunga conservazione, (44% del campione) tendono a concentrare gli atti di acquisto, acquistando il latte una volta a settimana (44%) o una volta ogni due settimane (13%), facendo scorta di latte sopratutto in occasione di offerte del punto vendita. I consumatori esclusivi di fresco, pari al 23% del

11 campione, acquistano per lo più ogni due o tre giorni, data la minore conservabilità del prodotto. Gli acquisti si concentrano prevalentemente nel canale commerciale dei supermercati e degli ipermercati: il supermercato è il punto vendita più frequentato con il 44% degli intervistati, che lo scelgono come unico tipo di punto vendita; segue l'ipermercato, con il 6% e il negozio tradizionale, con il 3%. Oltre un quarto degli intervistati acquista il latte sia al supermercato che all'ipermercato, mentre il 7% alterna a queste due tipologie il negozio tradizionale, ed il 10% il discount. Solo il 2% del campione dichiara di aver acquistato anche da distributori automatici di latte. La maggior parte del campione attribuisce al latte un'importanza medio-alta nella spesa alimentare destinata alla famiglia: il 43% lo consuma a colazione e anche durante il giorno, un altro 43% lo consuma solo a colazione e in cucina, mentre il 10% è rappresentato da consumatori più coinvolti nell'acquisto di latte, per l'importanza attribuita all'alimento, in termini di frequenza di acquisto e quantità consumata giornalmente. Per quanto concerne le marche di latte acquistate più di frequente, il 45% del campione dichiara di acquistare una sola marca di latte, di questi ben il 74% acquista esclusivamente latte regionale; tuttavia anche fra chi acquista più marche, perché guidato dalla presenza di promozioni sul prezzo, include anche la marca regionale. Questa marca mostra un'elevata notorietà e qualità percepita: il 46% del campione individua nella provenienza, l'elemento di qualità del latte, mentre il 30% ne apprezza sopratutto il gusto; al contrario i consumatori che hanno una percezione bassa della qualità del latte regionale identificano per lo più nel gusto l'elemento negativo. Di seguito sono presentati i risultati del modello a Parametri Randomizzati e del modello a classi latenti, rispetto all'intensità delle preferenze, nei confronti degli attributi indagati. Il modello è stato stimato su un totale di 3024 osservazioni, raccolte nella prima e nella seconda wave dell'indagine, relative ai due tipi di latte. Oltre agli attributi suddetti il modello comprende, come variabili indipendenti, le costanti specifiche per alternativa (Marca Cooperativa, Marca Nazionale, Marca della distribuzione); inoltre i parametri sono stati ipotizzati generici con una distribuzione normale ad eccezione del prezzo, per il quale è stata assunta una distribuzione triangolare. La tabella 2 riporta le stime relative agli attributi nel modello Logit a

12 Parametri Randomizzati. Tabella 2 Stime dei parametri nel modello logit a parametri randomizzati Variabile Coefficiente SE b/errore standard P[Z >z] Parametri randomizzati Marca Cooperativa 3,04 1,0045 3,027 0,0025 Marca Nazionale 1,45 0,9822 1,472 0,1411 Marca distribuzione 0,24 1,0478 0,230 0,8180 Parzialmente scremato 1,79 0,3729 4,806 0,0000 Intero 0,48 0,3780 1,266 0,2055 Provenienza regionale 1,19 0,3143 3,788 0,0002 Provenienza Nazionale 0,95 0,2963 3,222 0,0013 Alta Qualità 0,44 0,3113 1,429 0,1530 Prezzo -2,89 0,6177-4,685 0,0000 Parametri non random Supermercato -0,08 0,2887-0,270 0,7868 Ipermercato 0,03 0,2962 0,096 0,9233 Discount -0,45 0,3257-1,372 0,1701 Deviazioni standard dei parametri randomizzati Ns Marca Cooperativa 2,89 0,3773 7,652 0,0000 Ns Marca Nazionale 2,12 0,3273 6,467 0,0000 Ns Marca distribuzione 2,29 0,3488 6,582 0,0000 Ns Parzialmente Scremato 3,21 0,5250 6,120 0,0000 Ns Intero 3,26 0,4531 7,204 0,0000 Ns Provenienza regionale 1,82 0,3017 6,032 0,0000 Ns Provenienza Nazionale 1,20 0,4750 2,529 0,1114 Ns Alta Qualità 1,43 0,4514 3,180 0,0150 Ts Prezzo 2,89 0,6177 4,685 0,0000 Dall'osservazione delle stime si deduce che i consumatori mostrano di preferire in media la marca regionale; tra gli attributi particolarmente apprezzata è l'origine della materia prima, in misura maggiore se regionale, mentre in termini di contenuto di grassi i consumatori sembrano preferire il latte parzialmente scremato, piuttosto che l'intero. Il prezzo è significativo e mostra un segno atteso negativo, mentre l'attributo alta qualità, sebbene positivo, non è significativo. Infine, l'attributo luogo di acquisto sembra non influire sulla scelta del prodotto. L'elevato valore della deviazione standard di alcuni parametri (intero, parzialmente scremato e Marca Regionale) e la sua significatività sono indicativi della presenza di una sostanziale eterogeneità nei gusti, che fa supporre l'esistenza di gruppi di consumatori con atteggiamento opposto rispetto a questi attributi (Scarpa, Thiene, Marangon, 2008). Ciò risulta plausibile, sopratutto nel caso dell'attributo contenuto di grassi che, oltre ad avere una connotazione salutistica, incide fortemente sul gusto del prodotto. L'indagine esplorativa relativa alla stima del numero di classi di consumatori, effettuata sullo stesso numero di osservazioni, evidenzia la presenza di due classi: sebbene un confronto diretto fra i coefficienti delle due classi non è molto significativo, da una

