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1 changing diabetes barometer Italia Primo Report changing diabetes

2 Progress Treatment

3 Il 20 dicembre 2006 le Nazioni Unite hanno adottato una risoluzione storica che riconosce il diabete quale seria minaccia a livello mondiale. Tale risoluzione sul diabete delle Nazioni Unite pone concretamente i Paesi dinanzi alla necessità di affrontare questa moderna pandemia. Il nostro Paese può con ragionevole consapevolezza recepire questa risoluzione, in quanto il nostro Servizio Sanitario Nazionale e la tradizione medica pongono l Italia tra i Paesi più preparati a rispondere. Considerando la diffusione che il diabete sta avendo anche nei Paesi in via di sviluppo, si può prevedere che tra 5 anni non ci saranno più risorse sufficienti al mondo per poter contenere questo grave fenomeno. Uno dei mezzi per affrontare in maniera più efficiente e strutturata questa emergenza di salute pubblica a mio parere consiste nel creare al più presto una specifica Agenzia che sia in grado di coordinare tutti gli attori e i settori impegnati nell educazione sanitaria, quali scuole e mezzi di comunicazione di massa, di organizzare campagne di prevenzione, di potenziare il coinvolgimento della medicina territoriale e di implementare la qualificazione dei centri specializzati di ricovero e di cura. Sicuramente avere in Italia una Banca Dati e un registro nosologico che sappiano evidenziare i punti di concentrazione dei casi clinici e realizzare un identikit ben definito dei cittadini più a rischio, può rappresentare una buona base per individuare un linguaggio comprensibile e condiviso, che permetta un approccio socialmente più efficiente. Lo sforzo per migliorare la qualità della vita dei diabetici è un dovere morale di tutti e quindi l auspicio è proprio quello di creare una forza operativa multidisciplinare e multifunzionale che si attivi con determinazione per vincere questa battaglia. Ma tutto questo non basta, è necessario sostenere una forte alleanza strategica per promuovere un cambiamento culturale nell assistenza al diabete e nella gestione di risorse e percorsi assistenziali interdisciplinari. È necessario quindi imporre in Italia un accelerazione della comunicazione, oltre a dedicare maggiori investimenti a questo settore. Un mio pensiero è rivolto anche ai bambini con diabete, e in questo campo le strategie da mettere in campo dovrebbero prevedere un vero e proprio cambiamento e un maggiore radicamento della cultura diabetologica pediatrica. Ma anche una vera integrazione tra i centri specialistici di diabetologia e i medici di medicina generale e una maggiore attenzione a linee guida e raccomandazioni condivise sulla diagnosi e sul trattamento della malattia e delle sue complicanze. Sento la necessità di promuovere un obiettivo comune con lo scopo di ridurre l impatto della malattia e migliorare la qualità di vita delle persone con diabete. Puntando molto sulla promozione di scelte di vita salutari, puntando sempre più, in conclusione, sulla prevenzione della malattia e delle sue complicanze. Ritengo che sia necessaria un azione globale rivolta soprattutto ai bambini affetti da questa malattia in modo che essi possano condividere con tutti gli altri bambini le stesse aspettative e tenore di vita. Si devono intraprendere azioni concrete allo scopo di cambiare la concezione del diabete sia tra coloro che ne sono affetti, che a livello delle loro famiglie, dell opinione pubblica e degli operatori sanitari che se ne occupano. È necessario potenziare le iniziative compiute per migliorare la salute e per favorire efficaci iniziative di prevenzione dei pazienti, che devono rimanere sempre al centro di ogni sforzo compiuto per migliorare continuamente i servizi offerti, per fornire prestazioni qualitativamente più elevate e per garantire la centralità della persona/utente. Sen. Antonio Tomassini Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica 4

4 Il Changing Diabetes Barometer Project è un iniziativa che si inserisce nel più ampio processo iniziato ormai oltre trenta anni or sono con la promulgazione della Dichiarazione di Saint Vincent di cui le nuove generazioni sembrano aver perso la memoria, ma che ha rappresentato un landmark nella storia dell approccio alla malattia diabetica. Non dovremmo dimenticare, a tale proposito, come il nome derivi dalla località del nostro paese in cui fu organizzato il meeting nel corso del quale fu varata la Dichiarazione e dal quale è iniziato un cammino che ha portato dalla Valle D Aosta nel 1989 alla sede delle Nazioni Unite a New York nel Forse dovremmo essere più consapevoli del fatto che, molto verosimilmente, la sede dell evento iniziale non sia stata casuale, ma sia stata determinata da una cultura ed una sensibilità presente nella diabetologia italiana prima ancora che in quella di altri Paesi. L International Diabetes Federation (IDF) è orgogliosa di aver dato origine in Europa, in collaborazione con la Organizzazione Mondiale della Sanità, a tale movimento e successivamente di averne garantito il successo in termini di impegni istituzionali in favore di quanti sono affetti da diabete attraverso una stretta collaborazione con gli organi dell Unione Europea e successivamente con le Nazioni Unite. Tutto questo non si sarebbe potuto concretizzare se non attraverso l azione delle Associazioni afferenti alla IDF e con il sostegno delle industrie impegnate nel settore diabetologico con una visione che si riconduce ad un interesse etico che supera gli interessi personali od aziendali immediati. La Novo Nordisk è stata a fianco della IDF sia in Europa che a livello mondiale fin dall inizio di questo nuovo corso, collaborando in una serie di attività, tra cui lo Studio DAWN, che rappresenta la realizzazione forse di maggior rilievo per la sua globalità, per la sua flessibilità e soprattutto per i suoi risultati. La conoscenza delle percezioni di quanti vivono la condizione di diabete e di quanti, a diverso titolo, ne sono coinvolti in modo diretto o indiretto, sia per le responsabilità assistenziali che per le implicazioni affettive, rappresenta un elemento di importanza fondamentale nello sforzo di superare quei vincoli e quel peso che ancora oggi il diabete comporta. Il Changing Diabetes Barometer Forum di Roma organizzato nell aprile del 2008, è stato parte dell impegno assunto ma anche una reale prova di come si possano trovare giuste sinergie per affrontare i temi sociali, politici ed economici legati a questa patologia. La redazione del primo Barometer report italiano è la conseguente risposta pratica e applicativa a quanto discusso. È con grande soddisfazione che si deve considerare che quella cultura e sensibilità diabetologica che ha portato a suo tempo alla promulgazione della Dichiarazione di Saint Vincent nel nostro Paese sia ancora viva e vigorosa come dimostrato dall adesione entusiastica e dall impegno di quanti oggi, Istituzioni, Società Scientifiche e Associazioni Pazienti, hanno reso possibile l implementazione anche in Italia di un sistema che consenta di misurare e monitorare l efficacia dell intervento clinico e sociale per gestire al meglio il diabete. In questo, il Changing Diabetes Barometer Project, è una formula innovativa che permette di sviluppare giuste alleanze per sconfiggere il diabete. Massimo Massi Benedetti Vice President International Diabetes Federation - IDF 5

