GOVERNO DELLA RETE: BISOGNI E APPROPRIATEZZA 1

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1 GOVERNO DELLA RETE: BISOGNI E APPROPRIATEZZA 1 Antonio Monteleone Riferisco qui le mie riflessioni. Alcune sono inframmezzate da interrogativi non retorici al cui riguardo mi auguro di ricevere risposte convincenti. Spero in tal modo di contribuire a fare un po di chiarezza sui temi affidati alla discussione di questo tavolo. APPROPRIATEZZA IN SANITÀ E SOCIOSANITÀ (slide 1) DEFINIZIONE PRIMARIA (iniziale ed essenziale): fa riferimento a un atto o insieme di atti sanitari o sociosanitari. È così esprimibile: L appropriatezza denota la congruenza di un intervento, limitato o prolungato nel tempo ma sempre tempestivo e di natura molteplice (preventivo, diagnostico, terapeutico, riabilitativo, erogativo di una prestazione semplice sanitaria o di un servizio integrato sociosanitario), con i bisogni di un malato o di un soggetto a rischio o fragile così che i benefici superino i rischi. Tale congruenza efficace, efficiente e sicura dipende, in concatenazione logica, dall adeguatezza professionale, tecnologica, strutturale, organizzativa, amministrativa, programmatoria concettuale (i criteri ultimi di gestione del sistema). Il Ministero (per quanto di sua competenza) e le Regioni rivestono un ruolo di primaria importanza come garante della trasparenza del SSN e nell implementazione di analisi, monitoraggio e controllo dell appropriatezza in sanità e sociosanità avendo però l obbligo di agire nel rispetto e in coerenza con i vari momenti della concatenazione logica prima detta perché l appropriatezza riguarda tutti. Mi spiego. All art. 3 (Mantenimento dei requisiti, vigilanza e controllo di appropriatezza) della bozza di contratto proposto dalla Regione Lombardia in questi giorni, commi 3 e 4, leggiamo che: 3. L ASL, nell esercizio delle funzioni di vigilanza e di controllo di appropriatezza, può accedere a tutti i locali della unità d offerta ed assumere informazioni dirette dal personale, dagli ospiti e dai loro familiari; può accedere alla documentazione relativa al rapporto di accreditamento o, comunque, rilevante ai fini dell esercizio dell unità d offerta, al fine di verificare quanto dichiarato dall ente gestore. Al termine di ogni sopralluogo, l ASL redige il verbale, almeno in duplice copia, in contraddittorio con il gestore o persona incaricata dall ente gestore, nel quale sono indicati i motivi del sopralluogo, i requisiti valutati, la documentazione acquisita dall ASL ed è rappresentato sinteticamente quanto emerso dalla visita ispettiva. Tale verbale è congiuntamente sottoscritto dall ASL e dal legale rappresentante del soggetto o da un suo incaricato che potranno richiedere l inserimento nel verbale di eventuali dichiarazioni. Una copia del verbale dovrà essere rilasciata alla persona presente incaricata dall ente gestore al termine del sopralluogo. Il verbale non può essere modificato né integrato successivamente alla sua sottoscrizione. Eventuali atti conseguenti, a carattere prescrittivo o sanzionatorio, dovranno essere adottati con provvedimenti distinti dal verbale. 4. Le parti danno atto che l esito dell accertamento determina l adozione dei provvedimenti previsti dalla disciplina in materia di vigilanza e controllo di appropriatezza sulle unità d offerta socio-sanitarie, con gli eventuali conseguenti effetti nei confronti del presente contratto 1 Relazione tenuta il 6 dicembre 2012 al Convegno RUOLO DELLE RSA NEL WELFARE LOMBARDO: COMPLESSITÀ ATTUALI VERSO PROSPETTIVE FUTURE organizzato a Castellanza dalla LIUC Università Cattaneo. Sono consentite citazioni purché parziali e siano riportati autore, titolo del convegno ed Ente organizzatore.

