LE RICERCHE DI MERCATO: MANAGER E RICERCATORI A CONFRONTO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LE RICERCHE DI MERCATO: MANAGER E RICERCATORI A CONFRONTO"

Transcript

1 FORUM DI MARKETING LE RICERCHE DI MERCATO: MANAGER E RICERCATORI A CONFRONTO A cura di Piercarlo Ceccarelli Hanno partecipato al Forum: Rossella Borellini Analysis and market research manager, Ferrari automobili Piercarlo Ceccarelli - Presidente, Ceccarelli SpA, Consulenza di direzione Francesco Cecere - Direttore pianificazione e controllo, Coop Italia Bruno Lagomarsino Direttore commerciale, Ricerca-Demoskopea SpA Massimo Cesaretti Direttore ricerche di mercato, Ferrero SpA Roberto Pedretti - Business development director, A. C. Nielsen Aleardo Sciolari Direttore marketing, Erg Petroli Pur vivendo nell era dell informazione, mai come ora i manager si attendono dalle ricerche di mercato e dai ricercatori informazioni a valore aggiunto: si attendono una conoscenza che altre fonti non danno. Affinché ciò si realizzi occorre comunicazione, dialogo e obiettivi comuni. CECCARELLI: a livello mondiale, le aziende spendono per conoscere il mercato circa venti miliardi di dollari all anno rispetto ai quindici del Al di là del giro d affari che è molto aumentato, in cinque anni cambiamenti significativi delle fonti informative disponibili sono corrisposti ai cambiamenti degli scenari competitivi. Cambiamenti di qualità e quantità che hanno fortemente influenzato le esigenze e le

2 aspettative dei manager che rappresentano utenti professionali di ricerche di mercato. Sul fronte dell offerta gli utenti possono oggigiorno contare su un ventaglio di fonti ampio e variegato quali le indagini on-line condotte direttamente con il cliente; ricerche sempre più specifiche e mirate su target ristretti di consumatori; la nascita di nuovi operatori che offrono ricerche di mercato low-cost; la disponibilità e interscambiabilità di banche dati dei clienti contenenti comportamenti e budget d acquisto; la comparsa di una nuova figura, l infomediario, che raccoglie e integra informazioni provenienti da fonti diverse. A tale ricchezza d offerta corrisponde una domanda di mercato che si fa sempre più complessa e articolata, stimolata da contesti competitivi particolarmente sfidanti. Globalizzazione ed e-economy hanno, infatti, portato ad una competizione sempre più aperta, annullando distanze e confini e rendendo le aziende sempre più vulnerabili alle leggi di mercato. Per sopravvivere occorre prendere le decisioni giuste in tempi brevi. Allora tempo e conoscenza diventano elementi fondamentali su cui si fonda, e si fonderà sempre di più, il successo delle imprese. Se per le aziende disporre di informazioni di qualità in tempi brevi rappresenta un fattore competitivo indispensabile, per gli istituti di ricerche di mercato, fornitori di informazioni pregiate, rappresenta la vera sfida del futuro. I produttori di informazioni, i ricercatori, sono chiamati a un compito che va ben al di là della semplice raccolta e analisi dei dati. I ricercatori sono chiamati a selezionare le informazioni rilevanti nell enorme massa di dati disponibili, a valutarle criticamente, interpretarle e sintetizzarle con l obiettivo di restituire al cliente, il manager, quella conoscenza che lo aiuti a prendere decisioni valide, fondate su basi solide. Un ricercatore che produce conoscenza assume per il manager un ruolo prezioso e insostituibile: quello di trasformare il rumore proveniente dal mercato in segnali chiari, comprensibili e affidabili. Domanda e offerta, manager e ricercatori, devono essere assolutamente allineati su obiettivi, contenuti e fattori critici di successo al fine di garantire un risultato all altezza delle aspettative, oggi più che in passato. Allineare queste due entità è lungi dall essere banale. Infatti le ricerche evidenziano un sistematico disallineamento tra le controparti, soprattutto per quanto concerne i fattori chiave di successo che determinano la bontà di una ricerca. La diversità delle due prospettive trova spiegazione in un principio sociologico basato sul concetto di comunità. Una comunità è

3 caratterizzata da valori, norme, comportamenti e modelli di socializzazione distinti che la differenziano da un altra. Ebbene, manager e ricercatori appartengono a due comunità con logiche di funzionamento diverse che impattano, a loro volta, sulla percezione che il mondo esterno ha di esse. I ricercatori si ritengono e vengono percepiti come scienziati, mentre i manager si vedono e vengono visti come businessman. Questa chiara distinzione di ruolo porta entrambe le comunità a vedere l altra con sospetto e, talvolta, antagonismo: ad esempio i manager mostrano diffidenza nei confronti dei ricercatori, nel timore che le ricerche di mercato smentiscano le loro scelte, frutto di intuito e conoscenza storica del mercato. I ricercatori, invece, ritengono di creare valore quando individuano caratteri nuovi e considerano limitativo il valore delle conferme che le loro ricerche producono. Questa logica bipolare si mostra in tutta la sua evidenza quando si analizzano i fattori che, secondo le due comunità, incidono sui risultati e sulla fruibilità del lavoro di ricerca. Secondo un classico lavoro di confronto tra le percezione di ricercatori e manager 1, nove sono i fattori che hanno un impatto sul successo dell attività di ricerca, valutati secondo la duplice prospettiva delle due comunità: 1. grado di interazione manager - ricercatore nel corso della ricerca; 2. grado di accettabilità politica dei risultati della ricerca; 3. scopo della ricerca orientato all analisi esplorativa; 4. scopo della ricerca orientato alla conferma di intuizioni già formate; 5. qualità della presentazione del report finale; 6. qualità metodologica e tecnica dei risultati presentati nel report finale; 7. grado di innovatività /sorpresa dei risultati della ricerca; 8. fase del ciclo di vita del prodotto su cui si focalizza la ricerca; 9. grado di fruibilità dei risultati della ricerca. Dall analisi dell importanza attribuita dalle due comunità ai singoli fattori emergono chiare differenze che confermano l appartenenza a due realtà diverse. Ambedue le comunità attribuiscono importanza al grado di interazione tra committente e fornitore, anche se i ricercatori tendono ad attribuirne di più rispetto ai manager. Tale aspetto è da attribuire alla 1 R. Deshpande, G. Zaltman A comparison of factors affecting researcher and manager perceptions of market research use, JMR Feb 1984

4 relazione fornitore-cliente, in cui i ricercatori devono comprendere obiettivi ed aspettative del cliente per garantire un risultato in linea con le aspettative. I ricercatori attribuiscono, inoltre, maggior importanza dei manager all accettabilità politica dei risultati, consci dell impatto politico degli esiti di una ricerca all interno di un azienda e, quindi, della potenziale ostilità che una ricerca disallineata può generare. Il terzo fattore che i ricercatori ritengono importante per il successo e l utilizzo di una ricerca è la natura esplorativa della stessa. Questo risultato rivela la natura di scienziato del ricercatore, più stimolato a ricercare novità. I manager, infatti, tendono a vedere scarsa utilità nelle ricerche a scopo esplorativo in quanto ritenute poco afferenti alla realtà di business che quotidianamente affrontano. E interessante notare come i ricercatori diano pari importanza agli aspetti di presentazione ed agli aspetti tecnici del report finale, mentre i manager si dichiarano attenti ai soli aspetti tecnici. Ciò è da attribuire probabilmente alla discrezione, che i manager si riservano, di censurare i risultati della ricerca in caso non siano politicamente accettabili, attribuendone l inadeguatezza allo scarso rigore metodologico. Il grado di innovatività/sorpresa viene visto dai ricercatori come direttamente correlato con il grado di fruibilità di una ricerca, mentre i manager sono di parere radicalmente opposto, ritenendo il grado di sorpresa collegato allo scarso utilizzo possibile di un lavoro di ricerca. Come anticipato, i manager si sentono, a volte, minacciati da novità che possono smentire e destabilizzare iniziative da loro intraprese e, di conseguenza, ritengono il fattore sorpresa di una ricerca un elemento negativo che ne compromette utilizzo ed applicazione. La metafora delle due comunità, caratterizzate da cultura e credo diversi, aiuta a capire quali sono i fattori più responsabili della qualità di un progetto di ricerca agli occhi di manager e ricercatori. Le dinamiche offerta-domanda che caratterizzano attualmente il mercato delle ricerche di mercato richiedono senza dubbio uno sforzo di allineamento delle due comunità, con l obiettivo di produrre ricerche che soddisfino le aspettative dei manager qualificando il ruolo dei ricercatori, dandone una connotazione distintiva in un mercato in cui il fattore critico non è accedere alle informazioni, bensì attribuirgli un significato. CECCARELLI: i manager non sembrano attribuire molta importanza al grado di interazione con i ricercatori, elemento chiave nel colmare il divario tra le due comunità. Ciò è da attribuire a barriere comunicative

