GOVERNO DELLA RETE: BISOGNI E APPROPRIATEZZA 1

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "GOVERNO DELLA RETE: BISOGNI E APPROPRIATEZZA 1"

Transcript

1 GOVERNO DELLA RETE: BISOGNI E APPROPRIATEZZA 1 Antonio Monteleone Riferisco qui le mie riflessioni. Alcune sono inframmezzate da interrogativi non retorici al cui riguardo mi auguro di ricevere risposte convincenti. Spero in tal modo di contribuire a fare un po di chiarezza sui temi affidati alla discussione di questo tavolo. APPROPRIATEZZA IN SANITÀ E SOCIOSANITÀ (slide 1) DEFINIZIONE PRIMARIA (iniziale ed essenziale): fa riferimento a un atto o insieme di atti sanitari o sociosanitari. È così esprimibile: L appropriatezza denota la congruenza di un intervento, limitato o prolungato nel tempo ma sempre tempestivo e di natura molteplice (preventivo, diagnostico, terapeutico, riabilitativo, erogativo di una prestazione semplice sanitaria o di un servizio integrato sociosanitario), con i bisogni di un malato o di un soggetto a rischio o fragile così che i benefici superino i rischi. Tale congruenza efficace, efficiente e sicura dipende, in concatenazione logica, dall adeguatezza professionale, tecnologica, strutturale, organizzativa, amministrativa, programmatoria concettuale (i criteri ultimi di gestione del sistema). Il Ministero (per quanto di sua competenza) e le Regioni rivestono un ruolo di primaria importanza come garante della trasparenza del SSN e nell implementazione di analisi, monitoraggio e controllo dell appropriatezza in sanità e sociosanità avendo però l obbligo di agire nel rispetto e in coerenza con i vari momenti della concatenazione logica prima detta perché l appropriatezza riguarda tutti. Mi spiego. All art. 3 (Mantenimento dei requisiti, vigilanza e controllo di appropriatezza) della bozza di contratto proposto dalla Regione Lombardia in questi giorni, commi 3 e 4, leggiamo che: 3. L ASL, nell esercizio delle funzioni di vigilanza e di controllo di appropriatezza, può accedere a tutti i locali della unità d offerta ed assumere informazioni dirette dal personale, dagli ospiti e dai loro familiari; può accedere alla documentazione relativa al rapporto di accreditamento o, comunque, rilevante ai fini dell esercizio dell unità d offerta, al fine di verificare quanto dichiarato dall ente gestore. Al termine di ogni sopralluogo, l ASL redige il verbale, almeno in duplice copia, in contraddittorio con il gestore o persona incaricata dall ente gestore, nel quale sono indicati i motivi del sopralluogo, i requisiti valutati, la documentazione acquisita dall ASL ed è rappresentato sinteticamente quanto emerso dalla visita ispettiva. Tale verbale è congiuntamente sottoscritto dall ASL e dal legale rappresentante del soggetto o da un suo incaricato che potranno richiedere l inserimento nel verbale di eventuali dichiarazioni. Una copia del verbale dovrà essere rilasciata alla persona presente incaricata dall ente gestore al termine del sopralluogo. Il verbale non può essere modificato né integrato successivamente alla sua sottoscrizione. Eventuali atti conseguenti, a carattere prescrittivo o sanzionatorio, dovranno essere adottati con provvedimenti distinti dal verbale. 4. Le parti danno atto che l esito dell accertamento determina l adozione dei provvedimenti previsti dalla disciplina in materia di vigilanza e controllo di appropriatezza sulle unità d offerta socio-sanitarie, con gli eventuali conseguenti effetti nei confronti del presente contratto 1 Relazione tenuta il 6 dicembre 2012 al Convegno RUOLO DELLE RSA NEL WELFARE LOMBARDO: COMPLESSITÀ ATTUALI VERSO PROSPETTIVE FUTURE organizzato a Castellanza dalla LIUC Università Cattaneo. Sono consentite citazioni purché parziali e siano riportati autore, titolo del convegno ed Ente organizzatore.

2 Ebbene appropriatezza degli standard professionali significa anche che l equipe che fa il sopralluogo, poiché dal modo di agire dei suoi membri dipendono atti a carattere prescrittivo o sanzionatorio, deve essere dotata di accertata e qualificata esperienza, ovvero deve essere composta da professionisti e tecnici non alle prime uscite e con una formazione certificata e coerente con l aspetto concreto che vigilano e controllano. Inoltre il CV dei componenti di tali equipe deve essere facilmente visibile on line. Converrebbe anche che l'equipe di vigilanza fosse sempre la stessa per la stessa RSA in questo modo l ASL ha davvero la possibilità di verificare azioni di miglioramento in genere e in particolare sulle criticità eventualmente evidenziate. TORNANDO ALL APPROPRIATEZZA IN SOCIOSANITÀ (slide 2). Nel nostro caso in primo luogo va rispettata la natura specifica del bisogno sociosanitario, ossia esso va attentamente messo a fuoco nei suoi due versanti essenziali che devono trovare un baricentro: psico-sociale (finalizzato all accettazione della propria condizione e all integrazione con l ambiente di vita) fisico-funzionale (finalizzato alle condizioni di salute e al mantenimento almeno delle funzionalità residue) Entrambi si influenzano reciprocamente, ma con una prevalenza di quello psicosociale, deputato a trovare il punto di equilibrio, per cui tante persone perfettamente adattate si lamentano meno di certi problemi fisici e inabilità. «Appropriatezza in questo contesto significa costruire un sistema, capace di rispondere a bisogni accertati e finalizzato al miglioramento delle condizioni di vita (non della semplice salute) delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie.» ARS Toscana 2009: Il bisogno socio-sanitario degli anziani in toscana: i risultati dello studio epidemiologico di popolazione BISS. «Bisogni indispensabili non solo in termini di pura sopravvivenza; sono quelli legati al poter esprimere l intelligenza e la libertà in una vita guidata da coscienza responsabile.» Prospettive assistenziali, n. 126, aprile-giugno DIFFERENZA SOSTANZIALE TRA I SERVIZI PER L ACUZIE E QUELLI PER LA CRONICITÀ (slide 3 e 4). Ora, mentre, adoperarsi per la salute è l obiettivo e il campo prevalente d impegno della scienza e della tecnologia. Queste, però, hanno molto meno da dire sul senso della vita e il modo di esprimere intelligenza e libertà. Sicché i servizi per gli acuti possono conoscere, col trascorrere del tempo e i progressi che si conseguono, un downgrade con trasferimenti di prestazioni sanitarie dal regime di ricovero ordinario al ricovero in day hospital (medico, chirurgico, riabilitativo) e al regime ambulatoriale. Mentre i servizi per cronici, al contrario, hanno meno duttilità a forme di downgrade, perché meno basate sull evoluzione scientifica e tecnologica e più sul ruolo del personale (labor intensive) e sulla qualità delle relazioni che intercorrono in un ambiente di vita. Ne viene, inoltre, da questo focus sulla specificità dei bisogni che l approccio concettuale e la metodologia più appropriata sono quelli della prospettiva del paziente e del Patient Reported Outcome (PRO), una terminologia ombrello che identifica modalità e strumenti specificamente orientati a cogliere il punto di vista dei pazienti e delle loro famiglie (qualità della vita, soddisfazione, rispondenza ad aspirazioni e desideri, ecc.), piuttosto che adottare la pura prospettiva clinica o professionale sugli outcome.