2 Ebbene appropriatezza degli standard professionali significa anche che l equipe che fa il sopralluogo, poiché dal modo di agire dei suoi membri dipendono atti a carattere prescrittivo o sanzionatorio, deve essere dotata di accertata e qualificata esperienza, ovvero deve essere composta da professionisti e tecnici non alle prime uscite e con una formazione certificata e coerente con l aspetto concreto che vigilano e controllano. Inoltre il CV dei componenti di tali equipe deve essere facilmente visibile on line. Converrebbe anche che l'equipe di vigilanza fosse sempre la stessa per la stessa RSA in questo modo l ASL ha davvero la possibilità di verificare azioni di miglioramento in genere e in particolare sulle criticità eventualmente evidenziate. TORNANDO ALL APPROPRIATEZZA IN SOCIOSANITÀ (slide 2). Nel nostro caso in primo luogo va rispettata la natura specifica del bisogno sociosanitario, ossia esso va attentamente messo a fuoco nei suoi due versanti essenziali che devono trovare un baricentro: psico-sociale (finalizzato all accettazione della propria condizione e all integrazione con l ambiente di vita) fisico-funzionale (finalizzato alle condizioni di salute e al mantenimento almeno delle funzionalità residue) Entrambi si influenzano reciprocamente, ma con una prevalenza di quello psicosociale, deputato a trovare il punto di equilibrio, per cui tante persone perfettamente adattate si lamentano meno di certi problemi fisici e inabilità. «Appropriatezza in questo contesto significa costruire un sistema, capace di rispondere a bisogni accertati e finalizzato al miglioramento delle condizioni di vita (non della semplice salute) delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie.» ARS Toscana 2009: Il bisogno socio-sanitario degli anziani in toscana: i risultati dello studio epidemiologico di popolazione BISS. «Bisogni indispensabili non solo in termini di pura sopravvivenza; sono quelli legati al poter esprimere l intelligenza e la libertà in una vita guidata da coscienza responsabile.» Prospettive assistenziali, n. 126, aprile-giugno DIFFERENZA SOSTANZIALE TRA I SERVIZI PER L ACUZIE E QUELLI PER LA CRONICITÀ (slide 3 e 4). Ora, mentre, adoperarsi per la salute è l obiettivo e il campo prevalente d impegno della scienza e della tecnologia. Queste, però, hanno molto meno da dire sul senso della vita e il modo di esprimere intelligenza e libertà. Sicché i servizi per gli acuti possono conoscere, col trascorrere del tempo e i progressi che si conseguono, un downgrade con trasferimenti di prestazioni sanitarie dal regime di ricovero ordinario al ricovero in day hospital (medico, chirurgico, riabilitativo) e al regime ambulatoriale. Mentre i servizi per cronici, al contrario, hanno meno duttilità a forme di downgrade, perché meno basate sull evoluzione scientifica e tecnologica e più sul ruolo del personale (labor intensive) e sulla qualità delle relazioni che intercorrono in un ambiente di vita. Ne viene, inoltre, da questo focus sulla specificità dei bisogni che l approccio concettuale e la metodologia più appropriata sono quelli della prospettiva del paziente e del Patient Reported Outcome (PRO), una terminologia ombrello che identifica modalità e strumenti specificamente orientati a cogliere il punto di vista dei pazienti e delle loro famiglie (qualità della vita, soddisfazione, rispondenza ad aspirazioni e desideri, ecc.), piuttosto che adottare la pura prospettiva clinica o professionale sugli outcome.

3 Qualcuno potrebbe replicare che tutto questo è banale. In verità non lo si direbbe, perché si riscontra una frequente inclinazione o a ritenere che l appropriatezza ognuno se la costruisce a misura dei suoi scopi o a trasferire da noi, con poco spirito critico, un idea di appropriatezza propria dei bisogni e dei servizi per acuti o iperacuti. Quest ultima idea risulta inappropriata in sociosanità, dove come la Regione Lombardia in più documenti, grazie anche all apporto delle Associazioni sedute a questo tavolo, dietro questa prospettiva del paziente e dei suo cari, ha fatto sì che prendesse forma e sostanza il vero rinnovamento dato dalla centralità della persona e della famiglia. CHI SONO I DESTINATARI DELLE RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI? (slide 5) Sono soggetti handicappati/disabili non autosufficienti i cui bisogni sanitari sono inscindibili da quelli assistenziali e determinano diversi gradi di dipendenza ai quali è necessario rispondere con offerte di sostegno domiciliare, semiresidenziale e residenziale. In coerenza con queste linee guida riportate nella slide mi sorge un interrogativo