Lingue creole e lingue segniche

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Lingue creole e lingue segniche"

Transcript

1 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 1 Lingue creole e lingue segniche Alcuni linguisti (tra cui Fischer 1978; Edwards e Ladd 1984) hanno notato certe affinità tra lingue creole e lingue segniche. Queste affinità sono di diversi tipi: affinità che riguardano la struttura linguistica affinità che riguardano lo status della lingua affinità che riguardano il fenomeno della variabilità Esaminiamo queste affinità una per una.

2 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 2 Affinità che riguardano la struttura linguistica Uno Un aspetto condiviso da diverse lingue creole e lingue segniche è, l uso per funzioni grammaticali di parole con contenuto lessicale (Fischer, 1978). Vediamo un esempio.

3 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 3 Azioni compiute In italiano, il passato remoto indica che l azione descritta dal verbo è stata portata a termine prima del momento in cui l enunciato viene emesso. Per esempio, se ora asserisco l enunciato (1), ciò che asserisco èvero esattamente a queste condizioni: Gianni ha portato a termine l attraversamento della strada prima di ora. (1) Gianni attraversò la strada

4 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 4 Azioni in svolgimento Invece, l enunciato (2) può essere asserito in modo veritiero senza che Gianni abbia portato a termine l attraversamento della strada prima di ora: (2) Gianni stava attraversando la strada Si pensi ad un caso malaugurato in cui Gianni è stato investito da un automobile e non ha potuto terminare l attraversamento. In questo caso, possiamo ancora affermare in modo veritiero che, ad un certo punto, Gianni stava attraversando la strada. Per completezza di informazione dovremo però aggiungere (3)... quando è stato investito da un automobile La costruzione stava attraversando in (2) è detta perifrastica progressiva passata.

5 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 5 Indicatori aspettuali Dunque, in italiano, abbiamo delle forme verbali, come il passato remoto, che indicano che l azione si è già conclusa nel momento in cui l enunciato viene proferito. Eabbiamo inoltre delle forme verbali, come la perifrastica progressiva passata, che indicano invece che l azione èincorso in un tempo che precede il momento in cui l enunciato viene proferito. Forme che esprimono che l azione è compiuta oppure èincorso sono detti talvolta indicatori aspettuali.

6 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 6 Indicatori di azione compiuta in alcune lingue creole Creolo delle Mauritius Lessificatore: francese (4) mo fin mahze io finire mangiare ho mangiato Sranan Tongo (creolo parlato in Surinam, costa settentrionale del Sudamerica) Lessificatore: inglese kba deriva da kaba finire (dal portoghese acabar) (5) mi waka kba io camminare finire avevo camminato

7 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 7 Indicatori di azione compiuta in alcuni pidgin Tok Pisin Lessificatore: inglese pinis dall inglese finish ( finire ) (6) mipela i ting olsem i mas dai noi lui pensiamo comunque lui deve morire noi pensiamo che lui debba essere morto pinis finire Pidgin dell Africa Occidentale Lessificatore: inglese don dall inglese done ( fatto ) (7) a don kom io fatto venire io sono venuto

8 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 8 Commento Le parole fin, kba, pinis, don in queste lingue indicano che l azione descritta dal verbo è compiuta. Ma sono anche parole con un contenuto lessicale che significa finire o fatto. Dunque, mentre in italiano l azione compiuta è indicata da certe forme del verbo come il passato remoto, in queste lingue creole e pidgin si usa una parola con contenuto lessicale per svolgere questa funzione grammaticale, cioè per indicare che l azione è compiuta.

9 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 9 Lingue segniche Esaminiamo ora alcuni fatti che riguardano la LIS. Verbi U16, Tempi U1-2

10 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 10 FATTO in LIS Avolte, in alcuni enunciati della LIS compare dopo il verbo un segno che indica che l azione descritta dal verbo è stata portata a termine prima del momento in cui l enunciato viene emesso. Questo segno compare anche come verbo principale e significa finire. Di solito, quando occorre dopo il verbo per indicare che l azione del verbo è stata portata a termine, questo segno viene glossato con FATTO. Per esempio, un modo per tradurre gli enunciati (8-a) e (8-b) in lingua dei segni italiana èdieseguire i segni che corrispondono alle glosse in (9-a) e (9-b): (8) a. Gianni ha comprato una casa b. Gianni ha corso (9) a. GIANNI CASA COMPRARE FATTO b. GIANNI CORRERE FATTO

11 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 11 Commento Il segno FATTO è dunque un esempio in LIS di segno con contenuto lessicale che viene anche usato con una funzione grammaticale (cioè per indicare che l azione è stata portata a termine). Dunque, FATTO è assai simile alle parole fin, kba, pinis, don nelle lingue creole e pidgin che abbiamo visto. Anche queste sono parole con contenuto lessicale che vengono usate per indicare che l azione è stata portata a termine. Elementi simili a FATTO sono presenti non solo nella LIS, ma anche in altre lingue segniche, come ad esempio l ASL (Fischer, 1978), il BSL (Edwards and Ladd, 1984) e la lingua dei segni israeliana (Meir 1999).

12 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 12 Affinità che riguardano la struttura linguistica Due Un altro aspetto condiviso da diverse lingue creole e lingue segniche è l uso di elementi soprasegmentali al posto dei connettori per collegare le frasi (Fischer, 1978). Vediamo un esempio.

13 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 13 Condizionali nel pidgin della Melanesia In italiano l antecedente di un enunciato condizionale è collegato al conseguente per mezzo della parola se : (10) Se antecedente vuoi diventare un dottore conseguente devi studiare molto Slobin (1985) ha osservato che nel pidgin della Melanesia (la famiglia di pidgin che include il tok pisin) i condizionali non sono collegati per mezzo di una parola come se. Invece, l antecedente del condizionale è indicato da una intonazione speciale che assomiglia all intonazione di una domanda. (11) You like come one doctor? You gotta study hard. Se vuoi diventare un dottore, devi studiare molto In questo senso, nel pidgin della Melanesia il condizionale è indicato da un elemento soprasegmentale, l intonazione. Diciamo che l intonazione è un elemento soprasegmentale in quanto si accompagna a, è imposto su, un segmento della frase.

14 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 14 Condizionali in LIS In LIS, come nel pidgin della Melanesia, l antecedente del condizionale non è indicato per mezzo di una parola connettore come se. Come abbiamo già visto, è indicato invece dall espressione facciale e dalla posizione del capo: le sopracciglia sono alzate e il capo èinavanti. (12) a. sopr.alzate, testa avanti SOLE b. se c è il sole, esco io USCIRE Dunque, anche in LIS, come nel pidgin della Melanesia, il condizionale è indicato da un elemento soprasegmentale: l espressione e la posizione del capo mentre viene segnato l antecedente. Tipi di condizionali U1-2

15 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 15 Affinità che riguardano la struttura linguistica Tre Un terzo aspetto condiviso da diverse lingue creole e le lingue segniche, secondo Fischer (1978), èlatendenza a usare l ordine delle parole invece di morfemi vincolati (affissi) per indicare il caso. Vediamo cosa si intende con questo.

16 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 16 Un quesito latino Si consideri la frase latina in (13) (la riga sottostante glossa le parole latine in italiano): (13) taurus toro agricolam contadino fugat mette-in-fuga Questo enunciato latino ha lo stesso significato dell enunciato italiano (14): (14) il toro mette in fuga il contadino Come facciamo a sapere che (13) vuol dire che èiltoro che mette in fuga il contadino e non il contadino che mette in fuga il toro?

17 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 17 Ruoli tematici e caso I L enunciato latino (13) vuol dire che il toro mette in fuga il contadino perché ilcaso del nome taurus è nominativo (questo è indicato dal suffisso -us), mentre il caso del nome agricolam è accusativo (questo è indicato dal suffisso -am). (13) taurus toro agricolam contadino fugat mette-in-fuga Dunque, in latino la forma del nome ci permette di stabilire se il nome è accusativo o nominativo, e in questo modo ci permette di determinare chi compie l azione (agente) e chi subisce l azione (paziente). In linguistica, ruoli come agente e paziente sono detti ruoli tematici.

18 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 18 Ruoli tematici e caso II Per dire in latino che il contadino mette in fuga il toro, dobbiamo usare il suffisso del caso nominativo per la parola latina che corrisponde a contadino e quello del caso accusativo per la parola latina che corrisponde a toro : (15) agricola taurum fugat contadino toro mette-in-fuga il contadino mette in fuga il toro

19 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 19 Ordine delle parole e caso Il latino ha un sistema assai ricco di suffissi per esprimere i casi. Nei linguaggi con un ricco sistema di morfemi per marcare i casi l ordine delle parole è spesso piuttosto libero. Per esempio, gli enunciati seguenti sono tutti grammaticali in latino e significano che il toro mette in fuga il contadino: (13) taurus toro agricolam contadino fugat mette-in-fuga (16) agricolam contadino taurus toro fugat mette-in-fuga (17) fugat mette-in-fuga taurus toro agricolam contadino I diversi ordini delle parole, in questo caso, hanno la funzione di mettere l accento su un elemento della frase piuttosto che su un altro.

