I problemi dell Inghilterra negli anni Venti

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1 I problemi dell Inghilterra negli anni Venti IPerteSto La nascita del Partito laburista In Gran Bretagna, dalla metà del xix secolo, si alternavano alla guida del governo il Partito liberale, che rappresentava la borghesia più avanzata, e il Partito conservatore, legato agli interessi dell aristocrazia terriera, dell alta finanza e delle grandi banche. Mancava quindi un organismo politico capace di rappresentare in Parlamento gli interessi dei lavoratori. Così, il 27 febbraio 1900 (una data simbolica, scelta apposta, perché in quel medesimo giorno, nel 1837, l Unione dei lavoratori londinesi si era schierata a favore della Carta del Popolo) si riunì per la prima volta il Labour Representation Committee (lrc), un comitato composto da sette sindacalisti, incaricato da varie organizzazioni operaie britanniche di dare vita a un partito che tutelasse le classi meno abbienti. James ramsay MacDonald ( ) fu eletto segretario. la nuova struttura non era aperta all iscrizione libera di singoli individui, come i moderni partiti politici; piuttosto, era un aggregazione di associazioni sindacali o politiche (65, nel 1901) e in tale veste si proponeva come strumento di coordinamento elettorale per i candidati vicini al movimento operaio. Nel 1903 il Partito liberale sottoscrisse un accordo con il Labour Representation Committee, in base al quale si impegnava a sostenere i candidati dell lrc in una trentina di circoscrizioni, in cambio dell appoggio dell lrc ai candidati liberali nelle circoscrizioni rimanenti. Nel 1906, grazie al patto elettorale, il Labour Representation Committee ottenne la nomina di 30 deputati, un risultato notevole se paragonato ai due soli deputati eletti nel Non bisogna poi dimenticare che, in questo periodo, solo il 59% della popolazione maschile adulta della Gran Bretagna aveva accesso al suffragio. la parte più povera della popolazione (quindi molti potenziali elettori dei laburisti) non potevano esprimere la loro preferenza. Subito dopo il successo elettorale sorse il Labour Party (Partito laburista) vero e proprio, che tuttavia dovette immediatamente fronteggiare due problemi spinosi: 1. a quell epoca, coloro che sedevano in Parlamento non percepivano alcuno stipendio. Costituire alle spalle dei deputati d estrazione operaia una struttura permanente, so- PERCORSI DI STORIA EUROPEA Accordi e patti elettorali Sostenitori del Partito laburista immortalati durante una gita in bicicletta nel IPERTESTO A 1 I problemi dell Inghilterra negli anni Venti

2 IPerteSto lida anche sotto il profilo finanziario, era dunque una necessità vitale. la questione venne risolta con una legge del 1911 che introdusse uno stipendio per i parlamentari; 2. dato che ad aggregarsi al partito erano le associazioni e non i singoli, all interno di molte unioni sindacali si creò una nutrita minoranza di scontenti. Infatti, dopo l accordo del 1903, molti non vedevano con favore che un partito ritenuto comunque concorrente (il Partito liberale) fosse indirettamente appoggiato anche da loro, in virtù dei contributi che essi versavano alle associazioni sindacali. Nel 1908, un ferroviere liberale citò in giudizio l organizzazione cui era iscritto, e il giudice sentenziò che il sindacato non poteva usare per scopi politici i contributi versati dagli operai membri dell unione stessa. Solo nel 1913 venne risolta questa delicatissima questione: un apposito Trade Union Act (una legge) precisò che un sindacato poteva usare i propri fondi per scopi politici, ma solo se in un congresso decideva in tal senso la maggioranza dei delegati (che a loro volta rappresentavano, quindi, la maggioranza degli iscritti). Alle minoranze contrarie era concesso di restare ugualmente all interno dell organizzazione sindacale; anzi, se avessero reso pubbliche le loro obiezioni, tali dissidenti non sarebbero stati tenuti a versare la porzione di quota che il sindacato avrebbe poi devoluto per scopi politici. UNITÀ VI 2 ECONOMIA E POLITICA TRA LE DUE GUERRE MONDIALI Il movimento operaio inglese durante la guerra le parole Governo di coalizione Un governo formato dall alleanza di più partiti. Nel 1914, in Inghilterra, il governo, oltre che dai laburisti era formato anche dai conservatori e dai liberali. Voto sui crediti di guerra Con questa espressione si intendono tutte le misure prese dai governi dei singoli Stati impegnati in un conflitto per finanziare la guerra. Nel corso della prima metà del 1914, tutte le principali Trade Union (cioè sindacati, che tra il 1905 e il 1914 ebbero un aumento vertiginoso, passando da 2 a circa 4 milioni di iscritti) aderenti al Partito laburista effettuarono le votazioni previste dal Trade Union Act dell anno precedente: su 63 organizzazioni, solo tre piccoli sindacati respinsero il principio dell uso per scopi politici di una parte dei fondi raccolti. Forte del rinnovato sostegno sindacale, il Partito laburista si diede un organizzazione sempre più efficace e capillare. Nell agosto dello stesso anno, il Partito laburista accettò di entrare a far parte del governo di coalizione creato per far fronte all emergenza derivante dallo scoppio della prima guerra mondiale. A differenza di quanto accadde in Italia, dove i socialisti si erano opposti al conflitto e anche dopo il 1918 avrebbero mantenuto viva la loro polemica contro gli interventisti, il partito laburista non assunse alcuna posizione che potesse apparire come antinazionale. Sotto questo profilo, il nuovo partito operaio britannico sembra molto più simile ai partiti socialisti di Germania e Francia, che però erano marxisti e aderivano alla Seconda Internazionale. Dopo il voto sui crediti di guerra, ramsay MacDonald diede le dimissioni da presidente del Partito parlamentare e venne sostituito, per il periodo della guerra, da Arthur Henderson ( ). Da quel momento, e per tutta la durata del conflitto, l allineamento dei laburisti e dei sindacati alla politica governativa fu praticamente totale. Il 24 agosto 1914, venne dichiarata una tregua industriale, sulla base di una mozione votata sia dal partito sia dai principali sindacati. In tale testo, si auspicava «che fosse fatto uno sforzo immediato per por fine a tutte le controversie di lavoro esistenti e che, qualunque nuova difficoltà potesse sorgere durante la guerra, si facesse un serio tentativo da parte di tutti gli interessati per raggiungere un accordo amichevole prima di arrivare a uno sciopero o una serrata». Durante gli anni della guerra, dapprima l industria degli armamenti, poi gran parte dell economia britannica furono sottoposte a un controllo statale sempre più rigoroso, all insegna di un patto stipulato tra governo e organizzazioni sindacali. Il primo, da parte sua, si impegnò a garantire agli operai alti salari e buone condizioni di lavoro; in cambio, però, il diritto di sciopero e di protesta erano di fatto soppressi.