3 Qualcuno potrebbe replicare che tutto questo è banale. In verità non lo si direbbe, perché si riscontra una frequente inclinazione o a ritenere che l appropriatezza ognuno se la costruisce a misura dei suoi scopi o a trasferire da noi, con poco spirito critico, un idea di appropriatezza propria dei bisogni e dei servizi per acuti o iperacuti. Quest ultima idea risulta inappropriata in sociosanità, dove come la Regione Lombardia in più documenti, grazie anche all apporto delle Associazioni sedute a questo tavolo, dietro questa prospettiva del paziente e dei suo cari, ha fatto sì che prendesse forma e sostanza il vero rinnovamento dato dalla centralità della persona e della famiglia. CHI SONO I DESTINATARI DELLE RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI? (slide 5) Sono soggetti handicappati/disabili non autosufficienti i cui bisogni sanitari sono inscindibili da quelli assistenziali e determinano diversi gradi di dipendenza ai quali è necessario rispondere con offerte di sostegno domiciliare, semiresidenziale e residenziale. In coerenza con queste linee guida riportate nella slide mi sorge un interrogativo ogni volta che si parla di revisione del sistema SOSIA e persino autorevoli personaggi affermano che il SOSIA accentua la dipendenza rispetto alle altre dimensioni misurate ed in particolare ai bisogni sanitari e in particolare sottolineano ulteriormente intensività e instabilità clinica. L interrogativo che mi pongo è: le RSA sono o non sono destinate a soggetti dipendenti in fase non d instabilità ma di stabilità clinica? Se sì il sistema SOSIA è congruente. Negli ultimi tempi per ragioni varie l affermazione che la Lombardia ha una capillare rete di RSA e un considerevole numero di posti letto (circa ) che superano qualunque confronto con le altre regioni italiani, viene fatta con sempre meno orgoglio non si dice più che è il fiore all occhiello della Lombardia - o se viene fatta tale affermazione, è solo per sostenere l accusa di un uso improprio di tali servizi. La colpa sarebbe si deduce perché non è mai pronunciata espressamente quella di overuse (sovra utilizzo). Le accuse, tuttavia, vanno sempre suffragate dai fatti non semplicemente dichiarate per spinte ideologiche o di demarketing (disincentivazione di un LEA al fine di risparmiare sulla spesa pubblica). Ora gli unici dati, peraltro super controllati, che fanno testo sono quelli delle schede SOSIA, dalle quali si ricava incontrovertibilmente che tutti gli anziani ospiti sono non autosufficienti con diverso grado di dipendenza. Quindi le RSA compiono pienamente la loro finalità. Anzi secondo alcuni, che mutuano la terminologia dalla sanità, essi, nel momento in cui la domiciliarità diventa un confinamento al punto che i rischi soverchiano i benefici, costituiscono dei servizi necessari o critici ossia rientrano tra quelli di cui un paziente ha bisogno per sottrarsi a conseguenze negative sulla propria salute e in quanto tali inducono il medico a effettuare un certo trattamento o ad attivare un preciso servizio, poiché il non farlo costituirebbe una scelta deleteria per la salute del paziente. Le RSA hanno anche una finalità secondaria, che talvolta qualcuno fa passare per primaria, ossia le RSA devono evitare il sovra utilizzo di cure, ossia il ricorso all ospedale, nel trattamento delle malattie croniche e delle fragilità proprie degli anziani. L Agenas ha svolto negli anni una ricerca autofinanziata sul tema la Valutazione dell efficacia e dell equità di modelli organizzativi territoriali per l accesso e la Presa In Carico di persone con bisogni sociosanitari complessi, che nasce dall esigenza di misurare, attraverso un approccio metodologico rigoroso, alcuni aspetti della qualità del processo assistenziale di presa in carico dei soggetti anziani non autosufficienti. Alla ricerca hanno partecipato le Regioni Lombardia,

4 Veneto e Toscana, l Agenzia Regionale di Sanità Toscana, l Università Cattolica del Sacro Cuore e l Università di Cassino. Ne riprendo alcuni passaggi. La popolazione osservata è stata quella dei residenti ultra64enni che accedono ai servizi durante il periodo 1 luglio giugno 2011, a seguito di una valutazione multidimensionale con esito di bisogno sociosanitario complesso. Nella Asl di Milano risultano presi in carico nel periodo di osservazione, rispetto ai pazienti non autosufficienti attesi, l 81,6% di anziani non autosufficienti; il 42,9% è assistito in assistenza residenziale e il 39,7% in assistenza domiciliare. Per la Regione Lombardia, la prevalenza dell attivazione da parte della rete utenza è coerente con il modello consumer choice o, meglio, con la scelta di incentrare il sistema sul bisogno e la richiesta del cittadino. È stato calcolato, a parità di età e genere, l Aggregate Bed Day Rate, ossia il tasso di ricovero dei soggetti in assistenza domiciliare e in assistenza residenziale e semiresidenziale espresso in giorni per anno-persona nel periodo di osservazione. Sia la percentuale dei ricoverati che l Aggregate Bed Day Rate è inferiore rispetto alla domiciliarità se si considerano gli assistiti in assistenza residenziale e semiresidenziale. Le RSA raggiungono anche l obiettivo secondario. Però però - qualcuno aggiunge - Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambio nella tipologia dell utenza delle RSA perché sono salite le classi 1 e 3 e scese le classi 7 e 8: a dimostrazione, in quest ultimo caso, di una inidonea presenza di soggetti che dovrebbero stare altrove. Come dicevo prima quando si parla d appropriatezza o del suo contrario occorre dimostrarsi razionali e supportati dai fatti non da impressioni o da motivazioni di natura ben poco scientifica o logicamente insostenibili. Pertanto ricordo che nel caso dei DRG esistono tre classi di ricovero: gli inappropriati, gli appropriati tempestivi e gli appropriati tardivi. Allora mi domando: siamo sicuri che le classi 7 ed 8 non rientrino nei ricoveri tempestivi, perché evitano o meglio ritardano la progressione della non autosufficienza? Non sarà che queste due classi sono quelle che trovano la più appropriata collocazione in RSA? UN ALTRO ASPETTO DA TENERE PRESENTE SULL APPROPRIATEZZA CONCETTUALE È QUELLO DI SUSSIDIARIETÀ E QUELLO DI QUASI MERCATO (slide 6) Primo punto. Leggiamo nella slide: Fornire prestazione di degenza in RSA implica la necessità di individuare forme efficaci di coinvolgimento di tutti gli attori sociali che, investendo capitale umano e finanziario, siano in grado di coniugare la razionalità economica con la creazione di valore per i cittadini, ossia di essere efficienti. L appropriata declinazione della sussidiarietà secondo il dettato dell articolo 118 della Costituzione Italiana - non esclude alcun attore sociale. Si parla di sussidiarietà verticale quando i bisogni dei cittadini sono soddisfatti dall'azione degli enti amministrativi pubblici, e di sussidiarietà orizzontale quando tali bisogni sono soddisfatti dai cittadini stessi, magari in forma associata e\o

5 volontaristica. Ricordo, perciò, che un'azienda è un'organizzazione di persone e mezzi finalizzata alla soddisfazione di bisogni umani: il rispetto per la libertà d iniziativa di un azienda rientra nel rispetto della sussidiarietà orizzontale. Secondo punto. Le normative regionali al momento distribuiscono tra Istituzioni e cittadini i costi delle RSA. Il costo di permanenza nelle residenze sanitarie assistenziali è in parte a carico del Servizio sanitario nazionale per quanto attiene l assistenza sanitaria, invece per quanto attiene la quota sociale talvolta totalmente o in parte a carico dell ospite oppure talvolta totalmente a carico del Comune e o in parte a carico del Comune e in parte a carico dell utente e, in base alla normativa di alcune Regioni, anche del coniuge e dei parenti in linea retta entro il primo grado, laddove l utente non sia in grado di provvedere al pagamento. Il concetto di quasi mercato ci porta a dire che il quasi si riferisce ai rimborsi fissi stabiliti dalla Regione (quota sanitaria) o concordati con i Comuni (quota sociale), mentre il concetto di mercato rientra in quello di compartecipazione (copayment), ossia qui sì che c è libertà di stabilire un prezzo da parte dei gestori e libertà di rifiutarlo, orientandosi altrove, da parte dell utenza. Altrimenti si finisce in tutti gli svantaggi di un economia totalmente pianificata. Senza trascurare il misconoscimento, in tal caso, di un concetto economico di base, vale a dire che il prezzo rispecchia un valore non un costo. Se omogeneizziamo con i più diversi artifici le rette, inevitabilmente cadiamo negli svantaggi di un economia pianificata, che sono ad esempio, le difficoltà organizzative a essa consequenziali, in quanto tanto più estesa e articolata è l'economia, tanto più impegnativo è il compito di raccogliere e utilizzare le informazioni necessarie alla pianificazione, e quindi tanto più complessa sarà la definizione del piano e delle regole per governare ogni azione e decisione. Piani complicati sono costosi da amministrare e richiedono una burocrazia mastodontica, nonché controlli sempre più estesi e capillari. Il controllo pubblico capillare su tutti gli aspetti gestionali oltre a comportare una notevole diminuzione della libertà d impresa è terribilmente dispendioso: ce lo possiamo permettere in una situazione di grave crisi quale quella che stiamo attraversando? Perché, inoltre, ci deve essere la discriminazione per cui il Governo, la Regione e i Comuni possono dire chi può paghi perché il welfare sostiene chi ne ha vera necessità! e invece se lo dicono i gestori sono guardati da un certo establishment con lo stesso sguardo che Stalin riservava ai mugik? Non si avvererà, infine, la predizione di Max Weber funesta in un servizio basato sulla qualità relazionale! che nella spasmodica ricerca di un trattamento ritenuto imparziale e omogeno si arriverà all impersonalità delle relazioni per evitare l interferenza dei sentimenti nell assolvimento di doveri? Non saremo tutti sottoposti all osservanza di obblighi stringenti verso ordinamenti e apparati amministrativi che dovrebbero garantire trattamenti uguali e prevedibili, arrivando difatti a imporre come vera conoscenza non tanto quella della cura e dell assistenza ma quella di leggi e regolamenti? Spero di aver dato qualche elemento utile a fare chiarezza così come m ero ripromesso.