ogni volta che si parla di revisione del sistema SOSIA e persino autorevoli personaggi affermano che il SOSIA accentua la dipendenza rispetto alle altre dimensioni misurate ed in particolare ai bisogni sanitari e in particolare sottolineano ulteriormente intensività e instabilità clinica. L interrogativo che mi pongo è: le RSA sono o non sono destinate a soggetti dipendenti in fase non d instabilità ma di stabilità clinica? Se sì il sistema SOSIA è congruente. Negli ultimi tempi per ragioni varie l affermazione che la Lombardia ha una capillare rete di RSA e un considerevole numero di posti letto (circa ) che superano qualunque confronto con le altre regioni italiani, viene fatta con sempre meno orgoglio non si dice più che è il fiore all occhiello della Lombardia - o se viene fatta tale affermazione, è solo per sostenere l accusa di un uso improprio di tali servizi. La colpa sarebbe si deduce perché non è mai pronunciata espressamente quella di overuse (sovra utilizzo). Le accuse, tuttavia, vanno sempre suffragate dai fatti non semplicemente dichiarate per spinte ideologiche o di demarketing (disincentivazione di un LEA al fine di risparmiare sulla spesa pubblica). Ora gli unici dati, peraltro super controllati, che fanno testo sono quelli delle schede SOSIA, dalle quali si ricava incontrovertibilmente che tutti gli anziani ospiti sono non autosufficienti con diverso grado di dipendenza. Quindi le RSA compiono pienamente la loro finalità. Anzi secondo alcuni, che mutuano la terminologia dalla sanità, essi, nel momento in cui la domiciliarità diventa un confinamento al punto che i rischi soverchiano i benefici, costituiscono dei servizi necessari o critici ossia rientrano tra quelli di cui un paziente ha bisogno per sottrarsi a conseguenze negative sulla propria salute e in quanto tali inducono il medico a effettuare un certo trattamento o ad attivare un preciso servizio, poiché il non farlo costituirebbe una scelta deleteria per la salute del paziente. Le RSA hanno anche una finalità secondaria, che talvolta qualcuno fa passare per primaria, ossia le RSA devono evitare il sovra utilizzo di cure, ossia il ricorso all ospedale, nel trattamento delle malattie croniche e delle fragilità proprie degli anziani. L Agenas ha svolto negli anni una ricerca autofinanziata sul tema la Valutazione dell efficacia e dell equità di modelli organizzativi territoriali per l accesso e la Presa In Carico di persone con bisogni sociosanitari complessi, che nasce dall esigenza di misurare, attraverso un approccio metodologico rigoroso, alcuni aspetti della qualità del processo assistenziale di presa in carico dei soggetti anziani non autosufficienti. Alla ricerca hanno partecipato le Regioni Lombardia,

4 Veneto e Toscana, l Agenzia Regionale di Sanità Toscana, l Università Cattolica del Sacro Cuore e l Università di Cassino. Ne riprendo alcuni passaggi. La popolazione osservata è stata quella dei residenti ultra64enni che accedono ai servizi durante il periodo 1 luglio giugno 2011, a seguito di una valutazione multidimensionale con esito di bisogno sociosanitario complesso. Nella Asl di Milano risultano presi in carico nel periodo di osservazione, rispetto ai pazienti non autosufficienti attesi, l 81,6% di anziani non autosufficienti; il 42,9% è assistito in assistenza residenziale e il 39,7% in assistenza domiciliare. Per la Regione Lombardia, la prevalenza dell attivazione da parte della rete utenza è coerente con il modello consumer choice o, meglio, con la scelta di incentrare il sistema sul bisogno e la richiesta del cittadino. È stato calcolato, a parità di età e genere, l Aggregate Bed Day Rate, ossia il tasso di ricovero dei soggetti in assistenza domiciliare e in assistenza residenziale e semiresidenziale espresso in giorni per anno-persona nel periodo di osservazione. Sia la percentuale dei ricoverati che l Aggregate Bed Day Rate è inferiore rispetto alla domiciliarità se si considerano gli assistiti in assistenza residenziale e semiresidenziale. Le RSA raggiungono anche l obiettivo secondario. Però però - qualcuno aggiunge - Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambio nella tipologia dell utenza delle RSA perché sono salite le classi 1 e 3 e scese le classi 7 e 8: a dimostrazione, in quest ultimo caso, di una inidonea presenza di soggetti che dovrebbero stare altrove. Come dicevo prima quando si parla d appropriatezza o del suo contrario occorre dimostrarsi razionali e supportati dai fatti non da impressioni o da motivazioni di natura ben poco scientifica o logicamente insostenibili. Pertanto ricordo che nel caso dei DRG esistono