In attesa di giudizio

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1 ANNO XXI Numero MARZO 2014 SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE A REGIME SOVVENZIONATO 45% (ME) SETTIMANALE DI POLITICA, CULTURA, ECONOMIA EURO 1,50 Francantonio Genovese MESSINA APPRODA ALLA CAMERA LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L ONOREVOLE FRANCANTONIO GENOVESE. ECCO COME IN 17 FALDONI LA PROCURA RICOSTRUISCE L ASSALTO AI CORSI PROFESSIONALI. CON QUESTI RETROSCENA In attesa di giudizio

2 il punto EDITORIALE Per fortuna c è Ardizzone Staccandosi dalle beghe dei partiti, a proposito di pasti & rimpasti che ormai hanno trasformato Sala d Ercole in un pallottoliere da figurine Panini, dove i deputati transitano da una squadra all altra secondo le prospettive di ingaggio, il presidente dell Assemblea regionale Giovanni Ardizzone ha proposto un incontro operativo al presidente della Consulta Gaetano Silvestri per studiare un percorso agevole alla modifica dell articolo 36 dello Statuto regionale, il fondo di solidarietà da parte dello Stato. Fino agli Anni Settanta, il Fondo destinava alla Sicilia cifre per quegli anni ragguardevoli, quasi novanta miliardi di vecchie lire. Oggi i trasferimenti dello Stato si sono ridotti al lumicino: venti milioni di euro. Con il potere d acquisto dell euro, è come se fossero metà della metà. Lo Stato, però, incassa dalla Sicilia tutte le tasse provenienti dalla produzione: quasi dieci miliardi di euro a regime solo per la raffinazione del 40% del petrolio nazionale. Lasciare allo Stato le briciole del Fondo di solidarietà e riprenderci le redini dello sviluppo con una piena applicazione del federalismo, già attuato in Valle d Aosta o in Trentino, forse sarebbe un bel ritorno a temi politici che appassionano. Per avere gli strumenti legislativi, uno statuto come il nostro che ha rango di costituzionalità, altre Regioni, come il Veneto o la Lombardia, stanno promuovendo referendum. In Sicilia invece si chiede che la Regione venga commissariata, causa deficit, o ci si interroga se fare o meno un ulteriore mutuo trentennale da un miliardo di euro. Basterebbe tornare a fare politica sul serio per raddrizzare le redini dello sviluppo e frenare i pozzi neri degli sprechi. Poi ci sarebbe davvero un fatto tutto interno alla identità e alla cultura dei siciliani. Che dovrebbero decidere una volta per tutti se, fatta la Sicilia, si possono ancora fare i Siciliani. Assistenti dei propri carnefici DI DOMENICO BARRILÀ Quando si cerca di analizzare gli accadimenti della politica siciliana ci si trova di fronte ad un paio di evidenze mastodontiche. La prima è che la Sicilia, a livello di reati contro la pubblica amministrazione e non solo, rappresenta una sorta di caricatura delle situazione nazionale. Qui tutto accade in modo accentuato come in quei ritratti dove il naso è troppo grosso, la fronte altissima e le orecchie che sembrano imbuti. La seconda è che non esiste una netta linea di demarcazione tra i cittadini e i malfattori che agiscono all interno della politica, questo impedisce di fare analisi semplicistiche dei fenomeni politici isolani, tentare divisioni tra buoni e cattivi, ma soprattutto di immaginare vere rinascite. Non dimentichiamo che Salvatore Cuffaro grondava di consenso popolare, così come chi gli è succeduto e come tante altre stelle del nostro singolare firmamento. Un caso clamoroso di questa dinamica, che ricorda molto da vicino la Sindrome di Stoccolma, è rappresentato dalla vicenda di Francantonio Genovese, da tutto il suo percorso politico, segnatamente dagli ultimi avvenimenti, perché se è vero che il reato contestatogli può averlo compiuto in prima persona, è altrettanto vero che alle primarie per le candidature parlamentari, svoltesi alla fine del 2012, quest uomo era stato votato da oltre il novanta per cento di coloro che si erano recati nelle sedi del partito democratico a esprimere la loro preferenza. Parliamo di qualcosa, se non ricordo male, come oltre ventimila voti su ventiduemila votanti, migliaio più migliaio meno. Certo sarebbe ingeneroso definire tutti costoro dei complici del trionfatore di allora, tuttavia dobbiamo riconoscere che rimane difficile trovare una diversa definizione, non tanto per ingenerosità da parte nostra, quanto per il fatto che la realtà non concede molte scappatoie interpretative. Ad esempio sarebbe interessate sapere sulla scorta di quali valutazioni tutti quei messinesi, molti dei quali pigri e impermeabili, si sono risoluti a recarsi in modo così massiccio nelle sedi del Pd. Ancora di più ci piacerebbe conoscere per via di quale misterioso richiamo il loro consenso si era concentrato in maniera bulgara su una sola persona. Difficile rispondere o forse troppo facile, perché non si trattò di vittoria per un incollatura bensì di autentica marcia trionfale con tanto di elefanti. Sullo sfondo una provincia dove la partecipazione alla vita politica dei cittadini è prossima allo zero, quindi un siffatto interesse di massa per quelle primarie del Pd fa venire in mente perlomeno felici coincidenza, qualcosa che rimanda a un allineamento di corpi celesti che si verifica ogni millennio. Partecipazione talmente massiccia da indurre un osservatore esterno, appena ingenuo, a considerare Messina una città traboccante di impegno civile. Un sogno. Ma si tratta giusto di un sogno. La realtà è invece un altra e noi vogliamo conoscerla, ne abbiamo il diritto, per questo speriamo che la Giunta per le autorizzazioni conceda di processare Francantonio Genovese. Forse lui stesso si sentirebbe sollevato, di sicuro lo sarebbero quei messinesi in diaspora che da decenni si chiedono quale divinità distribuisce le carte nella città dal panorama meraviglioso ma dall encefalogramma piatto. Vorremmo sapere come si è scritta la storia di questo luogo, come si tiravano le righe che separavano chi partiva da chi rimaneva, mutando destini in modo arbitrario, decidendo i salvati e i sommersi in dispregio dei diritti del talento. Il processo per le ruberie nei corsi di formazione professionale, proprio perché coinvolge colui che è ritenuto il padrone della città, il suo entourage e altri maggiorenti, potrebbe darci risposte importanti, facendoci conoscere i particolari di uno scempio, quello della nostra città ma soprattutto di chi la abita, che mai come nei numeri di questa vicenda appare artefice del declino inarrestabile cui Messina si è consegnata da tempo senza combattere, anzi flirtando col nemico. Una piccola Vichy, ma senza liberazione. Vicecaposervizio: Daniele De Joannon In redazione: Gianfranco Cusumano, Alessio Caspanello, Michele Schinella Segretaria di redazione: Rossana Franzone, Rosa Lombardo, Francesco Pinizzotto. Editore: Kimon scrl, via San Camillo, 8 Messina. Tel Fax: P. IVA Registrazione Tribunale di Messina n del 4 maggio Iscritto al Registro Operatori della Comunicazione n Stampa: Sts - Società tipografica siciliana spa Strada 5 n. 35 Zona industriale Catania. Redazione e ufficio abbonamenti: via San Camillo, (ME), CCP n Copie arretrate: euro 3,00. Progetto grafico: Davide Lopopolo per Psychodesign Internet: centonove SETTIMANALE REGIONALE DI POLITICA CULTURA ED ECONOMIA Direttore responsabile Graziella Lombardo Garante del lettore: Attilio Raimondi Distribuzione: Gaetano Toscano Sas via Corbino Orso 9/ Messina telefono Distributore regionale: Eagleservices via M. Rapisardi, Acicastello (CT). 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3 riservato RISARCIMENTI. Vanno da 598 mila a 800 mila a testa le somme da versare. E mentre Cuffaro vende immobili, D Aquino va in trincea Spese pazze per il 118, il conto a 17 ex deputati MESSINA. Dopo la bocciatura della revocazione della sentenza da parte della Corte dei Conti, l ultima speranza è affidata al verdetto definitivo della Cassazione, che ha trattato il caso martedì scorso. Ma per la pattuglia di diciassette onorevoli siciliani che alla vigilia delle elezioni del 2006, assessore alla sanità Giovanni Pistorio, firmarono la delibera di assunzione di autisti, infermieri e accompagnatori per potenziare le autombulanze del 118, quando presidente era il messinese Guglielmo Stagno d Alcontres, sono già scattate le esecuzioni. Antonio d Aquino, Totò Cuffaro, Francesco Scoma, Francesco Cascio, Mario Parlavecchio, Santi Formica dovranno pagare una cifra che partita da euro, ora con gli interessi che corrono si attesta già intorno agli 800mila euro. Più contenuto il danno contestato invece all ex assessore Carmelo Lo Monte, che insieme a Fabio Granata, Innocenzo Leontini e Michele Cimino sono chiamati a risarcire appena 598mila euro a testa. L accusa: avere portato a tremila le assunzioni degli operatori del 118, che BROLO. Il gruppo fa shopping Singenco e Raiola con Ricciardello Shopping aziendale per il gruppo Ricciardello di Brolo: dopo avere acquisito il ramo d azienda della Sigenco del gruppo di Santo Campione di Catania, la cui capogruppo dopo il no al concordato preventivo è stata dichiarata fallita, l ultimo dossier aperto riguarda la romana Raiola, impresa in crisi di liquidità, ma ricca di portafogli lavori di quasi un miliardo di euro. A curare i rapporti finanziari per conto del costruttore, che è suocero del deputato regionale Nino Germanà, è Rocco Carbone, responsabile del Corporate di Unicredit per Messina. La banca ha di recente firmato una fidejussione di cento milioni di euro alla società che si era candidata, insieme all impresa Mondello di Gela, alla gara da 260 milioni di euro del tratto autostradale Rosolini-Gela, aggiudicata poi al raggruppamento di Condotte e Consedil, l impresa dell ex assessore alle Infrastrutture della Sicilia, Vecchio. Antonio D Aquinio oggi si chiama Seus, abbassando da una parte l orario per i dipendenti da 36 a 30 ore settimanali e portando a ben tremila l esercito degli assunti per 258 ambulanze. In pratica per ogni ambulanza dodici operatori, ancora una volta il record italiano. Mentre alcuni onorevoli stanno facendo impazzire i notificatori del servizio Riscossione, e non si fanno PRIMO PIANO Genovese, dieci giorni di fuoco In diciannove faldoni recapitati alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, il destino del deputato messinese e leader incontrastato del Pd in riva allo Stretto 10. Ardizzone, obiettivo articolo 36 Il presidente dell Ars organizza un incontro con Silvetri e i Governatori per modificare le norme regionali sulle tassazioni 12. Giunta, il puzzle Crocetta Il governatore si prepara a rimpastare tenendo conto di richieste e intoccabili come le sue assessore SICILIA 13. Rifiuti, rottura è Giunta Finisce nell occhio dell Antimafia ka gestione delle discariche siciliane 14. Ato 3, il paradiso degli incarichi Quasi un milione e mezzo di consulenze esterne affidate solo nel Suor Cristina sbanca su Youtube La religiosa di The Voice conquista l Italia 17. Le pescatrici dimenticate Maffei racconta le donne di Lipari 20. Province, siate Vigili Messina, a rischio gli agenti in servizio SOMMARIO trovare, altri si sono dichiarati, dopo il deposito delle cartelle esattoriali nei Comuni di residenza, di essere disposti a risarcire il danno. E il caso di Totò Cuffaro, che ha fatto sapere sdi avere messo in vendita alcuni immobili di famiglia a Raffadali e Palermo e di Michele Cimino che ha messo sul mercato magazzini e appartamenti in quel di Porto Empedocle. Ho votato una delibera, ma non per questo mi sento di avere procurato alcun danno si giustifica invece il messinese Antonio d Aquino. Ho dato mandato all avvocato Mangano di Palermo, di resistere fino all ultimo grado di giudizio. Ma dico anche che la responsabilità erariale non è solo del politico, ma anche del funzionario che la delibera l ha predisposta ECONOMIA 21. I consorzi fantasma Si dovrebbero occupare di ripopolamento ittico, ma le competenze ora l hanni i Gac 22. Siremar, collegamentii in alto mare Ministero e Regione in dubbio sui contributi per le tratte sociali 23. Caleg evita la chiusura L azienda di Sinagra era morosa nei confronti del Comune POSTER 26. Troia, dai libri la verità Le fonti medievali consegnano all area di Tindari la mitica città chiamata Trois RUBRICHE 3. Riservato 4-5. Settegiorni 24. Consumatori / Consulenti 28. Libri/La Classifica 28. Lacerti di Letture 29. Nuove Visioni/Musica/De Gustibus Lettere & Commenti 30. Qui Scuola 30. Heritage 30. Ecologia 31. Eliodoro / 150 Parole da Palermo 31. Animal House / Antibuddaci TOP SECRET AZIENDA TRASPORTI Contratto di servizio Atm, 25 milioni per due anni MESSINA. Venticinque milioni di euro. È la somma biennale prevista nello schema di contratto di servizio per i servizi dell Atm, l'azienda di trasporto pubblico, che per la prima volta, dopo vent anni, approderanno in giunta. All origine del provvedimento, sollecitato anche dalla Corte dei Conti, il piano di riequilibrio decennale che Palazzo Zanca sta ultimando. Decrescenti, negli otto anni successivi, i costi del trasporto pubblico. RISARCIMENTI Demolizione a Maregrosso, chiesti 600 mila euro MESSINA. Ammonta a 600mila euro, l ingiunzione presentata al Comune di Messina da un privato che si è visto demolire il proprio immobile, destinato ad impresa, a Maregrosso. L edificio, infatti, nell ambito della riqualificazione della costa a Sud di Messina era stato contrassegnato con una x che indicava agli operai che poteva essere abbattuto. È la seconda grana del genere, per Palazzo Zanca: un paio di anni fa, infatti, una x aveva colpito una casa non abusiva in un area baraccata di Giostra. TEATRO DI MESSINA Sovrintendenza, si studia un bando anti-crocetta MESSINA. Un evidenza pubblica blindata per driblare le possili pretese del governatore della Regione, Rosario Crocetta. È quella a cui stanno pensando i vertici del Teatro di Messina per individuare il nuovo sovrintendente, figura indispensabile, al pari del consiglio di amministrazione, per approvare le stagioni e poter operare. Attualmente, tra i nomi in corsa, si fanno quelli di Egidio Bernava e Lorenzo Genitori. BANCHE Popolare dell Etna, in arrivo due diligence CATANIA. Due-diligence per la Banca Popolare dell Etna: l istituto di Credito, che ha sede a Catania e a Bronte, finito nel mirino dei controlli della Banca d Italia, è sotto l osservazione della nascente Banca Igiea, specializzata nel factoring sanitario, che sta valutando gli asset per studiare una possibile fusione per incorporazione. Passaggio propedeutico la trasformazione della cooperativa bancaria in spa, in maniera da facilitare poi la fusione con il gruppo che vede come promotore dell inziativa, l ex direttore generale di Banca Nuova, già presidente dell Irfis, Majolini. centonove pagina 3

