Presidente ERT Daniele Gualdi

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1 Presidente ERT Daniele Gualdi Direttore ERT Pietro Valenti Direttore Teatro Bonci Franco Pollini catalogo a cura di Emanuela Dallagiovanna

2 2 SOMMARIO 3 Una stagione all insegna della pluralità e della qualità Paolo Lucchi Sindaco di Cesena Christian Castorri Assessore alla Cultura 4 Al Teatro Bonci il sipario si apre su un grande cartellone Daniele Gualdi Presidente di Emilia Romagna Teatro Fondazione 5 Sventola un colorato teatro d arte Franco Pollini Direttore del Teatro Bonci 7 Centri di interesse del cartellone 9 Moby Dick. La balena bianca e altri cannibali 12 Prosa 21 Essai 25 Teatro contemporaneo 28 Concerti 37 Danza 44 Abbonati in anticipo 47 Calendario la copertina è di Paul Thompson Questo volume è stato stampato a Cesena nel mese di settembre dell anno 2014 dalla litografia «Il Papiro» per conto della Società Editrice «Il Ponte Vecchio»

3 UNA STAGIONE ALL INSEGNA DELLA PLURALITÀ E DELLA QUALITÀ 3 Si alza il sipario su una nuova stagione del Teatro Bonci ed è una festa per gli occhi, per la mente, per il cuore. Una festa che si ripeterà per ognuno degli spettacoli in cartellone, in ognuna delle tante serate in cui artisti e pubblico si ritroveranno insieme per rinnovare lo straordinario rito del fare teatro, perché come scrive Jerzy Grotowski, che certo se ne intendeva teatro è ciò che avviene tra lo spettatore e l attore. Questa formula, apparentemente semplice, ben rappresenta (anche nel non detto) il rapporto speciale che si instaura, immancabilmente, fra gli spettatori seduti in platea e chi sale sul palcoscenico per esprimere davanti a loro anzi, per condividere con loro la sua arte. Non una semplice rappresentazione, dunque, ma un atto vitale e creativo, che rende lo spazio condiviso un agorà contemporanea, uno luogo di cultura e di confronto diretto con altre idee e visioni del mondo. Nessuno schermo, nessun tablet può offrirci altrettanto. È questo il motivo per cui gli spettacoli teatrali sono unici e speciali; è questo che li rende indispensabili anche nella nostra difficile epoca, in cui le minori risorse a disposizione (ma anche l abitudine di aver sempre e dovunque a portata di mano grazie alle nuove tecnologie musica e intrattenimento) possono indurre a guardare al teatro come qualcosa di ormai superato e superfluo. Non è così, anche perché la magia della scena è nella sua pluralità: c è il teatro dell impegno sociale e quello che offre emozioni, stupore, divertimento; c è il teatro che conserva la memoria di sé stesso e quello che ribalta canoni e convenzioni per parlare una lingua nuova; c è il teatro che offre risposte e quello che pungola con interrogativi. E anche quest anno il Bonci bene interpreta questa molteplicità, grazie al cartellone ricco e variegato proposto da Emilia Romagna Teatro Fondazione, che mixa sapientemente forme di spettacolo diverse, in modo da soddisfare i vari tipi di pubblico, ma sempre con una particolare attenzione alla qualità. Così, nella stagione Cesena accoglierà interpreti del calibro di Alessandro Haber, Alessio Boni, Franco Branciaroli, Carlo Cecchi, Glauco Mauri, Silvio Orlando; andranno in scena opere di Shakespeare e Pirandello e testi contemporanei di autori come Pinter e Schmitt; arriveranno il grande musical con la Compagnia della Rancia e i funambolismi verbali di Alessandro Bergonzoni, le sorprendenti contaminazioni di Stefano Bollani e i ritmi travolgenti di Goran Bregovic, la struggente grazia del Balletto di Mosca e le gioiose coreografie di David Parsons, e tanto altro ancora. Come sempre, poi, nel cartellone è stato riservato un posto di riguardo alla scena contemporanea, grazie ai progetti speciali della Socìetas Raffaello Sanzio e del Teatro della Valdoca, compagnie nate e cresciute a Cesena ma ormai protagoniste della scena teatrale internazionale. Anche in questa nuova stagione, dunque, il Teatro Bonci si conferma una presenza irrinunciabile per l identità culturale non solo di Cesena, ma dell intero territorio. Paolo Lucchi Sindaco di Cesena Christian Castorri Assessore alla Cultura

4 AL TEATRO BONCI IL SIPARIO SI APRE SU UN GRANDE CARTELLONE 4 I numeri non sono tutto, ma val la pena sottolineare che da ottobre a aprile al Teatro Bonci di Cesena sono in programma 29 titoli per un totale di 66 serate di spettacolo. E questo ancora una volta grazie alla comune volontà di ERT e Amministrazione comunale di Cesena di investire sul Teatro, nonostante le difficoltà in cui continuano a versare le attività culturali. Il pubblico ha risposto bene al cartellone della passata stagione. Un gradimento che ci ha sollecitato a cercare di costruire una proposta artistica altrettanto interessante e ricca, che attraversa epoche, stili e generi, fra tradizione del classico e scena contemporanea. Sono due le produzioni ERT presenti nella stagione : Il cappotto di Vittorio Franceschi, liberamente ispirato all omonimo racconto di Gogol, con la regia di Alessandro D Alatri, che apre la sezione prosa il 13 novembre, e La serra di Pinter riletta dalla regia di Marco Plini, che debutta il 15 gennaio al Bonci in prima nazionale. Non è cosa di poco conto perché con queste produzioni ERT e con altre, come ad esempio Astarto, l opera allestita dal Conservatorio Bruno Maderna di Cesena, il Teatro Bonci si conferma sede produttiva in un circuito teatrale che supera i confini locali. La prosa e l essai si mantengono sezioni portanti del cartellone, con i grandi interpreti dello spettacolo dal vivo e i volti più amati del nuovo cinema italiano impegnati a calcare la scena: Alessio Boni, Alessandro Haber, Silvio Orlando, Marina Massironi, Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti, Alessandro Bergonzoni, Glauco Mauri, Franco Branciaroli, Vittorio Franceschi. Il teatro contemporaneo ha ancora nel Teatro Valdoca e nella Socìetas Raffaello Sanzio le espressioni più mature e originali del teatro di ricerca, che Cesena ha avuto la fortuna di veder nascere e crescere in prestigio e qualità. Per la musica lo straordinario palcoscenico del Bonci ospiterà i giovani solisti più prestigiosi della classica fra gli altri Maria Perrotta e Giuseppe Albanese e i grandi innovatori del jazz e della musica crossover come Stefano Bollani (che sempre al Bonci nella sezione abbonati in anticipo sarà con Valentina Cenni in La Regina Dada di cui ha curato anche le musiche), Goran Bregovic, Lucilla Galeazzi (in duo con Moni Ovadia), il fado di Mafalda Arnauth; per la danza il balletto russo e la migliore coreografia contemporanea (David Parsons, Spellbound Contemporary Ballet, Compagnia Virgilio Sieni, Junior Balletto di Toscana, Eugenio Scigliano). Continueremo gli incontri con le compagnie teatrali, sull onda del gradimento del pubblico che ha affollato il foyer del Bonci o le sale del Cinema San Biagio, mantenendo, ove possibile, quel connubio tra teatro e cinema che ha caratterizzato gli appuntamenti dello scorso anno. Infine vorrei dedicare due parole al progetto Teatro in classe, il concorso di critica teatrale riservato alle Scuole superiori che anche alla seconda edizione ha coinvolto centinaia di studenti nella visione e recensione degli spettacoli del cartellone. Il progetto sostenuto da Conad, con Il Resto del Carlino come media sponsor, ha una valenza culturale enorme, perché propone ai nostri ragazzi una partecipazione attiva al teatro, accompagnandoli alla scoperta dei linguaggi dello spettacolo dal vivo e delle emozioni che ogni volta nascono all aprirsi del sipario. Proprio per questo siamo intenzionati a riproporre il progetto e siamo grati a chi continuerà ad essere al nostro fianco per realizzarlo. Daniele Gualdi Presidente di Emilia Romagna Teatro Fondazione

