I QUADERNI DEL GMEE N 1. L affidabilità nella moderna progettazione:

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "I QUADERNI DEL GMEE N 1. L affidabilità nella moderna progettazione:"

Transcript

1 ASSOCIAZIONE ITALIANA GRUPPO MISURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE I QUADERNI DEL GMEE N 1 G E ME L affidabilità nella moderna progettazione: un elemento competitivo che collega sicurezza e certificazione Unità del GMEE di: Bologna, Firenze, Milano Politecnico, Milano Statale - Crema

2 I QUADERNI DEL GMEE N 1 L affidabilità nella moderna progettazione: un elemento competitivo che collega sicurezza e certificazione Collana I Quaderni del GMEE - n 1 a cura dell Associazione Gruppo Misure Elettriche ed Elettroniche Con il gentile supporto di Tutti i diritti di riproduzione, traduzione, adattamento anche parziale sono riservati a norma di legge e a norma delle convenzioni internazionali. Videoimpaginazione: la fotocomposizione, Torino Stampa: La Grafica Nuova, Torino Finito di stampare nel mese di Aprile 2008 ISBN A&T Affidabilità & Tecnologia Via Palmieri, TORINO Tel. 011/ Fax 011/ WEB:

3 Prefazione Con questo Quaderno ha inizio la Collana dei Quaderni del GMEE, curata dalla Associazione Italiana Gruppo di Misure Elettriche ed Elettroniche GMEE ed edita dalla A&T - Affidabilità & Tecnologia. Il GMEE, nella sua ormai più che ventennale attività di ricerca nell ambito delle misure e della metrologia, ha maturato, nelle sue Unità di Ricerca e nei suoi Soci, un bagaglio di competenze ed esperienze che è sembrato giusto mettere a disposizione, in una forma semplice e orientata all applicazione, di tutto il mondo tecnico e produttivo, e non solo di quello scientifico. Questo primo Quaderno, sul tema quanto mai attuale dell affidabilità, tocca problematiche in cui le misure rivestono un ruolo sempre più -critico e fondamentale: in un mercato sempre più globalizzato, ma ancora estremamente eterogeneo, la vera sfida è sull affidabilità e la qualità del -prodotto. Riuscire a misurare l affidabilità, e, ancor di più, a stimarla in via preventiva attraverso tecniche di stima e misura mirate, è una sfida nella sfida: vincerla significa essere sulla buona strada per competere con successo. Agli Autori di questo Quaderno va dunque il ringraziamento mio personale e di tutto il GMEE. Uno di loro, l amico prof. Gaetano Iuculano, past President del GMEE, che tanto ha voluto questo Quaderno e tanto ha contribuito a creare le competenze che vi sono riportate, purtroppo non è più con noi e non ha, per pochi mesi, fatto a tempo a vederlo realizzato. A lui vogliamo dedicare, come ultimo, sincero e condiviso ringraziamento, questo Quaderno. Franco Ferraris Presidente GMEE QUADERNI DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE Introduzione alla sensoristica industriale (Parte I) La compatibilità elettromagnetica per chi fa misure e prove L arte della misura del tempo presso le cortigiane (e altre curiosità sulle misure, le istituzioni e i personaggi che hanno fatto la metrologia) I sistemi internazionali per le misure Misure di energia elettrica (metodi, sistemi, normative) Introduzione alla sensoristica industriale (Parte II)

4 Indice Pag. Prefazione 1 1. L affidabilità come requisito della qualità 5 Il concetto di qualità misurabile 5 Conformità è sinonimo di affidabilità? Alcune definizioni 6 Guasti, avarie e loro classificazione 8 2. Il concetto di affidabilità statistica 10 Le caratteristiche dell affidabilità 10 L approccio frequentista e le grandezze sperimentali 10 Le grandezze di previsione L analisi di affidabilità in fase di progettazione 16 Affidabilità di strutture serie, parallelo e miste 16 Configurazione funzionale serie 16 Il concetto di ridondanza: la configurazione funzionale parallelo 18 Configurazione funzionale k su n Il concetto di affidabilità fisica e le prove di laboratorio 24 Le sollecitazioni 24 Il degrado dei componenti 27 L approccio previsionale 28 I modi di guasto 29 Le prove di laboratorio: prove su componenti e sistemi Banche dati e calcolo del tasso di guasto 33 Le prime raccolte di dati 33 Banche dati della seconda generazione 34 Banche dati della terza generazione 35 Calcolo del tasso di guasto Un esempio in ambito elettronico 36

5 4 Quaderno n. 1 - GMEE Pag. 6. Sistemi riparabili e disponibilità 38 Il tempo medio al ripristino: Mean Time To Repair/Restore (MTTR) 38 Il tempo medio tra guasti: Mean Time Between Failures (MTBF) 40 Il significato di Disponibilità nel ciclo di vita del prodotto 40 La Disponibilità istantanea 41 Dependability: valutazione del livello di fiducia riferita al corretto funzionamento del sistema 41 I requisiti di Dependability Tecniche e metodi a supporto della fidatezza Tecniche quantitative 45 Valutazione della disponibilità mediante modelli analitici 45 Modelli di Markov 46 Matrice di transizione ed equazione fondamentale 48 Diagrammi di Stato 49 Caso 1 - Analisi di un sistema con un elemento 49 Caso 2 - Analisi di sistema con due elementi 50 Valutazione della Affidabilità 51 Calcolo della Affidabilità, Inaffidabilità e Disponibilità 51 Analisi di Markov per un sistema: caso applicativo Tecniche qualitative 57 Analisi dei modi e degli effetti di guasto (FMEA) 58 FMEA - Procedura operativa 59 Il concetto di criticità 63 Analisi dei modi e degli effetti di guasto e della loro criticità (FMECA) 68 FMECA basata sul concetto di rischio 68 FMECA basate sul tasso di guasto 71 Procedura e documenti di analisi 72 Analisi dell albero dei guasti (FTA) Metodologia del Design of Experiments (DOE) 78

6 4 Quaderno n. 1 - GMEE Pag. 6. Sistemi riparabili e disponibilità 38 Il tempo medio al ripristino: Mean Time To Repair/Restore (MTTR) 38 Il tempo medio tra guasti: Mean Time Between Failures (MTBF) 40 Il significato di Disponibilità nel ciclo di vita del prodotto 40 La Disponibilità istantanea 41 Dependability: valutazione del livello di fiducia riferita al corretto funzionamento del sistema 41 I requisiti di Dependability Tecniche e metodi a supporto della fidatezza Tecniche quantitative 45 Valutazione della disponibilità mediante modelli analitici 45 Modelli di Markov 46 Matrice di transizione ed equazione fondamentale 48 Diagrammi di Stato 49 Caso 1 - Analisi di un sistema con un elemento 49 Caso 2 - Analisi di sistema con due elementi 50 Valutazione della Affidabilità 51 Calcolo della Affidabilità, Inaffidabilità e Disponibilità 51 Analisi di Markov per un sistema: caso applicativo Tecniche qualitative 57 Analisi dei modi e degli effetti di guasto (FMEA) 58 FMEA - Procedura operativa 59 Il concetto di criticità 63 Analisi dei modi e degli effetti di guasto e della loro criticità (FMECA) 68 FMECA basata sul concetto di rischio 68 FMECA basate sul tasso di guasto 71 Procedura e documenti di analisi 72 Analisi dell albero dei guasti (FTA) Metodologia del Design of Experiments (DOE) 78

7 L Affidabilità come requisito della Qualità 5 1. L Affidabilità come requisito della Qualità Il concetto di qualità misurabile Nell attuale contesto tecnologico, caratterizzato sempre più da repentini ed importanti sviluppi, il concetto di disponibilità assume un ruolo di primaria importanza nella progettazione e realizzazione di un prodotto, sia esso un componente o un sistema. In termini generali, possiamo pensare ad un prodotto come il risultato di una serie di attività tra loro correlate ed interagenti, normalmente sviluppate all interno di un processo produttivo, le quali, trasformando elementi in ingresso quali materie prime, tecnologie e risorse, consentono di ottenere, in uscita al processo, il prodotto desiderato. Affinché si possa esprimere un giudizio sul livello qualitativo del prodotto così ottenuto può essere utile richiamare la definizione del termine Qualità fornita dalla norma UNI EN ISO 9000 che, a tale proposito, recita: Qualità è il grado in cui un insieme di caratteristiche intrinseche soddisfa i requisiti. Appare chiaramente evidente che qualunque considerazione sulla corretta progettazione e realizzazione del prodotto, e quindi sulla conseguente verifica del livello di qualità, non può prescindere da una preliminare definizione delle sue caratteristiche che, in maniera molto approssimata, possono essere classificate come qualitative e/o quantitative. Scendendo più nel dettaglio, seguendo ancora la norma precedentemente citata, la caratteristica può essere di natura fisica (ad esempio meccanica, elettrica, chimica), funzionale (la velocità di un auto, la capacità di memoria di un elaboratore), legata al tempo (requisiti di affidabilità, manutenibilità, disponibilità), e così via. Tuttavia, indipendentemente dalla loro natura e sempre nell ottica di esprimere una valutazione oggettiva sulla qualità del prodotto, è necessario che tali caratteristiche siano adeguatamente definite in termini misurabili; solo in questo caso è possibile verificarne il soddisfacimento ai requisiti, cioè alle esigenze espresse o implicite manifestate da chi è interessato ad acquistare od usare il prodotto in oggetto. Occorre, in altri termini, misurare e tenere sotto controllo la capacità che il prodotto ha di fare ciò che è richiesto, per il quale è stato cioè progettato e realizzato; tale capacità deve essere valutata anche nel tempo affinché il prodotto sia in grado di mantenere l attitudine a fornire le proprie prestazioni ogniqualvolta ne venga fatta richiesta. Quanto detto mette in chiara evidenza la molteplicità e l eterogeneità delle caratteristiche che possono contraddistinguere un prodotto, anche se di semplice realizzazione tecnologica, e di conseguenza l importanza di una loro corretta individuazione e misurazione per verificare non solo il raggiungimento degli obiettivi di progetto ma anche, e soprattutto, per intraprendere eventuali azioni di miglioramento orientate a garantire livelli qualitativi sempre crescenti.

