Spunti tratti dal libro Da 0 a 3 anni di Piero Angela IL BAMBINO. Introduzione Aspetti generali

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1 Spunti tratti dal libro Da 0 a 3 anni di Piero Angela IL BAMBINO Introduzione Aspetti generali Lo sviluppo del cervello inizia prima della nascita e deve incrementarsi nelle fasi fondamentali fino ai primi 3 anni, creando più collegamenti possibili tra cellule nervose, sinapsi che se non vengono stimolate si atrofizzano e muoiono per sempre. E come una gravidanza esterna intellettuale. Breve sintesi delle fasi di crescita: Fase neonatale: Piange. Ci sono diversi tipi di pianto. Ad es. con una lunga pausa dopo la prima aspirazione può essere di dolore, a singhiozzo può essere di paura o capriccio. La prima settimana è inconscio, la risposta deve essere equilibrata. 6-8 settimane: Inizia a sorridere, prima come istintiva smorfia, poi impara a collegarla alla gioia e infine lo rivolge a chi ama di più, diventa un mezzo di comunicazione. Inizialmente è un sorriso gastrico, significa che sta bene. Vede sfuocato, poi le immagini si unificano, studia gli oggetti, non vede più solo il contorno del volto dei genitori ma ne studia e memorizza i dettagli. 12 settimane: Inizia l elaborazione del pensiero. Inizia a capire il rapporto causa-effetto. Piange, ma aspetta una risposta e se non arriva piange più forte. Si può iniziare, a dire il vero anche prima, a massaggiarlo. Serve per stabilire un contatto migliore e lo aiuta contro i dolori gastrici, lo rende più forte, sicuro di sé, migliora la circolazione sanguigna, si estende all attività cerebrale, regolarizza il sonno. Andrebbe fatto preferibilmente di mattino e/o di sera dopo il bagnetto, nudo e con olio tiepido. Mostrargli le mani e massaggiarlo dalla testa ai piedi. 3-6 mesi: Uso degli utensili. Osserva e inizia a studiare i movimenti. Si accorge che le mani sono le sue e pianifica i movimenti per coordinarle, fino a portarle alla bocca, tocca gli oggetti, poi li afferra, poi impara a lanciarli. Prova finché non riesce, si accorge che le sue azioni hanno dei riflessi sulle altre cose. La ninna nanna calma e addormenta, una abitudine che aiuta ad entrare nella fase del sonno perché ripetitiva ogni sera, perché è la voce della mamma, per il ritmo costante e spezzato, per intonazione medio bassa, che ricorda i battiti cardiaci, aiuta come antistress. Ha più effetto se cullati dolcemente. Inizia ad afferrare e mettere in bocca tutto, con questo mezzo conoscitivo apprende la consistenza, la forma, le dimensioni; il cervello trasforma le sensazioni in informazioni visive. 8 mesi: Ha più memoria, inizia ad afferrare meglio, anche oggetti in movimento, ma non sa lasciare la presa. Recepisce la differenza tra i numeri piccoli, che uno è diverso da tre e che due è minore di tre. Inizia a gattonare o ad alzarsi da rovescio. Se si allontana più di 30 mt dai genitori torna indietro. Pagina 1 di 23

2 1 anno: Iniziano i primi passi, con almeno tre punti di appoggio (i piedi e una mano). Più è ricco di esperienze, più lo è il cervello. Borbotta e inizia a organizzare il linguaggio. 18 mesi: Decolla il linguaggio, impara in media una parola all ora. Dai 2 anni in su: Giocare è fondamentale, socializzano e coordinano. Consigli importanti per aiutarlo a crescere: Il cervello del bambino è come una partita a scacchi, ossia vuoto finché non si comincia a fare le mosse in certe direzioni, le quali portano obbligatoriamente ad altre scelte, il gioco si struttura e le combinazioni diminuiscono, il cervello prende forma e direzione. La madre deve saper essere una buona maestra, per insegnargli ad imparare, parlandogli molto, ripetendo, spiegando il funzionamento degli oggetti e il significato delle cose, creando problemi alla loro portata e un ambiente adatto. Nel cervello c è un substrato biologico, ereditario, che dà potenzialità e predisposizioni, c è una parte di carattere proprio e la capacità di elaborare, il resto è dato dal vissuto e dall educazione. Tra genitori e neonati è come una partita a tennis. Entrambi sono soggetti attivi, lo sviluppo è dato da un continuo scambio nei due sensi, un concatenarsi progressivo di stimoli e reazioni, domande e risposte. Fino ai 3-4 anni il bambino è molto legato, poi comincia a guardare al mondo, con il bisogno del confronto con gli altri. Bisogna accettarlo per consentire il suo completo sviluppo. Occorre che possa esercitare la curiosità, l iniziativa. Ogni volta che gli si insegna qualcosa, gli si impedisce di scoprirlo da solo. Insegnargli a ragionare, senza pretendere troppo, altrimenti si scoraggia. Tenere conto del sistema premi-punizioni, avendo a mente che è sempre il primo quello più efficace e che dà i frutti migliori. Fare in modo che si faccia delle domande e non si accontenti di poche risposte. Le domande sono il motore dell attività mentale, bisogna dubitare e pensare, sarà forse meno spensierato ma più degno. La generazione che viene deve essere allenata ad un adattamento mentale sempre più rapido, se vuole sopravvivere nel suo tempo, non deve accontentarsi o abituarsi ad avere troppe certezze, ma a rigenerarsi intellettualmente di fronte ad ogni nuova situazione. Verso la fine del primo anno comincia ad essere consapevole di sé stesso, modellato dai genitori che devono essere più che mai il modello di esempio e non solo a parole, ma soprattutto nei fatti. Così come noi ci comportiamo, anche lui farà (più o meno consciamente) perché vede il mondo attraverso noi. Occorre guardare dentro di noi quali sono le cose importanti e insegnargliele. I genitori devono essere consulenti e organizzatori, creare un ambiente stimolante, incoraggiarlo ad esplorare condividendo il suo entusiasmo, suggerire idee interessanti e rilanciarlo. Dobbiamo essere in grado di controllare le conseguenze delle nostre decisioni. Più si educa, più si forniscono i pezzi e le capacità intellettive di scelta e di libertà. Il cervello non può sottrarsi ai condizionamenti degli educatori, e non condizionarlo significa lasciarlo fare ad altri o al caso. La sua libertà è data dall immaginazione, che consente di arricchire il cervello con nuove strutture pensate. Il bambino deve avere dinnanzi a sé un modello da rispettare Pagina 2 di 23

