Piazza Santa Maria Maggiore Mondovì (CN) Tel Fax

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Piazza Santa Maria Maggiore 10 12084 Mondovì (CN) Tel. 0174 40 336 Fax 0174 40 337 - e-mail: info@ambulatoriobios.it"

Transcript

1 Piazza Santa Maria Maggiore Mondovì (CN) Tel Fax GIURISPRUDENZA CIRCOLARE n 79 - ES GIUGNO 2013 LA SICUREZZA DI UN EQUIPE DI PERSONE CHE OPERANO SU UNA STESSA MACCHINA La sentenza della Corte di Cassazione n del 17/1/2013 prende in considerazione la sicurezza sul lavoro di un equipe di persone che operano presso una stessa macchina o presso uno stesso impianto e gli obblighi di organizzazione e di coordinamento posti in tal caso a carico del datore di lavoro: quest ultimo deve fornire a queste persone una informazione e una formazione finalizzate a garantire il coordinamento fra le stesse e ad evitare che qualcuna di esse assuma delle decisioni e prenda delle iniziative che possano compromettere la sicurezza delle altre. Deve altresì adottare precise misure di sicurezza dirette specificatamente a impedire che gli eventuali difetti di coordinamento o di informazione, o che gli errori di comprensione o dovuti alla mancanza di una visione d'insieme del lavoro da parte dei componenti dell'equipe, possano determinare l esecuzione di operazioni pericolose. Il caso Il Tribunale ha riconosciuto il datore di lavoro e amministratore unico di una società colpevole del reato di cui all'articolo 590 c.p., comma 3, in relazione all'articolo 583 c.p., comma 1 n. 2, per aver cagionato presso una sua unità produttiva ad un lavoratore dipendente della società stessa con contratto di lavoro a progetto, lesioni personali gravi consistite nella "amputazione falange distale primo dito della mano sinistra" in conseguenza delle quali lo stesso lavoratore ha riportato un'incapacità di attendere alle proprie ordinarie occupazioni per un tempo superiore a 40 giorni, e ciò per colpa consistita in imprudenza, negligenza, imperizia, violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro di cui al D. Lgs. n. 626/1994, articolo 4, comma 2, e articolo 35 in quanto: a) non ha valutato i rischi legati alla realizzazione, costruzione, messa in funzione, montaggio e smontaggio, manutenzione e riparazione, regolazione e registrazione delle macchine ideate e progettate nello stabilimento, per la messa in produzione di particolari metallici, per conto terzi su commessa, e non ha analizzato i pericoli legati all'utilizzo delle attrezzature di lavoro e delle macchine in relazione alle lavorazioni eseguite e il conseguente programma ritenuto opportuno per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; 1

2 b) ha omesso di attuare misure tecniche atte a ridurre al minimo i rischi connessi alle fasi di lavorazione relative alla realizzazione, costruzione, messa a punto e registrazione delle macchine, ideate e progettate nello stabilimento della società, in quanto veniva rilevata l'assenza di procedure legate alla realizzazione, messa a punto e registrazione delle macchine per piegatura di alcuni profili metallici. L infortunio al lavoratore era accaduto mentre lo stesso era intento a regolare un "riferimento" per la piegatura della lamiera con le mani all'interno degli organi di movimento del macchinario allorquando un collega ha avviato la macchina che, in automatico, ha messo in moto tutte le sue parti, ivi compresa la zona in cui stava operando il lavoratore. Le lamine del "riferimento" in cui lo stesso aveva inserito le mani gli hanno colpito il pollice, procurandogli le lesioni sopraindicate con l'aggravante che a seguito del fatto ha riportato l'indebolimento permanente di un organo interessante la funzione prensile, un'incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore a 40 giorni e con l'ulteriore aggravante del fatto commesso in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Il Tribunale ha quindi inflitto all'imputato la pena di 1.000,00 di multa (pena sospesa), oltre alla condanna al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni in favore della parte civile, nei cui confronti ha liquidato la somma di 3.000,00 a titolo di provvisionale. Successivamente la Corte d'appello ha rideterminato la pena, irrogando all imputato la sanzione della multa nella minore misura di euro 200,00 confermando nel resto la sentenza impugnata. Avverso la sentenza d'appello l imputato ha proposto ricorso per cassazione chiedendo l annullamento della sentenza sostenendo l inesistenza della violazione posta a base del capo di imputazione. Secondo il ricorrente, infatti, nel caso in esame di specie gli specifici rischi connessi all'esecuzione della lavorazione in corso erano stati adeguatamente presi in conto e ricondotti entro la soglia del rischio consentito mediante la scelta corretta del personale esecutivo, la perfetta visibilità dal pulpito della zona di lavorazione, l'assoluta linearità del compito spettante al manovratore della macchina e le istruzioni verbali più volte fornite dal datore di lavoro e dal responsabile della produzione al fine di raccomandare a ciascun lavoratore il dovere di agire con la massima avvertenza e prudenza. L'evento lesivo, secondo il ricorrente, doveva viceversa ritenersi conseguenza della condotta assolutamente anormale seguita dal collega del lavoratore infortunato il quale si era sottratto all'adempimento della regola precauzionale allo stesso imposta di azionare la macchina dallo stesso governata soltanto dopo che il collega si fosse allontanato dalla macchina. La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso infondato e lo ha pertanto rigettato. La suprema Corte ha fatto presente che il giudice d'appello aveva espressamente rilevato come nel documento relativo alla valutazione dei rischi connessi all'azionamento e all arresto incontrollato e/o accidentale della piegatrice non fosse tenuto nel debito conto della circostanza che la fase della messa a punto della macchina doveva essere effettuata da una squadra di almeno due operai, con la conseguente creazione di un doppio fattore di aumento del rischio, costituito, da un lato, dalla circostanza che il prototipo non poteva essere ancora munito di tutti i dispositivi di sicurezza propri del macchinario finito e, dall'altro, che gli addetti al dispositivo sarebbero dovuti intervenire sul macchinario in coppia, ma con compiti distinti. La Corte territoriale aveva quindi giustamente sottolineato come si profilasse, nell'occasione, l'insorgenza di un complesso di pericoli caratteristici, segnatamente legati ai sempre possibili difetti di coordinamento o di informazione, da errori di comprensione o dovuti alla mancanza di una visione d'insieme del lavoro da parte dei membri della squadra, necessariamente destinata a lavorare in equipe e aveva messo in evidenza che era propriamente mancata l'adozione di precise misure di sicurezza, specificamente dirette a impedire che i menzionati difetti di coordinamento o di informazione, o che gli errori di comprensione o dovuti alla mancanza di una visione d'insieme del lavoro da parte dei componenti dell'equipe, determinassero l'avvio del macchinario proprio durante 2