4 settegiorni CHI SALE Pietro Navarra MESSINA. Il rettore dell Ateneo mette a segno un colpaccio. Sorgerà infatti su un area di proprietà dell Università, adiacente al Policlinico, una nuova Casa dello Studente. Il progetto è stato redatto dai tecnici dell Iacp di Messina. L edificio avrà cinque piani fuori terra: i primi due adibiti a spazi con funzioni di servizio ed i rimanenti tre piani (primo, secondo e terzo) destinati alle residenze. Salvatore Bottari MESSINA. Il docente di Storia Moderna nel Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell Università di Messina, parteciperà al meeting annuale della Renaissance Society of America che si terrà a New York dal 27 al 29 marzo Bottari presenterà una relazione dal titolo Two Military Orders in Spanish Sicily: the Accademia della Stella of Messina and the Congregazione dei Cavalieri d Armi of Palermo. Daniele Chiara MESSINA. Insieme al compagno d avventure Francesco Barbera, è rientrato in città dopo aver portato i colori di Messina nell ambito dell Edizione 2014 di ME4 Afric,a aderendo all iniziativa 4L Trophy, una manifestazione internazionale agonistica, ma sopratutto umanitaria. Il Si tratta di un rally internazionale umanitario di sole Renault 4, il cui scopo è guidare attraverso il deserto del Marocco per portare aiuti ai bambini. Patrizia Panarello MESSINA. Oltre che all Annona, dovrebbe essere anche assessore alla solidarietà. Patrizia Panarello, infatti, ha trasmesso un messaggio al comandante del Corpo di Polizia municipale, Calogero Ferlisi, ed al responsabile della sezione Annona, Pietro Villarà, per un atto intimidatorio subito al mercato Vascone. Giovanni Merenda MESSINA. I diritti del suo romanzo "La scomparsa", un noir ambientato a Messina, pubblicato come ebook, sono stati acquisiti per gli USA da America Star Books. Per la sua grande soddisfazione, il romanzo di Merenda sarà tradotto in inglese e uscirà sul mercato anglosassone. MESSINAMBIENTE Assolti Dalmazio e Di Maria Messina. Assolti perchè il fatto non sussiste. Si è concluso così il primo grado del processo che vedeva imputati gli amministratori della partecipata Messinambiente dal 2006 al 2009, Nino Dalmazio e Armando Di Maria. A carico di Dalmazio lʼaccusa era di avere omesso, nella qualità di amministratore unico degli anni 2006 e 2007, di versare lʼiva dovuta per qualche spicciolo in più di due milioni, e per il 2009 di non aver versato allʼerario le ritenute Irpef. Per il 2008, insieme a Di Maria (amministratore unico il primo e direttore generale il secondo), l accusa era di mancato versamento di un Nino Dalmazio Armando Di Maria milione e 222mila euro di Iva. I legali (Giuseppe Carrabba per Dalmazio e Giuseppe Forganni per Di Maria) hanno sostenuto la tesi, suffragata da pronunce di merito e di legittimità, dell impossibilità di pagare fisco, contributi e stipendi se, come nel caso di Messinambiente, l azionista di maggioranza comune di Messina non ottempera mensilmente alla dotazione finanziaria stanziata per i servizi di raccolta e spazzamento. E per evitare interruzioni nel servizio, si è preferito pagare i dipendenti. A chiedere l assoluzione è stato il pubblico ministero. (A.C.) SOCIETÀ Le Neviere dei Peloritani, incontro-studio ai colli Sarrizzo MESSINA.Sabato 29 marzo alle ore 10 al Centro Polivalente di San Rizzo alle quattro strade, ill Museo della Cultura e Musica Popolare dei Peloritani e l Associazione Kiklos, in collaborazione con l Associazione Amici del Museo di Messina e dell Azienda regionale delle Foreste Demaniali daranno vita all incontro di studio Le Neviere dei Peloritani che per secoli, fino agli anni trenta del novecento, hanno costituito l unica riserva di neve-ghiacciata per l intera città, per i diversi usi alimentari e sanitari, alimentando così un fiorente commercio disciplinato dai regolamenti dei Dazi civici. Tempo, la mostra di Maurizio Gemelli sarà inaugurata giovedì 3 MESSINA. Sarà inaugurata giovedì 3 aprile alle 19, presso il Monte di Pietà di via XXIV maggio, la mostra di Maurizio Gemelli dal titolo Tempo. Presentera il psicoanalista junghiano Matteo Allone e la mostra potrà essere visitata fino al 10 aprile, dalle 9 alle 12,30 e dalle 16 alle 20. Gemelli, cofondatore della cooperativa Mondo sostenibile, negli ultimi anni ha intrapreso a tempo pieno la carriera di pittore partecipando a varie mostre. Maurolico, gli studenti ciceroni per riscoprire San Giovanni di Malta MESSINA. Oltre 100 studenti del Liceo Maurolico, preparati dalle prof.sse Anna Maria Frisone e Daniela Pistorino hanno contribuito alla realizzazione delle giornate di primavera del FAI, la scorsa settimana, richiamando l attenzione su due tesori nascosti : il Palazzo del Governo e la chiesa di San Giovanni di Malta, soprattutto ad illustrare la mostra organizzata nella chiesa a lui intitolata. Messina accoglie l invito di Papa Francesco 24 ore per il Signore MESSINA. Accogliendo l invito alla preghiera di Papa Francesco, l Arcidiocesi di Messina vivrà le 24 ore per il Signore dalle 17 di venerdì 28 marzo alle 17 dell indomani, presso la cappella S. Maria all Arcivescovado di via I settembre. PATTI. Sabato 29, l appuntamento dell Associazione Italiana Educazione Sanitaria Movimento e sicurezza, workshop a cura di Aies PATTI. L Aies Sicilia, sede di Messina, organizza a Patti il workshop sul tema Movimento è sicurezza. L appuntamento è sabato 29 marzo, dalle 8.30, presso la Sala conferenze in Piazza Mario Sciacca, a cura dell Associazione Italiana Educazione Sanitaria (Aies) Sicilia nell ambito della Settimana della Salute 2014 (con lo slogan Guadagnare salute per il benessere della comunità ). Si tratta di un Progetto dell'assessorato alla Salute - Piano Regionale della Prevenzione - che prevede interventi mirati nella popolazione anziana per la prevenzione degli incidenti domestici. Alle è prevista la formazione di gruppi di cammino per la passeggiata della salute, per le vie di Patti, e alle è in programma la Festa della Salute al Parco Robinson. L iscrizione è libera mail e sarà consegnato un attestato di partecipazione. ROMETTA. La vittima colpita con una mazza da baseball denuncia gli estortori. Giovane in manette Usura ed estorsioni tra studenti, sgominata la gang Rometta.Estorsione e usura diventano anche pratica tra studenti. Fin quando la vittima trova il coraggio per denunciare la gang e le forze dell ordine arrestano un 19enne per estorsione e denunciano un 18enne per usura. Mercoledì 26 marzo, a Rometta, i Carabinieri della Stazione di Monforte San Giorgio al comando del maresciallo Daniele Barbera, coadiuvati da quelli di Rometta Marea e Roccavaldina, in esito a una serrata attività investigativa, traevano in arresto in flagranza del reato di estorsione Enrico Giardina, 19enne di Rometta. I Carabinieri sorprendevano e bloccavano il Giardina subito dopo aver estorto la somma di 400 euro in contanti a uno studente 17enne di Torregrotta. La sconcertante vicenda tra giovani prende le mosse da un debito non onorato. La vittima di questa estorsione, un paio di settimane addietro, aveva contratto un debito di 150 euro con un altro 18 enne anch egli di Torregrotta. Dopo sette giorni il creditore richiedeva indietro la somma di 240 euro, considerato che intanto, a suo dire, il debito aveva maturato un cospicuo interesse. Vista l impossibilità di pagare la cifra, il debito veniva arbitrariamente ceduto al Giardina, che però, a questo punto pretendeva 400 euro. Dinnanzi all impossibilità del giovane diciassettenne di pagare, il Giardina, lo scorso 16 marzo, lo avvicinava per strada e dopo averlo ripetutamente minacciato, lo aggrediva colpendolo con una mazza da baseball. La vittima, che a seguito dell aggressione riportava per fortuna solo lievi escoriazioni ed ematomi, decideva di denunciare l accaduto ai Carabinieri di Monforte San Giorgio. Così, si presentava all appuntamento con il suo estortore consegnandogli i 400 euro per pagare l iniziale debito più tutti gli interessi illegalmente maturati. Concretizzatasi l estorsione intervenivano però i Carabinieri che traevano in arresto in flagranza il Giardina. Il detenuto veniva poi ristretto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, il denaro sottoposto a sequestro e inoltre veniva denunciato in stato di libertà per usura il 18enne di Torregrotta che aveva effettuato il primo prestito con interessi. centonove pagina 4

5 settegiorni INIZIATIVE. Anche Messina celebra la Giornata mondiale. Al Vittorio Emanuele un convegno e raccolta fondi per Area Autismo, Messina si illumina di blu MESSINA. «L autismo è meno conosciuto di quello che sembra. L intenzione è quello di organizzare la giornata per diffondere il più possibile la cultura sulla disabilità ma che si focalizzi sul problema dell autismo e, in particolare, sulla diagnosi precoce». A parlare è Luca Donato, presidente del associazione Linea Curva. Ci sarà anche Messina tra le città nel mondo che il 2 aprile si accenderanno di blu per aderire alla Giornata Mondiale dell Autismo. Allo scoccare della mezzanotte la Madonnina del Porto, simbolo della città dello Stretto, si accenderà di blu per tessere idealmente un filo che unisce migliaia di luoghi nel mondo nella sensibilizzazione verso questa patologia, che ancora oggi rappresenta una sfida aperta per la ricerca applicata al campo delle scienze mediche e cognitive. Organizzatori dell evento sono l Associazione messinese delle famiglie di bambini autistici La linea Curva - persone e autismo, con l importante sostegno del Cnr, Istituto di Fisiologia Clinica di Messina, del Dipartimento di Scienze Cognitive, della Formazione e Studi Culturali dell Ateneo messinese Csecs, e l Associazione Virtus Italia Onlus di Roma in collaborazione con il Comune e la Provincia di Messina, con tutti gli ordini professionali della città, oltre VILLAFRANCA. Sono ben 6 le pensiline fotovoltaiche sul territorio Bike sharing, De Marco pedala per primo Ci si potrà muovere meglio in bici a Villafranca Tirrena, dove il Comune è ormai pronto a lanciare il servizio di bike sharing Ecobici. Il prossimo 31 marzo, alle 17,30, nell'aula consiliare si svolgerà una conferenza stampa di presentazione del progetto ed il successivo 5 aprile si inaugurerà il servizio di mobilità sostenibile presso la pensilina di via Don Luigi Sturzo. Villafranca era stata inserita nel ristretto elenco dei comuni ammessi al finanziamento del Ministero dell Ambiente e della Tutela ottenendo un finanziamento di oltre 310 mila euro per la realizzazione di 6 pensiline fotovoltaiche con ciclo posteggio dislocate in vari punti della città, l utilizzo di biciclette a pedalata alimentate mediante energie rinnovabili, e l attuazione di iniziative di sensibilizzazione per l uso consapevole della bicicletta. I lavori sono stati eseguiti dalla T.M.R. S.r.l. di Sant Agata Militello che sta mettendo a punto gli ultimi accorgimenti tecnici. Dalle pensiline alle biciclette a pedalata assistita, i colori verde e bianco identificheranno strutture e strumenti del servizio di Bike Sharing a cui si potrà accedere mediante la sottoscrizione di un semplice abbonamento. Il sindaco Matteo De Marco sarà in bici per il primo giro. Luca Donato, presidente dell associazione Linea Curva ad altri enti ed associazioni di categoria. La Giornata Mondiale rappresenta un momento di riflessione e consapevolezza in tutto il mondo; l associazione La linea Curva e tutti i partner hanno voluto cogliere l occasione per sollevare maggiore attenzione anche in Sicilia su una tematica così importante. L evento inizierà simbolicamente alla mezzanotte dell 1 aprile con l illuminazione di blu della Madonnina del porto di Messina, per continuare nella mattinata di mercoledì 2, al Teatro Vittorio ROSA E NERO Emanuele di Messina, con un Convegno Scientifico Internazionale; a seguire, nel pomeriggio, si terrà un incontro-dibattito tra specialisti e genitori. La manifestazione si concluderà la sera con lo spettacolo teatrale Andreuccio Fiordaliso ed altre Storie dal decamerone. La raccolta fondi che sarà effettuata in concomitanza all evento servirà per supportare in particolar modo il progetto Area, un modello innovativo che aspira ad integrare ricerca, pratica clinica e risorse del territorio. Villafranca, confetti rossi per Nino Stramandino MESSINA. Il giornalista pubblicista della Gazzetta del Sud Nino Stramandino si è laureato a Messina in Scienze delle relazioni internazionali e politiche con 110 e lode, con la tesi su Origini e sviluppi di una difficile amicizia: Stati Uniti e Israele. A Nino le congratulazioni della redazione di Centonove. Monforte, busta con 2 proiettili al sindaco Cannistrà MONFORTE SAN GIORGIO. Una busta gialla con 2 proiettili è stata recapitata, mercoledì 26, al sindaco Giuseppe Cannistrà, primo cittadino dal giugno scorso. L intimidazione ha lasciato sgomento Cannistrà, che ha ricevuto vari attestati di solidarietà, tra cui dall Anci e della Cyber community locale. Messina, laurea a pieni voti per Mastrolembo e Saglimbeni MESSINA. Discutendo due brillanti tesi, rispettivamente sulla sicurezza delle reti informatiche e sul Crm di Joomla, si sono laureati ieri a pieni voti, al Dipartimento di Ingegneria informatica, Francesco Mastrolembo e Luca Saglimbeni, stagisti di 109press. Ai due neo laureati, gli auguri di Enzo Basso e degli operataori di 109Press. TEATRO. Si chiude con due repliche la rassegna per ragazzi Vele al vento al Palacultura Antonello Storia, mito, leggenda ma anche farsa, costumi mirabolanti e acrobazie in Vele al vento, lo spettacolo che conclude il cartellone di Teatro Ragazzi di Ascetur 2000 con due repliche, alle ore 9:15 e alle ore 11, in programma venerdì 28 marzo al PalaCultura Messina. Vele al vento, commedia brillante in costume su testo di Francesco Vadalà che firma anche la regia, sarà portata sul palco da Amani Abdelhadi, Gianfranco Amalfi, Pippo Bertini, Giovanna Farsaci, Claudia Gemelli, Nino Mazzù, Francesca Marcaione, Domenico Panarello, Andrea Rappazzo, Evelina Saltalamacchia, Viviana Salvo. Presentata dall associazione Prima Fila, la messinscena ha il cast tecnico composto da Francesco La Fauci (progettazione e realizzazione impianto scenico), Mariadele Martinez (assistente alla regia), Giovanna Farsaci (scenografia). CHI SCENDE Ninni Bruschetta MESSINA. Nonostante tanta fiction e cinema, l attore regista messinese si è reso conto di non essere universalmente riconosciuto. A provarlo, una ragazza a cui era stato detto che nel tavolino dove sedeva con altri commensali c era un personaggio dello spettacolo. La giovane, però, una volta avvicinatasi, ha dedicato una mitragliata di complimenti a un poco famso giornalista che stava prendendo l aperitivo insieme a Bruschetta. Alessandro Russo MESSINA. L esponente renziano del Pd di Messina ha pagato a caro prezzo la settimana bianca in Trentino. Non solo si è trovato fuori città nel momento in cui esplodeva lo scandalo formazione che coinvolge l avversario Francantonio Genovese, ma si è anche distrutto il naso a causa della combinazione freddo intenso e sole ustionante. Ivan Cutè MESSINA. Il giovane del Nuovo Centrodestra fedelissimo di Nino Germanà ha provato di nuovo il il colpo gobbo ma è andato a vuoto. Cutè, infatti, ha tentato anche questa volta di mandare pepati fotomontaggi dedicati allo scandalo Formazione, ma non ha fatto centro. Il suo elaborato su Francantonio Genovese è apparso poca cosa rispetto al Franco Rinaldi sulla Luna di poco più di un anno fa. Armando Di Maria MESSINA. E più facile trovare l ex amministratore di Messinambiente in un aula di tribunale piuttosto che a casa. Giovedi 27, infatti, Di Maria aveva contemporaneamente due processi. Di uno, però, se ne era completamente dimenticato, tanto da dover ricorrere ad un difensore d ufficio. Renato Accorinti MESSINA. Tradendo le ormai proverbiali magliette a maniche corte con gli slogan No Ponte o Free Tibet, Accorinti si è presentato in conferenza stampa con una t-shirt raffigurante un Ghandi stilizzato con la scritta Keep Karma walking, al punto che qualcuno gli ha chiesto se, per caso, non intendesse lanciare una linea d abbigliamento. Me lo hanno chiesto, ho detto no, ha risposto serafico. centonove pagina 5

