Gruppo di Lavoro Raccolta delle informazioni e dei dati, verifica impostazione e contenuti del RSA e relative correzioni ed integrazioni.

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3 COMUNE di LEGNANO Assessorato all Assetto e Gestione del Territorio Settore 3 Assetto e Gestione del Territorio Gruppo di Coordinamento Interassessorile Gianbattista Fratus - Assessore all Assetto e Gestione del Territorio Fiorenzo Battaglioli - Assessore alle Opere Pubbliche Marco Macioce - Consigliere di maggioranza Angelo Pisoni - Consigliere di minoranza Gian Carlo Morelli - Dirigente Settore 3 Assetto e Gestione del Territorio Lorenzo Turri - Responsabile del Processo di Agenda 21 Locale a Legnano Maurizio Tomio - Istruttore direttivo Pianificazione Generale e Attuativa Gruppo di Lavoro Raccolta delle informazioni e dei dati, verifica impostazione e contenuti del RSA e relative correzioni ed integrazioni. Lorenzo Turri Maurizio Tomio Raccolta ed elaborazione dei dati e redazione del RSA a cura di AMBIENTE ITALIA srl v. C. Poerio 39 Milano Mario Miglio (coordinamento), Stefano Droghetti, Chiara Lazzari, Michele Merola, Elena Mozzanica, Valentina Tarzia, Teresa Santos Freixo. Ringraziamenti Un ringraziamento va agli Enti (ARPA, ASL della Provincia di Milano n 1, Provincia di Milano, Regione Lombardia, AMGA) agli uffici comunali, in particolare al dott. Finocchiaro e all arch. Dondi dell Ufficio Ambiente, alle organizzazioni e alle associazioni che hanno collaborato alla buona riuscita del progetto e consentito, con la loro disponibilità, la realizzazione di questo Rapporto. Fotografie Lorenzo Turri dell autore I testi della presente pubblicazione possono essere liberamente riprodotti e diffusi senza alcuna restrinzione, a condizione che ne venga sempre citata la fonte.

4 PRESENTAZIONE L Amministrazione Comunale di Legnano, con il cofinanziamento dell Unione Europea, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, DocUP Ob. 2, Misura 3.5, e con l apporto scientifico di Ambiente Italia srl, ha avviato un processo di Agenda 21 locale per promuovere uno sviluppo sostenibile nella nostra città. La direzione del processo è stata assicurata dal Gruppo di Coordinamento Interassessorile, con compiti di indirizzo e verifica, e da un Gruppo di Lavoro, con compiti tecnico scientifici. L obiettivo è quello di migliorare la qualità della vita dei cittadini di oggi senza compromettere le possibilità di sviluppo e le necessità delle generazioni future e di agire in favore della sostenibilità con la ricerca di un equilibrio, effettivo e tangibile, tra gli aspetti economici, ambientali, sociali. Questa Rapporto sullo Stato dell Ambiente vuole essere un primo concreto passo avanti nella definizione del processo di Agenda 21 locale a Legnano, una fotografia, un quadro diagnostico della realtà locale allo stato attuale, dal punto di vista economico, sociale e ambientale, combinando rigore scientifico e finalità divulgative. Questo Rapporto, frutto di un intenso lavoro di ricerca e di analisi durato per più di un anno, è il primo passo nella direzione suindicata. Nella stesura del RSA si è cercato, con notevole impegno, di garantire un elevato e rigoroso livello scientifico nelle analisi e valutazioni prodotte, e di assicurare nello stesso tempo la massima leggibilità anche da parte dei soggetti non addetti ai lavori. La presente relazione costituisce quindi la base su cui riflettere per portare la discussione al Forum che verrà attivato fra tutti i soggetti che costituiscono la comunità locale: amministratori, cittadini, imprenditori, lavoratori, studenti, sindacati e associazioni con l obiettivo di un confronto propositivo, attraverso un attivo coinvolgimento di tutti. Ci aspettiamo quindi l avvio di un dibattito all interno del Forum, appassionato e trasparente, finalizzato alla definizione di una visione condivisa per il futuro di tutti noi, da cui derivare soluzioni articolate, costruite su un consenso responsabile. Il fine ultimo è infatti quello di individuare una serie di azioni concrete, anche semplici, che possano modificare i comportamenti individuali nella vita quotidiana dei cittadini e le scelte collettive nell organizzazione del territorio, in modo tale da invertire le tendenze negative più rilevanti. Il punto di arrivo sarà il Piano d Azione, programma di azioni concrete necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati, con la definizione dei soggetti che saranno responsabili dell attuazione, delle risorse finanziarie e degli strumenti di supporto. Vi invitiamo a leggere la Rapporto ed a contribuire alla costituzione del Forum partecipando e apportando osservazioni, suggerimenti e proposte. Insieme possiamo progettare un modello di sviluppo sostenibile nella nostra città. Questa pubblicazione ci permetterà di tornare periodicamente su questi dati ed indicatori per verificare quale percorso avremo compiuto nella direzione della sostenibilità ambientale. Abbiamo redatto una Relazione in tre differenti versioni (completa, sintetica e per bambini) in modo da soddisfare le esigenze di tutti; inoltre l intero RSA è consultabile e scaricabile sul sito del Comune di Legnano /http://www.legnano.org. Da ultimo, come sopra accennato, viste le difficoltà incontrate per la ricerca e l analisi dei dati necessari e la complessità della definizione di questo primo RSA, pensiamo che siano ancora presenti carenze o imprecisioni e pertanto sarà svolto un lavoro di approfondimento e affinamento delle analisi e delle valutazioni nell ambito dei previsti aggiornamenti periodici della relazione stessa. Il Sindaco Maurizio Cozzi

5 INDICE INTRODUZIONE 6 ARIA 12 ACQUA.. 42 SUOLO e SOTTOSUOLO.. 62 VEGETAZIONE e FAUNA. 74 ASPETTI SOCIALI ed ECONOMICI SALUTE. 96 AGRICOLTURA INDUSTRIA e SERVIZI INSEDIAMENTO URBANO MOBILITA e TRAFFICO ENERGIA 186 RIFIUTI URBANI. 204 RUMORE RADIAZIONI 238 GLOSSARIO 246

