I l sistema dei controlli interni nella governance bancaria e le peculiarità nelle piccole banche

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "I l sistema dei controlli interni nella governance bancaria e le peculiarità nelle piccole banche"

Transcript

1 00-Galmarini (II)_74_ :01 Pagina 74 I l sistema dei controlli interni nella governance bancaria e le peculiarità nelle piccole banche Internal controls system in small banks Walter Vandali, Sabrina Galmarini, Paolo Pogliaghi Il 18 giugno 2012 è scomparso prematuramente Walter Vandali, senior consultant ed esperto in materia di risk management e compliance e, per anni, collaboratore di Bancaria Editrice, con cui ha pubblicato diversi volumi e contributi su tali tematiche. Di lui vogliamo ricordare la profonda conoscenza della materia e il rigore professionale mai disgiunti dalla semplicità, simpatia e genuinità d animo che lo caratterizzavano in ogni situazione. A Walter Vandali va l ultimo saluto di tutto lo staff di Bancaria Editrice che si stringe intorno alla famiglia con affetto e rimpianto e lo ricorda pubblicando uno dei suoi ultimi lavori in materia di controlli interni, firmato, oltre che con Sabrina Galmarini, anche con il suo coautore e amico di sempre, Paolo Pogliaghi. 1 Premessa La crisi ha evidenziato come il combinato di carenze nello strumentario del risk management, distorsioni nei sistemi di remunerazione nonché inadeguatezze della governance abbia determinato un circolo vizioso che ha portato per le banche all assunzione di rischi sempre crescenti. Nella relazione sulle cause e sulle debolezze di sistema che hanno condotto alle turbolenze sui mercati finanziari, il Financial Stability Board 1 ha più volte sottolineato il valore strategico di un buon management e di un sistema efficiente ed efficace dei controlli interni. Controlli e governo societario sono aspetti che si integrano e concorrono insieme al buon funzionamento dell impresa e sono fondamentali per perseguire una duratura creazione di valore, aumentare la fiducia degli investitori e assicurare al contempo una sana crescita economica. La validità di tale assunto è oramai pienamente riconosciuta. Prova ne sono: - le numerose iniziative a livello internazionale. Il Comitato di Basilea ha aggiornato i principi di corporate governance nonché posto in consultazione una nuova versione dei Core Principles della vigilanza bancaria 2 ; il Financial Stability Board ha emanato principi e standard stringenti sui sistemi di remunerazione e incentivazione, già tradotti in Europa, con norme cogenti sfociate nell adozione della Crd3; l Eba a sua volta ha emanato Guidelines applicative sia sulla remunerazione sia, più in generale, sugli aspetti organizzativi e il governo societario 3 ; - i provvedimenti legislativi e regolamentari in corso di adozione. Un cenno particolare merita la rivisitazione in ambito europeo dell accordo di Basilea 3. La proposta attualmente all esame delle Istituzioni europee (Commissione, Consiglio e Parlamento) è costituita da due atti normativi, un regolamento e una direttiva (la cosiddetta «Crd4»), che toccano tutti gli aspetti dell accordo: capitale, rischi, liquidità, leverage, governance, sanzioni, poteri delle Autorità di Vigilanza 4. Le nuove regole di governance e risk management sono principalmente contenute nella bozza di direttiva 5. Essa approfondisce i criteri di composizione del board, dettagliandone le responsabilità nella gestione e nel controllo dei rischi. Altresì, tale documento delinea la presenza di adeguate professionalità, individuali 1 Il Financial Stability Board (fino al 2009 Financial Stability Forum) è nato nel 1999 su iniziativa dei Ministri finanziari e dei Governatori delle Banche centrali del G7 sulla scia delle raccomandazioni dell'allora presidente della Deutsche Bundesbank, Hans Tietmeyer. Raccogliendo il messaggio dei suoi fondatori che ne approvarono la creazione durante il meeting tenutosi a Bonn nel febbraio del 1999, il Financial Stability Forum promuove la stabilità finanziaria internazionale e tenta di ridurre i rischi del sistema finanziario grazie allo scambio di informazioni e alla cooperazione tra le istituzioni finanziarie mondiali. 2 Basel Commitee on Banking Supervision, September Eba Guidelines on Internal Governance, September «Sistemi di controllo dei rischi e governo degli intermediari: una prospettiva di vigilanza», Intervento del Direttore Centrale per la Vigilanza Bancaria e Finanziaria della Banca d Italia Stefano Mieli (Convegno Corporate governance e gestione dei rischi: gli insegnamenti della crisi, Milano 3 febbraio 2012). 74

2 00-Galmarini (II)_74_ :24 Pagina 75 e collettive, rafforzando la funzione del risk management. Introduce le linee di reporting diretto verso gli organi di vertice, prescrive, almeno per le banche di maggiori dimensioni, limiti armonizzati al cumulo degli incarichi e la costituzione di comitati specialistici interni al board (i comitati nomine e rischi si aggiungono a quello sulla remunerazioni, già previsto dalla Crd3). Rispetto ai pochi principi generali sugli assetti di governo societario contenuti nella direttiva vigente, il cambiamento è pertanto particolarmente significativo. - Le scelte adottate dagli stessi operatori del mercato. Molti sono stati i progressi compiuti dalle banche sul fronte della governance e della capacità di fare gestione, controllo e misurazione dei rischi. È certamente migliorata la distinzione dei compiti e delle responsabilità; la dialettica tra la funzione di supervisione strategica, gestione e controllo; la capacità delle funzioni di controllo interno di operare con autorevolezza e indipendenza; l attenzione al collegamento tra i rischi 6. 2 La corporate governance nelle banche italiane La Banca d Italia ha definito da tempo regole in materia di governo e controllo interno delle banche da essa vigilate. Le soluzioni adottate sono ancora in linea con gli standard internazionali; su taluni aspetti sono persino più rigorose. Le aree su cui tradizionalmente la Banca d Italia ha esercitato la propria azione sono quelle degli assetti di amministrazione e controllo delle banche e del sistema dei controlli interni. Le novità più recenti sono: - le Disposizioni di vigilanza del 10 marzo 2007 in materia di compliance; - il Provvedimento congiunto Banca d Italia-Consob del 29 ottobre 2007 che disciplina il sistema dei controlli interni degli intermediari finanziari che prestano servizi di investimento e della Comunicazione congiunta in materia di ripartizione delle competenze tra compliance e internal audit dell 8 marzo 2011; - le Disposizioni di vigilanza del 4 marzo 2008 in materia organizzazione e governo societario; - la Nota di chiarimento del 19 febbraio 2009 in materia di organizzazione e governo societario; - il Provvedimento del 30 marzo 2011 in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione nelle banche e nei gruppi bancari; - la Comunicazione del Governatore della Banca d Italia dell 11 gennaio 2012 sempre in materia di organizzazione e governo societario. Ulteriori e recenti disposizioni che prescrivono specifici requisiti organizzativi, anche se a valere su tematiche di dettaglio sono: - il Provvedimento del 10 marzo 2011 recante disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni che gli intermediari bancari e finanziari devono adottare a fini di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo; - il 9 aggiornamento del 12 dicembre 2011 delle Disposizioni prudenziali per le banche in materia di partecipazioni detenibili dalle banche e dai gruppi bancari, rivista in attuazione della delibera del Cicr del 29 luglio 2008, n. 276, e di attività di rischio e dei conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati alla banca o al gruppo bancario in attuazione della delibera del Cicr del 29 luglio 2008, n Tutti questi provvedimenti, ma non solo, enfatizzano le responsabilità dei vertici aziendali e precisano i ruoli e i compiti che devono essere assegnati al sistema di controllo interno. Tappa intermedia di questo processo che ci porterà alla trasposizione in ambito europeo dell Accordo di Basilea 3 7 dovrebbe essere la revisione delle disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e controlli interni per recepire i diversi provvedimenti normativi nonché i chiarimenti intervenuti negli ultimi anni e l introduzione di alcuni adeguamenti in relazione alle esigenze riscontrate nell attività di supervisione. Nel Piano 2011 di Banca d Italia per l attività normativa già si prevedeva che la revisione della disciplina prudenziale dei controlli interni delle banche avrebbe dovuto essere posta in consultazione nel luglio 2011 (con un possibile slittamen- 5 Capital Requirements Directive (la cosiddetta direttiva Crd IV), July Pesic V., «Modelli di business, governance bancaria e performance aziendali: un analisi attraverso un confronto internazionale», in Bancaria n. 12, dicembre 2011; Resti A., «Liquidità e capitale delle banche: le nuove regole, i loro impatti gestionali», in Bancaria n. 11, novembre 2011; Berlanda M., «Massa del capitale e forza dei controlli. Per una fisica bancaria equilibrata in materia di governo dei rischi», in Bancaria n. 11, novembre Mussari G., «Basilea 3 e le raccomandazioni dell Eba: gli impatti sull economia, le banche e le Pmi», in Bancaria n. 2, febbraio