6 primopiano TERREMOTI. In diciannove faldoni il destino del deputato per cui è stato richiesto l arresto alla Camera Genovese, dieci giorni di fuoco Relazionerà a Montecitorio il parlamentare di Ncd Antonio Leone. Nel frattempo il presidente della commissione di garanzia del Pd Bruno prenderà in esame il caso. Che arriverà all assemblea provinciale. E sarà guerra MESSINA. Serviranno dieci giorni per leggere i diciassette faldoni recapitati sulla scrivania di Antonio Leone, deputato Ncd che dovrà relazionare richiesta di arresto avanzata dal gip Giovanni De Marco per il parlamentare del Pd, Francantonio Genovese. E il tempo che Leone ha chiesto ad Ignazio La Russa, che presiede la giunta per le autorizzazioni a procedere e che dovrà decidere sulla libertà dell ex sindaco di Messina, travolto dagli scandali e azzannato alle caviglie da un inchiesta in cui è indicato come animatore di un associazione a delinquere finalizzata al peculato, la truffa aggravata, il riciclaggio, il falso in bilancio e altri reati finanziari legati al mondo della formazione professionale. Venticinque indagati, cinquantaquattro capi di imputazione, e accuse che, per l ex sindaco, sono una rasoiata a carne viva: Il parlamentare, nel corso del tempo ha acquisito, grazie ad una rete di complici riferibili anche alla propria famiglia, il controllo di numerosi enti di formazione operanti in tutta la Sicilia e, parallelamente, di una serie di società che gli hanno permesso di giustificare le appropriazioni, così da lucrare illeciti profitti. Per sostenerli, la Procura tira in ballo, oltre agli enti di formazione, una mezza dozzina di società che agli enti erogavano servizi. E la posizione di genovese, all interno del Pd, inizia a creare qualche imbarazzo. Innanzitutto a Giovanni Bruno, che giovedi 27 si è insediato nella carica di presidente della Commissione regionale di garanzia del partito. il neo presidente dei Garanti ha davanti due questioni importanti: la composizione delle liste per le europee e il caso Messina, con l'inchiesta che Francantonio Genovese CURIOSITÀ Chi subentrerebbe Se Genovese non dovesse più essere deputato, subentrerebbe al suo posto Marilena Samperi, prima dei non eletti alle politiche. Sindaco di Caltagirone da 1993 al 2002, nel 2006 viene eletta alla Camera. È riconfermata anche nel coinvolge Genovese e altri iscritti al Pd. Sui quali sono arrivati, in settimana, anche gli strali di Rosario Crocetta, governatore della Regione, che a Messina in occasione della firma del decreto di finanziamento del rimodernamento della via don Blasco ha spiegato che, fosse per lui, voterebbe l arresto del deputato. Nubi nere anche sulla testa di due dei protagonisti dell inchiesta finiti ai domiciliari una settimana fa, Roberto Giunta e Domenico Fazio (insieme a IN GABINETTO Verso resta in sella ALL ASSESSORATO INFRASTRUTTURE, IL FIGLIOCCIO DI FRANCANTONIO Nino Bartolotta, assessore alle Infrastrutture, ha annunciato la rimozione del capo di gabinetto, Anna Buttafuoco, e il vice, Rino Beringheli, perché in stretti rapporti con Salvatore Lamacchia, come si evince dalle intercettazioni dell inchiesta. Recentemente, però, l assessore alle Infrastrutture nominato in quota Innovazioni-Genovese, con qualche malumore all interno dello staff di via Primo Settembre, ha nominato come funzionario direttivo esterno all interno della sua segreteria tecnica, Raffaele Verso. Consigliere del Bartolotta e Lupo Quinto quartiere di M e s s i n a, dipendente di Unilav (non ha ottenuto l aspettativa dal cda della società perché il contratto non lo permette) è fedelissimo e legato a Francantonio Genovese sin da quando era in fasce. Sua moglie, Liliana Chiaia, è indagata nell ambito delle presunte false assunzioni all Enfap. Ovvero insieme agli altri entrati a far parte dell ente ex Uil (Domenico Fazio, Giandomenico La Fauci e Roberto Giunta), prestava servizio alla segreteria di Genovese invece di stare a lavoro, dove però figurava formalmente. Salvatore Lamacchia e Stefano Galletti): Crocetta ha dato incarico all'ufficio legale di Palazzo d'orleans di valutare la posizione di funzionari e dirigenti regionali finiti nell inchiesta. Anche in sede provinciale ci saranno ripercussioni. Dalle ali più ostili a Genovese, si chiederà la testa di Basilio Ridolfo, attuale segretario provinciale che, benchè estraneo ai fatti, è espressione del gruppo che fa capo al deputato. (A.C.) DI RIMPALLO Una persona all Asi LA ADDIO ALLE AREE DI SVILUPPO INDUSTRIALE E LA NOMINA A LIQUIDATORE DEL FIDO LAMACCHIA L indagine sulla Formazione, indirettamente, nel suo racconto lambisce (né penalmente, nè a livello di inchiesta) anche un altro ambito in cui Genovese è penetrato: si tratta del Consorzio Asi di Messina, dove riesce a piazzare, in forza del suo ruolo di dirigente esterno alla Regione, il fidatissimo Salvatore Lamacchia. In tre conversazioni tra i due, distanziate nel tempo, si vede l evoluzione della situazione. La prima risale al 26 dicembre Genovese, dopo aver riferito di aver visto l allora presidente della Regione, Raffaele Lombardo (che gli era sembrato un po col culo per terra ), insieme al suo referente nazionale, Beppe Fioroni, annuncia che è stata approvata la legge sulle Asi, ovvero le Aree di sviluppo industriale che dovranno andare in liquidazione. E a chi potrebbe andare il posto di commissario? Lamacchia dice, su questo poi va fatto un ragionamento e Genovese rassicura: A noi serve una persona dentro.... Il 21 giugno del 2012, i due si risentono. La Macchia comunica di venire dall assessorato alle Attività Produttive, dove ha parlato con Cicero (uomo di fiducia dell allora assessore Ivan Lo Bello), che si è mostrato speranzoso sulla data del 19 luglio. Genovese non ricorda che dovrebbe accadere, e il suo fido gli rinfresca la memoria: Quella della scadenza dei commissari... liquidatori secondo la Legge.... A distanza di pochi mesi, rispetto alla prima conversazione, Lamacchia è diventato commissario liquidatore, e ora deve essere riconfermato. Il deputato lo tranquillizza: Ho capito tutto,, tranquillo. Il 26 giugno, comunque, Lamacchia è sulla sua poltrona di Copmmissario quando sente Genovese, che si mostra interessato dall attività svolta. Io oggi sono qua all'asi, mi studio queste cose e poi oggi dovrei vedere Bonina (Lillo, re dei supermercati, la cui Csrs, forse, in quel periodo sta vedendo finalmente lo sblocco per la piattaforma da venti milioni di euro di Contrada Grazia, a Milazzo, dopo anni di attesa, ndr). Genovese commenta ah, perfetto, e Lamacchia risponde: Così vediamo. Quindi il leader aggiunge: Vedi se sta aprendo altre cose, vedi se ci può dare qualche altra cosa. Il commissario liquidatore risponde affermativamente: Sì, vediamo un po' che cosa.... (D.D.J.) centonove pagina 6

7 primopiano Salvo Lamacchia Ex amministratore delegato dell Ato3 negli anni in cui Franco Barresi era presidente e Francantonio Genovese sindaco, Lamacchia in precedenza è stato primo cittadino di san Piero Patti. In seguito ha ricoperto il ruolo di capo della segreteria dell assessore regionale della Formazione Mario Centorrino, e di commissario dell Asi di Messina. Stefano Galletti Commercialista, è stato a capo del collegio sindacale di Messinambiente, sindaco effettivo del Messina calcio, esperto contabile per l Atm e candidato al consiglio comunale, nel 2005, con la lista Genovese sindaco. E titolare di quote e commercialista della Sicilia Service. Gli inquirenti ritengono abbia avuto un ruolo chiave nell ambito degli intrecci contabili delle società. A TU PER TU. Parla il professore e giurista PROTAGONISTI Roberto Giunta Fedelissimo di Francantonio Genovese, Giunta è stato amministratore pro tempore di Centro Servizi 2000, e rappresentante della Caleservice Ge.Imm, una società che appaiono nell inchiesta. Giunta risulta anche alle dipendenze della regione Siciliana, benchè gli sia contestato di attestare false presenze sul posto di lavoro. Domenico Fazio A scrivere la memoria difensiva di Francantonio Genovese, che sarà presentata a breve alla Commissione per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati, sarà il professore Carlo Enrico Paliero. Parola a Paliero «L ORDINANZA D ARRESTO È UN GRANDE CONTENITORE CON GRANDI INCONGRUENZE. NON CI SONO LE PROVE, C È IL VUOTO PROBATORIO» Sarà il professore Carlo Paliero, ordinario di Procedura Penale alla Statale di Milano a scrivere le memorie difensive dell onorevole Francantonio Genovese. Professore, che idea si è fatta di questa ordinanza con richiesta di arresto dell onorevole Francantonio Genovese? «Un grande contenitore con grandi incongruenze giuridiche». A cosa si riferisce nel dettaglio? «Il corpo più ampio di tutto il decreto è fondato sull assunto dell associazione a delinquere di cui il dominus sarebbe appunto l onorevole Genovese: tutto il meccanismo scandagliato, secondo i giudici, attraverso i corsi della formazione professionale aveva a capo un unico convitato di pietra. Ma è il secondo atto della ordinanza precedente nella quale, in un primo momento questo ruolo, secondo il Gip, veniva assunto dall imputato Elio Sauta». E i capi di imputazione? «Si va dall associazione a delinquere, alla truffa, al peculato». Un unico disegno criminoso? «Sì. Peccato che non ci siano le prove, c è il vuoto probatorio». Ma tutta questa trama, affitti, finanziamenti, parenti assunti «Sì, per carità. Ma prove concrete zero». Sta dicendo che c è una mano politica nell inchiesta? «Io mi riferisco soprattutto agli aspetto tecnici. E lì vedo che le prove concrete sono zero». Come si concilia il reato di peculato abbinato alla truffa? «Non si concilia. La Suprema Corte sull argomento si è già espressa, ma il Gip di Messina ignora, non so come, queste indicazioni: se c è la truffa non c è il peculato». E, insieme a Giunta, alle dipendenze della Regione. Gli viene contestato di risultare formalmente al lavoro, mentre in realtà era distaccati nello svolgimento di funzioni private : ovvero nella segreteria politica in favore di Francantonio Genovese e Franco Rinaldi. Secondo le accuse, Fazio sarebbe coinvolto nella gestione dei vari enti. Spesso si lamenta di non essere valorizzato. Elio Sauta Ex consigliere comunale, Nel 2003 si presenta alle elezioni per il consiglio comunale con An, poi diventa genovesiano di ferro, è consigliere alla fine del 2005 e subito ne esce quando conquista la la presidenza dell'istituzione dei Servizi sociali poi, nel 2008, dà vita a Voce, una delle liste civetta del Pd, con la quale è di nuovo eletto in consiglio. Gli interrogatori Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Domenico Fazio e Roberto Giunta, difesi dai legali Nino Favazzo, Anna Scarcella e Danilo Santoro. Davanti al Gip Giovanni De Marco ha invece respinto le accuse Salvatore Lamacchia, difeso prima da Piero Cami, collega di studio di Genovese e oggi da Carmelo Scillia e Anna Retto. Accuse respinte anche da Galletti, difeso da Salvatore Versaci e Isabella Barone Lei dice quindi che l accanimento giudiziario c è, si respira nelle carte? «Stupisce un po, che su alcune delle prove a supporto dell accusa, quale il centro di spesa della via Cannizzaro, o anche quello da cui si era partiti in via Principe Umberto, a fronte di una Carlo Enrico Paliero consulenza tecnica d ufficio dell accusa totalmente ribaltata da altre perizie svolte dalla difesa, il Gip abbia per due, tre volte rifiutato la richiesta di incidente probatorio, che come lei sa è l atto che cristallizza le prove prima del dibattimento». Lei si è mai opposto alla richiesta di ricusazione del gip Giovanni De Marco che il collegio dei difensori intendeva prima proporre? «A proposito di che?». Del fatto che la moglie del giudice De Marco sia stata assunta all Ato di Messina, da Salvatore Lamacchia, uno degli arrestati, fedelissimo di Genovese. Secondo questo assunto, quello della cupola politica, Genovese avrebbe dato il beneplacito anche a questa assunzione a chiamata diretta. «Guardi, questi aspetti io non li ho trattati. Sono subentrato dopo nella difesa di Chiara Schirò». E dell accusa di riciclaggio che Genovese avrebbe operato con i soldi della formazione, professore che dice? «Semplicemente che non esiste. Si dovrebbe parlare semmai di auto-riciclaggio. Ma questo, mi creda, è ancora un reato che il codice non prevede come tale». Più che un processo penale, quello che lei vede è un processo politico-antropologico sulla Galassia Genovese? «Non faccio il sociologo, vedo solo gli aspetti tecnici. E di fronte a una richiesta enorme, quale quella avanzata della richiesta di custodia cautelare in carcere, dico solo che dal punto di vista tecnico mancano semplicemente le prove». E.B. ACQUISTO ENFAP Davide, il mister X Nell ambito delle trattative? per l acquisizione dell Enfap dalla Uil, c è un convitato di pietra. Il suo nome è Davide, nell ordinanza non si trova traccia di generalità complete, ma probabilmente deve essere uno importante. A provarlo, una conversazione tra Giuseppe Biundo e Salvatore Lamacchia del 22 giugno 2012 in cui parlano di un incontro tra Lui (Genovese, secondo gli inquirenti), Davide e Cardinale (il leader di Innovazioni), incontro che si deve fare perché, come dice Biundo, Cardinale continua a fare ostruzionismo a Davide, a rompergli i coglioni. In tal senso, continua Biundo, Genovese gli ha parlato, rimanendo che devono fare la riunione con Davide. FUOCO AMICO Gallo, anima critica L anima critica del sistema Genovese è uno dei più stretti interlocutori dello stesso Genovese, del quale è stato assessore alla Cultura. Gallo punta il dito contro ula mancanza di una visione progettuale della formazione professionale, che definisce utilizzata solo al fine di raccattare ventimila voti per fare il deputato. Un progetto tutto caricato sulle risorse pubbliche è un progetto all anno mille, Ammonisce Gallo in una telefonata con Lamacchia. Profeticamente, l avvocato ipotizza scenari di problematiche giudiziarie e stigmatizza il fatto che, negli enti, anzichè procedere ai licenziamenti si procede ad assumere NEL RUOLO Consulente Zaccone Il commercialista, oggi presidente del collegio dei revisori dei Conti del comune di Messina (non destinatario di avviso di garanzia), ricopre incarichi in società riconducibili, direttamente o indirettamente, a Francantonio Genovese che sono entrate nell inchiesta: Sindaco effettivo (dal ) della società Paride S.r.l., presidente dei sindaci presidente della Gefin, all interno della quale è sindaco effettivo Stefano Galletti, amministratore unico della società L&C Learning & Consulting srl, con sede in Roma, le cui quote societarie fanno capo a Chiara Schirò, moglie di Genovese. centonove pagina 7