20 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 20 Morfemi per il caso in italiano e in inglese Esistono anche lingue che hanno un sistema di morfemi per marcare i casi piuttosto povero. L inglese e l italiano sono tra queste. Si noti, per esempio, che, per sintagmi nominali come il contadino e il toro, ilcaso nominativo e il caso accusativo non sono marcati esplicitamente in italiano. In italiano il caso è marcato invece esplicitamente nei pronomi: per esempio io è nominativo, me è accusativo.

21 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 21 Ruoli tematici e ordine delle parole In lingue con un un sistema povero di morfemi per i casi, l ordine delle parole è spesso meno libero che in latino. In queste lingue, l ordine delle parole serve ad indicare il caso e permette dunque di stabilire chi è l agente e chi èilpaziente. Per esempio, in inglese, per dire che il toro mette in fuga il contadino diciamo: (18) the bull chases the farmer il toro mette-in-fuga il contadino Mentre per dire che il contadino mette in fuga il toro diciamo: (19) the farmer chases the bull il contadino mette-in-fuga il toro In questo caso, la posizione nella frase dei sintagmi nominali the bull ( il toro ) e the farmer ( il contadino ) ci dice quale dei due ha il caso accusativo e quale dei due ha il caso nominativo, e questo ci permette di ricostruire chi è l agente e chi èilpaziente. Lo stesso vale per l italiano.

22 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 22 In sintesi Ordine delle parole e caso In lingue come il latino, il caso grammaticale è indicato da un ricco sistema di morfemi. In lingue come l italiano e l inglese, invece, il caso è segnalato dall ordine delle parole.

23 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 23 Lingue dei segni e caso Le lingue segniche tendono a usare l ordine delle parole per indicare il caso. Per esempio gli enunciati italiani (20-a) e (20-b) (20) a. Gianni ama Maria b. Maria ama Gianni vengono segnati così in LIS: (21) a. GIANNI MARIA AMARE b. MARIA GIANNI AMARE Ordine parole U1-U2

24 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 24 Lingue Creole e ordine delle parole Bakker (1994) riporta che quasi tutte le lingue creole hanno un ordine delle parole strettamente SVO. Sebba (1997) non riporta casi di lingue creole con un sistema di suffissi nominali per esprimere i casi. In queste lingue, il caso, e quindi i ruoli tematici (agente paziente, ecc.), sono indicati dall ordine delle parole. Dunque, un altro aspetto che accomuna le lingue creole e le lingue segniche è l uso dell ordine delle parole per indicare il caso.

25 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 25 Una domanda per il linguista Sulla base dei dati che abbiamo descritto è naturale porsi questa domanda: Perché le lingue segniche hanno questi aspetti in comune con le lingue creole?

26 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 26 L ipotesi di Fischer S. Fischer formula questa ipotesi (condivisa anche da Edwards e Ladd) per spiegare come mai le lingue segniche hanno delle somiglianze strutturali con le lingue creole: Woodward (1973), insieme ad altri, ha fatto notare che solo il 10% dei bambini sordi ha dei genitori sordi. Anche se assumiamo che una grande maggioranza di quel 10% sta imparando l ASL come prima lingua, questo significa che il 90% dei bambini sordi imparerà l ASL per strada, o più probabilmente nei dormitori delle scuole residenziali per sordi. Se un bambino sordo di genitori udenti èdavvero fortunato, i suoi genitori... tenteranno di imparare l ASL. Tuttavia, come persone che imparano da adulti una seconda lingua, e come udenti che attribuiscono un forte valore positivo all inglese, la grande maggioranza userà una forma di pidgin inglese segnato con i propri bambini, non l ASL. Questo è anche ciò che la maggior parte dei sordi userà inclasse, ammesso che la lingua dei segni sia permessa a scuola.... Dunque, la maggior parte dei bambini sordi èforzata a ricreolizzare l ASL a ogni generazione.

27 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 27 L ipotesi di Fischer (schema) Nel caso dell acquisizione delle lingue segniche, la lingua che viene trasmessa è, nella maggior parte dei casi, una lingua semplificata. (Questo a causa del fatto che il 90% dei sordi ha genitori udenti). Anche nel caso dei bambini che imparano un pidgin e danno vita a una lingua creola la lingua trasmessa è una lingua semplificata. Essendo esposti ad una lingua semplificata, sia i sordi che i bambini che apprendono un pidgin devono inventare una lingua complessa basata sulla lingua semplificata a cui vengono esposti (la maggior parte dei bambini sordi ripete questo processo ad ogni generazione). Questa è dunque la causa delle affinità tra lingue segniche e lingue creole: i sordi che imparano una lingua segnica, così come i bambini udenti che imparano un pidgin, devono elaborare una lingua complessa sulla base di una lingua semplificata. Le strategie per elaborare questa lingua complessa, quali che siano, sono evidentemente le stesse per i bambini udenti e i bambini sordi.

28 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 28 Un obiezione L idea che i bambini sordi compiano un processo di creolizzazione ad ogni generazione non è accettata da tutti gli studiosi. Sebba (1997) solleva questa obiezione all ipotesi della ricreolizzazione. Se i bambini sordi ricreolizzassero la lingua ad ogni generazione, oltre che delle somiglianze, dovremmo aspettarci delle forti differenze strutturali nelle lingue dei segni di generazioni diverse. Non è così. Dunque, il processo di apprendimento delle lingue segniche non può essere assimilato alla creazione di una nuova lingua in presenza di un input frammentario, come nel caso delle lingue creole.

29 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 29 Una conclusione provvisoria Pare plausibile supporre che le affinità tra lingue creole e lingue segniche dipendano in qualche modo dal fatto che ambedue sono lingue speciali dal punto di vista dell apprendimento, ambedue vengono apprese in condizioni diverse da quelle in cui vengono apprese le lingue parlate standard. Ma non è chiaro quali siano esattamente i meccanismi che determinano queste affinità. In particolare, non èovvio che sia corretto supporre che i bambini sordi reinventano la lingua ad ogni generazione. Per ilmomento, dunque, possiamo solo concludere che la ragione dell esistenza di tratti comuni tra lingue creole e lingue segniche è ancora una questione aperta.

30 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 30 Affinità che riguardano lo status della lingua Edwards e Ladd hanno osservato che lingue creole e lingue segniche, oltre ad avere strutture simili, hanno anche uno status simile (la stessa osservazione era anche implicita nel passo di Fischer che abbiamo citato). Vediamo cosa si intende esattamente con questo.

31 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 31 Lo status delle lingue creole Sebba (1997) afferma: Le lingue creole e pidgin hanno quasi sempre uno status basso, anche quando sono le lingue della maggioranza. Tipicamente c è una situazione di diglossia in comunità incui si parlano le lingue pidgin e creole. In una situazione diglossica, una lingua (la lingua alta ) verrà usata per le funzioni importanti...come l amministrazione, l educazione e la cultura alta.... La lingua bassa - in questo caso il pidgin o la lingua creola - sarà usata per altre funzioni associate alla vita quotidiana e alla comunicazione all interno della famiglia.... È probabile che l intera società consideri il pidgin o la lingua creola come la lingua delle classi sociali inferiori e come appropriata solo per funzioni ritenute meno importanti.... Naturalmente, la questione dello status è strettamente connessa alla questione di chi detiene il potere in una società particolare in cui una lingua creola o pidgin è parlata.... Nei tempi coloniali, i padroni delle colonie...erano in grado di definire il linguaggio standard della comunità dei colonizzatori come la norma, e i linguaggi locali, inclusi i pidgin e le lingue creole, come inferiori o al di sotto dello standard...

32 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 32 Alcune opinioni sul Creolo delle Indie Occidentali riportate da Edwards e Ladd idioma barbaro (da Chambre 1858) infantile, trascurato e sciatto, privo di grammatica appropriata, molto rilassato, come il modo in cui camminano (dal Rapporto del gruppo di lavoro sugli studenti delle Indie Occidentali, 1970, a cura dell Associazione degli Insegnanti di Inglese per Studenti di Oltremare (ATEPO), Filiale di Birmingham) non fornisce una base adeguata per il pensiero astratto (da un esperimento su un gruppo di insegnanti riportato in Edwards 1976)

33 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 33 Alcune opinioni sulle lingue segniche... la voce è l interprete del cuore, il segno delle passioni e della concupiscenza. (da J. K. Amman Dissertatio de loquela, 1700) violazione delle regole di sintassi; flagrante violazione delle forme grammaticali, inversione di elementi diversi... ungergo di parole. (Cochrane 1871) rallentano il pensiero, decisamente troppo concrete e frammentate (van Uden, AWorld of Language for Deaf Children, 1970)

34 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 34 Lo status dell ASL Oliver Sacks in Seeing Voices, un testo del 1989, descrive così la situazione dell American Sign Language negli Stati Uniti: Ancora oggi si preferisce l uso dell inglese segnato,inquesta o quella forma, all uso dell ASL. L istruzione impartita ai sordi, quando si avvale di segni, usa per lo più l inglese segnato; la maggior parte degli insegnanti per sordi, se mai conosce dei segni, conosce l inglese segnato e non l ASL. Eipiccoli riquadri che appaiono sugli schermi televisivi usano tutti l inglese segnato e non l ASL. Cosi, un secolo dopo il congresso di Milano, i sordi sono ancora in grandissima parte privati della loro lingua madre. Sistema di segni che traduce parola per parola la frase inglese, inclusi gli affissi e i suffissi. Congresso per l Educazione dei Sordi, che nel 1880 votò contro l uso dei segni einfavore dell istruzione orale.