3 Questa nuova situazione non fu accolta pacificamente da tutta la classe operaia; a partire dalla regione scozzese di Glasgow, anzi, si diffuse il movimento degli shop stewards, espressione che designava alcuni delegati di fabbrica, eletti direttamente dai lavoratori, che avevano assunto una posizione di forte contrasto rispetto alle grandi Trade Unions, accusate di non servire più la causa dei lavoratori. Nato nel 1915, il movimento raggiunse il massimo della propria forza negli anni , ma venne infine efficacemente battuto dal governo, per mezzo di una serie di importanti concessioni nel tra queste ricordiamo il suffragio universale maschile, il prolungamento dell obbligo scolastico dai 13 ai 18 anni e un vasto programma di edilizia popolare. Inoltre, un decreto, emanato nello stesso anno dal ministero del lavoro, permise di imporre un minimo salariale garantito ai lavoratori, in tutti quei casi in cui il salario stesso fosse ritenuto troppo basso. L indipendenza dell Irlanda Durante la prima guerra mondiale, l Inghilterra non corse mai il pericolo che una protesta sociale paralizzasse il Paese o bloccasse la produzione bellica. Un problema assai più serio, invece, esplose in Irlanda. Il lunedì di Pasqua del 1916, approfittando del fatto che l esercito britannico era impegnato nel conflitto mondiale, un gruppo di estremisti aveva occupato l edificio della Posta centrale di Dublino e proclamato la nascita di una libera e indipendente repubblica d Irlanda. la rivolta non si estese oltre la capitale, e anche all interno della città stessa gran parte della popolazione si dissociò apertamente dall insurrezione. le autorità inglesi, tuttavia, reagirono con estrema durezza: dapprima lasciarono che l esercito usasse l artiglieria nel centro di Dublino; poi, dopo la resa, condannarono a morte i principali leader ribelli. la situazione, pertanto, invece di tornare alla normalità si aggravò ulteriormente, creando intorno alla lotta per l indipendenza quel consenso che, in precedenza, essa non era ancora riuscita a ottenere. Nel 1919, i più accesi sostenitori della lotta contro l Inghilterra costituirono un organizzazione armata, che prese il nome di IRA (Irish Repubblican Army esercito repubblicano irlandese) e che venne guidata da Michael Collins; per due anni, l Irlanda fu teatro di una serie di spietati e clamorosi attentati, finalizzati a obbligare il governo inglese a concedere al Paese l indipendenza. Dopo aver tentato di rispondere colpo su colpo agli atti terroristici dell IrA, innescando una spirale di violenze sempre più feroci da entrambe le parti, le autorità britanniche accettarono infine di trattare. Collins, dopo un lungo e complesso negoziato, il 6 dicembre 1921 firmò un trattato col governo di londra; quest ultimo non riconosceva l indipendenza della sua più antica colonia, ma comunque permetteva la nascita di uno Stato libero d Irlanda. esso si doveva impegnare a far parte del Commonwealth, una comunità di Stati che, pur essendo del tutto autonomi negli affari in- PERCENTUALE DEI VOTI OTTENUTI DAI PRINCIPALI PARTITI INGLESI ( ) Conservatori 46,6 39,6 38,5 Liberali 44,2 25,6 28,3 Laburisti 46,4 21,4 29,7 Altri 42,8 13,4 3,5 Dalla tabella si può vedere il costante aumento dei consensi registrato dal Partito laburista in Inghilterra. Questo andamento, che diventerà ancora più forte negli anni seguenti, porterà al progressivo declino del Partito liberale e allo scontro tra conservatori e laburisti per il governo dell Inghilterra. i luoghi Irlanda L occupazione inglese dell Irlanda ebbe inizio nel 1171; per diverso tempo non si trattò di spedizioni pianificate e guidate personalmente dal sovrano, ma di razzie e di incursioni condotte da gruppi di avventurieri armati, che infine riuscirono a impadronirsi con la forza di intere regioni. Durante il suo regno ( ), Enrico VIII mise in atto una repressione brutale dei tentativi di autonomia irlandesi, cosicché quando la monarchia inglese ruppe i rapporti con la Chiesa di Roma, per reazione la maggior parte degli irlandesi rimase cattolica. Nel Seicento il Paese si ribellò più volte contro la dominazione inglese, senza successo. Nel Settecento la popolazione irlandese aumentò notevolmente di numero e la nuova coltura della patata permise di sostenere il peso dell incremento demografico. Tuttavia tra il 1845 e il 1848 si verificò una drammatica carestia, provocata dall improvvisa diffusione, nelle colture di patate, di un parassita che faceva marcire i tuberi. Iniziò allora un imponente processo di emigrazione, diretto soprattutto verso gli Stati Uniti: degli abitanti che l Irlanda contava nel 1841, nel 1911 non ne restavano che IPerteSto IPERTESTO A 3 I problemi dell Inghilterra negli anni Venti

