Dal collocamento obbligatorio all inserimento mirato un percorso di coerenza che ha radici lontane e che guarda avanti.

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1 Introduzione Dal collocamento obbligatorio all inserimento mirato un percorso di coerenza che ha radici lontane e che guarda avanti. Se è vero che nessuna legge arriva per caso, quella sul diritto al lavoro e recante norme sul collocamento mirato degli invalidi civili non poteva trovare terreno più maturo e porsi in linea stretta colla riforma del mercato del lavoro che ha trasferito alle Province la competenza dell incontro domanda-offerta di lavoro. Con una contestualità più che ragionevole la Provincia si è vista attribuire dallo Stato ed in un solo anno, le competenze di politica attiva del lavoro che ha registrato l organizzazione dei Centri per l Impiego e, con essa, il compito di favorire il diritto di cittadinanza ed al lavoro anche a fasce di cittadini sino allora considerati piuttosto eleggibili di provvidenze assistenziali che di partecipazione attiva. Nel nostro territorio la legge che sancisce il diritto-dovere, per tutti e quindi anche per il disabile, a lavorare sembra essere arrivata nel giusto momento, quasi a conclusione di un percorso che prima la Provincia e subito dopo i servizi socio assistenziali e sanitari, avevano intrapreso per i clienti loro da almeno vent anni. I numeri ed i dati che seguono offrono una rappresentazione più che confortante sia dal punto di vista numerico che sulla qualità dei risultati e ne è riprova e conferma la oramai consolidata assegnazione di un Premio di Qualità Solidale, in cui la qualità, cioè la capacità a lavorare anticipa la solidarietà e la rende più credibile. Per comprendere quanto sta succedendo occorre partire dalle origini e fare un piccolo passo indietro. Per il territorio della nostra provincia la legge 68 sembra aver preso atto e beneficiato del grande lavoro di ricerca di alternative alla risposta 1

2 strettamente assistenziale da parte di tutti gli attori impegnati nella riabilitazione e nell inserimento sociale delle persone a rischio di emarginazione. Essa ha segnato un punto di convergenza dei servizi, ma anche di ragionamento di molte aziende soprattutto artigiane già interpellate da operatori intenzionati a superare le barriere della custodia, che avevano per così dire preparato il terreno in modo tale che il portatore di handicap trovasse ragione di inserimento non già in virtù di una norma di legge ( una sorta di tassa sociale), ma corrispondenza in una sufficiente capacità di governare la sua presenza attiva e produttiva nel circuito del lavoro. Non va dimenticato e nemmeno misconosciuto a questo fine, il ruolo per certi versi anche un poco pionieristico messo in moto proprio dalla Provincia attraverso i Centri di Lavoro Protetto: cinque realtà che per prime hanno intrapreso negli anni settanta il sentiero della formazione in situazione finalizzato a promuovere, seppure in un contesto non pienamente ed efficacemente integrato, lo sviluppo delle capacità al lavoro ed alla produzione, ma anche il rafforzamento della autostima. Piccoli prodromi che hanno cominciato a far affacciare, presso le Aziende, la dimensione della disabilità come capacità, diritto e non solo quale tassa sociale o, peggio ancora, imposizione. Se merito i Centri di Lavoro Protetto hanno avuto, oltre ad aver la Provincia immaginato e fornito risposte per più di trent anni, senza averne obbligo o competenza, a bisogni cui nessun altro allora provvedeva, è stato quello di aver dato la direzione delle risposte assistenziali verso il lavoro, con una produzione che stesse sul mercato. Merito conseguente la capacità dei Servizi Socio Assistenziali e, poi, dei Servizi di Salute Mentale e dei Sert, di intraprendere sistematicamente il processo di posizionamento all esterno, cioè nelle aziende, dei loro clienti, di aver promosso sistematicamente l inserimento nel contesto lavorativo: va rilevato in questo contesto l apporto formativo e di inserimento dato dalle Cooperative Sociali di tipo B. Siamo cresciuti tutti su questa lunghezza d onda: 2

3 i disabili, handicappati, diversamente abili, abilmente diversi persone che, con i loro familiari, in molti casi non si ponevano neppure il pensiero di poter accedere al lavoro.. che non sapevano dirimersi tra la garanzia di un contributo pseudo- pensionistico ed il rischio di una calata nella dimensione del quotidianità attiva, con tutti i rischi e le incertezze che la caratterizzano. I servizi: che hanno individuato la dimensione lavorativa quale volano formidabile nel percorso verso la autonomia e la partecipazione attiva nel sociale. Non essersi lasciati fagocitare dalla lettura statica della malattia ma affascinare dal poter essere altro che animatori-custodi: questo il grande merito degli Operatori. Ecco allora la formazione, la ricerca di strumenti alternativi quali le borse lavoro, la ricerca e la valorizzazione ove non l assedio agli imprenditori che dimostravano di crederci.. non già per pietà o per pietismo, ma perché il benessere de la persona giusta al posto giusto, cominciava a dare risultati non solo sulla produzione, ma sul fronte della vivibilità interna all azienda oltre che esterna. La trasmissione e la trasferibilità delle esperienze ricondotte nel Coordinamento Provinciale dei Servizi Inserimento Lavorativi hanno fatto da volano nella rete fra attori istituzionali. Quanti mal di pancia in meno rispetto alla frustrazione della imposizione della 482!!.. di rapporti già erosi all inizio, fra parti che la norma stessa viveva piuttosto come belligeranti anziché attori di un percorso, entrambi portatori di specificità.. ove il diritto od il dovere non stava a favore dell una o dell altra parte. Le Aziende, che, lungi per natura istitutiva, dall aver plaudito alla nuova legge che aumentava il tasso di adempimento abbassando la soglia della ottemperanza estendendola a realtà con 15 dipendenti, hanno dato, nel complesso, prova di responsabilità e di coerenza, traendo dall accompagnamento dei servizi, dalle gradualità offerte dalle Convenzioni e dalla possibilità di scelta nominativa, opportunità per meglio guidare la fase della assunzione. E, per quanto c è di vero nel fatto che una corretta informazione aiuta, il lavoro dell Ordine Provinciale dei Consulenti del Lavoro è stato sinergico, coerente e corretto, al pari delle Associazioni e delle Unioni rappresentative delle Aziende. 3

4 In genere in queste occasioni ci si lascia prendere la penna e la ragione per confondersi nell autocompiacimento; se i numeri che seguono potrebbero ben motivare la soddisfazione che conferma il cambio di rotta apportato dalla legge 68 e dà ragione di risultati che in un lasso di tempo così breve ha fornito percorsi altrettanto significativi, questo primo report vuole invece dare voce a tutti gli attori che hanno contribuito a questo processo e d accompagnato il percorso, ma anche indicare i punti e le zone d ombra che esistono. Fra i punti di forza: la concertazione, metodo di lavoro dell Assessorato e del Settore; basata sulla consapevolezza della norma e della necessità di ottemperarvi. Concertazione condivisa fra le parti sociali, le Aziende dirette o rappresentate, i Consulenti del Lavoro, la Direzione Provinciale del Lavoro, le Associazioni degli Invalidi Civili, i Servizi Sociali e Sanitari del Territorio, i Servizi di Medicina Legale delle ASL: un dialogo interlocutorio istituzionalmente rappresentato in seno alla Commissione Tripartita ed al Comitato Tecnico. Il Servizio Inserimento Mirato ha fortemente giovato, per sensibilità ed esperienza al raccordo con gli attori, al monitoraggio del processo ed alla garanzia di omogeneità di criteri applicativi; merito altrettanto significativo l aver innescato il processo di decentramento verso il territorio della domanda-offerta di opportunità lavorativa, ora di squisita pertinenza dei Centri per l Impiego per le insite ragioni di rappresentanza-risposta delle istanze di lavoro rappresentate da ciascun bacino. La gradualità introdotta dallo strumento delle Convenzioni: un patto tra persone, consapevoli e (quasi sempre!!) responsabili che ha sostanzialmente dato soddisfacimento alle rispettive peculiarità, sia delle Aziende nell ammortizzare nel tempo i numeri della ottemperanza che dei disabili e dei servizi territoriali, al punto che abbiamo registrato e stiamo contando significativi numeri di assunzioni effettuate da ditte ed aziende non tenute all obbligo. 4

5 L accompagnamento informativo e la ricerca delle soluzioni che, nel rispetto della norma, hanno promosso consapevolezza e consenso reciproco, definendo margini di competenza ma sempre meno confini. Le zone d ombra non mancano, ovviamente la consapevolezza di aver posti giusti sempre meno sufficienti per fasce di bisogno sempre più difficili da soddisfare.. la resistenza pervicace di alcune Aziende, sia pubbliche che private, ed il fatto che anche qui si registrano i soliti pochi furbi ; la inadeguatezza delle sanzioni, la insufficienza del Fondo per la fiscalizzazione.. il divario tra le attese di molti disabili e le opportunità del mercato, le difficoltà di spostamento e di trasporto le sofferenze, l angoscia di quei familiari che vorrebbero, di più di ogni altro genitore, chiudere gli occhi sapendo il proprio ragazzo/a il meno esposto possibile alle intemperie della vita e con un lavoro che gli/le dia garanzia e sostegno..la fatica per entrambi gli attori nel coniugare quotidianamente i rispettivi interessi e diritti. Resta in capo al Settore il potenziamento di un Monitoraggio che accompagni le difficoltà distinguendo tra chi ottempera e chi fa finta o neppure quello: per dovere per giustizia verso i disabili e verso le ditte pubbliche e private che alla legge danno ottemperanza. In un lasso di tempo ragionevolmente breve siamo riusciti, insieme, a dare risposta ad un numero significativo non di casi, ma di persone, di cittadini e di imprenditori, abbiamo percorso una strada ragguardevole di produzione, ma ancor più di partecipazione, di integrazione.. Buon proseguimento a tutti.. Giuseppe Viada Dirigente Area Servizi alla Persona 5

6 Premessa Questo lavoro nasce da un approfondimento personale di tre prospettive con le quali ho esaminato l applicazione della Legge 68/99: L operatività quotidiana che comprende colloqui con disabili, preselezione e matching nei Centri per l Impiego e nel Servizio Inserimento Mirato; l analisi delle statistiche relative alla Legge 68/99 nei quattro anni di applicazione; un sondaggio effettuato tra le ditte che hanno presentato il prospetto informativo al Servizio Inserimento Mirato. Il sondaggio consiste in un questionario distribuito alle 719 aziende che hanno inviato il Prospetto informativo annuale. L esito (vedi pag.36) fornisce una base statistica dalla quale emergono elementi relativi alla percezione che gli imprenditori soggetti all obbligo dell inserimento di lavoratori disabili, traggono dall applicazione della Legge 68/99. Tale sondaggio non offre un campione rappresentativo dell intera provincia di Cuneo, visto lo sbilanciamento delle risposte, che provengono in grande maggioranza dal bacino di Alba- Bra. Tuttavia, la lettura di questi dati, comparati con le statistiche operate annualmente dal Servizio Inserimento Mirato, offre un quadro sufficientemente oggettivo dell andamento della legge nella provincia di Cuneo. Un margine di soggettività è introdotto dalla personale lettura dei dati, che risponde all approccio legato alla mia formazione e all agire quotidiano nei Centri per l Impiego. Ho avuto l opportunità di conoscere diversi bacini rispondenti a diversi Centri per l Impiego nella fase di transizione della gestione della legge da un livello centralizzato ad uno periferico; ciò mi ha aiutato a vedere i dati statistici anche alla luce delle diverse microculture che compongono la provincia di Cuneo. Questo fattore non è approfondito in questa sede, ma consiglio di tenere sempre presente l eterogeneità dei territori, per non cadere in troppo facili giudizi di valore nel leggere le diversità. Le diversità sono il terreno che ha stimolato l elaborazione di una legge come la 68/99 e non deve, certo, prescindere da esse, la rilettura della sua applicazione. 6

7 Cuneo, 15 marzo 2004 Roberto Marchetto 7

8 1.1 Disabilità; rete; coordinamenti provinciale e di zona Per definire un quadro, all interno del quale intrecciare diverse osservazioni sull andamento della Legge 68/99, prendiamo ciò che l Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come disabilità cioè qualsiasi restrizione o carenza della capacità di svolgere un attività nel modo o nei limiti ritenuti normali per un essere umano, individuando tra le caratteristiche scostamenti per eccesso o per difetto nella realizzazione di compiti e nell espressione dei comportamenti rispetto a ciò che sarebbe normalmente atteso. Sappiamo che tali scostamenti non sono immediatamente accettati dalla società, che si basa sull idea di norma, entro la quale riconosciamo i nostri simili e, di riflesso noi stessi. In verità, le istituzioni sociali si attivano per rispondere al bisogno dell'individuo di differenziarsi, di riconoscersi nella propria unicità, fornendo un'identità intesa come ruolo sociale. La struttura sociale, peraltro, tiene saldi i propri limiti, al di fuori dei quali si è emarginati. Ma «...I cosiddetti emarginati non sono mai stati fuori di. Sono sempre stati dentro di. Dentro la struttura che li trasforma in esseri per l altro. La loro soluzione, allora, non consiste nell integrarsi, nell incorporarsi dentro questa struttura, [...] ma nel trasformarla per divenire esseri per sé». Forse quest affermazione forte non era nei pensieri del legislatore, ma tant è, fornisce un senso a tanti operatori che operano nel mondo degli inserimenti lavorativi e una chiave di lettura: come viene percepita la legge 68/99 e l applicazione della stessa? La percezione delle cose varia dal punto di vista in cui ci si trova. Vediamo che spesso il mondo del lavoro è proposto dai mass media e/o vissuto dai singoli, come una giungla dove per contare si deve prevalere e per prevalere si deve lottare. Il più delle volte chi si sente svantaggiato in partenza, rinuncia a partire, se la prospettiva è di soccombere; poco importa se l invalidità è fisica, psichica o sensoriale, categorie che, certo, servono a noi, operatori del settore, per individuare con maggior chiarezza ogni P. FREIRE, LA PEDAGOGIA DEGLI OPPRESSI, Mondadori,

9 opportunità lavorativa: al di là delle abilità possedute chi è diverso si sente, abitualmente, escluso e solo, ai margini di una società che corre, quando egli, a volte, non può nemmeno camminare. Così tenta di raggiungere un mondo che gli sfugge sempre più e per questo vive un senso di solitudine. Pertanto può reagire in diversi modi: sottomettendosi alla sorte con un senso di rassegnazione alla diversità come fattore negativo, oppure con forme di esasperazione che portano quasi all arroganza, per sfidare o provocare il mondo nel quale non riesce a trovare una collocazione. Tale reazione difensiva è assunta dall individuo come anche dai familiari e dagli amici più vicini. Generalmente ci si difende quando non si ha coscienza dei propri mezzi per affrontare relazioni costruttive. Oppure quando non si conoscono le risorse che il nostro interlocutore ci offre. La reazione può essere costruttiva, portando il singolo a valorizzare la propria individualità. È a questo livello che si pongono le basi della legge: uno stimolo verso la conoscenza delle potenzialità di ogni lavoratore e le possibilità di occupazione presenti nel territorio. Nel focalizzare l obiettivo per una valutazione qualitativa della legge, qui si individua il primo risultato nell esperienza attuativa della Legge 68/99: la costruzione di una rete di informazione, sostegno ed accompagnamento, dimostra di non abbandonare chi si trova in situazioni di svantaggio nella ricerca di un lavoro. D altro canto è indispensabile sostenere la crescita di una cultura che riconosca il valore dell unicità di ogni individuo, piuttosto che rifuggire le differenze. In questo senso il lavoro è uno strumento di collegamento con il mondo, non uno spauracchio che ci allontana da questo; è una possibilità di dimostrare la propria dignità, oltre che le capacità di ognuno. È importante ribadire i fattori fondanti di un lavoro di rete, cioè lo scambio di informazioni, sostegno reciproco, il credito ed il rispetto del lavoro di tutti gli elementi che contribuiscono all efficienza della rete stessa. Questo aspetto propone come modello la fiducia che può crescere dal disabile verso i servizi e tra i servizi stessi, in questo caso i servizi per l impiego provinciali e i servizi socio sanitari territoriali. Nondimeno è da ricercare la consapevolezza della rete da parte di tutte le componenti. Questo perché può succedere di inciampare casualmente in 9

10 una buona scelta di metodo. L importante è rendersene conto e far tesoro del caso. In altre parole la rete deve essere riconosciuta e sostenuta. A questo proposito, un sondaggio effettuato tra le ditte soggette all obbligo di assunzione ci dà un primo riscontro della presenza di una rete. In relazione alla modalità del reperimento di personale disabile da inserire in azienda, circa i due terzi di un campione significativo delle ditte coinvolte dalla legge affermano di aver usufruito del Servizio Inserimento Mirato dei Centri per l Impiego della Provincia di Cuneo come anche di altri enti territoriali, quali i Dipartimenti di Salute Mentale di diverse ASL, i Servizi di Inserimento Lavorativo dei diversi Consorzi socio assistenziali, Comunità Montane e anche singoli comuni. Questi enti confluiscono nel Coordinamento Provinciale dei Servizi di Inserimento Lavorativo e in tavoli territoriali di zona: sono gli spazi nei quali si definiscono maggiormente le linee operative della rete. Spesso, in considerazione dell attività instaurata, chi si è occupato del reperimento di personale disabile non è stato un unico attore; anzi, al di là della separazione che appare dal grafico, il più delle volte si sono sviluppate interazioni proficue. ricerca autonoma 37,6% Altro 62,4% tramite i servizi provinciali 49,8% tramite i servizi territoriali 12,7% modalità di reperimento aziendale del personale disabile Non si evidenzia (anche per difetto di metodo del sondaggio) che parte della rete sono o possono essere le aziende stesse, i consulenti del lavoro, le associazioni di categoria e le parti sociali. La percezione di essere lontani, a volte addirittura opposti spesso è falsata da un pregiudizio e rimuovere 10

11 quest ultimo può essere un elemento importante del percorso da intraprendere. Così come il Coordinamento Provinciale dei S.I.L. è riuscito a delineare linee operative analoghe in tutta la provincia, nella salvaguardia della storia e della specificità di ogni servizio, si può ipotizzare che una maggior integrazione tra aziende, servizi per l impiego, servizi socio-sanitari e agenzie formative possa stimolare nuove idee per le situazioni vissute ora problematicamente. 11

12 1.2 Iscrizioni e colloqui di approfondimento In ottemperanza al principio di sussidiarietà enunciato dalla Legge 59/97, la gestione della legge 68/99 mette in evidenza, tra gli altri, il fattore della vicinanza geografica dei servizi all utenza, elemento non indifferente nella Provincia di Cuneo, molto estesa territorialmente. Per questo, è stata una priorità portare il servizio vicino a chi ne usufruisce. autocandidatura ENTI PUBBLICI Invio prospetto informativo Richiesta personale disabile AZIENDA SERVIZIO INSERIMENTO MIRATO assunzione DISABILE iscrizione CENTRO PER L IMPIEGO Incontro domanda/offerta di lavoro tirocinio iscrizione AGENZIE FORMATIVE tutoraggio SERVIZI TERRITORIALI SOCIO SANITARI Il diagramma di flusso indica i percorsi propedeutici all incontro domanda/offerta di lavoro, così come previsti dalla legge e attuati in questi anni in provincia di Cuneo. Il progressivo processo di decentramento delle mansioni relative all inserimento mirato al lavoro, e l integrazione sempre maggiore con i servizi 12

13 disabili iscritti Maschi Femmine totale legge 482/68 legge 68/99 socio sanitari del territorio hanno favorito un numero sempre maggiore di disabili che, per le loro caratteristiche individuali, possono accedere ai servizi del Centro per l Impiego. Non è un caso che si riscontri un consistente incremento delle iscrizioni, oltre all abituale crescita demografica dei disabili appartenenti alle Categorie Protette della Provincia di Cuneo. Alcuni sono stimolati a intraprendere un percorso lavorativo dagli operatori dei servizi socio sanitari territoriali; altri rimuovono le resistenze dovute al fatto di essere stigmatizzati socialmente come disabili e riconoscono nella legge 68/99 il valore di strumento per favorire la propria integrazione sociale attraverso il diritto al lavoro. disabili iscritti per Centro per l'impiego saluzzo mondovì fossano cuneo alba 13

14 È pur vero che non tutti gli iscritti sono immediatamente disponibili per un occupazione lavorativa: infatti, l iscrizione alle Categorie Protette è anche uno tra i requisiti per percepire la pensione di invalidità. Ciò nonostante, notiamo una crescita delle iscrizioni per il legittimo diritto al lavoro. Un dato interessante si ricava dalle disponibilità del 2002, che mostra un apparente flessione, nonostante l aumento delle iscrizioni: in realtà, questo dato, rilevato al , coincide con un boom di nuove assunzioni nello stesso anno, in particolar modo femminili (come vedremo in seguito). disabili disponibili Maschi Femmine totale Non manca chi, pur non offrendo la disponibilità al lavoro nel momento dell iscrizione, effettuata perlopiù con l intenzione di percepire la pensione, in seguito si propone agli operatori del CPI per la ricerca di un lavoro, giungendo alla conclusione che uno stipendio guadagnato lavorando, oltre ad essere un indubbia gratificazione, solleva anche da un apatia che è un disagio aggiunto a quello portato dalla condizione invalidante. Come è sempre stato, si incontrano disponibilità anche solo parziali, per gli enti pubblici piuttosto che per le aziende, per il part-time o per il tempo pieno, per zone geografiche, per settori professionali e così via. Per evidenziare ogni caratteristica personale, la Provincia di Cuneo ha avviato una fase di trasformazione nel rapporto con i disabili iscritti: inizialmente attraverso la consulenza di due psicologi, si è intrapreso l approfondimento individuale delle propensioni e delle abilità degli iscritti disponibili. 14

15 Questa attenzione al particolare è un fattore all apparenza semplice, ma, soprattutto nella relazione con il disabile, porta con sé una serie di implicazioni: gli operatori del Centro per l Impiego creano un rapporto di fiducia con l iscritto ed acquisiscono una serie di informazioni, presupposto per effettuare la ricerca di un adeguata posizione lavorativa. Inoltre, nel far questo il disabile accantona poco a poco i timori e le perplessità relative alle proprie capacità, smussa se non risolve del tutto, l imbarazzo legato ad un immagine di sé strutturata nel tempo, che lo vede inadeguato al mondo intero, perciò anche alle relazioni con gli altri. Così facendo, il disabile stesso chiarisce motivazioni e aspirazioni che possano condurlo verso il mondo del lavoro con un identità lavorativa più definita, riconoscendo allo stesso tempo che l aspetto lavorativo può essere una parte della propria vita, non la vita intera. MONDOVI' 15% FOSSANO 23% CUNEO 22% SALUZZO 15% ALBA 25% colloqui di approfondimento: percentuale dei singoli CPI sul totale di iscritti disponibili nella Provincia di Cuneo I cinque Centri per l Impiego, Alba, Cuneo, Fossano, Mondovì, Saluzzo, con i relativi sportelli, presentano diversità per ampiezza demografica e geografica; anche le storie dei diversi territori sono differenti: prima della Legge 68/99 l inserimento lavorativo dei disabili è stato affidato qui alle ASL, là ai servizi socio assistenziali, altrove anche a iniziative private legate alla cooperazione sociale. Ora, pur conoscendo, di fatto, buona parte dei disabili iscritti, per quanto riguarda il rapporto disabile/mercato del lavoro, le competenze nei Centri per l Impiego si sono costruite solo in questi ultimi anni. Infatti, solo 15

16 con la legge 68/99 si parla di inserimento mirato in funzione di ogni singola persona. In questi tre anni nei CPI si sono approfondite le situazioni di oltre 1200 disabili, con uno o più colloqui, in rapporto alle esigenze individuate di ognuno. Per far questo si è resa indispensabile l elaborazione di strumenti per una raccolta ed una gestione funzionale delle informazioni. In base all esperienza acquisita e ad un gruppo di lavoro regionale si è predisposta una scheda operativa contenente informazioni che, come del resto prevede la legge, vanno ad aggiungersi ai dati rilevati dalla Commissione Medica Integrata i, istituita presso le ASL, con l intervento dei rappresentanti dei servizi sociali territoriali. In particolare le informazioni raccolte presso il Centro per l impiego consentono di predisporre un profilo lavorativo, che, integrandosi con i dati socio-sanitari, consente di attuare per ogni disabile un incontro con le informazioni provenienti dalle aziende con obbligo di assunzione. Quando, come succede, l incontro non è immediatamente proponibile, è cura degli operatori del CPI fornire indicazioni al disabile circa possibili corsi di formazione oppure azioni di orientamento, realizzate, rispettivamente, da agenzie formative e servizi sociali. L acquisizione delle informazioni è realizzata anche in modo di proporre condizioni sempre migliori per l elaborazione informatica, per gestire agevolmente i numeri sempre crescenti relativi all incontro domanda/offerta di lavoro. 16

17 disponibilità per categorie fisici - sensoriali psichici La Legge 68/99 definisce alcune priorità per le agevolazioni alle aziende, qualora queste assumano disabili con invalidità di tipo psichico, ritenendo che quest ultima implichi maggiori difficoltà di integrazione. Anche per questo motivo vediamo una crescita progressiva delle iscrizioni degli appartenenti a questa categoria. Tuttavia il divario tra tipologie di caratteristiche invalidanti, se da un punto di vista strettamente medico può essere definito con relativa certezza (e non sempre è così), al momento dell entrata nel mondo del lavoro non è così limpido e pone alcune perplessità. Ad esempio, in qualche caso chi possiede una certificazione di invalidità fisica in seguito ad un grave incidente traumatico, ancor più se avvenuto sul lavoro, non sarà certo facilitato ad intraprendere nuovamente un attività lavorativa. L individuo porta con sé un disagio psicologico che non compare nel verbale di invalidità, ma che, a volte, è più limitante dell invalidità stessa. Inoltre, si incontrano disabilità legate ad un pesante velo di pregiudizio comune a tanti imprenditori, operatori dei servizi per l impiego e ai medici stessi. Qui,oltre a diagnosi psichiatriche, incontriamo deficit immunologici e neurologici, perciò fisici, come anche problemi di dipendenza correlati sempre a disturbi fisici; questi creano attorno all individuo un alone di imbarazzo o rifiuto, contrario all integrazione sociale e lavorativa. Un altra circostanza si riscontra nella ciclicità delle manifestazioni invalidanti, come nella grande maggioranza delle patologie psichiche. Ciò significa che le possibilità lavorative dell individuo variano di periodo in 17