5 SVENTOLA UN COLORATO TEATRO D ARTE 5 Sulla facciata del Teatro Bonci sventola un doppio stendardo che riporta tutti i titoli della prossima stagione teatrale: sul primo gli elementi di spicco della prosa e dell essai, sul secondo quelli relativi ai concerti e alla danza. Chi durante l estate, concittadino o turista, abbia attraversato la piazza, non può non essere stato colpito da questo annuncio di futuro prossimo, da questa voglia di ricominciare, quasi che la sosta non ci sia stata e il Teatro, forse come dovrebbe, fosse stato aperto per accogliere chi lo desideri visitare. Le serate che ci attendono riempiono le stagioni più fredde e più impegnative per la scuola e per il lavoro, il tempo ideale per dedicarsi al teatro e alla cultura. Presto arriveranno con l impellenza di sempre. Per ora, raccogliamo queste nostre impressioni e sensazioni che ci preparano alla nuova stagione. Gli amici che hanno attraversato la piazza, molti dei quali si sono soffermati, anche per acquistare gli abbonamenti a posto fisso in vendita d estate, mentre il primo autunno, dal 30 settembre, è riservato agli abbonamenti flessibili, hanno commentato con favore i singoli titoli, alcuni dei quali colpiscono per gli importanti riferimenti letterari (come Il cappotto e L ispettore generale tratti da Gogol, La serra di Pinter, Enrico IV di Pirandello, La dodicesima notte e Macbeth su Macbeth su Macbeth di Shakespeare), oppure per la presenza di grandi attori e grandi registi (tutti gli spettacoli, ma ricordiamo in particolare Il visitatore con Alessandro Haber e Alessio Boni, La scuola con Silvio Orlando e Marina Massironi, La scena con Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti, Una pura formalità con Glauco Mauri e Roberto Sturno, Nessi di e con Alessandro Bergonzoni, Voci di tenebra azzurra con Mariangela Gualtieri, oltre a Carlo Cecchi, Franco Branciaroli, Vittorio Franceschi, Chiara Guidi e altri protagonisti degli spettacoli già citati), e ancora per la forte passione e presenza musicale, sempre condivisa con i grandi teatrali italiani e le stagioni di prima serie, per il ritorno del musical, Cercasi Cenerentola (protagonisti Paolo Ruffini e Manuel Frattini e un cast eccellente in ogni campo), scelto anche per la capacità di interessare i ragazzi e le famiglie; ma soprattutto con una stagione concertistica di grande significato e di notevole varietà, in cui ogni appuntamento è un evento: dalla classicità di Maria Perrotta e di Giuseppe Albanese con i Solisti Aquilani alla improvvisazione jazzistica di Stefano Bollani, dalla musica popolare di Goran Bregovic all oratorio di Moni Ovadia, dedicato al ricordo delle sofferenze causate dalla Grande Guerra che abbiamo voluto proporre non a caso il 27 gennaio 2015, per tutti il Giorno della Memoria, fino alla struggente voce di Mafalda Arnauth che ha rinnovato profondamente il fado. Se si parla di musica, la danza diventa protagonista, per la capacità di trasformare i corpi e i loro movimenti in splendide partiture musicali: dal balletto classico, presentato in due spettacoli consecutivi, l uno in abbonamento, Romeo e Giulietta, l altro fuori abbonamento, Lo Schiaccianoci, alla danza contemporanea di Virgilio Sieni che presenta Dolce vita, da una versione moderna di un opera classica come Giselle, alle sfolgoranti Quattro stagioni dello Spellbound Contemporary Ballet, fino al ritorno di una tra le più note compagnie di danza acrobatica americana, Parsons Dance. Si aggiungono vari appuntamenti che hanno forti riferimenti con la vita culturale cittadina, dal debutto di Astarto, l Opera del Conservatorio di Cesena che, grazie al Concorso Primo Palcoscenico, da molti anni riesce a proporre un appuntamento lirico di prestigio ad ogni stagione, all omaggio dell Associazione Polonia e del Consolato Generale di Polonia di Milano al Teatro Bonci con il concerto per pianoforte e viola su musiche della tradizione polacca, dalla ripresa dopo la prima estiva di La Regina Dada, la drammaturgia scritta da Stefano Bollani per l attrice danzatrice Valentina Cenni, al progetto Moby Dick che verrà proposto a maggio, al termine della stagione, per i ragazzi, nell ambito della stagione di Teatro ragazzi che compie i suoi 35 anni e del Festival Nazionale di Teatro Scolastico che giunge alla XVII edizione, e per gli adulti fuori abbonamento. Ma gli amici che hanno attraversato la piazza hanno anche avvertito che quegli stendardi colorati che sventolano le news della stagione teatrale non sono solamente un elenco di titoli ma presentano un quadro d insieme organico, una proposta organizzata, un progetto culturale. Gli spettacoli non sono slegati, non rispondono unicamente all esigenza di soddisfare il nostro desiderio di spettatori, sempre rivolto alla qualità e alla visibilità dei singoli appuntamenti, ma si inseriscono in una visione che viene ritmata dalle tante iniziative culturali che le settimane autunnali-invernali-primaverili vedranno sbocciare. Sono raccolte nei Centri di interesse che in apposita sezione di questo catalogo vengono dettagliatamente descritti, anche se i programmi saranno definiti in itinere, costruiti per approfondire i temi suggeriti dagli spettacoli e dai concerti e soprattutto per introdurre altri percorsi, come quello che porta alla Rassegna autunnale dedicata a William Shakespeare, nel 450 anniversario della sua nascita, avvenuta nel 1564, lo stesso anno in cui nacque, per una coincidenza

