Analisi e valutazione dei siti web storici: una proposta

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1 Analisi e valutazione dei siti web storici: una proposta LE ORIGINI DELLA SCHEDA DI VALUTAZIONE DEI SITI WEB STORICI La scheda di valutazione dei siti web storici trae origine dalla ricerca sui siti italiani di storia contemporanea condotta fra il 2001 e il 2003 da un gruppo di ricercatori di varia provenienza e con competenze professionali diversificate (Antonino Criscione, Serge Noiret, Carlo Spagnolo, Stefano Vitali, Giovanni Focardi, Patrizia Vayola, Teresa Bertilotti, Elena Sodini, Massimiliano Livi), sostenuti dal supporto determinante dell Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna. Tale ricerca ha avuto come esito principale la pubblicazione del volume La storia a(l) tempo di Internet. Indagine sui siti italiani di storia contemporanea , a cura di Antonino Criscione, Serge Noiret, Carlo Spagnolo, Stefano Vitali, Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, Soprintendenza per i beni librari e documentari-pàtron. Bologna La scheda di valutazione, il suo processo di elaborazione, i criteri in essa adottati, nonché alcune osservazioni critiche scaturite dalla sua concreta applicazione sono presentati nel paragrafo 3 del capitolo 4 (Web evaluation) e nel capitolo 5 (I criteri d analisi adottati) dell Introduzione al volume di Carlo Spagnolo e Stefano Vitali, che si riportano di seguito. DALL INTRODUZIONE DI C. SPAGNOLO E S. VITALI AL VOLUME LA STORIA A(L) TEMPO DI INTERNET, PP Web evaluation Non sono mancate, negli ultimi anni, riflessioni e proposte sui criteri di valutazione delle risorse telematiche. Il web si è infatti presentato da subito come un terreno insidioso, all interno del quale non sempre è semplice distinguere provenienza e qualità dell informazione. La facilità e la relativa economicità di pubblicazione, che è teoricamente pressoché alla portata di tutti, non solo ha determinato un esplosione quantitativa dell informazione senza precedenti, difficilmente controllabile e che tende ad appiattire le gerarchie di rilevanza e ad annegarle in un confuso rumore di fondo, ma, innescando inediti processi di disintermediazione, ha indebolito i tradizionali meccanismi che nel mondo convenzionale filtrano e selezionano l informazione, facendo altresì

2 saltare quelle regole, quegli stili di presentazione, quegli apparati paratestuali che nei media più consolidati rendono riconoscibili i diversi prodotti informativi e culturali, i circuiti all interno dei quali sono generati nonché il pubblico al quale si rivolgono. Internet e il World Wide Web, hanno certamente posto alcune condizioni per una maggiore democratizzazione nella diffusione e nell accesso ai prodotti informativi e culturali, ma hanno, al tempo stesso, stimolato riflessioni e dibattiti sugli strumenti critici di cui l utente medio della rete dovrebbe dotarsi per discernere i prodotti di qualità, da quelli meno buoni e da quelli addirittura fuorvianti o mistificatori 1. I caratteri generali che contraddistinguono le risorse presenti sul web si riflettono anche all interno di quella sua porzione abbastanza cospicua dedicata a discipline o tematiche latamente storiche o che intende comunque sviluppare un qualche discorso sul passato 2. Ma, come è già stato accennato, tali caratteri assumono, in questo caso, alcune peculiari connotazioni. Internet infatti funziona da potente cassa di risonanza di quel fenomeno - ampiamente diffuso nella nostra società anche al di fuori e indipendentemente dal web - di vertiginosa moltiplicazione di forme di comunicazione centrate su riferimenti al passato e sulla sua narrazione. Effetto della - e al tempo stesso risposta alla - radicale trasformazione nella percezione del rapporto fra presente e passato indotta dai processi di globalizzazione e di compressione spazio-temporale, verificatisi nel corso degli ultimi decenni, questo ampio spettro di discorsi e di pratiche che propongono declinazioni eterogenee dell idea di storia, è il risultato dell attività di una pluralità di soggetti: soggetti istituzionali forti, come la fiorente industria dei beni culturali, oppure i media di massa, che sono ormai diventati nella nostra società, facondi i principali produttori di immagini del passato, ma anche soggetti che operano a livello molecolare, ispirati da motivazioni molteplici, quali comunità locali impegnate a riscoprire (o ad inventare ) le proprie tradizioni e a valorizzare la propria storia oppure singoli individui che inseguono le tracce delle proprie radici familiari o che coltivano interessi amatoriali nei confronti di un qualche spicchio di passato. Per quanto concerne specificamente la storia contemporanea, poi, il web è da subito diventato un fertile terreno per l uso pubblico della storia e per il recupero e l affermazione di memorie dalle pronunciate, e talvolta 1 Come è noto l insieme di queste tematiche è stata affrontato in ripetute occasioni da Umberto Eco, con interventi che hanno aperti vivaci dibattiti: cfr., per le posizioni di ECO, Autori e autorità, intervento