5 La pubblicazione dell Italian Changing Diabetes Barometer Report, permette di fotografare la situazione attuale del diabete in Italia per agire concretamente per affrontare la malattia nella sua complessità, misurare il trattamento per i singoli pazienti, condividere questa informazione e creare una impostazione sociale che sostenga uno stile sano. Possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che molto è stato fatto, anche se avremmo voluto fare di più. Gli Standard Italiani per la Cura del Diabete Mellito sono stati ampiamente diffusi ed ormai rappresentano un riferimento, culturale ed operativo, per tutti i professionisti impegnati nella cura della malattia. E iniziata l opera di aggiornamento e revisione, che verrà effettuata periodicamente, adeguando gli standard alle nuove evidenze che la ricerca scientifica ci metterà a disposizione. E un impegno considerevole per la comunità scientifica, ma assolutamente prioritario. Siamo tutti orgogliosi di quanto è stato realizzato e del suo mantenimento. Sono stati realizzati gli Annali AMD 2008, che consentono di misurare oltre 40 indicatori di qualità dell assistenza diabetologica, così come erogata da oltre 100 strutture specialistiche. Essi rappresentano una fotografia fedele della realtà e ci sono utili nel confronto con gli Standard, per evidenziare le aree di criticità, all interno delle quali agire con gli strumenti della formazione e della ricerca. Quest anno abbiamo anche la possibilità di avere elaborazioni suddivise per regioni, rispondendo in questo al nuovo assetto regionale della sanità e permettendo quindi analisi e confronti in ambito locale, in una logica virtuosa di benchmarking e miglioramento continuo. Avremo ben presto a disposizione anche una analisi longitudinale di quattro anni, che potrà permettere di valutare l evoluzione nel tempo della qualità assistenziale e promuovere interventi concreti. E ormai realtà il fatto che a livello istituzionale (Ministero e Regioni) si affronti il problema diabete in una logica di Percorso Assistenziale all interno del Chronic Care Model. Per anni la comunità diabetologica italiana ha enfatizzato il concetto di percorso assistenziale come risposta al problema delle patologie croniche, di cui il diabete mellito rappresenta un prototipo ampiamente studiato. Abbiamo, insieme alle Associazioni dei pazienti, sostenuto la centralità del paziente all interno del Percorso di cura, richiamando l attenzione sulla indispensabilità di un suo coinvolgimento attivo e consapevole anche in scelte terapeutiche. Per raggiungere questo obiettivo, l educazione terapeutica strutturata, scientificamente condotta, rappresenta un presidio indispensabile, di valore terapeutico pari, se non talora superiore, allo stesso farmaco. Gli strumenti per raggiungere questo obiettivo esistono, anche se spesso vengono ritenuti di secondaria importanza. E necessario ribadire con forza la complessità di un intervento di educazione terapeutica continua, con le sue ricadute positive, anche in termini di economia sanitaria, sulla gestione della patologia cronica. Abbiamo l impegno di continuare su questa strada, diffondendo ulteriormente la cultura della continuità assistenziale, della presa in carico e dell interazione fra i vari operatori. Il percorso è stato tracciato, ma dobbiamo presidiare perché sia implementato e percorso da tutti, non solamente in alcune realtà isolate o di eccellenza. A garanzia di un intento comune sta la profonda trasformazione di Diabete Italia: è ora un consorzio che unisce Società Scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni professionali non mediche. E aperta alla adesione di tutti coloro che si sentono impegnati nella lotta ad una patologia così diffusa. Il percorso non è certamente ancora compiuto, ma sono state gettate le basi affinché si arrivi ad una vera condivisione sui grandi temi, rispettando altresì le caratteristiche di ognuno. Il barometro, in conclusione, sembra orientato al bello, ma niente sarebbe più deleterio dell accontentarsi dei risultati raggiunti. E indispensabile proseguire sulla strada intrapresa, misurando con attenzione e obiettività il nostro operare, per innescare un meccanismo virtuoso di miglioramento continuo. Siamo certi che su questa strada abbiamo il contributo di tutti. Un ringraziamento particolare a chi, come Novo Nordisk, ha mostrato una particolare sensibilità al problema, mettendo a disposizione di tutti noi le sue competenze e permettendoci di continuare a misurarci, a confrontarci e ad assumerci le responsabilità che ci spettano per permettere alle persone con diabete una vita serena e degna. Adolfo Arcangeli Presidente della Associazione Medici Diabetologi AMD e di Diabete Italia 6

6 La continua espansione del diabete tipo 2 sta coinvolgendo non solo il mondo occidentale, ma anche i Paesi in via di sviluppo. Ciò richiede un impegno combinato e articolato di vari attori che operano in diversi contesti affinché un programma di intervento condiviso per la prevenzione e per la cura possa risultare efficace. Da alcuni decenni il medico diabetologo svolge il proprio compito affiancato da altre figure sanitarie, come l infermiere, il dietologo e il podologo, e ricorre al contributo di altri specialisti, come il cardiologo, l oculista e il chirurgo vascolare. Oltre a questa attività organizzata in equipe in grado di beneficiare di una formazione e aggiornamento continuo, il diabetologo ha anche stabilito un nuovo rapporto con la persona con diabete, connotato non solo da una comunicazione più efficace, ma anche finalizzato alla progressiva responsabilizzazione e autonomia del paziente nella gestione della propria condizione. In tempi più recenti, si è resa evidente l importanza di estendere il dialogo ad altre componenti sociali, come la scuola, gli ambienti di lavoro, gli organi regolatori, gli organismi regionali (assessorati) e nazionali (ministeri) e le aziende farmaceutiche di rilevanza internazionale sensibili al problema diabete per statuto e/o tradizione. Anche gli esperti di economia sanitaria sono stati coinvolti per fornire il contributo della loro competenza sul problema diabete. Il momento storico attuale offre perciò una grande occasione di confronto per concertare programmi di intervento finalizzati ad aggiungere efficacia alla prevenzione e alla cura del diabete. Le campagne di informazione a livello della popolazione generale e l intervento nei soggetti a rischio sull importanza di un corretto stile di vita per la prevenzione dell obesità e del diabete sono un esempio in proposito. I programmi di formazione rivolti alla persona con diabete per richiamare l attenzione su alimentazione, attività fisica e sospensione del fumo sono oggi considerati parte integrante della terapia accanto ai farmaci. In questo scenario è necessario disporre di strumenti di misura affidabili non solo sugli end point surrogati (HbA1c, pressione arteriosa, fundus oculi, quadro lipidico, microalbuminuria, creatininemia, ECG, ecodoppler) ma anche sugli outcome clinici (cecità, insufficienza renale terminale, episodi cardiovascolari acuti, amputazioni) per valutare l efficacia della gestione e terapia delle persone con diabete tipo 2. Una misura degli outcome clinici (comparsa di diabete tipo 2) è necessaria per valutare gli interventi a livello di popolazione e nei soggetti a rischio nella prevenzione del diabete tipo 2. La Società Italiana di Diabetologia (S.I.D.) ha aderito con altre società scientifiche e mediche e con le associazioni dei pazienti a Diabete Italia per il proprio interesse istituzionale in proposito. La SID ha redatto e pubblicato gli Standard di cura insieme all Associazione Medici Diabetologi (AMD) per diffondere un documento in lingua italiana e inglese unitario, efficace ed aggiornato ad uso di tutti coloro che, a vario titolo, si occupano di assistenza alla persone con diabete. Con questi strumenti di misura di efficacia, la SID, che considera l attività di ricerca tra i propri compiti istituzionali, ritiene che sia necessario estendere a livello nazionale la possibilità di registrare ciò che si fa mentre si fa in modelli di cartella clinica informatizzata che contengano un core di dati essenziali considerati imprescindibili per la gestione del paziente pur consentendo l aggiunta di altri dati variabili da caso a caso. Questo core di dati essenziali deve contenere la registrazione degli end point surrogati (già standardizzati) e degli outcome clinici. E assolutamente necessario che questi ultimi siano ottenuti con metodi standardizzati ed è necessario raggiungere un accordo di unitarietà a livello nazionale in accordo con quanto valicato nell ambito dei grandi studi internazionali in proposito. La realizzazione di questo livello organizzativo rende possibile un attività di ricerca clinica di buon livello, in grado di fornire dati affidabili per una valutazione di efficacia, di efficienza ed una analisi dei costi. Ne deriva la possibilità di un confronto documentato con gli organi regolatori e con i pubblici amministratori per attivare nuovi programmi e modificare quelli esistenti. La SID ritiene che questo costituisca un buon esempio di ricerca clinica in grado di avere potenziali ripercussioni sul Servizio Sanitario Nazionale. Tale fonte di dati può essere anche utile per attivare studi di intervento (farmaci, chirurgia) e programmi ancillari di ricerca di base che possano utilizzare, previo consenso del paziente, materiale biologico per studi di genetica e/o biologia molecolare. Italian Changing Diabetes Barometer costituisce una buona occasione per trovare l accordo, l energia, le fonti di finanziamento, il coordinamento organizzativo e l intesa per realizzare questo coraggioso programma e un sentito ringraziamento va rivolto a Novo Nordisk per il sostegno fornito a questa iniziativa. In conclusione, di fronte al diabete in espansione sono necessari non solo la cura, ma anche la prevenzione. L efficacia di questi interventi presuppone il concorso e l impegno di molti attori e richiede una misura standardizzata non solo degli endpoint surrogati, ma anche degli outcome clinici. La raccolta dei dati informatizzata deve essere possibile durante l incontro con il paziente su tutto il territorio nazionale. Misurare bene ciò che si fa costituisce la premessa per fare meglio. Paolo Cavallo Perin Presidente Società Italiana di Diabetologia - SID 7

