ATTI. V WORKSHOP NAZIONALE AICIng Tecnologie Chimiche per il Benessere e la Salute dell Uomo. AICIng 2013

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1 ATTI V WORKSHOP NAZIONALE AICIng Tecnologie Chimiche per il Benessere e la Salute dell Uomo AICIng 2013 Favignana, Trapani Giugno 2013

2 V WORKSHOP NAZIONALE AICING Tecnologie Chimiche per il Benessere e la Salute dell Uomo Università degli Studi di Palermo Favignana, Trapani, giugno 2013 Scopo del workshop L Associazione Italiana di Chimica per l Ingegneria AICIng è impegnata, sin dalla sua costituzione, a favorire contatti tra i propri docenti e giovani ricercatori al fine di promuovere un arricchimento culturale anche mediante l organizzazione di incontri biennali su argomenti di carattere trasversale. Dopo gli incontri di Roma-Villa Mondragone, Messina, Genova e Modena, questo incontro vuole affrontare il tema delle Tecnologie Chimiche al servizio della salute e, più in generale, del benessere dell uomo. Scopo del workshop è fornire un forum per discutere del ruolo e del contributo che la chimica e le tecnologie relative mettono a disposizione nell immediato e nel prossimo futuro per la salute dell uomo e per il miglioramento della qualità della vita. La partecipazione è gratuita e AIcing offre 4 premi a giovani ricercatori, autori dei quattro migliori contributi. Si ringrazia l Azienda Bracco Imaging per il supporto finanziario all'iniziativa. Sede del workshop: Il workshop avrà luogo presso l Hotel Tempo di Mare, via Frascia 6, Favignana, Comitato Scientifico Silvia Licoccia, Università di Roma Tor Vergata Marta Feroci, Università Sapienza di Roma Marilena Tolazzi, Università di Udine Signorino Galvagno, Università di Messina Salvatore Failla, Università di Catania Francesco Geobaldo, Politecnico di Torino Comitato Organizzatore Locale Clelia Dispenza, DICGIM, Palermo Sabina Alessi, DICGIM, Palermo Maria Antonietta Sabatino, DICGIM, Palermo Natascia Grimaldi, DICGIM, Palermo Simona Todaro, DICGIM, Palermo Giuseppe Spadaro, DICGIM, Palermo Segreteria organizzativa: Maria Antonietta Sabatino Simona Todaro tel fax DICGIM - Dipartimento di Ingegneria Chimica, Gestionale, Informatica, Meccanica Università degli Studi di Palermo Viale delle Scienze Palermo 2

3 Programma Mercoledì 12 giugno Registrazione e cocktail di benvenuto Giovedì 13 giugno Registrazione Apertura dei lavori Healing and regenerating broken hearts: special forces for new battles C. Scardulla, ISMETT (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione) Palermo New materials technologies in the Biopharma industry: the path from lab to patients C. Lo Presti, Merck SeronoSpA Guidonia Montecelio (Roma) Micro-contact printing of protein patterns on electrospun polymeric matrices A. Rainer, Università Campus Bio-Medico di Roma Coffee Break Triphenylamine-based dyes for live-cells labeling and imaging of cell s cytoplasm G. Ciccarella, Università del Salento Porphyrin-based chemical sensors and multisensor arrays for the evaluation of food quality M.L. Naitana, Università di Roma Tor Vergata Engineered Carbon Nanotubes as Drug Delivery Systems for Antiviral Drugs D. Iannazzo, Università di Messina Azahelicenium salts: possible biological applications F. Fontana, Università di Bergamo Pranzo Applicazioni Della Tecnologia Microonde In Procedure Estrattive Ecocompatibili C. Villa, Università di Genova Estrazione a microonde di composti bio-attivi da matrici vegetali R. Rosa, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Studies on Catalytic and catalytic photo-assisted propene hydration in the presence of H 3 PW 12 O 40 supported on different oxides G. Marcì, Università di Palermo 3

4 Coffee Break La 0.8 Sr 0.2 Fe 0.8 Cu 0.2 O 3 as cathodic material for La 0.8 Sr 0.2 Ga 0.8 Mg 0.2 O 3 based SOFCs F. Zurlo, Università di Roma Tor Vergata Sintesi via sol-gel dip coating e caratterizzazione di film ibridi organico-inorganici per il potenziamento delle proprietà biologiche di impianti in lega di Titanio grado 4 F. Bollino, Seconda Università di Napoli Cost effective electrode materials for energy and environmental applications A. Iannaci, Università di Roma Tor Vergata Cena sociale Venerdì 14 giugno La Diagnostica per Immagini Punto di Incontro tra Chimica Sostenibile e Salute F. Uggeri, Bracco ImagingSpA, Centro Ricerche Bracco Colleretto Giacosa (Torino) Large-scale manufacturing of radiation sculptured therapeutic nanogels C. Dispenza, Università di Palermo Modelli teorici per idrolisi ed idratazione di complessi antitumorali di platino A. Melchior, Università di Udine EIS biochip with integrated microfluidic components and MIP modified-electrodes for POC analysis of environmental and clinical samples M.S. Chiriacò, Università del Salento Coffee Break Temperature-responsive degalactosylated xyloglucans as nanocarriers for the sustained release of hydrophobic drugs S. Todaro, Università di Palermo Polyelectrolyte Capsules as Carriers for Insoluble Anticancer Drug V. Vergaro, CNR Nano-Istituto Nanoscienze Lecce Periodically nanostructured hydrogels for ethanol vapors sensing M.A. Sabatino, Università di Palermo ToF-SIMS Imaging and Depth Profiling for the Characterization of Biomaterials Surfaces L. Tortora, Università di Roma Tor Vergata Conclusione dei lavori 4

5 Healing and regenerating broken hearts: special forces for new battles Cesare Scardulla MD ISMETT (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e le Terapie ad Alta Specializzazione) UPMC (University of Pittsburgh Medical Center) Le malattie cardiovascolari costituiscono oggi il principale problema che i sistemi sanitari del mondo occidentale devono fronteggiare e sono la principale causa di morte. Questo dato epidemiologico può essere spiegato sia dall aumento della vita media degli individui nei paesi a maggior sviluppo economico ma anche dalle caratteristiche dello stile di vita (fumo, obesità, iperalimentazione, stress). E anche da considerare il fatto paradossale (ironic failure of success) che l alta capacità raggiunta nel trattare con successo gli eventi acuti, fa sopravvivere all infarto pazienti che però non guariscono dalla malattia e che si cronicizzeranno negli anni successivi gravando sul sistema sanitario a causa delle frequenti ospedalizzazioni. La patologia cardiaca di maggior impatto è appunto la cardiopatia ischemica: l infarto miocardico determinando la morte delle cellule cardiache provoca un disturbo della funzione di pompa dell organo, che può essere più o meno grave a seconda dell estensione dell area di morte cellulare. L infarto è seguito da una fase di adattamento dell organo che passa attraverso a una serie di trasformazioni che vanno dalla ipertrofia dei cardiomiociti, alla sostituzione del tessuto danneggiato con tessuto fibroso e assottigliato che, al contrario del muscolo, non contribuisce all azione della pompa cardiaca. La sindrome clinica secondaria a questo danno è lo scompenso cardiaco. Nonostante le conoscenze scientifiche acquisite negli ultimi vent anni, disponiamo oggi solo di presidi terapeutici efficaci nel ritardare la progressione della sindrome. Per tale motivo, il gold-standard terapeutico rimane la sostituzione dell organo mediante trapianto, trattamento che trova però un grande limite nel numero esiguo di organi disponibili rispetto al numero di pazienti che ne necessitano. Numerosi sforzi e studi sperimentali e clinici, possibili anche per lo straordinario contributo di conoscenza offerto dalle scienze di base, sono stati condotti in questi anni per verificare la possibilità di un trattamento cellulare del miocardio danneggiato che permettesse la rigenerazione del tessuto cardiaco, sostituendo la naturale riparazione in cicatrice con nuovo tessuto cardiaco funzionante. La possibilità che la terapia cellulare possa divenire un opzione terapeutica utilizzabile è legata a una serie di non risolti problemi scientifici e anche alle complessità organizzative nel praticarla. Infatti: - non è ancora ben chiaro quale sia il migliore tipo di cellule da utilizzare nè quale sia la via migliore di somministrazione delle stesse - non è fin oggi definita quale sia la dose terapeutica e cioè la quantità minima di cellule da somministrare per ottenere un risultato apprezzabile in relazione all area danneggiata; - è un dato ben documentato il fatto che la somministrazione di preparati cellulari semplici sia per via intracoronarica sia mediante iniezione nel miocardio, è seguita da una grande dispersione cellulare nel torrente circolatorio e che pertanto è preferibile associare alle cellule sistemi molecolari organizzati (scaffolds) che le trattengano in situ e le proteggano da un ambiente cellulare ostile perchè caratterizzato da un processo infiammatorio con sostituzione fibroblastica. - la terapia cellulare richiede un costo oggi elevato ed un elevato coinvolgimento interdisciplinare (in termini di operatori e di facilities). I risultati ottenuti dalla traslazione clinica su pochi pazienti degli esperimenti animali sono poco confortanti anche perchè difficilmente interpretabili data l eterogeneità del tipo di cellule impiegate, la diversità delle vie di somministrazione utilizzate, la diversa selezione di ammalati arruolati alla ricerca. Il dato è che la terapia cellulare determina un modesto incremento della funzione di pompa cardiaca e un miglioramento anch esso lieve della capacità funzionale del paziente (1-3). Questo dato associato all osservazione che le cellule iniettate difficilmente rimangono nell area in cui servono, ha fatto ritenere che il seppur lieve effetto positivo sia da attribuire a una forte componente paracrina associata all atto rigenerativo. L identificazione di fattori paracrini cell-derived ha fatto aprire una nuova possibilità di trattamenti protein-based da usare in luogo della somministrazione cellulare o insieme ad essa per favorire il meccanismo di riparazione. L utilizzazione di scaffolds, soprattutto gli idrogelici, può rispondere all aspettativa di una crescita cellulare organizzata soprattutto se gli stessi vengono funzionalizzati con proteine specifiche per il recettore espresso da un tipo cellulare, in modo da garantire la selezione dello stesso e il suo legame che lo vincola al microambiente nel quale è necessaria la presenza (4). Gli scaffolds pertanto trattengono nell area interessata le cellule e possono essere funzionalizzati anche con fattori di crescita come il VEGF con dimostrazione di angiogenesi, arteriogenesi e miglioramento della funzione cardiaca dopo infarto miocardico sperimentale (5-8). Dati molto interessanti evidenziano come la somministrazione/applicazione di scaffold sul tessuto danneggiato, senza 5