3 le operazioni di messa a punto, che richiedevano necessariamente l'inserimento delle mani della zona pericolosa. La Sez. IV ha quindi precisato che, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, la corte territoriale aveva specificamente indicato, in termini positivi, come l'infortunio in esame avrebbe potuto essere evitato, qualora il datore di lavoro, conscio dei rischi prevedibili ex ante connessi alla fase di messa a punto del prototipo, avesse dato precise disposizioni agli operai in ordine alle procedure di sicurezza da adottare, sì da impedire l'avvio del macchinario da parte dell'addetto al pulpito di comando, in assenza di un chiaro segnale di consenso da parte del collega, il quale era obbligato a operare con le mani all'interno della zona pericolosa, cui doveva necessariamente accedere per regolare il riferimento e/o a rimanere nei pressi della stessa durante le prove di curvatura per reggere il pezzo operazione, quest'ultima, eseguita nella prassi con le mani anziché con le pinze, che avrebbero garantito una maggiore distanza dalla zona pericolosa. La Corte suprema ha quindi concluso che il giudice d appello aveva correttamente individuato una carenza delle misure di sicurezza dirette a impedire che i difetti di coordinamento o d'informazione, gli errori di comprensione o quelli dovuti alla mancanza di una visione d'insieme del lavoro da parte dei componenti dell'equipe, determinassero l'avvio del macchinario proprio durante le operazioni di messa a punto, sottolineando altresì come lo stesso imputato fosse perfettamente consapevole dei rischi connessi alla fase della messa a punto, senza che ciò lo spingesse all'adozione di misure cautelari ulteriori e diverse dalle generiche raccomandazioni alla prudenza inammissibilmente impartite per via orale; raccomandazioni per loro natura inidonee a consentire di ritenere assolti gli obblighi connessi alla posizione di garanzia rivestita dall'imputato e funzionali alla tutela dell'incolumità dei lavoratori nell'ottica della prevenzione degli infortuni sul lavoro. 3

4 Cassazione Penale, Sez. 4, 17 gennaio 2013, n Infortunio con una piegatrice "Century" e difetti di coordinamento e informazione SENTENZA sul ricorso proposto da: 1) (Omissis) N. IL (Omissis); avverso la sentenza n. 3374/2009 CORTE APPELLO di TORINO, del 20/04/2012; visti gli atti, la sentenza e il ricorso; udita in PUBBLICA UDIENZA del 29/11/2012 la relazione fatta dal Consigliere Dott. MARCO DELL'UTRI; Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. Eduardo V. Scardaccione, che ha concluso per l'annullamento con rinvio. Fatto 1. - Con sentenza resa in data , la Corte d'appello di Torino ha parzialmente riformato la sentenza del Tribunale della stessa città, sezione distaccata di Moncalieri, del , con la quale (Omissis) è stato riconosciuto colpevole del reato di cui all'articolo 590 c.p., comma 3, in relazione all'articolo 583 c.p., comma 1 n. 2, per aver cagionato, nella sua qualità di datore di lavoro e amministratore unico della società (Omissis) s.r.l., con sede in (Omissis), presso l'unità produttiva corrente in (Omissis), a (Omissis), dipendente della sopraindicata società con contratto di lavoro a progetto, lesioni personali gravi - segnatamente "amputazione falange distale primo dito della mano sinistra" -, in conseguenza delle quali tale soggetto riportava un'incapacità di attendere alle proprie ordinarie occupazioni per un tempo superiore a 40 giorni, e ciò per colpa consistita in imprudenza, negligenza, imperizia, violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, e segnatamente dell'articolo 2087 c.c.,decreto Legislativo n. 626 del 1994, articolo 4, comma 2, e articolo 35 in quanto: a) non valutava i rischi legati alla realizzazione, costruzione, messa in funzione, montaggio e smontaggio, manutenzione e riparazione, regolazione e registrazione delle macchine ideate e progettate nello stabilimento, per la messa in produzione di particolari metallici, per conto terzi su commessa, nonchè non analizzava i pericoli - possibilità di lesione o danno alla persona - legati all'utilizzo delle attrezzature di lavoro e delle macchine in relazione alle lavorazioni eseguite e il conseguente programma ritenuto opportuno per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; b) ometteva di attuare misure tecniche atte a ridurre al minimo i rischi connessi alle fasi di lavorazione relative alla realizzazione, costruzione, messa a punto e registrazione delle macchine, ideate e progettate nello stabilimento della ditta, in quanto veniva rilevata l'assenza di procedure legate alla realizzazione, messa a punto e registrazione delle macchine per piegatura "Century" dei profili metallici componenti il paraurti posteriore della "Grande Punto". In presenza di tali presupposti, mentre il citato lavoratore, (Omissis), era intento a regolare un "riferimento" per la piegatura della lamiera con le mani all'interno degli organi di movimento del macchinario, un collega avviava la macchina che, in automatico, metteva in moto tutte le sue parti, ivi compresa la zona in cui stava operando il (Omissis), e le lamine del "riferimento" (in cui il (Omissis) aveva inserito le mani in quel momento) gli colpivano il pollice, procurandogli le lesioni sopraindicate; con l'aggravante che dal fatto il soggetto riportava l'indebolimento permanente di un organo (interessante la funzione prensile), un'incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore a 40 giorni e con l'ulteriore aggravante del fatto commesso in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Fatto commesso in (Omissis). Con la sentenza di primo grado, il Tribunale ha inflitto all'imputato la pena di euro 1.000,00 di multa (pena sospesa), oltre alla condanna al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni in favore della parte civile, nei cui confronti ha liquidato la somma di euro 3.000,00 a titolo di provvisionale. In sede di gravame, la Corte d'appello ha rideterminato la pena, irrogando al (Omissis) la sanzione della multa nella minor misura di euro 200,00, confermando nel resto la sentenza impugnata Avverso la sentenza d'appello, ha proposto ricorso per cassazione il difensore dell'imputato, affidato a un unico articolato motivo di doglianza, con il quale lo stesso ricorrente ha denunciato la nullità della sentenza, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 606 c.p.p., comma 1 lettera b) ed e), per erronea applicazione dell'articolo 590 c.p., in relazione all'articolo 2087 c.c. e articolo 4, comma 2, e Decreto Legislativo n. 626 del 4