3 00-Galmarini (II)_74_ :24 Pagina 76 to in avanti dei tempi di realizzazione del progetto dovuta alle difficoltà nella predisposizione dell analisi di impatto). Non dovrebbe comunque mancare molto all apparizione di questo documento. Nel regolamentare il sistema dei controlli interni delle banche, è immaginabile che l Autorità di Vigilanza seguirà i medesimi criteri, ormai consolidati, propri delle normative attinenti all organizzazione aziendale degli intermediari 8. Dovrebbe trattarsi di una regolamentazione principle based che indicherà i principi generali, integrati, ove necessario, da linee applicative e indicazioni sulle prassi virtuose. Il grado di prescrittività delle regole dovrebbe essere informato al noto principio di proporzionalità, canone interpretativo e applicativo cui le banche dovranno fare riferimento per trasportare le indicazioni di vigilanza nella specifica realtà aziendale. Per quanto riguarda i contenuti, temi centrali non potranno che essere l unitarietà e l organicità del sistema dei controlli; la piena integrazione tra le diverse funzioni e la riconduzione a unità di quelle tra di esse che hanno caratteristiche simili e svolgono compiti analoghi; il dialogo tra le diverse funzioni preposte; la valorizzazione di tutti gli obiettivi di controllo; la necessità di aggiornare nel continuo le modalità di misurazione e valutazione di tutti i rischi cui l intermediario sia esposto o intenda esporsi 9. Tali indicazioni trovano, peraltro, conferma, anche se forse con un grado di dettaglio inferiore rispetto a quanto potrebbe essere prescritto per le banche, nella bozza di Disposizioni di Vigilanza per gli intermediari finanziari predisposta in attuazione del d.lgs. 141/2010 di riforma del Titolo V del Testo Unico Bancario e recentemente posta in consultazione. 3 L impianto dei controlli e le funzioni di Risk Management e Compliance Nell attesa della revisione delle Disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e controlli interni e a seguire del recepimento della Crd4 (ancora in bozza) e nella convinzione che una buona qualità dei controlli consenta, entro certi limiti, di ridurre il fabbisogno di capitale economico necessario rispetto ai rischio e rappresenti il più efficace (e in certi casi l unico) presidio per quei rischi non pienamente misurabili (di compliance, reputazionali), vale la pena fare il punto su ciò che il sistema bancario italiano, specie quello rappresentato dalle banche di medio-piccola dimensione, ha fatto sino ad ora per fare fronte alle aspettative della Banca d Italia con specifico riguardo alla costruzione di un efficace ed efficiente sistema di controlli interni. Il punto di partenza potrebbe essere, a oltre 4 anni dall entrata in vigore delle Disposizioni di vigilanza del 10 marzo 2007 in materia di compliance e del Provvedimento congiunto Banca d Italia-Consob del 29 ottobre 2007, l esito dell indagine circa lo stato dell arte e le prospettive di evoluzione della Funzione Compliance presso le banche e i gruppi bancari, il cui estratto è stato presentato nel corso del Convegno «Compliance in Banks» tenutosi a Roma il 10 e 11 novembre 2011 sotto l egida dell ABI. In estrema sintesi, e volendo concentrare l attenzione sugli aspetti che potrebbero essere oggetto di interventi migliorativi, è emerso: a relativamente alla organizzazione della Funzione di Compliance e ai suoi rapporti con le altre funzioni (ad esempio quella di Risk Management): - l auspicio circa la presenza nell organico della funzione di compliance di maggiori competenze di tipo legale, audit, finanza e organizzazione e circa tutta la normativa di Basilea; - il sottodimensionamento della funzione; - la non elevata fascia di età del personale facente parte della funzione; - la sostanziale stabilità del budget della funzione; - la non adeguata implementazione della verifica dell efficacia degli interventi di adeguamento per la mitigazione del rischio di compliance e della misurazione quantitativa del rischio di non conformità; - l esigenza di effettuare approfondimenti formativi specifici sulle metodologie di analisi del rischio di compliance; b relativamente alle attività specifiche della Funzione di Compliance: 8 Tarantola A.M., «Il sistema dei controlli interni nella governance bancaria», Convegno Dexia Crediop, Roma, giugno Maino R., Zaini F., «Banche e corporate governance: un passaggio critico verso Basilea 3», in Bancaria n. 11, novembre 2011; Alberici A., «Le condizioni di efficienza per l attività di compliance nelle banche: l importanza dell autonomia e dell indipendenza», in Bancaria n. 2, febbraio