al convegno virtuale di text-e Schermi e reti: verso una trasformazione della scrittura, 28 febbraio-14 marzo 2002, <http://www.texte.org/conf/index.cfm?switchlang=ita&fa=printable&conftext_id=11>. Per una critica alle posizioni di Eco cfr. R. CASATI, Vade retro, esperto, Il sole 24 ore, 5 marzo Cfr. le considerazioni di J. G. BARLOW, Historical Research and Electronic Evidence. Problems and Promises, in Writing, Teaching, and Researching in the Electronic Age: Historians and Computers, a cura di D. A. TRINKLE, Armonk, N. Y., M. E. Sharpe, 1998, pp Barlow elenca dodici motivi per i quali i materiali «storici» che circolano sul web suscitano non poche perplessità quali fonti affidabili per una rigorosa critica storica. Fra essi segnala: «i documenti trovati in Internet sono potenzialmente inaffidabili»; «i documenti elettronici mancano di autorevolezza»; «le fonti elettroniche offuscano il principio d autorialità»; «le fonti elettroniche facilitano i comportamenti disonesti»; «le fonti elettroniche sono volatili come non mai prima».

3 aggressive, implicazioni identitarie 3. Mentre nel mondo convenzionale i circuiti all interno dei quali i diversi soggetti operano sono sostanzialmente distinti e le narrazioni del passato da essi prodotte sono in genere riconoscibili e soprattutto facilmente distinguibili, nel bene e nel male, dalla produzione storiografica tradizionale in Internet, invece, gli uni e le altre esibiscono una contiguità, e talvolta un intreccio, ben maggiori. Sul web, l irriducibile pluralità del fare storia e del raccontarla 4, assume le sembianze di un caleidoscopio di approcci al passato difformi e variegati 5, ma al tempo stesso assimilati dai caratteri fortemente omologanti del medium, che rendono talvolta non agevole individuare i diversi usi e le diverse forme di narrazione del passato proposte 6. Ai problemi che di riconoscibilità e di apprezzamento delle fonti di informazione che i siti web presentano, si è cercato, soprattutto in ambito accademico, di dare una risposta attraverso la formulazione di criteri che potessero servire da guida per la loro valutazione (web evaluation). Elaborati in America, in genere da bibliotecari appartenenti ad istituzioni universitarie, tali criteri si sono basati sugli strumenti messi a punto per vagliare libri e altri materiali a stampa ai fini della loro acquisizione e dello sviluppo delle raccolte bibliografiche. I principi tratti da tali strumenti e in particolare dal più autorevole di essi - la cosiddetta griglia di Whittaker, dal nome del bibliotecario inglese che l ha predisposta 7 -, riconsiderati alla luce delle specifiche caratteristiche del web, sono confluiti in liste di requisiti, che possono parzialmente divergere a seconda del loro compilatore, ma che in genere pongono al centro alcuni comuni criteri essenziali. Secondo una delle loro formulazioni più fortunate, tali criteri sono: l autorevolezza, l accuratezza, l obiettività, l aggiornamento e il grado di approfondimento degli argomenti in relazione al pubblico cui ci si 3 Per alcune importanti indicazioni sull uso pubblico della storia in Internet cfr. A. CRISCIONE, Sopravviverà la storia all ipertesto?, «Memoria e Ricerca», n.s., XI, 2003, 12, pp , anche online sul sito della rivista, <http://www.racine.ra.it/oriani/memoriaericerca/criscione-ipertesto.htm>. 4 Cfr. K. POMIAN, L irriducibile molteplicità della storia, in ID., Che cos è la storia, Milano, Bruno Mondadori, 2001, pp Ad esempio Guido Abbattista ha segnalato almeno le seguenti tipologie di approccio alla storia riscontrabili in Rete: «il passato come supermercato e la storia come borsa della spesa storia come tour, vacanza o esperienza di immedesimazione [ ] storia come hobby, passione privata, dilettantismo, collezionismo storia come spettacolo di eventi memorabili storia come deposito di misteri e segreti storia come patrimonio da salvare o rievocare storia come biografia o genealogia (esperienza individuale o familiare) storia come gioco [ ]». Cfr. G. ABBATTISTA, Problemi di valutazione delle risorse telematiche per la ricerca storica, «testo provvisorio redatto a scopo di supporto didattico e documentazione», in occasione del «II workshop su studi storici e biblioteche digitali. La valutazione delle risorse digitali: biblioteche ibride e studi storici», Firenze, 31 maggio 1 giugno 2001, <http://www.dssg.unifi.it/_storinforma/ws/biblio/abbattista%20-%20valutazione.rtf>. 6 Per una prima ricognizione di queste problematiche cfr. A. ZORZI, Linguaggi storici e nuovi «media» in Comunicare storia, numero monografico di «Storia e problemi contemporanei», XV, 2002, 29, pp K. WHITTAKER, Systematic evaluation: methods and sources for assessing books, London, Clive Bingley, 1982 (traduzione italiana: Metodi e fonti per la valutazione sistematica dei documenti, a cura di P. LUCCHINI e R. MORRIELLO, Manziana, Vecchiarelli, 2002); cfr. anche E. BORETTI, Valutare Internet. La valutazione di fonti di documentazione web, in «AIB-WEB contributi» ultimo aggiornamento 26 maggio 2000, <http://www.aib.it/aib/contr/boretti1.htm>.

