SISMICA CROSTALE: LEZIONI IMPARATE RIELABORANDO I DATI CROP02, CROP04 E GLI ESPERIMENTI SPECIALI EXPANDING SPREAD SULLE LINEE CROP03 E CROP18

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1 L. Zanzi (1), E. Stucchi (2), G. L. Fradelizio (2) e A. Mazzotti (2) (1) Dipartimento di Elettronica e Informazione Politecnico di Milano (2) Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Milano SISMICA CROSTALE: LEZIONI IMPARATE RIELABORANDO I DATI CROP02, CROP04 E GLI ESPERIMENTI SPECIALI EXPANDING SPREAD SULLE LINEE CROP03 E CROP18 Riassunto. Nell'arco degli ultimi dieci anni il gruppo ha accumulato una serie di significative esperienze in materia di progettazione e di elaborazione di esperimenti di sismica profonda. Membri del gruppo hanno infatti partecipato alla progettazione di alcune linee sismiche del progetto CROP ed hanno proposto e curato l'esecuzione degli esperimenti speciali expanding spread acquisiti a supporto di alcune delle suddette linee. Inoltre, il gruppo si è occupato di rielaborazioni parziali (ricalcolo delle correzioni statiche) o totali di alcuni di questi profili nonché della elaborazione dei dati degli esperimenti speciali. L'esperienza acquisita è resa ancor più interessante dal fatto che l'attività svolta ha interessato profili eseguiti in aree con caratteristiche e problematiche molto diverse come le Alpi (CROP02), gli Appennini Centrali (CROP03 e CROP18) e gli Appennini Meridionali (CROP04). In più, i suddetti profili offrono la possibilità di interessanti considerazioni in rapporto alle tecniche di energizzazione utilizzate, in alcuni casi l'esplosivo, in altri il Vibroseis, in altri ancora entrambe. Più che un riassunto delle suddette esperienze, recuperabile attraverso la bibliografia elencata, si intende offrire in questo lavoro una sintesi critica del know-how acquisito. Dal confronto di queste esperienze emergono infatti una serie di interessanti indicazioni che vale la pena di sintetizzare, sia per ciò che riguarda il progetto dei parametri di acquisizione sia per ciò che riguarda le metodologie di elaborazione dei dati. In particolare, in questo lavoro si presenta un riesame critico delle correlazioni osservate tra la qualità dei dati e i fattori maggiormente influenti come la geologia superficiale, le variazioni topografiche, i parametri di acquisizione (lunghezza degli stendimenti, tipo di energizzazione, andamento slalom dei profili). Si riesaminano anche le tecniche di elaborazione non convenzionali messe a punto in questi anni (come le procedure per le correzioni statiche, le tecniche di analisi automatica della qualità del dato, le tecniche di pesatura dei dati, le strategie di slalom sort) e se ne valuta il loro contributo nelle diverse situazioni affrontate. Infine, si riesamina criticamente il contributo degli esperimenti speciali expanding spread e si sintetizzano le indicazioni emerse su come si devono progettare questi esperimenti per massimizzare le speranze di successo. CRUSTAL SEISMICS: LESSONS LEARNT BY REPROCESSING THE DATA FROM CROP02 AND CROP04 SURVEYS AND FROM SPECIAL EXPANDING SPREAD EXPERIMENTS ALONG CROP03 AND CROP18 SURVEYS Abstract. In the last decade, the group has stacked a number of interesting experiences concerning the design and the processing of deep seismic experiments. Some members of the group have taken part to the design of some seismic profiles of the CROP project and have proposed the execution of the special expanding spread experiments acquired to integrate some of the above profiles. Besides, the group has been involved in partial reprocessing operations (static correction revision) or in total reprocessing projects of some of these profiles; finally, the group has been in charge of the processing of the special expanding spread experiments. This experience is even more interesting if we consider that the seismic profiles have been collected in very different areas such as the Alps (CROP02), the Central Apennines (CROP03 and CROP18) and the Southern Apennines (CROP04). In addition, these profiles offer the possibility of making interesting considerations regarding the different seismic sources that were used: explosive, Vibroseis or both. Rather than a summary of the above experiences, available through the listed references, we intend to offer here a synthetic analysis of the incoming know-how. In fact, from the comparison of these experiences, a series of interesting indications arise that it is worth to summarize for the implications in the design of the acquisitions and in the data processing methodologies. Specifically, this work presents a critical analysis of the correlations observed between the data quality and the most important factors expected to affect the quality such as the near-surface geology, the topographic variations, the acquisition parameters

2 (spread length, type of source, slaloming rank). The work also includes an overview of the non conventional processing techniques developed during these years (such as the procedures for static corrections, for automatic analysis of the data quality, for pre-stack data weighting, for slalom line design) and a discussion of their impact on the different situations where they have been applied. Finally, we discuss the contribution of the special expanding spread experiments and we summarise the indications derived on the design of these experiments to maximise the success rate. INTRODUZIONE Questo lavoro di sintesi è strutturato in due parti principali: la prima dedicata ai profili di sismica NVR per discutere la qualità dei dati in relazione ai parametri di acquisizione utilizzati e per riassumere il know-how acquisito in merito alle elaborazioni di dati crostali nelle nostre aree geografiche; la seconda dedicata agli esperimenti speciali progettati in modalità expanding spread per discuterne le finalità, i risultati, i contributi specifici effettivamente ottenuti, e per riassumere l esperienza acquisita in merito alla loro progettazione e alla elaborazione dei dati. Per esigenza di brevità, si riportano in questo lavoro solo alcune figure particolarmente utili per guidare la discussione, mentre per l osservazione dei dati e per specifici approfondimenti si rimanda ai numerosi lavori degli autori appositamente e contestualmente citati nel corso della discussione. SISMICA NVR Parametri di acquisizione e qualità dei dati La Fig. 1 mostra l ubicazione e un breve sommario dei principali parametri di acquisizione delle linee sismiche crostali di cui si è occupato il gruppo degli autori partecipando alle fasi di progetto o a esperimenti di rielaborazione parziale o completa. Confrontando i parametri dei diversi profili si possono distinguere due approcci principali, uno basato sull uso di sorgente Vibroseis con coperture alte (non meno di 6000% ma spesso anche molto più alte) e con stendimenti molto lunghi (caratterizzati da un offset massimo che è progressivamente aumentato nel corso degli anni passando da 7.4 km per il profilo meno recente nelle Alpi Centrali ai 12 km del profilo più recente nelle Alpi orientali), l altro basato sull uso della sorgente a esplosivo con coperture medie (3200%) e con stendimenti più corti (l offset massimo non supera i 6 km) (Mazzotti, 1991; Bertelli and Mazzotti, 1998). Occorre aggiungere che laddove è stata utilizzata la sorgente Vibroseis non è mai mancata anche una integrazione con sorgente a esplosivo con cariche pesanti (intorno ai 100 kg) e con frequenza delle energizzazioni tale da garantire la continuità del profilo, sia pure con copertura minimale. I due approcci menzionati sono da mettere in relazione con due diverse aree geografiche, il primo approccio essendo stato adottato per i profili alpini ed il secondo per i profili appenninici. A questa correlazione geografica fa eccezione il profilo CROP04 il quale rappresenta un caso storico molto importante. Si tratta infatti del primo profilo crostale realizzato in Italia meridionale ed i parametri adottati sono in tutto simili a quelli già sperimentati con successo nei precedenti profili alpini (ad esempio nel CROP02 in Alpi Centrali) e tuttora utilizzati ancora con successo nelle

