CONTRAFFAZIONE E CRIMINALITÀ ORGANIZZATA Un attività criminale che danneggia l economia e ci espone a molti pericoli

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1 CONTRAFFAZIONE E CRIMINALITÀ ORGANIZZATA Un attività criminale che danneggia l economia e ci espone a molti pericoli Scuola di Specializzazione: Relatore: Contesto di Project Work: Tesista specializzando: Anno di corso: SST in Scienze Criminologiche Dott. Daniele Bosi Dirigente Servizio Ispettivo CCIAA Pistoia La contraffazione dei prodotti Davide PACINI Secondo Modena, 16 giugno 2007 Anno accademico

2 Indice dei contenuti 1 Introduzione... pag Produzione... pag I settori industriali coinvolti nel fenomeno e gli effetti pag. 5 2 La contraffazione. Studio e analisi... pag I canali di vendita della merce contraffatta... pag Gli effetti del fenomeno contraffazione... pag Il concetto di Criminalità Economica... pag Tecnologie legali e illegali... pag Un quadro d insieme... pag La filiera del Falso... pag I Prodotti contraffatti... pag Conclusioni... pag Project Work e attività svolta... pag Bibliografia... pag. 64 1

3 1- Introduzione e Analisi L industria del falso non può essere più considerata un fenomeno marginale dell economia mondiale. Studi elaborati dal World Trade Organization e dall OCSE stimano che il commercio di prodotti contraffatti corrisponde al 10% degli scambi mondiali per un valore pari a 450 miliardi di dollari. A questi risultati si arriva dopo un decennio di forte accelerazione del fenomeno: molte analisi valutano che in soli 10 anni il fatturato dell industria del falso sia aumentato del 1600%. La contraffazione interessa ormai quasi tutti i settori industriali. Un analisi della Commissione UE ha stimato che all interno dell Unione Europea, le merci contraffatte rappresentano: - dal 5% al 10% delle vendite di pezzi di ricambio di autoveicoli; - il 10% delle vendite dei CD e di audiocassette; - il 16% delle vendite di film (videocassette e DVD); - il 22% delle vendite di calzature e articoli d abbigliamento; - il 25% del vendite di software; - il 17% delle vendite di cosmetici alimentari e medicinali. Il dato più preoccupante è il forte aumento delle contraffazioni di medicinali: l'oms, l Organizzazione Mondiale della Salute, stima che il 10% dei medicamenti consumati nel mondo siano contraffatti, con punte del 30% in Brasile e del 60% in alcuni Stati africani. 2

4 L Europa non è immune al fenomeno: gli uffici doganali dell UE indicano che il 10% degli oggetti falsi bloccati alle frontiere sono medicinali Produzione L Estremo Oriente è indicato come la fonte principale delle contraffazioni. La stima è che circa il 70% della produzione mondiale di contraffazioni provenga dal Sud-Est asiatico con la Cina come primo produttore, seguita da Corea, Taiwan, Thailandia, Pakistan, Malesia e altri Paesi dell'area. La destinazione di questi prodotti è per il 60% l'unione Europea. Il rimanente 40% viene venduto in altri Paesi come America, Australia, ex URSS, Paesi Arabi, ecc.. Anche in Europa l industria del falso è notevolmente in crescita. In Europa i Paesi leader nella produzione di merce taroccata sono l'italia, la Spagna, la Turchia, il Marocco, e i Paesi dell ex blocco sovietico. L Italia è il primo paese dell Europa per diffusione del fenomeno del lavoro irregolare (12% del totale occupati), evasione fiscale (17% del PIL), e dimensione dell industria del falso, con un volume d affari quantificato tra i 4 e i 7 miliardi di euro. In Italia settore più esposto alla contraffazione è quello dei prodotti della moda, che corrisponde a circa il 60% dei prodotti contraffatti in commercio, il resto riguarda giocattoli, prodotti eno-gastronomici, orologeria, componenti elettronici e meccanici, audiovisivi e software. Le aree maggiormente interessate in Italia alla produzione di merci contraffatte sono: Napoli, con particolare riferimento ai quartieri spagnoli ed alle zone di Ottaviano, S. Giuseppe Vesuviano e Terzigno, l hinterland milanese e la provincia di Prato, dove la presenza di popolazione cinese ha dato luogo ad una vera e propria Chinatown. 3