6 6 astrale di incredibile fascino, il nostro Galileo Galilei a cui dedicheremo conferenze e letture, anche per gli Istituti scolastici superiori -, oppure quelli che annunciano il rilancio di iniziative trasversali come Poesia a teatro e Uno scrittore le sue musiche. La scelta dei titoli, la programmazione, risponde, va ribadito, ad una idea, ad una ispirazione, ad un mission del Teatro Bonci che tiene conto della tradizione, prima musicale, poi dramatica, come la prosa veniva chiamata nell Ottocento, della paradigmatica classicità di prospettiva della sua immagine (oggi si direbbe del brand), intesa nel senso di una proposta che dal futuro guarda al presente e al passato. Parteggia per una sperimentazione che costruisca drammaturgie e partiture, scritture sceniche e coreografie che domani verranno considerate classiche: non è pensata come una riproposizione polverosa di vecchie cartoline, di vecchi merletti teatrali. Tutt altro: l idea è che occorra ricercare sempre il giusto equilibrio, una ricca mediazione con il rinnovamento, i nuovi linguaggi, l attualizzazione, per un teatro d arte che attiri, interessi e appassioni il pubblico. Non è tempo di trasgressioni, perché è tempo di consolidare i risultati acquisiti con professionalità e senso della misura; non è tempo di un teatro d artista che, come avviene in tanta parte dell arte contemporanea, sia una solipsistica esercitazione di ermetiche frasi, comprensibili solamente attraverso codici posseduti solamente dagli stessi autori. È invece tempo di condivisione, di comunicazione, di nuovo teatro che spazi, che per accogliere e conquistare il pubblico faccia tesoro dei risultati e delle esperienze di tutti generi teatrali, anche attraverso contaminazioni, e di tante forme artistiche innovative ma professionali, rispettose dei codici e delle norme, di un teatro d arte che parli lo stesso linguaggio dei pubblici che sta cercando. Solo così potrà sorprenderli, meravigliarli, affascinarli, farsi amare. La nostra stagione, la proposta del Teatro Bonci di Cesena, è il risultato di un tentativo che si è ispirato a queste intenzioni: se e quanto siano realizzate saranno il palcoscenico e il pubblico a decretarlo con la nostra approvazione o disapprovazione di spettatori. In ogni caso, riteniamo sia una buona ragione, anzi un insieme colorato e sventolante di ragioni, per abbonarsi e per scegliere il cartellone del Teatro Bonci di Cesena. Franco Pollini Direttore del Teatro Bonci

7 CENTRI DI INTERESSE DEL CARTELLONE 7 GOGOL (L ISPETTORE GENERALE/ IL CAPPOTTO): due autori/registi di grande interesse contemporaneo, Vittorio Franceschi e Damiano Michieletto, interpretano e rendono contemporaneo con stili diversi il realismo visionario e la creatività fantastica di Gogol. PIRANDELLO (ENRICO IV): l allestimento del testo più rappresentativo del teatro di Pirandello (interpretato da Franco Branciaroli) consente di approfondire e attualizzare l opera tragica del drammaturgo siciliano. SHAKESPEARE/ GALILEO: come Wagner e Verdi, due grandi scrittori, l uno di teatro, l altro di scienza, sono nati nello stesso anno, il 1564, quattrocentocinquanta anni fa, Shakespeare e Galileo. L anno in corso è per questo ricordato con il logo di Galwill. Due spettacoli in cartellone sono ulteriori omaggi al genio inglese (La dodicesima notte e il Macbeth di Chiara Guidi, nel festival Mantica della Raffaello Sanzio), ma anche a Galileo verrà prestata grande attenzione. LA SCUOLA: nel remake di se stessa, e con regia di Daniele Lucchetti e la cardinalità di Silvio Orlando, la scuola rivive personaggi e situazioni che paiono fermarsi nel tempo in una società che corre troppo veloce. FREUD E IL VISITATORE: la regia di Valerio Binasco coglie la dinamicità del rapporto tra Freud e il misterioso visitatore (interpretati da Alessandro Haber e Alessio Boni), a cui Schmitt, l autore, intitola il dramma, segno anche della complessità del pensiero scientifico che si arricchisce nel dubbio e nell incertezza. CENERENTOLA E IL MUSICAL: un genere tra le arti e i linguaggi del teatro, trova un nuovo stile e una lettura che attira i più giovani e piace a tutti in Cercasi Cenerentola. LA SERRA: in un luogo estremo, di confine, i personaggi sono guidati da una trama gialla, da una condizione da thriller, in cui tuttavia ciò che li unisce è la surreale conversazione che si svolge tra loro e che viene sviluppata da Marco Plini, un regista molto attento alla contemporaneità, che a Cesena debutta con il suo nuovo lavoro. GLI ATTORI TRA CINEMA E TEATRO. GLI INCONTRI: il riferimento al cinema (e ai media in generale) è costante nel teatro contemporaneo. La presenza di attrici e attori così poliedrici consente di favorire incontri ricchi di testimonianze, di materiali e di notizie. Nel corso della stagione, se compatibili con impegni e disponibilità contingenti, gli spettacoli saranno integrati da una interazione positiva tra gli spettatori e i protagonisti della scena, come Alessio Boni, Angela Finocchiaro, Alessandro Haber, Marina Massironi, Silvio Orlando. Accade anche che il rapporto sia vivificato da un interscambio di testi, copioni e sceneggiature, come capita con la stessa La scuola, ma soprattutto con la versione teatrale di film di successo come Una pura formalità (che segna il ritorno a Cesena di Glauco Mauri e Roberto Sturno) o con l impegno a teatro di registi cinematografici, come Cristina Comencini per La scena. LINGUE SPECIALI E TEATRO: ogni autore usa la lingua in modo diverso; Alessandro Bergonzoni, di più, ha inventato una lingua originale in cui è consentito di montare e smontare il lessico e di giocare con gli infiniti significati delle parole. GIORNO DELLA MEMORIA: il 27 gennaio è il giorno in cui nel 1945 il campo di concentramento di Auschwitz è stato liberato e oggi viene celebrato in ricordo delle vittime dell Olocausto. Il Teatro Bonci è partecipe di questo sentimento universale, in ricorrenza anche del 70 della Liberazione di Cesena, con una serata dedicata alla musica e alla voce di Moni Ovadia. MARIA PERROTTA/ GIUSEPPE ALBANESE: il pianoforte è lo strumento musicale principe per la classica, quest anno rappresentata da due esecutori italiani di fama internazionale. STEFANO BOLLANI: per la prima volta al Bonci con il suo programma solistico (anche se presente più volte in varie formazioni), Bollani si presenta anche come drammaturgo, in uno spettacolo scritto e interpretato da Valentina Cenni, La Regina Dada. BREGOVIC/ ARNAUTH: la musica popolare e il fado sembrano appartenere a mondi molto lontani, almeno quanto i Balcani da Lisbona ma, allo stesso modo, conquistano e affascinano il pubblico contemporaneo, travolgendo con i loro ritmi.

