Marco De Marinis, Semiotica e semiologia

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Marco De Marinis, Semiotica e semiologia"

Transcript

1 Negli ultimi anni la semiotica è diventata una metadisciplina, cioè una materia trasversale a ogni riflessione sul piano teorico, una sorta di spina dorsale della teatralogia, intesa come studio del fatto teatrale. La semiotica investe l intero piano degli studi sul teatro, perché il teatro è, nelle sue funzioni e nelle sue prerogative, una pratica di comunicazione, un fenomeno di significazione. La semiotica è dunque una cornice teorica globale essenziale all'analisi dei fenomeni teatrali. Tuttavia prendere la semiotica come un vademecum teorico comporta un rischio: quello di assolutizzare l importanza del discorso sul significato e i segni, sui requisiti generali di teatralità e teatrabilità, cioè di fare della filosofia più che una corretta analisi teatrale. È stato il circolo di Praga, negli anni '30, ad cominciare ad applicare studi sub specie semiotica al teatro: il segno teatrale è visto, saussurianamente, come sinolo di significante e significato. La sistemazione teorica praghese si riassume sostanzialmente in tre punti: - principio di artificializzazione (semiotizzazione): tutto ciò che è sulla scena è segno; - principio del funzionamento connotativo: i segni mostrati sulla scena tendono ad assumere una dimensione ulteriore dal punto di vista segnico, che li porta a essere dei segni di segni d oggetto, con valore anche metaforico, simbolico, iconico; - pincipio della mobilità: sulla scena i segni possono cambiare di significato a seconda del loro uso semiotico: una canzone o un gesto, una scritta, una battuta possono far parte integrante di una scenografia (intercambiabilità funzionale), uno strumento di scena può significare qualcosa dapprincipio, qualcos altro in un momento successivo (polivalenza espressiva). Forse la critica praghese ha ecceduto nel considerare il teatro come un fatto puramente semiotico, dove tutto è sempre significante, tralasciando l aspetto performativo, reale, fenomenologico della performance, della finzione, che comprende anche le sbavature, le variazioni sul tema, la fuoriuscita del segno dall alveo del significato prescritto e analizzabile. Il merito della scuola di Praga è stato tuttavia quello di aver indirizzato l attenzione del pubblico competente anche sulla messa in scena, sulla performance, non solo sul testo. Con la Scuola di Praga il teatro (e il suo studio) diviene un fatto non solo letterario e acquisisce dignità autonoma. Il merito indiscusso della scuola di Praga ad ogni modo è stato quello di avere impostato il problema della semiosi teatrale, cercando di individuare lo specifico semiotico - le qualità segniche del fenomeno teatrale, considerato nel suo aspetto scenico, performativo, soprattutto. Il modello praghese tuttavia sembra funzionare per il dramma mimetico ma non per eventi teatrali che si muovono in direzione opposta. Lo Strutturalismo praghese eredita da Saussure l intento sistematico di analizzare i meccanismi comunicativi sulla base di una teoria generale dei segni, e la teoria del segno come di un entità a due facce in cui un veicolo significante si salda a un contenuto significato (F. Saussure, Corso di linguistica generale). La prospettiva di lavoro che si pose fu quindi l identificazione del segno teatrale. L applicazione al teatro dei principi saussuriani da parte di Mukarovsky consistette nell identificare nell opera d arte l unità semiotica. Il significante viene identificato nell insieme degli elementi materiali che intervengono nella messa in scena, il significato nell oggetto estetico fruito dal pubblico. Il testo spettacolare è quindi quell unità in cui le varie componenti si fondano in una sorta di macrosegno. Il passo successivo è quello di studiare il funzionamento dei segni teatrali. La funzione più generica della semiosi teatrale è individuata da Bogatyrev nella semiotizzazione teatrale. Gli esponenti della scuola di Praga sottolineano il fatto che la semiotizzazione teatrale permette di rinviare l oggetto teatrale alla classe di cui fa parte, prima che all oggetto come componente del mondo drammatico. Ciò può avvenire sia per un oggetto che abbia affinità evidenti, ad esempio una semplice sedia in scena, sia per un oggetto che abbia una relazione simbolica o di altro genere con la classe di oggetti cui fa riferimento. La denotazione teatrale agisce quindi con significanti che rinviano attraverso la mediazione della classe di cui fanno parte al loro significato nel mondo drammatico. Così impostata la denotazione dà ragione del funzionamento mimetico dei significanti. La connotazione agisce invece rinviando il segno teatrale all universo di senso cui fa riferimento all interno del sistema culturale. Ad esempio una spada rinvia al vigore guerriero o a valori cavallereschi ecc. Denotazione e

2 connotazione sono quindi entrambe presenti nella semiosi teatrale e la loro dialettica è fondamentale nell evento teatrale. Il segno teatrale deve poi essere pensato come polisemico, nel senso che un segno può rinviare a svariati aspetti semantici, una scenografia può rinviare ad esempi ad una tipologia architettonica, ma anche a un particolare ambiente socio-familiare o ad una condizione esistenziale. Altra caratteristica fondamentale individuata dagli studiosi della scuola di Praga è la mobilità del segno teatrale ossia alla capacità di esso di rinviare potenzialmente a qualsiasi significato. Per quanto riguarda la classificazione delle tipologie di segni teatrali Kowzan (Le signe au théâtre) stabilisce una dicotomia tra segni naturali e segni artificiali. Nei primi il legame tra significante e significato dà un rapporto di causa-effetto (ad esempio una ingessatura presuppone una gamba rotta), nei secondi il legame di pende dall intervento umano. Kowzan sottolinea il fatto che i segni teatrali sono resi artificiali in più larga misura rispetto a quelli della vita reale in quella che egli chiama artificializzazione del segno. Negli anni cinquanta e sessanta l attenzione dei teorici e dei critici teatrali si sposta sull'analisi del testo drammatico; l orientamento si fa decisamente semantico-letterario, cioè assume il testo come un monema, un corpus di stampo drammaturgico-letterario che, sia pure sfrangiato, discontinuo, screziato, contiene ed emana - istanze culturali e valori artistici autosufficienti, che la rappresentazione scenica si limita a tradurre senza troppe distorsioni, se non superficiali. Tale tendenza interpretativa resta preponderante nella teoria teatrale, opponendosi in una sorta di dualismo critico all interpretazione più squisitamente semiotica proposta dal modello praghese, il cui avvento ha comunque ridimensionato l'importanza del testo drammatico, ridotto e declassato a una delle tanti componenti del fatto teatrale. A cavallo fra gli anni sessanta e gli anni settanta le teorie della semiotica teatrale ricevono nuovi impulsi dal lavoro di Barthes e di Kowzan. Rispetto alla Scuola di Praga, il secondo trova che il teatro non avrà e non potrà mai disporre di una ipotetica, preesistente langue (un linguaggio potenziale, astratto), ma sarà soltanto, di volta in volta, parole (realtà, uso, sperimentazione), cioè una pluralità di testi dai codici e dai linguaggi misti e spesso disomogenei fra loro. Secondo Kowzan sono tredici i sistemi di segni che possono intrecciarsi e cooperare in una messa in scena: parola, tono, mimica, gesto, movimento, trucco, acconciatura, costume, accessorio, scenografia, illuminazione, musica e rumori. In questo periodo la teoria teatrale privilegia lo studio dei rapporti fra testo e messa in scena, focalizzando da vicino la tipologia dei segni e dei codici teatrali, le relazioni, ascendenti o discendenti, fra i codici teatrali, la strutturazione del continuum teatrale, la strategie e i meccanismi di dotazione di senso prediletti dagli autori e scelti dai registi. La semiotica del teatro si divide presto in due correnti di pensiero: quella che dà la priorità all analisi della performance e alla descrizione semiotica degli eventi spettacolari; e quella che elabora teoricamente e metodologicamente attraverso modelli critici il funzionamento della semiosi e del testo teatrale. Emerge sempre più che il teatro è una galassia complessa di tanti sottotesti di varia natura e funzionamento. Questo macrotesto, che riunisce e assembla componenti e linguaggi vari, è chiamato testo spettacolare. Ogni testo spettacolare ha alla sua base un contesto culturale (intertestuale), ovvero l humus, il sostrato culturale (composto da studi e testi di varie discipline, anche non soltanto artistico-letterari) che può fungere da riferimento culturale, intellettuale, critico, interpretativo nei riguardi del testo in esame e di chi l'ha creato, del suo autore; inoltre vi è pure un contesto spettacolare, o immediato, relativo alle situazioni e alle pratiche comunicative, pragmatiche, spettacolari con le quali un testo ha a che fare, ovvero l'esperienza di tutte le fasi, preliminari, contestuali e successive alla performance legata a un testo particolare. Dunque un testo teatrale è allo stesso tempo un testo-nella-storia ed un testo-in-situazione. Naturalmente ogni fatto teatrale, che si manifesti come una lettura o come una fruizione dal vivo, necessita l intervento attivo dello spettatore. Ogni testo spettacolare è intrinsecamente, per sua stessa natura, lacunoso, fallato, non può essere una struttura uniforme, finita, in sé perfetta, ma è sempre necessariamente opera aperta, nel senso suggerito da Umberto Eco nel suo noto saggio. Dunque presuppone, anzi necessita l'attiva partecipazione, il complemento produttivo, interpretativo, del fruitore, il quale deve attingere alla sua enciclopedia personale, alla sua sensibilità e alla sua capacità di decodificazione per poterlo comprendere. La semiosi teatrale, cioè la pratica di interpretazione dei segni evocati nel continuum scenico, non è affare dei soli attori, non avviene solo sul palcoscenico, ma riguarda anche il pubblico, che deve interpretare con i suoi interpretanti ciò che viene detto sulla scena: il fruitore è il co-produttore