5 Fra i Paesi europei emergenti in questa attività criminale, un posto di particolare importanza viene occupato da Belgio ed Olanda attivi non solo come aree di transito dei prodotti contraffatti ma anche come luoghi in cui si pratica il confezionamento della merce. Al di fuori dell Europa dobbiamo segnalare gli Stati Uniti, dove l industria della contraffazione è presente in misura preoccupante. I prodotti più contraffatti in questo Paese sono quelli appartenenti ai settori della profumeria, degli articoli di lusso e dell elettronica. 4

6 1.3 - I settori industriali coinvolti nel fenomeno e gli effetti La contraffazione non è sempre sinonimo di impresa marginale. Inchieste e studi sul fenomeno hanno permesso di identificare almeno due macro-tipologie di imprese per la produzione del falso: 1) Le imprese marginali e destrutturate, ovvero, quelle imprese inesistenti a livello legale, non censite da nessuna Banca Dati e delle quali possiamo solo avere una quantificazione statistica del numero, peraltro sicuramente grande, se si pensa che quelle iscritte alle Camere di Commercio ma sconosciute a Inps e Uffici IVA sono oltre Sono aziende che lavorano con pochi macchinari nascosti in scantinati e che sfruttano il lavoro di cittadini extracomunitari irregolari e spesso anche di minori; 2) Le imprese ben strutturate e radicate, che combinano una attività regolare con una produzione di beni contraffatti. Spesso si tratta degli stessi operatori a cui le Case Madri affidano la fabbricazione di prodotti di marca e che realizzando quantità in eccedenza, non autorizzate. Questi prodotti, peraltro difficilmente riconoscibili dall originale se non per numeri di serie, certificati di garanzia o documenti commerciali, sono i più ricercati dal mondo della contraffazione. In molti casi queste imprese organizzano il processo produttivo adottando il modello a rete tipico delle imprese regolari. Ci sono imprese poi che non producono, ma si limitano solo all importazione e alla vendita di prodotti non conformi alle normative 5

7 europee sulla sicurezza. In questo caso la cosa più contraffatta è sicuramente la marcatura CE. Queste aziende importano prodotti come giocattoli, materiale elettrico, DPI (Dispositivi di protezione individuale), che sono stati costruiti senza il rispetto di nessuna normativa. Vi applicano la marcatura CE falsa, creano falsi certificati di conformità e li immettono in commercio con gli stessi canali dei prodotti conformi. Possiamo trovare questi oggetti ovunque, anche nei Grandi Magazzini, nei negozi e nei mercati. Molto spesso il distributore finale pensa di commercializzare prodotti sicuri ed è a sua volta anche lui una vittima del giro della contraffazione. Altre volte la scelta di commercializzare prodotti con certificazioni false è una scelta di mercato in quanto il prodotto non conforme ha un costo molto inferiore al prodotto buono e il guadagno è enormemente superiore. Si pensi a DPI come gli occhiali da sole, che spesso vengono acquistati a costi irrisori, si parla di 10, 30 centesimi di Euro l uno. Prodotti che poi vengono commercializzati dai 3 ai 10 Euro, con guadagni anche del %. 6

