Principali Paesi d Origine

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1 Progetto di massima La Mediazione Interculturale Interaziendale: per non sentirsi estranei nella rete dei servizi sanitari e sociosanitari Sandra BOMBARDI - Paola CASTAGNOTTO dipende da come una comunità accoglie un nuovo membro o se ne separa, che importanza dà al corpo e alla salute, quando considera un membro malato e come si rapporta a lui, che si misura il grado di civiltà e cultura raggiunta. Introduzione Razionale del Progetto Il Territorio e la Popolazione In Ferrara e Provincia, secondo il rapporto 2006 dell Osservatorio Provinciale sull Immigrazione, le presenze dei cittadini stranieri rilevate dalla Questura di Ferrara sono passate dalle del 2004, alle del 2005 (+18,8%), confermando un trend di crescita superiore alla media regionale. Alla fine del 2005 gli stranieri a livello provinciale rappresentano il 3,8% della popolazione complessiva (nel 2004 erano il 3,25%) con punte che superano il 5,0% in alcuni territori comunali (Argenta e Cento 5,6%, Portomaggiore 6,6%). Nella Provincia di Ferrara le prime 10 nazionalità di provenienza dei cittadini stranieri sono: Marocco, Albania, Ucraina, Pakistan, Romania, Cina Pop. Polonia, Moldavia, Tunisia, Nigeria. La distribuzione territoriale, in % e per paese di provenienza, nelle 5 aree della Provincia è riassumibile nella seguente tabella: Area Territoriale % cittadini stranieri % sul totale popolazione residente Principali Paesi d Origine Ferrara 42,2% 3,8% Marocco, Albania, Cina, Tunisia, Pakistan, Ucraina, Romania, Polonia, Moldova, Nigeria Cento 23,1% 5,4% Ucraina, Albania, Marocco, Moldova, Romania, Cina, Tunisia, Polonia, Nigeria, Pakistan Argenta 15,8% 5,5% Pakistan, Marocco, Ucraina, Albania, Romania, Cina, Polonia, Tunisia, Moldova, Nigeria

2 Codigoro 11,5% 2,3% Albania, Marocco, Romania, Ucraina, Cina, Moldova, Polonia, Nigeria, Tunisia, Pakistan Copparo 7,4% 2,6% Marocco, Ucraina, Albania, Cina, Romania, Moldova, Nigeria, Polonia, Tunisia, Pakistan Una caratterizzante del territorio provinciale è dovuta alla migrazione femminile; le donne risultano il 54,4% del totale degli stranieri, gli uomini il 45,6%, di età prevalente riconducibile ai giovani adulti (20-40 anni). Il settore che offre maggiori opportunità di lavoro è quello domestico/assistente familiare, segue il settore edile/cemento ed il settore metalmeccanico. Inoltre, riguardo ai bambini, gli alunni stranieri nelle scuole ferraresi, alla fine del 2005 risultavano n (+ 25,1% rispetto al 2004). La domanda di Salute dei cittadini stranieri I potenziali utenti stranieri dell Azienda USL di Ferrara, regolarmente registrati all anagrafe dei Comuni della Provincia, passano dagli del 2004 ai del 2005 (pari a + 19,0%). Il rapporto tra stranieri residenti e stranieri iscritti all Anagrafe sanitaria, considerate le disposizioni amministrative in vigore che comporta la cancellazione automatica allo scadere del permesso di soggiorno, si mantiene basso: iscritti, pari al 60,8% della popolazione straniera residente. Nel 2005, come illustrato nella seguente tabella, i cittadini stranieri dimessi dai Presidi Ospedalieri del territorio ferrarese sono complessivamente n. 944 e gli accessi in P.S. sono n. 409 per un totale di n contatti con utenti stranieri. Stabilimento Ospedaliero N. cittadini % Cittadini N. Accessi PS % Accessi PS Stranieri Stranieri cittadini Stranieri cittadini Stranieri Lagosanto , ,9 Comacchio 34 3, ,6 Argenta , ,9 Cento , ,2 Bondeno 37 3,9 13 3,2 Copparo 24 2,5 17 4,2 Casa di Cura Quisisana 29 3,1 Casa di Cura Salus 74 7,8 Totale % %