4 intende rivolgere (authority, accuracy, objectivity, currency, coverage and intended audience) 8. Una ricognizione di talune caratteristiche dei siti web (ad esempio l esplicita indicazione dei loro responsabili, la presenza di pubblicità, l indicazione della data di aggiornamento, ecc.) dovrebbe indicare quanto essi soddisfino i requisiti individuati e quindi aiutare a giudicarne l affidabilità. In Italia alla riflessione sulla valutazione delle risorse telematiche per la ricerca storica ha dedicato particolare attenzione Guido Abbattista che in una serie di contributi ha ripreso e sviluppato la griglia proposta da Alexander e Tate, proponendo anche di aggiungervi due ulteriori criteri, l utizzabilità e la trasparenza 9. Le proposte scaturite dal dibattito sulla valutazione del web hanno offerto spunti di riflessione significativi anche per l impostazione della nostra ricerca, così come per la definizione dei suoi obiettivi e dei suoi metodi di lavoro. In realtà, ad una più attenta considerazione, le griglie elaborate in quel contesto hanno mostrato vari limiti. Esse, infatti, sono caratterizzate da una certa genericità ed astrattezza: come è possibile ad esempio determinare a priori che cosa è «obiettivo»? e che senso ha parlare di sito web «aggiornato» quando, come può fare lo storico, ci si propone di utilizzare i prodotti web come documenti, cioè come testimonianze del tempo in cui sono stati realizzati? Inoltre, le procedure suggerite per verificare quanto i siti web soddisfino i requisiti di autorevolezza, obiettività ecc., sono principalmente focalizzate su taluni caratteri estrinseci dei siti web piuttosto che sui loro effettivi contenuti. Esse possono, insomma, offrire rudimentali strumenti di orientamento nella multiforme e fortemente disomogenea offerta informativa del web ma sono ben lungi dal fondare metodi di analisi più penetranti. La loro è una funzione in primo luogo didattica: esse sono state infatti predisposte soprattutto per educare gli studenti ad un uso non passivo di Internet e per incoraggiarli a distinguere fra le diverse fonti d informazione ma, il riscontro delle check lists di requisiti che queste procedure di valutazione promuovono, non può certo sostituire un più diretto e concreto apprezzamento critico del contenuto dei siti web in relazione alle specifiche esigenze di ricerca degli «utenti». Si tratta di limiti che riconoscono esplicitamente anche Alexander e Tate. Da un lato essi infatti ammettono come sia possibile seguire le tecniche proposte [ ] e costruire pagine e siti che in apparenza sembrano essere affidabili eppure forniscono deliberatamente cattiva informazione. Ciò crea ovvi problemi per un utente web che tenta di valutare tali pagine [ ] a prescindere dalle tecniche di valutazione utilizzate, non c è nessuna garanzia assoluta che l informazione che sembra soddisfare i criteri [indicati] sia sempre accurata ed affidabile. 8 Cfr. in particolare, J. E. ALEXANDER, M. A. TATE, Web Wisdom. How to Evaluate and Create Information Quality on the Web, Mahawah, N. J.- London, Lawrence Erlbaum Associates, Cfr. G. ABBATTISTA, Dalla tipologia alla gerarchia. Idee per una valutazione delle risorse telematiche per gli studi storici, in Cultura comunicazione tecnologia, Trieste, Vetta, 1998, pp ; ID., La valutazione delle risorse telematiche, in: Il documento immateriale. Ricerca storica e nuovi linguaggi (I dossier dell'indice n. 4), a cura di G. ABBATTISTA e A. ZORZI, supplemento a «L'indice dei libri del mese», XVII, 2000, 5, p. X, anche online a cura di M. ANSANI, in «La Storia - Consorzio italiano per le discipline storiche online», ultima revisione 12 giugno 2000 <http://lastoria.unipv.it/dossier/abbattista.htm>; ID., Problemi di valutazione delle risorse telematiche per la ricerca storica, cit.