8 6 Quaderno n. 1 - GMEE Conformità è sinonimo di affidabilità? Alcune definizioni Poiché l oggetto della presente pubblicazione riguarda l affidabilità ed il suo impatto come requisito essenziale per una corretta e moderna progettazione orientata alla competitività, focalizziamo l attenzione sulle caratteristiche di prodotto legate al tempo. Come già accennato nel paragrafo precedente, oltre l affidabilità, esse riguardano anche la manutenibilità, la disponibilità e la sicurezza. Soprattutto in determinati contesti tecnologici, e per certe applicazioni, si parla infatti di requisiti RAMS (Reliability, Availability, Mainainability, Safety) per una appropriata definizione del ciclo di vita del prodotto. Occorre però non confondere il concetto di conformità con il significato, molto diverso, associato ai requisiti RAMS. In questo paragrafo cercheremo di fornire, per quanto possibile, una visione di insieme sufficientemente esaustiva in merito alla terminologia essenziale, rimandando il lettore ai riferimenti bibliografici per gli ulteriori dettagli ed approfondimenti. Consideriamo un generico elemento (entità o item), sia esso un componente piuttosto che un dispositivo, un sottosistema, una unità funzionale, una apparecchiatura o un sistema. La norma CEI definisce elemento tutto ciò che può essere considerato individualmente e che può svolgere una o più funzioni opportunamente definite. Per Conformità (Conformity) si intende la rispondenza dei parametri funzionali dell elemento (le prestazioni) a valori prestabiliti in sede di progetto (specifiche). La conformità è definita e misurabile attraverso grandezze deterministiche come ad esempio il valore nominale e la tolleranza, la percentuale di elementi difettosi, etc. Diremo che un elemento è conforme se possiede la capacità tecnica per fare ciò che è richiesto e per il quale è stato progettato e realizzato. Fissate determinate condizioni di impiego tale capacità deve poi essere mantenuta nel tempo. Questa attitudine viene comunemente denominata Affidabilità (Reliability). L affidabilità è, infatti, definita [CEI 56-50], in termini qualitativi, come l attitudine dell elemento a svolgere la funzione richiesta in condizioni date per un dato intervallo di tempo. In tal senso l affidabilità rappresenta, a tutti gli effetti, una delle prestazioni dell elemento esprimibile quantitativamente attraverso una probabilità. Stabilito infatti un determinato intervallo temporale ed assumendo che l elemento sia in grado di eseguire la propria funzione all inizio di tale intervallo (cioè che sia conforme e siano stabilite le condizioni di impiego a tempo zero ), l affidabilità corrisponde con la probabilità che l elemento sia in grado di eseguite la funzione richiesta, nell intervallo assegnato ed in condizioni stabilite [CEI 56-50]. L affidabilità può essere determinata attraverso modelli matematici (legge dell affidabilità) oppure misurata, o stimata, attraverso parametri statistici come ad e- sempio il tempo medio al guasto, il tempo medio tra guasti, etc. Come sarà più chiaro in seguito, lo studio dell affidabilità consente di valutare non solo la conformità di un dispositivo nel tempo ma anche di effettuare confronti tra soluzioni progettuali diverse, a parità di prestazioni funzionali, come pure di individuare, all interno di un apparato, i sottosistemi o gli elementi critici che potrebbero portare l apparato stesso in una condizione di avaria o di malfunzionamento e sui quali occorre quindi intervenire. Per tale motivo l affidabilità riveste un ruolo assolutamente determinante nella moderna progettazione e costituisce un elemento di competitività anche in ottica di maggior sicurezza. Tuttavia un apparato posto in esercizio, ancorché affidabile, è comunque interessato da un inevitabile degrado delle proprie prestazioni che lo porta, in tempi più o meno rapidi, a modificare o perdere la propria capacità tecnica. Occorre quindi ripristinarne il corret-

9 L Affidabilità come requisito della Qualità 7 to funzionamento ogni qual volta si manifesti una interruzione o quanto meno un degrado inaccettabile delle prestazioni. Per tale motivo la conoscenza dei requisiti di affidabilità non è sufficiente per rappresentare, in maniera esaustiva, le prestazioni di un elemento durante il proprio ciclo di vita. Occorre prendere in considerazione anche il concetto di ripristino. La norma CEI introduce, a tale proposito, il concetto di fidatezza (dependability), intesa come l insieme delle proprietà che descrivono la disponibilità e i fattori che la condizionano cioè affidabilità, manutenibilità e logistica della manutenzione. In base alla definizione data appare evidente che la fidatezza fornisce una descrizione generale dell entità, in termini non quantitativi. Per specificarne, invece, in maniera quantitativa il suo comportamento nel tempo, e quindi per descriverlo, prevederlo, misurarlo, migliorarlo, garantirlo e certificarlo, occorre stabilire, oltre all affidabilità già introdotta precedentemente, le prestazioni di disponibilità, manutenibilità e logistica della manutenzione, le cui definizioni [CEI 56-50] sono di seguito riportate. Disponibilità (availability): attitudine dell entità ad essere in grado di svolgere la funzione richiesta in determinate condizioni a un dato istante, o durante un dato intervallo di tempo, supponendo che siano assicurati i mezzi esterni eventualmente necessari. Manutenibilità (maintainability): attitudine dell entità in assegnate condizioni di utilizzazione a essere mantenuta o riportata in una stato nel quale essa può svolgere la funzione richiesta, quando la manutenzione è eseguita nelle condizioni date, con procedure e mezzi prescritti. Supporto logistico di manutenzione (maintenance support performance): attitudine di una organizzazione della manutenzione, in date condizioni, a offrire dietro richiesta le risorse necessarie alla manutenzione dell entità, conformemente ad una data politica di manutenzione. Come per l affidabilità anche le prestazioni di disponibilità e di manutenibilità possono essere studiate attraverso modelli matematici e misurate sia tramite parametri statistici, quali ad esempio il tempo medio di riparazione e il tempo medio di ripristino, sia attraverso parametri di altra natura tra cui la disponibilità operativa. Per determinate applicazioni è fondamentale introdurre il concetto di sicurezza (safety) inteso come assenza di rischi inaccettabili e determinabile attraverso livelli di integrità alla sicurezza SIL (Safety Integrity Level). Combinando questo concetto con quelli precedentemente definiti è possibile parlare, sempre per certe applicazioni ed in termini generali, dei requisiti RAMS. Come appare dalla definizione, la sicurezza è legata alla valutazione del rischio (risk), intendendo con questo termine la combinazione tra il probabile tasso di accadimento di una situazione potenzialmente pericolosa, ed il cui verificarsi può causare danno a persone o cose, e le conseguenze che ne derivano. L analisi del rischio può essere fatta ricorrendo a tecniche quali FMECA trattate nel Capitolo 7. È evidente quindi che la disponibilità, l affidabilità, la manutenibilità e la sicurezza sono di per se caratteristiche essenziali per definire, controllare, mantenere e migliorare le prestazioni di un dispositivo nel tempo. Per tale motivo vengono spesso indicate quali elementi chiave nella specificazione dei requisiti di prodotto e come tali devono essere considerate, alla stregua delle prestazioni funzionali, informazioni in ingresso per una corretta progettazione. Una loro valutazione a posteriori, a dispositivo ultimato, è un chiaro indice di cattiva progettazione di sistema e, come tale, rappresenta una soluzione che dal punto di vista ingegneristico non può ritenersi valida. Intervenire sulle prestazioni di disponibilità di un apparato già realizzato o, ancor peggio in esercizio, comporta costi a volte insostenibili sia per il cliente che per l azienda e comunque una

10 8 Quaderno n. 1 - GMEE perdita di immagine, in termini di qualità, per chi immette il prodotto sul mercato. A questo si aggiunge la responsabilità da prodotto difettoso e le conseguenze, anche di natura giuridica, che in un rapporto cliente-fornitore potrebbero nascere a seguito di una cattiva interpretazione, o del mancato rispetto, di certi requisiti di fidatezza stabiliti in sede contrattuale. Guasti, avarie e loro classificazione L intervallo di tempo durante il quale un dispositivo funziona correttamente si conclude quando un qualsiasi fenomeno di degradazione determina una variazione inaccettabile delle prestazioni nominali di corretto impiego. In questa circostanza cessa l attitudine, da parte dell elemento, ad eseguire la funzione richiesta e si manifesta quindi l evento denominato guasto (failure). Il guasto è, pertanto, il passaggio da uno stato di corretto funzionamento ad uno stato di non funzionamento che può essere, a seconda dei casi, totale o parziale. Il tempo al primo guasto (time to first failure) rappresenta la durata di tempo complessiva del tempo di funzionamento dell elemento dall istante in cui esso si trova in uno stato di funzionamento fino al momento in cui vi è l insorgenza del guasto. Il tempo al primo guasto, o semplicemente tempo al guasto, rappresenta quindi la variabile aleatoria che caratterizza il manifestarsi dell evento guasto. L evidenza oggettiva del guasto prende il nome di modo di guasto; il manifestarsi di un circuito aperto, l assenza di un segnale in ingresso, la presenza di una valvola che rimane chiusa, sono esempi di modi di guasto. Le circostanze legate al progetto, alla realizzazione o all impiego di un elemento che hanno portato al guasto rappresentano la causa di guasto; con il termine meccanismo di guasto si intende, invece, il processo chimico, fisico o di altra natura che ha generato il guasto. I guasti possono essere classificati secondo vari criteri. Una prima importante classificazione viene fatta in funzione delle cause responsabili del loro accadimento; si riportano di seguito i termini più ricorrenti le cui definizioni sono tratte dalla norma CEI 56-50: a) guasti per impiego improprio, attribuibili all applicazione di sollecitazioni superiori ai valori massimi sopportabili dal dispositivo; b) guasti primari, la cui causa diretta o indiretta non è attribuibile al guasto di un altro dispositivo; c) guasti indotti o secondari, generati dal guasto di altro dispositivo; d) guasti per deficienza intrinseca o guasti infantili, attribuibili a debolezze costruttive intrinseche al dispositivo le cui cause sono normalmente individuabili nel processo produttivo, si manifestano durante il primo periodo di funzionamento; e) guasti casuali, dovuti a fattori incontrollabili, si verificano durante il periodo di vita utile del componente e presentano una probabilità di accadimento indipendente dal tempo; f) guasti per invecchiamento o per usura, generati dai fenomeni chimico-fisici di degradazione sono caratterizzati da una probabilità di accadimento che aumenta con il passare del tempo. Alcune di queste definizioni sono utili per comprendere il significato di particolari zone che caratterizzano l andamento temporale della funzione tasso di guasto trattata nel Capitolo 2. Una diversa classificazione, funzione delle conseguenze che si hanno a seguito del manifestarsi di un guasto, porta a definire:

11 L Affidabilità come requisito della Qualità 9 g) guasti critici, guasti che possono causare, con elevata probabilità, danni a persone o conseguenze materiali non accettabili ad altre parti del sistema; h) guasti di primaria importanza, quelli che, pur diversi dai precedenti, possono ridurre la funzionalità del sistema del quale fanno parte; i) guasti di secondaria importanza, quelli che non riducono la funzionalità del sistema. Tale classificazione risulta particolarmente utile nello sviluppo di tecniche di analisi della disponibilità quali, ad esempio, l analisi dei modi e degli effetti di guasto e delle relative criticità (FMECA) e l analisi dell albero delle avarie (FTA), trattate nel Capitolo 7. Considerando invece l entità del guasto anche a livello di sistema si possono individuare: j) guasti totali, quando le variazioni delle prestazioni del dispositivo sono tali da comprometterne in maniera completa il funzionamento; k) guasti parziali, la variazione di una o più prestazioni non impedisce il completo funzionamento; l) guasti intermittenti, costituiti dalla successione, generalmente casuale, di periodi di funzionamento e periodi di guasto, senza che si intervenga sul dispositivo con azioni di manutenzione. Il manifestarsi di un guasto porta il dispositivo in uno stato di avaria (fault), caratterizzato dall inabilità ad eseguire una funzione richiesta, non comprendente l inabilità durante la manutenzione preventiva o altre azioni pianificate [CEI 56-50]. E opportuno quindi non confondere il concetto di guasto inteso come evento, con il concetto di avaria, associato ad un particolare stato di sistema. Analogamente a quanto fatto per i guasti, anche le avarie possono essere classificate secondo opportuni criteri su cui non entreremo in merito. Si ritiene utile invece, a chiusura del paragrafo, riportare il significato di alcune importanti attività che possono essere intraprese quando un dispositivo è in avaria. Tali attività si diversificano a seconda delle finalità ed in particolare riguardano: Diagnosi di avaria (fault diagnosis): insieme delle operazioni eseguite ai fini della rilevazione di avaria, della localizzazione di avaria e dell identificazione delle cause dell avaria. Rilevazione di avaria (fault recognition): riconoscimento di un avaria. Localizzazione di avaria (fault localization): insieme delle operazioni volte a identificare la o le sottoentità in avaria, al livello di intervento appropriato. Per inciso, con livello di intervento si intende un appropriato livello di suddivisione del dispositivo (più propriamente in questo caso il sistema) per quanto riguarda l azione di manutenzione. Correzione di avaria (fault correction): insieme delle operazioni eseguite dopo la localizzazione dell avaria, intese a ristabilire l abilità dell entità in avaria ad eseguire la funzione richiesta. Ripristino (restoration, recovery, restore): l evento corrispondente al recupero da parte dell entità della attitudine ad eseguire la funzione richiesta, dopo un avaria. Riparazione (repair): insieme di operazioni di manutenzione correttiva, cioè eseguita a seguito della rilevazione di un avaria, effettuate sull entità. Altre importanti definizioni sono riportate nella norma CEI 56-50: terminologia sulla fidatezza e sulla qualità del servizio, a cui si rimanda per approfondimenti.

12 10 Quaderno n. 1 - GMEE 2. Il concetto di affidabilità statistica Le caratteristiche dell affidabilità La definizione di affidabilità presentata al Capitolo 1 rappresenta quindi una specifica (specifica di affidabilità) per la quale bisogna definire una metrica che ne consenta anche una valutazione quantitativa e comparativa. Si osservi che il concetto di svolgere la funzione richiesta non può che essere complementare a quello di guasto [CEI 56-50, ]. Quindi così come al guasto si associa un tempo di vita (noto come tempo al guasto ) la valutazione quantitativa dell affidabilità passa attraverso la valutazione della affidabilità come prestazione, ovvero attraverso la valutazione del tempo medio fino al guasto MTTF (Mean Time To Failure), del tasso di guasto λ e, come si vedrà per i sistemi riparabili, del tempo medio tra guasti MTBF (Mean Time Between Failures). L approccio frequentista e le grandezze sperimentali Si cercherà di arrivare alla definizione di affidabilità partendo dalla definizione empirica ricavata dall analisi dei dati di guasto. Si considerino n elementi identici e statisticamente indipendenti che vengano messi in esercizio al tempo t=0 nelle stesse condizioni. Indichiamo con n s (t) il sottoinsieme degli elementi n che non si sono ancora guastati al generico istante di tempo t (elementi sani al tempo t). Fissato un intervallo t = t n t n 1, si consideri il rapporto tra n s (t) e il numero complessivo di dispositivi: ns RN ( t ) = (2.1) n Dal momento che la definizione di probabilità basata sul concetto di frequenza relativa determina la probabilità di un evento proprio come rapporto tra il numero delle volte in cui si presenta un certo evento A e il numero complessivo di esperimenti, la funzione espressa dal rapporto (2.1), R N (t), esprime di fatto una probabilità che definiremo affidabilità empirica. Dalla funzione affidabilità è quindi possibile ricavare la funzione di ripartizione Inaffidabilità, che in termini empirici indicheremo con F N (t), come: Figura 2.1: Andamento dei guasti su di un lotto di n componenti. ( t ) ( t ) n g FN ( t ) = 1 RN ( t ) = (2.2) n dove si è indicato con n g (t) il numero di elementi che si sono guastati al tempo t, tenendo presente che: n s (t) + n g (t) = n. L andamento dei guasti riportato in Figura 2.1 suggerisce inoltre la definizione di un istogramma sperimentale delle frequenze relative, dove t (in-

13 Il concetto di affidabilità statistica 11 tervallo tra un rilievo e il successivo) rappresenta la larghezza delle classi la cui altezza è data da: n g ( t + t ) n g ( t ) f N ( t ) = (2.3) n t Dalla (2.2) e dalla (2.3) si ha: FN ( t i + t i ) FN ( t i ) f N ( t ) = con t i t t i + t (2.4) t i Indicando con t 1, t 2,.. t n i tempi al guasto osservati relativamente agli n elementi presi in considerazione (Figura 2.1), è possibile definire la media empirica dei tempi al guasto MTTF N (Mean Time To Failure) come: t1 + t tn MTTFN = (2.5) n Definendo come Tasso di guasto istantaneo la funzione data dal rapporto tra la probabilità dell evento e la durata dell intervallo di osservazione, avremo che, in termini empirici, è possibile esprimere il tasso di guasto attraverso il rapporto tra gli elementi che si sono guastati nell intervallo (t, t+ t] e il numero di elementi n s (t) funzionanti al tempo t, ovvero: n g ( t + t ) n g ( t ) n f N ( t ) λ N ( t ) = 1 = f N ( t ) = (2.6) t n t n t R t s ( ) Appare evidente che il tasso di guasto è il reciproco di un tempo e per tale motivo u- sualmente espresso in ore -1. Esempio applicativo 1 Si considerino n =172 unità sottoposte a prova; si ottengono, relativamente ai loro guasti, i dati riportati in Tabella 2.1. Le funzioni empiriche affidabilità e densità di probabilità, valutate in base alle relazioni (2.1) e (2.4), presenteranno l andamento riportato in Figura 2.2 e 2.3 (nelle Tabelle 2.2 e 2.3 se ne riportano i risultati). 1 0,9 0,8 0,7 0,6 s ( ) N ( ) R E (t) 0,5 0,4 0,3 0,2 0, t (ore) Figura 2.2: Andamenti della funzione empirica R E (t) relativa ai dati dell esempio applicativo 1.