8 8 DANZA: gli aggettivi per la danza si sprecano e gli specialismi dominano la scena, ma sul tappeto i corpi si muovono seguendo traiettorie simili e spendono una formazione comune. Gli spettacoli del cartellone del Bonci (il balletto classico di Mosca e la danza americana contemporanea di Parsons, le diverse esperienze italiane, dal teatro-danza alla scuola del classico contemporaneo) propongono uno spaccato qualificato e trasversale di una disciplina e di un mondo di grande interesse e spessore. LIRICA: oltre all abituale appuntamento autunnale con la produzione lirica del Conservatorio di Cesena, in collaborazione con l Accademia di Belle Arti di Bologna quest anno prevedono l allestimento di Astarto di Giovanni Bononcini, che vedrà il debutto sul palcoscenico di giovani cantanti, vincitori del concorso Primo palcoscenico, sono previste nel corso della stagione altre proposte di repertorio che verranno annunciate di volta in volta. SEGNALI DI PROGETTI SPECIALI E ALTRI EVENTI TEATRO IN CLASSE: accompagna la stagione di prosa, assicurando per ogni spettacolo una recensione e un testo di approfondimento che sono pubblicati da Il Resto del Carlino che è il promotore dell iniziativa insieme con ERT e Conad. La qualità dei lavori dei ragazzi, guidati dai loro insegnanti, viene rimarcata da alcuni riconoscimenti finali per le scuole e per i ragazzi. STAGIONE DI TEATRO RAGAZZI. 35ª edizione: per l Area vasta del teatro romagnolo, si svolge da gennaio a maggio 2015 e coinvolge istituti scolastici, ragazzi e insegnanti di ogni ordine e grado. Nel programma, costruito con i docenti, compaiono produzioni nazionali in rappresentanza di ogni linguaggio teatrale, progetti speciali dal territorio, eventi realizzati dal Teatro Bonci nell ambito dei percorsi formativi che attiva, oltre ad iniziative degli stessi istituti scolastici. FESTIVAL NAZIONALE DEL TEATRO SCOLASTICO Elisabetta Turroni XVII edizione: si svolgerà dal 14 al 18 aprile 2015, con spettacoli, incontri, mostre, iniziative turistiche e una vetrina internazionale. Riconosciuto tra i festival italiani più qualificati del settore, laurea ogni anno gli allestimenti più riusciti, dal punto di vista sia didattico che teatrale, realizzati in Italia durante il precedente anno scolastico. UNO SCRITTORE LE SUE MUSICHE: rassegna diffusa, in genere allestita con il pubblico sul palcoscenico, che in teatro unisce la scrittura (poesia, letteratura, saggistica, cinematografia) con la musica, eseguita dal vivo e suggerita, stimolata e amata dagli stessi scrittori. L edizione sarà dedicata a un anno di drammatica importanza, il 1915, con testi, personaggi, opere pensate e pubblicate in quel tempo terribile e mirabile. POESIA A TEATRO: rassegna concentrata nel tempo, in genere allestita nel foyer del Teatro, che presenta poetesse e poeti emergenti e laureati, letti in luoghi teatrali da attrici e attori. MOBY DICK: nuovo appuntamento del Format Itaca che vede sul palcoscenico giovani studenti debuttanti, preparati da un corso di formazione, integrato con il Festival del Teatro Scolastico e con la stagione di Teatro ragazzi. Lo spettacolo conclusivo, per ragazzi e per adulti, presenta uno stile e un linguaggio originali, frutto di un interpretazione profonda e attuale del capolavoro e dell intera opera di Melville. ARCHIMEDE: presentazione del volume Sulle tracce di Archimede. Viaggio nella Biblioteca Malatestiana (edizioni Carrocci), con il copione e il dvd dello spettacolo L infinito prima di noi realizzato in collaborazione con la Biblioteca Malatestiana.

9 MOBY DICK LA BALENA BIANCA E ALTRI CANNIBALI 9 Una introduzione al format e al percorso creativo che dai laboratori con i ragazzi degli Istituti scolastici superiori e delle Università porterà alla realizzazione di uno spettacolo di Gabriele Marchesini per le scuole e per gli adulti Moby Dick, la balena bianca, Pequod, la baleniera, Achab, il capitano, Ismaele, il narratore, e tutti i personaggi del romanzo di Melville sono entrati nell immaginario della cultura e degli uomini occidentali con la stessa forza e durata degli eroi e dei miti dell antichità. Sono classici senza tempo, anche se le loro vicende ammettono spiegazioni ed interpretazioni legate ad un periodo storico molto preciso, l Ottocento americano e la frontiera da esso attraversato, e ad una civiltà emergente, frutto della rivoluzione industriale e tecnica generata dall avvento e dall avanzata del capitalismo rampante. La fortuna di Moby Dick e di Melville è stata alterna: è esplosa solamente all inizio del Novecento, decenni dopo la morte dello scrittore, misconosciuto in vita dagli stessi ambienti letterari, e in Italia addirittura successivamente per l interesse di Pavese e del suo realismo magico. Questi riconoscimenti tardivi hanno motivato una complessità di interpretazioni, così ampia e profonda, da creare attorno al romanzo e alle vicende che vi sono narrate una nube di possibili percorsi così intricati da rendere la lettura più meditata di quanto forse sarebbe utile. In realtà, il libro è la summa di una attività editoriale intrecciata profondamente con la vita dell autore che spesso ha trasfuso nella scrittura proprie personali vicende ed avventure, così realizzando racconti di mare, come in Billy Budd, in cui la vita, i ritmi, i conflitti che si scatenano sulle navi sono descritti nei minimi particolari tecnici ed umani; racconti d avventura, come in Typee, vera e propria prova generale di Moby Dick, che descrive la drammatica avventura dello stesso Melville presso una tribù polinesiana dedita al cannibalismo rituale; racconti esistenziali, come Bertleby, lo scrivano e Benito Cereno, dove sono colti atteggiamenti di rifiuto estremo delle consuetudini e del comportamento razionale dell uomo contemporaneo. Da qui anche la sua complessità che, al di là dei significati che hanno attribuito al libro il segno dell epicità, della sacralità, della riflessione filosofica, può essere in realtà ridotta all essenziale della sua trama apparente. Del resto è quanto facciamo con i classici, con i grandi poemi della epica occidentale, della mitologia antica: non guardiamo in prima istanza ai profondi significati che celano e che si rinnovano di epoca in epoca, di generazione in generazione. Se trattano questioni durature, se sono in grado di parlare agli uomini di ogni latitudine e di ogni tempo, queste opere hanno il pregio di presentarci una tessitura, un ordito di superficie sempre convincente e sempre ricorrente, una maglia che non ammette smagliature e che regge nei secoli, alla quale applicare le nostre mutevoli concezioni del mondo, a cominciare da quella che sicuramente lo stesso Melville ci voleva trasmettere. Aveva a che fare con la Bibbia e la concezione cristiana della divinità? aveva a che fare con il conflitto eterno tra Natura e Umanità, nel contesto di un processo di trasformazione dai confini non decifrabili? aveva a che fare con la capacità attrattiva del Male e con la diabolica proliferazione delle nostre paure nei confronti dell ignoto, delle profondità del nostro animo? aveva a che fare con la lotta senza quartiere contro il diverso? Forse non sappiamo decifrare del tutto, forse questi significati convivono in una visione magica, pre-scientifica, primordiale della tecnica e del fare come strumenti della conquista dell Uomo verso il Mondo. In ogni caso, seguendo la trama del racconto, dando vita ai personaggi che agiscono e interagiscono, costruendo un copione di fatti, di microeventi, riducendo la vicenda all antagonismo tra due personaggi mitici, enormi, eroici, al duello tra Moby Dick e Achab, alla loro contrapposizione senza mediazioni, anzi con l unica mediazione possibile, quella della narrazione, del racconto in prima persona dell unico che si salva, Ismaele, l io narrante, il testimone, adottando questa scelta dunque, si può tentare di individuare una linea semplificata, un fiume sotterraneo comune a tutte le possibili interpretazioni. Moby Dick è la balena bianca, cannibale, essere in estinzione, che difende la propria vita e la propria permanenza sulla terra; Achab è l eroe antico che soffre nell impari lotta contro una natura che in realtà è stata scatenata non dagli dei, come nell epica antica, ma dal demone dei propri incubi, sogni, desideri, nascosti nel profondo del proprio animo.