6 l impiego di preparati cellulari, determini lo stesso risultato positivo della somministrazione associata dei due elementi (9-10). Una spiegazione può essere data dal fatto che lo scaffold determina da solo un ambiente spaziale favorevole che favorisce la colonizzazione dello stesso da parte delle cellule staminali dell ospite. La diffusione poi dell uso degli idrogeli e soprattutto di quelli derivati dal Chitosan, e la possibilità di poterli ingegnerizzare a seconda delle necessità e funzionalizzare con l applicazione di molecole nella struttura che possono avere compiti favorenti l organizzazione e la crescita cellulare (9) ha fatto via via crescere l idea della creazione e dell implementazione nel tessuto da riparare di un vero e proprio bioreattore in situ, ingegnerizzato per fornire il migliore supporto alla crescita e alla differenziazione cellulare (11). Altro elemento che rappresenta una pietra miliare nell evoluzione di questa fase della metodologia di riparazione cellulare è dato dalla identificazione e quindi dal ruolo svolto da alcuni mi-rna come modulatori e regolatori della apoptosi e della morte cellulare. I mi-rna sono piccole molecole endogene di RNA non codificante, a singolo filamento, di nucleotidi. Fanno parte di una grande rete di geni regolatori e svolgono diverse funzioni. La più nota, attualmente, è quella di regolazione post-trascrizionale, in cui vanno a inibire la traduzione di determinati RNA messaggeri (mrna). Alcuni di essi svolgono un ruolo cruciale nell ageing (12) ma il dato più interessante in questo contesto è il controllo dei processi di differenziazione cardiovascolare. Il fatto che l embriogenesi del cuore sia governata nei vari steps di sviluppo dai mirna con funzione talvolta inibente e talaltra stimolante un dato processo, fa comprendere come la conoscenza della rigenerazione e della riparazione del cuore possano ricevere un grande contributo dai dati di biologia molecolare dell embriogenesi (13-14). Esistono nucleotidi di sintesi con funzione bloccante alcuni mirna in grado di modulare la loro espressione apoptotica e inibente la crescita e la differenziazione cellulare e comincia a diffondersi l idea di un loro uso terapeutico. È probabile che il futuro della medicina rigenerativa si basi proprio sulla capacità della chimica di ingegnerizzare scaffolds funzionalizzati in modo da costituire un bioreattore naturale ideale che favorisca il seeding cellulare, l orientamento spaziale delle cellule e la loro espansione e differenziazione. Biologi e chimici sulla scorta delle conoscenze provenienti dalla biologia cellulare e molecolare saranno impegnati a studiare il come modulare (stimolazione/inibizione) l ambiente biologico in cui il processo rigenerativo dovrà aver luogo. Riferimenti 1. Clifford DM, Fisher SA et Al Long-therm effects of Autologous Bone marrow stem Cell Tratment in acute myocardial infarction: Factors that may influence Outcome PloS ONE, 7, Fuh E, Brinton TJ. Bone Marrow Stem Cells for the treatment of ischemic Heart Disease: A Clinical Trial Review J of Cardiovasc Trans Res 2009, 2: 202: Clifford DM, Fisher SA et Al. Stem cell Treatment for acute myocardial infarction The Cochrane library 2012, Issue 2 4. Aubin H, Nichol JW et Al. Directed 3D cell alignment and elongation in microengineered hydrogels Biomaterials 31 (2010) Vuniak-Novakovic G, Tandon N et Al. Challenges in Cardiac Tissue Engineering. Tissue Engineering: Part B, 16,2, Li SC, Wang L et Al. Stem cell engineering for treatment of heart diseases: Potentials and challenges. Cell Biology International 33 (2009) 7. Javad H, Ali NN et AL Myocardial tissue engineering: a review J Tissue Eng Regen Med 2007; 1: Lin Y-D, Luo C-Y et Al Instructive Nanofiber Scaffolds with VEGF Create a Microenvironment and Cardiac Repair Science Translational Medicine 4,146, Seif-Naraghi S, Singelyn JM et Al Safety and Efficacy of an Injectable Extracellular Matrix Hydrogel for Treating Myocardial Infarction, Science Translational Medicine 5, 173, Burdick JA, Mauck RL et Al, Acellular Biomaterials: An Evolving Alternative to Cell-Based Therapies, Science Translational Medicine 5, 176, Sengupta D, Heilshom SC Protein-Engineered Biomaterials: Highly Tunable Tissue engineering Scaffolds Tissue engineering Part B 16, 3, Dimmeler S, Nicotera P et Al: MicroRNAs in age related diseases. EMBO Mol. Med. (22 January 2013) 13. Xu Q, Seeger FH, Dimmeler S et Al, Micro-RNA-34a Contributes to the Impaired Function of Bone Marrow derived Mononuclear Cells From Patients with cardiovascular Disease, JACC, 59, 23, 2012 Liu G, Ding M, Computational analysis of microrna function in heart development Acta Biochim Biophys Sin 2010, 42: Obad S, dos Santos CO, Silencing of microrna families by seed-targeting tiny LNAs, Nature Genetics, 43, April

7 New materials technologies in the Biopharma industry: the path from lab to patients Caterina Lo Presti* * Merck SeronoSpA Via L. Einaudi Guidonia Montecelio (Roma) Italy, In recent years, the advent of therapies based on new biological entities (NBEs) opened several opportunities for unmet medical needs. NBEs are bio-macromolecules produced via biotechnologies that structurally mimic compounds naturally found in the body. Compared to traditional drugs, i.e. small molecules produced via organic chemistry technologies, these NBEs have the potential to cure diseases rather than treat symptoms, and have more potency and fewer side effects because of their specificity. Some examples of NBEs are cytokines, enzymes, hormones, vaccines, monoclonal antibodies that represented a breakthrough in the treatment of many diseases like diabetes, autoimmune disorders, neurodegenerative diseases, cancer. On the other hand, NBEs represent a new challenge in the pharmaceutical development field as they are particularly prone to both physical and chemical degradation outside their native environment. This leads to a dramatic reduction in biological activity, hence efficacy, that can be overcome only by an accurate and customized formulation development to enhance protein stability during shelf-life. In addition, patientfriendly non-invasive routes of administration (oral, transdermal, transmucosal, inhalation) are not feasible for biologics as such, in that they cannot overcome a number of biological barriers either for size exclusion or the presence of adverse enzymes. For these reasons, NBE based therapies require the recourse to frequent injections that increase the number of undesired effects and reduces patient compliance. Biological effects of therapeutic agents are generally related to their kinetics of absorption in the site of action. Control in time and space of active ingredients can, then, maximize efficacy and minimize adverse reactions. Depending on the mechanism of action and the nature of a single protein drug, new technologies can be used to engineer drug delivery solutions customized as to meet particular therapeutic needs. The objective may be to prolong the duration of action, target a particular organ or modulate/program the concentration of a drug in the plasma over time. Bioinspired engineered vectors are emerging solutions for efficient NBEs delivery in terms of release kinetics, patient safety and compliance, transport across biological barriers. The approach of the Biopharma industries in protein drug product development will be discussed as well as the state of the art in drug delivery solutions for biologics, from modified hydrogels to nanoscopic "trojan horses", with particular focus on the translation of basic research from lab to patients. The main regulatory and upscale constraints will be illustrated with the aim of improving the synergies between industry and academia in the (bio)pharmaceutical technologies field. 7

8 Micro-contact printing of protein patterns on electrospun polymeric matrices Rainer A 1, Giannitelli SM 1, Mozetic P 1, Businaro L 2, De Ninno A 2, Gerardino AM 2, Trombetta M 1 1) Tissue Engineering Lab, Università Campus Bio-Medico di Roma, Rome, Italy 2) Institute for Photonics and Nanotechnology, National Research Council, Rome, Italy Surface functionalization of biomaterials represents a promising strategy to obtain biologically instructive substrates for cell culture. In particular, advances in micro- and nanofabrication technologies allow the deposition of precise and highly reproducible patterns on biomaterials surfaces. In less than two decades, micro-contact printing (µcp) has emerged as one of the most straightforward methods for the preparation of micro- and nanostructured surfaces [1]. µcp relies on a polymeric stamp with a relief pattern obtained as a replica from a photolithographically structured master. The stamp is inked with biomolecules and placed in contact with a substrate. Due to its surface relief structure, the stamp only contacts the substrate in predefined areas, where the structure protrudes from the stamp. Well-defined protein patterns with precisely controlled size, shape, and spacing have been successfully obtained by µcp, and used to study cell adhesion, migration, proliferation, and apoptosis, as well as to perform high-throughput drug screening and disease diagnosis [2]. However, while most studies have evaluated cell/material interactions on two-dimensional patterned surfaces, in physiological conditions cells are surrounded by extra-cellular matrix (ECM) and sense similar cues in a 3D environment. Among 3D substrates, electrospun fibers have been widely used as scaffolds owing to their dimensional similarity to native ECM. Proposed modifications of electrospun meshes on length scales comparable to (or smaller than) fiber diameter merely introduce micro/nano-grooves on fibers surface by imprinting techniques [3]. Aim of this study is to use µcp to transfer protein patterns onto 3D electrospun substrates for tissue engineering applications. The proposed approach has been successfully pursued for precise and gentle transfer of different proteins from polydimethylsiloxane (PDMS) stamps onto polymeric electrospun substrates without loss of biological activity. Fluorescence microscopy has been used to detect successful patterning, and to determine the fate of inked proteins. Biological in vitro studies confirmed the potential of this approach to control cell morphology and to modulate cell function. References: [1] Kaufmann T, Ravoo BJ. Stamps, inks and substrates: polymers in microcontact printing, Polym Chem 2010;1: [2] Bernard A, Renault JP,Michel B, Bosshard HR, Delamarche E.Microcontact Printing of Proteins, AdvMater 2000;12: [3] Nandakumar A, Truckenmüller R, Ahmed M, Damanik F, Santos DR, Auffermann N, de Boer J, Habibovic P, van Blitterswijk C, Moroni L. A fast process for imprinting micro and nano patterns on electrospun fiber meshes at physiological temperatures. Small 2013 doi: /smll