13 prima lettura dei risultati emerge che la prima classe, con il 68% di probabilità di appartenenza, comprende consumatori che preferiscono la provenienza regionale rispetto a quella nazionale, la marca regionale, il latte parzialmente scremato rispetto all'intero (che compare con segno negativo) e di alta qualità, mostrandosi piuttosto sensibili al prezzo. La seconda classe include quei consumatori che, rispetto alle tre alternative proposte, hanno preferito non acquistare, non trovando nei set di scelta la combinazione di caratteristiche più vicina a quella effettuata abitualmente nella realtà. Rispetto agli attributi significativi, questi consumatori sembrano preferire il latte intero rispetto al parzialmente scremato; relativamente agli attributi non significativi, questa seconda classe apprezza di più la provenienza italiana e l'alta qualità e il prezzo mostra un segno conforme alle attese. Tabella 3 Stime dei parametri del modello logit multinomiale e logit a classi latenti (tvalues in parentesi) Modello Logit Multinomiale Modello a classi latenti Variabile Classe 1 Classe 2 Marca Cooperativa 0, ** -2.59** (1.811) (5.060) (-3.439) Marca Nazionale -0, ** -4.09** (-0.280) (3.629) (-5.172) Marca distribuzione -0, ** -5.76** (-1.035) (3.257) (-6.943) Parzialmente scremato 0.77** 0.52** 2.3** (5.960) (3.488) (7.195) Intero 0,34-0, ** (2.599) (-1.349) (8.490) Provenienza regionale 0.66** 0.85** 0,09 (5.001) (5.377) (0.389) Provenienza Nazionale 0.42** 0.58** 0,14 (3.157) (3.583) (0.696) Alta Qualità 0, ** 0,12 (1.469) (3.554) (0.597) Prezzo -0.72** -1.19** -0,13 (-2.558) (-3.332) (-0.260) Supermercato 0.29* 0,10 0.8** (1.943) (0.563) (3.004) Ipermercato 0,16 0,21 0,44 (1.036) (1.159) (1.793) Discount -0,02 0,06 0,05 (-0.116) (0.285) (0.199) Probabilità media di appartenenza alla classe (%) * ** statisticamente significativo rispettivamente al 95% e al 99%

14 La verifica dell'ipotesi, secondo cui l'esistenza di classi omogenee di consumatori, per struttura delle preferenze, sia funzione del diverso valore attribuito alla marca locale, è stata condotta individuando 3 gruppi di consumatori con un valore attribuito alla marca regionale basso, medio ed alto, rispetto ai fattori della brand equity. La tabella 4 indica che la prima classe, se confrontata con la seconda, comprende consumatori caratterizzati da una percezione del valore della marca media, rispetto a tutti i fattori considerati. Tabella 4 Caratterizzazione della prima classe rispetto ai fattori della brand equity Classe 1 Classe 2 Qualità percepita_media Fisso (1.747) Fisso Fedeltà_media 0.14 Fisso (0.258) Fisso Notorietà media 1.18 Fisso (1.367) Fisso Associazioni_medie 0.03 Fisso (0.052) Fisso 6. Considerazioni conclusive I risultati esplorativi illustrati finora indicano in media un apprezzamento per l'informazione sull'indicazione della provenienza del latte, sia regionale che italiana e una preferenza per il marchio regionale, in linea con le attese. Tuttavia l'indagine necessita di una successiva analisi su un campione più ampio, per raggiungere gli altri due obiettivi del lavoro inerenti la segmentazione dei consumatori e la verifica del valore della marca, come variabile esplicativa della segmentazione. Inoltre, un numero maggiore di osservazioni consentirà anche di effettuare delle stime separate per ciascun tipo di latte, verificando se vi siano differenze nella struttura delle preferenze e nella numerosità delle classi, fra i due segmenti di latte indagati. Infine, la somministrazione dei questionari on line, nell'ultima fase dell'indagine, darà la possibilità di confrontare i risultati, derivanti dai due tipi di somministrazione. Da un punto di vista operativo, l'indagine svolta su tutto il territorio regionale consentirà alla cooperativa di trarre importanti informazioni utili all'organizzazione di un'appropriata comunicazione, in entrambi i segmenti di mercato.

15 Bibliografia Aaker D. A. (1991), Brand equity La gestione del valore della marca Franco Angeli Bliemier M.C. J. (2006), Designing Stated Choice Experiments: state-of-the-art Conference Paper 11 th International Conference on Travel Behaviour Research, Kyoto, Agosto Farquhar P. H. (1989), Managing bran equity, Marketing research 1: Ferrini S., R. Scarpa (2007), Design with a priori information for non market valuation with choice experiment: a Monte Carlo study, Journal of Environmental Economics and Management, 53: Kamakura W. A., G. J. Russel (1993), Measuring brand value with scanner data, International Journal Research Marketing, 10 (April): 9-22 Jourdan P. (2002), Measuring brand Equity: proposal for Conceptual and Methodological Improvements, Advances in Consumer Research, 29: McFadden D. (1974), Conditional Logit Analysis of Qualitative Choice Behavior in P. Zarembka ed. Frontiers in Econometrics IV New Jork, NY; Academic Press Morrison M., M. Eastburn (2006), A Study of Brand Equity in a Commodity Market, Australasian Marketing Journal, 14 (1): Park C. S., V. Srinivasan (1994), A survey-based method for measuring and understanding brand equity and its extendibility, Journal of Marketing Research, 31: Rama D., F. Del Bravo, (2006, 2007, 2008): (a cura di). Il mercato del latte Osservatorio Latte-SMEA Franco Angeli Scarpa R., J. Rose (2008), Design efficiency for non-market valuation with choice modelling: how to measure it, what to report and why, Australian Journal of Agricultural Economics, 52: Scarpa R., D. Campbell, W. G. Hutchinson, (2007), Benefits Estimates for Landscape Improvements: Sequential Bayesian Design and Respondents rationality in a choice Experiment, Land Economics, 83 (4): Scarpa R., Thiene M. Marangon F. (2008), Using flexible taste distribution to value collective reputation for environmentally friendly production methods, Canadian Journal of Agricultural Economics, 56: Srinivasan V. (1979), Network Models for Estimating Brand-Specific Effects in Multi-