4 00-Galmarini (II)_74_ :24 Pagina 77 - l incardinamento nella Funzione Compliance anche della Funzione di Risk Management e della Funzione Antiriciclaggio; - la partecipazione del Responsabile Compliance all Organismo di Vigilanza 231/2001; - l attribuzione alla Funzione Compliance l attività di vera e propria trattazione dei reclami; - la tendenza ad ampliare il perimetro della Funzione Compliance a normative che esulano dal settore bancario, che richiedono competenze specialistiche quali il diritto tributario, fiscale, giuslavoristico, la sicurezza e la salute sul lavoro. Figura 1 Le deleghe consiliari ricevute dal Chief Risk Officer Responsabile Controlli ex art Regolamento Congiunto Consob/BI Ex art. 6 c. 2 Dlgs 58/98 (TUF) Reclami della clientela Reg Consob Estensore Documento Icaap Circ. 263 BI del dicembre 2006 Responsabile Ufficio Compliance & Rischi (Chief Risk Officer) Controlli normativa Consob Reg Consob Link Audit Vs Audit Esterno Circ.BI luglio 2004 Funzione Compliance dic 2007 ex circolare BI del luglio Peculiarità nelle banche di medio-piccole dimensioni Responsabile Conciliazione e Mediazione Ex Dlgs 28/2010 Responsabile Funzione Antiriciclaggio Ex III Dirett. CEE 2007 Referente ABF Ex delibera CICR 29/07/2008 Coniugare Risk Management e Compliance 10 con le rispettive metodiche di controllo e misurazione non è solo l unica problematicità di una funzione integrata di 2 livello, tipica di una banca di medio-piccole dimensioni. Infatti, nel tempo, si è già assistito in banche di queste dimensioni a una fusione tra le unità di Risk Management, Compliance e Antiriciclaggio in un unica unità; la finalità è stata quella di ricercare evidenti economie di scala e di scopo che le piccole banche debbono necessariamente perseguire. Purtroppo però, sino ad ora, questa dinamica ha portato tale unica funzione a divenire un mero contenitore di deleghe consiliari. A titolo esemplificativo riportiamo, per una banca di piccole dimensioni, il numero di deleghe consiliari ricevute dal Responsabile di tale attività, che diviene nei fatti vero e proprio Chief Risk Officer (cfr. figura 1). Si tenga inoltre presente che, in aggiunta a tali attività, un ufficio di questo tipo svolge ulteriori mansioni quali certificazioni; accertamenti bancari; attestazione delle esposizioni bancarie della clientela; gestione carte clonate/sottratte; gestione banconote di sospetta falsità; gestione eccedenze/ ammanchi casse/bancomat, nonché i tradizionali controlli di natura ispettiva verso le filiali e a presidio del rischio di frode/infedeltà dei dipendenti. Numerose quindi sono le attività svolte da questa unica unità: a funzioni prettamente core si affiancano una molteplicità di funzioni no-core. «Il perimetro della funzione risulta esteso rispetto a quello core indicato dalla normativa. Infatti [ ] comprende in genere tutte le materie bancarie» Conclusioni Membro Organismo di Vigilanza ex Dlgs 231/01 Responsabile S.O.S. Ex III Dirett. CEE La Survey sulla Funzione di Compliance condotta dall ABI nel mese di ottobre 2011 rileva che «c è una tendenza a da- 10 Pogliaghi P., «Come rivisitare le funzioni Compliance e Rischi nell ottica del Chief Risk Officer», in Newsletter Aifirm, n. 1, anno 7, ABI, Survey sulla Funzione di Compliance condotta nel mese di ottobre

5 00-Galmarini (II)_74_ :24 Pagina 78 re alla Compliance [ ] un riporto funzionale diretto al Consiglio di Amministrazione. Soluzioni alternative sono ancora rappresentate dal riporto al Direttore Generale. Nella maggior parte dei casi, il Responsabile della Funzione Compliance è anche Responsabile di Antiriciclaggio [ ] È stato sottolineato che l incardinamento dell Antiriciclaggio nella Compliance [ ] potrebbe andare a scapito delle attività peculiari della FC stessa, in quanto il rischio di riciclaggio, prevedendo sanzioni penali, è quindi soggetto a maggiore attenzione» 12. Le funzioni svolte dall Ufficio, inoltre, dovrebbero essere periodicamente valutate dai vertici aziendali: «Almeno una volta l anno il Consiglio di Amministrazione, sentito il Collegio Sindacale, valuta l adeguatezza della funzione di conformità alle norme» 13. Analogamente è previsto un percorso per il Risk Management che, oltre a essere sottoposto a verifica periodica dell Audit Interno, deve relazionare al C.d.A. per ottemperare agli adempimenti Consob (cfr. Relazione redatta ai sensi dell articolo 13 del Regolamento Congiunto Consob- Banca d Italia del 29 ottobre 2007 da inviare alla Consob ai sensi della Delibera n del 28 aprile 2010) oltre, ovviamente, alle note Disposizioni di Vigilanza. Si verificano episodi in cui il Consiglio di Amministrazione, di concerto con il Collegio Sindacale, non rivede regolarmente l adeguatezza di questo presidio verso la totalità delle norme, così come da previsione normativa di Banca d Italia sopra citata, determinando inefficienza nello svolgimento delle attività core della Funzione stessa a tutto vantaggio di quelle no core che altrimenti non sarebbero svolte da alcuna altra funzione all interno dell Istituto 14. Banca d Italia afferma inoltre che occorre che la Funzione Compliance «sia dotata di risorse qualitativamente e quantitativamente adeguate ai compiti da svolgere [ ] il personale che svolge funzioni di conformità deve essere adeguato per: numero; competenze tecnico-professionali; aggiornamento» 15. Tuttavia, le banche di medio-piccole dimensioni lamentano ancora un sottodimensionamento della funzione stessa fronte alla vastità dell attività svolta. Non da ultimo si potrebbe finalmente ipotizzare una partecipazione attiva del Responsabile della Funzione Compliance alle attività consiliari dell Istituto. Sull argomento si è infatti espresso il Governatore della Banca d Italia Ignazio Visco in data 11 gennaio «Per garantire un governo efficace, unitario e coerente dei rischi, sono necessari una chiara determinazione ex ante dei livelli di rischi, nella loro più ampia accezione (rischi di credito, di mercato, operativi, reputazionali, di liquidità, funding ecc.); un adeguato contributo e coinvolgimento delle funzioni aziendali competenti (in primis compliance, risk management, pianificazione strategica), anche attraverso la partecipazione ai lavori del board o, ove costituiti, dei comitati interni a esso» 16. «La cultura del rischio è ormai l elemento comune (o comunque unificante) del gruppo bancario e finanziario. Essa consente di integrare la gestione di attività molto differenti tra di loro per segmenti di mercato, presenze territoriali, profilo di rischio, tipologie di prodotti, di controparti e di identità aziendali. Tali tendenze organizzative sono irreversibili [ ] lo stesso corredo di conoscenze degli amministratori aziendali è destinato a mutare nel tempo, con un peso sempre maggiore per la cultura finanziaria e del rischio» 17. Nelle banche di medio-piccole dimensioni siamo ancora agli esordi di questo lungo e non facile percorso che condurrà, ne siamo certi, a una «forte» funzione del Chief Risk Management in grado di dialogare direttamente con i vertici dell istituto 18, parlando finalmente un unico idioma verso il board che è poi quello del riporto di tutti i rischi in Icaap Si veda nota Disposizioni di Vigilanza n del di Banca d Italia. 14 Si veda nota Si veda nota Visco I., «Applicazione delle disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche», in 11/1/ Maino R., Zaini F., «Banche e corporate governance: un passaggio critico verso Basilea 3», in Bancaria n. 11, novembre «Il ruolo del risk management per un efficace presidio dei rischi: le lezioni della crisi», Intervento del Vice Direttore Generale della Banca d Italia Anna Maria Tarantola, Milano, 10 novembre 2011, SDA Bocconi. 19 Pogliaghi P. (2011), «Il Credito Cooperativo verso Basilea 3», in Bancaria, n