5 1994, articolo 35, comma 2, e articolo 43 c.p., comma 1 alinea 3, nonchè per mancanza e illogicità della motivazione, risultante dal testo della sentenza impugnata. In particolare, si duole il ricorrente della mancata individuazione, da parte del giudice d'appello, della norma di diligenza oggetto della supposta violazione ascritta all'imputato, essendosi il giudicante pedissequamente attenuto all'astratto tenore del capo d'imputazione, senza procedere alla concretizzazione della regola di comportamento contestata al (Omissis). Nel caso di specie, ad avviso del ricorrente, gli specifici rischi connessi all'esecuzione della lavorazione in esame - non fronteggiabili con dispositivi di sicurezza automatici - erano stati adeguatamente presi in conto e ricondotti entro la soglia del rischio consentito, mediante la scelta corretta del personale esecutivo, la perfetta visibilità dal pulpito della zona di lavorazione, l'assoluta linearità del compito spettante al manovratore della macchina e le istruzioni verbali più volte fornite dal datore di lavoro e dal responsabile della produzione al fine di raccomandare a ciascun lavoratore il dovere di agire con la massima avvertenza e prudenza. Ciò premesso, essendo mancata la violazione di alcuna regola di diligenza da parte dell'imputato, l'evento lesivo ascritto alla responsabilità del (Omissis) doveva viceversa ritenersi conseguenza della condotta assolutamente anormale seguita dal collega del lavoratore infortunato, responsabile della specifica fase lavorativa in esame, il quale si era sottratto all'adempimento della regola precauzionale allo stesso imposta, di azionare la macchina dallo stesso governata soltanto dopo che il collega si fosse allontanato dal c.d. mascherone; condotta, che nessuna norma di diligenza, in ipotesi esigibile dall'imputato, avrebbe potuto in concreto scongiurare Il ricorso è infondato. Diritto Diversamente da quanto criticamente esposto nei motivi d'impugnazione illustrati nell'odierno ricorso, occorre evidenziare come il giudice d'appello abbia espressamente rilevato come nel documento relativo alla valutazione dei rischi connessi all'azionamento e arresto incontrollato e/o accidentale della piegatrice "Century", non si sia tenuto nel debito conto della circostanza che la fase della messa a punto della macchina doveva essere effettuata da una squadra di almeno due operai, con la conseguente creazione di un doppio fattore di aumento del rischio, costituito, da un lato, dalla circostanza che il prototipo non poteva essere ancora munito di tutti i dispositivi di sicurezza propri del macchinario finito; e, dall'altro, che gli addetti al dispositivo sarebbero dovuto intervenire sul macchinario in coppia, ma con compiti distinti. Muovendo in particolare da questo specifico secondo fattore di rischio, la corte territoriale ha sottolineato come si profilasse, nell'occasione, l'insorgenza di un complesso di pericoli caratteristici, segnatamente legati ai sempre possibili difetti di coordinamento o di informazione, da errori di comprensione o dovuti alla mancanza di una visione d'insieme del lavoro da parte dei membri della squadra, necessariamente destinata a lavorare in equipe. Proprio a tale riguardo, la corte di merito ha evidenziato l'assoluta inefficacia del modulo operativo nella specie prescritto e seguito, essendosi questo esaurito nella sola predisposizione di un pulpito posto a distanza dalla macchina piegatrice (destinato al posizionamento del lavoratore addetto alla manovra dei comandi di azionamento del macchinario), là dove è propriamente mancata l'adozione di precise misure di sicurezza, specificamente dirette a impedire che i menzionati difetti di coordinamento o di informazione, o che gli errori di comprensione o dovuti alla mancanza di una visione d'insieme del lavoro da parte dei componenti dell'equipe, determinassero l'avvio del macchinario proprio durante le operazioni di messa a punto, che richiedevano necessariamente l'inserimento delle mani della zona pericolosa. Sulla scorta di tali premesse, contrariamente a quanto dedotto in questa sede dal ricorrente, la corte territoriale ha specificamente indicato, in termini positivi, come l'infortunio in esame avrebbe potuto essere evitato, qualora il datore di lavoro, conscio dei rischi prevedibili ex ante connessi alla fase di messa a punto del prototipo, avesse dato precise disposizioni agli operai in ordine alle procedure di sicurezza da adottare, sì da impedire l'avvio del macchinario da parte dell'addetto al pulpito di comando, in assenza di un chiaro segnale di consenso da parte del collega, il quale era obbligato a operare con le mani all'interno della zona pericolosa, cui doveva necessariamente accedere per regolare il riferimento e/o a rimanere nei pressi della stessa durante le prove di curvatura per reggere il pezzo; operazione, quest'ultima, nella prassi eseguita con le mani anzichè con le pinze, che avrebbero garantito una maggiore distanza dalla zona pericolosa. Deve pertanto concludersi come il giudice d'appello abbia correttamente assolto al compito infondatamente censurato in questa sede dal ricorrente, indicando in modo specifico l'ambito sprovvisto di adeguata 5

6 regolamentazione cautelare, propriamente individuandolo nel quadro delle misure di sicurezza dirette a impedire che i difetti di coordinamento o d'informazione, gli errori di comprensione o quelli dovuti alla mancanza di una visione d'insieme del lavoro da parte dei componenti dell'equipe, determinassero l'avvio del macchinario proprio durante le operazioni di messa a punto, sottolineando altresì come lo stesso imputato fosse perfettamente consapevole dei rischi connessi alla fase della messa a punto, senza che ciò lo spingesse all'adozione di misure cautelari ulteriori e diverse dalle generiche raccomandazioni alla prudenza inammissibilmente impartite per via orale; raccomandazioni per loro natura inidonee a consentire di ritenere assolti gli obblighi connessi alla posizione di garanzia rivestita dall'imputato e funzionali alla tutela dell'incolumità dei lavoratori nell'ottica della prevenzione degli infortuni sul lavoro. Lo sviluppo del ragionamento così seguito dal giudice d'appello, in sè perfettamente lineare e pienamente congruo sul piano logico-giuridico, deve ritenersi pertanto tale da sfuggire alle censure allo stesso criticamente ascritte dal ricorrente, avendo la corte territoriale adeguatamente individuato il contenuto concreto delle prescrizioni cautelari ragionevolmente esigibili dall'imputato (e da questo totalmente disattese), e congruamente evidenziato la concreta ed effettiva funzionalità di dette prescrizioni rispetto al prevedibile scongiuramento dell'evento infortunistico nel caso di specie successivamente verificatosi Al riscontro dell'infondatezza dei motivi di doglianza avanzati dall'imputato segue il rigetto del ricorso e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. P.Q.M. la Corte Suprema di Cassazione, rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali. 6

LA FORMAZIONE E L INFORMAZIONE ANTINFORTUNISTICA DEI LAVORATORI DEVONO ESSERE DOCUMENTATE

LA FORMAZIONE E L INFORMAZIONE ANTINFORTUNISTICA DEI LAVORATORI DEVONO ESSERE DOCUMENTATE Federazione Indipendente Lavoratori Pubblici Dipartimento Studi e Legislazione FLP 00187 ROMA - Via Piave, 61 sito internet:: www.flp.it - e-mail: flp@flp.it Tel. 064201089-42000358 Fax 0642010628 Segreteria

Dettagli

Cassazione Penale, Sez. 4, 25 marzo 2011, n. 12034 - Infortunio sul lavoro e responsabilità del cantiere

Cassazione Penale, Sez. 4, 25 marzo 2011, n. 12034 - Infortunio sul lavoro e responsabilità del cantiere Cassazione Penale, Sez. 4, 25 marzo 2011, n. 12034 - Infortunio sul lavoro e responsabilità del cantiere Responsabilità del titolare di una impresa edile individuale ed assegnatario dei lavori di ristrutturazione

Dettagli

Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa

Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa 1 di 5 26/09/2011 11.11 Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa Giovedì 12 Maggio 2011 13:40 Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n.

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE /h (I 373 96 /14 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VINCENZO ROMIS Dott. GIACOMO FOTI Dott.