6 6 Convegno Annuale Atti del Convegno ANTONIO MONTELEONE Presidente AGeSPI Lombardia IL RUOLO DELLE RSA NEL WELFARE LOMBARDO: COMPLESSITÀ ATTUALI VERSO PROSPETTIVE FUTURE 6 CONVEGNO ANNUALE DELL OSSERVATORIO SETTORIALE SULLE RSA APPROPRIATEZZA IN SANITÀ E SOCIOSANITÀ DEFINIZIONE PRIMARIA (iniziale ed essenziale): fa riferimento a un atto o insieme di atti sanitari o sociosanitari. È così esprimibile: L appropriatezza denota la congruenza di un intervento, limitato o prolungato nel tempo ma sempre tempestivo e di natura molteplice (preventivo, diagnostico, terapeutico, riabilitativo, erogativo di una prestazione semplice sanitaria o di un servizio integrato sociosanitario), con i bisogni di un malato o di un soggetto a rischio o fragile così che i benefici superino i rischi. Tale congruenza efficace, efficiente e sicura dipende, in concatenazione logica, dall adeguatezza professionale, tecnologica, strutturale, organizzativa, amministrativa, programmatoria concettuale (i criteri ultimi di gestione del sistema). il Ministero (per quanto di sua competenza) e le Regioni rivestono un ruolo di primaria importanza come garante della trasparenza del SSN e nell implementazione di analisi, monitoraggio e controllo dell appropriatezza in sanità e sociosanità avendo però l obbligo di agire nel rispetto e in coerenza con i vari momenti della concatenazione logica prima detta. CREMS Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale 1

7 6 Convegno Annuale Atti del Convegno IL BISOGNO IN UN SERVIZIO SOCIOSANITARIO RESIDENZIALE È un bisogno alternativo alla guarigione e va attentamente messo a fuoco in due versanti che debbono trovare un equilibrio: psico sociale (finalizzato all accettazione della propria condizione e all integrazione con l ambiente di vita) fisico funzionale (finalizzato alle condizioni di salute e al mantenimento almeno delle funzionalità residue) Entrambi si influenzano reciprocamente, ma con una prevalenza di quello psicosociale, deputato a trovare il punto di equilibrio, per cui tante persone perfettamente adattate si lamentano meno di certi problemi fisici e inabilità. «Appropriatezza in questo contesto significa costruire un sistema, capace di rispondere a bisogni accertati e finalizzato al miglioramento delle condizioni di vita (non della semplice salute) delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie.» ARS Toscana 2009: Il bisogno socio sanitario degli anziani in toscana: i risultati dello studio epidemiologico di popolazione BISS «Bisogni indispensabili non solo in termini di pura sopravvivenza; sono quelli legati al poter esprimere l intelligenza e la libertà in una vita guidata da coscienza responsabile.» Prospettive assistenziali, n. 126, aprile giugno 1999 DIFFERENZA SOSTANZIALE TRA I SERVIZI PER L ACUZIE E QUELLI PER LA CRONICITÀ Definizione e rilevanza della patologia cronica Una persona con patologia cronica è «persona affetta da una malattia di lunga durata, tendenzialmente lunga quanto la vita del soggetto. Questa procura invalidità di vario grado; è dovuta a cause non reversibili; richiede speciali forme di riabilitazione; impegna l interessato ad osservare prescrizioni e, spesso, ad apprendere un nuovo stile di vita (dietetico, relazionale, motorio, ecc.); necessita di consistenti periodi di controllo, di osservazione e di cura sia a domicilio sia in ambiti specialistici» [Fabris F.: Ridefinizione dei concetti di acuzie e di cronicità. In Eutanasia da abbandono, pp , Rosenberg & Sellier (Torino), 1997.]. La malattia cronica è ben diversa dalla malattia acuta. La malattia acuta può essere considerata un fenomeno episodico e completo in sé; la condizione di malattia, cioè quello che il paziente prova, è tutta spiegabile con il meccanismo anatomo fisio patologico della malattia. Al contrario, ciò che il paziente prova in caso di malattia cronica non è spiegabile solo in base al meccanismo fisiopatologico della malattia [Cassel E.J.: The future of the doctor payer patient relationship. Journal of American Geriatrics Society 46, , 1998.]. Questo può costituire la base dell esperienza del paziente, ma tale esperienza include anche l impatto sulla vita di ogni giorno,ildannoafunzioninecessariepersvolgere il proprio lavoro, il cambiamento delle prospettive future del malato, una pesante influenza sul suo patrimonio economico. Da Prospettive assistenziali, n. 126, aprile giugno 1999 CREMS Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale 2

8 6 Convegno Annuale Atti del Convegno ESITO DELLA MALATTIA CRONICA: LE ALTERNATIVE ALLA GUARIGIONE La cura della persona affetta da patologia cronica non ha necessariamente come esito la guarigione. Come sopra accennato, dalla maggioranza delle malattie degenerative non si guarisce completamente: si può superare una fase, uscire da un episodio, compensare una situazione alterata, rendere la malattia compatibile con un determinato livello di richiesta funzionale. Pertanto, il concetto di cura va visto estensivamente, includendo gli interventi che permettano una migliore convivenza con la malattia cronica. I BISOGNI DA SODDISFARE È eticamente corretto soddisfare in via prioritaria: i bisogni legati alla possibilità di sopravvivere. Tenendo presente che la cura della malattia, in particolare della patologia cronica, non ha necessariamente come esito la guarigione, si tratta di assicurare la sopravvivenza della persona, senza necessariamente pretendere che essa coincida con la salute; i bisogni indispensabili non solo in termini di pura sopravvivenza; sono quelli legati al poter esprimere l intelligenza e la libertà in una vita guidata da coscienza responsabile. ( ) Un aiuto a questo riguardo è fornito ancora dall Organizzazione Mondiale della Sanità, che, per quanto riguarda la patologia cronica, ha promosso una classificazione nella quale tende a mettere in risalto non tanto la malattia quanto le sue conseguenze. Si tratta della Classificazione Internazionale delle Menomazioni, delle Disabilità e degli Handicap Da Prospettive assistenziali, n. 126, aprile giugno 1999 La residenza extraospedaliera. Le diverse tipologie di disabili, ivi compresi gli anziani non autosufficienti, sono caratterizzati. dall'esistenza di deficit funzionali derivati dalla perdita di capacità fisiche, psichiche o psico fisiche, a seguito di eventi morbosi (congeniti o acquisiti), che determinano sul piano dei bisogni assistenziali situazioni di handicap e di dipendenza. Le prestazioni da offrire in termini qualitativi e quantitativi debbono quindi essere orientate a contrastare o compensare la perdita di autonomia, che spesso si esprime nel soggetto disabile come incapacità di permanere o rientrare al proprio domicilio. La residenzialità extraospedaliera realizza le prestazioni residenziali o semiresidenziali come risposta ai bisogni dei portatori di handicap fisico e psichico, degli anziani e dei soggetti non autosufficienti, non assistibili a domicilio. L'assistenza residenziale extraospedaliera, conseguentemente, si concretizza in una gamma di residenze che offrono diversi gradi di assistenza sanitaria (nelle sue componenti mediche, infermieristiche e riabilitative), accompagnata da prestazioni di tipo socio assistenziale atte a facilitare il collegamento ed il successivo, in alcuni casi solo potenziale, reintegro nell'ambiente di provenienza. Le caratteristiche delle residenze sono correlate alla tipologia degli ospiti, al loro grado di dipendenza, alle potenzialità ed ai tempi per il loro recupero psico fisico. (da LINEE GUIDA DEL MINISTERO DELLA SANITÀ SULLE RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI 31 maggio 1994) CREMS Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale 3

9 6 Convegno Annuale Atti del Convegno Le prestazioni di degenza in residenze sanitarie assistenziali per soggetti handicappati/disabili gravi non autosufficienti rientrano nei LEA, livelli essenziali di assistenza, Le Regioni hanno tra i loro compiti quello del governo della Sanità, ossia di individuare i bisogni, filtrandoli e valutandoli in un approccio multidimensionale, per programmare le risposte congruenti mediante l attuazione del principio di sussidiarietà. Questo implica la necessità di individuare forme efficaci di coinvolgimento di tutti gli attori sociali che, investendo capitale umano e finanziario, siano in grado di coniugare la razionalità economica con la creazione di valore per i cittadini, ossia di essere efficienti. La ridefinizione organizzativa dei servizi, per essere in sintonia con le esigenze dei cittadini, deve basarsi su un continuum di cure sanitarie e servizi sociali che rispondano alle esigenze poste dalla collettività, ed in particolare a quelle di soggetti non autosufficienti i cui bisogni sanitari sono inscindibili da quelli assistenziali e determinano diversi gradi di dipendenza ai quali è necessario rispondere con offerte di sostegno domiciliare, semiresidenziale e residenziale. (da LINEE GUIDA DEL MINISTERO DELLA SANITÀ SULLE RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI 31 maggio 1994) CREMS Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale 4

