Monitoraggio. Incontro tematico per la partecipazione pubblica a supporto dell elaborazione elaborazione del PBI. Parma, 6 luglio 2011

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1 Monitoraggio Incontro tematico per la partecipazione pubblica a supporto dell elaborazione elaborazione del PBI Parma, 6 luglio 2011 via Giuseppe Garibaldi, Parma - tel

2 Monitoraggio vs Pianificazione Conoscenza a supporto della pianificazione territoriale e ambientale tale: Quali ESIGENZE soddisfare? - analisi della dinamica e della evoluzione dei fenomeni naturali e delle alterazioni antropiche (stato e modelli interpretativi) - individuazione delle condizioni e dei limiti di sviluppo d uso del territorio e delle risorse ambientali (sostenibilità economica, ambientale e sociale) - definizione di scenari di riferimento per la definizione e l attuazione di politiche settoriali in contesti complessi e incerti (previsione e adattamento) Principio dell integrazione integrazione: - integrazione delle culture Quali PRINCIPI seguire? - integrazione dei processi (conoscitivi, valutativi e decisionali) - integrazione delle politiche e degli esiti Principio della governance: - creazione e attivazione di reti di relazioni virtuose e stabili tra attori diversificati, pubblici e privati - regia di tali reti da parte di attori istituzionali - accompagnamento ai processi decisionali e valutativi

3 Progetto Re.Mo. del Po conseguire una maggiore consapevolezza sui sistemi gestiti, dal ciclo di vita del dato al ruolo del monitoraggio nelle scienze per l ambiente e nelle politiche ambientali Finalità generali orientare ulteriormente il monitoraggio esistente a supporto della pianificazione, in termini sia di attività comune - maggior coinvolgimento critico dei soggetti responsabili - sia di definizione comune dei risultati - migliore capacità di interpretare i dati raccolti e quindi di costruire dei quadri informativi realistici e predittivi sostenere l attività di costruzione e organizzazione delle conoscenze (metodologie, strumenti, tecnologie).

4 Progetto Re.Mo. del Po Finalità specifiche a scala di bacino Ricostruzione del quadro conoscitivo di riferimento su 10 temi di interesse per la pianificazione di bacino - difesa del suolo, risanamento e uso razionale delle risorse idriche e tutela degli aspetti ambientali e per rispondere alle esigenze delle direttive CE in vigore (Acqua, Habitat,Uccelli, Nitrati, Aree sensibili) (Fase 1) Implementazione e ottimizzazione delle conoscenze, progettazione di specifici sistemi di integrazione e di condivisione delle informazioni esistenti (Fase 2) Realizzazione di una rete integrata per la gestione dei sistemi informativi e il monitoraggio per la pianificazione distrettuale ai sensi della DQA (Fase 3) Fase conclusa, dicembre 2006, pre - D.Lgs 152/06 Fasi in corso, con risorse ordinarie - attuazione e aggiornamento del PdG Po

5 Nuove esigenze e diversi approcci: DM 260/2010 e obiettivi ambientali della Direttiva 2000/60 CE Legge Merli 319/76 Controllo degli inquinamenti e degli usi delle acque Analisi fisiche (idrologiche) + chimiche + microbiologiche (igienico-sanitarie) Limiti rispetto a standard D.Lgs 152/99 e smi Obiettivi di qualità ambientale e per specifica destinazione (usi) dei corpi idrici significativi con scadenze D.Lgs 152/06 e decretoattuattivo DM 260/10 Obiettivi ambientali per tutti i corpi idrici al Analisi fisiche (idromorfologiche) + chimiche + microbiologiche + comunità biologiche (diatomee, macrofite, macrobenthos, pesci) Analisi fisiche (idrologiche) + chimiche + microbiologiche + biologiche (macrobenthos -IBE) Indici diversi per ciascun elemento, di rilevanza europea SECA E SACA:indici di rilevanza nazionale 3 tipi di monitoraggio: sorveglianza, operativo, di indagine Ad es. per i fiumi solo solo Intero ACQUA ALVEO BAGNATO CORRIDOIO FLUVIALE

6 A che punto siamo: esiti della Fase 1 del Progetto Re.Mo. del Po, ancora attuali la fine di una fatica o l avvio di un cammino? Descrizione attività Fase 1 Ricostruzione del quadro conoscitivo di riferimento per ciascuno dei temi trattati in termini di: competenze sistemi di monitoraggio accessibilità e reperibilità delle informazioni metodologie di raccolta ed elaborazioni dati individuazioni delle criticità confronto con varie esperienze, (workshop/seminari a tema) proposte migliorative per integrare e migliorare l esistente ai fini della pianificazione di bacino Tipologie e criticità Strutturali - copertura territoriale, significatività e rappresentatività delle reti Gestionali - acquisizione, trattamento, elaborazione e condivisione dei dati raccolti Tecnico-scientifiche - riferimenti e carenze per la comprensione delle relazioni causa-effetto e del trend evolutivo dei fenomeni ambientali Istituzionali - coordinamento continuo ed efficace dei diversi soggetti che si occupano di ricerca, monitoraggio, pianificazione e gestione del territorio Formative competenze multidisciplinari e capacità tecniche per le nuove politiche ambientali emergenti

7 A che punto siamo: la fine di una fatica o l avvio di un cammino? Se le FINALITA del monitoraggio sono: verificare il raggiungimento dei traguardi fissati dalla DQA a. impedire un ulteriore deterioramento, proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici e degli ecosistemi terrestri e delle zone umide direttamente dipendenti dagli ecosistemi acquatici sotto il profilo del fabbisogno idrico ; b. agevolare un utilizzo idrico sostenibile fondato sulla protezione a lungo termine delle risorse idriche disponibili ; c. mirare alla protezione rafforzata e al miglioramento dell ambiente acquatico, anche attraverso misure specifiche per la graduale riduzione degli scarichi, delle emissioni e delle perdite di sostanze prioritarie e l arresto o la graduale eliminazione degli scarichi, delle emissioni e delle perdite di sostanze pericolose prioritarie ; d. assicurare la graduale riduzione dell inquinamento delle acque sotterranee e impedirne l aumento e. contribuire a mitigare gli effetti delle inondazioni e della siccità. attravers o l utilizzo delle informazioni raccolte ai sensi del DM 260/2010, rispetto anche ai dati storici esistenti la misura della distanza tra lo STATO ATTUALE e lo STATO di BUONO dei corpi idrici e quindi FARE UNA DIAGNOSI sullo STATO dei corpi idrici per supportare le scelte degli interventi contenute nei PIANI e valutarne l efficacia rispetto alle scadenze di breve- 2015, medio-2021, lungo-2027 periodo consapevoli delle criticità, di varia natura, evidenziate, è l avvio di un cammino! CISBA, maggio 2011

8 via Giuseppe Garibaldi, Parma - tel Grazie per l attenzionel

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