9 Triphenylamine-based dyes for live-cells labeling and imaging of cell s cytoplasm Angela Scrascia,a, Ilaria Elena Palamà a, Viviana Vergaro a, Giuseppe Vasapollo c, and Giuseppe Ciccarella* a, b a Istituto Nanoscienze CNR, National Nanotechnology Laboratory (NNL), Via Arnesano, Lecce, Italy. b Dipartimento di Ingegneria dell Innovazione, Università del Salento, Via Monteroni, 73100, Lecce, Italy. The chemistry of small molecule as fluorophores is exciting and is playing an important role also in cellular biology research, in particular in cell viability and revealing cytotoxicity, following proliferation, and monitoring cell adhesion and spreading. Thus, it was developed the idea of applying new dyes typically studied for DSSC research in biological systems. Novel organic dyes based on TPA group and the cyanoacetic acid as electron-donor and -acceptor, respectively, whereas a thienyl, phenyl and thienyl-fluoro-phenyl-substituted as π-linker were synthesized. It was investigated the cytoplasm labeling of two cell lines (3T3 fibroblasts and C2C12 myoblasts) with conjugated triphenylamine-based fluorophores. The dyes revealed biocompatible and spontaneously crossing the membrane of living cells. The obtained results concerning our dyes are the proof that the fluorescent molecules are cellpermeant and non-toxic and can be used as cell tracing to different component of cellular cytoplasm. Confirming that our dyes interact with cells we evaluated the opportunity to use them in development of new optical markers in drug delivery systems. In particular we decided to combine this molecule with nano calcium carbonate widely studied as nano carrier for anti-cancer drugs. 9

10 Porphyrin-based chemical sensors and multisensor arrays for the evaluation of food quality M.L. Naitana 1, F. Mandoj 1, R. Paolesse 1 1 Department of Chemical Science and Technologies, University Tor Vergata, Rome, Italy The control of food matrices is an important task nowadays, since it involves from one side nutritional aspects related to human health safety, and from the other side more hedonic features, such as quality, freshness, etc, which are also important for commercial aspects. For these reasons in the last few years there is a strong demand of instrumental methods able to monitor the chemical composition of different matrices. Recently chemical sensors have been object of interest as a promising solution for the demand of food freshness control, because they can allow a rapid, non invasive and cheap approach for the control of food samples. The complexity of food matrices, where a huge number of analytes are present, makes this field suitable for the application of sensors arrays, devices that try to mimic the working mechanism of biological senses. For this reason, these arrays have been called Electronic Nose (EN) and Electronic Tongue (ET), depending if they are applied for the analysis of gaseous (EN) or liquid (ET) phases. In recent years we have developed chemical sensors based on porphyrins and related macrocycles as sensing materials. The richness of properties of such a macrocycle allows the development of a library of sensing materials to be applied on sensors based on different trasduction mechanisms, ranging from the nanogravimetric to optical transducers. This versatility of porphyrins allows also the preparation of sensor arrays based on dual mode transduction systems, where the same sensing materials is used on hyphenated trasduction platforms, such as, for example, the Computer Screen Photoassisted Technique (CSPT). We have applied the develop systems for the monitoring of different food matrices and the related result 1 6 will be presented and discussed. References (1) Lvova, L.; Di Natale, C.; Paolesse, R. Sensors and Actuators B: Chemical 2013, 179, 21. (2) Tortora, L.; Stefanelli, M.; Mastroianni, M.; Lvova, L.; Di Natale, C.; D Amico, A.; Filippini, D.; Lundström, I.; Paolesse, R. Sensors and Actuators B: Chemical 2009, 142, 457. (3) Dini, F.; Paolesse, R.; Filippini, D.; D Amico, a.; Lundström, I.; Di Natale, C. Procedia Engineering 2010, 5, (4) Dini, F.; Filippini, D.; Paolesse, R.; Lundström, I.; Di Natale, C. Sensors and Actuators B: Chemical 2013, 179, 46. (5) Compagnone, D.; Fusella, G. C.; Del Carlo, M.; Pittia, P.; Martinelli, E.; Tortora, L.; Paolesse, R.; Di Natale, C. Biosensors & bioelectronics 2013, 42, 618. (6) Alimelli, A.; Pennazza, G.; Santonico, M.; Paolesse, R.; Filippini, D.; D Amico, A.; Lundström, I.; Di Natale, C. Analytica chimica acta 2007, 582,

11 Engineered Carbon Nanotubes as Drug Delivery Systems for Antiviral Drugs D. Iannazzo, 1 A. Pistone, 1 A. Piperno, 2 G. Grassi, 2 A. Mazzaglia, 3 A. Scala, 3 M. Lanza, 4 M. T. Sciortino, 5, M. Prato 6, S. Galvagno 1 1 Università di Messina, Dip. di Ingegneria Elettronica, Chimica e Ing. Industriale, Messina, Italy 2 Università di Messina, Dip Scienze Chimiche, Messina, Italy 3 Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR-ISMN, UOS Palermo, Messina, Italy 4 CNR-Istituto per i Processi Chimico F isici, Messina, Italy 5 Università di Messina, Dip. di Scienze Biologiche e Ambientali, Messina, Italy 6 Università di Trieste, Dip. Scienze Chimiche e Farmaceutiche,Trieste, Italy address: Among the different types of nanomaterials, Carbon Nanotubes (CNTs), due to their unique physical, chemical and physiological properties, have shown great performance in the field of nanomedicine, attracting particular attention as carriers of biologically relevant molecules. These nanomaterials can be surface engineered in order to enhance their dispersibility in the aqueous phase or to provide, by multimodal conjugation, the appropriate functional groups for the synthesis of CNT-based drug delivery system (DDS) able to bind the desired therapeutic material or the target tissue to obtain a therapeutic effect [1,2]. In the nanomedicine field, there is a growing considerable demand for new antiviral agents and materials not only for the increasing worldwide problems caused by harmful viruses infections, but also for the serious side effects often showed by known antiviral agents [3]. We report here two different approaches for the conjugation of nucleoside antiviral agents to highly hydrophilic and dispersible MWCNTs which involves the covalent linkage of the antiviral agent by means of a cleavable linker or the complexation of the drug with a β-ciclodextrin (β-cd) covalently modified MWCNT nanohybrid (Fig. 1). The obtained compounds have been fully characterized by XPS, XRD, UV-Vis, SEM, TGA and TEM measurements and their biological activity against HIV and HSV was tested. Fig. 1 References [1] A. Bianco, K. Kostarelos, M. Prato. Chem. Commun., 47 (2011) [2] D. Iannazzo, A. Piperno, A. Pistone, G. Grassi, S. Galvagno, Curr Med. Chem, 20 (2013), [3] I. Banerjiee, M. P. Douaisi, D. Mondal, R. S. Kane, Nanotechnology, 23 (2012)

12 Azahelicenium salts: possible biological applications Francesca Fontana*,a, Isabella Natali Sora, a Loredana Latterini b a Università di Bergamo, Dipartimento di Ingegneria, viale Marconi Dalmine BG b Università di Perugia, Dipartimento di Chimica, via Elce di Sotto 8, Perugia PG Azahelicenes are extensively conjugated heteroaromatic molecules, intrinsically chiral due to helical shape imparted by steric hindrance. Their extremely long triplet lifetime makes them good phosphorescent emitters. Their N-alkylated quaternary salts (Fig.1), showing most of the same desirable properties as the parent helicenes, bear a positive charge, which makes them water-soluble. Some of these derivatives were characterized for spectroscopic properties, as well as crystal structure. 1 Since polycyclic aromatic molecules are known to form complexes with DNA, these particular quaternary salts have been studied for interaction with cell nuclei. 2,3 It was found that intercalation takes place rapidly, and it has been observed that the nature of the counterion determines the binding parameters (K and the number of interacting binding sites). 2 On the other hand, aggregation phenomena take place, which are controlled by solvent polarity, and which influence absorption and emission spectra; therefore, their optical properties can be finely tuned by changing the medium properties. This can be exploited for the differentiation of different cell compartments, characterized by different medium properties (polarity, ionic strength, ph etc.): actually, through incubation experiments, it was possible to follow the cell uptake process and to chromatically differentiate cell compartments. 3 In particular, the wavelength emission is shorter when the salt is located in the nucleus, where it is in monomeric form, while it is longer in the cytoplasm, where the molecules form aggregates. Besides, cell labeling through this method has proven to be completely reversible and the molecule is completely released in about 5 h without alteration of the cell structure. I Fig.1 - N-methyl-5-aza [5]helicenium iodide References 1. T.Caronna, F.Castiglione, F.Fontana, A.Famulari, L. Malpezzi, A.Mele, D.Mendola, I.Natali Sora Quantum Mechanics Calculations, Basicity and Crystal Structure: The Route to Transition Metal Complexes of Azahelicenes Molecules 2012, 17, R. Passeri, G. G. Aloisi, L. Latterini, F. Elisei, T.Caronna, F.Fontana, I.Natali Sora Photophysical properties of N-alkylated aza-helicene derivatives as DNA intercalators: counterion effects Photochem. Photobiol. Sci., 2009, 8, L. Latterini, E. Galletti, R. Passeri, A. Barbafina, L. Urbanelli, C. Emiliani, F. Elisei, F. Fontana, A. Mele, T. Caronna Fluorescence properties of aza-helicenium derivatives for cell imaging J. Photochem. Photobiol. A: Chemistry 2011, 222,