7 La Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) è particolarmente impegnata nel sensibilizzare l opinione pubblica e le istituzioni sul problema dell obesità infantile e nell individuare le strategie per prevenire e contrastare il diffondersi di questa condizione. L Italia è al primo posto della classifica europea insieme a Spagna e Grecia: a 7-11 anni circa un terzo dei bambini è obeso o in sovrappeso e ha il 70% di probabilità di rimanere tale anche da adulto. Nel nostro Paese esistono differenze geografiche, con maggior prevalenza di obesità in età pediatrica nelle regioni meridionali. Per la prima volta nei Paesi ricchi si rischia di assistere a un inversione di tendenza rispetto a quanto è avvenuto nel corso degli ultimi decenni: l aspettativa di vita dei nostri figli potrebbe diventare più breve rispetto alla nostra.è noto infatti che l obesità si associa ad alcune patologie quali il diabete di tipo 2, un tempo esclusivo degli adulti, la sindrome metabolica, l ipertensione arteriosa, la steatosi epatica. Sono queste le ragioni che hanno indotto la SIEDP a organizzare contemporaneamente in tutta Italia, la Giornata Nazionale dell Obesità in età evolutiva sul tema L obesità infantile: l epidemia del terzo millennio. Sono stati coinvolti non solo i pediatri, ma tutti i componenti della società che si trovano a dover affrontare il problema: scuole, istituzioni pubbliche, regioni, oltre ovviamente alla popolazione, in particolare i genitori. La SIEDP è impegnata a documentare la frequenza dell obesità in età pediatrica, raccogliendo i dati auxologici dei bilanci di salute che ogni pediatra di famiglia esegue nei bambini. In questo compito saranno coinvolti i referenti regionali SIEDP del gruppo di studio sull obesità. Solo un accurata epidemiologia permetterà di valutare correttamente l andamento dell obesità in età pediatrica nel nostro Paese. Inoltre nell anno dedicato dall Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) al bambino e adolescente con diabete, considerato l aumento d incidenza del diabete mellito tipo 1 nei bambini, la SIEDP ha organizzato una Giornata Nazionale e una campagna sulla Diagnosi precoce del diabete nel bambino al fine di ridurre i casi di chetoacidosi all esordio, causa di serio rischio per i pazienti. Anche in questo caso saranno coinvolti i pediatri, la scuola, le istituzioni pubbliche, oltre ovviamente la popolazione, in particolare i genitori. La SIEDP e le Associazioni dei pazienti con diabete giovanile sono impegnati a sensibilizzare l opinione pubblica verso questa patologia, per garantire una migliore qualità della vita dei bambini e degli adolescenti con diabete. Infatti il diabete mellito ha un rilevante impatto su tutti gli aspetti della vita del bambino-adolescente e in alcune realtà sociali e ambientali può portare all isolamento o alla negazione del problema in assenza di una informazione corretta. La SIEDP considera di fondamentale importanza uno stretto coinvolgimento della scuola, che rappresenta per il bambino la prima comunità sociale che incontra e una delle sue più importanti occupazioni. A scuola il bambino trascorre un lungo periodo durante la giornata, pertanto è indispensabile che il personale conosca il problema del diabete nell età evolutiva, in modo da permettere il normale inserimento del bambino-adolescente nell ambiente scolastico, senza limitarne le potenzialità, favorendone la maturazione e lo sviluppo delle risorse personali, sia in termini cognitivi che di relazione. La scuola e l educazione possono contribuire sostanzialmente a migliorare la qualità della vita e l inserimento sociale dei bambini e degli adolescenti con diabete, nella consapevolezza di opportunità e aspettative comuni ai loro coetanei. Nell anno internazionale dedicato al bambino e all adolescente con diabete la SIEDP ha chiesto e ottenuto incontri con rappresentanti del Ministero della Salute e del Ministero della Pubblica Istruzione, allo scopo di affrontare i problemi sopra esposti. La SIEDP è inoltre impegnata a organizzare, all interno della scuola, incontri diffusi su tutto il territorio nazionale sul tema diabete del bambino e dell adolescente. Per questi motivi il Changing Diabetes Barometer Report rappresenta uno strumento utile per capire l evoluzione del diabete nel nostro Paese, consapevoli di dover affrontare in termini di prevenzione e cura il tema del diabete giovanile. Renata Lorini Presidente della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica - SIEDP 8