16 Attribute Marketing Models, Management Science, 25, 1: Srinivasan V., C. S. Park, D.R., Chang, (2005), An Approach to the measurement; Analysis and Prediction of Brand Equity and its Sources, Management Science 51, 9: Swait J., T. Erdem, J. Louviere, C. Dubelaar, (1993), The equalization price: a measure of consumer-perceived brand equity, International Journal Research Marketing 10: Thiene M., Scarpa R. Troiano S. (2006), La struttura dell eterogeneità inosservabile delle preferenze al consumo: un approccio basato sulle classi latenti da responsi discreti, Rivista di Economia Agraria, LXI 3: Urban G. L., J. R. Hauser, (1981), Design and marketing of New Products, Englewood Cliffs, NJ Prentice- Hall Yoo B. e Donthu N. (2001), Developing a multidimensional consumer-based brand equity scale, Journal of Business Research, 52: 1-14 Note (1) L indagine effettuata sugli acquisti domestici di latte nelle famiglie sul campione Ac Nielsen, è ponderata sui seguenti elementi: regione di residenza, numero di componenti il nucleo familiare, classe di età del responsabile acquisti, livelli socio-economici, età dei componenti della famiglia e fonti di acquisto. L ISTAT fornisce dati a livello comunale, sulla struttura delle famiglie solo per il numero di componenti. Inoltre, la variabile tipo di abitazione è stata inclusa nella stratificazione per considerare l influenza sul consumo di latte della residenza in comuni urbani e non urbani. Tale stratificazione è stata applicata a 6 zone, corrispondenti a raggruppamenti dei comprensori socioeconomici umbri (Valnerina, Eugubino-Gualdese+Valle Umbra+Spoletino, Alta Valle Tevere + Trasimeno-Pievese, Perugino+ Media Valle del Tevere, Ternano + Narnese e Orvietano).

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego Politecnico di Milano Indagine realizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e

Dettagli

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina Cosa è il DSS L elevato sviluppo dei personal computer, delle reti di calcolatori, dei sistemi database di grandi dimensioni, e la forte espansione di modelli basati sui calcolatori rappresentano gli sviluppi

Dettagli

Risk management come opportunità per un nuovo welfare

Risk management come opportunità per un nuovo welfare Risk management come opportunità per un nuovo welfare Il contesto economico e sociale in cui operano i comitati Uisp condiziona la loro attività mettendoli di fronte a criticità di natura organizzativa,

Dettagli

Principal Component Analysis

Principal Component Analysis Principal Component Analysis Alessandro Rezzani Abstract L articolo descrive una delle tecniche di riduzione della dimensionalità del data set: il metodo dell analisi delle componenti principali (Principal

Dettagli

IL TRATTAMENTO DEL RISCHIO NELL ANALISI DEGLI INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI

IL TRATTAMENTO DEL RISCHIO NELL ANALISI DEGLI INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI IL TRATTAMENTO DEL RISCHIO NELL ANALISI DEGLI INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI Testo di riferimento: Analisi finanziaria (a cura di E. Pavarani) McGraw-Hill 2001 cap. 11 (dottor Alberto Lanzavecchia) Indice

Dettagli

6. Le ricerche di marketing

6. Le ricerche di marketing Università degli Studi di Urbino Carlo Bo Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Corso di Laurea in Lingue e Cultura per l Impresa 6. Le ricerche di marketing Prof. Fabio Forlani Urbino, 29/III/2011

Dettagli

Il CIO del futuro Report sulla ricerca

Il CIO del futuro Report sulla ricerca Il CIO del futuro Report sulla ricerca Diventare un promotore di cambiamento Condividi questo report Il CIO del futuro: Diventare un promotore di cambiamento Secondo un nuovo studio realizzato da Emerson

Dettagli

STUDIO DI SETTORE SM43U

STUDIO DI SETTORE SM43U ALLEGATO 3 NOTA TECNICA E METODOLOGICA STUDIO DI SETTORE SM43U NOTA TECNICA E METODOLOGICA CRITERI PER LA COSTRUZIONE DELLO STUDIO DI SETTORE Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione

Dettagli

4.2. IL TEST F DI FISHER O ANALISI DELLA VARIANZA (ANOVA)

4.2. IL TEST F DI FISHER O ANALISI DELLA VARIANZA (ANOVA) 4.2. IL TEST F DI FISHER O ANALISI DELLA VARIANZA (ANOVA) L analisi della varianza è un metodo sviluppato da Fisher, che è fondamentale per l interpretazione statistica di molti dati biologici ed è alla

Dettagli

LA POLITICA DI PRODOTTO

LA POLITICA DI PRODOTTO LA POLITICA DI PRODOTTO COS E UN PRODOTTO? LE FASI PER LA DEFINIZIONE DELLA POLITICA DI PRODOTTO CLASSIFICAZIONE EVENTUALE LANCIO DI NUOVI PRODOTTI DEFINIZIONE DELLA POLITICA DI MARCA DEFINIZIONE DELLA

Dettagli

Classificazioni dei sistemi di produzione

Classificazioni dei sistemi di produzione Classificazioni dei sistemi di produzione Sistemi di produzione 1 Premessa Sono possibili diverse modalità di classificazione dei sistemi di produzione. Esse dipendono dallo scopo per cui tale classificazione

Dettagli

Introduzione alla Teoria degli Errori

Introduzione alla Teoria degli Errori Introduzione alla Teoria degli Errori 1 Gli errori di misura sono inevitabili Una misura non ha significato se non viene accompagnata da una ragionevole stima dell errore ( Una scienza si dice esatta non

Dettagli

Elementi di Statistica

Elementi di Statistica Elementi di Statistica Contenuti Contenuti di Statistica nel corso di Data Base Elementi di statistica descrittiva: media, moda, mediana, indici di dispersione Introduzione alle variabili casuali e alle

Dettagli

Beni pubblici e analisi costi benefici

Beni pubblici e analisi costi benefici Beni pubblici e analisi costi benefici Arch. Laura Gabrielli Valutazione economica del progetto a.a. 2005/06 Economia pubblica L Economia pubblica è quella branca della scienza economica che spiega come