6 1 INTRODUZIONE 1.1 Premessa Il Comune di Legnano, che ha aderito nel 2001 al Forum per l Agenda 21 della Provincia di Milano ed al Coordinamento Agende 21 Locali italiane e che dall ottobre 2004 fa parte anche del Coordinamento lombardo per l Agenda 21 Locale, ha avviato nel 2004 il percorso di Agenda 21 Locale nel proprio territorio. Tra le tappe previste di tale percorso è inclusa la redazione del 1 Rapporto sullo Stato dell Ambiente, un documento che raccogliendo le informazioni disponibili e rielaborandole attraverso indicatori restituisce un primo quadro della situazione ambientale alla scala comunale, confrontandola, ove possibile con la dimensione territoriale ed amministrativa del Legnanese e della Provincia di Milano. Tale Rapporto tocca in parte anche i temi sociali, economici e della salute aprendo in prospettiva una evoluzione della struttura e dei contenuti del documento verso il Rapporto di sostenibilità, in cui dare pari peso alle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile. Tale documento non ha la pretesa di restituire puntualmente tutti gli aspetti che caratterizzano la realtà locale ma di costituire un quadro di diagnosi, seppure incompleto, da cui partire per favorire il confronto e la partecipazione all interno di un percorso appunto di A21 che porti a definire le cose da fare, anche a Legnano, per perseguire la sostenibilità dello sviluppo. 1.2 Sviluppo sostenibile, Agenda 21 e Rapporti sullo Stato dell Ambiente Il termine sviluppo sostenibile è utilizzato per la prima volta nel 1987, a seguito dei lavori svolti dalla World Commission Environment and Development, quando viene presentato il Rapporto Brundtland, Our Common Future, nel quale tale termine assume il significato di modello in grado di rispondere alle necessità del presente e di migliorare la qualità della vita delle popolazioni, utilizzando le risorse disponibili senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie. Tale definizione è stata ulteriormente arricchita, nel 1991, dal World Conservation Union, che ha individuato lo sviluppo sostenibile come quello che migliora la qualità della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi di supporto, dai quali essa dipende, ed infine il termine è stato riproposto, nel 1992, a Rio de Janeiro, in occasione della Conferenza Mondiale sull Ambiente e lo Sviluppo (Earth Summit), come concetto integrato in grado di tenere assieme la dimensione ambientale, economica e sociale. La Conferenza di Rio, organizzata dall ONU, oltre ad aver posto al centro dell attenzione la questione dello sviluppo sostenibile ha redatto una Agenda 21 Mondiale, che individua una serie di obiettivi e strategie da attuare nel 21 secolo, ed ha impegnato gli Stati ed anche le singole comunità ed amministrazioni locali ad attivare un proprio processo di Agenda 21 ed a redigere Piani di Azione Ambientale. Il termine Agenda 21 (A21) è utilizzato quindi per indicare sia un processo strategico che prevede la partecipazione degli attori locali (enti, organizzazioni, associazioni, cittadini) e che ha quale fine quello di delineare l insieme degli obiettivi, delle strategie e delle azioni necessarie a garantire il conseguimento di uno sviluppo sostenibile, a partire dalla dimensione locale, sia il documento Piano di Azione Ambientale, ovvero il programma strategico di riferimento che restituisce l insieme degli obiettivi di miglioramento, delle priorità di azione, delle linee e modalità di intervento, delle responsabilità e dei tempi, dei criteri e degli indicatori di monitoraggio dello stato di attuazione ed efficacia del Piano. Nell ambito di un percorso di Agenda21, come indicato da diversi modelli, ad esempio quello proposto dall ICLEI (The International Council for Environmental Initiatives) nella guida The Local Agenda 21 Planning Guide del 1996, quello dell ANPA (Agenzia Nazionale per la Protezione dell Ambiente) nel manuale Linee Guida per le Agende 21 in Italia dell anno 2000 e quello dell APAT (Agenzia per la Protezione dell Ambiente ed i servizi Tecnici) nel manuale Agenda 21 Locale 2003 dall Agenda all Azione: linee di indirizzo ed esperienze 6

7 dell anno 2004, ma anche sulla base dell esperienza maturata, un passaggio fondamentale riguarda la redazione del documento Rapporto sullo Stato dell Ambiente (RSA). Il RSA è un documento redatto al fine di evidenziare la situazione ambientale e socio economica attuale ed i processi o tendenze in atto, fornendo elementi di conoscenza e riflessione utili al confronto tra i diversi attori ed anche alla prima configurazione delle strategie ed azioni attuabili. La conoscenza dell ambiente e dei problemi di sostenibilità locale costituiscono infatti un fattore chiave per il successo di una A21 Locale e per questi motivi la costruzione di un quadro diagnostico, articolato ed aggiornato, rappresenta un passo importante del processo A21. I principali obiettivi o requisiti da considerare nel predisporre un Rapporto sullo Stato dell Ambiente, riprendendo quanto indicato nei citati manuali, sono: la restituzione, il più possibile completa e rappresentativa ma anche sintetica e comprensibile, dello situazione ambientale e delle eventuali tendenze, considerando anche la dimensione economica e sociale; l individuazione delle componenti ambientali sensibili e dei fattori di pressione (derivanti dalle attività antropiche) più critici in modo da facilitare la successiva definizione delle priorità di obiettivi ed azioni finalizzate allo sviluppo sostenibile; l informazione pubblica e la comunicazione mirata a coinvolgere gli attori nel processo di A21; la definizione di un primo modello da utilizzare per il monitoraggio periodico dello stato dell ambiente e per la verifica periodica dell efficacia degli interventi; il richiamo agli obiettivi generali per le valutazioni ed alle principali politiche da assumere quale riferimento. 1.3 Gli indicatori Il ricorso agli indicatori per la redazione dei Rapporto sullo Stato dell Ambiente è ribadito sul piano teorico e metodologico nel manuale Linee Guida per le Agende 21 in Italia dell ANPA 1, con riferimento alla fase di redazione del RSA ed a quella di attuazione, monitoraggio, valutazione ed aggiornamento del Piano d'azione Ambientale, e nel manuale Agenda 21 locale 2003 dell APAT 2, con riferimento ai passaggi operativi essenziali (POE) denominati indagare e valutare (redigere il RSA), verificare e controllare (monitorare l attuazione dei programmi con riferimento agli obiettivi ed indicatori definiti dal PAL) e aggiornare (verificare la qualità dei processi innescati e dei risultati raggiunti). Gli indicatori, tenendo conto dei requisiti messi a punto dall OECD 3, (rilevanza, consistenza analitica e misurabilità), sono utilizzati per interpretare, sintetizzare e comunicare una grande quantità di dati (e di relazioni tra loro) ricorrendo ad un numero limitato di parametri capaci di rappresentare i problemi complessi in modo semplice e comprensibile a tutti i cittadini. Gli indicatori devono consentire: di identificare ed analizzare le variazioni evidenziando eventuali tendenze e situazioni di rischio o degrado ambientale; di favorire la lettura delle correlazioni tra i diversi fenomeni locali ed anche il confronto tra la dimensione locale e quella regionale o nazionale, per verificare la distanza dagli obiettivi ambientali fissati dalla normativa od i livelli raggiunti da altre realtà che costituiscono modello di riferimento. Negli ultimi anni diversi organismi internazionali hanno sviluppato modelli di rappresentazione ed identificazione degli indicatori e/o identificato elenchi di indicatori da sviluppare a livello nazionale e/o locale. Tra i diversi modelli proposti si distingue quello 1 Agenzia Nazionale per la Protezione dell Ambiente (in collaborazione con Ambiente Italia), Linee guida per le Agende 21 Locali, Manuale ANPA, 2000, ANPA. 2 Agenzia per la Protezione dell Ambiente e per i sevizi Tecnici, Agenda 21 Locale 2003 dall Agenda all Azione: linee di indirizzo ed esperienze, pubblicazione 27/2003 dei Manuali e Linee Guida, anno OECD, Core set of indicators for environmental performance reviews. 7