8 primopiano RETROSCENA. Le intercettazioni rivelano i pensieri dei protagonisti su elezioni e questioni di palazzo Zanca Il Pd visto da via I settembre Salvatore Lamacchia e Francesco Gallo a ruota libera su Felice Calabrò, Emilia Barrile, sbagli in campagna elettorale e conseguenze di un inchiesta che ancora non aveva mietuto vittime DI ALESSIO CASPANELLO MESSINA. E il 9 luglio 2013, le urne sono ancora calde e per strada non si è ancora spenta l eco dei festeggiamenti dei supporters di Renato Accorinti. In auto, Salvatore Lamacchia e Francesco Gallo, rispettivamente amministratore delegato dell Ato3 e assessore alla Cultura quando Francantonio Genovese era sindaco, commentano con lucidità e un po di cinismo l esito delle elezioni che ha travolto il favorito della vigilia, Felice Calabrò del Pd. Gallo: Aldilà dei fatti che sappiamo e che non sappiamo, Genovese con il passare degli anni, va sempre più antipatia a Messina, quindi... Lamacchia: No, ormai lo hanno segnato Gallo: Si, si... ma già le notizie di stampa gli hanno fatto perdere le elezioni a Calabrò, figuriamoci questo. CALABRO IL SOSTITUTO. I due appaiono ben consci del fatto che il tracollo di Felice Calabrò in realtà è un referendum contro Genovese, sottovalutando, però, l effettiva indipendenza che avrebbe potuto avere l ex consigliere comunale del Pd una volta seduto sulla poltrona più alta di palazzo Zanca. Gallo: Comunque è stato un bene questa sconfitta, anche politicamente sarebbe stato... una vittoria di Pirro contro tutta la situa... cioè con Calabrò che saltuariamente si sarebbe sostituito ai ricevimenti di Genovese, per po... aspettando che Genovese fosse pronto a riprendere servizio sulla sua poltrona. Là ci sarà la litigata "sciarra" per chi dovrà fare il Presidente del Consiglio Comunale. Emilia Barrile PRONOSTICI SBALLATI. La discussione poi si sposta sul consesso, su chi sarà a guidare l aula?. E qui che Gallo toppa, dando per spacciata Emilia Barrile che invece otterrà una maggioranza poco meno che bulgara. Gallo: Perchè qua c'è un amico, un altro amico e cento nemici. Lamacchia: Là chi c'è, la Barrile, Benedetto Vaccarino... Gallo: Mah, figurati se glielo fanno fare alla Barrile Lamacchia:... Simona Contestabile Gallo: La Contestabile magari ci spera. IN VIA I SETTEMBRE. Non c'è partita, poi questo Crocetta sarà un problema gestirlo, però intanto vinciamo : è questa la filosofia che Genovese espone a Lamacchia. Le regionali sono un successo col trionfo di Rinaldi, ma Genovese riesce a piazzare in giunta Nino Bartolotta, che non era sua prima scelta. Nonostante ciò, il 2012 è un anno travolgente, per via Primo Settembre, e di fatica per l attendente di Rinaldi, Domenico Fazio, che tiene sulle spalle primarie nazionali, parlamentarie e quindi politiche. Un successo dopo l altro, perché prima Genovese fa diventare Messina bersaniana e poi sbanca alle primarie per le liste parlamentari con 20mila voti. A PALERMO Epurati, anzi no IL PIANO PER NON RICANDIDARE I DEPUTATI USCENTI. FALLITO Dal consiglio comunale, poi, la discussione vira su temi regionali. Un pronostico, con la preoccupazione che l ex fedelissimo Giuseppe Piccolo, oggi deputato regionale coi Drs, possa diventare assessore ed erodere consensi, poi la feroce critica verso i rappresentanti del Pd a palazzo dei Normanni. Che, secondo Lamacchia, Genovese aveva intenzione di non ricandidare. Operazione fallita, dato che a Palermo, per la terza volta, sono andati Filippo Panarello, Pippo Laccoto e Franco Rinaldi. E proprio all indirizzo del cognato di cognato di Genovese che i due lanciano i commenti più salaci. Lamacchia: Poi ci proverà... secondo me Picciolo studia per far l'assessore... oggi sparava la notizia... "A settembre rimpasto". Gallo: Se Picciolo farà l'assessore gli fà il vuoto ah! Lamacchia: A certo! Gallo: Noi siamo sempre dei babbi di Dio. Comunque quello morto è Rinaldi, se non si libera di Rinaldi. Lamacchia: Ma secondo mè, oramai è pure tardi ah! Lui aveva avuto una mezza intuizione parlando con me prima delle regionali... non facciamo candidare nessuno degli uscenti... sarebbe stato un segnale... poi non ce l'ha fatta. Gallo: Si, poteva essere un'idea, perchè così Laccoto lo lasciavi fuori, Panarello lo sostituivi, Rinaldi poi andava a fare l'assessore... Lamacchia: E si risolveva il problema. Gallo:... che poi non ci andava, ma comunque, diciamo che teoricamente faceva l'assessore... e c'erano un tre facce nuove. Lamacchia: No, a quel punto ce ne potevano essere... Gallo: Tre e pure quattro... Lamacchia:...pure quattro. (A.C.) DEMOCRATICAMENTE E questa è casa mia UN SEGGIO DELLE PARLAMENTARIE PD ALL ARAM SCATENA POLEMICHE. E SAUTA LA RACCONTA COSÌ... MESSINA. E il 30 dicembre del 2012, in tutta Italia si vota per le primarie del Pd, quelle che decideranno gli schieramenti in corsa per le elezioni politiche di fine febbraio E una domenica soleggiata che, a Messina, è oscurata dalle polemiche. Genovese ne uscirà vincitore con maggioranza nordcoreana (diciannovemila voti, primo in tutta Italia), e vengono messi sotto accusa i metodi di voto. In una maloccasione incappa Elio Sauta, per uno dei seggi in cui si è votato: il suo circolo (che Sauta sostiene esista da quattro anni) dentro la sede dell Aram, il suo ente di formazione. A strigliarlo pesantemente è Lucia Tarro Celi (anch essa candidata alle parlamentarie ), e Sauta, al telefono prima con Domenico Fazio e poi con Genovese stesso, la racconta così: no (la Tarro Celi, ndr) è arrivata qua: "scusi eh la sede del PD?" gli ho detto è quà, "questo circolo è una vergogna", minchia mi avesse detto figghiu i buttana, m'avissi detto, la vergogna è lei e se ne vada perchè se no chiamo i Carabinieri ci dissi, "ah si deve no si deve vergognare lei e il suo amichetto", io non ho amichetti ci dissi, forse ce li avrà lei gli amichetti, ci dissi, ma la verità è una sola siccome non aviti voti, sapiti sulu fari bla bla bla bla bla e basta ci dissi. Qualche minuto prima, Sauta era andato su tutte le furie alla richiesta, da parte di Fazio, di evitare le polemiche e spostare il seggio nel circolo del consigliere comunale Nicola Cucinotta. Fazio: Elio scusa un attimo c'è un problemino, dobbiamo spostarci da Nicola Cucinotta il tuo, perchè ci hanno creato qualche problema hai capito? Sauta: ma che vuol dire scusami io gli ho detto alle persone di venire tutti qua. Fazio: e lo so però fai un colpo di telefono a Frank; Sauta: ma per quale motivo scusami questa è sede di circolo ed io non intendo spostarmi qua possono dire tutto quello che vogliono; Fazio: Aram e Genovese hai capito? Sauta: Aram e Genovese non c'entra un cazzo queste sono le demagogie della minchia di alcuni, questa è sede di circolo come sono sedi di circolo le altre e allora io non intendo muovermi da qua. Il problema rientra, il seggio resterà all Aram e Genovese prenderà 200 voti su 212. (A.C.) centonove pagina 8