3 Il presidi ospedalieri di Comacchio e Lagosanto accolgono il 42,6% del totale della popolazione straniera, seguito da quello di Cento 28,1%, Argenta 14,9%, Bondeno 3,7%, Copparo 3% e per finire le case di cura Quisisana e Salus, presenti in centro città, nel 2005 hanno fornito assistenza al 7,6% dei cittadini stranieri. Le principali provenienze dei cittadini stranieri, che accedono ai rispettivi presidi ospedalieri sono: Lagosanto/Comacchio Romania, Polonia, Moldavia, Ex.Jugoslavia, Rep. Ceca, Marocco, Ucraina; Argenta Marocco, Romania, Pakistan, Ucraina, Moldavia, Albania, Polonia; Cento Marocco, Albania, Romania, Cina, Tunisia, Pakistan, Ucraina; Copparo Ucraina, Moldavia, Romania, Marocco, Ex Jugoslavia; Bondeno/Quisisana/Salus Ucraina, Moldavia, Marocco, Albania, Tunisia, Romania, Cina; Un altro settore di prestazioni di particolare rilievo è quello relativo all attività del Dipartimento di Salute mentale (anno 2005). DSM. CONSULENZE N. Totale M. F. PROV.PREVALENTE ETA MEDIA EST EUROPA 33 ANNI DSM ACCESSI EST EUROPA 40 ANNI AMBULATORI D. CENTRO-NORD 23 D. OVEST 7 D.SUD-EST 19 RICOVERI SPDO SPDC LA LUNA EST EUROPA 36 ANNI Un altro settore fondamentale nella rete dei servizi è dato dalle funzioni attinenti al Dipartimento di Sanità Pubblica. Dati di utenza significativi possono essere desunti dalle attività di: Ambulatorio vaccinazioni e viaggi internazionali Ambulatorio screening antitubercolare Ambulatorio patenti e certificazioni monocratiche

4 Settore Igiene edilizia Servizio medicina del lavoro Servizio Igiene alimenti e nutrizione Al momento attuale non sono sistemicamente organizzati tutti i dati delle singole attività. Questo rappresenta un obiettivo di progetto vista la importanza del Dipartimento. A titolo indicativo di una tendenza da analizzare, si riportano i dati relativi ad un triennio delle persone straniere che si sono rivolte al solo ambulatorio vaccinazioni di Ferrara ( le vaccinazioni escluse l antinfluenzale) anno Totale vacc. Extra %vacc. a exta Extra % test Mantoux Extra % sul totale test comunitari. comunitari Comunit.con su totale extra comunit.con Mantoux in test Mantoux comunit. ritorno alla extra comunitari lettura Mantoux Circa 3% ,2% 30 22,5% Circa 4% ,5% 44 31,8% ,50% % circa 37 20,40% La maggior parte dei servizi non usufruisce di un azione sistemica di mediazione culturale. In questi ultimi anni hanno affrontato le emergenze stabilendo rapporti di collaborazione episodici con l ufficio accoglienza dell Azienda Ospedaliero- Universitaria e altri soggetti territoriali. L Azienda USL di Ferrara risponde con un servizio di mediazione interculturale alla domanda di salute delle cittadine e cittadini stranieri, con modalità strutturata e continuativa, nelle seguenti strutture: Cento Distretto Ovest Ostetricia e Ginecologia dell Ospedale di Cento (40 ore mese) svolto in collaborazione con il Comune di Cento Servizio Stranieri; Portomaggiore Distretto Sud Est Salute Donna e Pediatria di Comunità (16 ore mese) svolto in collaborazione con il Comune di Portomaggiore e il Punto d Ascolto per l Immigrazione; Ferrara Distretto Centro Nord Salute Donna e Pediatria di comunità (46 ore mese) svolto da un ostetrica di origine Rumena, in collaborazione con il Comune di Ferrara,. I dati 2005 con particolare riferimento alla gravidanza e IVG, presentati nella relazione richiesta dalla FP CGIL, riportano un totale di n parti svolti nei tre punti nascita della provincia così distribuiti: - Ospedale Delta-Comacchio 21,7% - Ospedale di Cento 25,2% - Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara 53,1% Le donne straniere, sul totale delle donne che hanno partorito, risultano il 13% (n. 348). Nelle donne straniere gli aborti spontanei sono stati 152 pari al 28% del totale, le IVG sono state 213, pari al 26% del totale.