4 IPerteSto Prima dell indipendenza dell Irlanda, i combattimenti e le violenze tra i soldati inglesi e l IRA furono accesissimi. Nell immagine un momento degli scontri in una via di Dublino durante il lunedì di Pasqua del UNITÀ VI 4 ECONOMIA E POLITICA TRA LE DUE GUERRE MONDIALI L Eire, repubblica indipendente terni, restavano fedeli alla Corona inglese. la condizione dell Irlanda, dunque, diveniva simile a quella del Canada, del Sud Africa, dell Australia e della Nuova Zelanda. tali ex colonie d oltremare, però, erano abitate per la maggioranza da inglesi, che non avevano problemi a prestare giuramento al re d Inghilterra; per gli irlandesi, invece, la Corona britannica era il simbolo di una secolare oppressione, cui si voleva finalmente porre fine. Inoltre, dal momento che l Irlanda settentrionale era abitata in prevalenza da protestanti, il trattato firmato da Collins permetteva all Ulster (la regione del Nord, comprendente sei contee) di continuare a restare sotto il governo di Londra. Per Collins, il trattato del 1921 era un compromesso ragionevole, un primo passo verso la piena indipendenza; i repubblicani più radicali, invece, giudicarono l accordo un vero e proprio tradimento della loro aspirazione a un Irlanda unita e completamente indipendente. Nel giugno 1922, pertanto, il Paese sprofondò nella guerra civile, nel corso della quale Collins stesso restò ucciso. Dopo che gli estremisti repubblicani vennero sconfitti, a partire dal 1923 si fece strada fra loro la figura di eamon de Valera, un radicale, nemico di Collins e del trattato, che aveva deciso di proseguire sul piano politico la lotta per la completa indipendenza del Paese. Nel 1932, De Valera vinse le elezioni; il primo atto del suo governo fu l eliminazione dalla Costituzione del giuramento di fedeltà alla monarchia inglese. Nel 1937, poi, venne varata una nuova legge fondamentale, in cui l Irlanda non era più chiamata Ireland, in inglese, bensì Eire, in gaelico. Inoltre, si affermava che tutta l isola (compresa l Ulster) era una Repubblica indipendente e pienamente sovrana, senza alcun legame con la Gran Bretagna. l anno seguente, l Inghilterra accettò la nuova situazione, che permise all eire di mantenersi neutrale nella seconda guerra mondiale. restò aperta, invece, la questione dell Ulster, travagliata per tutto il Novecento da una feroce guerriglia condotta dall IrA contro l amministrazione britannica.

5 Il declino economico dell Inghilterra Negli anni precedenti il 1914, l Europa era stata il centro del mondo: e questo era vero sia dal punto di vista politico che sotto il profilo economico. Il commercio mondiale, in effetti, si basava principalmente sull esportazione dei manufatti industriali europei nel resto del mondo e sull importazione di materie prime o di derrate alimentari sui mercati del Vecchio continente. Prima delle ostilità, il peso economico e politico di Paesi industrializzati extraeuropei come il Giappone e gli USA era ancora notevolmente ridotto, e comunque senz altro inferiore, su scala mondiale, a quello di Inghilterra, Francia e Germania. La guerra modificò radicalmente questa situazione. era evidente che Francia e Inghilterra avevano potuto sconfiggere gli imperi centrali solo grazie all appoggio degli USA, verso i quali, oltre tutto, si erano pesantemente indebitati (rispettivamente per più di 30 miliardi di franchi e per oltre un miliardo e 200 milioni di sterline). Inoltre, si verificò un fenomeno ancora più importante: poiché per cinque anni le economie dei Paesi europei erano state completamente