Dettagli

DISPENSA N. 18 MARKETING

DISPENSA N. 18 MARKETING 1 E PIANIFICAZIONE Per marketing si intende l'insieme di attività che servono per individuare a chi vendere, che cosa vendere e come vendere, con l'obiettivo di soddisfare í bisogni e i desideri del consumatore,

Dettagli

Corso di Valutazioni d Azienda

Corso di Valutazioni d Azienda Andrea Cardoni Università degli Studi di Perugia Facoltà di Economia Dipartimento di Discipline Giuridiche e Aziendali Corso di Laurea Magistrale in Economia e Management Aziendale Corso di Valutazioni

Dettagli

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Lezione di Corporate e Investment Banking Università degli Studi di Roma Tre Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Massimo Caratelli, febbraio 2006 ma.caratelli@uniroma3.it

Dettagli

Criteri per la definizione e valutazione di un nuovo prodotto Aspetti di base ed elementi di discussione a cura di Michele Tamma

Criteri per la definizione e valutazione di un nuovo prodotto Aspetti di base ed elementi di discussione a cura di Michele Tamma Criteri per la definizione e valutazione di un nuovo prodotto Aspetti di base ed elementi di discussione a cura di Michele Tamma Aprile 2005 Definire un nuovo prodotto: Metterne a fuoco il concept, ovvero

Dettagli

La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco

La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco n. 2-2011 La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco Mariangela Franch, Umberto Martini, Maria Della Lucia Sommario: 1. Premessa - 2. L approccio

Dettagli

Accuratezza di uno strumento

Accuratezza di uno strumento Accuratezza di uno strumento Come abbiamo già accennato la volta scora, il risultato della misurazione di una grandezza fisica, qualsiasi sia lo strumento utilizzato, non è mai un valore numerico X univocamente

Dettagli

Notizie generali sul Resilience Process Questionnaire

Notizie generali sul Resilience Process Questionnaire 12 Notizie generali sul Resilience Process Questionnaire Il modello teorico di riferimento Oltre ai modelli descritti da Fergus e Zimmerman (2005) esiste un quarto approccio che, partendo dall approccio

Dettagli

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici

Dettagli

Diaz - Appunti di Statistica - AA 2001/2002 - edizione 29/11/01 Cap. 3 - Pag. 1 = 1

Diaz - Appunti di Statistica - AA 2001/2002 - edizione 29/11/01 Cap. 3 - Pag. 1 = 1 Diaz - Appunti di Statistica - AA 2001/2002 - edizione 29/11/01 Cap. 3 - Pag. 1 Capitolo 3. L'analisi della varianza. Il problema dei confronti multipli. La soluzione drastica di Bonferroni ed il test

Dettagli

Business Intelligence. Il data mining in

Business Intelligence. Il data mining in Business Intelligence Il data mining in L'analisi matematica per dedurre schemi e tendenze dai dati storici esistenti. Revenue Management. Previsioni di occupazione. Marketing. Mail diretto a clienti specifici.

Dettagli

Nel regno degli esseri viventi non esistono cose, ma solo relazioni Gregory Bateson

Nel regno degli esseri viventi non esistono cose, ma solo relazioni Gregory Bateson Le Tecnologie della Relationship Management e l interazione con le funzioni ed i processi aziendali Angelo Caruso, 2001 Relationship Management Nel regno degli esseri viventi non esistono cose, ma solo

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

((e ita e itb )h(t)/it)dt. z k p(dz) + r n (t),

((e ita e itb )h(t)/it)dt. z k p(dz) + r n (t), SINTESI. Una classe importante di problemi probabilistici e statistici é quella della stima di caratteristiche relative ad un certo processo aleatorio. Esistono svariate tecniche di stima dei parametri

Dettagli

4. Confronto tra medie di tre o più campioni indipendenti

4. Confronto tra medie di tre o più campioni indipendenti BIOSTATISTICA 4. Confronto tra medie di tre o più campioni indipendenti Marta Blangiardo, Imperial College, London Department of Epidemiology and Public Health m.blangiardo@imperial.ac.uk MARTA BLANGIARDO

Dettagli

1. Scopo dell esperienza.

1. Scopo dell esperienza. 1. Scopo dell esperienza. Lo scopo di questa esperienza è ricavare la misura di tre resistenze il 4 cui ordine di grandezza varia tra i 10 e 10 Ohm utilizzando il metodo olt- Amperometrico. Tale misura

Dettagli

Il Metodo di analisi multicriterio Analitic Hierarchy Process (AHP) Corso di Analisi delle Decisioni Chiara Mocenni (mocenni@dii.unisi.

Il Metodo di analisi multicriterio Analitic Hierarchy Process (AHP) Corso di Analisi delle Decisioni Chiara Mocenni (mocenni@dii.unisi. Il Metodo di analisi multicriterio Analitic Hierarchy Process (AHP) Corso di Analisi delle Decisioni Chiara Mocenni (mocenni@dii.unisi.it) L analisi multicriterio e il processo decisionale L analisi multicriterio

Dettagli

Quando imprenditorialità e management si sposano: il caso Moment

Quando imprenditorialità e management si sposano: il caso Moment Esperienze di successo per un vantaggio competitivo 27 ottobre 2011 Quando imprenditorialità e management si sposano: il caso Moment Raffaella Graziosi Project & Portfolio Manager ACRAF SpA Gruppo Angelini

Dettagli

Analisi statistica di dati biomedici Analysis of biologicalsignals

Analisi statistica di dati biomedici Analysis of biologicalsignals Analisi statistica di dati biomedici Analysis of biologicalsignals II Parte Verifica delle ipotesi (a) Agostino Accardo (accardo@units.it) Master in Ingegneria Clinica LM in Neuroscienze 2013-2014 e segg.