CURARE A CASA Aspetti organizzativi clinici e relazionali di interesse per il Medico di Medicina Generale

CURARE A CASA Aspetti organizzativi clinici e relazionali di interesse per il Medico di Medicina Generale CURARE A CASA Aspetti organizzativi clinici e relazionali di interesse per il Medico di Medicina Generale Introduzione Reggio Emilia, 19 e 26 maggio 2010 Riferimenti normativi Accordo Collettivo Nazionale

Dettagli

Accompagnare le cronicità e le fragilità IL NUOVO PATTO STATO-REGIONI: TRA TAGLI ED EFFICIENZA

Accompagnare le cronicità e le fragilità IL NUOVO PATTO STATO-REGIONI: TRA TAGLI ED EFFICIENZA Accompagnare le cronicità e le fragilità IL NUOVO PATTO STATO-REGIONI: TRA TAGLI ED EFFICIENZA Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato Milano, 01 Marzo 2014 La domanda Gli anziani

Dettagli

L ASSISTENZA PSICOLOGICA NELLE RESIDENZE PER ANZIANI. Raffaella Bonforte - Angelita Volpe

L ASSISTENZA PSICOLOGICA NELLE RESIDENZE PER ANZIANI. Raffaella Bonforte - Angelita Volpe L ASSISTENZA PSICOLOGICA NELLE RESIDENZE PER ANZIANI Raffaella Bonforte - Angelita Volpe "La R.S.A. è una struttura extra-ospedaliera per anziani disabili, prevalentemente non autosufficienti, non assistibili

Dettagli

Evidenze e innovazioni del Servizio Socio Sanitario Lombardo. Milano, 28 Marzo 2014

Evidenze e innovazioni del Servizio Socio Sanitario Lombardo. Milano, 28 Marzo 2014 Evidenze e innovazioni del Servizio Socio Sanitario Lombardo Milano, 28 Marzo 2014 IL CAMBIAMENTO DEL CONTESTO E LE REGOLE DI SISTEMA 2014 Nel corso dell ultimo decennio molteplici sono stati i mutamenti

Dettagli

Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio

Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Il quadro Istituzionale organizzativo in Regione Veneto Dirigente Regionale Servizi Sociali dott. Mario Modolo

Dettagli

SALUTE E ANZIANI IN ITALIA

SALUTE E ANZIANI IN ITALIA Definire la domanda di salute della popolazione anziani in Italia è un tema chiave da affrontare, specie in un paese come il nostro che invecchia sempre di più e che destina più della metà delle sue risorse

Dettagli

Programmazione e governo della rete dei servizi socio sanitari e sociali Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato

Programmazione e governo della rete dei servizi socio sanitari e sociali Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato Programmazione e governo della rete dei servizi socio sanitari e sociali Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato Lecco 27 Febbraio 2014 IL CAMBIAMENTO DEL CONTESTO E LE REGOLE DI

Dettagli

Osservatorio Settoriale sulle RSA 7 Convegno Annuale

Osservatorio Settoriale sulle RSA 7 Convegno Annuale «Da RSA a centro di servizi: una sfida da vincere» OSSERVATORIO SETTORIALE SULLE RSA 7 CONVEGNO ANNUALE RSA aperte al territorio nella prospettiva di Regione Lombardia Direzione Generale Famiglia, Solidarietà

Dettagli

L ASSISTENZA DOMICILIARE : PUBBLICO E PRIVATO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA

L ASSISTENZA DOMICILIARE : PUBBLICO E PRIVATO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA L ASSISTENZA DOMICILIARE : PUBBLICO E PRIVATO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA IL SERVIZIO ADI NEL TERRITORIO DELL ISOLA BERGAMASCA Coord. Sanitario Dott.ssa Porrati Luisa Infermiera CeAD

Dettagli

Cure Domiciliari. Corso Elettivo Malato a casa 23 gennaio 2012

Cure Domiciliari. Corso Elettivo Malato a casa 23 gennaio 2012 Cure Domiciliari Corso Elettivo Malato a casa 23 gennaio 2012 DEFINIZIONE DELLE CURE DOMICILIARI Le cure domiciliari consistono in trattamenti medici, infermieristici, riabilitativi, prestati da personale

Dettagli

IL QUADRO LEGISLATIVO

IL QUADRO LEGISLATIVO CAPITOLO TERZO IL QUADRO LEGISLATIVO 1. LA COSTITUZIONE Le leggi riportate in questo capitolo sono ordinate in senso cronologico per meglio mettere in evidenza la crescente sensibilità del legislatore

Dettagli

Ruolo del Servizio Sanitario Nazionale nel supporto alle pazienti e alle famiglie. Roma, 25 Novembre 2014. Tiziana Sabetta

Ruolo del Servizio Sanitario Nazionale nel supporto alle pazienti e alle famiglie. Roma, 25 Novembre 2014. Tiziana Sabetta Ruolo del Servizio Sanitario Nazionale nel supporto alle pazienti e alle famiglie Roma, 25 Novembre 2014 Tiziana Sabetta Nulla rende più fragile e vulnerabile una famiglia dell esordio di una malattia

Dettagli

Le Residenze Sanitarie Assistenziali Lombarde tra chiusura e apertura.

Le Residenze Sanitarie Assistenziali Lombarde tra chiusura e apertura. 07 Febbraio 2014 Le Residenze Sanitarie Assistenziali Lombarde tra chiusura e apertura. Corrado Carabellese Le misure Gli interventi di cui sopra saranno garantiti attraverso le seguenti misure: Buono

Dettagli

La valutazione individuale e il ciclo delle performance in sanità

La valutazione individuale e il ciclo delle performance in sanità La valutazione individuale e il ciclo delle performance in sanità Responsabile scientifico: Prof. Andrea Vettori, Docente di Healthcare management Università degli studi Guglielmo Marconi, Roma Autori:

Dettagli

Politiche della Qualità Servizio Qualità e Medicina Legale Azienda ULSS 4 Alto Vicentino

Politiche della Qualità Servizio Qualità e Medicina Legale Azienda ULSS 4 Alto Vicentino Politiche della Qualità Servizio Qualità e Medicina Legale Azienda ULSS 4 Alto Vicentino Anno 2014-2015 Un Sistema qualità per l eccellenza socio-sanitaria I piani ed i documenti di governo del sistema

Dettagli

REGOLAMENTO UNITARIO PERLA GESTIONE DELLE UNITA DI VALUTAZIONE INTEGRATE E PER L ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIOSANITARIE

REGOLAMENTO UNITARIO PERLA GESTIONE DELLE UNITA DI VALUTAZIONE INTEGRATE E PER L ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIOSANITARIE REGOLAMENTO UNITARIO PERLA GESTIONE DELLE UNITA DI VALUTAZIONE INTEGRATE E PER L ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIOSANITARIE Adottato con delibera G. C. n. 108 del 24.2.2005 Articolo 1 - L INTEGRAZIONE SOCIOSANITARIA

Dettagli

Associazione Regionale del Piemonte. Prot. 1906 Torino 9 novembre 2007

Associazione Regionale del Piemonte. Prot. 1906 Torino 9 novembre 2007 Prot. 1906 Torino 9 novembre 2007 PRIMA BOZZA DI OSSERVAZIONI ANCI PIEMONTE SULLA BOZZA DI LEGGE DELEGA AL GOVERNO IN MATERIA DI PROTEZIONE SOCIALE E CURA DELLE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI (TESTO DEL 6.11.2007)

Dettagli

Allegato 1 PROTOCOLLO PER LA SPERIMENTAZIONE DEL MODELLO TOSCANO DI ASSISTENZA ALLA PERSONA CON DEMENZA

Allegato 1 PROTOCOLLO PER LA SPERIMENTAZIONE DEL MODELLO TOSCANO DI ASSISTENZA ALLA PERSONA CON DEMENZA Allegato 1 PROTOCOLLO PER LA SPERIMENTAZIONE DEL MODELLO TOSCANO DI ASSISTENZA ALLA PERSONA CON DEMENZA PREMESSA La Malattia di Alzheimer (MA) rappresenta un problema sanitario e sociale di primaria importanza

Dettagli

PROGRAMMA SPERIMENTALE RITORNARE A CASA (art. 17, comma 1, L.R. 4/2006) LINEE DI INDIRIZZO

PROGRAMMA SPERIMENTALE RITORNARE A CASA (art. 17, comma 1, L.R. 4/2006) LINEE DI INDIRIZZO ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE N. 42/11 DEL 4.10.2006 PROGRAMMA SPERIMENTALE RITORNARE A CASA (art. 17, comma 1, L.R. 4/2006) LINEE DI INDIRIZZO 1 - Introduzione Il programma Ritornare a casa è finalizzato

Dettagli

Competenza e Ricerca

Competenza e Ricerca Competenza e Ricerca La ricerca è alla base del progresso infermieristico, dello sviluppo della disciplina e della professione. Metodologia della ricerca come presupposto per l acquisizione di una mentalità

Dettagli

Integrazione Ospedale-Territorio:

Integrazione Ospedale-Territorio: Integrazione Ospedale-Territorio: malattie rare ed assistenza integrativa Relatore Dott.ssa Francesca Canepa S.C. Assistenza Farmaceutica Convenzionata LEA I Livelli essenziali di assistenza (LEA) sono

Dettagli

Riconoscimento del lavoro di cura del familiare caregiver e integrazione dell assistenza domiciliare in favore dei malati di SLA della Sardegna.