Dettagli

Corte di Cassazione penale: modificazione sostanziale di un impianto di verniciatura industriale

Corte di Cassazione penale: modificazione sostanziale di un impianto di verniciatura industriale Corte di Cassazione penale: modificazione sostanziale di un impianto di verniciatura industriale Non è più soggetta ad autorizzazione la installazione del singolo impianto che produce emissione in atmosfera,

Dettagli

indipendentemente dal conseguimento di un profitto o dal verificarsi di un danno,

indipendentemente dal conseguimento di un profitto o dal verificarsi di un danno, L'indebita utilizzazione a fini di profitto della carta di credito da parte di chi non ne sia titolare integra il reato di cui alla Legge n. 143 del 1991, articolo 12, indipendentemente dal conseguimento

Dettagli

Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione professionale

Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione professionale Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione p Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione

Dettagli

Venerdì 04 Febbraio 2011 14:04 - Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Marzo 2011 17:03

Venerdì 04 Febbraio 2011 14:04 - Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Marzo 2011 17:03 Cassazione Penale, Sez. 4, 03 febbraio 2011, n. 4106 - Datore di lavoro in senso giuslavoristico e prevenzi Cassazione Penale, Sez. 4, 03 febbraio 2011, n. 4106 - Datore di lavoro in senso giuslavoristico

Dettagli

Numero 12 /2012 Il danno morale non può essere liquidato quale quota parte del danno biologico

Numero 12 /2012 Il danno morale non può essere liquidato quale quota parte del danno biologico Numero 12 /2012 Il danno morale non può essere liquidato quale quota parte del danno biologico La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5230/2012, ha stabilito che nei giudizi risarcitori

Dettagli

Caldaia non a norma? Ne risponde il manutentore che non ne impedisce l'uso Cassazione penale, sez. IV, sentenza 13.12.2012 n 48229 commento e testo

Caldaia non a norma? Ne risponde il manutentore che non ne impedisce l'uso Cassazione penale, sez. IV, sentenza 13.12.2012 n 48229 commento e testo Caldaia non a norma? Ne risponde il manutentore che non ne impedisce l'uso Cassazione penale, sez. IV, sentenza 13.12.2012 n 48229 commento e testo Altalex.it (Simone Marani) Il solo fatto di aver lasciato

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MANNINO Saverio F. Presidente Dott. AMORESANO Silvio

Dettagli

UDIENZA 29.01.2009 SENTENZA N. 233. REG. GENERALE n.26389/08 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

UDIENZA 29.01.2009 SENTENZA N. 233. REG. GENERALE n.26389/08 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Integra il reato di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti l'accumulo di "beni destinati alla rottamazione" elencati nel catalogo europeo dei rifiuti (CER) quali i veicoli e i pneumatici fuori uso,

Dettagli

Mobbing. Responsabile il datore di lavoro se omette la dovuta vigilanza sui dipendenti

Mobbing. Responsabile il datore di lavoro se omette la dovuta vigilanza sui dipendenti CASSAZIONE CIVILE, Sezione Lavoro, Sentenza n. 16148 del 20/08/2007 Mobbing. Responsabile il datore di lavoro se omette la dovuta vigilanza sui dipendenti Il datore di lavoro e ritenuto responsabile dei

Dettagli

Condannato in primo e secondo grado, ricorre in Cassazione - Rigetto.

Condannato in primo e secondo grado, ricorre in Cassazione - Rigetto. Cassazione Penale, Sez. 4, 22 dicembre 2011, n. 47798 - Caduta dall'alto per mancanza di cavi di sicurezza ai quali agganciarsi e responsabilità di un coordinatore per la sicurezza Fonte: Osservatorio

Dettagli

Cassazione Penale, Sez. 4, 27 gennaio 2011, n. 2814 - RSPP e Omessa segnalazione dei fattori di rischio

Cassazione Penale, Sez. 4, 27 gennaio 2011, n. 2814 - RSPP e Omessa segnalazione dei fattori di rischio Cassazione Penale, Sez. 4, 27 gennaio 2011, n. 2814 - RSPP e Omessa segnalazione dei fattori di rischio - Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione - Valutazione dei Rischi Responsabilità di

Dettagli

Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile

Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile Sentenza 11 dicembre 2013, n. 27651 Integrale Lavoro ed occupazione - licenziamento - individuale REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA

Dettagli

Cassazione penale in tema di differenze fra deposito incontrollato, temporaneo, preliminare e messa in riserva

Cassazione penale in tema di differenze fra deposito incontrollato, temporaneo, preliminare e messa in riserva Cassazione penale in tema di differenze fra deposito incontrollato, temporaneo, preliminare e messa in riserva In tema di gestione dei rifiuti, quando il deposito di rifiuti non possiede i requisiti fissati

Dettagli

A cura dell Avvocato Aldo Monea

A cura dell Avvocato Aldo Monea Sportello Sicurezza sul Lavoro 2012-2013 di Acb Servizi di Brescia NEWS LETTER 03 IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE SUL LAVORO E DI SICUREZZA SUL LAVORO Selezione di giurisprudenza di Cassazione in materia:

Dettagli

Cassazione penale sez.vi sent. n.6597.

Cassazione penale sez.vi sent. n.6597. Cassazione penale sez.vi sent. n.6597. LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DE ROBERTO Giovanni - Presidente - Dott. GARRIBBA Tito - Consigliere

Dettagli

Cassazione Penale Sez. II, 27 febbraio 2013 n. 9220 - Pres. Petti, Est. Gentile RITENUTO IN FATTO

Cassazione Penale Sez. II, 27 febbraio 2013 n. 9220 - Pres. Petti, Est. Gentile RITENUTO IN FATTO DETENZIONE PER FINI DI COMMERCIALIZZAZIONE DI SUPPORTI AUDIOVISIVI ABUSIVAMENTE RIPRODOTTI E RICETTAZIONE: LA LEX MITIOR SI APPLICA ANCHE SE SUCCESSIVAMENTE VIENE MODIFICATA IN SENSO PEGGIORATIVO Cassazione

Dettagli

, REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE PRIMA SEZIONE PENALE SENTENZA

, REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE PRIMA SEZIONE PENALE SENTENZA , REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE PRIMA SEZIONE PENALE 1306 2/ 15 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ARTURO CORTESE Dott. LUIGI PIETRO CAIAZZO

Dettagli

Data 27/11/2012 Ente giudicante CASSAZIONE CIVILE, SEZIONE SECONDA Numero 21082

Data 27/11/2012 Ente giudicante CASSAZIONE CIVILE, SEZIONE SECONDA Numero 21082 Data 27/11/2012 Ente giudicante CASSAZIONE CIVILE, SEZIONE SECONDA Numero 21082 ha pronunciato la seguente: sul ricorso 22010-2006 proposto da: S.M.L., A.T., A.F. (eredi); REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL

Dettagli

Omicidio aggravato Discriminante - Legittima difesa Eccesso colposo

Omicidio aggravato Discriminante - Legittima difesa Eccesso colposo Omicidio aggravato Discriminante - Legittima difesa Eccesso colposo Il fondamento della legittima difesa è l'insopprimibile esigenza di autotutela di fonte a una condotta aggressiva, fonte di pericolo

Dettagli

Sentenza sull infortunio di un alunno di scuola elementare in una struttura scolastica

Sentenza sull infortunio di un alunno di scuola elementare in una struttura scolastica PORRECA Gerardo - Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro Sentenza sull infortunio di un alunno di scuola elementare in una struttura scolastica RAVVISATA LA RESPONSABILITA' DEI DIRIGENTI SCOLASTICI PER UN

Dettagli

numero 21.2011 25 maggio 2011 Personale: è punibile per truffa e rischia la reclusione il dipendente che omette di timbrare il cartellino

numero 21.2011 25 maggio 2011 Personale: è punibile per truffa e rischia la reclusione il dipendente che omette di timbrare il cartellino Page 1 of 5 numero 21.2011 25 maggio 2011 IL PUNTO Personale: è punibile per truffa e rischia la reclusione il dipendente che omette di timbrare il cartellino di Federica Caponi, SELF Servizi e Formazione

Dettagli

Suprema Corte di Cassazione. sezione lavoro. sentenza 24 aprile 2014, n. 9301

Suprema Corte di Cassazione. sezione lavoro. sentenza 24 aprile 2014, n. 9301 Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 24 aprile 2014, n. 9301 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott.