5 o a prassi acquisite nel tempo? Come migliorare la comunicazione tra ricercatori e manager? BORELLINI: i manager e i ricercatori appartengono sicuramente a due comunità con logiche di funzionamento diverse, ma è proprio questa diversità a garantire la complementarietà di ruoli e la produzione di risultati significativi e innovativi dei progetti di ricerca. Operando su un mercato di nicchia come quello di Ferrari, ritengo fondamentale l interazione con i ricercatori degli istituti che ci seguono sui nostri progetti di ricerca, così come quella con tutti i fornitori dell azienda che ormai da anni collaborano con i responsabili interni allo sviluppo di nuovi prodotti. Questa esigenza è particolarmente sentita in azienda perché l unicità dei nostri prodotti e il loro contenuto di innovazione ci impongono la ricerca di soluzioni e risposte non standard, ma disegnate sulle nostre esigenze e su quelle dei nostri clienti. L efficace interazione tra le attività di manager e ricercatori permette ai ricercatori di non limitarsi a proporre risultati e soluzioni standard, cioè disponibili a scaffale, alle aziende di uno stesso settore e richiede ai manager una maggiore attenzione nel formulare e finalizzare gli obiettivi dei progetti di ricerca e un monitoraggio continuativo sugli eventuali scostamenti. Nella mia esperienza questo significa mettere in grado i ricercatori, definendo obiettivi chiari e seguendoli in modo continuativo, di proporre soluzioni e metodologie fatte su misura per le richieste aziendali. Quando mi affido ad un istituto esterno per la realizzazione di un progetto di ricerca di mercato, mi assicuro che gli obiettivi del progetto siano stati recepiti e condivisi e che i ricercatori siano in grado di portare avanti un lavoro di team, seguiti e coadiuvati dal responsabile aziendale del progetto. Questo garantisce solitamente risultati significativi e maggiore soddisfazione da parte di tutti. Non è pertanto solo una questione di maggiori o minori capacità di comunicazione, o di barriere legate a pregiudizi personali, quanto piuttosto la possibilità di poter operare all interno di una cultura aziendale che favorisce e valorizza il lavoro di squadra. CECERE: l orientamento di gran parte dei manager è focalizzato sulla ricerca intesa come prodotto da realizzare, piuttosto che sull interazione con il ricercatore. Sicuramente la comunità dei manager tende a vedere il ricercatore soprattutto come un fornitore di dati, un tecnico, non certo uno scienziato. Da questi tecnici ci si aspettano spesso numeri rassicuranti, semplici da comunicare e veloci da ottenere. La comunità dei ricercatori, o meglio il processo di concentrazione ed integrazione delle società di ricerca di mercato, ha risposto a questa domanda in termini adattivi. Da qui l orientamento alla standardizzazione delle ricerche, allo sviluppo dei prodotti multiclient, in cui sono soddisfatte alcune esigenze più di superficie: rapidità nella risposta, bassa

6 interazione utile alla focalizzazione delle esigenze aziendali e quindi genericità nella formalizzazione delle esigenze stesse. Il tutto si sostanzia in un offerta da costi medi, con prodotti massificati. Lo studio pre-confezionato è la massima espressione dell orientamento dei manager verso il prodotto di pronto e facile uso: non si riflette sulle esigenze conoscitive, non si va a fondo per identificare i veri ed i falsi problemi, le vere domande e le domande retoriche: si cerca un prodotto da consumare rapidamente. In queste situazioni la mancanza di interazione con il ricercatore spesso sottende una mancanza di disponibilità a confrontarsi, ad interrogarsi correttamente su cosa si vuol conoscere e su cosa non si conosce. Le due comunità non dialogano. Il fornitore si adatta ad un cliente distratto da altre priorità. E frequente la ricerca di uno studio giustificativo delle proprie idee, una pezza d appoggio! Per migliorare la comunicazione con il ricercatore occorre che il manager sia disponibile realmente a ricercare nuovi elementi di conoscenza, mosso dalla curiosità di capire e di scoprire aspetti a lui non necessariamente noti. Le abitudini e le convinzioni acquisite nel tempo dai manager sono sicuramente un ostacolo alla comunicazione con il ricercatore: il rischio è quello di vedere il ricercatore come figura in competizione sotto il profilo del patrimonio conoscitivo e potenzialmente rischiosa se inserita in team di lavoro\discussione. Occorre quindi smontare questi pregiudizi sul ruolo del ricercatore, spostando la focalizzazione del manager dal prodotto chiuso e veloce ad un processo di riflessione sulle effettive esigenze conoscitive dell azienda. Una delle possibili tecniche è quella di mettere a confronto cosa pensa il consumatore di un certo tema, con le idee che un gruppo di manager dell azienda ha dello stesso tema: si apre un campo di riflessione fertile e creativo. Si conduce il manager a prendere in considerazione realmente il punto di vista del consumatore. CESARETTI: anzitutto occorre distinguere due figure di ricercatori: quelli aziendali e quelli che operano nelle società specializzate, gli Istituti. I primi, oramai da parecchi anni in Italia, sono figure professionali numericamente in forte contrazione e ciò per alcune ragioni: le aziende che investono su tali figure professionali sono in genere di grandi dimensioni e le recenti acquisizioni/fusioni nazionali ed internazionali hanno giocato un ruolo di limitazione dello sviluppo; inoltre, proprio perché le aziende più grandi si sono trovate a ridisegnare i loro modelli organizzativi, le ricerche di marketing sono state fatte spesso confluire in centri internazionali di coordinamento, che hanno limitato lo sviluppo di figure professionali locali; infine, il mercato italiano delle ricerche di marketing è particolarmente piccolo, in termini di giro d'affari, rispetto ad

7 altri Paesi europei, segnale questo che dimostra l'assenza quasi totale di ricercatori in alcuni settori come le banche, assicurazioni, P.A. e le P.M.I. Questo scenario di base non facilita la diffusione di una interazione tra manager, cioè coloro che sono deputati alla presa delle decisioni, e ricercatori, che quindi in Italia si identificano nella grande maggioranza dei casi con i ricercatori degli Istituti. Nelle grandi realtà aziendali che hanno da sempre considerato un investimento e non un costo l'esecuzione di una ricerca, l'avere internamente un ricercatore è stato un elemento di corollario alla precedente affermazione; in questi casi si osserva, invece, una forte inversione di tendenza ed i modelli organizzativi più recenti dimostrano come l'inserimento della funzione Ricerche nel Board di Alta Direzione abbia di fatto agevolato il processo interattivo e consentito una comunicazione più aperta, da una parte qualificando il ruolo dei ricercatori e dall'altra offrendo in contropartita ai manager una visione più nitida del processo. E' definitivamente tramontata l'immagine del ricercatore "guru", isolato nella sua torre eburnea, a lanciare segnali alla comunità dei manager; oggi esiste un lavoro di gruppo, certamente più faticoso, ma anche più gratificante, che fa intravedere degli sviluppi, soprattutto in azienda, relativi ad una nuova figura di ricercatore-manager. LAGOMARSINO: considerando il segmento delle ricerche di mercato ad hoc, in cui opera in modo specifico Demoskopea, l interazione azienda-società di ricerca appare realmente una degli elementi centrali nel determinare la qualità di uno studio. E reale, nella prassi quotidiana, toccare con mano una certa sottovalutazione dell importanza di un efficace interazione ricercatore-manager da parte degli attori stessi della relazione. A nostro parere ciò è motivato, prima di tutto, da prassi acquisite nel tempo: da un lato i manager, oberati dai molteplici impegni, tendono a semplificare le proprie relazioni con il risultato spesso di delegare in toto, o quasi, alla società di ricerca lo sviluppo del lavoro; dall altro gli istituti, trovando complesso coinvolgere i clienti, adottano la strada più semplice di applicare i propri modelli e approcci metodologici. Si tratta prima di tutto di un problema culturale che soltanto la maturazione della conoscenza e dell utilizzo dello strumento ricerche di mercato presso le aziende italiane può contribuire a risolvere. PEDRETTI: i manager non sembrano attribuire molta importanza al grado di interazione con i ricercatori, questo atteggiamento ricorrente è da attribuire più a forme di barriere comunicative che a prassi acquisite. Di fatto si tratta di linguaggi che strutturalmente non convergono, il linguaggio del ricercatore è per natura generalista da un punto di vista di conoscenza del business, il linguaggio del manager di secondo livello, di frequente il fruitore intermedio della ricerca, è spesso troppo riferito ai termini ed ai fatti specifici del business di pertinenza. Al ricercatore lo

8 sforzo iniziale, tipico di chi opera nel consultino, per entrare nelle dinamiche di nicchia del cliente per poi comunicare in modo efficace. Il procedere poi per obiettivi intermedi può aumentare il coinvolgimento del manager che infine diventerà il vero sponsor della ricerca e dei suoi risultati. In definitiva la logica bipolare, che tende ad allontanare il manager dal ricercatore, deve trovare una disponibilità totale da parte di quest'ultimo ad adattare il proprio linguaggio scientifico ai riferimenti convenzionali dello specifico linguaggio di business, spesso il semplice riferimento a termini ed acronimi riconosciuti dal manager aiutano la predisposizione a ricambiare lo sforzo, alla ricerca di interazioni in grado di abbattere le barriere comunicative. SCIOLARI: parlare di contrasto manager/ricercatore vuol dire parlare di contrasto manager/mercato visto che il ruolo del ricercatore è quello di dare una chiara lettura del mercato, a supporto delle decisioni del manager. Non fare preventivo ricorso al ricercatore, equivale a non interrogare preventivamente il mercato oppure essere certo di averlo già perfettamente compreso, abilità che riserverei ad una limitata categoria di geni. In passato, soprattutto in contesti chiusi e poco competitivi, le barriere comunicative ricercatori/manager potevano dipendere da prassi acquisita nel tempo: quanto più il contesto economico/sociale è caratterizzato da periodi di forte espansione e di crescita, tanto maggiori saranno le possibilità di successo di iniziative frutto solo dell intuito di qualcuno, senza il dovuto supporto scientifico, perché è certamente più semplice l individuazione dei bisogni laddove questi sono rimasti sopiti per tempo. Oggi il rapporto sta certamente cambiando, in quanto operiamo in contesti molto più competitivi, saturi e, in alcuni casi, stagnanti. C è sempre meno spazio per l idea geniale, che può svilupparsi senza il dovuto supporto del ricercatore, e l approccio metodologico deve quindi essere rovesciato per fare massiccio ricorso a solide fondamenta scientifiche e ad iniziative sempre più mirate. L esistenza di eventuali contrasti tra le due categorie, cosa che personalmente ritengo limitata a pochi nostri manager, non può che eventualmente attribuirsi a strascichi di un certo modo di operare del passato oppure, senza generalizzare, alla presenza di barriere comunicative che, sono certo, appartengono più alla sfera soggettiva dei singoli manager che non all intera categoria. CECCARELLI: i manager affermano che l accettabilità politica dei risultati costituisce un aspetto chiave su cui si valuta la validità di un lavoro di ricerca. Una tale convinzione rischia di inibire l apporto di