3 e nel quale credere, anche i genitori devono rispettare le regole e i valori che insegnano. Autoritarismo e permissività diventano così autorevolezza e creatività. Bisogna responsabilizzarlo progressivamente, fornire situazioni con cui misurarsi, definire le regole del gioco e lasciarlo esprimere nel loro rispetto. Trasformare le avversità in stimoli per modificare il comportamento in vista del riscatto personale. Non sopprimere con le punizioni, ma utilizzare il mezzo più adatto a stimolare il bambino, puntare sulla ricompensa. Se è difficile da trattare cercare sempre il dialogo, ma se si rifiuta lasciarlo in pace ed aspettare. La vita è la cosa più preziosa, una fiaccola da tramandare seguendo il percorso che è la vocazione dell essere umano: la conoscenza e la saggezza. Aspetti specifici Fase gestazionale, parto, primi tempi. Dati tecnici. E molto importante essere calme e serene il più possibile, perché il nascituro già nella pancia è molto ricettivo e sente attraverso i nostri stati d animo, inoltre è importante anche per abbreviare e facilitare il travaglio. Diversamente questo tenderà ad essere più lungo e doloroso, perché a causa del nostro istintivo comportamento ereditato dai nostri antenati primati, come ogni mammifero, l organismo favorirà il parto nel momento in cui sente un contesto ideale, ossia quello tranquillo. Partorire sdraiate è innaturale, quello ideale è accovacciate o in acqua, sia per l agevolazione fornita alla madre, sia per il maggior benessere fornito al bambino. L ambiente ideale in sala parto dovrebbe essere quello di luci non troppo intense e il parlato a bassa voce o moderata. Inoltre il bambino non dovrebbe essere subito preso dal personale di sala per i controlli di rito. In caso di rischi questo è già evidente dagli esami che precedono la fase del parto. In condizioni standard l ideale sarebbe che il bambino, immediatamente dopo la nascita, fosse posato sul grembo della madre per almeno una decina di minuti prima di procedere con il rituale di controllo e pulizia. Questo è per lui un momento molto delicato e traumatico, sentire immediatamente il contatto materno sarebbe per lui una grande consolazione, una netta diminuzione del trauma da separazione, e lo stesso vale per la madre. Poter guardare appena nato negli occhi dei genitori, appoggiato alla madre quasi come era dentro la pancia, fa si che in questo momento si stabiliscano le radici dell amore e del legame familiare. Pagina 3 di 23

4 Questo è agevolato dal fatto che la pancia della mamma in questo momento è il luogo più morbido al mondo dove riposare, e il cordone (guarda un po ) è lungo a sufficienza da consentire questo tipo di spostamento. Inoltre, se lasciato lì per 5-10 minuti, il cordone continua a mandare sangue e ossigeno al bambino, fornendogli così una dose in più di nutrimento e rendendo più graduale il passaggio da un sistema di respirazione all altro. Nella prima ora in cui è nato, il bambino è maggiormente ricettivo che in tutti i giorni a seguire. Generalmente dopo la prima ora si addormenta, quindi il contatto immediato tattile e visivo con i genitori è fondamentale per la sua serenità. I neonati sbadigliano per azione riflessa. Non per l affaticamento dovuto al parto, ma per immettere maggiori quantità di ossigeno nei polmoni. Se il parto avviene come sopra descritto in modo soft, gli sbadigli ci saranno, se è avvenuto in modo traumatico con pianto e grida, avrà già respirato in modo brusco e non saranno presenti. Nota per i parti gemellari: Attaccare tempestivamente al seno il primo nato dovrebbe favorire la ricomparsa delle contrazioni, in tal modo il secondo potrebbe nascere entro un paio di ore naturalmente piuttosto che utilizzare il cesareo. I neonati tra il 5 e il 7 mese di gravidanza sono ricoperti, oltre che da uno strato di grasso protettivo per l umidità, da una peluria che può coprire anche tutto il corpo. Generalmente si perde prima della nascita, ma può accadere in condizioni particolari che permanga fino al 4 mese. Tempo medio di gestazione 266 giorni ( ) ossia 9 mesi (8-10 mesi) Oppure si contano 280 gg dalla fine dell ultima mestruazione. L età ideale per partorire è tra i 18 e i 30 anni, la migliore 22 anni. Il peso medio è di circa 3,5 Kg. Il peso cala di 1/10 nei primi 3 giorni. Dopo 1 settimana si recupera e si inizia a crescere. Durante il 1 mese si cresce di 225 gr a settimana. A 5 mesi il bimbo avrà già il doppio del peso avuto alla nascita. A 12 mesi sarà all incirca 3 volte tanto. La statura è poco meno di 1/3 di quella dell adulto, in media 51 cm. Ad 1 anno avrà acquisito ulteriori cm = tot cm. La media dei battiti è 140/min nelle prime settimane, poi 115/min alla fine del 1 anno. Il neonato è costituito da: Pagina 4 di 23