13 Applicazioni della tecnologia microonde in procedure estrattive ecocompatibili Carla Villa* DIFAR - Dipartimento di Farmacia, Sezione di Chimica del Farmaco e del Prodotto Cosmetico, Viale Benedetto XV, Genova L irraggiamento microonde, quale fonte energetica non convenzionale, può rappresentare un alternativa strategicamente vantaggiosa rispetto alle tecniche di riscaldamento classiche, sia per la ricerca in ambito accademico sia per produzioni a livello industriale. Già da tempo, in campo chimico, farmaceutico e agroalimentare, le aziende sono orientate verso la necessità di rielaborare il modello industriale tradizionale verso l utilizzo di processi eco-compatibili a basso impatto energetico, in una più ampia ottica di Responsible Care 1. In questo contesto il riscaldamento dielettrico microonde può essere considerato una fonte energetica sostenibile: offre infatti notevoli vantaggi sia in sintesi chimica sia nei processi estrattivi, operando un rapido riscaldamento omogeneo, volumetrico e selettivo, caratterizzato in particolare da assenza di inerzia dovuta ad un veloce trasferimento dell energia in tutta la massa del materiale 2. Da ciò deriva una notevole diminuzione dei tempi di processo con conseguente riduzione della possibile degradazione del materiale sottoposto a riscaldamento. L energia è utilizzata esclusivamente per il riscaldamento del materiale, senza dispersione di calore all esterno, con un notevole risparmio energetico e conseguenti vantaggi economici ed ecologici. In ambito estrattivo, fra le diverse procedure verdi, la cui scelta dipende dalla natura del campione, sono comprese diverse tecniche estrattive che sfruttano il riscaldamento dielettrico sia in presenza che in assenza di solvente. Tra le procedure con solvente possiamo citare la MAE (Microwave Assisted Extraction) che utilizza solventi ad elevata costante dielettrica e la MAP (Microwave Assisted Process) che sfrutta il riscaldamento dell acqua presente nella matrice (in genere fresca) per garantire l estrazione dei principi attivi di interesse con un solvente apolare 3. In molti altri casi, nella MWE (Microwave Water Extraction) in particolare, è possibile utilizzare l acqua come estraente verde, in quanto, grazie alla sua elevata costante dielettrica, ha peculiari proprietà estrattive. Tra le moderne tecniche estrattive senza solvente le piuutilizate sono la SFME(Solvent Free Microwave Extraction) e la MHG (Microwave Hydrodiffusion and Gravity): La prima combina il riscaldamento a microonde alla distillazione a secco ed è ampiamente utilizzata per il recupero di oli essenziali da campioni botanici freschi. La seconda nuova tecnica, brevettata nel 2008, combina il riscaldamento con microonde e la gravità. E' stata concepita per l'estrazione di sostanze naturali di varie matrici su scala di laboratorio, ma è utilizzabile anche su scala industriale 4. Al fine di applicarediversi tipi di estrazione con l ausilio di unsolofornomicroonde, è statoda noiprogettato, assemblatoe utilizzatoin diverse procedure, unospecificoprototipomultifunzionededicato. Consiste di una cavitàmultimodale,dotata di un magnetron operante a 2.45 GHz, duefibreottiche per la misuradellatemperature di processo e un unità di controllodedicata, opportunamente interfacciata, che permette di controllare e modulare diversi parametri di processo, come potenza, tempo e temperature. In base alla disposizione dei fori presenti sulle pareti della cavità il reattore puo essere impiegato per i diversi processi precedentemente illustrati. Inoltre la presenza dei due fori permette in potenza l utilizzo del forno per alcuni tipi di estrazione in continuo 5. Riferimenti 1. Givel, Michael "Motivation of Chemical Industry Social Responsibility Through Responsible Care". Health Policy 81 (1): (2007). 2. Mandal V., Mohan Y., Hemalatha S., Microwave Assisted Extraction An Innovative and Promising Extraction Tool for Medicinal Plant Research, Pharmacognosy Reviews, Vol 1, Issue 1, C. Leonelli, C. Villa Applicazioni delle microonde in Chimica Analitica" in "Il riscaldamento a microonde. Principi ed applicazioni" ISBN: Pitagora Editrice, Bologna, (2008)pagg

14 4. F. Chemat, G. Cravotto Microwave-assistedExtraction for Bioactive Compound. ISBN mSpringer, NewYork, (2013). 238 pages. 5. C Villa. R.Boggia, R Leardi, C. Leonelli, R. Rosa. E. Caponetti, D.Chillura Martino Ecofriendly microwave-mediated approach for the extraction of bioactive compounds from waste matrices in the agro-alimentary sector Extech 2012 International Symposium on Advances in Extraction Technologies.Messina Settembre Book of Abstract pag

15 Estrazione a microonde di composti bio-attivi da matrici vegetali Roberto Rosa 1, Erika Ferrari 2, Carla Villa 3, Paolo Veronesi 1, Monica Saladini 2, Lorenzo Tassi 2, Cristina Leonelli 1 1 Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, via Vignolese 905/A, Modena, 2 Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, via Campi 183, Modena 3 Dipartimento di Farmacia, Università degli Studi di Genova, viale Cembrano 4, Genova Negli ultimi anni l utilizzo di composti bio-attivi derivanti da matrici vegetali ha riscosso un interesse sempre maggiore principalmente a causa della potenziale tossicità e degli eventuali effetti collaterali degli analoghi sintetici [1, 2]. Inoltre, la possibilità di sfruttare a tale scopo anche i sottoprodotti e gli scarti derivanti da processi alimentari (eliminandone o comunque riducendone molto i costi di smaltimento), costituisce un ulteriore vantaggio dell utilizzo di composti fitochimici [3]. La maggior parte delle convenzionali tecniche estrattive di composti bio-attivi da matrici vegetali (quali ad esempio la stasi macerativa o l utilizzo di apparato Soxhlet) presenta numerosi svantaggi tra cui l utilizzo di spropositate quantità di solventi organici, un elevato consumo energetico, lunghi tempi di estrazione che in alcuni casi possono portare alla degradazione dei composti di interesse. Lo scopo di questo lavoro è di proporre innovative tecniche estrattive assistite da microonde (Microwave Assisted Extraction, MAE) [4], per accelerare le tempistiche di estrazione, ridurre il consumo di solventi organici ed aumentare le rese estrattive e la qualità dei prodotti ottenuti. In particolare tali tecniche di estrazione green [5] sono state applicate a differenti matrici vegetali quali ad esempio frutti e fiori di noce bianco (Juglans regia L.), radici di cannella (Cinnamomum Zeylanicum) e vinaccioli allo scopo di ottimizzare l estrazione di composti fenolici. Le tecniche statistiche di disegno sperimentale (Design of Experiments, DoE) sono state in alcuni casi utilizzate allo scopo di valutare l effetto dei diversi parametri di processo e ottimizzare il processo estrattivo assistito da microonde. Rispetto a metodologie estrattive convenzionali, l utilizzo di microonde si è dimostrato molto promettente in termini di rese e di contenuto di composti fenolici. Alcuni estratti sono stati poi caratterizzati in termini di potere antiossidante e di altri interessanti effetti biologici. Riferimenti [1] M. Contini, S. Baccelloni, R. Massantini, G. Anelli, Extraction of natural antioxidants from hazelnut (Corylus avellana L.) shell and skin wastes by long maceration at room temperature, Food Chem. 110, 2008, [2] I. Oliveira, A. Sousa, I.C.F.R. Ferreira, A. Bento, L. Estevinho, J.A. Pereira, Total phenols, antioxidant potential and antimicrobial activity of walnut (Juglans regia L.) green husks, Food Chem. Toxicol. 46, 2008, [3] H. Wijngaard, M.B. Hossain, D.K. Rai, N. Brunton, Techniques to extract bioactive compounds from food by-products of plant origin, Food Res. Int. 26, 2012, [4] Microwave-assisted extraction for bioactive compounds, F. Chemat and G. Cravotto Eds., Springer, New York, [5] F. Chemat, M.A. Vian, G. Cravotto, Green extraction of natural products: concept and principles, Int. J. Mol. Sci. 13, 2012,

16 Studies on Catalytic and catalytic photo-assisted propene hydration in the presence of H 3 PW 12 O 40 supported on different oxides. G. Marcì a,b, E. García-López a,b, M. Bellardita a,b, C. Colbeau-Justin c,d, L.F. Liotta e, L. Palmisano a,b a Schiavello-Grillone Photocatalysis Group. Dipartimento di Energia, Ingegneria dell informazione e modelli Matematici (DEIM), Università di Palermo, Viale delle Scienze, Palermo, Italy b Consorzio Interuniversitario la Chimica per l Ambiente (INCA), Fax: ; Tel: c Université Paris-Sud, Laboratoire de Chimie Physique, UMR8000, Orsay, France d CNRS, Laboratoire de Chimie Physique, UMR8000, Orsay, France e Istituto per Lo Studio dei Materiali Nanostrutturati (ISMN)-CNR, via Ugo La Malfa 153, Palermo, Italy Propene hydration to obtain 2-propanol is a reaction carried out at moderate temperatures (ca C) and pressure (2 MPa) in the presence of an acid catalyst [1]; however the realization of this reaction at ambient conditions is of great interest. The use of heteropolyacids as catalysts for the hydration of propene to 2-propanol in gas-solid regime has been object of several patents [2,3]. Heteropolyacids, a kind of polyoxometallates (POMs) [4], are very strong Brønsted acids and efficient oxidants that perform fast and reversible redox multielectronic transformations under mild conditions [5]. Ivanov et al. compared the catalytic activity of an acidic zeolite with non-supported and SiO 2 supported H 3 PW 12 O 40 (POM) for this reaction [6]. Supported POM samples resulted much more active than both the bare corresponding sample and the zeolite, substantially due to their stronger acidity. The POM based materials showed a significant activity from 100 C with a maximum activity in hydration at 130 C. They have been used also as homogeneous photocatalysts: absorption of light (λ = 260 nm corresponding to 4.8 ev) by the ground electronic state of the solubilized POM produces the charge transfer-excited state POM* and it is qualitatively analogous to the absorption of band gap radiation by a solid semiconducting metal oxide producing a transient electron-hole pair [7]. Likewise, substrate oxidation by the excited state of the polyoxometalate, is analogous to the corresponding process in semiconductors [8]. In this manner, the heteropolyacid can act not only as catalyst but also as a photocatalyst, so the additional effect of irradiation on the catalytic system can improve its performance. Several studies have been devoted to heterogeneous photocatalytic processes by using semiconductor oxides. This technology has been applied mainly to degrade organic and inorganic pollutants both in vapour and in liquid phases [9]. In a previous paper the catalytic and catalytic photo-assisted activity of the H 3 PW 12 O 40 POM supported on TiO 2 Evonik P25 and SiO 2 was studied and a beneficial role of the photo-catalytically active support on the reaction rate was reported [10]. The contemporary presence of heat and UV light improved the activity of the POM supported materials for the propene hydration reaction and the catalytic photo-assisted reaction occurred at a higher rate than the catalytic one when the solid support was an irradiated semiconductor. In that case, the more significant increase of reactivity was justified by considering the ability of TiO 2 to transfer electrons from the conduction band to the activated POM * species. In this work catalytic and catalytic photo-assisted hydration of propene to form 2-propanol in gas-solid regime at atmospheric pressure and 85 C was carried out by using a heteropolyacid (POM) supported on different oxides. Binary materials have been prepared by impregnation of H 3 PW 12 O 40 on different commercial and home prepared supports (TiO 2, SiO 2, WO 3, ZrO 2, ZnO, Al 2 O 3 ). The POM amount deposited was 50 % in weight with respect to the support. The powders used as catalysts and photocatalysts are denoted hereafter as POM/oxide support. Some samples containing lower amount of heteropolyacid were prepared. These amounts were chosen to obtain a theoretical coverage of 2 or 1 layers on the surface of the support. These materials are labelled hereafter 2L-POM/oxide support or 1L- POM/oxide support. Some of the composites were active both for catalytic and catalytic photo-assisted reaction. The Keggin type POM was completely and partially degraded, when supported on ZnO and Al 2 O 3, respectively, and these binary solids resulted always inactive for both catalytic and catalytic photo-assisted reactions. XRD characterization of the solid indicates that POM was well dispersed on the supports and that new picks appeared, with respect to the corresponding bare powders, only in the POM supported samples on TiO 2 Merck, WO 3 and ZrO 2. These new diffraction peaks do not coincide with those observed for the bare POM diffraction pattern and they can be explained by considering the occurrence of a strong interaction POM-support that can introduce distortions within the POM tertiary structure. From the SEM micrographs observation and FTIR spectra it can be concluded that POM was generally well dispersed on the supports. 16