L attività di Internal Audit nella nuova configurazione organizzativa

L attività di Internal Audit nella nuova configurazione organizzativa L attività di Internal Audit nella nuova configurazione organizzativa Massimo Bozeglav Responsabile Direzione Internal Audit Banca Popolare di Vicenza Indice 1. I fattori di cambiamento 2. L architettura

Dettagli

PROGRAMMA DELL ATTIVITÀ NORMATIVA DELL AREA VIGILANZA PER L ANNO 2011

PROGRAMMA DELL ATTIVITÀ NORMATIVA DELL AREA VIGILANZA PER L ANNO 2011 PROGRAMMA DELL ATTIVITÀ NORMATIVA DELL AREA VIGILANZA PER L ANNO 2011 Marzo 2011 Programma dell attività normativa dell Area Vigilanza per l anno 2011 1. Perché un programma di attività normativa? Far

Dettagli

PREMESSA NOTE ESPLICATIVE SULL INFORMATIVA AL PUBBLICO (III PILASTRO)

PREMESSA NOTE ESPLICATIVE SULL INFORMATIVA AL PUBBLICO (III PILASTRO) INFORMATIVA AL PUBBLICO Terzo Pilastro di Basileaa 2 SITUAZIONE AL 31/12/2 2014 PREMESSA NOTE ESPLICATIVE SULL INFORMATIVA AL PUBBLICO (III PILASTRO) Il primo gennaio 2014 è entrata in vigore la nuova

Dettagli

Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi nel nuovo Codice di Autodisciplina. Roma, 18/10/2012. Francesco La Manno Borsa Italiana

Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi nel nuovo Codice di Autodisciplina. Roma, 18/10/2012. Francesco La Manno Borsa Italiana Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi nel nuovo Codice di Autodisciplina Roma, 18/10/2012 Francesco La Manno Borsa Italiana Il Codice di Autodisciplina 1999: Prima versione del Codice

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Principi fondamentali per un efficace vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Principi fondamentali per un efficace vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Principi fondamentali per un efficace vigilanza bancaria Settembre 2012 Il presente documento è stato redatto in lingua inglese. In caso di dubbio, si rimanda

Dettagli

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ADOTTATA AI SENSI DELL ART. 4 DEL REGOLAMENTO CONSOB 17221 DEL 12 MARZO 2010 (e successive modifiche) Bologna,1 giugno 2014 Indice 1. Premessa...

Dettagli

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Controlli interni e Ciclo della performance alla luce dell art.3 del D.L. 174/2012 Position Paper

Dettagli

La funzione di Compliance: profili organizzativi e costi

La funzione di Compliance: profili organizzativi e costi La funzione di Compliance: profili organizzativi e costi Survey Risultati INDICE Pagina 1 Prefazione... 4 2 Premessa... 6 3 Informazioni generali...7 3.1 3.2 3.3 3.4 4 7 8 11 12 Organizzazione della funzione

Dettagli

Format per la relazione sul governo societario e gli assetti proprietari

Format per la relazione sul governo societario e gli assetti proprietari Format per la relazione sul governo societario e gli assetti proprietari V Edizione (gennaio 2015) Premessa alla quinta edizione (gennaio 2015) Questa nuova edizione del format per la redazione della relazione

Dettagli

La disclosure e il monitoraggio della corporate governance in Italia

La disclosure e il monitoraggio della corporate governance in Italia Comitato per la Corporate Governance La disclosure e il monitoraggio della corporate governance in Italia Gabriele Galateri di Genola e Carmine Di Noia Milano, 16 aprile 2014 1 La disclosure della corporate

Dettagli

TITOLO V - Capitolo 5 ATTIVITÀ DI RISCHIO E CONFLITTI DI INTERESSE NEI CONFRONTI DI SOGGETTI COLLEGATI DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

TITOLO V - Capitolo 5 ATTIVITÀ DI RISCHIO E CONFLITTI DI INTERESSE NEI CONFRONTI DI SOGGETTI COLLEGATI DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE TITOLO V - Capitolo 5 ATTIVITÀ DI RISCHIO E CONFLITTI DI INTERESSE NEI CONFRONTI DI SOGGETTI COLLEGATI SEZIONE I DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE 1. Premessa La disciplina delle operazioni con parti

Dettagli

POLICY SUI CONFLITTI DI INTERESSI. Versione 9.0 del 9/03/2015. Approvata dal CDA nella seduta del 7/04/2015

POLICY SUI CONFLITTI DI INTERESSI. Versione 9.0 del 9/03/2015. Approvata dal CDA nella seduta del 7/04/2015 POLICY SUI CONFLITTI DI INTERESSI Versione 9.0 del 9/03/2015 Approvata dal CDA nella seduta del 7/04/2015 Policy conflitti di interesse Pag. 1 di 14 INDICE 1. PREMESSA... 3 1.1 Definizioni... 4 2. OBIETTIVI...

Dettagli

Operazioni, attività e passività in valuta estera

Operazioni, attività e passività in valuta estera OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Operazioni, attività e passività in valuta estera Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito,

Dettagli

Schema Professionista della Security Profilo Senior Security Manager - III Livello

Schema Professionista della Security Profilo Senior Security Manager - III Livello STATO DELLE REVISIONI rev. n SINTESI DELLA MODIFICA DATA 0 05-05-2015 VERIFICA Direttore Qualità & Industrializzazione Maria Anzilotta APPROVAZIONE Direttore Generale Giampiero Belcredi rev. 0 del 2015-05-05

Dettagli

LINEE GUIDA PER IL CONTRASTO AI FENOMENI DI RICICLAGGIO E DI FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO E PER LA GESTIONE DEGLI EMBARGHI

LINEE GUIDA PER IL CONTRASTO AI FENOMENI DI RICICLAGGIO E DI FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO E PER LA GESTIONE DEGLI EMBARGHI LINEE GUIDA PER IL CONTRASTO AI FENOMENI DI RICICLAGGIO E DI FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO E PER LA GESTIONE DEGLI EMBARGHI Normativa attinente ad aree sensibili relative al D.Lgs. 231/01 Area di rischio:

Dettagli

ACCORDO DI PARTENARIATO 2014 2020 ITALIA

ACCORDO DI PARTENARIATO 2014 2020 ITALIA ITALIA ALLEGATO III ELEMENTI SALIENTI DELLA PROPOSTA DI SI.GE.CO 2014 2020 SOMMARIO 1. Principi generali dei sistemi di gestione e controllo (FESR, FSE, FEAMP)... 3 1.1 Autorità di gestione... 3 1.1.1

Dettagli

Si precisa che nessuna delle modifiche rientra tra le ipotesi che attribuiscono ai soci il diritto di recesso.