5 v 70% Acqua v 16% Grasso v 11% Proteine v 1% Carboidrati Il cranio è molle per adattarsi al canale dal quale deve uscire, ma in poco tempo prende una forma normale solidificandosi. Questo avviene perché gli ossicini dentellati (che avevano creato le fontanelle) piano piano si ingrandiscono e si uniscono al centro, irrobustendosi e formando un vero e proprio casco protettivo. La parte è delicata e molle, ma è anche molto resistente e non c è pericolo a meno che non vi arrivino colpi diretti e penetranti. Se le fontanelle pulsano va tutto bene. Bisogna preoccuparsi solo se sono di forma incavata e depressa, può voler dire che c è febbre o disidratazione (se c è una malattia o fa molto caldo). Se è convessa è più preoccupante e bisogna rivolgersi al medico, ma è molto raro. Tutte le ossa terminano la crescita verso i 25 anni. I neonati hanno la testa più grande e gli occhi più grandi, con le pupille dilatate. E uno dei pochi strumenti che hanno a disposizione per attirare su di sé l attenzione e l amore di coloro che sono preposti alla loro cura e protezione. Inizialmente l iride è chiara affinché la pupilla dilatata sia più evidente. Il colore degli occhi si stabilizza intorno al 6 mese. Se rimangono chiari avranno gli occhi chiari tutta la vita, diversamente avranno il colore che assumono in questo periodo. Il primo dente compare intorno al 6 mese. Talvolta ne è già presente uno o due alla nascita, ma non è un problema, durante l allattamento si ritraggono nella gengiva. La dentizione avviene dal 6 al 9 mesi circa. Crescono gli incisivi centrali inferiori, poi i superiori. Poi crescono gli incisivi laterali inferiori e i superiori. Durante il 2 anno spuntano i molari e i canini, che irritano molto le gengive. Allattamento e svezzamento. Prediligere sempre ove possibile il latte materno, dalle indubbie e numerosissime proprietà indispensabili al bambino. Se non è possibile dare direttamente il latte materno, ma questi è presente, è possibile metterlo in bottiglia sterile in frigorifero massimo per 8 ore, oppure nel freezer per massimo 2 settimane, oppure nel congelatore separato per massimo 3 mesi. In quest ultimo caso lasciarlo massimo 24 ore nel frigo tra la congelazione e l utilizzo. Non ricongelare mai. Pagina 5 di 23

6 Non utilizzare succhiotti o altro simile durante il periodo dell allattamento, altrimenti si rischia che il bambino non impari o interrompa la suzione Prima e dopo l allattamento lavarsi bene le mani con acqua e sapone di Marsiglia, il più neutro. Prima delle poppate la mamma dovrebbe massaggiare il seno per evitare indurimenti. Deve essere rilassata e se il contatto con il bambino nell allattamento è di sua soddisfazione, gli organi preposti tenderanno a produrre più latte. Diversamente, e se si uniscono altri fattori come il ritenersi inadeguata, ritenere di avere poco latte, difficoltà e/o dolore durante l allattamento, scarso appoggio emotivo e pratico di chi è attorno alla mamma, è possibile che venga prodotto meno latte di quello potenzialmente producibile da parte della madre. Tra una poppata e l altra il seno deve essere asciutto. Dovrebbe prendere aria per 15 minuti dopo l allattamento, e devono essere tenute delle garze assorbenti se utili per mantenerlo nelle condizioni ottimali. Deve essere lavato con soluzione fisiologica e risciacquato con acqua bollita (oppure solo con acqua). Nell allattare la mammella deve essere tenuta leggermente schiacciata (non troppo per non creare un ingorgo di latte) tenendo il pollice sopra e le altre dita sotto per sorreggerla. In tal modo il bambino può attaccarsi e respirare correttamente con il naso durante la poppata. Alternare le mammelle ad ogni poppata. E consigliato per prevenire le ragadi e perché il latte a fondo poppata è più nutriente e dà più soddisfazione al neonato, piuttosto che alternare le mammelle durante la stessa poppata. La poppata dovrebbe durare circa min al massimo, se no si rischiano le ragadi. E bene che sia il bambino stesso a cercare e trovare il capezzolo della madre. Favorirlo sfiorandogli con esso gli angoli della bocca. Sempre per evitare le ragadi e perché è la posizione più corretta, è importante che il bambino non metta in bocca soltanto il capezzolo ma anche tutta l areola. Per staccarlo invece mettere delicatamente il mignolo tra le gengive nell angolo della bocca. Per evitare che in seguito all allattamento il bambino trattenga dell aria deve essere messo in verticale in braccio. Il ruttino è tipico solo dei primi mesi ma la posizione è sempre favorevole. Se dopo l allattamento viene sdraiato, la posizione ideale è sdraiato sul fianco destro. Verificare con il medico se è necessario introdurre il latte artificiale e le modalità. Tenere conto del fatto che con esso il bambino acquista Pagina 6 di 23

7 peso più velocemente, e se si abitua a quello artificiale difficilmente riprenderà a fare la suzione. Nota per i gemelli: conviene ove possibile allattarli contemporaneamente, in modo da avere sincronizzati orari di poppata e sonno, altrimenti la mamma non potrà fare altro che alternarli tutto il giorno e la notte! Un trucco è fare un cuscino alto e solido a forma di ferro di cavallo, metterlo attorno al giro vita della mamma da seduta, in modo da poter posarvi sopra i due bebè e sostenerli appena con le braccia, allattandoli contemporaneamente su ciascuno dei due seni. Al termine, poggiare la testa di entrambi su ciascuna delle due spalle della mamma, che con le braccia incrociate sosterrà e batterà nella schiena dei piccoli per far fare loro il ruttino sempre contemporaneamente. Calcolo della razione giornaliera necessaria: 1 settimana v Razione pasto = n. gg di vita 1 x 100 Dopo v Razione pasto = Kg di peso x 110x1000/700 Dividere poi per il n. dei pasti/gg In genere sono 6 pasti/gg: ore Se piccoli sono 7 pasti/gg: ore Un bimbo di 5 Kg consuma 5 pasti ogni 4 ore: ore Per semplificare, in genere nei primi mesi necessita di 150 ml per ogni Kg/gg. In ogni caso il parametro più importante che conferma se l alimentazione a richiesta o schematica è corretta, è la crescita ponderale: v 1 trimestre 25-30gr/gg v 2 trimestre gr/gg v 3 trimestre gr/gg Alcuni dicono che è il bambino stesso a dirci quando e quanto necessita di mangiare, ma il buon senso dice che bisogna rispettare le sue esigenze, controllando però che le sue richieste tendano a convergere con gli schemi proposti, fermo restando la durata delle poppate di min e l intervallo minimo tra una poppata e l altra di almeno 2 ore. Pagina 7 di 23