Dettagli

Corte di Appello di Genova - 27 maggio 2011 n. 545 - Pres. De Angelis - Rel. Ponassi M. A. (Avv. Bennati) - INPS (Avv. Capurso).

Corte di Appello di Genova - 27 maggio 2011 n. 545 - Pres. De Angelis - Rel. Ponassi M. A. (Avv. Bennati) - INPS (Avv. Capurso). Lavoro (rapporto di) Contratto a progetto - Mancanza del requisito della specificità del progetto - Effetto legale automatico di conversione in rapporto di lavoro subordinato. Corte di Appello di Genova

Dettagli

visti gli atti, la sentenza e il ricorso udita in Pubblica udienza del 04/06/2013 la relazione fatta dal Consigliere Dott.

visti gli atti, la sentenza e il ricorso udita in Pubblica udienza del 04/06/2013 la relazione fatta dal Consigliere Dott. Corte di Cassazione Sentenza 11 luglio 2013, n. 29727 Repubblica italiana In nome del popolo italiano La Corte Suprema di Cassazione Terza Sezione penale Composta dagli IlI.mi Sigg.ri Magistrati: (omissis)

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. L Num. 21 Anno 2016 Presidente: VENUTI PIETRO Relatore: CAVALLARO LUIGI Data pubblicazione: 04/01/2016 SENTENZA sul ricorso 10020-2014 proposto da: FRATELLI CASALEGNO S.R.L. P.I. 06762430012,

Dettagli

Caduta mortale all'interno della stiva e omessa valutazione dei rischi: ribaltamento di un giudizio di merito Fatto

Caduta mortale all'interno della stiva e omessa valutazione dei rischi: ribaltamento di un giudizio di merito Fatto Cassazione Penale, Sez. IV, 31 maggio 2012, n. 21204 Caduta mortale all'interno della stiva e omessa valutazione dei rischi: ribaltamento di un giudizio di merito REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO

Dettagli

La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita

La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita 1 La Cassazione chiarisce le conseguenze penali della sottrazione agli obblighi di mantenimento (cd. assegno) e l'ambito di applicazione dell'art. 3 della legge n. 54/2006. Corte di Cassazione, Sezione

Dettagli

Nota a Cassazione, sez. lavoro, n. 9925 del 5 maggio 2011 Pres. Lamorgese; Rel. Stile; LA GENERICA MOTIVAZIONE DEL RECESSO EQUIVALE ALLA MATERIALE

Nota a Cassazione, sez. lavoro, n. 9925 del 5 maggio 2011 Pres. Lamorgese; Rel. Stile; LA GENERICA MOTIVAZIONE DEL RECESSO EQUIVALE ALLA MATERIALE Nota a Cassazione, sez. lavoro, n. 9925 del 5 maggio 2011 Pres. Lamorgese; Rel. Stile; Pm (conforme) Destro. LA GENERICA MOTIVAZIONE DEL RECESSO EQUIVALE ALLA MATERIALE OMISSIONE DELLA COMUNICAZIONE DEI

Dettagli

Cassazione: giusta causa di licenziamento per il furto in azienda anche se c'è assoluzione nel giudizio penale sentenza 802/2013 commento e testo

Cassazione: giusta causa di licenziamento per il furto in azienda anche se c'è assoluzione nel giudizio penale sentenza 802/2013 commento e testo Cassazione: giusta causa di licenziamento per il furto in azienda anche se c'è assoluzione nel giudizio penale sentenza 802/2013 commento e testo Cataldi.it Il giudice del lavoro adito con impugnativa

Dettagli

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012,

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, RIFORMA DELLA LEGGE PINTO Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, riforma la legge Pinto (L. n. 89/2001) per l indennizzo per la durata del processo. Le nuove disposizioni

Dettagli

Cassazione Penale in materia di rifiuti ospedalieri interrati

Cassazione Penale in materia di rifiuti ospedalieri interrati Cassazione Penale in materia di rifiuti ospedalieri interrati L'A.R.P.A. è un ente di diritto pubblico, preposto all'esercizio delle funzioni e delle attività tecniche per la vigilanza e il controllo ambientale,

Dettagli

INCIDENTE STRADALE CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE SENTENZA

INCIDENTE STRADALE CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE SENTENZA INCIDENTE STRADALE CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE SENTENZA 28 settembre 2012, n.16520 Persona danneggiata non è solo la vittima diretta dell'incidente, ma anche i prossimi congiunti o gli aventi

Dettagli

UDIENZA 5.11.2008 SENTENZA N. 1153 REG. GENERALE n.22624/08 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

UDIENZA 5.11.2008 SENTENZA N. 1153 REG. GENERALE n.22624/08 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO La carta da macero che presenta in modo evidente una rilevante quantità di impurità, superiori alla misura dell'1% prescritto dalla normativa vigente in materia (D.M. 05/02/98 Allegato 1 n. 1) costituisce

Dettagli

Lunedì 18 Aprile 2011 14:38 - Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Aprile 2011 16:22

Lunedì 18 Aprile 2011 14:38 - Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Aprile 2011 16:22 Cassazione Penale, Sez. 4, 09 marzo 2011, n. 9381 - Imprudenza di chi ha acquisito padronanza nell'uso d Cassazione Penale, Sez. 4, 09 marzo 2011, n. 9381 - Imprudenza di chi ha acquisito padronanza nell'uso

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE. Composta dagli Ill.mi Sigg.

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE. Composta dagli Ill.mi Sigg. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MORGIGNI Antonio - Presidente Dott. ZECCA Gaetanino

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. L Num. 19259 Anno 2013 Presidente: VIDIRI GUIDO Relatore: FILABOZZI ANTONIO Data pubblicazione: 20/08/2013 SENTENZA sul ricorso 1859-2011 proposto da: CAZZOLA CARLO CZZCRL46A14D969V,

Dettagli

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Dott. Petti Giovanni Battista - Presidente - Dott. Spagna Musso Bruno - Consigliere - Dott. Vivaldi Roberta

Dettagli

CAMPER CLUB LA GRANDA www.camperclublagranda.it beppe@cnnet.it

CAMPER CLUB LA GRANDA www.camperclublagranda.it beppe@cnnet.it CAMPER CLUB LA GRANDA www.camperclublagranda.it beppe@cnnet.it DANNO DA MORTE: PER OGNI CONGIUNTO SE AGISCE AUTONOMAMENTE VALE IL MASSIMALE CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE, SENTENZA 09.02.2005 N 2653 Svolgimento

Dettagli

Cassazione 2 aprile 2015, n. 14012

Cassazione 2 aprile 2015, n. 14012 Cassazione 2 aprile 2015, n. 14012 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SIRENA Pietro Antonio Presidente Dott. BIANCHI Luisa Consigliere Dott. MASSAFRA Umberto rel. Consigliere Dott. CIAMPI