8 sviluppato dall OECD 4, che suddivide gli indicatori tra quelli di Pressione, di Stato e di Risposta (modello PSR), e quello sviluppato dall EEA 5 che, riprendendo il modello PSR, lo articola ulteriormente introducendo due nuovi elementi, le Driving force, o Agenti determinanti, e gli Impatti, ovvero la risultante delle variazioni di stato delle risorse indotte dai fattori di pressione (modello DPSIR). Il modello concettuale definito dall OECD, che si è ormai affermato a livello internazionale ed è utilizzato anche in ambito nazionale e locale 6, suddivide gli indicatori tra quelli di Pressione, di Stato e di Risposta. Tale articolazione si basa sulla posizione dell indicatore nella catena causale, da intendersi come successione delle condizioni delle componenti ambientali, delle azioni antropiche che, sfruttando le risorse naturali, sono all origine dei cambiamenti nell ambiente, del tipo di misure e politiche adottate per fare fronte ai problemi ambientali esistenti o prevenirli. Gli indicatori che costituiscono il modello della OECD sono cosi definiti: - indicatori di Stato, descrivono le componenti ambientali (aria, acqua, suolo, fauna, vegetazione), considerando la loro qualità e quantità e le relative variazioni nel tempo, e registrano le eventuali situazioni di degrado; - indicatori di Pressione, rappresentano, in misura quantitativa, le azioni esercitate direttamente sull'ambiente dalle diverse attività umane (prelievi e consumi di risorse naturali, emissioni di inquinanti, produzione di rifiuti) che possono determinare la riduzione della qualità ambientale o specifici problemi di inquinamento o di esaurimento dei beni e delle risorse naturali; - indicatori di Risposta, descrivono le azioni attuate dagli organismi pubblici (politiche ambientali, adozione di tecnologie) ed i comportamenti assunti dei soggetti privati (stili di vita, gestione ambientale d'impresa) al fine di mitigare o prevenire gli impatti ambientali, eliminare le cause dei problemi ambientali e riparare i danni generati, preservare le componenti ambientali. Il modello DPSIR definito dalla EEA riprende il modello PSR è lo articola ulteriormente introducendo altri due elementi: gli Agenti modificatori (le cosiddette Driving force o Determinanti) e gli Impatti ovvero la risultante delle variazioni di stato delle risorse indotte dai fattori di pressione. Le Driving force originano infatti i fattori di pressione che, interagendo con le risorse ambientali e territoriali (rappresentate per mezzo di indicatori di stato), determinano variazioni qualitative o quantitative delle stesse risorse, modifiche che possono a loro volta tradursi in impatti. Le Risposte sono invece quelle indirizzate direttamente sui fattori (es. riduzione delle emissioni unitarie), e sugli stessi settori determinanti (governo delle attività che originano i fattori di pressione). Il modello DPSIR definisce un sistema di indicatori così articolato: - Determinanti (Driving force): le attività ed i comportamenti umani articolati in Generali (Popolazione, Economia, Uso del suolo, Sviluppo sociale) e Settoriali (Industria, Energia, Agricoltura e Pesca, Trasporti, Famiglie e consumatori, Turismo e ricreazione); - Pressione (Pressure): le pressioni, originate dalle Determinanti, esercitate sull ambiente che comprendono gli scarichi idrici, le emissioni atmosferiche, i rifiuti, i consumi di risorse; - Stato (State): la qualità e quantità delle componenti ambientali o risorse naturali (acqua, aria, suolo, vegetazione, fauna, ecosistemi), intese come valori che possono modificarsi per effetto delle Pressioni; - Impatto (Impact): cambiamenti dello Stato dell ambiente che si rilevano come modifica od alterazione degli ecosistemi, della salute umana, delle capacità sociali ed economiche; - Risposta (Response): politiche o singole azioni di governo, spesso associate a determinati obiettivi strategici e soglie specifiche di riferimento e valutazione, attivate per rispondere a determinate esigenze ambientali e rivolte ad una Determinante, Pressione, Stato o Impatto. alle politiche e azioni di gestione e tutela dell'ambiente. 4 Organisation for Economic Cooperation and Development (OECD), Core Set of Indicators for Environmental Performance Reveiw, OECD, 1997, Paris. 5 European Environment Agency EEA (Agenzia Europea per l Ambiente), A checklist for state of environment reporting, Technical Report n.15, 1999, Copenhagen. 6 Tale modello è stato ad esempio adottato dal World Resource Institute ed in Italia dal Ministero dell Ambiente. 8