8 2 - La contraffazione. Studio e Analisi 2.1 I Canali di vendita della merce contraffatta Esistono almeno tre canali attraverso i quali avviene la commercializzazione di prodotti contraffatti: - il primo, è costituito dai negozi, dove il prodotto contraffatto viene venduto assieme agli articoli originali. Si tratta quasi sempre di quei prodotti ben realizzati e quindi di difficile riconoscimento. Il negoziante spesso è complice della frode o ne è l autore diretto, ma succede che anche lui possa a sua volta essere una vittima ; - il secondo, è quello dei canali ambulanti, spesso controllati da vere e proprie organizzazioni criminali che sfruttano cittadini extracomunitari; - il terzo, in fase di espansione, è quello del commercio elettronico che garantisce anonimato ed elevata capacità di transazione. E molto sfruttato per il commercio dei prodotti cosmetici e dei prodotti farmaceutici. 7

9 2.2 - Gli effetti del fenomeno contraffazione Gli effetti negativi del fenomeno contraffazione sono molteplici e interessano vari aspetti dell economica e della vita sociale di un paese. A livello imprenditoriale basti pensare al danno economico per l impresa legale che la contraffazione può produrre nei suoi confronti. Questa può essere misurata sia dalle mancate vendite, sia dalla perdita di immagine e di credibilità del marchio, e non in per ultimo dalle spese legali sostenute per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, o la riduzione del ritorno di denaro speso negli investimenti di ricerca, innovazione e marketing. Ricordiamo sempre che un prodotto contraffatto non è mai un prodotto sicuro. La sua produzione è determinata solo dallo scopo di ricavare denaro in grande quantità. La salute e la sicurezza del consumatore non sono mai prese in considerazione da chi produce un prodotto taroccato. Pensate agli sciroppi per la tosse destinati ai bambini e realizzati con liquido antigelo per auto. Ne sono state trovate migliaia di confezioni in Africa, dove hanno causato la morte e l intossicazione di centinaia di bambini. Un grave danno alla società titolare del prodotto in quanto la contraffazione deteriora la funzione tipica del marchio che è quella di garantire all acquirente le caratteristiche di sicurezza e qualità della sua scelta di acquisto. Possiamo quindi affermare che la contraffazione è una concorrenza sleale e illegale alle industrie, che sono la forza economica di un Paese, portata avanti con lo sfruttamento dei lavoratori, spesso cittadini extracomunitari illegali, e non di rado, minorenni. 8

10 Il lavoratore, inserito nelle filiere lavorative del falso, subisce una condizione lavorativa priva dei diritti e delle tutele previsti dalla leggi e dai contratti di lavoro. Stipendi di 3/5 Euro l ora, senza versamento di contributi, senza ferie e giorni di riposo pagati. Nessuna garanzia assicurativa in caso di incidenti sul lavoro, o malattie. La contraffazione è stata, e lo sarà anche in seguito, la causa della perdita del posto di lavoro e quindi di gravi crisi economiche familiari per molti cittadini comunitari. Secondo INDICAM 1 negli ultimi 10 anni sono 270 mila i posti di lavoro persi nel mondo, di cui 125 mila nell Unione europea e 40 mila solo in Italia, senza contare la sottrazione di risorse all Erario pubblico attraverso l evasione delle imposte dirette ed indirette. In Italia il falso ha determinato un mancato introito fiscale, pari all'8% del gettito IRPEF e al 21% del gettito IVA, ovvero oltre 34 miliardi di Euro, l equivalente di una finanziaria. 1) Istituto di Contromarca per la lotta alla contraffazione. - Indicam rappresenta oltre 180 aziende, associazioni, enti, studi professionali, organizzazioni impegnati nella lotta alla contraffazione dei prodotti di marca. 9