Dettagli

ha pronunciato la presente

ha pronunciato la presente Pagina 1 di 7 N. 01041/2014 REG.PROV.COLL. N. 00844/2014 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna (Sezione Prima)

Dettagli

Carte credito, vaglia postale veloce,carta

Carte credito, vaglia postale veloce,carta Carte di credito, vaglia postale veloce,carta di Pagamento,penale,pagamenti,internet,legalgeek Cassazione Feriale Penale del 15 settembre 12 dicembre 2011, n. 45946 testo Civile.it " I reati sono stati

Dettagli

23 aprile 2009 Corte di Cassazione, Sez. Lav., n. 9698

23 aprile 2009 Corte di Cassazione, Sez. Lav., n. 9698 23 aprile 2009 Corte di Cassazione, Sez. Lav., n. 9698 Il comportamento imprudente del lavoratore danneggiato nella dinamica dell infortunio se, da un lato, non esclude la responsabilità del datore di

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE III SEZIONE PENALE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE III SEZIONE PENALE CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 6 FEBBRAIO 2008, N. 5804: le attività di cernita e adeguamento volumetrico della carta da macero e sostanze simili, poste in essere dalle ditte fornitrici

Dettagli

Marchio CE e responsabilità del datore di lavoro

Marchio CE e responsabilità del datore di lavoro Cassazione Penale, Sez. 4, 18 gennaio 2011, n. 1226 Marchio CE e responsabilità del datore di lavoro REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Sezione IV Penale Composta

Dettagli

Cassazione Penale, sez. VI, 07 luglio 2011, n. 26746

Cassazione Penale, sez. VI, 07 luglio 2011, n. 26746 Cassazione Penale, sez. VI, 07 luglio 2011, n. 26746 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO 1. Con decreto del 27 novembre 2008 il G.i.p. del Tribunale di Roma disponeva il sequestro preventivo delle somme giacenti

Dettagli

IN QUESTO NUMERO. Corte di Cassazione, sez. IV, sentenza del 10/07/2009 n. 37861 Delegato per la sicurezza e Rspp

IN QUESTO NUMERO. Corte di Cassazione, sez. IV, sentenza del 10/07/2009 n. 37861 Delegato per la sicurezza e Rspp IN QUESTO NUMERO Corte di Cassazione, sentenza del 16 dicembre 2013, n. 50605 Responsabilità del datore di lavoro, nomina di Rspp e delegato per la sicurezza, delega di funzioni. Corte di Cassazione, sez.

Dettagli

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Sentenza 16 luglio 2014, n. 31263 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. GIORDANO Umberto - Presidente Dott. ZAMPETTI Umberto - Consigliere Dott.

Dettagli

Suprema Corte di Cassazione. Sezione III. sentenza 15 ottobre 2015, n. 20889

Suprema Corte di Cassazione. Sezione III. sentenza 15 ottobre 2015, n. 20889 REPUBBLICA ITALIANA Suprema Corte di Cassazione Sezione III sentenza 15 ottobre 2015, n. 20889 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri

Dettagli

3 ottobre 2008 Corte di Cassazione, IV Sez. Pen., n. 38002

3 ottobre 2008 Corte di Cassazione, IV Sez. Pen., n. 38002 3 ottobre 2008 Corte di Cassazione, IV Sez. Pen., n. 38002 In materia di infortuni sul lavoro, il coordinatore per l esecuzione dei lavori, nei cantieri temporanei o mobili, deve assicurare il collegamento

Dettagli

LESIONI COLPOSE DURANTE UN AZIONE DI GIOCO Sentenza Cass. N. 19473/05. di Corrado Spina *

LESIONI COLPOSE DURANTE UN AZIONE DI GIOCO Sentenza Cass. N. 19473/05. di Corrado Spina * RIVISTA DI DIRITTO ED ECONOMIA DELLO SPORT ISSN 1825-6678 135 Vol. I, Fasc. 2, 2005 LESIONI COLPOSE DURANTE UN AZIONE DI GIOCO Sentenza Cass. N. 19473/05 di Corrado Spina * La sentenza n. 19473/05 del

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Sez. III Penale. Composta dagli Ill.mi Sigg.

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Sez. III Penale. Composta dagli Ill.mi Sigg. Bonifica dei siti contaminati Evento potenzialmente in grado di contaminare un sito Superamento delle CSR- Cassazione, sentenza n. 16702 del 29 aprile 2011 La disciplina relativa alla bonifica dei siti

Dettagli

APPELLO CIVILE - APPELLABILITÀ - SENTENZE SECONDO EQUITÀ.

APPELLO CIVILE - APPELLABILITÀ - SENTENZE SECONDO EQUITÀ. APPELLO CIVILE - APPELLABILITÀ - SENTENZE SECONDO EQUITÀ. CASS. CIV., SEZ. III, 11 GIUGNO 2012, N. 9432. Ai fini della ammissibilità dell'appello per le sentenze pronunciate dal giudice di pace secondo

Dettagli

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. (Sezione Seconda Quater) SENTENZA

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. (Sezione Seconda Quater) SENTENZA N. 10136/2014 REG.PROV.COLL. N. 10666/2011 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Quater) ha pronunciato

Dettagli

Cassazione Penale, Sez. 4, 09 maggio 2013, n. 20128 - Ipoacusia da rumore e mancata nomina del medico competente. Nesso di causalità

Cassazione Penale, Sez. 4, 09 maggio 2013, n. 20128 - Ipoacusia da rumore e mancata nomina del medico competente. Nesso di causalità Cassazione Penale, Sez. 4, 09 maggio 2013, n. 20128 - Ipoacusia da rumore e mancata nomina del medico competente. Nesso di causalità - Medico Competente - Rumore REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO

Dettagli

Cassazione Penale, Sez. 4, 13 aprile 2011, n. 14987 - Violazione del POS e caduta dall'alto

Cassazione Penale, Sez. 4, 13 aprile 2011, n. 14987 - Violazione del POS e caduta dall'alto 1 di 6 26/09/2011 11.21 Cassazione Penale, Sez. 4, 13 aprile 2011, n. 14987 - Violazione del POS e caduta dall'alto Venerdì 29 Aprile 2011 14:20 Cassazione Penale, Sez. 4, 13 aprile 2011, n. 14987 - Violazione

Dettagli

Anche il promotore finanziario è soggetto a fallimento Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 18.12.2012 n 23384 commento e testo

Anche il promotore finanziario è soggetto a fallimento Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 18.12.2012 n 23384 commento e testo Anche il promotore finanziario è soggetto a fallimento Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 18.12.2012 n 23384 commento e testo (Leonardo Serra) Altalex.it Con l'ordinanza 18 dicembre 2012, n. 23383 la

Dettagli

Il medico del 118 tra la scure dell omissione di soccorso ed il rispetto delle Linee guida

Il medico del 118 tra la scure dell omissione di soccorso ed il rispetto delle Linee guida GIURISPRUDENZA Il medico del 118 tra la scure dell omissione di soccorso ed il rispetto delle Linee guida Conclusa in Cassazione la vicenda giudiziaria con la condanna per omissione in atti d ufficio di

Dettagli

PROCEDIMENTO PENALE n. 47391/10 9716/11 R.G. GIP. rito ordinario

PROCEDIMENTO PENALE n. 47391/10 9716/11 R.G. GIP. rito ordinario [Portici 5, 2008-2010] PROCEDIMENTO PENALE n. 47391/10 9716/11 R.G. GIP rito ordinario 1. Dati identificativi del procedimento. Numeri di registro: 47391/10 R.G. N.R. 9716/11 R.G. GIP- 14175/11 R.G.Dib..