Si precisa che nessuna delle modifiche rientra tra le ipotesi che attribuiscono ai soci il diritto di recesso. RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLE MODIFICHE DEGLI ARTICOLI 15, 17, 27 E 28 DELLO STATUTO SOCIALE, E SULL INTRODUZIONE DELL ART. 28 BIS. La presente Relazione ha lo scopo di illustrare in

Dettagli

1. Premessa. Il contesto generale.

1. Premessa. Il contesto generale. Linee di indirizzo del Comitato interministeriale (d.p.c.m. 16 gennaio 2013) per la predisposizione, da parte del Dipartimento della funzione pubblica, del PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE di cui alla legge

Dettagli

PRINCIPIO DI REVISIONE INTERNAZIONALE (ISA) N. 210 ACCORDI RELATIVI AI TERMINI DEGLI INCARICHI DI REVISIONE

PRINCIPIO DI REVISIONE INTERNAZIONALE (ISA) N. 210 ACCORDI RELATIVI AI TERMINI DEGLI INCARICHI DI REVISIONE PRINCIPIO DI REVISIONE INTERNAZIONALE (ISA) N. 210 ACCORDI RELATIVI AI TERMINI DEGLI INCARICHI DI REVISIONE (In vigore per le revisioni contabili dei bilanci relativi ai periodi amministrativi che iniziano

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Liquidity Coverage Ratio: requisiti di informativa pubblica Gennaio 2014 (versione aggiornata al 20 marzo 2014) La presente pubblicazione è consultabile sul

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA BANCA D ITALIA E DELLA CONSOB AI SENSI DELL ARTICOLO 6, COMMA 2-BIS, DEL TESTO UNICO DELLA FINANZA

REGOLAMENTO DELLA BANCA D ITALIA E DELLA CONSOB AI SENSI DELL ARTICOLO 6, COMMA 2-BIS, DEL TESTO UNICO DELLA FINANZA REGOLAMENTO DELLA BANCA D ITALIA E DELLA CONSOB AI SENSI DELL ARTICOLO 6, COMMA 2-BIS, DEL TESTO UNICO DELLA FINANZA LA BANCA D ITALIA E LA CONSOB VISTO il decreto legislativo del 24 febbraio 1998, n.

Dettagli

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA D.LGS 231/01 DI GALA S.P.A. DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE 2013 INDICE ARTICOLO 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE..3

Dettagli

Programma di Compliance Antitrust. Allegato B al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. LGS. 231/2001

Programma di Compliance Antitrust. Allegato B al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. LGS. 231/2001 Programma di Compliance Antitrust Allegato B al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. LGS. 231/2001 Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 19 febbraio 2015 Rev 0 del 19 febbraio

Dettagli

Principi di stewardship degli investitori istituzionali

Principi di stewardship degli investitori istituzionali Corso di diritto commerciale avanzato a/ a/a2014 20152015 Fabio Bonomo (fabio.bonomo@enel.com fabio.bonomo@enel.com) 1 Indice Principi di stewardship degli investitori istituzionali La disciplina dei proxy

Dettagli

Iniziativa : "Sessione di Studio" a Vicenza. Vicenza, venerdì 24 novembre 2006, ore 9.00-13.30

Iniziativa : Sessione di Studio a Vicenza. Vicenza, venerdì 24 novembre 2006, ore 9.00-13.30 Iniziativa : "Sessione di Studio" a Vicenza Gentili Associati, Il Consiglio Direttivo è lieto di informarvi che, proseguendo nell attuazione delle iniziative promosse dall' volte al processo di miglioramento,

Dettagli

POSITION PAPER. Novembre 2012

POSITION PAPER. Novembre 2012 Position Paper in risposta alla procedura di consultazione della Banca d Italia Sistema dei controlli interni, sistema informativo e continuità operativa Novembre 2012 POSITION PAPER Sommario Premessa...6

Dettagli

ATTO DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO DELLA BANCA D ITALIA E DELLA CONSOB AI SENSI DELL ARTICOLO 6, COMMA 2-BIS, DEL TESTO UNICO DELLA FINANZA

ATTO DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO DELLA BANCA D ITALIA E DELLA CONSOB AI SENSI DELL ARTICOLO 6, COMMA 2-BIS, DEL TESTO UNICO DELLA FINANZA ATTO DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO DELLA BANCA D ITALIA E DELLA CONSOB AI SENSI DELL ARTICOLO 6, COMMA 2-BIS, DEL TESTO UNICO DELLA FINANZA LA BANCA D ITALIA E LA COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETA E LA

Dettagli

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse CERVED RATING AGENCY Politica in materia di conflitti di interesse maggio 2014 1 Cerved Rating Agency S.p.A. è specializzata nella valutazione del merito creditizio di imprese non finanziarie di grandi,

Dettagli

Corso di Asset and liability management (profili economico-aziendali) Il patrimonio di vigilanza e la misurazione del rischio di credito

Corso di Asset and liability management (profili economico-aziendali) Il patrimonio di vigilanza e la misurazione del rischio di credito Università degli Studi di Parma Corso di Asset and liability management (profili economico-aziendali) Il patrimonio di vigilanza e la misurazione del rischio di credito Prof.ssa Paola Schwizer Anno accademico

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle

Dettagli

Relazione sulle Politiche di Remunerazione

Relazione sulle Politiche di Remunerazione SOCIETÀ CATTOLICA DI ASSICURAZIONE Società cooperativa con sede legale in Verona, Lungadige Cangrande n. 16 Capogruppo del Gruppo Cattolica Assicurazioni, iscritto all Albo dei Gruppi Assicurativi 019

Dettagli

LA CORRUZIONE TRA PRIVATI:

LA CORRUZIONE TRA PRIVATI: LA CORRUZIONE TRA PRIVATI: APPROFONDIMENTI In data 18 ottobre 2012, dopo un lungo iter parlamentare, il Senato ha approvato il maxi-emendamento al Disegno di Legge recante Disposizioni per la prevenzione

Dettagli

REGOLAMENTO DI GESTIONE DELLE OPERAZIONI CON SOGGETTI COLLEGATI

REGOLAMENTO DI GESTIONE DELLE OPERAZIONI CON SOGGETTI COLLEGATI REGOLAMENTO DI GESTIONE DELLE OPERAZIONI CON SOGGETTI COLLEGATI EDIZIONE NOVEMBRE 2010 Approvato dal Consiglio d Amministrazione in data 30 Novembre 2010 Indice Premessa...3 A. PARTE GENERALE...5 1. Inquadramento...5

Dettagli

- Politica in materia di esecuzione e trasmissione degli ordini -

- Politica in materia di esecuzione e trasmissione degli ordini - Unipol Banca S.p.A. Sede Legale e Direzione Generale: piazza della Costituzione, 2-40128 Bologna (Italia) tel. +39 051 3544111 - fax +39 051 3544100/101 Capitale sociale i.v. Euro 897.384.181 Registro