17 2-propanol formation rate * 10 7 [ mol min -1 g POM -1 ] The NH 3 -TPD experiments showed that the acid sites strength due to the POM is different for the various samples and in particular the catalysts that present the strongest acidity are POM/ZrO 2, POM/WO 3, and POM/TiO 2 Merck. This fact, that is related to the stronger interaction between POM and the support, will be very useful to explain the higher reactivity observed for these catalyst. The comparison of the catalytic activity of samples containing different amounts of heteropolyacid was done normalizing the activity for gram of POM present in the catalyst. These values are reported in Figure 1. From the perusal of Figure 1 the most active samples are those which have two layers of POM and in particular the best one is 2L-POM/ZrO 2 followed by 2L-POM/WO 3, 2L-POM/TiO 2 Merck and POM/TiO 2 Evonik P25. The last two samples show a very similar catalytic activity. The samples with less POM layers, i.e. POM/TiO 2 hp and POM/SiO 2, display reactivity comparable to that of 2L-POM/TiO 2 Merck and POM/TiO 2 Evonik P25. On the contrary, the samples in which a higher number of POM layers was present (POM/TiO 2 Merck, POM/ZrO 2 and POM/WO 3 ) showed the lowest reactivity. This findings clearly indicates that two factors influence the reactivity per gram of catalytic species, i. e. the POM dispersion and the nature and physico-chemical features of the support. All the considerations and trends reported for the catalytic runs are valid for the catalytic photo-assisted experiments as well; however it is very important to underline that in almost all cases the reactivity increased in the presence of UV light POM/TiO 2 Evonik P POM/TiO 2 2L-POM/TiO 2 POM/TiO 2 POM/SiO 2 POM/WO 3 2L-POM/WO 3 POM/ZrO 2 2L-POM/ZrO 2 POM Merck Merck hp Figure 1: 2-propanol formation rate per gram of POM present in the various POM supported materials for the catalytic (white bars) and catalytic photoassisted (grey bars) propene hydration reaction. The supported Keggin POM species played a key role both for the catalytic and the photo-assisted catalytic reactions, due to their strong acidity and ability to form strong oxidant species under UV irradiation, respectively. The role of the support should be also considered to explain the different catalytic reactivity of the various samples. In particular, the SSA of the support and the interaction with POM, that can enhance the superficial acidity of the samples, play an important role in the catalytic reactivity of the samples. Indeed, it was observed that the supported samples on the oxides with higher SSA exhibited higher reactivities. This finding can be related to the better dispersion of the POM on the catalyst surface. Moreover, as evidenced by comparing the samples reactivity per gram of supported POM, the most active materials were those that presented the strongest acid sites, i.e. ZrO 2, WO 3 and TiO 2 Merck POM supported samples. The presence of UV light improved the activity of almost all POM supported materials. Also in this case, the interaction between POM and the support played a fundamental role for the photo-assisted catalytic reaction. Indeed, a stronger interaction related also with the acidity of the POM supported samples could give rise to a POM excitation at lower energy irradiation. Moreover, an electron transfer from the conduction band of the semiconductor supports (TiO 2 or WO 3 ) to the excited POM to form the heteropolyblue species must be also considered. 17

18 References 1. G. Ertl, H. Knözinger, J. Weitkamp, Handbook of Heterogeneous Catalysis. Wiley, Weinheim, M.P. Atkins, US Patent 5,616,815 (1997). 3. G.J. Haining, US Patent 5,714,429 (1998). 4. I.V. Kozhevnikov, Catalysis for Fine Chemical Synthesis. Vol. 2: Catalysis by Polyoxometalates. John Wiley and Sons, Chichester, V. Kozhevnikov, Chem. Rev., 1998, 98, A.V. Ivanov, E. Zausa, Y. Ben Taarit, N. Essayem, Applied Catal A, 2003, 256, A. Hiskia, A. Mylonas, E. Papaconstantinou, Chem. Soc. Rev., 2001, 30, R.C. Chambers, C.L. Hill, Inorg. Chem., 1991, 30, A. Fujishima, T.N. Rao, D.A. Tryk, J. Photochem. Photobiol. C, 2000, 1, G. Marcì, E. García-López, L. Palmisano, Applied Catal. A, 2012, ,

19 Potential (V) Power Density (mwcm -2 ) La 0.8 Sr 0.2 Fe 0.8 Cu 0.2 O 3 as cathodic material for La 0.8 Sr 0.2 Ga 0.8 Mg 0.2 O 3 based SOFCs Francesca Zurlo 1, Alessandra D Epifanio 1, Elisabetta Di Bartolomeo 1, Valeria Felice 2, Isabella Natali Sora 2 and Silvia Licoccia 1 1 Department of Chemical Science and Technologies & NAST Center University of Rome Tor Vergata, Via della Ricerca Scientifica, 00133, Italy 2 INSTM R.U. and Department of Engineering, University of Bergamo, Dalmine, BG, I Italy One of the major goals in the field of solid oxide fuel cells (SOFCs) is to reduce the operating temperature to 700 C or less (intermediate temperature SOFCs, IT-SOFCs). A viable means to reduce SOFCs operating temperature is to use electrolytes with high ionic conductivity at relatively low temperature. La 0.8 Sr 0.2 Ga 0.8 Mg 0.2 O 3 (LSGM) perovskites have very large ionic conductivity (~0.02 Scm -1 at 600 o C, almost one order of magnitude larger than that of YSZ) [1, 2]. The main drawback of LSGM perovskite is the cation interdiffusion occurring during the sintering process across the interface between electrolyte and anodic or cathodic substrates, such as the commonly used GDC/NiO or strontium-doped rare earth cobaltites, with the consequent formation of insulating phases [3, 4]. Cathode material specifically developed for LSGM electrolyte with stoichiometric composition La 0.8 Sr 0.2 Fe 0.8 Cu 0.2 O 3 (LSFCu) was prepared by sol-gel synthesis to achieve chemical purity. Structure, morphology and chemical properties of LSFCu powders were investigated by several characterization techniques. The chemical compatibility of LSGM electrolyte and LSFCu cathode materials was investigated by structural and morphological characterization using X-ray diffraction (XRD) analysis and field emission scanning electron microscopy (FE-SEM). The electrochemical characteristics of doped perovskite were investigated by electrochemical impedance spectroscopy (EIS) measurements on dense pellets sintered at 1500 C for 10 h in the temperature range C. LSFCu/LSGM/LSFCu symmetric cells were prepared by hand-painting the cathodic powders mixed together with a commercial printing paste on both sides of LSGM dense pellets, used as electrolytes, then dried and finally fired at 900 C for 2 h. Area Specific Resistance (ASR) values, directly depending on the rate limiting step of the electrochemical processes involved in the oxygen reduction reaction at the cathode were evaluated. Fuel cells were prepared using LSFCu as cathode materials and Pt as anode on the LSGM pellet. Fuel cell tests and electrochemical impedance spectroscopy (EIS) were performed in the C temperature range and compared to Pt/LSGM/Pt cells as reported in Fig. 1. The electrochemical investigation has the aim to show that LSFCu is a potential candidate for cathode application in IT-SOFC. 1.0 Pt/LSGM/LSCuF Pt/LSGM/Pt 750 C 700 C 650 C 600 C Current Density (macm -2 ) Fig. 1 Polarization curves measured at different temperatures between 600 and 750 C with H 2 fuel at the anode and static air at the cathode

20 References 1. Feng M, Goodenough JB, Huang K, Milliken C. Fuel cells with doped lanthanum gallate electrolyte. J. Power Sources. 1996;63: Wan J-H, Yan J-Q, Goodenough JB. LSGM-based Solid Oxide Fuel Cell with 1.4 W/cm2 15 power density and 30 day long-term stability. J. Electrochem. Soc. 2005;152:A1511-A5. 3. X Hong J-E, Inagaki T, Ida S, Ishihara T. Improved power generation performance of solid oxide fuel cells using doped LaGaO3 electrolyte films prepared by screen printing method II. Optimization of Ni Ce0.8Sm0.2O1.9 cermet anode support. Int. J. Hydrogen Energy. 2011;36: Liu B, Guo W, Chen F, Xia C. Ga site doping and concentration variation effects on the conductivities of melilite-type lanthanum strontium gallate electrolytes. Int. J. Hydrogen Energy. 2012;37: Acknowledgments The authors acknowledge the INSTM-Regione Lombardia for the financial support within the program "Sperimentazione d'iniziative di sviluppo, valorizzazione del capitale umano e trasferimento dei risultati della ricerca con ricaduta diretta sul territorio lombardo" Project title Ferriti di Lantanio per Nuove Fonti di Energia (Ferriti-NFE)" and the Italian Ministry of Research and Education within the program Programmi di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale-PRIN- Anno Prot. 2010KHLKFC. 20