5 DISTRETTO Sud-Est (Sedi di Argenta, Codigoro, Comacchio, Mesola, Migliarino, Portomaggiore) La sede che presenta il maggior numero di accessi di donne straniere è Portomaggiore con n. 31 gravidanze seguite, n. 43 Visite IVG con certificazione e n. 8 Visite IVG senza certificazione. Segue la sede di Argenta, Comacchio, Codigoro, Mesola e Migliarino. Il Consultorio di 1 livello per donne immigrate del Distretto Sud Est, attivato il 16/6/05, a fine dicembre 2005 ha accolto 44 donne: 52,3% Pakistane, 25% Marocchine, 6,8% Rumene, 6,8%Polacche, 4,5% Tunisine, 4,5% Moldave. I problemi principalmente affrontati, in ordine di frequenza, riguardano: disturbi ginecologici, interventi sulla contraccezione, problematiche ostetriche, e informazioni per IVG. DISTRETTO Ovest (Sedi di Cento, Sant Agostino, Bondeno) Complessivamente le donne gravide prese in carico sono state n. 220, le donne straniere risultano il 29,1%. Le certificazioni per IVG sul totale di n. 19, per donne straniere sono state n. 7. L attività del distretto ha visto l importante presenza di donne straniere nell accesso alle visite ginecologiche, e ginecologiche per contraccezione oltre che nei corsi di accompagnamento alla nascita (n. 4). Inoltre, è significativa la presenza di utenza straniera presso lo Spazio Giovani, fruibile con accesso diretto. DISTRETTO Centro-Nord ( Sedi di Ferrara n. 4 e Copparo) Le donne straniere seguite in gravidanza sono state 248, pari al 28,3% del totale delle gravide seguite, le visite ostetriche n. 892, pari al 20,1% del totale delle visite, le certificazioni per IVG n. 144, pari al 34% delle certificazioni. Infine, il dato più critico in difetto riguarda le visite per contraccezione in donne straniere n. 124, pari all 8,7% del totale. Nella rete dei servizi interessati alla popolazione immigrata, risultano fondamentali le funzioni afferenti al Dipartimento di Sanità Pubblica, che, organizzato in diverse articolazioni tematiche, opera in termini di prevenzione e di vigilanza. I dati di affluenza dei cittadini immigrati non sono, per la maggior parte rilevati routinariamente. Ciò ha comportato una raccolta dedicata, peraltro decisamente parcellizzata, e che necessiterebbe di una sistematizzazione, aspetto che potrà costituire obiettivo di progetto interno al Dipartimento. Al di là dei più noti ambulatori Vaccinazioni (e viaggi internazionali), Screening antitubercolare e Medicina del lavoro, di cui si esporranno a titolo d esempio dati d attività, esistono importanti ambiti quali l Ambulatorio patenti e certificazioni monocratiche e il Servizio Igiene alimenti e Nutrizione i cui dati non sono a oggi a disposizione per considerazioni specifiche riguardanti gli immigrati. Non è sufficientemente nota, inoltre, l importanza strategica degli Uffici di Igiene dell edilizia a cui le persone immigrate si rivolgono per l ottenimento dell autorizzazione dell abitazione ai fini del ricongiungimento familiare. Questo, se compreso nella funzione di snodo di servizio, comporterebbe la conoscenza anticipata della popolazione in particolare infantile e femminile di prossimo arrivo. Per quanto attiene l attività del Settore Medicina del lavoro risulta di particolare interesse il seguente dato, che evidenzia la complessità dell accoglienza :