14 12 Quaderno n. 1 - GMEE Tabella 2.1: Dati di guasto relativi all esempio applicativo 1. Tabella 2.2: Valutazione della funziona empirica affidabilità. Intervallo di Unità trovate guaste tempo (ore) alla fine dell intervallo t (ore) R E (t) , (172-59)/172=0, , , , ,075 Totale guasti Figura 2.3: Funzione empirica densità relativa ai dati dell esempio 1. Tabella 2.3: Funzione empirica densità. t f e (t) [10-3 ] ,343-0,00=0, , , , , ,075 Il tasso di guasto presenterà l andamento riportato in Figura 2.4 (in Tabella 2.4 si riportano i risultati): Figura 2.4: Andamento tasso di guasto. Tabella 2.4: Tasso di guasto. Le grandezze di previsione t λ E (t) [10-3 ] , , , , , Si osservi che, invocando la legge dei grandi numeri, è possibile, per le grandezze empiriche prima definite, fare una sorta di passaggio al limite quando t 0; ciò consente la definizione, partendo dalle (2.1) e (2.2), della funzione Affidabilità e della funzione di distribuzione cumulativa Inaffidabilità. R(t) esprime la probabilità che il sistema non si guasti nell intervallo ( t, t + dt ) e, dualmente, F(t) esprime la probabilità che il sistema si guasti nello stesso intervallo. Dalle (2.2) e (2.4) è possibile ricavare la funzione densità di probabilità di guasto come: df ( ) ( t ) dr( t ) f t = = (2.7) dt dt

15 Il concetto di affidabilità statistica 13 da cui si determina la probabilità che il sistema si guasti nell intervallo (,t dt) Senza scendere nei dettagli analitici si ricorda però che ( ) = 1 0 f t dt t +., esprime il concetto secondo cui il dispositivo è comunque destinato a guastarsi con il trascorrere del tempo. Analogamente a quanto fatto per le funzioni di affidabilità, è possibile determinare il valore teorico del tempo medio al guasto (MTTF) passando dall approccio frequentista (2.5) all approccio previsionale. Richiamando la definizione di valore medio teorico data in statistica è facile dimostrare che, nota la funzione di affidabilità R(t) del dispositivo: MTTF ( t )dt = R 0 (2.8) da cui si evince chiaramente che il tempo medio al guasto per il dispositivo preso in considerazione rappresenta l area sottesa dalla funzione di affidabilità. Qualora si stia analizzando un sistema avente affidabilità R S (t), in analogia alla (2.8), si ottiene il tempo medio al guasto di sistema (MTTF S ) come: MTTF S = 0 R S ( t ) dt (2.9) Ovviamente sia MTTF che MTTF S sono espressi in ore. L ormai consueto passaggio al limite ci consente, partendo dalla (2.6), di esprimere il Tasso di guasto istantaneo come f ( ) ( t ) λ t = (2.10) R( t ) Che può essere anche espresso come: 1 dr ( ) ( t ) d λ t = = log( R( t )) (2.11) R t dt dt ( ) I modelli di tasso di guasto Il modello di tasso di guasto più diffuso è noto come modello a vasca da bagno ; l andamento relativo (Figura 2.5) consente di evidenziare tre zone caratterizzate da andamenti differenti: 1) la zona immediatamente seguente l inizio della vita del dispositivo, caratterizzata da un elevato tasso di guasto, che decresce però rapidamente nel tempo; tale zona è detta di mortalità infantile. Tale andamento deriva dall esistenza di una frazione debole della popolazione di componenti che manifestano guasti durante le prime ore di funzionamento 2) una zona a tasso di guasto pressoché costante ed il cui valore è determinato soprattutto dal livello delle sollecitazioni cui è sottoposto il componente o il sistema; Figura 2.5: Curva a vasca.

16 14 Quaderno n. 1 - GMEE 3) una terza zona, nota anche come wear out, caratterizzata da un tasso di guasto rapidamente crescente. È questo il periodo dei guasti per usura dei dispositivi. Il poter parlare di una zona (punto 2) in cui il tasso di guasto può ritenersi pressoché costante e auspicabilmente di ampia durata come avviene nel caso di componenti o sistemi elettronici, ha una ricaduta molto interessante nella valutazione delle prestazioni di affidabilità. Richiamando l espressione (2.11) e considerando quale condizione iniziale che l affidabilità al tempo zero sia massima, pari ad 1, si determina la legge fondamentale dell affidabilità valida per qualunque andamento del tasso di guasto: λ( t ) 0 R = e ( t ) (2.12) Richiamando la curva a vasca ed ipotizzando di trovarsi nella zona 2 (ipotesi valida soprattutto in ambito elettrico ed elettronico), la (2.12) si semplifica notevolmente diventando: t λt ( t ) e Figura 2.6: Andamenti assunti dalle funzioni Affidabilità nel caso λ=costante. R = (2.13) Sostituendo la (2.13) nella (2.8) si ha: 1 MTTF = λ (2.14) Quindi, ricapitolando, possiamo fare le seguenti considerazioni: a) nel caso di un componente, noto il tasso di guasto che potrà essere calcolato ad esempio con l ausilio di banche dati (Capitolo 5), è immediato ricavare il tempo medio al guasto secondo la (2.14); b) noto il tasso di guasto è possibile tracciare la curva di affidabilità (Figura 2.6) da cui si evince che l area sottesa, in virtù della (2.8) rappresenta l MTTF. Analoghe considerazioni valgono nel caso si prenda in considerazione un sistema, per le cui espressioni di affidabilità si rimanda a quanto riportato nel Capitolo 3. Esempio applicativo 2 In Figura 2.7 sono riportati gli andamenti dell affidabilità in condizioni di tasso di guasto costante per due dispositivi che presentano diverso valore di λ. Se ci poniamo, ad esempio, al tempo t = h, si nota che il dispositivo 1, per il quale si ha λ 1 =0, h -1, presenta una probabilità di corretto funzionamento pari a circa 62%, a differenza del secondo dispositivo che, con tasso di guasto λ 2 = 0, h 1,, raggiunge un valore pari a circa 37%. Fissata invece l affidabilità, ad esempio 0,25, dal confronto degli stessi grafici si nota che l intervallo di corretto funzionamento per il secondo dispositivo è circa il doppio del primo. L informazione che si ottiene analizzando le due curve è di estrema importanza al fine di intervenire in maniera preventiva sulle prestazioni di affidabilità dell apparato, sia in termini di ottimizzazione delle condizioni di impiego, sia di scelta appropriata dei componenti per assicurare la funzione richiesta al sistema stesso, sia di revisione progettuale. dt

17 Il concetto di affidabilità statistica 15 Come verrà illustrato successivamente, il calcolo del tasso di guasto può essere fatto ricorrendo all impiego di opportune Banche dati. La legge esponenziale rappresenta, grazie anche alla sua semplicità, il modello più diffuso nell ambito degli studi affidabilistici, ma non è, comunque, l unico modello utilizzabile, disponendo di dati sperimentali, per descrivere gli eventi di guasto. Ad esempio la distribuzione Log-normale viene utilizzata per l elaborazione dei dati di guasto tratti dai test di vita accelerati per componenti a semiconduttore mentre la distribuzione di Weibull è utilizzata come modello per descrivere la mortalità infantile. Affidabilità, R(t) Dispositivo # 1, λ 1 0, h -1 Dispositivo # 2, λ 2 0, h Tempo (x1000 ore) Figura 2.7: Confronto tra dispositivi che presentano diverso valore di tasso di guasto.

18 16 Quaderno n. 1 - GMEE 3. L analisi di Affidabilità in fase di progettazione Introduzione In generale possiamo considerare un sistema come un insieme di elementi, siano essi sottosistemi o componenti, tra loro interconnessi al fine di garantire una o più prestazioni funzionali. L affidabilità, e quindi la disponibilità, di tale sistema dipende pertanto dalle prestazioni di affidabilità e di disponibilità degli elementi che lo costituisco e da come questi sono tra loro interconnessi. Lo studio delle relazioni di legame tra i sottosistemi prende il nome di analisi dell affidabilità combinatoria e si concretizza, dal punto di vista grafico, attraverso un diagramma a blocchi che chiameremo Reliability Block Diagram (RBD). In questo capitolo tratteremo alcune delle configurazioni funzionali più comuni, dette configurazioni canoniche, la cui combinazione origina le configurazioni miste. Per ogni configurazione funzionale, che non deve essere confusa con la corrispondente configurazione elettrica, sarà possibile determinare i modelli matematici dell affidabilità e, di conseguenza, il valore del tempo medio al guasto relativo al sistema (MTTF S ). Come sarà più evidente in seguito l MTTF S potrà essere determinato attraverso una combinazione, più o meno complessa, dei valori di tasso di guasto degli elementi costituenti. Affidabilità di strutture serie, parallelo e miste Configurazione funzionale serie La configurazione funzionale serie, il cui diagramma a blocchi è riportato in Figura 3.1, rappresenta il modello affidabilistico più semplice e più comune in certi contesti, come ad esempio quello elettronico. Considerato il sistema S costituito da n elementi E i, per i = 1, n, diremo che il sistema è operativo se e solo se tutti gli elementi E i sono correttamente funzionanti. Figura 3.1: Diagramma a blocchi di affidabilità per la configurazione funzionale serie. Nell ipotesi semplificativa di eventi indipendenti per cui si assume che il comportamento di ogni elemento E i, in termini di corretto funzionamento o di guasto, non dipenda