Dettagli

Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo

Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo SOMMARIO Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo

Dettagli

Filomena Maggino, L analisi dei dati nell indagine statistica. Volume 1: la realizzazione dell indagine e l analisi preliminare dei dati, ISBN:

Filomena Maggino, L analisi dei dati nell indagine statistica. Volume 1: la realizzazione dell indagine e l analisi preliminare dei dati, ISBN: Filomena Maggino, L analisi dei dati nell indagine statistica. Volume 1: la realizzazione dell indagine e l analisi preliminare dei dati, ISBN: 88-8453-208-6 (print) ISBN: 88-8453-207-8 (online), Firenze

Dettagli

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Realizzata da: Commissionata da: 1 INDICE 1. Metodologia della ricerca Pag. 3 2. Genitori e Internet 2.1 L utilizzo del computer e di Internet in famiglia

Dettagli

G LI ITALIANI E LA BICICLETTA: DALLA RISCOPERTA ALLA CRESCITA MANCATA

G LI ITALIANI E LA BICICLETTA: DALLA RISCOPERTA ALLA CRESCITA MANCATA G LI ITALIANI E LA BICICLETTA: DALLA RISCOPERTA ALLA CRESCITA MANCATA AUDIMOB O SSERVATORIO SUI C OMPORTAMENTI DI M OBILITÀ DEGLI I TALIANI Maggio 2012 LE FERMATE AUDIMOB S U L L A M O B I L I T A n. 15

Dettagli

Stima per intervalli Nei metodi di stima puntuale è sempre presente un ^ errore θ θ dovuto al fatto che la stima di θ in genere non coincide con il parametro θ. Sorge quindi l esigenza di determinare una

Dettagli

Ufficio Scolastico Regionale per l Abruzzo. Rapporto dal Questionari Studenti

Ufficio Scolastico Regionale per l Abruzzo. Rapporto dal Questionari Studenti Rapporto dal Questionari Studenti SCUOLA xxxxxxxxx Anno Scolastico 2014/15 Le Aree Indagate Il questionario studenti ha lo scopo di indagare alcuni aspetti considerati rilevanti per assicurare il benessere

Dettagli

Le competenze per la gestione e lo sviluppo delle risorse umane nelle università e negli enti di ricerca

Le competenze per la gestione e lo sviluppo delle risorse umane nelle università e negli enti di ricerca Scuola di Management per le Università, gli Enti di ricerca e le Istituzioni Scolastiche Le competenze per la gestione e lo sviluppo delle risorse umane nelle università e negli enti di ricerca Dott. William

Dettagli

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni)

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni) ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Gli immobili in Italia - 2015 ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Nel presente capitolo è analizzata la distribuzione territoriale

Dettagli

Italia e Romania allo specchio: la percezione reciproca d immagine tra italiani e romeni

Italia e Romania allo specchio: la percezione reciproca d immagine tra italiani e romeni Convegno Romeni emergenti o emergenza Romania? Italia e Romania allo specchio: la percezione reciproca d immagine tra italiani e romeni Prof. Stefano Rolando Segretario generale delle e Direttore scientifico

Dettagli

Che cos è un focus-group?

Che cos è un focus-group? Che cos è un focus-group? Si tratta di interviste di tipo qualitativo condotte su un ristretto numero di persone, accuratamente selezionate, che vengono riunite per discutere degli argomenti più svariati,

Dettagli

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Introduzione I percorsi di Arte Terapia e Pet Therapy, trattati ampiamente negli altri contributi, sono stati oggetto di monitoraggio clinico, allo

Dettagli

Legami familiari ed accesso alle professioni in Italia

Legami familiari ed accesso alle professioni in Italia Legami familiari ed accesso alle professioni in Italia Michele Pellizzari, Gaetano Basso, Andrea Catania, Giovanna Labartino, Davide Malacrino e Paola Monti 1 Premessa Questo rapporto analizza il settore

Dettagli

Maurizio Vichi Sapienza Università di Roma

Maurizio Vichi Sapienza Università di Roma Percorsi didattici, interdisciplinari ed innovativi per la Statistica Maurizio Vichi Sapienza Università di Roma Presidente Federazione Europea delle Società Nazionali di Statistica Scuola Estiva di Matematica

Dettagli

Sintesi Report n 15 - Eventi enogastronomici come motivazioni di vacanza

Sintesi Report n 15 - Eventi enogastronomici come motivazioni di vacanza Sintesi Report n 15 - Eventi enogastronomici come motivazioni di vacanza Gli eventi organizzati in provincia di Trento che hanno al loro centro una proposta enogastronomica sono, nell arco dell anno, numerosi.

Dettagli

METODO DEI MINIMI QUADRATI. Quest articolo discende soprattutto dai lavori di Deming, Press et al. (Numerical Recipes) e Jefferys.

METODO DEI MINIMI QUADRATI. Quest articolo discende soprattutto dai lavori di Deming, Press et al. (Numerical Recipes) e Jefferys. METODO DEI MINIMI QUADRATI GIUSEPPE GIUDICE Sommario Il metodo dei minimi quadrati è trattato in tutti i testi di statistica e di elaborazione dei dati sperimentali, ma non sempre col rigore necessario

Dettagli

Text mining ed analisi di dati codificati in linguaggio naturale. Analisi esplorative di dati testualilezione

Text mining ed analisi di dati codificati in linguaggio naturale. Analisi esplorative di dati testualilezione Text mining ed analisi di dati codificati in linguaggio naturale Analisi esplorative di dati testualilezione 2 Le principali tecniche di analisi testuale Facendo riferimento alle tecniche di data mining,

Dettagli

Conduzione di uno studio epidemiologico (osservazionale)

Conduzione di uno studio epidemiologico (osservazionale) Conduzione di uno studio epidemiologico (osservazionale) 1. Definisco l obiettivo e la relazione epidemiologica che voglio studiare 2. Definisco la base dello studio in modo che vi sia massimo contrasto

