PROGETTO S.O.L.E. ENTRARE NELL'ARTE ATTRAVERSO SENSORIALITÀ, SPAZIALITÀ, NARRAZIONE ED EMOZIONE

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1 Anno scolastico 2010/2011 PROGETTO S.O.L.E. ENTRARE NELL'ARTE ATTRAVERSO SENSORIALITÀ, SPAZIALITÀ, NARRAZIONE ED EMOZIONE Un bambino è competente perché ha messo le manine sulla terra l'ha osservata e si è fatto un'idea di essa, ha annusato i fiori, li ha sfiorati e strappati e ha espresso curiosità ottenendo informazioni; ha ascoltato le storie lette e ha scoperto il piacere della narrazione e il valore dei segni grafici; giocando ha condiviso, si è strattonato con altri, ha imparato a negoziare e ha fatto sue le dinamiche sociali; ha provato paura, rabbia, gioia; ha conosciuto le emozioni dentro di lui e ne ha fatto pennarelli per colorare le sue esperienze, si è visto perduto-abbandonato e ha sperimentato la rassicurazione per affrontare nuove esperienze, ha provato il dispiacere di separarsi per ritrovare e

2 ritrovarsi protagonista di legami affettivi importanti. Paola Vassuri, Per un profilo educativo all'uscita della scuola dell'infanzia, 2004 Premessa Il bambino della scuola dell infanzia, secondo le Indicazioni Nazionali, è un bambino competente e artista. È un bambino che si cimenta nelle diverse pratiche di pittura, di manipolazione, di costruzione plastica e meccanica non solo attraverso l osservazione e l imitazione, ma anche attraverso il racconto/narrazione, l invenzione, l interpretazione e la trasformazione. L arte è il racconto delle conoscenze e dei sogni dell infanzia, e il colore e la materia sono l anima del bambino-artista che interpreta la realtà osservata e immaginata. Le quattro scuole dell Infanzia del 2 circolo di Santarcangelo, realizzano durante l anno scolastico 2010/2011 un progetto di esperienza dell arte attraverso la sensorialità, la spazialità, la narrazione e l emozione. Un percorso di sensibilità estetica che i bambini affinano attraverso la pratica della pittura e della scultura, del gioco teatrale e dell arte giocata. L'arte contribuisce così a far vivere produttivamente forme di intreccio tra conscio e inconscio, tra progetto e intuizione, tra determinatezza e indeterminatezza nelle sensazioni e nelle emozioni, diventando così rappresentazione di esperienze. Entrare nell arte attraverso l'arte significa, infatti, vedere con arte, rendere arte il quotidiano, aprirsi a possibili itinerari di ricerca e di scoperta degli infiniti modi di guardare e ridefinire la realtà, le cose e le persone. Un processo del tutto naturale per il bambino che diventa interprete della realtà sfruttando perlopiù le sue capacità senso-percettive e ideative. Toccando, vedendo, facendo, trasformando, intervenendo, egli fa proprio il mondo in cui vive e intreccia con esso legami profondi.

3 Scuola dell infanzia Biancaneve, Sant Ermete Anno scolastico 2010/2011 Sezioni Cavalli, Coccinelle, Gatti Insegnanti. Elide Vupinari, Barbara Tosi, Valentina Bartoli; Gemma De Michele, Annalisa Muti; Caterina Talevi, Anna Ghinelli L'ESPRERIENZA ESTETICA TRA SENSORIALITA E SPAZIALITA Giocare con la creta È antico il piacere che ha l uomo di pasticciare con la terra umida o con qualsiasi altro materiale tenero, duttile, plastico, non soltanto con lo scopo di dar vita ad un oggetto o a qualcosa di ben definito, ma per il gusto di manipolare una materia docile e malleabile, per la curiosità di affondare le dita in una massa informe, modificandone l aspetto, mutandone continuamente e progressivamente la forma. ( ) Il bambino è coinvolto dal punto di vista emozionale quando incontra il fango delle pozzanghere, la sabbia del mare, l argilla del fiume. Francesco De Bartolomeis, da Il colore dei pensieri e dei sentimenti, 1990 I bambini accolgono con entusiasmo l arrivo della creta portata da Patatrack (il nostro personaggio immaginario); all inizio la toccano, la palpano, la spezzettano, la battono continuamente, quasi a volerne esplorare fino in fondo le possibilità di trasformazione. Forse come scrive De Bartolomeis lo spezzettare sta al modellaggio come lo scarabocchio sta al disegno.