Riconoscimento del lavoro di cura del familiare caregiver e integrazione dell assistenza domiciliare in favore dei malati di SLA della Sardegna. Allegato alla Delib.G.R. n. 49/14 del 7.12.2011 PROGETTO: Riconoscimento del lavoro di cura del familiare caregiver e integrazione dell assistenza domiciliare in favore dei malati di SLA della Sardegna.

Dettagli

PERCORSO FORMATIVO. Le AFT nuovo soggetto della sanità regionale: modelli di funzionamento e interazioni

PERCORSO FORMATIVO. Le AFT nuovo soggetto della sanità regionale: modelli di funzionamento e interazioni Premessa PERCORSO FORMATIVO Le AFT nuovo soggetto della sanità regionale: modelli di funzionamento e interazioni Il presente percorso formativo nasce come supporto alla riorganizzazione del sistema sanitario

Dettagli

ATTO. REGIONE LIGURIA - Giunta Regionale LA GIUNTA REGIONALE

ATTO. REGIONE LIGURIA - Giunta Regionale LA GIUNTA REGIONALE O GG E TTO : Rimodulazione del Fondo di solidarietà per la gravi disabilità rinominato "CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA' PER LA RESIDENZIALITA' E SEMIRESIDENZIALITA (DISABILI, PAZIENTI PSICHIATRICI E PERSONE

Dettagli

INDICE. La remunerazione delle attività sanitarie: il quadro di riferimento legislativo, di Renato Balduzzi

INDICE. La remunerazione delle attività sanitarie: il quadro di riferimento legislativo, di Renato Balduzzi INDICE Presentazione La remunerazione delle attività sanitarie: il quadro di riferimento legislativo, di Renato Balduzzi L articolazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) in termini organizzativi

Dettagli

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post AGENZIA SANITARIA E SOCIALE REGIONALE ACCREDITAMENTO IL RESPONSABILE PIERLUIGI LA PORTA Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post D.Lgs. 229/99 I principi introdotti dal DLgs 502/92 art. 8

Dettagli

1) Accreditamento dei servizi socio sanitari

1) Accreditamento dei servizi socio sanitari Allegato 17 Linee di indirizzo per i servizi socio-sanitari e di riabilitazione afferenti alla competenza della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale 1) Accreditamento dei servizi socio sanitari

Dettagli

Appunti per una tavola rotonda Ponzano Veneto, 20 maggio 2011

Appunti per una tavola rotonda Ponzano Veneto, 20 maggio 2011 Appunti per una tavola rotonda Ponzano Veneto, 20 maggio 2011 TARGET persone non autosufficienti di norma anziani, con esiti di patologie fisici, psichici, sensoriali e misti non curabili a domicilio MISSION

Dettagli

CERNUSCO SUL NAVIGLIO

CERNUSCO SUL NAVIGLIO LINEE GUIDA DISTRETTO 4 ASL MI 2 Misura a favore delle persone con disabilità grave o comunque in condizione di non autosufficienza (Misura B2 - DGR 2883 del 12.12.2014) 1. FINALITA Con il presente documento

Dettagli

PROPOSTA DI PIANO FORMATIVO PER UN AZIENDA SANITARIA OSPEDALIERA

PROPOSTA DI PIANO FORMATIVO PER UN AZIENDA SANITARIA OSPEDALIERA PROPOSTA DI PIANO FORMATIVO PER UN AZIENDA SANITARIA OSPEDALIERA Sormani Luisa*, Goggi Ezio *Responsabile Ufficio Formazione, Direzione Sanitaria Aziendale Ente Ospedaliero Valduce di Como (ospedale religioso

Dettagli

SERVIZI ESSENZIALI PICCOLI COMUNI

SERVIZI ESSENZIALI PICCOLI COMUNI SERVIZI ESSENZIALI PICCOLI COMUNI 2. Continuità dell intervento Nuovo X In continuità con servizio già attivato 3. Tipologia di servizio X LEPS Altri Servizi _ (specificare) 4. Se il servizio dà continuità

Dettagli

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 martedì, 17 gennaio, 2012 http://www.lombardiasociale.it/2012/01/17/disegnato-il-percorso-di-riforma-delladi-per-il-2012/ L'analisi del Contesto E

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 10 DEL 18-02-2010 REGIONE PIEMONTE

LEGGE REGIONALE N. 10 DEL 18-02-2010 REGIONE PIEMONTE LEGGE REGIONALE N. 10 DEL 18-02-2010 REGIONE PIEMONTE Servizi domiciliari per persone non autosufficienti. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PIEMONTE N. 8 del 25 febbraio 2010 Il Consiglio regionale

Dettagli

LA RETE DELLE CURE PALLIATIVE NELL ASL 2 SAVONESE

LA RETE DELLE CURE PALLIATIVE NELL ASL 2 SAVONESE CENTRO DI TERAPIA DEL DOLORE E CURE PALLIATIVE Direttore: dott. Marco Bertolotto LA RETE DELLE CURE PALLIATIVE NELL ASL 2 SAVONESE Le Cure Palliative forniscono il sollievo dal dolore e da altri gravi

Dettagli

SISTEMA QUALITÀ sistemi cultura cultura della qualità

SISTEMA QUALITÀ sistemi cultura cultura della qualità SISTEMA QUALITÀ Nell intraprendere la strada della Qualità Totale ci si è posti l interrogativo sul percorso più adatto al Centro ossia, se modificare i sistemi oppure modificare la cultura. L intervento

Dettagli

Punto di contatto nazionale: strumenti di accesso, informazioni disponibili e punti di attenzione

Punto di contatto nazionale: strumenti di accesso, informazioni disponibili e punti di attenzione Punto di contatto nazionale: strumenti di accesso, informazioni disponibili e punti di attenzione Il patrimonio informativo delle strutture della rete sanitaria Dott.ssa Cristina Tamburini Direzione Generale

Dettagli

a cura di: Società Italiana di Psicologia dei Servizi Ospedalieri e Territoriali

a cura di: Società Italiana di Psicologia dei Servizi Ospedalieri e Territoriali EROGATA DALLE STRUTTURE ORGANIZZATIVE COMPLESSE DI PSICOLOGIA, TERRITORIALI ED OSPEDALIERE, DEL S. S. N. E PER GLI INTERVENTI A FAVORE DELLO SVILUPPO DELL INTEGRAZIONE SOCIO SANITARIA. a cura di: Società

Dettagli

STEFANIA REPINTO Presidente ANASTE Lombardia

STEFANIA REPINTO Presidente ANASTE Lombardia STEFANIA REPINTO Presidente ANASTE Lombardia IL RUOLO DELLE RSA NEL WELFARE LOMBARDO: COMPLESSITÀ ATTUALI VERSO PROSPETTIVE FUTURE 6 CONVEGNO ANNUALE DELL OSSERVATORIO SETTORIALE SULLE RSA Anaste è l unica

Dettagli

La continuità assistenziale

La continuità assistenziale L1 La continuità assistenziale Lucia Pavignano anno 2010 Diapositiva 1 L1 Lucia; 01/05/2010 Cosa si intende per Continuità Assistenziale? garantisce l'assistenza medica di base per situazioni che rivestono

Dettagli

ASSISTENZA CONTINUATIVA INTEGRATA PER PAZIENTI AFFETTI DA TUMORI CEREBRALI Dall ospedale all assistenza domiciliare alle cure palliative.