9 L individuazione di un sistema ad elevato contenuto informativo e rappresentativo comporta la selezione di un numero limitato di indicatori da scegliere tenendo conto, da una parte, delle specificità ambientali e socio economiche del territorio esaminato, dall altra degli obiettivi e parametri di riferimento già individuati nelle normative europee e nazionali nonché degli elenchi predisposti e sperimentati dai diversi organismi internazionali. Allo stesso modo è importante che gli indicatori siano selezionati considerando le relazioni che intercorrono tra loro e quindi non pensando ai singoli indicatori ma al sistema degli indicatori. I sistemi di indicatori a cui potere fare riferimento sono molteplici e tra le diverse liste si ricordano quelle utilizzate: dalla EEA per la relazione sullo Stato dell Ambiente Europeo; da EUROSTAT, nell ambito del progetto Environmental Pressure Indicators; dalla OMS, con riferimento al progetto Health Cities Indicators; dall ONU, nell ambito del programma Habitat II; dalla DGXVI della UE, per il progetto Urban Audit; dalla DGXI Ambiente della UE, per il progetto Indicators for local Sustainability. Nel caso del sistema promosso dalla DGXI, denominato Indicatori Comuni Europei - ICE, sono stati selezionati i seguenti indicatori: 1-Soddisfazione dei cittadini con riferimento al contesto locale; 2-Contributo locale al cambiamento climatico globale; 3-Mobilità locale e trasporto passeggeri; 4-Accessibilità delle aree di verde pubblico e dei servizi locali; 5-Qualità dell aria locale; 6-Spostamenti casa-scuola dei bambini; 7- Gestione sostenibile dell autorità locale e delle imprese locali; 8-Inquinamento acustico; 9- Uso sostenibile del territorio; 10-Prodotti sostenibili. 1.4 La struttura ed i contenuti del RSA di Legnano Il 1 Rapporto sullo Stato dell Ambiente del Comune di Legnano, oltre alla presente parte introduttiva, è strutturato in diversi capitoli riguardanti i principali temi da considerare ai fini dell analisi dello stato dell ambiente; in primo luogo si considerano le componenti ambientali e successivamente in termini generali gli aspetti socio economici e della salute per passare alle attività umane ed ai fattori fisici che in larga misura sono associati ai fattori antropici. I temi considerati, a cui corrispondono i diversi capitoli, sono quelli di seguito elencati: - Aria - Acqua - Suolo e sottosuolo - Vegetazione e fauna - Aspetti sociali ed economici - salute - Agricoltura - Industria e servizi - Insediamento urbano - Mobilità e traffico - Energia - Rifiuti urbani - Rumore - Radiazioni I capitoli sono impostati secondo una struttura omogenea articolata secondo tale schema: Inquadramento Fonte dei dati ed informazioni disponibili Indicatori selezionati e commento di sintesi Schede degli indicatori Nell inquadramento sono richiamati sinteticamente gli aspetti relativi all importanza del tema trattato nel capitolo ed anche le eventuali relazioni con altri temi analizzati. Nella parte relativa alle fonti dei dati ed alle informazioni disponibili si cita la documentazione reperita ed utilizzata per elaborare gli indicatori e si evidenziano gli aspetti essenziali attinenti alla incompletezza dei dati che hanno ridotto la possibilità di restituire in forma ottimale gli indicatori ed in particolare di ottenere serie storiche per valutare tendenze o di effettuare confronti con altre realtà. In tale sezione sono sottolineate le eventuali cautele con le quali deve essere letto ed interpretato l indicatore stesso. Nella sezione degli indicatori selezionati e commento di sintesi si riporta l elenco degli indicatori utilizzati associato all indicazione, in forma sintetica, della modalità di restituzione e si evidenziano anche eventuali altri indicatori, sostitutivi od aggiuntivi, che dovrebbero essere predisposti per una analisi ottimale dello stato dell ambiente ovvero quelli da considerare in una successiva versione del RSA ovviamente attivando azioni finalizzate a garantire la 9

10 disponibilità futura dei dati di base necessari. Per quanto riguarda il commento di sintesi si utilizza una tabella in cui sono riportati, per ogni indicatore, mediante simboli e note sintetiche, le valutazioni sulle tendenze e sulla vicinanza o meno agli obiettivi di riferimento. La lettura di tale quadro di sintesi deve essere effettuata con la dovuta cautela per le inevitabili semplificazioni operate nei giudizi di sintesi. Lo schema per la lettura della tabella utilizzata per la valutazione di sintesi degli indicatori è di seguito riportato. Categorie utilizzate per la valutazione di sintesi degli indicatori Tendenza nel tempo rispetto al valore dell indicatore e rispetto agli obiettivi val ob Aumenta Migliora Stabile Migliora Diminuisce Peggiora Non valutabile (per assenza di dati storici per assenza di obiettivi di riferimento) NV Giudizio sintetico rispetto agli obiettivi Positivo Né positivo, né negativo Negativo Non valutabile (per assenza di obiettivi) giud NV Le schede degli indicatori sono quelle in cui si presentano gli indicatori selezionati che in tale prima versione del Rapporto sullo Stato dell Ambiente sono distinti assumendo quale riferimento il modello dell OECD che li classifica come di stato (S), di pressione (P) o di risposta (R); ad ogni indicatore si associa, nel riquadro della scheda dove è inserita la denominazione, la lettera corrispondente alla tipologia di appartenenza. Il sistema degli indicatori è stato definito considerando sia le specificità del Comune di Legnano che i modelli proposti da organismi internazionali od europei, in particolari quelli ICE della DG Ambiente della UE e quelli di Ecosistema Urbano di Legambiente, o quelli già utilizzati per la redazione dei RSA della Regione Lombardia e della Provincia di Milano, in modo da garantire, per quanto possibile, relazioni tra i diversi livelli e quindi possibilità di confronto. Tale sistema, condiviso dal Gruppo di Coordinamento Interassessorile per l Agenda 21 del Comune di Legnano, è stato sostanzialmente applicato fatti salvi i necessari adeguamenti determinati dalla effettiva disponibilità di dati. Le schede degli indicatori sono organizzate secondo un modello omogeneo strutturato nella seguente forma: - Scopo dell indicatore: vengono sinteticamente messe in evidenza le forme di restituzione, le ragioni per cui viene elaborato l indicatore e la sua rilevanza dal punto di vista della sostenibilità ambientale. - Obiettivi: vengono evidenziati gli obiettivi fissati dalla normativa ambientale o da programmi ed atti di pianificazione consolidati a livello nazionale o europeo, se definiti, o quelli generali a cui si dovrebbe fare comunque riferimento per effettuare le valutazioni, in relazione al perseguimento di uno sviluppo sostenibile. - Metodologia di elaborazione: vengono indicati i dati di base e le fonti utilizzate nell elaborazione e le metodiche seguite per il calcolo dell indicatore. - Situazione, viene descritto sinteticamente e per punti essenziali l indicatore, analizzato osservando i cambiamenti nel tempo e la tendenza riscontrata e valutando, quando possibile, lo scostamento rispetto agli obiettivi ambientali od altre situazioni analoghe. L indicatore e rappresentato visivamente attraverso un grafico, una tabella od una mappa in cui si riporta il dato attuale ed i dati in serie storica ed ove possibile si mette a confronto il valore con gli obiettivi di riferimento od il dato di altri ambiti territoriali. Nel caso di alcuni temi per i quali la normativa definisce precisi ed articolati obiettivi ambientali, qualitativi e quantitativi, si inserisce anche un sezione relativa ai Riferimenti Normativi in cui si elencano le norme europee o nazionali e si riportano, in box, gli obiettivi od i valori da utilizzare per la valutazione degli indicatori. 10