9 novità che un lavoro di ricerca dovrebbe assicurare. Come si può evitare tale rischio? BORELLINI: non mi sento di condividere completamente questa convinzione e nella mia esperienza in questa azienda non ho verificato da parte del management una tale chiusura. Sono convinta, però, che per poter essere valorizzati e trovare una appropriata applicazione interna, i risultati delle ricerche debbano essere trasmessi utilizzando il codice comunicativo dell azienda - ogni azienda ha il suo -, che garantisce una maggiore efficacia e finalizzazione. Questo è sicuramente un fattore di comunicazione, ma di comunicazione interna aziendale. Nel caso di risultati che possono ritenersi non confortanti o inaspettati è importante portarli ai vari livelli aziendali, con modalità di presentazione e di approfondimento diversi, pur a parità di contenuti. Questa attività di trasmissione e finalizzazione interna non può essere a carico dei ricercatori, che normalmente forniscono un report finale il più delle volte scarsamente utilizzabile ai fini della divulgazione interna dei risultati. Personalmente ho lavorato con i direttori di ricerca di vari istituti e, se il lavoro di team precedente ha funzionato bene, la fase finale della ricerca, con le relative conclusioni e raccomandazioni, mi ha sempre permesso la condivisione dei contenuti di novità sia con l istituto, sia con i manager aziendali ai quali ho illustrato i risultati. CECERE: l accettabilità politica del risultati è connessa alle riflessioni già fatte a proposito della prima domanda. Generalmente i risultati dell indagine vengono presentati in forma ritualizzata e descrittiva, poco orientata all evidenziazione di aspetti critici. Il contesto e la fase aziendale sono decisivi. Anche il ricercatore deve avere la sensibilità per comprendere il contesto e non focalizzarsi solo sul prodotto. Se il manager ha bisogno di segnare un cambiamento di direzione come, ad esempio, invertire un trend negativo, modificare il posizionamento di un prodotto, l accettabilità politica di una nuova prospettiva è ovviamente maggiore. Maggiori sono i problemi quando le attese verso l indagine sono di tipo confermativo dell operato di un gruppo dirigente. Rimettere in discussione orientamenti e obiettivi a partire da ricerche di mercato è sempre difficile. La maggiore propensione di alcuni manager a fare solo indagini quantitative testimonia una tendenza a cercare rassicurazione e conferme nel dato. Questo spiega la maggiore diffidenza verso indagini di tipo esplorativo e qualitative. Spesso i vincoli a monte, posti dai manager sulla scelta delle tecniche, sottendono resistenze ad esplorare cosa sentono e pensano i consumatori. Si preferiscono segnali forti, anche se grossolani,

10 ai segnali deboli ma più capaci di sostenere l identificazione di nuovi business, effettivamente ispirati da attese insoddisfatte o latenti. CESARETTI: gli aspetti politici di una ricerca sono i più delicati da affrontare; oggi le aziende sono valutate dagli stakeholder anche su nuovi parametri, come la responsabilità sociale, la responsabilità oggettiva, l'impegno verso forme di sviluppo a basso impatto ambientale, l'investimento su forme di controllo dell'intera filiera produttiva e distributiva, ecc.. In questi ambiti le ricerche giocano un ruolo fondamentale, perché sono in grado di misurare gli atteggiamenti ed i comportamenti dei consumatori e degli stakeholder. Solo con un deciso dominio della comunicazione manager-ricercatori si potrà ottenere la minimizzazione del rischio di inibizione innovativa di questo importante contributo conoscitivo. D'altronde esistono anche settori vitali per l'economia delle imprese ove l'evoluzione tecnologica ha enormemente contribuito allo sviluppo di nuove forme di ricerche, di raccolta dei dati, che hanno rappresentato veri e propri momenti di discontinuità nel mercato delle ricerche: ricerche sui media, ricerche sul trade, ricerche via internet, ecc.; spesso i ricercatori si sono trovati a fronteggiare situazioni ove la componente politica della ricerca è stata decisamente più importante della componente innovativa e di risultato della ricerca. Esistono ancora oggi dei blocchi al libero flusso delle informazioni, generati da posizioni dominanti, che ostacolano la fruibilità di una informazione veramente completa e libera da pregiudizi. LAGOMARSINO: in questo caso occorre prima di tutto sottolineare la necessità di evitare semplici generalizzazioni. Le motivazioni con cui le aziende decidono di ricorrere alle ricerche di mercato sono molto variabili a seconda del contesto culturale e manageriale dell azienda stessa. Spesso le ricerche sono fatte proprio per ottenere contributi innovativi, di rottura degli schemi mentali con cui i manager interni valutano il contesto in cui operano. In questi casi i ricercatori si trovano a dover affrontare il problema inverso di offrire approcci metodologici in grado di fornire risultati politically uncorrect. Il successo di alcuni nostri approcci metodologici che assicurano all azienda di individuare che cosa realmente vuole il cliente perché il cliente non sempre vuole quello che noi pensiamo che egli voglia è una testimonianza del genuino desiderio delle aziende di andare al di là di quello che è accettabile o prevedibile. Non bisogna nascondersi il fatto che, a volte, le ricerche servono soltanto a mettere una firma in calce a ciò che i manager hanno già deciso. In questo caso sia lo sviluppo metodologico sia l interpretazione dei risultati rischia di essere sacrificato sull altare dell accettabilità. Appare importante che la società di ricerca abbia una visione di lungo periodo che le consigli di impostare un rapporto con l azienda di autentica partnership al di là delle convenienze immediate.

11 PEDRETTI: certamente i manager giudicano la accettabilità politica dei risultati un elemento chiave per la valutazione del lavoro di ricerca, tuttavia il ricercatore deve continuare a correre tale rischio. Il ricercatore non dovrebbe orientare la ricerca alla accettabilità politica dei risultati come scopo principale; metodo e risposta ai bisogni di innovazione del manager devono invece guidare il progetto. Il consenso politico potrebbe sicuramente favorire la accettazione ma finirebbe con il diminuire il bisogno di ricerche successive ed esaltare il frequente approccio di manager che cercano nella ricerca una conferma alle proprie intuizioni, tale processo è bene che venga realizzato naturalmente, senza alcuna forzatura; laddove tali condizioni non si verificassero è bene sfidare la reazione di rigetto del manager. Peraltro il manager di primo livello promuove atteggiamenti sfidanti per la propria organizzazione; in questo senso un atteggiamento non condizionato del ricercatore potrebbe essere premiato a costruzione di un rapporto di fidelizzazione e partnership di lungo periodo del committente. Certo, la raccomandazione riguarda ancora la capacità di comunicare del ricercatore, un risultato difficile deve essere comunicato politicamente, i picchi devono essere smussati e le conclusioni chiaramente espresse come raccomandazioni; il linguaggio sarà diretto od arrotondato in funzione del tipo di organizzazione. SCIOLARI: la particolare attenzione che viene attribuita all accettabilità politica dei risultati sottintende un approccio capovolto e non corretto nella relazione ricercatore/manager: l approccio progettuale, in qualunque settore e per qualunque prodotto/servizio, dovrebbe infatti prevedere innanzitutto l attività di ricerca e, successivamente, lo sviluppo di una strategia e la sua presentazione all interno dell azienda. Un approccio corretto dovrebbe prevedere quattro fasi, di cui due, la prima e la terza, richiedono il fondamentale ricorso agli istituti di ricerca: analisi dei concorrenti, delle tendenze e dei bisogni latenti con un approccio fortemente qualitativo; sviluppo all interno dell azienda del progetto e della strategia di posizionamento; verifica del progetto: supporto qualitativo con forte riscontro quantitativo; presentazione del progetto all interno dell azienda. La prima fase definisce l esigenza: in altri termini, è l esigenza del mercato e l individuazione dei bisogni latenti dei clienti che determina l opportunità di business; raramente accade il contrario. Nella seconda fase, sulla base delle evidenze emerse nella prima fase, il manager potrà concentrarsi sullo sviluppo del progetto e sulla parte più prettamente creativa e di posizionamento. Nella terza fase sarà importante verificare che, quanto sviluppato nella seconda fase corrisponda realmente a quanto

12 era stato solamente intuito nella prima: in caso contrario, sarà necessario ritarare il progetto. L ultima fase è quella della presentazione e della richiesta di approvazione del progetto in azienda che avverrà con il supporto di solide fondamenta scientifiche e, dunque, con maggiori possibilità di successo. Ogni progetto deve quindi nascere dalla comprensione della realtà esterna che non può prescindere dal preventivo ricorso ad istituti di ricerca. Il processo è quindi esterno-interno e non viceversa; se viene impostato in questo modo non potrà esistere contraddizione e contrasto ricercatore/manager ma, anzi, il primo sarà di supporto al secondo e potrà svolgere liberamente e senza vincoli il proprio ruolo. CECCARELLI: a differenza dei ricercatori, i manager ritengono poco utile una ricerca di natura esplorativa e si dichiarano poco interessati agli aspetti di sorpresa di una ricerca. Paura del confronto o solido pragmatismo? Quali sono le modalità più appropriate per avvicinare scienziati e businessman? BORELLINI: tutta la mia attività in azienda è di natura esplorativa, sia quando è rivolta a valutare la customer satisfaction dei nostri clienti sul prodotto e sul servizio, sia quando è volta a indagare la percezione e il posizionamento del marchio. Direi anzi che sono proprio gli aspetti di sorpresa quelli sui quali l azienda richiede maggiori approfondimenti e ulteriori indagini. Di nuovo è il fattore di cultura e i valori aziendali, e la capacità di adesione ad essi dei manager, a favorire l atteggiamento di apertura o chiusura. Vorrei anche aggiungere che mi è capitato più di una volta di dover raffreddare gli entusiasmi di alcuni ricercatori di istituti esterni che ritenevano di aver raggiunto risultati sorprendenti e non conosciuti in azienda, semplicemente perché non conoscevano abbastanza l azienda, la sua storia e il contesto di realtà di nicchia in cui opera e si basavano sulla loro esperienza, seppur vasta, di realtà mass market. Da questo non allineamento, direi di natura informativa, derivano le divergenze di interpretazione. Dal punto di vista del manager d azienda l interpretazione è infatti quella di una analisi superficiale e frettolosa che produce risultati banali e già noti, per ottenere i quali l azienda ha investito, mentre il ricercatore, non mettendo in dubbio la capacità di risposta dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi della ricerca, preferisce leggere l atteggiamento di scarso interesse aziendale come timore e non accettazione dei risultati stessi. Per evitare che questo avvenga, ritengo importante portare a bordo fin dall inizio i ricercatori esterni, fornendo loro gli adeguati elementi informativi sul contesto e sugli obiettivi.