4 All inizio della manipolazione spontanea della creta i bambini dividono, ricongiungono, sperimentano le possibilità del palmo della mano, del pugno, delle dita. Gradualmente scoprono che il materiale si può battere, bucare, appallottolare, lisciare, picchiare, schiacciare, rotolare, sovrapporre. Attraverso queste reazioni impegnano la coordinazione degli arti, la sensibilità della mano, delle dita, del pugno. Dapprima i bambini si accontentano della manipolazione spontanea, in seguito cominciano ad avere intenzioni di tipo progettuale: nascono così le prime forme, come elementari rotoli, palle, anelli che combinate e associate danno luogo a forme piane o solide. Inoltre, utilizzando una base di cartone come supporto, i bambini fanno formelle di creta sulle quali poi intervengono con l incisione o con la sovrapposizione di elementi precedentemente preparati realizzando rudimentali bassorilievi. Le tavolette consentono ai bambini diverse operazioni: stampare con oggetti vari, ripetere la traccia tante volte godendo dei rilievi e degli incavi che ne emergono, scalfire la superficie con il fine di ottenere un disegno intenzionale. Infine, i bambini provano a passare dal piano alla tridimensionalità e alla verticalità; in questo momento, si trovano ad affrontare e risolvere problemi di equilibrio e instabilità, devono capire il baricentro delle masse e il loro bilanciamento e nello stesso tempo cercare il giusto impasto, che deve essere né troppo molle, né troppo duro. Alcuni bambini provano, cercano le possibili soluzioni, esplorano, altri invece abbandonano.

5 È una grande sorpresa per i bambini scoprire che la creta con la cottura, assume un bel color biscotto ed acquista durezza e solidità nel tempo. È l esperienza della trasformazione della materia. Dalle sperimentazioni dei bambini con la creta nascono veri e propri capolavori : sculture destrutturate cariche della forza delle dita della mano strette attorno alla materia esuberanza dell energia in eccesso e volontà incisiva statuette raffiguranti ciascun bambino, addobbi natalizi, bassorilievi, pizze con l impronta della mano da regalare al papà, preziosi medaglioni per la festa della mamma.

6 Scuola Dell infanzia Peter Pan Poggio Berni Anno scolastico 2010/11 Sezioni: Pellerossa, Coccodrilli, Pirati, Amici Di Peter Insegnanti: Patrizia Silvan, Wilma Paglierani, Deborah Bernardi; Michela Berardi, Franca Gammieri; Maura Marchi, Rosaria Maio; Marinella Farabegoli, Paola Ugolini, Valentina Bartoli ARTE E NARRAZIONE QUADRI IN FAVOLA Racconti d arte per l infanzia a cura di Cristina Sedioli La narrazione d arte avvicina i bambini all arte moderna e contemporanea in modo nuovo e originale, mettendo in relazione arte e letteratura, arte e racconto fantastico. Il racconto proposto ai bambini può nascere dalle invenzioni dell arte moderna e contemporanea. Le opere entrano nella storia come personaggio, suono, parola, gesto, emozione, ricreando così per i bambini la magia dell arte e della parola letteraria. Altre volte invece le opere sono utilizzate per raccontare testi letterari per l infanzia (Rodari, Munari, etc.). Il racconto coinvolge attivamente i bambini con pupazzi, sonorità d ambiente e immagini creative che rievocano le opere d arte con elaborazioni grafiche, collages digitali e oggetti creativi che escono dai quadri, oggetti da annusare e toccare. La narrazione è arricchita da una serie d incontri laboratorio con l obiettivo di coinvolgere i bambini nella realizzazione di elaborati di carattere grafico espressivo (libri creativi, scenografie narrative, teatrini di carta, invenzioni dell arte) che possano essere utili a realizzare narrazioni d arte autonome e creative. ALICE CASCHERINA I quadri raccontano le Favolette di Alice di Gianni Rodari: Alice dentro la sveglia, Alice nella bottiglia, nel cassetto delle posate. Ogni quadro è animato con sonorità d ambiente e oggetti creativi che escono dalle opere. Con Alice si esplora il quotidiano: azioni, oggetti, spazi, utilizzando le immagini dell arte. Analisi della realtà quotidiana attraverso gli occhi degli artisti moderni e contemporanei. I bambini sono coinvolti in un percorso conoscitivo volto a mettere in luce la complessità dell esperienza quotidiana intesa come racconto, scoperta, meraviglia, consapevolezza emotiva e sociale. Laboratorio: il Burattino di Alice

7 CAPPUCCETTO VERDE I quadri raccontano le storie di Cappuccetto verde e Cappuccetto giallo di Bruno Munari. Storie colorate da ascoltare, annusare e toccare: Cappuccetto verde gioca con le rane in un giardino di ninfee, Cappuccetto giallo Laboratorio: il Quadro di Cappuccetto verde. C È UNA FIABA NEL PAESAGGIO Cinque quadri di paesaggi: un mare, una foresta, una stanza, un giardino, uno stagno, un cielo stellato, si animano attraverso piccole storie, con suoni, profumi, oggetti creativi. Laboratorio: Un paesaggio d arte fantastico