Dettagli

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE (ai sensi dell art. 4 del Regolamento adottato da Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, come successivamente modificato ed integrato) INDICE 1. OBIETTIVI

Dettagli

Il rapporto tra BCE e autorità nazionali nell esercizio della vigilanza

Il rapporto tra BCE e autorità nazionali nell esercizio della vigilanza LUISS Guido Carli Convegno Unione bancaria: istituti, poteri e impatti economici Il rapporto tra BCE e autorità nazionali nell esercizio della vigilanza Intervento di Carmelo Barbagallo Capo del Dipartimento

Dettagli

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DI UNICREDIT S.P.A. AI SENSI DEL D.LGS. 231/01

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DI UNICREDIT S.P.A. AI SENSI DEL D.LGS. 231/01 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DI UNICREDIT S.P.A. AI SENSI DEL D.LGS. 231/01 UniCredit Group INDICE CAPITOLO 1: Ambito e finalità del Modello di Organizzazione e Gestione... 2 1.1 Premessa... 2

Dettagli

INTRODUZIONE... 3 TAVOLA 1 REQUISITO INFORMATIVO GENERALE... 6 TAVOLA 2 AMBITO DI APPLICAZIONE... 21

INTRODUZIONE... 3 TAVOLA 1 REQUISITO INFORMATIVO GENERALE... 6 TAVOLA 2 AMBITO DI APPLICAZIONE... 21 PILLAR 3 Informativa al pubblico al 31/ /12/2010 INTRODUZIONE... 3 TAVOLA 1 REQUISITO INFORMATIVO GENERALE... 6 TAVOLA 2 AMBITO DI APPLICAZIONE... 21 TAVOLA 3 COMPOSIZIONE DEL PATRIMONIO DI VIGILANZA...

Dettagli

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Delibera n.12/2013: Requisiti e procedimento per la nomina dei

Dettagli

di Francesco Verbaro 1

di Francesco Verbaro 1 IL LAVORO PUBBLICO TRA PROCESSI DI RIORGANIZZAZIONE E INNOVAZIONE PARTE II - CAPITOLO 1 I L L A V O R O P U B B L I C O T R A P R O C E S S I D I R I O R G A N I Z Z A Z I O N E E I N N O V A Z I O N E

Dettagli

Perché AIM Italia? (1/2)

Perché AIM Italia? (1/2) AIM Italia Perché AIM Italia? (1/2) AIM Italia si ispira ad un esperienza di successo già presente sul mercato londinese Numero di società quotate su AIM: 1,597 Di cui internazionali: 329 Quotazioni su

Dettagli

IT Service Management

IT Service Management IT Service Management ITIL: I concetti chiave ed il livello di adozione nelle aziende italiane Matteo De Angelis, itsmf Italia (I) 1 Chi è itsmf italia 12 th May 2011 - Bolzano itsmf (IT Service Management

Dettagli

I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE

I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE Ing Giuseppe Magro Presidente Nazionale IAIA 1 Italia 2 La Valutazione Ambientale Strategica

Dettagli

PRINCIPIO DI REVISIONE (SA Italia) 250B LE VERIFICHE DELLA REGOLARE TENUTA DELLA CONTABILITÀ SOCIALE

PRINCIPIO DI REVISIONE (SA Italia) 250B LE VERIFICHE DELLA REGOLARE TENUTA DELLA CONTABILITÀ SOCIALE PRINCIPIO DI REVISIONE (SA Italia) 250B LE VERIFICHE DELLA REGOLARE TENUTA DELLA CONTABILITÀ SOCIALE (In vigore per le verifiche della regolare tenuta della contabilità sociale svolte dal 1 gennaio 2015)

Dettagli

Le small cap e la raccolta di capitale di rischio Opportunità per il professionista. Il ruolo del Nomad.

Le small cap e la raccolta di capitale di rischio Opportunità per il professionista. Il ruolo del Nomad. S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Le small cap e la raccolta di capitale di rischio Opportunità per il professionista Il ruolo del Nomad. Marco Fumagalli Responsabile Capital Markets Ubi Banca

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Rapporto sullo stato di avanzamento nell attuazione degli standard di Basilea

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Rapporto sullo stato di avanzamento nell attuazione degli standard di Basilea Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Rapporto sullo stato di avanzamento nell attuazione degli standard di Basilea Aprile 2014 La presente pubblicazione è consultabile sul sito internet della

Dettagli

ALBA PRIVATE EQUITY S.P.A. www.alba-pe.com

ALBA PRIVATE EQUITY S.P.A. www.alba-pe.com ALBA PRIVATE EQUITY S.P.A. www.alba-pe.com RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLE PROPOSTE CONCERNENTI LE MATERIE POSTE ALL ORDINE DEL GIORNO DELLA ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI DEL

Dettagli

ANTIRICICLAGGIO: LE NOVITÀ DELLA IV DIRETTIVA E LA POSSIBILE EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA NAZIONALE.

ANTIRICICLAGGIO: LE NOVITÀ DELLA IV DIRETTIVA E LA POSSIBILE EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA NAZIONALE. ANTIRICICLAGGIO: LE NOVITÀ DELLA IV DIRETTIVA E LA POSSIBILE EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA NAZIONALE. Casi pratici sulla corretta registrazione delle operazioni attinenti la gestione collettiva del risparmio

Dettagli

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Approvato nella seduta di Consiglio del 10 gennaio 2014 Del.01/2014 IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI CONSIDERATO

Dettagli

Comitato per la Corporate Governance CODICE DI AUTODISCIPLINA

Comitato per la Corporate Governance CODICE DI AUTODISCIPLINA Comitato per la Corporate Governance CODICE DI AUTODISCIPLINA Luglio 2014 2014 Comitato per la Corporate Governance Tutti i diritti di riproduzione, di adattamento totale o parziale e di memorizzazione

Dettagli

Dalla Mappatura dei Processi al Business Process Management

Dalla Mappatura dei Processi al Business Process Management Dalla Mappatura dei Processi al Business Process Management Romano Stasi Responsabile Segreteria Tecnica ABI Lab Roma, 4 dicembre 2007 Agenda Il percorso metodologico Analizzare per conoscere: la mappatura

Dettagli

Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia

Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia Firmato digitalmente da Sede legale Via Nazionale, 91 - Casella Postale 2484-00100 Roma - Capitale versato Euro

Dettagli

Codice di Condotta Professionale per i Gestori Patrimoniali

Codice di Condotta Professionale per i Gestori Patrimoniali Codice di Condotta Professionale per i Gestori Patrimoniali Etica: valore e concretezza L Etica non è valore astratto ma un modo concreto per proteggere l integrità dei mercati finanziari e rafforzare

Dettagli

Comunicato al mercato ex art. 114 TUF del D.Lgs. n. 58/1998 e ex art. 66 del Regolamento adottato con delibera CONSOB n.