13 CECERE: innovare costa, richiede investimenti economici e propensione al rischio: si può rischiare in modo più controllato pensando a i nuovi prodotti non solo per il consumatore ma anche con il consumatore. Il ricercatore deve muoversi come un consulente che svolge questa attività di progressivo riorientamento del manager verso l ascolto di ciò, o meglio di chi, è oggetto della ricerca. CESARETTI: ovviamente il pragmatismo del manager è giustificato dal rilevante costo delle ricerche: proprio perché il buon manager considera la ricerca un investimento, questa deve essere prima di tutto actionable, cioè generare un impatto sul processo decisionale. Le ricerche cui si fa cenno nella domanda, sono quelle ad indirizzo più strategico, che presentano in assoluto una minore implicazione nel breve periodo. Ove però esiste una funzione di ricerca che riesce ad interfacciarsi con l'alta direzione ed a saper cogliere i segnali di bisogni informativi più strategici, credo che l'ostacolo possa essere facilmente superato. D'altronde le ricerche che abbiano obiettivi ed indirizzi strategici non sono molte nel corso di un anno e, spesso, hanno un respiro che copre un arco temporale superiore ai 12 mesi. LAGOMARSINO: prima di tutto, da parte delle aziende, pragmatismo, desiderio di ottimizzare le risorse, percezione dello strumento ricerca di mercato come di una risorsa da focalizzare nel modo migliore, cioè interventi mirati per arrivare a soluzioni di problemi e non a semplici informazioni. In questo senso l esperienza Demoskopea è quella di svestire i panni dello scienziato per diventare il tecnico specializzato con un solido background scientifico di scienza applicata. Ciò non significa rinunciare ad approcci di ricerca allargati di natura esplorativa che possono essere essenziali in particolari contesti. In questo senso il ruolo del ricercatore assume i connotati della consulenza nel determinare il taglio e le dimensioni del progetto metodologico più indicato. PEDRETTI: i manager ritengono poco utile una ricerca di natura esplorativa; nella mia esperienza di ricerca di natura quantitativa il vero ostacolo e' di tipo economico. I manager promuovono nuovi stimoli ed in genere approcci esplorativi, spesso però si scontrano con esigenze di budget limitati e talvolta non dimostrano lo stesso coraggio nel sostenere internamente l'esigenza economica. Non parlerei quindi di paura del confronto, semmai di solido pragmatismo per casi singoli, ma in generale il metodo più efficace per avvicinare lo scienziato all'uomo di business sta nella prassi consolidata di presentazione di casi di best practice e quindi di risultati effettivi a fronte di sforzi comuni esplorativi. Ottenuto l'interesse del manager si può procedere a ricerche che operino per moduli successivi; il procedere per

14 obiettivi intermedi può aumentare il coinvolgimento del manager che infine diventerà il vero sponsor della ricerca e dei suoi risultati. SCIOLARI: la risposta è già contenuta nell approccio delineato ai precedenti punti. Il manager che non facesse periodicamente ricorso a ricerche esplorative ed innovative, dirette ad indagare nuovi scenari e tendenze, più che pragmatico direi che sarebbe affetto da una certa miopia. Personalmente ritengo che gli elementi per attrarre nuovi clienti e per differenziarsi realmente dai concorrenti siano fattori sempre meno tangibili e visibili, che non possono che essere attentamente ricercati attraverso il ricorso ad istituti specializzati che adottino tecniche con forte connotazione qualitativa ed esplorativa. Sono quindi certo che sarà sempre maggiore il ricorso ad indagini di natura esplorativa, soprattutto attraverso l impiego di tecniche qualitativo-motivazionali. CECCARELLI: il ruolo dei ricercatori sta conoscendo un significativo ampliamento in termini di contenuti e rilevanza strategica. Quale sarà l evoluzione futura del loro ruolo? Tenderanno ad assumere una valenza sempre più consulenziale, spingendosi a valutare le opzioni operative che i risultati della ricerca suggeriscono, o si concentreranno nel fornire informazioni di sempre più elevata qualità? BORELLINI: credo che già oggi si richieda agli istituti che fanno ricerca di avere al loro interno competenze in entrambi i ruoli. Anche perché difficilmente si può giocare un ruolo di contenuto e rilevanza strategica, e quindi consulenziale, senza avere come base di lavoro informazioni ad elevata qualità. Il futuro degli istituti di ricerca e di consulenza è quindi quella di portare avanti entrambi le professionalità, formando al loro interno i ricercatori e favorendone la specializzazione. Spesso chi si occupa di ricerche di mercato in azienda viene da una precedente esperienza in un istituto di ricerca, come ricercatore o consulente, e questo gli permette una capacità di lettura, interpretazione e trasmissione dei risultati maggiore di chi ha avuto la sola esperienza di ricercatore o di consulente che, sebbene più in contatto con le richieste e i codici comunicativi aziendali spesso è limitato all attività di progetto al quale è dedicato. A volte accade, magari solo per alcuni periodi lavorativi, anche il percorso inverso. Sicuramente aver vissuto in entrambe le comunità, almeno una volta, arricchisce professionalmente molto più della specializzazione, e porta ad avere manager-ricercatori e ricercatori-manager in grado di interagire in modo ottimale.

15 CECERE: fatta eccezione per i manager che provengono da esperienze di ricerca o che, per loro attitudine mentale, sono orientati alla ricerca ed all innovazione, a mio parere è compito del ricercatore proporsi in modo diverso. Proporsi come consulente, come un partner che aiuta ad identificare e risolvere i problemi, che fa maturare nel corpo di un azienda la consapevolezza dei fattori critici di successo nel rapportarsi con il consumatore, è una strada che richiede scelte d offerta chiare. Si potrebbe dire che nella comunità dei ricercatori non c è un unico orientamento. Da una parte il paradigma della distanza e dall altra quello della vicinanza. Il paradigma della distanza vuole ottimizzare costi e prodotti. Prevale un approccio del ricercatore da scienziato sociale; si focalizza sulla ricerca della verità ma, nel diffondere la conoscenza, non si confonde con i problemi del management, non si cala nell azienda: si trincera piuttosto dietro il rigore metodologico-statistico e somministra un report senza occuparsi troppo che i manager lo usino e di come lo usino. Si propongono standard di ricerca internazionali che rassicurano sul prodotto. Ma la reputazione dell istituto non sempre trasmette tutto il valore necessario nell azienda cliente. La qualità delle informazioni raccolte decade rapidamente, non trovando un percorso di valorizzazione. Con l illustrazione dei risultati si esaurisce la missione del ricercatore. Il paradigma della vicinanza presta attenzione al processo ed ai risultati. Richiede una predisposizione ad entrare in collaborazione ed empatia con il manager: sono con te, con i tuoi problemi, dalla tua parte, posso darti una mano per capire e trovare le soluzioni. Questo approccio usa tecniche di ricerca combinate con tecniche di discussione/elaborazione di idee in sessioni creative. Il manager, i dipendenti, i consumatori diventano oggetto e soggetto della ricerca. Si affiancano metodi tradizionali ad approcci orientati alla co-progettazione di soluzioni che non si limitino a rispecchiare il pensiero aziendale, ma si preoccupino di porre il pensiero del consumatore come motore delle scelte. Il processo di ricerca e selezione delle opzioni riduce la complessità della novità e la rende più gestibile per i manager. Ovviamente resterà alla comunità dei manager l assunzione ultima di responsabilità sulle priorità nell allocazione delle risorse, tenendo conto di quelle disponibili e delle attese degli azionisti. Il questo senso mi sembra utile ricordare l efficacia dell approccio formalizzato da Kaplan e Norton relativo alla metodologia delle Balanced Scorecard per l integrazione, in un sistema aziendale unico e condiviso, degli obiettivi economico-finanziari con gli obiettivi di altri pubblici interni ed esterni all azienda. All interno di questo approccio, le ricerche condotte sia all interno dell azienda sia all esterno possono alimentare la corretta

16 definizione degli indirizzi e la loro verifica. Le ricerche da prodotto diventano supporto al processo: entrano nel flusso che alimenta il ciclo di analisi e controllo strategico dell azienda. CESARETTI: del cambiamento in atto nelle funzioni di ricerca delle grandi aziende industriali, ho già dato la mia visione alla prima domanda. Per quanto riguarda il ruolo dei ricercatori d'istituto, credo che anche tra di loro sia in atto un profondo cambiamento: usando le parole della domanda, vedo che essi stanno assumendo un ruolo sempre più consulenziale, valutando e suggerendo quali opzioni operativamente siano più vantaggiose per la committenza, esponendosi in prima persona a dare indicazioni operative sulla scorta dei risultati emersi dalla ricerca ed anche, e sempre più spesso, citando casi concreti maturati nelle loro precedenti esperienze, ovviamente nell'assoluto rispetto della deontologia professionale, evitando cioè di nominare l'azienda o il prodotto coinvolti. Tuttavia, questo maggior coinvolgimento del ricercatore non è la contropartita a ricerche di qualità minore o dove la qualità del dato primario è meno importante; anzi, credo che la sfida sia proprio quella di dare indicazioni e assumersi la responsabilità di raccomandazioni in maniera fortemente consapevole che le informazioni primarie, che sono alla base del processo di analisi, siano di elevatissima qualità. Oggi la sfida dei ricercatori si gioca sull'interazione di due variabili che agiscono in modo divergente sul buon esito finale della ricerca e che nel passato sono state spesso contrapposte: il tempo e la qualità. La qualità è ovviamente intesa sia in termini di completezza e precisione, di accuratezza nella selezione delle fonti primarie dell'informazione, di vaglio critico delle modalità esistenti per accedervi. Del tempo mi limito solo a dire che, sempre più spesso, il processo decisionale avviene considerando vitali scarti di ore e non più di giorni. LAGOMARSINO: entrambi gli sviluppi appaiono essenziali ad una società di ricerche di mercato per continuare ad essere competitiva. La moltiplicazioni delle fonti, la globalizzazione degli strumenti di raccolta delle informazioni, il potenziamento dei modelli metodologici rendono necessaria prima di tutto una crescita nella capacità di raccolta di informazioni di sempre maggiore qualità. Contemporaneamente più informazione rischia di tradursi in meno informazione. Ovvero è essenziale che le società di ricerca diventino anche dei selezionatori di informazione. Capire le fonti importanti, individuare i dati fondamentali: fare ordine, scremare, trasmettere ai clienti solo l essenziale per arrivare alle soluzioni dei problemi. In questo senso è necessaria un reale cambiamento di mentalità, da semplici produttori a selezionatori, un vero e proprio approccio consulenziale.