10 10 Se Moby Dick è il cannibale bianco, Achab è il cannibale nero che cattura, uccide e mangia ogni parte del corpo della balena che a sua volta morde e mangia il corpo del capitano e di tutti gli uomini dell equipaggio. Dove, come nella ritualità della tribù di Typee, e come nella liturgia cristiana, l atto edulo è il più alto dei gesti religiosi e sacri. Nel libro di Melville il riferimento al cannibalismo è continuo: oltre a Moby Dick, che strappa e mastica i suoi aggressori, la stessa nave è un cannibale, perché usa le ossa, il grasso e altro delle balene uccise per strumenti e vari oggetti e varie funzioni, ma sono selvaggi cannibali alcuni personaggi come il fondamentale Queequeng e comunque ripetuto è il riferimento a Giona che viene mangiato dalla balena, come poi succederà a Pinocchio nella fantastica costruzione narrativa di Collodi. Infatti, questa lotta senza quartiere e senza speranza sarebbe un fatto privato, nei mari del Sud e lontano dalla civiltà, se non fosse per Ismaele, per la letteratura, per la narrazione che ci consentono di conoscere, di apprendere, di interpretare. Su queste tre figure e sulla loro complessa interazione si costruisce il copione e la scrittura scenica di uno spettacolo che intende innanzitutto esprimere la profonda e ancestrale attrazione del mare e della sua forza. Un idea per lo spettacolo. Pubblico e attori sono ubicati all interno della nave che prima si prepara e poi realizza la caccia a Moby Dick. Il nucleo è costituito dagli episodi della caccia, gli ultimi capitoli del libro che iniziano con l avvistamento e terminano con l affondamento della nave e la morte dell equipaggio, a parte Ismaele, il narratore. La caccia è preceduta da quattro-cinque quadri che introducono la vicenda e ne danno un interpretazione fedele: riguardano (1) l avvicinamento di Ismaele al Pequod con una prima descrizione del tema del cannibalismo, delle pratiche religiose, della figura di Queequeng; (2) la figura di Achab e la descrizione delle sue sofferenze; (3) il tema della rappresentazione interiore in Achab della balena bianca, come grumo del male, anzi di tutti mali; (4) la balena, la sua fisicità, il suo biancore; (5) la malattia di Queequeng, il selvaggio, con la costruzione della bara a forma di barca, grazie alla quale Ismaele si salverà. Franco Pollini

11 1564 L anno mirabile di William Shakespeare, Galileo Galilei e John Milton. Discorsi attorno a William Shakespeare & Co. tra cinema, teatro e letteratura 6-10 dicembre 2015 Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni. William Shakespeare

12 Prosa PROSA da giovedì 13 a domenica 16 novembre 2014 IL CAPPOTTO di Vittorio Franceschi liberamente ispirato all omonimo racconto di Gogol regia Alessandro D Alatri con Vittorio Franceschi, Umberto Bortolani, Marina Pitta da giovedì 18 a domenica 21 dicembre 2014 IL VISITATORE di Eric-Emmanuel Schmitt traduzione e adattamento Valerio Binasco con Alessandro Haber, Alessio Boni regia di Valerio Binasco da giovedì 15 a domenica 18 gennaio 2015 LA SERRA di Harold Pinter traduzione Alessandra Serra regia Marco Plini con Mauro Malinverno, Valentina Banci, Luca Mammoli, Fabio Mascagni, Giusto Cucchiarini, Francesco Borchi, Elisa Cecilia Langone da giovedì 29 gennaio a domenica 1 febbraio 2015 L ISPETTORE GENERALE di Nikolaj Vasil evič Gogol adattamento drammaturgico di Damiano Michieletto con Alessandro Albertin, Luca Altavilla, Alberto Fasoli, Emanuele Fortunati, Michele Maccagno, Fabrizio Matteini, Eleonora Panizzo, Silvia Paoli, Pietro Pilla, Stefano Scandaletti regia Damiano Michieletto da giovedì 12 a domenica 15 febbraio 2015 ENRICO IV di Luigi Pirandello regia Franco Branciaroli con Franco Branciaroli, Melania Giglio, Giorgio Lanza, Antonio Zanoletti da venerdì 27 febbraio a domenica 1 marzo 2015 Compagnia della Rancia CERCASI CENERENTOLA una favola musicale per tutta la famiglia di Saverio Marconi e Stefano D Orazio musica Stefano Cenci con Paolo Ruffini, Manuel Frattini regia Saverio Marconi e Marco Iacomelli da giovedì 5 a domenica 8 marzo 2015 LA DODICESIMA NOTTE di William Shakespeare traduzione Patrizia Cavalli regia Carlo Cecchi con Carlo Cecchi da martedì 21 a venerdì 24 aprile 2015 LA SCUOLA di Domenico Starnone regia di Daniele Lucchetti con Silvio Orlando, Vittorio Ciorcalo, Roberto Citran, Marina Massironi, Roberto Nobile, Antonio Petrocelli, Maria Laura Rondanini 12 Gli spettacoli serali iniziano alle ore 21, le pomeridiane della domenica e la pomeridiana di sabato 28 febbraio alle ore 15,30

13 Prosa da giovedì 13 a domenica 16 novembre 2014 Emilia Romagna Teatro Fondazione 13 IL CAPPOTTO di Vittorio Franceschi liberamente ispirato all omonimo racconto di Gogol regia Alessandro D Alatri con Vittorio Franceschi, Umberto Bortolani, Marina Pitta, Federica Fabiani, Andrea Lupo, Giuliano Brunazzi, Matteo Alì, Alessio Genchi, Valentina Grasso scene Matteo Soltanto costumi Elena Dal Pozzo luci Paolo Mazzi musiche Germano Mazzocchetti suono Giampiero Berti regista assistente Gabriele Tesauri in equilibrio perfetto tra liricità e comicità (Corriere della Sera) ph. R. Cavalieri Un piano sequenza che seguendo il candore di un umile personaggio ci accompagna tra le pieghe dei vizi e della corruzione della condizione umana : così il regista Alessandro D Alatri, talento diviso tra cinema, teatro e pubblicità, inquadra la vicenda de Il cappotto, uno dei racconti più famosi della letteratura mondiale, scritto da Gogol nel 1842 e già adattato in pellicola nel 1952, da Alberto Lattuada con Renato Rascel. Vittorio Franceschi ne ha tratto una nuova versione teatrale che interpreta, come protagonista, sotto la direzione di D Alatri. Si rinnova la felice collaborazione nata con Il sorriso di Daphne, spettacolo premiato nel 2006 con l UBU e il Premio ETI Gli Olimpici del Teatro. La produzione è di Emilia Romagna Teatro. Ambientato nella Russia zarista, Il cappotto racconta le vicissitudini del piccolo funzionario Akàkij Akàkievic Bašmàckin che vive serenamente della propria anonima attività di copista, sino al momento in cui, costretto dalle convenzioni sociali più che dal freddo, deve comprarsi un nuovo cappotto... É la storia, scrive Franceschi, della maggioranza degli esseri umani, dei copisti della vita i quali mandano avanti il mondo pur subendone le violenze e gli insulti, e ripetendone all infinito le parole e gli usi, i sentimenti e i desideri, i sogni e i naufragi. Siamo tutti vecchi Pietroburghesi. Di quella città conosciamo a fondo gli angoli delle strade, i volti dei passanti, le voci, i rumori e gli odori, perché sono gli stessi di Milano e di Torino, di Bologna e di Genova, di Roma e di Napoli e di tutte le città italiane di oggi e di sempre. La marmaglia rapace dei presuntuosi, dei vili, delle mezze calzette, dei barattieri e dei prepotenti cammina e traffica al nostro fianco, come camminava e trafficava al fianco di Akàkij Akàkievič ai tempi dello Zar Nicola I.

14 Prosa da giovedì 18 a domenica 21 dicembre 2014 Goldenart production 14 IL VISITATORE di Eric-Emmanuel Schmitt traduzione e adattamento Valerio Binasco con Alessandro Haber, Alessio Boni e con Nicoletta Robello Bracciforti, Alessandro Tedeschi regia di Valerio Binasco musiche Arturo Annecchino scene Carlo De Marino costumi Sandra Cardini Haber e Boni incendiano la tragicommedia (La Stampa) Torna in scena la formidabile coppia formata da Alessandro Haber e Alessio Boni (al Bonci con Art nel 2011), questa volta alle prese con Il Visitatore, un altra pièce francese contemporanea, firmata da Eric- Emmanuel Schmitt, diretta da Valerio Binasco. Il testo, ambientato nella Vienna occupata del 1938, racconta l incontro tra Sigmund Freud e un misterioso visitatore (Dio, come dichiara di essere? o soltanto un mitomane?) che all improvviso entra dalla finestra del suo celebre studio, in via Bergstrasse 19, seriamente intenzionato a discutere con lui, vecchio e devastato dalla malattia, le basi del suo pensiero laico. È una commedia brillante, intelligentemente leggera, che, sullo sfondo della tragedia nazista affronta temi fondanti come il bene e il male, l amore, la religione, la libertà, la storia, il senso della vita, fino a formulare la domanda inevitabile: se Dio esiste, perché permette tutto ciò? Il piglio dei dialoghi è efficace, diretto, quasi da sit-com: uno di fronte all altro i due attori, perfetti nelle parti e in totale empatia fra loro, si sfidano a colpi di pensiero, in una partita esilarante e commovente. La casa di Freud è una casa qualsiasi, assediata dal buio e dalla follia del mondo. Quasi quasi, sembra casa nostra., annota il regista. Tutto si svolge in una triste notte di tanti anni fa, ma potrebbe essere, quasi quasi, anche stanotte. Niente è quel che sembra, questa notte: i canti nazisti a volte sembrano quasi belli, Dio sembra un matto qualunque e perfino Sigmund Freud ph. T. Le Pera sembra disperatamente ingenuo, come ciascuno di noi. Anche Dio, qui, è in fondo un povero Diavolo ; e le domande vertiginose che questa commedia ci pone, sono da lasciare tutte, umilmente, senza risposta; tranne una, forse Una risposta importante, a ben vedere, c è, ed è questa: Sì. La domanda, però, dovrete farvela da soli. Buon divertimento.

15 Prosa da giovedì 15 a domenica 18 gennaio 2015 Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Metastasio Stabile della Toscana 15 LA SERRA di Harold Pinter traduzione Alessandra Serra regia Marco Plini con Mauro Malinverno, Valentina Banci, Luca Mammoli, Fabio Mascagni, Giusto Cucchiarini, Francesco Borchi, Elisa Cecilia Langone scene e costumi Claudia Calvaresi PRIMA NAZIONALE All inizio del 2015 debutta in prima nazionale la nuova produzione che ERT realizza con il Teatro Metastasio: La serra di Pinter firmata da Marco Plini, già giovane assistente di Castri, oggi tra i registi più interessanti del panorama nazionale. Si tratta di un testo molto particolare del repertorio ph. L. Porrazzini pinteriano, scritto nel 1958 ma rimasto in un cassetto fino al 1980, anno in cui il drammaturgo decide di metterlo in scena personalmente con le opportune revisioni. La serra sembra confermare il celebre dettame di Beckett, non c è nulla di più divertente dell infelicità: mette in scena una vicenda profondamente drammatica che si dipana, però, tra commedia surreale e giallo. Personaggi meschini, messi impietosamente a nudo, rivelano il vero volto del potere: stupidi burocrati, inetti e spaventati, si nascondono dietro il loro titolo, perennemente impegnati nella guerra per la successione, terrorizzati dall idea di perdere una piccola o grande rendita di posizione. Nel disordine e nella casuale anarchia che determina il loro mondo, ciò che emerge è chiaro: dietro alle più oscure e cervellotiche manovre per il potere si celano solo piccoli uomini spaventati. Pinter sovrappone una figura tradizionale del repertorio ebraico-yiddish, l inetto di professione, lo Schlemiel, a una figura di potere collocata all interno di una strana struttura semi-ospedaliera, stravolgendo la funzione di questo carattere: non è più il sopraffatto, l oppresso, ma un potente, un dominatore ad essere schiacciato dal sistema, solo che in questo caso è stato lui stesso ad architettarlo. Pinter costruisce un messaggio politico che è quasi una dimostrazione matematica: dietro alla bramosia di potere non c è niente, nessuna idea, nessuna visione, solo la vanità del singolo individuo. La condanna, senza appello, colpisce il genere umano, per le azioni di cui è, o meglio non è, capace.