3 dell'opera. Questa è l ultima e decisiva frontiera teorica varcata dalla riflessione semiotica applicata al teatro: la relazione teatrale. Tuttavia, la relazione teatrale non avviene soltanto tra la messa in scena e il pubblico ma, ovviamente, anche fra gli attori stessi, fra gli attori e il regista, fra il regista e l'autore, come un dialogo silenzioso, una tacita dinamica creativa e interpretativa tra le parti coinvolte nel progetto drammaturgico. Tuttavia è forse fra attori e spettatori che avviene l interazione decisiva e più evidente. Dal punto di vista comunicativo il loro rapporto non è paritario: lo spettacolo tende necessariamente a manipolare, ovvero a pilotare, cioè a influenzare cogentemente i processi cognitivi e critici dello spettatore. La messa in scena informa, forma, deforma la mente dello spettatore, che a questo livello è soggetto passivo. Questa scissione dello spettatore è ovviamente solo descrittiva, indicativa, per nulla normativa. A parziale ricomposizione della dicotomia greimasiana soggetto attivo\soggetto passivo è stata avanzata da De Marinis la nozione dello Spettatore Modello, che (lector in fabula) interviene nei processi creativi, critici, ricettivi dell opera teatrale: è egli stesso una sorta di strategia ricettiva e percettiva dello spettacolo, che a tale scopo gli lascia, talora programmaticamente, quasi volontariamente, spazi vuoti da colmare e interpretare, canali interpretativi liberi. Secondo De Marinis una messa in scena ha spesso già inscritto in sé uno Spettatore Modello. L atto ricettivo dello spettatore si può ridurre a un modello teorico della comprensione teatrale. Esso si può comporre di ipotesi sulla funzione comunicativa e sulla struttura del testo spettacolare e sulla variabile competenza critica dello spettatore. Vi saranno dei - presupposti dell atto ricettivo: riguardano soprattutto la competenza dello spettatore, che oltre ai requisiti tecnici, testuali, è influenzata fortemente dalle intime motivazioni culturali, psicologiche, affettive; - processi e sottoprocessi: lo spettatore a teatro ha una determinata percezione dell'opera (reazioni emotive, valutazione, apprezzamento estetico, memorizzazione). Non è chiaro quanto nel decifrare un evento teatrale pesi su di lui, a livello antropologico e culturale, la pre-interpretazione (es. da popolo a popolo uno stesso testo teatrale può innescare diversi sentieri di significazione e diverse possibili reazioni); quale meccanismo sortisca l interesse e in quali rapporti siano i processi cognitivi e quelli emotivi; se la valutazione e l apprezzamento estetico dello spettacolo influenza o è influenzata dagli altri fattori cognitivi, ovvero se l'apprezzamento estetico di un'opera è determina o è determinato dalla comprensione di essa; come funzionano la memoria e il ricordo nel testo teatrale; - risultati: la comprensione dello spettacolo che lo spettatore costruisce in sé sulla scorta dei dati forniti dallo spettacolo stesso e del suo sistema di precondizioni interpretative. In genere si usa dividere la comprensione in tre momenti comunque legati fra loro: semantica, estetica, emotiva. Infine si può dire che la semiotica, affinché possa fregiarsi del ruolo di metalinguaggio, di interpretante ideale del fenomeno teatrale, dovrà sforzarsi di avere un approccio il più possibile plurilinguistico, integrando in sé metodi, conoscenze, nozioni di ogni materia e ambito scientifico-letterario; soprattutto dovrà essere empirica, ovvero sperimentale, applicata sul campo dello spettacolo e della sua ricezione. Certamente la semiotica non serve ad un teatro istituzionale che (senza mai rimettere in questione se stesso, le proprie categorie, il proprio metodo produttivo) continua a pensare e praticare aproblematicamente (e mercantilmente) lo spettacolo soltanto come illustrazione di un testo drammatico. E neppure serve a un tipo di teatro (e ce ne sono anche nel campo delle avanguardie) che concepisca la ricerca e la sperimentazione sceniche nei termini di una creatività intuitiva e ineffabile, del tutto impermeabile a categorie scientifiche. Marco De Marinis, Semiotica e semiologia Il punto di partenza per un tentativo di definizione della specificità del segno teatrale, è la constatazione di come sia stato il cambiamento della natura del testo teatrale a imporre una ridefinizione della stessa nozione di testo drammatico e di come le trasformazioni interne al teatro portino ad un mutamento dei rapporti tra le componenti semiotiche in gioco.

4 In questi ultimi anni infatti il testo teatrale ha subito così tante modificazioni, sia per gli aspetti che riguardano la produzione che per quelli che riguardano la fruizione, da metterne in dubbio l esistenza stessa come traccia di un opera riproducibile da parte di registi che possano lavorare nello spazio tra il testo e la messa in scena, colmandone la mutua distanza attraverso la propria opera ermeneutica. La storia dell analisi del segno teatrale può essere connotata come la storia della tensione tra il testo drammatico e la messa in scena. L impostazione strutturalista tradizionale riconduceva lo statuto ontologico della messa in scena a realizzazione del testo drammatico ; il loro rapporto reciproco era pensato come una reificazione alienazione del testo drammatico nella sua realizzazione scenica. Per cui l analisi semiotica teatrale era essenzialmente ricondotta ad una analisi semiologica del testo drammatico. Tale impostazione è presente in quei modelli strutturalisti che approcciano il teatro da un punto di vista narratologico e su tali basi costruiscono il loro modello interpretativo, come l analisi strutturalista della fiaba di Propp (V. J. Propp, Morfologia della fiaba), le cui categorie vengono riplasmate per la messa a punto teatrale del modello. Altro presupposto fondamentale è l estensione alla letteratura della semantica strutturale che teorizza la presenza di una struttura profonda nel linguaggio ritenuta responsabile della struttura superficiale degli avvenimenti linguistici. E chiaro che conseguenza implicita di tale impostazione è l assegnazione del ruolo di struttura profonda al testo drammatico e di struttura superficiale alla messa in scena, i cui avvenimenti sono quindi come confinati nella sfera fenomenica in senso debole e come tali non possono essere oggetto di scienza, ma forse soltanto di cronaca giornalistico-mondana. Queste considerazioni possono valere per il modello attanziale di Etienne Souriau, che imposta la sua analisi con categorie direttamente ricavate da Propp; i ruoli attanziali vengono infatti concepiti come una classificazione dei ruoli drammatici resi attraverso una simbologia tratta dall astrologia; posti i ruoli attanziali attraverso una combinatoria si procede quindi all analisi del dramma. Il modello sembra valido soprattutto per gli intrecci i cui personaggi si prestano ad essere ricondotti a rapporti del tipo protagonistaantagonista, protagonista-aiutante etc, tipici della narrativa popolare o della fiaba, appunto. Il modello di Greimas riconduce i ruoli attanziali al loro aspetto (secondo Greimas alla loro origine ) linguistica. Il teorico francese parte infatti dalla considerazione che il linguaggio sia essenzialmente drammatico. Il passaggio può essere chiarito da un esempio: in Souriau il primo ruolo attanziale è quello del Leone ossia l incarnazione nel protagonista della forza tematica che si svolge nel dramma; tale ruolo viene ricondotto da Greimas alla categoria linguistica di soggetto. Modelli di tal genere fanno capo a un impostazione semiologica della semiotica, la tensione di cui si parlava all inizio è tutta sbilanciata verso la considerazione del testo drammatico. E chiaro poi che altro presupposto fondamentale è la presenza di dramatis personae come unità minima della fabula. Su questo presupposto il modello, attraverso dei rapporti sintattici istituiti da una combinatoria può procedere a una analisi semiologica che sembra essere piuttosto una riduzione o tutt al più una classificazione. L origine letteraria di questi modelli è chiara e porta alla totale non considerazione della messa in scena come possibile oggetto di indagine. Questa forma mentis è operante anche in uomini di teatro per cui la letteratura è il germe da cui il teatro nasce. Così si esprime ad esempio Luigi Pirandello: Perché se ci pensiamo bene l attore deve fare e fa per forza il contrario di ciò che ha fatto il poeta. Rende cioè, più reale e tuttavia meno vero il personaggio creato dal poeta, gli toglie tanto, cioè di quella verità ideale, superiore, quanto più gli dà di quella realtà materiale, comune, e lo fa men vero anche perché lo traduce nella materialità fittizia e convenzionale d un palcoscenico. L attore insomma necessariamente dà una consistenza artefatta in un ambiente posticcio, illusorio a persone e ad azioni che hanno già avuto un espressione di vita ideale, qual è quella dell arte e che vivono e respirano una realtà superiore. Una presenza più pregnante di elementi che afferiscono alla sfera scenica è invece da rilevarsi negli studi della scuola di Praga. Nell Estetica dell arte del dramma, pubblicato da Otakar Zich nel 1931, si pone in un luce un aspetto fondamentale della semiosi teatrale, ossia la presenza in essa di sistemi di segni eterogenei ma interdipendenti. Zich non solo non riconosce una particolare prevalenza a uno dei sistemi,