11 2.3 - Il concetto di Criminalità Economica Il criminologo americano Edwin Sutherland 2 indicava già nel 1940, come gli analisti tradizionalmente abbiano sempre poco preso in considerazione la criminalità economica come oggetto di analisi. "Gli economisti sono esperti nelle questioni concernenti gli affari, ma non sono abituati a considerarle dal punto di vista della rilevanza penale, d altra parte la maggior parte dei sociologi prende in considerazione la criminalità, ma non quella che è propria del mondo economico. Al contempo però, l oggetto trascurato si presenta per sua natura ambiguo sotto molteplici profili (Nelken 1994) 3. Il confine tra legalità e illegalità è in genere marcato in misura incerta. I comportamenti di criminalità economica non sono codificati come criminali in maniera omogenea tra i sistemi giudiziari dei vari Paesi, che spesso legano questo tipo di violazioni al diritto civile o amministrativo come avviene ad esempio per l abuso di posizione dominante, o l uso ingannevole della pubblicità, la produzione e il commercio di prodotti con marcatura CE contraffatta. Inoltre nel caso in cui le condotte siano sanzionate penalmente, si registra una notevole differenza tra la previsione di illiceità del Codice Penale e una diffusa accettazione dei comportamenti illeciti in ampi strati del ceto sociale, la corruzione prima di "Mani Pulite" o l evasione fiscale possono costituire un esempio emblematico della situazione in Italia. 2) EDWIN SUTHERLAND - Withe Collar Crime, Yale University Press, New Haven - London 1983; trad. italiana: Il crimine dei colletti bianchi, Giuffrè, Milano, ) DAVID NELKEN - Professore ordinario di Sociologia Generale - Dipartimento di Studi su mutamento sociale, istituzioni giuridiche e comunicazione Il Professor Nelken è uno dei massimi esperti mondiali della ricerca interdisciplinare in Sociologia del diritto e Criminologia comparata. E Trusteee of the Law and Society Associatio USA: Vice President of the Research Committee of sociology of law of the International Sociological Association. 10

12 Ritornando all esempio della contraffazione della marcatura CE, prima che i mass-media si interessassero al fenomeno, poche persone se non gli addetti ai lavori potevano avere una idea dei capitali mossi dall industria del falso. In molti casi, quindi, per i crimini economici, viene a mancare del tutto nel cittadino la consapevolezza che abbia avuto luogo un reato. E infatti facilmente rilevabile che vittime e rei nei contesti dei reati compiuti da una criminalità economica risultano generalmente più invisibili rispetto alla facile percezione di altri delitti (Vincenzo Ruggiero 1996) 3. Il commercio di un giocattolo con marcatura CE contraffatta ad esempio difficilmente crea in chi l acquista il dubbio su cosa si nasconda dietro. Pochi sanno, ma dovrebbero invece saperlo tutti, che dietro un semplice giocattolo contraffatto si nasconde una o più organizzazioni criminali che per la sua produzione hanno riciclato materie plastiche tossiche, utilizzato coloranti nocivi ormai banditi da anni e realizzati con materie di scarto che sarebbero dovute essere distrutte. Doppio guadagno, smaltimento di scorie nocive e nessun costo per le materie prime. Criminali che sfruttano la mano d opera minorile e il lavoro nero. Bassissimo costo salariale, nessun costo previdenziale e zero tasse da pagare. Il prodotto finirà in vendita a prezzi oscillanti tra i 5 e i 10 Euro, ma sarà costato al massimo 5, 10 centesimi di Euro. Il guadagno per chi lo ha prodotto sarà enorme. Le modalità di attuazione dei crimini economici (come per molte truffe) tendono a creare sempre una separazione di tempi e di luoghi, tra chi compie il crimine e chi ne subisce il danno. Danno che spesso si materializza senza alcun esplicito collegamento all azione del criminale con il risulto di una difficile risalita al responsabile dell azione illegale. 11