8 Ormai il diabete è, insieme all obesità, al terrorismo, alla povertà, e all HIV/AIDS, un emergenza che minaccia il mondo, un emergenza che travalica i confini delle nazioni, le differenze di razza e di status sociale. Il diabete, per lungo tempo emergenza silenziosa, da meno di due anni è stato riconosciuto dalle autorità sovranazionali come una minaccia globale: nel dicembre 2006 le Nazioni Unite hanno adottato una Risoluzione storica che riconosce questa patologia quale serio pericolo a livello mondiale. La Risoluzione, infatti, incoraggia tutte le Nazioni a fornire nuove cure per il diabete e a migliorare la qualità delle terapie già esistenti. Questa pandemia è una bomba ad orologeria che minaccia il benessere delle persone ed i sistemi sanitari di tutte le nazioni del mondo. Dunque, oggi è obbligatorio agire e contribuire a creare un movimento effettivo per cambiare il corso del diabete. Il diabete, infatti, se non si metteranno in atto le necessarie contromisure, rischia di diventare la peggiore pandemia del 21 secolo: oggi sono circa 246 milioni le persone con diabete e si stima che nel 2025 potrebbero diventare 380 milioni. Secondo un antico detto, Un viaggio di mille miglia comincia con un solo passo Changing Diabetes è per tutti noi una filosofia e una promessa di cambiamento, che vogliamo concretizzare con il nostro impegno quotidiano a prenderci cura del diabete. Il Changing Diabetes Barometer project sviluppato, assieme a Istituzioni politiche e governative, alle Società Scientifiche Internazionali e Nazionali e alle Associazioni pazienti, ribadisce la nostra volontà di contribuire in maniera concreta nell affrontare le problematiche connesse al diabete. La stampa del primo Italian Changing Diabetes Barometer Report, sviluppato con l aiuto di esperti, delle Società Scientifiche e delle Istituzioni, vuole essere il punto di partenza per esaminare in maniera continua se gli sforzi di tutti stiano producendo risultati decisivi nella lotta a questa moderna e silente pandemia chiamata diabete. Così, se un viaggio di mille miglia inizia con un solo passo, il primo e più importante è già stato realizzato. Lorenzo Mastromonaco Vice President Europe Novo Nordisk In linea con questo, l International Diabetes Federation e Novo Nordisk, il 13 e 14 marzo 2007, ha organizzato a New York il Global Changing Diabetes Leadership Forum. In questo incontro decison-makers ed opinion-leaders di 21 nazioni del pianeta hanno preso atto della situazione, hanno interagito ricercando nuove soluzioni e si sono impegnati ad adoperarsi in maniera decisiva per cambiare il corso di questa silenziosa pandemia. Nel corso di questo incontro sono stati individuati i punti cardine su cui tutti gli Stati devono lavorare al fine di attuare una riforma globale della cura del diabete. Affinché si possa arginare questa pandemia, è necessario riconoscere la sua complessità ed affrontarla nella totalità del suo ciclo, è fondamentale misurare il valore del trattamento per i singoli pazienti perché solo misurando si può gestire e controllare l efficacia di una terapia e condividere tra le diverse nazioni questa informazione. Ed infine è necessario promuovere una cultura dei corretti stili di vita: una sana alimentazione ed una costante attività fisica contribuiscono alla prevenzione del diabete nella sua tipologia 2 ed alla stabilizzazione del livello glicemico, nei casi di diabete di Tipo 1. Come parte dell impegno assunto nel corso del Changing Diabetes Leadership Forum, le delegazioni presenti hanno deciso di promuovere a livello mondiale il Changing Diabetes Barometer, uno strumento di misurazione del diabete, realizzato in partnership con tutti i principali attori coinvolti da questa pandemia, che vuole contribuire a fissare le priorità ed i target per i piani d azione a livello nazionale. Il Changing Diabetes Barometer monitora non solo gli indicatori terapeutici glicemici e metabolici, ma analizza anche le effettive barriere che esistono oggi al raggiungimento di una condizione diabetica ottimale. 9

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10 Introduzione

11 Cos è il Changing Diabetes Barometer? Il Changing Diabetes Barometer consiste in un quadro di riferimento per la misurazione dei progressi nella lotta contro il diabete. Esso fornirà preziose informazioni agli operatori sanitari, alle associazioni dei pazienti, ai politici, alle istituzioni e ai mezzi di comunicazione, e sarà per loro fonte di ispirazione e sostegno nel migliorare la cura del diabete, migliorare la qualità di vita delle persone con diabete, ridurre i costi e, in definitiva, salvare delle vite. Facciamo risplendere una luce nuova nella lotta contro il diabete...il Changing Diabetes Barometer descriverà quali progressi si stanno facendo nella lotta contro il diabete La raccolta delle informazioni non è un mero esercizio accademico. Al contrario, il Changing Diabetes Barometer pubblicherà informazioni basate sui dati raccolti e conservati localmente nel numero più ampio possibile di Paesi, al fine di evidenziare i tassi di diffusione del diabete e il tipo, la portata e l efficacia della cura del diabete. Il Changing Diabetes Barometer descriverà quali progressi si stiano facendo nella lotta contro il diabete. Lo scopo è edificare una più profonda comprensione comune della malattia e del suo impatto, sia in Paesi diversi, sia tra diversi gruppi della stessa popolazione. In questo modo, il Changing Diabetes Barometer fornirà un contesto in cui coloro che forniscono assistenza sanitaria e i payers potranno analizzare le prestazioni dei propri sforzi, beneficiare degli esempi forniti da altri e dare una spinta al miglioramento della cura del diabete. Gli obiettivi, dunque, sono: Illustrare il legame tra qualità della cura del diabete, e riduzione delle complicanze e dei costi socio-economici, dando quindi a tutti gli attori l opportunità di operare scelte con cognizione di causa; Migliorare il trattamento attraverso l'apprendimento sulla base della misurazione e del confronto dei risultati perchè tutti gli "attori" possano creare una chiara visione dell attuale qualità della cura del diabete nel proprio Paese; Ispirare altri a seguire gli esempi di best practice. 12

12 Cambiare il mondo del diabete E l obiettivo ambizioso al quale tendono coloro che si occupano tutti i giorni di questa patologia, avendone ben presenti le proporzioni pandemiche e le disastrose proiezioni epidemiologiche. Si stima infatti che 19 mila persone ogni giorno svilupperanno il diabete nell arco dei prossimi 20 anni, fino a raggiungere la cifra apocalittica di 380 milioni di persone con diabete nel mondo nel 2025, pari al 7,3 per cento della popolazione adulta. Per quanto riguarda il nostro Paese, i dati riportati nell annuario statistico ISTAT 2007, indicano che è affetto da diabete il 4,6 per cento degli italiani (circa 2,7 milioni di persone), con una prevalenza standardizzata che risulta aumentata dal 4,2 per cento del 2002 al 4,6 per cento del 2007 Prevalenza (%) ,7 Andamento della prevalenza del diabete in Italia ( ) Fonte: Istat ,2 3,9 4,1 3,9 tasso grezzo I dati di prevalenza variano nelle diverse fasce d età, con picchi del 17,6 per cento negli over 75; mentre le donne hanno un tasso di diabete complessivo del 4,9 per cento contro il 4,4 per cento degli uomini, e risultano sensibilmente più colpite rispetto all altro sesso superata la soglia dei 75 anni (18,4 per cento contro 16,4 per cento). Una battaglia globale è dunque quella che attende i professionisti impegnati nella lotta contro il diabete appartenenti alla classe medica, come a quella politica e delle industrie del farmaco. Per affrontarla in modo incisivo ed efficace servono idee, finanziamenti e, soprattutto, consapevolezza. Delle dimensioni del problema innanzitutto e di quello che si sta già facendo in questo campo, a livello organizzativo, di politiche sociali e di qualità dell assistenza. 4,0 4,2 4,3 4,3 tasso standardizzato 4,5 4,5 4,6 4,6 Un osservatorio, insomma, dalla visione e dalle prospettive quanto più ampie possibili perché la battaglia contro il diabete va combattuta a livello mondiale, secondo una strategia globale che dovrà trovare poi le più idonee declinazioni a livello delle singole realtà nazionali. L industria farmaceutica può cambiare il modo di trattare il diabete, con farmaci innovativi e sempre più rispondenti alle esigenze delle persone affette da questa condizione. Ma tutto ciò avrà valore e prospettive limitate se non viene in primo luogo cambiato il modo di percepire il diabete. Questa è la filosofia alla base dell ambizioso obiettivo di Novo Nordisk, l azienda leader mondiale nella cura del diabete: aumentare la consapevolezza del diabete, a tutti i livelli, per poter veramente arrivare a cambiare il futuro di questa malattia. Una filosofia che ha portato nel marzo 2007 a riunire a New York personalità di varia estrazione, quali l ex Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, per discutere come cambiare il futuro di questa patologia e per varare il Changing Diabetes Barometer, uno strumento-concetto mirato a misurare il diabete e i successi registrati nella lotta a questa malattia. Conoscere l esatta dimensione del problema è infatti conditio sine qua non per affrontare il diabete e gestirlo al meglio. Gli interventi e le misure adottate per affrontare questa patologia hanno infatti bisogno di essere pesati, misurati, confrontati per poterne interpretare pienamente i risultati ed intervenire con adeguate e tempestive misure correttive. E in questo si riassume appunto il fine ultimo del Changing Diabetes Barometer. Fino a ieri la lotta contro il diabete è stata condotta navigando a vista. E arrivato il momento di fare un salto di qualità e di mentalità, passando ad una battaglia scientifica e sistematica, combattuta su dati e cifre reali e non su approssimazioni prive di riscontri sistematici. La battaglia è di quelle epocali e le risorse - non certo infinite - devono essere utilizzate in maniera ottimale, misurando sistematicamente e con rigore scientifico gli outcome degli interventi. E il Barometer vuole proporsi appunto come lo strumento per segnare i punti della lotta contro la moderna pandemia di diabete, raccogliendo le migliori esperienze internazionali per proporle come fonte di idee e di ispirazione per la pianificazione delle varie strategie nazionali e misurandone gli outcome per definire una soglia di benchmark virtuoso, declinato sulle singole realtà regionali. Molti Paesi hanno varato delle iniziative nazionali per 13