35 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 35 Lo status della LIS Elena Radutzky nel 1989 descrive così la situazione della lingua italiana dei segni: Il linguaggio dei segni non è usato nelle scuole, non è accettato nei circoli ufficiali, o al lavoro. Non esiste un accesso speciale ai programmi televisivi, con l eccezione dei sottotitoli per alcuni film. I programmi non sono interpretati nella lingua dei segni. Gli interpreti di solito non sono richiesti, neppure a riunioni in cui l individuo sordo, anche quello che è abile a leggere le labbra, non può seguire. (da E. Radutzky, La Lingua Italiana dei Segni: Historical Change in the Sign Language of the Deaf People in Italy, tesi di PhD, New York University)

36 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 36 Affinità che riguardano la variabilità Una terzo fenomeno che accomuna lle ingue segniche a molte lingue creole è quello della variabilità. Vediamo in che cosa consiste.

37 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 37 Un esempio di variabilità nella lingua creola giamaicana Si consideri l enunciato seguente dell inglese standard: (22) I am eating io sto mangiando Sebba (1997) riporta che ci sono cinque modi possibili in cui i giamaicani esprimono la frase inglese in (22): (23) a. I is eatin b. I eatin c. me eatin d. me a eat e. mi a nyam Il modo di esprimersi in (23-e) èilcreolo giamaicano più puro, quello più lontano dall inglese standard. Infatti, (23-e) differisce dall inglese standard sia lessicalmente (nyam invece di eat), che morfologicamente (me invece di I), che sintatticamente (la particella progressiva a invece del verbo to be con il suffisso progressivo ing). (23-a) èinvece la forma più vicina all inglese standard.

38 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 38 Un continuum linguistico? Nella lingua creola giamaicana, la variabilità illustrata dall esempio precedente è assai diffusa. Questo ha indotto alcuni ricercatori a parlare di continuum post-creolo di dialetti. Per esempio, De Camp (1971) afferma:...nessuno può negare l estrema variabilità dell inglese giamaicano.... In Giamaica non c è unsolco netto tra il creolo e lo standard. C è invece un continuum linguistico, uno spettro continuo di varianti di modi di parlare... Ogni parlante giamaicano fa uso di una porzione di questo continuum, l ampiezza di questa porzione dipende dall ampiezza dei suoi contatti sociali.

39 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 39 Basiletto, mesoletto, acroletto Per riferirsi alle diverse varianti del creolo giamaicano, alcuni linguisti hanno introdotto i termini basiletto, mesoletto, acroletto: L acroletto è la variante più simile alla lingua standard (all inglese, per il giamaicano). Il basiletto è la variante più distante dalla lingua standard. Il mesoletto è costituito dalle varianti che si collocano tra il basiletto e l acroletto. Secondo questa classificazione, la frase (23-a) appartiene all acroletto, mentre la frase (23-e) appartiene al basiletto: (23) a. I is eatin b. I eatin c. me eatin d. me a eat e. mi a nyam

40 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 40 Decreolizzazione Non tutte le lingue creole esibiscono il tipo di variabilità del creolo giamaicano. Per esempio, lo sranan, una lingua creola il cui lessificatore è l inglese (come per il creolo giamaicano), non mostra affatto uno spettro di varianti che possono essere ordinate secondo la loro distanza dal lessificatore. Tutte le varianti di Sranan sono estremamente diverse dall inglese. Questo dipende evidentemente dal fatto che, mentre in Giamaica l inglese ha continuato ad essere presente e ha influenzato il creolo giamaicano, in Surinam (l area dell America del Sud dove si parla lo sranan) l inglese è scomparso da secoli e dunque lo sranan non èrimasto in contatto con il linguaggio lessificatore. D. Bickerton chiama decreolizzazione il processo storico per cui una lingua creola diventa più simile al lessificatore a causa di pressioni di carattere sociale.

41 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 41 Attenzione Il rimanere a contatto con il lessificatore, mentre è una condizione necessaria affinché sidetermini un continuum postcreolo, non è una condizione sufficiente. Vale a dire... non esistono lingue creole che hanno sviluppato una variazione simile a quella del creolo giamaicano senza essere rimaste a contatto con il linguaggio lessificatore; esistono però delle lingue creole che sono rimaste a contatto con il linguaggio lessificatore che non hanno sviluppato un continuum. Per esempio, come osserva Sebba, il creolo haitiano èrimasto in contatto con il lessificatore (il francese) senza sviluppare un continuum. Le ragioni di questa differenza tra creolo giamaicano e creolo haitiano rimangono da spiegare.

42 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 42 Altri tipi di variazione L esempio dello sranan mostra che esistono tipi di variazione nelle lingue creole che non sono classificabili rispetto alla dimensione della distanza dal lessificatore. Le varianti di una lingua creola, così come le varianti di lingue quali l italiano, l inglese, ecc., possono riflettere ad esempio delle differenze geografiche: una certa variante viene usata in una certa area geografica, un altra variante in un altra area geografica. Altre varianti possono avere a che fare con l uso di un registro stilistico alto oppure di un registro stilistico basso (la variante alta viene usata in situazioni di carattere formale, la variante bassa in situazioni informali). Ecc.

43 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 43 Scelta di una variante e code switching I parlanti di una lingua creola, in alcuni casi, possono scegliere di passare da una variante della lingua ad un altra. A volte questo può accadere nel corso della stessa interazione comunicativa. L alternanza tra lingue o varianti di una lingua nel corso della stessa interazione comunicativa è detta cambiamento di codice (code switching). La scelta di una variante al posto di un altra può avvenire per ragioni diverse. Per esempio, una certa variante può essere adottata per segnalare l appartenenza ad un certo gruppo sociale. Oppure può essere scelta in funzione dell interlocutore (se il parlante pensa che una certa variante sia più comprensibile di un altra all interlocutore). Casi di scelta di una variante e code switching, naturalmente, possono aver luogo anche nel caso di lingue che non sono lingue creole.

44 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 44 Scelta di una variante Un esempio dal norvegese Blom e Gumperz (1972) riportano che nel villaggio di Hemnes, nella Norvegia settentrionale, si parlano due varianti distinte di Norvegese, il dialetto locale ranamål e una delle forme di norvegese standard, il bokmål: (24) da dove vieni? ke du e ifrå (ranamål) vor ær du fra ( bokmål) Il bokmål è usato in situazioni ufficiali, ma non viene usato tra i locali in situazioni non formali. In queste situazioni il ranamål viene usato.

45 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 45 Code switching Milanese/italiano (25) Eh, a Milan l è un altra roba, sveglia alle sette, doccia, e giù in fabbrica a lavorar come matti. (da R. La Capria, Ferito a morte).

46 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 46 Fischer sulla variazione in ASL Fischer (1978) afferma che nella lingua dei segni americana (ASL) èriscontra- bile una variazione analoga a quella riscontrata in lingue creole come il creolo giamaicano. Secondo Fischer, esistono cioè varianti di ASL che sono più distanti dalla lingua standard (l inglese) e varianti dell ASL più vicine alla lingua standard. Qui vedremo un esempio di un fenomeno simile nel caso della LIS. Frasi con avverbi U1-10

47 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 47 Variazione in LIS Avverbi Esistono due modi in cui un segnante può esprimere l enunciato (26): (26) Gianni parla dolcemente (27) a. GIANNI PARLARE DOLCE b. GIANNI espressione dolce PARLARE La traduzione (27-a) èevidentemente più vicina all italiano: così come nella frase italiana l avverbio è espresso da una parola che segue il verbo, in (27-a) l avverbio viene segnato manualmente dopo il verbo. La traduzione (27-b) è meno vicina all italiano: l avverbio viene segnato per mezzo di un elemento soprasegmentale, l espressione (e attraverso il movimento più lento del segno PARLARE).