3 più recenti acquisizioni (profilo TRANSALP in Alpi Orientali). Ed infatti, all origine del secondo approccio sopra evidenziato occorre riconoscere il ruolo rilevante che ha avuto il parziale insuccesso del profilo CROP04: dopo questa esperienza tutti i profili crostali in Italia centrale e meridionale (CROP03, CROP18, CROP11) sono stati acquisiti con sorgente a esplosivo e con stendimenti meno lunghi ottenendo dati di qualità soddisfacente. Si comprende quindi l importanza che assume il profilo CROP04, rappresentando l unico caso di profilo crostale in zone appenniniche acquisito con vibratori. Solo da un analisi approfondita dei dati di questo profilo si può sperare di trovare qualche spiegazione all apparente netta inferiorità dei vibratori rispetto all esplosivo come sorgente per indagini profonde in zone appenniniche. Fig. 1 - Ubicazione e principali parametri di acquisizione dei profili esaminati.

4 Ancora confrontando le tabelle di Fig. 1 si possono subito escludere alcune ipotesi come l insufficienza della copertura o una programmazione infelice della banda o dell energia complessiva delle vibrate: si nota infatti una copertura 12000%, addirittura doppia rispetto a quella del profilo CROP02 Alpi Centrali e quasi uguale a quella del recente profilo TRANSALP, una banda 8-40 Hz certamente indicata per obiettivi profondi senza spreco di energia a frequenze eccessive, un energia immessa teoricamente superiore a quella dei profili alpini come indicato dal numero di Sweep per punto di vibrata (60) moltiplicato per la durata del singolo Sweep (40 s). Tuttavia, da un analisi dei dati grezzi si nota subito una evidente inferiorità dei dati Vibroseis rispetto ai dati ad esplosivo (si vedano i confronti diretti in Mazzotti et al., 1996) i primi essendo quasi sempre sovrastati dal rumore specialmente in corrispondenza di offset superiori a 3 km, tanto da rendere gran parte di questi dati praticamente inutilizzabili. La Fig. 2 mostra infatti la percentuale di tracce eliminate in funzione dell offset a seguito di una dettagliata analisi del rapporto segnale rumore finalizzata a selezionare un sottoinsieme di dati di qualità accettabile per tentare una rielaborazione dell intero profilo. Si noti ad esempio come la percentuale di tracce eliminate in corrispondenza di offset superiori a 4 km sia maggiore del 30%. Un simile comportamento non trova paragoni nei profili alpini, dove il divario tra dati Vibroseis e dati ad esplosivo non è mai così marcato così come non è mai così rapido il degrado del rapporto segnale rumore all aumentare dell offset; occorre anzi segnalare che si sono riscontrati casi in cui gli obiettivi più interessanti, ossia quelli più profondi, sono apparsi con maggior energia proprio in corrispondenza degli offset maggiori (Bardelli et al., 1993; Bardelli et al., 1994a). Entrando ancora più in dettaglio nell analisi della qualità dei dati CROP04 si scopre che benché i dati presentino un comportamento qualitativamente simile lungo tutto il profilo, il degrado del rapporto segnale rumore con l offset è particolarmente marcato soprattutto nel tratto di attraversamento della catena appenninica mentre il dato migliora nella parte ovest del profilo non appena si esce dalla catena. Ciò potrebbe essere messo in relazione alle difficoltà di accesso dei tratti montuosi e alla conseguente tortuosità del profilo. In effetti, il tracciato del profilo risulta assai tortuoso in alcuni tratti appenninici. Tuttavia non c'è motivo di pensare che le difficoltà di accesso siano superiori a quelle riscontrabili in zone di montagna lungo i profili alpini del progetto CROP; inoltre, il tentativo di spiegare l evolversi della qualità del dato lungo il profilo CROP04 correlandolo direttamente con la maggiore o minore tortuosità del profilo stesso ha dato esito negativo. Similmente hanno dato esito negativo altre ipotesi esplicative: ad esempio il tentativo di correlare la qualità del dato con problemi di accoppiamento dei vibratori o dei geofoni, ossia con le variazioni di litologia superficiale in corrispondenza dei punti di sorgente o dei punti di ricezione. L ipotesi di correlazione più accreditata risulta invece la seguente: quella osservabile tra qualità dei dati e complessità strutturale delle coperture sedimentarie. In Fig. 3 si mostra ad esempio la rapida alternanza di rocce che costituiscono lo strato superficiale veloce, quello misurato in termini di velocità (anch essa mostrata in figura) in fase di calcolo delle correzioni statiche mediante analisi dei primi arrivi. Il tratto mostrato in figura si riferisce ai primi due terzi del profilo e comprende tutto il segmento che attraversa la catena appenninica. L andamento della velocità misurata sulle onde di testa mostra variazioni laterali molto marcate e molto rapide che sono sostanzialmente ben correlate con le rapide alternanze di strutture sedimentarie.