8 IL RITRATTO: STORIA DI FACCE PARLANTI Faccia allegra, tonda, sorpresa, cupa, rossa, feroce, di pietra Quante facce nei ritratti! Una di loro, la faccia più impertinente ha deciso di giocare con i ritratti trasformandoli in personaggi fantastici Laboratorio: il Ritratto fantastico A TAVOLA NELLE FIABE! I quadri raccontano la storia di Caterina che nel paese delle fiabe si trova a mangiare alla tavola della strega di Hansel, del gatto con gli stivali... Odori da scoprire, sapori da inventare e ricette gustose di streghe, burattini. Laboratorio: La tavola delle fiabe con i particolari dei quadri

9 ARTE E INTERCULTURA IL MONDO NARRATO CON LE IMMAGINI DELL ARTE Racconti d arte multietnica per l infanzia a cura di Cristina Sedioli I percorsi sono incentrati sulla narrazione di fiabe, miti e racconti della tradizione letteraria dell Africa, dell America Latina e della Cina, utilizzando come personaggi e ambientazioni le opere di culture altre. Sono utilizzati per l animazione dei racconti pupazzi, maschere, diapositive creative, sonorità, teatro d ombre. Il percorso prosegue con una serie d incontri-laboratorio con l obiettivo di coinvolgere i bambini nella realizzazione di elaborati di carattere grafico-espressivo (libri creativi, oggetti multietnici e scenografie narrative, maschere, teatrini di carta, invenzioni dell arte multietnica) che possano essere utili a realizzare narrazioni d arte autonome e creative. LI E LA LUNA Animazione del libro Li e la Luna di Cristina Sedioli ispirato alle opere cinesi del Museo degli Sguardi di Rimini. Storia di un viaggio fantastico alla scoperta della Cina: draghi, ombrelli volanti, servizi da tè incantati, foreste di pennelli magici Laboratorio: il Drago cinese

10 Scuola dell infanzia Pollicino, San Martino dei Mulini Sezioni: Delfini, Tigri Insegnanti: Caterina Binda, Sabrina Raggini; Daniela Pasolini, Stefania Ricci NARRARE ATTRAVERSO IL TEATRO DEGLI OGGETTI Le fiabe non dicono ai bambini che esistono i draghi: i bambini già sanno che esistono. Le fiabe dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti. G. K. Chesterton Lo spunto per la costruzione di un percorso in cui si integra la scoperta del racconto, la costruzione di figure espressive e la narrazione attraverso i diversi codici comunicativi nasce dal laboratorio di teatro di figura condotto dall'esperto Luca Ronga nella scuola Pollicino. Dal testo di Federico di Leo Lionni, un racconto che racchiude nella sua semplicità la necessità di nutrirsi di poesia, si sviluppa il gioco teatrale attraverso quattro fasi in cui i bambini diventano attori della loro stessa creatività e fantasia espressiva. Si scopre così il ritmo ciclico del tempo in corrispondenza a quello delle stagioni, il centro poetico della storia e l'analisi delle sue figure, il corpo come strumento narrativo ed espressivo, la musica e lo spazio come elementi della scena. Tale percorso diventa parte integrante dell progetto di plesso Narrare per crescere e della programmazione didattica a esso connessa. Gli obiettivi sono stati quelli di: sperimentare l'ascolto del racconto orale proposto come antidoto alla trasmissione e a vantaggio della comunicazione; partecipare attivamente a esperienze di gioco teatrale, sviluppare l'espressività corporea attraverso percorsi legati alla musica e al movimento; comprendere e rappresentare il legame tra parole e azioni mimiche e gestuali; sviluppare abilità manuali legate al gioco del teatro ; sperimentare e utilizzare diverse tecniche grafico-pittoriche, manipolative e costruttive; potenziare la capacità di lavorare in

11 gruppo e di cooperare; condividere materiali e regole; vivere esperienze con partecipazione, divertimento, creatività, originalità ed espressività. IL PERCORSO: Primo incontro: il racconto di Federico e i dettagli narrativi: lettura e discussione partecipata. Le fasi della storia, la figura di Federico dentro la scena. I bambini comprendono che per raccontare occorre essere padroni della storia; la storia, con l'aiuto dell'attore Luca, viene letta più volte per scoprirne i toni, i ritmi e le pause. Secondo incontro: lavoro di psicomotricità sul corpo, immedesimazione nel personaggio. Per diventare topi bisogna diventare piccolissimi e trovare in sezione minuti dettagli che compaiono negli angoli più nascosti e nelle fessure più segrete. Terzo incontro: Costruire le figure. Con l'aiuto di un'esperta scenografa (Brina Babini) si costruisce un piccolo burattino. Carta colorata, forbici, scotch danno vita al topodito, la figura di un topolino da muovere con un dito. Con pochi gesti e materiali si forniscono ai bambini gli oggetti per la rappresentazione, la sezione diventa un ideale palco su cui muovere le figure. Quarto incontro: Lo spazio invisibile della musica. La dimensione sonora in relazione alla dimensione emotiva del bambino, alla sua gestualità e al suo movimento sulla scena. Movimenti di gruppo e di relazione. Il teatro insegna che solo misurandosi con gli altri si può dare un senso alla rotta e incontrare la propria identità. Quinto incontro: messa in scena. A scuola viene montata una vera baracca dei burattini. La maschera di Pulcinella è il protagonista della storia Pulcinella burattinaio del mondo e Luca mostra come si muovono i burattini di legno, cosa c'è dietro e sotto la baracca, quali sono i segreti del teatro, dopo lo spettacolo i bambini infatti seguono lo smontaggio di questo teatro che sta in una valigia,