5 ma rifiuta esplicitamente il predominio del testo scritto come oggetto privilegiato della semiotica del teatro. In quello stesso 1931 viene pubblicato l altro testo fondamentale della scuola di Praga, Tentativo di analisi del fenomeno dell attore di Jon Mukarovskj (J. Mukarovsky, Tentativo di analisi del fenomeno dell attore in Il significato dell estetica, Torino, Einaudi, 1973). Questo testo può essere considerato il primo tentativo di una vera e propria semiotica della performance. L autore sottopone ad analisi la gestualità di Chaplin inaugurando un attenzione verso gli aspetti non verbali di fondamentale importanza. L esito teorico della scuola di Praga è fondamentale perché riconosce il potere semiotico della messa in scena al di là del testo drammatico e in una maniera che mette in gioco tutte le componenti segniche. In merito al dibattito odierno è necessario ricordare il contributo di Marco De Marinis, che con la distinzione tra testo spettacolare e testo drammatico teorizza un modello unitario-irreversibile nel rapporto tra testo drammatico e testo spettacolare. Il modello unitario-irreversibile di De Marinis sembra preservare la semiotica teatrale dal suo appiattirsi sull analisi dei testi letterari proprio perché considera la messa in scena un evento parzialmente indipendente nel senso che non è contenuto in nuce nel testo drammatico e proprio per questo si pone come oggetto di studio indipendente dell analisi testuale dello spettacolo. Il prendere in considerazione il momento della scrittura teatrale come inseparabile (almeno in alcuni casi) dalla pratica teatrale stessa, dal momento legato al lavoro laboratoriale attoriale ci porta ad invertire il rapporto genealogico tra testo drammatico e testo spettacolare e quindi ripensare il modello stesso. Questa rielaborazione istituisce un diverso rapporto tra testo drammatico e testo spettacolare, non soltanto, così come nel modello di De Marinis, rifuggendo da quelle impostazioni che riducono il testo spettacolare al testo drammatico ma istituendo una relazione di circolarità tra il testo drammatico e il testo spettacolare. Allora l analisi semiotica di un avvenimento teatrale avrà come oggetto l avvenimento stesso scevro di qualsiasi supporto letterario, proprio perché il testo drammatico può essere preso in considerazione, almeno in alcuni casi, soltanto dopo un indebita astrazione-estrazione dal suo essere detto, agito, messo in scena. Un ultima osservazione riguarda la possibilità che un documento scritto possa funzionare da documento per la messa in scena. In effetti per alcuni spettacoli contemporanei la scrittura non è tanto drammatica quanto piuttosto scenica e le notazioni di regia sopravanzano di gran lunga le parola da dire. Talvolta si parla perfino di scrittura corporea oppure si pensi a quei casi in cui la parola viene veicolata da microfoni, display luminosi, distorta da artifici tecnologici inseparabili dal portato semantico della parola stessa che viene usata in maniera parassitaria per servire da significante per le distorsioni stesse, come nel caso di Motus. Anche qui il testo spettacolare più che essere irreversibile rispetto al testo drammatico vi si unisce in un unità inestricabile. La struttura concettuale e cognitiva che presiede alla fruizione teatrale è data dalla cornice, o appunto frame (il termine è mutuato dalla terminologia sociologica di Bateson. Cfr. G. Bateson, Una teoria del gioco e della fantasia, in Verso un ecologia della mente), in cui i partecipanti e gli osservatori negoziano la comunicazione segnica. Il frame teatrale è contraddistinto tradizionalmente da due caratteristiche essenziali: in primo luogo dalla presupposizione che il pubblico non abbia né il diritto né l obbligo di partecipare all azione che si svolge sul palco, in secondo luogo l accettazione della realtà teatrale come di una realtà fictional parassitaria rispetto alla realtà. A partire da questi presupposti la semiosi teatrale è affidata agli indicatori deittici, ossia a quelle parti del discorso che hanno la funzione di indicare i reciproci rapporti tra gli attori e tra gli attori e il pubblico. A teatro il senso è affidato in primis alla deissi che regola le articolazioni degli atti di discorso. Anche la retorica, come la sintassi, la grammatica ecc. afferiscono, a teatro, alla deissi, che sussume e smista il senso veicolato dalle immagini, dai vari generi di linguaggio (prosa, poesia), dai diversi modi linguistici dei personaggi, dall intonazione, dal ritmo, dai rapporti prossemici, dalla cinesica dei movimenti. Presupposto di tale impostazione è la pre-comprensione da parte dello spettatore del carattere mimetico dell azione scenica secondo un rapporto per cui il Mondo drammatico grazie all essere situato nel frame possa essere compreso sulla base di parziali deviazioni rispetto al Mondo reale. Da questo punto di vista il frame potrebbe intendersi come una serie di norme di traduzione generale che permettono il passaggio da un codice all altro, come una sorta di spazio trasparente. Non si parla di spazio solo metaforicamente, perché è proprio la distanza spaziale tra attore e spettatore in cui tale possibilità di trascrizione a partire da una supposta mimesi si inscrive e da cui forse sembrano generarsi tali connotazioni del frame.

6 Da questo punto di vista tutte le performance in cui lo spettatore è più o meno coinvolto nell azione teatrale non rientrerebbero nella definizione di teatro che una tale concezione del frame sottende. Una tale connotazione del frame teatrale è dunque inadeguata. Non ha alcuna funzionalità interpretativa, forse gli si può tutt al più assegnare una valenza normativa, non solo per quegli spettacoli in cui la distanza e la differenza di ruoli tra attori e spettatori viene programmaticamente infranta ma che in realtà non dia ragione del carattere metasegnico della organizzazione spaziale che ci sembra essere un aspetto fondamentale del teatro contemporaneo. Sulla base di una tale impostazione lo spazio inteso come relazione prossemica dei segni viene a perdere ogni valenza significante per essere ridotto ad una semplice distanza in cui far circolare la comunicazione senza influenzarla, se non in quanto contenitore. Sembra che il lavoro sullo spazio nel teatro contemporaneo abbia una valenza di organizzazione dei segni e che sia tutt altro che un medium diafano in cui i segni stessi non facciano altro che passare. La valenza dello spazio teatrale è piuttosto quella di dare le coordinate di un mondo sì fictional rispetto al mondo reale, ma che tale finzione non vada interpretata su basi mimetiche o allusive quanto nella sua valenza costruttiva o decostruttiva. Il tema ci sembra correlato all impossibilità di utilizzare la categoria di dramatis persona per molti dei personaggi messi in scena nel teatro di ricerca contemporaneo. E come se ci fosse un triplice sistema di distanze vuote e gerarchicamente ordinate che condizionano l approccio semiologico e che si implicano vicendevolmente: 1) la distanza tra testo drammatico e testo spettacolare come semplice possibilità di passare dal primo al secondo con l unico inconveniente della purezza del primo rispetto alla opacità del secondo; 2) la distanza attore spettatore riempita dall ineffabile potere mimetico dell attore e dalla capacità interpretativa dello spettatore; 3) la distanza attore personaggio che è riempita dalla rincorsa infinita del primo verso il secondo e che è direttamente simmetrica alla prima distanza. La dramatis persona sembra essere il corrispettivo psicologico del contenuto del testo drammatico. L interpretazione dell attore dovrebbe sostanziare di gesti suoni, voci, colmando la distanza tra sé stesso e il personaggio da interpretare. Così come avviene per il testo drammatico e per il frame anche per la dramatis persona si può notare un fenomeno di decomposizione che ne inficia l efficacia all interno dell analisi semiotica. Con Carmelo Bene, per esempio, la recitazione non può più essere considerata un attività mimetica. La dicotomia attorepersonaggio si appiattisce in un ibrido che non è né l uno né l altro, l assenza stessa di fabula, il suo essere sopravanzata dall intreccio, il farsi fabula dell intreccio, il prevalere dell idioletto sul codice-lingua, sono tutti fenomeni che si muovono lungo la direttrice di una disintegrazione di una psicologia a cui il personaggio possa essere ricondotto, per far esplodere piuttosto energie pre-psichiche, parzialità idiosincratiche che lo spettatore è portato a percepire come eventi in sé non a ricondurli ad una storia di un personaggio.