48 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 48 LIS e italiano segnato Nel caso degli avverbi, diversi segnanti hanno indicato chiaramente che, pur essendo consapevoli che altri segnanti esprimono il significato di avverbi come dolcemente o lentamente attraverso segni manuali che seguono il verbo, questa scelta non è accettabile per loro, in quanto è semplicemente un tentativo di replicare la struttura della frase italiana. Questi segnanti usano invece le componenti non manuali per segnare questi avverbi. Questo suggerisce che l uso di segni manuali per avverbi come dolcemente o lentamente sia una forma di italiano segnato : l uso di questi segni manuali sarebbe cioè determinato dalla percezione che il modo di segnare corretto è quello che si avvicina di più alla lingua standard, cioè all italiano. Molti segnanti considerano più opportuno riservare il termine Lingua dei Segni Italiana per il sistema segnico che segue meno da vicino la struttura della frase italiana (quello che corrisponde al basiletto, secondo la terminologia adottata per le lingue creole) e usare altri termini come Italiano Segnato per riferirsi a modi di segnare più vicini alla struttura dell italiano.

49 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 49 Un altro caso di variazione Un altro caso di variazione in LIS riguarda l ordine delle parole. Vediamo in cosa consiste.

50 S. Zucchi - Lingua dei segni e teoria linguistica 50 La LIS come lingua SOV Per isegnanti che avete visto, l ordine di base delle parole in LIS èsov. Questo è l ordine che questi segnanti hanno prodotto spontaneamente quando gli è stato chiesto di tradurre gli enunciati italiani. Per esempio, questi segnanti traducono la frase italiana (28-a) con (28-b): (28) a. Gianni ama Maria b. GIANNI MARIA AMARE Gli altri ordini per segnare (28-a), in assenza di pause o altri meccanismi che indicano una diversa struttura frasale, sono considerati anomali da questi segnanti: (29) a. *MARIA GIANNI AMARE b. *GIANNI AMARE MARIA c. *AMARE GIANNI MARIA d. *AMARE MARIA GIANNI e. *MARIA AMARE GIANNI

Lingue dei segni e lingue parlate

Lingue dei segni e lingue parlate Progetti sulle grandi scimmie e lingue dei segni Università degli Studi di Milano Lingue dei segni e lingue parlate Sandro Zucchi 2012-2013 In diversi studi, a partire dagli anni 60, del secolo scorso,

Dettagli

Dall italiano alla logica proposizionale

Dall italiano alla logica proposizionale Rappresentare l italiano in LP Dall italiano alla logica proposizionale Sandro Zucchi 2009-10 In questa lezione, vediamo come fare uso del linguaggio LP per rappresentare frasi dell italiano. Questo ci

Dettagli

1. Linguistica teorica e sociolinguistica

1. Linguistica teorica e sociolinguistica 1. Linguistica teorica e sociolinguistica Sociolinguistica: lo studio della lingua in rapporto con la società la linguistica teorica si basa su «idealizzazioni» e ha come oggetto principale di studio il

Dettagli

Sintassi della LIS 01. I dati Restrizioni e relazioni d ordine

Sintassi della LIS 01. I dati Restrizioni e relazioni d ordine Sintassi della LIS 01 I dati Restrizioni e relazioni d ordine Argomento della lezione In questa lezione ci occuperemo della struttura sintattica delle frasi della LIS. Partendo dalle considerazioni che

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA EDUCATIVA DI AREA LATINO TRIENNIO a.s. 2007 2008

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA EDUCATIVA DI AREA LATINO TRIENNIO a.s. 2007 2008 LICEO SCIENTIFICO F. LUSSANA BERGAMO PROGRAMMAZIONE DIDATTICA EDUCATIVA DI AREA LATINO TRIENNIO a.s. 2007 2008 PREMESSA Questa programmazione si ispira ai seguenti criteri: 1. riconsiderare il ruolo dello

Dettagli

L apprendimento dell italiano L2 nel passaggio dalla scuola dell infanzia alla scuola primaria

L apprendimento dell italiano L2 nel passaggio dalla scuola dell infanzia alla scuola primaria L apprendimento dell italiano L2 nel passaggio dalla scuola dell infanzia alla scuola primaria Maria Teresa Guasti mariateresa.guasti@unimib.it www.cladeurope.eu 1 Cosa sono i Disturbi del linguaggio del

Dettagli

LE BASI BIOLOGICHE DEL LINGUAGGIO

LE BASI BIOLOGICHE DEL LINGUAGGIO 1 LE BASI BIOLOGICHE DEL LINGUAGGIO Il linguaggio è un sistema che mette in relazione significati con suoni. Sistema inteso nel suo significato proprio di dispositivo costituito da più componenti, ciascuna

Dettagli

La comunicazione e il linguaggio

La comunicazione e il linguaggio Linguaggio = sistema di simboli, suoni, significati e regole per la loro combinazione che costituisce la modalita primaria di comunicazione tra gli esseri umani Caratteristiche fondamentali del linguaggio:

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE*

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DISCIPLINARE* Liceo Chiabrera Martini Classico-Linguistico-Artistico 17100 Savona Via Caboto, 2 - Tel. 019/821277-8 Fax 019/821277 Cod. fis. 92090320091 Cod. Mecc. SVIS00800D E-mail: classico@liceochiabrera.it www.chiabreramartini.it

Dettagli

Le lingue dei segni: luoghi comuni

Le lingue dei segni: luoghi comuni Le lingue dei segni: luoghi comuni La modalità visivo-gestuale non può sostituire in modo completo quella acustico-vocale (le lingue parlate e quelle segnate sviluppano le stesse aree cerebrali) La lingua

Dettagli

Alcuni suggerimenti per il processo di prima e seconda alfabetizzazione

Alcuni suggerimenti per il processo di prima e seconda alfabetizzazione ITALIANO L2 Alcuni suggerimenti per il processo di prima e seconda alfabetizzazione 1. Definire il significato di interlingua, lingua per comunicare e lingua per lo studio 2. Definire il ruolo della grammatica

Dettagli

COMUNICAZIONE UMANA. Linguaggi, Lingue, Lingue dei segni

COMUNICAZIONE UMANA. Linguaggi, Lingue, Lingue dei segni COMUNICAZIONE UMANA Linguaggi, Lingue, Lingue dei segni Varese - 3 giugno 2008 Unità didattica seminariale a cura della dott.ssa Enrica Rèpaci Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi dell

Dettagli

Linguistica Generale

Linguistica Generale Linguistica Generale Docente: Paola Monachesi Aprile-Maggio 2003 Contents 1 La linguistica e i suoi settori 2 2 La grammatica come mezzo per rappresentare la competenza linguistica 2 3 Le componenti della

Dettagli

LICEO STATALE C. TENCA MILANO Dipartimento di Lingue PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DI LINGUE E CULTURE STRANIERE

LICEO STATALE C. TENCA MILANO Dipartimento di Lingue PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DI LINGUE E CULTURE STRANIERE MILANO PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DI LINGUE E CULTURE STRANIERE STRUTTURA DELLA DISCIPLINA 2 Riflessione sulla lingua Dimensione comunicativa-funzionale Dimensione letteraria 3 Articolazione della disciplina

Dettagli

Modelli della competenza linguistica. Modelli e dati empirici. Il segno saussuriano. Modelli basati su inventari

Modelli della competenza linguistica. Modelli e dati empirici. Il segno saussuriano. Modelli basati su inventari Modelli e dati empirici Modelli della competenza linguistica Il linguaggio è suono con significato Quindi, sapere una lingua vuol dire avere la capacità di - rappresentarsi internamente i suoni; - rappresentarsi

Dettagli

Dott.ssa Maria Bucci Docente, Videointerprete e Interprete LIS e-mail: mariabucci@iol.it LA L.I.S. A SCUOLA

Dott.ssa Maria Bucci Docente, Videointerprete e Interprete LIS e-mail: mariabucci@iol.it LA L.I.S. A SCUOLA Dott.ssa Maria Bucci Docente, Videointerprete e Interprete LIS e-mail: mariabucci@iol.it LA L.I.S. A SCUOLA Corso di avvicinamento alla Lingua dei Segni Italiana e di didattica speciale PRESENTAZIONE DEL

Dettagli

PROGETTAZIONE CORSO DI STUDIO (materia: ITALIANO; classe 3^)

PROGETTAZIONE CORSO DI STUDIO (materia: ITALIANO; classe 3^) Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Istituto Comprensivo Statale di Calolziocorte Via F. Nullo,6 23801 CALOLZIOCORTE (LC) e.mail: lcic823002@istruzione.it - Tel: 0341/642405/630636

Dettagli

Italiano e dialetto nella lingua degli immigrati. Lezione del 27 novembre 2014

Italiano e dialetto nella lingua degli immigrati. Lezione del 27 novembre 2014 Italiano e dialetto nella lingua degli immigrati Lezione del 27 novembre 2014 Finora si è parlato dell uso del dialetto da parte degli italiani Ma come si pongono di fronte ai dialetti gli stranieri che

Dettagli

I DISCORSI E LE PAROLE

I DISCORSI E LE PAROLE SCUOLA DELL INFANZIA INDICATORI I DISCORSI E LE PAROLE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO 3 anni 4 anni 5 anni ASCOLTARE E Ascoltare brevi e semplici racconti. Capire il messaggio delle parole usate dall insegnante.