risucchiate nel vortice della produzione bellica, numerosi mercati che erano stati fino al 1914 riforniti di manufatti industriali prodotti in Francia, in Inghilterra o in Germania, nel corso della guerra si adattarono alle nuove circostanze. In pratica, ciò significò da un lato lo sviluppo manifatturiero di certe regioni prive, fino ad allora, di una propria industria, e dall altro un formidabile incremento nelle esportazioni degli USA e (sia pure in misura minore) del Giappone. Il Brasile, per esempio, diminuì le esportazioni dall Inghilterra, che passarono da 72 (1913) a 55 (1928) milioni di dollari; al contrario aumentò le importazioni dei manufatti dagli USA, che passarono a 65 milioni di dollari contro i 45 del Globalmente si può stimare che, tra il 1913 e il 1925, le esportazioni britanniche siano diminuite del 25%. Ma, negli anni Venti, la gravità della situazione economica nel regno Unito fu accentuata da altri due fenomeni tipicamente inglesi. la Gran Bretagna restò tenacemente attaccata alla propria tradizionale politica di libero scambio, anche a costo di esporre il proprio mercato interno alla concorrenza straniera. Inoltre, anche in ciò fedele alla tradizione, il governo inglese si ostinò nel perseguire una politica monetaria basata sull obiettivo di riportare la sterlina al cosiddetto gold standard. In pratica, ciò significava la convertibilità della sterlina in oro (al valore di 123,27 grani di oro fine) e la possibilità di scambiarla in dollari al valore fissato e stabilizzato prima della guerra (4,86 dollari per 1 sterlina). Come ha commentato l autorevole economista americano J. K. Galbraith, «il ritorno della Gran Bretagna al regime aureo nel 1925 rimane ancora una delle decisioni più chiaramente sbagliate nella storia lunga e impressionante dell errore economico». Fedeltà alla politica del libero scambio L ECONOMIA INGLESE NEGLI ANNI VENTI Rivalutazione della moneta Aumento delle esportazioni USA a danno dell Inghilterra IPerteSto IPERTESTO A 5 I problemi dell Inghilterra negli anni Venti Esposizione del mercato interno alla concorrenza straniera CRISI DELL INDUSTRIA Difficoltà nel collocare all estero i prodotti industriali britannici Disoccupazione di massa ACUTA CONFLITTUALITÀ DI MASSA Diminuzione dei salari

6 IPerteSto UNITÀ VI 6 ECONOMIA E POLITICA TRA LE DUE GUERRE MONDIALI 6% 16,6% Tra il 1921 e il 1926 (l anno seguente la rivalutazione) si registrò un calo dei disoccupati in Inghilterra. La situazione restava comunque drammatica: si può dire, infatti, che, dopo il 1920, non vi fu mai nel Paese meno di un milione di disoccupati. Riferimento 1 storiografico pag. 7 LA DISOCCUPAZIONE IN INGHILTERRA 12,3% In effetti la sterlina pesante (cioè rivalutata) rese ancora più difficili le esportazioni inglesi all estero e impedì il buon esito di ogni tentativo finalizzato a migliorare la drammatica situazione di disoccupazione di massa, che caratterizzò il regno Unito negli anni seguenti la prima guerra mondiale. Per rendere concorrenziali le merci britanniche, l unico sistema risultò quello della diminuzione dei salari, che insieme alla disoccupazione dilagante fu all origine dell acutissima conflittualità sociale che è possibile constatare nell Inghilterra degli anni Venti. In particolare, ricordiamo il grande sciopero generale del maggio del 1926, che vide come protagonisti soprattutto i lavoratori delle miniere di carbone e dei trasporti. Al termine di una pesantissima agitazione, durata ben sette mesi, i minatori uscirono sconfitti su tutta la linea, costretti ad accettare salari ridotti e a perdere la riduzione della prestazione giornaliera a 7 ore, ottenuta nel 1919, mentre una nuova normativa sulle Trade Unions dichiarò illegale ogni sciopero di solidarietà di una categoria a sostegno di un altra. I picchetti davanti ai cancelli, in tempo di sciopero, vennero di fatto vietati; ai sindacati fu impedito di effettuare sottoscrizioni di fondi a scopi politici. la grande ondata di proteste operaie si concludeva dunque con un fallimento completo. La forza della democrazia inglese la cosa più sorprendente per lo storico, in questo drammatico contesto