5 Dall altro lato, essi notano che «senza conoscere lo scopo per il quale l informazione sarà utilizzata» non è possibile giudicare «ciò che è buono o ciò che è cattivo». Solo gli utenti, riflettendo «criticamente sull informazione che essi localizzano sul web», possono «esprimere il proprio giudizio sul fatto che l informazione soddisfi o meno le loro necessità» 10. Guido Abbattista precisa a sua volta che la web evaluation non può che avere una funzione preliminare rispetto ad un analisi di contenuto rivolta ad accertare il merito della risorsa dal punto di vista della quantità, attendibilità, fondatezza, serietà, completezza, verificabilità e leggibilità dell informazione fornita. In particolare, una corretta valutazione non potrà certamente prescindere dagli specifici problemi legati ad un particolare ambito di ricerca storica, ossia la tipologia delle fonti impiegate, le loro caratteristiche, le modalità della loro raccolta e presentazione. Nella valutazione di risorse telematiche non è possibile che l accertamento di requisiti specifici legati alla natura telematica del materiale metta in ombra quei requisiti che sono necessari in qualsiasi lavoro di ricerca scientifica. 11. Ai fini della nostra ricerca sui siti web di storia contemporanea, quindi, i criteri di valutazione correnti non sono sembrati adeguati e sufficienti. Si è ritenuto piuttosto necessario mettere a punto strumenti critici più raffinati, al tempo stesso rigorosi e flessibili, capaci di far emergere gli specifici caratteri che quei siti presentano e di consentire la formulazione di articolati giudizi sui loro concreti contenuti storiografici e documentari, sulle modalità con le quali i materiali sono presentati, nonché sulle strategie di comunicazione che sovrintendono alla realizzazione dei siti stessi e sulle pratiche storiografiche e gli usi del passato di cui sono espressione. 5 I criteri d analisi adottati 5.1 L elaborazione della scheda La discussione sui criteri di analisi da adottare, svoltasi attraverso intensi scambi di posta elettronica e protrattasi per buona parte del 2001, ha mirato a mettere a punto una scheda nella quale far convergere le informazioni che i partecipanti alla ricerca avrebbero raccolto per «recensire» ciascun sito e i giudizi che su di esso avrebbero, alla fine della ricognizione, formulato. Testata ripetutamente, attraverso la schedatura di due siti campione, appartenenti a ciascuna delle tipologie individuate, la versione definitiva della scheda è stata varata nel corso di una riunione svoltasi a Bologna, presso l Istituto per i beni culturali, naturalistici e ambientali della Regione Emilia- Romagna, il 12 maggio Per favorire una più omogenea ed efficiente realizzazione del lavoro di analisi, della scheda è stata realizzata una trasposizione informatica, attraverso la messa a punto da parte di Max Livi di un applicativo in Microsoft Access, che è stato utilizzato, in una prima fase, da ciascun partecipante alla ricerca per schedare i siti prescelti e, successivamente, per raccogliere 10 J. E. ALEXANDER, M. A. TATE, Web Wisdom, cit., p G. ABBATTISTA, Problemi di valutazione delle risorse telematiche per la ricerca storica, cit.