19 L analisi di Affidabilità in fase di progettazione 17 dal comportamento assunto dagli altri elementi, l affidabilità del sistema corrisponde con la produttoria dell affidabilità dei singoli blocchi, ovvero: R (t) S = n i = 1 R (t) i (3.1) Assumendo, inoltre, la condizione di guasto casuale ed indicato con λ i il tasso di guasto costante associato al generico elemento E i per cui si ha che R i(t) = e, la prece- λit dente equazione diventa: i = 1 λ i t n i = 1 λs t R(t) = R (t) = e = e (3.2) i Nelle ipotesi assunte, la (3.2) mette in evidenza un importante proprietà della configurazione funzionale serie secondo cui il tasso di guasto λ S del sistema può essere determinato attraverso la somma dei tassi di guasto λ i degli elementi costituenti, ovvero: n, (3.3) i= 1 in h -1. Conseguentemente, il tempo medio al guasto per il sistema, in ore, vale: n 1 MTTFS = = 1/ λi (3.4) λs i = 1 È pertanto sufficiente conoscere il tasso di guasto di ciascun elemento per determinare il valore dell MTTF S. Per apparati elettronici il calcolo può essere fatto con tecniche di predizione di affidabilità ricorrendo ad opportune banche dati, come riportato nel Capitolo 5. Dall analisi della relazione (3.2) emergono le seguenti importanti considerazioni che caratterizzano la configurazione funzionale serie. a) Essendo l affidabilità, fissato il tempo, un numero compreso tra 0 ed 1, si deduce che l affidabilità del sistema S è inferiore al più piccolo valore di affidabilità degli elementi costituenti, ovvero: RS(t) min { R i(t) } ; i = 1, n (3.5) i Esempio applicativo 1 Per giustificare la precedente proprietà consideriamo un sistema costituito da tre elementi E 1, E 2, E 3 il cui RBD è riportato in Figura 3.2. n λ S = λ i Figura 3.2: RBD per un sistema costituito da tre elementi in configurazione serie. Se i valori di affidabilità di ciascun elemento, al generico tempo t, valgono rispettivamente 0,4; 0,7; 0,9, la probabilità di funzionamento del sistema, allo stesso tempo, diventa 0,252. L esempio, anche se elementare, consente di fare la seguente considerazione pratica: la presenza di un elemento intrinsecamente debole all interno della configurazione serie penalizza fortemente l affidabilità della struttura. Pertanto, anche migliorando le prestazioni degli altri due elementi, la probabilità di funzionamento del sistema

20 18 Quaderno n. 1 - GMEE Figura 3.3: Affidabilità di sistema con tre elementi in configurazione serie. risulterà essere comunque inferiore al 40%. b) La probabilità di funzionamento del sistema diminuisce all aumentare del numero di elementi che lo costituiscono. Esempio applicativo 2 Si riportano in Figura 3.3 le curve di affidabilità per tre elementi con tasso di guasto costante λ 1 < λ 2 < λ 3. La curva in basso, relativa al sistema serie, mostra chiaramente come l elevato tasso di guasto del terzo elemento influisca in maniera negativa sull affidabilità totale la quale, assumendo valore 1 a tempo zero, decresce esponenzialmente in funzione del tasso di guasto λ S = λ 1 + λ 2 + λ 3. Esempio applicativo 3 Considerazioni analoghe possono essere fatte esaminando i valori riportati in Tabella 3.1. Assumendo valori di affidabilità anche elevati per il singolo elemento, appare evidente che l affidabilità di sistema, fissato il tempo t, decresce all aumentare del numero di elementi che lo costituiscono. Se consideriamo, ad esempio, un RBD con 20 elementi disposti in configurazione funzionale serie, che considereremo identici per semplicità di trattazione, la probabilità di funzionamento del sistema, allo stesso istante t, supera il 65% solo se l affidabilità del singolo è maggiore di 0,98. Il concetto di ridondanza: la configurazione funzionale parallelo La configurazione funzionale parallelo, detta anche configurazione ridondante (o ridondanza attiva), assume un ruolo determinante ogniqualvolta occorre incrementare Tabella 3.1: Influenza dei valori di affidabilità di elemento sulle prestazioni di sistema. Affidabilità elemento 0,8 0,85 0,9 0,95 0,98 0,99 Numero di elementi di sistema Affidabilità di sistema 1 0,8 0,85 0,9 0,95 0,98 0,99 5 0, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,60501

Sicurezza funzionale dei sistemi di controllo delle macchine: requisiti ed evoluzione della normativa

Sicurezza funzionale dei sistemi di controllo delle macchine: requisiti ed evoluzione della normativa Sicurezza funzionale dei sistemi di controllo delle macchine: requisiti ed evoluzione della normativa Edizione 2013 Pubblicazione realizzata da INAIL Settore Ricerca, Certificazione e Verifica Dipartimento

Dettagli

Accuratezza di uno strumento

Accuratezza di uno strumento Accuratezza di uno strumento Come abbiamo già accennato la volta scora, il risultato della misurazione di una grandezza fisica, qualsiasi sia lo strumento utilizzato, non è mai un valore numerico X univocamente

Dettagli

Introduzione alla Teoria degli Errori

Introduzione alla Teoria degli Errori Introduzione alla Teoria degli Errori 1 Gli errori di misura sono inevitabili Una misura non ha significato se non viene accompagnata da una ragionevole stima dell errore ( Una scienza si dice esatta non

Dettagli

(accuratezza) ovvero (esattezza)

(accuratezza) ovvero (esattezza) Capitolo n 2 2.1 - Misure ed errori In un analisi chimica si misurano dei valori chimico-fisici di svariate grandezze; tuttavia ogni misura comporta sempre una incertezza, dovuta alla presenza non eliminabile

Dettagli

Sez 2a - FUNZIONAMENTO e CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE

Sez 2a - FUNZIONAMENTO e CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE Sez 2a - FUNZIONAMENTO e CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE 26 MARZO 2014 dalle ore 14.30 alle ore 17.30 c/o Museo della Tecnica Elettrica Via Ferrata 3 27100 Pavia La soluzione Rete Picchi Cali di tensione Armoniche?

Dettagli

ALLEGATO al verbale della riunione del 3 Settembre 2010, del Dipartimento di Elettrotecnica e Automazione.

ALLEGATO al verbale della riunione del 3 Settembre 2010, del Dipartimento di Elettrotecnica e Automazione. ALLEGATO al verbale della riunione del 3 Settembre 2010, del Dipartimento di Elettrotecnica e Automazione. COMPETENZE MINIME- INDIRIZZO : ELETTROTECNICA ED AUTOMAZIONE 1) CORSO ORDINARIO Disciplina: ELETTROTECNICA

Dettagli

1 LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA

1 LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA 1 LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA Un conduttore ideale all equilibrio elettrostatico ha un campo elettrico nullo al suo interno. Cosa succede se viene generato un campo elettrico diverso da zero al suo

Dettagli

Correnti e circuiti a corrente continua. La corrente elettrica

Correnti e circuiti a corrente continua. La corrente elettrica Correnti e circuiti a corrente continua La corrente elettrica Corrente elettrica: carica che fluisce attraverso la sezione di un conduttore in una unità di tempo Q t Q lim t 0 t ntensità di corrente media

Dettagli

Capitolo 9: PROPAGAZIONE DEGLI ERRORI

Capitolo 9: PROPAGAZIONE DEGLI ERRORI Capitolo 9: PROPAGAZIOE DEGLI ERRORI 9.1 Propagazione degli errori massimi ella maggior parte dei casi le grandezze fisiche vengono misurate per via indiretta. Il valore della grandezza viene cioè dedotto

Dettagli

FONDAMENTI TEORICI DEL MOTORE IN CORRENTE CONTINUA AD ECCITAZIONE INDIPENDENTE. a cura di G. SIMONELLI

FONDAMENTI TEORICI DEL MOTORE IN CORRENTE CONTINUA AD ECCITAZIONE INDIPENDENTE. a cura di G. SIMONELLI FONDAMENTI TEORICI DEL MOTORE IN CORRENTE CONTINUA AD ECCITAZIONE INDIPENDENTE a cura di G. SIMONELLI Nel motore a corrente continua si distinguono un sistema di eccitazione o sistema induttore che è fisicamente

Dettagli

CS. Cinematica dei sistemi

CS. Cinematica dei sistemi CS. Cinematica dei sistemi Dopo aver esaminato la cinematica del punto e del corpo rigido, che sono gli schemi più semplificati con cui si possa rappresentare un corpo, ci occupiamo ora dei sistemi vincolati.

Dettagli

ISTITUTI PROFESSIONALI

ISTITUTI PROFESSIONALI ISTITUTI PROFESSIONALI Settore Industria e Artigianato Indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica Nell indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica sono confluiti gli indirizzi del previgente ordinamento

Dettagli

STUDIO DI UNA FUNZIONE

STUDIO DI UNA FUNZIONE STUDIO DI UNA FUNZIONE OBIETTIVO: Data l equazione Y = f(x) di una funzione a variabili reali (X R e Y R), studiare l andamento del suo grafico. PROCEDIMENTO 1. STUDIO DEL DOMINIO (CAMPO DI ESISTENZA)

Dettagli

ANALISI MEDIANTE LO SPETTRO DI RISPOSTA

ANALISI MEDIANTE LO SPETTRO DI RISPOSTA ANALISI EDIANTE LO SPETTRO DI RISPOSTA arco BOZZA * * Ingegnere Strutturale, già Direttore della Federazione regionale degli Ordini degli Ingegneri del Veneto (FOIV), Amministratore di ADEPRON DINAICA

Dettagli

TECNICHE DI SIMULAZIONE

TECNICHE DI SIMULAZIONE TECNICHE DI SIMULAZIONE MODELLI STATISTICI NELLA SIMULAZIONE Francesca Mazzia Dipartimento di Matematica Università di Bari a.a. 2004/2005 TECNICHE DI SIMULAZIONE p. 1 Modelli statistici nella simulazione

Dettagli

ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO 2006 Indirizzo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca

ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO 2006 Indirizzo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO 2006 Indirizzo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca Trascrizione del testo e redazione delle soluzioni di Paolo Cavallo. La prova Il candidato svolga una relazione

Dettagli

Corso di Informatica Generale (C. L. Economia e Commercio) Ing. Valerio Lacagnina Rappresentazione in virgola mobile

Corso di Informatica Generale (C. L. Economia e Commercio) Ing. Valerio Lacagnina Rappresentazione in virgola mobile Problemi connessi all utilizzo di un numero di bit limitato Abbiamo visto quali sono i vantaggi dell utilizzo della rappresentazione in complemento alla base: corrispondenza biunivoca fra rappresentazione

Dettagli

Curve di risonanza di un circuito

Curve di risonanza di un circuito Zuccarello Francesco Laboratorio di Fisica II Curve di risonanza di un circuito I [ma] 9 8 7 6 5 4 3 0 C = 00 nf 0 5 0 5 w [KHz] RLC - Serie A.A.003-004 Indice Introduzione pag. 3 Presupposti Teorici 5