5 100% 90% % Killed Traces 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% AVERAGE ON THE WHOLE PROFILE 10% 0% Offset [km] Fig. 2 - Percentuale di tracce eliminate per intervalli di offset di 500 m. L'eliminazione è stata effettuata in base a test automatici di qualità del dato. Complessità strutturali simili a queste sono state osservate anche in altri profili appenninici come ad esempio il profilo CROP03. La Fig. 4 mostra il modello degli strati più superficiali ricavato in fase di calcolo delle statiche a rifrazione per un segmento del profilo lungo circa 50 km. Di nuovo si notano, soprattutto in corrispondenza delle variazioni topografiche più significative, rapide variazioni di velocità negli strati immediatamente al di sotto dello strato aerato. Per confronto si mostra invece il modello degli strati più superficiali ottenuto allo stesso modo per il tratto del profilo CROP02 Alpi Centrali in prossimità del Passo dello Spluga (Fig. 5). Benché la quota topografica sia in rapida diminuzione le velocità misurate negli strati interessati dalle onde di testa non presentano variazioni laterali molto marcate. ELEVATION (m) SW Agropoli c Monte Soprano d c d spread length (source 720) d c c d c d Muro Lucano a b e b a f f NE Fiumara di Venosa g a REFRACTOR VELOCITY (m/s) CMP Station Source Station ~100 km c d c d c d c d a b e b a b f g a Alluvial deposits (d) Shallow-water platform carbonates (Alburno-Cervati Unit) (a) (b) Pliocene-Pleistocene conglomerates and sandstones Chaotic complexes (e) (f) Pelagic limestones, radiolarites, calciturbidites and siliceous claystones (Lagonegro Unit) Basinal lime resediments, sandstones and marls (Sannio and Serra Palazzo Units) (c) Basinal terrigenous deposits and lime resediments (Cilento Group and Sicilide Unit) (g) Basinal carbonates and marls (Daunia Unit) Fig. 3 - Litologia superficiale e andamento della velocità dei sedimenti come stimata dalla sismica a rifrazione lungo i primi 100 km del profilo CROP04. Si notino le rapide variazioni laterali di velocità e la loro correlazione con le variazioni di litologia.

6 Fig. 4 - Modello degli strati più superficiali usato per il calcolo delle correzioni statiche in un segmento di circa 50 km nel tratto occidentale del profilo CROP03. Fig. 5 - Modello degli strati più superficiali usato per il calcolo delle correzioni statiche in un tratto di circa 25 km del profilo CROP02 in prossimità del Passo dello Spluga.

7 L ipotesi che quindi sembra emergere da questi confronti è che i profili appenninici presentino almeno mediamente (certamente esistono eccezioni a quanto si sta per dire) una complessità strutturale delle coperture sedimentarie maggiore rispetto a quella dei profili alpini e che questa complessità sia in qualche modo responsabile del degrado della qualità dei dati. Bisogna ammettere tuttavia che tale correlazione tra dati e caratteristiche strutturali del profilo, pur costituendo una interessante ipotesi, non lascia totalmente soddisfatti. Innanzitutto, non è così facilmente spiegabile il motivo per cui una complessità del modello di velocità degli strati superficiali possa ridurre così fortemente la capacità di penetrazione del segnale prodotto dai vibratori. In secondo luogo, gli autori non vogliono nascondere il fatto curioso ed inquietante che emerge dal confronto dei dati CROP04 con altri dati Vibroseis acquisiti in zone molto vicine durante l esecuzione di profili finalizzati alla ricerca di idrocarburi. Trattandosi di profili non crostali il confronto è possibile solo per i primi 4-5 secondi di acquisizione; ciò è sufficiente comunque ad evidenziare una significativa differenza di qualità a favore di questi profili non crostali, differenza che non è facilmente spiegabile in base a differenze di parametri di vibrata o di stendimenti. Rimangono perciò aperte ancora alcune domande inquietanti (come ad esempio il dubbio che l elettronica dei vibratori utilizzati non fosse perfettamente calibrata) alle quali non è stato possibile dare una risposta esauriente e definitiva; domande che probabilmente potrebbero essere risolte solo con esperimenti di confronto diretto di nuove acquisizioni a vibratori nelle medesime zone critiche. Rielaborazioni sperimentali Gli autori hanno partecipato alla elaborazione di dati del progetto CROP talvolta per svolgere compiti molto specifici, come il ricalcolo delle correzioni statiche del profilo CROP03, altre volte per tentare una completa rielaborazione di un profilo (CROP04) o di un segmento particolare di un profilo (CROP02) nell intento di migliorare la qualità delle sezioni finali tramite sequenze di elaborazioni specificamente calibrate e/o progettate per questi dati. In generale si può dire che una sequenza di elaborazione convenzionale, mutuata dalle sequenze usate per l elaborazione di dati di sismica per ricerca di idrocarburi ed eseguita con i medesimi strumenti software, può dare risultati più che soddisfacenti anche quando applicata a dati di sismica profonda come i dati CROP (Bertelli et al., 1998). L esperienza fatta dimostra però che ci sono alcune operazioni di processing che vale la pena di curare in modo particolare. Innanzitutto le correzioni statiche, che per esperimenti con obiettivi molto profondi e con dati acquisiti con offset particolarmente lunghi possono essere calcolate in modo specifico. Se i target sono profondi è possibile infatti estendere in profondità il concetto di statiche surface consistent; ciò significa calcolare le correzioni statiche in modo da compensare le variazioni di spessore e di velocità non solo dello strato aerato ma di un intero pacchetto di strati sedimentari, tutti quelli per i quali è possibile stimare velocità e profondità interpretando i primi arrivi misurati anche ad offset molto lunghi (ad esempio fino a 3-5 km) con la sismica a rifrazione. Con misure in questo intervallo di offset è normalmente possibile descrivere un pacchetto di 3 o 4 strati che costituisce la struttura superficiale e che di solito si estende in profondità per alcune centinaia di metri, come mostrato ad esempio dalle Figg. 4 e 5 e come ampiamente documentato dai modelli ricavati lungo tutto il profilo CROP03 (Zanzi, 1998a). Per