ASSISTENZA CONTINUATIVA INTEGRATA PER PAZIENTI AFFETTI DA TUMORI CEREBRALI Dall ospedale all assistenza domiciliare alle cure palliative. ASSISTENZA CONTINUATIVA INTEGRATA PER PAZIENTI AFFETTI DA TUMORI CEREBRALI Dall ospedale all assistenza domiciliare alle cure palliative. Il modello di cure domiciliari integrate in sperimentazione all

Dettagli

FORUM P.A. SANITA' 2001

FORUM P.A. SANITA' 2001 FORUM P.A. SANITA' 2001 Azienda Sanitaria Locale della provincia di Como Direzione Sanitaria, Dipartimento Attività Socio Sanitarie Integrate (A.S.S.I.) Dipartimento Servizi Sanitari di Base, Staff Educazione

Dettagli

D.P.C.M. 14 febbraio 2001 Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

D.P.C.M. 14 febbraio 2001 Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Testo vigente alla data del 22 febbraio 2013 D.P.C.M. 14 febbraio 2001 Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l'art.

Dettagli

Residenza per anziani "Le Querce"

Residenza per anziani Le Querce Residenza per anziani "Le Querce" La residenza Nata da una sinergia tra il Comune di Cavenago Brianza e la C.R.M Cooperativa Sociale a r.l., la Residenza «Le querce» è pensata per l assistenza agli anziani

Dettagli

Il ruolo delle Associazioni. Roberto Cocci Presidente Diabete Forum (giovani e adulti uniti per il diabete)

Il ruolo delle Associazioni. Roberto Cocci Presidente Diabete Forum (giovani e adulti uniti per il diabete) Il ruolo delle Associazioni Roberto Cocci Presidente Diabete Forum (giovani e adulti uniti per il diabete) Perchè parlare di coinvolgimento Il coinvolgimento dei pazienti/cittadini nella progettazione,

Dettagli

Il ruolo della professione infermieristica nell evoluzione evoluzione della domanda di salute. Maria Grazia Proietti

Il ruolo della professione infermieristica nell evoluzione evoluzione della domanda di salute. Maria Grazia Proietti Il ruolo della professione infermieristica nell evoluzione evoluzione della domanda di salute Maria Grazia Proietti il campo di competenza dell infermiere è rappresentato dal complesso delle attività rivolte

Dettagli

Appropriatezza diagnostica e terapeutica nella prevenzione delle fratture da fragilità da osteoporosi

Appropriatezza diagnostica e terapeutica nella prevenzione delle fratture da fragilità da osteoporosi Appropriatezza diagnostica e terapeutica nella prevenzione delle fratture da fragilità da osteoporosi La proposta del Ministero: un Registro Italiano delle Fratture da Fragilità (RIFF) Rossana Ugenti Direttore

Dettagli

L integrazione professionale per l assistenza a domicilio: infermieri e fisioterapisti a confronto

L integrazione professionale per l assistenza a domicilio: infermieri e fisioterapisti a confronto L integrazione professionale per l assistenza a domicilio: infermieri e fisioterapisti a confronto Stefania Franciolini, Direttore U.O. Servizio Assistenza Infermieristica Territoriale Simonetta Tamburini,

Dettagli

POLITICHE DI ATENEO E PROGRAMMAZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA.

POLITICHE DI ATENEO E PROGRAMMAZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA. All.4 POLITICHE DI ATENEO E PROGRAMMAZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA. In linea con quanto programmato negli anni accademici precedenti, l Ateneo intende riaffermare il ruolo centrale di istituzione scientifica

Dettagli

La Rete Ligure di Cure Palliative 1

La Rete Ligure di Cure Palliative 1 La Rete Ligure di Cure Palliative 1 1. Premessa epidemiologica 2. Le cure palliative 3. Il modello organizzativo 3.1 La rete di cure palliative della regione Liguria 3.2 Le reti locali di cure palliative

Dettagli

ASL FG DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE CENTRO SALUTE MENTALE DI MANFREDONIA

ASL FG DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE CENTRO SALUTE MENTALE DI MANFREDONIA ASL FG DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE CENTRO SALUTE MENTALE DI MANFREDONIA IL CASE MANAGEMENT: UN MODELLO ORGANIZZATIVO PER LA CURA DEL PAZIENTE PSICHIATRICO La presa in carico e la pianificazione Dott.ssa

Dettagli

SERVIZIO CURE DOMICILIARI ASL7 CARBONIA LIBRETTO INFORMATIVO

SERVIZIO CURE DOMICILIARI ASL7 CARBONIA LIBRETTO INFORMATIVO SERVIZIO CURE DOMICILIARI ASL7 CARBONIA LIBRETTO INFORMATIVO Rev. 01 del 21.10.2014 1. Presentazione del libretto informativo Dal 1999 ci occupiamo di assistenza domiciliare ed il nostro intento è stato

Dettagli

DOMANDA. DPCS 2015 Analisi di Contesto. Assistenza programmata al domicilio (ADI)

DOMANDA. DPCS 2015 Analisi di Contesto. Assistenza programmata al domicilio (ADI) Assistenza programmata al domicilio (ADI) Le Cure domiciliari hanno assunto una valenza sempre più strategica a causa dell aumento dell aspettativa di vita e del concomitante incremento della patologia

Dettagli

PROCEDURA AZIENDALE. PA SQ - 32 Rev. 0 del 02/04/2013. Certificato N 9122 AOLS. Data applicazione Redazione Verifica Approvazione

PROCEDURA AZIENDALE. PA SQ - 32 Rev. 0 del 02/04/2013. Certificato N 9122 AOLS. Data applicazione Redazione Verifica Approvazione PA SQ - 32 Rev. 0 del 02/04/2013 Certificato N 9122 AOLS Data applicazione Redazione Verifica Approvazione 02/04/2013 Dr.ssa G. Saporetti Sig.ra Pallone Dr.ssa G. Saporetti Dr.ssa L. Di Palo Dr. M. Agnello

Dettagli

CONSIGLIO REGIONALE DEL MOLISE

CONSIGLIO REGIONALE DEL MOLISE CONSIGLIO REGIONALE DEL MOLISE IX Legislatura Proposta di legge "Interventi regionali in favore di soggetti affetti da malattia di Alzheimer e sindromi dementigene ad essa correlate" Proponente Michelangelo

Dettagli

SINTESI SCHEDA PROGETTUALE BANDO 2007

SINTESI SCHEDA PROGETTUALE BANDO 2007 UFFICIO SERVIZIO CIVILE SINTESI SCHEDA PROGETTUALE BANDO 2007 Titolo progetto Attività Integrative all Assistenza Domiciliare Integrata Tipologia destinatari A06 Disabili Giorni /ore di servizio 5 giorni

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI DELLA RSA

CARTA DEI SERVIZI DELLA RSA CARTA DEI SERVIZI DELLA RSA NOTA DI ACCOGLIENZA Gentile Signora, Gentile Signore, con la presente Le vogliamo fornire una Guida che Le sia di aiuto per orientarsi e conoscere la Struttura Sanitaria alla

Dettagli

Protocollo operativo A.D.I. (Assistenza Domiciliare Integrata) AUSL /BA2 - COMUNE DI BARLETTA

Protocollo operativo A.D.I. (Assistenza Domiciliare Integrata) AUSL /BA2 - COMUNE DI BARLETTA Barletta, 16/02/05 8.24 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida Piano Sociale dell Ambito Distrettuale di Barletta Anni 2005 2007 Protocollo operativo

Dettagli

TREND E COMPONENTI DI SPESA PUBBLICA IN MATERIA DI NON AUTOSUFFICIENZA

TREND E COMPONENTI DI SPESA PUBBLICA IN MATERIA DI NON AUTOSUFFICIENZA MODELLI DI PRESA IN CARICO DELLA DIPENDENZA IN ITALIA E IN EUROPA: IL DOPPIO RUOLO DI SERVIZIO SOCIO-SANITARIO E DI MOTORE PER LO SVILUPPO ECONOMICO TREND E COMPONENTI DI SPESA PUBBLICA IN MATERIA DI NON

Dettagli

Ministero della Salute. Piano di indirizzo per la Riabilitazione

Ministero della Salute. Piano di indirizzo per la Riabilitazione Ministero della Salute Piano di indirizzo per la Riabilitazione La riabilitazione è disciplina medica - scientificamente certa - socialmente congrua - economicamente sostenibile I numeri della riabilitazione

Dettagli

- 1 - Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia INDICE. Capo I Finalità e disposizioni generali

- 1 - Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia INDICE. Capo I Finalità e disposizioni generali - 1 - Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia INDICE Capo I Finalità e disposizioni generali Art. 1 Art. 2 Art. 3 Art. 4 Art. 5 (Finalità) (Definizioni) (Pianificazione regionale) (Campagne di informazione)

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 2 DEL 25-02-2010 REGIONE PUGLIA

LEGGE REGIONALE N. 2 DEL 25-02-2010 REGIONE PUGLIA LEGGE REGIONALE N. 2 DEL 25-02-2010 REGIONE PUGLIA Istituzione del fondo regionale per il sostegno delle persone non autosufficienti e loro nuclei familiari Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PUGLIA