Andrea Crisanti scenografo

Andrea Crisanti scenografo UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA LA SAPIENZA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA Corso di laurea in Lettere Andrea Crisanti scenografo RELATORE Prof. Paolo Bertetto CORRELATORE Prof. Andrea Minuz LAUREANDA Elisa

Dettagli

Psicologia dello sviluppo

Psicologia dello sviluppo Università degli Studi di Torino Facoltà di Scienze Politiche Sede di Biella Psicologia dello sviluppo PRAGMATICA COMUNICAZIONE UMANA 1 Pragmatica della comunicazione umana Semiologia: Pragmatica (effetti

Dettagli

Il profilo professionale

Il profilo professionale Il profilo professionale Nella regione Puglia quanto nel Mezzogiorno esistono molteplici realtà produttive di prosa. Non tutti gli attori riescono o hanno avuto l opportunità di frequentare una scuola

Dettagli

RELAZIONE INIZIALE (a cura del docente responsabile Prof.ssa Marina d Errico)

RELAZIONE INIZIALE (a cura del docente responsabile Prof.ssa Marina d Errico) Codice meccanografico: F G P S 0 4 0 0 0 4 Anno scolastico 2012 / 2013 Liceo Scientifico Statale G.Marconi Via Danimarca, 25-71122 FOGGIA PROGETTI INTEGRATIVI DI ISTITUTO (Definizione breve dell intervento):

Dettagli

GIOCHIAMO CHE IO ERO...?

GIOCHIAMO CHE IO ERO...? QUADERNO DIDATTICO GIOCHIAMO CHE IO ERO...? SI APRE IL SIPARIO Il titolo del quaderno, che riprende una delle frasi spontanee più ricorrenti nei giochi dei bambini, esprime da solo la relazione esistente

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

LICEO SCIENTIFICO STATALE A. VALLISNERI

LICEO SCIENTIFICO STATALE A. VALLISNERI LICEO SCIENTIFICO STATALE A. VALLISNERI Via delle Rose, 68 LUCCA - Tel. 0583/58211 Fax 0583/418619 E-mail: info@liceovallisneri.it Sito Internet: http://www.liceovallisneri.it A. S. 2014/2015 PROGRAMMAZIONE

Dettagli

COMPETENZE Comprendere la forma e il significato di messaggi musicali espressi in varie forme e opere

COMPETENZE Comprendere la forma e il significato di messaggi musicali espressi in varie forme e opere 1 ISTITUTO COMPRENSIVO F. de Sanctis Curricolo verticale A.S. 2014/2015 2 MUSICA L educazione musicale, al pari delle altre discipline, ha l obiettivo di educare alla cittadinanza, in linea con le nuove

Dettagli

La strategia del silenzio per una comunicazione felice tra medico e paziente

La strategia del silenzio per una comunicazione felice tra medico e paziente La strategia del silenzio per una comunicazione felice tra medico e paziente laboratorio teatrale con serata finale per gli studenti di Medicina della Seconda Università di Napoli Premessa La medicina

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA

PROGRAMMAZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA PROGRAMMAZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA CAMPO DI : I DISCORSI E LE PAROLE E il campo che permette ai bambini, opportunamente guidati, di estendere il patrimonio lessicale, le competenze

Dettagli

ARTI MIMICHE & GESTUALI

ARTI MIMICHE & GESTUALI ARTI MIMICHE & GESTUALI PROPOSTE ARTISTICHE E PROGETTUALITA by DN-Art Associazione Arti Mimiche & Gestuali - Centro Internazionale Come nascono il Centro e L Accademia Il panorama artistico in Italia è

Dettagli

Teatrando. Scuola dell Infanzia Galciana

Teatrando. Scuola dell Infanzia Galciana Teatrando Scuola dell Infanzia Galciana TEATRANDO (Scheda 1) La nostra scuola è inserita in una realtà ancora paesana, in cui esiste da molto tempo una tradizione di teatro e di spettacolazione di piazza.

Dettagli

MUSICA SCUOLA PRIMARIA CLASSI PRIME

MUSICA SCUOLA PRIMARIA CLASSI PRIME MUSICA SCUOLA PRIMARIA CLASSI PRIME Ascoltare, analizzare e rappresentare fenomeni sonori e linguaggi musicali - Classificare i fenomeni acustici in base ai concetti di silenzio, suono, rumore - Individuare

Dettagli

I s t i t u t o C o m p r e n s i v o S i a n o

I s t i t u t o C o m p r e n s i v o S i a n o I s t i t u t o C o m p r e n s i v o S i a n o VIA SPINELLI 84088 SIANO (SA)-. 081/5181021- Ê081/5181355 - C.F. 95140330655 e mail SAIC89800D@ISTRUZIONE.IT, SAIC89800D@PEC.ISTRUZIONE.IT, www.istitutocomprensivosiano.gov.it

Dettagli

Anna Maria Lorusso Claudio Paolucci Patrizia Violi (eds.) Narratività. Problemi, analisi, prospettive

Anna Maria Lorusso Claudio Paolucci Patrizia Violi (eds.) Narratività. Problemi, analisi, prospettive Anna Maria Lorusso Claudio Paolucci Patrizia Violi (eds.) Narratività. Problemi, analisi, prospettive Bologna, Bononia University Press, 2012, 348 pp. La semiotica ha condotto la sua ricerca su forme testuali

Dettagli

TEORIA E TECNICA DELLA COMUNICAZIONE

TEORIA E TECNICA DELLA COMUNICAZIONE TEORIA E TECNICA DELLA COMUNICAZIONE PREMESSA Teoria e tecnica della Comunicazione è presente nel percorso di studio denominato Liceo Classico con potenziamento della Comunicazione e studia i linguaggi

Dettagli

Il teatro dietro le quinte: la scenotecnica

Il teatro dietro le quinte: la scenotecnica Il teatro dietro le quinte: la scenotecnica (Gaetano Oliva, Il teatro dietro le quinte: la scenotecnica, Scuola materna per l educazione dell infanzia, anno LXXXVIII n 14, 10 aprile 2001, pp. 18-19). Come

Dettagli

Ente di formazione con accreditamento al MIUR, decreto del 5/7/2013 Direttiva Ministeriale n. 90/2003

Ente di formazione con accreditamento al MIUR, decreto del 5/7/2013 Direttiva Ministeriale n. 90/2003 LE PRATICHE TEATRALI COME STRUMENTO EDUCATIVO Corso di aggiornamento per gli insegnanti della scuola dell infanzia Corso di 40 ore: 12 ore teoriche 28 ore di esercitazione guidata IL GIOCO SIMBOLICO DAI

Dettagli

LABORATORIO TEATRALE PER LA SCUOLA ELEMENTARE E SCUOLA DELL INFANZIA PROGETTO: LA FIABA

LABORATORIO TEATRALE PER LA SCUOLA ELEMENTARE E SCUOLA DELL INFANZIA PROGETTO: LA FIABA LABORATORIO TEATRALE PER LA SCUOLA ELEMENTARE E SCUOLA DELL INFANZIA PROGETTO: LA FIABA L obbiettivo di questo laboratorio è quello di rielaborare ed interpretare un antica fiaba usando i significati profondi

Dettagli

WORKSHOP DRAMMATURGIA DELL OGGETTO

WORKSHOP DRAMMATURGIA DELL OGGETTO WORKSHOP DRAMMATURGIA DELL OGGETTO 1 SOMMARIO PREMESSA... 3 CONTENUTI. Drammaturgia dell oggetto... 5 MODALITÀ DI SVOLGIMENTO... 7 DESTINATARI... 7 OBIETTIVI E FINALITÀ DIDATTICHE... 7 2 PREMESSA Dire

Dettagli

Nuove prospettive in psicologia clinica e in psicoterapia La svolta paradigmatica Marco Inghilleri

Nuove prospettive in psicologia clinica e in psicoterapia La svolta paradigmatica Marco Inghilleri Nuove prospettive in psicologia clinica e in psicoterapia La svolta paradigmatica Marco Inghilleri L epistemologia applicata alla psicologia clinica La riflessione epistemologica in Psicologia clinica

Dettagli

LINGUA E LETTERATURA ITALIANA Secondo biennio e quinto anno

LINGUA E LETTERATURA ITALIANA Secondo biennio e quinto anno LINGUA E LETTERATURA ITALIANA Secondo biennio e quinto anno Premessa Come già nel primo biennio, anche nel secondo biennio e nel quinto anno l apprendimento della lingua italiana continua a fare parte

Dettagli

LA COMUNICAZIONE EFFICACE. Dagli studi sulla comprensione linguistica alle tecniche di scrittura controllata

LA COMUNICAZIONE EFFICACE. Dagli studi sulla comprensione linguistica alle tecniche di scrittura controllata LA COMUNICAZIONE EFFICACE Dagli studi sulla comprensione linguistica alle tecniche di scrittura controllata La lingua: sistema creativo governato da regole Onnipotenza semiotica Facoltà metalinguistica

Dettagli

Indice. Prefazione...pag. 5. Introduzione...pag. 6. Quadro sinottico...pag. 11. Attività. I ciclo (5-8 anni)...pag. 15

Indice. Prefazione...pag. 5. Introduzione...pag. 6. Quadro sinottico...pag. 11. Attività. I ciclo (5-8 anni)...pag. 15 Indice Prefazione.......pag. 5 Introduzione.....pag. 6 Quadro sinottico....pag. 11 Attività I ciclo (5-8 anni).....pag. 15 Tutte le età (5-11 anni)....pag. 63 II ciclo (8-11 anni).....pag. 101 Bibliografia.....pag.