Dettagli

Il linguaggio secondo Chomsky

Il linguaggio secondo Chomsky Il linguaggio secondo Chomsky 2. In che modo questo sistema di conoscenza si forma nella mente/cervello del parlante? L argomento a favore della conoscenza innata L argomento a favore della conoscenza

Dettagli

ITALIANO: competenza 1 - TERZO BIENNIO. classe V scuola primaria e classe I scuola secondaria COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE

ITALIANO: competenza 1 - TERZO BIENNIO. classe V scuola primaria e classe I scuola secondaria COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE ITALIANO: competenza 1 - TERZO BIENNIO classe V scuola primaria e classe I scuola secondaria COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE Interagire e comunicare verbalmente in contesti di diversa natura Quando ascolta,

Dettagli

Sintesi della Lingua Italiana dei Segni mediante l utilizzo del Motion Capture e dei metodi procedurali

Sintesi della Lingua Italiana dei Segni mediante l utilizzo del Motion Capture e dei metodi procedurali Sintesi della Lingua Italiana dei Segni mediante l utilizzo del Motion Capture e dei metodi procedurali Andreea Barticel Introduzione Le lingue dei segni rappresentano il mezzo principale di comunicazione

Dettagli

3. Latino. progressivo di conoscenze e abilità nei tre ambiti implica che l allievo sia disposto. pensare:

3. Latino. progressivo di conoscenze e abilità nei tre ambiti implica che l allievo sia disposto. pensare: 3. Latino 129 3.1. Significato e finalità formative della disciplina Il latino, lingua del popolo romano, è stato usato per più di dieci secoli nel mondo antico e per altrettanti in quello moderno, e si

Dettagli

CURRICOLO DI ITALIANO FINE CLASSE TERZA SCUOLA PRIMARIA

CURRICOLO DI ITALIANO FINE CLASSE TERZA SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI ITALIANO FINE CLASSE TERZA SCUOLA PRIMARIA Nucleo tematico Oralità Traguardi per lo sviluppo delle competenze -Partecipa a scambi comunicativi con compagni e docenti -Ascolta e comprende messaggi

Dettagli

Insegnare italiano L2: la sintassi

Insegnare italiano L2: la sintassi L apprendimento dell italiano L2 Insegnare italiano L2: la sintassi Cecilia Andorno Una domanda preliminare, anzi due Che cosa bisogna insegnare? ovvero: 1. Che cosa c è da imparare? 2. Che cosa sa (già)

Dettagli

ITALIANO RIFLESSIONE SULLA LINGUA

ITALIANO RIFLESSIONE SULLA LINGUA RIFLESSIONE SULLA LINGUA Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado ü L alunno interagisce in modo efficace in diverse situazioni comunicative, sostiene

Dettagli

Fine classe terza COMPETENZE SPECIFICHE CONOSCENZE ABILITÀ METODOLOGIA/ STRATEGIE COMUNI. Lessico approfondito relativo agli argomenti trattati.

Fine classe terza COMPETENZE SPECIFICHE CONOSCENZE ABILITÀ METODOLOGIA/ STRATEGIE COMUNI. Lessico approfondito relativo agli argomenti trattati. ISTITUTO COMPRENSIVO 3 VICENZA DIPARTIMENTO DI LINGUA STRANIERA CURRICOLO DI INGLESE SCUOLA SECONDARIA COMPETENZE CHIAVE EUROPEE Comunicazione in lingua straniera Fine classe terza COMPETENZE SPECIFICHE

Dettagli

Dall italiano al linguaggio della logica proposizionale

Dall italiano al linguaggio della logica proposizionale Dall italiano al linguaggio della logica proposizionale Dall italiano al linguaggio della logica proposizionale Enunciati atomici e congiunzione In questa lezione e nelle successive, vedremo come fare

Dettagli

A.A. 2004-05. INDIRIZZO LA96 Analisi e intervento psicologico per l età adulta. Prof. Claudia Casadio

A.A. 2004-05. INDIRIZZO LA96 Analisi e intervento psicologico per l età adulta. Prof. Claudia Casadio CORSO DI LOGICA E PSICOLOGIA DEL PENSIERO A.A. 2004-05 INDIRIZZO LA96 Analisi e intervento psicologico per l età adulta Prof. Claudia Casadio LINGUAGGIO E PENSIERO Le relazioni tra linguaggio e pensiero

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DI LINGUA E CULTURA LATINA a.s. 2014-15 (Programmazione di Dipartimento)

PROGRAMMAZIONE DI LINGUA E CULTURA LATINA a.s. 2014-15 (Programmazione di Dipartimento) ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE P. LEVI PROGRAMMAZIONE DI LINGUA E CULTURA LATINA a.s. 2014-15 (Programmazione di Dipartimento) LINGUA E CULTURA LATINA / Primo biennio / Secondo biennio / Quinto anno

Dettagli

het bilong Alex Alex / la testa di Alex famili bilong mi famiglia di me / la mia famiglia

het bilong Alex Alex / la testa di Alex famili bilong mi famiglia di me / la mia famiglia gras bilong erba di het (hed) testa / capelli het bilong Alex testa di Alex / la testa di Alex famili bilong mi famiglia di me / la mia famiglia le parole funzionali e le marche flessive vengono create

Dettagli

Il sorgere graduale di lingue nuove. L argomento della lezione. Due modi di nascere. Nascita di una lingua per catastrofe. In questa lezione,

Il sorgere graduale di lingue nuove. L argomento della lezione. Due modi di nascere. Nascita di una lingua per catastrofe. In questa lezione, S. Zucchi - Struttura del linguaggio dei segni 2004-2005 1 S. Zucchi - Struttura del linguaggio dei segni 2004-2005 3 In questa lezione, L argomento della lezione Il sorgere graduale di lingue nuove Ecco

Dettagli

DIPARTIMENTO DI LINGUA INGLESE

DIPARTIMENTO DI LINGUA INGLESE LICEO CLASSICO CAVOUR TORINO DIPARTIMENTO DI LINGUA INGLESE Documento programmatico Anno scolastico 2014-15 1. DOCUMENTO PROGRAMMATICO DEI DOCENTI DI LINGUA INGLESE. Gli insegnanti di Lingua Inglese del

Dettagli

LEZIONE 3 DIRE, FARE, PARTIRE! ESERCIZI DI ITALIANO PER BRASILIANI

LEZIONE 3 DIRE, FARE, PARTIRE! ESERCIZI DI ITALIANO PER BRASILIANI Nella lezione scorsa, Gabriella Stellutti ci ha parlato delle difficoltà di uno studente brasiliano, dal punto di vista dell apprendente. In questa lezione abbiamo ricevuto la Prof.ssa Roberta Ferroni

Dettagli

Produzione e comprensione dei verbi di azione in Italiano e in Lingua dei Segni Italiana

Produzione e comprensione dei verbi di azione in Italiano e in Lingua dei Segni Italiana Produzione e comprensione dei verbi di azione in Italiano e in Lingua dei Segni Italiana 11 GIUGNO 2015 Elena Tomasuolo ISTC CNR Meeting Firenze Introduzione Una larga parte del lessico verbale consiste

Dettagli

Sintassi 1. (1) Sintassi: si occupa della combinazione di parole in frasi e della struttura delle frasi stesse.

Sintassi 1. (1) Sintassi: si occupa della combinazione di parole in frasi e della struttura delle frasi stesse. LINGUISTICA GENERALE, Linguistica di base D, a.a 2010/11, Ada alentini Mat. 8 Sintassi 1 (1) Sintassi: si occupa della combinazione di parole in frasi e della struttura delle frasi stesse. A. Il livello

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO MUSSOLENTE SCUOLA MEDIA. Obiettivi specifici di apprendimento e relativi contenuti Primo biennio.

ISTITUTO COMPRENSIVO MUSSOLENTE SCUOLA MEDIA. Obiettivi specifici di apprendimento e relativi contenuti Primo biennio. ISTITUTO COMPRENSIVO MUSSOLENTE SCUOLA MEDIA Obiettivi specifici di apprendimento e relativi contenuti Primo biennio Obiettivi specifici ITALIANO Attività ASCOLTO - Applicare le strategie dell ascolto

Dettagli

PIANO DI STUDIO PERSONALIZZATO CLASSI SECONDE E TERZE PRIMO BIENNIO

PIANO DI STUDIO PERSONALIZZATO CLASSI SECONDE E TERZE PRIMO BIENNIO PIANO DI STUDIO PERSONALIZZATO CLASSI SECONDE E TERZE PRIMO BIENNIO ITALIANO INDICATORE DISCIPLINARE Sviluppare le abilità di base come l ascoltare, il parlare, il leggere e lo scrivere per maturare padronanza

Dettagli

GRAMMATICA. Con l aiuto del professore, completa questa tabella per capire dove sei migliorato e in che cosa devi ancora esercitarti.