Dettagli

IL NUOVO PATTO PER IL WELFARE

IL NUOVO PATTO PER IL WELFARE IL NUOVO PATTO PER IL WELFARE di REGIONE LOMBARDIA BOZZA documento da sottoporre all Assemblea dei Sindaci Ambito Valle Brembana per l inoltro in Regione Lombardia Regione Lombardia imposta tutta la sua

Dettagli

IL MINISTRO DELLA SALUTE DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE

IL MINISTRO DELLA SALUTE DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE Testo aggiornato al 5 dicembre 2007 Decreto ministeriale 22 Febbraio 2007, n. 43 Gazzetta Ufficiale 6 Aprile 2007, n. 81 Regolamento recante Definizione degli standard relativi all assistenza ai malati

Dettagli

Laboratorio Servizi nell area DISABILI

Laboratorio Servizi nell area DISABILI Laboratorio Servizi nell area DISABILI 1 Studio sui servizi alla persona disabile a Roma Luglio 2007 Nella legislazione italiana, la tutela assistenziale del cittadino disabile si è avuta: 1. Negli anni

Dettagli

Delibera della Giunta Regionale n. 483 del 21/09/2012

Delibera della Giunta Regionale n. 483 del 21/09/2012 Delibera della Giunta Regionale n. 483 del 21/09/2012 A.G.C. 20 Assistenza Sanitaria Settore 3 Interventi a favore di fasce socio-sanitarie particolarmente 'deboli' Oggetto dell'atto: DISCIPLINA E DEFINIZIONE

Dettagli

17 MARZO 2014/ 15 APRILE 2014 CRITERI PER L EROGAZIONE DI BUONI SOCIALI A FAVORE DI PERSONE CON DISABILITA GRAVE E PER ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI

17 MARZO 2014/ 15 APRILE 2014 CRITERI PER L EROGAZIONE DI BUONI SOCIALI A FAVORE DI PERSONE CON DISABILITA GRAVE E PER ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI 17 MARZO 2014/ 15 APRILE 2014 CRITERI PER L EROGAZIONE DI BUONI SOCIALI A FAVORE DI PERSONE CON DISABILITA GRAVE E PER ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI ART. 1 OGGETTO e FINALITA Il presente documento disciplina

Dettagli

Regolamento Misura a favore delle persone con disabilità grave o comunque in condizione di non autosufficienza (Misura B2 - DGR 2883 del 12.12.

Regolamento Misura a favore delle persone con disabilità grave o comunque in condizione di non autosufficienza (Misura B2 - DGR 2883 del 12.12. Regolamento Misura a favore delle persone con disabilità grave o comunque in condizione di non autosufficienza (Misura B2 - DGR 2883 del 12.12.2014) 1. FINALITA Il presente regolamento è lo strumento di

Dettagli

Unità Valutativa Multidimensionale L esperienza della ASL RMC

Unità Valutativa Multidimensionale L esperienza della ASL RMC L esperienza della ASL RMC Mariella Masselli Responsabile U.O.S.D Tutela Salute Riabilitazione Disabili Adulti d. 12 - ASL RMC Roma, 11 settembre 2013 Appropriatezza clinico-organizzativa nella Regione

Dettagli

Auser: Sistemi di Welfare e Comunità

Auser: Sistemi di Welfare e Comunità Auser: Sistemi di Welfare e Comunità 1. Ricomporre i Bisogni della Persona Provando a declinare alcune problematiche dall'agenda sociale, sembra che il tema degli anziani, dei mutamenti demografici, delle

Dettagli

Il Centro Territoriale per le Malattie Rare dell ASL di Brescia. A cura di Eliana Breda - Brescia 25 maggio 2013

Il Centro Territoriale per le Malattie Rare dell ASL di Brescia. A cura di Eliana Breda - Brescia 25 maggio 2013 Il Centro Territoriale per le Malattie Rare dell ASL di Brescia A cura di Eliana Breda - Brescia 25 maggio 2013 Il contesto normativo regionale DGR 7328 del 11 dicembre 2001 Individuazione della rete regionale

Dettagli

IN EUROPA. OMS Europa. Prestazioni e servizi sociosanitari. La normativa nazionale Franco Pesaresi (Anoss)

IN EUROPA. OMS Europa. Prestazioni e servizi sociosanitari. La normativa nazionale Franco Pesaresi (Anoss) Corso di formazione: I servizi sociosanitari nella legislazione nazionale e della regione Marche Prestazioni e servizi sociosanitari. La normativa nazionale Franco Pesaresi (Anoss) Moie di Maiolati (An)

Dettagli

Riordino dell organizzazione dell ospedale basato sul livello di intensità delle cure, sui reparti a gestione infermieristica, sull integrazione dei

Riordino dell organizzazione dell ospedale basato sul livello di intensità delle cure, sui reparti a gestione infermieristica, sull integrazione dei Riordino dell organizzazione dell ospedale basato sul livello di intensità delle cure, sui reparti a gestione infermieristica, sull integrazione dei percorsi riabilitativi e sull attivazione dei Presidi

Dettagli

Associazione Regionale del Piemonte. Prot. 2041 Torino 5 dicembre 2007

Associazione Regionale del Piemonte. Prot. 2041 Torino 5 dicembre 2007 Prot. 2041 Torino 5 dicembre 2007 Osservazioni Anci Piemonte sullo schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia. Approvato

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE. Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 305

DISEGNO DI LEGGE. Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 305 Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 305 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa dei senatori BIANCONI e CARRARA COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 30 APRILE 2008 Disposizioni per l assistenza globale dei pazienti

Dettagli

U.O. DI MEDICINA RIABILITATIVA E NEURORIABILITAZIONE

U.O. DI MEDICINA RIABILITATIVA E NEURORIABILITAZIONE TERZA SESSIONE IL PERCORSO DI CONTINUITA ASSISTENZIALE: I NODI DELLA RETE Giovanna Beretta Dirigente Struttura Complessa Medicina Fisica e Riabilitativa. A.O. Niguarda, Milano Buongiorno a tutti. Ringrazio

Dettagli

Premessa. Il Presidente della Federazione Nazionale ALICE Dr. Giuseppe D Alessandro

Premessa. Il Presidente della Federazione Nazionale ALICE Dr. Giuseppe D Alessandro Premessa L Ictus Cerebrale, pur essendo in Italia la prima causa di invalidità, la seconda di demenza e la terza di morte, non ha ricevuto finora, a differenza di altre malattie altrettanto gravi per l

Dettagli

Dalla rianimazione al domicilio. SERVIZIO ANESTESIA RIANIMAZIONE MEDICINA IPERBARICA P.O. MARINO Paolo Castaldi Fabiana Matta

Dalla rianimazione al domicilio. SERVIZIO ANESTESIA RIANIMAZIONE MEDICINA IPERBARICA P.O. MARINO Paolo Castaldi Fabiana Matta Dalla rianimazione al domicilio SERVIZIO ANESTESIA RIANIMAZIONE MEDICINA IPERBARICA P.O. MARINO Paolo Castaldi Fabiana Matta Dalla rianimazione al domicilio Problema Bisogni Risposta Piano personalizzato

Dettagli

STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE

STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE Titolo 3 - PROGRAMMAZIONE E SVILUPPO DELLA RETE PEDIATRICA REGIONALE Art. 20 - Art. 21 - Art. 22 - Art. 23 - Art. 24 - Art. 25 - Verso

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DISTRETTI SANITARI DELLA ASL ROMA H

REGOLAMENTO DEI DISTRETTI SANITARI DELLA ASL ROMA H REGOLAMENTO DEI DISTRETTI SANITARI DELLA ASL ROMA H INDICE Articolo 1- Ambito di applicazione... 3 Articolo 2- Fonti normative... 3 Articolo 3- Definizione... 3 Articolo 4- Obiettivi e finalità del Distretto...

Dettagli

MAPPATURA PRINCIPALI SERVIZI PER ANZIANI IN REGIONE LOMBARDIA

MAPPATURA PRINCIPALI SERVIZI PER ANZIANI IN REGIONE LOMBARDIA MAPPATURA PRINCIPALI SERVIZI PER ANZIANI IN REGIONE LOMBARDIA PREMESSA Il presente documento è stato redatto in modo da offrire una panoramica dei principali servizi socio-sanitari e socio-assistenziali

Dettagli

PIATTAFORMA DEI SINDACATI PENSIONATI SPI-CGIL, FNP-CISL, UILP-UIL DELLA LOMBARDIA SULLA NON AUTOSUFFICIENZA

PIATTAFORMA DEI SINDACATI PENSIONATI SPI-CGIL, FNP-CISL, UILP-UIL DELLA LOMBARDIA SULLA NON AUTOSUFFICIENZA PIATTAFORMA DEI SINDACATI PENSIONATI SPI-CGIL, FNP-CISL, UILP-UIL DELLA LOMBARDIA SULLA NON AUTOSUFFICIENZA Con l allungamento della vita, l età media e le condizioni fisiche e psichiche le caratteristiche

Dettagli

I risvolti operativi dei DCA 429/12 e 431/12. Criticità e proposte

I risvolti operativi dei DCA 429/12 e 431/12. Criticità e proposte Appropriatezza clinico-organizzativa nella Regione Lazio I Decreti Commissariali: approfondimenti su DCA 206/2013, DCA 429 e 431 del 24/12/2012, DCA 71/12 I risvolti operativi dei DCA 429/12 e 431/12.