16 Prosa da giovedì 29 gennaio a domenica 1 febbraio 2015 Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile dell Umbria 16 L ISPETTORE GENERALE di Nikolaj Vasil evič Gogol adattamento drammaturgico di Damiano Michieletto con Alessandro Albertin, Luca Altavilla, Alberto Fasoli, Emanuele Fortunati, Michele Maccagno, Fabrizio Matteini, Eleonora Panizzo, Silvia Paoli, Pietro Pilla, Stefano Scandaletti regia Damiano Michieletto scene Paolo Fantin costumi Carla Teti disegno luci Alessandro Carletti attori perfetti per una geniale messa in scena (Il Giornale di Vicenza) La spietata commedia scritta da Gogol nel 1835 per sbeffeggiare i piccoli, corrotti notabili della Russia zarista, è materia del secondo lavoro che Damiano Michieletto firma nell ambito della prosa nel giro di due anni. Star della regia lirica, autore di sorprendenti allestimenti in tutto il mondo (dalla Scala a Salisburgo, da New York al Covent Garden di Londra), Michieletto è infatti reduce dal successo del Ventaglio goldoniano, frizzante messa in scena che ha conquistato anche il pubblico cesenate. L ispettore generale, è l affresco di una società degradata, viziosa e corrotta, in cui il potere politico rappresenta all ennesima potenza le meschinità del popolo. La vicenda è nota: a una piccola comunità della provincia russa si annuncia l arrivo di un ispettore del governo, probabilmente in incognito. Nel clima di corruzione generale che governa la cittadina tutti hanno le mani in pasta: dal sindaco al commissario di polizia, dal giudice alle autorità sanitarie e scolastiche. Si scatena il panico e quando i notabili scambiano un giovane pietroburghese squattrinato per l ispettore fanno a gara per ingraziarselo a suon di mazzette Guarda queste banconote, sono tutte sporche! : la regia parte da questa battuta per immaginare una versione pop della storia, ambientata in una sgangherata balera di periferia, in cui si muove un umanità gretta e sporca, compressa nella paura per quattro atti e pronta ad esplodere nel finale, in una catartica liberazione, raccontata come un aspirazione al lusso, al divertimento facile, ad un altrove forse ancora più gretto e meschino della realtà. Tutto si risolve in un grottesco party a bordo piscina. L ispettore generale è una graffiante e attualissima denuncia della corruzione pubblica, un testo oggi più che mai necessario. ph. S. Pea

17 Prosa da giovedì 12 a domenica 15 febbraio 2015 CTB Teatro Stabile di Brescia, Teatro de Gli Incamminati 17 ENRICO IV di Luigi Pirandello scene e costumi Margherita Palli luci Gigi Saccomandi regia Franco Branciaroli con Franco Branciaroli, Melania Giglio, Giorgio Lanza, Antonio Zanoletti, Valentina Violo, Tommaso Cardarelli, Daniele Griggio e con Sebastiano Bottari, Andrea Carabelli, Pier Paolo D Alessandro, Mattia Sartoni superbo (L Unità) Dopo i recenti successi di Servo di scena, Il Teatrante e Don Chisciotte Franco Branciaroli continua la sua indagine sui grandi personaggi del teatro in bilico fra realtà e finzione, ph. U. Favretto firmando una nuova versione del capolavoro pirandelliano Enrico IV. La sua interpretazione del protagonista è definita dalla critica irripetibile, superba incarnazione che addirittura trascende il testo. Scritto nel 1921, il dramma è uno studio sul tema della pazzia e sul rapporto, complesso e inestricabile, tra personaggio e uomo. Enrico IV, del quale magistralmente Pirandello non svela mai il vero nome, è un aristocratico che, circa vent anni addietro, insieme ad alcuni amici ha inscenato, in tempo di carnevale, una cavalcata in costume in una villa di campagna. Ciascuno rappresentava un personaggio storico, lui era l imperatore tedesco. Sbalzato a terra dal cavallo (aizzato da uno degli amici, suo rivale in amore) aveva battuto la testa, rimanendo bloccato nella sua identità fittizia. La verità è che da tempo è tornato ad essere lucido ma, quando gli amici decidono di guarirlo rivivendo la vicenda, coglie l occasione per uccidere il rivale scegliendo per sempre la follia. Su una scena che riproduce il fantomatico mondo in cui vive il personaggio di Enrico, vero arsenale delle apparizioni popolato da teste di cavallo, stendardi e costumi d epoca, Branciaroli proietta una figura dai bagliori sinistri, quasi crudele: il suo sguardo disincantato sulle persone e sulle cose genera la consapevolezza che della realtà ormai sfugge il senso e l unica possibilità di vita è nella finzione. Vittima non solo della follia, prima vera poi cosciente, ma del modo di intendere la vita di chi gli sta intorno, Enrico decide di interpretare il ruolo fisso del pazzo. Il finale incorona di cartone l imperatore, su un cavallo da giostra. Folgorante.