8 riflessioni da target profondi è facile verificare che i fronti d onda in risalita attraversano questi strati superficiali con propagazione quasi verticale, consentendo così di mantenere l ipotesi di statiche surface consistent (Bardelli et al., 1994a). Per il calcolo di queste statiche profonde è stato utilizzato molto il metodo WIM (Zanzi and Andena, 1993; Zanzi, 1996) che consente di ricostruire modelli multistrato, di sfruttare ampiamente la ridondanza dei dati offerta dai profili Vibroseis in multicopertura e che ha la flessibilità di poter stimare eventuali gradienti verticali di velocità all interno degli strati del modello. Per il profilo CROP04, data la scarsa qualità dei dati Vibroseis si è preferito utilizzare il profilo ad esplosivo per stimare i primi arrivi; in tal caso, salvo rare eccezioni rappresentate da qualche segmento dove i dati ad esplosivo non garantivano una sufficiente copertura e che quindi sono stati risolti ancora con i dati Vibroseis, non si è utilizzato il metodo WIM, poco adatto all inversione di dati in bassa copertura, bensì un algoritmo basato sul metodo GRM (Mazzotti et al., 1997, 2000). Una seconda operazione di processing che può risultare conveniente, sempre in relazione alla particolare estensione degli stendimenti, è quella di analizzare la risposta dei target più interessanti o più profondi al variare dell angolo di illuminazione per eventualmente calibrare l operazione di stack con una procedura pesata in funzione dell offset ed eventualmente anche del tempo. Questa operazione, realizzata con una funzione peso crescente con l offset, ha consentito di ricostruire meglio i target più profondi del profilo CROP02 nel tratto del Passo Spluga (Bardelli et al., 1993, 1994a). Il metodo è stato utilizzato con grandi benefici anche nel caso del profilo CROP04 dove è stata applicata una pesatura tempo-offset variante del dato pre-stack calibrata tramite una procedura totalmente automatica di stima adattativa del rapporto segnale-rumore (Mazzotti et al., 1997; Mazzotti et al., 2000). In aggiunta a queste operazioni, l esperienza acquisita rielaborando i dati CROP04 permette di evidenziare altre tecniche che nel caso specifico hanno dato un significativo contributo nel recupero della qualità delle sezioni finali. Si tratta di operazioni specificamente progettate in funzione delle caratteristiche particolari dei dati CROP04; esse quindi rappresentano un know-how prezioso, non necessariamente da applicare ad ogni profilo indistintamente ma che potrà essere utilmente riutilizzato per risolvere situazioni simili. Si riassumono quindi brevemente queste procedure speciali. Data la scarsa qualità di buona parte dei dati Vibroseis, specialmente quelli registrati dai gruppi più lontani dalla sorgente, e considerando d altra parte la grande quantità di dati disponibili, è stata messa a punto una tecnica automatica per l analisi di dettaglio di ogni singola traccia sismica. I parametri usati per questa stima di qualità sono il rapporto segnale-rumore misurato in corrispondenza del primo arrivo e lo spettro FT di ogni singola traccia: ogni traccia con rapporto segnale-rumore insufficiente o con spettro FT dominato da forti componenti di rumore superficiale segnalate da componenti spettrali solitamente abbastanza strette e tempo invarianti, viene esclusa dalle elaborazioni successive così da non contribuire al degrado della qualità dello stack. La scarsa qualità dei dati impoverisce gravemente l operazione di stima delle velocità di NMO. Pertanto, prima di organizzare i dati in famiglie CDP, si è tentato di enfatizzare i deboli accenni di coerenza laterale presenti nei dati pre-stack attraverso una deconvoluzione FX applicata in modo non troppo spinto alle sezioni commonoffset.

9 Anche l organizzazione in famiglie CDP attraverso la costruzione di un tracciato slalom è stata curata in modo particolare eseguendo dei test di qualità su tracciati disegnati con criteri diversi (Mazzotti et al., 1997; Mazzotti et al., 2000). I test hanno mostrato che il tracciato slalom ha un impatto non trascurabile, soprattutto sugli eventi registrati nei primi secondi; ciò è assai comprensibile data la particolare estensione del cavo sismico e dato che la risoluzione laterale in un esperimento sismico diminuisce con la profondità. Mentre i tracciati slalom sono spesso disegnati in modo da inseguire le nuvole di punti CMP minimizzando la tortuosità del tracciato stesso, i risultati migliori sui dati CROP04 sono stati ottenuti applicando ancora questo criterio ma su un sottoinsieme di punti CMP, precisamente quelli appartenenti ai dati con offset minore (ad esempio con offset minore di 3 km). Sono questi infatti i dati che contribuiscono maggiormente a costruire i primi secondi della sezione stack mentre gli offset maggiori sono spesso ininfluenti su questi eventi a causa dello stretch e della conseguente applicazione del muting. Si noti che poiché in un profilo crooked la distribuzione dei CMP lungo il profilo non è disordinata ma risulta in qualche modo organizzata per offset, il tracciato che si ottiene valorizzando una classe di offset piuttosto che utilizzando tutti i CMP in modo indistinto risulta significativamente diverso, e pertanto l impatto sulla qualità del dato non è da sottovalutare. Riassumendo quanto detto, la Tab. 1 riporta una sintesi delle principali procedure non convenzionali che sono state progettate ed applicate con buoni risultati sui profili esaminati dagli autori. Come si deduce anche dalla tabella, il profilo che ha richiesto il maggiore impegno in fase di elaborazione è il profilo CROP04. Esso rappresenta una case history particolarmente interessante poiché mostra quale può essere il margine di recupero di qualità di una sezione attraverso una rielaborazione curata nei minimi dettagli, ossia eseguendo un processing mirato con tempi e costi di esecuzione certamente non compatibili con quelli del processing industriale (Mazzotti et al., 1997, 1998). Una ulteriore indicazione che è emersa è che questo recupero di qualità è un risultato che è stato costruito gradualmente sommando tutti i miglioramenti, lievi ma non trascurabili, introdotti da ciascuna operazione della sequenza di processing; in altre parole, nessuna particolare elaborazione può essere indicata come la chiave di volta che ha improvvisamente trasformato la qualità del dato. Tab. 1 - Algoritmi o procedure sviluppate specificamente per l elaborazione di dati crostali. Esperimenti speciali con tecnica expanding spread. Algorithm: Data analysis: automatic suppression of noisy traces WIM Static corrections: GRM FX Deconvolution on common offset sections Slalom sort optimization Weighted stack Successfully applied on: CROP04 CROP02, CROP03, CROP04 CROP04 (explosive data integrated with some Vibroseis data) CROP04 CROP04 CROP02 (offset dependent weights) CROP04 (SNR dependent weights)