13 affrontare il problema attraverso strategie mirate ad addestrare un maggior numero di operatori sanitari e per migliorare l accesso al trattamento. Ancora pochi però sono quelli che hanno il polso reale della situazione, ovvero sono in grado di documentare il livello delle cure offerte ai loro cittadini e ancor meno sono quelli organizzati per registrare gli outcome di efficacia delle cure erogate. Per realizzare il primo rapporto Barometer sono stati analizzati dati provenienti da 21 Paesi del mondo; di questi, uno su tre non disponeva dei dati relativi agli indicatori di trattamento, quali valori di emoglobina glicata, valori pressori e assetto lipidico delle persone con diabete. Un terzo dei Paesi coinvolti non disponeva neppure di dati sul tasso di incidenza di questa condizione. Infine veramente pochi sono risultati i Paesi che disponevano di banche dati dinamiche per richiamare in qualunque momento a livello nazionale gli indicatori chiave di questa patologia e i risultati degli interventi ad essa dedicati. Un panorama desolante sotto tanti aspetti che illustra pienamente cosa si intende quando si afferma che finora la battaglia contro il diabete sia stata condotta al buio Numero delle persone con diabete (PcD),nel mondo, Europa Nord America America latina Pacifico occidentale PcD prive di diagnosi (milioni) Sud-est asiatico PcD diagnosticate ma non trattate (milioni) PcD trattatate (milioni) Fonte: IDF Diabetes Atlas 2006 e Novo Nordisk Africa sub-sahariana Medio Oriente e Africa Settentrionale E il grido d allarme sul presente e sul prossimo futuro del diabete viene non solo dalle Società scientifiche ma anche dalla Banca Mondiale che, nel suo Rapporto annuale del 2007, ha attirato con forza l attenzione sugli oneri che le malattie croniche non trasmissibili comportano per le Nazioni, tanto del mondo occidentale che di quello in via di sviluppo. Grido d allarme che si traduce in un duplice invito per i policy maker di tutti i Paesi del mondo: evitare con tutti gli sforzi il dilagare di queste patologie e prepararsi ad affrontare l impatto sanitario e socio-economico che le malattie croniche avranno nel prossimo futuro. Per non trovarsi disarmati di fronte ad un problema dall impatto potenzialmente catastrofico per l economia delle Nazioni. Le aree di intervento che la Banca Mondiale suggerisce sono raggruppabili in tre filoni: a) favorire un aumento dei salari attraverso una crescita economica; b) impegnarsi a combattere i fattori di rischio delle malattie croniche, quali il fumo, l obesità, gli elevati livelli di colesterolo, l ipertensione; c) sottoporre la popolazione a screening per evidenziare la presenza di malattie croniche, controllarne i fattori di rischio o fornire un adeguato trattamento. E naturalmente un altro dato da considerare è che le malattie croniche, come il diabete, non colpiscono solo le fasce più anziane della popolazione, ma anche soggetti nel pieno dell età lavorativa, per i quali le malattie croniche rappresentano un importante causa di mortalità e morbilità. E evidente dunque che raggiungere l obiettivo di ridurre mortalità e morbilità in questa fascia d età, può contribuire ulteriormente a ridurre i costi indiretti e gli oneri economici generati da queste malattie, oltre a consentire un auspicabile healthy aging. E sono proprio i costi indiretti il vero sommerso di queste patologie, difficilmente quantificabili ma di grande impatto sulle famiglie e con ripercussioni di vasta portata sulla società tutta. Per far fronte alle spese e alla perdita di giornate lavorative causate dalle malattie croniche spesso le famiglie sono costrette ad intaccare i loro risparmi, a riallocare le loro risorse, quando non a costringere alcuni membri della famiglia stessa, spesso le donne ma, nei contesti più disagiati anche i bambini, a prestare la loro opera come care giver per i congiunti affetti da una malattia cronica. Questo può significare per un bambino il ritiro dalla scuola e per molte famiglie il precipitare al di sotto della soglia di povertà. In altre parole, le malattie croniche possono diventare un vero e proprio fattore di impoverimento. Anche la perdita di

14 produttività generata dalle patologie croniche è difficilmente quantificabile. E i datori di lavoro possono trovarsi ad assorbire una parte considerevole dell impatto economico generato da queste patologie, attraverso la per- dita delle giornate lavorative, la ridotta produttività sul posto di lavoro, l aumentato turn-over dei lavoratori e i costi sanitari e assicurativi. Componenti multiple dei costi indiretti del diabete Fonte: Changing Diabetes Barometer, Primo Rapporto Una realtà complessa dunque riassunta pienamente nell appello lanciato nel dicembre 2006 dall Assemblea Generale delle Nazioni Unite che, adottando la risoluzione sul Diabete, ha invitato tutti gli Stati membri dell ONU a prendere in tempi rapidi provvedimenti comprendenti lo sviluppo di politiche nazionali per la prevenzione, il trattamento e la cura del diabete, sulla base delle possibilità dei singoli Servizi Sanitari Nazionali e in linea con gli obiettivi di sviluppo concordati a livello internazionale. La Risoluzione dell ONU prende infatti le mosse proprio dal riconoscimento che il diabete, vista la sua natura di pato- logia cronica e le sue complicanze gravose anche sul piano economico, rappresenta una grave minaccia per questi obiettivi, mentre cruciale a questi fini diventa la difesa e l implementazione della salute pubblica, attraverso adeguati interventi di assistenza sanitaria. In questo senso, trattare il diabete in modo adeguato, è economico. Studi condotti nell arco degli ultimi 20 anni hanno dimostrato che un efficace compenso metabolico, ottenuto fin dall esordio della malattia, unitamente ad un valido controllo dei valori pressori rappresentino due misure di grande efficacia nella prevenzione e nella riduzione delle com- 15