8 La mamma che allatta deve avere una dieta normale e ben equilibrata, fatta soprattutto di frutta e verdura come sempre. Deve solo aggiungere 500 cal e 20 gr di proteine in più del solito. Questa quantità equivale a 600 ml di latte e 1 hg di carne. Prediligere cibi di semplice preparazione ed evitare i cibi difficilmente digeribili quali: v Ricchi di spezie, piccanti, fritture, salse, v Cipolla, aglio, cavoli, asparagi, carciofi, finocchio v Limitare al massimo vino, alcolici, caffè e cioccolato Bere molti liquidi e aggiungere un po di movimento. Come effetti collaterali dell allattamento si possono avere: v Dolori al capezzolo. Si evitano rispettando i tempi di poppata, mantenendo una posizione di allattamento corretta e alternando ad ogni poppata la posizione. v Micosi v Ingorgo mammario, quando il latte è troppo, si evita come sopra e va massaggiata la mammella. v Ragadi. Si evitano se il bimbo mette in bocca anche l areola, si mantiene il capezzolo asciutto, pulito, e all aria dopo la poppata. v Mastite. Si avverte tensione, arrossamento, dolore, malessere, brividi, febbre. Va iniziata una terapia antibiotica. La febbre non è un impedimento all allattamento. Cause di impedimento all allattamento: Cause di origine materna temporanee (ricordare che il latte si può conservare anche in frigorifero e nel congelatore per queste evenienze, oppure consultare il medico) v Malattie virali delle basse vie respiratorie (sospendere per qualche giorno) v Morbillo, varicella, rosolia, parotite epiotemica, mononucleosi infettiva, scarlattina (sospendere per 10 gg) v Mastite (svuotare il seno con il tiralatte) Cause di origine materna permanenti v Cardiopatie, reumatismo articolare acuto, glomerulorefriti v Malattie endocrine (ipertiroidismo, diabete mellito, insuff. surrenatica, epatopatie craniche) v Anemie gravi, leucemie e tumori maligni, epilessia v Malattie psichiche, alcolismo, tossicomania v Malattie infettive (setticemia, tubercolosi aperta, difterite, ipertosse e epatiti virali, HIV) Pagina 8 di 23

9 Cause dipendenti dal neonato v Prematurità, grave ritardo di accrescimento, gravi malattie cardiache, respiratorie, neurologiche, condizioni malformative del cavo orale e palato Si possono assumere farmaci in allattamento, ma dipende da quale farmaco, in che momento si allatta rispetto al picco di efficacia dello stesso, età del bambino, ecc. In linea di massima è possibile, ma consultare il medico. Nel I semestre la dieta sarà costituita essenzialmente dal latte materno e/o artificiale. Dal 5 mese può iniziare lo svezzamento affinché si stabilizzi verso il 6 mese. Deve essere graduale (un alimento alla volta) e flessibile (rispettando i gusti del piccolo, riprovando più avanti se un cibo non lo gradisce). Sostanzialmente la dieta del II semestre si dividerà in: v Due pasti di latte materno, yogurt o frutta v Due pastine in brodo con olio e parmigiano, seguito da carne o pesce o uovo o formaggio e frutta Con l introduzione graduale di: v Frutta fresca fin dal 5 mese (pera, mela, banana) v Farine, semolini, fiocchi di cereali, biscotti, pastine in brodo v Omogeneizzati di carne e di pesce v Omogeneizzati di frutta e di verdura v Bevande di succhi di frutta fresca v Formaggini dietetici v Olio extravergine di oliva v Parmigiano reggiano In aggiunta alla dieta stabilizzata, nel II semestre si può aggiungere: v Dal 6 mese il glutine v Dal 8 mese pesce fresco (sogliola, merluzzo, palombo) Uovo (solo 1 tuorlo nella pastina 1 volta a settimana) v Dal 8-10 mese il fegato v Dal 9-10 mese riso, pastina asciutta con pomodoro (dovrebbe iniziare a tentare di mangiare da solo) v Dopo il 12 mese latte di mucca intero, albume d uovo e miele (preferibilmente, ma gli zuccheri vanno evitati il più possibile). Attenzione a pomodori, sedano, kiwi, possibili allergizzanti. Deve mangiare un po di più dell adulto in proporzione al peso. Pagina 9 di 23

10 Meglio testare un alimento nuovo alla volta, anche per prevenire o verificare intolleranze e allergie. Dopo il 1 anno l alimentazione deve essere equilibrata in calorie. Il calcolo del fabbisogno è di: v 1000 cal cal per ogni anno di età diviso in 4-5 pasti al giorno di cui: v Protidi 10-12% cal/gg (un po di più nell adolescenza o per intensa attività sportiva. Sempre metà vegetali e metà animali come legumi e cereali riso e frumento pane e pasta. Ad esempio pasta e fagioli, riso e piselli, minestrone e pasta, ecc. Limitare le carni rosse). v Lipidi 30% (di cui 2/3 vegetali-insaturi come olio vegetale, pesce, coniglio, tacchino, pollo, agnello; 1/3 animali-saturi come carni grasse, burro, formaggi, uova) v Glucidi 58-60% (zuccheri di dolci e miele. Meglio se in marmellate, gelati, creme, no in caramelle croccanti, ecc. dove l assimilazione è immediata e l organismo non è ancora preparato) Dopo il 2 anno il fabbisogno sarà diviso in: v Colazione e merenda 67% v Pranzo e cena 33% Negli anni a seguire il fabbisogno sarà diviso in: v Colazione e merenda del mattino 25% v Pranzo 35% v Merenda pomeridiana 10% v Cena 30% La colazione si baserà di latte, biscotti, cereali, yogurt, frutta fresca, marmellate. Limitare il più possibile il sale fino ai 3-4 anni, e comunque mai prima del primo anno. Pagina 10 di 23