Comunicato al mercato ex art. 114 TUF del D.Lgs. n. 58/1998 e ex art. 66 del Regolamento adottato con delibera CONSOB n. Bologna, 25 maggio 2006 Comunicato al mercato ex art. 114 TUF del D.Lgs. n. 58/1998 e ex art. 66 del Regolamento adottato con delibera CONSOB n. 11971/1999 Gli organi amministrativi di Lopam Fin S.p.A.

Dettagli

Governance e performance nei servizi pubblici locali

Governance e performance nei servizi pubblici locali Governance e performance nei servizi pubblici locali Anna Menozzi Lecce, 26 aprile 2007 Università degli studi del Salento Master PIT 9.4 in Analisi dei mercati e sviluppo locale Modulo M7 Economia dei

Dettagli

Le banche locali e di credito cooperativo in prospettiva: vigilanza europea ed evoluzione normativa

Le banche locali e di credito cooperativo in prospettiva: vigilanza europea ed evoluzione normativa FEDERAZIONE DELLE COOPERATIVE RAIFFEISEN Le banche locali e di credito cooperativo in prospettiva: vigilanza europea ed evoluzione normativa Intervento di Carmelo Barbagallo Capo del Dipartimento di Vigilanza

Dettagli

Organismo per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi. Circolare n. 19/14

Organismo per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi. Circolare n. 19/14 Organismo per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi Circolare n. 19/14 contenente disposizioni inerenti gli obblighi di formazione e di aggiornamento

Dettagli

Gli Standard hanno lo scopo di:

Gli Standard hanno lo scopo di: STANDARD INTERNAZIONALI PER LA PRATICA PROFESSIONALE DELL INTERNAL AUDITING (STANDARD) Introduzione agli Standard L attività di Internal audit è svolta in contesti giuridici e culturali diversi, all interno

Dettagli

Strategia di Trasmissione degli Ordini su Strumenti Finanziari. Documento di Sintesi

Strategia di Trasmissione degli Ordini su Strumenti Finanziari. Documento di Sintesi Strategia di Trasmissione degli Ordini su Strumenti Finanziari Documento di Sintesi Documento redatto ai sensi dell art. 48, comma 3, del Regolamento Intermediari adottato dalla CONSOB con delibera n.

Dettagli

L applicazione delle tassonomie XBRL alle società italiane

L applicazione delle tassonomie XBRL alle società italiane CIRCOLARE N. 12 DEL 20 APRILE 2015 DIRITTO SOCIETARIO MERCATO DEI CAPITALI E SOCIETA QUOTATE L applicazione delle tassonomie XBRL alle società italiane www.assonime.it ABSTRACT Nel corso del 2014 si è

Dettagli

IT FINANCIAL MANAGEMENT

IT FINANCIAL MANAGEMENT IT FINANCIAL MANAGEMENT L IT Financial Management è una disciplina per la pianificazione e il controllo economico-finanziario, di carattere sia strategico sia operativo, basata su un ampio insieme di metodologie

Dettagli

TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 - INFORMATIVA AL PUBBLICO CAPITAL

TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 - INFORMATIVA AL PUBBLICO CAPITAL TAGES GROUP TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 - INFORMATIVA AL PUBBLICO al 31 dicembre 2013 TAGES CAPITAL Tages Holding S.p.A. Sede legale Corso Venezia 18-20121 Milano Iscrizione al Registro delle Imprese di

Dettagli

Cagliari, 22 luglio 2010

Cagliari, 22 luglio 2010 Cagliari, 22 luglio 2010 L azione dell Ance L Associazione Nazionale Costruttori Edili si è da sempre posta l obiettivo di supportare le imprese associate nella adozione di strumentazione organizzativa

Dettagli

L Emittente, Offerente e Responsabile del Collocamento. Banca di Credito Cooperativo di Flumeri

L Emittente, Offerente e Responsabile del Collocamento. Banca di Credito Cooperativo di Flumeri Prospetto Informativo Semplificato per l offerta al pubblico di strumenti diversi dai titoli di capitale emessi in modo continuo o ripetuto da banche di cui all art. 34-ter, comma 4 del Regolamento Consob

Dettagli

Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini

Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini - Documento di Sintesi - Documento adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 07/07/ 2009 Ai sensi degli artt, 45-46-47-48 del Regolamento

Dettagli

SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso

SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal Parlamento

Dettagli

REGOLAMENTO N. 20 DEL 26 MARZO 2008 L ISVAP. (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo)

REGOLAMENTO N. 20 DEL 26 MARZO 2008 L ISVAP. (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) REGOLAMENTO N. 20 DEL 26 MARZO 2008 REGOLAMENTO RECANTE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONTROLLI INTERNI, GESTIONE DEI RISCHI, COMPLIANCE ED ESTERNALIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE,

Dettagli

Formazione Su Misura

Formazione Su Misura Formazione Su Misura Contattateci per un incontro di presentazione inviando una mail a formazione@assoservizi.it o telefonando ai nostri uffici: Servizi alle Imprese 0258370-644.605 Chi siamo Assoservizi

Dettagli

Documento di sintesi "STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI"

Documento di sintesi STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Documento di sintesi "STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI" Documento del 1 aprile 2011 1 1 INFORMAZIONI SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Fornite ai sensi degli

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca San Giorgio Quinto Valle Agno

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca San Giorgio Quinto Valle Agno DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca San Giorgio Quinto Valle Agno (delibera CdA 17 Dicembre 2012) LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive

Dettagli

PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ai sensi della delibera Consob 17221 del 12 marzo 2010

PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ai sensi della delibera Consob 17221 del 12 marzo 2010 PROCEDURE PER LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ai sensi della delibera Consob 17221 del 12 marzo 2010 approvate dal Consiglio di Amministrazione di Davide Campari-Milano S.p.A. l 11 novembre 2010 e in

Dettagli

Progetto MiFID. Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI

Progetto MiFID. Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI Aggiornamento del luglio 2013 1 PREMESSA La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal

Dettagli

INFORMAZIONI SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI

INFORMAZIONI SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI SOCIETA COOPERATIVA Sede Legale in Viale Umberto I n. 4, 00060 Formello (Rm) Tel. 06/9014301 Fax 06/9089034 Cod.Fiscale 00721840585 Iscrizione Registro Imprese Roma e P.Iva 009260721002 Iscritta all Albo

Dettagli

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza)

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Allegato 2 Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Sono molto frequenti le situazioni in cui l obbligo di effettuare valutazioni ambientali

Dettagli

Il Modello 231 e l integrazione con gli altri sistemi di gestione aziendali

Il Modello 231 e l integrazione con gli altri sistemi di gestione aziendali RESPONSABILITA D IMPRESA D.lgs. 231/01 L EVOLUZIONE DEI MODELLI ORGANIZZATIVI E DI GESTIONE 27 maggio 2014 ore 14.00 Il Modello 231 e l integrazione con gli altri sistemi di gestione aziendali Ing. Gennaro

Dettagli

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente 1 INDICE Premessa 4 Soggetti Destinatari 6 - Indicazione nominativa dei destinatari che sono componenti del Consiglio di Amministrazione dell Emittente, delle società controllanti e di quelle, direttamente