6 Richiesta di idoneità fisica al lavoro per soggetti apprendisti 1 Anno 2005, totale richieste circa 600, di cui 55 extracomunitari appartenenti a 22 nazionalità e così suddivisi : 1 Persona per ciascuna di queste nazionalità: : Camerun, Croazia, Colombia, Germania, Israele, Filippine, Iran, Rep. Dominicana, Tunisia 2 Persone per ciascuna di queste nazionalità : Brasile, Moldavia, Polonia, Nigeria, Grecia, Libano, Russia 3 Persone dalla Bielorussia, 4 Persone dall Albania, 5 Persone dall Ucraina, 6 Persone da ciascuna delle seguenti nazionalità: Cina, Romania 8 Persone dal Marocco Gli Ambulatori vaccinazioni, viaggiatori internazionali e screening antintubercolare sono utilizzati anche per le persone immigrate, in base anche al protocollo riferito ai rifugiati politici ed al controllo di salute degli ospiti di strutture d accoglienza. I dati d attività consentono di considerare diverse opportunità di azione preventiva e valutazione di stato di salute delle persone immigrate Persone straniere che si sono rivolte all ambulatorio vaccinazioni dell Azienda USL di Ferrara 2 Anno Totale vaccinazion i ambulatori o di cui a soggetti Extracomunitar i % di vacc. effettuate a extracom un.. Extracom con Test Mantoux % Test Mantoux su totale extracomunitari Extracom. non ritorno alla lettura Mantoux % su totale Test Mantou xin estraco m circa il 3% ,2% 30 22,5% circa il 4% ,5% 44 31,8% ,50% %circa 37 20,40% 1 FonteAUSL Ferrara- Dipartimento Sanità Pubblica Fulvia Signani, Odilia Gavioli 2 Fonte AUSL Ferrara- Dipartimento Sanità Pubblica Marisa Cova. I dati sono riferiti solo all Ambulatorio di Ferrara città e solo a vaccinazioni diverse dall antinfluenzale

7 Dati che testimoniano come sia importante educare alla necessità di monitoraggio della tubercolosi. I non ritorni alla verifica del test Mantoux per esempio potrebbero nascondere persone malate che poi non si curano con effetti negativi per sé e per gli altri. Risultano infine di indubbio intresse i dati riferiti alle malattie infettive. Dati il cui significato, anche per considerazioni pratiche è in fase di elaborazione. Malattie infettive riscontrate in persone immigrate afferenti agli Ambulatori di Igiene Pubblica dell AUSL di Ferrara. Anno Malattie Infettive 4 Persone Immigrate Totale popolazione % Immigrati Malaria , 5 % Epatiti , 11 % Malattie diarroiche/ salmonellosi ,7 % Scabbia % Pediculosi ,1 % Tubercolosi ,3 % La politica della AUSL nei confronti dei cittadini stranieri prevede interventi a gestione diretta e interventi in collaborazione con altri soggetti, principalmente i Comuni e la Provincia. Vanno ricordate : le azioni previste dai PSZ le azioni comprese nel PPS Fonte Dipartimento Sanità Pubblica Marisa Cova 4 Dati del Distretto di Ferrara salvo diversa indicazione 5 Dato Aziendale

8 L Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara risponde con continuità alle domande d aiuto degli utenti stranieri dal 1 settembre 2004 attraverso l Ufficio Accoglienza e Mediazione. Come illustrato nel materiale informativo, l ufficio fornisce attività di mediazione interculturale con n. 26 ore settimanali (104 ore mensili), attraverso tre modalità: mediazione in attività ordinaria, mediazione programmata, mediazione urgente. La missione dell ufficio è quella di contribuire alla realizzazione di un progetto d accoglienza transculturale in sanità, che ha alla base il riconoscimento dell altro e la sua variabilità culturale, la dignità della persona e la necessità di costruire un percorso condiviso. Fornisce aiuto nel realizzare percorsi non condizionati, ma arricchiti, dalle differenze culturali e linguistiche, per tutti coloro che hanno bisogno di cura, assistenza ospedaliera, sostegno sociale. Crede in percorsi di miglioramento condivisi e partecipati, attuati mediante alleanze strategiche tra operatori, cittadini e forze sociali. È un nodo di rete che si caratterizza come strumento di informazione e divulgazione, mezzo di promozione e di facilitazione. È una risorsa a disposizione degli operatori, dell ospedale, dell azienda sanitaria territoriale, delle associazioni legate al mondo dell immigrazione e di quelle socio sanitarie. La presenza dell utenza straniera in ospedale è aumentata progressivamente, per presentare un incremento importante tra il n. dei ricoveri del 2004 e quello del Nel 2004 gli stranieri ricoverati in ospedale sono il 2% del totale dei ricoveri, nel 2005 sono il 4,7% Numero di ricoveri di stranieri day hospital ordinari