Dettagli

errore I = numero soggetti (I = 4) K = numero livelli tratt. (K = 3) popolazione varianza dovuta ai soggetti trattamento

errore I = numero soggetti (I = 4) K = numero livelli tratt. (K = 3) popolazione varianza dovuta ai soggetti trattamento Analisi della varianza a una via a misure ripetute (Anova con 1 fattore within) modello strutturale dell'analisi della varianza a misure ripetute con 1 fattore: y = μ ik 0 +π i +α k + ik ε ik interazione

Dettagli

Definizione di una policy per l archivio istituzionale ISS

Definizione di una policy per l archivio istituzionale ISS CONFERENCE Institutional archives for research: experiences and projects in open access Istituto Superiore di Sanità Rome, 30/11-1/12 2006 Definizione di una policy per l archivio istituzionale ISS Paola

Dettagli

INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA DI FIRENZE

INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA DI FIRENZE INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA DI FIRENZE Ricerca condotta dall Ufficio della Consigliera di Parità sul personale part time dell Ente (luglio dicembre 007) INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA

Dettagli

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco ANALISI DI SITUAZIONE - LIVELLO COGNITIVO La classe ha dimostrato fin dal primo momento grande attenzione e interesse verso gli

Dettagli

ARTICOLO 61 MARZO/APRILE 2013 LA BUSINESS INTELLIGENCE 1. http://www.sinedi.com

ARTICOLO 61 MARZO/APRILE 2013 LA BUSINESS INTELLIGENCE 1. http://www.sinedi.com http://www.sinedi.com ARTICOLO 61 MARZO/APRILE 2013 LA BUSINESS INTELLIGENCE 1 L estrema competitività dei mercati e i rapidi e continui cambiamenti degli scenari in cui operano le imprese impongono ai

Dettagli

Business Intelligence RENDE STRATEGICHE LE INFORMAZIONI

Business Intelligence RENDE STRATEGICHE LE INFORMAZIONI Business Intelligence RENDE STRATEGICHE LE INFORMAZIONI Business Intelligence RENDE STRATEGICHE LE INFORMAZIONI CSC ritiene che la Business Intelligence sia un elemento strategico e fondamentale che, seguendo

Dettagli

www.bistrategy.it In un momento di crisi perché scegliere di investire sulla Business Intelligence?

www.bistrategy.it In un momento di crisi perché scegliere di investire sulla Business Intelligence? In un momento di crisi perché scegliere di investire sulla Business Intelligence? Cos è? Per definizione, la Business Intelligence è: la trasformazione dei dati in INFORMAZIONI messe a supporto delle decisioni

Dettagli

La disseminazione dei progetti europei

La disseminazione dei progetti europei La disseminazione dei progetti europei Indice 1. La disseminazione nel 7PQ: un obbligo! 2. Comunicare nei progetti europei 3. Target audience e Key Message 4. Sviluppare un dissemination plan 5. Message

Dettagli

LA VALUTAZIONE ECONOMICA DEL PORTAFOGLIO BREVETTUALE

LA VALUTAZIONE ECONOMICA DEL PORTAFOGLIO BREVETTUALE LA VALUTAZIONE ECONOMICA DEL PORTAFOGLIO BREVETTUALE Prof. MARCO GIULIANI Docente di Economia Aziendale Università Politecnica delle Marche Socio LIVE m.giuliani@univpm.it Jesi, 11 ottobre 2013 1 Prime

Dettagli

6. I RISULTATI RELATIVI AGLI ENTI LOCALI

6. I RISULTATI RELATIVI AGLI ENTI LOCALI dell Ambiente del 6. I RISULTATI RELATIVI AGLI ENTI LOCALI In questo capitolo esporremo i risultati che ci sembrano di maggior interesse tra quelli emersi dall elaborazione dei dati restituitici dagli

Dettagli

Statistica. Lezione 6

Statistica. Lezione 6 Università degli Studi del Piemonte Orientale Corso di Laurea in Infermieristica Corso integrato in Scienze della Prevenzione e dei Servizi sanitari Statistica Lezione 6 a.a 011-01 Dott.ssa Daniela Ferrante

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi La Regione Puglia nel percorso del POAT DAGL Laboratori e sperimentazioni per il miglioramento della qualità della

Dettagli

La ricerca operativa

La ricerca operativa S.S.I.S. PUGLIA Anno Accademico 2003/2004 Laboratorio di didattica della matematica per l economia e la finanza La ricerca operativa Prof. Palmira Ronchi (palmira.ronchi@ssis.uniba.it) Gli esercizi presenti

Dettagli

RELAZIONE TRA DUE VARIABILI QUANTITATIVE

RELAZIONE TRA DUE VARIABILI QUANTITATIVE RELAZIONE TRA DUE VARIABILI QUANTITATIVE Quando si considerano due o più caratteri (variabili) si possono esaminare anche il tipo e l'intensità delle relazioni che sussistono tra loro. Nel caso in cui

Dettagli

Gli anziani e Internet

Gli anziani e Internet Hans Rudolf Schelling Alexander Seifert Gli anziani e Internet Motivi del (mancato) utilizzo delle tecnologie dell informazione e della comunicazione (TIC) da parte delle persone sopra i 65 anni in Svizzera

Dettagli

A BEST PRACTICE APPROACH PER PROMUOVERE SALUTE

A BEST PRACTICE APPROACH PER PROMUOVERE SALUTE A BEST PRACTICE APPROACH PER PROMUOVERE SALUTE IL MODELLO PRECEDE-PROCEED E L INTERACTIVE DOMAIN MODEL A CONFRONTO A cura di Alessandra Suglia, Paola Ragazzoni, Claudio Tortone DoRS. Centro Regionale di

Dettagli

Lezione XII: La differenziazione del prodotto

Lezione XII: La differenziazione del prodotto Lezione XII: La differenziazione del prodotto Ci sono mercati che per la natura del loro prodotto, la numerosità dei soggetti coinvolti su entrambi i lati del mercato (e in particolare, la bassa concentrazione

Dettagli

Livello di. Indice. 1. Premessa ... 6. Pag. 1 a 8

Livello di. Indice. 1. Premessa ... 6. Pag. 1 a 8 Livello di benessere organizzativo, grado di condivisione del sistema di valutazionee e valutazione del superiore gerarchico g Sintesii dei risultati dell indagine 2013 svolta sul s personale ASI ai sensi