21 Sintesi via sol-gel dip coating e caratterizzazione di film ibridi organico-inorganici per il potenziamento delle proprietà biologiche di impianti in lega di Titanio grado 4 Bollino F. 1, Roviello G. 2, Ferone C. 2, Papale F. 1, Catauro M. 1 1 Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell Informazione, Seconda Università di Napoli, via Roma Aversa (CE); 2 Dipartimento per le Tecnologie, Università di Napoli Parthenope, Centro Direzionale, Isola C4, Napoli Abstract La modifica di superfici protesiche mediante il rivestimento di film sottili biocompatibili può favorire notevolmente l integrazione della protesi nel sito d impianto. Nel presente lavoro, mediante l ausilio della tecnica del dip coating, impianti di Titanio grado 4 (Ti gr. 4) sono stati rivestiti con film sottili, costituiti da materiali ibridi organico-inorganici sintetizzati utilizzando il metodo sol-gel, al fine di potenziarne le proprietà biologiche. I materiali e i film sono stati, poi, caratterizzati dal punto di vista chimico e microstrutturale impiegando numerose tecniche strumentali (FTIR, NMR, AFM, SEM/EDS). Sono inoltre state studiate le proprietà magnetiche utilizzando un Dispositivo Superconduttore a Interferenza Quantistica (SQUID) e le proprietà biologiche mediante test in vitro che hanno dimostarto che i film sintetizzati consentono di potenziare notevolmente la bocomaptibilità e la bioattività degli impiatti di Ti gr. 4. Introduzione L utilizzo pratico di qualsiasi biomateriale comporta la formazione di un interfaccia tra questo e il sistema biologico in corrispondenza della quale avvengono le interazioni con i tessuti circostanti. La superficie di quasi tutti i biomateriali può essere modificata allo scopo di favorirne il processo di integrazione, migliorarne la biocompatibilità e le complessive prestazioni. In tal modo è possibile ottenere un nuovo materiale che, pur possedendo diverse caratteristiche superficiali, conservi le medesime proprietà meccaniche e fisiche del materiale di partenza. La modifica di superfici utilizzando la tecnica del dip coating permette, facilmente, di rivestire substrati di diversa natura e forma con materiali ottenuti con il processo sol-gel, un metodo per la produzione di vetri e ceramici a basse temperature. In tale studio ibridi ZrO 2 /PCL sono stati sintetizzati via sol-gel ed utilizzati per rivestire, mediante dip coating, substrati di Ti gr. 4 per potenziarne le proprietà biologiche legate alla superficie. Materiali e Metodi I materiali ibridi ZrO 2 /PCL sono stati sintetizzati utilizzando la tecnica sol-gel. Ad una soluzione idroalcolica di un precursore metallorganico, il propossido di zirconio Zr(OC 3 H 7 ) 4, è stato aggiunto il policaprolattone (PCL), previamente solubilizzato in cloroformio, nelle percentuali dello 0, 6, 12, 24 e 50 % p/p. Per regolare l elevata attività idrolitica dell alcossido è stato introdotto l acetilacetone (CH 3 COCH 2 COCH 3 ) come inibitore. Il sol è stato utilizzato per rivestire impianti di Ti gr. 4 (passivati in HNO 3 ), utilizzando un KSV LM dip coater. Lo studio delle interazioni presenti tra la fase organica e quella inorganica all interno dell ibrido è stato effettuato utilizzando uno spettrometro FTIR Prestige 21 e uno spettrometro NMR AMX400WB (Bruker) equipaggiato con sonda MAS da 4 mm. L analisi microstrutturale dei materiali e dei film è stata effettuata utilizzando un microscopio a forza atomica AFM Percepition e un microscopio a scansione elettronica SEM FEI Quanta 200 munito di EDAX per eseguire la microanalisi dei campioni. Per investigare le proprietà magnetiche dei materiali sintetizzati è stato utilizzato uno SQUID Quantum Design. Infine, per confermare l effettivo potenziamento delle proprietà biologiche del substrato, sono stati eseguiti test di bioattività e biocompatibilità sui supporti rivestiti. La bioattività è stata valutata immergendo i campioni in una soluzione simulante il plasma sanguigno (SBF o Simulated Body Fluid) tenuta a 37 C. A diversi intervalli di tempo, i campioni, dopo essere stati asciugati, sono stati osservati al SEM per valutare l abilità a promuovere la formazione di uno strato di idrossiapatite sulla loro superficie. Lo studio della biocompatibilità è stato eseguito effettuando il test di citotossicità o saggio WST-8, un test colorimetrico di tipo indiretto che fornisce informazioni sulla vitalità delle cellule attraverso la valutazione della loro attività metabolica, inibita dalla presenza di agenti tossici. Risultati e discussione Dall analisi degli spettri FTIR (Figura 1) dei materiali ibridi si osserva la presenza dei picchi di assorbimento caratteristici del PCL, a 2928 e a 2840 cm -1 (stretching simmetrico dei gruppi -CH 2 -) e a 1730 cm -1 21

22 (stretching del gruppo carbonile -C=O), i quali aumentano di intensità all aumentare della quantità di polimero introdotta nella la sintesi. La presenza della banda slargata nella zona tra cm 1, caratteristica dei gruppi O-H, suggerisce la formazione di ponti a idrogeno tra il carbonile del PCL e gli OH del network inorganico. Tale ipotesi è confermata dallo shift dei picchi di risonanza del PCL puro che si osserva negli spettri 13 C MAS-NMR dei materiali ibridi [1]. Figura 1 Spettri FTIR di: (a) ZrO 2 ; (b) ZrO 2 + PCL6 %; (c) ZrO 2 + PCL12 %; (d) ZrO 2 + PCL24 %; (e) ZrO 2 + PCL50 %. Le topografie AFM dei materiali ibridi e dei film mostrano che la distanza media tra i domini è di circa 20 nm, a conferma che i materiali sintetizzati sono ibridi nanocompositi. Le osservazioni al SEM hanno rilevato che i film costituiti da sola zirconia sono molto fratturati (Figura 2a) e che la presenza di microcricche diminuisce all aumentare della percentuale di polimero inglobata nel film, fino a scomparire quando è incorporato il 50% p/p di PCL (Figura 2b) [2]. La microanalisi EDAX dei materiali ibridi non ha evidenzia la presenza di atomi di C in superficie, lasciando ipotizzare che il PCL è all interno della matrice inorganica. (a) (b) (c) Figura 2 Micrografie SEM dei substrati in Ti gr. 4 rivestiti con (a) ZrO 2 e (b) ZrO 2 + PCL 50% e (c) dopo 21 gg in SBF I materiali, inoltre, immersi nel campo magnetico del dispositivo SQUID hanno manifestato comportamento diamagnetico. Tale proprietà subisce un incremento proporzionale alla quantità relativa di PCL introdotto. Ciò lascia intravedere la possibilità di sintetizzare gli ibridi in condizioni di microgravità mediante l utilizzo della Levitazione Magnetica allo scopo di comprendere come la forza di gravità influenza il processo che governa la formazione della microstruttura di tali materiali [1]. Nelle immagini SEM, acquisite dopo l immersione dei sistemi rivestiti in SBF(Figura 2c), è evidente la presenza delle formazioni globulari tipiche dell idrossiapatite sulla superficie dei materiali. Ciò si traduce come la capacità, di tali sistemi, di osteointegrarsi una volta impiantati in vivo. Inoltre, il saggio colorimetrico del WST-8 dimostra che i film di rivestimento rendono i supporti di Ti gr. 4, generalmente bioinerti, biocompatibili [2]. Conclusioni La tecnica sol-gel dip coating risulta un metodo economico, versatile e molto promettente per la modifica di superfici. Film organico-inorganici nanocompositi appaiono molto bioattivi e biocompatibili e consentono di potenziare notevolmente le proprietà biologiche degli impiatti di Ti gr. 4. Riferimenti 1. Catauro M, Bollino F, Papale F. J Biomed Mater Res Part A. In Press (2013) 2. Catauro M, Bollino F, Mozzati MC, Ferrara C, Mustarelli P. J Solid State Chem. In Press (2013) 22

23 Cost effective electrode materials for energy and environmental applications Alessandro Iannaci 1, Barbara Mecheri 1, Alessandra D Epifanio 1, Tommy Pepè Sciarria 2, Fabrizio Adani 2, and Silvia Licoccia 1 1 Dept. Chemical Science and Technology & NAST Center, University of Rome Tor Vergata, 2 Gruppo Ricicla, DiSAA- Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, University of Milan The increasing price of fossil fuels and of pollution levels in the atmosphere have driven numerous scientific efforts towards the exploiting of renewable and sustainable energy sources. At present, photovoltaic, wind, and geothermal sources are most promising both for domestic and industrial aim [1]. However, for automotive application and portable electronics, there is the necessity of more practical power sources, with high efficiency and power output. Fuel cells (FCs) offer a unique combination of benefits that make them a vital technology ideally suited for all market segments of our energy infrastructures, owing to high-efficiency conversion of chemical energy to electricity with no or reduced environmental impact [2]. Among the different categories of FCs which are based on power level and end use, direct methanol fuel cells (DMFCs) are potentially excellent power sources for traction and small portable power sources due to high energy density of methanol, joint to the ease of storage and transport of this fuel [3]. More recently, a different and innovative class of FCs, microbial fuel cells (MFCs), has been developed. MFCs are based on the ability of bacteria found in waste to digest organic matter through a cascade of redox reactions. By driving this process, it is possible to produce current, using wastewaters of urban community as fuel, also eliminating problems linked to waste disposal [4]. Figure 1 shows a schematic of the working principle of DMFC (Figure 1a) and MFC (Figure 1b). They both consist in two electrode compartments separated by a polymer electrolyte membrane (PEM) which enables the transport of protons from the anode to the cathode. Electrons produced at the anode through the oxidation reaction of a fuel (methanol and waste, respectively for the two types of cells) flow via the external circuit to the cathode where they combine with oxygen which is reduced to water. Figure 1. DMFC (a) and MFC (b) schematics Although substantial efforts is currently being made to develop both DMFC and MFC devices, their applicability is still limited due to materials constraints, i.e. cathode catalysts and polymer electrolytes. In fact, Nafion and platinum and are still the state-of-the-art materials for DMFC and MFC, as electrolyte and cathode catalyst respectively, despite their cost and limitations. Nafion suffers from high methanol permeability and its proton conductivity is not sufficiently high at T<40 C (for MFC applications) and T>80 C (for DMFC applications) [5]. Besides its cost and limited abundance, platinum has low selectivity as ORR catalyst and can be easily contaminated with poisoning elements such as methanol or organic matter [6,7]. In this context, our approach is to develop innovative and low cost cathode catalysts for both DMFC and MFC applications. Our target is the preparation of a catalytic material that has both good selectivity towards oxygen reaction reduction (ORR) with respect to crossovered methanol (DMFC application) and good poisoning resistance against organic matter (MFC application). Zirconium oxide (ZrO 2 ) was synthesized via a sol-gel techniques and used as platinum additive. Catalytic mixtures at different composition were prepared. Morphology, structure and thermal properties of the composite catalysts were investigated by SEM-EXD FTIR, TGA/DTA and analysis. Their catalytic activity towards ORR was investigated by electrochemical techniques, indicating that the presence of ZrO 2 increased catalytic activity of Pt towards 23