6 all interno di una unica base di dati, tutte le schede elaborate nel corso dell intera ricerca. Sono state altresì elaborate delle linee guida per il rilevamento dei dati e la compilazione della scheda, cercando anche di uniformare la terminologia da utilizzare, soprattutto per i campi, come quelli contenenti descrittori e classificazioni, che più si prestavano a ciò e che potevano essere utilizzati in sede di ricerca e di rielaborazione dei dati sia come canali di acceso alle singole schede che per mettere a confronto le caratteristiche dei diversi siti. A conclusione della prima complessiva ricognizione dei siti, si è tornati, sulla base dell esperienza maturata nel corso del lavoro, a riconsiderare la scheda, apportandovi alcune parziali modifiche nel corso di una riunione svoltasi ancora presso l IBCNAER il 2 febbraio A seguito di tali modifiche si è proceduto ad una revisione, correzione e perfezionamento delle schede già realizzate. Buona parte del dibattito sulla scheda è stato centrato sul problema di come applicare alcuni dei fondamentali criteri di valutazione e di interpretazione dello storico alla realtà ambigua e multiforme quale quella che si esprime attraverso il web e di come rappresentare, all interno di uno strumento necessariamente sintetico ed ellittico come quello di un tracciato record, i risultati delle analisi dei contenuti storiografici dei siti, condotte alla luce di categorie di giudizio che non potevano necessariamente essere pienamente esplicitate. A parte le informazioni finalizzate all identificazione del sito e alle tematiche trattate, due sono stati in particolare gli elementi sui quali si è creduto di insistere maggiormente all interno della scheda, perché capaci di far risaltare, a nostro giudizio, da un lato, l approccio metodologico con cui quelle tematiche sono trattate, e, dall altro, la specifica declinazione che ciascun sito propone dell utilizzo del web come strumento di comunicazione. Tali elementi sono stati il grado di contestualizzazione dei materiali pubblicati sul sito e i linguaggi e i codici espressivi adottati, così come si rispecchiano nella struttura e nell organizzazione del sito stesso. L efficacia con il quale i siti si confrontano con la necessità di collocare documenti ed argomentazioni storiche all interno dell insieme di riferimenti che ne permette la comprensione e l interpretazione critica è stata valutata attraverso indicatori plurimi: la presenza e la qualità degli apparati filologici (autori, provenienza, segnatura archivistica, note tipografiche, ed altri elementi paratestuali ecc.); la esplicitazione dei criteri di selezione adottati; il riferimento ai pertinenti contesti temporali e ai processi storici implicati; il collegamento con altri testi e materiali presenti (o non presenti) sul sito che trattano il medesimo argomento o si riferiscono al medesimo episodio o problema storiografico. La capacità di confrontarsi con le peculiarità dei moduli comunicativi della Rete e del digitale in generale è stata invece osservata a partire dal modo in cui i siti si propongono all utente e fanno uso dei linguaggi ipertestuali e multimediali. Si è cercato così di individuare la metafora cui i

7 siti si ispirano (biblioteca, piazza, rivista ecc.), le modalità di organizzazione dello spazio logico, la ricchezza delle connettività interna ed esterna al sito, gli strumenti di interazione con l utente e il ruolo che si intende assegnare a quest ultimo 12. Ne è scaturita una scheda logicamente distinta in quattro aree, comprendenti ciascuna tipologie diverse di dati. Nell area dell identificazione sono confluite tutte quelle informazioni che identificano il sito e ne offrono una sommaria contestualizzazione; in quella dei contenuti sono analizzate le finalità e le tematiche del sito, nonché le modalità con le quali le prime sono perseguite e le seconde trattate; l area della struttura e linguaggi comunicativi dà invece conto delle forme di articolazione del sito, degli strumenti navigazione e di ricerca presenti, dei codici d espressione adottati; infine un giudizio complessivo sul sito è offerto in forma discorsiva e argomentata nell ultima area della scheda, insieme ad una sintetica e riassuntiva descrizione del sito stesso. Il preciso tracciato della scheda ed una sommaria indicazione delle regole elaborate per la compilazione dei campi di cui si compone sono presentati nella tavola che segue. Tralasciando i draft e le versioni provvisorie della scheda via via elaborate fra il 2001 e il 2003, si dà conto qui di seguito, nel dettaglio, dei caratteri della sua definitiva versione licenziata nel febbraio IDENTIFICAZIONE 1.1. Url: url dell home page del sito; 1.2. Titolo: titolo o denominazione del sito o meglio i diversi titoli o le diverse denominazioni del sito, nel caso che ci sia discrepanza fra quello che compare nell home page e quello che è invece indicato nel tag <title> dell head del file html dell home page; 1.3. Data di realizzazione: data di prima pubblicazione del sito, se indicata oppure deducibile da informazioni presenti nel sito; precisare, fra parentesi, su quale base si è attribuita la data o specificare la sua tipologia (ad esempio: data del copyright, ecc.); segnalare se il sito non riporta alcuna data di realizzazione né essa è deducibile da altri elementi; 1.4. Data dell ultimo aggiornamento: data di ultimo aggiornamento del sito, se indicata oppure deducibile da informazioni presenti nel sito o da altre fonti; precisare, fra parentesi, su quale base si è attribuita la data; segnalare se il sito non riporta alcuna data di aggiornamento; 1.5. Autore/i: soggetti responsabili della realizzazione del sito, sia dal punto di vista dei suoi contenuti che della sua realizzazione tecnica; segnalare se il sito non riporta alcuna indicazione degli autori, precisando fra parentesi persone od enti che sulla base di altre fonti (es.: banche dati degli enti responsabili della registrazione dei domini) si ritengono responsabili del sito; 1.6. Ente proponente/editore/ente ospitante: istituzioni promotrici o responsabili dal punto di vista editoriale del sito, oppure soggetti che lo ospitano all interno del proprio spazio web, pur senza intrattenere con esso rapporti di responsabilità diretta; 1.7 Dimensione: numero esatto delle pagine che compongono il sito, laddove sia possibile indicarlo; oppure segnalazione della dimensione approssimativa del sito attraverso un numero minimo e massimo di pagine (es.: 1-10; 11-50; ; oltre 100, ecc.); laddove non è rilevabile 12 Per una più approfondita disanima dei linguaggi di comunicazione sul Web cfr. le conclusioni di questi volume.