17 L evoluzione invece in termini di valutazione delle opzioni operative suggerite dalle ricerche ci appare più difficile. In questo contesto siamo favorevoli ad una logica di specializzazione e cerchiamo di evitare l approccio del tuttologo, per cui ognuno deve fare il suo mestiere. Quello delle società di ricerche è fornire prima di tutto informazioni; in secondo luogo indicazioni comportamentali sulla base delle informazioni. La traduzione in operatività concreta appare un passo che presuppone conoscenze nelle diverse aree gestionali e strategiche più coerente con la professionalità dei manager interni o la specializzazione di consulenti ad hoc. PEDRETTI: fornire informazioni di qualità e garantire approccio consulenziale sono entrambi elementi che tendono a caratterizzare in modo significativo l'attività del ricercatore, in particolare si verifica sempre con maggiore rilevanza la consulenza come elemento differenziante. Direi che l'aspetto qualità è ormai divenuto elemento necessario che spesso viene dato per scontato e comunque delegato al ricercatore; la natura strategica del rapporto di collaborazione diventa invece l'elemento quantificabile dal manager a successo dei risultati forniti. Lo staff del cliente capace di interpretare i risultati ed orientare le azioni successive è sempre meno strutturato, il ricercatore dovrà promuovere la propria natura consulenziale piuttosto che rischiare uno svilimento dei propri risultati. Direi quindi che la capacità di entrare nelle valutazioni operative dei risultati della ricerca diviene sempre più elemento di sopravvivenza per il ricercatore. SCIOLARI: la valenza sarà sempre più di tipo consulenziale, con l obiettivo di fornire dati ed informazioni a supporto delle decisioni, in forma sempre più scientifica e sintetica, attraverso lo sviluppo di tavole sinottiche, l aggregazione dei risultati e l organizzazione in cluster degli stessi. Il ruolo sarà sempre più qualitativo, con l obiettivo di aiutare il manager ad interpretare e cogliere le tendenze e le evoluzioni, fornendo le corrette chiavi di lettura ad integrazione della mole di dati a volte eccessiva.

Studiare I consumi: Imparare dalla crisi

Studiare I consumi: Imparare dalla crisi MATCHING 24 / 11 /2009 Seminario Studiare I consumi: Imparare dalla crisi Quanto più la ripresa sarà lenta, tanto più la selezione delle aziende sul mercato sarà rapida. È fondamentale uscire dalle sabbie

Dettagli

Customer satisfaction

Customer satisfaction [moduli operativi di formazione] Customer satisfaction Soddisfare Migliorare Continuare a soddisfare CUSTOMER SATISFACTION Tutte le aziende dipendono dai propri clienti ed è indispensabile agire per capire

Dettagli

PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA

PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA FIRENZE 1 PROGETTO DI FORMAZIONE SUL TEMA IL SISTEMA DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO: RIFERIMENTI CONCETTUALI E NORMATIVI POSTI A CONFRONTO CON LA REALTÀ AZIENDALE FIRENZE 2 INDICE PREMESSA 3 MOTIVAZIONI

Dettagli

GUIDA DI APPROFONDIMENTO LA SCELTA DEI FORNITORI A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA

GUIDA DI APPROFONDIMENTO LA SCELTA DEI FORNITORI A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA GUIDA DI APPROFONDIMENTO LA SCELTA DEI FORNITORI A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA 1 SOMMARIO PREMESSA... 3 LE CONSIDERAZIONI STRATEGICHE DA FARE SUI FORNITORI... 4 CONCENTRARSI SUGLI OBIETTIVI... 4 RIDURRE

Dettagli

COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009

COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009 COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009 Le 11 competenze di base del coaching sono state sviluppate per permettere una migliore comprensione delle competenze e degli approcci utilizzati nell ambito della

Dettagli

IL COUNSELING NELLE PROFESSIONI D AIUTO

IL COUNSELING NELLE PROFESSIONI D AIUTO IL COUNSELING NELLE PROFESSIONI D AIUTO Obiettivi: Conoscere le peculiarità del counseling nelle professioni d aiuto Individuare le abilità del counseling necessarie per svolgere la relazione d aiuto Analizzare

Dettagli

Pure Performance Una direzione chiara per raggiungere i nostri obiettivi

Pure Performance Una direzione chiara per raggiungere i nostri obiettivi Pure Performance Una direzione chiara per raggiungere i nostri obiettivi 2 Pure Performance La nostra Cultura Alfa Laval è un azienda focalizzata sul cliente e quindi sul prodotto con una forte cultura

Dettagli

REALIZZARE PROCESSI DI VENDITA CHE SOSTENGANO UNA CRESCITA PROFITTEVOLE

REALIZZARE PROCESSI DI VENDITA CHE SOSTENGANO UNA CRESCITA PROFITTEVOLE REALIZZARE PROCESSI DI VENDITA CHE SOSTENGANO UNA CRESCITA PROFITTEVOLE SALESFORCE EFFECTIVENESS 1. [ GLI OBIETTIVI ] PERCHÉ DISPORRE DI PROCESSI COMMERCIALI PIÙ COMPETITIVI? Realizzare nel tempo una crescita

Dettagli

Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Dalla Conformità al Sistema di Gestione Tab.

Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Dalla Conformità al Sistema di Gestione Tab. Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Gli elementi che caratterizzano il Sistema Qualità e promuovono ed influenzano le politiche di gestione delle risorse

Dettagli

L idea imprenditoriale

L idea imprenditoriale 16 L idea imprenditoriale Una buona idea Una volta che hai precisato le tue attitudini e propensioni personali, è giunto il momento di muovere i veri primi passi nel mondo dell imprenditoria e di iniziare

Dettagli

PROBLEM DETECTION PROGRAM:

PROBLEM DETECTION PROGRAM: Pag.1 di 7 PROBLEM DETECTION PROGRAM: IL RUOLO ATTIVO DELLA BANCA PER CONOSCERE E FIDELIZZARE I CLIENTI Marina Mele - Luigi Riva In un settore che si caratterizza per elementi di forte dinamicità, fidelizzare

Dettagli

Psicologa, Psicoterapeuta, Antropologa Articolo scaricato da HT Psicologia PROJECT MANAGEMENT PROJECT MANAGEMENT: CARATTERISTICHE GENERALI

Psicologa, Psicoterapeuta, Antropologa Articolo scaricato da HT Psicologia PROJECT MANAGEMENT PROJECT MANAGEMENT: CARATTERISTICHE GENERALI Project management Pag. 1 di 5 PROJECT MANAGEMENT PROJECT MANAGEMENT: CARATTERISTICHE GENERALI I motivi per cui la metodologia di project management è attualmente ritenuta uno strumento vincente nella

Dettagli

SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE

SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE Riccardo Cappellin OS.E.L.R. - Osservatorio sulle Economie Locali e Regionali Dipartimento di Economia e Istituzioni Università di Roma "Tor Vergata"

Dettagli

Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta. Quadri sulla gestione

Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta. Quadri sulla gestione 6 Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta Quadri sulla gestione Impiegati con responsabilità direttive Dirigenti di imprese private e organizzazioni pubbliche, interessati

Dettagli

Marketing mix Prodotto

Marketing mix Prodotto Marketing mix Parlare di marketing mix per il settore pubblico è possibile soltanto prendendo i fattori che lo contraddistinguono ed adattarli al settore. Accanto ai tradizionali quattro fattori: prezzo,

Dettagli

ELEMENTO CENTRALE È IL RICERCATORE

ELEMENTO CENTRALE È IL RICERCATORE Significa riconoscere che la società e il sociale possono diventare oggetto di ricerca empirica. Si può realizzare essenzialmente attraverso due operazioni: quella concettuale e quella osservativa. È importante

Dettagli

RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE RIMOTIVAZIONE MODELLI E PERCORSI DI CONSULENZA ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE INDICE 1 PREMESSA 5 IL PROGETTO RIMOTIVAZIONE 6 PRIMA PARTE IL CONTESTO TEORICO DI RIFERIMENTO 8 CAPITOLO PRIMO I DIVERSI MODELLI

Dettagli

PROGETTO EDUCATIVO TRIENNALE

PROGETTO EDUCATIVO TRIENNALE Scuole dell infanzia di Baraggiole e Calderara PROGETTO EDUCATIVO TRIENNALE Anni scolastici 2012-13/2014-15 Le scuole dell infanzia dell Istituto Comprensivo T. Croci si pongono come obiettivo, nel corso

Dettagli

Le undici competenze chiave del coaching secondo ICF

Le undici competenze chiave del coaching secondo ICF Le undici competenze chiave del coaching secondo ICF Le seguenti undici competenze chiave del coaching sono state sviluppate per fornire una maggiore comprensione rispetto alle capacità ed agli approcci

Dettagli

PROGETTO CONTROLLO GESTIONE. Per la P.M.I. Per l Artigianato

PROGETTO CONTROLLO GESTIONE. Per la P.M.I. Per l Artigianato PROGETTO CONTROLLO GESTIONE Per la P.M.I. Per l Artigianato Valutare costantemente l'andamento economico della attività dell'azienda per stabilire se la sua struttura dei costi è adeguata per confrontarsi

Dettagli

I. ORGANIZZARE E GESTIRE PROGETTI: ASPETTI INTRODUTTIVI

I. ORGANIZZARE E GESTIRE PROGETTI: ASPETTI INTRODUTTIVI I. ORGANIZZARE E GESTIRE PROGETTI: ASPETTI INTRODUTTIVI 1. Lavorare per progetti La parola, oltre ad avere il significato del lessico comune, significa anche approccio manageriale, soprattutto da quando

Dettagli

INTRODUZIONE. Unipol Gruppo Finanziario ha invece scelto di ascoltare tutti, offrendo a tutti l opportunità di partecipare.