11 Schema dietetico per bambini di età da 3 a 13 anni (Sandrucci) Porzioni fisse con l'età Latte Zucchero Frutta Verdure Legumi Marmellata Parmigiano 250 g 25 g 250 g 150 g 50 g 20 g 10g Porzioni variabili con l'età Pane Pasta O riso (crudi) Carne g 20 x anno di vita; Per biscotti e grissini 1/3 in meno g 15 x anno; va divisa in 2 pasti g 10 x anno cruda e privata di grasso, o altro Formaggio g 5 x anno O prosciutto O uovo Olio e burro g 5 x anno Durante l adolescenza bisogna curare: v L apporto di calcio, quello raccomandato è di 1200 mg/die, proveniente dai latticini v L apporto di zinco da carne, latte, pesce, uova v L apporto di fibre da pane integrale, frutta, verdure crude e cotte, legumi almeno 4 volte alla settimana. Pulizia, igiene e benessere Il moncone ombelicale va tenuto asciutto, tamponare con polvere cicatrizzante e fargli prendere aria. Prima del bagnetto sarebbe bello fare un massaggio, anche con olii tiepidi, su tutto il corpo del bimbo. Rafforza il legame madre figlio, il bimbo prende consapevolezza di se, si rilassa, migliora la circolazione sanguigna, favorisce lo sviluppo cerebrale. Fargli vedere le mani e massaggiarlo. Il bagnetto, da eseguire dopo la caduta del moncone ombelicale, va fatto la sera prima dell ultimo pasto con sapone di Marsiglia, che è il più neutro. La stanza deve essere calda, circa L acqua deve avere una temperatura di 34-35, che si alza a dopo i 3-4 mesi. Per provare la temperatura usare l apposito termometro oppure il gomito. La vaschetta deve essere rigida, non molto grande e con poca Pagina 11 di 23

12 acqua (quella sufficiente a lavarlo) su un piano alto e stabile tale da consentire di avere attorno alla vaschetta tutto l occorrente. Non applicare creme o olii sulla pelle del bimbo, che ha una protezione naturale e la pelle deve respirare. A meno che non soffra di secchezza d inverno (usare olii emollienti) oppure di eritemi d estate (usare amido di riso o d avena). Il bagno si può fare anche tutte le sere in estate, d inverno è sufficiente 1-2 volte a settimana. Quando il neonato inizia a bere il latte materno, a parte le prime feci in genere verde scuro, le feci sono giallo chiare e compaiono da 3 a 12 volte al giorno nella prima settimana mentre le urine si presentano circa 18 volte al giorno. Se nonostante gli sforzi non riesce ad evacuare, aiutarlo ad aprire lo sfintere introducendo appena il bulbo di un termometro digitale (no mercurio) e fargli fare lenti movimenti orizzontali rotatori, gli potrebbe essere di aiuto. Le evacuazioni avvengono generalmente dopo le poppate, per cui cambiarlo frequentemente ossia ogni volta che è sporco e controllarlo soprattutto dopo i pasti (6-7 volte al giorno). E tanto facile prevenire le irritazioni quanto difficile e lungo curarle. L assiduità delle feci scende a 2 volte al giorno dai 2 ai 3 mesi, fino a 1 volta al giorno ad 1 anno, anche se non hanno ancora il controllo volontario. L inserimento automatico del controllo matura in periodi ben definiti che né l allattamento né la severità possono cambiare, semmai ritardare. In genere avviene naturalmente dopo i mesi, ma ogni bambino ha i suoi tempi e non va forzato. Verso i 2-3 anni, dopo una fase normale di irregolarità, dovrebbe stabilizzarsi da 2-3 volte al giorno ad 1 ogni 2-3 giorni. Pulire e lavare il sederino con acqua corrente molto accuratamente (per le femmine dal davanti verso il retro), asciugare e lasciare un po all aria. Dare appena un po di talco o di crema astringente e emolliente. Per lavarlo, tenerlo sull avambraccio a pancia in giù con la testa che poggia su un fianco nell avambraccio e tenerlo fermo con la mano sotto il linguine. Ricordare che in inverno la temperatura dell ambiente deve essere caldo come per il bagnetto in quanto è nudo finché non sarà terminata l operazione e sarà cambiato e rivestito (23-24 ). Lavargli spesso le mani e il viso. Dovrebbe diventare autonomo nel lavarsi dopo i 3-4 anni per le mani e dopo i 6 per il resto. Dai 2-3 anni iniziare a spiegare l importanza dell igiene. Pagina 12 di 23

