LA FABBRICA DEL TEATRO. FANTASIA IN SCENA.

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1 . Istituto Comprensivo Giancarlo Roli di Trieste Sabrina Cannavò - Federico Müllner NARRAZIONE DELL ESPERIENZA INDICE 1. Quadro di riferimento e motivazioni... pag Finalità, obiettivi specifici e tempi... pag Riferimenti teorici... pag Percorso... pag Metodologie di insegnamento/apprendimento, risorse e strumenti... pag Valutazione... pag Risultati e ricaduta sul resto della didattica... pag. 14 Descrizione_fabbricadelteatro Sabrina Cannavò - Federico Müllner Pagina 1 di 15

2 1. QUADRO DI RIFERIMENTO E MOTIVAZIONI L'istituto è sito in una zona periferica che rispecchia le problematiche sociali tipiche delle zone suburbane I servizi segnalano un certo disagio giovanile, con una multiformità di aspetti problematici. Il plesso, situato nello stesso edificio della scuola media di quartiere, è organizzato con un tempo modulare di 30 ore settimanali. Le classi coinvolte nel progetto sono state due classi quarte composte complessivamente da 35 bambini. Il progetto ha avuto durata biennale. Gli insegnanti, stimolati dalla presenza di una bambina diversamente abile si è voluto creare un percorso che, oltre a favorire la completa integrazione del soggetto, ci permettesse di stimolare la cooperazione fra gli alunni di classi diverse, stringere nuove relazioni significative superando dinamiche relazionali a volte conflittuali anche per le diversità culturali dei soggetti. L'idea di lavorare sulla creatività tout court senza i limiti dei preconcetti della narrazione accademica ci permetteva di annullare contemporaneamente le barriere oggettive della quotidianità. 2. FINALITÀ, OBIETTIVI SPECIFICI E TEMPI La finalità del percorso è stata quella di esaltare l aspetto comunicativo degli alunni con strumenti e modi adeguati anche in un gruppo molto numeroso. Gli obiettivi specifici sono stati scelti tenendo conto dell'aspetto educativo e della trasversalità degli stessi rispetto anche alla convivenza democratica: Esprimere se stessi attraverso varie forme di comunicazione Sviluppare abilità di ascolto attivo e comunicazione efficace Conoscere e comprendere il proprio sé corporeo e relazionale Riconoscere e comprendere gli aspetti verbali e non verbali della comunicazione Produrre un testo teatrale attraverso la modalità delle improvvisazioni Riflettere su problemi, confrontarsi nel gruppo allargato e trovare soluzioni condivise Tempi All'inizio dell'esperienza si è programmato di realizzare il laboratorio di animazione teatrale durante le ore di educazione all immagine, due ore la settimana. La prima fase ha visto coinvolte le due classi quarte del plesso riunite in un maxi-gruppo di 35 bambini. Successivamente, per gestire meglio le improvvisazioni e le prove delle singole scene finita la stesura del copione, si è lavorato in gruppi più piccoli di sette- otto alunni. Questi mini-gruppi sono stati composti da bambini provenienti da entrambe le classi per favorire la socializzazione. Gli altri alunni rimanevano nelle loro classi e svolgevano con le loro insegnanti l'attività di educazione all'immagine. In questa seconda fase si sono sfruttate le ore di compresenza degli insegnanti ma non è stato possibile attuare settimanalmente il laboratorio perché a volte dei docenti venivano utilizzati per supplire altri insegnanti assenti all'interno del plesso. Descrizione_fabbricadelteatro Sabrina Cannavò - Federico Müllner Pagina 2 di 15