13 Forse per l effetto ambiguo che fino ad oggi ha avuto la criminalità economica sull opinione pubblica e quindi della sua marginalità nel suo studio tra le scienze sociali, solo recentemente la sua pericolosità e il suo impatto sull economia dei Paesi è stata pienamente percepita da tutti. Fino a pochi anni fa, parliamo degli anni 80 solo pochi illuminati studiosi di economia lanciavano allarmi sulla ingerenza della criminalità organizzata negli affari e nelle attività economiche. "Non esiste una definizione generalmente accettata di criminalità economica, né un distinto segmento di letteratura teorica e pratica sulla criminalità economica" (Edmund Kitch 1983) 4. Il primo concetto elaborato dell idea di criminalità economica, attribuita al criminologo americano E.H. Sutherland, fa esplicito riferimento ai soggetti che commettono crimini economici. Nella sintesi del pensiero di Sutherland, diffusasi in letteratura, il crimine economico viene visto come "delinquenza delle classi superiori o dei colletti bianchi, cioè di professionisti rispettabili o almeno rispettati...". Il crimine economico o crimine imprenditoriale, tra i differenti illeciti messi in atto dai colletti bianchi, si qualifica quindi, in questa accezione, come un comportamento illecito adottato da soggetti che operano internamente a una organizzazione legittima, tipicamente un impresa, in congruità con gli obbiettivi di questa. (Schrager, Short 1977) 5. Una seconda tipologia di definizioni a cui spesso fanno riferimento esplicitamente o implicitamente i manuali di criminologia di scuola americana, include sotto l etichetta di crimine economico qualunque reato compiuto con finalità di natura economica, spostando l analisi dagli 3) VINCENZO RUGGIERO Professore di sociologia presso la Middlesex University di Londra e presso l Università di Pisa Economie sporche: L impresa criminale in Europa. - Bollati Boringhieri, Torino, ) EDMUND KITCH Professore Università di Chigaco Facoltà di diritto - Crimine economico: Teoria, in Sanford H. Kadish, ed., enciclopedia del crimine e giustizia 670 (la pressa libera, 1983). 12

14 esecutori criminali alle loro funzioni rispetto all obiettivo dell azione criminale. Risulta quindi un allargamento del contenuto della definizione di criminalità economica a qualunque tipologia di crimine. Allo stesso tempo si delinea un collegamento, per quanto implicito, all idea di criminale razionale (Gary Becker 1968) 6, che usa le sue risorse tra attività lecite ed illecite traendo il massimo il profitto derivante dalle une e dalle altre, ammortizzando così i costi e i rischi dovuti all attività anticrimine delle Autorità. Un ulteriore tipologia di definizioni rimanda, infine, alle modalità di esecuzione dei crimini economici: comportamenti illeciti che presentano significative analogie gestionali con attività economiche normali e del tutto lecite (Kitch 1983). Questa definizione si articola in tre differenti categorie di illeciti: 1) quelli commessi come attività all ombra di business legali, sfruttando le opportunità illegali che si aprono nel mondo degli affari; 2) quelli associati alla gestione con strumenti illeciti dell offerta di beni e servizi leciti ; 3) quelli, infine, tipici della gestione (ovviamente illecita) di beni e servizi, essi stessi illeciti. Tutte le definizioni, riconducibili alle precedenti tipologie, per quanto possano lasciare insoddisfatti se considerate singolarmente, contribuiscono, nel loro insieme, ad evidenziare gli elementi da combinare per la costruzione di un concetto abbastanza reale di criminalità economica: la rispettabilità dei rei, la loro tipica finalità all arricchimento, la modalità 5) SCHRAGER, L.S., e SHORT, J.F., Toward a sociology of organza tional crime, in "Social problems", 1977, n. 25, pp ) GARY S. BECKER Nobel nelle scienze economiche - Crimine e punizione: Un metodo economico Il giornale di economia politica, volume 76, no 2. (Marzo - apr. 1968), pp