13 Gli occhi vanno puliti con una garzina, se del caso applicare un leggero collirio. Le orecchie vanno pulite solo esternamente, l interno provvede autonomamente a pulirsi mettendo fuori la sporcizia, non usare coton fioc per non otturare il canale uditivo e causare dei danni. Per quanto riguarda il naso, se chiuso si consigliano i fumanti, l importante è che sia libero per una corretta suzione. Le unghie delle mani vanno tagliate leggermente arrotondate, quelle dei piedi vanno tagliate dritte. Limitare il più possibile i dolci, soprattutto miele e zucchero nei primi anni, cariano inesorabilmente i denti da latte e possono causare danni anche ai futuri denti definitivi. Il miele in particolare è vietato nel primo anno, causa rischi batterici che i piccoli non sono in gradi di gestire. Inizialmente, quando sono pochi, pulirei denti con una garzina. Successivamente, quando aumentano, usare uno spazzolino morbido adatto all età dopo ogni pasto (da asciutto). Va lavato bene dopo l uso e sostituito ogni 3-6 mesi. Non usare dentifrici nei primi anni, dopo usarne uno adatto all età e sempre moderatamente. Riposo, clima e ambiente circostante Il neonato dorme circa 18 ore al giorno. A 3 settimane dorme circa 8,5 ore di notte e 6,5 ore di giorno, spezzato fino a 18 periodi. A 1 mese c è la predominanza del riposo notturno su quello diurno. A 6 mesi dorme 10 ore di notte (ininterrotto) e 3,5 di giorno (brevi sonnellini). Progressivamente si riducono quelli diurni a un sonnellino la mattina e uno al pomeriggio, ciascuno di circa 1,5 ore e si stabilizza a 10 ore il riposo notturno. Ad 1 anno si elimina il sonnellino mattutino. Dai 3 ai 5 anni si elimina quello pomeridiano. A 5 anni dorme 12 ore per notte, a 13 anni 9 ore per notte fino a ridursi a una media di 7,5 ore da adulto. I neonati soffrono molto il caldo e il freddo. Le prime settimane hanno bisogno di più caldo, la temperatura ambientale ottimale è con addosso una copertina che faccia percepire una temperatura intorno ai 30. Nelle settimane successive il bimbo inizia a termoregolarsi e la temperatura ottimale scende a 20-21, sempre facendogli portare una copertina. Pagina 13 di 23

14 A questo punto soffre di più il caldo rispetto al freddo. Per questo in estate è meglio ripararlo bene e usare un ombrellino piuttosto che la capote del passeggino, che fa da cappa. Mentre non va coperto troppo in inverno e non vanno messi all aperto berretto e sciarpa se non in piena stagione e con forte freddo e vento. In un ambiente ottimale, in estate, è sufficiente una maglietta (non coprire il pannolino, che riscalda già da solo e la pelle deve respirare!); mentre in inverno, sempre in condizioni ottimali, è sufficiente una maglietta da pelle (cotone dentro, lana fuori) con sopra una tutina di cotone (come sempre no sovrapporre altri indumenti al pannolone). Nelle stagioni con maggior sbalzo termico l ideale è vestire a cipolla quando si esce, per poter adattare l abbigliamento alle temperature che si presentano nei vari ambienti interni/esterni tenendo comunque conto di quanto sopra. Non portarlo in mezzo alla folla (centri commerciali in primis) e ai malati nei primi mesi. Il freddo non viene percepito dal bimbo se non è sveglio, quindi attenzione nelle ore notturne in inverno a far sì che la temperatura nella cameretta sia ottimale e costante Evitare forti sbalzi di temperatura tra un ambiente e l altro della casa e tra giorno e notte. L ambiente dovrebbe avere una umidità pari al 50-70%. Deve essere luminoso e ben areato. Dai 2 anni avrà necessità di spazi fisici e mentali tutti suoi, senza troppi giochi, ove far crescere la propria creatività. Un buon metodo per capire se il bimbo ha caldo o freddo è di sentire con le proprie mani le sue estremità (mani e piedi). La situazione ottimale si ha quando sono fresche ma non fredde. La stanza dovrebbe essere dotata di lettino, fasciatoio, box, interfono. Non ha importanza che l arredamento sia elegante, l unica cosa che importa al bambino è il contatto con la madre e il padre, e il benessere psicofisico. Il lettino dovrebbe essere preferibilmente di legno, con le sbarre distanti al massimo 7 cm tra loro, lontano da corde o tende o altro in cui potrebbe impigliarsi. Le sponde devono essere sempre alzate e distare 60 cm dal materasso con chiusura di sicurezza. Non vanno mai abbassate con il bebè nel lettino. Pagina 14 di 23

15 Il materasso deve essere rigido, delle stesse dimensioni del lettino, per evitare che vi siano spazi ove impigliare le mani o i piedi. Il cuscino è inutile, sarebbe meglio non metterlo, almeno per i primi 2 anni. Le lenzuola e le coperte non devono coprire il volto. E consigliabile mettere una pelle di pecora o di fibre naturali (es. pula di farro) su lettino e carrozzina. In tal modo il bambino non suderà d estate per la miglior traspirazione, mentre godrà di maggior tepore in inverno. I vestitini devono essere semplici e morbidi, di fibre naturali in quanto non allergizzanti e lasciano traspirare la pelle. Evitare fronzoli e bottoni che potrebbero essere staccati e ingeriti. Vanno lavati con sapone di Marsiglia e senza ammorbidente, potrebbe essere allergizzante. Nella prima infanzia, ossia i primi 2-3 mesi, è importante che il bebè dorma nella stessa stanza con i genitori, sempre nel suo lettino. Si sentirà meno solo e probabilmente dormirà di più. Inoltre nel caso cerchi i genitori, questi sono lì presenti e basta far sentire la propria voce per calmarlo. Anche per allattarlo, la madre dovrà interrompere meno bruscamente il proprio sonno. In ogni caso rappresenta una comodità per entrambe le parti. Passati i primi 2-3 mesi è bene che il bebè inizi a dormire nella propria cameretta, mettendo accanto a lui un sostituto materno (con il quale avrà familiarizzato di giorno) per confortarlo (es. pupazzetto di piccole dimensioni, pezzo di stoffa ). E bene comunque sapere che se da un lato il dormire nella propria cameretta stimola l indipendenza del bambino, le ultime linee guida della società americana di pediatria consigliano la permanenza nella stanza dei genitori fino ai 12 mesi, allo scopo di ridurre i rischi della SIDS (morte in culla). Le motivazioni sono che i rumori seppur minimi- generati dai genitori nel sonno, aiutano il bambino a non cadere in uno stato di sonno troppo profondo. Da portare con sè anche in vacanza, il sostituto materno è importantissimo per il bimbo, che generalmente ci fa capire da solo quale oggetto abbia designato a tale ruolo. Se vi rimane troppo attaccato e troppo a lungo non è un atteggiamento regolare, bisogna interrogarsi sul suo stato emozionale. Avrà ulteriore conforto se avvolto leggermente in una coperta sottile adatta alla stagione (uno stato che ricorda quello del feto). Pagina 15 di 23