9 primopiano FRIZIONI. La telefonata tra le sorelle Schirò all indomani della puntata dedicata alla Formazione Franco, Report e le gemelle Chiara, moglie di Genovese, alla fine precisa che a lei e Francantonio aveva dato fastidio la risposta noi facciamo politica. Che però il deputato dice non ricorda, ma non è l unica dimenticanza... L intervista rilasciata alla trasmissione Report da Franco Rinaldi, con una dichiarazione le legava attività politica a Formazione, segna una gentile frizione tra le gemelle Schirò, oltre a passare alla storia per la celebre frase sui voti che non si trovano sulla Luna. Una dichiarazione da far scattare un indagine, non fosse che, l indagine, è già in corso. Infatti, ad ascoltare la chiamata della prima mattinata del 10 dicembre 2012 sono gli inquirenti: oggetto della discussione è proprio la puntata di Report. Dopo alcuni punti in perfetto accordo (la trasmissione è andata meno peggio del previsto), Elena, moglie di Rinaldi, ribadisce che, su Messina, ciò che è stato detto lo sanno cani e porci. A questo punto, però, la sorella, consorte di Genovese, mette i puntini sulle i, precisando che ciò che ha dato fastidio a lei e anche a Francantonio è stata la risposta noi facciamo politica. Elena sottolinea che il marito non si ricordava di averlo detto, ed è così che le sorelle trovano un nuovo punto di accordo: è stato trasmesso un montaggio diverso da quello reale, e che la risposta data non era quella per la domanda vista in televisione. La memoria labile di Franco Rinaldi, che all epoca di Report ha appena fatto il pieno di voti alle regionali, si presenta anche in un altro caso, e sempre con giornalisti. In questo caso, quelli di Repubblica, che mi rompono i coglioni, su cose che io manco so, figurati. Quali sono le domande? Mi chiedono nella Training quante società ci sono? Franco Rinaldi ( Ma ci sono anche persone, ci sono un sacco di persone, risponde la moglie ); e ma chi sono oltre, perchè lì c'è la Gesi nella Geim lì? (e poi c'è Genovese, eh c'è, ti posso dare l'elenco completo, dice Elena); Ma più o meno quanto saranno una trentina?... Più o meno per dirgli quante società ( non sono società sono persone fisiche eh ); una quindicina tra persone e società? (Sì... una decina, Franco, non voglio dire, se mi aspetti un attimo io ti richiamo subito, risponde); e poi la Lumen che finanziamenti ha avuto? ( finanziamento di ore, dice Elena); e cioè a quanto corrisponde? ( euro ). Franco Rinaldi dà la sua opinione su quanto sta accadendo: Volevano sapere che cosa ne pensiamo di questa norma dell'incompatibilità, iddi poi non capisciunu nenti i giornalisti... ah allora lei si è dimesso? io mi sono dimesso, ma picchi ma dimettiri. Elena Schirò raccomanda una cosa: Allora Franco, dici che io mi sono dimesso da legale rappresentante, ma io ero soltanto eh, io non ero una dipendente. (D.D.J.) INTERSEZIONI Lo Conti a Venerando SAUTA CHIEDE LUMI AL DIRETTORE DELL ISPETTORATO DEL LAVORO. CHE... Secondo gli inquirenti, indicative della rete di rapporti di Elio Sauta e dei suoi sodali all interno degli uffici deputati al controllo degli enti di formazione professionale sono tante conversazioni intercettate che delineano i rapporti esistenti tra lo stesso Sauta e Salvatore La Macchia, da una parte, e Venerando Lo Conti, già all epoca direttore dell Ispettorato del lavoro di Messina, incarico cui si è aggiunto, più recentemente, quello di commissario dell Iacp. In una, ade esempio, si fa riferimento ad una intercessione richiesta da Sauta in seguito a un contrasto sorto sulla validità delle perizie giurate prodotte nel corso di un sopralluogo che quest ultima aveva effettuato presso l Aram. Così la chiacchierata del 28 dicembre 2012, che inizia in maniera confidenziale da parte di Sauta ( Ingegnere, sono...sugli attenti... ) e dell interlocutore ( Io sugnu sittatu invece, perchè ho mal di schiena ). Il problema è scannerizzare un bel po di buste paga e produrre materiale. Lo Conti spiega: Per ora Crocetta impera, per ora Crocetta impera... (il presidente ha già tuonato contro la Formazione), ma Sauta è tranquillo: Crocetta impera, e va bene non n'avemu difficoltà i catti l'avemo a posto, Nando, quindi ma proprio perchè abbiamo le carte a posto, voglio che resti la traccia scritta. Spiega Lo Conti: A Messina ci sono 32 enti e dobbiamo farli tutti... e dopo Nelli Scilabra (la giovane assessore alla Formazione professionale designata da Rosario Crocetta dopo l insediamento) ha disposto così... e poi Nelli Scilabra cu sapi cu è. Un vero e proprio assist, per Sauta: Nelli Scilabra??? Lumia forse... comunque ci lasciamo andare a qualche battuta ci mancherebbe altro..., ed entrambi ridono. (D.D.J.) INTERCESSIONI Mario Centorrino Mario, emerita richiesta QUEL SOLLECITO A ELENA DA PARTE DELL EX ASSESSORE PER SAPERE COME VA UNA PRATICA AL MINISTERO Un interesse alla pratica per avere il riconoscimento come professore emerito: è quello che chiede l ormai ex assessore alla Formazione Professionale ad Elena Schirò, moglie di Franco Rinaldi. Ma come mai si rivolge a lei? Semplice, la signora ha un incarico al Ministero dell Istruzione, e quindi può sapere a che punto è la vicenda a Roma. La Schirò provvede alle richieste durante una conversazione del 6 dicembre 2012 con una funzionaria addetta al sottosegretario dell epoca, Elena Ugolini. L occasione, ovviamente, serve soprattutto per fornire ragguagli sulla situazione dell assessorato regionale alla Formazione....una cortesia. Mi potresti...allora, un docente... il vecchio assessore alla formazione, professore Centorrino, ha avuto a Messina il conferimento di... del titolo, insomma, di emerito docente ed è stata chiesta al Miur l'autorizzazione, non so, il consenso, io non so qual'é la procedura. Lui mi diceva: Ci possiamo informare per vedere a che punto è? Chi é che sa queste cose? eh..., spiega la sifgnora. L interlocutrice non è molto preparata, e dice che per questa cosa devi chiamare ehhh... puoi chiamare... dici che sei della segreteria della Ugolini e chiami direttamente al Dipartimento dell'università e credo alla...mhhh...adesso ti fa...ti.... Alla fine, le due si comprendono: va contattato il dipartimento dell Università sicuro..., che si trova all Eur, come ricorda la Schirò. Che aggiunge: E allora, magari, se tu mi dai, non so..., intendendo sapere con chi deve parlare. L interlocutrice la rassicura: le manderà un messaggio. Alla fine, intervento o meno, Centorrino diventa emerito. (D.D.J.) centonove pagina 9

10 politica L INIZIATIVA. Il numero 1 dell Ars organizza un incontro con tutti i governatori e il presidente della Consulta Ardizzone, obiettivo articolo 36 Obiettivo della discussione alla presenza di Gaetano Silvetri, riformare il secondo comma della norma statutaria, che prevede che le tasse pagate restino in Sicilia, in cambio dell abolizione del fondo di solidarietà L appuntamento è fissato per il sette aprile. Si troveranno di fronte a Roma, i presidenti delle Regioni a statuto speciale e il presidente della Corte Costituzionale, il messinese Gaetano Silvestri. Tema dell incontro: la riforma del secondo comma dell articolo 36 dello Statuto siciliano, quello che prevede che le tasse sulla produzione restino nell Isola. Un articolo, secondo le recenti stime, che vale per la Sicilia due miliardi di euro l anno. Una somma doppiamente utile: da una parte ad evitare il ricorso all indebitamento trentennale per un altro miliardo, che il governo Crocetta tra le polemiche sta valutando, e dall altra per coprire il fondo rischi da 400 milioni di euro che ha determinato la bocciatura del bilancio regionale da parte del ommissario dello Stato. Regista silenzioso di questa operazione di ricucitura istituzionale il, presidente dell Ars, Giovanni Ardizzone. Che ha invitato a fare parte del dibattito, oltre che il professore Gaetano Silvestri, anche il presidente del Senato Piero Grasso, altro siciliano sensibile alla tematica. Di che si tratta? Mentre alcune Regioni del Nord, come il Veneto o la Lombardia, reclamano il referendum per chiedere lo statuto speciale, la Sicilia da decenni non riesce a dare piena attuazione alle prerogative dello Statuto speciale. Colpevole anche la previsione dell articolo 38 dello statuto regionale che prevede il fondo di solidarietà da parte dello Stato. Ma se negli anni 50 il fondo stanziava per l Isola ben novanta miliardi di vecchie lire, oggi, Giovanni Ardizzone nell era della spending rewiew, il fondo si è ridotto al lumicino: venti milioni di euro, quasi 40 miliardi di vecchie lire. Un affare per lo Stato che in occasione di tutte le finanziarie, che hanno aumentato l aliquota Iva, trattiene il maggiore gettito raccolto nell Isola: solo nel 2012 questo plus è stato di 3,5 miliardi. A differenza del Trentino e della Sardegna, dove le imposte restano nelle casse delle Regioni, la Sicilia che tra il Polo petrolchimico di Priolo, lungo venti chilometri, Gela e Milazzo raffina il 40% del petrolio trasformato in Italia, con pesanti ricadute ambientali, le tasse vengono pagate lì dove le imprese hanno la sede legale. Una discrasia, notevole per il presidente dell Ars: la Sicilia incamera le tasse di consumo, lo Stato quelle di produzione. Questo dal Con l aggravante che una serie di sentenze della Consulta hanno sancito il principio che l Isola può solo incassare la tassazione di RETROSCENA Costa, l ideatore TUTTO SI DEVE A UNA INTUIZIONE DEL LEADER DI NOI SICILIANI LIBERI Autore dello studio per la riforma dell articolo 36 dello statuto siciliano, è il professore Massimo Costa. Presidente del comitato scientifico dell associazione Noi Siciliani Liberi, l economista ha inviato a tutti i deputati all Ars una lunga letteraproposta con le tappe da seguire, per evitare trappole che presentino all opinione pubblica nazionale la riforma dell articolo 36 dello statuto come un privilegio per la Sicilia. Essendo parte della Costituzione, lo Statuto siciliano ha bisogno infatti di una modifica straordinaria della Costituzione per apportare le modifiche. Ma la presentazione di una legge statale ordinaria che recepisca le istanze del disegno approvato già dalla Sicilia, potrebbe aiutare a superare questo difficile scoglio. In questa circostanza, i siciliani sarebbero chiamati a un principio di responsabilità: governare se stessi. Lo Stato non potrebbe più imporre tagli di ospedali o servizi sanitari, ma i siciliani per tutti i disservizi dovrebbero prendersela con se stessi e con i governanti che hanno eletto. consumo. Ora, primo firmatario l onorevole Michele Cimino, è stato approvato all Ars un disegno di legge, che prevede la riforma dell art.36 in cambio dell abolizione dell art.38, quello sul fondo di solidarietà. Uno studio più attento porta l asticella degli incassi per la Regione, con le previsioni dell art. 37 a dieci miliardi l anno, utili per rendere libera davvero l Isola di gestire il suo sviluppo. Dalle scuole, alle strade. Senza passare dal commissariamento dello Stato, invocato dall onorevole Saverio Romano e da ultimo anche dal presidente dell Anci Sicilia, Leoluca Orlando. LA CURIOSITÀ Mario Di Mauro Un disegno di legge per coniare il Grano PALERMO. Sarà presentato il 27 marzo alle 11 a Palermo, nei locali ella Parrocchia Gesù, Maria e Giuseppe di via Ausonia 71 a Palermo, il disegno di legge per l istituzione della moneta siciliana Grano. Nata da un idea dell imprenditore di Ficarra Giseppe Pizzino, all incontro saranno presenti il sicilianista di Terra e Liberazione Mario Di Mauro, i promotori Linda Cottone, Francesco Giordano, Rosario Romeo, Paolo D Amato. Dopo la presentazione dell iniziativa sulla moneta compensativa, i promotori si recheranno all assessorato agli enti locali per depositare le firme all origine del disegno di legge, che si innesta con l art.12 dello Statuto siciliano che prevede la possibilità della moneta compensativa garantita da un istituto bancario riconosciuto dalla Regione. Ultimo il Comune di Piraino, sono decine i comuni siciliani ad avere approvato ordini del giorno favorevoli all istituzione del Grano. L imprenditore Pizzino, oltre che coniare le monete metalliche, ha dato alle stampe anche una Sicily-card, una carta al consumo utile per favorire le transazioni regolate con la moneta Grano. centonove pagina 10

11 politica TRATTATIVE. Il governatore si prepara a rimpastare tenendo conto delle richieste Giunta, il puzzle di Crocetta Da una parte ci sono le pretese di Udc, Articolo 4 e le varie aree del Pd, dall altra l esigenza di mantenere saldo il posto per le intoccabili Vancheri, Borsellino, Scilabra e Stancheris Bilanciare le richieste dell Udc con quelle di Articolo 4, è stato per Rosario Crocetta più difficile che discutere con le tre anime del Pd: Areadem, cuperliani e renziani, cui va aggiunta quella irregolare del Megafono, sigla ancora in cerca di identità politica. Ma alla fine la settanta, sta per appattare. Non più con il manuale Cencelli, ma con una clessidra che soppesa il più piccolo granello di identità e appartenenza. Quindi la fase 2 della rivoluzione Crocettiana, che tiene la samba con due denunce al giorno, una all imprenditore che ha usato il logo della Sicilia accostandolo alla gastronomica sigla de il Padrino, l altra con la costituzione di parte civile della Sicilia anche per gli incendi dolosi nella zona di Castel di Lucio, sta per salpare. E lascia sul terreno, alcune vittime illustri. La prima è l assessore messinese alle Infrastrutture Nino Bartolotta: paga lo scotto di essere in quota Innovazioni, la corrente rimasta orfana di Francantonio Genovese, finito nel tritacarne dell inchiesta Corsi d Oro. Altra vittima eccellente, l ex magistrato Nicolò Marino, che si è scostato dalla linea politica di Crocetta, legata a doppio filo con la Confindustria di Antonello Montante e Ivan Lo Bello, rappresentata in giunta dall assessore alle Attività produttive, Linda Vancheri che rimane saldamente al suo posto, come l assessore alla sanità, Lucia Borsellino. Perché sono alcune donne, le vere intoccabili del governo Crocetta. Tra queste anche Nelly Scilabra, che resta in quota Pd, nell area Crocetta-Lumia. Ma alla fine chi sono le new entry? Crocetta si mostra disinteressato: la clessidra prevede lo schema calcistico: quattro Pd, con Scilabra in carico; 2 Udc, 1 Art. 4 di Leanza, 1 Drs, 1 Megfono. In quota Megafono, fa capolino un altra intoccabile: Michela Stancheris. Unica concessione crocettiana: può perdere l assessorato al turismo, ma non la carica di assessore. Se la partita dentro il gruppo dei Drs, che ha registrato l annuncio di Marco Forzese, disposto a perdere la carica di deputato pur di diventare assessore, pende a favore di Maurizio Croce, nipote dell ex procuratore capo di Messina Luigi Croce, e commissario per l emergenza idrogeologica che si candida al Territorio, nella folta pattuglia dell Articolo Rosario Crocetta 4 di Lino Leanza, a dispetto della pattuglia di nove deputati che rappresenta, c è spazio solo per l avvocato siracusano Paolo Ezechiele Reale. Le donne costrette a preparare la valigia, a questo punto sono Mariella Lo Bello, assessore al territorio di recente avvicinatasi a Crocetta e dentro l Udc, Patrizia Valenti o Ester Bonafede. La prima è vicina al sottosegretario all agricoltura Giuseppe Castiglione, Bonafede, assessore alle Autonomie, moglie del magistrato palermitano Carmelo Carrara, è invece l unica rappresentante dell Udc vicina al neo segretario, Cesa. Un tecnico puro in quota Udc è Dario Cartabellotta, che dovrebbe mantenere la delega all Agricoltura, anche in vista degli impegni che la Sicilia sta prendendo verso l Expo di Milano del Ma un tecnico di nomina romana dovrebbe anche prendere il posto di Luca Bianchi, rientrato nel suo ruolo di vicedirettore dello Svimez a Roma. EUROPEE Se Alfano lancia Germanà L ANNUNCIO DEL LEADER NCD DOMENICA 30 A MESSINA. COSI GLI ALTRI PARTITI IN PROVINCIA La sorpresa potrebbe arrivare da Messina, quando al Palacultura il leader di Ncd, Angelinio Alfano potrebbe annunciare la candidatura alle europee del deputato regionale, vicepresidente della commissione attività produttive, Nino Germanà. Una risposta, insieme alla candidatura palermitana di Francesco cascio, da questo pezzo della Sicilia all orlandino Massimo Romagnoli e all etneo Salvo Pogliese, nella Sicilia Orientale e già in corsa alle Europee per Forza Italia, area dove scendono in campo anche Gianfranco Miccichè e Salvatore Iacolino. Ma se già in nove comuni del messinese, Condrò, Forza d Agerò, Leni, Mandanici, Mistretta, Oliveri, Rometta, San Salvatore di Fitalia e Tortorici si scaldano i motori per le amministrative del 25 maggio, la partita per Bruxelles in tante coalizioni è ancora in alto mare. Un matrimonio riparatore è di certo quello che si sta per consumare tra Udc e Ncd; Alfano e D Alia non si sono mai amati con particolare slancio: a mediare l intesa, dentro il Partito popolare europeo, negli ultimi tempi è stato sempre Francantonio Genovese. Ora, per motivi non solo di dote elettorale, accoppiarsi è necessario per sopravvivere alla soglia del 4% imposta dalla legge elettorale. Se pare sfumata definitivamente una candidatura per Santi Formica, sotto le bandiere di Forza Italia, nel Pd è scontro aperto. Il segretario Fausto Raciti, nella sua relazione, ha bruciato la candidatura di Giuseppe Lumia: chi ha tre mandati non può più candidarsi. In verità Lumia, da ultimo, ha già aggirato la norma presentandosi al Senato sotto le note del Megafono di Crocetta. Ora intende riprovarci. Ma a dargli man forte dovrebbe essere il serbatoio elettorale di Lino Leanza a Catania e di Beppe Piccolo per i Drs a Messina. Pronti a scendere in campo ci sono anche Antonello Cracolici e Giuseppe Lupo, ex segretario ancora a caccia di una sistemazione a metà tra un assessorato e la nuova corsa verso Bruxelles. Incerta, ancora, la candidatura dell europarlamentare Sonia Alfano, sulla quale il Pd non si è ufficialmente dichiarato. Si affidano invece agli umori del web, i Grillini di Sicilia, come è consuetudine del movimento. Da Messina, nella lista del movimento Tsipiras, scende in campo il pacifista Antonio Mazzeo, noto per le sue battaglie contro il Ponte e contro il Muos di Niscemi. Nella stessa lista anche Barcara Spinelli, editorialista de La Stampa. L INTERVENTO Partiti, il de profundis I venti anni della cosiddetta Seconda Repubblica in Italia hanno distrutto la bella tradizione basata sulle ideologie, sulla rappresentanza di ceti e classi sociali, su forti tratti identitari, con partiti e leader politici che animavano speranze e utopie, con l eliminazione dalla scena dei partiti di massa, quale strumento di selezione del ceto politico e di rappresentanza popolare tipico delle grandi democrazie europee del 900. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la cancellazione dei partiti quale canale non classista per consentire la partecipazione democratica e la loro sostituzione con formazioni politiche che somigliano sempre più ai circoli elettorali del vecchio Stato liberale prefascista o adirittura alla dialettica per il potere tra optimates e populares nell antica Repubblica di Roma. Max Weber sosteneva l idea della politica per professione e non di professione, intendendo l impegno pubblico come occasione per sostenere idee e programmi, come descritto nel libro Parlamento e governo: un capo politico non aspira alla carica e al suo stipendio pensionabile e nemmeno all esercizio, il più possibile libero da controlli, di una competenza ufficiale ( ) ma a un potere politicamente responsabile. Siamo ormai, nella fase più patologica di quel fenomeno della privatizzazione della politica, di tipica matrice statunitense, che ha pervaso tutti sistemi democratici occidentali. I partiti e la politica rappresentativa sono stati del tutto delegittimati, anche a causa di ceti dirigenti scadenti e predatori, creati dai mass media e da costose macchine di un potere autoreferenziale, e al loro posto le decisioni vengono assunte dalle tecnocrazie economiche e del diritto, nel nome del primato del mercato e della finanza. Il Turbocapitalismo che sta alla base della globalizzazione ha generato un moderno autoritarismo, in cui le decisioni politiche e l interesse pubblico sono subordinati alle esigenze di un capitalismo finanziarizzato ed ai rigori in materia di bilanci statali e di circolazione della moneta: come non definire autoritario il comportamento della cosiddetta Troika (Fondo Monetario, Banca centrale europea e Unione europea egemonizzata dal IV Reich tedesco della Merkel) in Grecia e in Europa? Attenzione però, che un popolo sempre più oppresso sul piano sociale ed economico e senza rappresentanza politica, può provocare quelle che Marx, citando Hegel, chiamava le dure repliche della Storia MAurizio Ballistreri centonove pagina 11