8 neanche approssimativamente (es.: siti dinamici che consentono di interagire con banche dati) limitarsi a registrare l impossibilità di fornire l informazione; 1.8 Modalità di accesso: accesso libero o subordinato ad una qualche forma di iscrizione, gratuita o a pagamento, alla digitazione di password, ecc.; sintetico giudizio sulla usabilità del sito in relazione essenzialmente alla presenza di file pesanti e lenti da scaricare che condizionano la rapidità e l efficienza di accesso alle informazioni; 1.9 Statistiche sugli accessi: presenza/assenza di eventuali "counters", con la precisazione di cosa esattamente registrano e che tipo di statistiche producono e quanto siano utili a verificare l effettiva consultazione del sito e dei materiali presenti; 1.10 Data della schedatura: data in cui è stata completata l analisi del sito; 1.11 Recensore: responsabile della compilazione della scheda. 2. CONTENUTI 2.1 Tematica storiografica: sommaria indicazione della tematica affrontata nel sito, precisandone l approccio disciplinare (es.: storia politica, sociale, economica, religiosa, ecc.), e l argomento specifico nonché le coordinate temporali e spaziali; 2.2 Finalità: sommaria classificazione della finalità del sito (di ricerca, di servizio, di divulgazione, di propaganda ecc.); 2.3. Materiali pubblicati: sommaria indicazione della tipologia di materiali e di testi contenuti nel sito (saggi, bibliografie, cataloghi bibliografici, inventari archivistici, riproduzione digitale di documenti, edizione di documenti, immagini fisse o in movimento, ecc.); 2.4. Contestualizzazione dei materiali pubblicati sul sito: a) filologica: indicazione della presenza e della qualità di apparati filologici di presentazione dei materiali pubblicati (autori, provenienza, segnatura archivistica, note tipografiche, ecc.) nonché dei criteri di selezione del materiale presentato; b) temporale: indicazione della più o meno corretta ed esaustiva collocazione dei materiali pubblicati nel tempo e nel contesto dei processi storici cui sito è dedicato; c) testuale: indicazione della più o meno corretta ed esaustiva collocazione di testi, immagini, ecc., pubblicati sul sito all interno della rete dei testi presenti (o non presenti) sul sito che trattano il medesimo argomento o si riferiscono al medesimo episodio o problema storiografico; 2.5 Tesi storiografiche: quali tesi ed interpretazioni storiografiche si sostengono e come si argomentano, sottolineando in particolare la presenza o l assenza assenza di riferimenti espliciti a correnti di pensiero o scuole storiografiche; 2.6. Aggiornamento: a) indicazione del livello e della qualità dell aggiornamento dei materiali presenti sul sito in relazione agli sviluppi della ricerca scientifica sui temi affrontati; b) indicazione di come e quanto spesso il sito venga aggiornato con nuovi materiali e di maggiore attualità. 3. STRUTTURA E LINGUAGGI COMUNICATIVI 3.1.Metafora adottata: sommaria definizione della metafora, cui il sito si ispira prevalentemente: libro, rivista, biblioteca, archivio, aula, piazza, banca dati ecc. 3.2.Organizzazione dello spazio logico: sommaria definizione dell articolazione del sito e delle relazioni fra le sue varie parti: a blocchi paralleli, gerarchica/ad albero, a galassie (sezioni distinte con collegamenti trasversali), reticolare; 3.2 Modalità e strumenti di navigazione: descrizione sommaria delle modalità di navigazione all interno del sito e della loro efficienza e funzionalità; presenza eventuale di indici, mappe, barre di navigazione ecc.;

9 3.3. Linguaggi di comunicazione: analisi delle modalità di utilizzo dell ipertestualità e dei suoi risultati in ordine alla coesione interna fra le diverse parti del sito ecc.; illustrazione dell eventuale ricorso ai diversi codici comunicativi (testi, grafica, immagini, suoni ecc.) e del livello della loro integrazione reciproca; 3.4 Connettività esterna: presenza e modalità di utilizzo dei link verso altri siti; capacità di creazione di legami intertestuali con materiali pubblicati su altri siti che si integrano con quelli presenti sul sito; 3.5.Interazione con l utente: ruolo dell utente: sommaria classificazione del ruolo che il sito intende assegnare all utente: spettatore, lettore, collaboratore, ecc.; strumenti di interazione: descrizione degli strumenti di interazione presenti: mailing list, forum, motori di ricerca, banche dati, ecc. 4. GIUDIZIO COMPLESSIVO 4.1 Descrizione: descrizione complessiva del sito nei suoi diversi aspetti e nelle sue diverse componenti; 4.2 Valutazione: giudizio riassuntivo ed argomentato sul sito, sulla sua eventuale utilità per particolari tipologie di utenti o per determinate finalità (uso scientifico, didattico, ecc.), sull autorevolezza dei suoi responsabili, sulla loro competenza in relazione alle tematiche affrontate, e sull affidabilità dei materiali pubblicati e dell insieme delle risorse presenti sul sito. Via via che il lavoro di ricognizione si è sviluppato è emersa l indubbia fecondità euristica degli strumenti di analisi messi a punto, che come dimostrano