economico e sociale, è che in Inghilterra a differenza di quanto accadeva nei medesimi anni in Italia e in Germania non vi sia stata una sola vittima a causa di motivi politici o nel corso delle agitazioni sindacali; allo stesso modo, a fronte del crollo che, infine, coinvolse i regimi liberali in Italia e in Germania, in Gran Bretagna la democrazia parlamentare non corse mai alcun serio pericolo. le ragioni di questa anomalia britannica sono molteplici, ma si può segnalare, al primo posto, il tenace attaccamento di tutti gli strati sociali alle istituzioni tradizionali del Paese. Innanzi tutto, per contrasto rispetto al continente, va notata la fedeltà della borghesia inglese allo Stato liberale, negli stessi anni in cui (sia in Italia che in Germania) ampi strati delle classi agiate guardavano con sufficienza al sistema parlamentare e con aperto disprezzo alla democrazia. Sebbene sia del tutto esagerato affermare che il fascismo e il nazismo abbiano trionfato solo in virtù del volere o addirittura con una sorta di esplicito mandato da parte della grande industria e dei grandi proprietari terrieri, si può però dire che i gruppi dirigenti (quando non furono complici) non fecero assolutamente nulla per bloccare l ascesa al potere di forze che nei loro programmi mettevano esplicitamente la soppressione del regime liberale. Il rispetto per il Parlamento era ampiamente condiviso, in Inghilterra, anche dalle masse popolari e dalle loro organizzazioni politiche. la Gran Gretagna fu l unico grande Stato europeo che, dopo il 1917, non vide la nascita di un forte partito operaio con finalità rivoluzionarie; al contrario, la principale forza di sinistra del paese, il Partito laburista, fin dal suo primo apparire sulla scena politica aveva rinunciato alla prospettiva di un radicale e violento capovolgimento della società, scegliendo piuttosto una linea riformista e, per così dire, socialdemocratica. la ragione di questa moderazione del Partito laburista va cercata nell origine stessa dell organizzazione, o meglio nel rapporto che esisteva in Inghilterra fra il partito dei lavoratori e i sindacati operai.

7 Sul continente europeo, in genere, prima nacquero i partiti socialisti e poi strettamente collegati ad essi, per non dire dipendenti si svilupparono i sindacati operai e le leghe contadine. In Gran Bretagna, invece, il rapporto fu inverso: fu dalle Trade Unions, cioè dalle organizzazioni sindacali, che nacque il partito, non viceversa. e poiché i sindacati, per loro natura, sono più attenti ai problemi pratici e concreti (orario di lavoro, condizioni di vita dei lavoratori, salari) che alle grandi questioni politiche (la conquista del potere statale) o alle affascinanti utopie relative al futuro (la società senza classi), il partito che in Inghilterra rappresentò gli interessi dei lavoratori assunse, fin dall inizio, un orientamento moderato e pragmatico. Di conseguenza, a differenza dei partiti marxisti europei, spesso sprezzanti verso lo Stato liberale e le sue istituzioni borghesi, i laburisti puntarono all obiettivo di giungere al potere per vie del tutto legali. e quando ciò accadde (nel 1923), a nessuno parve che il loro governo fosse radicalmente diverso dagli altri esecutivi della storia inglese, o per lo meno non tale da rappresentare, per il regno Unito, una drammatica cesura, pericolosa per l ordine politico e sociale. In tale contesto, malgrado l elevato numero di disoccupati e l acutissimo livello raggiunto dalla conflittualità sociale, non vi furono le condizioni per la nascita e lo sviluppo di un radicalismo di destra, che potesse attrarre la borghesia e i ceti medi, presentandosi come alternativo sia al regime parlamentare che alla rivoluzione comunista, in nome della grandezza e del prestigio internazionale della nazione. IPerteSto Riferimenti storiografici IPERTESTO A 1 7 La vita politica inglese negli anni Venti e Trenta In Inghilterra, sebbene la situazione sociale non fosse meno difficile che in Italia e in Germania, l opposizione di sinistra non si pose mai finalità di tipo rivoluzionario. Questo impedì lo sviluppo di un movimento fascista inglese, analogo a