Dettagli

LA SPESA PER CONSUMI DELLE FAMIGLIE

LA SPESA PER CONSUMI DELLE FAMIGLIE 8 luglio 2015 LA SPESA PER CONSUMI DELLE FAMIGLIE Anno 2014 Dopo due anni di calo, nel 2014 la spesa media mensile per famiglia in valori correnti risulta sostanzialmente stabile e pari a 2.488,50 euro

Dettagli

Corso Base ITIL V3 2008

Corso Base ITIL V3 2008 Corso Base ITIL V3 2008 PROXYMA Contrà San Silvestro, 14 36100 Vicenza Tel. 0444 544522 Fax 0444 234400 Email: proxyma@proxyma.it L informazione come risorsa strategica Nelle aziende moderne l informazione

Dettagli

Guido Candela, Paolo Figini - Economia del turismo, 2ª edizione

Guido Candela, Paolo Figini - Economia del turismo, 2ª edizione 8.2.4 La gestione finanziaria La gestione finanziaria non dev essere confusa con la contabilità: quest ultima, infatti, ha come contenuto proprio le rilevazioni contabili e il reperimento dei dati finanziari,

Dettagli

attività motorie per i senior euro 22,00

attività motorie per i senior euro 22,00 Le attività motorie Chi è il senior? Quali elementi di specificità deve contenere la programmazione delle attività motorie destinate a questa tipologia di utenti? Quali sono le capacità motorie che necessitano

Dettagli

MARKETING INTELLIGENCE SUL WEB:

MARKETING INTELLIGENCE SUL WEB: Via Durini, 23-20122 Milano (MI) Tel.+39.02.77.88.931 Fax +39.02.76.31.33.84 Piazza Marconi,15-00144 Roma Tel.+39.06.32.80.37.33 Fax +39.06.32.80.36.00 www.valuelab.it valuelab@valuelab.it MARKETING INTELLIGENCE

Dettagli

Rischio impresa. Rischio di revisione

Rischio impresa. Rischio di revisione Guida alla revisione legale PIANIFICAZIONE del LAVORO di REVISIONE LEGALE dei CONTI Formalizzazione delle attività da svolgere nelle carte di lavoro: determinazione del rischio di revisione, calcolo della

Dettagli

QUALITÀ DEL SISTEMA CAPRI & TOURIST SATISFACTION

QUALITÀ DEL SISTEMA CAPRI & TOURIST SATISFACTION Azienda Autonoma di Cura Soggiorno e Turismo dell Isola di Capri QUALITÀ DEL SISTEMA CAPRI & TOURIST SATISFACTION Rapporto di ricerca a cura di N. Carlo Lauro e Vincenzo Esposito Vinzi, Dipartimento di

Dettagli

Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese

Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese IBM Global Financing Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese Realizzata da IBM Global Financing ibm.com/financing/it Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese La gestione

Dettagli

La ricerca empirica: una definizione

La ricerca empirica: una definizione Lucido 35/51 La ricerca empirica: una definizione La ricerca empirica si distingue da altri tipi di ricerca per tre aspetti (Ricolfi, 23): 1. produce asserti o stabilisce nessi tra asserti ipotesi teorie,

Dettagli

I redditi 2011 dichiarati dai cittadini di Trieste

I redditi 2011 dichiarati dai cittadini di Trieste I redditi 2011 dichiarati dai cittadini di Trieste N.B. Tutti i dati presentati in questo studio sono stati elaborati dall ufficio statistica del Comune (dott.ssa Antonella Primi) per esigenze di conoscenza

Dettagli

Valutazione di intangibili e impairment

Valutazione di intangibili e impairment IMPAIRMENT EVIDENZE DAI MEDIA ITALIANI Valutazione di intangibili e impairment -Valutazione di attività immateriali in aziende editoriali -Valutazioni per impairment test 1 La valutazione di asset si ha

Dettagli

Evoluzione Risk Management in Intesa

Evoluzione Risk Management in Intesa RISCHIO DI CREDITO IN BANCA INTESA Marco Bee, Mauro Senati NEWFIN - FITD Rating interni e controllo del rischio di credito Milano, 31 Marzo 2004 Evoluzione Risk Management in Intesa 1994: focus iniziale

Dettagli

dei processi di customer service

dei processi di customer service WHITE PAPER APRILE 2013 Il Business Process Orchestrator dei processi di customer service Fonte Dati: Forrester Research Inc I marchi registrati citati nel presente documento sono di proprietà esclusiva

Dettagli

CHE COSA PENSA LA GENTE DI 7SORB INDAGINE PSICOSOCIALE

CHE COSA PENSA LA GENTE DI 7SORB INDAGINE PSICOSOCIALE CHE COSA PENSA LA GENTE DI 7SORB INDAGINE PSICOSOCIALE 2013 LA RICERCA PSICOPRAXIS, Istituto di Psicologia e Psicoterapia - Centro per la ricerca e la formazione post-universitaria con sede in Padova,

Dettagli

ESTIMO GENERALE. 1) Che cos è l estimo?

ESTIMO GENERALE. 1) Che cos è l estimo? ESTIMO GENERALE 1) Che cos è l estimo? L estimo è una disciplina che ha la finalità di fornire gli strumenti metodologici per la valutazione di beni economici, privati o pubblici. Stimare infatti significa

Dettagli

SYSKOPLAN REPLY IMPLEMENTA PER IL GRUPPO INDUSTRIALE SCHOTT UNA SOLUZIONE SAP CRM SU BASE SAP HANA E OPERATIVA IN 35 PAESI.