tre classi di ricovero: gli inappropriati, gli appropriati tempestivi e gli appropriati tardivi. Allora mi domando: siamo sicuri che le classi 7 ed 8 non rientrino nei ricoveri tempestivi, perché evitano o meglio ritardano la progressione della non autosufficienza? Non sarà che queste due classi sono quelle che trovano la più appropriata collocazione in RSA? UN ALTRO ASPETTO DA TENERE PRESENTE SULL APPROPRIATEZZA CONCETTUALE È QUELLO DI SUSSIDIARIETÀ E QUELLO DI QUASI MERCATO (slide 6) Primo punto. Leggiamo nella slide: Fornire prestazione di degenza in RSA implica la necessità di individuare forme efficaci di coinvolgimento di tutti gli attori sociali che, investendo capitale umano e finanziario, siano in grado di coniugare la razionalità economica con la creazione di valore per i cittadini, ossia di essere efficienti. L appropriata declinazione della sussidiarietà secondo il dettato dell articolo 118 della Costituzione Italiana - non esclude alcun attore sociale. Si parla di sussidiarietà verticale quando i bisogni dei cittadini sono soddisfatti dall'azione degli enti amministrativi pubblici, e di sussidiarietà orizzontale quando tali bisogni sono soddisfatti dai cittadini stessi, magari in forma associata e\o

5 volontaristica. Ricordo, perciò, che un'azienda è un'organizzazione di persone e mezzi finalizzata alla soddisfazione di bisogni umani: il rispetto per la libertà d iniziativa di un azienda rientra nel rispetto della sussidiarietà orizzontale. Secondo punto. Le normative regionali al momento distribuiscono tra Istituzioni e cittadini i costi delle RSA. Il costo di permanenza nelle residenze sanitarie assistenziali è in parte a carico del Servizio sanitario nazionale per quanto attiene l assistenza sanitaria, invece per quanto attiene la quota sociale talvolta totalmente o in parte a carico dell ospite oppure talvolta totalmente a carico del Comune e o in parte a carico del Comune e in parte a carico dell utente e, in base alla normativa di alcune Regioni, anche del coniuge e dei parenti in linea retta entro il primo grado, laddove l utente non sia in grado di provvedere al pagamento. Il concetto di quasi mercato ci porta a dire che il quasi si riferisce ai rimborsi fissi stabiliti dalla Regione (quota sanitaria) o concordati con i Comuni (quota sociale), mentre il concetto di mercato rientra in quello di compartecipazione (copayment), ossia qui sì che c è libertà di stabilire un prezzo da parte dei gestori e libertà di rifiutarlo, orientandosi altrove, da parte dell utenza. Altrimenti si finisce in tutti gli svantaggi di un economia totalmente pianificata. Senza trascurare il misconoscimento, in tal caso, di un concetto economico di base, vale a dire che il prezzo rispecchia un valore non un costo. Se omogeneizziamo con i più diversi artifici le rette, inevitabilmente cadiamo negli svantaggi di un economia pianificata, che sono ad esempio, le difficoltà organizzative a essa consequenziali, in quanto tanto più estesa e articolata è l'economia, tanto più impegnativo è il compito di raccogliere e utilizzare le informazioni necessarie alla pianificazione, e quindi tanto più complessa sarà la definizione del piano e delle regole per governare ogni azione e decisione. Piani complicati sono costosi da amministrare e richiedono una burocrazia mastodontica, nonché controlli sempre più estesi e capillari. Il controllo pubblico capillare su tutti gli aspetti gestionali oltre a comportare una notevole diminuzione della libertà d impresa è terribilmente dispendioso: ce lo possiamo permettere in una situazione di grave crisi quale quella che stiamo attraversando? Perché, inoltre, ci deve essere la discriminazione per cui il Governo, la Regione e i Comuni possono dire chi può paghi perché il welfare sostiene chi ne ha vera necessità! e invece se lo dicono i gestori sono guardati da un certo establishment con lo stesso sguardo che Stalin riservava ai mugik? Non si avvererà, infine, la predizione di Max Weber funesta in un servizio basato sulla qualità relazionale! che nella spasmodica ricerca di un trattamento ritenuto imparziale e omogeno si arriverà all impersonalità delle relazioni per evitare l interferenza dei sentimenti nell assolvimento di doveri? Non saremo tutti sottoposti all osservanza di obblighi stringenti verso ordinamenti e apparati amministrativi che dovrebbero garantire trattamenti uguali e prevedibili, arrivando difatti a imporre come vera conoscenza non tanto quella della cura e dell assistenza ma quella di leggi e regolamenti? Spero di aver dato qualche elemento utile a fare chiarezza così come m ero ripromesso.