Dettagli

Rischio impresa. Rischio di revisione

Rischio impresa. Rischio di revisione Guida alla revisione legale PIANIFICAZIONE del LAVORO di REVISIONE LEGALE dei CONTI Formalizzazione delle attività da svolgere nelle carte di lavoro: determinazione del rischio di revisione, calcolo della

Dettagli

CAPITOLO I CORRENTE ELETTRICA. Copyright ISHTAR - Ottobre 2003 1

CAPITOLO I CORRENTE ELETTRICA. Copyright ISHTAR - Ottobre 2003 1 CAPITOLO I CORRENTE ELETTRICA Copyright ISHTAR - Ottobre 2003 1 INDICE CORRENTE ELETTRICA...3 INTENSITÀ DI CORRENTE...4 Carica elettrica...4 LE CORRENTI CONTINUE O STAZIONARIE...5 CARICA ELETTRICA ELEMENTARE...6

Dettagli

Analisi termografica su celle litio-ione sottoposte ad esperienze di "second life" Francesco D'Annibale, Francesco Vellucci. Report RdS/PAR2013/191

Analisi termografica su celle litio-ione sottoposte ad esperienze di second life Francesco D'Annibale, Francesco Vellucci. Report RdS/PAR2013/191 Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l energia e lo sviluppo economico sostenibile MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Analisi termografica su celle litio-ione sottoposte ad esperienze di "second

Dettagli

PROBABILITA, VALORE ATTESO E VARIANZA DELLE QUANTITÁ ALEATORIE E LORO RELAZIONE CON I DATI OSSERVATI

PROBABILITA, VALORE ATTESO E VARIANZA DELLE QUANTITÁ ALEATORIE E LORO RELAZIONE CON I DATI OSSERVATI statistica, Università Cattaneo-Liuc, AA 006-007, lezione del 08.05.07 IDICE (lezione 08.05.07 PROBABILITA, VALORE ATTESO E VARIAZA DELLE QUATITÁ ALEATORIE E LORO RELAZIOE CO I DATI OSSERVATI 3.1 Valore

Dettagli

dove Q è la carica che attraversa la sezione S del conduttore nel tempo t;

dove Q è la carica che attraversa la sezione S del conduttore nel tempo t; CAPITOLO CIRCUITI IN CORRENTE CONTINUA Definizioni Dato un conduttore filiforme ed una sua sezione normale S si definisce: Corrente elettrica i Q = (1) t dove Q è la carica che attraversa la sezione S

Dettagli

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2.1 Principio del processo La saldatura a resistenza a pressione si fonda sulla produzione di una giunzione intima, per effetto dell energia termica e meccanica. L energia

Dettagli

Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica

Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica Marco Citterio, Gaetano Fasano Report RSE/2009/165 Ente per le Nuove tecnologie,

Dettagli

Numeri reali. Funzioni e loro grafici

Numeri reali. Funzioni e loro grafici Argomento Numeri reali. Funzioni e loro grafici Parte B - Funzioni e loro grafici Funzioni reali di variabile reale Definizioni. Supponiamo che A sia un sottoinsieme di R e che esista una legge che ad

Dettagli

Progettazione Robusta

Progettazione Robusta Progettazione Robusta Perdita Consumatore qualità = f 1 (perdita Perdite di reputazione e quote di mercato Costi di garanzia per il produttore La qualità di un prodotto è la (minima perdita impartita alla

Dettagli

1. Scopo dell esperienza.

1. Scopo dell esperienza. 1. Scopo dell esperienza. Lo scopo di questa esperienza è ricavare la misura di tre resistenze il 4 cui ordine di grandezza varia tra i 10 e 10 Ohm utilizzando il metodo olt- Amperometrico. Tale misura

Dettagli

Strumenti Elettronici Analogici/Numerici

Strumenti Elettronici Analogici/Numerici Facoltà di Ingegneria Università degli Studi di Firenze Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni Strumenti Elettronici Analogici/Numerici Ing. Andrea Zanobini Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni

Dettagli

Relazione specialistica

Relazione specialistica Relazione specialistica Dipl.-Ing. Hardy Ernst Dipl.-Wirtschaftsing. (FH), Dipl.-Informationswirt (FH) Markus Tuffner, Bosch Industriekessel GmbH Basi di progettazione per una generazione ottimale di vapore

Dettagli

Compito di SISTEMI E MODELLI. 19 Febbraio 2015

Compito di SISTEMI E MODELLI. 19 Febbraio 2015 Compito di SISTEMI E MODELLI 9 Febbraio 5 Non é ammessa la consultazione di libri o quaderni. Le risposte vanno giustificate. Saranno rilevanti per la valutazione anche l ordine e la chiarezza di esposizione.

Dettagli

Introduzione alla Sicurezza

Introduzione alla Sicurezza 6 Introduzione alla Sicurezza - Prefazione Scopo di questa sezione è di fornire al costruttore di macchine una rapida introduzione su alcune normative relative alla sicurezza macchine, chiarire alcuni

Dettagli

FACOLTA DI INGEGNERIA SCHEDA DIDATTICA N 1

FACOLTA DI INGEGNERIA SCHEDA DIDATTICA N 1 FACOLTA DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA PER L AMBIENTE ED IL TERRITORIO CORSO DI STATISTICA E CALCOLO DELLE PROBABILITA PROF. PASQUALE VERSACE SCHEDA DIDATTICA N ARGOMENTO: CALCOLO DELLE PROBABILITA

Dettagli

Protezione dai contatti indiretti

Protezione dai contatti indiretti Protezione dai contatti indiretti Se una persona entra in contatto contemporaneamente con due parti di un impianto a potenziale diverso si trova sottoposto ad una tensione che può essere pericolosa. l

Dettagli

METODO DELLE FORZE 1. METODO DELLE FORZE PER LA SOLUZIONE DI STRUTTURE IPERSTATICHE. 1.1 Introduzione

METODO DELLE FORZE 1. METODO DELLE FORZE PER LA SOLUZIONE DI STRUTTURE IPERSTATICHE. 1.1 Introduzione METODO DELLE FORZE CORSO DI PROGETTZIONE STRUTTURLE a.a. 010/011 Prof. G. Salerno ppunti elaborati da rch. C. Provenzano 1. METODO DELLE FORZE PER L SOLUZIONE DI STRUTTURE IPERSTTICHE 1.1 Introduzione

Dettagli

LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it

LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it L INTENSITÀ DELLA CORRENTE ELETTRICA Consideriamo una lampadina inserita in un circuito elettrico costituito da fili metallici ed un interruttore.

Dettagli

EQUAZIONI non LINEARI

EQUAZIONI non LINEARI EQUAZIONI non LINEARI Francesca Pelosi Dipartimento di Matematica, Università di Roma Tor Vergata CALCOLO NUMERICO e PROGRAMMAZIONE http://www.mat.uniroma2.it/ pelosi/ EQUAZIONI non LINEARI p.1/44 EQUAZIONI

Dettagli

Lezioni di Matematica 1 - I modulo

Lezioni di Matematica 1 - I modulo Lezioni di Matematica 1 - I modulo Luciano Battaia 16 ottobre 2008 Luciano Battaia - http://www.batmath.it Matematica 1 - I modulo. Lezione del 16/10/2008 1 / 13 L introduzione dei numeri reali si può

Dettagli

1. Determinazione del valore di una resistenza mediante misura voltamperometrica

1. Determinazione del valore di una resistenza mediante misura voltamperometrica 1. Determinazione del valore di una resistenza mediante misura voltamperometrica in corrente continua Si hanno a disposizione : 1 alimentatore di potenza in corrente continua PS 2 multimetri digitali 1

Dettagli

Introduzione Metodo POT

Introduzione Metodo POT Introduzione Metodo POT 1 Un recente metodo di analisi dei valori estremi è un metodo detto POT ( Peak over thresholds ), inizialmente sviluppato per l analisi dei dati idrogeologici a partire dalla seconda

Dettagli

TERMODINAMICA DI UNA REAZIONE DI CELLA

TERMODINAMICA DI UNA REAZIONE DI CELLA TERMODINAMICA DI UNA REAZIONE DI CELLA INTRODUZIONE Lo scopo dell esperienza è ricavare le grandezze termodinamiche per la reazione che avviene in una cella galvanica, attraverso misure di f.e.m. effettuate

Dettagli

La corrente elettrica La resistenza elettrica La seconda legge di Ohm Resistività e temperatura L effetto termico della corrente

La corrente elettrica La resistenza elettrica La seconda legge di Ohm Resistività e temperatura L effetto termico della corrente Unità G16 - La corrente elettrica continua La corrente elettrica La resistenza elettrica La seconda legge di Ohm Resistività e temperatura L effetto termico della corrente 1 Lezione 1 - La corrente elettrica

Dettagli

IL MOTO. 1 - Il moto dipende dal riferimento.

IL MOTO. 1 - Il moto dipende dal riferimento. 1 IL MOTO. 1 - Il moto dipende dal riferimento. Quando un corpo è in movimento? Osservando la figura precedente appare chiaro che ELISA è ferma rispetto a DAVIDE, che è insieme a lei sul treno; mentre

Dettagli

ESERCIZI SVOLTI PER LA PROVA DI STATISTICA

ESERCIZI SVOLTI PER LA PROVA DI STATISTICA ESERCIZI SVOLTI PER LA PROVA DI STATISTICA Stefania Naddeo (anno accademico 4/5) INDICE PARTE PRIMA: STATISTICA DESCRITTIVA. DISTRIBUZIONI DI FREQUENZA E FUNZIONE DI RIPARTIZIONE. VALORI CARATTERISTICI

Dettagli

La MKT (Mean Kinetic Temperature) come criterio di accettabilità sui controlli della temperatura

La MKT (Mean Kinetic Temperature) come criterio di accettabilità sui controlli della temperatura La (Mean Kinetic Temperature) come criterio di accettabilità sui controlli della temperatura Come funzionano i criteri di valutazione sulla temperatura Vi sono 5 parametri usati per la valutazione del

Dettagli

Gli eventi sono stati definiti come i possibili risultati di un esperimento. Ogni evento ha una probabilità

Gli eventi sono stati definiti come i possibili risultati di un esperimento. Ogni evento ha una probabilità Probabilità Probabilità Gli eventi sono stati definiti come i possibili risultati di un esperimento. Ogni evento ha una probabilità Se tutti gli eventi fossero ugualmente possibili, la probabilità p(e)

Dettagli

ESTIMO GENERALE. 1) Che cos è l estimo?