SYSKOPLAN REPLY IMPLEMENTA PER IL GRUPPO INDUSTRIALE SCHOTT UNA SOLUZIONE SAP CRM SU BASE SAP HANA E OPERATIVA IN 35 PAESI. SYSKOPLAN REPLY IMPLEMENTA PER IL GRUPPO INDUSTRIALE SCHOTT UNA SOLUZIONE SAP CRM SU BASE SAP HANA E OPERATIVA IN 35 PAESI. Come gruppo industriale tecnologico leader nel settore del vetro e dei materiali

Dettagli

IL VANTAGGIO COMPETITIVO NEI SETTORI MATURI

IL VANTAGGIO COMPETITIVO NEI SETTORI MATURI IL VANTAGGIO COMPETITIVO NEI SETTORI MATURI Cap. XII di R. Grant A cura di: Paola Bisaccioni INDICE Maturità e peculiarità dei settori maturi I fattori critici di successo L implementazione strategica

Dettagli

Sfide strategiche nell Asset Management

Sfide strategiche nell Asset Management Financial Services Banking Sfide strategiche nell Asset Management Enrico Trevisan, Alberto Laratta 1 Introduzione L'attuale crisi finanziaria (ed economica) ha significativamente inciso sui profitti dell'industria

Dettagli

GESTIONE E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI E DEL TERRITORIO ITALIA 2006

GESTIONE E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI E DEL TERRITORIO ITALIA 2006 GESTIONE E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI E DEL TERRITORIO ITALIA 2006 PROGRAMMA: Area Management e Marketing dei Beni Culturali INTRODUZIONE AL MARKETING Introduzione ed Obiettivi Il marketing nell

Dettagli

ingbenchmark ingbenchmarking benchmarkingbench marking

ingbenchmark ingbenchmarking benchmarkingbench marking INFORMAZIONE FORMAZIONE E CONSULENZA benchmark ingbenchmark ingbenchmarking benchmarkingbench marking ACQUISTO DI SERVIZI DI TRASPORTO MERCI E DI LOGISTICA DI MAGAZZINO In collaborazione con Acquisto di

Dettagli

UMBRIA Import - Export. caratteri e dinamiche 2008-2014

UMBRIA Import - Export. caratteri e dinamiche 2008-2014 UMBRIA Import - Export caratteri e dinamiche 2008-2014 ROADSHOW PER L INTERNAZIONALIZZAZIONE ITALIA PER LE IMPRESE Perugia, 18 dicembre 2014 1 Le imprese esportatrici umbre In questa sezione viene proposto

Dettagli

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA GATTO SAIC83800T Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori per la ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T Progetto VALES a.s. 2012/13 Rapporto Questionari Studenti Insegnanti Genitori

Dettagli

Esercitazioni di Statistica

Esercitazioni di Statistica Esercitazioni di Statistica Test d ipotesi sul valor medio e test χ 2 di adattamento Prof. Livia De Giovanni statistica@dis.uniroma1.it Esercizio 1 Si supponga che il diametro degli anelli metallici prodotti

Dettagli

Cap.12 Le relazioni pubbliche. Corso di Comunicazione d Impresa - A.A. 2011-2012 Prof. Fabio Forlani - fabio.forlani@uniurb.it

Cap.12 Le relazioni pubbliche. Corso di Comunicazione d Impresa - A.A. 2011-2012 Prof. Fabio Forlani - fabio.forlani@uniurb.it Cap.12 Le relazioni pubbliche Corso di Comunicazione d Impresa - A.A. 2011-2012 Prof. Fabio Forlani - fabio.forlani@uniurb.it Capitolo 12 Le relazioni pubbliche Le relazioni pubbliche (PR) Insieme di attività

Dettagli

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter 2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE Main Supporter MASTER IN EXPORT MANAGEMENT (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE (II Edizione) 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

Quanto vale il marchio bio? Un indagine edonimetrica Simona Naspetti, Ulrich Hamm, Meike Janssen, Raffaele Zanoli 1

Quanto vale il marchio bio? Un indagine edonimetrica Simona Naspetti, Ulrich Hamm, Meike Janssen, Raffaele Zanoli 1 Quanto vale il marchio bio? Un indagine edonimetrica Simona Naspetti, Ulrich Hamm, Meike Janssen, Raffaele Zanoli 1 Abstract A survey on consumer prices for organic products was carried upon as part of

Dettagli

Comunicato Stampa. Methorios Capital S.p.A.

Comunicato Stampa. Methorios Capital S.p.A. Comunicato Stampa Methorios Capital S.p.A. Approvata la Relazione Semestrale Consolidata al 30 giugno 2013 Acquistato un ulteriore 16,2% del capitale di Astrim S.p.A. Costituzione della controllata Methorios

Dettagli

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Lo scorso 8 febbraio nella sede del Comitato Consultivo, il Direttore Generale dell Azienda "Policlinico-Vittorio Emanuele", Armando Giacalone, il Direttore

Dettagli

LA PROFESSIONE DELLA CSR IN ITALIA

LA PROFESSIONE DELLA CSR IN ITALIA LA PROFESSIONE DELLA CSR IN ITALIA Ottobre 12 Si ringrazia La professione della CSR in Italia Pag. 1 Si ringraziano SAS è presente in Italia dal 1987 ed è la maggiore società indipendente di software e

Dettagli

Dott.ssa Caterina Gurrieri

Dott.ssa Caterina Gurrieri Dott.ssa Caterina Gurrieri Le relazioni tra caratteri Data una tabella a doppia entrata, grande importanza riveste il misurare se e in che misura le variabili in essa riportata sono in qualche modo

Dettagli

LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE

LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE AUDIMOB O SSERVATORIO SUI C OMPORTAMENTI DI M OBILITÀ DEGLI I TALIANI Dicembre 2007 LE FERMATE AUDIMOB S U L L A M O B I L I T A n. 3 La

Dettagli

Ministero, dell'istruzione, dell Università e della Ricerca

Ministero, dell'istruzione, dell Università e della Ricerca Prot. n. 612 Spedito il 30/3/2010 All On.le Ministro SEDE OGGETTO: Valutazione della ricerca. Adunanza del 25.03.2010 IL CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE APPROVA IL SEGUENTE DOCUMENTO: Introduzione Ogni

Dettagli