GRAMMATICA. Con l aiuto del professore, completa questa tabella per capire dove sei migliorato e in che cosa devi ancora esercitarti. Come sto andando in... analisi grammaticale Con l aiuto del professore, completa questa tabella per capire dove sei migliorato e in che cosa devi ancora esercitarti. NON HO FATTO ERRORI IN... ARTICOLO

Dettagli

IT Questionario per formatori di insegnanti di lingue Analisi dei dati

IT Questionario per formatori di insegnanti di lingue Analisi dei dati IT Questionario per formatori di insegnanti di lingue Analisi dei dati Tu 1. Al questionario hanno risposto sette formatori di insegnanti di lingue. 2. Sei formatori parlano l inglese, sei il francese,

Dettagli

Traguardi di competenza Obiettivi linguistici e comunicativi. Obiettivi culturali. Scuola Infanzia

Traguardi di competenza Obiettivi linguistici e comunicativi. Obiettivi culturali. Scuola Infanzia Scuola Infanzia Traguardi di competenza Obiettivi linguistici e comunicativi. Obiettivi culturali. Obiettivi: Potenziare l ascolto, la comprensione e la produzione in lingua friulana. Potenziare le capacità

Dettagli

COMUNICAZIONE E PRIMO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO IN BAMBINI DOWN. Relatore: JEAN-ADOLPHE RONDAL, Ph.D., Dr. Sc. Lang.

COMUNICAZIONE E PRIMO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO IN BAMBINI DOWN. Relatore: JEAN-ADOLPHE RONDAL, Ph.D., Dr. Sc. Lang. Incontro di aggiornamento per Genitori COMUNICAZIONE E PRIMO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO IN BAMBINI DOWN 17 Maggio 2008 Relatore: JEAN-ADOLPHE RONDAL, Ph.D., Dr. Sc. Lang. Università di Liegi, Belgio Professore

Dettagli

DSA E ADEGUAMENTO DELLA DIDATTICA E DELLA VALUTAZIONE: TECNICHE, STRATEGIE E STRUMENTI COMPENSATIVI/DISPENSATIVI

DSA E ADEGUAMENTO DELLA DIDATTICA E DELLA VALUTAZIONE: TECNICHE, STRATEGIE E STRUMENTI COMPENSATIVI/DISPENSATIVI DSA E ADEGUAMENTO DELLA DIDATTICA E DELLA VALUTAZIONE: TECNICHE, STRATEGIE E STRUMENTI COMPENSATIVI/DISPENSATIVI Gruppo di lavoro A: Area umanistica 25 ottobre 2011, Besana Brianza (MB) Dr.ssa Anna Milani,

Dettagli

Programmazione di INGLESE Indicazioni Nazionali 2012

Programmazione di INGLESE Indicazioni Nazionali 2012 ISTITUTO COMPRENSIVO "Dante Alighieri" di COLOGNA VENETA (Vr) Via Rinascimento, 45-37044 Cologna Veneta - tel. 0442 85170 - fax 0442 419294 www.iccolognaveneta.it - e-mail: vric89300a@istruzione.it - vric89300a@pec.istruzione.it

Dettagli

Il bambino sordo e il suo diritto a crescere bilingue

Il bambino sordo e il suo diritto a crescere bilingue Italian Il bambino sordo e il suo diritto a crescere bilingue The Italian translation of The right of the deaf child to grow up bilingual by François Grosjean University of Neuchâtel, Switzerland Translated

Dettagli

Richard K. Larson, Grammar as Science, Cambridge (Mass.) London, MIT Press, 2010, pp. 433.

Richard K. Larson, Grammar as Science, Cambridge (Mass.) London, MIT Press, 2010, pp. 433. Richard K. Larson, Grammar as Science, Cambridge (Mass.) London, MIT Press, 2010, pp. 433. Il volume si presenta come un manuale di introduzione alla teoria della sintassi per studenti universitari di

Dettagli

LICEO SCIENTIFICO CLASSE QUINTA (INGLESE E FRANCESE) e LICEO CLASSICO CLASSE TERZA (INGLESE)

LICEO SCIENTIFICO CLASSE QUINTA (INGLESE E FRANCESE) e LICEO CLASSICO CLASSE TERZA (INGLESE) LICEO SCIENTIFICO CLASSE QUINTA (INGLESE E FRANCESE) e LICEO CLASSICO CLASSE TERZA (INGLESE) OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Lo studente acquisisce competenze linguistico-comunicative corrispondenti

Dettagli

Crescita di persone, per la crescita di imprese.

Crescita di persone, per la crescita di imprese. Crescita di persone, per la crescita di imprese. CERFORM Via Matteotti, 82 41049 Sassuolo (MO) Tel. 0536/999.811 Fax 0536/804001 cerform@cerform.it www.cerform.it PRESENTAZIONE I percorsi formativi del

Dettagli

OBIETTIVI FORMATIVI Lingua e cultura inglese AREA LINGUISTICA LINGUA E CULTURA INGLESE

OBIETTIVI FORMATIVI Lingua e cultura inglese AREA LINGUISTICA LINGUA E CULTURA INGLESE AREA LINGUISTICA LINGUA E CULTURA INGLESE OBIETTIVI FORMATIVI (LINGUISTICO) LINGUA INGLESE Obiettivi formativi del Biennio Funzioni linguistico-comunicative - Funzioni linguistico-comunicative necessarie

Dettagli

Programmazione d'italiano per il biennio

Programmazione d'italiano per il biennio Programmazione d'italiano per il biennio Obiettivi disciplinari per il I anno Obiettivi generali: 1) acquisire l'abitudine alla lettura come mezzo originale per accedere alla cultura, per maturare le capacità

Dettagli

Sociolinguistica a.a. 2005-2006 IV. Regole variabili e Scale implicazionali

Sociolinguistica a.a. 2005-2006 IV. Regole variabili e Scale implicazionali Sociolinguistica a.a. 2005-2006 IV Regole variabili e Scale implicazionali 1 Regole variabili La regola variabile rappresenta il versante descrittivo (punto di vista esterno) della variabilità linguistica

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA RIFERITA ALLA DISCIPLINA :LINGUA E LETTERATURA ITALIANA

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA RIFERITA ALLA DISCIPLINA :LINGUA E LETTERATURA ITALIANA Anno Scolastico 2014-2015 Istituto PROFESSIONALE grafico PROGRAMMAZIONE DIDATTICA RIFERITA ALLA DISCIPLINA :LINGUA E LETTERATURA ITALIANA PRIMO BIENNIO OBIETTIVI GENERALI/ FINALITA' OBIETTIVI EDUCATIVI

Dettagli

PIANI DI STUDIO D'ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA ANAUNIA SCUOLA MEDIA DI DENNO A.S. 2012-2013 ITALIANO_CLASSE SECONDA

PIANI DI STUDIO D'ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA ANAUNIA SCUOLA MEDIA DI DENNO A.S. 2012-2013 ITALIANO_CLASSE SECONDA PIANI DI STUDIO D'ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA ANAUNIA SCUOLA MEDIA DI DENNO A.S. 2012-2013 ITALIANO_CLASSE SECONDA PSI_ITALIANO QUARTO BIENNIO_CLASSE SECONDA COMPETENZA ABILITA CONOSCENZE Competenza

Dettagli

Le componenti verbali e non verbali della comunicazione (modalità comunicative comunque esistenti) Deve integrare

Le componenti verbali e non verbali della comunicazione (modalità comunicative comunque esistenti) Deve integrare In un progetto di CAA è necessario individuare quale può essere il sistema comunicativo multimodale che meglio soddisfa i bisogni comunicativi della persona. Le componenti verbali e non verbali della comunicazione

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA CLASSE I

SCUOLA PRIMARIA CLASSE I SCUOLA PRIMARIA CLASSE I ITALIANO INDICATORI OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO STANDARD PER LA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE Ascoltare e comprendere Leggere e comprendere Comunicare oralmente Mantenere l attenzione

Dettagli

EDUCAZIONE PLURILINGUE IN ETÀ PRECOCE. Intervista a Simona Montanari

EDUCAZIONE PLURILINGUE IN ETÀ PRECOCE. Intervista a Simona Montanari EDUCAZIONE PLURILINGUE IN ETÀ PRECOCE. Intervista a Simona Montanari di Paolo Torresan ABSTRACT Condividiamo con il lettore l intervista che realizzammo lo scorsa primavera alla Dott.ssa Simona Montanari,

Dettagli

La scuola di fronte ai disturbi specifici di apprendimento: LA DISLESSIA

La scuola di fronte ai disturbi specifici di apprendimento: LA DISLESSIA La scuola di fronte ai disturbi specifici di apprendimento: LA DISLESSIA Informazioni e suggerimenti per la scuola Giuliana Nova Rezzonico Associazione AFORISMA Associazione accreditata dal MIUR per la

Dettagli

DIZIONARI E CORSI DI LINGUE

DIZIONARI E CORSI DI LINGUE CATALOGO 2015 DIZIONARI E CORSI DI LINGUE EDITORE 3 MOTIVI PER IMPARARE LE LINGUE CON I CORSI DI LINGUA DIGITAL PUBLISHING Corso 1 inglese 59,00 Contenuto: cd-rom libro di testo cuffia-microfono NUOVA