6 6 Convegno Annuale Atti del Convegno ANTONIO MONTELEONE Presidente AGeSPI Lombardia IL RUOLO DELLE RSA NEL WELFARE LOMBARDO: COMPLESSITÀ ATTUALI VERSO PROSPETTIVE FUTURE 6 CONVEGNO ANNUALE DELL OSSERVATORIO SETTORIALE SULLE RSA APPROPRIATEZZA IN SANITÀ E SOCIOSANITÀ DEFINIZIONE PRIMARIA (iniziale ed essenziale): fa riferimento a un atto o insieme di atti sanitari o sociosanitari. È così esprimibile: L appropriatezza denota la congruenza di un intervento, limitato o prolungato nel tempo ma sempre tempestivo e di natura molteplice (preventivo, diagnostico, terapeutico, riabilitativo, erogativo di una prestazione semplice sanitaria o di un servizio integrato sociosanitario), con i bisogni di un malato o di un soggetto a rischio o fragile così che i benefici superino i rischi. Tale congruenza efficace, efficiente e sicura dipende, in concatenazione logica, dall adeguatezza professionale, tecnologica, strutturale, organizzativa, amministrativa, programmatoria concettuale (i criteri ultimi di gestione del sistema). il Ministero (per quanto di sua competenza) e le Regioni rivestono un ruolo di primaria importanza come garante della trasparenza del SSN e nell implementazione di analisi, monitoraggio e controllo dell appropriatezza in sanità e sociosanità avendo però l obbligo di agire nel rispetto e in coerenza con i vari momenti della concatenazione logica prima detta. CREMS Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale 1

7 6 Convegno Annuale Atti del Convegno IL BISOGNO IN UN SERVIZIO SOCIOSANITARIO RESIDENZIALE È un bisogno alternativo alla guarigione e va attentamente messo a fuoco in due versanti che debbono trovare un equilibrio: psico sociale (finalizzato all accettazione della propria condizione e all integrazione con l ambiente di vita) fisico funzionale (finalizzato alle condizioni di salute e al mantenimento almeno delle funzionalità residue) Entrambi si influenzano reciprocamente, ma con una prevalenza di quello psicosociale, deputato a trovare il punto di equilibrio, per cui tante persone perfettamente adattate si lamentano meno di certi problemi fisici e inabilità. «Appropriatezza in questo contesto significa costruire un sistema, capace di rispondere a bisogni accertati e finalizzato al miglioramento delle condizioni di vita (non della semplice salute) delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie.» ARS Toscana 2009: Il bisogno socio sanitario degli anziani in toscana: i risultati dello studio epidemiologico di popolazione BISS «Bisogni indispensabili non solo in termini di pura sopravvivenza; sono quelli legati al poter esprimere l intelligenza e la libertà in una vita guidata da coscienza responsabile.» Prospettive assistenziali, n. 126, aprile giugno 1999 DIFFERENZA SOSTANZIALE TRA I SERVIZI PER L ACUZIE E QUELLI PER LA CRONICITÀ Definizione e rilevanza della patologia cronica Una persona con patologia cronica è «persona affetta da una malattia di lunga durata, tendenzialmente lunga quanto la vita del soggetto. Questa procura invalidità di vario grado; è dovuta a cause non reversibili; richiede speciali forme di riabilitazione; impegna l interessato ad osservare prescrizioni e, spesso, ad apprendere un nuovo stile di vita (dietetico, relazionale, motorio, ecc.); necessita di consistenti periodi di controllo, di osservazione e di cura sia a domicilio sia in ambiti specialistici» [Fabris F.: Ridefinizione dei concetti di acuzie e di cronicità. In Eutanasia da abbandono, pp , Rosenberg & Sellier (Torino), 1997.]. La malattia cronica è ben diversa dalla malattia acuta. La malattia acuta può essere considerata un fenomeno episodico e completo in sé; la condizione di malattia, cioè quello che il paziente prova, è tutta spiegabile con il meccanismo anatomo fisio patologico della malattia. Al contrario, ciò che il paziente prova in caso di malattia cronica non è spiegabile solo in base al meccanismo fisiopatologico della malattia [Cassel E.J.: The future of the doctor payer patient relationship. Journal of American Geriatrics Society 46, , 1998.]. Questo può costituire la base dell esperienza del paziente, ma tale esperienza include anche l impatto sulla vita di ogni giorno,ildannoafunzioninecessariepersvolgere il proprio lavoro, il cambiamento delle prospettive future del malato, una pesante influenza sul suo patrimonio economico. Da Prospettive assistenziali, n. 126, aprile giugno 1999 CREMS Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale 2