3 Durante il secondo anno, quando sono iniziate le prove dell'intera storia con i 35 bambini, non è stata più necessaria la compresenza. Le prove si sono svolte per un'ora la settimana utilizzando un'ora di italiano per una classe e un'ora di musica per l'altra classe. 3. RIFERIMENTI TEORICI Le nostre conoscenze sul teatro derivano soprattutto dall'esperienza personale. Sia io, che sono l'insegnante di italiano e di inglese delle due classi (S. Cannavò) che l'educatore che lavora con noi da tre anni (F. Müllner) ci siamo cimentati personalmente in allestimenti teatrali sia dal punto di vista creativo che dell'interpretazione. Volendo considerare i riferimenti teorici questo progetto è frutto di diverse letture: - le esperienze di Giocare con l'arte di Munari - i testi di Peter Brook: Lo spazio vuoto (Bulzoni Editore 1968 isbn ) - I fili del tempo (Feltrinelli Editore 1998 isbn ) I testi sono utili per avere una visione generale sull'approccio teatrale. Un testo quasi didattico può essere considerato La bottega dei narratori, di Ascanio Celestini, Marco Paolini,ecc. Audino Editore che permette di avere un idea di come si possa narrare una storia con stili ed atmosfere diverse. Interessante anche la lettura di qualche quaderno del Gruppo Immagine di Trieste come ad esempio Giocare al Museo Battello Editore oppure Gruppo Immagine Quaderno n 1 Lint editore. 4. PERCORSO Il percorso che abbiamo intrapreso è piuttosto articolato. Per questo motivo abbiamo deciso di impaginarlo su due colonne: la prima descrive il diario di bordo, cioè le attività pratiche svolte dagli insegnanti e dagli alunni; la seconda raccoglie le osservazioni, i punti di forza, i punti critici e le spiegazioni riguardanti i vari incontri. Primo/ secondo incontro: creiamo i personaggi e le ambientazioni Abbiamo riunito i 35 bambini delle due classi quarte in uno spazio adeguatamente ampio e li abbiamo fatti sedere in cerchio. Abbiamo raccontato loro cosa avevamo intenzione di realizzare insieme: una storia, inventata da loro. Successivamente avremmo sperimentato come si allestisce uno spettacolo teatrale, come si dà vita ai personaggi e avremmo provato a recitare il copione costruito assieme. Posizionarsi in cerchio permette a tutti di guardarsi e confrontarsi. E' importante focalizzare l'attenzione dei bambini su un obiettivo stimolante. Non necessariamente metteremo in scena il copione costruito insieme: l'intento è quello di sperimentare, giocare con la fantasia, il proprio corpo e il gruppo. Descrizione_fabbricadelteatro Sabrina Cannavò - Federico Müllner Pagina 3 di 15

4 Di comune accordo abbiamo stabilito le due regole fondamentali per lavorare in modo proficuo: 1. stare seduti in cerchio; 2. parlare uno alla volta dopo aver alzato la mano. Per prima cosa abbiamo detto ai bambini che avremmo dovuto decidere quali fossero i personaggi della nostra futura storia. Abbiamo consegnato dei fogli bianchi e dei pennarelli e abbiamo detto loro di pensare a un personaggio da inserire nella storia e disegnarlo: qualsiasi idea è stata accettata. Scelti i colori i bambini hanno iniziato a disegnare. Di seguito alcuni esempi: E' immediatamente evidente che parlare tutti insieme non permette una comunicazione efficace. Spesso i bambini proiettano i loro vissuti in eroi positivi o negativi e il nostro obiettivo era integrare le loro singole storie in un unico racconto. Il personaggio può essere già conosciuto e far parte quindi del mondo dei cartoni animati o dei fumetti oppure completamente inventato. Punto critico: noi abbiamo lavorato sul pavimento e per non sporcare abbiamo usato dei fogli di giornale, alcuni bambini si sono ispirati alle notizie che vi hanno trovato per proporre dei personaggi mediatici o di natura politica che altrimenti probabilmente non avrebbero usato. A questo proposito è consigliabile lavorare in un ambiente neutro senza stimoli che influenzino la fantasia dei bambini. Concluso il disegno, girato il foglio, i bambini hanno dovuto scrivere alcune notizie sul personaggio disegnato: il nome, l età, il luogo in cui vive, le caratteristiche del carattere, com è la sua famiglia e così via. Anche gli insegnanti hanno disegnato il loro personaggio. Queste informazioni non sempre emergono dall'aspetto grafico ma sono fondamentali per delineare un personaggio e inserirlo in un determinato contesto. (V. esempi nel file allegato personaggi_e_notizie) Questo permette all'insegnante di essere parte integrante del gruppo creativo, dà l'esempio, non crea gerarchie e contemporaneamente dimostra che tutti possono mettersi in gioco. Descrizione_fabbricadelteatro Sabrina Cannavò - Federico Müllner Pagina 4 di 15