12 Brina, la scenografa, spiega invece come si costruiscono i burattini di legno e come si cuce una scenografia. I bambini sono catturati e coinvolti da questa esperienza che li mette in gioco dal punto di vista corporeo ed emotivo,li fa entrare in contatto vivo con la scena e li prepara al linguaggio teatrale. La condivisione è stata il fulcro degli incontri, legati al lavoro sul corpo, alla messa in scena e ai rituali della spettacolarità con l'acquisizione delle parolechiave del teatro per giungere, nell'incontro finale, al movimento delle figure nello spazio. La storia di Federico porta il conforto della poesia, dei colori, della musica, del tempo speso in nome della bellezza e del nutrimento che essa produce. Sapere esprimersi e condividere la bellezza diventa così indispensabile per stare bene, sconfiggere il drago e crescere in modo armonico.

13 Scuola dell infanzia Sant'Agata, Canonica marzo / maggio 2010 Sezioni: Coccinelle, Farfalle Insegnanti: Barbara Boschetti, Gaetana Garretto; Valentina Vacchetti, Loretta Balducci NARRAZIONE ED EMOZIONI I bambini in età prescolare dimostrano difficoltà a esprimere desideri, emozioni e bisogni perché combattuti tra i propri sentimenti. Ai fini della costruzione armonica di un personalità, è importante già dalla prima infanzia, aiutare i bambini a riconoscere e indirizzare le proprie emozioni in un canale funzionale, limitando l insorgenza di comportamenti non consoni alla situazione in cui ci si trova. L emozione non è solo al centro dell individuo ma è espressione stessa della vita. L intelligenza emotiva non basta, occorre anche l empatia cioè la capacità di capire le emozioni dell altro. La disponibilità a comprendere gli altri crea il rapporto empatico che è funzionale al processo di insegnamento-apprendimento. Sapere riconoscere, ascoltare e rispettare le emozioni altrui, significa rispettare le persone nella loro globalità. La capacità di superare i momenti di paura, di rabbia, di tristezza, consente al bambino di maturare e rafforzare autostima; intesa non in presunzione, ma nel conoscersi abbastanza bene da affrontare le difficoltà della vita credendo in se stessi. Affinché la competenza emotiva sia completa si è programmato un percorso di alfabetizzazione emotiva, suddiviso in tre fasi distinte: -riconoscimento -vissuto -espressione Si è lavorato sulle emozioni di base: paura, rabbia, tristezza, felicità. Due personaggi fantastici, uno per ciascuna sezione, fanno trovare una mappa per fare intraprendere un viaggio avventuroso tra le isole delle emozioni; un viaggio per conoscere luoghi e stati d animo. Attraverso varie ipotesi, i bambini giungono alla conclusione che il mezzo di trasporto più idoneo è la barca. Per dare l idea di tridimensionalità alle rappresentazioni grafico-pittoriche, e consapevoli del fatto che dare corpo alle idee permette di esprimere emozioni, è stata realizzata la barca. I bambini divisi in gruppi omogenei per età si sono occupati della progettazione e costruzione delle varie parti dell imbarcazione: struttura dello scafo e della prua; albero maestro con bandierine e vela; timone, àncora e il mare simulato con scatoloni dipinti e spugne. Strumenti e materiali Carta, cartone, stoffa, colla, scotch, colori di varia tipologia, colla a caldo, forbici, libri illustrati, spago, spugne, pennelli

14 Fasi di lavoro I bambini trovano una mappa nel salone e progettano di costruire una barca per mettersi in viaggio Eccoci all opera! Costruiamo, decoriamo Manca ancora il timone

15 La barca ora è terminata!! La barca è pronta inizia il nostro viaggio di esplorazione delle quattro isole! Approdando su esse scopriremo le emozioni nostre e degli altri. Impareremo a riconoscerle, controllarle, gestirle, e canalizzarle nel modo più appropriato.

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