16 Inoltre questo evita che si scopra e si raffreddi, soprattutto d inverno, consentendo comunque una certa libertà di movimento al bimbo. Nota: nel caso il bambino si muova molto e tenda a scoprirsi, può essere consigliabile ricorrere al sacco nanna. Un ulteriore modo per rilassarlo e consentirgli un buon riposo è quello di cullarlo (NON scossarlo) Generalmente i bimbi e le mamme preferiscono la stessa posizione che si tiene durante l allattamento, ossia posti sul braccio sinistro con la testa rivolta a destra verso la madre. Questo consente anche alle madri destrimani di avere libera la mano che usano abitualmente, magari per accarezzarlo. Cullare è uno straordinario calmante perché ricorda al bambino le passeggiate materne quando era in grembo ed è vicino al battito cardiaco della persona che ama di più. Fare attenzione se arrivato a circa 9 mesi si culla da solo stando seduto o oscillando avanti e indietro: significa che ha carenza di affetto e che non va tutto bene. Il rituale fatto di v massaggio con olii tiepidi v bagnetto v pigiama v ultima pappa v copertina avvolgente v ninna nanna o cullaggio v sostituto materno v lettino preferibilmente nella stessa stanza dove poi dormirà, contribuirà a dargli sicurezza e serenità, e favorirà l addormentamento e il sonno duraturo. I bambini sognano, e molto, ma cosa sognano resta un mistero. Grida, pianto e sorriso Il neonato grida ma non spiega il motivo. Con il passare dei giorni, la madre impara più o meno istintivamente a distinguere il tipo di pianto e il tipo messaggio di aiuto che il suo bimbo vuole darle (NB: ci saranno comunque dei casi in cui la mamma, nonostante gli sforzi, non sarà in grado di capire le ragioni del pianto. Ciò è normale) Le grida possono essere per: v Dolore, sono forti, acute, repentine Pagina 16 di 23

17 v Disagio, è sporco e va cambiato v Fame, per poter mangiare deve però essere calmato v Solitudine, fa un pianto lungo e sofferto v Eccessiva stimolazione sensoria, troppa luce o rumore v Scarsa stimolazione sensoria, arricchire il suo ambiente v Frustrazione, per quelli entrati nel 2 semestre, quando non riescono a fare o ottenere quello che si sono preposti Fino ad un anno vanno sempre confortati e ove possibile usare il marsupio o la fascia per averli sempre a contatto ed essere liberi nei movimenti. In questo modo si rafforzano le loro sicurezze. Il bimbo piange per esprimere il disagio emotivo, ma da piccolo sa solo gridare. Normalmente può piangere minuti al giorno nelle prime 3 settimane, alla stessa ora e ogni giorno, e non c è niente che lo possa far smettere. Poi aumenta di 2-4 ore al giorno e decresce fino ai 3 mesi. Se piange o urla sempre verso sera alzando le gambine, mentre normalmente è tranquillo, allora si tratta di coliche. In tal caso la mamma dovrebbe limitare o eliminare dalla propria dieta il latte vaccino, cibi fermentati, fagioli Quando consentito perché non interferisce più con l allattamento, si può introdurre il succhiotto. Il sorriso ha tre fasi: v Quella pre-sorriso o sorriso di riflesso, in cui totalmente inconsapevole non è altro che una smorfia come tante v Quella del sorriso generico, alla 4 settimana, che rivolge a tutti indistintamente v Quella del sorriso consapevole, tra i 4 e i 7 mesi, che rivolge soprattutto ai genitori E importante ricambiarlo con altri sorrisi affinché non li perda. Riderà verso i 4-5 mesi. Vista, udito, olfatto, forza Vista. Inizialmente non mettono a fuoco da lontano e non c è binocularità, per cui capita che gli occhi guardino in direzioni diverse. Non c è da preoccuparsi che sia strabismo, salvo che questo non si protragga oltre i primi 6 mesi. Da vicino mette a fuoco i visi di mamma e papà, a cm di distanza e non oltre. Effettivamente vede so ciò che al momento ha bisogno di vedere. Il resto gli creerebbe solo confusione. Pagina 17 di 23