12 politica NIZZA DI SICILIA Brigandi, il giallo delle dimissioni Libera Nizza si sgretola. E c è chi parla di accordi segreti DI GIUSEPPE PISTONE Roberto Abbadessa ROMETTA. Il sindaco uscente tenta la rielezione Abbadessa raddoppia A contendergli la poltrona il commerciante Bisazza e l ex vice sindaco Visalli. Cirino presenta il logo. Previti perde le Stelle ROMETTA. Roberto Abbadessa, sindaco uscente di Rometta alla sua prima legislatura, ha deciso di rendere ufficiale la ricandidatura alle amministrative del 25 maggio. La decisione era nell aria da settimane, e avviene nel momento in cui Abbadessa registra il pieno supporto dell intera compagine assessoriale, oltre che dei consiglieri della maggioranza e di una parte consistente dell associazionismo. A contendergli la rielezione il gruppo Rometta VentiQuattordici, sodalizio che fa capo a Giuseppe Laface, esponente del Megafono e che sta lavorando sulla sindacatura del commerciante Antonio Bisazza. C è poi la lista Rometta: un futuro in Comune che si sta riunendo attorno alla figura di Nino Visalli, già vicesindaco per dieci anni. Del comitato fa parte anche Franco Iarrera, anche quest'ultimo già impegnato BARCELLONA Nino Visalli come assessore durante l'amministrazione Etna Proseguono invece le manovre comunicative di Antonino Cirino, il 47enne designato dalla sezione Pd Cesare Terranova. Dopo aver ufficializzato diversi nomi della sua squadra con parecchie presenze femminili, Cirino ha presentato il logo della lista e tenuto una prima riunione con il comitato che sostiene aprendo la sede elettorale di via nazionale. Presentato anche il logo della lista civica L Alternativa per Rometta che sostiene la candidatura a sindaco di Alessandro Previti. Il gruppo, dopo aver caldeggiato l'ipotesi di presentare una lista a 5 Stelle, ha dovuto virare, visti i paletti del Movimento grillino, abbandonando il simbolo dei pentastellati ma continuando a condividerne gli ideali. Antonio Domenico Bonaccorso L Aeroporto? Prima liberate i marò FRATELLI SOSPENDE GIUDIZIO SUL PROGETTO DELL AZIENDA INDIANA BARCELLONA. Investitori indiani vogliono realizzare un aeroporto a Barcellona? Intanto il governo indiano liberi i marò italiani. E questo il contenuto di un documento a firma dei cinque consiglieri del Gruppo consiliare di Fratelli d Italia AN Centrodestra Barcellona, capeggiato da Giuseppe Sottile, neo eletto alla direzione nazionale del partito. «Non siamo in linea teorica contrari alla realizzazione dell aeroporto - si legge nella nota - tuttavia, con riferimento alla società interessata, trattandosi di un gruppo di nazionalità indiana, e dunque dello stesso paese che da due anni tiene illegittimamente prigionieri i nostri marò, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, dichiariamo di sospendere ogni giudizio su qualsiasi eventuale atto di indirizzo, invitando la società in questione per tramite dei locali progettisti ad esercitare ogni strumento di pressione sulle autorità indiane affinchè vengano immediatamente rilasciati i due militari italiani». NIZZA DI SICILIA. Raffica di dimissioni nella compagine della minoranza: Libera Nizza. Dietro le quinte, per i veterani della politica, ci sarebbe lo zampino del sindaco Giuseppe Di Tommaso che starebbe tramando con il capogruppo d opposizione Mimma Brigandì per assegnarle alla scadenza del mandato elettorale (fra tre anni) un ruolo di primo piano. Loro smentiscono. Ma i fatti lo confermerebbero. Come le dimissione di un altro consigliere, Carlo Gregorio, il quale avrebbe lasciato gli scranni dell opposizione dichiarandosi indipendente. Qualche settimana addietro fu invece Paolo Scalici ad abbandonare il gruppo. Entrambi in una nota attaccano la Brigandì per aver osteggiato e censurato iniziative e proposte in seno al consiglio comunale. «Sono ancora disponibile al dialogo», fa sapere Gregorio. Ma Brigandì lo avrebbe già cancellato persino dal gruppo di facebook. «Ormai, con questa spaccatura, il gruppo Libera Nizza espressione dell opposizione è finito. Ma di certo non è finito il mio modo di fare politica. Resterò in consiglio chiarisce Gregorio e farò la mia parte fino alla fine da indipendente e soprattutto da oppositore, quale sono stato da sempre contro la politica Di Tommasiana». Per Mimma Brigandì la verità sarebbe tutt altra. «I due consiglieri ritengo che volessero perseguire un disegno politico diverso - scrive in un comunicato e a parte la normale dialettica, credo che queste dimissioni siano state solo pretestuose e senza una logica. Il gruppo Giuseppe Sottile Domenica Brigandì puntualizza la professoressa ha sempre lavorato in team ed ha deciso tutte le iniziative intraprese senza preclusioni o censure da parte mia. Non ho mai messo il veto su nulla - chiarisce Mimma Brigandì la quale da oggi potrà contare solo su sostegno di Francesco Miceli e Aurora De Filicaia». «Confermo il mio pieno appoggio alla capogruppo assicura De Filicaia - avendo sempre apprezzato il suo modo di lavorare e battersi dentro e fuori l aula consiliare». Il sindaco Giuseppe Di Tommaso non vuole entrare in merito per non alimentare altre polemiche. «Smentisco ogni ipotesi di accordo con la Brigandì chiarisce subito - a differenza di altri lei è l unica che crede davvero nel suo progetto politico e lo fa con passione e non agisce contro a tutti i costi. Porta avanti battaglie giuste nell interesse della comunità». Ironia della sorte è proprio quando la minoranza sta iniziando ad ingranare, dopo la sentenza del Tar che lo scorso giugno ha rovesciato i seggi della minoranza da Cambia Nizza in favore di Libera Nizza, il cui destino è ancora appeso ad un filo con una nuova sentenza del Cga, ecco che il gruppo si frantuma. Il fatto che le diverse anime del variegato gruppo di minoranza fossero difficilmente compatibili era chiaro sin dall inizio, ma che a meno di un anno dal loro insediamento in aula i conflitti portassero i membri a guardarsi in cagnesco nessuno lo avrebbe mai detto. centonove pagina 12

13 sicilia REGIONE. Finisce nell occhio dell Antimafia la gestione delle discariche in Sicilia. Ecco la posta in palio Rifiuti, rottura è Giunta Marino dispone le ispezioni in quattro impianti in mano ai privati. Dure contestazioni alla Oikos di Salvatore Proto. Prescrizioni pesanti per la struttura di Siculiana e per quella di Tirreno Ambiente Non sembra essere un mistero per nessuno che nel rimpasto previsto a giorni, una delle sedie più traballanti del governo Crocetta sia proprio quella dell assessore all Energia, Nicolò Marino. Tre i motivi: non c è più sintonia tra l ex pm della Dda di Caltanissetta e il governatore; Marino attacca con toni duri la Confindustria di Montante, mettendo in imbarazzo Crocetta; lo stesso assessore-pm ha ingaggiato una dura polemica con l assessore al territorio Lo Bello su alcune sospette autorizzazioni. Ma dove mandare Marino, che non potrà più esercitare da Pm in Sicilia, essendosi candidato al Senato alle ultime elezioni? Le rassicurazioni date al Pm Marino, in un riservato colloquio a Roma, da Beppe Lumia, sul fatto che fosse stato convinto il secondo della Lista, il mecenate Antonio Presti, a rinunciare sono state smentite dallo stesso Presti: «Su di me decido io, fino a prova contraria». Ma l intervento della commissione Antimafia, presieduta da Nello Musumeci, sulla gestione delle discariche in Sicilia preoccupa non solo il governo, ma anche uno dei principali operatori del settore, il vicepresidente di Confindustria regionale, Giuseppe Catanzaro, che gestisce la discarica di Siculiana. Proprio sulla discarica del area agrigentina, si è consumato un duro scontro tra Marino e Catanzaro: il primo ha accusato il gestore di essere stato autorizzato con procedure di emergenza già nel lontano 1995, senza nessuna gara di evidenza pubblica, e Nicolò MArino che lo stesso gruppo ha poi partecipato alla contestata gara dei termovalorizzatori, con una serie di oscuri di collegamenti societari che hann portato le indagini dritto a esponenti di Cosa Nostra. Di qui, querele incrociate. Marino non ha perso tempo. E mentre il governatore Crocetta è tornato a ribadire la sua posizione che vuole la gestione pubblica delle discariche in mano ai comuni, dall assessorato all energia e dal direttore generale Maurizio Pirilli sono partite una serie di controlli a tappeto sulle discariche isolane: oltre a quella di Catanzaro, a Siculiana, nel mirino dei controlli sono finite anche la discarica di Salvatore Proto, la Oikos di Catania, quella di Motta Sant Anastasia e quella di Tirrenoambiente, a Mazzarrà Sant Andrea. La Oikos ha subito un provvedimento di censura, Siculiana e Mazzarrà una serie di prescrizioni sulle quali le società di gestione sono al lavoro per documentare gli interventi, pena il ritiro della concessione. Ma sono i veleni ormai a scorrere letali come fiumi di percolato. Perché sotto accusa, ora, c è anche il Dipartimento Acque e Rifiuti, diretto dal commissario Marco Lupo, vicino all ex ministro dell Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Una interrogazione dei deputati Grillini, mette pesantamente sotto accusa l operato di Lupo, recentemente confermato dal ministero nell incarico di commissario. Secondo gli esponenti di 5stelle, il commissariato dei rifiuti, tollera procedure complicate, affida alle imprese le progettazioni dei siti, decide gli appalti in un regime di emergenza, che non sempre favoriscono le soluzioni più limpide. Un caso su cui si sono soffermate anche un gruppo si associazioni ambientaliste, dalla Man, a Italia Nostra, al Wwf, che in un documento al ministro dell Ambiente hanno pesantemente castigato l operato di Lupo in merito agli appalti di tre piattaforme integrate per lo smaltimento dei rifiuti, previste a Gela, Messina ed Enna, che ricadono in aree Zps, zone di protezione speciale, soprattutto a Messina, in contrada Pace e a Gela, in contrada Timpazzo. Di più: delle vere e proprie discariche sarebbero spacciate, secondo le associazioni ambientaiste, per impianti di bio-stabilizzazione, con una serie di accorgimenti giuridici, che sostituiscono lo screening all analisi di incidenza ambientale. Nonostante le denunce, le opere sono state mandate in appalto, con il rischio paventato dagli ambientalisti di danno erariale già consumato. Altro motivo di scontro, l affidamento di lavori per 22 milioni di euro, primo stralcio per la frazione organica della discarica di Bellompo a Palermo, affidati con un nribasso del 29,777% alla Vittadello, Vittadello, So.Ge.Ri e Torricelli, a scapito di un gruppo di imprese siciliane, tra cui Mondello di Gela e la Tecnis di Catania. BRACCIO DI FERRO Nella tana del Lupo BOTTA E RISPOSTA TRA IL COMMISSARIO REGIONALE E GLI AMBIENTALISTI SU GELA E LA DISCARICA DI PACE MESSINA. Sulla discarica di Pace a Messina e sull ampliamento di quella di Timpazzo a Gela è scontro a muso duro tra il commissario delegato per l emergenza rifiuti della Sicilia, Marco Lupo, e le associazioni ambientaliste, Man, Italia Nostra e Wwf che contestano nel le procedure seguite, per i bandi già andati in appalto. Rispondendo alla nota di contestazione già inviata al Ministero dell Ambiente, Marco Lupo rileva che il Piano Rifiuti del 2012 approvato dalla Regione, anche sulla scorta delle autorizzazioni già trasmesse dal Comune di Messina, si trova nella fase di scoping, alla quale poi segue, se necessario, la valutazione di incidenza ambientale. Se è vero che in contrada Pace, riconosce Lupo, è prevista la costruzione di una discarica, con relativo impianto di bio-stabilizzazione e trattamento del percolato, i maggiori controlli sul vincolo idrogeologico e quello sismico sono rinviati alla fase successiva. E comunque gli appalti sono stati avviati, dopo avere iottenuto le autorizzazioni dei prefetti. Non sono dello stesso avviso le associazioni ambientaliste. Che intravedendo già un possibile danno per i lavori di progettazioni affidate a una impresa privata, chiedono al Ministero dell Ambiente e alla Regione Sicilia l immediato blocco delle procedure avviate. E contestano con una nota del 26 marzo inviata per conoscenza anche ai carabinieri del Noe e alla Corte dei Conti che ben 8 impianti sui 23 previsti dal Piano regionale dei rifiuti, di cui sei ancora da individuare, ricadono in siti della rete Natura Se il Ministero fosse stato dovutamente informatoargomentalo le associazioni-avrebbe già chiesto la valutazione di incidenza ambientale. In prarica, sottolineano gli ambientalisti, si è fatta volutamente confusione tra le deroghe previste, per sorvolare su tante norme ambientali, che vengono letteralmente stravolte. Viene quindi ritenuta irregolare l approvazione da parte del Ministero, in assenza del completamento della procedura Vas: la mancata indicazione, ove esistesse della fonte normativa, che avrebbe consentito lo stravolgimento della procedura prodomica di valutazione. Ma la cosa ancora più grave si registra a Messina, ad avviso di man, Italia Nostra e Wwf, dove è andata in appalto per il sito di Pace, gara alla quale si sono già presentate tre imprese, che ha visto il declassamento del progetto di Pace da esecutivo a definitivo. Questo significa che se dovesse risultare incompatibile il territorio, l impianto non verrà realizzato, con il relativo danno erariale collegato di 144 mila euro, dovuti per la progettazione esecutiva. Per questo si chiede all assessore all Energia Nicolò Marino di sospendere immediatamente l aggiudicazione delle gare. centonove pagina 13