10 Si tratta di esperimenti eseguiti ad integrazione dei profili di sismica NVR, in modo non sistematico ma localmente mirato; lo scopo è quello di illuminare i target più profondi con angoli di incidenza maggiori di quelli ottenibili con la sismica NVR. I vantaggi che possono offrire questi dati sono diversi (Bardelli e Zanzi, 1994c): a) osservazione di target profondi con riflessioni post-critiche, b) aggiramento di strutture locali superficiali o comunque poco profonde che creano problemi di assorbimento del segnale, nascondendo alla sismica NVR le strutture sottostanti, c) possibilità di eseguire analisi di velocità e di pendenza accurate su eventi profondi applicando una metodologia di analisi congiunta di dati expanding spread e NVR. È da notare che tali esperimenti sono convenienti in termini di costo solo se eseguiti contestualmente alla realizzazione del profilo NVR; infatti essi possono essere eseguiti semplicemente programmando alcune energizzazioni supplementari e sfruttando il cavo sismico già steso. Successi e insuccessi degli esperimenti Esperimenti speciali di questo tipo sono stati eseguiti in alcuni siti selezionati lungo i profili CROP03 e CROP18. Le Figg. 6 e 7 raccolgono gli schemi di realizzazione di ciascun esperimento riportando le cariche di esplosivo utilizzate per ciascuna energizzazione e la relativa posizione del cavo sismico. In figura è indicata anche una valutazione soggettiva della qualità di ogni esperimento, qualità che il lettore può giudicare in proprio confrontando le sezioni elaborate (Zanzi, 1998b; Bardelli et al., 1995). Si può notare che salvo due eccezioni particolarmente infelici, gli esperimenti hanno avuto successo. La prima delle due eccezioni è rappresentata dall'esperimento CROP03 nel segmento centrale del profilo dove alla già scarsa risposta sismica osservata anche sui dati NVR si è aggiunta la circostanza sfavorevole di non poter eseguire energizzazioni con cariche superiori ai 30 kg di esplosivo. Si è dovuto perciò ricorrere ad una ripetizione con stack di più energizzazioni, ma come si commenterà più sotto ciò rappresenta un metodo meno efficiente rispetto a quello di eseguire scoppi singoli con cariche maggiori. L altro esperimento poco felice è stato il secondo esperimento eseguito nel tratto orientale del profilo CROP03; in questo caso il risultato scadente è probabilmente da imputare alle scarse cariche di esplosivo utilizzate (si tratta tra l altro del primo esperimento speciale in ordine di tempo realizzato nell ambito del profilo CROP03, in assenza quindi di esperienze già acquisite sui parametri ottimi di realizzazione) congiuntamente ad una scelta non troppo fortunata del sito di energizzazione. Quest ultima considerazione proviene anche dal riscontro di segno opposto che si osserva sul primo esperimento realizzato nella stessa area con direzione reciproca, il quale pur essendo stato eseguito con cariche complessive di poco superiori ha dato un risultato molto buono. Contributi specifici degli esperimenti Il contributo specifico di questi esperimenti può variare da caso a caso in relazione alle problematiche particolari di ogni area ed alla qualità dei dati raccolti. In ogni caso, quando la qualità dei dati è sufficientemente buona, ci si aspetta un contributo relativo alla definizione delle velocità sismiche. Innanzitutto, l analisi dei

11 primi arrivi fino a distanze dalla sorgente di km permette di ricostruire l andamento delle velocità intervallari e degli spessori dei primi strati fino a profondità di 2-3km, ovviamente assumendo che valga l ipotesi fondamentale della sismica a rifrazione, ossia che le velocità intervallari crescano con la profondità (Zanzi, 1998b). Questi modelli possono essere comunque trasformati in velocità RMS per effettuare un confronto con le velocità ricavate dall analisi classica dei dati NVR ed arrivare così alla validazione del modello oppure all aggiornamento del modello con introduzione di eventuali strati nascosti osservati solo dalla sismica a riflessione. Ma il contributo più interessante che questi esperimenti offrono per la conoscenza delle velocità sismiche riguarda gli strati più profondi, ossia eventi sismici osservati a tempi di riflessione superiori ai 5 s. A questi tempi infatti l analisi di velocità dei dati NVR, sebbene raccolti con stendimenti eccezionalmente lunghi, non ha più una risoluzione sufficiente per definire in modo affidabile le velocità sismiche. Ciò non rappresenta un problema per le correzioni dinamiche dei dati stessi ma certamente rappresenta una difficoltà per la trasformazione della sezione tempi in sezione profondità, ossia per la migrazione dei riflettori profondi, e quindi per l interpretazione dei risultati. Invece, l analisi congiunta di dati NVR e dati expanding spread offre l opportunità di ricavare velocità di NMO e stime di pendenza dei riflettori con precisioni notevoli. L approccio congiunto si impone in quanto i dati expanding spread costituiscono un esperimento equivalente ad una famiglia common shot e come tale soffrono di una ambiguità tra velocità e pendenza; in altre parole, applicando le correzioni di NMO ai dati expanding spread è possibile trovare un insieme di coppie velocità-pendenza tutte pressoché egualmente valide per correggere il moveout di una determinata riflessione. In realtà, in analogia a quanto dimostrato a proposito delle onde convertite (Zanzi, 1998c), questa ambiguità non esiste in linea di principio e la soluzione è unica, ma in pratica la risoluzione di una analisi di velocità e pendenza effettuata su un esperimento common shot è molto povera. Tale ambiguità viene invece risolta quando le possibili soluzioni vengono applicate per migrare contemporaneamente i dati expanding spread ed i dati NVR. Esisterà infatti un unica soluzione che migra entrambi i dati portando il riflettore nella stessa posizione. Con questa procedura congiunta è stato possibile ad esempio attribuire velocità con precisione di poche centinaia di metri al secondo anche ai riflettori più profondi osservati nel tratto orientale del profilo CROP03 (Zanzi, 1998b). In aggiunta a questo arricchimento dell analisi di velocità, prezioso soprattutto in fase di interpretazione dei dati, questi esperimenti speciali possono costituire un modo per risolvere problemi che la sola sismica NVR non è in grado di fare. Ad esempio, sempre nel tratto orientale del profilo CROP03, dove sia la sismica NVR che l esperimento expanding spread osservano energia riflessa a tempi molto alti, intorno ai s (tempi doppi), l analisi dell esperimento speciale ha permesso di escludere alcune ipotesi interpretative lasciate aperte dalla sismica NVR (multiple, combinazione di eventi rifratti nei primi strati e riflessi lateralmente da qualche struttura fuori linea) confermando quindi la presenza di un riflettore molto profondo. Un altro esempio molto interessante è costituito dagli esperimenti realizzati lungo il profilo CROP18. In tal caso si osservano riflessioni assai energetiche fra 5.5 e 6 secondi (tempi doppi) che possono far supporre la presenza di riflettori parecchio inclinati e/o la presenza di strati profondi non molto veloci. Una interpretazione alternativa potrebbe invece essere costruita supponendo che anziché riflettori profondi ed inclinati questi eventi nascano a profondità minori come onde convertite (Bardelli et al., 1995). Il problema è tuttora aperto in quanto l'analisi di questi dati non è stata ancora completata.

12 Progetto delle acquisizioni Il numero di esperimenti speciali realizzati è ancora molto ridotto ma da un analisi statistica preliminare si possono estrarre alcune indicazioni provvisorie utili per il progetto di questi esperimenti e che potranno essere aggiornate in futuro a seguito di nuovi esperimenti (Zanzi et al., 1997). medium quality Crop03: western experiment m 30 kg 5.730m m m m m m m 80 kg 150 kg 200 kg low quality m 30kg 3x30kg 5x30kg 7x30kg high quality Crop03: central experiment 5.730m 5.430m m m Crop03: eastern experiment I m m m 1x30 kg 2x30 kg 2x30 kg 1.410m m m m m m low quality m Crop03: eastern experiment II m m m m 30 kg 40 kg 50 kg 1.830m Fig. 6 - Esperimenti speciali expanding spread lungo il profilo CROP03.