Dettagli

CURRICOLO SCUOLA DELL INFANZIA SVILUPPARE L AUTONOMIA

CURRICOLO SCUOLA DELL INFANZIA SVILUPPARE L AUTONOMIA CURRICOLO SCUOLA DELL INFANZIA SVILUPPARE L AUTONOMIA FINALITÀ EDUCATIVA DESCRITTORI DELLA IGIENE PERSONALE Intesa come gestione dei propri indumenti personali OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO COMPORTAMENTI

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO SCUOLA PRIMARIA ACUTO/FIUGGI. Leggere è bello. Anno scolastico 2012/2013

ISTITUTO COMPRENSIVO SCUOLA PRIMARIA ACUTO/FIUGGI. Leggere è bello. Anno scolastico 2012/2013 ISTITUTO COMPRENSIVO SCUOLA PRIMARIA ACUTO/FIUGGI Leggere è bello Anno scolastico 2012/2013 Premessa Le insegnati della Scuola Primaria S. Maria de Mattias di Acuto e le classi seconda A tempo pieno e

Dettagli

Il corpo come fatto sociale e culturale

Il corpo come fatto sociale e culturale Il corpo come fatto sociale e culturale I gruppi umani pensano che le proprie concezioni del corpo, l uso che essi fanno del corpo siano ovvi, parti dell ordine naturale e non convenzioni sociali. Il corpo

Dettagli

B. Comprendere il tema e le informazioni essenziali di un esposizione; comprendere lo scopo e l argomento di messaggi ascoltati.

B. Comprendere il tema e le informazioni essenziali di un esposizione; comprendere lo scopo e l argomento di messaggi ascoltati. ISTITUTO COMPRENSIVO DI CLUSONE A.S. 2014-2015 CURRICOLO DI ITALIANO Scuola Primaria Classe QUARTA _ QUARTO BIMESTRE_ COMPETENZE Indicazioni ABILITA CONOSCENZE AMBIENTE DI APPRENDIMENTO ASCOLTO E PARLATO

Dettagli

Materiale didattico del corso di Marketing e Comunicazione d Impresa

Materiale didattico del corso di Marketing e Comunicazione d Impresa Il processo di comunicazione Generalmente si ritiene che nel processo di comunicazione avvenga il semplice trasferimento di un messaggio già dotato di determinati significati. Comunicare Informare Il termine

Dettagli

UNO SGUARDO..OLTRE ASCOLTARE, COME GENESI FONDAMENTALE DELL APPROCCIO CON L UNIVERSO SONORO.

UNO SGUARDO..OLTRE ASCOLTARE, COME GENESI FONDAMENTALE DELL APPROCCIO CON L UNIVERSO SONORO. Il progetto Uno sguardo oltre si pone in continuità con il percorso didattico avviato lo scorso anno scolastico e affina i seguenti campi dell esperienza musicale: ASCOLTARE, COME GENESI FONDAMENTALE DELL

Dettagli

I BAMBINI DISEGNANO PER RACCONTARSI E RACCONTARE

I BAMBINI DISEGNANO PER RACCONTARSI E RACCONTARE Scuola materna comunale G.CARDUCCI - Alessandria Ermanno Morello I BAMBINI DISEGNANO PER RACCONTARSI E RACCONTARE PER COMPRENDERLI OCCORRE SAPER ASCOLTARE E DIALOGARE CON LORO E CON I LORO DISEGNI Alessandria

Dettagli

Dispense di Filosofia del Linguaggio

Dispense di Filosofia del Linguaggio Dispense di Filosofia del Linguaggio Vittorio Morato II settimana Gottlob Frege (1848 1925), un matematico e filosofo tedesco, è unanimemente considerato come il padre della filosofia del linguaggio contemporanea.

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA RIFERITA ALLA DISCIPLINA :LINGUA E LETTERATURA ITALIANA

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA RIFERITA ALLA DISCIPLINA :LINGUA E LETTERATURA ITALIANA Anno Scolastico 2014-2015 Istituto PROFESSIONALE grafico PROGRAMMAZIONE DIDATTICA RIFERITA ALLA DISCIPLINA :LINGUA E LETTERATURA ITALIANA PRIMO BIENNIO OBIETTIVI GENERALI/ FINALITA' OBIETTIVI EDUCATIVI

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA. IC Borgaro Torinese

CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA. IC Borgaro Torinese via Ciriè 52 10071 BORGARO (TO) Tel. 0114702428-0114703011 Fax 0114510084 Cod. Fiscale 92045820013 TOIC89100P@istruzione.it http://www.icborgaro.it Marchio SAPERI certificato n. 14 CURRICOLO VERTICALE

Dettagli

Indice. 1 La pedagogia interculturale ----------------------------------------------------------------------------- 3

Indice. 1 La pedagogia interculturale ----------------------------------------------------------------------------- 3 LEZIONE PEDAGOGIA GENERALE E PEDAGOGIA INTERCULTURALE PROF.SSA ANGELA PERUCCA Indice 1 La pedagogia interculturale ----------------------------------------------------------------------------- 3 2 Intercultura:

Dettagli

TRAGUARDI FORMATIVI COMPETENZA CHIAVE EUROPEA: COMPETENZE SOCIALI E CIVICHE

TRAGUARDI FORMATIVI COMPETENZA CHIAVE EUROPEA: COMPETENZE SOCIALI E CIVICHE CAMPI D ESPERIENZA: IMMAGINI SUONI E COLORI (TEATRO) Padroneggiare gli strumenti Seguire spettacoli di vario Rappresentare situazioni attraverso necessari ad un utilizzo dei tipo(teatrali,musicali il gioco

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO MUSSOLENTE SCUOLA MEDIA. Obiettivi specifici di apprendimento e relativi contenuti Primo biennio.

ISTITUTO COMPRENSIVO MUSSOLENTE SCUOLA MEDIA. Obiettivi specifici di apprendimento e relativi contenuti Primo biennio. ISTITUTO COMPRENSIVO MUSSOLENTE SCUOLA MEDIA Obiettivi specifici di apprendimento e relativi contenuti Primo biennio Obiettivi specifici ITALIANO Attività ASCOLTO - Applicare le strategie dell ascolto

Dettagli

Ass. culturale Domus de Jana. Località Vigna della Corte s.n.c. 01020 Bomarzo (VT) www.domusdejana.org IO SONO, TU SEI LABORATORIO DI TEATRO E MUSICA

Ass. culturale Domus de Jana. Località Vigna della Corte s.n.c. 01020 Bomarzo (VT) www.domusdejana.org IO SONO, TU SEI LABORATORIO DI TEATRO E MUSICA Ass. culturale Domus de Jana Località Vigna della Corte s.n.c. 01020 Bomarzo (VT) www.domusdejana.org L Associazione culturale Domus de Jana propone: IO SONO, TU SEI LABORATORIO DI TEATRO E MUSICA Oggetto:

Dettagli

Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione

Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione Università degli Studi di Udine Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione Dott. Davide Zoletto Facoltà di Scienze della Formazione Il gioco del far finta Rappresentazione della realtà:

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA CLASSE I

SCUOLA PRIMARIA CLASSE I SCUOLA PRIMARIA CLASSE I ITALIANO INDICATORI OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO STANDARD PER LA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE Ascoltare e comprendere Leggere e comprendere Comunicare oralmente Mantenere l attenzione

Dettagli

Progetto LABORATORIO TEATRALE Scuola Primaria Rognoni Sozzago (a. s. 2015/2016)

Progetto LABORATORIO TEATRALE Scuola Primaria Rognoni Sozzago (a. s. 2015/2016) Progetto LABORATORIO TEATRALE Scuola Primaria Rognoni Sozzago (a. s. 2015/2016) Premessa La drammatizzazione è la forma più conosciuta e diffusa di animazione nella scuola. Nell'uso più comune con il termine