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12 2 ARIA 2.1 Inquadramento L aria è una componente ambientale da sottoporre a particolare attenzione in quanto soggetta al rilascio di sostanze inquinanti, prevalentemente riconducibili alle attività umane, che determinano alterazioni con effetti generali sul clima e ricadute specifiche sulla salute umana. L inquinamento atmosferico, all interno di una zona urbana, è prevalentemente determinato dal traffico a cui si aggiungono le altre sorgenti di emissione quali il riscaldamento, le produzioni industriali e talvolta anche le produzioni energetiche. L analisi della qualità dell aria e dell entità delle emissioni è quindi fondamentale per valutare la sostenibilità ambientale con riferimento sia all ambito locale che alla dimensione globale. 2.2 Fonte dei dati ed informazioni disponibili I dati della qualità dell aria in Lombardia sono rilevati dall Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente (ARPA Lombardia), tramite stazioni fisse di monitoraggio e sono disponibili in rete nel sito della Regione Lombardia 7. Nel territorio del Comune di Legnano, i dati sono forniti dalla centralina Legnano S. Magno dell ARPA sita in Largo Tosi (cod. 662) in una zona ad alta densità abitativa, ed anche, prima della disattivazione nel 1999, da un altra centralina (cod. 663) in V. Podgora. La centralina 662 fornisce informazioni relative a più parametri (ossido di carbonio, biossido di azoto, monossido di azoto, ossidi di azoto, ozono, polveri, anidride solforosa) restituendole sia sotto forma di medie orarie che come elaborazioni in medie giornaliere e medie mensili. Per il Comune di Legnano sono inoltre disponibili i dati relativi ad una campagna mobile di monitoraggio (effettuate periodicamente da ARPA Lombardia), svolta nel periodo aprile-maggio 2004, nel corso della quale sono stati raccolti i dati relativi ad anidride solforosa, monossido di azoto, biossido di azoto, ozono e ossido di carbonio (forniti come concentrazioni medie orarie) e di polveri sottili (forniti come medie giornaliere). Si è fatto inoltre riferimento alle relazioni dell ARPA Rapporto sulla qualità dell aria di Milano e Provincia degli anni 2003 e I dati della stima delle emissioni in atmosfera di diversi inquinanti è fornita da INEMAR (INventario EMissioni ARia) che è un database, consultabile in rete nel sito della Regione Lombardia 8, progettato per effettuare elaborazioni a livello comunale per ogni attività della classificazione Corinair (Coordinamento dell Informazione sull Aria nella Comunità Europea progetto per la stima delle emissioni provenienti da sorgenti puntuali e diffuse) e per tipo di combustibile. Il sistema INEMAR raccoglie tutte le variabili necessarie alla stima delle emissioni, riferite alle attività (consumo di combustibili, consumo di vernici, quantità incenerita, ed in generale qualsiasi parametro che traccia l'attività dell'emissione), ai fattori di emissione ed ai dati statistici necessari per la disaggregazione spaziale e temporale delle emissioni ed inoltre contiene le procedure e gli algoritmi utilizzati per la stima delle emissioni (secondo diverse metodologie), nonché i valori di emissione stimati. 2.3 Indicatori selezionati e commento di sintesi Gli indicatori elaborati sulla base delle informazioni disponibili sono i seguenti: - Adeguatezza ed efficienza delle rete di rilevamento della qualità dell aria: parametri rilevati, numero di rilevatori e relativa efficienza in rapporto ai requisiti stabiliti dalla normativa vigente. - Immissioni degli inquinanti - Monossido di Carbonio (CO): numero di superamenti del limite della concentrazione media di 8 ore. - Immissioni degli inquinanti - Particolato fine (PM 10 ): concentrazione media annuale; numero di superamenti del valore limite della concentrazione media giornaliera

13 - Immissioni degli inquinanti - Anidride solforosa (SO 2 ): numero di superamenti del valore limite della concentrazione media oraria e giornaliera. - Immissioni degli inquinanti - Biossido di Azoto (NO 2 ): numero di superamenti del valore limite della concentrazione media oraria; concentrazione media annuale (stima). - Immissioni degli inquinanti - Ozono (O 3 ): numero di superamenti del livello di attenzione e di allarme (concentrazione medie orarie); numero di superamenti del livello di protezione per la vegetazione (concentrazione media giornaliera); numero di superamenti del livello di protezione per la salute umana. - Emissioni degli inquinanti in atmosfera: valori per inquinante e per macrosettore. I principali elementi emersi a seguito della elaborazione dei citati indicatori sono riportati nella successiva Tabella di sintesi. ARIA - Tabella di sintesi degli indicatori Denominazione indicatore Tendenza nel tempo Giudizio sintetico I parametri rilevati ed i livelli Adeguatezza ed efficienza delle di efficienza della centralina rete di rilevamento della qualità fissa dell ARPA in Legnano dell aria restano immutati negli anni Si sottolinea che non viene rilevato in continuo il PM 10 che riveste una particolare importanza per la tutela della salute umana. Immissioni degli inquinanti Monossido di Carbonio CO Immissioni degli inquinanti Particolato fine - PM 10 Immissioni degli inquinanti Anidride solforosa - SO 2 Immissioni degli inquinanti Biossido di Azoto - NO 2 Immissioni degli inquinanti Ozono - O 3 Emissioni degli inquinanti in atmosfera NV Nel periodo si nota una leggera riduzione delle concentrazioni massima oraria e media su 8 ore. I dati si riferiscono solo alla campagna effettuata ad aprile-maggio del Nel perodo si nota una riduzione dei valori massimi orari, delle massime concentrazioni medie e della concentrazione media annua. Nel periodo si nota una leggera riduzione dei valori massimo orario e medio annuo e del numero di superamenti dei limiti. Nel periodo non si notano evidenti segni di una dinamica di riduzione ma piuttosto una oscillazione dei valori di concentrazione. Tra il 1997 ed il 2001 le emissioni, salvo per CH 4 e NH 3, diminuiscono come quantitativi per tutti gli inquinanti considerati. L incidenza dei dati validi per i parametri rilevati è sempre conforme ai requisiti stabiliti dalla normativa. Non si registrano valori superiori alle soglie di avvicinamento ed al limite vigente dal Si registra 1 superamento della soglia di avvicinamento al limite di protezione della salute umana; sono 4 se si considera il valore limite vigente dal Non si registrano valori superiori ai limiti di avvicinamento e definitivi, a quelli di protezione della salute umana e degli ecosistemi, ai valori di allarme. Si registrano superamenti del limite di protezione per la salute umana, da 21 nel 1999 a 2 nel 2004, con riferimento al valore che è entrato in vigore il , assunto come tale dalla normativa regionale. Si registrano, con riferimento ai limiti da applicare a partire dal 2010, numerosi superamenti dei valori per la protezione della salute umana e della vegetazione. Le emissioni diminuiscono per la maggior parte degli inquinanti, tra un minimo del 4% (N 2 O) ed un massimo del 56% (PM 10 ), mentre aumentano per CH 4 (38%) e per NH 3 (30%). 13