INTRODUZIONE. Unipol Gruppo Finanziario ha invece scelto di ascoltare tutti, offrendo a tutti l opportunità di partecipare. CARTADEIVALORI INTRODUZIONE Questa Carta dei Valori rappresenta in se stessa un Valore perché è il frutto di un grande impegno collettivo. Alla sua stesura hanno concorso migliaia di persone: i dipendenti

Dettagli

MONITORING PMI capacità di innovazione e dinamiche di sviluppo, bisogni e aspettative delle PMI del Distretto

MONITORING PMI capacità di innovazione e dinamiche di sviluppo, bisogni e aspettative delle PMI del Distretto MONITORING PMI capacità di innovazione e dinamiche di sviluppo, bisogni e aspettative delle PMI del Distretto Marco Cantamessa Emilio Paolucci Politecnico di Torino e Istituto Superiore Mario Boella Torino,

Dettagli

Il ruolo del Credito in Sardegna

Il ruolo del Credito in Sardegna Il ruolo del Credito in Sardegna Seminario del 16 luglio 2007 Vorrei circoscrivere il perimetro del mio intervento alle problematiche che coinvolgono il target di clientela di Artigiancassa. Noi infatti

Dettagli

Come passare dal budget tradizionale al piano d azione annuale: il caso GDO

Come passare dal budget tradizionale al piano d azione annuale: il caso GDO Come passare dal budget tradizionale al piano d azione annuale: il caso GDO di Massimo Lazzari e Davide Mondaini (*) L evoluzione rapida e irreversibile dei contesti di riferimento in cui le aziende si

Dettagli

LA SICUREZZA E IMPORTANTE

LA SICUREZZA E IMPORTANTE DISC PROFILO VERDE INTRODUZIONE Le persone con un alto profilo comportamentale VERDE preferiscono lavorare all interno di strutture esistenti e collaborare con gli altri. Il VERDE vuole sentirsi sicuro

Dettagli

Orientamento scolastico e partnership dei genitori

Orientamento scolastico e partnership dei genitori Orientamento scolastico e partnership dei genitori Progetto di Ricerca per l Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio nelle scuole secondarie di primo grado Prof. Antonio Cocozza Responsabile scientifico

Dettagli

CAPITOLO 11 Innovazione cam i amen o

CAPITOLO 11 Innovazione cam i amen o CAPITOLO 11 Innovazione e cambiamento Agenda Ruolo strategico del cambiamento Cambiamento efficace Cambiamento tecnologico Cambiamento di prodotti e servizi i Cambiamento strategico e strutturale Cambiamento

Dettagli

Il Piano di comunicazione

Il Piano di comunicazione Il Piano di comunicazione 23 lezione 11 novembre 2011 Cosa è un piano di comunicazione Il piano di comunicazione è uno strumento utilizzato da un organizzazione per programmare le proprie azioni di comunicazione

Dettagli

La liberalizzazione dei servizi sanitari

La liberalizzazione dei servizi sanitari La liberalizzazione dei servizi sanitari INTRODURRE PRINCIPI E REGOLE ISPIRATE ALLA SUSSIDIARIETÀ PUÒ ESSERE DI GRANDE AIUTO NELL AFFRONTARE LA COMPLESSITÀ ECONOMICA, POLITICA E SOCIALE DELLA GESTIONE

Dettagli

Piano di Marketing Come realizzare il piano di marketing, finalmente in pratica.

Piano di Marketing Come realizzare il piano di marketing, finalmente in pratica. Piano di Marketing Come realizzare il piano di marketing, finalmente in pratica. Intro Introduzione: La pianificazione di marketing L obiettivo principale del piano di marketing strategico è quello di

Dettagli

INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore)

INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore) INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore) FOCUS: IL POSSIBILE CO-MARKETING Il focus intende coinvolgere i presidenti delle cooperative nell analisi di un possibile co-marketing. Raccogliere

Dettagli

I sondaggi consentono la realizzazione di strategie di marketing, promozione e PR, consapevoli e mirate. LORENZA MIGLIORATO - CONSULENTE

I sondaggi consentono la realizzazione di strategie di marketing, promozione e PR, consapevoli e mirate. LORENZA MIGLIORATO - CONSULENTE La comunicazione efficace - cioè quella qualità nella comunicazione che produce il risultato desiderato nell interlocutore prescelto - è il prodotto di un perfetto ed equilibrato mix di scientificità,

Dettagli

Comunicare la RSI in tempi di crisi: criticità e opportunità

Comunicare la RSI in tempi di crisi: criticità e opportunità Comunicare la RSI in tempi di crisi: criticità e opportunità di Rossella Sobrero presidente di Koinètica Come cambia la comunicazione in tempo di crisi Le imprese socialmente responsabili sanno affrontare

Dettagli

IL RISK MANAGEMENT NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ITALIANE

IL RISK MANAGEMENT NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ITALIANE IL RISK MANAGEMENT NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ITALIANE Sintesi dei risultati della seconda edizione dell Osservatorio Realizzato da: In collaborazione con: RISKGOVERNANCE 1 INDICE DEI CONTENUTI Copyright

Dettagli

1 Questo convegno, che vede insieme rappresentanti del mondo pubblico e privato, prende spunto da un ciclo di formazione appena concluso di personale

1 Questo convegno, che vede insieme rappresentanti del mondo pubblico e privato, prende spunto da un ciclo di formazione appena concluso di personale 1 Questo convegno, che vede insieme rappresentanti del mondo pubblico e privato, prende spunto da un ciclo di formazione appena concluso di personale della RGS, del CNIPA e di ingegneri dell Ordine di

Dettagli

METODOLOGIA DELLA VALUTAZIONE DEI DIPENDENTI

METODOLOGIA DELLA VALUTAZIONE DEI DIPENDENTI All. A METODOLOGIA DELLA VALUTAZIONE DEI DIPENDENTI ai sensi del vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 26 SISTEMA DI VALUTAZIONE DEI DIPENDENTI AMBITO DI APPLICAZIONE: dipendenti CISSACA OBIETTIVO

Dettagli

Riflessioni sulla e-leadership

Riflessioni sulla e-leadership PIANO NAZIONALE PER LA CULTURA, LA FORMAZIONE E LE COMPETENZE DIGITALI Riflessioni sulla e-leadership (a cura di Franco Patini e Clementina Marinoni) Nella sua più completa espressione l e-leader è una

Dettagli

STRATEGIE PER LA CRESCITA PROFITTEVOLE Gestire le vendite e il servizio per sostenere prezzi e margini

STRATEGIE PER LA CRESCITA PROFITTEVOLE Gestire le vendite e il servizio per sostenere prezzi e margini STRATEGIE PER LA CRESCITA PROFITTEVOLE Gestire le vendite e il servizio per sostenere prezzi e margini Vicenza, 5 marzo 2013 Relatore: FABIO VENTURI Consulente di direzione e formatore. Testimonianza:

Dettagli

PER UNA RESPONSABILITA SOCIALE D IMPRESA CHE SIA ELEMENTO STRUTTURALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

PER UNA RESPONSABILITA SOCIALE D IMPRESA CHE SIA ELEMENTO STRUTTURALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE PER UNA RESPONSABILITA SOCIALE D IMPRESA CHE SIA ELEMENTO STRUTTURALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE PREMESSA Per la prima volta quest anno la responsabilità sociale in Italia diventa un tema diffuso di dibattito

Dettagli

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Comune di Inverigo Provincia di Como SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDICE INTRODUZIONE TITOLO I FINALITA E PRINCIPI Art. 1 - Finalità e oggetto Art. 2 - Principi di riferimento

Dettagli

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione.

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. La Compagnia Della Rinascita PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si

Dettagli

Tavolo La qualità del prodotto e dell esperienza turistica

Tavolo La qualità del prodotto e dell esperienza turistica Provincia Autonoma di Trento Dipartimento turismo, commercio, promozione e internazionalizzazione tsm Trentino School of Management SMT Scuola di Management del Turismo CONFERENZA PROVINCIALE DEL TURISMO

Dettagli

Marketing Multimedia Innovative Communication Technology

Marketing Multimedia Innovative Communication Technology Marketing Multimedia Innovative Communication Technology Chi siamo Marketing Multimedia nasce nel 1993, dall idea e dall entusiasmo di Roberto Silva Coronel. Roberto Silva Coronel, classe 1969, ha fatto

Dettagli

2. IL CONCETTO DELLA QUALITÀ NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

2. IL CONCETTO DELLA QUALITÀ NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Segreteria Generale Ufficio Programmazione e Controllo di gestione anno 2014 1. NOZIONI INTRODUTTIVE Ai sensi del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre

Dettagli

Il costo d impresa nel non fare relazioni pubbliche in un periodo di crisi

Il costo d impresa nel non fare relazioni pubbliche in un periodo di crisi Il costo d impresa nel non fare relazioni pubbliche in un periodo di crisi Toni Muzi Falconi Methodos SpA New York University Firenze, 17 maggio 2009 Alla fine del secolo scorso lo sviluppo delle nuove

Dettagli

I N D I C E LE PERSONE SONO L ELEMENTO CHIAVE PER RAGGIUNGERE I RISULTATI

I N D I C E LE PERSONE SONO L ELEMENTO CHIAVE PER RAGGIUNGERE I RISULTATI COACHING LE PERSONE SONO L ELEMENTO CHIAVE PER RAGGIUNGERE I RISULTATI I N D I C E 1 [CHE COSA E IL COACHING] 2 [UN OPPORTUNITA DI CRESCITA PER L AZIENDA] 3 [ COME SI SVOLGE UN INTERVENTO DI COACHING ]

Dettagli

Project Portfolio Management e Program Management in ambito ICT: la verifica di fattibilità del Piano.