13 high quality Crop18A: forward experiment m 30 kg 7.770m 100 kg 7.470m m 200 kg m m 250 kg m m high quality Crop18A: backward experiment m 30 kg 5.310m m m m m m m 100 kg 200 kg kg Fig. 7 - Esperimenti speciali expanding spread lungo il profilo CROP18. È ovvio che questi esperimenti debbano essere progettati prevedendo energizzazioni sempre più pesanti all aumentare della distanza dello stendimento dal punto sorgente. Meno ovvio è invece quantificare questo aumento della carica in funzione dell offset. La Fig. 8 rappresenta una curva media del decadimento del rapporto segnale-rumore all aumentare dell offset con carica di esplosivo costante. La figura è stata costruita mediando i dati disponibili nell intervallo di offset per i quali gli esperimenti hanno fornito misure affidabili, cioè fino ad un offset massimo di circa 20 km (Stucchi e Zanzi, 1998). Si è notato infatti che il rapporto segnale-rumore oltre tale distanza tende a stabilizzarsi intorno a 0dB indicando che il segnale non è più distinguibile dal rumore. Da ciò si può dedurre che la strumentazione usata per questi esperimenti, ossia cariche di esplosivo non eccessive e comunque mai superiori ai 200 kg e sopprattutto geofoni con frequenza di risonanza a 8 o 10 Hz, non sembra essere indicata per acquisire dati con offset superiori a 20 km. Questo è abbastanza in accordo con studi teorici e simulazioni eseguite appositamente in fase di progetto di questi esperimenti (Pirera and Zanzi, 1993). Si noti che la scala assoluta del rapporto SNR in Fig. 8 è stata normalizzata in quanto poco significativa dipendendo dalla carica considerata e da altri fattori locali che possono variare da esperimento ad esperimento. È invece significativo il tasso di decadimento del rapporto SNR. Dalla figura è possibile trarre una prima indicazione su quanti decibel occorre recuperare aumentando la carica di esplosivo in funzione dell offset per compensare questo decadimento. Per completare il progetto occorre però sapere anche come aumenta il rapporto SNR in funzione della carica usata. Una stima sperimentale di questo tasso di crescita è osservabile in Fig. 9 dove si mostra una curva media del rapporto segnale-rumore al variare della carica di esplosivo, ricavata combinando opportunamente tutti i dati a disposizione. Naturalmente le misure sono state confrontate ad una distanza fissa dal punto sorgente e sono state combinate dopo le opportune operazioni di normalizzazione (Stucchi e Zanzi, 1998). Di nuovo, la scala assoluta del rapporto segnale-rumore ha poco significato, in quanto legata a

14 tanti fattori locali dipendenti da ciascun esperimento nonché dall offset considerato. Ciò che invece ha importanza è la scala relativa, ossia la velocità con cui il rapporto segnale-rumore migliora all aumentare della carica. Ad eccezione dei valori misurati in corrispondenza delle cariche maggiori (200 kg), che probabilmente forniscono un dato poco affidabile per la scarsità dei dati mediati, si nota un tasso di crescita piuttosto rapido, circa 20 db per decade, che può essere preso come riferimento per completare il progetto delle cariche in funzione della distanza sorgente-stendimento. È interessante inoltre notare che un tasso di crescita di 20 db per decade è assai maggiore dei 10 db per decade che ci si potrebbe aspettare nella migliore delle ipotesi (ossia con rumore incorrelato fra misure diverse) da una procedura di ripetizione con stack di energizzazioni con carica costante, come quella che è stata adottata per l esperimento nel segmento centrale del profilo CROP03 (Fig. 6). Ci sono due possibili ragioni, forse concomitanti, che potrebbero spiegare questo tasso di crescita più rapido, a favore della procedura di aumento dell energia con cariche maggiori esplose simultaneamente piuttosto che stack di tanti esperimenti con cariche inferiori. La prima ragione è che l assorbimento del mezzo tende a filtrare le alte frequenze così che l esecuzione di esplosioni con cariche più consistenti, che come noto tendono a generare energia a frequenze più basse, risulta essere una procedura più efficace. La seconda ragione potrebbe essere invece legata alla efficienza stessa dell esplosione; in altre parole, la Fig. 9 potrebbe indicare che l efficienza dello scoppio dipende dalla carica ed in particolare che essa aumenta con la carica, almeno per ciò che riguarda cariche fino a 150 kg. A queste argomentazioni, che tendono a far preferire grosse esplosioni alla somma di tante esplosioni di minor energia, occorre aggiungere una breve discussione a proposito della ripetibilità delle energizzazioni ad esplosivo. Per ottenere i migliori risultati dalla procedura di energizzazioni multiple con stack occorre che la sorgente sia ripetitiva, ossia che l energia del segnale generato sia sempre identica. L analisi degli esperimenti effettuati con questa tecnica, in particolare l analisi dei dati dell esperimento centrale del profilo CROP03 che da questo punto di vista è il più interessante, indica invece una distribuzione statistica dell energia trasmessa caratterizzata da una notevole dispersione (Fig. 10), nonostante che tutte le energizzazioni siano state effettuate con la medesima carica (30 kg) e nello stesso sito, in pozzetti poco distanti l uno dall altro (Stucchi e Zanzi, 1998). Alla distribuzione ottenuta dai dati sperimentali, rappresentata su scala orizzontale logaritmica e opportunamente normalizzata rispetto al valore di SNR misurato con maggior frequenza, è stata sovrapposta una funzione gaussiana che sembra regredire bene la curva sperimentale. Si tratta di una funzione di densità di probabilità gaussiana con deviazione standard di 3.2 db. Si conclude che la dispersione dei valori di energia prodotti dalle diverse esplosioni è ragguardevole; questo, oltre a rappresentare un ulteriore argomento contro questa procedura di ripetizione con stack delle energizzazioni, indica che l operazione di stack deve essere effettuata con cautela, ad esempio nel modo suggerito nella prossima sezione.

15 0-10 S/N [db] O ffset [km ] Fig. 8 - Curva media di decadimento del rapporto segnale-rumore in funzione dell'offset a parità di carica di esplosivo S/N [db] Charge [kg] Fig. 9 - Curva media di aumento del rapporto segnale-rumore in funzione della carica di esplosivo a parità di distanza di osservazione. Elaborazione dei dati L esperienza acquisita elaborando i dati di questi esperimenti speciali ha portato alla definizione di una procedura particolare costituita in parte di operazioni convenzionali ed in parte di operazioni progettate specificamente per questi dati (Bardelli e Zanzi, 1994b e c; Bardelli et al., 1995; Zanzi, 1998b). La procedura è indicativamente riassunta in Fig. 11 e viene qui di seguito commentata per evidenziare le peculiarità più interessanti.