24 ORR, due to an homogeneous dispersion of additive which enabled further catalytic sites for ORR.The effect of surface modification of ZrO 2 by introducing sulfate groups (S-ZrO 2 ) was also explored and it was found to improve stability and selectivity of the catalytic mixtures towards ORR, as evidenced by linear sweep voltammetry acquired in oxygen saturated electrolyte solution containing also methanol as poisoning agent. In fact, the parasitic reaction of methanol oxidation (MOR) was hindered by the presence of the additive, enhancing ORR catalytic activity as well and stability of catalyst. Pt/S-ZrO 2 catalytic mixture was then deposited on carbon cloth gas diffusion electrodes and its performance as both DMFC and MFC cathode was tested, assembling the cell with a Nafion-based electrolyte membrane. DMFC tests were carried out, feeding the anode with aqueous methanol and the cathode with oxygen, and polarization and power density curves were acquired (Figure 2a). Maximum current and power density of 265 macm -2 and 158 mwcm -2, respectively, were recorded at 110 C. The higher catalytic activity and selectivity of Pt/S-ZrO 2 with respect to bare Pt allowed to eliminate negative effects of crossovered methanol at the cathode al high temperature. Therefore, Pt/S-ZrO 2 catalytic mixture allowed DMFC operation at temperature higher than that of state of the art DMFCs, achieving higher power output. MFC tests were also acquired on Pt/S-ZrO 2 cathodes, feeding the anode with wastewater from sewage plant and the cathode with air, the operating temperature being 25 C to guarantee survival of living microorganisms. Polarization and power density curves were generated by measuring current at variable external resistances ( kω) and results are shown in Figure 2b. Due to the intrinsic limitation of the bioelectrocatalytic process and mild operating condition (neutral ph and room temperature) power generation of MFCs is inherently lower than that achieved for chemical fuel cells, such as DMFC. During the tests, a maximum power density of 23 µw/cm 2 (0.08 macm -2 ) was achieved, demonstrating the applicability of Pt/S-ZrO 2 cathodes for in situ bioelectricity generation along with wastewater treatment. Figure 2. Polarization and power density curve of fuel cells assembled with Pt/S-ZrO2 cathode catalysts: (a) DMFC and (b) MFC functioning References [1] N.L. Panwar, S.C. Kaushik, S. Kothari, Renewable and Sustainable Energy Reviews, 15, , 2011 [2] K.D. Kreuer (Editor), Fuel Cells, Selected Entries from the Encyclopedia of Sustainability Science and Technology, Springer New York, 2013 [3] X. Li, A. Faghri, Journal of Power Sources, 226, , 2013 [4] B. Logan, D. Call, S. Cheng, H. Hamelers, T. Sleutels, A. Jeremiasse, R. Rozendal, Environmental and Science Technology, 42, 23, 2008 [5] F. Chen, B. Mecheri, A. D Epifanio, E. Traversa, and S. Licoccia, Fuel Cells, 5, , 2010 [6] H.A. Gasteiger, S.S. Kocha, B. Sompalli, F.T. Wagner, Applied Catalysis B: Environmental, 56, 9 35, 2005 [7] A. Rinaldi, B. Mecheri, V.Garavaglia, S.Licoccia, P. Di Nardo, E.Traversa, Energy and Environmental Science, 1, , Acknowlegments The financial support of the Italian Ministry for Environment (MATTM, Project MECH2), and the Ager Consortium is gratefully acknowledged. 24

25 La Diagnostica per Immagini Punto di Incontro tra Chimica Sostenibile e Salute Fulvio Uggeri Bracco ImagingSpA, Centro Ricerche Bracco Via Ribes 5, Colleretto Giacosa (TO) Le dimensioni del business correlato alla Diagnostica per Immagini hanno fatto di questo settore un area di nicchia nel mondo della farmaceutica. Storicamente le aziende impegnate nella ricerca, sviluppo e produzione dei Mezzi di Contrasto (MdC) erano aziende chimiche a elevata tecnologia ma che per nulla rientravano nei canoni delle cosi dette big pharma. Ciò era dovuto alle peculiarità dei MdC che per definizione non dovevano avere alcuna interazione con i sistemi biologici con cui venivano a contatto ovvero ogni reazione farmacologica associata alla molecola era considerata un punto di debolezza della stessa. La peculiarietà di un MdC si accentuava ulteriormente se si consideravano i dosaggi multigrammo di questi prodotti e la loro formulazione unicamente iniettabile. Queste caratteristiche contraddistinguono ancora oggi MdC per Raggi X di ultima generazione tuttavia l evoluzione tecnologica, l avvento delle nuove modalità diagnostiche quali la Risonanza Magnetica (MRI), l uso degli ultrasuoni (US) e dei prodotti radioattivi (NI) hanno cambiato il paradigma e oggi chi è impegnato in Diagnostica per Immagini fa delle tecnologie chimiche uno strumento indispensabile di ricerca e innovazione. Lo scenario è indubbiamente cambiato, in particolare è sempre più compresa l importanza della diagnostica e dello slogan una diagnosi precoce significa, vita in quanto il conoscere, il vedere, bene e presto ha ripercussioni drammaticamente importanti sull approccio al trattamento del paziente, sul follow up terapeutico, sulla qualità della vita che si viene a generare e conseguentemente anche su come è prodotta e gestita la spesa sanitaria. In questo ambito saper produrre in modo sostenibile i MdC e le nuove Sonde Diagnostiche diventa uno snodo ineludibile dove la chimica gioca ancora una volta un ruolo di fondamentale importanza. La chimica e le tecnologie associate continuano ad essere l asse portante della ricerca, dello sviluppo e della produzione di questi prodotti. Nella ricerca di prodotto partendo dal disegno molecolare fino al processo dove alle applicazioni chemiometriche si affianca la tecnologia dei processi in continuo vera novità per il mondo farmaceutico fino alle applicazioni di green metrics per la valutazione preventiva di impatto ambientale delle variazioni di processo o di nuovi processi industriali. Anche i reflui industriali e il loro trattamento sono oggetto di particolare attenzione in quanto come è vero che un MdC non ha interazione con i sistemi biologici è altrettanto vero che di conseguenza i tradizionali sistemi di depurazione sono spesso scarsamente efficienti e quindi nuove soluzioni devono essere adottate. Ultimo aspetto, ma non meno importante, è la completa valutazione ciclo di vita del prodotto. In un settore industriale dove i prodotti sono commodities,la cui chimica prevede l uso di materie prime strategiche quali lo iodio e il gadolinio la cultura del riciclo sta prendendo sempre più piede e la ricerca deve proporre nuove e adeguate soluzioni. In conclusione la Diagnostica per Immagini con i suoi prodotti e i suoi processi pur rimanendo una nicchia nel farmaceutico è certamente oggi un ambito in cui la fantasia del ricercatore unitamente all abilità del tecnologo possono dare un vero contributo al progresso. La consapevolezza che è la chimica con la sua trasversalità che gioca un ruolo fondamentale di scopertainduce di ampliare la prospettiva nella fondata certezza che i risultati ottenuti e quelli che verranno saranno rilevanti e generalizzabili e quindi fondamentali per il benessere e la salute dell uomo. 25

26 Large-scale manufacturing of radiation sculptured therapeutic nanogels C. Dispenza 1,2, M.A. Sabatino 1, N. Grimaldi 1, L. Ditta 1, S. Alessi 1, G. Spadaro 1 1 Dipartimento di Ingegneria Chimica, Gestionale, Informatica, Meccanica, Università degli Studi di Palermo, Edificio 6, Viale delle Scienze Palermo, Italy. 2 CNR-Istituto di Biofisica U.O.S. di Palermo, via Ugo La Malfa , Palermo, Italy. Nanogels (NGs), or small particles formed by physically or chemically crosslinked polymer networks, represent a niche in the development of smart nanoparticles for drug delivery and diagnostics. Yet, they offerunique advantages over other systems, including a large and flexible surface for multivalent bioconjugation; an internal 3D aqueous environment for incorporation and protection of (bio)molecular drugs; the possibility to entrap light-activemolecules, metal or mineral nanoparticles for imaging or phototherapeutic purposes; stimuli-responsiveness to achieve temporal and/or site control of the release function and biocompatibility. The availability of inexpensive, robust and versatile synthetic methodologies is at the basis of the development of effective nanogel-based theragnostic devices. In particular, we have established that nanogels can be produced with high yields and through-puts by pulsede-beam irradiation of dilute aqueous solutions of water-soluble biocompatible polymerse.g. poly(n-vinyl pyrrolidone), and functional acrylic monomers, such as acrylic acid or (3-aminopropyl) methacrylamide hydrochloride, using industrial electron accelerators and set-ups (see Figure 1). [1-4] Nanogels are the result of chemical follow-up reactions initiated by a continuous series of electron pulsegenerated hydroxyl radicals in de-aerated water. A number of radical sites are generated on the polymer chains,which may have a different fate depending onthe system composition and irradiation conditions.intramolecular and inter-molecular radical recombination as well as disproportionation, chain scission and monomer or short polymer segments grafting may occur up to different extent. As a result, crosslinked-core nanoparticles with multi-armed surfaces can be generated, with controlled size, crosslinking density, surface electric charge density, number and nature of functional groups.no recourse to organic solvents, toxic initiators or catalysts and surfactants is made, therefore expensive or time-consuming purification procedures are not required. Simultaneous sterilization can be achieved depending on the irradiation doses. Long-term colloidal stability in the formof aqueous dispersions and redispersability from the freeze-dried form are advantageous properties especially in the view of a pharmaceutical use. Nanogels have been decorated with fluorescent probes, peptides, antibodies or oligonucleotides and/or conjugated to both molecular and macromolecular model drugs to demonstrate their amenability to be transformed into bio-hybrid, smart drug nanocarriers. All the base nanogels have been proved to benot cytotoxic or genotoxic at the cellular level. Indeed, they showed a good affinity for cells, as they rapidly and quantitatively bypass the cellularcompartments, to accumulate in specific cell portions for the first hours, to bethen completely released from the cells after 24 h.[5] In particular, active targeting features toward specific cell types and smart delivery functions of model chemotherapeutics of purposely designed bio-hybrid nanogels will be presented. References 1. Dispenza C, Sabatino MA, Grimaldi N, Spadaro G, Bulone D, Bondì ML, Adamo G, Rigogliuso S. Large-scale Radiation Manufacturing of Hierarchically Assembled Nanogels. CHEMICAL ENGINEERING TRANSACTIONS (2012), 27, p Sabatino MA, Bulone D, Veres M, Spinella A, Spadaro G, Dispenza C. Structure of e-beam sculptured poly(nvinylpyrrolidone) networks across different length-scales, from macro to nano. POLYMER (2013), 54 (1), p Dispenza C, Sabatino MA, Grimaldi N, Bulone D, Bondi ML, Casaletto MP, Rigogliuso S, Adamo G, Ghersi G. Minimalism in Radiation Synthesis of Biomedical Functional Nanogels. BIOMACROMOLECULES (2012), 13, N. Grimaldi, M.A. Sabatino, G. Przybytniak, I. Kaluska, M.L. Bondì, D. Bulone, S. Alessi, G. Spadaro, C. Dispenza, High-energy radiation processing, a smart approach to obtain PVP-graft-AA nanogels. Radiation Physics and Chemistry, 5. Rigogliuso S, Sabatino MA, Adamo G, Grimaldi N, Dispenza C, Ghersi G. Polymeric nanogels: Nanocarriers for drug delivery application. CHEMICAL ENGINEERING TRANSACTIONS (2012), 27, p

