«La Fiat trasloca a Detroit»

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1 Rassegna stampa LA TRIBUNA SABATO, 26 MARZO 2011 Pagina 12 - Economia «La Fiat trasloca a Detroit» La Reuters: già deciso lo spostamento della sede legale ANDREA DI STEFANO MILANO. Nonostante le smentite la Fiat viaggia rapidamente verso il trasferimento a Detroit del suo quartier generale. Secondo uno special report dell agenzia Reuters la casa automobilistica guidata da Sergio Marchionne sta gettando le basi per un eventuale fusione tra il Lingotto e Chrysler, la cui alleanza si sta saldando di settimana in settimana. In questo caso il quartier generale dovrebbe probabilmente spostarsi negli Stati Uniti, ha detto una fonte a conoscenza delle strategie dell amministratore delegato all agenzia di stampa. Per finanziare la fusione, che impone che la Fiat acquisisca almeno il 51 per cento della Chrysler, l amministratore delegato Sergio Marchionne starebbe anche pensando alla quotazione in Borsa della Ferrari. Una fonte vicina al manager ha indicato alla Reuters anche la stima che la Fiat ritiene di poter incassare dalla vendita in Borsa del cavallino di Maranello: sino a 5 miliardi di euro. L amministratore delegato ha detto durante un incontro con la comunità finanziaria a inizio 2011 che per Ferrari ritiene debbano essere applicati multipli del settore del lusso e ha ribadito in più occasioni che su Ferrari tutte le opzioni sono aperte, compresa un Ipo, ma che non c è nessuna decisione. Dal Lingotto è arrivata una dichiarazione lapidaria: «Sono informazioni non attuali. Non c è nessuna novità rispetto a quanto detto da Marchionne nel febbraio scorso», ha dichiarato il portavoce della Fiat. Ovviamente lo special report di Reuters ha prodotto una ridda di reazioni politico sindacali. La Cgil e il Pd tornano a chiedere al governo di pretendere dettagli su investimenti e piano industriale mentre la Uilm, fiera di aver siglato gli accordi di Mirafiori e Pomigliano, minimizza sulla sede e 1 28/03/2011

2 insiste sull importanza di garantire un futuro di occupazione ai lavoratori italiani. «Anche se fuori tempo massimo è urgente che il governo si faccia dire da Fiat nel dettaglio il piano industriale e come intende fare, e portare avanti, gli investimenti annunciati», ha dichiarato il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere. Sulla stessa linea il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina che chiede al governo «di non rimanere passivo». Anche su Fiat, come su Parmalat, «sono altissimi i costi del vuoto di politica industriale», ha concluso Fassina. «Dalla Fiat non ho avuto alcun segnale, la Reuters non è il Vangelo», taglia corto il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino dettando la linea anche per il candidato sindaco Fassino. SABATO, 26 MARZO 2011 Pagina 19 - Cronaca Scontro sui Muraro-bus Interrogazione del Pd sui manifesti «Fuori costi e contratti della pubblicità» Un interrogazione per chiarire da dove vengono e quanti sono i soldi che finanziano la pubblicità di Muraro sulle corriere de La Marca, la società di trasporti della Provincia di Treviso. A presentarla il Pd, che vuole il tema in discussione davanti a tutto il consiglio provinciale. «Alla società di trasporto chiederemo se e come intende garantire l accesso alla stessa modalità di comunicazione anche agli altri soggetti politici e agli altri candidati - incalza Enrico Quarello, segretario provinciale del partito democratico - vogliamo assicurarci che Leonardo Muraro non si sia fatto su misura, a spese dei contribuenti trevigiani, il suo personale conflitto di interessi in salsetta padana». A presentare l interrogazione è stato il consigliere Sebastiano Sartoretto. «L interrogazione - ha concluso il coordinatore del Pd Quarello - è un atto doveroso di trasparenza e ha l obiettivo di verificare il costo dell operazione, in particolare se l acquisto degli spazi sia avvenuto alle condizioni di mercato e abbia garantito alla società a partecipazione pubblica (di cui quindi sono azionisti anche tutti i cittadini trevigiani, ndr) la giusta remunerazione». La Marca dal canto suo già ribadisce: «A gestire gli spazi è una società privata a cui abbiamo affidato l appalto. Noi non c entriamo nulla». SABATO, 26 MARZO /03/2011

3 Pagina 25 - Cronaca Electrolux, 30 mila euro per chi si licenzia Firmato l accordo: 32 esuberi in meno dei 485 previsti. Ora il referendum tra i lavoratori Operai alle urne il 29 marzo Fondi extra anche per chi apre una propria attività imprenditoriale FRANCESCO DAL MAS Nessun licenziamento, la fabbrica Electrolux di Susegana resterà indenne almeno fino al 2014, 32 esuberi in meno dei 485 previsti, e una montagna di incentivi. Addirittura 30 mila euro per chi uscirà dall azienda entro il prossimo mese di giugno, per cui è da attendersi una corsa alle dimissioni da parte degli immigrati. Questo prevede l accordo sottoscritto ieri mattina a Roma sui piani industriale e sociale di Electrolux, alla presenza dei ministri Maurizio Sacconi (lavoro) e Paolo Romani (Sviluppo). Un intesa tra le più innovative in Italia per quanto riguarda il welfare. Anche se passa attraverso 453 esuberi (solo a Susegana), con diverse opportunità di soluzione, e un tetto massimo di 600 lavoratori in cassa integrazione fra Susegana e Porcia. L intesa, che il 29 marzo sarà sottoposto al referendum dei lavoratori, prevede tra l altro un premio fino a 30 mila euro per chi si licenzia entro tre mesi, premio che si dimezza (15 mila euro) per chi lo fa dal prossimo primo gennaio. Saranno incentivati anche i prepensionamenti, che comunque potranno beneficiare da uno a tre anni di mobilità: 7 mila euro per chi anticipa la quiescenza di un anno, 14 mila di 2 anni, 21 mila di 3 anni. Contributi pure per chi lascerà il «gigante del freddo» dopo aver usufruito della cassa integrazione: tra i 22 mila ed i 24 mila euro a seconda della circostanze. Gli operai che accetteranno la proposta di ricollocarsi in aziende che saranno individuate dalla stessa Electrolux, attraverso un apposita agenzia, potranno contare su un incentivo di 22 mila mira; ben 15 ne avrà la ditta disponibile ad assumerli. La tuta blu che, invece, vuole avventurarsi nell autoimprenditorialità, riuscirà a mettersi in tasca addirittura 37 mila euro, 22 come contributo per il licenziamento, 14 per l attività che intraprenderà. Electrolux e sindacati fanno conto di poter contenere ulteriormente gli esuberi con il part time di 5 o 6 ore, incentivato anch esso: con 8 mila euro. Ogni 4 part time ci sarà un esubero in meno. «Con l accordo è stato superato forse lo scoglio più difficile nella direzione del consolidamento delle nostre fabbriche di Porcia e Susegana», commenta il direttore generale di Electrolux Italia, Luigi Campello. «Ritengo che sia un atto di coraggio e di fiducia nella robustezza delle nostre strategie e nella qualità delle competenze presenti nel nostro Paese, continuare a investire a tassi crescenti nelle fabbriche italiane in tutti i settori delle apparecchiature domestiche e professionali», aggiunge. 3 28/03/2011