14 Adeguatezza ed efficienza della rete di rilevamento della qualità dell aria R Scopo dell indicatore L indicatore viene rappresentato come numero di analizzatori e come dati validi nel periodo di rilevamento per ognuno dei parametri soggetti a controllo. Tale indicatore consente di evidenziare l adeguatezza ed efficienza del sistema di monitoraggio della qualità dell aria, rispetto ai requisiti stabiliti dal D.Lgs. 351/1999 e dal D.M. 60/2002. L attendibilità dei dati utilizzati nella descrizione dello stato della qualità dell aria ambiente dipende, infatti, dalle caratteristiche della rete di rilevamento esistente, sia come paramenti monitorati sia come numero di analizzatori, e dalla relativa efficienza. Obiettivi L obiettivo minimo a cui fare riferimento è definito come percentuale di incertezza, di raccolta minima dei dati e di periodo di copertura per le diverse modalità di misurazione e per i diversi parametri come stabilito dal D.M. 60/2002. (vedere Box riferimenti normativi) Metodologia di elaborazione La valutazione dell adeguatezza e dell efficienza della rete di rilevamento della qualità dell aria nel territorio del Comune di Legnano è effettuata considerando i dati di base dell ARPA Lombardia relativi all unica stazione fissa presente, denominata Legnano San Magno, localizzata in zona ad alta densità abitativa. Si sono inoltre considerati i dati dei rilevamenti effettuati tra il 22 aprile ed il 24 maggio 2004 da una postazione mobile, posta in viale Toselli, attivata in occasione di una campagna di misura di Qualità dell Aria da ARPA Lombardia. Situazione L incidenza dei dati orari validi sul totale di quelli rilevati per ciascuno degli inquinanti monitorati dalla stazione fissa di rilevamento Legnano San Magno, vale a dire di monossido di carbonio (CO), monossido di azoto (NO), biossido di azoto (NO 2 ), ozono (O 3 ) e anidride solforosa (SO 2 ), risulta, per il periodo , sempre conforme ai requisiti stabiliti dalla normativa. (Tabella 1) Allo stesso modo, considerando gli anni 2003 e 2004, risultano adeguati, ai fini della valutazione della qualità dell aria, come da criteri dell ARPA Lombardia riferiti ad una soglia minima di significatività fissata al 75% di rendimento strumentale, calcolato come percentuale di dati generati e validati rispetto al totale teorico nel corso dell anno solare, quelli rilevati dalla stazione fissa di Legnano per tutti i parametri monitorati. (Tabella 2) I dati relativi alla postazione mobile, attivata nel 2004 per circa 1 mese (22 aprile-24 maggio), e quindi le percentuali di dati validi, di anidride solforosa (SO 2 ), monossido di azoto (NO), biossido di azoto (NO 2 ), ozono (O 3 ), monossido di carbonio (CO) su base oraria e di polveri sottili (< 10 micron), su base giornaliera, sono conformi ai requisiti stabiliti dalla normativa. (Tabella 3) I dati confermano quindi che il monitoraggio effettuato nel Comune di Legnano soddisfa i requisiti minimi individuati dal D.M. 60/2002 per gli inquinanti per i quali è attivo ma si ritiene utile sottolineare l assenza di informazioni inerenti il particolato fine a quindi la necessità di attivare un controllo in continuo anche per il PM 10 o il PM 2,5 dato il particolare interesse che riveste tale inquinante ai fini della tutela della salute umana. Tale considerazione assume una maggiore valenza se si considera che il Comune di Legnano ricade all interno della Zona critica dell asse del Sempione (12 Comuni in Provincia di Milano e 10 Comuni in Provincia di Varese), individuata per gli elevati livelli di inquinamento dell aria, per la quale si attua il 14

15 Piano di azione per il contenimento degli episodi di inquinamento atmosferico che prevede una serie di misure, in particolare quelle di blocco del traffico secondo differenti modalità. Comune di Legnano Stazione fissa Legnano San Magno dell ARPA Incidenza dei dati validi (% su 8760 ore) Parametri rilevati Anno CO NO NO O SO Tabella 1. Elaborazioni di Ambiente Italia su dati ARPA Lombardia. Comune di Legnano Stazione fissa Legnano San Magno dell ARPA Rendimenti annuali degli analizzatori Incidenza % di dati generati e validati rispetto al totale teorico Anno 2003 Inquinanti SO 2 NO 2 PTS PM 10 O 3 CO 94,8 94,4 89,3-95,1 95,1 97,6 99,0 93,8-95,1 95,7 Anno 2004 Tabella 2. Elaborazioni di Ambiente Italia su dati ARPA Lombardia. Comune di Legnano Campagna di rilevamento con postazione mobile Anno 2004 Dati stazione Localizzazione: in Vie Toselli - zona ad alto traffico veicolare Periodo di rilevamento: dal 22 aprile al 24 maggio 2004 Incidenza dei dati validi (%) Parametri CO NO NO 2 O 3 SO 2 PM 10 Incidenza % (su 771 ore per il PM 10 su 32 giorni) Tabella 3. Elaborazioni di Ambiente Italia su dati ARPA Lombardia. 15