quelli sorti sul continente europeo, e bloccò sul nascere l esplosione della violenza per motivi politici o sociali. In Inghilterra sembrava che fossero riunite le premesse per l insorgere della lotta di classe e per una minaccia, da parte di estremismi di destra o di sinistra, alla democrazia parlamentare inglese. Invece il governo democratico ne uscì indenne e, almeno per quanto riguarda la grande maggioranza della popolazione, rimase indiscusso; in realtà i governi inglesi, benché socialmente e politicamente conservatori, godettero in quegli anni di un genuino appoggio di massa. [ ] Negli anni Trenta dall estrema destra politica sorse una minaccia alla democrazia liberale parlamentare; esponente di questo movimento estremista fu Sir Oswald Mosley, un capo almeno altrettanto abile e a tutta prima meno sgradevole della maggior parte dei suoi soci sul continente. Questa minaccia fu tuttavia ben lontana dall aver successo, e infine la guerra distrusse le prospettive molto tenui dell instaurazione in Inghilterra di una dittatura secondo i modelli italiano e tedesco. Almeno in parte il suo insuccesso si spiega col fatto che era difficile in Inghilterra sentirsi gravemente allarmati per il Pericolo Rosso in patria; la forza del Partito Comunista britannico era insufficiente a provocare o giustificare una reazione violenta della destra ed era impossibile trattare il Labour Party come una forza che minacciasse sovversione e rovine. Non c era nulla nella politica inglese che potesse spaventare il ceto medio. [ ] È quindi giusto dire che la vita politica inglese fra le due guerre assunse la forma di una lotta pacifica e in larga misura razionale fra un partito conservatore pronto ai compromessi e un partito laburista incline alla moderazione, con i liberali, in declino, come terza forza tra i due. I conservatori, in gran parte finanziati dall industria, rappresentavano la classe dei grandi proprietari terrieri e dei grossi uomini d affari, la massa della borghesia, preoccupata della difesa dell attuale struttura sociale e della distribuzione attuale dei redditi e della proprietà, e una parte della classe dei lavoratori disposta a prendere il suo posto dentro la gerarchia sociale ed economica. Il Labour Party, finanziato in gran parte dai sindacati, rappresentava un I problemi dell Inghilterra negli anni Venti

8 IPerteSto Oswald Mosley ad un raduno in un quartiere di Londra dell Unione fascista britannica, il movimento da lui fondato. Da notare la camicia nera, simbolo prelevato dal fascismo italiano. UNITÀ VI 8 ECONOMIA E POLITICA TRA LE DUE GUERRE MONDIALI settore progressivo della piccola borghesia, specialmente fra i lavoratori stipendiati, come gli insegnanti, e la gran massa della classe operaia. ( ) Nonostante la minaccia degli estremisti e nonostante l impressione di alcuni conservatori che il loro partito fosse troppo pronto a cedere e a venire a compromessi, e l opinione di alcuni laburisti secondo cui il loro partito avrebbe dovuto esprimere un socialismo più militante, entrambi i grandi partiti britannici continuarono ad accontentarsi di lavorare entro l ambito costituzionale e di agire con tolleranza nei confronti dei loro oppositori. Il risultato fu che nonostante le difficoltà e le sofferenze dei precedenti vent anni, nel 1939 la Gran Bretagna era una società più unita nel suo modo di vedere e politicamente meno turbolenta della Gran Bretagna del Fra il 1919 e il 1939 non una sola vita fu perduta in Inghilterra in conflitti politici o industriali. La storia inglese di questi anni presenta un deciso contrasto con la storia della maggior parte dei paesi del continente europeo. r.a.c. Parker, Il XX secolo. Europa , Feltrinelli, Milano 1981, pp. 123, 135, , trad. it. l. BerrINI Per quali motivi il movimento filo-fascista di Mosley non ebbe successo in Gran Bretagna? Quali forze sociali sostenevano il Partito laburista? Era davvero possibile considerare il Partito laburista come una forza rivoluzionaria e sovversiva? Quale aspetto distingue nettamente la storia inglese del periodo , da quella degli altri paesi europei?

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