anche i singoli contributi e le conclusioni hanno consentito di realizzare articolate ed approfondite descrizioni dei siti web recensiti, sulla cui base esprimere fondati giudizi su ciascuno di essi e, al contempo, sviluppare riflessioni più generali sui caratteri della presenza della storia contemporanea in Internet. La concreta esperienza condotta è venuta al contempo mettendo in evidenza anche alcuni aspetti problematici della scheda e delle linee guida elaborate per la sua compilazione, sui quali vale la pena di soffermarsi anche ai fini di un possibile affinamento futuro dei criteri d indagine di una realtà, come quella dei siti web di storia contemporanea, che presenta, per il ricercatore, problemi per molti versi inediti. Alcune delle categorie analitiche individuate hanno mostrato una certa aleatorietà e si sono rivelate all atto pratico non così significative come si era inizialmente previsto. Ad esempio, l indicazione della dimensione e la sua segnalazione attraverso il numero delle pagine che compongono un sito, se voleva costituire un indicatore della rilevanza quantitativa dei materiali presenti, si è rivelata spesso difficile da stabilire, non solo perché i siti sono sempre più di frequente costruiti sulla base di pagine che si formano on the fly in risposta alle specifiche richieste degli utenti, ma anche perché è proprio per i siti di maggiore consistenza che risulta quasi impossibile azzardare cifre affidabili. Anche per quanto riguarda le modalità di accesso, le informazioni che si è

10 ritenuto opportuno rilevare non sempre si sono dimostrate significative. In questo caso più opportuno sarebbe stato probabilmente fare riferimento in modo più chiaro ed esplicito a quei requisiti di usabilità e di accessibilità che sono stati indicati da autorevoli organismi come il W3C oppure, per specifiche categorie di siti web culturali, nel contesto di importanti iniziative europee come il progetto Minerva 13. La flessibilità nei criteri di compilazione della scheda, necessaria per render conto delle risorse alquanto difformi con le quali ci si doveva confrontare e che si è tradotta in uno strumento informatico assai duttile e polifunzionale, ha generato a volte incertezza ed elasticità nell interpretazione e nell applicazione dei criteri stessi. Ciò talvolta è dipeso dalle ambiguità presenti nella loro formulazione (come ad esempio nel caso dei tre tipi di contestualizzazione - filologica, temporale, testuale che si sono dimostrati più intrecciati e meno distinguibili, di quanto era sembrato a priori) ed altre volte dalla mancanza di uno scavo approfondito nella terminologia da utilizzare soprattutto per talune sintetiche definizioni e classificazioni che nelle nostre intenzioni avrebbero dovuto favorire una comparazione fra le diverse schede. Ma forse, quest ultimo obiettivo poteva essere conseguito solo con un lavoro di normalizzazione delle schede effettuato a posteriori così come parte è stato fatto davvero. L ampio spazio dedicato nelle recensioni dei siti, da un lato, alla rilevazione delle tipologie di materiali presenti e alle modalità con cui essi sono presentati, dall altro alla struttura dei siti stessi e ai codici comunicativi utilizzati, ha costituito certamente uno degli aspetti metodologicamente più qualificanti della ricerca. Tuttavia il tentativo di rilevare queste informazioni secondo categorie analitiche predeterminate a priori (ad esempio il grado di accuratezza filologica nella presentazione dei materiali, le modalità di utilizzo dei linguaggi ipertestuali e multimediali) non è stato, nella pratica, esente da astrattezza. Nell impostazione della scheda i dati relativi ai contenuti e alle modalità di presentazione dei materiali non sono stati fatti probabilmente interagire a sufficienza con le finalità dei siti e la natura dei loro soggetti responsabili, né le informazioni sui linguaggi e la struttura hanno potuto essere messe in relazione, oltre che con gli scopi, con i contenuti dei siti, in modo tale da far emergere in maniera più diretta la pertinenza e l efficacia, o meno, nella scelta di certi codici espressivi a preferenza di altri. Certo, riflessioni e valutazioni sull insieme di tutte queste problematiche non sono mancate all interno 13 Come è noto per usabilità si intende la facilità di utilizzo di un sito e la capacità di fornire all utente le informazioni che cerca con efficienza, efficacia e rapidità, mentre la categoria dell accessibilità si riferisce alla possibilità per qualsiasi utente, in qualsiasi situazione di accedere ai contenuti del sito. Cfr. Web Content Accessibility Guidelines 1.0. W3C Recommendation 5-May-1999, <http://www.w3.org/tr/wai-webcontent/> (31 dicembre 2003). Il draft del rapporto del Minerva Working Group 5, Identification of user needs, contents and quality criteria for Cultural Web Applications, dal titolo Handbook for quality in cultural Web sites. Improving quality for citizens, versione 1.2, 6 novembre 2003, può essere scaricato dal sito del Progetto, <http://www.minervaeurope.org/publications/qualitycriteria.htm>.