15 "imprenditoriale" dell azione criminale. Resta vero tuttavia che una semplice contrapposizione dei tre elementi lascia insoddisfatti ad un attenta analisi. La rispettabilità non sempre è una caratteristica del reo, ma può divenirlo a seguito del successo ottenuto nella professione di criminale economico. La finalità di arricchimento può combinarsi ad obiettivi di acquisizione di potere o di rispettabilità, e manifestarsi, non rispetto ad un singolo comportamento criminale, ma ad un insieme concatenato di reati. La modalità "imprenditoriale", può a volte concretizzarsi nell utilizzo di un impresa formalmente legittima per la commissione del reato, come invece può manifestarsi nella stabile organizzazione razionale del lavoro di un gruppo di individui per la conduzione di un attività criminale, senza per questo assumere la natura formale di impresa. Un reato può quindi essere commesso usufruendo di strumenti resi disponibili dal ruolo che il criminale ricopre all interno di un impresa legittima, oppure organizzando parallelamente una forma di divisione del lavoro tra individui, che, seppure di natura imprenditoriale, nulla ha a che fare con l impresa in cui il criminale, eventualmente assieme ai suoi soci, opera. Il problema centrale per la costruzione di una definizione di criminalità economica è quindi quello di trovare una strada per "articolare" la complessità delle numerose possibili combinazioni delle diverse qualificazioni relative alle tre componenti: rispettabilità degli autori dei reati, ruolo della finalità economica dei crimini, significato della natura "imprenditoriale" della modalità di attuazione del crimine. 14

16 2.4 - Tecnologie legali e illegali Per districarsi in questa fitta rete di possibilità gli economisti moderni utilizzano il concetto di "tecnologia", che è alla base degli studi sulla teoria economica, nel suo significato più generale e astratto di capacità di combinare fattori produttivi come lavoro, capitale, conoscenza, etc, al fine di realizzare un determinato obiettivo. La criminalità economica può quindi essere individuata come un insieme di attività che vengono gestite utilizzando tecnologie illecite. Il successo nell attività economica è, nelle società moderne, associato ai percorsi della promozione sociale. La rispettabilità del criminale economico sarà quindi il risultato della sua capacità di utilizzare la tecnologia illegale per gestire la sua attività economica. La finalità del profitto non è attribuibile direttamente ad ogni singolo atto criminale, ma è connessa alla gestione con tecnologia illegale dell attività economica nel suo complesso. Il concetto di crimini economici e la gestione delle attività economiche è fondato sulla valutazione del crimine come quella di una tecnologia che lega i vari fattori di produzione. In tal senso la forma imprenditoriale, nel suo aspetto legale, è molte volte, lo strumento di gestione. Il riferimento alla criminalità come "tecnologia" non è utile unicamente per capire le definizioni tradizionali di criminalità economica, ma offre l opportunità di riportare ad una unica causa una serie di elementi emersi dalla ricerca e dall attività investigativa nel corso dell ultimo ventennio e di quelli che emergeranno dall analisi della criminalità negli anni a venire. 15

17 La gestione criminale del fattore lavoro ha assunto un importanza sempre più determinante sia per gli equilibri dei mercati illegali, come quello della prostituzione o del traffico di stupefacenti, che per l evoluzione di segmenti di mercato legale totalmente o parzialmente sommersi. La gestione criminale della manodopera ha superato negli ultimi anni la dimensione strettamente locale e nazionale, per assumere una scala transnazionale, sviluppando legami sempre più stretti con il traffico internazionale di migranti (Savona, Lasco, Di Nicola, Zoffi 1997). Nel management del fattore capitale, la rilevanza delle tecnologie illegali di gestione è cresciuta di pari passo con lo sviluppo dei processi di globalizzazione e con il diffondersi del loro impatto a livello locale. L evoluzione del riciclaggio internazionale evidenzia sempre più come tale fenomeno non risponda unicamente alla logica di copertura dell origine illecita dei flussi finanziari, ma risulti governato dalla dinamica dei rendimenti e della rischiosità dei diversi impieghi. Come le tecnologie lecite di gestione, anche quelle illecite determinano cambiamenti e mutamenti dei flussi internazionali in risposta alle variazioni delle politiche di repressione e controllo, che ne alterano le convenienze relative (Savona, De Feo 1997). Anche sul piano delle strategie competitive, le tecnologie illegali si caratterizzano come un alternativa al management con strumenti leciti della concorrenza di mercato. L uso della violenza criminale costituisce lo strumento concorrenziale estremo, per la possibilità che offre, a chi ne fa uso, di competere con i concorrenti sulla definizione stessa dei diritti di proprietà sulle risorse e sui prodotti oggetto dell attività economica (Lasco 1997). Ma anche frodi (Levi 1981), contraffazione di marchi, corruzione (Van Duyne 1997) costituiscono elementi di uno strumentario competitivo criminale, la cui funzionalità può emergere nello svolgimento di attività economiche sia illecite che invece perfettamente legali, almeno sotto il 16