Dettagli

Che il legislatore non nutra un particolare favore per l azione civile nel processo penale lo si

Che il legislatore non nutra un particolare favore per l azione civile nel processo penale lo si Che il legislatore non nutra un particolare favore per l azione civile nel processo penale lo si ricava, in primis, dal disposto di cui all art. 652 c.p.p. il quale prevede che la sentenza irrevocabile

Dettagli

CONDOMINIO (OMISSIS), in persona dell'amministratore pro tempore; avverso la sentenza della Corte d'appello di Trieste, depositata in data (OMISSIS);

CONDOMINIO (OMISSIS), in persona dell'amministratore pro tempore; avverso la sentenza della Corte d'appello di Trieste, depositata in data (OMISSIS); REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 2 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. GOLDONI Umberto - Presidente Dott. PETITTI

Dettagli

domiciliata in ROMA, VIA BARNABA TORTOLINI 13, presso l'avvocato

domiciliata in ROMA, VIA BARNABA TORTOLINI 13, presso l'avvocato E inammissibile l'intervento del padre naturale nel giudizio di disconoscimento della paternità Cassazione civile sez. I 08 febbraio 2012 n. 1784 La Corte di Cassazione con questa recente sentenza (n.

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. 3 Num. 21177 Anno 2015 Presidente: SALME' GIUSEPPE Relatore: RUBINO LINA Data pubblicazione: 20/10/2015 SENTENZA sul ricorso 23804-2012 proposto da: POLLINO FILOMENA PLLFMN63M63H243W,

Dettagli

Cass. Sez. IV Pen. del 26/10/2015 n. 43013. A cura di Rolando Dubini

Cass. Sez. IV Pen. del 26/10/2015 n. 43013. A cura di Rolando Dubini A cura di Rolando Dubini Massima In materia di prevenzione degli infortuni, vi è esclusione della responsabilità del datore di lavoro nel caso il lavoratore ponga in essere condotte atipiche, abnormi o

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Friuli Venezia Giulia.

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Friuli Venezia Giulia. N. 00040/2015 REG.PROV.COLL. N. 00377/2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Friuli Venezia Giulia (Sezione Prima) ha pronunciato la

Dettagli

MOBBING E COMPORTO: DANNO PROFESSIONALE, BIOLOGICO ED ESISTENZIALE commento e testo sentenza Cass. 4261/2012 Matteo BARIZZA

MOBBING E COMPORTO: DANNO PROFESSIONALE, BIOLOGICO ED ESISTENZIALE commento e testo sentenza Cass. 4261/2012 Matteo BARIZZA MOBBING E COMPORTO: DANNO PROFESSIONALE, BIOLOGICO ED ESISTENZIALE commento e testo sentenza Cass. 4261/2012 Matteo BARIZZA P&D.IT Il fatto. Il lavoratore era stato licenziato per il superamento del periodo

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA In nome del Popolo Italiano LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUINTA SEZIONE PENALE. - Presidente - - Relatore - SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA In nome del Popolo Italiano LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUINTA SEZIONE PENALE. - Presidente - - Relatore - SENTENZA 12204/14 REPUBBLICA ITALIANA In nome del Popolo Italiano LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUINTA SEZIONE PENALE Composta da Gennaro Marasca Antonio Bevere Paolo Oldi Antonio Settembre Luca Pistorelli - Presidente

Dettagli

Alcoltest: prima rifiuta, poi acconsente. Ma non evita la condanna Cassazione penale, sez. IV, sentenza 06.02.2013 n 5909.

Alcoltest: prima rifiuta, poi acconsente. Ma non evita la condanna Cassazione penale, sez. IV, sentenza 06.02.2013 n 5909. Alcoltest: prima rifiuta, poi acconsente. Ma non evita la condanna Cassazione penale, sez. IV, sentenza 06.02.2013 n 5909.commento e teto (Simone Marani) Altalex.it Deve essere condannato l'automobilista

Dettagli

OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre

OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre Informativa per la clientela di studio N. 131 del 05.09.2012 Ai gentili Clienti Loro sedi OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre Gentile Cliente, con la stesura del presente documento

Dettagli

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Presidente: dott. Paolo Vittoria; Relatore Consigliere: dott.ssa Roberta Vivaldi IL TERMINE BREVE PER IMPUGNARE DECORRE SOLO

Dettagli

Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile

Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile Sentenza 15 settembre 2014 n. 19400 Integrale Lavoro e occupazione - Licenziamento individuale - Periodo di comporto - Superamento Tempestivita - Valutazione -

Dettagli

TRASPORTO (CONTRATTO DI - ) - TRASPORTO DI PERSONE - RESPONSABILITÀ DEL VETTORE PER SINISTRI E DANNI ALLE PERSONE.

TRASPORTO (CONTRATTO DI - ) - TRASPORTO DI PERSONE - RESPONSABILITÀ DEL VETTORE PER SINISTRI E DANNI ALLE PERSONE. TRASPORTO (CONTRATTO DI - ) - TRASPORTO DI PERSONE - RESPONSABILITÀ DEL VETTORE PER SINISTRI E DANNI ALLE PERSONE. CASS. CIV., SEZ. III, 18 GENNAIO 2012, N. 666. Per danni subiti dal trasportato "durante

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 1 LUGLIO 2013, N.

CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 1 LUGLIO 2013, N. CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 1 LUGLIO 2013, N. 28352: reati fiscali e tributari in relazione ad attività di trasporto rifiuti. «Questa Corte ha costantemente affermato, sulla scia

Dettagli

Quale responsabilità per il medico competente?

Quale responsabilità per il medico competente? Quale responsabilità per il medico competente? Convegno nazionale SNOP Bologna 14-15 novembre 2012 dr. Alberto Chinaglia A me pare che la figura del medico competente emerga dal nuovo testo sulla sicurezza

Dettagli

Cass. 28.5.2010 n. 13112 Sistema Tavolare Tipi di frazionamento intavolabili art. 112 c.p.c. art. 2 R.D. 28.3.1929 n. 499 - art. 1376 c.c.

Cass. 28.5.2010 n. 13112 Sistema Tavolare Tipi di frazionamento intavolabili art. 112 c.p.c. art. 2 R.D. 28.3.1929 n. 499 - art. 1376 c.c. Cass. 28.5.2010 n. 13112 Sistema Tavolare Tipi di frazionamento intavolabili art. 112 c.p.c. art. 2 R.D. 28.3.1929 n. 499 - art. 1376 c.c. - In materia di diritto tavolare, lo Studio ha ottenuto l affermazione

Dettagli

Svolgimento del processo e motivi della decisione

Svolgimento del processo e motivi della decisione Cassazione Sezione seconda penale sentenza 20 settembre 9 novembre 2007, n. 41499 Presidente Rizzo Relatore Tavassi Pm Passacantando c onforme Ricorrente Pubblico Ministero presso il Tribunale della Libertà

Dettagli

Incidenti stradali: le nuove disposizioni

Incidenti stradali: le nuove disposizioni INCONTRO DI STUDIO PER OPERATORI DI POLIZIA LOCALE LE NOVITA LEGISLATIVE PER LA P.M. FAENZA (RA) - 19 maggio 2006 Incidenti stradali: le nuove disposizioni LEGGE 21 febbraio 2006, n. 102 Disposizioni in

Dettagli

Stato di malattia e occupazione presso altro datore di lavoro

Stato di malattia e occupazione presso altro datore di lavoro N. 388 del 05.10.2012 La Memory A cura di Raffaele Covino Avvocato e Funzionario della DTL Modena (1) Stato di malattia e occupazione presso altro datore di lavoro Con sentenza n. 16375 del 26 settembre

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 27 MARZO 2015, N.

CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 27 MARZO 2015, N. CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 27 MARZO 2015, N. 13008: art. 659 c.p. (Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone) e responsabilità del gestore di un esercizio commerciale.

Dettagli

Art. 54 decreto legge

Art. 54 decreto legge Art. 342 c.p.c. Forma dell appello L appello si propone con citazione contenente l esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell impugnazione nonché le indicazioni prescritte nell articolo

Dettagli

www.dirittoambiente. net

www.dirittoambiente. net www.dirittoambiente. net Responsabilità penale e diritto ambientale REATO DI DISCARICA ABUSIVA E RESPONSABILITÀ DEL PROPRIETARIO DEL TERRENO. DALLA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE ALCUNI IMPORTANTI CHIARIMENTI.

Dettagli

Avvocato cambia numero di fax? Deve comunicarlo subito all'autorità giudiziaria

Avvocato cambia numero di fax? Deve comunicarlo subito all'autorità giudiziaria Avvocato cambia numero di fax? Deve comunicarlo subito all'autorità giudiziaria Cassazione penale, sez. V, sentenza 13/03/2015 n 29828 Pubblicato il 11/09/2015 La Cassazione conferma che è obbligo del

Dettagli

ASSEGNO ALL'EX CONIUGE. ACCERTAMENTO REDDITI E PATRIMONIO

ASSEGNO ALL'EX CONIUGE. ACCERTAMENTO REDDITI E PATRIMONIO ASSEGNO ALL'EX CONIUGE. ACCERTAMENTO REDDITI E PATRIMONIO DELLE PARTI CASS. CIV., SEZ. I, 4 NOVEMBRE 2010, N. 22501. In tema di scioglimento del matrimonio, nella disciplina dettata dall'art. 5 l. n. 898/70,

Dettagli

Con una pronuncia resa dalla sezione lavoro il 25 ottobre 2011, la Corte di Cassazione

Con una pronuncia resa dalla sezione lavoro il 25 ottobre 2011, la Corte di Cassazione LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA, CODICE DISCIPLINARE AZIENDALE E GRADUAZIONE DELLA SANZIONE, nota a Cass. sez. lavoro n. 22129 del 25 ottobre 2011 di MATTEO BARIZZA Con una pronuncia resa dalla sezione

Dettagli

Corte di Cassazione Sentenza n. 1197/2007

Corte di Cassazione Sentenza n. 1197/2007 Educazione fisica a scuola Corte di Cassazione Sentenza n. 1197/2007 Attività sportiva effettuata durante le lezioni di educazione fisica e responsabilità del docente Con la Sentenza n. 1197/2007, la Corte

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. L Num. 17433 Anno 2015 Presidente: ROSELLI FEDERICO Relatore: MANNA ANTONIO Data pubblicazione: 02/09/2015 SENTENZA sul ricorso 30301-2011 proposto da: VASQUEZ SANTOS DAYELIN C.F. VZQDLN75T70Z504W,

Dettagli

Sent. n. 26298 del 29 dicembre 2010 (ud. dell 8 novembre 2010) della Corte Cass., Sez. tributaria Pres. Panebianco, Rel. Magno

Sent. n. 26298 del 29 dicembre 2010 (ud. dell 8 novembre 2010) della Corte Cass., Sez. tributaria Pres. Panebianco, Rel. Magno Sent. n. 26298 del 29 dicembre 2010 (ud. dell 8 novembre 2010) della Corte Cass., Sez. tributaria Pres. Panebianco, Rel. Magno Fatto e diritto - 1.- Dati del processo. 1.1.- L agenzia delle entrate ricorre,

Dettagli

Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda

Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda Cassazione Sentenza n. 3922/2012 commento e testo Studio legale law In materia

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. (Sezione Seconda Quater) SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. (Sezione Seconda Quater) SENTENZA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha pronunciato la presente (Sezione Seconda Quater) SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 3344

Dettagli

AREA TEMATICA: Sicurezza sul lavoro CENTRO STUDI

AREA TEMATICA: Sicurezza sul lavoro CENTRO STUDI AREA TEMATICA: Sicurezza sul lavoro CENTRO STUDI INDICE DEI DOCUMENTI PRESENTI NELL AREA TEMATICA 1. Il corretto trattamento degli atti di gestione (compresa la valutazione dei rischi aziendali e la nomina

Dettagli

Cassazione penale: mancato svuotamento di vasca contenente acque reflue è un attività di gestione di rifiuti non autorizzata

Cassazione penale: mancato svuotamento di vasca contenente acque reflue è un attività di gestione di rifiuti non autorizzata Cassazione penale: mancato svuotamento di vasca contenente acque reflue è un attività di gestione di rifiuti non autorizzata Il mancato svuotamento di una vasca contenente acque reflue (e l'abbandono di

Dettagli

Tribunale di Bergamo, ordinanza 16 settembre 2015

Tribunale di Bergamo, ordinanza 16 settembre 2015 Tribunale di Bergamo, ordinanza 16 settembre 2015 TRIBUNALE DI BERGAMO ordinanza avente ad oggetto domanda di pronuncia pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell'unione Europea Fatto e diritto L'imputato

Dettagli

COLLEGIO DI MILANO. Membro designato dalla Banca d'italia. (MI) SANTORO Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari

COLLEGIO DI MILANO. Membro designato dalla Banca d'italia. (MI) SANTORO Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: (MI) GAMBARO (MI) LUCCHINI GUASTALLA (MI) ORLANDI Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (MI) SANTORO Membro designato

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 SENTENZA 26566/2013

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 SENTENZA 26566/2013 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 SENTENZA 26566/2013 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI PALMA Salvatore

Dettagli

contro nei confronti di per l'annullamento

contro nei confronti di per l'annullamento N. 00245/2014 REG.PROV.COLL. N. 00054/2014 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Friuli Venezia Giulia (Sezione Prima) ha

Dettagli

Il trasportato non deve dimostrare la colpa: nulle le clausole di guida esclusiva

Il trasportato non deve dimostrare la colpa: nulle le clausole di guida esclusiva Il trasportato non deve dimostrare la colpa: nulle le clausole di guida esclusiva Cassazione Civile, sez. III, sentenza 30/07/2015 n 16181 di Carmine Lattarulo Pubblicato il 15/09/2015 Il nuovo Codice

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. 2 Num. 8824 Anno 2015 Presidente: BUCCIANTE ETTORE Relatore: SCALISI ANTONINO Data pubblicazione: 30/04/2015 SENTENZA sul ricorso 23330-2009 proposto da: PASCUCCI EMANUELA PSCMNL58S44H501F,

Dettagli