4 Per il dg «dobbiamo essere grati al senso di equilibrio e responsabilità delle organizzazioni sindacali e all alto ruolo che hanno espresso i ministri e i rappresentanti delle regioni Veneto e Friuli». Quindi, «ora non resta che attendere con fiducia il passaggio dei referendum di fabbrica», il 29 marzo. SABATO, 26 MARZO 2011 Pagina 25 - Cronaca «Salvaguardate anche ricerca e sviluppo» Sacconi esulta: rimane il primo polo produttivo Via libera anche dai sindacati «Compromesso ok» «Lo stabilimento di Susegana rimane il principale polo produttivo di frigoriferi in Italia, con le relative funzioni di supporto e di ricerca che possono consentire di auspicare in futuro ulteriori prodotti sia da incasso che non». A parlare è il ministro Maurizio Sacconi, che ha sottoscritto l intesa con il collega Paolo Romani. «Nasce inoltre - spiega Sacconi - un comitato di garanzia dell accordo cui partecipa direttamente il Governo al quale periodicamente l azienda riferisce sulle sue attività e sui suoi programmi». Quanto agli esuberi, Sacconi osserva: «In questo quadro e nel difficile contesto della competizione globale è stato raggiunto un accordo sull occupazione che evita licenziamenti, prevede forme di rotazione della riduzione di orario, accompagna l eventuale ricollocamento». L accordo ha un ispiratore: è il senatore Maurizio Castro (Pdl), per lunghi anni al vertice di Electrolux. «Il Governo ha incalzato la multinazionale svedese, trasformando un piano industriale spaventato e regressivo in una scelta strategicamente nitida di rilancio degli insediamenti italiani del gruppo come presidio dei segmenti più evoluti e dinamici dei mercati internazionali. Il «piano sociale per la tutela dell occupazione a rischio è uno dei migliori raggiunti in Europa nell ultimo decennio». L accordo prevede infine il «comitato di sorveglianza» come strumento chiave per il consolidamento e il rilancio delle produzioni italiane, e la partecipazione come vettore competitivo: è la lezione Fiat che viene applicata e ripresa, recuperando una tradizione zanussiana che rappresentava una competenza distintiva ingiustamente trascurata negli ultimi anni, troppo scandinavi e troppo poco italiani. Via libera all accordo da parte della Fiom, ma i delegati di Susegana di questa organizzazione potrebbero sollevare problemi in occasione del referendum; resta, infatti, la loro preoccupazione di uno svuotamento operaio della fabbrica. Secondo Anna Trovò della Cisl, l intesa è, invece, «il risultato di una trattativa difficile, ma dal risultato positivo perché affronta i problemi di natura economica e industriale e tutela i 4 28/03/2011

5 lavoratori evitando i licenziamenti e prospettando iniziative importanti di politiche attive del lavoro». Importante, secondo Fiom, Fim e Uilm la circostanza «che l accordo conformi la missione industriale di tutti gli stabilimenti italiani, programmi la scansione temporale di significativi investimenti per il miglioramento del prodotto, del processo, della competitività e per l innovazione». I sindacati si erano riservati di far conoscere i dettagli dell intesa nelle assemblee di fabbrica, per non anticipare eventuali mal di pancia, ma la Uil ha provveduto a rompere gli indugi, anticipando i dati. «Si tratta di una buona intesa preliminare che sottoporremo alla valutazione dei lavoratori e se sarà anche da loro apprezzata come noi riteniamo, verrà sottoscritta come accordo definitivo il prossimo 31 marzo nella stessa sede ministeriale». E Laura Spezia della Fiom dice che «fermo restando il nostro disaccordo sulla delocalizzazione di alcune produzioni sottolineiamo la necessità che Electrolux rafforzi ulteriormente la sua presenza nel nostro Paese». (f.d.m.) SABATO, 26 MARZO 2011 Pagina 25 - Cronaca QUI PARTITO DEMOCRATICO Puppato: premi a chi investe qui Laura Puppato, capogruppo del Partito Democratico in Regione, rilancia la richiesta di tutto il suo partito affinché la Regione stessa «si attivi in favore della salvaguardia dei livelli occupazionali sia nello stabilimento di Porcia sia in quello di Susegana attraverso una azione di concertazione politica che coinvolga i vari livelli istituzionali, con il mantenimento - prosegue Puppato - dell apertura del tavolo di confronto presso il ministero del Lavoro e delle politiche sociali e il ministero dello Sviluppo Economico, l azienda e i sindacati». Si tratta, inoltre, secondo l ex sindaco di Montebelluna, di «disincentivare la delocalizzazione produttiva e di premiare gli insediamenti nel territorio regionale». Considerazioni positivi sull intesa sono arrivate anche da parte della parlamentare del Partito Democratico, Simonetta Rubinato, che già in commissione aveva ricevuto assicurazioni, proprio ieri, di una conclusione positiva della vertenza. «L accordo - ha detto infine Rubinato - rappresenta un intesa innovativa, frutto di una positiva strategia». (f.d.m.) SABATO, 26 MARZO 2011 Pagina 25 - Cronaca 5 28/03/2011