5 Dieci bambini sono stati invitati a disegnare, anziché i personaggi, le ambientazioni dove si sarebbe svolta la nostra storia. Anch essi hanno poi descritto le caratteristiche dei luoghi. Questo serve per dare pari importanza e dignità ai luoghi rispetto ai personaggi. Le case mostruose La cassaforte Una volta che tutti i 35 bambini hanno finito, a turno si sono presentati al centro del cerchio, hanno mostrato il loro personaggio (o l ambientazione) e hanno raccontato ai compagni quanto avevano scritto sulle sue caratteristiche salienti. Xxx demone In questo modo tutti gli alunni hanno preso confidenza con i vari personaggi e/o luoghi da inserire nella storia. Visto il numero elevato dei bambini si è esaurita questa attività anche nell incontro successivo. Tra i personaggi fantastici creati dai nostri bambini ci sono state sia figure tratte dalla televisione (es. Goku), rielaborazioni di personaggi noti (es. Geronimo Stilton a tre mani) sia personaggi completamente inventati (es Farfaluna e Tremovolante). Le ambientazioni raffiguravano sia luoghi ristretti (la cassaforte) sia ambientazioni generali (i sei pianeti o il bosco dei fiocchi). Terzo incontro: giochiamo con i personaggi. I 35 bambini si sono seduti in cerchio e prima di iniziare si sono ripetute le due regole fondamentali: stare seduti in cerchio e parlare uno alla volta. Durante questo incontro abbiamo giocato con i personaggi inventati dai bambini. Abbiamo scelto un personaggio estratto a caso fra quelli descritti negli incontri precedenti e abbiamo chiesto ai bambini come avrebbe potuto muoversi quel personaggio, date le sue caratteristiche. La domanda è stata rivolta a tutti i bambini non solo al creatore del personaggio per far sì che tutti potessero sperimentare la creatività e l'espressività anche non verbale. Descrizione_fabbricadelteatro Sabrina Cannavò - Federico Müllner Pagina 5 di 15

6 Chi se l'è sentita, ha alzato la mano ed è venuto al centro del cerchio a mostrare ai compagni la camminata di quel personaggio. Lo stesso procedimento si è usato per sperimentare la voce e il modo di parlare dei vari personaggi. Successivamente si sono scelti alcuni personaggi interpretati da alcuni bambini (non necessariamente gli ideatori del disegno) estratti a sorte che, chiamati al centro, hanno dovuto improvvisare delle semplici situazioni cercando di mantenere nella voce e nei movimenti il carattere del personaggio. All'inizio ovviamente si mettono in gioco i più intraprendenti ma via via che l'attività procede, quando tutti si rendono conto che non verranno giudicati, che non esiste un comportamento giusto o sbagliato, ecco che anche i più timidi si mettono in gioco. È stato chiaro fin da subito a tutti i bambini che il drago distruttore e la sirena cuore o la regina del valzer non avrebbero potuto né parlare, né muoversi allo stesso modo. Sia i personaggi sia gli interpreti vengono estratti a sorte per non creare motivi di disappunto da parte dei bambini meno pazienti. Per esempio come si comporterebbe la terribile principessa Mimì se incontrasse al supermercato Goku e litigassero per l ultima confezione di merendine? Quarto incontro: giochiamo con il corpo e le ambientazioni. Nell auditorium della scuola, quindi in uno spazio molto grande per potersi muovere in libertà, i bambini sono stati invitati ad alzarsi e a posizionarsi nell ambiente cercando di occuparlo totalmente, senza lasciare grandi spazi vuoti. Al via dell insegnante i bambini hanno dovuto iniziare a camminare nello spazio seguendo queste precise regole: - mai scontrarsi o toccare un compagno; - camminare tranquillamente ma non sempre nella stessa direzione, non formare un cerchio; - cercare di riempire gli spazi lasciati