18 Prosa da venerdì 27 febbraio a domenica 1 marzo 2015 Compagnia della Rancia 18 CERCASI CENERENTOLA una favola musicale per tutta la famiglia testo Saverio Marconi e Stefano D Orazio musica Stefano Cenci liriche Stefano D Orazio con Paolo Ruffini, Manuel Frattini, Beatrice Baldaccini, Laura Di Mauro, Claudia Campolongo, Silvia Di Stefano, Roberta Miolla, Gianluca Sticotti, Silvia Contenti, Luca Spadaro, Rossella Contu scene Gabriele Moreschi costumi Carla Accoramboni coreografie Gillian Bruce direzione vocale Lena Biolcati disegno luci Valerio Tiberi disegno fonico Emanuele Carlucci trucco e parrucche Antonella Marinuzzi orchestrazione e produzione musicale Riccardo Di Paola regia Saverio Marconi e Marco Iacomelli in collaborazione con Medina produzioni La Compagnia della Rancia rilegge la favola più amata dalle giovani principesse di tutto il mondo, trasformandola in una commedia musicale per le famiglie. Cercasi Cenerentola, che porta le prestigiose firme di Stefano D Orazio (ex Pooh), Saverio Marconi e Stefano Cenci, è uno spettacolo sorprendente, tra fantasy e rock and roll. Il principe azzurrissimo, un po atipico, in tuta da ginnastica blu e con l inconfondibile accento toscano, è Paolo Ruffini, verve esplosiva e carismatica, in teatro dopo il grande successo televisivo di Colorado e della pellicola Fuga di Cervelli. Al suo fianco il poliedrico, funambolico Manuel Frattini, protagonista dei migliori musical degli ultimi anni, che, interpretando il fido consigliere del principe, regala al pubblico anche un magistrale numero di tip-tap. Manca all appello solo Cenerentola: alle audizioni per lo spettacolo si sono presentate in più di 500. Saverio Marconi era alla ricerca di una giovane performer, età scenica tra i 18 e i 24 anni, dalla bellezza pulita e solare, un soprano o mezzo soprano dalla voce limpida che sapesse esprimere sfumature comiche e naturale charme. La scelta è ricaduta su Beatrice Baldaccini, che dà vita a una Cenerentola moderna, determinata e piena di energia. L erede al trono è costretto a sposarsi in fretta: quale migliore soluzione se non organizzare un concorso per tutte le fanciulle del regno (coinvolgendo anche le spettatrici in teatro nella prova della mitica scarpetta)? Una carrozza, i rintocchi di mezzanotte gli ingredienti tradizionali ci sono tutti ma Marconi e D Orazio hanno voluto ambientare la loro rivisitazione negli anni Cinquanta. Non esiste il Principe Azzurro esistono le storie d amore!, dichiarano gli autori, e la nostra Cenerentola è una moderna Grace Kelly, che va al ballo per divertirsi, come vorrebbe fare ogni ragazza, e tiene testa al Principe anche quando scatta il colpo di fulmine. Spegnete la realtà e accendete la favola! ph. A. Pinna

19 Prosa da giovedì 5 a domenica 8 marzo 2015 MARCHE TEATRO Teatro Stabile Pubblico 19 LA DODICESIMA NOTTE di William Shakespeare traduzione Patrizia Cavalli regia Carlo Cecchi musiche di scena Nicola Piovani scena Sergio Tramonti costumi Nanà Cecchi disegno luci Paolo Manti con Carlo Cecchi, Tommaso Ragno, Antonia Truppo, Eugenia Costantini, Dario Iubatti, Barbara Ronchi, Remo Stella, Loris Fabiani, Federico Brugnone, Davide Giordano, Rino Marino, Giuliano Scarpinato musicisti Luigi Lombardi d Aquino tastiere e direzione musicale, Ivan Gambini strumenti a percussione, Alessio Mancini flauti e chitarra assistente alla regia Dario Iubatti in collaborazione con Estate Teatrale Veronese Maestro della misura e del gioco, Cecchi in scena nei panni di Malvolio ne fa un cammeo che è un capolavoro (La Repubblica) Carlo Cecchi torna a Shakespeare per misurarsi con La dodicesima notte, commedia corale fondata sugli equivoci, sugli scambi di identità e di genere. Classica per la traduzione del testo, curata dalla poetessa Patrizia Cavalli, e per i fastosi e coloratissimi costumi ispirati al pittore Antoine Watteau, ph. A. Cecchi originale per le musiche del Premio Oscar Nicola Piovani, suonate live da tre strumentisti, e lo spazio minimalista, questa nuova messa in scena permette ancora una volta al regista, anche interprete nelle vesti del maggiordomo Malvolio, di orchestrare un gioco attoriale straordinario, lavorando sull essenza dei personaggi attraverso quella capacità che ha fatto di lui uno dei grandi maestri del teatro italiano. Illiria. Il Duca e la Contessa hanno due tenaci fissazioni: il Duca si è fissato sulla Contessa perché lei non ne vuole sapere; la Contessa si è fissata sul fratello morto, al quale vuole restare fedele per sette anni. Con questi due begli esemplari di nevrosi narcisistica, tutto resterebbe nell immobilità e addio commedia. Ma il Destino e Shakespeare fanno scoppiare una tempesta: una nave fa naufragio, dal quale si salva una ragazzetta di nome Viola. Nel naufragio ha perduto un fratello. La ragazzetta si trova sperduta in Illiria; ma è piena di risorse (vecchiotte, a dir la verità: Plauto, gli Italiani, già Shakespeare in commedie precedenti) e decide di travestirsi da ragazzo e di diventare il paggio del Duca La follia che percorre la commedia, come in un carnevale dove tutti sono trascinati in un ballo volteggiante, trova il suo capro espiatorio nel più folle dei personaggi: il maggiordomo, un attore comico che aspirava a recitare una parte nobile, quella del Conte Consorte. Shakespeare è il Teatro assoluto. Un attualità che va al di là dell attualità. È talmente universale Shakespeare che quasi miracolosamente, diventa sempre, immediatamente, Teatro. (Carlo Cecchi)

20 Prosa da martedì 21 a venerdì 24 aprile 2015 Cardellino srl 20 LA SCUOLA di Domenico Starnone regia di Daniele Lucchetti con Silvio Orlando, Vittorio Ciorcalo, Roberto Citran, Marina Massironi, Roberto Nobile, Antonio Petrocelli, Maria Laura Rondanini uno dei pochi spettacoli che davvero sanno portare in scena la realtà (Il Sole 24 ore) Silvio Orlando riporta in teatro il professor Vivaldi, protagonista del film La scuola (1995) di Daniele Luchetti, tratto dai romanzi di Domenico Starnone Sottobanco e Ex cattedra. 1992: debutta Sottobanco, spettacolo teatrale interpretato da un gruppo di attori eccezionali capitanati da Silvio Orlando e diretti da Daniele Luchetti. Lo spettacolo diviene presto un cult, antesignano del fortunato filone di ambientazione scolastica. La trasposizione cinematografica del 1995, uno dei rari casi in cui il cinema accoglie un successo teatrale e non viceversa, vince il David di Donatello come miglior film e il Globo d oro per la sceneggiatura. Sottobanco era un ritratto della scuola italiana di quei tempi e al tempo stesso un esempio quasi profetico del cammino che stava intraprendendo il sistema scolastico. Ho deciso di riportare in scena lo spettacolo più importante della mia carriera, racconta Orlando, fu un evento straordinario, entusiasmante, con una forte presa sul pubblico. Più che della situazione scolastica in quanto struttura e finanziamenti parliamo di istruzione e di come il modo di insegnare è cambiato negli anni. Raccontiamo due modi diversi di interpretare il ruolo educativo nella scuola, uno più democratico e vicino agli studenti e l altro più reazionario che vorrebbe un scuola più elitaria. Siamo in tempo di scrutini in IV D. Un gruppo di insegnanti deve decidere il futuro dei loro studenti. Dal confronto tra speranze, ambizioni, conflitti sociali e personali, amori, amicizie e scontri generazionali, prendono vita personaggi esilaranti, giudici impassibili e compassionevoli al tempo stesso. Brillanti e affiatati i componenti del cast compongono un divertente e spesso penoso consorzio umano. I problemi della scuola sono tragicamente i medesimi degli anni Novanta e La scuola finisce per essere un occasione di comica, amara riflessione.

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