Dettagli

Il sé e l altro. Il corpo e il movimento

Il sé e l altro. Il corpo e il movimento Curricolo di MUSICA La musica in un quadro didattico occupa una posizione centrale perché è una componente fondamentale dell esperienza umana. Essa ha un ruolo di primo piano nello sviluppo della personalità

Dettagli

I. OBIETTIVI E FINALITA DELL INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO DELLA STORIA 1

I. OBIETTIVI E FINALITA DELL INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO DELLA STORIA 1 I. OBIETTIVI E FINALITA DELL INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO DELLA STORIA 1 L idea di Storia insegnata ha sicuramente subito profonde trasformazioni nel presente, sia per le mutazioni dello statuto epistemologico

Dettagli

On Stage Laboratorio teatrale per le Scuole Primarie

On Stage Laboratorio teatrale per le Scuole Primarie On Stage Laboratorio teatrale per le Scuole Primarie Introduzione Il presente progetto si riferisce alla strutturazione di un percorso laboratoriale teatrale ai ragazzi delle scuole primarie, con il quale

Dettagli

Scuola Primaria. LABORATORIO DI MUSICA Classe prima e seconda

Scuola Primaria. LABORATORIO DI MUSICA Classe prima e seconda Circolo Didattico Collodi-Gebbione Scuola Primaria Anno Scolastico 2010/2011 LABORATORIO DI MUSICA Classe prima e seconda Premessa Il bambino quotidianamente vive in un mondo caratterizzato dalla presenza

Dettagli

IL CURRICOLO PER IL PRIMO CICLO D ISTRUZIONE SCUOLA PRIMARIA E SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MUSICA

IL CURRICOLO PER IL PRIMO CICLO D ISTRUZIONE SCUOLA PRIMARIA E SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MUSICA IL CURRICOLO PER IL PRIMO CICLO D ISTRUZIONE SCUOLA PRIMARIA E SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MUSICA MUSICA SCUOLA PRIMARIA - CLASSE PRIMA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO CONTENUTI METODOLOGIE E STRATEGIE

Dettagli

INDIRIZZO LICEO ASSE DEI LINGUAGGI PRIMO BIENNIO :

INDIRIZZO LICEO ASSE DEI LINGUAGGI PRIMO BIENNIO : INDIRIZZO LICEO ASSE DEI LINGUAGGI PRIMO BIENNIO : Competenze in uscita 1 Lo studente legge, comprende su lettura o ascolto o ascolto/visione e interpreta testi verbali e non verbali di vario tipo riconoscendo

Dettagli

PIANI DI STUDIO D'ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA ANAUNIA SCUOLA MEDIA DI DENNO A.S. 2012-2013 ITALIANO_CLASSE SECONDA

PIANI DI STUDIO D'ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA ANAUNIA SCUOLA MEDIA DI DENNO A.S. 2012-2013 ITALIANO_CLASSE SECONDA PIANI DI STUDIO D'ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO BASSA ANAUNIA SCUOLA MEDIA DI DENNO A.S. 2012-2013 ITALIANO_CLASSE SECONDA PSI_ITALIANO QUARTO BIENNIO_CLASSE SECONDA COMPETENZA ABILITA CONOSCENZE Competenza

Dettagli

IMMAGINI, SUONI, COLORI

IMMAGINI, SUONI, COLORI IMMAGINI, SUONI, COLORI TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE 1. Il bambino comunica, esprime emozioni, racconta, utilizzando le varie possibilità che il linguaggio del corpo consente 2. Inventa storie

Dettagli

PAROLE IN CHIAVE MINORE

PAROLE IN CHIAVE MINORE Progetto PAROLE IN CHIAVE MINORE Il laboratorio teatrale. Informazioni nel dettaglio. OBIETTIVI E FINALITA' MODALITA' DI SVOLGIMENTO PRESENTAZIONE DEL METODO OBIETTIVI DEL LABORATORIO: Capacità di ricezione:

Dettagli

Capitolo 3. La messa in scena: costruire il sogno

Capitolo 3. La messa in scena: costruire il sogno Capitolo 3 La messa in scena: costruire il sogno NATURALISTICO LA MESSA IN SCENA PROFILMICO Il profilmico è tutto ciò che si trova davanti alla cinepresa ARTIFICIALE AMBIENTE L ambiente e le figure entrano

Dettagli

NUCLEO FONDANTE CONOSCENZE ABILITA' COMPETENZE

NUCLEO FONDANTE CONOSCENZE ABILITA' COMPETENZE CURRICOLO DI LINGUA ITALIANA - CLASSE TERZA NUCLEO FONDANTE CONOSCENZE ABILITA' COMPETENZE ASCOLTO E PARLATO Strategie essenziali dell ascolto. Processi di controllo da mettere in atto durante l ascolto

Dettagli

DAI CURRICOLI DISCIPLINARI AI PERCORSI DI APPRENDIMENTO TRASVERSALI

DAI CURRICOLI DISCIPLINARI AI PERCORSI DI APPRENDIMENTO TRASVERSALI 58 DAI CURRICOLI DISCIPLINARI AI PERCORSI DI APPRENDIMENTO TRASVERSALI Elaborazione della figura strumentale per il curricolo e la valutazione ins. Dott. Sabini Maria Rosaria 59 Indicatore Disciplinare

Dettagli

Laboratorio teatrale Piero Gabrielli Roma M.I. Sarti, L. Bertoletti e R. Gandini. TERRA INCOGNITA il teatro esplora l autismo

Laboratorio teatrale Piero Gabrielli Roma M.I. Sarti, L. Bertoletti e R. Gandini. TERRA INCOGNITA il teatro esplora l autismo Laboratorio teatrale Piero Gabrielli Roma M.I. Sarti, L. Bertoletti e R. Gandini TERRA INCOGNITA il teatro esplora l autismo 1 https://www.youtube.com/watch?v=cxa13kh3 jpu&spfreload=10 LINK DEL PROMO GIOCHI

Dettagli

CURRICOLO DI ISTITUTO

CURRICOLO DI ISTITUTO ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Galileo Galilei Pieve a Nievole SCUOLA DELL INFANZIA CURRICOLO DI ISTITUTO ADEGUAMENTO AI NUOVI TRAGUARDI DI SVILUPPO ALLINEAMENTO ALLE COMPETENZE CHIAVE E AGLI ASSI CULTURALI

Dettagli

Per raggiungere il suo scopo, un testo deve innanzitutto essere comprensibile, completo e coerente.

Per raggiungere il suo scopo, un testo deve innanzitutto essere comprensibile, completo e coerente. Che cos è un testo? Il termine testo (dal latino textus "intreccio, tessuto") sta ad indicare un insieme di parole, scritte od orali, strutturato in base alle norme di una certa lingua per comunicare un

Dettagli

Riassunto. poetica (o estetica), metalinguistica, referenziale (o denotativa) e conativa (Jakobson, 1966).

Riassunto. poetica (o estetica), metalinguistica, referenziale (o denotativa) e conativa (Jakobson, 1966). Riassunto La comunicazione pubblicitaria è, nel mondo contemporaneo, una presenza costante, una realtà sempre più pervasiva che trova ampio spazio all interno dei media tradizionali e non, attraverso le

Dettagli

PROMUOVERE LA LETTURA. UN DIVERSO APPROCCIO PER CREARE LETTORI AUTENTICI A scuola e non solo

PROMUOVERE LA LETTURA. UN DIVERSO APPROCCIO PER CREARE LETTORI AUTENTICI A scuola e non solo PROMUOVERE LA LETTURA. UN DIVERSO APPROCCIO PER CREARE LETTORI AUTENTICI A scuola e non solo di Silvia Blezza Picherle (15 dicembre 2014) Di seguito vengono indicati alcuni principi teorici che costituiscono

Dettagli

Istituto Comprensivo

Istituto Comprensivo CLASSE I - SCUOLA PRIMARIA PRODUZIONE VOCALE/ STRUMENTALE Utilizzare la voce, il proprio corpo, semplici strumenti o oggetti vari in giochi, situazioni, storie e varie attività per espressioni parlate,

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE DI EDUCAZIONE MUSICALE

CURRICOLO VERTICALE DI EDUCAZIONE MUSICALE CURRICOLO VERTICALE DI EDUCAZIONE MUSICALE AMBITI DI APPRENDIMENTO CONTENUTI OBIETTIVI 3 4 ANNI TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE PAESAGGIO SONORO Riconoscimento/analisi di - suoni e rumori naturali

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

TITOLO: LABORATORIO ESPRESSIVO Favole giocanti

TITOLO: LABORATORIO ESPRESSIVO Favole giocanti TITOLO: LABORATORIO ESPRESSIVO Favole giocanti DESTINATARI: Il laboratorio è rivolto al gruppo omogeneo per età dei bambini di 5 anni (sezione B) della Scuola dell infanzia di Campitello. PERSONE COINVOLTE:

Dettagli

DESCRIZIONE SINTETICA

DESCRIZIONE SINTETICA ALL A REGISTA DESCRIZIONE SINTETICA Il Regista è in grado di curare l'ideazione e la realizzazione di uno spettacolo dal vivo o di un opera coordinando il lavoro tecnico ed artistico di un gruppo di professionisti

Dettagli

a cura di AGITA e Agenzia formativa A.P.O.Ge.O. srl Durata 40 ore Svolgimento dei corsi Firenze

a cura di AGITA e Agenzia formativa A.P.O.Ge.O. srl Durata 40 ore Svolgimento dei corsi Firenze AREA TEMATICA : BES E DISABILITÀ Laboratorio formativo LA COMUNICAZIONE CREATIVA (TEATRO, MUSICA, ARTI VISIVE) COME STRUMENTO DI INTERVENTO NELLA PREVENZIONE E NEL TRATTAMENTO DEL DISAGIO Aggiornamento

Dettagli

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché

Dettagli

Cosa vuol dire scrittura creativa? È possibile un corso di scrittura creativa nelle Scuole secondarie di primo grado? Cosa vuol dire «saper scrivere»?