ESTIMO GENERALE. 1) Che cos è l estimo? ESTIMO GENERALE 1) Che cos è l estimo? L estimo è una disciplina che ha la finalità di fornire gli strumenti metodologici per la valutazione di beni economici, privati o pubblici. Stimare infatti significa

Dettagli

Circuiti Elettrici. Schema riassuntivo. Assumendo positive le correnti uscenti da un nodo e negative quelle entranti si formula l importante

Circuiti Elettrici. Schema riassuntivo. Assumendo positive le correnti uscenti da un nodo e negative quelle entranti si formula l importante Circuiti Elettrici Schema riassuntivo Leggi fondamentali dei circuiti elettrici lineari Assumendo positive le correnti uscenti da un nodo e negative quelle entranti si formula l importante La conseguenza

Dettagli

Che cos è la Qualità?

Che cos è la Qualità? Che cos è la Qualità? Politecnico di Milano Dipartimento di Elettrotecnica 1 La Qualità - Cos è - La qualità del prodotto e del servizio - L evoluzione del concetto di qualità - La misura della qualità

Dettagli

Corso di Fisica tecnica e ambientale a.a. 2011/2012 - Docente: Prof. Carlo Isetti

Corso di Fisica tecnica e ambientale a.a. 2011/2012 - Docente: Prof. Carlo Isetti Corso di Fisica tecnica e ambientale a.a. 0/0 - Docente: Prof. Carlo Isetti LAVORO D NRGIA 5. GNRALITÀ In questo capitolo si farà riferimento a concetto quali lavoro ed energia termini che hanno nella

Dettagli

CIRCOLAZIONE NATURALE. NATURAL SOL Pacchetti solari a circolazione naturale

CIRCOLAZIONE NATURALE. NATURAL SOL Pacchetti solari a circolazione naturale CIRCOLAZIONE NATURALE NATURAL SOL Pacchetti solari a circolazione naturale 1964 2014 Immergas. Una lunga storia alle spalle, insegna a guardare in avanti. Il 5 febbraio del 1964, Immergas nasceva dal

Dettagli

23 CAPITOLO 2: RELAZIONI TRA LE DIVERSE FASI DI UN CAMPIONE DI TERRENO

23 CAPITOLO 2: RELAZIONI TRA LE DIVERSE FASI DI UN CAMPIONE DI TERRENO v 23 CAPITOLO 2: RELAZIONI TRA LE DIERSE FASI DI UN CAMPIONE DI TERRENO CAPITOLO 2: RELAZIONI TRA LE DIERSE FASI DI UN CAMPIONE DI TERRENO Un campione di terreno viene considerato come un sistema multifase,

Dettagli

Modelli Binomiali per la valutazione di opzioni

Modelli Binomiali per la valutazione di opzioni Modelli Binomiali per la valutazione di opzioni Rosa Maria Mininni a.a. 2014-2015 1 Introduzione ai modelli binomiali La valutazione degli strumenti finanziari derivati e, in particolare, la valutazione

Dettagli

La Termodinamica ed I principi della Termodinamica

La Termodinamica ed I principi della Termodinamica La Termodinamica ed I principi della Termodinamica La termodinamica è quella branca della fisica che descrive le trasformazioni subite da un sistema (sia esso naturale o costruito dall uomo), in seguito

Dettagli

Progetto di un alimentatore con Vo = +5 V e Io = 1 A

Progetto di un alimentatore con Vo = +5 V e Io = 1 A Progetto di un alimentatore con o +5 e Io A U LM7805/TO IN OUT S F T 5 4 8 - ~ ~ + + C GND + C + C3 3 R D LED Si presuppongono noti i contenuti dei documenti Ponte di Graetz Circuito raddrizzatore duale

Dettagli

LA FUNZIONE INTEGRALE

LA FUNZIONE INTEGRALE LA FUNZIONE INTEGRALE MAGLIOCURIOSO & CAMILLO magliocurioso@hotmail.it Sommario. In questa breve dispensa ho semplicementrascritto in L A TEX il contenuto di questa discussione: http://www.matematicamente.it/forum/

Dettagli

Il concetto di valore medio in generale

Il concetto di valore medio in generale Il concetto di valore medio in generale Nella statistica descrittiva si distinguono solitamente due tipi di medie: - le medie analitiche, che soddisfano ad una condizione di invarianza e si calcolano tenendo

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Repertorio Atti n. 1901 del 15 gennaio 2004 CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Oggetto: Accordo tra il Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, il Ministro del lavoro

Dettagli

Corso di Matematica finanziaria

Corso di Matematica finanziaria Corso di Matematica finanziaria modulo "Fondamenti della valutazione finanziaria" Eserciziario di Matematica finanziaria Università degli studi Roma Tre 2 Esercizi dal corso di Matematica finanziaria,

Dettagli

RELAZIONE TRA VARIABILI QUANTITATIVE. Lezione 7 a. Accade spesso nella ricerca in campo biomedico, così come in altri campi della

RELAZIONE TRA VARIABILI QUANTITATIVE. Lezione 7 a. Accade spesso nella ricerca in campo biomedico, così come in altri campi della RELAZIONE TRA VARIABILI QUANTITATIVE Lezione 7 a Accade spesso nella ricerca in campo biomedico, così come in altri campi della scienza, di voler studiare come il variare di una o più variabili (variabili

Dettagli

LAVORO, ENERGIA E POTENZA

LAVORO, ENERGIA E POTENZA LAVORO, ENERGIA E POTENZA Nel linguaggio comune, la parola lavoro è applicata a qualsiasi forma di attività, fisica o mentale, che sia in grado di produrre un risultato. In fisica la parola lavoro ha un

Dettagli

DERIVATE DELLE FUNZIONI. esercizi proposti dal Prof. Gianluigi Trivia

DERIVATE DELLE FUNZIONI. esercizi proposti dal Prof. Gianluigi Trivia DERIVATE DELLE FUNZIONI esercizi proposti dal Prof. Gianluigi Trivia Incremento della variabile indipendente e della funzione. Se, sono due valori della variabile indipendente, y f ) e y f ) le corrispondenti

Dettagli

Se si insiste non si vince

Se si insiste non si vince Se si insiste non si vince Livello scolare: 2 biennio Abilità interessate Valutare la probabilità in diversi contesti problematici. Distinguere tra eventi indipendenti e non. Valutare criticamente le informazioni

Dettagli

Esercitazione N. 1 Misurazione di resistenza con metodo volt-amperometrico

Esercitazione N. 1 Misurazione di resistenza con metodo volt-amperometrico Esercitazione N. 1 Misurazione di resistenza con metodo volt-amperometrico 1.1 Lo schema di misurazione Le principali grandezze elettriche che caratterizzano un bipolo in corrente continua, quali per esempio

Dettagli

Corrente elettrica (regime stazionario)

Corrente elettrica (regime stazionario) Corrente elettrica (regime stazionario) Metalli Corrente elettrica Legge di Ohm Resistori Collegamento di resistori Generatori di forza elettromotrice Metalli Struttura cristallina: ripetizione di unita`

Dettagli

Le misure di energia elettrica

Le misure di energia elettrica Le misure di energia elettrica Ing. Marco Laracca Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell Informazione Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale Misure di energia elettrica La misura

Dettagli

LA CORRENTE ELETTRICA

LA CORRENTE ELETTRICA L CORRENTE ELETTRIC H P h Prima che si raggiunga l equilibrio c è un intervallo di tempo dove il livello del fluido non è uguale. Il verso del movimento del fluido va dal vaso a livello maggiore () verso

Dettagli

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del GLI ASSI CULTURALI Nota rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del La normativa italiana dal 2007 13 L Asse dei linguaggi un adeguato utilizzo delle tecnologie dell

Dettagli

Gli uni e gli altri. Strategie in contesti di massa

Gli uni e gli altri. Strategie in contesti di massa Gli uni e gli altri. Strategie in contesti di massa Alessio Porretta Universita di Roma Tor Vergata Gli elementi tipici di un gioco: -un numero di agenti (o giocatori): 1,..., N -Un insieme di strategie

Dettagli

Unità 12. La corrente elettrica

Unità 12. La corrente elettrica Unità 12 La corrente elettrica L elettricità risiede nell atomo Modello dell atomo: al centro c è il nucleo formato da protoni e neutroni ben legati tra di loro; in orbita intorno al nucleo si trovano

Dettagli

Fondamenti di Automatica

Fondamenti di Automatica Fondamenti di Automatica Risposte canoniche e sistemi elementari Dott. Ing. Marcello Bonfè Dipartimento di Ingegneria - Università di Ferrara Tel. +39 0532 974839 E-mail: marcello.bonfe@unife.it pag. 1

Dettagli

Laboratorio di Progettazione Esecutiva dell Architettura 2 Corso di Estimo a.a. 2007-08 Docente Renato Da Re Collaboratore: Barbara Bolognesi