Dettagli

Eccellenza nel Credito alle famiglie

Eccellenza nel Credito alle famiglie Credito al Credito Eccellenza nel Credito alle famiglie Innovazione e cambiamento per la ripresa del Sistema Paese Premessa La complessità del mercato e le sfide di forte cambiamento del Paese pongono

Dettagli

Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia

Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia Il presente documento è conforme all'originale contenuto negli archivi della Banca d'italia Firmato digitalmente da Sede legale Via Nazionale, 91 - Casella Postale 2484-00100 Roma - Capitale versato Euro

Dettagli

CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO

CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO CAPITOLO 20 AGGIORNAMENTO DEL CODICE DI STOCCAGGIO 20.1 PREMESSA... 255 20.2 COMITATO DI CONSULTAZIONE... 255 20.3 SOGGETTI TITOLATI A PRESENTARE RICHIESTE DI MODIFICA... 255 20.4 REQUISITI DI RICEVIBILITA

Dettagli

Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida

Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida Anche la legge sulla riqualificazione urbana è un tassello

Dettagli

La gestione del rischio. Vademecum a uso dei confidi

La gestione del rischio. Vademecum a uso dei confidi La gestione del rischio Vademecum a uso dei confidi 1 Il presente lavoro è stato curato dall ufficio studi e comunicazione del Consorzio camerale per il credito e la finanza, nell'ambito della collaborazione

Dettagli

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT I MINIBOND: nuovi canali di finanziamento alle imprese a supporto della crescita e dello sviluppo 15Luglio 2015 IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT Dr. Gabriele Cappellini Amministratore Delegato Fondo Italiano

Dettagli

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Ferrara, giovedì 27 Settembre 2012 Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Giacomo Zanni (Dipartimento di Ingegneria ENDIF, Università di Ferrara) giacomo.zanni@unife.it SOMMARIO

Dettagli

Corporate Governance e sistema di controllo interno. Enrico Parretta

Corporate Governance e sistema di controllo interno. Enrico Parretta Corporate Governance e sistema di controllo interno Enrico Parretta Corporate Governance La Corporate Governance è il sistema delle regole secondo le quali le imprese sono gestite e controllate, coniugando:

Dettagli

AIM Italia. Il mercato di Borsa Italiana per i leader di domani

AIM Italia. Il mercato di Borsa Italiana per i leader di domani AIM Italia Il mercato di Borsa Italiana per i leader di domani Perché AIM Italia I mercati di Borsa Italiana AIM Italia si aggiunge all offerta di mercati regolamentati di Borsa Italiana MTA MTF 3 Perché

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Documento di discussione Lo schema di regolamentazione: bilanciare sensibilità al rischio, semplicità e comparabilità Termine per la presentazione dei commenti:

Dettagli

Circolare N.175 del 27 Novembre 2013

Circolare N.175 del 27 Novembre 2013 Circolare N.175 del 27 Novembre 2013 PMI. Tutte le informazioni per la quotazione in borsa online Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che ABI, AIFI, ASSIREVI, ASSOGESTIONI, ASSOSIM,

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca di Credito Cooperativo San Marco di Calatabiano

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca di Credito Cooperativo San Marco di Calatabiano DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca di Credito Cooperativo San Marco di Calatabiano (Ultimo aggiornamento:10.04.2013) LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial

Dettagli

Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari 2013 1. Approvata dal Consiglio di Amministrazione del 17 marzo 2014

Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari 2013 1. Approvata dal Consiglio di Amministrazione del 17 marzo 2014 Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari 2013 1 Approvata dal Consiglio di Amministrazione del 17 marzo 2014 (1) La Relazione è pubblicata nel sito internet della Società all indirizzo

Dettagli

PROCESSO FINANZA Data approvazione Versione 25 ottobre 2007 v.0.1 19 novembre 2009 v.0.2 16 settembre 2010 v.0.3 25 novembre 2010 v.0.

PROCESSO FINANZA Data approvazione Versione 25 ottobre 2007 v.0.1 19 novembre 2009 v.0.2 16 settembre 2010 v.0.3 25 novembre 2010 v.0. SINTESI DELLA STRATEGIA DI TRASMISSIONE DEGLI ORDINI PROCESSO FINANZA Data approvazione Versione 25 ottobre 2007 v.0.1 19 novembre 2009 v.0.2 16 settembre 2010 v.0.3 25 novembre 2010 v.0.4 1 La Markets

Dettagli

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011.

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011. 11/11 Anthilia Capital Partners SGR Maggio 2011 Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia Eugenio Namor Anthilia Capital Partners Lugano Fund Forum 22 novembre 2011 Industria

Dettagli

SPAI di Puclini Carlo

SPAI di Puclini Carlo CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

Osservazioni del sistema bancario italiano sul documento del Comitato di Basilea Second Working Paper on Securitisation

Osservazioni del sistema bancario italiano sul documento del Comitato di Basilea Second Working Paper on Securitisation ASSOCIAZIONE BANCARIA ITALIANA Osservazioni del sistema bancario italiano sul documento del Comitato di Basilea Second Working Paper on Securitisation 20 Dicembre 2002 1 L ABI ha esaminato con uno specifico

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C.

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C. DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva

Dettagli

Banca Generali: la solidità di chi guarda lontano. Agosto 2014

Banca Generali: la solidità di chi guarda lontano. Agosto 2014 Banca Generali: la solidità di chi guarda lontano Agosto 2014 Banca Generali in pillole Banca Generali è uno degli assetgathererdi maggior successo e in grande crescita nel mercato italiano, con oltre

Dettagli

CODICE ETICO DI CEDAM ITALIA S.R.L.

CODICE ETICO DI CEDAM ITALIA S.R.L. CODICE ETICO DI CEDAM ITALIA S.R.L. Il presente codice etico (di seguito il Codice Etico ) è stato redatto al fine di assicurare che i principi etici in base ai quali opera Cedam Italia S.r.l. (di seguito

Dettagli

Pronti per la Voluntary Disclosure?

Pronti per la Voluntary Disclosure? Best Vision GROUP The Swiss hub in the financial business network Pronti per la Voluntary Disclosure? Hotel de la Paix, 21 aprile 2015, ore 18:00 Hotel Lugano Dante, 22 aprile 2015, ore 17:00 Best Vision

Dettagli

- - - - - - - - - - - - 1 - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - AFM S.p.A. Sede Legale in Bologna, Via del Commercio Associato n. 22/28 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO

Dettagli

Fortune. Strategia per l esercizio dei diritti inerenti agli strumenti finanziari degli OICR gestiti. Unifortune Asset Management SGR SpA

Fortune. Strategia per l esercizio dei diritti inerenti agli strumenti finanziari degli OICR gestiti. Unifortune Asset Management SGR SpA Unifortune Asset Management SGR SpA diritti inerenti agli strumenti finanziari degli OICR gestiti Approvata dal Consiglio di Amministrazione del 26 maggio 2009 1 Premessa In attuazione dell art. 40, comma

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli