AVV. MARCO SOFFIENTINI CORSO VALIDO AI FINI DELL AGGIORNAMENTO FORMATIVO

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1 AVV. MARCO SOFFIENTINI CORSO VALIDO AI FINI DELL AGGIORNAMENTO FORMATIVO

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3 STUDIO LEGALE A quando risale il primo sistema di videosorveglianza? Copyright 2014 Studio Legale Rosadi- Soffientini Associati Tutti i diritti riservati

4 1942 ll primo esperimento di TVCC viene attribuito all'ingegnere tedesco Walter Bruch nel L'impianto venne realizzato dalla Siemens_AG a Peenemünde sulla rampa di lancio Prüfstand VII e serviva a monitorare i lanci dei razzi V-2, i più sofisticati missili militari della Seconda Guerra Mondiale.

5 Dalla seconda metà degli anni sessanta e per tutti gli anni 70, alcune nazioni (USA e Gran Bretagna) utilizzarono i sistemi di videosorveglianza per monitorare il territorio con la finalità di contrastare i crimini e il terrorismo.

6 A quando risale la prima rivoluzione elettronica in tema di videosorveglianza?

7 1975 Nella metà degli anni 70 si ha la prima rivoluzione elettronica nella videosorveglianza, con l'introduzione del circuito integrato CCD,(acronimo dell inglese Charge- Coupled Device, in italiano DAC, dispositivo ad accoppiamento di carica) un piccolo circuito integrato in grado di acquisire le immagini e di sostituire il più ingombrante e costoso tubo di ripresa (Vidicon).

8 Quando nasce la registrazione video?

9 1952 Il primo prototipo di registratore su nastro magnetico fu sviluppato nel 1952 dalla Ampex, negli Stati Uniti.

10 A quando risale la prima rivoluzione elettronica in tema di registrazione?

11 1999 Nel 1999 comparvero sul mercato i primi DVR, apparati in grado di acquisire un video e archiviarlo su hard- disk. Lo sviluppo delle tecnologie adottate nel DVR (Digital Video Recorder), permisero di andare ben oltre alla semplice registrazione del video, infatti questi dispositivi si dimostrarono molto efficienti nel trattamento digitale delle immagini e in particolare nella video analisi (es.analisi automatiche con funzioni antiterrorismo, riconoscimento volti e targhe, tracciatura di percorsi, comportamenti anomali, ecc.).

12 DAI PRIMI ANNI DUEMILA INIZIANO A CRESCERE E A DIFFONDERSI SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA SEMPRE PIU SOFISTICATI. IL RISULTATO E QUELLO DI AVERE DIVERSE BANCHE DATI CHE CONTENGONO IMMAGINI DI UNA PERSONA PER FINALITA DIVERSE. IN QUESTO MODO E POSSIBILE RICOSTRUIRE LA C.D. PERSONA ELETTRONICA UTILIZZANDO LE DIVERSE TRACCE CHE LASCIA NEGLI ELABORATORI CHE RACCOLGONO INFORMAZIONI SUL SUO CONTO.

13 CRESCE L ESIGENZA DI ASSICURARE UNA MARCATA TUTELA DEI DIRITTI E DELLE LIBERTA DELLE PERSONE, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALL IDENTITA PERSONALE E ALLA VITA PRIVATA DEGLI INDIVIDUI

14 In che modo l ordinamento giuridico ha reagito?

15 Iniziamo dalle origini....

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17 Il dato è sinonimo di informazione. Pertanto, può rientrare in tale categoria concettuale qualsiasi elemento che abbia un contenuto informativo. Di conseguenza, non solo le espressioni alfabetiche ma anche suoni o immagini.

18 STUDIO LEGALE Anche il gruppo di lavoro dei Garanti Europei nel 2004 è intervenuto precisando che le immagini e l audio, quando consentono di identificare le persone, rappresentano dati personali : VEDI GRUPPO GARANTI EUROPEI - PARERE WP 89 Copyright 2014 Studio Legale Rosadi- Soffientini Associati Tutti i diritti riservati

19 La raccolta, la registrazione, la conservazione e in generale l utilizzo di immagini configurano un trattamento di dati personali VEDI 2 Provv

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21 Provv. 29 novembre 2000 ( Il decalogo delle regole per non violare la privacy ) doc. web n ; Provv. Generale 29 aprile 2004, doc. web n ; Provv. Generale 08 aprile 2010, doc. web n

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23 I PRINCIPI PRIVACY PREVISTI DAL CODICE

24 Art.2 Finalità della tutela 1. Il presente testo unico, di seguito denominato "codice", garantisce che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità dell'interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all'identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali. 2. Il trattamento dei dati personali è disciplinato assicurando un elevato livello di tutela dei diritti e delle libertà di cui al comma 1 nel rispetto dei principi di semplificazione, armonizzazione ed efficacia delle modalità previste per il loro esercizio da parte degli interessati, nonché per l'adempimento degli obblighi da parte dei titolari del trattamento. I sistemi di videosorveglianza in azienda hanno la finalità di protezione e incolumità dei dipendenti e di eventuali terzi, di protezione della proprietà e del patrimonio aziendale, di acquisizione delle prove nell ambito dei c.d. controlli difensivi. Copyright 2013 Studio Legale Rosadi- Soffientini Associati Tutti i diritti riservati

25 Art.3 Principio di necessità 1. I sistemi informativi e i programmi informatici sono configurati riducendo al minimo l'utilizzazione di dati personali e di dati identificativi, in modo da escluderne il trattamento quando le finalità perseguite nei singoli casi possono essere realizzate mediante, rispettivamente, dati anonimi od opportune modalità che permettano di identificare l'interessato solo in caso di necessità. Il principio di necessità, i comporta un obbligo di attenta configurazione di sistemi informativi e di programmi informatici per ridurre al minimo l'utilizzazione di dati personali. Copyright 2013 Studio Legale Rosadi- Soffientini Associati Tutti i diritti riservati

26 Art.11 I PRINCIPI 1. I dati personali oggetto di trattamento sono: a) trattati in modo lecito e secondo correttezza; b) raccolti e registrati per scopi determinati, espliciti e legittimi, ed utilizzati in altre operazioni del trattamento in termini compatibili con tali scopi; c) esatti e, se necessario, aggiornati; d) pertinenti, completi e non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono raccolti o successivamente trattati; e) conservati in una forma che consenta l'identificazione dell'interessato per un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali essi sono stati raccolti o successivamente trattati. 2. I dati personali trattati in violazione della disciplina rilevante in materia di trattamento dei dati personali non possono essere utilizzati. QUESTO ARTICOLO CONTIENE I PRINCIPI FONDAMENTALI SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI Copyright 2013 Studio Legale Rosadi- Soffientini Associati Tutti i diritti riservati

27 PRINCIPIO DI PROPORZIONALITA E rispettato il principio di proporzionalità, che è volto a garantire un trattamento di dati pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità perseguite (art. 11, comma 1, lett. d) del Codice). In proposito, l Autorità ha ribadito il necessario rispetto del principio di proporzionalità tra i mezzi impiegati e i fini perseguiti; in particolare, secondo tale principio, impianti di videosorveglianza possono essere attivati solo quando altre misure siano ponderatamente ritenute insufficienti o inattuabili. (vedi Relazioni 2005 pag. 95).

28 Art.11 Art.11 Art.11 Principio di Liceità e di correttezza Principio di correttezza Principio di Liceità Art c.c. Art c.c. Rispettare tutta la normativa in genere Copyright 2013 Studio Legale Rosadi- Soffientini Associati Tutti i diritti riservati

29 L INFORMATIVA PRIVACY

30 L informativa all interessato ed il consenso dello stesso (quando previsto) sono due requisiti fondamentali di legittimità del trattamento dei dati personali.

31 Non è sufficiente un informazione generica che metta l interessato a conoscenza dell esistenza di un generico trattamento di dati personali che lo riguardano. Occorre che tale avviso contenga gli elementi tassativamente indicati dall art. 13 Codice Privacy.

32 L ordine del processo di legittimità del trattamento è il seguente: 1) Informativa 2) Consenso 3) Raccolta

33 Gli elementi dell informativa Art. 13 D.Lgs n. 196/2003 Finalità Estremi del Titolare e dei Responsabili se designati Modalità I Diritti di cui all art.7 Natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dati Soggetti ai quali possono essere comunicati i dati Conseguenze di un eventuale rifiuto a rispondere

34 Art. 23. Consenso 1. Il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici economici è ammesso solo con il consenso espresso dell'interessato. 2. Il consenso può riguardare l'intero trattamento ovvero una o più operazioni dello stesso. 3. Il consenso è validamente prestato solo se è espresso liberamente e specificamente in riferimento ad un trattamento chiaramente individuato, se è documentato per iscritto, e se sono state rese all'interessato le informazioni di cui all'articolo Il consenso è manifestato in forma scritta quando il trattamento riguarda dati sensibili.

35 Il Trattamento da parte di privati o enti pubblici economici può avvenire solo se c è il consenso totale o parziale dell interessato, salvo i casi di esonero; il consenso deve essere appositamente rilasciato per acconsentire al trattamento, non deve essere costretto e presuppone un adeguata informazione. Il consenso, quando non è scritto, deve essere almeno documentato per iscritto.

36 Informato Avere una forma esteriore Consenso Libero Specifico Espresso

37 Art.13 Art.13 Art.13 Consenso Informato

38 STUDIO LEGALE Autodeterminazione Vedi Provv. 28 maggio 1997 No Pressione Consenso Libero Copyright 2014 Studio Legale Rosadi- Soffientini Associati Tutti i diritti riservati

39 No consenso intuito No consenso desunto No fatti concludenti Consenso Espresso

40 Si consenso Multiplo o modulare No consenso generico Consenso Specifico

41 Documentato per iscritto Si casella via internet Per dati sensibili il consenso deve essere scritto Forma del consenso

42 NELLA VIDEOSORVEGLIANZA GLI INTERESSATI DEVONO ESSERE SEMPRE INFORMATI CHE STANNO PER ACCEDERE IN UNA ZONA VIDEOSORVEGLIATA. 3.1 PROVV

43 IL GARANTE HA INDIVIDUATO AI SENSI DELL ART. 13, COMMA 3, DEL CODICE, L UTILIZZO DI UN MODELLO SEMPLIFICATO DI INFORMATIVA MINIMA, INDICANTE IL TITOLARE DEL TRATTAMENTO E LA FINALITA PERSEGUITA. 3.1 PROVV

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46 Questo fac-simile può essere utilizzato dai soggetti privati che effettuano trattamenti di dati personali effettuati tramite sistemi di videosorveglianza direttamente collegati con le forze di polizia. Afferma il provv che questo tipo di collegamento DEVE ESSERE RESO NOTO AGLI INTERESSATI. (vedi provv )

47 La violazione delle disposizioni riguardanti l'informativa di cui all'art. 13, consistente nella sua omissione o inidoneità (es. laddove non indichi comunque il titolare del trattamento, la finalità perseguita ed il collegamento con le forze di polizia), è punita con la sanzione amministrativa prevista dall'art. 161 del Codice provv

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49 PRINCIPIO DI PROPORZIONALITA Nei casi in cui sia stato scelto un sistema che preveda la conservazione delle immagini, in applicazione del principio di proporzionalità (v. art. 11, comma 1, lett. e),del Codice), anche l'eventuale conservazione temporanea dei dati deve essere commisurata al tempo necessario - e predeterminato - a raggiungere la finalità perseguita.

50 PRINCIPIO GENERALE La conservazione deve essere limitata a poche ore o, al massimo, alle ventiquattro ore successive alla rilevazione, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a festività o chiusura di uffici o esercizi.... ( 3.4 Provv ).

51 PECULIARI ESIGENZE TECNICHE O PER LA PARTICOLARE RISCHIOSITA DELL ATTIVITA SVOLTA AMMESSO UN TEMPO PIU AMPIO NON SUPERIORE ALLA SETTIAMANA

52 In tutti i casi in cui si voglia procedere a un allungamento dei tempi di conservazione per un periodo superiore alla settimana, una richiesta in tal senso deve essere sottoposta ad una verifica preliminare del Garante (v. punto ), e comunque essere ipotizzato dal titolare come eccezionale nel rispetto del principio di proporzionalità.

53 La congruità di un termine di tempo più ampio di conservazione va adeguatamente motivata con riferimento ad una specifica esigenza di sicurezza perseguita, in relazione a concrete situazioni di rischio riguardanti eventi realmente incombenti e per il periodo di tempo in cui venga confermata tale eccezionale necessità.

54 CONFIGURAZIONE DEL SISTEMA Il sistema impiegato deve essere programmato in modo da operare al momento prefissato l'integrale cancellazione automatica delle informazioni allo scadere del termine previsto da ogni supporto, anche mediante sovra- registrazione, con modalità tali da rendere non riutilizzabili i dati cancellati. EXPIRING DEI DATI REGISTRATI

55 COSA RISCHIO SE NON RISPETTO LA NORMATIVA SUI TEMPI DI CONSERVAZIONE O SULL OBBLIGO DI CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI? l mancato rispetto dei tempi di conservazione delle immagini raccolte e del correlato obbligo di cancellazione di dette immagini oltre il termine previsto comporta l'applicazione della sanzione amministrativa stabilita dall'art. 162, comma 2- ter, del Codice

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57 I dati raccolti mediante sistemi di videosorveglianza devono essere protetti con idonee e preventive misure di sicurezza, riducendo al minimo i rischi di distruzione, di perdita, anche accidentale, di accesso non autorizzato, di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta, anche in relazione alla trasmissione delle immagini (artt. 31 e ss. del Codice).

58 Nel nostro Ordinamento si parla di «misura di sicurezza» ma non viene fornita la nozione di «sicurezza». Questo concetto è definito e contenuto all interno di una norma UNI L'Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI) è un'associazione privata senza scopo di lucro che svolge attività normativa in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario ad esclusione di quello elettrotecnico ed elettronico di competenza del CEI ( Comitato Elettrotecnico Italiano). L'UNI partecipa in rappresentanza dell'italia all'attività normativa degli organismi internazionali di normazione ISO (International Organization for Standardization) e CEN (European Committee for Standardization)

59 Secondo la norma UNI/EN ISO la security è studio, sviluppo, ed attuazione delle strategie, delle politiche e dei piani operativi volti a prevenire, fronteggiare e superare eventi in prevalenza di natura dolosa e/o colposa che possono danneggiare le risorse materiali, immateriali ed umane di cui l azienda dispone e necessita per garantirsi un adeguata capacità concorrenziale nel breve, medio e lungo periodo

60 La sicurezza è il frutto di un attività composita e permanente. Non esiste una sicurezza assoluta, ma una tendenza ottimale verso la minimizzazione del rischio in considerazione della tutela dei diritti. Essa richiede interventi di tipo organizzativo, fisico e logico sottoposti a continuo aggiornamento e verifica. Le informazioni personali devono essere protette senza considerare la loro forma o il tipo di supporto su cui sono registrate, cartaceo, informatico o altro. Codice della privacy, Commento alla normativa sulla protezione dei dati personali, di Riccardo e Rosario Imperiali Ed. Il Sole 24 Ore 2005

61 Al fine del contenimento dei costi il Titolare del trattamento dovrà attuare misure di sicurezza coerenti con il «valore» del patrimonio informativo da proteggere. Principio espresso nell art. 17 della direttiva 95/46/CE

62 LA STRUTTURA DEL CODICE PRIVACY IN MATERIA DI SICUREZZA TITOLO V SICUREZZA DEI DATI E DEI SISTEMI CAPO I MISURE DI SICUREZZA CAPO II MISURE MINIME DI SICUREZZA ART. 31 ART. 32 ART. 32 BIS ART. 33 ART.34 ART.35 ART.36

63 CAPO I MISURE DI SICUREZZA I dati personali devono essere custoditi e controllati con misure di sicurezza adeguate a ridurre al minimo i rischi di distruzione o perdita dei dati, accesso non autorizzato, trattamento illecito.

64 Il principio di adeguatezza indica un valore di per sé relativo definibile sulla base di una serie di parametri che vanno valutati con riferimento alle specifiche circostanze. Il livello di Sicurezza è adeguato se è teoricamente giudicato capace di percepire rischi e minacce.

65 ANALISI DEL RISCHIO Distruzione o Perdita dei dati Accesso non autorizzato Trattamento non consentito Trattamento non conforme alla finalità della raccolta

66 MISURE LOGICHE Devono quindi essere adottate specifiche misure tecniche ed organizzative che consentano al titolare di verificare l'attività espletata da parte di chi accede alle immagini o controlla i sistemi di ripresa (se soggetto distinto dal titolare medesimo, nel caso in cui questo sia persona fisica). MISURE ORGANIZZATIVE

67 1. STABILIRE I LIVELLI DI VISIBILITA E TRATTAMENTO DELLE IMMAGINI Decidere cosa può vedere l operatore e cosa può fare Definizione di privilegi in funzione dei trattamenti consentiti

68 2. NOMINARE GLI OPERATORI INCARICATI O RESPONSABILI Redigere le lettere di nomina VEDI IL PUNTO 10 SULLE FIGURE PRIVACY

69 3. ATTRIBUIRE CREDENZIALI DI AUTENTICAZIONI I soggetti, designati incaricati o, eventualmente, responsabili del trattamento, devono essere in possesso di credenziali di autenticazione che permettano di effettuare, a seconda dei compiti attribuiti ad ognuno, unicamente le operazioni di propria competenza.

70 4. LIMITAZIONI Limitare ai soggetti abilitati la possibilità di accedere alle immagini, e di effettuare operazioni di cancellazione oi duplicazione ai soli casi strettamente necessari.

71 5. EXPIRING DEI DATI REGISTRATI Per quanto riguarda il periodo di conservazione delle immagini devono essere predisposte misure tecniche od organizzative per la cancellazione, anche in forma automatica, delle registrazioni, allo scadere del termine previsto.

72 6. MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI A) Accesso alle immagini da parte del tecnico solo se indispensabile; B) In presenza dei soggetti nominati e dotati delle credenziali di autenticazione.

73 7. SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA CONNESSI A RETI INFORMATICHE VANNO PROTETTI CONTRO I RISCHI DI ACCESSO ABUSIVO DI CUI ALL ARTICOLO 615-TER DELCODICE PENALE.

74 8. TRASMISSIONE DELLE IMMAGINI ATTRAVERSO UNA RETE PUBBLICA VANNO APPLICATE TECNICHE DI CRITTOGRAFAZIONE CHE GARANTISCANO LA RISERVATEZZA. Copyright 2013 Studio Legale Rosadi- Soffientini Associati Tutti i diritti riservati

75 9. TRASMISSIONE DELLE IMMAGINI VIA WIRELESS VANNO APPLICATE TECNICHE DI CRITTOGRAFAZIONE CHE GARANTISCANO LA RISERVATEZZA.

76 10. LE FIGURE PRIVACY ll titolare o il responsabile devono designare per iscritto tutte le persone fisiche, incaricate del trattamento, autorizzate sia ad accedere ai locali dove sono situate le postazioni di controllo, sia ad utilizzare gli impianti e, nei casi in cui sia indispensabile per gli scopi perseguiti, a visionare le immagini (art. 30 del Codice). Deve trattarsi di un numero delimitato di soggetti, specie quando il titolare si avvale di collaboratori esterni. Occorre altresì individuare diversi livelli di accesso in corrispondenza delle specifiche mansioni attribuite ad ogni singolo operatore, distinguendo coloro che sono unicamente abilitati a visionare le immagini dai soggetti che possono effettuare, a determinate condizioni, ulteriori operazioni (es. registrare, copiare, cancellare, spostare l'angolo visuale, modificare lo zoom, ecc.) (v. punto 3.3.1) Provv

77 10. LE FIGURE PRIVACY - continua Vanno osservate le regole ordinarie anche per ciò che attiene all'eventuale designazione di responsabili del trattamento (art. 29 del Codice) Provv

78 ULTERIORI MISURE Nel caso di sistemi integrati di videosorveglianza devono essere adottate ulteriori misure di sicurezza. 4.6 provv ma le vediamo dopo...

79 IL RESPONSABILE Art. 4, comma 1 lett. g) Codice Privacy "responsabile", la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od organismo preposti dal titolare al trattamento di dati personali. ART.29 Codice Privacy 1. Il responsabile è designato dal titolare facoltativamente. 2. Se designato, il responsabile è individuato tra soggetti che per esperienza, capacità ed affidabilità forniscano idonea garanzia del pieno rispetto delle vigenti disposizioni in materia di trattamento, ivi compreso il profilo relativo alla sicurezza. 3. Ove necessario per esigenze organizzative, possono essere designati responsabili più soggetti, anche mediante suddivisione di compiti. 4. I compiti affidati al responsabile sono analiticamente specificati per iscritto dal titolare. 5. Il responsabile effettua il trattamento attenendosi alle istruzioni impartite dal titolare il quale, anche tramite verifiche periodiche, vigila sulla puntuale osservanza delle disposizioni di cui al comma 2 e delle proprie istruzioni. Copyright 2013 Studio Legale Rosadi- Soffientini Associati Tutti i diritti riservati

80 Le funzioni del Responsabile nel Codice Art.10.2: in caso di richiesta ex art.7 i dati sono estratti a cura del responsabile o degli incaricati RESPONSABILE Art.30.1: Il Responsabile come il Titolare designa gli incaricati, esercita diretta autorità nei loro confronti ed impartisce loro istruzioni. Art.146.2: Il riscontro alla richiesta da parte del titolare o del responsabile è fornito entro 15 gg dal suo ricevimento Art e 149.3: in caso di riscontro dell interessato, l invito del Garante all adesione spontanea è comunicato al Titolare per il tramite del responsabile eventualmente designato per il riscontro all interessato. Inoltre, il Responsabile ha diritto di essere sentito e può presentare memorie e documenti. Art : Il Garante può sempre richiedere al Responsabile di fornire informazioni e di esibire documenti. Art : Quando gli accertamenti del Garante si svolgono in una privata dimora, possono avvenire previo assenso informato del (Titolare) o del Responsabile. Art : Gli accertamenti del Garante, se svolti presso il Titolare o il Responsabile sono eseguiti dandone informazione a quest ultimo, peraltro ad essi possono assistere persone indicate dal Titolare o dal Responsabile.

81 Il Responsabile va scelto tra soggetti che per esperienza, capacità ed affidabilità forniscano idonea garanzia del pieno rispetto delle vigenti disposizioni sul trattamento, ivi compreso il profilo della sicurezza. L atto di nomina va redatto in forma scritta. La nomina è riconducibile al contratto di mandato (artt.1703 e seg. c.c.). Il mandato si presume oneroso (art c.c.). La nomina va firmata per accettazione.

82 Il mancato rispetto di quanto previsto nelle lettere da a) ad f) del punto comporta l'applicazione della sanzione amministrativa stabilita dall'art. 162, comma 2-ter, del Codice Provv

83 L'omessa adozione delle misure minime di sicurezza comporta l'applicazione della sanzione amministrativa stabilita dall'art. 162, comma 2-bis, ed integra la fattispecie di reato prevista dall'art. 169 del Codice Provv NO PAGAMENTO IN MISURA RIDOTTA ARRESTO SINO A DUE ANNI

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85 I trattamenti di dati personali nell'ambito di una attività di videosorveglianza devono essere effettuati rispettando le misure e gli accorgimenti prescritti da questa Autorità come esito di una verifica preliminare attivata d'ufficio o a seguito di un interpello del titolare (art. 17 del Codice), quando vi sono rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità degli interessati, in relazione alla natura dei dati o alle modalità di trattamento o agli effetti che può determinare Provv

86 DEVO RICORRERE ALLA VERIFICA PRELIMINARE QUANDO SONO IN PRESENZA DI: - SISTEMI DI RACCOLTA DELLE IMMAGINI ASSOCIATE A DATI BIOMETRICI - SISTEMI C.D. INTELLIGENTI; - SISTEMI INTEGRATI Provv

87 CASI DI ESCLUSIONE provv ll titolare del trattamento di dati personali effettuato tramite sistemi di videosorveglianza non deve richiedere una verifica preliminare purché siano rispettate tutte le seguenti condizioni: a) il Garante si sia già espresso con un provvedimento di verifica preliminare in relazione a determinate categorie di titolari o di trattamenti; b) la fattispecie concreta, le finalità del trattamento, la tipologia e le modalità d'impiego del sistema che si intende adottare, nonché le categorie dei titolari, corrispondano a quelle del trattamento approvato; c) si rispettino integralmente le misure e gli accorgimenti conosciuti o concretamente conoscibili prescritti nel provvedimento di cui alla lett. a) adottato dal Garante.

88 NO ALLA VERIFICA PRELIMINARE provv NON SI DEVE RICORRERE ALLA VEIRICA PRELIMINARE QUANDO SI E IN PRESENZA DI UN SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA NON RIENTRANTE NELLE IPOTESI PREVISTE AL DEL PROVV QUINDI AD ESEMPIO NON SI DEVE RICORRERE ALLA VERIFICA PRELIMINARE QUANDO: - HO UN TRADIZIONALE IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA CON TELECAMERE FISSE, PURCHE SIA RISPETTATO IL PROVVEDIMENTO GENERALE DELL AUTORITA GARANTE

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90 E' regola generale che i trattamenti di dati personali devono essere notificati al Garante solo se rientrano in casi specificamente previsti (art. 37 del Codice). In relazione a quanto stabilito dalla lett. f), del comma 1, dell'art. 37, questa Autorità ha già disposto che non vanno comunque notificati i trattamenti di dati effettuati per esclusive finalità di sicurezza o di tutela delle persone o del patrimonio ancorché relativi a comportamenti illeciti o fraudolenti, quando immagini o suoni raccolti siano conservati temporaneamente. Al di fuori di tali precisazioni, il trattamento, che venga effettuato tramite sistemi di videosorveglianza e che sia riconducibile a quanto disposto dall'art. 37 del Codice, deve essere preventivamente notificato a questa Autorità. La mancata o incompleta notificazione ai sensi degli artt. 37 e 38 del Codice è punita con la sanzione amministrativa prevista dall'art PROVV

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92 RISPETTO TRATTAMENTO ETICO DIGNITA

93 ART.1 CARTA DI NIZZA LA DIGNITA UMANA E INVIOLABILE. ESSA DEVE ESSERE RISPETTATA E TUTELATA La fonte cui si aggancia tutta la normativa del Codice sui dati personali è attualmente la Carta dei diritti fondamentali dell Unione Europea (Carta europea di Nizza del 2001).

94 ART. 36 LA COSTITUZIONE IL LAVORATORE HA DIRITTO AD UNA RETRIBUZIONE... SUFFICIENTE AD ASSICURARE A SE E ALLA FAMIGLIA UN ESISTENZA LIBERA E DIGNITOSA. ART L INIZIATIVA ECONOMICA PRIVATA NON PUO SVOLGERSI IN MODO DA RECARE DANNO ALLA SICUREZZA, ALLA LIBERTA, ALLA DIGNITA UMANA

95 STATUTO DEI LAVORATORI TITOLO I DELLA LIBERTA E DIGNITA DEL LAVORATORE

96 NOZIONE DI LAVORATORE La nozione di lavoratore alla quale si riferisce la parte dello statuto che tutela la dignità e la riservatezza del lavoratore si ritiene applicabile in favore di chiunque presti la propria attività dietro compenso. I divieti sul controllo a distanza come anche i limiti al potere di vigilanza del datore hanno una valenza generale e si applicano pertanto anche a tipologie di lavoratori non subordinati, in ambito sia privato sia pubblico. Controlli sul lavoratore e Tecnologie, a cura di Imperiali, Milano 2012, cit. pag. 5

97 LO SBILANCIAMENTO DEI RAPPORTI DI FORZA TRA DATORE E LAVOARTORE PUO INCIDERE NEGATIVAMENTE SULLA SFERA PERSONALE DEL DIPENDENTE. A LIVELLO PRIVACY IL LAVORATORE IN QUANTO SOGGETTO AL QUALE SI RIFERISCONO UNA MOLTITUDINE DI DATI PERSONALI UTILIZZATI DAL DATORE DI LAVORO PER LA GESTIONE DEL RAPPORTO, ASSUME ANCHE IL PROFILO DI DIPENDENTE-INTERESSATO, VERSO IL QUALE IL DATORE DEVE GARANTIRE L ESERCIZIO DEI DIRITTI DI CUI ALL ART. 7 DEL CODICE PRIVACY.

98 COME OTTENERE IL BILANCIAMENTO APPLICAZIONE DEI PRINCIPI DI: FINALITA = In base al quale i dati del lavoratore devono essere raccolti per scopi specifici, espliciti e legittimi TRASPARENZA = In base al quale l azienda deve operare alla luce del sole attraverso la diffusione di regolamenti (policy) chiare che indichino modalità dei controlli e conseguenze delle violazioni. LICEITA = In base al quale il trattamento dei dati del lavoratore deve rispettare sia le leggi privacy, sia quelle di altre norme dell ordinamento (es. Statuto dei lavoratori).

99 PROPORZIONALITA = In base al quale i dati trattati e le finalità del trattamento devono essere essenziali e non eccedenti. PERTINENZA = In base al quale la raccolta di informazioni riguardanti il lavoratore deve essere funzionale al raggiungimento dello scopo. SICUREZZA = In base al quale il datore deve adottare misure tecniche ed organizzative adeguate. COMPETENZA = In base al quale incaricati al trattamento competenti sono indice di una garanzia a presidio dei dati personali degli altri dipendenti.

100 COSA E STATO SCRITTO A LIVELLO INTERNAZIONALE SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI IN AMBITO LAVORATIVO: RACCOMANDAZIONE R(89) DEL CONSIGLIO D EUROPA che precisa e rafforza il rispetto della vita privata e della dignità umana dei dipendenti. LINEE GUIDA DELL ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) alle quali si è ispirato il Garante nella redazione delle linee-guida per il trattamento di dati personali dei dipendenti privati del 23 novembre Vedi il Code of practice on the protection of workers personal data. GRUPPO ART. 29 SULLA PROTEZIONE DEI DATI costituito ai sensi dell art. 29 della direttiva 95/46/CE. Vedi: Parere 8/2001 (wp48) wp 55 che affronta il tema dei controlli datoriali sulle comunicazioni elettroniche di cui si avvale il lavoratore

101 COSA E STATO SCRITTO A LIVELLO INTERNAZIONEL SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERAONALI IN AMBITO LAVORATIVO: continua WP 80 che affronta il tema dell uso dei dati biometrici specie ai fini di identificazione e di gestione degli accessi. WP 136 che affronta il tema per cui l informazione in ambito lavorativo, riferita ai singoli lavoratori, si qualifica normalmente come dato personale WP 185 che affronta il tema sui servizi di geolocalizzazione sui dispositivi mobili intelligenti WP 187 che affronta il tema del consenso da parte del lavoratore

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103 Né lo Statuto né il Codice Privacy hanno limitato o inibito il diritto del datore di lavoro di controllare la prestazione lavorativa. Il diritto al controllo della prestazione trova la sua fonte giuridica negli articoli 2086, 2087 e 2104 del c.c.

104 STATUTO E CODICE PRIVACY MIRANO AD EVITARE CHE IL LEGITTIMO CONTROLLO DELLA PRESTAZIONE POSSA E S S E R E A T T U A T O C O N M O D A L I T A A N C H E POTENZIALMENTE LESIVE DELLA DIGNITA E LIBERTA DEL LAVORATORE

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