vuoti dai compagni, riempire il più possibile l ambiente. Questi esercizi servono per prendere confidenza con lo spaziopalcoscenico, per utilizzarlo nella sua interezza. Pur essendo queste attività giocose e libere è necessario dare poche ma precise regole affinchè il movimento sia consapevole e non pericoloso. Dopo questa prima fase, si è proceduto a complicare la situazione con vari esercizi. Mantenute ferme le regole precedenti i bambini, seguendo i comandi dell insegnante, hanno dovuto: - camminare sempre più velocemente fino a correre; - camminare sempre più lentamente fino a muoversi al rallentatore; - camminare manifestando varie sensazioni come gioia, tristezza, stanchezza, rabbia In questo modo i bambini hanno sperimentato il loro corpo in situazioni diverse. Questi esercizi si sono ripetuti anche negli incontri successivi perché sono un ottimo modo per concentrarsi. Descrizione_fabbricadelteatro Sabrina Cannavò - Federico Müllner Pagina 6 di 15

7 Successivamente abbiamo riformato il cerchio e siamo tornati all'obiettivo: la creazione della nostra storia. I bambini che avevano disegnato le ambientazioni sono andati al centro del cerchio e hanno descritto dettagliatamente i luoghi che avevano immaginato. Dopodiché, uno alla volta, hanno scelto sei compagni e hanno avuto un minuto di tempo per pensare a come ricreare con i loro corpi l ambientazione. Scaduto il minuto il piccolo gruppo si è messo al lavoro per dar vita fisicamente al paesaggio mentre tutti gli altri bambini contavano fino a 30. In questo modo tutti i bambini sono in qualche modo coinvolti attivamente nell'attività. Quinto incontro: scelta dei protagonisti e abbinamento dei personaggi. Formato il cerchio, si sono ripresi tutti i personaggi creati dai bambini e si è proceduto alla votazione, per alzata di mano, per scegliere quelli che sarebbero diventati i protagonisti della storia. Sempre tutti insieme abbiamo proceduto al raggruppamento dei personaggi che potevano avere qualche caratteristica comune. Cercando di seguire una qualche logica (es. tutti gli animali in un gruppo) abbiamo ascoltato le proposte dei bambini per abbinare fra loro i personaggi. Nel nostro caso i vincitori sono risultati essere Zorba l aliena e il drago Spritz. Spesso i bambini si sono ritrovati d accordo nello scegliere, altre volte abbiamo proceduto alla votazione per alzata di mano. Questa modalità fa sì che ogni bambino si senta parte creatrice della storia. Sesto incontro: sequenza di ambientazioni Dopo aver riguardato insieme le ambientazioni i bambini hanno provato a immaginare la possibile sequenza nella quale i due protagonisti della nostra storia si sarebbero trovati nei luoghi prescelti. Nella nostra storia abbiamo deciso che lo scenario principale sarebbero stati i 6 pianeti e all interno dei pianeti si sarebbero distribuite le varie ambientazioni: il pianeta giallo con l isola degli animali (dove vive Zorba) il pianeta verde (dove vive Spriz) il pianeta delle rane morte il pianeta delle case mostruose il pianeta blu con il bosco dei fiocchi dentro il quale c è il castello dei principi dentro il quale c è la cassaforte. La barca che affonda è un mezzo di trasporto. Le parti sottolineate indicano le ambientazioni dalle quali siamo partiti. Descrizione_fabbricadelteatro Sabrina Cannavò - Federico Müllner Pagina 7 di 15

8 Settimo Ottavo incontro: immagino una traccia per la storia. Dopo aver spiegato che cosa sia la traccia di una storia e cioè una specie di semplice testo che racconti come si svolge una vicenda, ai bambini è stato affidato un compito per casa: provare a scrivere autonomamente una traccia della storia che avrebbero voluto interpretare. Durante l incontro successivo sono state lette dagli insegnanti ai bambini tutte le tracce. La decisione su quale fosse la migliore da rappresentare è stata presa, come sempre, a votazione per alzata di mano. Naturalmente nella traccia non sarebbero stati presenti tutti i 25 