9 Un aspetto interessante, a sostegno della caratterizzante di genere del tipo di migrazione presente sul nostro territorio, è che nel 2004 le Donne straniere ricoverate nel Reparto di Ginecologia e Ostetricia sono il 9% del totale delle donne, nel 2005 le donne straniere, sul totale delle donne, sono il 16% Donne ricoverate in Ostetricia e Ginecologia (anno 2004) Straniere 9% Donne ricoverate in Ostetricia e Ginecologia (anno 2005) Straniere 16% Italiane 91% Italiane 84% I nati da donne straniere nel 2005 sono il 16,3% del totale, a differenza dei nati nel 2004 che sono il 6,6%. Un ulteriore dato che risulta interessante è quello riguardante le IVG. Il ricorso all IVG da parte delle donne straniere nel 2005 è risultato il 43% del totale, a fronte del 25,2% nel Il problema è che a fronte di una graduale diminuzione del ricorso all IVG delle donne italiane, le donne straniere presentano un trend di crescita importante. Nei grafici seguenti, oltre ai dati fin qui esposti, sono riportati i principali paesi di provenienza delle donne che fanno ricorso all IVG. 35 NUMERO DI IVG PER PAESE DI PROVENIENZA - ANNI NUMERO DI IVG donne straniere donne italiane ROMANIA MOLDAVIA UCRAINA NIGERIA ALBANIA CAMERUN JUGOSL. (SERBIA- MONTE.) CINA MAROCCO

10 È interessante notare la differente distribuzione degli accessi ai reparti di degenza tra maschi e femmine. Difatti l accesso dei maschi si distribuisce abbastanza uniformemente, mentre è nettamente preponderante il rivolgersi all area dell Ostetricia/Ginecologia da parte delle donne straniere. MASCHI PER REPARTO DI RICOVERO (DEGENZA ORDINARIA) valori assoluti FEMMINE PER REPARTO DI RICOVERO (DEGENZA ORDINARIA) valori assoluti MED. D'URGENZA CLIN. PEDIATRIA OSTETRICIA GINECOLOGIA CLIN. PEDIATRIA DIV. PEDIATRICA I DIV. MEDICA MAL.INFETTIVE AUDIOLOGIA DIV. NEUROCHIRURGIA CLINICA CHIR. MED. D'URGENZA DIV. PEDIATRICA IST. MEDICINA INTERNA I I DIV. MEDICA CLINICA CHIR. CHIRURGIA PEDIATRICA AUDIOLOGIA OTORINOLARINGOIATRIA DIV. ORTOPEDIA IST. MEDICINA INTERNA I IST. CHIR. GENERALE CHIRURGIA PEDIATRICA A Marzo 2005 è stata formalmente attivata la Funzionalità di Mediazione (convenzione con cooperativa CAMELOT). Da marzo a dicembre 2005 i casi seguiti dalle mediatrici sono stati N. 316, gli interventi di mediazione N La domanda di Mediazione Interculturale è stata richiesta prevalentemente in caso di accoglienza di utenti provenienti dall Ucraina, Marocco, Romania, Tunisia, Romania, Nigeria e Moldavia. Le motivazioni della richiesta di mediazione riguardano: bisogno d informazione, sostegno sociale, consenso alle cure e percorso IVG. I dipartimenti che hanno richiesto maggiormente il servizio di mediazione sono stati: Riproduzione e Accrescimento, Emergenza, Patologia e Oncologia. Per gli altri dipartimenti le UU.OO. maggiormente coinvolte sono state l Ematologia, Malattie Infettive, Radiologia e Servizi quali l Anestesiologia e Assistenti Sanitarie.