15 plicanze del diabete. In altre parole, investire nella prevenzione e in cure efficaci già nelle fasi iniziali, comporta un netto guadagno sia in termini di qualità e di aspettativa di vita, che nel risparmio dei costi diretti e indiretti generati dalle complicanze del diabete. Investire un po più all inizio, si traduce in un notevole risparmio sia in termini di disabilità e sofferenze, che di costi diretti e indiretti, generati dalla cura delle complicanze. E che curare le complicanze del diabete rappresenti un costo non indifferente lo dimostrano studi e analisi condotti in diversi Paesi del mondo. Lo studio inglese T2ARDIS ad esempio ha dimostrato che, rispetto ai pazienti privi di complicanze, il costo di un ricovero per quelli con complicanze microvascolari è di 2,5 volte superiore, per quelli con complicanze macro-vascolari è di 2,7 volte superiore e infine per quelli con entrambi i tipi di complicanze i costi ospedalieri risultano 5,5 volte maggiori. Risultati simili sono stati riscontrati dal progetto CODE-2 anche in altri Paesi europei, mentre analisi statunitensi indicano che i pazienti con emoglobina glicata superiore a 7,5% comportano costi assistenziali superiori del 20-32% a quelli con valori di glicata a target, ovvero inferiori al 7%. Nel 1998 lo studio inglese UK-PDS ha dimostrato che ad ogni punto percentuale di riduzione dell emoglobina glicata, corrisponde una riduzione del 14 per cento di tutte le complicanze associate al diabete e una riduzione del 37 per cento delle complicanze microvascolari (es. renitinopatia, neuropatia diabetica, danni renali). Per valutare meglio l impatto di un adeguato trattamento del diabete, magari associato ad una diagnosi precoce, sono stati elaborati modelli di simulazione computerizzata, quali il CORE Diabetes Model, realizzato da IMS per conto di Novo Nordisk, utilizzando dati britannici. La popolazione teorica usata per le simulazioni è stata quella dello studio UK-PDS, con una diagnosi di diabete ricevuta intorno ai 52 anni e un valore di glicata alla diagnosi di 9,1%. Mantenendo la glicata a questi livelli, e in assenza di complicanze al momento della diagnosi, ci si può attendere la comparsa di complicanze minori in media dopo 8-10 anni, mentre quelle maggiori compariranno a distanza di anni. Per questa simulazione sono stati utilizzati due diversi scenari di trattamento. Il primo, detto di trattamento potenziato ha esaminato i costi umani ed economici derivanti dal fatto di portare immediatamente tutte le persone con neo-diagnosi di diabete a valori di emoglobina glicata inferiori al 7%. Il secondo, detto di diagnosi precoce e trattamento potenziato, prendeva in considerazione l ipotesi che al 16 momento della diagnosi non sussistesse alcuna complicanza e che il livello di emoglobina glicata fosse portato subito al di sotto della soglia del 7%. Con il trattamento potenziato, rispetto allo scenario di riferimento, tanto le complicanze minori che le maggiori risultavano ritardate di 2-4 anni e l aspettativa di vita aumentata di 2 anni, con notevoli benefici in termini di qualità di vita. In particolare, il trattamento potenziato ridurrebbe il rischio di grave riduzione della vista o di sviluppare un insufficienza renale terminale (dialisi) del 60%, mentre il rischio di complicanze cardio-vascolari o di amputazioni risulterebbe ridotto di un 20-25%. Nel caso dello scenario diagnosi precoce e trattamento potenziato, le complicanze minori risultavano ritardate di ben 5 anni, rispetto allo scenario di riferimento, e quelle maggiori di 3-5 anni, con un aumento dell aspettativa di vita alla diagnosi di 3 anni. La diagnosi precoce in particolare permetterebbe di ridurre il rischio di perdere la vista del 56% e quello del ricorso alla dialisi del 70%. Anche in questo caso, complicanze cardio-vascolari e amputazioni nella simulazione risultavano ridotti del 25% circa. Tradotti in termini economici, i dati dei due scenari implicherebbero una riduzione dei costi di assistenza sanitaria nel corso della vita del 13%, nel caso dello scenario trattamento potenziato e del 21%, nel caso dello scenario diagnosi precoce e trattamento potenziato. Un punto basilare per la cura del diabete è naturalmente la presenza di un numero sufficiente di operatori sanitari adeguamente formato per assistere i pazienti affetti da questa condizione. Troppo spesso, oberati dalla routine della pratica clinica quotidiana, medici e infermieri si limitano ad accumulare dati, senza avere realmente mai il tempo di analizzarli. Uno degli scopi del Barometer è appunto quello di aiutare gli operatori sanitari nella lettura dei dati da loro stessi prodotti, confrontandoli con i risultati dei centri di best practice utilizzati come benchmark, al fine di individuare eventuali criticità e proporre dei correttivi. Un operazione non ispirata ad un azione di censura o di critica dunque ma ad una spinta costruttiva al cambiamento, fornendo degli strumenti conoscitivi per migliorare il proprio operato, attraverso l analisi comparativa e lo scambio di conoscenze e risultati. Fondamentale per la creazione di un data base sono gli strumenti informatici e la presenza di personale addestrato ad utilizzarli; un investimento iniziale che può rendere molto sia in termini di condivisione di dati per analisi statistiche ed economiche, che per migliorare l assistenza ai

16 propri pazienti, avendo la possibilità di monitorare meglio la compliance alla terapia e l efficacia dell autogestione. Nel suo primo rapporto Barometer ha analizzato le esperienze di sei Paesi (India, Israele, Italia, Giappone, Svezia, USA) che hanno iniziato in modo sistematico a registrare ed analizzare i dati relativi alla cura dei pazienti con diabete, un interessante e istruttivo spaccato su come sia possibile affrontare in modi diversi lo stesso problema. I sei esempi di raccolta dei dati nazionali presi in esame. Dal primo rapporto barometer India Israele Promotore Specialisti del diabete HMO Clalit Health Services Gestore Specialisti del diabete / Internisti HMO Clalit Health Services Finanziatore Ministro della Salute e della Famiglia / Governi statali Governo, fin dall'inizio Inizio della raccolta dei dati Anni ' Scopo principale Studi epidemiologici Miglioramento dell'individuazione, della verifica e del controllo delle persone con diabete di tipo 2 nell'hmo Operatori sanitari coinvolti Specialisti del diabete / Internisti Specialisti del diabete, medici di base e infermieri Italia Giappone Specialisti del diabete Associazione Medici Diabetologi Specialisti del diabete / Ministro della Salute / Industria Specialisti del diabete Associazione Medici Diabetologi Specialisti del diabete / Ministro della Salute / Industria Specialisti del diabete; il governo sta cominciando a mostrare interesse Specialisti del diabete e di altri settori e le loro associazioni / Ministro della Salute / Industria 2000 Sistema di gestione dei dati: 1998; Registri dei dati: 2006 Miglioramento della qualità delle cure specialistiche Conseguimento degli obiettivi di miglioramento della diagnosi e della cura Specialisti del diabete Specialisti del diabete, altri specialisti e medici di base Svezia Associazione Svedese di Diabetologia Associazione Svedese di Diabetologia Consiglio svedese della Salute e del Welfare; Associazione Svedese delle Autorità locali e delle regioni; Federazione Svedese Diabete 1996 Incoraggiamento della registrazione di dati sulla glicemia, altri fattori di rischio, elaborazione delle misurazioni e complicanze derivate dal diabete per sviluppare cure del diabete basate su evidenze Specialisti del diabete, medici di base e infermieri U.S.A. Datori di lavoro / Assicuratori sanitari National Committee for Quality Assurance organizzazione non profit per la garanzia di qualità U.S. Deparment of Health and Human Services, i centri Medicare e i servizi Medicaid 1990 Miglioramento della qualità delle cure sanitarie mediante il misuramento, la trasparenza e l'assunzione di responsabilità Specialisti del diabete, altri specialisti e medici di base Fonte: Changing Diabetes Barometer Primo Rapporto In questo panorama, la speranza è che uno strumento come il Barometer abbia, a livello internazionale, la forza di attirare l attenzione di governi e istituzioni sull urgenza ineludibile di affrontare il problema diabete mentre, a livello delle singole nazioni, l obiettivo è quello di fornire suggerimenti operativi su come migliorare l organizzazione dei sistemi assistenziali. Con un unico obiettivo condiviso: cambiare il futuro del diabete. Maria Rita Montebelli Istituto di Patologia speciale e Semeiotica Medica Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma 17