16 Immissioni degli inquinanti - Monossido di carbonio (CO) S Scopo dell indicatore L indicatore è restituito come concentrazione media massima giornaliera su 8 ore del monossido di carbonio ed è rappresentato come numero dei superamenti del relativo valore limite di concentrazione. Tale indicatore consente di descrivere gli andamenti nel tempo delle immissioni e di evidenziare il loro eventuale scostamento rispetto al valore limite di legge. Obiettivi L obiettivo minimo da osservare è quello del rispetto del valore limite definito dal D.M. n.60 del che conferma il limite per la protezione della salute umana già in vigore in Italia con il D.P.C.M. del 28/3/1983. Tale valore limite, riferito alla media massima giornaliera su 8 ore, è pari a 10 mg/m 3 da osservare a partire dal 1/1/2005 mentre, considerando il margine di tolleranza, il limite è di 16 mg/m 3 negli anni , di 14 mg/m 3 nel 2003 e di 12 mg/m 3 nel Il limite di 10 mg/m 3 coincide con la soglia di attenzione fissata con riferimento alla massima concentrazione media su 8 ore dalla D.G.R. n.7/6501 del 19/10/2001 della Regione Lombardia. (vedere Box riferimenti normativi) Metodologia di elaborazione L analisi è stata condotta utilizzando e convertendoli in mg/m 3 sia i dati della stazione di rilevamento dell ARPA denominata Legnano San Magno relativi alle medie orarie rilevate dal 1 gennaio 1999 al 30 settembre 2004, che quelli ottenuti tra il 22 aprile ed il 24 maggio 2004 da una postazione mobile attivata all interno di una campagna di misura di Qualità dell Aria da ARPA Lombardia. In aggiunta si utilizzano direttamente i dati di sintesi forniti dall ARPA nei Rapporti annuali sulla qualità dell aria di Milano e Provincia. Situazione Il monossido di carbonio è un inquinante prodotto prevalentemente dal traffico veicolare e dal riscaldamento civile che blocca la capacità di trasporto di ossigeno nel sangue; nel caso di Legnano la principale sorgente nell anno 2001 è il traffico con un peso del 80% circa sul totale di CO emesso. Nel periodo considerato, dal 1 gennaio 1999 al 30 settembre 2004, le medie orarie rilevate dalla stazione di monitoraggio di Legnano dell ARPA non sono mai state inferiori, come dati validi, al 98% del totale e più precisamente risultano i seguenti valori di incidenza: 98% nel 2000, 2001, 2003 e fino a settembre 2004; 99% nel 1999 e nel Le massime concentrazioni medie su 8 ore di CO, nel periodo , rilevate dalla centralina fissa di monitoraggio non hanno evidenziato alcun superamento né delle soglie di avvicinamento né del limite di 10 mg/m 3 che è entrato in vigore a partire dal 1 gennaio In base a tali dati, l obiettivo delle normative nazionale e regionale è quindi rispettato in anticipo sul riferimento temporale previsto. (Tabella 1) - I dati mostrano inoltre una generale diminuzione sia della massima concentrazione oraria che della massima concentrazione media su 8 ore registrate negli anni, con la sola eccezione dell anno 2002 in cui si registra un incremento lieve e non sufficientemente significativo da individuare una inversione di tendenza. - I dati relativi all andamento delle massime concentrazioni medie su 8 ore (massime medie mobili giornaliere) evidenziano, per il periodo considerato dell anno 2004, valori più elevati di concentrazioni nella stagione invernale ma comunque sempre significativamente al di sotto del limite di riferimento. (Grafico 1) - Le concentrazioni medie orarie di CO di un campione di giorni feriali dell anno 2004 mostrano un andamento prevedibile, collegato con l andamento del traffico veicolare, prima causa di immissione di questo inquinante in atmosfera; nei giorni feriali si registra 16

17 un picco nella prima mattinata (tra le 7 e le 8) ed un secondo picco, meno marcato, in orario di uscita dal lavoro (circa le 18) e talvolta in serata. (Grafico 2) La stazione mobile, posta in viale Toselli, in una zona definita ad alto traffico veicolare transitata sia da autovetture che da mezzi pesanti, per effettuare un controllo nel periodo dal 22 aprile al 24 maggio 2004, ha prelevato campioni per misurare la concentrazione del CO ad altezza uomo (1,6 metri) a non più di 3 metri dal ciglio della strada. Anche nel caso delle concentrazioni misurate dai campioni prelevati dalla centralina mobile non vi sono stati superamenti del limite individuato dalla normativa nazionale e regionale. (Tabella 2). L analisi dei dati relativi alle concentrazioni medie annuali riferiti alle medie orarie e dei dati del numero di superamenti del limite di protezione della salute umana (numero di ore > 10 mg/m 3 con riferimento all indicatore media mobile 8 ore), con riferimento a centraline fisse di monitoraggio, localizzate in Comuni della Provincia di Milano ed appartenenti alla rete dell ARPA, aventi caratteristiche analoghe a quelle della centralina fissa di Legnano (zona urbana, stazione di tipo B fondo), consentono di notare, per gli anni 2003 e 2004, una sostanziale stabilità ed uniformità dei valori delle concentrazioni ed il rispetto dei limiti fissati dalla normativa. (Tabella 3) CO - Comune di Legnano Dati della stazione fissa Legnano San Magno dell ARPA % dati validi (sulle ore totali di rilevamento) Massima concentrazione oraria, mg/m 3 Massima concentrazione media su 8 ore, mg/m 3 Numero superamenti valore limite, (10 mg/m 3 ) ,4 9, ,1 9, ,6 7, ,9 8, ,0 7, fino 30/9 98 7,7 4,9 0 Tabella 1. Elaborazioni di Ambiente Italia su dati ARPA Lombardia. CO - Comune di Legnano Confronto dati relativi al periodo 22 aprile-24 maggio 2004 Stazioni fissa Legnano San Magno e mobile in V.le Toselli dell ARPA Valore mediomg/m 3 Massimo valore orario mg/m 3 Massima concentrazione media su 8 ore mg/m 3 Numero superamenti valore limite Stazione mobile 1,0 3,1 1,9 0 Stazione fissa 1,2 3,9 2,21 0 Tabella 2. Elaborazioni di Ambiente Italia su dati ARPA Lombardia. CO Confronto dati rilevati da stazioni fisse della rete di monitoraggio dell ARPA Milano v.juvara Stazioni Settimo M. Lainate Magenta Legnano Arconate Anno Concentrazioni medie annuali riferite alle medie orarie ,5 1,5 1,4 1,7 0, ,5 1,4 1,4 1,6 0,9 Episodi acuti di inquinamento - Superamenti del limite definito per la protezione della salute umana Tabella3. Elaborazioni di Ambiente Italia su dati ARPA Lombardia. 17