18 profilo formale. Le frodi possono assumere un ruolo importante anche nella gestione dei rapporti con fornitori e clienti, costituendo un elemento rilevante del meccanismo di regolazione dei legami tra i vari settori industriali. Analizzare il crimine economico come attività commerciale gestita utilizzando tecnologie illecite mette a disposizione dell analista gli strumenti indispensabili per far luce su due fenomeni emergenti nello scenario della criminalità economica: la progressiva sovrapposizione tra criminalità organizzata e criminalità economica e lo sviluppo di crescenti collegamenti di dipendenza tra i principali reati economici (Savona, Lasco, Di Nicola, Zoffi 1997). Le organizzazioni criminali convenzionali, tradizionalmente dedite allo sfruttamento criminale del territorio in cui sono localizzate (tramite l estorsione generalizzata, il controllo degli appalti pubblici e dei mercati illegali locali) o al traffico di stupefacenti, si muovono verso nuovi business tipici della criminalità economica (frodi, contraffazione, ecc.), tanto più che le "tecnologie illegali", su cui è costituita la loro attività tradizionale (violenza e corruzione), divengono strumenti utili a ridurre i costi di gestione di tali nuovi business e per competere con gli altri concorrenti illegali. Dobbiamo inoltre tenere conto che le nuove opportunità per i criminali economici tradizionali sono ora caratterizzate da una più ampia dimensione geografica delle attività (basti pensare alle frodi internazionali o a quelle contro gli interessi della Comunità Europea) ma anche da una maggiore complessità delle procedure necessarie ad attuare il crimine, rendono indispensabile, per un loro efficace sfruttamento, una struttura criminale organizzata in grado di operare su scala internazionale. Similmente, l accresciuta complessità delle opportunità di affari per la criminalità economica rende necessario gestire concatenazioni anche 17

19 complesse di differenti condotte illecite, nelle quali la frode, la corruzione, il riciclaggio e la violenza costituiscono tasselli indispensabili per il successo dell intera attività. La combinazione di tali condotte illegali interdipendenti può assumere la forma di transazioni tra differenti soggetti criminali, generando veri e propri mercati di servizi illegali, oppure può materializzarsi in accordi di cooperazione tra differenti soggetti criminali più o meno stabili ed efficaci, ovvero ancora può portare alla creazione di strutture organizzate in grado di governare al proprio interno le differenti fasi dell attività illecita. Considerare la criminalità economica utilizzando il concetto di "tecnologia" illegale per la gestione delle attività economiche, sollecita, rispetto all analisi dei due trend descritti sopra, due quesiti strettamente connessi tra loro. In quali condizioni la "tecnologia" illegale richiede organizzazione per essere attivata efficientemente, ovvero in quali condizioni richiede una divisione del lavoro criminale? Quali legami esistono tra differenti "tecnologie" illegali (la frode, la corruzione, la violenza, etc.) e a quali condizioni tali legami si manifestano all interno di una stessa struttura organizzata, ovvero assumono la forma di transazioni tra strutture differenti? La teoria economica dell organizzazione industriale ha costruito strumenti analitici per rispondere a domande simili in relazione a tecnologie lecite, ma tali strumenti, se opportunamente riconsiderati (Fiorentini, Peltzman 1995) possono fornire elementi di riflessione utili per analizzare le "tecnologie illegali". La nuova agenda per la ricerca in tema di criminalità economica è ancora tutta da scrivere e richiede che gli economisti si abituino a considerare gli affari anche dal punto di vista della rilevanza penale, e che i sociologi e i criminologi prendano sempre più in considerazione la criminalità propria 18