16 Fig Distribuzione statistica del rapporto segnale-rumore misurato su un campione di energizzazioni equivalenti (30 kg di esplosivo) provenienti dall'esperimento expanding spread realizzato nel tratto centrale del profilo CROP03. I dati sperimentali sono regrediti con una curva Gaussiana con deviazione standard di 3.2 db. In fase di preelaborazione è spesso utile applicare dei filtraggi passabanda, calibrati in funzione dell offset, più eventuali filtri notch localmente sintonizzati sulle frequenze del rumore coerente che interessa a volte insiemi molto ristretti di ricevitori. Per le considerazioni conclusive della sezione precedente, nel caso le acquisizioni siano state eseguite ripetendo più volte le energizzazioni occorre ottimizzare l operazione di stack per massimizzare il rapporto segnale-rumore finale. La somma ottima consiste quindi in una somma pesata in funzione del valore di SNR misurato su ciascuna ripetizione dell esperimento. Dopo questa eventuale operazione, i dati dei vari pannelli, intendendo per pannello l esperimento registrato con una determinata distanza dello stendimento dalla sorgente, devono essere congiunti opportunamente per comporre l intero esperimento common shot equivalente. A questo scopo, le acquisizioni sono sempre progettate in modo da garantire una breve zona di overlap tra due successive posizioni dello stendimento. Ciò consente di controllare il sincronismo verticale, ossia dell asse tempi tra due pannelli adiacenti e consente di equalizzare l energia dei diversi pannelli per ottenere un esperimento complessivo ben calibrato. Per ciò che riguarda le correzioni statiche di questi dati, in analogia a quanto si fa nella sismica a riflessione NVR, conviene procedere in due fasi: si calcolano le statiche con un metodo a rifrazione, direttamente sui dati expanding spread o meglio ancora sui dati NVR, e poi si perfezionano le correzioni stimando una sorta di statiche residuali. Queste ultime sono in realtà un concetto da ridefinire in quanto i dati expanding spread sono a copertura singola per cui gli algoritmi di correzioni statiche residuali normalmente usati in sismica NVR non sono applicabili. Una procedura sperimentata con buoni risultati consiste invece in un algoritmo in grado di stimare le statiche definite come i ritardi relativi con cui riallineare le tracce in modo da massimizzare la potenza di

17 stack di tracce adiacenti in una breve finestra mobile (3 o 5 tracce) centrata sugli eventi di maggior interesse. Coerentemente con quanto detto a proposito del contributo di questi esperimenti ai fini della determinazione del campo delle velocità sismiche, le velocità usate per le correzioni dinamiche di questi dati sono il risultato di una analisi di velocità integrata: nei primi 2 secondi (tempi doppi di riflessione) il campo è fornito dall analisi a rifrazione dei dati expanding spread, nell intervallo 2-5 secondi le velocità sono meglio definite dalle riflessioni nei dati NVR, infine per tempi doppi maggiori di 5 secondi i risultati più accurati vengono dall analisi di moveout degli eventi profondi osservati nei dati expanding spread seguita dal confronto di sezioni migrate NVR ed expanding spread per risolvere le possibili ambiguità tra velocità e pendenza dei riflettori. PROCESSING SEQUENCE DEMULTIPLEX RESAMPLING (8 ms) GEOMETRY EDIT NOISE FILTERING Bandpass filters Notch filters DECONVOLUTION Spectral shaping Predictive deconvolution PANEL EQUALIZATION PANEL WEIGHTED STACK COMMON SHOT COMPOSITION REFRACTION STATICS Derived from NVR data INTEGRATED VELOCITY ANALYSIS NMO CORRECTIONS MUTING PSEUDO - RESIDUAL STATICS Modified Max Power Autostatics A.G.C. F-X DECONVOLUTION TRACE MIX (3 tr) TIME VARIANT FILTER Fig Sequenza di elaborazione per esperimenti speciali expanding spread.

18 CONCLUSIONI Confrontando i parametri di acquisizione dei diversi profili di sismica NVR di cui si sono occupati gli autori, si possono distinguere due approcci principali, uno basato sull uso di sorgente Vibroseis con coperture alte (non meno di 6000% ma spesso anche molto più alte) e con stendimenti molto lunghi (nell'ordine dei 10 km), l altro basato sull uso della sorgente a esplosivo con coperture medie (3200%) e con stendimenti più corti (fino a circa 6 km). I due approcci menzionati sono in stretta relazione con le aree geografiche dei profili, il primo approccio essendo stato adottato per i profili alpini ed il secondo per i profili appenninici. L'esperienza, confermata anche dagli autori, sembra mostrare che i due approcci hanno successo nelle rispettive aree. Il profilo CROP04 rappresenta l'unica eccezione a questa impostazione trattandosi del primo ed unico profilo crostale realizzato in Italia meridionale con i vibratori adottando parametri simili a quelli già sperimentati con successo nei profili alpini. Il parziale insuccesso del profilo, che ha richiesto una faticosa opera di rielaborazione per produrre sezioni stack con un contenuto informativo accettabile, è stato oggetto di approfondita analisi. La conclusione che sembra emergere è che i profili appenninici presentino almeno mediamente una complessità strutturale delle coperture sedimentarie maggiore rispetto a quella dei profili alpini e che questa complessità renda preferibile l'uso di sorgenti molto energetiche (esplosivo piuttosto che vibratori) e di stendimenti non eccessivamente lunghi. Bisogna ammettere tuttavia che tale conclusione non risolve completamente tutti i possibili dubbi che solo un nuovo esperimento di acquisizione nelle zone più critiche del profilo potrebbe sciogliere. Per ciò che riguarda l'elaborazione dei dati di sismica NVR, in generale si può dire che una sequenza di elaborazione convenzionale, mutuata dalle sequenze usate per l elaborazione di dati di sismica per ricerca di idrocarburi, può dare risultati più che soddisfacenti anche quando applicata a dati di sismica profonda come i dati CROP. L esperienza fatta dimostra però che ci sono alcune operazioni di processing che vale la pena di curare in modo particolare, soprattutto tenendo conto della profondità dei target di interesse e della particolare estensione degli stendimenti. Tra queste figurano il calcolo delle correzioni statiche a rifrazione e la pesatura dei dati pre-stack in funzione del rapporto segnale-rumore al variare dell'offset e del tempo. In aggiunta a queste operazioni, sempre raccomandabili su dati crostali, l esperienza acquisita rielaborando i dati CROP04 ha portato allo sviluppo di altre tecniche che in casi simili potrebbero risultare molto preziose per il recupero della qualità delle sezioni finali. Esse comprendono una procedura totalmente automatica per l'analisi di qualità e la selezione dei dati pre-stack, la deconvoluzione FX di dati pre-stack raggruppati in common-offset supergathers, la progettazione del tracciato slalom valorizzando i dati ad offset medio-corto. Come dimostra il caso CROP04, l'utilizzo congiunto di tutte queste tecniche (si noti che nessuna in particolare è risultata straordinariamente efficace) può portare ad un considerevole miglioramento di qualità della sezione stack rispetto a quella ottenibile con procedure di elaborazione industriale. L'acquisizione di alcuni profili crostali è stata integrata con l'esecuzione di esperimenti speciali con tecnica expanding spread. Si tratta di esperimenti locali, convenienti in termini di costo solo se eseguiti contestualmente alla realizzazione del profilo NVR, il cui scopo è quello di illuminare i target più profondi con angoli di incidenza maggiori di quelli ottenibili con la sismica NVR. L'esperienza ne ha mostrato l'utilità, legata soprattutto al fatto di poter osservare target profondi con