18 Preferisce le forme in movimento, le curve, è sensibile ai disegni, ama gli oggetti grandi, ben definiti e luminosi. E molto importante che madre e figlio si guardino a lungo e spesso negli occhi, soprattutto al momento della nascita, perché si crea così il legame affettivo. Il bimbo impara a distinguere la madre e il padre dall abbinamento volto-voce già dopo 2-3 settimane di vita. Non reagisce in modo evidente davanti ad un estraneo, semplicemente perché non se ne cura, mentre reagisce evidentemente e positivamente davanti a mamma e papà. Può reagire negativamente davanti ad uno sconosciuto a metà del 1 anno, reazione che si acutizza verso il 9 mese di vita. Avrà una vista perfetta a 4 anni, anche se già a 12 mesi avrà la maggior parte delle capacità visive dell adulto. Il controllo visivo va fatto alla nascita, verso i 4 anni e poi periodicamente. Udito. Il bambino sente i rumori fin da tre mesi prima della nascita. Dopo la prima settimana è in grado di distinguere la voce della madre da quella delle altre donne. Intorno all anno inizia a parlare e risponde al proprio nome a 7 mesi, conosce il significato di alcune parole a 9 mesi. Il controllo dell udito va fatto alla nascita, ad 1 anno e in età scolare, poi periodicamente. Olfatto. I bambini hanno un olfatto molto sviluppato, lasciano l imprinting dell odore al seno della madre e da questo, unito all odore della madre stessa, la riconoscono sempre e già da 45 ore dopo il parto. Forza. Il neonato ha una presa riflessa, ereditata dai nostri antenati primati, di una forza enorme, tanto che potrebbe sorreggere il proprio peso appeso ad un nostro dito. Se proviamo a sforare il dorso delle mani e dei piedini con un dito, vedremo che istintivamente tenderà a chiudere le dita sia delle mani che dei piedi intorno al nostro dito, esattamente come farebbe un cucciolo di scimmia. Nel tempo perde questa presa innata, e diventa incapace di sostenere il proprio peso corporeo che aumenta. Verso i 6 mesi termina la fase istintiva e inizia a svilupparsi gradualmente il cervello nuovo, il suo modo di prendere è mutevole e controllabile. Alterna l uso della destra con quello della sinistra e a Pagina 18 di 23

19 volte entrambe contemporaneamente. La scelta definitiva viene presa verso il 4 anno. Verso i 7-8 mesi sviluppa la fase del prendi e getta e del piccolo esploratore. Giochi Dal 2 mese tutto ciò che si muove è interessante. A 3 mesi lo stimolo viene dai sonagli. Tra i 4 e i 6 mesi il bebè è pronto per giocare con i genitori a vola vola, cucù, solletico, le smorfie. A 10 mesi sa trovare un gioco che gli interessa e a 12 mesi ama gli incastri e far sparire gli oggetti. Misura il proprio potere e adora le Risposte Amplificate. Ad esempio un palloncino che vola molto in alto con il minimo calcio, oppure un piccolo rumore che produce un grande eco. Queste risposte lo gratificano molto e lo fanno sentire molto forte. Mette in bocca, tocca tutto, gioca con l acqua, fa sbattere gli oggetti. In questo modo trasforma un messaggio sensoriale in una memoria visiva. Adora veder fare delle costruzioni e poi distruggerle personalmente. La fase distruttiva precede quella costruttiva. A 6-7 mesi iniziano ad interagire con gli altri bambini, si esplorano, sono affascinati dallo specchio, amano il nascondino, il movimento fisico. Verso il 1 anno amano il io butto tu raccogli che si evolve in io do a te tu ridai a me. Poi amano la cassetta degli oggetti e lo smontaggio in vari pezzi di un unico blocco. La cosa fondamentale è che i genitori partecipino alle attività ludiche del figlio, più o meno attivamente, e che con il tempo anche i gesti quotidiani possano attraverso il gioco diventare familiari ai bambini. Giochi sconsigliati: sacchetti, palline, biglie, peluche. Molto meglio pochi giochi, ma didattici e sicuri. v A 3 mesi: anelli di gomma, sonagli, giochi sonori v A 4-6 mesi: pupazzi di pezza, libri di stoffa, mordini, specchi di plastica (non dimenticare vola vola, cucù e solletico!) v A 6-9 mesi: mattoncini, palle, libri cartonati v A 9-12 mesi: giochi a incastro e a pila Pagina 19 di 23

20 Carponi, cammina, nuota Il bambino acquisisce il controllo della testa a 3 mesi circa. Inizia a mettere in bocca di tutto. A 4 mesi gattona e si aiuta ad alzarsi appoggiandosi ai mobili. Verso gli 8 mesi gira carponi. Verso 1 anno cammina, inizialmente con due gambe e un braccio in appoggio. Ogni bambino arriva a camminare a suo modo, non è detto che rispetti tutte queste fasi ma può anche saltarne diverse e impiegarci più tempo. Le scarpe sono importanti per la salute del piede e della postura. Sarebbe innanzitutto molto utile che il bimbo potesse stare il più possibile a piedi nudi o con i calzini gommati. In questo modo avrebbe più libertà di movimento e rinforzerebbe di più tutta la parte del piede e della caviglia. Le scarpe devono essere flessibili, morbide, di punta larga, meglio larghe che piccole. Non vanno bene gli scarponcini, perché impediscono i movimenti della caviglia, che invece deve essere libera. La suola deve essere leggera e di cuoio, con un leggero antiscivolo. Il neonato nuota d istinto stando in apnea senza che nessuno glielo abbia insegnato e senza che lo abbia mai fatto prima. Poche settimane dopo la nascita e fino ad un paio di anni di vita perde questo istinto ed è un periodo pericoloso perché oltre ad aver perso questo riflesso non ha ancora modo di imparare la tecnica per nuotare, quindi fondamentalmente potrebbe annegare. Dopo questo periodo, il bambino ha le capacità per affrontare un corso ed imparare ciò che ha dimenticato di saper fare. Il bimbo cresce: parla, fa i vaccini, i capricci e guarda la TV. Ad 1 mese il bimbo inizia a sbavare muovendo la lingua e le labbra, una sorta di pre-balbettìo. A 3 mesi emette un balbettio udibile A 6 mesi comunica per monosillabi Verso i 7 mesi inizia a dire parole come ma ma pa pa, ma non sono destinate ai genitori ma al mondo in generale (non a caso i primi monosillabi sono stati da sempre usati per indicare le prime persone con cui il bambino ha a che fare). In questa fase inizia ad ascoltare molto attentamente chi parla, e mentalmente accorda il suo strumento in base a ciò che sente. E importante, ma questo già in fase prenatale, parlare spesso al bambino. Verso l anno, un po più tardi nei maschi, iniziano a parlare e a rivolgersi distintamente a mamma e papà. Pagina 20 di 23

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