8 6 Convegno Annuale Atti del Convegno ESITO DELLA MALATTIA CRONICA: LE ALTERNATIVE ALLA GUARIGIONE La cura della persona affetta da patologia cronica non ha necessariamente come esito la guarigione. Come sopra accennato, dalla maggioranza delle malattie degenerative non si guarisce completamente: si può superare una fase, uscire da un episodio, compensare una situazione alterata, rendere la malattia compatibile con un determinato livello di richiesta funzionale. Pertanto, il concetto di cura va visto estensivamente, includendo gli interventi che permettano una migliore convivenza con la malattia cronica. I BISOGNI DA SODDISFARE È eticamente corretto soddisfare in via prioritaria: i bisogni legati alla possibilità di sopravvivere. Tenendo presente che la cura della malattia, in particolare della patologia cronica, non ha necessariamente come esito la guarigione, si tratta di assicurare la sopravvivenza della persona, senza necessariamente pretendere che essa coincida con la salute; i bisogni indispensabili non solo in termini di pura sopravvivenza; sono quelli legati al poter esprimere l intelligenza e la libertà in una vita guidata da coscienza responsabile. ( ) Un aiuto a questo riguardo è fornito ancora dall Organizzazione Mondiale della Sanità, che, per quanto riguarda la patologia cronica, ha promosso una classificazione nella quale tende a mettere in risalto non tanto la malattia quanto le sue conseguenze. Si tratta della Classificazione Internazionale delle Menomazioni, delle Disabilità e degli Handicap Da Prospettive assistenziali, n. 126, aprile giugno 1999 La residenza extraospedaliera. Le diverse tipologie di disabili, ivi compresi gli anziani non autosufficienti, sono caratterizzati. dall'esistenza di deficit funzionali derivati dalla perdita di capacità fisiche, psichiche o psico fisiche, a seguito di eventi morbosi (congeniti o acquisiti), che determinano sul piano dei bisogni assistenziali situazioni di handicap e di dipendenza. Le prestazioni da offrire in termini qualitativi e quantitativi debbono quindi essere orientate a contrastare o compensare la perdita di autonomia, che spesso si esprime nel soggetto disabile come incapacità di permanere o rientrare al proprio domicilio. La residenzialità extraospedaliera realizza le prestazioni residenziali o semiresidenziali come risposta ai bisogni dei portatori di handicap fisico e psichico, degli anziani e dei soggetti non autosufficienti, non assistibili a domicilio. L'assistenza residenziale extraospedaliera, conseguentemente, si concretizza in una gamma di residenze che offrono diversi gradi di assistenza sanitaria (nelle sue componenti mediche, infermieristiche e riabilitative), accompagnata da prestazioni di tipo socio assistenziale atte a facilitare il collegamento ed il successivo, in alcuni casi solo potenziale, reintegro nell'ambiente di provenienza. Le caratteristiche delle residenze sono correlate alla tipologia degli ospiti, al loro grado di dipendenza, alle potenzialità ed ai tempi per il loro recupero psico fisico. (da LINEE GUIDA DEL MINISTERO DELLA SANITÀ SULLE RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI 31 maggio 1994) CREMS Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale 3

9 6 Convegno Annuale Atti del Convegno Le prestazioni di degenza in residenze sanitarie assistenziali per soggetti handicappati/disabili gravi non autosufficienti rientrano nei LEA, livelli essenziali di assistenza, Le Regioni hanno tra i loro compiti quello del governo della Sanità, ossia di individuare i bisogni, filtrandoli e valutandoli in un approccio multidimensionale, per programmare le risposte congruenti mediante l attuazione del principio di sussidiarietà. Questo implica la necessità di individuare forme efficaci di coinvolgimento di tutti gli attori sociali che, investendo capitale umano e finanziario, siano in grado di coniugare la razionalità economica con la creazione di valore per i cittadini, ossia di essere efficienti. La ridefinizione organizzativa dei servizi, per essere in sintonia con le esigenze dei cittadini, deve basarsi su un continuum di cure sanitarie e servizi sociali che rispondano alle esigenze poste dalla collettività, ed in particolare a quelle di soggetti non autosufficienti i cui bisogni sanitari sono inscindibili da quelli assistenziali e determinano diversi gradi di dipendenza ai quali è necessario rispondere con offerte di sostegno domiciliare, semiresidenziale e residenziale. (da LINEE GUIDA DEL MINISTERO DELLA SANITÀ SULLE RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI 31 maggio 1994) CREMS Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale 4

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