27 (a) (b) Figure 1: Amino-functionalised, radiationcrosslinked PVP nanogelvariants, decorated with fluoresceine isothiocyanate (FITC) probe, BovinSerum Albumine (BSA) and ratmonoclonal Anti-human CD44 Antibody C37 labeled with TRITC (Antibody)(a); Caboxyl-functionalised, radiationcrosslinked PVP nanogelvariants, decorated with amino fluorescein (AmFluor) probe, folic acid, doxorubicin (DOXO) and a single strandoligonucleotidefam-fw-n (FAM-5 -AAA ACT GCA GCC AAT GTA ATC GAA-3 - NH 2 )(OligoFAM) (b). 27

28 Modelli teorici per idrolisi ed idratazione di complessi antitumorali di platino. Andrea Melchior Dipartimento di Chimica Fisica e Ambiente, Università di Udine, Udine, Italy I complessi metallici a base di platino (Figura 1), sono tra i principali farmaci efficaci nella chemioterapia di una grande varietà di tumori. In particolare, il cisplatin (Fig. 1) viene impiegato da oltre 30 anni nel trattamento dei tumori umani. Il meccanismo d azione del cisplatin procede attraverso due stadi fondamentali: i) l attivazione intracellulare per idrolisi di un cloruro dovuta alla minore concentrazione di questo anione all interno delle cellule (~3-20mM) rispetto al plasma (~100mM); ii) formazione di legami covalenti con le basi puriniche del DNA. La formazione degli addotti causa una deformazione H 3 N H 3 N Pt Cl Cl cisplatin H 2 N N H 2 O Pt O oxaliplatin Figura 1 O O N H 3 H 3 N N H 3 H 3 N Pt O O Pt O O O O carboplatin nedaplatin O della doppia elica del DNA che provoca una produzione di proteine difettose all interno della cellula e la sua successiva morte. Le cellule sane possiedono svariati meccanismi di riparazione del DNA che possono correggere una varietà di difetti. Tali meccanismi sono malfunzionanti nelle cellule appartenenti a svariati tipi di tumori, per cui non sono in grado di correggere i difetti prodotti dal farmaco. Nonostante i risultati positivi raggiunti nell applicazione clinica, esistono numerosi svantaggi: pesanti effetti collaterali (tossicità), chemio-resistenza, limitato numero di tumori che possono essere trattati. Al fine di superare tali limiti, numerosi complessi di platino sono stati studiati nelle ultime decadi, per poter ottenere farmaci equivalenti o migliori del cisplatin, e con una minore tossicità. Tuttavia solo pochi sono i composti che effettivamente sono utilizzati clinicamente (Fig. 1), mentre svariati altri sono presenti in test clinici. L obbiettivo di un miglioramento delle caratteristiche di efficacia e tollerabilità di tali metallo-farmaci ha mantenuto viva negli ultimi decenni sia la ricerca sperimentale sia teorica. In questa comunicazione saranno presentati alcuni esempi di metodi teorici per la definizione dei fondamenti chimici del funzionamento di metallo-farmaci a base di platino. Infatti, numerosi studi di modellizzazione molecolare basati su approcci ab initio (per esempio DFT) si sono rivelati utili per chiarire i meccanismi d azione a livello molecolare, in particolare per l idrolisi dei leganti e la coordinazione del complesso al DNA. L applicazione di metodi teorici allo studio della reazioni di idrolisi dei leganti al platino è utile alla descrizione a livello molecolare di quello che gli esperimenti dimostrano essere il rate-determining step precedente la coordinazione al DNA. Informazioni dettagliate su tale processo possono quindi supportare la progettazione razionale di nuovi composti con cinetica controllata e possibilmente con una buona inerzia rispetto a reazioni competitive con altre biomolecole (es. glutatione). Un ulteriore aspetto fondamentale ed importante da chiarire è la struttura dell acqua che interagisce con il complesso. Infatti, una descrizione della struttura di idratazione del complesso e dell effetto dei leganti al platino su di essa (es. diverso ingombro sterico) possono portare a una migliore comprensione dei meccanismi di reazione. Per questo scopo, l analisi delle traiettorie ottenute da simulazioni di dinamica molecolare fornisce informazioni strutturali sulla distribuzione delle molecole d acqua attorno al complesso di platino e sulla diversa interazione con i vari leganti. 28

29 EIS biochip with integrated microfluidic components and MIP modified-electrodes for POC analysis of environmental and clinical samples Maria Serena Chiriacò *1,2, Elisabetta Primiceri 2, Anna Grazia Monteduro 3, Francesco De Feo 2, Alessandro Montanaro 1, Ross Rinaldi 1,2, Giuseppe Maruccio 1,2 1 Dept. of Mathematics and Physics E. de Giorgi, Università del Salento, Via per Arnesano, Lecce, Italy. 2 NNL CNR-Istituto Nanoscienze, Via per Arnesano, Lecce, Italy 3. Dept. of Innovation Engineering, Università del Salento, Via per Arnesano, Lecce, Italy. * Corresponding author: Biochips for environmental and clinical analysis represent a very attracting research field and many R&D efforts are today directed in this direction where integration of smart platforms for automatic handling of biological fluids is a further challenge towards a saving-cost and label-free analysis. In this respect Electrochemical Impedance Spectroscopy (EIS) biosensors based on the immobilization of molecules on electrodes surface could be used as a powerful tool to investigate interactions between molecules [1]. Our EIS device has been produced by optical lithography and it includes some sensing chambers in each of which there are four couples of interdigitated electrodes made of gold on a glass substrate. The device includes also an inlet/outlet microfluidic system for the delivery of functionalization and sample solutions into the chambers. This system could be implemented with the presence of flow control valves for automatic sample handling (Fig. 1d). In our case, we have chosen poly-n-isopropylacrylamide (poly- NIPAAm) as thermoresponsive polymer. This material belongs to a class of temperature sensitive polymers characterized by a lower critical solution temperature (LCST) of C. Transitions in open/closed conformation are possible on chip because of the presence of two integrated couples of heaters. With our biochip we provided an accurate functionalization of electrodes in a multi-step process to form a homogeneous surface protected from unspecific binding events. Characterization of each single step necessary to obtain a surface modified to hold antibodies or peptides and to allow the detection of Cholera toxin from waters [3], PSA (Prostate Specific Antigen) forms from serum samples or antibodies against a tumor-specific phosphorilated isoform of an enzyme (α-enolase) found in the most of pancreatic cancer serum from affected people [4]. An increasing number of molecules adsorbed onto the electrode surface modulates the rate of electron transfer (Fig. 1 a,b.c). Specifically, the antigens or antibodies in solutions are captured on the electrode surface, according to the specific functionalization thus providing a smart and sensitive POC tool for clinical practice. Biochip results are in agreement with those from traditional techniques, such as ELISA and Western Blot, but measurements are faster, more reproducible and specific making the developed biochips ideal for a quick, cost-saving and label-free analysis of serum samples. In a near future, integration of multi-biomarker assays within the same biochip can be envisioned to provide more appropriate tests for early diagnosis, case management and treatment monitoring of patients and a POC tool in environmental monitoring. Moreover continuous implementation of the device led to the realization of nanostructured electrodes thanks to the presence of immobilized MIP (Molecularly Imprinted Polymers) [5] on gold surface. This tool represents a kind of artificial antibodies and allows to avoid problems of stability of antibodies layer since this materials have highly stability toward temperature conditions, so that MIP based biosensors could become a tool of large interest in the field of POC analysis. 29

30 Fig.1(a) Nyquist plot related to the detection of Cholera Toxin decreasing concentration of Cholera Toxin until 1 ng/ml. (b) Linear plot of Impedance values in function of concentration of PSA in serum samples. Current limit of detection on chip is 0.3 ng/ml. (c) Antibody against phosphorilated α-enolase detection from pancreatic cancer serum sample. (d) Cross-sectional SEM images of PNIPAAm monolith in a microchannel References [1] Katz E., Willner I. Probing Biomolecular Interactions at Conductive and Semiconductive Surfaces by Impedance Spectroscopy. Electroanalysis 15 11, pages (2003) [2] Luo et al. Monolithic valves for microfluidic chips based on thermoresponsive polymer gels Electrophoresis 24 21, pages (2003) [3] Chiriacò et al. EIS microfluidic chips for flow immunoassay and ultrasensitive cholera toxin detection Lab on a chip 11, pages (2011) [4] Chiriacò et al. Towards pancreatic cancer diagnosis by EIS biochips Lab on a chip 13 Issue: 4 Pages:730-4 (2012) [5] Ho et al. Amperometric detection of morphine based on poly(3,4-ethylenedioxythiophene) immobilized molecularly imprinted polymer particles prepared by precipitation polymerization. Analytica Chimica Acta (2005) 30

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