14 sicilia MESSINA. Quasi mezzo milione per consulenze esterne nel 2007, poi pian piano il declino Ato3, il paradiso degli incarichi Dai fiscalisti ai legali, dai contabili agli agronomi, passando per perizie e assistenze tecniche. Uno ad uno, ecco chi, negli anni, ha lavorato per l azienda d ambito. Fino a quando la cinghia si è stretta DI ALESSIO CASPANELLO MESSINA. C era un tempo in cui l Ato3 di Messina, una delle aziende d ambito che nelle idee del legislatore regionale che le ha create, avrebbero dovuto gestire la filiera ambientale, distribuiva incarichi e denari a destra e a manca. A scialare. Erano gli anni in cui il bilancio del comune di Messina (azionista al 99 e rotti percento della partecipata) bucava ampiamente il tetto del miliardo di euro, erano gli anni in cui la Corte dei Conti non ficcava il naso più di tanto. Erano gli anni della grande abbuffata di incarichi e assunzioni pubbliche. Gli ultimi, prima del tracollo. IL MEZZO MILIONE DEL Nel 2007, sindaco Francantonio Genovese, presidente Franco Barresi e amministratore delegato Salvatore Lamacchia, l Ato3 ha distribuito quasi mezzo milione di euro in incarichi e consulenze: non si era nemmeno spenta la fragorosissima ego della trentina di stabilizzazioni per chiamata diretta, che sul libro paga dell azienda d ambito apparivano Franco Barresi diciassette assistenti tecnici alla direzione dei servizi di scerbatura e spiagge, a seimila euro ciascuno (qualcuno con doppio incarico, verde e sabbia). Poca cosa rispetto ai 34mila euro in totale destinati a Monica Interdonato per la redazione sullo stato dell ambiente e per i ruoli di redazione perizie e assistente tecnico per gestione e controllo della zanzara tigre e delle deiezioni canine (a dicembre del 2008 Monica Interdonato sarà nominata esperta a titolo gratuito per il monitoraggio bioambientale dall allora sindaco Giuseppe Buzzanca). Di redazione perizie e assistenza tecnica si occupa anche Silvio Carboni: oltre 21mila euro per gran camposanto e cimiteri suburbani. Per le questioni legali e giuridiche, nel 2007 l Ato3 si avvale di Francesco Caliri e Marcello Scurria, e li paga 24mila euro annuali. Esattamente quanto pagherà Linda Schipani per una consulenza per la pianificazione del servizio di raccolta differenziata e supporto tecnico alla struttura. Per la direzione dei lavori di potatura la partecipata si rivolge a quattro agronomi: Saverio Tignino, Giovanni Scarfone e Salvo Stefano percepiscono tra i sedici ed i diciassettemila euro, Sebastiano Calderone si ferma a poco più di 14mila euro. I primi tre, tra l altro, avevano ricevuto dalla precedente gestione dell Ato3 (presidente Pietro Grasso e amministratore delegato Luciano Taranto) il compito di verifica fotostatica degli arbusti cittadini. E se a Domenico Di Stefano vanno sedicimila euro per l incarico di responsabile del servizio protezione e prevenzione ex legge 626, quella della sicurezza sui luoghi di lavoro, l en plein lo fa Paolo Bitto. Per consulenza contabile, del lavoro, amministrativa e societaria generica e continuativa, Bitto firma un incarico da quasi 97mila euro. Giova ricordare che, se l Ato3 di legali interni non ne PALAZZO ZANCA Daniele Zuccarello Investigatore Zuccarello IL CONSIGLIERE DEI PROGRESSISTI DEMOCRATICI FA LUCE SU NUMERI E INCONGRUENZE. E SU CIÒ CHE NON SI TROVA MESSINA. La fisica non c è ancora arrivata, ma potrebbe bastare un salto in via Cavalieri della stella per avere certezza dell esistenza dei buchi neri. Perchè non è affatto raro che all Ato3 scompaiano documenti, contratti, manufatti. Ad ammetterlo, a denti stretti, è l attuale commissario liquidatore Michele Trimboli, che in una lettera indirizzata al consigliere comunale Daniele Zuccarello, che chiedeva di poter visionare documenti di incarichi conferiti negli anni, rispondeva candidamente con un non si trovano. Si rappresenta che la convenzione non è stata rinvenuta agli atti d ufficio, comunica Trimboli, che in sostituzione trasmette copia di una fattura. Stessa risposta grossomodo anche per la richiesta di lettere di incarico professionali: Non è stata rinvenuta altra documentazione ad esse relative, ad eccezione delle fatture emesse dai professionisti incaricati, risponde Trimboli, con la riserva di trasmettere unteriori atti qualora rinvenuti. Cos altro non si trova? Un dvd, costato ottomila euro, per la campagna di comunicazione servizio di lotta e sorveglianza contro la zanzara tigre, per esempio. Smarrite anche le risultanze di due incarichi per lo sviluppo di un sistema di informazioni territoriali (settemila euro ciascuno). Tanto è bastato per far saltare la mosca al naso a Zuccarello, che i dati di incarichi, affidamenti e contratti li mette uno dietro all altro, e li snocciola in un comunicato, a firma Progressisti-Democratici che, ancora una volta, lo vede solo (e sfiduciato da capogruppo dai colleghi di partito Francesco Pagano e Simona Contestabile). L Ato3 è un azienda che ha oltre 50 dipendenti che costano quasi due milioni all anno. Nonostante questo, ha dato incarichi esterni per 475mila euro nel 2007, e in due anni, per debellare la zanzara tigre ha impiegato 454mila euro. (A.C.) centonove pagina 14

15 sicilia possiede, cosa che rende inevitabile il ricorso ad incarichi esterni, in pianta organica ad occuparsi di numeri sono chiamati un coordinatore del settore contabilità ed un collaboratore amministrativo. E nel 2008? Si replica. Alla grande. 2008, GUERRA E POI PACE. Sulla poltrona più alta del comune di Messina, dopo la decadenza di Francantonio Genovese, c è il commissario regionale Gaspare Sinatra. Che sin da marzo tenta invano di spodestare Barresi dalla presidenza dell Ato3. In un teatrino che dura qualche mese, ci riuscirà solo a maggio, qualche settimana prima delle amministrative che incoroneranno Buzzanca, e piazza il fidato Enrico Spicuzza. E gli incarichi? Grossomodo ZOOM. Affidamenti diretti a un mare di cooperative. Quali, e quale l area politica d appartenenza Coop tu che coop anch io TRE MILIONI E MEZZO DI MANUTENZIONI, SCERBATURE, SPIAGGE E CIMITERI NEL SOLO A CHI SONO ANDATI MESSINA. Una singolarità dell Ato3 è stato, negli anni, l ossessivo ricorso a cooperative per lo svolgimento dei servizi. Una cinquantina, alle quali venivano concessi affidamenti diretti per occuparsi di ville, cimiteri, potature, pulizia spiagge, scerbature, raccolta di deiezioni canine e manutenzione verde. Una pratica che, solo nel 2007, è costata per esempio quasi tre milioni e mezzo di euro. Della manutenzione dei cimiteri, per esempio, si occupava la Agrinova 2000 (un tempo vicina ad An e all epoca in piena area Pdl) per 774mila euro, in virtù della prosecuzione di un appalto del 2005, che a questi aggiungeva i trentamila euro della manutenzione vere lotto 4 ed i 47mila euro di potatura degli alberi di villa Dante. Di raccogliere le cacche dei cani, che nel 2007, per volere dell allora assessore all Ambiente del comune di Messina Francesco Squadrito sarebbero dovute essere raccolte negli appositi cestini posti a decine sui pali della luce, si occupava, per 140mila euro, la Ermes, in virtù di una convenzione firmata a maggio del Di pronto intervento, in prosecuzione di un contratto trimestrale, per 105mila euro se ne occupava la Gaia, ma anche la Europa, ma solo nelle scuole della zona centro-nord. Alla Gaia, erano poi assegnate le scuole della zona sud, per altri 97mila euro. La Global service accumulava tre appalti tra potatura, manutenzione verde e lotta alla zanzara tigre: in tutto oltre 230mila euro. L omonima Global Service 2005, invece, si fermava ad un passo dai 97mila euro per scerbature a impianti sportivi e secondo quartiere. Quasi duecentomila euro sono andati poi alla Kamal per manutenzione delle ville comunali, pulizia spiagge e altre potature, servizio del quale si occupava anche la Insieme nel 2000 e che, con la scerbatura del quinto quartiere ha fruttato alla coop oltre 120mila euro nel solo Poco meno di duecentomila euro invece per la Lam 85: scerbatura del primo quartiere, pulizia spiagge e sostituzione di alberi pericolanti, per un totale di quattro incarichi. Solo due incarichi invece per la Orizzonte94 (di area Democratica), ma particolarmente renumerativi: scerbature al quarto quartiere e potatura alberi hanno fruttato oltre 230mila euro. Anche la Pro Alter 2000 si è difesa più che bene:quattro incarichi, poco più di duecentomila euro. Per pulizia spiagge e manutenzione verde, la Pianeta verde (in quota Pdl) ha preso oltre novantamila euro, mentre alla Pinto Vraca, la si mantengono intorno ai 400mila euro, pur con un generalizzato contenimento. Gli assistenti tecnici a scerbature e spiagge, per esempio (quasi tutti riconfermati) prendono 3500 euro invece di seimila, Domenico Di Stefano passa da sedicimila a euro, e pur occupandosi sempre di cimiteri, Silvio Carboni riceve ora 18mila euro invece dei 21mila del Il contratto di Francesco Caliri scende a euro all anno (ma quello di Scurria resta fermo a 24mila euro), ma viene affiancato da Pucci Amendolia che per due mesi percepisce 4000 euro. Confermati i 24mila euro di Linda Schipani, per lo stesso incarico del 2007, mentre spuntano altre consulenze. Cesare Campo per comunicazione e marketing (di cui si occupa già l addetto Spiaggia della riviere nord, estate del 2012 stampa Ivana Cammaroto) percepisce 18mila euro annui, Fausto D Agostino ne riceve seimila per quattro mesi in cui fornisce consulenze su tecniche culturali, il neoeletto consigliere comunale Simona Contestabile redige il codice etico per ventimila euro (ma ne riceve solo cinquemila per la sospensione dell incarico). Dei quattro agronomi, Saverio Tignino con sette incarichi accumula più o meno undicimila euro, Salvo Stefano non arriva a seimila con quattro incarichi, Giovanni Scarfone firma sei incarichi per complessivi novemila euro. Solo un incarico per Monica Interdonato, che per il 2008 viene messa a paga mensile: 1500 euro al mese, 18mila in un anno. Il colpaccio, però, lo rifà Paolo Bitto. Le stesse sola manutenzione dei torrenti ha fruttato 136mila euro. I quattro incarichi della Theorema, che ha sede allo stesso indirizzo della Pro Alter 2000, hanno invece fruttato poco meno di 250mila euro. Nel 2008, a lanciarsi sulla torta sono un po di colossi della cooperazione cittadina: è il caso della Universo Ambiente (area Pd, oggi destinataria di un incarico diretto da parte del comune di Messina di rifacimento di marciapiedi per euro, 50 in meno della soglia oltre la quale è necessario bandire una gara), che esordisce col botto: quattro incarichi per oltre settantamila euro. Nel 2009, nonostante numero e importo degli affidamenti siano in calo, si affaccia sul settore la Nuovo Cammino (area ex An), che con due appalti porta a casa 130mila euro. Due appalti, nel 2009, vanno anche alla Angel per oltre 120mila euro, ed altrettanti ne piglia la Progetto Nuovo Ambiente (area ex Forza Italia), ma per soli settantamila euro. Stesso importo, grossomodo, anche per la Progetto Sociale (area Pdl). Affidamenti che si affievoliscono negli anni fino quasi a scomparire: nel 2012, l unica a figurare è la Universo Ambiente, per la miseria di trentaseimila euro. (A.C.) consulenze che nel 2007 erano state retribuite con poco meno di centomila euro, nel 2008 sfondano il tetto del 112mila euro. Da lì in poi, la cinghia si stringe. E in parecchi passano la mano. 2009, INIZIA L ERA RUGGERI. Tar prima e Buzzanca poi rimettono in sella Barresi a spese di Spicuzza (e la vicenda lascerà strascichi giudiziari), poi, sulla poltrona più alta di via Cavalieri della stella arriva Antonio Ruggeri, che nel frattempo è già capo di Gabinetto a palazzo Zanca. I cui conti iniziano a scricchiolare, inducendo prudenza nello scialo di incarichi esterni che ha contrassegnato la partecipata. Ruggeri capisce l antifona, e nel 2009 si superano di poco i centomila euro. Di questi, sono per il contratto di consulenza legale di Scurria, altri 22mila vanno a Monica Interdonato per due incarichi diversi, Ivana Cammaroto viene riconfermata all ufficio stampa (ruolo previsto per legge), la materia del verde viene affidata all ex consigliere provinciale Antonio Ortoleva a 18mila euro all anno, mentre i centomila euro all anno destinati alle consulenze fiscali e contabili che per due anni Paolo Bitto aveva percepito, si riducono ai euro di Antonella Genovese. In compenso, per otto mesi a Carmela Rodilosso viene fatto firmare un contratto di assistente all ufficio contabilità a 1200 euro al mese (9600 in totale). Carmela Rodilosso resta anche per i primi otto mesi del 2010 con lo stesso compenso mensile, Scurria torna a 24mila euro all anno, consulenze contabili e del lavoro tornano a dividersi: Carmelo Iorio riceve euro per consulenze del lavoro, statini paga e adempimenti fiscali e previdenziali, mentre a Giuseppe Russo (di lì a poco nominato commissario dell Atm) vanno cinquantamila euro in consulenza contabili, civile e fiscale. Ortoleva vola a 28mila euro all anno, diecimila in più del 2009, mentre di catastare le isole ecologiche si occupa Nino Urso per 20mila euro presunte. Ad affiancare Marcello Scurria, a duemila euro al mese (24mila all anno) c è anche Rita Restuccia, che l anno precedente era stata nominata come consigliere d amministrazione della stessa Ato3. SI TIRA LA CINGHIA. Sotto la mannaia dei tagli cadono anche le prestazioni esterne: per il 2011 vengono previsti solo sei incarichi, tutte conferme, e tutti al ribasso: per Scurria, per Iorio, per Ortoleva, 40mila per Russo, per Rita Restuccia, per Ivana Cammaroto. Nei due seguenti anni (nel frattempo Ruggeri diventa commissario liquidatore, poi è sostituito da Michele Trimboli e nel frattempo incappa in problemi giudiziari che ancora si tira dietro), una strage: restano solo Scurria, Iorio e Russo: il primo passa da euro all anno a meno di tredicimila, Iorio a , Russo da 40mila si accontenterà di 36mila euro. Fino alla morte e nascita delle Srr. centonove pagina 15