6 QUI LEGA NORD Zaia: è il miglior piano possibile Un piano sociale, quello di Electrolux, all insegna della «creativà». Così il presidente della giunta della Regione Veneto, Luca Zaia, si è espresso ieri dopo aver seguito, passo dopo passo, la vertenza Electrolux. «Ringrazio per l ottimo lavoro portato a termine i ministri Sacconi e Romani, l azienda, i sindacati, i lavoratori e il mio assessore Elena Donazzan», commenta il governatore regionale. «L accordo trovato è il migliore possibile in questo momento - ha ribadito Luca Zaia - credo che tutti, per primi i lavoratori ma anche l azienda, abbiano dimostrato coraggio per aver contribuito, anche in modo creativo, a una exit strategy da una situazione così difficile in un settore così fragile». «Colpisce positivamente - conclude Zaia - un piano sociale affrontato senza pregiudizi e con intelligenza. Ritengo che tutti abbiano saputo scegliere non la via più semplice, che avrebbe potuto portare anche conseguenze traumatiche, ma politiche attive fondate su concetti rilevanti come rioccupabilità e occupabilità». (f.d.m.) SABATO, 26 MARZO 2011 Pagina 27 - Cronaca Inps, boom della «cassa»: +320 % Nel 2010 assegni per 50 mila trevigiani. E corsa alla pensione ENRICO LORENZO TIDONA Sono oltre 50 mila i trevigiani che nel 2010 hanno ricevuto in pagamento dall Inps l assegno di cassa integrazione o l assegno di mobilità. Un boom che ha visto triplicare le richieste rispetto all anno prima, +320%. Proprio per questo l ente previdenziale trevigiano ha dovuto potenziare gli uffici, sommersi dalle carte accumulatesi per effetto della crisi. Sono stati dieci le persone spostate dai processi 6 28/03/2011

7 ausiliari dell Inps di Treviso agli uffici dedicati alle prestazioni a sostegno del reddito. «La crisi ha aumentato in maniera inattesa i numeri delle prestazioni a sostegno del reddito rispetto alle stesse pensioni - commenta il direttore dell ente Antonio L Arco - I soldi che abbiamo versato sono andati ad aiutare prima di tutto le migliaia di famiglie colpite dalla crisi. In secondo luogo hanno permesso il mantenimento delle attività produttive, che grazie alla cassa integrazione sono riuscite ad attraversare la recessione, tornando a lavorare quando la situazione è migliorata». La produttività per la voce «sostegno al reddito» è salita di 31 punti fra il 2009 ed il 2010, mentre c è stata una riduzione del personale attivo in provincia del 4% (255 persone in tutto) per effetto del blocco del turn-over. I soli addetti destinati alle prestazioni a sostegno del reddito sono cresciuti invece del 25,5% nel 2010, a discapito degli addetti impiegati negli uffici assicurazioni e pensioni, calati del 7%. Ma l anno passato è stato segnato anche da una corsa alle pensioni, con il numero di domande arrivate all Inps trevigiano che ha toccato quota , +19,4%, con un picco di quelle di anzianità (+20%). «La gente preferisce ritirarsi non appena ha maturato i requisiti, forse perché ha timore di possibili modifiche delle norme che, come già accaduto, hanno spostato in avanti i termini - continua L Arco - Dobbiamo dire che restano bassi i tempi di riposta dell Inps, con il 92% delle pensioni che risultano liquidate entro 30 giorni. Qualche problema ce l abbiamo con l erogazione delle pensioni di invalidità, il cui potere concessorio è passato ora nelle nostre mani. Il processo avviene per via telematica, permettendoci di tagliare tempi e costi. Purtroppo però l Usl tende a non utilizzare il sistema digitale, presentandoci ancora i documenti cartacei, vanificando di fatto tutto il nuovo protocollo informatico. Il filo viene quindi interrotto da loro, nonostante l iter sia già predisposto per poter essere gestito tralasciando i passaggi di mano dei documenti, con beneficio per imprese e lavoratori». SABATO, 26 MARZO 2011 Pagina 27 - Cronaca La crisi era iniziata due anni fa Fallita Mida 2 A casa 30 lavoratori Niente da fare per la Mida 2 di Gaiarine, azienda del legno-arredo che, dopo aver chiuso i battenti lasciando a casa una trentina di lavoratori, è incappata nel fallimento. La crisi finanziaria e di commesse era già evidente nel 2009, quando a fronte di un fatturato inferiore ai 2 milioni, c erano debiti per oltre 3,5 milioni. Soldi vantati in buona parte dai fornitori, che dopo le richieste di rientro hanno deciso per il fallimento. L attività era già in liquidazione: un operazione, questa, intrapresa per 7 28/03/2011

8 dare avvio anche alla cassa integrazione straordinaria per tutti i dipendenti, ai quali era stata concessa anche la mobilità. La società era nata nel 1964, con un giro d affari arrivato a 4,8 milioni di euro nel 2004 anche grazie alle sinergie con il Gruppo Atma, consorzio all interno del quale si aggregarono negli anni Novanta 14 imprese, trevigiane e friulane, decise a trovare maggiore forza di penetrazione anche nei mercati esteri offrendo tutta la gamma di mobili e complementi d arredo. A sfaldare la catena industriale sono stati gli ultimi due anni di crisi, diventati la tomba per decine d aziende. (e.l.t.) SABATO, 26 MARZO 2011 Pagina 35 - Provincia Si appella a Zaia: «Lavoro agli ex Fervet» Alpino cassaintegrato ferma il governatore sui libici «Siamo noi i veri immigrati» DANIELE QUARELLO CASTELFRANCO. Zaia proclama il «prima i veneti» in previsione dell arrivo dei libici, e un alpino cassaintegrato della Fervet lo implora: «Allora mi aiuti a trovare lavoro». Ieri l uomo ha avvicinato il governatore che tuonava contro gli sbarchi a Lampedusa. «Siamo noi in cassa integrazione i veri immigrati. Come si fa a mantenere una famiglia con 700 euro al mese?». L episodio accaduto ieri mattina a Resana ha fatto il giro della Marca nell arco di poche ore. Protagonista Battista Beltrame, alpino 50enne di Castelminio, padre di famiglia e cassaintegrato. E uno dei 200 dipendenti della Fervet fallita dopo un agonia durata diversi mesi. Da due anni è in cassa integrazione. E di spiragli per trovare un nuovo lavoro non ce ne sono. Ieri alla presenza del governatore Luca Zaia l uomo non ce l ha fatta a trattenersi. Zaia stava rispondendo ad alcune domande sulla situazione libica e sugli sbarchi di profughi a Lampedusa. A quel punto Beltrame ha sbottato. «Presidente, si ricordi anche degli operai veneti. Prima il Veneto». Si è poi avvicinato al governatore e si è inginocchiato. «Sono padre di famiglia, come faccio ad andare avanti con 700 euro al mese? - spiega Beltrame - io faccio volontariato con l Avis, la Protezione Civile e con gli alpini. Ma bisogna anche mangiare. Ho una certa età, non è facile trovare un nuovo lavoro per me in questo momento di crisi. I politici devono fare qualcosa. Quando si tratta di venire a prendere voti ci sono sempre. Ma quando si ha davvero bisogno di loro si dimenticano. Si parla sempre dei problemi degli extracomunitari e mai dei problemi di noi italiani senza lavoro. Siamo noi i veri extracomunitari. Non sono razzista, voglio solo dire che della nostra situazione nessuno si interessa. Abbiamo visto come è andata a finire la Fervet, i politici sono rimasti a guardare». 8 28/03/2011

9 SABATO, 26 MARZO 2011 Pagina 46 - Provincia Il Sant Augusta darà lavoro a 250 addetti I sindacati pronti per la contrattazione con la società: «Finalmente fiato all edilizia» FRANCESCO DAL MAS VITTORIO VENETO. Il traforo di Santa Augusta darà lavoro a non meno di 200 persone, forse addirittura a 250. Un autentica boccata di ossigeno per l occupazione di Vittorio Veneto e della Sinistra Piave. I sindacati stanno elaborando il piano di contrattazione. «Aspettiamo di giorno in giorno l aggiuddicazione definitiva dell opera al Consorzio stabile Eureca di Milano, per poter avviare una specifica contrattazione», fa sapere Loris Dottor, segretario della Fillea Cgil. Il sindacato ha già bussato alla porta di Eurca e, prima ancora della società Cmb di Carpi che già conosce, perché ha lavorato («con maestria») al completamento dell A28. Il Consorzio Eurca è composto, infatti, da Cmb, dalla cooperativa Unieco di Reggio Emilia, da Accisa spa e da Socogen spa. «Si tratta di una realtà consortile che ci dà la massima sicurezza - ammette Dottor - sia per quanto riguarda l organizzazione dei lavori ed il rispetto dei tempi di esecuzione, sia relativamente al rispetto dei contratti e delle norme di lavoro». Il sindacalista ricorda, ad esempio, quando la Cmb cercava personale per l A28 e disse di no a quei lavoratori, «proprio delle nostre parti», che si presentarono con le carte in regola sul piano professionale, ma con la richiesta di essere pagati «fuori busta» almeno per una parte dell orario. «Per la variante di Vittorio Veneto, come la chiama l Anas, contratteremo ogni aspetto e siamo sicuri di trovare soddisfazione» prosegue Dottor, rassicurando in tal senso anche quanti, in città, soprattutto fra gli ambientalisti, temono un opera poco compatibile con il paesaggio. Il Consorzio, infatti, dovrà procedere alla progettazione esecutiva del traforo e della viabilità di accesso. Il sindacato anticipa che sarà «vigile» anche da questo punto di vista. Ma soprattutto contratterà la dimensione occupazionale del cantiere. «Insisteremo perché le imprese assumano personale anzitutto di Vittorio Veneto e della Provincia. Sarà personale ovviamente professionalizzato. Difficilmente troverà posto l ultimo manovale - puntualizza l esponente degli edili Cgil - e non è escluso che a Vittorio Veneto si ripresenteranno i romeni che già hanno lavorato sull A28». Oltre che gli edili trevigiani, il sindacato prenderà in considerazione anche le 9 28/03/2011

10 imprese del territorio che possono lavorare come terziste per il Consorzio. L investimento dell Anas per la variante di Vittorio Veneto ammonta complessivamente a oltre 52 milioni di euro. Non sono, quindi, bruscolini. Dottor intravvede, pertanto, una prospettiva di ripresa nel settore delle costruzioni, e in particolare in quello occupazionale: ai addetti del cantiere del traforo, si aggiungeranno i mille della Pedemontana Veneta. «Per qualche anno, dunque, l edilizia può respirare». DOMENICA, 27 MARZO 2011 Pagina 23 - Cronaca Sacconi: «Susegana polo mondiale del frigo» Dopo l accordo, il ministro assicura: la fabbrica vivrà con la produzione di qualità FRANCESCO DAL MAS «L Electrolux di Susegana non muore, ma vive», assicura il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi. Che non enfatizza la sua creatura, l accordo dell altro ieri («è sempre doloroso perdere posti di lavoro»). Ma garantisce che «Susegana diventerà, seppur in dimensioni più ridotte, il polo mondiale del frigorifero». Ministro Sacconi perché il governo è intervenuto in questa vertenza prima che il sindacato lo chiedesse? «Ci aveva preoccupato l idea di una manutenzione ordinaria, così come l avevamo colta nella prima bozza di piano industriale». La manutenzione attraverso la delocalizzazione è di 800 esuberi circa. Qual era l intento del governo? «Ottenere da Electrolux impegni di più lungo periodo. Volevamo che questa multinazionale facesse un contratto con l Italia. Il piano industriale individua nel frigorifero un elemento fondamentale della strategia del gruppo Electrolux. Frigo che avrà in Susegana la sua funzione strategica, di ricerca e di innovazione. E di produzione di un frigo con più contenuti, più competitivo». Il frigo da incasso? «Proprio così. Lo stabilimento di Susegana avrà un rapporto diretto a monte e a valle. A monte con la componentistica plastica e di metallo, un unicum al mondo per l area tra Conegliano e Pordenone, a valle con i cucinieri, i produttori di cucine capaci di creare ambienti sempre più confortevoli in cui il frigo si presenta come un elemento fondamentale» /03/2011

11 I sindaci sono preoccupati del futuro dello stabilimento trevigiano. «Non hanno ragione di esserlo. Se oggi Susegana è il più importante polo italiano del freddo, è legittima l ambizione di farne, nei prossimi anni, il polo mondiale. Attraverso l ulteriore sviluppo dell attività di ricerca ed innovazione». Resta il fatto che Susegana perde un terzo del personale, oltre che della produzione. Quindi si ridimensiona radicalmente. «Ovviamente dispiace. Quella dell occupazione è una perdita dolorosa. Il governo avrebbe preferito che fosse rimasta l occupazione nella sua integrità. Ma non può essere considerata strategica la perdita dei frigo che non sono a incasso, perché non hanno futuro». Può assicurare che Susegana non chiuderà nel 2014? «Non solo i sindacati, ma anche il governo ha chiesto garanzie di investimenti. Ma nessuno può pensare che investimenti specifici, in un mercato così mutevole, possano essere garantiti oltre una certa data». L accordo dei giorni scorsi impoverisce Susegana? «No, il contrario. Rafforza la ricerca e l innovazone, non importa se alcuni capannoni resteranno vuoti». Semmai verranno riempiti da nuove attività attraverso l autoimprenditorialità, come prevede l accordo. Lei ci crede davvero? «Certo che sì. Quanti ex operai dell ex Zoppas e dell ex Zanussi sono diventati imprenditori? Chi non ricorda quello storico operaio del Pci che a suo tempo avviò un azienda vinicola modello?» LUNEDÌ, 28 MARZO 2011 Pagina 11 - Attualità L ANALISI Federalismo buono ma incompiuto Riprende bene la marcia del federalismo, visto che in commissione parlamentare il provvedimento sulle regioni ha potuto contare sull astensione del Partito democratico. E si tratta del provvedimento più importante, poiché la spesa regionale vale circa il doppio della somma di quella comunale e provinciale. E stata sistemata in modo accettabile la partita decisiva della sanità, in cui i costi standard saranno calcolati sulla media dei costi di tre regioni virtuose (la migliore e poi due scelte tra le prime cinque in modo da rispettare la 11 28/03/2011

12 rappresentatività territoriale e dimensionale). Importante è che sia stato mantenuto come criterio fondamentale per definire i fabbisogni regionali la popolazione pesata per classi di età, come suggeriscono gli studi di economia sanitaria e le migliori esperienze estere: criterio che c è già, come segnalato subito su queste colonne, quando il governo lo sbandierava come grande novità; ma il marketing politico è peccato veniale se si limita a questo. Meno soddisfacente ma inevitabile il rinvio di ogni determinazione per quanto riguarda le altre spese essenziali, ossia assistenza, istruzione, spesa in conto capitale per il trasporto locale. Su tutto si applica poi il saggio principio di gradualità che porta il sistema a regime a fine Dal lato delle entrate, l autonomia regionale conta principalmente sull addizionale Irpef che nel 2013 potrà arrivare a 1,4% su tutti i redditi e nel successivo biennio fino al 3% sui redditi superiori a euro. Rilevante come strumento di autonomia anche la tassa automobilistica regionale, mentre pesano ben poco alcuni tributi minori che da statali si trasformano in tributi propri regionali. Rimane la libertà per la Regione di ridurre l Irap, purché non aumenti l addizionale Irpef di più dello 0,5%; ma sarà un lusso che quasi nessuna Regione si potrà permettere. Novità poi nel calcolo della compartecipazione all Iva che sarà commisurata al gettito effettivo e non a quello teorico commisurato ai consumi. Così si penalizza la regione in cui c è maggiore evasione. Colpa dello Stato, si dirà, visto che l Iva, come l Irpef, è a gestione statale; ma è bene incentivare la Regione a dare una mano allo Stato. E in effetti il decreto prevede, oltre agli effetti automatici del criterio del gettito effettivo, robusti incentivi per il concorso delle Regione alla lotta all evasione. Resta il nodo della perequazione, pieno di difficoltà tecniche e di nodi politici. Bisognerà travasare dalle regioni ricche alle povere quanto basta per assicurare ovunque la piena copertura dei fabbisogni standard per i servizi pubblici essenziali (e siamo oltre all 80% della spesa regionale totale) nonché ridurre le differenze regionali in termini di capacità fiscale «in misura non inferiore al 75%». Finalmente il legislatore si è espresso a tale riguardo, sia pure rinviando ai soliti approfondimenti tecnici per misurare le diverse capacità fiscali. E il principio secondo cui si perequa al 100% sui servizi essenziali e al 75% sul resto fa capire che sarà davvero federalismo ad alta solidarietà, come previsto nell art. 119 della Costituzione. E va bene così. Ma allora bisogna affrettarsi a sgonfiare le attese miracolistiche, che la Lega ha irresponsabilmente alimentato, di una rivoluzione rapida e forte nei rapporti Nord-Sud. Il cambiamento sarà lento e non vistoso, sia per la gradualità prevista sia perché il nuovo sistema, una volta arrivato a regime, non introduce grandi spazi di autonomia né consente forti differenze territoriali. Benvenuto quindi il federalismo, che promette più efficienza e correttezza nel governo locale, soprattutto al Sud, e consentirà alle regioni virtuose che vogliano cimentarsi con nuovi compiti di acquisire ulteriori competenze rispetto a quelle oggi previste. Ma attenti alle delusioni che seguiranno ai miracoli mancati /03/2011

13 LUNEDÌ, 28 MARZO 2011 Pagina 21 - Provincia Accordo Electrolux, sindacato spaccato Parte della Fiom contro l intesa siglata. Domani assemblee FRANCESCO DAL MAS SUSEGANA. Il sindacato va diviso alle assemblee con i lavoratori e al referendum sull accordo Electrolux, tra domani e mercoledì. Col rischio che salti tutto, dopo che anche alcuni sindaci hanno affermato che l intesa raggiunta a Roma è tutt altro che strategica, in quando prevede il taglio di un terzo della fabbrica, 453 posti di lavoro. Da una parte Fiom, Fim e Uilm, più il governo, dall altra autorevoli delegati della Fiom, in più, appunto, i sindaci di Santa Lucia e di Susegana, fors anche di Conegliano. «Ma quale salvataggio di Susegana - sbottano Giovanna Cirillo, Stefano Granzotto, Paola Morandin, Roberto Pradal, Augustin Breda, Claudia Gava, Moreno Murer, Ibra Niang, Antonella Piccin, Lorella Saccon Lorella delle rsu - L accordo siglato è un fallimento rispetto agli obiettivi che tutto il sindacato e il territorio (sindaci, sindacato, lavoratori, chiesa, politici) si erano posti con manifestazioni e scioperi: la modifica del piano Electrolux, il rilancio e lo sviluppo dello stabilimento e la salvaguardia dell occupazione. Tre obiettivi mancati». Durissimo il volantino che verrà distribuito oggi in azienda. Per Susegana si conferma la perdita di centinaia di migliaia di frigoriferi e di 453 posti di lavoro fino al Esuberi che saranno trattati, per ora, con la cigs e incentivi all esodo sotto varie forme. «Si conferma la rinuncia della produzione dei free standing (o alto di gamma) - si legge nel volantino - A Susegana resterà la produzione dell alto di gamma solo a incasso. Una mono produzione che contrasta con la necessità di diversificazione dei modelli e dei mercati, unica possibile garanzia di continuità occupazionale e produttiva». Per questa parte della Fiom, l aver accettato queste soluzioni è la sconfitta di questa vertenza. Sconcerto viene espresso dalla Uilm e dalla Fim, che ovviamente sapevano dei distinguo, ma non ritenevano fossero così radicali. «Tutti, compresi i ministri, hanno delle riserve sul piano industriale, ma dire di no significava accettare 800 licenziamenti - obietta Rosanna Paolazzi, della Fim Cisl - E, in ogni caso, la protezione sociale degli esuberi è innovativa rispetto alle forme conosciute oggi. Piuttosto che dire di no, istituzioni e sindaci si impegnino per il futuro dei lavoratori» /03/2011

14 IL PATTO Volantini della Fiom Assemblee Electrolux Il "no" all accordo arriva da Susegana Lunedì 28 Marzo 2011, PORDENONE - In vista delle assemblee e del referendum che dovrà dare (o meno) il via libera all accordo siglato giovedì notte al ministero tra Electrolux e organizzazioni sindacali è cominciata la campagna per il "no" all accordo. A bocciare senza appello l intesa, in realtà, è una minoranza delle rappresentanze sindacali. Le Rsu della Fiom dello stabilimento di Susegana farà però campagna anche nella fabbrica di Porcia. A cominciare da questa mattina - il volantinaggio proseguirà anche all ingresso del turno pomeridiano - alcuni delegati Fiom dello stabilimento veneto distribuiranno un manifestino molto duro e critico verso l accordo. «Ma quale salvataggio - sostengono i delegati Fiom - l accordo siglato è un fallimento rispetto agli obiettivi che tutto il sindacato e il territorio (sindaci, politici, Chiesa) si erano posti con manifestazioni e scioperi: la modifica del piano Electrolux, il rilancio e lo sviluppo dello stabilimento e la salvaguardia dell occupazione. Tre obiettivi mancati». I delegati dell organizzazione dei meccanici della Cgil di Susegana non hanno dubbi: «L aver accettato queste soluzioni è una vera sconfitta della vertenza perché non vi è alcun piano di sviluppo ed è assente una visione di prospettiva che vada oltre alla gestione momentanea». Bocciati sia gli incentivi all autoimprenditorialità («non percorribile per la crisi delle imprese sul territorio e per i limiti delle professionalità dei dipendenti») sia quelli al ricollocamento («frutto di un mondo ideale e non della realtà dei fatti»). Viene poi ritenuta pericolosa la proposta del parttime a sei ore («produrrà divisione e discriminazione tra i lavoratori, oltre a penalizzarli dal punto di vista del salario»). L eventuale bocciatura dell accordo - precisa il volantino - non produce licenziamenti immediati ma obbliga le parti a riaprire il confronto. riproduzione riservata SUSEGANA Accordo Electrolux: secco no delle Rsu 14 28/03/2011

15 Lunedì 28 Marzo 2011, SUSEGANA - Non sono per nulla d accordo le Rsu sull accordo preliminare firmato a Roma per rioganizzare l Electrolux. E tutto il loro malcontento lo spiegano in un volantino che sarà distribuito oggi. "L'accordo siglato è un fallimento rispetto agli obiettivi che tutto il sindacato ed il territorio si erano posti con manifestazioni e scioperi: la modifica del piano Electrolux, il rilancio e lo sviluppo dello stabilimento e la salvaguardia dell'occupazione. Per Susegana -scrivono- si conferma la perdita di centinaia di migliaia di frigoriferi e di 460 posti di lavoro fino al Esuberi che saranno trattati, per ora, con la Cigs e incentivi all'esodo sotto varie forme. Si conferma la rinuncia della produzione dei free standing. A Susegana, resterà la produzione dell alto di gamma solo ad incasso. Una mono produzione che contrasta con la necessità di diversificazione dei modelli e dei mercati, unica possibile garanzia di continuità occupazionale e produttiva. L'aver accettato di fatto queste soluzioni è la vera sconfitta di questa vertenza, perché non vi è nessun piano di sviluppo su nuovi modelli da produrre nello stabilimento e di conseguenza è assente una visione di prospettiva che vada oltre alla gestione momentanea. Questo è un piano che, se non sarà modificato, sembra tanto l'anticamera della graduale futura chiusura definitiva dello stabilimento". CONQUISTE DEL LAVORO Electrolux, intesa raggiunta ACCORDI Vota: Con la firma del ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi si è conclusa positivamente la complessa vertenza del gruppo Electrolux. L'intesa prevede la riorganizzazione del gruppo multinazionale di elettrodomestici, tutelando il posto di lavoro a oltre 6 mila persone, con circa 600 esuberi. L'accordo prevede inoltre un forte impegno societario al mantenimento di tutti gli stabilimenti italiani, con lo scopo di valorizzare sia le produzioni tradizionali che professionali. L'accordo siglato su Electrolux riguarda 740 esuberi, in particolare 453 a Susegana e 287 a Porcia. È stato, quindi, messo a punto un testo che, se sarà approvato dai lavoratori coinvolti della multinazionale svedese dell'elettrodomestico, diverrà un accordo definitivo, da sottoscrivere in sede ministeriale il giorno 31 marzo. La Fim considera l'accordo sulla vertenza Electrolux raggiunto stamattina come positivo. Per il segretario nazionale dei metalmeccanici della Cisl, Anna Trovò, infatti, l'intesa "tutela i lavoratori evitando i licenziamenti e prospettando iniziative importanti di politiche attive del lavoro in varie forme che vengono sostenute ed incentivate". Si tratta di un accordo, sottolinea la sindacalista, che «consente di affrontare i problemi di natura economica ed industriale posti da Electrolux, conferma la missione industriale di tutti gli stabilimenti italiani, programma la scansione temporale di significativi investimenti per il miglioramento del prodotto del processo della competitività e per l'innovazione". Inoltre, "definisce modalità di verifica e monitoraggio sulla realizzazione degli impegni industriali definiti con il coinvolgimento delle Istituzioni ai massimi livelli". Il prossimo passo sarà l'illustrazione dei contenuti dell'intesa ai lavoratori in assemblea la prossima 15 28/03/2011

16 settimana e successivamente sottoposti al voto tramite referendum per l'approvazione e la firma definitiva. L'ipotesi di accordo contiene un piano di sviluppo sostenibile che garantisce: la continuità produttiva degli stabilimenti italiani, conferma la concentrazione in Italia delle produzioni della gamma medioalta e le missioni industriali di tutti gli stabilimenti (Solaro, Forlì, Porcia, Susegana); impegna l'azienda ad incrementare gli investimenti con crescente attenzione all'innovazione; conferma in Italia Centri di competenza strategici per la ricerca; affronta il problema delle eccedenze occupazionali dichiarate con un insieme di strumenti finalizzati a evitare i licenziamenti. Nello specifico, è stato concordato un piano sociale innovativo che oltre a contenere gli strumenti più tradizionali della Cassa Integrazione a rotazione e delle incentivazioni all'esodo volontario, prevede il ricorso al part time volontario orizzontale o verticale con diverse modulazioni di orario; incentivi alla rioccupazione esterna, incentivi all'autoimprenditorialità; la reindustrializzazione di aree Electrolux oggi inutilizzate. (25 marzo 2011) INDESIT: accordo cigs per Refrontolo e Brembate Per la Fim l'obiettivo è sempre stato quello di gestire i contenuti dell'accordo di programma perché venissero realizzati gli impegni presi in un accordo al quale la categoria ha riconosciuto valore e affidato la responsabilità di tradurre in fatti concreti le questioni legate all'occupazione dei lavoratori e allo sviluppo delle aree interessate OGGI TREVISO ELECTROLUX, FIM: «INTESA POSITIVA, EVITATI I LICENZIAMENTI» Trovò: «Il prossimo passo sarà l'illustrazione dei contenuti dell'intesa ai lavoratori» ROMA/SUSEGANA - La Fim considera l'accordo sulla vertenza Electrolux raggiunto 16 28/03/2011

17 stamattina "positivo". Per il segretario nazionale dei metalmeccanici della Cisl, Anna Trovò (in foto), infatti, l'intesa "tutela i lavoratori evitando i licenziamenti e prospettando iniziative importanti di politiche attive del lavoro in varie forme che vengono sostenute ed incentivate". Si tratta di un accordo, sottolinea la sindacalista, che "consente di affrontare i problemi di natura economica ed industriale posti da Electrolux, conferma la missione industriale di tutti gli stabilimenti italiani, programma la scansione temporale di significativi investimenti per il miglioramento del prodotto del processo della competitività e per l'innovazione". Inoltre, fa sapere Trovò, "definisce modalità di verifica e monitoraggio sulla realizzazione degli impegni industriali definiti con il coinvolgimento delle Istituzioni ai massimi livelli". Il prossimo passo sarà l'illustrazione dei contenuti dell'intesa, spiega, "ai lavoratori in assemblea la prossima settimana e successivamente sottoposti al voto tramite referendum per l'approvazione e la firma definitiva". L'ipotesi di accordo contiene un piano di sviluppo sostenibile che garantisce: la continuità produttiva degli stabilimenti italiani, conferma la concentrazione in Italia delle produzioni della gamma medio-alta e le missioni industriali di tutti gli stabilimenti (Solaro, Forlì, Porcia, Susegana); impegna l'azienda ad incrementare gli investimenti con crescente attenzione all'innovazione; conferma in Italia Centri di competenza strategici per la ricerca; affronta il problema delle eccedenze occupazionali dichiarate con un insieme di strumenti finalizzati a evitare i licenziamenti. Nello specifico, è stato concordato un piano sociale innovativo che oltre a contenere gli strumenti più tradizionali della Cassa Integrazione a rotazione e delle incentivazioni all'esodo volontario, prevede il ricorso al part time volontario orizzontale o verticale con diverse modulazioni di orario; incentivi alla rioccupazione esterna, incentivi all'autoimprenditorialità; la reindustrializzazione di aree Electrolux oggi inutilizzate. ELECTROLUX, UILM: «BENE INTESA, MA L'AZIENDA POTEVA FARE DI PIÙ» Previsti incentivi di 22 mila euro per quei lavoratori che lasceranno il posto ROMA/SUSEGANA - La Uilm si dice "soddisfatta dell'intesa per l'esito della vertenza". Il segretario azionale della Uilm, Roberto Toigo, spiega che "si tratta di una buona intesa preliminare. La multinazionale dell' elettrodomestico ha di fatto modificato la natura del suo piano di ristrutturazione come chiedevano i sindacati e l'esecutivo, ma speravamo che facesse di più". Toigo, infatti, sottolinea: "Speravamo in un piano industriale diverso, ma gestiremo al meglio la gestione del piano stesso". L'intesa, aggiunge, verrà sottoposta "alla valutazione dei lavoratori e se sarà anche da loro apprezzata come noi riteniamo, verrà sottoscritta come accordo definitivo il prossimo 31 marzo nella stessa sede ministeriale dove si è svolta la trattativa, iniziata alle ore 16,00 di ieri". Toigo fa sapere che secondo quanto previsto dal testo gli esuberi sono 453 nel sito di Susegana e 287 a Porcia (Pordenone). Quindi, afferma, "rispetto alle 800 unità dichiarate inizialmente dall'azienda il numero è stato ridotto". Inoltre, prosegue, "l'electrolux ha confermato la presenza dei siti produttivi e delle funzioni strategiche in Italia. La cassa integrazione, cosiddetta 'complessa', è stata chiesta per /03/2011

18 lavoratori". E, evidenzia il sindacalista, "la multinazionale ha messo a disposizione una somma ingente di incentivi per chi lascerà l'azienda: fino a 30 mila euro per chi si dimetterà entro il mese di giugno (e che in ogni caso potrà contare sull'ammortizzatore della mobilità). La stessa azienda, annuncia Toigo, "promuoverà una campagna di sensibilizzazione tra gli addetti interessati per favorire forme di auto imprenditorialità incentivando i lavoratori che lasceranno il posto con una 'dote' di 22 mila euro e finanziando l'attività che intenderanno intraprendere con altri 15 mila euro". Il sindacalista afferma che sono previste "analoghe cifre per i dipendenti che accetteranno la ricollocazione in fabbriche esterne: 22 mila euro per il lavoratore che si dimetterà, 15 mila per la ditta che vorrà assumerlo". L'intesa raggiunta riguarda un arco temporale che si estende fino all'anno "Il 29 marzo - conclude Toigo - si terranno le assemblee tra i lavoratori dell'electrolux e gli stessi addetti esprimeranno nella prevista consultazione il voto relativo a questo accordo preliminare. Se prevarrà il sì, ritorneremo al ministero dello Sviluppo economico il successivo 31 marzo per apporre la firma definitiva. Siamo soddisfatti per come si è risolta questa difficile vertenza e rendiamo merito anche al ruolo svolto dal governo". ELECTROLUX: SIGLATO L'ACCORDO, EVITATI I LICENZIAMENTI Susegana riconfermato il polo produttivo di frigoriferi in Italia ROMA/SUSEGANA - Con la firma del ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi si è conclusa positivamente la complessa vertenza del gruppo Electrolux. Lo riferisce il ministero dello Sviluppo economico, spiegando che l'accordo siglato prevede la riorganizzazione del gruppo multinazionale di elettrodomestici, tutelando il posto di lavoro a oltre 6000 persone. Per altre 600, in accordo con le sigle sindacali, si attuerà una progressiva riduzione occupazionale. L'accordo prevede inoltre un forte impegno societario al mantenimento di tutti gli stabilimenti italiani, con lo scopo di valorizzare sia le produzioni tradizionali che professionali. "Ancora una volta la determinazione del Governo, insieme all'impegno delle parti sociali, ha consentito la soluzione positiva di una vertenza lunga e difficile", commenta il ministro Romani. "Abbiamo creato le condizioni - ha proseguito Romani - affinché una grande azienda di elettrodomestici, che impiega migliaia di persone, abbia potuto confermare la propria presenza produttiva in Italia, mantenendo anche anche i centri di eccellenza e di sviluppo di prodotti e componenti tecnologicamente avanzati. E' un altro segno tangibile e concreto di come il Governo Berlusconi stia tutelando l'industria italiana, restando al fianco di imprese e lavoratori" ha concluso Romani. L'accordo per Electrolux è stato siglato stamane "a seguito di un ulteriore e decisivo inserimento relativo agli impegni che il Gruppo Zanussi ha direttamente preso con il Governo per il consolidamento e lo sviluppo di tutti i siti produttivi". E' quanto fa sapere, in una nota, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. In 18 28/03/2011

19 particolare, aggiunge, "lo stabilimento di Susegana rimane il principale polo produttivo di frigoriferi in Italia, con le relative funzioni di supporto e di ricerca che possono consentire di auspicare in futuro ulteriori prodotti sia da 'incasso che non'". Inoltre, spiega il ministro, in una nota, "nasce un comitato di garanzia dell'accordo cui partecipa direttamente il Governo al quale periodicamente l'azienda riferisce sulle sue attività e sui suoi programmi". Quanto agli esuberi, Sacconi osserva: "In questo quadro e nel difficile contesto della competizione globale è stato raggiunto un accordo sull'occupazione che evita licenziamenti, prevede forme di rotazione della riduzione di orario, accompagna l'eventuale ricollocamento". Infine, per il ministro si è trattato di "un lavoro faticoso che vogliamo ponga le premesse per la crescita competitiva. Le razionalizzazioni di oggi possono e devono essere funzionali ad uno sviluppo sostenibile". "Con l'accordo di questa notte è stato superato forse lo scoglio più difficile nella direzione del consolidamento delle nostre fabbriche di Porcia e Susegana". E' quanto afferma, in una nota, il direttore generale di Electrolux Italia, Luigi Campello, a conclusione del tavolo sulla vertenza al ministero dello Sviluppo economico. "Ritengo che sia un atto di coraggio e di fiducia nella robustezza delle nostre strategie e nella qualità delle competenze presenti nel nostro Paese, continuare a investire a tassi crescenti nelle fabbriche italiane in tutti i settori delle apparecchiature domestiche e professionali", aggiunge. Per il dg "del risultato negoziale di oggi dobbiamo essere grati al senso di equilibrio e responsabilità delle Organizzazioni Sindacali e all'alto ruolo di mediazione e indirizzo che hanno espresso i ministri Sacconi e Romani e i rappresentanti delle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia". Quindi, "ora non resta che attendere con fiducia il passaggio dei referendum di fabbrica che costituiscono l'ultima necessaria verifica per passare alla sfida cruciale della gestione congiunta e responsabile degli impatti sociali". Inoltre, Campello fa sapere: "Abbiamo, anche con il contributo delle Organizzazioni Sindacali, costruito una struttura articolata e innovativa di opzioni di gestione che, nel tempo messo a disposizione dagli ammortizzatori sociali, sono convinto ci consentirà, assieme alle istituzioni territoriali, di raggiungere importanti obiettivi di individuazione di opportunità occupazionale e forse anche di rilancio industriale dei territori". IL GAZZETTINO 19 28/03/2011

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