Cosa vuol dire scrittura creativa? È possibile un corso di scrittura creativa nelle Scuole secondarie di primo grado? Cosa vuol dire «saper scrivere»? Cosa vuol dire scrittura creativa? È possibile un corso di scrittura creativa nelle Scuole secondarie di primo grado? Cosa vuol dire «saper scrivere»? Probabilmente non avremo la possibilità di agire sulle

Dettagli

UN CURRICOLO CENTRATO SUL SIGNIFICATO di Lucio Guasti *

UN CURRICOLO CENTRATO SUL SIGNIFICATO di Lucio Guasti * UN CURRICOLO CENTRATO SUL SIGNIFICATO di Lucio Guasti * PREMESSA La breve riflessione che segue si colloca nell ambito degli attuali orientamenti di riforma, di conseguenza considera suo principale punto

Dettagli

Semiotica Lumsa a.a. 2014/2015 Piero Polidoro. 27 e 28 ottobre 2014. lezioni 5-6 roland barthes

Semiotica Lumsa a.a. 2014/2015 Piero Polidoro. 27 e 28 ottobre 2014. lezioni 5-6 roland barthes Semiotica Lumsa a.a. 2014/2015 Piero Polidoro 27 e 28 ottobre 2014 lezioni 5-6 roland barthes Sommario 1. Il ribaltamento di Saussure 2. Denotazione/Connotazione 3. Miti d oggi 2 di 36 Roland Barthes (1915-1980)

Dettagli

Corso superiore di recitazione

Corso superiore di recitazione Corso superiore di recitazione Laboratorio propedeutico all'avviamento professionale 3 ore al giorno per 3 volte alla settimana 3 nuovi modi di vivere la nostra scuola: AGILITA', PROFESSIONALITA' E COMPLETEZZA

Dettagli

ITALIANO: competenza 1 - TERZO BIENNIO. classe V scuola primaria e classe I scuola secondaria COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE

ITALIANO: competenza 1 - TERZO BIENNIO. classe V scuola primaria e classe I scuola secondaria COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE ITALIANO: competenza 1 - TERZO BIENNIO classe V scuola primaria e classe I scuola secondaria COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE Interagire e comunicare verbalmente in contesti di diversa natura Quando ascolta,

Dettagli

Università di Friburgo (Svizzera) Facoltà di lettere Dipartimento di lingue e letterature Ambito Italiano

Università di Friburgo (Svizzera) Facoltà di lettere Dipartimento di lingue e letterature Ambito Italiano Università di Friburgo (Svizzera) Facoltà di lettere Dipartimento di lingue e letterature Ambito Italiano Bachelor of Arts Italiano ambito principale (120 crediti ECTS) Piano di studi I. DISPOSIZIONI GENERALI

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA EDUCATIVA DI AREA LATINO TRIENNIO a.s. 2007 2008

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA EDUCATIVA DI AREA LATINO TRIENNIO a.s. 2007 2008 LICEO SCIENTIFICO F. LUSSANA BERGAMO PROGRAMMAZIONE DIDATTICA EDUCATIVA DI AREA LATINO TRIENNIO a.s. 2007 2008 PREMESSA Questa programmazione si ispira ai seguenti criteri: 1. riconsiderare il ruolo dello

Dettagli

Scuola Secondaria Statale di I grado Manara Valgimigli ALBIGNASEGO

Scuola Secondaria Statale di I grado Manara Valgimigli ALBIGNASEGO PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA Anno scolastico 2011/12 Docente Di Bella Carmela Disciplina Italiano Classe I Sezione F n. alunni 25 SITUAZIONE DI PARTENZA Livello della classe (indicare con X a sinistra):

Dettagli

CURRICOLI SCUOLE INFANZIA

CURRICOLI SCUOLE INFANZIA ISTITUTO COMPRENSIVO di PORTO MANTOVANO (MN) Via Monteverdi 46047 PORTO MANTOVANO (MN) tel. 0376 398 781 e-mail: mnic813002@istruzione.it e-mail certificata: mnic813002@pec.istruzione.it sito internet:

Dettagli

PROGETTO DENOMINAZIONE DESTINATARI UNA CASCATA DI LIBRI

PROGETTO DENOMINAZIONE DESTINATARI UNA CASCATA DI LIBRI PROGETTO DENOMINAZIONE DESTINATARI PROGETTO LETTURA UNA CASCATA DI LIBRI Il progetto si prefigge di stimolare negli alunni la motivazione alla lettura e all ascolto, guidandoli a saper cogliere, insieme

Dettagli

COLORI, SAPORI, ODORI MISCELA DEL CONOSCERE

COLORI, SAPORI, ODORI MISCELA DEL CONOSCERE PROGETTO ANNUALE COLORI, SAPORI, ODORI MISCELA DEL CONOSCERE ISTITUTO COMPRENSIVO SCIALOIA SCUOLE DELL INFANZIA SCIALOIA P. ROSSI ANNO SCOLASTICO 20115/2016 IL CURRICOLO NELLA SCUOLA DELL INFANZIA Il curricolo

Dettagli

4, 5 ANNO DELLA SCUOLA PRIMARIA

4, 5 ANNO DELLA SCUOLA PRIMARIA ASCOLTO E PARLATO Intervenire nel dialogo e nella conversazione in modo pertinente. Interagire nello scambio comunicativo formulando domande e risposte adeguate al contesto. Esprimere il proprio punto

Dettagli

MUSICA - CLASSE PRIMA

MUSICA - CLASSE PRIMA MUSICA - CLASSE PRIMA Discriminare sonorità e ascoltare brani musicali interpretandoli con diversi linguaggi espressivi. L alunno sa esplorare e discriminare eventi sonori. Gestisce possibilità espressive

Dettagli

CURRICOLO DISCIPLINARE DI ARTE E IMMAGINE

CURRICOLO DISCIPLINARE DI ARTE E IMMAGINE A.S. 2014/2015 MINISTERO DELL ISTRUZIONE DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA Istituto Comprensivo Palena-Torricella Peligna Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria di 1 grado Palena (CH) SCUOLA PRIMARIA

Dettagli

I S T I T U T O S T A T A L E D I I S T R U Z I O N E S E CO N D A R I A S U P E R I O R E G. O B E R D A N T R E V I G L I O (B G)

I S T I T U T O S T A T A L E D I I S T R U Z I O N E S E CO N D A R I A S U P E R I O R E G. O B E R D A N T R E V I G L I O (B G) GLI INDIRIZZI DI STUDIO E I PROFILI PROFESSIONALI L Istituto, sempre attento alle esigenze formative del territorio nel quale opera, ha diversificato, nel corrente anno scolastico, la propria offerta formativa

Dettagli

Napoletano Francesca - Psicologa - Formatrice

Napoletano Francesca - Psicologa - Formatrice Napoletano Francesca - Psicologa - Formatrice LINGUISTICA Sensibilità al significato (semantica), all ordine (sintassi), ai suoni, ai ritmi e alle inflessioni delle parole (fonologia); sensibilità alle

Dettagli

AREA LINGUISTICO - ARTISTICO ESPRESSIVA ITALIANO

AREA LINGUISTICO - ARTISTICO ESPRESSIVA ITALIANO AREA LINGUISTICO - ARTISTICO ESPRESSIVA ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO L alunno è capace di interagire in modo efficace in diverse

Dettagli

CONSAPEVOLEZZA ED ESPRESSIONE CULTURALE ESPRESSIONE ARTISTICA

CONSAPEVOLEZZA ED ESPRESSIONE CULTURALE ESPRESSIONE ARTISTICA CONSAPEVOLEZZA ED ESPRESSIONE CULTURALE ESPRESSIONE ARTISTICA Consapevolezza dell importanza dell espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni in un ampia varietà di mezzi di comunicazione, compresi