17 Sintesi e commento Una risposta innovativa ad un esigenza urgente Il Changing Diabetes Barometer è sia un report sia un concetto: un quadro sistematico per misurare i progressi nella lotta contro il diabete. Il concetto è al contempo vasto ed urgente, e il suo scopo è ispirare un cambiamento di approccio, essenziale se vogliamo che vi sia una qualche chance di successo nel tenere sotto controllo la pandemia del diabete. Il tasso di diffusione del diabete è in crescita in tutto il mondo. La International Diabetes Federation (IDF, Federazione Internazionale del Diabete ) attualmente stima che 246 milioni di persone nel mondo siano affette da diabete nel 2007, il che significa quasi il 6% della popolazione adulta. Si prevede che tale numero raggiunga i 380 milioni entro il 2025, ovvero il 7,3% della popolazione adulta. Molte di queste persone con diabete svilupperanno gravi complicanze mediche per le quali il trattamento ospedaliero è costoso, e ben un terzo di loro non sa di avere la malattia e di conseguenza non sta prendendo provvedimenti, né ricevendo trattamento alcuno. Nel mondo esistono numerose eccellenti iniziative per fornire cure alle persone con diabete, ma solo una minoranza può beneficiarne pienamente. Molti Paesi hanno riconosciuto la scala della pandemia e hanno messo in atto strategie nazionali per affrontarla, prevedendo misure per addestrare un maggior numero di operatori sanitari e per migliorare l accesso ai farmaci. Tuttavia solo pochi hanno documentato il livello attuale delle cure per il diabete che sono in grado di offrire, o il livello della loro efficacia nel mantenere sotto controllo questa situazione a lungo termine. Un indagine preliminare per la redazione del presente report ha preso in esame i dati disponibili provenienti da ventuno Paesi in tutto il mondo. Essa mostra che, di questi ventuno Paesi, un terzo non disponeva di dati sugli indicatori di trattamento, quali i livelli ematici medi di glucosio (HbA 1c ), pressione arteriosa e livelli di lipidi; un terzo non disponeva di dati relativi ai tassi di incidenza; e solo pochi disponevano di sistemi che documentassero gli indicatori chiave in banche dati dinamiche che permettessero una costante verifica su scala nazionale. È necessario uno sforzo considerevole per migliorare la conoscenza relativa ai progressi nella lotta contro il diabete, dove stiamo avendo successo e dove stiamo fallendo, e per comunicare ai decisori a tutti i livelli dove trovare esempi che siano di ispirazione per migliorare la propria azione. Il Changing Diabetes Barometer si ripromette di incoraggiare proprio questo. Inizia da dati molto limitati ed esempi provenienti da alcuni Paesi India, Israele, Italia, Giappone, Svezia e U.S.A., con descrizioni di ulteriori iniziative provenienti da diversi altri Paesi e regioni e si limita ai dati pubblicati. Le esperienze di questi Paesi vengono analizzate allo scopo di comprendere il potenziale per la realizzazione di migliori cure per il diabete, le difficoltà che sono state superate, e le prime indicazioni di successo. Dopo meno di dieci anni di esperienza, diversi dei Paesi che stanno già raccogliendo e analizzando sistematicamente i dati relativi alla cura del diabete sono stati in grado di mostrare miglioramenti significativi, non solo per quanto riguarda la fornitura dei dati, ma anche i risultati medici segnalati. Il Changing Diabetes Barometer evidenzia i loro successi ed incoraggia altri Paesi a costruire i propri sistemi di dati. E ancor più, li incoraggia a guardare i propri dati, a individuarne i punti deboli, ad imparare dagli altri e a decidere di rafforzare i propri sistemi. La Risoluzione dell ONU sul diabete, adottata il 20 dicembre 2006, ha focalizzato l attenzione pubblica e politica sul diabete a confronto con le malattie infettive che sono state alla ribalta per lungo tempo. Appena tre mesi più tardi, il Global Changing Diabetes Leadership Forum, organizzato da Novo Nordisk con il supporto della IDF, si è ripromesso di ispirare i partecipanti provenienti da tutti gli ambiti della cura del diabete ad attuare concreti miglioramenti nei propri Paesi. Il Forum ha stabilito che per gestire una situazione, è necessario poterla misurare, ed è necessario sapere come sta funzionando. Da questo ha avuto origine il Changing Diabetes Barometer. Obiettivi chiave Il Changing Diabetes Barometer si pone tre obiettivi: descrivere la relazione esistente tra qualità della cura 18

18 del diabete, riduzione delle complicanze e costi socioeconomici, in modo da mettere tutti gli attori sociali ed istituzionali in condizione di operare scelte con cognizione di causa; migliorare il trattamento attraverso lo stimolo all apprendimento, sulla base della misurazione e del confronto dei risultati nel momento in cui tutti gli attori si forniscano un chiaro quadro dell attuale qualità della cura del diabete nei propri Paesi; e inspirare altri a seguire gli esempi delle best practice. A livello internazionale, il Changing Diabetes Barometer intende stimolare gli attori nazionali a misurare l impatto dei propri sforzi ed imparare dagli esempi internazionali di best practice. Esso monitorerà i progressi in tutti i Paesi al fine di incoraggiare una forma costruttiva di concorrenza e, in futuro, creare standard di riferimento internazionali per prevenzione, progresso e trattamento del diabete. Diffonderà tali informazioni ed incoraggerà il dialogo tra i decisori e chi è deputatato a finanziare e gestire nel settore dell assistenza sanitaria. A livello nazionale, il Changing Diabetes Barometer stimolerà un dialogo consapevole sulla necessità di misurare il progresso dei trattamenti. Sulla base dei risultati forniti dai Paesi che partecipano all iniziativa verranno realizzati dati che comprenderanno gli indicatori relativi alla prevenzione, al progresso e al trattamento del diabete, oltre che ad informazioni sull esistenza e sulla portata delle strategie nazionali esistenti. Il confronto dei dati, sia tra Paesi diversi sia all interno di ogni Paese, introduce l idea di una concorrenza nell assistenza sanitaria, ma si tratta di una concorrenza basata sulla sfida che tutti gli attori lanciano a se stessi per migliorarsi nell ambito di una cultura che preveda l utilizzo della misurazione dei risultati per apprendere e progredire, piuttosto che finalizzata alla semplice penalizzazione o esaltazione degli stessi. Sulla base di informazioni oggettive, sarà possibile stabilire localmente i piani di azione e i singoli obiettivi per migliorare la cura del diabete. La speranza è che con la crescita dell iniziativa del Changing Diabetes Barometer e con il miglioramento quantitativo e qualitativo dei dati raccolti nei vari Paesi, in futuro sia anche possibile raccogliere una maggiore quantità di informazioni di tipo qualitativo su questioni relative alla qualità di vita degli individui affetti da diabete in relazione alla cura che ricevono (cfr. Capitolo 3). Questioni chiave Per poter esigere una qualità superiore nella cura del diabete, il Changing Diabetes Barometer deve prendere in considerazione pienamente i molti fattori che la rendono difficoltosa in molte parti del mondo. Il costo economico del diabete è ben documentato, tuttavia non è ancora ben recepito il messaggio che investire nello screening e in cure più efficaci risulterà, entro un tempo relativamente breve, in costi medici inferiori e in minore perdita di produttività. Con l aumento dell età della popolazione e dell incidenza del diabete, diventa ancor più pressante l esigenza di fermare la perdita di competenze ed esperienza tra la popolazione attiva. Il primo report Changing Diabetes Barometer getta le fondamenta di questo lavoro mediante un analisi simulata al computer dei costi diretti in un Paese di cui sono disponibili i dati oggettivi: la Gran Bretagna (cfr. Capitolo 5). Partendo da tale analisi si può dimostrare che un migliore controllo dei livelli ematici di glucosio può ridurre i costi del 13% dell assistenza sanitaria nel corso della vita dei pazienti. Se il potenziamento del trattamento è combinato con una diagnosi precoce, tali costi si riducono di fino al 21%. Così si scopre che grazie alla riduzione della spesa per far fronte alle complicanze del diabete, fino al 48% dei fondi disponibili utilizzati per il trattamento potenziato del diabete potrebbero essere spesi non sulle complicanze, ma piuttosto su una cura migliore ad uno stadio iniziale della malattia, con un impatto enorme sul mantenimento e sul miglioramento della qualità di vita del paziente. La presenza di operatori sanitari opportunamente formati ed in numero sufficiente, oltre che di personale con competenze nelle tecnologie dell informazione, rappresenta una sfida nella raccolta dei dati, ma anche un opportunità, per l iniziativa del Changing Diabetes Barometer, di contribuire. Molti Ministeri della Salute nel mondo hanno sostenuto iniziative per formare un maggior numero di medici, infermieri e personale sanitario, in particolare per quanto concerne l abilità di identificare il diabete ad uno stadio iniziale e di trattarlo in modo da limitare lo sviluppo di complicanze. Il Changing Diabetes Barometer, presentando informazioni basate su dati raccolti in tutto il mondo, evidenzierà quei punti dei sistemi di assistenza sanitaria in cui la necessità di intervento è 19