11 Ricorrente, e comune per tutte le nazionalità di provenienza, è il bisogno di informazione, sia di contenuto sanitario (stato di salute, consenso informato alle cure), sia di carattere legislativo/amministrativo (posizione rispetto all iscrizione al SSN), nonché di accesso alla rete dei servizi sul territorio (AUSL, Servizi alla persona, volontariato). Ore di Mediazione per Tipo d'intervento Accompagnamento cartella clinica Dimissione Informare sostegno cina marocco moldavia nigeria pakistan romania tunisia Ucraina Ucraina, Marocco e Nigeria sono le provenienze con cui l Ufficio è più a contatto attraverso la funzionalità di mediazione. Ciascuna di queste provenienze presenta ricorrenti difficoltà in specifici percorsi di cura. L intervento del mediatore si connota nel facilitare la fruibilità della rete interna dei servizi. Ucraina Marocco Nigeria D.H. Ematologia Ginecologia medicina Oncologia Ostetricia Pronto 0 Clin. Ematologia Ginecologia Neurochirurgia Neurologia Oncologia Ostetricia pediatria 0 D.H. Ginecologia Ginecologia Mal. Infettive Med. D'urgenza Ostetricia Ginecologia interna Soccorso Pediatrica

12 Il processo di accoglienza e mediazione è documentabile attraverso: - Presenza della network dei Facilitatori dell Accoglienza - Presenza delle Procedure di mediazione - Presenza della Scheda d Accoglienza e della Scheda di Mediazione - Realizzati n. 3 eventi formativi: 1. Accogliere in Ospedale la transcultura al servizio di tutti (3 edizioni); 2. Ri-Conoscere: Emarginazione e Solitudine; 3. Workshop "L'altro diritto di cura - Presenza del Libretto informativo "Sono incinta" tradotto in 8 lingue: Inglese, francese, rumeno, albanese, cinese, russo, pakistano, arabo Complessivamente la maturità raggiunta dal processo di accoglienza e mediazione, secondo il Process Maturity Model P.M.M, è di livello 2 (processo ripetibile e passi del processo documentati) in migrazione verso il 3 con la relativa codifica aziendale della procedura da parte dell Ufficio Qualità. L analisi dei dati conoscitivi sulle modalità assistenziali delle due Aziende Sanitarie e la valutazione condivisa della crescita progressiva del fenomeno migratorio nel territorio ferrarese, rendono opportuna una metodica di lavoro a proiezione pluriennale, a forte integrazione delle competenze decisionali e delle competenze professionali, per superare la cultura della sola gestione delle emergenze o dei problemi attuali. I fondamenti possono essere: consolidamento del coordinamento delle diverse prestazioni e servizi forniti dalla AUSL consolidamento delle strategie di accoglienza, accompagnamento, presa in carico della Azienda Ospedaliero-Universitaria con condivisione del know-how, in fatto di competenza, conoscenza ed esperienza documentata e progettata. condivisione di un progetto permanente interaziendale, finalizzato al miglioramento dell accesso ai servizi sanitari da parte dei cittadini stranieri e alla piena fruizione dei diritti e delle tutele del SSN, in un ottica di continuità assistenziale territorio-ospedale/i. consolidamento delle collaborazioni con tutti i soggetti istituzionali e associativi che, a vario titolo, si occupano di politiche migratorie locali Assumendo questi obiettivi generali, le Aziende Sanitarie della provincia di Ferrara, anche in coerenza agli obiettivi posti dal PSN 2006/08, dal primo Piano Regionale Sociale e Sanitario, dal Piano Per la Salute provinciale, dai Piani Sociali di Zona , approvano il progetto interaziendale che, trova la sua razionalità nel proporsi di affrontare i seguenti problemi: Gap tra iscrizione alle anagrafi dei Comuni e anagrafe sanitaria con accesso tardivo al Servizio Sanitario Nazionale Mancanza/scarsa informazione e formazione sull accesso e fruibilità dei servizi; Elevato ricorso all IVG per le donne straniere; Scarso ricorso agli sceening oncologici; Incidenza di patologie oncologiche specifiche tra le donne dei Paesi dell Est Europa, in particolare Ucraine; Incomprensioni e inadeguata compliace: gravidanza, parto, educazione alla salute e terapeutica