11 delle singole schede, andando a costituire buona parte della sintetica descrizione e del giudizio finali. Esse sono state tuttavia inevitabilmente condizionate dalle modalità di rilevamento e di organizzazione delle informazioni sulla scheda. In realtà, a seconda della finalità del sito alcune categorie di analisi acquistano un peso ed un rilievo diversi. Ad esempio, per alcune tipologie di siti, come ad esempio quelli amatoriali, l insistenza sul rispetto o meno dei tradizionali canoni filologico-critici della storiografia accademica può presentarsi come decisamente pleonastica, non proponendosi affatto questi siti, finalità scientifiche e non considerando perciò come qualificante il rispetto di quei canoni. Per una caratterizzazione di questi siti appare decisamente più importante l immagine della storia e del passato che evocano e la retorica comunicativa adottata. Sul versante opposto, siti che si propongono finalità di ricerca di alto livello, come taluni siti di archivi e di istituzioni culturali, non sono qualificati tanto dai codici di espressione ipertestuali o multimediali, ma dalla capacità di utilizzare il nuovo medium non per riproporre semplicemente le vecchie tradizioni disciplinari e per trasferire nel nuovo ambiente digitale il corpus di conoscenze già codificato sugli altri media, bensì per innovare quelle tradizioni e per generare nuova ed originale conoscenza storica. Insomma, nel rilevare i dati, talvolta è sembrato che il tracciato elaborato avrebbe dovuto tener conto di più del fatto che a tipologie di siti distinte dovevano corrispondere categorie analitiche diverse e forse aree diverse all interno della scheda di rilevamento, se non addirittura schede diverse. Insomma, anche la riflessione sui criteri e le metodologie di lavoro utilizzate nel corso della ricerca conferma che la ricchezza e la pluralità, ma anche le ambiguità, delle immagini della storia soprattutto di quella contemporanea - che circolano in Internet non consentono facili riduzionismi, ma categorie di analisi diversificate e penetranti capaci di cogliere le differenti strategie e i diversi usi del passato che quelle immagini rivelano.

12 L ULTIMA VERSIONE DELLA SCHEDA La scheda di valutazione è stata ulteriormente messa alla prova nei workshop condotti da Stefano Vitali nelle due edizioni tenutesi nel 2007 e 2008 del Percorso B: Media, storia, cittadinanza del Corso di perfezionamento in Media education, promosso dalla Facoltà di Scienze della formazione dell Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dall Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea G. Agosti di Torino. Nel corso di tali worshop la scheda di valutazione è stata analizzata, discussa e ulteriormente perfezionata, tenendo conto, vuoi delle riflessioni scaturite dalla sua applicazione pratica vuoi dei più recenti sviluppi tecnologici e architetturali dei siti web. In particolare nell ultima versione della scheda, scaturita dal workshop tenutosi a presso l ISTORETO nel gennaio 2008, oltre a provvedere ad una migliore definizione dei criteri di analisi e della loro definizione all interno della scheda, è stata inserita una apposita area relativa alla valutazione dell uso didattico del sito e sono state aggiunge indicazioni che permettono di rilevare meglio il grado di interazione con l utente e l eventuale ricorso a tecnologie web 2.0. Firenze, 7 gennaio 2009 Stefano Vitali

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