Project Portfolio Management e Program Management in ambito ICT: la verifica di fattibilità del Piano. Project Portfolio Management e Program Management in ambito ICT: la verifica di fattibilità del Piano. di: Enrico MASTROFINI Ottobre 2004 Nella formulazione iniziale del Piano Ict sono di solito inseriti

Dettagli

DIGITAL TRANSFORMATION. Trasformazione del business nell era digitale: Sfide e Opportunità per i CIO

DIGITAL TRANSFORMATION. Trasformazione del business nell era digitale: Sfide e Opportunità per i CIO DIGITAL TRANSFORMATION Trasformazione del business nell era digitale: Sfide e Opportunità per i CIO AL VOSTRO FIANCO NELLA DIGITAL TRANSFORMATION Le nuove tecnologie, tra cui il cloud computing, i social

Dettagli

DISPORRE DEL CAPITALE UMANO ADEGUATO PER COGLIERE GLI OBIETTIVI DELL AZIENDA

DISPORRE DEL CAPITALE UMANO ADEGUATO PER COGLIERE GLI OBIETTIVI DELL AZIENDA DISPORRE DEL CAPITALE UMANO ADEGUATO PER COGLIERE GLI OBIETTIVI DELL AZIENDA LA FORMAZIONE MANAGERIALE 1. [ GLI OBIETTIVI ] PERCHÉ PROGETTARE E REALIZZARE PERCORSI DI CRESCITA MANAGERIALE E PROFESSIONALE?

Dettagli

Le Dimensioni della LEADERSHIP

Le Dimensioni della LEADERSHIP Le Dimensioni della LEADERSHIP Profilo leadership, dicembre 2007 Pag. 1 di 5 1. STRATEGIA & DIREZIONE Creare una direzione strategica Definire una strategia chiara e strutturata per la propria area di

Dettagli

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio Allegato 1 REVISIONE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEL COMPARTO Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio SINTESI DEI COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI

Dettagli

IL COACHING delle Ambasciatrici

IL COACHING delle Ambasciatrici IL COACHING delle Ambasciatrici European Commission Enterprise and Industry Coaching ambasciatrici WAI-Women Ambassadors in Italy, Ravenna, 20/05/2010 2 FASE 1 Le motivazioni e gli scopi FASE 2 L analisi

Dettagli

Verso l autosviluppo continuo: l esigenza di nuovi approcci e di nuova strumentazione

Verso l autosviluppo continuo: l esigenza di nuovi approcci e di nuova strumentazione Verso l autosviluppo continuo: l esigenza di nuovi approcci e di nuova strumentazione Riflessioni di Luciano Perego (prima parte) CARATTERISTICHE DELLA MODALITÀ TRADIZIONALE PER LA GESTIONE DELLO SVILUPPO

Dettagli

Cap. 7: L IMPRENDITORE MANAGER E IL MANAGER - IMPRENDITORE

Cap. 7: L IMPRENDITORE MANAGER E IL MANAGER - IMPRENDITORE : L IMPRENDITORE MANAGER E IL MANAGER - IMPRENDITORE Definizioni Per lo sviluppo di un impresa sono necessarie sia le abilità dell imprenditore che quelle dei manager * Le abilità imprenditoriali sono

Dettagli

La nostra idea di bambino...

La nostra idea di bambino... Conservare lo spirito dell infanzia Dentro di sé per tutta la vita Vuol dire conservare la curiosità di conoscere Il piacere di capire La voglia di comunicare (Bruno Munari) CITTÀ DI VERCELLI Settore Politiche

Dettagli

Sviluppo Strategico dell'internet Marketing. d.ssa Barbara Bonaventura barbara.bonaventura@mentis.it

Sviluppo Strategico dell'internet Marketing. d.ssa Barbara Bonaventura barbara.bonaventura@mentis.it Sviluppo Strategico dell'internet Marketing Obiettivo del marketing è il conseguimento di un vantaggio competitivo attraverso il perseguimento della soddisfazione del cliente. FASE OPERATIVA - Prodotto/Contenuto

Dettagli

QUADRO AC DI COMPETENZE Versione riveduta Giugno 2012

QUADRO AC DI COMPETENZE Versione riveduta Giugno 2012 QUADRO AC DI COMPETENZE Versione riveduta Giugno 2012 Competenze di coaching per Tutti i Coach 1. Rispettare le linee guida etiche, legali e professionali 2. Stabilire il contratto di coaching e gli obiettivi

Dettagli

SPERIMENTAZIONI. SIMULAZIONE: il business plan di una impresa legata ai rifiuti. Materiali Didattici «La gestione integrata dei rifiuti»

SPERIMENTAZIONI. SIMULAZIONE: il business plan di una impresa legata ai rifiuti. Materiali Didattici «La gestione integrata dei rifiuti» Materiali Didattici «La gestione integrata dei rifiuti» SPERIMENTAZIONI SIMULAZIONE: il business plan di una impresa legata ai rifiuti GREEN JOBS Formazione e Orientamento L idea In questo modulo sono

Dettagli

Chi Siamo. Esperienza Ricerca Forte impronta quantitativa Condivisione dei bisogni Soluzioni tailored made

Chi Siamo. Esperienza Ricerca Forte impronta quantitativa Condivisione dei bisogni Soluzioni tailored made Chi Siamo Metodia nasce a Siena nel 2004 da un gruppo di consulenti e ricercatori, professionisti in discipline statistiche ed economiche, già impegnati da diversi anni in collaborazioni con l Università

Dettagli

prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena

prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena UNIVERSITÀ, SCUOLE E ORIENTAMENTO IN ITALIA intervento al convegno Essenzialità dell Orientamento per il Futuro dei Giovani, Orvieto 9 11 dicembre

Dettagli

Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento

Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento Edizione 2015 40 anni di analisi e ricerca sulle trasformazioni economiche e sociali in Italia e in Europa:

Dettagli

PMO: così fanno le grandi aziende

PMO: così fanno le grandi aziende PMO: così fanno le grandi aziende Tutte le grandi aziende hanno al loro interno un PMO - Project Management Office che si occupa di coordinare tutti i progetti e i programmi aziendali. In Italia il project

Dettagli

Risultati indagine: Le aziende e la mobilità sostenibile

Risultati indagine: Le aziende e la mobilità sostenibile Risultati indagine: Le aziende e la mobilità sostenibile Cisalpina Research è il centro studi creato da Cisalpina Tours per rilevare dati e tendenze, opportunità e sfide del mercato dei viaggi d affari.

Dettagli

Essere leader nella Green Economy. Percorso formativo

Essere leader nella Green Economy. Percorso formativo Essere leader nella Green Economy Percorso formativo L urgenza di innovare il modello produttivo e di mercato che ha causato la crisi economica e ambientale che stiamo vivendo, sta aprendo spazi sempre

Dettagli

Perché è importante voltare pagina nella gestione delle piccole imprese?

Perché è importante voltare pagina nella gestione delle piccole imprese? Perché è importante voltare pagina nella gestione delle piccole imprese? Torino, 14 aprile 2006 Indice Considerazioni iniziali...p.3 La non crescita...p.5 In concreto, cosa si può fare?...p.6 Considerazioni

Dettagli

PERCORSO CAF EDUCATION

PERCORSO CAF EDUCATION PERCORSO CAF EDUCATION FEEDBACK REPORT INTEGRATO RAV-PDM CODICE MECCANOGRAFICO MEIC851001 SCUOLA IC SALVO D ACQUISTO MESSINA AMBITO DI AV DELLA SCUOLA* (X ) COMPLETO - ( ) PARZIALE GENNAIO 2014 1 PARTE

Dettagli

Big Data e Customer Engagement

Big Data e Customer Engagement 2013 Big Data e Customer Engagement Una Ricerca di: Novembre 2013 SOMMARIO PRINCIPALI RISULTATI DELLO STUDIO 2 INTRODUZIONE 5 COSA SONO I BIG DATA 5 PERCHÉ I BIG DATA SONO DIVENTATI IMPORTANTI 6 ADOZIONE

Dettagli

Koinè Consulting. Profilo aziendale

Koinè Consulting. Profilo aziendale Koinè Consulting Profilo aziendale Koinè Consulting è una società cooperativa a responsabilità limitata che svolge attività di consulenza e servizi alle imprese, avvalendosi di competenze interne in materia

Dettagli

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI CISCo Ufficio delle scuole comunali PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI Per profilo professionale è intesa la descrizione accurata delle competenze e dei comportamenti

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER L ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO

TECNICO SUPERIORE PER L ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO INTEGRATO ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE TURISMO TECNICO SUPERIORE PER L ORGANIZZAZIONE E IL MARKETING DEL TURISMO STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE PER

Dettagli

Solo chi ha un apertura visiva diversa vede il mondo in un altro modo

Solo chi ha un apertura visiva diversa vede il mondo in un altro modo Solo chi ha un apertura visiva diversa vede il mondo in un altro modo B. Munari inside INSIDE è specializzata nella trasformazione organizzativa, nello sviluppo e nella valorizzazione del capitale umano

Dettagli

L INTERVISIONE COME STRUMENTO E SOSTEGNO PER IL FACILITATORE:

L INTERVISIONE COME STRUMENTO E SOSTEGNO PER IL FACILITATORE: L INTERVISIONE COME STRUMENTO E SOSTEGNO PER IL FACILITATORE: CARATTERISTICHE, SIGNIFICATO E POTENZIALITA' Villa d Almè, ottobre-novembre 2015 Maria Coelli 1 La supervisione e l'intervisione -Per supervisione

Dettagli

Formazione e sviluppo per la Pubblica Amministrazione

Formazione e sviluppo per la Pubblica Amministrazione Formazione e sviluppo per la Pubblica Amministrazione area C La gestione delle risorse economiche e finanziarie per lo sviluppo sostenibile dell ente locale L Agenzia per la Formazione, l Orientamento

Dettagli

GEPRIM Snc. Consulenza, Formazione e Coaching per il Settore Creditizio. www.geprim.it

GEPRIM Snc. Consulenza, Formazione e Coaching per il Settore Creditizio. www.geprim.it GEPRIM Snc Consulenza, Formazione e Coaching per il Settore Creditizio Geprim per il Settore Creditizio Il settore del credito e la figura del mediatore creditizio hanno subito notevoli cambiamenti nel

Dettagli

Introduzione. Sul piano analitico, l improvvisazione è un concetto multidimensionale che può assumere diverse forme. Può essere vista come:

Introduzione. Sul piano analitico, l improvvisazione è un concetto multidimensionale che può assumere diverse forme. Può essere vista come: Disciplina, inciampo felice, responsabilità: i tre contributi che fanno da prefazione a questo mio testo colgono ciascuno una componente rilevante del tema dell improvvisazione. Punti di vista peculiari

Dettagli

Comunicazione e Marketing Organizzazione Aziendale. Industria & ICT Energia Consumer Hi-Tech Cosmesi Turismo & Benessere

Comunicazione e Marketing Organizzazione Aziendale. Industria & ICT Energia Consumer Hi-Tech Cosmesi Turismo & Benessere Comunicazione e Marketing Organizzazione Aziendale Industria & ICT Energia Consumer Hi-Tech Cosmesi Turismo & Benessere MultiPiani si occupa dal 1994 di Comunicazione e Marketing strategico, rivolgendosi

Dettagli

Chi siamo. vettori energetici (elettrico, termico ed energia prodotta da fonti tradizionali e rinnovabili) presenti nelle aziende pubbliche e private.