19 maggiore. Incoraggiando gli sforzi finalizzati a rendere le informazioni più prontamente disponibili e confrontabili, questa iniziativa contribuirà alla costruzione delle competenze attraverso l apprendimento da altri e il libero scambio di esempi di best practice. Molti Paesi in via di sviluppo presentano problemi gravissimi, tra i quali compaiono la mancanza di risorse finanziarie, la scarsa disponibilità di operatori finanziari e, per questi, la mancanza di occasioni di formazione adeguata e aggiornata. Ulteriori difficoltà potrebbero essere costituite da atteggiamenti culturali, ridotto accesso a farmaci e a alle cure ospedaliere e l assoluta crescita della popolazione mondiale e delle distanze. Per rendere la cura del diabete più efficace e inclusiva, dobbiamo innanzitutto sapere quali azioni sono già in atto e documentare il progresso della lotta contro il diabete. Tuttavia, la raccolta dei dati non può essere un mero esercizio accademico. I dati devono essere studiati e utilizzati per imparare dalle azioni esistenti, incoraggiando una forma costruttiva di concorrenza finalizzata alla costruzione di un migliore approccio alle politiche di cura del diabete, e ai processi decisionali clinici e personali. Il progetto Changing Diabetes Barometer è appena all inizio. Unitevi ad esso e, insieme, cambieremo il diabete. In questi luoghi, sebbene i dati sulla cura del diabete possano essere addirittura più limitati, vi è una grande opportunità per dare inizio al processo di documentazione di ciò che è stato fatto, in modo da poter adottare provvedimenti per un ulteriore sviluppo. L esperienza di altri Paesi può offrire delle soluzioni, e non c è bisogno di re-inventare. L accesso a cure adeguate è, naturalmente, una sfida anche per i segmenti di popolazione affetta da diabete non diagnosticato o trattato non correttamente nel mondo sviluppato. Si ribadisce allora che è necessario che tutto ciò sia misurato e compreso, e che i metodi efficaci per affrontare i problemi siano esaminati, condivisi ed applicati. Infine, poiché un efficace auto-gestione del diabete costituisce uno dei fattori chiave nel mantenimento di un maggior benessere e una migliore qualità di vita per un numero maggiore di anni, anche gli elementi che ne influenzano il successo o il fallimento vanno misurati ed affrontati. Il Changing Diabetes Barometer e il futuro utilizzo di di strumenti di indagine sul modello DAWN possono rivestire un ruolo importantissimo nella raccolta di informazioni sui bisogni non soddisfatti e sulle modalità del miglioramento dei processi di cura. Una chiamata all azione Questo è il primo report del Changing Diabetes Barometer. Esso stabilisce un programma di cambiamento ed è diretto a tutti coloro che appartengono alla comunità del diabete. 20

20 L impegno di Novo Nordisk La riduzione della HbA 1c media ha come risultato la diminuzione di casi gravi e l aumento dei pazienti con controllo adeguato. Per esempio, riducendo la HbA 1c media da 7,5% a 7,0%, entro il 2012 in Giappone potrebbero esserci pazienti in più con un controllo adeguato, con un conseguente risparmio di fino a annivita dei pazienti. Negli Stati Uniti, dove oltre 2,5 milioni di persone presentano una HbA 1c oltre il 10%, la riduzione della HbA 1c media da 11,8% al di sotto del 10% farebbe risparmiare fino a 2 milioni di anni-vita dei pazienti entro il L impegno di Novo Nordisk nel miglioramento dei risultati dei pazienti si svolgerà con un meccanismo in tre parti. Innanzitutto, si stabiliranno i dati oggettivi non solo sulla portata del diabete in tutto il mondo ben nota attraverso la IDF e altre fonti ma anche la misura, i metodi, l efficienza e i risultati degli interventi di assistenza sanitaria per il diabete. Per seconda cosa, verranno diffuse le informazioni ed si incoraggerà il dialogo tra decisori e i payers nel settore sanitario. Questo attirerà il sostegno dei prestatori di assistenza sanitaria e dovrebbe anche contribuire ad aumentare la comprensione e la consapevolezza pubbliche. La terza fase consisterà nell utilizzare le informazioni ottenute per stimolare e sostenere iniziative e progetti che miglioreranno la cura del diabete. Figura 1: La regola della metà Figura 2: Numero delle persone con diabete (PcD), nel mondo, Europa Nord America America latina Pacifico occidentale PcD prive di diagnosi (milioni) Sud-est asiatico PcD diagnosticate ma non trattate (milioni) PcD trattatate (milioni) Fonte: IDF Diabetes Atlas 2006 e Novo Nordisk Africa sub-sahariana Medio Oriente e Africa Settentrionale Figura 3: Tasso di diffusione mondiale di diabete e ridotta tolleranza al glucosio (IGT)*, 2007 e 2025 (età compresa tra i 20 e i 79 anni) Tasso di diffusione del diabete (%) 6,0 7,3 Tra tutte le persone con diabete Numero di persone con diabete (milioni) Prevalenza IGT (%) 7,5 8,0 Numero di persone con IGT (milioni) Il 50% riceve una diagnosi il 50% di questi riceve cure... Solo il 6% ha un esito positivo... e il 50% di questi raggiunge gli obiettivi del trattamento... e il 50% raggiunge i risultati desiderati *Le persone con ridotta tolleranza al glucosio (IGT) presentano un rischio significativo di sviluppare forme di diabete di tipo 2. Fonte: IDF Diabetes Atlas

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