Laboratorio di Progettazione Esecutiva dell Architettura 2 Corso di Estimo a.a. 2007-08 Docente Renato Da Re Collaboratore: Barbara Bolognesi Laboratorio di Progettazione Esecutiva dell Architettura 2 Corso di Estimo a.a. 2007-08 Docente Renato Da Re Collaboratore: Barbara Bolognesi Microeconomia venerdì 29 febbraio 2008 La struttura della lezione

Dettagli

La distribuzione Normale. La distribuzione Normale

La distribuzione Normale. La distribuzione Normale La Distribuzione Normale o Gaussiana è la distribuzione più importante ed utilizzata in tutta la statistica La curva delle frequenze della distribuzione Normale ha una forma caratteristica, simile ad una

Dettagli

Analogia tra il circuito elettrico e il circuito idraulico

Analogia tra il circuito elettrico e il circuito idraulico UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DELL AQUILA Scuola di Specializzazione per la Formazione degli Insegnanti nella Scuola Secondaria Analogia tra il circuito elettrico e il circuito idraulico Prof. Umberto Buontempo

Dettagli

EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO

EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO Appunti a cura dell Ing. Emanuela Pazzola Tutore del corso di Elettrotecnica per meccanici, chimici e biomedici A.A. 2005/2006 Facoltà d

Dettagli

Business Process Management

Business Process Management Corso di Certificazione in Business Process Management Progetto Didattico 2015 con la supervisione scientifica del Dipartimento di Informatica Università degli Studi di Torino Responsabile scientifico

Dettagli

Moto sul piano inclinato (senza attrito)

Moto sul piano inclinato (senza attrito) Moto sul piano inclinato (senza attrito) Per studiare il moto di un oggetto (assimilabile a punto materiale) lungo un piano inclinato bisogna innanzitutto analizzare le forze che agiscono sull oggetto

Dettagli

BBC Betonrossi Basic Concrete a cura di Luigi Coppola e del Servizio Tecnologico di Betonrossi S.p.A.

BBC Betonrossi Basic Concrete a cura di Luigi Coppola e del Servizio Tecnologico di Betonrossi S.p.A. 22 IL CONTROLLO DELLA QUALITA DEL CALCESTRUZZO IN OPERA S e i risultati del controllo di accettazione dovessero non soddisfare una delle disuguaglianze definite dal tipo di controllo prescelto (A o B)

Dettagli

L=F x s lavoro motore massimo

L=F x s lavoro motore massimo 1 IL LAVORO Nel linguaggio scientifico la parola lavoro indica una grandezza fisica ben determinata. Un uomo che sposta un libro da uno scaffale basso ad uno più alto è un fenomeno in cui c è una forza

Dettagli

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO Mariano Paganelli Expert System Solutions S.r.l. L'Expert System Solutions ha recentemente sviluppato nuove tecniche di laboratorio

Dettagli

Metodi e Strumenti per la Caratterizzazione e la Diagnostica di Trasmettitori Digitali RF ing. Gianfranco Miele g.miele@unicas.it

Metodi e Strumenti per la Caratterizzazione e la Diagnostica di Trasmettitori Digitali RF ing. Gianfranco Miele g.miele@unicas.it Corso di laurea magistrale in Ingegneria delle Telecomunicazioni Metodi e Strumenti per la Caratterizzazione e la Diagnostica di Trasmettitori Digitali RF ing. Gianfranco Miele g.miele@unicas.it Trasmettitore

Dettagli

Elementi di Statistica

Elementi di Statistica Elementi di Statistica Contenuti Contenuti di Statistica nel corso di Data Base Elementi di statistica descrittiva: media, moda, mediana, indici di dispersione Introduzione alle variabili casuali e alle

Dettagli

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA)

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Ai progetti sottoposti alla procedura di impatto ambientale ai sensi degli articoli 52 e seguenti, è allegato uno studio di impatto ambientale, redatto

Dettagli

CONTROLLO AUTOMATICO DEI DEVIATOI Quadro normativo di riferimento

CONTROLLO AUTOMATICO DEI DEVIATOI Quadro normativo di riferimento CONTROLLO AUTOMATICO DEI DEVIATOI Quadro normativo di riferimento Ing. GianPiero Pavirani Bologna, 21 Novembre 2012 Sommario 1. Le attività di manutenzione 2. La normativa di riferimento: 1. 2. 3. Istruzione

Dettagli

: acciaio (flangia in lega d alluminio)

: acciaio (flangia in lega d alluminio) FILTRI OLEODINAMICI Filtri in linea per media pressione, con cartuccia avvitabile Informazioni tecniche Pressione: Max di esercizio (secondo NFPA T 3.1.17): FA-4-1x: 34,5 bar (5 psi) FA-4-21: 24 bar (348

Dettagli

Richiami: funzione di trasferimento e risposta al gradino

Richiami: funzione di trasferimento e risposta al gradino Richiami: funzione di trasferimento e risposta al gradino 1 Funzione di trasferimento La funzione di trasferimento di un sistema lineare è il rapporto di due polinomi della variabile complessa s. Essa

Dettagli

La dinamica delle collisioni

La dinamica delle collisioni La dinamica delle collisioni Un video: clic Un altro video: clic Analisi di un crash test (I) I filmati delle prove d impatto distruttive degli autoveicoli, dato l elevato numero dei fotogrammi al secondo,

Dettagli

Teoria quantistica della conduzione nei solidi e modello a bande

Teoria quantistica della conduzione nei solidi e modello a bande Teoria quantistica della conduzione nei solidi e modello a bande Obiettivi - Descrivere il comportamento quantistico di un elettrone in un cristallo unidimensionale - Spiegare l origine delle bande di

Dettagli

TEORIA DELL UTILITÀ E DECISION PROCESS

TEORIA DELL UTILITÀ E DECISION PROCESS TEORIA DELL UTILITÀ E DECISION PROCESS 1 UTILITÀ Classicamente sinonimo di Desiderabilità Fisher (1930):... uno degli elementi che contribuiscono ad identificare la natura economica di un bene e sorge

Dettagli

Da una a più variabili: derivate

Da una a più variabili: derivate Da una a più variabili: derivate ( ) 5 gennaio 2011 Scopo di questo articolo è di evidenziare le analogie e le differenze, relativamente al calcolo differenziale, fra le funzioni di una variabile reale

Dettagli

ESAME DI STATO 2002 SECONDA PROVA SCRITTA PER IL LICEO SCIENTIFICO DI ORDINAMENTO

ESAME DI STATO 2002 SECONDA PROVA SCRITTA PER IL LICEO SCIENTIFICO DI ORDINAMENTO ARCHIMEDE 4/ 97 ESAME DI STATO SECONDA PROVA SCRITTA PER IL LICEO SCIENTIFICO DI ORDINAMENTO Il candidato risolva uno dei due problemi e 5 dei quesiti in cui si articola il questionario. PROBLEMA In un

Dettagli

Cuscinetti radiali rigidi a sfere ad una corona Generation C. Informazione tecnica

Cuscinetti radiali rigidi a sfere ad una corona Generation C. Informazione tecnica Cuscinetti radiali rigidi a sfere ad una corona Generation C Informazione tecnica Indice Caratteristiche 2 Vantaggi dei cuscinetti FAG radiali rigidi a sfere Generation C 2 Tenuta e lubrificazione 2 Temperatura

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

Informazione Tecnica Derating termico per Sunny Boy e Sunny Tripower

Informazione Tecnica Derating termico per Sunny Boy e Sunny Tripower Informazione Tecnica Derating termico per Sunny Boy e Sunny Tripower Mediante il derating termico l inverter riduce la propria potenza per proteggere i propri componenti dal surriscaldamento. Il presente

Dettagli

CHIUSINO IN MATERIALE COMPOSITO. kio-polieco.com

CHIUSINO IN MATERIALE COMPOSITO. kio-polieco.com CHIUSINO IN MATERIALE COMPOSITO kio-polieco.com Group ha recentemente brevettato un innovativo processo di produzione industriale per l impiego di uno speciale materiale composito. CHIUSINO KIO EN 124

Dettagli

OGRA R FIA I I N AMBI B TO ED E I D LE E E

OGRA R FIA I I N AMBI B TO ED E I D LE E E LA TERMOGRAFIA TERMOGRAFIA IN AMBITO EDILE E ARCHITETTONICO LA TERMOGRAFIA IN ABITO EDILE ED ARCHITETTONICO INDICE: LA TEORIA DELL INFRAROSSO LA TERMOGRAFIA PASSIVA LA TERMOGRAFIA ATTIVA ESEMPI DI INDAGINI

Dettagli

Risposta sismica dei terreni e spettro di risposta normativo

Risposta sismica dei terreni e spettro di risposta normativo Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Aerospaziale e Geotecnica Risposta sismica dei terreni e spettro di risposta normativo Prof. Ing. L.Cavaleri L amplificazione locale: gli aspetti matematici u=spostamentoin

Dettagli

Calcolo combinatorio

Calcolo combinatorio Probabilità e Statistica Esercitazioni a.a. 2009/2010 C.d.L.S.: Ingegneria Civile-Architettonico, Ingegneria Civile-Strutturistico Calcolo combinatorio Ines Campa e Marco Longhi Probabilità e Statistica

Dettagli

Analisi statistica di dati biomedici Analysis of biologicalsignals

Analisi statistica di dati biomedici Analysis of biologicalsignals Analisi statistica di dati biomedici Analysis of biologicalsignals II Parte Verifica delle ipotesi (a) Agostino Accardo (accardo@units.it) Master in Ingegneria Clinica LM in Neuroscienze 2013-2014 e segg.

Dettagli

Dimensione di uno Spazio vettoriale

Dimensione di uno Spazio vettoriale Capitolo 4 Dimensione di uno Spazio vettoriale 4.1 Introduzione Dedichiamo questo capitolo ad un concetto fondamentale in algebra lineare: la dimensione di uno spazio vettoriale. Daremo una definizione

Dettagli