18 CO - Massime concentrazioni medie su 8 ore - Comune di Legnano - Anno mg/m Grafico 1. Elaborazione di Ambiente Italia su dati ARPA Lombardia. 2,5 Comune di Legnano CO - Concentrazioni medie orarie - Campione di giorni feriali del ,5 mg/m 3 01-gen gen gen gen gen feb feb feb feb mar mar mar mar apr apr apr apr apr mag mag mag mag giu giu giu giu lug lug lug lug lug ago ago ago ago set set set set set , ora del giorno Grafico 2. Elaborazione di Ambiente Italia su dati ARPA Lombardia. 18

19 Immissioni degli inquinanti - Particolato fine PM 10 S Scopo dell indicatore L indicatore è rappresentato come concentrazione media nelle 24 ore e concentrazione media annua di PM 10 ed anche, indirettamente, come numero dei superamenti dei limiti di concentrazione. Tale indicatore descrive gli andamenti nel tempo delle immissioni e consente di evidenziare se viene rispettato il limite di legge o l eventuale scostamento. Obiettivi L obiettivo minimo a cui fare riferimento è definito come valore limite di 24 ore e come valore limite annuale per la protezione della salute umana, come da D.M. n.60/2002; il primo è definito pari a 50 µg/m 3 dal 2005 (con il margine di tolleranza, 75 µg/m 3 nel 1999 e 2000, 70 µg/m 3 nel 2002, 65 µg/m 3 nel 2003, 55 µg/m 3 nel 2004) associato ad un numero massimo di superamenti ammessi pari a 35 volte (fase 1) e 7 volte (fase 2) in un anno, mentre il valore limite annuale è fissato pari a 40 µg/m 3 (fase 1) dal 2005 (con il margine di tolleranza, analoga riduzione annuale progressiva dai 48 µg/m 3 del 2000) ed a 20 µg/m 3 (fase 2) dal 2010 (con analoga applicazione del margine di tolleranza dal 2005 al 2010). Nel caso della Regione Lombardia si deve considerare anche la soglia di attenzione pari a 50 g/m 3 per la concentrazione media sulle 24 ore immediatamente applicata e che a livello nazionale diventerà cogente a partire dal 1 gennaio 2010, come definito dalla D.G.R. n. 7/6501 del 19/10/2001. (vedere Box riferimenti normativi) Metodologia di elaborazione L analisi è stata condotta utilizzando e convertendoli in g/m 3 i dati ottenuti dalla campagna mobile di misura di Qualità dell Aria attivata da ARPA Lombardia, tra il 22 aprile ed il 24 maggio 2004, con una postazione in viale Toselli, in una zona ad alto traffico, transitata sia da autovetture che da mezzi pesanti. La stazione fissa di monitoraggio della qualità dell aria di Legnano non rileva invece i dati inerenti il PM 10. In aggiunta si utilizzano direttamente i dati di sintesi forniti dall ARPA nei Rapporti annuali sulla qualità dell aria di Milano e Provincia. Situazione Il particolato fine, dato il diametro inferiore a 10 millesimi di millimetro delle particelle, penetra con maggiore facilità nelle vie aeree profonde depositando i composti tossici e quindi determinando un rischio tossicologico elevato. Gli effetti sulla salute umana comprendono la riduzione della capacità respiratoria (asma, enfisema, ecc.) ma anche patologie più gravi se sono veicolate sostanze cancerogene. Il particolato è prodotto quasi esclusivamente dal traffico veicolare e per una quota residua dagli impianti termici; nel caso di Legnano i dati del 2001 segnano un incidenza del 80% circa quale contributo dei trasporti sul totale delle emissioni. In base ai dati della stazione mobile riferiti al periodo dal 23 aprile al 24 maggio 2004, la concentrazione media nelle 24 ore risulta superiore alla soglia di avvicinamento al limite di protezione della salute umana (55 µg/m 3 fino al 31/12/2004) solo 1 volta (in data 23 aprile); i superamenti sono invece 4 (23, 28 e 29 aprile e 19 maggio ) se si considera il valore limite che è entrato in vigore a partire dal Tali dati sono ovviamente puramente indicativi dato il periodo limitato. (Tabella 1 e Grafico 1) A titolo esemplificativo si riportano i dati relativi alle stazioni fisse localizzate in Comuni della Provincia di Milano ed appartenenti alla rete dell ARPA, aventi caratteristiche analoghe a quelle della centralina fissa di Legnano (zona urbana, stazione di tipo B fondo). Nei due casi in cui viene rilevato tale parametro (Milano e Magenta) si nota l elevato numero di episodi acuti di inquinamento con superamento del limite definito per la protezione della 19

20 salute umana conteggiati come numero di giorni con valori superiori a 50 g/m 3 utilizzando quale indicatore la media giornaliera. PM 10 - Comune di Legnano Dati della campagna di rilevamento con postazione mobile in V.le Toselli Periodo 22 aprile 24 maggio Valore medio giornaliero, g/m 3 Massimo media giornaliera, g/m 3 Numero superamenti limite protezione salute 2004 (media giornaliera, 55 g/m 3 ) Numero superamenti limite protezione salute 2005 (media giornaliera, 50 g/m 3 ) 34,9 63,0 1 4 Tabella1. Elaborazioni di Ambiente Italia su dati ARPA Lombardia. 70 PM 10 - Concentrazione media giornaliera - Comune di Legnano Stazione mobile di monitoraggio - Periodo 23 aprile - 24 maggio 2004 Limite 60 protezione salute (2004) Limite 50 protezione salute (2005) /04/ /04/ /04/ /04/ /04/ /04/ /04/ /04/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/ /05/2004 g/m 3 24/05/2004 Grafico 1. Elaborazione di Ambiente Italia su dati ARPA Lombardia. PM 10 Confronto dati rilevati da stazioni fisse della rete di monitoraggio dell ARPA Milano v.juvara Stazioni Settimo M. Lainate Magenta Legnano Arconate Anno Concentrazioni medie annuali riferite alle medie mobili Episodi acuti di inquinamento - Superamenti del limite definito per la protezione della salute umana Tabella 2. Elaborazione di Ambiente Italia su dati ARPA Lombardia. 20

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