Chi siamo. vettori energetici (elettrico, termico ed energia prodotta da fonti tradizionali e rinnovabili) presenti nelle aziende pubbliche e private. Chi siamo Nata nel 1999, Energy Consulting si è affermata sul territorio nazionale fra i protagonisti della consulenza strategica integrata nel settore delle energie con servizi di Strategic Energy Management

Dettagli

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE. Le forme gerarchico-funzionali e la loro evoluzione

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE. Le forme gerarchico-funzionali e la loro evoluzione ORGANIZZAZIONE AZIENDALE Le forme gerarchico-funzionali e la loro evoluzione Prof. Armando Urbano - A.A. 2011-2012 PASSAGGIO DA FORMA SEMPLICE A FORMA GERARCHICO-FUNZIONALE La forma semplice è caratterizzata

Dettagli

1. Leadership emozionale 2. Gestire i conflitti e creare

1. Leadership emozionale 2. Gestire i conflitti e creare AREA LEADERSHIP 1. Leadership emozionale 2. Gestire i conflitti e creare condivisione 3. Gestire i gruppi di lavoro Leadership emozionale 2 giorni Perché la propria leadership funziona meglio con alcune

Dettagli

Istituti tecnici settore economico indirizzo turismo Programmazione per competenze per la classe quinta Discipline turistiche e aziendali

Istituti tecnici settore economico indirizzo turismo Programmazione per competenze per la classe quinta Discipline turistiche e aziendali Grazia Batarra, Carla Sabatini Turismo: prodotti, imprese e professioni per il quinto anno Edizione mista Tramontana Istituti tecnici settore economico indirizzo turismo Programmazione per competenze per

Dettagli

LA NOSTRA STORIA Esperienza e professionalità. I VALORI Etica, qualità e impegno costante. I CLIENTI Attenzione alle esigenze del Cliente

LA NOSTRA STORIA Esperienza e professionalità. I VALORI Etica, qualità e impegno costante. I CLIENTI Attenzione alle esigenze del Cliente INDICE PAG. 2 LA NOSTRA STORIA Esperienza e professionalità PAG. 4 I VALORI Etica, qualità e impegno costante PAG. 6 I CLIENTI Attenzione alle esigenze del Cliente 1 PAG. 7 GLI OBIETTIVI Stabilità e continuità

Dettagli

Team Building e Volontariato d impresa

Team Building e Volontariato d impresa Team Building e Volontariato d impresa LE MALATTIE RARE OGNI MINUT0 NEL MONDO NASCONO 10 BAMBINI COME TOMMASO, AFFETTI DA UNA MALATTIA GENETICA RARA. La Formazione di Valore produce VALORE Rebis e Zeta

Dettagli

la crescita è la chiave

la crescita è la chiave AREA LEADERSHIP PROFESSIONALE IL COACHING Lo strumento di manutenzione dell uomo LeadershipLab Training Gubbio (Perugia) N.Verde 800.960.318 la crescita è la chiave MARCO MERANGOLA Tel 366 37.72.330 Fax

Dettagli

L UOMO L ORGANIZZAZIONE

L UOMO L ORGANIZZAZIONE UNITÀ DIDATTICA 1 L UOMO E L ORGANIZZAZIONE A.A 2007 / 2008 1 PREMESSA Per poter applicare con profitto le norme ISO 9000 è necessario disporre di un bagaglio di conoscenze legate all organizzazione aziendale

Dettagli

I 10 Vantaggi Competitivi di una gestione del lavoro orientata alla sicurezza e allo sviluppo delle Risorse Umane

I 10 Vantaggi Competitivi di una gestione del lavoro orientata alla sicurezza e allo sviluppo delle Risorse Umane I 10 Vantaggi Competitivi di una gestione del lavoro orientata alla sicurezza e allo sviluppo delle Risorse Umane La presente pubblicazione si rivolge ai dirigenti del settore sanitario e ha come obiettivo

Dettagli

La relazione cliente/fornitore dal punto di vista normativo: il cliente al centro dell evoluzione dalla norma attuale alla ISO 9001:2000 (VISION 2000)

La relazione cliente/fornitore dal punto di vista normativo: il cliente al centro dell evoluzione dalla norma attuale alla ISO 9001:2000 (VISION 2000) CAPITOLO 1 Mario Cislaghi AICQ-CI La relazione cliente/fornitore dal punto di vista normativo: il cliente al centro dell evoluzione dalla norma attuale alla ISO 9001:2000 (VISION 2000) IL CLIENTE AL CENTRO

Dettagli

GESTIONE DI PROGETTO E ORGANIZZAZIONE DI IMPRESA

GESTIONE DI PROGETTO E ORGANIZZAZIONE DI IMPRESA GESTIONE DI PROGETTO E ORGANIZZAZIONE DI IMPRESA Il project management nella scuola superiore di Antonio e Martina Dell Anna 2 PARTE II ORGANIZZAZIONE DEL PROGETTO UDA 4 IL TEAM DI PROGETTO LEZIONE: IL

Dettagli

Realizzare la valutazione inclusiva

Realizzare la valutazione inclusiva LA VALUTAZIONE NELLE CLASSI COMUNI IT Realizzare la valutazione inclusiva La fase conclusiva del progetto La valutazione nelle classi comuni dell Agenzia ha visto un dibattito e una spiegazione del concetto

Dettagli

GUIDA DI APPROFONDIMENTO LA GESTIONE DEI CLIENTI A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA

GUIDA DI APPROFONDIMENTO LA GESTIONE DEI CLIENTI A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA GUIDA DI APPROFONDIMENTO LA GESTIONE DEI CLIENTI A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA 1 SOMMARIO PREMESSA... 3 ORIENTAMENTO ALLA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE... 3 ASPETTATIVE E SODDISFAZIONE DEL CLIENTE... 3 MISURARE

Dettagli

LEAN scuola Oltre il Progetto Qualità

LEAN scuola Oltre il Progetto Qualità LEAN scuola Oltre il Progetto Qualità Convegno rivolto a dirigenti e personale docente della scuola Fondazione CUOA Altavilla Vicentina, 21 maggio 2008 15.00 18.00 1 Il 21 maggio scorso, la Fondazione

Dettagli

Osservatorio ISTUD - seconda Survey: Aziende italiane e mercato unico europeo

Osservatorio ISTUD - seconda Survey: Aziende italiane e mercato unico europeo - seconda Survey: Aziende italiane e mercato unico europeo Quesito 1 In linea generale ritieni positiva la tendenza di molti paesi europei a cercare di proteggere alcuni settori ritenuti strategici per

Dettagli

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche

Dettagli

RICERCA PARTNER COMMERCIALI

RICERCA PARTNER COMMERCIALI RICERCA PARTNER COMMERCIALI In collaborazione con: Divisione di Alma Italia s.r.l. www.sanpaoloimprese.com PREMESSA Lo sviluppo commerciale è da sempre uno dei punti fondamentali dell attività aziendale.

Dettagli

Il Segretariato Sociale: uno strumento in via di estinzione? di Silvia Clementi*

Il Segretariato Sociale: uno strumento in via di estinzione? di Silvia Clementi* Il Segretariato Sociale: uno strumento in via di estinzione? di Silvia Clementi* Il segretariato sociale ha una storia e una tradizione che hanno accompagnato la professione dalla sua nascita, e pertanto

Dettagli

PROVINCIA DI PESARO E URBINO

PROVINCIA DI PESARO E URBINO Allegato alla delibera di G.P. n. del PROVINCIA DI PESARO E URBINO SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE ED ORGANIZZATIVA DEI DIPENDENTI DEI LIVELLI IVI COMPRESI GLI INCARICATI DI P.O. E

Dettagli

Indagine su imprese e assicurazioni. Report dei risultati

Indagine su imprese e assicurazioni. Report dei risultati Indagine su imprese e assicurazioni Report dei risultati ITA045 Maggio 2012 Management summary_1 BACKGROUND E OBIETTIVI Il Giornale delle Assicurazioni, in occasione del convegno Assicurazioni e Sistema

Dettagli

Sistema di Misurazione e valutazione delle performance

Sistema di Misurazione e valutazione delle performance Sistema di Misurazione e valutazione delle performance PIANI DI LAVORO (Obiettivi) 1. I piani di lavoro annuali sono finalizzati alla realizzazione dei programmi dell Amministrazione. Sono predisposti

Dettagli

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 10 OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI AUTOCONTROLLO ATTENZIONE E PARTECIPAZIONE ATTEGGIAMENTO E COMPORTAMENTO

Dettagli

Il controllo di gestione nelle aziende che operano su commessa e l informativa di bilancio sui lavori in corso

Il controllo di gestione nelle aziende che operano su commessa e l informativa di bilancio sui lavori in corso Dipartimento Impresa Ambiente & Management Mirella Zito Il controllo di gestione nelle aziende che operano su commessa e l informativa di bilancio sui lavori in corso Copyright MMIX ARACNE editrice S.r.l.

Dettagli