Dettagli

PIANO DI LAVORO ANNUALE anno scolastico 2008-2009. Istituto di Istruzione Superiore. Latino e Geografia 1E, 1G, 1H LICEO

PIANO DI LAVORO ANNUALE anno scolastico 2008-2009. Istituto di Istruzione Superiore. Latino e Geografia 1E, 1G, 1H LICEO Istituto di Istruzione Superiore ITALO CALVINO telefono: 0257500115 via Guido Rossa 20089 ROZZANO MI fax: 0257500163 Sezione Associata: telefono: 025300901 via Karl Marx 4 - Noverasco - 20090 OPERA MI

Dettagli

collaborare attivamente al processo di insegnamento apprendimento

collaborare attivamente al processo di insegnamento apprendimento Disciplina: FRANCESE Classe: 3 A SIA A.S. 2015/2016 Docente: Prof.ssa Maria Claudia Signorato ANALISI DI SITUAZIONE - LIVELLO COGNITIVO La componente classe che studia il francese è rappresentata da 6

Dettagli

Istituto Comprensivo statale Girolamo Fracastoro Cavaion Veronese. SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI italiano

Istituto Comprensivo statale Girolamo Fracastoro Cavaion Veronese. SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI italiano Istituto Comprensivo statale Girolamo Fracastoro Cavaion Veronese SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI italiano Competenze chiave Comunicazione nella madre lingua competenza digitale imparare a imparare competenze

Dettagli

Interprete di Lingua dei Segni Italiana

Interprete di Lingua dei Segni Italiana Dettaglio corso ID: Titolo corso: Tipologia corso: Costo totale del corso a persona (EURO): Organismo di formazione: Caratteristiche del percorso formativo Interprete di Lingua dei Segni Italiana Corsi

Dettagli

Linguistica e didattica

Linguistica e didattica Linguistica e didattica cause della sordità: prenatale: 1. non adeguato sviluppo dell apparato uditivo 2. malattie infettive contratte dalla madre 3. intossicazione alimentare,fumo, alcohol, farmaci perinatale:

Dettagli

Liceo Scientifico Statale. Leonardo da Vinci. Vairano Scalo

Liceo Scientifico Statale. Leonardo da Vinci. Vairano Scalo Liceo Scientifico Statale Leonardo da Vinci Vairano Scalo Programmazione didattica ed educativa A.S. 2015-16 Docente: De Sisto Annamaria Materia : Latino Classe II B 1) Profilo della classe e situazione

Dettagli

4. Inglese. II. Il settore lingue 37. 4.1. Considerazioni preliminari. 4.1.1. Premessa

4. Inglese. II. Il settore lingue 37. 4.1. Considerazioni preliminari. 4.1.1. Premessa II. Il settore lingue 37 4. Inglese 4.1. Considerazioni preliminari 4.1.1. Premessa Considerata la crescente importanza dell inglese e il crescente numero di parole inglesi usate correntemente nelle altre

Dettagli

Esame lingua d interpretariato

Esame lingua d interpretariato Certificato INTERPRET d interprete interculturale: Test modello Gennaio 2014 Esame lingua d interpretariato Contenuto Introduzione pagina 2 Composizione dell esame pagina 3 Parte 1 dell esame: colloquio

Dettagli

LICEO CLASSICO SOCRATE PROGRAMMAZIONE DI LINGUA STRANIERA INGLESE A.S. 2014/2015

LICEO CLASSICO SOCRATE PROGRAMMAZIONE DI LINGUA STRANIERA INGLESE A.S. 2014/2015 LICEO CLASSICO SOCRATE PROGRAMMAZIONE DI LINGUA STRANIERA INGLESE A.S. 2014/2015 PROFILO GENERALE E COMPETENZE Lo studio della lingua e della cultura straniera dovrà procedere lungo due assi fondamentali:

Dettagli

Ascrizioni di credenza

Ascrizioni di credenza Ascrizioni di credenza Ascrizioni di credenza Introduzione Sandro Zucchi 2014-15 Le ascrizioni di credenza sono asserzioni del tipo in (1): Da un punto di vista filosofico, i problemi che pongono asserzioni

Dettagli

L approccio lessicale

L approccio lessicale Gaia Lombardi L approccio lessicale Programmazione annuale - Classe Terza Obiettivi formativi OSA Contenuti Competenze 1. Interagire nelle attività di classe, utilizzando anche linguaggi non verbali 2.

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DI DIPARTIMENTO PER ASSI CULTURALI A.S. 2012-13 INGLESE -- GINNASIO LICEO T. LIVIO - PADOVA

PROGRAMMAZIONE DI DIPARTIMENTO PER ASSI CULTURALI A.S. 2012-13 INGLESE -- GINNASIO LICEO T. LIVIO - PADOVA PROGRAMMAZIONE DI DIPARTIMENTO PER ASSI CULTURALI A.S. 2012-13 INGLESE -- GINNASIO LICEO T. LIVIO - PADOVA GINNASIO Obiettivi specifici di apprendimento Obiettivi e contenuti saranno coincidenti per le

Dettagli

AREA TEMATICA SVILUPPO COMPETENZE DI BASE LINGUE STRANIERE

AREA TEMATICA SVILUPPO COMPETENZE DI BASE LINGUE STRANIERE AREA TEMATICA SVILUPPO COMPETENZE DI BASE LINGUE STRANIERE Lingua italiana per stranieri (base/intermedio/avanzato) 1 Lingua Inglese (livello intermedio) 2 Lingua Inglese (apprendimento/mantenimento/avanzamento)

Dettagli

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO REPUBBLICA ITALIANA ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORI Via Giovanni XXIII, n. 64-38065 MORI Cod. Fisc. 94024510227 - Tel. 0464-918669 Fax 0464-911029 www.icmori.it e-mail: segr.ic.mori@scuole.provincia.tn.it

Dettagli

L alunno esprime: vissuti; emozioni, fatti.

L alunno esprime: vissuti; emozioni, fatti. CURRICOLO D ISTITUTO a. s. 2012 / 2013 CLASSE PRIMA SCUOLA PRIMARIA EUROPEA DI LEGITTIMAZIONE INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO 2012 L alunno: SVILUPPO DELLE ASCOLTO L alunno ascolta: il lessico di

Dettagli

IL CURRICOLO VERTICALE

IL CURRICOLO VERTICALE IL CURRICOLO VERTICALE Fiorin: LAVORARE SUL CURRICOLO Imperfezione delle «Indicazioni nazionali» dimensione della ricerca Lavorare su ciò che già c è PUNTI DI RIFERIMENTO Tutto il quadro normativo recupera

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI MUSSOLENTE SCUOLA PRIMARIA ITALIANO CLASSE PRIMA

ISTITUTO COMPRENSIVO DI MUSSOLENTE SCUOLA PRIMARIA ITALIANO CLASSE PRIMA ISTITUTO COMPRENSIVO DI MUSSOLENTE SCUOLA PRIMARIA ITALIANO CLASSE PRIMA OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO PER LA CLASSE PRIMA E RELATIVI COMUNICAZIONE ORALE MANTENERE L ATTENZIONE SUL MESSAGGIO ORALE,

Dettagli

DIZIONARI E CORSI DI LINGUE

DIZIONARI E CORSI DI LINGUE CATALOGO 2016 DIZIONARI E CORSI DI LINGUE EDITORE 3 MOTIVI PER IMPARARE LE LINGUE CON I CORSI DI LINGUA DIGITAL PUBLISHING Corso 1 inglese 59,00 Contenuto: cd-rom libro di testo cuffia-microfono NUOVA

Dettagli

INGLESE- CLASSE 1.a TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DA SVILUPPARE AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA PRIMARIA

INGLESE- CLASSE 1.a TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DA SVILUPPARE AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA PRIMARIA INGLESE- CLASSE 1.a TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DA SVILUPPARE AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA PRIMARIA L alunno: Ascolta e comprende parole e semplici espressioni, istruzioni,

Dettagli

IT Questionario per insegnanti di lingue Analisi dei dati

IT Questionario per insegnanti di lingue Analisi dei dati IT Questionario per insegnanti di lingue Analisi dei dati Tu 1. Hanno risposto 32 insegnanti: 15 insegnano nella scuola secondaria inferiore, 17 in quella superiore. 2. Di questo campione, 23 insegnano

Dettagli

TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DEL TRIENNIO DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DEL TRIENNIO DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO La scuola secondaria di primo grado rappresenta la fase in cui si realizza l accesso alle discipline come punti di vista sulla realtà e come modalità di interpretazione, simbolizzazione e rappresentazione

Dettagli

LICEO CLASSICO SOCRATE PROGRAMMAZIONE DI LINGUA STRANIERA INGLESE A.S. 2015/2016

LICEO CLASSICO SOCRATE PROGRAMMAZIONE DI LINGUA STRANIERA INGLESE A.S. 2015/2016 LICEO CLASSICO SOCRATE PROGRAMMAZIONE DI LINGUA STRANIERA INGLESE A.S. 2015/2016 PROFILO GENERALE E COMPETENZE Lo studio della lingua e della cultura straniera dovrà procedere lungo due assi fondamentali:

Dettagli

CLASSE 3^ ITALIANO ASCOLTARE PARLARE LEGGERE OBIETTIVI DECLINATI PER CONOSCENZE, ABILITA' E COMPETENZECLASSE

CLASSE 3^ ITALIANO ASCOLTARE PARLARE LEGGERE OBIETTIVI DECLINATI PER CONOSCENZE, ABILITA' E COMPETENZECLASSE OBIETTIVI DECLINATI PER CONOSCENZE, ABILITA' E COMPETENZECLASSE 1 CLASSE 3^ ITALIANO ASCOLTARE Conoscenze Abilità Competenze - Conoscere le strategie di ascolto di testi orali: racconti, argomentazioni,

Dettagli

La cultura rivista accessibilità visiva e visibile

La cultura rivista accessibilità visiva e visibile Convegno CULTURA per TUTTI Teatro del Castello di Rivoli 7 dicembre 2011 La cultura rivista accessibilità visiva e visibile Carlo Di Biase - Elena Radutzky Simi Linton Consulente a New York per Disabilità

Dettagli

AREA LINGUISTICO - ARTISTICO ESPRESSIVA ITALIANO

AREA LINGUISTICO - ARTISTICO ESPRESSIVA ITALIANO AREA LINGUISTICO - ARTISTICO ESPRESSIVA ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO L alunno è capace di interagire in modo efficace in diverse

Dettagli

La grammatica del CHE e delle frasi relative

La grammatica del CHE e delle frasi relative La grammatica del CHE e delle frasi relative Valente R.: a.s. 1999-2000, la frase interrogativa diretta ed indiretta in inglese, II Liceo Scientifico. Penello N.: a.s. 2000-2001, esperienza dedicata alle

Dettagli

Curricolo di LINGUA INGLESE

Curricolo di LINGUA INGLESE Curricolo di LINGUA INGLESE TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE FISSATI DALLE INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO 2012 I traguardi sono riconducibili ai livelli A1 e A2 del Quadro Comune Europeo

Dettagli

LICEO CLASSICO ORDINAMENTALE

LICEO CLASSICO ORDINAMENTALE LICEO CLASSICO ORDINAMENTALE LETTERE AL GINNASIO Gli studenti, a conclusione del percorso di studio, oltre a raggiungere i risultati di apprendimento comuni, dovranno: aver raggiunto una conoscenza adeguata

Dettagli

SPAGNOLO SECONDA LINGUA

SPAGNOLO SECONDA LINGUA SPAGNOLO SECONDA LINGUA QUINTA GINNASIO Verranno rafforzate ed ampliate le conoscenze linguistiche e le funzioni comunicative apprese nel primo anno, attraverso un analisi più complessa degli esponenti

Dettagli

CRITERI DI VALUTAZIONE ITALIANO PRIMO BIENNIO

CRITERI DI VALUTAZIONE ITALIANO PRIMO BIENNIO CRITERI DI VALUTAZIONE ITALIANO PRIMO BIENNIO Voti RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVI DESCRITTORI Fino a 3 Del tutto insufficiente Assenza di conoscenze. Errori ortografici e morfo-sintattici numerosi e gravi. 4

Dettagli

LINGUA INGLESE SCUOLA PRIMARIA

LINGUA INGLESE SCUOLA PRIMARIA CLASSE PRIMA LINGUA INGLESE SCUOLA PRIMARIA 1 RICEZIONE ORALE 1. Familiarizzare coi primi suoni della lingua inglese 2. Comprendere semplici espressioni di uso quotidiano, pronunciate chiaramente. 3. Comprendere,

Dettagli

Indice del volume. 1 La comunicazione 2. 1 Per una corretta pronuncia. 2 Quale italiano? La nostra lingua, 2 Scrivere senza errori 39

Indice del volume. 1 La comunicazione 2. 1 Per una corretta pronuncia. 2 Quale italiano? La nostra lingua, 2 Scrivere senza errori 39 Parte I Premesse teoriche per un uso consapevole della lingua 1 Dal latino all italiano Come leggere i messaggi pubblicitari 1 La comunicazione 2 1 Cos è la comunicazione: significante, significato, segno

Dettagli

AREA TEMATICA SVILUPPO COMPETENZE DI BASE LINGUE STRANIERE

AREA TEMATICA SVILUPPO COMPETENZE DI BASE LINGUE STRANIERE AREA TEMATICA SVILUPPO COMPETENZE DI BASE LINGUE STRANIERE INGLESE COMMERCIALE 1 INGLESE BUSINESS BASE/INTERMEDIO 1 CORSO DI LINGUA INGLESE 2 CORSO DI ITALIANO PER STRANIERI 3 LIVELLO BASE/INTERMEDIO/AVANZATO

Dettagli

Eventuale anticipo di elementi di analisi poetica o del testo teatrale. Lettura più ampia possibile dei Promessi sposi

Eventuale anticipo di elementi di analisi poetica o del testo teatrale. Lettura più ampia possibile dei Promessi sposi PROGRAMMAZIONE ELABORATA DAL DIPARTIMENTO DI LETTERE DEL LICEO VIAN La programmazione di Dipartimento ha carattere indicativo dei contenuti ritenuti imprescindibili per ciascun anno, i quali potranno essere

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro. Curricolo verticale IMPARARE AD IMPARARE

ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro. Curricolo verticale IMPARARE AD IMPARARE ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro Curricolo verticale IMPARARE AD IMPARARE 1 CURRICOLO INFANZIA-PRIMARIA-SECONDARIA DI I GRADO IMPARARE A IMPARARE Dal Curricolo Scuola Primaria e Secondaria di I

Dettagli

Per aiutare gli studenti a scoprire le loro possibilità

Per aiutare gli studenti a scoprire le loro possibilità Listening. Learning. Leading. Per aiutare gli studenti a scoprire le loro possibilità Comprendere i punteggi del test TOEFL Junior Per scoprire il proprio potenziale. Per estendere le proprie opportunità.

Dettagli

LINGUA E LETTERATURA ITALIANA Secondo biennio e quinto anno

LINGUA E LETTERATURA ITALIANA Secondo biennio e quinto anno LINGUA E LETTERATURA ITALIANA Secondo biennio e quinto anno Premessa Come già nel primo biennio, anche nel secondo biennio e nel quinto anno l apprendimento della lingua italiana continua a fare parte

Dettagli

Lingua Straniera: FRANCESE Prima, Seconda, Terza, Quarta, Quinta PIANO DI LAVORO. Classe Prima

Lingua Straniera: FRANCESE Prima, Seconda, Terza, Quarta, Quinta PIANO DI LAVORO. Classe Prima Istituto di Istruzione Superiore ITALO CALVINO telefono: 0257500115 via Guido Rossa 20089 ROZZANO MI fax: 0257500163 e-mail: info@istitutocalvino.gov.it Codice Fiscale: 97270410158 internet: www.istitutocalvino.gov.it

Dettagli

IMPARARE ITALIANO ATTRAVERSO LE CANZIONI. Realizzata da: Nguyễn Phú Minh Hằng Classe: 1I-04 Professore relatore: Trần Thị Khánh Vân

IMPARARE ITALIANO ATTRAVERSO LE CANZIONI. Realizzata da: Nguyễn Phú Minh Hằng Classe: 1I-04 Professore relatore: Trần Thị Khánh Vân IMPARARE ITALIANO ATTRAVERSO LE CANZIONI Realizzata da: Nguyễn Phú Minh Hằng Classe: 1I-04 Professore relatore: Trần Thị Khánh Vân I. Introduzione 1. L importanza dello studio di una lingua straniera e

Dettagli

LE REGOLE DELLA BUONA SCRITTURA

LE REGOLE DELLA BUONA SCRITTURA LE REGOLE DELLA BUONA SCRITTURA Nella redazione degli elaborati di esame è di fondamentale importanza porre molta attenzione alla scrittura, sotto tutti i profili: grafico, ortografico, semantico e stilistico.

Dettagli

Piano di Lavoro. di SCIENZE NATURALI. Primo Biennio

Piano di Lavoro. di SCIENZE NATURALI. Primo Biennio ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE Liceo Scientifico Istituto Tecnico Industriale ALDO MORO Via Gallo Pecca n. 4/6 10086 RIVAROLO CANAVESE SEZIONE SCIENTIFICA A.S. 2014 2015 Piano di Lavoro di SCIENZE NATURALI

Dettagli

Linguaggi e Paradigmi di Programmazione

Linguaggi e Paradigmi di Programmazione Linguaggi e Paradigmi di Programmazione Cos è un linguaggio Definizione 1 Un linguaggio è un insieme di parole e di metodi di combinazione delle parole usati e compresi da una comunità di persone. È una

Dettagli