Dettagli

PROGETTO DI CONTINUITA ASSISTENZIALE PER I PAZIENTI CON SLA E LE LORO FAMIGLIE

PROGETTO DI CONTINUITA ASSISTENZIALE PER I PAZIENTI CON SLA E LE LORO FAMIGLIE ALLEGATO 1 PROGETTO DI CONTINUITA ASSISTENZIALE PER I PAZIENTI CON SLA E LE LORO FAMIGLIE Il presente progetto è finalizzato alla sperimentazione nella Regione Piemonte di un percorso di presa in carico

Dettagli

IL CONTRIBUTO DEGLI INFERMIERI ALLA IDEAZIONE DEL PSS REGIONALE

IL CONTRIBUTO DEGLI INFERMIERI ALLA IDEAZIONE DEL PSS REGIONALE IL CONTRIBUTO DEGLI INFERMIERI ALLA IDEAZIONE DEL PSS REGIONALE Il presente documento, presentato in V commissione in occasione dell audizione del 23 settembre, si compone di due parti: Introduzione e

Dettagli

COMUNE DI CHIGNOLO D ISOLA

COMUNE DI CHIGNOLO D ISOLA COMUNE DI CHIGNOLO D ISOLA SETTORE SERVIZI SOCIALI REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Premessa 1. Il Comune di Chignolo d Isola con il presente regolamento intende disciplinare il servizio

Dettagli

Regione Lombardia ed allarme demenze Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale, Volontariato e Pari Opportunità

Regione Lombardia ed allarme demenze Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale, Volontariato e Pari Opportunità Regione Lombardia ed allarme demenze Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale, Volontariato e Pari Opportunità Milano, 24 marzo 2015 IL CAMBIAMENTO DEL CONTESTO Gli anziani (dai 65 anni in su)

Dettagli

GESTIO S. R.L. Milano piazza IV Novembre 7 C.F. P.I. 08039010965

GESTIO S. R.L. Milano piazza IV Novembre 7 C.F. P.I. 08039010965 RESIDENZA KAROL WOJTYLA CARTA DEI SERVIZI DGR 2942 www.gestioservizi.com Residenza Sanitario Assistenziale Gestita Da Gestio Srl Telefono 031.622.854 Fax 031.6235.811 E-mail pontelambro@serviziassistenziali.com

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE, L AGGIORNAMENTO ED I CREDITI FORMATIVI DEL PERSONALE TECNICO-AMMINISTRATIVO

REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE, L AGGIORNAMENTO ED I CREDITI FORMATIVI DEL PERSONALE TECNICO-AMMINISTRATIVO REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE, L AGGIORNAMENTO ED I CREDITI FORMATIVI DEL PERSONALE TECNICO-AMMINISTRATIVO Premessa L Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia considera la formazione e l aggiornamento

Dettagli

Sistema Regionale di Accreditamento per l Educazione Continua in Medicina - ECM

Sistema Regionale di Accreditamento per l Educazione Continua in Medicina - ECM All. DDG del 8 febbraio 2012 n. 1347 REGIONE CALABRIA Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie Sistema Regionale di Accreditamento per l Educazione Continua in Medicina - ECM Indice Documento

Dettagli

Regolamento di Gestione Centro Diurno di Borgofortino APPROVATO CON D.C.C. N. 77 DEL 15/06/1995

Regolamento di Gestione Centro Diurno di Borgofortino APPROVATO CON D.C.C. N. 77 DEL 15/06/1995 Regolamento di Gestione Centro Diurno di Borgofortino APPROVATO CON D.C.C. N. 77 DEL 15/06/1995 MODIFICATO CON D.C.C. N. 265 DEL 07/11/2002 Natura, destinatari e finalità del servizio Il Centro Diurno

Dettagli

Le cure domiciliari nella programmazione nazionale. Carola Magni Ministero della Salute

Le cure domiciliari nella programmazione nazionale. Carola Magni Ministero della Salute Le cure domiciliari nella programmazione nazionale Carola Magni Ministero della Salute Alcune evidenze L incremento degli anziani >65 anni (oggi sono il 20% della popolazione, nel 2050 costituiranno il

Dettagli

Progetto ANZIANI domiciliarità e non autosufficienza

Progetto ANZIANI domiciliarità e non autosufficienza Progetto ANZIANI domiciliarità e non autosufficienza Allegato A MODALITÀ DI UTILIZZO DEL FONDO PER LE NON AUTOSUFFICIENZE E DEL FONDO FINALIZZATO ALLA PERMANENZA O RITORNO IN FAMIGLIA DI PERSONE PARZIALMENTE

Dettagli

PROGETTO DI ASSISTENZA INTEGRATA OSPEDALE-TERRITORIO AI BAMBINI CON MALATTIE RARE AD ALTA COMPLESSITÀ. COMMISSIONE MALATTIE RARE SIP/SIMGePeD

PROGETTO DI ASSISTENZA INTEGRATA OSPEDALE-TERRITORIO AI BAMBINI CON MALATTIE RARE AD ALTA COMPLESSITÀ. COMMISSIONE MALATTIE RARE SIP/SIMGePeD PROGETTO DI ASSISTENZA INTEGRATA OSPEDALE-TERRITORIO AI BAMBINI CON MALATTIE RARE AD ALTA COMPLESSITÀ COMMISSIONE MALATTIE RARE SIP/SIMGePeD Il bambino con malattie rare, croniche e complesse, presenta

Dettagli

i formazione 2009-2011

i formazione 2009-2011 Piano di formazione 2009-2011 per la formazione di base, professionale e manageriale del personale del Servizio Sanitario Regionale, e del Sistema regionale per l Educazione Continua in Medicina (ECM).

Dettagli

L evoluzione della copertura assicurativa in tema di assistenza socio/sanitaria

L evoluzione della copertura assicurativa in tema di assistenza socio/sanitaria L evoluzione della copertura assicurativa in tema di assistenza socio/sanitaria Dott.ssa Fiammetta Fabris Vice Direttore Generale Area Operativa UniSalute S.p.A Torino - 13 Dicembre 2013 1 UNISALUTE: SPECIALISTI

Dettagli

Elenco dei trattamenti di competenza della Regione, degli enti e agenzie regionali, degli enti controllati e vigilati dalla Regione

Elenco dei trattamenti di competenza della Regione, degli enti e agenzie regionali, degli enti controllati e vigilati dalla Regione SCHEDE ALLEGATO A Elenco dei trattamenti di competenza della Regione, degli enti e agenzie regionali, degli enti controllati e vigilati dalla Regione Titolo 1 Nomine e designazioni da parte della regione,

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE RECANTE DISPOSIZIONI PER GARANTIRE AI BAMBINI ED ADOLESCENTI CON PATOLOGIE CRONICHE UNA VITA SCOLASTICA NORMALE.

DISEGNO DI LEGGE RECANTE DISPOSIZIONI PER GARANTIRE AI BAMBINI ED ADOLESCENTI CON PATOLOGIE CRONICHE UNA VITA SCOLASTICA NORMALE. DISEGNO DI LEGGE RECANTE DISPOSIZIONI PER GARANTIRE AI BAMBINI ED ADOLESCENTI CON PATOLOGIE CRONICHE UNA VITA SCOLASTICA NORMALE. RELAZIONE ILLUSTRATIVA Il presente disegno di legge nasce dalla triste

Dettagli

Il percorso assistenziale alla non autosufficienza:

Il percorso assistenziale alla non autosufficienza: Il percorso assistenziale alla non autosufficienza: Ruolo e prospettive degli operatori del settore socio-sanitario 30 Marzo 2011 A cura di Chiara Bartolini DATI NAZIONALI E CONFRONTI REGIONALI SULLA NON

Dettagli

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 14 febbraio 2001 Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie (in GU 6 giugno 2001, n. 129) IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Dettagli

Evitare il dolore è un diritto universale. Richiamandosi

Evitare il dolore è un diritto universale. Richiamandosi 3 per Toscana: la Salute Il controllo e la cura del dolore Evitare il dolore è un diritto universale. Richiamandosi a questo fondamentale principio etico, il Progetto speciale Il controllo e la cura del

Dettagli