personaggi, ma solo i due protagonisti perché altrimenti la narrazione sarebbe risultata troppo complicata. Durante la votazione, i si è raccomandati di non valutare la simpatia dell autore ma la reale qualità del lavoro, cioè quale fosse la storia più interessante. Alcune tracce sono state scartate subito perché mancanti di logica, alcune non delineavano bene una storia, altre mancavano di vivacità, altre ancora erano troppo complicate. Alla fine ci siamo trovati con tre tracce molto interessanti sulle quali siamo stati molto indecisi. Vincitrice di questa specie di concorso è stata la traccia creata da Chiara. Nono - decimo incontro: scelta degli attori. Come in ogni spettacolo che si rispetti, abbiamo proceduto alla scelta degli attori attraverso dei provini. I bambini erano sempre seduti in cerchio e abbiamo spiegato loro che non necessariamente il creatore del personaggio sarebbe stato colui che lo avrebbe interpretato durante la rappresentazione. Abbiamo nominato un personaggio alla volta leggendo le sue caratteristiche salienti e abbiamo chiesto ai bambini chi avrebbe voluto interpretare quel personaggio. I candidati sono venuti al centro del cerchio e hanno dovuto presentarsi, muoversi e parlare per qualche secondo nel modo più appropriato al personaggio. Per alzata di mano abbiamo votato i più convincenti. In questo modo abbiamo affidato a ogni bambino un personaggio. Alcuni bambini avevano le idee molto chiare: volevano interpretare proprio quel personaggio. L'aspetto interessante è che nonostante alcuni fossero molto agguerriti per accaparrarsi una certa parte hanno accettato di buon grado la decisione del gruppo, anche nel caso in cui avesse affidato il ruolo a qualcun altro. Ci ha sorpreso molto vedere che anche i bambini solitamente più timidi e poco partecipativi alla fine sono riusciti a mettersi in gioco. La bambina diversamente abile (che si muove grazie all'ausilio di una carrozzina elettrica) ha chiesto di poter rappresentare la regina del valtzer. Così come gli altri candidati ha attraversato lo spazio al centro del cerchio cercando di muoversi come avrebbe fatto una regina: ci ha stupiti tutti in quanto, contrariamente al solito, ha mantenuto la schiena ben dritta e la testa saldamente sollevata. E' sembrata così regale che tutti i compagni hanno concordato all'unanimità che la parte sarebbe stata sua. Un gruppo di bambini ha deciso di interpretare un'ambientazione: le case mostruose che nella scena hanno una vita propria. Descrizione_fabbricadelteatro Sabrina Cannavò - Federico Müllner Pagina 8 di 15

9 Undicesimo incontro: improvvisiamo alcune scene. La traccia è stata divisa in varie scene; ad ogni scena è stata collegata un ambientazione e un certo numero di personaggi. Quindi, iniziando dalla prima scena, la maestra Sabrina e Federico hanno lavorato solo con i bambini che avrebbero interpretato i personaggi appartenenti a quella scena. Gli altri insieme alla maestra Barbara e Raffaella avrebbero svolto altre attività di educazione all immagine. La suddivisione in scene permette di organizzare meglio il lavoro delle improvvisazioni, anche in piccoli gruppi. Con il gruppetto della prima scena si è proceduto così: si è riletta la parte della traccia relativa all inizio della storia e insieme si è ragionato su come trasmettere al pubblico le varie informazioni: cosa avrebbero potuto dire i vari personaggi? Nel nostro caso l'inizio della storia era questo: Nel pianeta giallo sull isola degli animali viveva un aliena verde, Zorba, che un giorno telefona a suo cugino Spriz, il drago verde, e gli chiede di fare una gita sui vari pianeti..a questo punto ci si è interrogati insieme ai bambini sul perché il pianeta di Zorba si chiamasse pianeta giallo e i bambini attraverso varie idee sono giunti alla conclusione che nel pianeta giallo tutto fosse giallo: tanta sabbia gialla, tantissimi alberi di limoni gialli che spremuti davano vita a un mare completamente