19 riflessioni post-critiche e di poterne eseguire una accurata analisi di velocità e di pendenza. Il numero di esperimenti speciali realizzati è ancora molto ridotto ma da un analisi statistica preliminare sono state estratte alcune indicazioni provvisorie utili per il progetto di questi esperimenti. In particolare sono state ricavate le curve sperimentali per il progetto delle quantità di carica in funzione dell'offset. Inoltre, tutte le analisi sperimentali sembrano indicare che la procedura di stack di tanti esperimenti con cariche contenute è meno efficace della esecuzione di una singola esplosione con carica maggiore. L'elaborazione di questi dati di natura particolare richiede tecniche specifiche che sono state appositamente progettate. Esse includono filtraggi tempo-offset varianti, procedure di sincronizzazione e di equalizzazione dei dati ricavati dai diversi esperimenti per assemblare l'esperimento complessivo, calcolo di correzioni statiche pseudo-residuali, analisi di velocità congiunta con dati NVR, correzioni di NMO e/o migrazione. Ringraziamenti. Gli autori sono grati agli enti che hanno finanziato il progetto CROP (CNR, AGIP, ENEL) e ai direttori dei profili di cui il gruppo si è occupato (Prof. Pialli, Prof. Scandone e Prof. Lazzarotto) che hanno sempre offerto la loro preziosa collaborazione. BIBLIOGRAFIA Bardelli A., Bossi L., Zanzi L.; 1993: Rielaborazione sperimentale della linea CROP-02. Atti 12 Convegno GNGTS, novembre, Roma, pp Bardelli A., Bossi L., Zanzi L.; 1994a: CROP-02 Passo Spluga: reprocessing using advanced statics. Proceedings of Symposium CROP ALPI CENTRALI, October 20-22, 1993, Sondrio, Quaderni di Geodinamica Alpina e Quaternaria, 2, pp Bardelli A., Bossi L., Zanzi L.; 1994b: Processing techniques for expanding spread experiments applied to the crustal CROP project. Expanded abstracts 64 th SEG Meeting, October 23-28, Los Angeles, pp Bardelli A., Bossi L., Zanzi L.; 1994c: Acquisizione sperimentale ed elaborazione integrata di dati near-vertical e wide angle per il progetto crostale CROP 03. Atti 13 Convegno GNGTS, novembre, Roma, pp Bardelli A., Stucchi E., Zanzi L.; 1995: Soluzioni non convenzionali per l'elaborazione di dati wideangle a campionamento spaziale denso. Atti 14 Convegno GNGTS, ottobre, Roma, pp Bertelli L., Mazzotti A.; 1998: Planning and acquisition of the NVR Crop-03 seismic profile. Mem. Soc. Geol. It., 52, pp Bertelli L., Storer P., Mazzotti A.; 1998: Processing strategies for the NVR Crop-03 seismic profile. Mem. Soc. Geol. It., 52, pp Mazzotti A.; 1991: Indagine sui parametri e sulle tecniche di acquisizione sismica della linea CROP03. Studi Geologici Camerti, vol. speciale 1991/1, pp Mazzotti A., Stucchi E., Zanzi L.; 1996: Analisi dei dati sismici CROP 04 e primi risultati di elaborazione. Atti 15 Convegno GNGTS, novembre, Roma, pp Mazzotti A., Stucchi E., Fradelizio G. L., Zanzi L., Scandone P., Morgante A.; 1997: Rielaborazione dei dati sismici CROP-04 lungo il tratto Agropoli-Venosa. Atti 16 Convegno GNGTS, novembre, Roma, pp.12. Mazzotti A., Fradelizio G., Scandone P., Stucchi E., Zanzi L.; 1998: Seismic exploration in complex terrains: an experience in the Southern Apennines. Extended abstracts 60 th EAGE Meeting, June 8-12, Leipzig. Mazzotti A., Stucchi E., Fradelizio G.L., Zanzi L., Scandone P.; 2000: Seismic exploration in complex terrains: a processing experience in the Southern Apennines. Appearing on Geophysics. Pirera F. and Zanzi L.; 1993: The reflectivity method as a tool for evaluating the seismic response of layered structures. Journal of Applied Geophysics, 30, pp Stucchi E., Zanzi L.; 1998: ESP Experiments along CROP profiles (03 and 18): remarks on the optimal source-receivers configuration. Mem. Soc. Geol. It., 52, pp

20 Zanzi L. and Andena A.; 1993: Deep statics for crustal surveys with the WIM method. Expanded abstracts 63 rd SEG, September 26-30, Washington, D.C., pp Zanzi L.; 1996: The WIM method for refraction statics. Geophysics, 61, pp Zanzi L., Stucchi E., Mazzotti A.; 1997: Design of crustal acquisitions: Vibroseis vs. Explosive and Expanding Spread experiments. Extended abstracts 59 th EAGE Meeting, May 26-30, Geneva. Zanzi L.; 1998a: Static correction estimation: results and near-surface models for the CROP 03 profile. Mem. Soc. Geol. It., 52, pp Zanzi L.; 1998b: Expanding spread experiments: data processing and contributions. Mem. Soc. Geol. It., 52, pp Zanzi L.; 1998c: Dip-velocity analysis of converted waves on a 2D-2C land profile. Extended abstracts 60 th EAGE Meeting, June 8-12, Leipzig.

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