Dettagli

CIRCOLO DIDATTICO DI CALUSO TRAGUARDI DI COMPETENZA CURRICOLO D ISTITUTO - SCUOLA DELL INFANZIA

CIRCOLO DIDATTICO DI CALUSO TRAGUARDI DI COMPETENZA CURRICOLO D ISTITUTO - SCUOLA DELL INFANZIA TEMATICA PORTANTE: TIPOLOGIA TESTUALE - TESTO NARRATIVO (Testo narrativo - tutte le tipologie affrontate) Saper ascoltare e comprendere le narrazioni. Saper raccontare esperienze personali. Dimostra piacere

Dettagli

Scienze umane 89 89 89 89 89

Scienze umane 89 89 89 89 89 Scienze umane 1 biennio 2 biennio 5 anno 1^ 2^ 3^ 4^ 5^ Scienze umane 89 89 89 89 89 Premessa generale Il ruolo delle Scienze Umane nella formazione liceale Le scienze umane si sono costituite a partire

Dettagli

Programmazione d'italiano per il biennio

Programmazione d'italiano per il biennio Programmazione d'italiano per il biennio Obiettivi disciplinari per il I anno Obiettivi generali: 1) acquisire l'abitudine alla lettura come mezzo originale per accedere alla cultura, per maturare le capacità

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA

SCUOLA DELL INFANZIA IL SE E L ALTRO IL CORPO IN MOVIMENTO Prendere coscienza della propria identità Scoprire le diversità Apprendere le prime regole di vita sociale Osservare l ambiente che lo circonda Ascoltare le narrazioni

Dettagli

associazione culturale l eptacordio via Belluno, 6 Selargius (Ca) tel.: 070 2345712-339 7782276-348 0333921 eptacordio@tiscali.it www.eptacordio.

associazione culturale l eptacordio via Belluno, 6 Selargius (Ca) tel.: 070 2345712-339 7782276-348 0333921 eptacordio@tiscali.it www.eptacordio. L eptacordio associazione culturale l eptacordio via Belluno, 6 Selargius (Ca) tel.: 070 2345712-339 7782276-348 0333921 eptacordio@tiscali.it www.eptacordio.com IL SUONO DELLA POESIA a scuola progetto

Dettagli

Impara tutto quello che puoi sulla teoria, ma quando sei di fronte all altro dimentica il manuale. C.G. Jung

Impara tutto quello che puoi sulla teoria, ma quando sei di fronte all altro dimentica il manuale. C.G. Jung La Comunicazione una premessa. Impara tutto quello che puoi sulla teoria, ma quando sei di fronte all altro dimentica il manuale. C.G. Jung La Teoria (Dalla scuola di Palo Alto Watzlawic) Lo studio della

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA. Una scuola 2013-2014. insieme. Dirigente Scolastico. ( Dott.ssa Olimpia FINIZIO )

SCUOLA DELL INFANZIA. Una scuola 2013-2014. insieme. Dirigente Scolastico. ( Dott.ssa Olimpia FINIZIO ) per Una scuola crescere SCUOLA DELL INFANZIA 2013-2014 insieme Dirigente Scolastico ( Dott.ssa Olimpia FINIZIO ) 1 CURRICOLO PER LA SCUOLA DELL INFANZIA I CAMPI DI ESPERIENZA Nella scuola dell infanzia

Dettagli

PROGRAMMAZIONE CURRICOLARE SCUOLA DELL INFANZIA ANNO SCOLASTICO 2014/2015 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO 3, 4, 5 ANNI

PROGRAMMAZIONE CURRICOLARE SCUOLA DELL INFANZIA ANNO SCOLASTICO 2014/2015 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO 3, 4, 5 ANNI PROGRAMMAZIONE CURRICOLARE SCUOLA DELL INFANZIA ANNO SCOLASTICO 2014/2015 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO 3, 4, 5 ANNI 3 anni IL SÉ E L ALTRO Supera il distacco dalla famiglia Prende coscienza di sé Sviluppa

Dettagli

SINERGO Società Cooperativa Sociale onlus Viale Alfieri n. 10, 46100 Mantova C.F. P.iva 02114040203 Tel/Fax 0376/367555 Cell.

SINERGO Società Cooperativa Sociale onlus Viale Alfieri n. 10, 46100 Mantova C.F. P.iva 02114040203 Tel/Fax 0376/367555 Cell. Spett.le Dott. Beccari Direttore di IAL Lombardia Alla cortese attenzione Del Direttore dott. Beccari Oggetto: Quanto si propone è diretta emanazione del progetto Alla faccia del disagio!, esso ha generato

Dettagli

Michael N. Forster, After Herder. Philosophy of Language in the German Tradition, Oxford University Press, 2012, pp. 482, 28.00, ISBN 9780199659388

Michael N. Forster, After Herder. Philosophy of Language in the German Tradition, Oxford University Press, 2012, pp. 482, 28.00, ISBN 9780199659388 Michael N. Forster, After Herder. Philosophy of Language in the German Tradition, Oxford University Press, 2012, pp. 482, 28.00, ISBN 9780199659388 Attilio Bragantini, Università degli Studi di Padova

Dettagli

SCUOLA DELL'INFANZIA " MADRE LINDA LUCOTTI" ISTITUTO MARIA AUSILIATRICE R.C. A.S. 2011 \ 2012

SCUOLA DELL'INFANZIA  MADRE LINDA LUCOTTI ISTITUTO MARIA AUSILIATRICE R.C. A.S. 2011 \ 2012 ISTITUTO MARIA AUSILIATRICE PREMESSA L incontro con la fiaba è molto stimolante perché sollecita nei bambini esperienze altamente educative, sul piano cognitivo, affettivo, linguistico e creativo. La fiaba

Dettagli

MUSICA ATTIVA NELLA SCUOLA MATERNA ED ELEMENTARE

MUSICA ATTIVA NELLA SCUOLA MATERNA ED ELEMENTARE MUSICA ATTIVA SPERIMENTAZIONE MUSICALE NELLA SCUOLA MATERNA ED ELEMENTARE Fare musica è importante. Psicologi dell età evolutiva, pedagogisti, esperti del settore sono concordi nell affermare che un attività

Dettagli

Corso di Laurea in Musica e Spettacolo

Corso di Laurea in Musica e Spettacolo 1 Corso di Laurea in Musica e Spettacolo (Classe delle Lauree in Scienze e tecnologie delle Arti figurative, della Musica, dello Spettacolo e della Moda, classe 23) Regolamento didattico Art. 1. Denominazione

Dettagli

Giochiamo al Teatro PROGETTO LABORATORIO TEATRALE PER SCUOLE PRIMARIE. Istituto Comprensivo San Gimignano ANNO ACCADEMICO 2015 2016

Giochiamo al Teatro PROGETTO LABORATORIO TEATRALE PER SCUOLE PRIMARIE. Istituto Comprensivo San Gimignano ANNO ACCADEMICO 2015 2016 PROGETTO LABORATORIO TEATRALE PER SCUOLE PRIMARIE Istituto Comprensivo San Gimignano ANNO ACCADEMICO 2015 2016 A cura di Associazione A.L.Y. e Associazione Teatro Riflesso Referenti Progetto : Ylenia Mazzoni

Dettagli

PROGETTO SCUOLE DELL INFANZIA Rodari Walt Disney Peter Pan/Quattroponti A.S. 2012-2013

PROGETTO SCUOLE DELL INFANZIA Rodari Walt Disney Peter Pan/Quattroponti A.S. 2012-2013 ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 4 OVEST PROGETTO SCUOLE DELL INFANZIA Rodari Walt Disney Peter Pan/Quattroponti A.S. 2012-2013 Il linguaggio è una sorta di utensile, l utensile più avanzato che noi abbiamo,

Dettagli

ASSI CULTURALI: (testo ministeriale): competenze specifiche di base

ASSI CULTURALI: (testo ministeriale): competenze specifiche di base 1.1. COMPETENZE GENERALI in ITALIANO ( BIENNIO) COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA (provenienti dalle indicazioni europee) COMPETENZE GENERALI APPLICATE ALLE CONOSCENZE DISCIPLINARI ASSI CULTURALI: (testo

Dettagli

La Biomeccanica Teatrale di Mejerchol'd: Alla riscoperta di un nuovo vecchio sistema

La Biomeccanica Teatrale di Mejerchol'd: Alla riscoperta di un nuovo vecchio sistema La Biomeccanica Teatrale di Mejerchol'd: Alla riscoperta di un nuovo vecchio sistema Quadro riassuntivo curato dai responsabili del C.I.S.Bi.T Se eliminiamo la parola, il costume, il proscenio, le quinte,

Dettagli