giallo. Decisa che questa era un idea interessante bisognava provare a spiegarlo al pubblico attraverso le battute dei personaggi che avrebbero interagito fra di loro. Analogamente si è proceduto con gli altri gruppi per le altre scene. Dal brain storming di bambini e insegnanti sono uscite delle trovate divertenti e originali. È stato molto divertente anche per noi insegnanti vedere i bambini cimentarsi in modo molto libero con i loro personaggi e alcuni ci hanno veramente stupito per la loro capacità di immedesimarsi nella storia. Incontri successivi: le prove, i costumi, le scenografie Finita la stesura del copione sono iniziate le prove dello spettacolo, prima per singole scene e poi facendo delle filate, cioè tutte le scene dall'inizio alla fine. L'aspetto più significativo che si è evidenziato è stata la facilità da parte dei bambini di memorizzare le proprie battute. Ciò si deve al fatto che i bambini stessi hanno creato il copione attraverso le improvvisazioni. Inoltre il coinvolgimento e l'interesse per questa attività hanno fatto sì che durante la ricreazione alcuni gruppi di alunni si riunissero per ripetere in autonomia le loro parti. Descrizione_fabbricadelteatro Sabrina Cannavò - Federico Müllner Pagina 9 di 15

10 Durante le ore di educazione all'immagine sono stati creati dei costumi per ogni personaggio utilizzando materiale di facile consumo e vestiti dei bambini. Ogni bambino ha provato a fare un disegno per immaginare come vestire il suo personaggio. Vista la varietà dei personaggi presenti nella nostra storia abbiamo deciso di affidare a ogni personaggio non un costume completo bensì un simbolo che desse l'idea della sua caratterizzazione. Ad esempio i vari animali hanno solo le orecchie, la regina e la principessa la corona e così via. Per quanto riguarda le scenografie abbiamo utilizzato quanto più possibile i bambini stessi che con i loro corpi hanno rappresentato il mare (semplicemente distendendosi sul pavimento e sollevando alternativamente braccia e gambe dando l'idea delle onde), le pareti (creando un muro umano sullo sfondo) È importante spiegare ai bambini che il teatro è VEROSIMILE pertanto bastano pochi gesti o oggetti per creare un'atmosfera. Abbiamo realizzato una locandina da affiggere nell atrio della scuola e degli inviti che i bambini hanno portato nelle varie classi. Per la loro realizzazione era necessario il titolo dello spettacolo, un disegno che potesse essere invitante e una frase divertente che riassumesse un po la nostra storia. Ogni bambino ha realizzato su un piccolo cartoncino bianco un disegno che secondo la sua opinione potesse rappresentare la storia nel suo complesso e ha scritto la frase riassuntiva. Come durante tutto il percorso abbiamo visto e letto tutti gli elaborati e abbiamo deciso democraticamente quali fossero i più adatti. L insegnante ha portato in classe una locandina di un vero spettacolo teatrale e insieme ai bambini ha estrapolato quelle che devono essere le informazioni essenziali: giorno e luogo della rappresentazione, titolo dello spettacolo, compagnia che ha curato l allestimento, immagine e breve testo che possa creare curiosità nel lettore. Anche per la scelta del titolo abbiamo proceduto con una votazione: abbiamo scritto alla lavagna tutti i titoli pensati da ogni allievo e poi abbiamo scelto quello più convincente. In realtà il titolo che è stato scelto è stata la fusione di due titoli scelti da due bambini: Zorba e Spritz a caccia di avventure Durante il percorso che abbiamo illustrato non ci siamo particolarmente soffermati sugli aspetti relativi alla bambina diversamente abile inserita in una delle nostre classi. Infatti l'alunna non ha seguito un percorso individualizzato bensì ha svolto, con le sue possibilità, esattamente le stesse attività degli altri bambini. Possiamo dire che questo progetto le ha permesso di entrare in più stretta collaborazione anche con i bambini dell'altra classe che hanno interagito attivamente con lei, l'hanno aiutata negli spostamenti e tutti gli alunni durante le improvvisazioni hanno semplicemente visto il suo personaggio e non le sue difficoltà. Descrizione_fabbricadelteatro Sabrina Cannavò - Federico Müllner Pagina 10 di 15

