1 85 Sezione 3 zoom. 7 Prefazione (Enrico Girardi) 9 Nota delle autrici 13 Introduzione. 23 Sezione dossier. 103 Sezione 4 album

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "1 85 Sezione 3 zoom. 7 Prefazione (Enrico Girardi) 9 Nota delle autrici 13 Introduzione. 23 Sezione dossier. 103 Sezione 4 album"

Transcript

1 I n d i c e 7 Prefazione (Enrico Girardi) 9 Nota delle autrici 13 Introduzione 1 85 Sezione 3 zoom 23 Sezione dossier Premessa Le relazioni di attaccamento Le emozioni La paura L ansia Il pianto Il sonno e l addormentamento Conclusioni focus 29 1 Disturbo post-traumatico da stress 35 2 Disturbi funzionali del comportamento 45 3 Comportamenti psicosomatici 47 4 La rabbia 50 5 Il maltrattamento psicologico 53 6 Il rilassamento 56 7 Il rifiuto apparente 64 8 I disturbi del sonno controluce 40 1 Il pianto della tristezza 43 2 Ansia e stress 52 3 Ritenzione e stati di ansia 58 4 Diari del rifiuto apparente 87 Quando nel nucleo adottivo ci sono già figli biologici e/o adottivi: strategie per l incontro con il «nuovo» arrivato 92 Quando rifiuta il contatto con uno dei due genitori 97 Quando si deve separare da fratelli o legami affettivi 99 Quando la conoscenza non diventa accoglienza 67 Sezione 2 identikit 103 Sezione 4 album 69 I disagi psico-emotivi e le condizioni di salute psico-fisica dei bambini in abbandono secondo realtà diverse di provenienza e di vissuto 80 incontri con... Un bambino in affidamento familiare in età prescolare (Colombia) Un bambino in istituto in età scolare (Nepal) Un gruppo di tre fratelli di 9, 8 e 7 anni (Colombia) Bambini con e senza rischio sanitario (dall Oriente) 82 Le funzioni emotive della famiglia 105 Premessa 106 l album attivo Struttura delle tavole illustrate e uso delle schede 109 tavola 1 Anche tu hai la tua Storia! 111 tavola 2 Anche noi abbiamo la nostra Storia! 113 tavola 3 È vero che è molto bello quando qualcuno si prende cura di te? 115 tavola 4 È vero che è molto bello quando qualcuno ti ama per sempre! 117 tavola 5 È vero che è molto bello avere una casa in cui abitare per sempre! 119 tavola 6 Tutti i bambini per crescere hanno bisogno di una famiglia! 121 AmpliaMenti 131 Conclusioni 133 Bibliografia

2 Nota delle autrici Sono ormai anni che, alla fine di ogni convegno, corso o seminario per genitori adottivi e operatori delle relazioni di aiuto, qualcuno si avvicina e chiede il titolo di un testo, delle dispense o qualunque altra cosa che assomigli a uno strumento di riflessione e di lavoro, da tenere sempre con sé soprattutto nei primi momenti dell accoglienza di un bambino adottivo. Dunque abbiamo piano piano cominciato a raccogliere idee, suggerimenti, mail, testimonianze vere che hanno portato a questa guida, che è una raccolta molto speciale di materiali (testi, fotografie, 1 video). È un tentativo, certamente imperfetto senza alcuna pretesa di trattazione scientifica, semmai divulgativa, di aprire una porticina sull orizzonte indefinibile, profondo e suggestivo dei destini di genitori adottivi e dei loro figli del cuore e i loro primi passi per diventare famiglia. Questa guida è incentrata sull esperienza di coppie adottive italiane e sulla nostra «ri-lettura», soprattutto di uno dei momenti più delicati e nodali del percorso: il primo incontro con il proprio figlio nel paese di origine, qualora si tratti di un adozione internazionale. Cercheremo attraverso i loro primi passi di approfondire una serie di argomenti essenziali che accompagnano la nascita adottiva di ogni bambino abbandonato. La prima sezione del volume è denominata dossier e raccoglie un percorso di schede tematiche, che verranno spesso richiamate nelle successive sezioni: Identikit e Zoom in qualche modo fra loro affini. Le schede tematiche della sezione Dossier raccolgono l esperienza, lo studio e l ascolto dei piccoli protagonisti che nel tempo abbiamo accolto e proveremo così anche a seguire i primi passi dei grandi, senza tecnicismi ed evitando risposte preconfezionate, con l unico scopo di fornire risposte e riflessioni che siano 1 Le fotografie e le testimonianze contenute nel presente volume sono state pubblicate con l autorizzazione di tutte le persone interessate.

3 assunzione appassionata e affettiva dei loro bisogni. Siamo convinte che passando dai primi passi dei grandi si possano dare aiuti concreti ai genitori adottivi nel grande compito verso la persona del figlio. La sezione identikit e la successiva zoom suggeriscono delle chiavi di riflessione e di sintesi che possono guidare gli adulti nella rappresentazione ed esplorazione delle condizioni emotive dei bambini abbandonati, secondo alcuni dei casi da noi incontrati. Presenteremo questi contenuti suddivisi, tenendo conto delle fasce di età dei bambini, correlandoli anche alle condizioni di istituzionalizzazione a seconda dell area geografica di provenienza. Lo scopo di queste due sezioni è di orientare i genitori, di suggerire loro utili confronti perché possano ritrovarsi nei loro bisogni così come nelle loro angosce, sempre con l obiettivo di guidarli nell ascolto attivo e consapevole dei loro figli. Tenere conto del punto di vista dei bambini non significa trascurare quello dei neo-genitori adottivi; infatti insieme devono raggiungere lo stesso obiettivo: essere felici e stare bene. La quarta sezione, denominata album, è una proposta pedagogica composta da alcune tavole illustrate e schede operative abbinate di spiegazioni per sostenere i primi passi del bambino verso i suoi genitori adottivi. Le tavole illustrate sono adeguate alle attitudini mentali dei bambini (dai 3 anni in su) e soprattutto incentrate sui loro bisogni emotivi dall incontro con i nuovi genitori fino distacco dal loro paese di origine. Il tema della preparazione dei bambini abbandonati in adozione internazionale è stato sempre sottovalutato. Spesso si osserva che un buon incontro è sostenuto, e si conferma tale anche nel tempo, se il bambino viene preparato prima dell incontro e, soprattutto, se è sostenuto nei primi giorni dopo il distacco dalla struttura di accoglienza (sia esso istituto o famiglia affidataria), consapevoli anche che tutto questo è ancora poco praticato nei paesi dell adozione internazionale. La sezione Album, allora, vuole rappresentare una proposta per cominciare a occuparsi anche di questo bisogno al fine di muovere, fin dai primi momenti, i primi passi verso una filiazione consapevole che non passa dal «sentirsi preso», «strappato via» ma accolto da una genitorialità più preparata a com-prendere e a con-tenere. L Introduzione posta all inizio vuole fornire un inquadramento metodologico delle condizioni psico-ambientali e non che sottendono alle dinamiche dell incontro. Prima di accompagnarvi nella lettura di questa guida, desideriamo ringraziare Maria Teresa Maccanti (Presidente e fondatrice del 10 Primi passi nell adozione

4 NAAA Onlus 2 ) per il suo incoraggiamento alla realizzazione di questo lavoro e per l opportunità professionale, e soprattutto umana, che ha donato a noi Autrici nel poter partecipare alla nascita di tante famiglie. Un pensiero di gratitudine va poi a tutte le famiglie adottive che hanno accolto i nostri suggerimenti nei loro primi passi permettendoci di crescere nell interesse e nel rispetto del mondo interno di ogni piccolo, in un viaggio complesso quanto coinvolgente. L attesa del direttore dell Istituto è carica di ansia, che cosa ti avrà detto, mia piccola Sarsotì? Oggi è un giorno importante, conoscerai i tuoi nuovi genitori, noi siamo preparati, siamo in due, siamo adulti, dopo tre anni di attesa ora siamo felici d incontrarti, ma tu? Tu non hai chiesto tutto questo. Tua madre, tuo padre dove sono? Quante volte li avrai cercati, pianto per loro, inutilmente atteso, desiderato l odore famigliare e rassicurante di tua madre. Il tuo bisogno d amore ti spingerà verso di noi o sentirai ancora più forte il dolore dell abbandono? Il sapore amaro della solitudine, il vuoto infinito di chi sente il pianto, la paura e il freddo nell anima perché non conosce la parola orfano; a un bambino sembra impossibile che chi lo ha generato, nutrito e cresciuto per un po, lo abbia poi abbandonato. Dopo i convenevoli di rito ora siamo in viaggio verso l istituto, facce sorridenti e crampi allo stomaco. Un cancello metallico si apre sul cortile del fabbricato: visita di rito, tanti bimbi: Sarsotì, dove sei? Non ti vedo! Ultimo piano, terrazza, il direttore che ci precede si volta e indica dietro di noi Sarsotì. Piccina! Immobile nel tuo abitino bianco, con un broncio lungo un metro e lo sguardo basso; il mio cuore è fuori controllo, credo di avere un sorriso ebete, non so come difendermi da questa emozione sconosciuta. Guardo Maria Pia: lei ti osserva con un espressione dolcissima e commossa, poi si accuccia, cerca delicatamente la tua mano, ti accarezza il capo e bacia timidamente la guancia. Immobile non reagisci, ma chissà che cosa pensi. Pier Claudio (papà adottivo di Sarsotì) 2 Si veda il sito dell Associazione: Nota delle autrici 11

5 Introduzione L incontro con il figlio adottivo e la preparazione dei bambini all adozione internazionale La famiglia adottiva con figli che provengono dall adozione internazionale si costituisce in un paese straniero, secondo modalità, tempi e luoghi propri di ogni paese e ai quali spesso le famiglie si adattano con fatica. Sappiamo che caratteristiche indispensabili per la coppia che desidera avere in adozione un bambino straniero sono: flessibilità, apertura agli altri, adattabilità. La flessibilità e l adattabilità sono caratteristiche preziose nell affrontare l iter adottivo, talvolta ricco di ostacoli e imprevisti; l apertura agli altri è poi il presupposto indispensabile per disporsi ad accogliere un bambino che è sempre «altro da sé», ancor di più quando proviene da altri genitori, da un altra nazione, dove esistono altri usi, un altra lingua, ecc. Fin dalla preparazione dei documenti, per arrivare all attesa, alla comunicazione dell abbinamento e alla modalità di definizione del viaggio e della permanenza nel paese straniero, queste caratteristiche di personalità si riveleranno preziose. Il bambino, invece, è un essere vulnerabile, fragile, dipendente dall ambiente di riferimento, e quindi per lui la continuità e prevedibilità hanno un importanza fondamentale al punto che ogni cambiamento può apparire destabilizzante. L adozione internazionale rappresenta per il bambino un cambiamento radicale che lo «costringe» a cambiare vita, paese, odori, colori, sapori. Per sintonizzarci sul vissuto di un bambino abbandonato che perde i propri riferimenti possiamo provare a immaginare che qualcuno in modo inaspettato ci prenda e ci porti in un luogo a noi sconosciuto. Noi adulti, seppur con una strutturazione ormai definita della nostra personalità e con una certa sicurezza di base, ci sentiremmo comunque spaesati, spaventati, smarriti. Il bambino che va in adozione vive questi sentimenti in modo molto più intenso e significativo. Proprio per questa sua dipendenza dall ambiente di riferimento e per il fatto di non aver scelto ciò che gli sta accadendo. I genitori scelgono di adottare, di affrontare questo cammino arduo e faticoso per diventare genitori. Lo scelgono, in modo consapevole e adulto, ma il bambino non ha scelto nulla. Non ha scelto di essere messo al mondo, di essere abbandonato, non ha scelto di vivere in istituto né di andare in adozione. Egli, attraverso l adozione internazionale lascerà persone di riferimento per andare a vivere in un luogo sconosciuto con persone sconosciute, che gli proporranno nuovi modelli di attaccamento inevitabilmente influenzati da fattori culturali, i quali, proprio perché diversi da quelli del bambino, di certo non lo rassicureranno. Spesso i genitori adottivi riescono a sintonizzarsi con questo vissuto del bambino, ma pensano che tanto più la vita precedente l adozione sia stata difficile, magari carente da un punto di vista relazionale, affettivo e materiale, oppure addirittura traumatica, tanto più i vissuti di sradicamento possano essere felicemente e magari

6 «velocemente» superati. E invece non è così, perché la perdita di un esperienza diventata interna all identità, seppur traumatica e dolorosa, fa sentire comunque smarriti e a disagio, anche se le nuove condizioni di vita sono migliori e più adeguate. Inoltre, ogni individuo tende a riproporre le esperienze primarie di accudimento e di relazione. Quindi questi bambini non appena possibile cercheranno di mettere alla prova i nuovi genitori e indurli a comportarsi proprio come si sono comportati gli altri (violenti, abbandonici, trascuranti). È molto importante che i genitori riconoscano queste dinamiche per non cadere in «trappole» relazionali attivate inconsapevolmente dal proprio figlio. Tuttavia, nonostante il tentativo di ripetere le situazioni originarie, è importante tenere presente il ruolo centrale dell ambiente di riferimento per modificare, correggere e riparare. Ogni bambino nasce con un bagaglio genetico ed esperienziale, ma il contesto ambientale assume un ruolo centrale nel modificare tale bagaglio al punto che ogni esperienza modifica fisicamente il cervello e lo sviluppo cerebrale. Per ognuno di noi essere nato e cresciuto in un contesto piuttosto che in un altro assume un importanza fondamentale, e le esperienze di vita contribuiranno a modificare e arricchire quanto ci è stato dato alla nascita. Le prime esperienze di vita, però, costituite da sensazioni tattili, olfattive, sensoriali sono contenute in memorie di tipo implicito perché non passate per la coscienza e quindi non comunicabili con pensieri consapevoli. Queste memorie d altro canto possono emergere durante la vita, ad esempio nei sogni, nei disegni, nei giochi. Capita spesso che i bambini usino nei disegni i colori del paese d origine o che raffigurino figure umane con i tratti somatici del proprio paese, o che nei sogni e nei giochi inaspettatamente compaiano parole della lingua madre. È per questo motivo che durante i corsi e la preparazione delle coppie adottive all adozione internazionale si invitano i genitori a tenere vivo il paese d origine, perché rimanga dentro il bambino, affinché egli possa sentirsi integrato e non scisso e questo può avvenire solo se questa sua doppia identità verrà rispettata. Il trauma e l adozione Per il cambiamento radicale che comporta, e soprattutto per l abbandono subìto, l adozione è legata al trauma. Infatti risulta evidente a chi si occupa di adozione che alla base delle problematiche dei soggetti adottati emerge sempre con caratteristiche traumatiche la tematica dell abbandono e il timore, spesso manifestato negli agiti, di trovarsi a ripetere la stessa esperienza. La continua rottura di legami mentali primari e i cambiamenti di ambiente di vita non permettono il senso della sicurezza e della continuità di sé. Perché l abbandono è un trauma? 1 1 Si veda il paragrafo «Le relazioni di attaccamento», sezione Dossier. 14 Primi passi nell adozione

7 Il trauma, secondo l Enciclopedia di psicoanalisi di Laplanche e Pontalis (2005), viene dal greco e significa una «ferita grave con effetti permanenti». Il trauma, ci dicono gli autori che se ne sono occupati, produce un evento non traducibile in parole. Ossia chi lo ha subìto non lo può raccontare. Inoltre è di difficile elaborazione. Il trauma, secondo la teorizzazione di Freud e Ferenczi si rende tale in due tempi: 1. nel momento dell avvenimento traumatico; 2. diventa patogeno quando è disconosciuto dall ambiente circostante. Nell adozione si verifica quando, oltre all abbandono, il bambino subisce la negazione del suo passato («è nato quando è venuto da noi»). Se i genitori non si sintonizzano sul trauma dell abbandono percepito dal bambino come rifiuto subìto perché persona non degna di amore e quindi di appartenere a quella famiglia e a quei genitori, essi non potranno mai aiutare il figlio a integrare questa esperienza traumatica all interno della vita e della personalità. Questo è uno dei motivi per cui è utile lavorare con i genitori adottivi. Nel gruppo di genitori adottivi «in attesa», ossia prima dell abbinamento, si lavora molto per aiutarli a sviluppare e ad affinare le competente legate all accoglienza, al riconoscimento e alla «parlabilità» dell evento traumatico dell abbandono. Inoltre si rendono dicibili i complessi e ambivalenti sentimenti legati all attesa, ossia timori e aspettative, per permettere alle coppie di arrivare all incontro con un bagaglio di emozioni, pensieri e sentimenti riconosciuti e «bonificati». L incontro Il primo incontro è un momento carico di emozioni. Spesso i bambini non sono preparati e vivono con paura la presenza di questi due adulti, sconosciuti e diversi dalla «propria gente». Tuttavia, anche quando sono preparati sono spaventati al pensiero di come la loro vita cambierà. R. 13 anni adottata a 9 anni Li guardavo e pensavo che sarebbero stati i miei genitori, che mi avrebbero portato via, in Italia, ma non riuscivo minimamente a immaginare come sarebbe stata la mia vita. In fondo avevo paura del futuro anche se sapevo che sarebbe stato migliore del presente e del passato. Il primo incontro si verifica con scenari imprevedibili, dove nulla è programmabile e definibile: bambini portati in luoghi a loro per nulla famigliari e lasciati con un solo biberon di latte quando sono piccoli o un fagotto con poche cose se sono più grandicelli, bambini grandi dati alla coppia già il primo giorno dopo solo un ora di conoscenza con l evidente difficoltà del parlare due lingue diverse. Il primo incontro non è stato preparato, è stato così veloce, all Ufficio del Ministero. Dopo due ore B. era con noi... Io ho pensato a questo incontro per un anno e mezzo. E poi ho vissuto 10 minuti di paralisi, ero gelata. Nel cominciare a delineare riflessioni, possiamo affermare che nei paesi stranieri, dove il controllo sullo stato di abbandono è rigoroso, puntuale e ampiamente Introduzione 15

8 Sezione 1 dossier Le schede tematiche di questa sezione raccolgono l esperienza, lo studio e l ascolto dei piccoli protagonisti che nel tempo abbiamo accolto. Attraverso di essi seguiremo i primi passi dei grandi con il preciso scopo di fornire risposte e riflessioni che siano assunzione appassionata e affettiva dei loro bisogni. Passando dai primi passi dei grandi siamo certe che si possano dare aiuti concreti ai genitori adottivi nel grande compito verso la persona del figlio. «Ambivalenza», «flessibilità», «ascolto attivo» sono solo alcune delle parole, contenute nel testo ed evidenziate in neretto, termini che segnalano temi di approfondimento e intendono suggerire al lettore altri percorsi di informazione.

9 Questa raccolta di schede è inframmezzata da racconti di vita vissuta dalle coppie che hanno accolto i loro fi gli. Le esperienze di volta in volta suggeriranno possibili soluzioni e anche spiegazioni psico-pedagogiche al testo base, che è corredato di un utile «taccuino» per gli appunti, di colore giallo, dove si trovano brevi note e indicazioni bibliografi che, contraddistinte da pratiche icone grafi che. Alcuni argomenti, sui quali si è ritenuto necessario dare risalto, sono stati inseriti nelle schede FOCUS (di colore rosso) e CONTROLUCE (di colore verde). Altri approfondimenti sono stati riportati nella sezione «Album» e nell ultimo capitolo del volume: «AmpiaMenti». Le schede CONTROLUCE riportano la corrispondenza che è intercorsa tra noi e le coppie mentre si trovavano nel paese di origine dei propri fi gli. Pertanto sulla base degli argomenti che via via le coppie ci rimandavano, rispetto ai comportamenti dei loro fi gli, attraverso le risposte da noi fornite si potranno arricchire i temi proposti nel testo base. Questa organizzazione di schede, consentirà dunque al lettore di seguire a seconda del colore, oltre al testo base, altri due percorsi di lettura. LEGENDA focus Schede di lavoro controluce Mail e/o diari di testimonianze Questa icona suggerisce degli approfondimenti al testo Questa icona indica dei consigli bibliografi ci

10 ambivalenza Il bambino da un lato percepisce un grande interesse verso il nuovo evento dall altro avverte che ciò lo sta portando verso una situazione nuova, ignota. flessibilità Rigidità e flessibilità sono due caratteristiche che coesistono nel nucleo familiare: maggiore è l equilibrio tra le due forze, maggiore sarà la potenzialità d evoluzione positiva. ascolto, capacità di ascoltare Quando l adulto non accoglie, accetta passivamente o, peggio, inibisce questa circolarità emotiva. Nella relazione genitoriale non si riesce (le mamme in particolare) a dare voce ai vissuti dei figli adottivi al momento dell incontro e a quelle domande scomode: «Perché mia madre non mi ha voluto?», «Perché non mi hai fatto nascere dalla tua pancia?», ecc. AA.VV. (2006), Zig Zag, CD-Rom, edito da ICS onlus (www.icsonlus.it). Premessa Sandhya (Bimba adottata a 5 anni) Prima io vivevo in una casa, poi vivevo con la mia mamma, con mio papà e una sorella più grande. Noi due giocavamo insieme e poi, a un certo punto, la mamma è morta perché è stata male. Io, papà e mia sorella siamo andati via. Poi abbiamo trovato un casa dove c era il nonno. Il nonno faceva il purè e io qualche volta andavo a cercare da mangiare nella spazzatura. Poi due uomini bravi hanno preso me e mia sorella e ci hanno portato in istituto. Lì c era una didi cattiva che ci picchiava. Quando andavamo a mangiare, avevamo i calzini corti e faceva freddo, mangiavamo poco. Poi mamma e papà di oggi sono venuti a prendermi, abbiamo lasciato un giochino e le caramelle ai bambini che restavano. Io credevo che questi genitori fossero cattivi ma invece ho scoperto che erano buoni e così sono venuta in un altro posto della terra, in Italia. Ripercorrendo i passi di Sandhya e di tanti altri bambini, intendiamo attraverso le schede tematiche riportate in questa sezione spiegare le emozioni, gli stati d animo che attraversano i bambini soprattutto dal momento che incontrano i nuovi genitori e nelle prime settimane di vita insieme. Come abbiamo già detto, l incontro con i genitori adottivi è di per sé un evento che presenta una profonda ambivalenza. Occorre inquadrare questo aspetto molto importante, che riteniamo sia la matrice su cui si comincia a costruire l inserimento e la costruzione della relazione. La coppia vive l incontro come punto di arrivo mentre il minore come punto di partenza, che implica un operazione di separazione dal noto (paura dell abbandono) e uno «scontro» con il nuovo (paura dell estraneo). Riteniamo efficace per i genitori conoscere alcuni aspetti come: la paura, l ansia, il pianto, i disturbi del sonno, ecc., ma ancor più siamo dell idea che sia importante evitare schemi preconfezionati, riconoscendo la bellezza del contrasto degli elementi e cercando dunque di adattare i propri schemi, le proprie abitudini con flessibilità. Uno degli aspetti che rende l adozione una vicenda «diversa» dalla procreazione biologica è l esperienza definitiva di separazione, di perdita, di abbandono vissuta dal bambino. Rispetto a questo, gli ostacoli, che la coppia incontra, sono: l estraneità reciproca, la comunicazione (e non solo quella verbale) e sempre più, anche nei paesi dell Est-Europa, la differenza somatica. Spesso, nel nostro osservare, abbiamo colto come le differenze culturali nascono dalla fusione, anche graduale ma necessaria, del somatico con la psiche. Con questo intendiamo indirizzare l attenzione su una considerazione che parte dal presupposto che solo dentro uno spazio emotivo dinamico possono integrarsi l aspetto somatico e quello psichico, ovvero che pensiero ed emozione si incontrino. Lo spazio per accogliere deve poter contenere e sperimentare un «pieno» di diversi (Farri, 2006). Ecco che alterità, estraneità, intimità rappresentano una circolarità emotiva necessaria, caratterizzata da incontro-scontro in cui la relazione genitoriale-filiale adottiva può trovare una sana espressione. Il punto da cui partire è l ascolto dei bambini. Sezione 1 dossier 25

11 trauma Secondo l Enciclopedia della psicoanalisi di Laplanche e Pontalis, trauma significa una ferita grave con effetti permanenti. Il trauma produce un evento non traducibile in parole. Chi lo ha subìto non lo può dunque raccontare ed è di difficile elaborazione. Secondo Freud e Ferenczi il trauma avviene in due tempi: nel momento dell avvenimento traumatico e quando diventa patogeno, ovvero quando è disconosciuto dall ambiente circostante. Nell adozione si verifica quando, oltre all abbandono, il bambino subisce la negazione del suo passato. I genitori devono sintonizzarsi sul trauma dell abbandono come rifiuto subìto perché persona non degna di amore e di appartenere a quella famiglia, a quei genitori. Solo così potranno aiutare il figlio a integrare l esperienza traumatica all interno della vita e della personalità [si veda anche la scheda FOCUS 3 «Comportamenti psicosomatici»]. Sunderland M. (2005b), Raccontare storie aiuta i bambini, Trento, Erickson. Sunderland M. (2005a), Aiutare i bambini... che fanno i bulli, Trento, Erickson, pp , in particolare le schede numero 1-5. Il punto non è quello di avere la risposta giusta al momento giusto. Quando questo suggerimento viene accolto dalla coppia, abbiamo osservato una maggiore capacità di rispecchiare le proprie storie ed emozioni con quelle dei figli, in una continuità emotiva che diventa anche corporea e dunque una possibilità di vicinanza e appartenenza affettiva e culturale più autentica e immediata. Le relazioni di attaccamento La relazione di attaccamento 1 viene teorizzata da Bowlby, il quale nel 1958 afferma che l attaccamento del neonato alla madre è un comportamento caratteristico della specie. Solitamente il bambino organizza attorno alla madre alcuni atteggiamenti che la rendono oggetto principale di attaccamento e hanno la funzione di creare un legame significativo. Sappiamo che lo stile di attaccamento infantile dipende dalle cure materne ricevute e influenza considerevolmente l organizzazione precoce della personalità. Il modello relazionale si traduce in modello operativo interno del bambino, che dà significato e convoglia le aspettative circa le future risposte degli «altri significativi» alle proprie richieste di attaccamento. In sostanza, come abbiamo già visto, il bambino si aspetterà che tutte le altre figure significative si comportino e si relazionino con lui come hanno fatto le figure primarie di attaccamento. Si può immaginare la fatica (il trauma) che un bambino abbandonato che va in adozione, e che spesso ha ricevuto cure primarie inadeguate se non trascuranti e maltrattanti, potrà vivere nel doversi fidare e affidare a nuovi adulti-genitori. Egli attiverà inizialmente una serie di meccanismi di difesa per proteggersi da una situazione nuova, percepita in prima istanza come pericolosa. Le difese possono essere di tipo comportamentale e/o relazionale e spesso sfociano in un iniziale chiusura che fa pensare ai genitori che il processo di attaccamento e di filiazione non sia stato raggiunto e ultimato. 2 Il bambino che va in adozione sperimenta quindi la rottura di un legame di attaccamento (quello con la madre naturale o con chi si è occupato di lui prima dell adozione) e la necessità di dover nuovamente legarsi e affidarsi a adulti, strutturando un nuovo legame di attaccamento questa volta con i genitori adottivi. La strutturazione del nuovo legame di attaccamento non è così immediata e si snoda attraverso la conoscenza, la vicinanza fisica, il prendersi cura del bambino da parte dei genitori, la comunicazione affettiva, la relazione empatica. A seconda dell età ogni legame di attaccamento si strutturerà in modi e tempi differenti, tuttavia pare importante sottolineare come lo stereotipo che un bambino più piccolo si legherà prima e meglio ai genitori adottivi non è sempre così veritiero. 1 Si veda il paragrafo «Principali modelli di attaccamento», nel capitolo finale «AmpliaMenti». 2 Si vedano i mini e superlaboratori proposti al centro «L isola che c è» (www.icsonlus.it), attraverso il servizio Helpmail e Helptel. Per chi è in attesa si suggerisce il seminario «Le ferite dell abbandono». 26 Primi passi nell adozione

12 Disturbi funzionali del comportamento focus La tabella riporta un quadro orientativo per i genitori, soprattutto per guidarli nei primi gironi di avvicinamento e conoscenza del loro figlio adottivo. Tutte le alterazioni proposte sono possibili e, se si presentano nelle prime settimane dall accoglienza dall istituto del figlio, sono da considerare comportamenti «normali» proprio perché, attraverso questi, il bambino sottolinea la condizione di profondo stress che sta vivendo per il radicale cambiamento avvenuto, dal distacco dalla struttura dia accoglienza alla famiglia adottiva. Sono disturbi emotivi che accolti e contenuti tenderanno a diminuire di intensità e frequenza, soprattutto se i genitori adottivi sapranno limitare la loro ansia di aspettative rispetto al figlio «immaginario», prendendosi cura del figlio «reale» che ha bisogno di loro. 2 Disturbi funzionali Cause Disturbi comportamentali Approccio dei genitori adottivi ENURESI NOTTURNA Eccessiva restrizione subita in istituto Atteggiamenti prepotenti, tendenza a picchiare o mordere Allentamento della severità, soprattutto in merito all uso del bagno; misurare i rimproveri e dedicare molto tempo alle rassicurazioni INAPPETENZA (dovuta soprattutto a sovralimentazione dei primi giorni con la famiglia e/o cambio radicale di abitudini) Eccessiva protezione da parte dei genitori adottivi Comportamenti asociali con rifiuto di stare in gruppo (con i genitori e/o con altri bambini) Atteggiamento più rilassato e flessibile soprattutto nei confronti del cibo e di tutte quelle abitudini di accudimento (lavarsi, vestirsi, ecc.) DISOBBEDIENZA/TE- STARDAGGINE, APPETITO ESAGERATO DA COMPEN- SAZIONE Carenza affettiva subita in istituto dopo l abbandono Tendenza all autonomia e all isolamento; tendenza a rubare, mentire, nascondere, scappare Incoraggiare il bambino a sviluppare autostima e sicurezza; cercare di non manifestare rifiuti/giudizi ma instaurare un clima affettivo Tendenza a MANGIARE DI TUTTO, mettere in bocca sostanze non commestibili (sassi, terra, immondizia, ecc.) Trascuratezza e disorganizzazione nell accudimento in istituto/famiglia origine Tendenza a prendere oggetti/cibo di nascosto e a negare l evidenza di tali gesti Incoraggiare il bambino a sviluppare autostima e sicurezza; cercare di non manifestare rifiuti/giudizi ma instaurare un clima affettivo Possibili COMPORTAMENTI AUTOCONSOLATORI, in alcuni casi anche masturbazione ossessiva Repressione eccessiva e inibizione istintuale nell accudimento in istituto/famiglia origine Interesse morboso verso situazioni «sessualizzate» attraverso il gioco Atteggiamento di apertura ma con contenimento deciso Commentiamo ora alcuni dei comportamenti riportati in tabella. In momenti di angoscia, la masturbazione e/o il dondolio ossessivo possono essere una ricerca del conforto, proprio passando attraverso il proprio corpo e le proprie sensazioni. Nei bambini istituzionalizzati, questi comportamenti, a volte quasi violenti, rappresentano il modo più diretto che il bambino ha acquisito per manifestare, nel momento in cui insorge l angoscia, la sua collera e/o i suoi sentimenti aggressivi. Proviamo ora a dare voce ad alcuni pensieri che i bambini seguiti dall équipe hanno manifestato. Nello specifico, i bambini hanno mostrato: di non essere sicuri di non sentirsi amati di non farcela di non essere desiderati di non essere graditi ad altri membri della famiglia (soprattutto quando ci sono già altri bambini) di avere fame di non avere più un posto di essere messi in ridicolo di non capire di non conoscere le nuove regole imposte di perdere qualcosa di importante (dopo aver lasciato istituto) di temere che qualcuno gli porti via loro qualcosa di importante. Sezione 1 dossier 35

13 Ansia e stress controluce 2 ricevuta dai genitori di un bambino adottato in Vietnam a poche ore dall incontro Ciao Cinzia, abbiamo già A. tra le braccia da venerdì scorso e siamo veramente felici. Volevamo solo chiederti alcune cose: il bimbo dovrebbe avere 6 mesi, pesa 6.5 Kg con 68 cm di lunghezza. Premettiamo: siamo estremamente tranquilli e sereni, anche dopo la visita della pediatra del France Clinique, che ha assicurato la buona salute del bimbo (a parte la febbre che è già passata e il mughetto che sta passando). I primi giorni (come prevedibile) ha avuto atteggiamenti ripetitivi come morsicarsi la lingua, battere la mano sul lettino, ecc. Inoltre non guardava i nostri visi ma aveva lo sguardo fisso nel vuoto, secondo noi con il viso contratto e uno stato di disorientamento e paura (capibile). Ora, a 4 giorni di distanza la situazione è molto migliorata: la lingua non la morsica più, ci osserva e se chiamato si gira verso chi lo chiama, ci sorride ogni tanto, indice che si sta evidentemente rilassando e abituando a noi. Tutto questo in situazione di quiete dell ambiente. Al contrario, se siamo in strada o al ristorante, dove ovviamente c è rumore, sembra isolarsi dormendo di continuo. L unica cosa che non riusciamo a capire è la seguente: gli atteggiamenti del bimbo assomigliano a quelli di un bimbo appena nato e non di un bimbo dell età di A. Esempio: mangia regolarmente ma dorme molto, fatica a prendere gli oggetti, quando mangia la poppata si deve svolgere in completo silenzio, cioè chi gli dà da mangiare deve avere attenzioni solo per lui, se sente rumori, se vede persone muoversi, se sente parlare noi due smette di succhiare con lamenti. Chiaramente non siamo esperti in materia di neonati ma cerchiamo di osservare ciò che riusciamo a capire. Quindi, la nostra domanda è: secondo te un bimbo di 6 mesi (e con discreta probabilità l età è reale) dovrebbe avere atteggiamenti diversi, o è tutto riconducibile alla sua situazione di abbandono e vita in istituto? Attendiamo la tua risposta e sicuramente i tuoi consigli data l enorme esperienza. di risposta Cari G. e M., inizio col rassicurarvi: è la «crisi» di adattamento che porta i piccoli a reagire attivando meccanismi di difesa emotiva. I piccoli orientali in genere, e il vostro mi pare da manuale, attivano per lo più il meccanismo regressivo, cioè tornano più piccoli [vero quanto scrivete voi: gli atteggiamenti del bimbo assomigliano a quelli di un bimbo appena nato] e nel contempo questo li aiuta a contenere gli stati di ansia. Considerate che è un bimbo stremato anche nelle sue energie. Dormire è una forma di protezione da una situazione che tollera a fatica; il momento del cibo è un momento molto delicato dove più che mai le sue «perse» ritualità con la didi in istituto riattivano in lui l angoscia da ciò che è stato separato (ansia da separazione). Inoltre anche se a voi pare più «estraneo», lo stare fuori lo rende più rilassato perché come paura si attiva in genere la paura degli spazi chiusi. I bimbi orientali sono, sotto stress, più claustrofobici e dunque dovete tranquillizzarvi e facilitare lo stare fuori. Così lui riposa, riposato è più forte emotivamente e prende sempre più sicurezza nell affidarsi a voi. Mentre le manifestazioni come morsicarsi la lingua, battere la mano sul lettino, ecc. sono il segnale proprio del bisogno di autoconsolazione e nel contempo il segnale che sta vivendo livelli di ansia alti. Come vedete già da soli man mano che passano i giorni e lui impara nuove ritualità e si affida ai vostri abbracci anche questi segnali diminuiscono. Li vedrete ancora ritornare, quando arriverete a casa, perché tutto ciò che lo riporterà alla «perdita» rimetterà in gioco la sua ansia. Leggete gli appunti che vi abbiamo dato nella guida sugli stati di ansia. Il rallentamento che mi dite invece è da riportare alla sua esperienza di poca stimolazione per l istituzionalizzazione subita, fermo restando che davanti alla paura del nuovo in cui si trova potrebbe essere la sua risposta fisiologica. Specifico meglio. Davanti alla paura o si scappa (in genere sono i bimbi più aggressivi, iperattivi) oppure si rimane paralizzati (e qui è casistica del vostro cucciolo anche per età). Ora però mi voglio concentrare su di voi. Leggo forse nel vostro cuore la preoccupazione che possa avere ritardi mentali, neurologici, ecc.? Se è così, vi dico già da subito che questa legittima vostra ansia passa nel piccolino. Se pensate che anche questa componente stia giocando un ruolo in questo vostro adattamento/ incontro è meglio che lo affrontiamo. Datemi un cenno su questa vostra paura se così è. Ricordate anche voi state attraversando uno stress importante, con più mezzi perché siete adulti, ma paure e ansia sono anche per voi ingredienti che condiscono questi giorni. Dunque vi lascio se lo volete con questo pensiero ultimo e sempre qui ad aiutarvi come posso. Un saluto caro e grande a voi. ricevuta dopo due giorni Intanto grazie infinite per il tuo aiuto/sostegno. È chiaro che tutto questo, condito con l ansia del momento, ci ha un pochino preoccupati e, non ci vergogniamo a dirlo, ci ha fatto fare pensieri su possibili ritardi del bimbo. Straordinario è stato il fatto che con il passare delle ore (e sottolineo non dei giorni) si è visto un cambiamento apprezzabile nei comportamenti di A. Ad esempio la giornata odierna è trascorsa all insegna del relax, fuori dalla camera per lungo tempo ma in hotel, oppure in camera ma a coccolare A. Il risultato? Reattività motoria estremamente migliorata (movimenti delle gambe, sgambettamento), ci segue con lo sguardo se ci perde dal suo campo visivo, sorride se sollecitato, riduzione drastica del mordersi la lingua, solo 2 riposi in tutta la giornata, anche la presa delle mani per gli oggetti è nettamente migliorata. È chiaro che un giorno non può fare testo, però in noi è cambiato lo stato emotivo/ansia e abbiamo capito l importanza di rispettare i tempi fisiologici del bimbo. Verifichiamo nei prossimi giorni questo progredire di sinergie, poi sicuramente ci risentiremo. Sezione 1 dossier 43

14 Sezione 2 identikit I casi incontrati e proposti in questa sezione suggeriscono delle chiavi di riflessione e di sintesi per guidare gli adulti nella rappresentazione ed esplorazione delle condizioni psico-emotive dei bambini abbandonati al momento dell incontro con la famiglia adottiva. Presenteremo questi contenuti tenendo conto delle fasce di età dei bambini, della loro storia fino al momento dell abbinamento, correlandoli e interpretandoli sulla base delle reazioni e dei cambiamenti dei bambini rispetto anche alle condizioni di istituzionalizzazione a seconda dell area geografica di provenienza.

15 L esperienza ci ha insegnato che possiamo comprendere con maggior attenzione ed effi cacia i vissuti dei bambini abbandonati quando entrano in un nucleo famigliare, se riusciamo a esplorare e seguire, fi n dall incontro e nei primi giorni successivi, gli stati sensoriali, emozionali e di adattamento che attraversano. Nei nostri lavori siamo sempre più convinte dell importanza fondamentale di cogliere alcune chiavi importanti contenute nelle prime reazioni alla paura, all estraneità, al pianto così come alla ribellione. Siamo altrettanto convinte dell importanza di far comprendere agli adulti coinvolti il perché dei loro disagi, dei sentimenti anche di rifi uto, di paura e di blocco che possono contraddistinguere i primi tentativi di legame con il fi glio adottivo. Vi introduciamo alla lettura di questa sezione avvisandovi che è inevitabile che esperienze piacevoli si alternino alle delusioni, dall incontro con il vostro bambino fi no all inserimento in famiglia. Il confl itto è innato e, sia per i bambini che per i genitori, le prime esperienze emotive sono caratterizzate dalla sensazione di perdere (soprattutto se c è buona preparazione ed elaborazione), ma anche di riconquistare l equilibrio.

16 Sezione 3 zoom In questa sezione partiamo dai «quando», con l intento di suggerire tanti «perché» e alcuni «come», sempre con l intento di definire e raccontare soprattutto i «chi». Abbiamo messo una lente speciale su alcuni argomenti appena accennati in precedenza oppure trattati ma senza correlarli ai vissuti degli adulti. Leggendo i vari «quando» dovreste cogliere i «chi» (i bambini) ma con l ingrandimento dei vissuti degli adulti.

17 Attraverso piccoli frammenti di emozioni cercheremo di seguire l ordito che contrassegna la trama di tante storie di famiglie incontrate. L intento è anche quello di zoommare su alcuni temi ancora poco affrontati nella bibliografi a classica sull adozione. Questa sezione è ricca di testimonianze dove non sono presentati solo i disagi ma anche la bellezza degli incontri, perfi no e soprattutto quelli che, alle prime battute, sono apparsi diffi cili e dolorosi.

18 Quando si deve separare da fratelli o legami affettivi La partenza dei bambini dai propri paesi d origine è sempre uno strappo dalle proprie radici e dai legami che, più o meno noti, ci sono e ci saranno sempre con la terra, l etnia e in particolare con la famiglia d origine che li ha generati, sia che abbiano ricordi concreti sia che non ne abbiano. È una consapevolezza che tutti i genitori devono saper portare nel cuore per poter un giorno accogliere racconti, domande, dolori e rabbie dei propri figli, quando decideranno di riaprire, o aprire per la prima volta, le porte sulla propria origine. Nei racconti dei bambini spesso compaiono le figure di fratelli che magari sono rimasti nelle famiglie d origine, perché più grandi e quindi già impegnati nel sostentamento della famiglia, o che invece sono stati allontanati prima di loro. Tuttavia sono tanti anche i bambini per i quali il distacco dal proprio paese ha significato doversi separare concretamente da fratelli con i quali hanno condiviso l istituzionalizzazione. Ci sono bambini che hanno visto partire fratelli o sorelle prima di loro, rinforzando così in qualche modo il dolore dell essere nuovamente abbandonati, e bambini che invece hanno «salutato» fratelli o sorelle portandosi dietro un fardello di ricordi, ma anche di dolore e senso di colpa per averli lasciati lì. Questi fratelli allora, appena la lingua e le possibilità di scambio comunicativo lo permettono (ma talvolta anche prima), «colorano» gran parte dei dialoghi dei bambini, dei racconti e degli interrogativi. Mille domande *** (5 anni) ha sempre considerato sua sorella come facente parte del nostro nucleo familiare. Quasi non c era giorno che non parlasse per qualche motivo di sua sorella: cosa starà facendo a quest ora, cosa mangia, va in bicicletta, le piacciono gli spaghetti, e tantissime altre domande o pretesti per sentirla più vicina. È comprensibile che in un momento in cui l inserimento nella nuova famiglia implica l affrontare e costruire relazioni e rapporti fino a quel momento sconosciuti, i bambini si leghino e talvolta si rifugino nei legami per loro più vicini e familiari. Conseguentemente, i racconti dei fratelli solitamente caratterizzano in maniera più marcata le prime fasi dell incontro e dell inserimento nel nuovo nucleo familiare (sia relativamente alla permanenza nel paese di origine, sia nei primi periodi dell arrivo in Italia). Nostalgia È tenerissima quando con nostalgia guarda le foto dei bimbi con cui viveva prima, non piange mai, ma i suoi occhi grandi diventano tristi e il suo bisogno di averci fisicamente vicino si fa sentire di più (bambina di 2 anni). Più volte al giorno chiedeva di vedere le foto del suo album di quando è nata e con la famiglia affidataria e i suoi fratelli e sorelle di allora (bambina di 15 mesi). Sezione 3 zoom 97

19 Il bisogno dei bambini è proprio di avere lo spazio per poterne parlare, per poter comunicare senza avere la sensazione di minacciare con questo la solidità dei nuovi legami in via di costruzione. Entrare in contatto con queste informazioni permette inoltre ai genitori di conoscere i ruoli che questi bambini occupavano all interno della propria famiglia e il tipo di vissuti che si portano dietro. Possono ad esempio essere dei fratelli maggiori abituati a occuparsi di un fratellino o sorellina più piccoli, magari ancora in istituto fino all arrivo dei nuovi genitori. Conseguentemente si possono più facilmente contestualizzare certi atteggiamenti, magari di difficoltà a recuperare una dimensione di bambino che si affida e si fa accudire, se l abitudine è sempre stata quella invece di accudire l altro. Ci sono poi bambini che vengono accolti dai nuovi genitori e si ritrovano a essere figli unici quando invece nella loro famiglia erano i più piccoli di una serie di figli. L ingresso nella famiglia comporta allora un cambiamento relazionale anche a questo livello. Si evince come un ruolo fondamentale stia nuovamente nell atteggiamento degli adulti che non devono sentire minacciato il proprio ruolo affettivo, o ancor più quello di eventuali minori già presenti nel proprio nucleo familiare, i quali diventeranno a loro volta fratelli a tutti gli effetti di questi bambini. Raccontare, oltre a essere importante per il processo di affidamento, permette di poter aiutare a gestire le emozioni più dolorose. Spesso i bambini hanno semplicemente bisogno di essere rassicurati che un destino simile al proprio, ovvero quello di aver ritrovato una famiglia, potrà in un futuro riguardare anche i fratelli che hanno lasciato. Ci sono poi situazioni in cui le coppie che accolgono bambini mediamente piccolini vengano a conoscenza della presenza di un fratello o più fratelli, di cui il minore non ha consapevolezza o comunque non ha ricordi concreti che gli permettano di raccontare per primo. In questo caso si diventa depositari di un pezzo importate della storia dei propri figli. Talvolta può accadere che le coppie assumano inizialmente un atteggiamento protettivo («Sì, glielo diremo più avanti»), procrastinando nel tempo all infinito. Kalpana (7 anni) Finalmente giungiamo in istituto! I bimbi non ci sono, sono a scuola ma è questione di poco e saranno in istituto. Dopo neanche 10 minuti, infatti, il bus con i bimbi si ferma e tanti bambini/e fanno ingresso nel cortile. «Ecco, quella è la vostra bimba», ci dice un responsabile del centro. Kalpana si avvicina, la testa bassa e il faccino triste. Tiene per mano un altra bambina, visibilmente più grande: «Questa è mia sorella», ci comunica subito, in inglese. Tremendo, è un attimo ma la botta è forte; l emozione per l incontro con nostra figlia e il desiderio di adottarle entrambe. Purtroppo non è possibile, la razionalità ma soprattutto un assurda burocrazia ci impongono di restare coi piedi per terra. Fortunatamente, poco prima di lasciare l istituto, sappiamo che la sorellina è già in adozione presso un altra famiglia italiana. Sempre tramite il nostro ente. 98 Primi passi nell adozione

20 Sezione 4 album I bambini che vanno in adozione spesso non vengono preparati in modo adeguato all incontro con i futuri genitori. Risultano dunque del tutto «vulnerabili e spettatori passivi» nel delicato distacco dalle strutture di accoglienza (siano essi istituti o famiglie affidatarie). Altro momento delicato è la separazione dalle proprie radici etniche quando lasciano il paese di origine. Osservando e cercando di tenere in considerazione le dinamiche espresse, narrate e analizzate nelle sezioni precedenti

COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE?

COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE? COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE? Storia narrata da Teresa Carbé Da oltre 10 anni, con mio marito e i miei figli, abbiamo deciso di aprirci all affidamento familiare, e ciò ci ha permesso di

Dettagli

domenica 24 febbraio 13 Farra, 24 febbraio 2013

domenica 24 febbraio 13 Farra, 24 febbraio 2013 Farra, 24 febbraio 2013 informare su quelle che sono le reazioni più tipiche dei bambini alla morte di una persona cara dare alcune indicazioni pratiche suggerire alcuni percorsi Quali sono le reazioni

Dettagli

Routine per l Ora della Nanna

Routine per l Ora della Nanna SCHEDA Routine per l Ora della Nanna Non voglio andare a letto! Ho sete! Devo andare al bagno! Ho paura del buio! Se hai mai sentito il tuo bambino ripetere queste frasi notte dopo notte, con ogni probabilità

Dettagli

IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD

IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD CHIARA DE CANDIA chiaradecandia@libero.it 1 IL CONCETTO DI SE È la rappresentazione delle proprie caratteristiche e capacità in relazione

Dettagli

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti,

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, si è conclusa con una lezione aperta per i genitori.

Dettagli

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Obiettivo dell incontro - Descrivere la fase evolutiva del bambino (fase 3-6 anni). - Attivare un confronto

Dettagli

CON MARIA PREPARIAMOCI AD ACCOGLIERE IL SIGNORE

CON MARIA PREPARIAMOCI AD ACCOGLIERE IL SIGNORE AzioneCattolicaItaliana ACR dell ArcidiocesidiBologna duegiornidispiritualitàinavvento CONMARIA PREPARIAMOCIADACCOGLIEREILSIGNORE Tutta l Azione Cattolica ha come tema dell anno l accoglienza. Anche la

Dettagli

Che cos è un emozione?

Che cos è un emozione? Che cos è un emozione? Definizione Emozione: Stato psichico affettivo e momentaneo che consiste nella reazione opposta all organismo a percezioni o rappresentazioni che ne turbano l equilibrio (Devoto

Dettagli

Ci relazioniamo dunque siamo

Ci relazioniamo dunque siamo 7_CECCHI.N 17-03-2008 10:12 Pagina 57 CONNESSIONI Ci relazioniamo dunque siamo Curiosità e trappole dell osservatore... siete voi gli insegnanti, mi insegnate voi, come fate in questa catastrofe, con il

Dettagli

2- Quando entrambi hanno una vita di coppia soddisfacente per cui si vive l amicizia in modo genuino e disinteressato

2- Quando entrambi hanno una vita di coppia soddisfacente per cui si vive l amicizia in modo genuino e disinteressato L amicizia tra uomo e donna. Questo tipo di relazione può esistere? Che rischi comporta?quali sono invece i lati positivi? L amicizia tra uomini e donne è possibile solo in età giovanile o anche dopo?

Dettagli

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a Ci situiamo Probabilmente alla tua età inizi ad avere chiaro chi sono i tuoi amici, non sempre è facile da discernere. Però una volta chiaro,

Dettagli

COME POSSO AIUTARE UNA DONNA CHE SUBISCE VIOLENZA.

COME POSSO AIUTARE UNA DONNA CHE SUBISCE VIOLENZA. COME POSSO AIUTARE UNA DONNA CHE SUBISCE VIOLENZA. Avere il sospetto o essere a conoscenza che una donna che conosciamo è vittima di violenza da parte del compagno/marito/amante/fidanzato (violenza intrafamiliare)

Dettagli

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Informazioni e consigli per chi vive accanto ad una persona con problemi di alcol L alcolismo è una malattia che colpisce anche il contesto famigliare

Dettagli

Un abbraccio a tutti voi Ornella e Enrico

Un abbraccio a tutti voi Ornella e Enrico SASHA La nostra storia é molto molto recente ed é stata fin da subito un piccolo "miracolo" perche' quando abbiamo contattato l' Associazione nel mese di Novembre ci é stato detto che ormai era troppo

Dettagli

TELEFONO AZZURRO. dedicato ai bambini COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO?

TELEFONO AZZURRO. dedicato ai bambini COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO? COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO? 1 Ehi, ti e mai capitato di assistere o essere coinvolto in situazioni di prepotenza?... lo sai cos e il bullismo? Prova a leggere queste pagine. Ti potranno essere utili.

Dettagli

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere!

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Anna La Prova Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Chi sono i bambini Oppositivi e Provocatori? Sono bambini o ragazzi che sfidano l autorità, che sembrano provare piacere nel far

Dettagli

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days L educazione non formale e l apprendimento interculturale Info days Roma, 16 novembre 2009 Una donna portò suo figlio a vedere Gandhi, il quale le chiese il motivo della sua presenza. Vorrei che mio figlio

Dettagli

TEORIA DEL SÉ E CICLO DEL CONTATTO

TEORIA DEL SÉ E CICLO DEL CONTATTO TEORIA DEL SÉ E CICLO DEL CONTATTO di Sergio Mazzei Direttore dell Istituto Gestalt e Body Work TEORIA DEL SÉ Per organismo nella psicoterapia della Gestalt si intende l individuo che è in relazione con

Dettagli

Gira gira il mestolo NIDO INFANZIA POLLICINO. Documentazione Progetto per lo Sviluppo e l Apprendimento a/s 2012/13

Gira gira il mestolo NIDO INFANZIA POLLICINO. Documentazione Progetto per lo Sviluppo e l Apprendimento a/s 2012/13 Gira gira il mestolo NIDO INFANZIA POLLICINO Documentazione Progetto per lo Sviluppo e l Apprendimento a/s 2012/13 INDICE Le tante facce della documentazione Pag.3 Il progetto per lo sviluppo e l apprendimento

Dettagli

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA LIBRO IN ASSAGGIO SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA DI ROBERT L. LEAHY INTRODUZIONE Le sette regole delle persone molto inquiete Arrovellarvi in continuazione, pensando e ripensando al peggio, è la

Dettagli

una città a misura di bambino IGNAZIO MARINO SINDACO IGNAZIOMARINO.IT

una città a misura di bambino IGNAZIO MARINO SINDACO IGNAZIOMARINO.IT una città a misura di bambino IGNAZIO MARINO SINDACO IGNAZIOMARINO.IT SEGUI LE STORIE DI IGNAZIO E DEL SUO ZAINO MAGICO Ciao mi chiamo Ignazio Marino, faccio il medico e voglio fare il sindaco di Roma.

Dettagli

LING RACCONTA IL SUO VIAGGIO

LING RACCONTA IL SUO VIAGGIO LING RACCONTA IL SUO VIAGGIO Sono arrivata in Italia in estate perché i miei genitori lavoravano già qui. Quando ero in Cina, io e mia sorella Yang abitavamo con i nonni, perciò mamma e papà erano tranquilli.

Dettagli

ALLATTAMENTO AL SENO Elementi informativi per gli operatori

ALLATTAMENTO AL SENO Elementi informativi per gli operatori a cura del Comitato nazionale multisettoriale per l allattamento materno 1. Tutte le mamme hanno il latte Allattare al seno è un gesto naturale. Fin dall inizio del mondo, attraverso il proprio latte le

Dettagli

Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore

Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore Crescere un bambino Indaco o Cristallo è un privilegio speciale in questo momento di turbolenze e cambiamenti. Come genitori, state contribuendo

Dettagli

AZIONE CATTOLICA ADOLESCENTI ITINERARIO FORMATIVO SKYSCRAPER SECOND GUIDA PER L EDUCATORE

AZIONE CATTOLICA ADOLESCENTI ITINERARIO FORMATIVO SKYSCRAPER SECOND GUIDA PER L EDUCATORE AZIONE CATTOLICA ADOLESCENTI ITINERARIO FORMATIVO SKYSCRAPER SECOND GUIDA PER L EDUCATORE Presentazione La guida dell educatore vuole essere uno strumento agile per preparare gli incontri con i ragazzi.

Dettagli

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa 2007 Scrivere.info Tutti i diritti di riproduzione, con qualsiasi mezzo, sono riservati. In copertina: Yacht

Dettagli

El valor de ser padre y de ser madre -----

El valor de ser padre y de ser madre ----- El valor de ser padre y de ser madre ----- San Luis, 27 de Octubre 2012 Vengo da un continente dove esiste una vera crisi della paternità. La figura del padre non è molto precisa, la sua autorità naturale

Dettagli

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM XXVIII TEMPO ORDINARIO 11 ottobre 2009 VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM Mc 10, 17-30 [In quel tempo], mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro

Dettagli

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA 12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA LE CARATTERISTICHE PEDAGOGICHE DEL GRUPPO CLASSE 13 1 Le caratteristiche

Dettagli

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO 1. Il bambino sviluppa il senso dell identità personale, è consapevole delle proprie esigenze e dei propri sentimenti, sa controllarli ed esprimerli in modo adeguato

Dettagli

Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti

Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Informazioni e consigli per chi vive accanto ad una persona con problemi di gioco d azzardo patologico Testo redatto sulla

Dettagli

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Relatore: Prof.ssa Chiara Frassineti, genitore e insegnante Il rapporto tra genitori e ragazzo (studente)

Dettagli

Regole per un buon Animatore

Regole per un buon Animatore Regole per un buon Animatore ORATORIO - GROSOTTO Libretto Animatori Oratorio - Grosotto Pag. 1 1. Convinzione personale: fare l animatore è una scelta di generoso servizio ai ragazzi per aiutarli a crescere.

Dettagli

GLI ITALIANI, IL DISAGIO EMOTIVO E LA SOLITUDINE

GLI ITALIANI, IL DISAGIO EMOTIVO E LA SOLITUDINE GLI ITALIANI, IL DISAGIO EMOTIVO E LA SOLITUDINE un indagine demoscopica svolta da Astra Ricerche per Telefono Amico Italia con il contributo di Nokia Qui di seguito vengono presentati i principali risultati

Dettagli

Painting by Miranda Gray

Painting by Miranda Gray Guarire le antenate Painting by Miranda Gray Questa è una meditazione facoltativa da fare specificamente dopo la benedizione del grembo del 19 ottobre. Se quel giorno avete le mestruazioni questa meditazione

Dettagli

IndICe. 18 anni... in Comune! I tuoi passi verso la cittadinanza ItalIana

IndICe. 18 anni... in Comune! I tuoi passi verso la cittadinanza ItalIana IndICe prefazione 3 Buon compleanno!! 5 chi è cittadino italiano per la legge? 6 cosa significa diventare cittadino italiano? 7 come muoverti? 8 senza cittadinanza 9 devi sapere 11 Prefazione Cari ragazzi,

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Il romanzo Tra donne sole è stato scritto da Pavese quindici mesi prima della sua morte, nel 1949. La protagonista, Clelia, è una

Dettagli

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento.

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento. DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento Anno 2014 (B) E nato per tutti; è nato per avvolgere il mondo in un abbraccio

Dettagli

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI (Gv 3, 17b) Ufficio Liturgico Diocesano proposta di Celebrazione Penitenziale comunitaria nel tempo della Quaresima 12 1 2 11 nella lode perenne del tuo nome

Dettagli

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7.

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 2 Dov è Piero Ferrari e perché non arriva E P I S O D I O 25 Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 1 Leggi più volte il testo e segna le risposte corrette. 1. Piero abita in un appartamento

Dettagli

7ª tappa È il Signore che apre i cuori

7ª tappa È il Signore che apre i cuori Centro Missionario Diocesano Como 7 incontro di formazione per commissioni, gruppi e associazioni missionarie 3 anno Aprile 2009 Paolo: la Parola di Dio non è incatenata 7ª tappa È il Signore che apre

Dettagli

Flame of Hope maggio 2015

Flame of Hope maggio 2015 Flame of Hope maggio 2015 Cari amici, Quand è che si apprezza maggiormente la vita e si è consapevoli di essere vivi e ne siamo grati? Quando quel dono prezioso è minacciato e poi si apprezza la vita il

Dettagli

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso LIBERI PENSIERI PER LIBERI SENTIMENTI La riflessione circa In viaggio verso l incontro come ci è stato proposto, nasce attorno alla lettura del romanzo : C è nessuno?

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

33. Dora perdona il suo pessimo padre

33. Dora perdona il suo pessimo padre 33. Dora perdona il suo pessimo padre Central do Brasil (1998) di Walter Salles Il film racconta la storia di una donna cinica e spietata che grazie all affetto di un bambino ritrova la capacità di amare

Dettagli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli Siamo abituati a pensare al Natale come una festa statica, di pace, tranquillità, davanti

Dettagli

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Associazione per la Ricerca sulla Depressione C.so G. Marconi 2 10125 Torino Tel. 011-6699584 Sito: www.depressione-ansia.it Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Nella

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità Introduzione AIAS Bologna onlus, in collaborazione con altre organizzazioni europee, sta realizzando un progetto che intende favorire lo sviluppo di un ambiente positivo nelle famiglie dei bambini con

Dettagli

Che cosa provoca una commozione cerebrale?

Che cosa provoca una commozione cerebrale? INFORMAZIONI SULLE COMMOZIONI CEREBRALI Una commozione cerebrale è un trauma cranico. Tutte le commozioni cerebrali sono serie. Le commozioni cerebrali possono verificarsi senza la perdita di conoscenza.

Dettagli

LA TEORIA DEL CUCCHIAIO

LA TEORIA DEL CUCCHIAIO 90 ICARO MAGGIO 2011 LA TEORIA DEL CUCCHIAIO di Christine Miserandino Per tutti/e quelli/e che hanno la vita "condizionata" da qualcosa che non è stato voluto. La mia migliore amica ed io eravamo nella

Dettagli

Giro, ghirotondo e altre storie ortografiche

Giro, ghirotondo e altre storie ortografiche Giro, ghirotondo e altre storie ortografiche Strumenti per la didattica, l educazione, la riabilitazione, il recupero e il sostegno Collana diretta da Dario Ianes Rossana Colli e Cosetta Zanotti Giro,

Dettagli

CIO CHE SPINGE L UOMO

CIO CHE SPINGE L UOMO CIO CHE SPINGE L UOMO RIFLESSIONI E PROSPETTIVE SU COME PERCEPIAMO IL MONDO INTORNO A NOI COSA CI SPINGE? Cosa ci fa agire, cosa ci fa scegliere un alternativa piuttosto che un altra, cosa ci attrae e

Dettagli

IL TUO CORPO NON E STUPIDO! Nonostante se ne parli ancora oggi, il concetto di postura corretta e dello stare dritti è ormai superato.!!

IL TUO CORPO NON E STUPIDO! Nonostante se ne parli ancora oggi, il concetto di postura corretta e dello stare dritti è ormai superato.!! IL TUO CORPO NON E STUPIDO Avrai sicuramente sentito parlare di postura corretta e magari spesso ti sei sentito dire di stare più dritto con la schiena o di non tenere le spalle chiuse. Nonostante se ne

Dettagli

Presentazione di un caso

Presentazione di un caso Presentazione di un caso Corso Tutor per l autismo (Vr) Roberta Luteriani Direzione Didattica (BS) Caso: Giorgio 8 anni! Giorgio è un bambino autistico verbalizzato inserito in seconda elementare. Più

Dettagli

LUPI DIETRO GLI ALBERI

LUPI DIETRO GLI ALBERI dai 7 anni LUPI DIETRO GLI ALBERI Roberta Grazzani Illustrazioni di Franca Trabacchi Serie Azzurra n 133 Pagine: 176 Codice: 978-88-566-2952-1 Anno di pubblicazione: 2014 L Autrice Scrittrice milanese

Dettagli

I Centri per le Famiglie dell Emilia-Romagna

I Centri per le Famiglie dell Emilia-Romagna I Centri per le Famiglie dell Emilia-Romagna Sono 33. Obiettivo: un CpF per ogni distretto sanitario. 10 sono in Romagna Aree di attività dei CpF: Informazione (risorse e servizi per bambini e genitori,

Dettagli

10 passi. verso la salute mentale.

10 passi. verso la salute mentale. 10 passi verso la salute mentale. «La salute mentale riguarda tutti» La maggior parte dei grigionesi sa che il movimento quotidiano e un alimentazione sana favoriscono la salute fisica e che buone condizioni

Dettagli

storia dell umanità sarebbe veramente molto triste.

storia dell umanità sarebbe veramente molto triste. FIGLI DI DIO Cosa significa essere un figlio di Dio? E importante essere figli di Dio? Se sono figlio di Dio che differenza fa nella mia vita quotidiana? Queste sono questioni importanti ed è fondamentale

Dettagli

18 anni... in Comune! I tuoi passi verso la cittadinanza italiana

18 anni... in Comune! I tuoi passi verso la cittadinanza italiana 18 anni... in Comune! I tuoi passi verso la cittadinanza italiana Edizione giugno 2014 IndICe prefazione 3 Buon compleanno!! 5 chi è cittadino italiano per la legge? 6 perchè diventare cittadini italiani?

Dettagli

Napoli. Riconosciuto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca M.I.U.R.

Napoli. Riconosciuto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca M.I.U.R. Napoli Centro Psicopedagogico Formazione Studi e Ricerche OIDA Scuola di Formazione riconosciuta dal M.I.U.R. Decreto 3 agosto 2011 Scuola di Formazione riconosciuta dalla P.ED.I.AS. Comunicazione Efficace

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

Esempi di Affermazioni incentrate sulla Verità da usare con Il Codice della Guarigione

Esempi di Affermazioni incentrate sulla Verità da usare con Il Codice della Guarigione Esempi di Affermazioni incentrate sulla Verità da usare con Il Codice della Guarigione Affermazioni incentrate sulla Verità per le dodici categorie del Codice di Guarigione Troverete qui di seguito una

Dettagli

TUTTO CIO CHE SERVE PER TORNARE A SE STESSI CORSO ANNUALE

TUTTO CIO CHE SERVE PER TORNARE A SE STESSI CORSO ANNUALE TUTTO CIO CHE SERVE PER TORNARE A SE STESSI CORSO ANNUALE 2015-2016 CORSO ANNUALE 2015-2016 SILVIA PALLINI Credo che ogni creatura che nasce su questa nostra Terra, sia un essere meraviglioso, unico e

Dettagli

COSA CERCA UN CANE IN UN LEADER

COSA CERCA UN CANE IN UN LEADER COSA CERCA UN CANE IN UN LEADER LEADER: 1. Colui che conduce o guida. 2. Colui che ha la responsabilità o il comando di altri. 3. Colui che ha influenza o potere. ESSERE LEADER: Innanzitutto avere una

Dettagli

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo?

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? In Italia, secondo valutazioni ISTAT, i nonni sono circa undici milioni e cinquecento mila, pari al 33,3% dei cittadini che hanno dai 35 anni in su. Le donne

Dettagli

ADOZIONE DA PARTE DI COPPIE OMOSESSUALI

ADOZIONE DA PARTE DI COPPIE OMOSESSUALI ADOZIONE DA PARTE DI COPPIE OMOSESSUALI L argomento che tratterò è molto discusso in tutto il mondo. Per introdurlo meglio inizio a darvi alcune informazioni sul matrimonio omosessuale, il quale ha sempre

Dettagli

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica:

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica: Pasta per due 5 Capitolo 1 Libero Belmondo è un uomo di 35 anni. Vive a Roma. Da qualche mese Libero accende il computer tutti i giorni e controlla le e-mail. Minni è una ragazza di 28 anni. Vive a Bangkok.

Dettagli

PROGETTO CONTINUITÀ SCUOLA DELL INFANZIA - SCUOLA PRIMARIA

PROGETTO CONTINUITÀ SCUOLA DELL INFANZIA - SCUOLA PRIMARIA PROGETTO CONTINUITÀ SCUOLA DELL INFANZIA - SCUOLA PRIMARIA Progetto in rete degli Istituti Comprensivi di: Fumane, Negrar, Peri, Pescantina, S. Ambrogio di Valpolicella, S. Pietro in Cariano. Circolo Didattico

Dettagli

Identikit del drogato da lavoro

Identikit del drogato da lavoro INTERVISTA Identikit del drogato da lavoro Chi sono i cosiddetti workaholic? quanto è diffusa questa patologia? Abbiamo cercato di scoprirlo facendo qualche domanda al dottor Cesare Guerreschi, fondatore

Dettagli

Sensibilizzazione dei genitori

Sensibilizzazione dei genitori Sensibilizzazione dei genitori Precisione e chiarezza Quando si vogliono comunicare ai genitori le difficoltà del bambino, delle quali andrebbero valutate la natura, la gravità e le modalità di intervento,

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco Sul far della sera la famiglia si riunisce in casa per la preghiera. Ove fosse possibile si suggerisce di

Dettagli

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore.

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore. Commozione Si commuove il corpo. A sorpresa, prima che l opportunità, la ragionevolezza, la buona educazione, la paura, la fretta, il decoro, la dignità, l egoismo possano alzare il muro. Si commuove a

Dettagli

Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono

Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono Contenuti: competenza lessicale: espressioni lessicali e metaforiche; competenza grammaticale: ripresa dei pronomi diretti e indiretti; competenza pragmatica:

Dettagli

Presentazione ai Dirigenti Scolastici

Presentazione ai Dirigenti Scolastici Il Progetto Adolescenza del Lions Quest International Presentazione ai Dirigenti Scolastici La scuola sta vivendo, da alcuni anni, un periodo molto complesso Potersi dotare di strumenti che facilitino

Dettagli

Il silenzio. per ascoltare se stessi, gli altri, la natura

Il silenzio. per ascoltare se stessi, gli altri, la natura Il silenzio per ascoltare se stessi, gli altri, la natura Istituto Comprensivo Monte S. Vito Scuola dell infanzia F.lli Grimm Gruppo dei bambini Farfalle Rosse (3 anni) Anno Scolastico 2010-2011 Ins. Gambadori

Dettagli

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE. Docente: S. De Stasio

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE. Docente: S. De Stasio PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE Docente: S. De Stasio Diverse dimensioni delle norme morali L acquisizione di una norma morale è un processo che contiene diverse

Dettagli

milieu sul luogo professionnel: Qualche suggerimento per i colleghi

milieu sul luogo professionnel: Qualche suggerimento per i colleghi Problèmes Problemi con d alcool l alcol en milieu sul luogo professionnel: di lavoro Qualche suggerimento per i colleghi Edizione: Dipendenze Svizzera, 2011 Grafica: raschle & kranz, Berna Stampa: Jost

Dettagli

Celebrazione del 50 anniversario di matrimonio di

Celebrazione del 50 anniversario di matrimonio di 1 Celebrazione del 50 anniversario di matrimonio di N. e N. 2 Celebrare un anniversario non significa rievocare in modo nostalgico una avvenimento del passato, ma celebrare nella lode e nel rendimento

Dettagli

Yoga Nidra Yoga Nidra è una forma di riposo psichico e psicologico più efficace del sonno normale

Yoga Nidra Yoga Nidra è una forma di riposo psichico e psicologico più efficace del sonno normale Quant è difficile rilassarsi veramente e profondamente anche quando siamo sdraiati e apparentemente immobili e distesi, le tensioni mentali, le preoccupazioni della giornata e le impressioni psichiche

Dettagli

La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini. Comune di OSNAGO. Associazione ALE G. dalla parte dei bambini

La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini. Comune di OSNAGO. Associazione ALE G. dalla parte dei bambini La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini Associazione ALE G. dalla parte dei bambini Comune di OSNAGO AI BAMBINI E ALLE BAMBINE Il 20 novembre 1989 è entrata in vigore

Dettagli

AUTOSTIMA e l'immagine del SE' nel bambino e nell'adolescente. Dott.ssa Barbara Tonin Psicoterapeuta Analista Junghiana

AUTOSTIMA e l'immagine del SE' nel bambino e nell'adolescente. Dott.ssa Barbara Tonin Psicoterapeuta Analista Junghiana AUTOSTIMA e l'immagine del SE' nel bambino e nell'adolescente Dott.ssa Barbara Tonin Psicoterapeuta Analista Junghiana PERCHÉ PENSIAMO CHE AVERE AUTOSTIMA SIA IMPORTANTE? AUTOSTIMA E' la considerazione

Dettagli

Come moltiplicare l intelligenza del tuo bimbo da 0 a 3 anni.

Come moltiplicare l intelligenza del tuo bimbo da 0 a 3 anni. Come moltiplicare l intelligenza del tuo bimbo da 0 a 3 anni. Ebook gratuito A cura della D.ssa Liliana Jaramillo, Psicologa ed esperta in stimolazione infantile http://www.bimbifelicionline.it Copyright

Dettagli

Progetto Educazione al Benessere. Per star bene con sé e con gli altri. Progetto di Circolo

Progetto Educazione al Benessere. Per star bene con sé e con gli altri. Progetto di Circolo DIREZIONE DIDATTICA 3 Circolo di Carpi Progetto Educazione al Benessere Per star bene con sé e con gli altri Progetto di Circolo Anno scolastico 2004/2005 Per star bene con sé e con gli altri Premessa

Dettagli

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime Indice Introduzione 7 La storia delle rose: quando la mamma parte 9 Il bruco e la lumaca: quando i genitori si separano 23 La campana grande e quella piccola: quando nasce il fratellino 41 La favola del

Dettagli

1) Il bambino in Ospedale

1) Il bambino in Ospedale Dal giorno in cui qualcuno ha avuto il coraggio di entrare in un reparto di terapia terminale con un naso rosso e uno stetoscopio trasformato in telefono, il mondo è diventato un posto migliore. Jacopo

Dettagli

Sac. Don Giuseppe Pignataro. L oratorio: centro del suo cuore

Sac. Don Giuseppe Pignataro. L oratorio: centro del suo cuore Sac. Don Giuseppe Pignataro L oratorio: centro del suo cuore L'anima del suo apostolato di sacerdote fu l'oratorio: soprattutto negli anni di Resina, a Villa Favorita per circa un decennio, dal 1957 al

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

Ludovica Scarpa Che cos è la competenza sociale?

Ludovica Scarpa Che cos è la competenza sociale? Ludovica Scarpa Che cos è la competenza sociale? Come l intelligenza e l empatia, e un poco come tutte le caratteristiche che contraddistinguono gli esseri umani, anche la competenza sociale non è facile

Dettagli

L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA?

L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA? dott.ssa Anna Campiotti Marazza (appunti non rivisti dall autrice; sottotitoli aggiunti dal redattore) L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA? primo incontro del ciclo Il rischio di educare organizzato

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3 IL SE E L ALTRO ANNI 3 Si separa facilmente dalla famiglia. Vive serenamente tutti i momenti della giornata scolastica. E autonomo. Stabilisce una relazione con gli adulti e i compagni. Conosce il nome

Dettagli

La Carta di Montecatini

La Carta di Montecatini La Carta di Montecatini Le origini e le ragioni della Carta di Montecatini La Carta di Montecatini è il frutto del lavoro del secondo Campus che si è svolto nella città termale dal 27 al 29 ottobre 2005.

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO PROGETTO DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Classi Prime - Seconde - Terze Anno scolastico 2012-2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO

Dettagli

ASILO NIDO PARCO PINETA San Salvatore M.to

ASILO NIDO PARCO PINETA San Salvatore M.to ASILO NIDO PARCO PINETA San Salvatore M.to Progetto educativo "Le quattro stagioni" ANNO 2011-2012 Il progetto Le stagioni al nido intende proporre ai bambini un viaggio nelle stagioni e nel tempo finalizzato

Dettagli

MI PIACE LA MAGGIOR PARTE DI ME. AUTOSTIMA E SCUOLA Strategie di gestione

MI PIACE LA MAGGIOR PARTE DI ME. AUTOSTIMA E SCUOLA Strategie di gestione MI PIACE LA MAGGIOR PARTE DI ME AUTOSTIMA E SCUOLA Strategie di gestione Percorsi didattico-educativi Sabato 7 febbraio 2009 Dr.ssa ANNA STROPPA psicologa e psicoterapeuta dell et età evolutiva GIUSE TIRABOSCHI

Dettagli

LA PATOLOGIA DEL SE NEI DISTURBI DI PERSONALITA. Dr.ssa Anita Casadei Ph.D

LA PATOLOGIA DEL SE NEI DISTURBI DI PERSONALITA. Dr.ssa Anita Casadei Ph.D LA PATOLOGIA DEL SE NEI DISTURBI DI PERSONALITA Dr.ssa Anita Casadei Ph.D L istanza psichica del Sé è il cardine centrale della teoria di Kohut, u Quale totalità psichica che si sviluppa e si consolida

Dettagli

SE IO FOSSI UN ALBERO E INVENTASSI UNA STORIA DAL MIO DISEGNO...TI RACCONTEREI CHE...

SE IO FOSSI UN ALBERO E INVENTASSI UNA STORIA DAL MIO DISEGNO...TI RACCONTEREI CHE... SE IO FOSSI UN ALBERO E INVENTASSI UNA STORIA DAL MIO DISEGNO...TI RACCONTEREI CHE... Una volta si fece la festa degli alberi nel bosco e io e una bimba, che non lo sapevo chi era, giocavamo con gli alberi

Dettagli

darioianes.itit 2005 Dario Ianes - www.darioianes.it

darioianes.itit 2005 Dario Ianes - www.darioianes.it Lavoro di rete e equipe educativa Nuove alleanze per il Piano Educativo Individualizzato e il Progetto di Vita Dario Ianes Centro Studi Erickson, Trento Università di Bolzano www.darioianes darioianes.itit

Dettagli