13 Parziale integrazione delle funzioni del Dipartimento di Sanità Pubblica con le politiche assistenziali territoriali e ospedaliere, e con le politiche sociali territoriali; Parziale continuità assistenziale e discontinua integrazione fra ambito ospedaliero e territoriale. Problemi organizzativi: - Disagio vissuto dagli operatori: mancanza/scarse conoscenze riguardo le risorse in servizi presenti nel territorio; - Assenza di una rete formale e di strumenti di comunicazione (mancanza di sinergia tra le diverse risorse); - Assenza di un monitoraggio, di una valutazione e di un piano d azione coordinato. L idea di gestire e di leggere in forma organica e sistemica la domanda di salute dei cittadini stranieri presenti sul territorio ha posto le basi per una progettualità interaziendale riguardo il fenomeno migratorio e l interculturalità. Il progetto riteniamo possa essere facilitato anche dal fatto che i numeri delle presenze dei cittadini stranieri non presentano carattere emergenziale nei riguardi delle politiche sanitarie e socio-sanitarie, ma permettono, pur nella complessità della domanda d aiuto (clinica, assistenziale e relazionale), di pensare a forme di accoglienza e di accompagnamento nel circuito locale socio sanitario, di tipo sistemico. Obiettivi del progetto Obiettivo Generale Implementare un Servizio Interaziendale di Mediazione Interculturale che permetta di condividere e integrare strategie di miglioramento per l accesso e uso della rete dei servizi sanitari e sociosanitari da parte dell utenza straniera. Obiettivi Intermedi Condividere le conoscenze e le esperienze tra operatori delle aziende sanitarie rispetto l immigrazione, la transcultura e l intercultura. Implementare il lavoro di rete tra gli operatori, i servizi e le aziende quale metodologia facilitante l inclusione degli utenti stranieri nei percorsi d aiuto, ed equità nell utilizzo delle risorse. Realizzare una presa in carico e fornire risposte d aiuto all utente straniero non condizionate dalle differenze culturali e linguistiche affiancando il mediatore interculturale al team assistenziale. Realizzare interventi rivolti agli immigrati per facilitare l accrescimento delle competenze personali e di piccolo gruppo riguardo la salute/stili di vita e uso dei servizi Monitorare la domanda e il lavoro svolto, produrre una reportistica che faciliti una lettura organica del profilo di salute dell utenza straniera e la realizzazione di azioni coordinate e condivise.