11 In una scena la regina del valzer, da lei interpretata, insegna al drago distruttore a ballare sulle note del Bel Danubio blu : lei seduta, lui in piedi, insieme comandano il joystick della carrozzina elettrica. Siamo fermamente convinti che un progetto come questo che punta al raggiungimento di un obiettivo comune condiviso mettendo in atto le potenzialità di ognuno fa in modo che tutti gli allievi vengano visti sullo stesso piano e contribuisca a realizzare l'effettiva integrazione del disabile. 5. METODOLOGIE DI INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO, RISORSE E STRUMENTI Per quanto riguarda lo sviluppo dell'espressività ci si è ispirati alle metodologie Munari in cui grande importanza è data alla libertà creativa senza limiti. Molto importante è stato rompere gli schemi della lezione frontale: l'attività ha coinvolto due classi e si è lavorato quasi sempre nel gruppo allargato; il gruppo si posizionava in cerchio per condurre le attività in modo da permettere l'interazione fra tutti i bambini; quando si è lavorato in piccoli gruppi si è scelto di lavorare con gruppi misti fra le due classi. Anche se le attività sono state condotte soprattutto da noi (Sabrina e Federico) i colleghi dell'intero team hanno collaborato volentieri alle attività che si sono svolte sia durante alcune ore di italiano, di educazione all'immagine e di educazione musicale. La maestra Barbara Gregori (insegnante di matematica, musica ed educazione all'immagine) ha contribuito notevolmente sia all'allestimento delle scenografie, sia alla produzione dei costumi. La maestra Raffaella (antropologia e motoria) ha aiutato i bambini a progettare con i disegni come avrebbero voluto realizzare i loro personaggi. Un ringraziamento va alla maestra Valentina, insegnante di religione, che ci ha regalato parte delle sue ore per non interrompere le prove non ancora terminate al suo arrivo. Naturalmente tutte le insegnanti (anche l'insegnante di sostegno Monica Del Bono) hanno collaborato attivamente durante lo spettacolo con il loro preziosissimo aiuto dietro le quinte. Non ci sono stati raccordi con altre classi perché in questi anni nessun altro insegnante ha elaborato un progetto di laboratorio teatrale. Tutti i colleghi del plesso hanno però dimostrato interesse e curiosità per il nostro lavoro e hanno apprezzato la rappresentazione quando hanno avuto modo di vederla chiedendo maggiori informazioni sul percorso svolto. Mettere in atto questo progetto non ha richiesto strumenti o risorse particolari; noi abbiamo utilizzato degli spazi più ampi diversi dall'aula ma, qualora una scuola ne fosse sprovvista, si può lavorare in classe semplicemente spostando i banchi. Per la realizzazione dei costumi abbiamo usato materiali di facile consumo (cartoni, cartoncini, sacchi delle immondizie colorati..) Come accennato nel diario di bordo, i bambini hanno creato dei volantini per promuovere il loro spettacolo. Le famiglie sono state invitate a teatro, mentre per i Descrizione_fabbricadelteatro Sabrina Cannavò - Federico Müllner Pagina 11 di 15

12 colleghi e i compagni del plesso è stata organizzata una replica nell'auditorium della scuola. Sono state invitate anche alcune classi di un altro plesso dell'istituto; in particolar modo una classe prima in cui è inserita una bambina con lo stesso tipo di disabilità della nostra alunna. 