16 sicilia IN TV. L esibizione della religiosa siciliana al talent The Voice visto su internet da 34 milioni di utenti Suor Cristina sbanca youtube Originaria di Comiso ha sempre amato la musica. Con la sua performance ha guadagnato copertine e articoli. Nel 2011 un altro sacerdote isolano tentò la strada della musica. Ma il risultato fu diverso DI GIANFRANCO CUSUMANO Padre Domenico Manuli Trentaquattro milioni di visualizzazioni su youtube, la copertina del settimanale Oggi, e le trasmissioni tv che se la contendono a suon di esclusive. Ad occuparsi di lei anche il Guardian, People, Time Magazine e Libération ma anche il tweet dell'attrice Whoopy Goldberg la protagonista di Sister Act. Suor Cristina Scuccia, 25 anni, di Comiso, è la nuova star di "The Voice". La suora, che appartiene all Ordine delle Orsoline della Sacra Famiglia, ha conquistato pubblico e coach del talent show di Rai 2 durante la seconda Blind Audition interpretando "No One" di Alicia Keys. La sua voce ha stregato i quattro coach che hanno pigiato il pulsante uno dopo l'altro. Ma una volta girata la poltrona, ecco la sorpresa. "Sei una suora vera? Non è possibile! Ma come ti è venuto in mente?, ha chiesto incredula Raffaela Carrà. Ho un dono, Suor Cristina Scuccia, 25 anni, originaria di Comiso ve lo dono, è stata la replica di Suor Cristina. Un successo senza eguali. Ma nel maggio 2011 un altro sacerdote siciliano balzo agli onori della cronaca nazionale grazie ad un esibizione canora su Canale 5. Si tratta di padre Domenico Manuli, all epoca parroco di Mandanici. L esibizione a Italia s got Talent dove ha cantato Il cerchio della vita, colonna sonora del cartone animato Il Re Leone in realtà non andò bene. Ma il ritorno a casa ancora peggio. Don Manuli subì una punizione da parte della Curia di Messina e per un mese non potè celebrare messa. Con la partecipazione su Canale 5 il parroco disubitì al divieto impostogli dall Arcivescovo di Messina Calogero La Piana. Oggi padre Manuli è parroco del comune di Pagliara, sempre nella zona jonica messinese. Continua a cantare. Ma in privato. centonove pagina 16

17 sicilia LIPARI. Nel libro di Marilena Maffei il ricordo delle Donne di mare Le pescatrici dimenticate Nella prima metà del novecento sfidavano le onde per mantenere le famiglie. Uno spaccato dell arcipelago eoliano poco conosciuto Hanno pescato di notte e di giorno, varato le barche, tirato le reti, salpato le nasse e trascinato le imbarcazioni a secco. Gestualità maschili, atti usuali fra gli uomini di mare, qui, tuttavia, si tratta di donne. Sono le pescatrici e le donne di mare della Sicilia, di un luogo particolare dell'isola: l'arcipelago delle Eolie. A raccogliere le loro storie o di chi ne è stato testimone diretto Marilena Maffei, atropologa che da molti anni raccoglie i patrimoni narrativi radicati nell'oralità popolare dell'italia cetro meridionale e delle isole eolie, nel volume 'Donne di Mare', edito da Pungitopo. Forti, coraggiose, audaci, racconta l'autrice, le donne eoliane, sino alla prima metà del Novecento, hanno sfidato quotidianamente il mare per mantenere se stesse e le loro famiglie. Sembrerebbe l'invenzione, magari affascinante, di una studiosa, è invece la realtà di un territorio che ha coinvolto i destini di molte generazioni di donne. Pressoché dimenticate dalla storia insulare, le donne di mare ritornano oggi a reclamare il loro diritto alla memoria. E lo fanno attraverso questo libro che raccoglie le loro voci e le loro storie. Dl'altronde, sottolinea ancora Maffei nella seconda di copertina, qual'e' il senso simbolico di un molo, di una caletta, di un porticciolo se svanisce per sempre l'immagine delle donne cone le schiene curve e le mani strette sui remi che si allontanano nel mare eoliano? Donne che hanno imparato a dare il nome ai venti e a leggere le ore nelle stelle. Donne che hanno sfidato quotidianamente il mare lottando corpo e anima per trarre da esso un possibile sostentamento per se' e per gli altri. la loro storia, evidenzia Maffei, nell'introduzione al volume, rivela la falsità di un modello patriarcale che in Italia, in Europa e nel Mediterraneo dai tempi piu' antichi assegna alla donna la terra e lascia al maschio il dominio sul mare. Il libro, con molti passi anche in dialetto, vuole far conoscere l'esistenza e la trama di vita delle donne eoliane che hanno avuto la grande capacita' di volgere ruoli considerati da sempre solo maschili. Oggi che quel mondo è scomparso, che tutto e' cambiato, che le pescatrici e le donne di mare sono uscite di scena dopo aver assolto a tutti gli obblighi imposti dalla famiglia e dalla camunita', pagando sovente costi personali elevatissimi, la loro storia rischia di essere definitivamente cancellata dalla memoria collettiva della gente di mare. Così, avverte l'autrice, si rischia di perdere la storia di donne che quando hanno pescato di notte, di giorno hanno seminato la terra, raccolto le olive, i capperi, e si sono occupate della salatura dei pesci. Donne che hanno navigato lontano per vendere il loro pescato, che hanno curato la famiglia, lavato i panni, riordinato le case e cucinato. Donne che hanno generato i figli e li hanno allevati. E talvolta a qualcuna di loro è successo di partorirli sulle spiagge, a molte di allattarli sulle barche sballottate dalle onde. centonove pagina 17

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19 centonove pagina Marzo 2014

20 sicilia MESSINA. A rischio il futuro degli agenti provinciali Province, siate Vigili A lanciare l allarme il comandante Carbonaro: «Con l abolizione degli enti le competenze finiscono nel limbo». In arrivo 55 reclute DI GIANFRANCO CUSUMANO MESSINA. Si occupano di vigilanza venatoria, di tutela delle riserve, della viabilità in circa 3 mila chilometri di strade. Eppure il futuro del corpo di polizia provinciale rimane nel limbo. «Quando si parla dei consorzi che sostituiranno le Province il pensiero va subito alle competenze sugli istituti superiori o sulla manutenzione delle strade, eppure quelle degli agenti provinciali sono altrettanto importanti». A parlare è Nino Carbonaro, comandante del Corpo di polizia provinciale di Messina. Il corpo ha competenza su tutto il territorio della provincia di Messina: un area di circa km² su una popolazione residente di circa 650 mila abitanti. Una provincia che comprende 108 Comuni con una estensione di strade provinciali di ben Km., oltre alle strade provinciali agricole che hanno altrettanta estensione. Zone con problematiche ed esigenze diverse. L organico è composto da un comandante, 12 ispettori superiori, 16 ispettori capo, 3 ispettori, 18 amministrativi. Recentemente sono stati assegnati 5 dipendenti con contratti a tempo determinato con il compito di effettuare la sorveglianza della pesca nelle acque interne (i torrenti) attività che svolgevano prima Il comandante Nino Carbonaro in un altro ufficio di palazzo dei leoni. «Il nostro lavoro ha poca visibilità - continua il comandante Carbonaro - ma grazie ai nostri interventi sono state bonificate discariche di amianto, denunciati cacciatori di frodo, ripuliti torrenti che durante le piogge diventano pericolosissimi». Competenze che riguardano comuni diversi. «Spesso siamo coinvolti dai carabinieri. L ultimo intervento è avvenuto nel comune di Motta Camastra dove è stato sanzionato un impianto di smaltimento rifiuti». La polizia provinciale è nata come unità operativa all interno dell Ufficio di gabinetto nel corso dell amministrazione di Peppino Buzzanca e perfezionato con il successore Turi Leonardi. Con i presidente Nanni Ricevuto, nel 2011, il corpo ha conquistato l autonomia, infatti dipende esclusivamente dal legale rappresentante dell ente. L attuale Commissario straordinario, Filippo Romano, è forse quello che ci sta credendo più di tutti visto che ha già predisposto un bando per dotare il comando di tutti gli uomini previsti in pianta organica. A disposizione 55 posti di agente da scegliere col meccanismo dela mobilità orizzontale tra il personale attualmente in servizio di categoria C. In questo momento la polizia provinciale si occupa della sorveglianza all ingresso della tendopoli che accoglie al Pala Nebiolo i migranti di Lampedusa. La questura ha coinvolto la polizia nel servizio Modello Trinacria, per il contrasto del fenomeno mafioso. Gli agenti sono molto impegnati nella sorveglianza venatoria. Lo scorso week-end due distinte operazioni hanno portato al sequestro di uccellini, gabbie, reti e denunciata una persona sorpresa in flagranza di reato. A dicembre scorso, invece, durante una operazione interforze con la Guardia di Finanza, sui Nebrodi, Agenti di Polizia provinciale durante una cerimonia ufficiale si sono occupati del reato di abigerato nei territori di Raccuja, Ucria e Floresta. «Difendiamo la Provincia anche nei giudizi davanti al giudice di pace in materia di passi carrabili e autovelox - riprende Nino Carbonaro - Difendiamo l ente in maniera autonoma rispetto all uffico legale con un nucleo ad hoc facendo risparmiare costi legali». Da quando è iniziato servizio di autovelox sulla strada panoramica di Messina non si sono registrati incidenti mortali o rilevanti. Grazie ad un accordo con il Comune di Messina è stata anche assegnata sotto il controllo della polizia anche la zona di Ganzirri. Solo ad agosto sono state elevate 450 multe ad automobilisti che posteggiavano in situazione di pericolo. Gli agenti vigilavano anche sulle riserve naturali di Capo Peloro e Marinello ma quest ultima è stata riassegnata alla direzione Ambiente che si occupa anche di quella istituita a Salina. «Entro L ATTIVITA ottobre dovrebbe essere completato l iter sul riordino degli enti locali in Sicilia - dice Santino Paladino vice coordinatore provinciale del sindacato Csa - in quest ambito particolare interesse assume il futuro del Corpo di polizia Provinciale che, da tempo, è divenuto un punto fermo nel panorama delle Polizie Locali soprattutto nel settore della tutela dell ambiente e del patrimonio naturale,della prevenzione e repressione di reati ambientali e faunistico venatori. Come sindacato porteremo ai tavoli tecnici la proposta di trasferimento delle competenze e del personale, attualmente della Polizia Provinciale, al Corpo Forestale della Regione Siciliana nella convinzione che le professionalità formatesi possano fattivamente contribuire alle attività di valorizzazione del territorio, del suolo dell ambiente e delle aree protette che sono proprie del servizio gestito dalla Regione». Il nucleo "Vigilanza Ambientale" opera controlli sullo smaltimento dei rifiuti e sulle emissioni in atmosfera, vigila sugli alvei torrentizi. Controlla i laboratori di analisi cliniche, le ditte di costruzione di imbarcazioni, di trasporto di rifiuti, di autocarrozzeria e verniciatura. Il nucleo "Vigilanza Ittico-Venatoria, Floro-Faunistica, Silvo-Pastorale e Acque Interne", oltre che occuparsi della vigilanza venatoria e sulla raccolta dei funghi contribuisce alla prevenzione degli incendi boschivi e di dissesto. Il nucleo "Polizia Stradale" fa attività di controllo degli automobilisti in transito sulle strade provinciali anche con l ausilio di autovelox. Il nucleo "Polizia Amministrativa e Giudiziaria" cura il contenzioso relativo alle violazioni al Codice della Strada, predisponendo l istruttoria, le costituzioni in giudizio e presenziando alle udienze. L attività, non comportando incarichi legali esterni, è a costo zero per l'amministrazione. centonove pagina 20

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