20 del mondo economico. Fare tesoro di quanto detto da Sutherland è, oggi più che mai, una via obbligata! 19

21 2.5 - Un quadro d insieme Con un volume d affari annuo pari a 7 miliardi di euro, la contraffazione è ormai nel nostro Paese, un vero e proprio sistema industriale e commerciale con i suoi centri di produzione e di trasformazione, con i suoi canali di vendita, le reti distributive e i suoi consumatori casuali o affezionati. Un settore che non conosce crisi che da pochi articoli griffati si è esteso, in questi ultimi anni, a prodotti e merci di vario tipo compresi molti che influenzano la vita e la salute delle persone, parliamo di giocattoli, alimenti e bevande, medicinali e cosmetici, apparecchiature elettriche di uso domestico, utensileria, ricambi per automobili e persino per aerei. Un settore che agisce ormai nel mercato globale, spostando i centri di produzione laddove i costi sono meno cari, avvalendosi di professionisti dell export, di mediatori internazionali, appoggiandosi a centri di transfert money tanto da poter affermare che la contraffazione è l altra faccia della globalizzazione. L Italia, si conferma fra i primi Paesi coinvolti nell affare sia per quanto attiene la produzione sia per quanto riguarda la commercializzazione di merci falsificate, con un costo altissimo per l economia, che incide sulla realtà sociale del Paese, penalizzando il made in Italy, la ricerca e la produzione industriale ed intellettuale, la concorrenza e il mercato del lavoro, con mancate entrate rilevanti in termini di evasione ed elusione fiscale. 20

22 Un settore in continua crescita come testimoniano le operazioni delle forze di polizia e l attività della Agenzia delle dogane, che pur aumentando in maniera esponenziale, sembrano appena scalfire un fenomeno tanto esteso quanto sommerso. Nel 2006 solo la Guardia di Finanza ha effettuato oltre interventi anticontraffazione, con il sequestro di circa 89 milioni di articoli contraffatti Se i prodotti legati alla moda rappresentano circa il 50% del valore economico dell insieme delle merci sequestrate, la quantità maggiore di pezzi riguarda cd di videogiochi, dvd di film e cd di file musicali. La pirateria musicale. tradizionale e on line, con un giro d affari annuo superiore a 80 milioni di euro, ha riportato l Italia nuovamente tra i primi 10 del mondo ove il fenomeno risulta più esteso. Il primo in Europa. Ma sono farmaci e giocattoli i prodotti che nel corso del 2005 e nel primo semestre 2006 hanno conosciuto trend di crescita davvero impressionanti. La contraffazione dei farmaci è cresciuta a livello mondiale dal 2004 al 2005 del +40%, arrecando un danno economico di oltre 2 miliardi di euro. Nel 2005 le Dogane hanno bloccato oltre un milione giocattoli in ingresso sul nostro territorio, mentre sono oltre sette milioni i giocattoli non conformi alle norme di sicurezza sequestrati sul mercato dalle forze di Polizia. Si stima che il 12% dei giocattoli messi in commercio siano contraffatti. A tal proposito è intuitivo immaginare quali siano i rischi per la sicurezza e la salute dei cittadini e dei bambini che entrano in possesso di questi prodotti, considerato che è altamente probabile se non certo che i beni in questione siano realizzati in violazione delle più elementari norme di sicurezza. Nella varietà di merci contraffatte compaiano gli oggetti più disparati dalle lamette da barba alle minimoto, dalle serrature ai personal computer. 21

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