6. VALUTAZIONE La valutazione si è svolta in tre fasi attraverso l'osservazione degli alunni all inizio, durante lo svolgimento ed a conclusione delle attività. Le osservazioni hanno riguardato la partecipazione e la coerenza degli interventi per le attività pratiche, mentre per gli elaborati scritti si è considerato l'impegno, l'ordine, l'originalità e la puntualità. Per la rappresentazione vera e propria si sono considerati alcuni aspetti fondamentali come la memorizzazione delle battute, la capacità di rimanere in silenzio dietro le quinte, la conoscenza dei movimenti scenici, la capacità di utilizzare un volume adeguato. Naturalmente non si è valutata l'abilità interpretativa in quanto essa dipende molto anche dall'esperienza, dal carattere... Per semplificare la registrazione delle osservazioni si sono compilate delle tabelle nelle varie fasi della valutazione: per la partecipazione e la coerenza degli interventi durante le tre fasi di osservazione; per gli elaborati ogni qualvolta ne veniva assegnato uno; per la rappresentazione ovviamente dopo la messa in scena dello spettacolo. Nome alunno Partecipazione alle attività (porre una crocetta nella voce più adatta) Partecipa con entusiasmo e spontaneamente X Partecipa volentieri X Partecipa solo quando coinvolto in prima persona Partecipa solo su richiesta diretta da parte dell'insegnante Non partecipa Coerenza degli interventi rispetto alle attività proposte (porre una crocetta nella voce più adatta) Nome alunno Interviene in modo coerente e originale X Interviene in modo coerente Interviene in modo poco coerente Interviene dimostrando di non aver compreso le tematiche proposte. Valutazione degli elaborati (disegni, testi per la descrizione dei personaggi, traccia della storia, scelta del titolo) Per ogni voce si assegna un giudizio: eccellente, adeguato, scarso, non adeguato. Nome dell'alunno Impegno Ordine Coerenza rispetto ai personaggi (per la traccia della storia) X Originalità (segnare solo se presente) Puntualità nella consegna (in caso di compito assegnato per casa)... adeguato eccellente Adeguata no Puntuale... eccellente scarso Adeguata sì 1 giorno di ritardo Descrizione_fabbricadelteatro Sabrina Cannavò - Federico Müllner Pagina 12 di 15

13 Valutazione della rappresentazione (nella tabella sono presenti alcune tipologie di classificazione) Nome dell alunno Conosce le proprie battute a memoria È in grado di rimanere in silenzio quando non è direttamente coinvolto nella recitazione. Conosce da quale quinta e quando è il momento di entrare in scena Utilizza un volume e un tono di voce appropriato al proprio personaggio.. Sì Sì Sì Sì. no No no No. Necessita di suggerimento Non sempre Non sempre Quando la storia creata dai nostri bambini sarà rappresentata davanti a un pubblico, il grado di soddisfazione degli spettatori servirà a noi insegnanti, ma anche ai bambini per valutare tutto il lavoro svolto in questi due anni. Alla fine dell esperienza è stato somministrato ai bambini un questionario di autovalutazione (vedi strumento didattico). Le risposte date permettono di mettere in luce i punti di forza e i punti deboli del progetto, di evidenziare se ci sono stati momenti in cui gli alunni non si siano sentiti a proprio agio. La tabulazione dei questionari permetterà agli insegnanti di ricalibrare il progetto qualora lo riproponessero in altre classi. Ecco i risultati più significativi: Ti è piaciuto partecipare al laboratorio teatrale? Quali sono le attività in cui ti sei annoiato Nessuna 7; 24% 0; 0% Molto abbastanza 22; 76% no, per niente Improvvisazioni per la stesura del copione sparsi fra le altre attività Ci sono state delle attività in cui ti sei sentito a disagio? Nessuna Scenette con i personaggi Provini per la scelta degli attori sparsi fra le altre attività Rispetto alla rappresentazione teatrale con il pubblico, come ti sei sentito? Non mi sono sentito sicuro 0% Emozionato ma sicuro 100% Particolarmente significativo appare l'ultimo grafico: il fatto che il 100% degli alunni coinvolti si sia sentito sicuro durante la rappresentazione dimostra che il lavoro di preparazione è stato molto efficace. Descrizione_fabbricadelteatro Sabrina Cannavò - Federico Müllner Pagina 13 di 15

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