14 Realizzazione del Progetto Un territorio, e una rete dei servizi sanitari e sociosanitari, che mette al centro la persona, la sua storia e la sua cultura diviene luogo ed occasione per favorire processi di integrazione reale. La necessità di definire un progetto organico interaziendale di mediazione interculturale è data dall esigenza di superare la frammentazione delle iniziative gia presenti, dalla necessità di dare risposte con continuità agli operatori e agli utenti che ne fanno sempre più domanda, e di garantire un servizio sanitario interessato e ispirato alla rete integrata delle prestazioni, delle professionalità e delle opportunità. La complessità relazionale dell attuale utenza presuppone la capacità di comprendere un modo diverso di essere, diverse abitudini, diverse interpretazioni di un malessere, dando in tal modo all utente sicurezza e fiducia nel raccontare la propria vita e le proprie tradizioni in modo verbale o in modo non verbale, attraverso il corpo, il gesto, l acconciatura, gli oggetti personali, il vestire. Questa capacità di lettura di valori culturali che proprio nel momento di fragilità, determinato dalla malattia, emergono con forza nel pensiero e nel comportamento di una persona, è richiesta non solo dinanzi ad uno straniero ma anche nell incontro con i connazionali. Il progetto è guidato dai seguenti principi: Continuità assistenziale, Valutazione della domanda d aiuto, Risposta appropriata al grado di competenze della persona migrante, Valutazione e Programmazione. Quello che si vuole realizzare è l implementazione di una rete, nel territorio provinciale, di n. 5 postazioni, diversificando l offerta di mediazione interculturale a seconda delle caratterizzanti del territorio, del tipo di competenza linguistica e del tipo d intervento richiesto. Nell allargare e qualificare l offerta sanitaria ai cittadini stranieri, non si intende realizzare una risposta d aiuto parallela, ma fornire un servizio per tutti, arricchendo le competenze degli operatori attraverso il valore aggiunto dato dalle sinergie professionali oltre che organizzative, e affiancare a questi o a servizi già esistenti strategie culturalmente sensibili. Il contenuto del servizio potrà allora risultare sostanzialmente analogo a quello erogabile a un utente autoctono, o potrà invece presentarsi come sensibilmente diverso in quanto propone l approccio transculturale. La presente azione progettuale interaziendale può facilitare percorsi di miglioramento continuo della qualità, e può inserirsi tra le proposte delle buone pratiche in sanità, mettendo al centro il cittadino-cliente e, rafforzando garanzie e diritti, permettendo il passaggio da un modello centrato sulla funzione di tutela advocacy - ad una funzione di valorizzazione delle capacità e delle abilità - empowerment. La figura del mediatore interculturale svolge una funzione ponte tra utente ed operatore, facilitando la risoluzione del problema e le connessioni tra diversità rendendo possibile uno scambio costruttivo rispettoso delle singole peculiarità, nato dal confronto, che genera una terza via, accettabile per entrambi. La Funzionalità di Mediazione Interaziendale prevede la messa in rete di n. 5 Postazioni (nodi di rete) con Presenza fissa dei Mediatori Interculturali: Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara, Salute Donna e Pediatria di Comunità di Ferrara ( in rete con il Dipartimento di Sanità Pubblica), Salute Donna e Pediatria di Comunità di Portomaggiore, Ospedale di Cento ( in rete con Salute Donna ), Ospedale del Delta ( in rete con Consultori del Distretto).

15 PROGETTO DI RETE INTERAZIENDALE Azienda USL di Ferrara Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara Salute Donna e Pediatria di Comunità di Ferrara Salute Donna Portomaggiore Ospedale del Delta Ospedale di Cento Ufficio Accoglienza Mediazione La Mediazione Interculturale in Presenza fissa è il riferimento locale della Funzionalità di Mediazione e può soddisfare bisogni di informazione, ascolto, accompagnamento e facilitazione amministrativa, gestione degli interventi di mediazione su appuntamento, consulenza telefonica, mediazione linguistica e culturale a richiesta degli operatori dei servizi /reparti/ambulatori. Ogni postazione potrà servire una definita area territoriale e dovrà essere dotata di PC, telefono fisso con segreteria telefonica e cellulare aziendale o cercapersona. L Ufficio/Servizio, ove presente la postazione fissa, è sede lavorativa del Referente d Area che, in possesso del documento dell intero repertorio mediatori, svolge funzioni di raccordo coi servizi di riferimento e di organizzazione delle attività. Durante le ore di apertura della postazione fissa gli operatori presenti nell area territoriale, possono far riferimento a questa struttura per contattare la mediatrice, inoltrare richieste di mediazione, richiedere consulti telefonici e richiedere brevi traduzioni. I Referenti d area affiancati dai responsabili dei servizi e direttori di osservatori privilegiati comporranno il Gruppo Tecnico Interaziendale. Salute Donna e Pediatria di Comunità di Ferrara e Salute Donna di Portomaggiore fornisce un servizio di Mediazione Interculturale di 1 livello, l Ospedale del Delta, Ospedale di Cento e Ufficio Accoglienza e Mediazione dell Azienda Ospedaliera di Ferrara fornisce un Servizio di 2 livello. Le Azioni Progettuali che s intendono realizzare nel periodo di sperimentazione, in quanto risultati problemi prioritari, sono: - Formazione del personale - Intervento di Medicina preventiva e mediazione interculturale per una nuova offerta sanitaria (Vedi Progetto allegato I servizi sanitari di fronte al fenomeno dell immigrazione massiva : medicina preventiva e mediazione culturale in un nuovo progetto di offerta sanitaria proposto dall Università degli Studi di Ferrara-Dipartimento di Medicina, sezione di Igiene e medicina del lavoro e dal Dipartimento di Sanità Pubblica)

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