18 periodo. Per questo potrebbe non essere il caso di insistere su di un lavoro a tempo indeterminato, oppure su una stessa mansione. Sono solo esempi della molteplicità delle caratteristiche incontrate che, se da un lato creano ogni giorno condizioni nuove, non sempre facili da affrontare, dall altro arricchiscono il bagaglio di ogni operatore impegnato. Tali sfaccettature del lavoro quotidiano richiedono di sviluppare una buona elasticità mentale, per rimanere nell ambito della legge, in modo da non fossilizzare gli interventi. Per questo, nel lavoro congiunto regionale (che peraltro prende ispirazione dal programma Match, della Fondazione Don Gnocchi di Milano) si propone di segnalare una diagnosi primaria, una secondaria e altre concause non accertate all interno del verbale di visita collegiale, ma che influenzano l individuo. Ne consegue che non è il caso di affidarsi ad un unico modello operativo, perché non sempre i singoli individui sono comparabili tra loro. Invece, è auspicabile crescere nella capacità di andare incontro a situazioni nuove con nuovi strumenti, nella speranza che le azioni intraprese oggi diventino bagaglio di esperienza per affrontare problemi di domani. * * * 1.3 Aziende, convenzioni, tirocini Dal disabile all azienda Nel momento in cui la Commissione Medica Integrata fornisce gli elementi relativi alle abilità residue, l operatore del Centro per l Impiego, in possesso del profilo socio-lavorativo, richiede alle ditte un supplemento di indicazioni relative alle condizioni lavorative dell azienda. Si valutano la presenza di eventuali barriere architettoniche, la presenza o meno di servizi di trasporto e, più nello specifico, le indicazioni relative alle singole mansioni nelle quali si ipotizza l impiego dei disabili. 18

19 In alcuni casi, sono gli imprenditori stessi a richiedere anche una visita in azienda per approfondire le opportunità che non emergono con una conoscenza condizionata da una visione abitudinaria dei cicli produttivi. Il passo successivo consiste nella preselezione dagli elenchi delle categorie protette di una rosa di nominativi, rispondenti alle caratteristiche richieste; ne segue la presentazione ai responsabili aziendali dei disabili selezionati. Nel caso tra questi si trovino soggetti seguiti da servizi sociosanitari del territorio, si contattano gli operatori di riferimento, perché possano contribuire allo sviluppo del miglior percorso formativo e lavorativo dell individuo. Tale procedimento contribuisce a rafforzare una dimensione culturale che attraversa i diversi settori sociali coinvolti, collegandoli, oltre che con un linguaggio soprattutto con un senso comune. In questi anni, ogni momento di preselezione ha consentito agli operatori dei Centri per l Impiego, e non solo, di approfondire ulteriormente la conoscenza sia dei disabili che delle aziende, nonché di orientare gli uni e le altre verso prospettive più realistiche. Infatti, non bisogna mai dimenticare che il disabile, in quanto tale, ha dei vincoli; per le aziende è necessario tenerlo presente nel formulare l offerta. Sembra la cosa più scontata, ma la pratica quotidiana evidenzia che è un fattore spesso trascurato nel momento della ricerca del personale. Di fatto, insorge uno strano stupore quando emergono i limiti del lavoratore. D altro canto, quando il singolo individuo non si attiene ad un piano di realtà nella ricerca del lavoro, si imbatterà in difficoltà che esulano dal proprio stretto handicap. * * * Il sondaggio effettuato con le ditte che hanno presentato il prospetto informativo al Servizio Inserimento Mirato ci aiuta a capire come l imprenditore vede i passi di applicazione della Legge (vedi pag.36 e 37). 19

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