FATTO & DIRITTO. Anno 2011, Novembre, Numero 4. La cronaca giudiziaria secondo gli esperti

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1 FATTO & DIRITTO La cronaca giudiziaria secondo gli esperti Anno 2011, Novembre, Numero 4 La pratica rubrica in versione sfogliabile, consultabile, condivisibile, scaricabile e stampabile per avere ogni mese tutti i nostri articoli e focus gia' raccolti in ordine cronologico e di pubblicazione. Quando una pelliccia è irrimediabilmente macchiata di sangue Doping e stupefacenti, con Internet vola il consumo. Processi: Restivo e Stasi

2 Novembre In questo numero... ITALIA Sapete quanti schiavi lavorano per voi?? La schiavitù nel III Millennio Recanati: due crolli alle spalle del Duomo e una famiglia in pericolo. Dopo tre anni vogliamo responsabilità e verità Intervista esclusiva a Monica Malizia Il bicchiere mezzo vuoto... Luca Toni resta senza patente Algeria Quattro persone arrestate per il sequestro della cooperante italiana Fondi per il terremoto in Abruzzo. Mondadori querela Report Yara: svolta nell inchiesta. Trovato Dna di un familiare Picasso amaro Battuta all'asta per 2 mln una copia del Busto di Donna Danilo Restivo rischia 30 anni La prima udienza l'8 novembre a Salerno Doping e stupefacenti, con Internet vola il consumo. Inchiesta esclusiva Colombia: ucciso Alfonso Cano. Leader della guerriglia FARC Morte Michael Jackson Processo per Murray vicino alla conclusione Garlasco: appello per Alberto Stasi Imputato per l omicidio di Chiara Poggi Processo Calciopoli Condannato Moggi per associazione a delinquere Delitto dell Olgiata L ergastolo per l ex domestico Reves Russia: profana tombe Ruba cadaveri di donna e vive con 29 mummie Boom di cosmetici falsi E' allarme salute Parigi: processo per il terrorista Carlos Detto lo sciacallo Cassazione Assolto il pusher condannato per la morte di Marco Pantani Dopo due anni di esami anni arriva la diagnosi: cancro alla prostata. Ormai però è troppo tardi Cingoli: precipita elicottero. Morti tre professionisti Delitto dell' Olgiata L'ergastolo per l'ex domestico Reves Fondi per il terremoto in Abruzzo Mondadori querela Report ESTERO Algeria Quattro persone arrestate per il sequestro della cooperante italiana REGIONE Recanati: due crolli alle spale del Duomo e una famiglia in pericolo "Dopo tre anni vogliamo responsabilità e verità" Intervista esclusiva a Monica Malizia SPECIALI Sapete quanti schiavi lavorano per voi?? La Schavitù del III Millennio FOCUS FOCUS: Rock & Diritto La "nera" gelosia di Bertrand Cantat

3 Novembre In questo numero... FOCUS ROCK & DIRITTO La nera gelosia di Bertrand Cantat Cellulari e aumento dell incidenza di tumori pericolo sventato Assalto armato alla villa dell ex pilota Franco Uncini La figlia in ostaggio CALCIOPOLI La Juve ricorre al TAR Sentenza Thyssen Condannato a 16 anni l A.d. per omicidio volontario Fendimetrazina Sostanza anti-obesità vietata forse causa tre morti Amore omicida Un giorno di ordinaria follia in Italia Milano Impiantato cuore artificiale controllabile sul web L odissea di una famiglia recanatese Senza casa da 9 mesi nel silenzio delle istituzioni. Maxiprocesso alla ndrangheta lombarda 110 condanne, mille anni di carcere Omicidio Serena Mollicone Slitta il test del Dna Non è un mondo per donne Tre ragazzine ad Ancona, Lecce e Francia vittime di stupro Tangenti Enav-Finmeccanica Ora tocca ai politici Il processo per la morte di Lea Garofalo Sciolta nell acido, deve ricominciare. Roma Giornata Mondiale contro la violenza sulle Donne. Bufera su Giovanni Scattone Ora insegna nel liceo di Marta Russo. Quando una pelliccia è irrimediabilmente macchiata di sangue Inchiesta 2 milioni di cani randagi in Romania. Uno sterminio annunciato L allevamento della morte di Brescia deve chiudere. Appello anche sul web ITALIA Omicidio Serena Mollicone Slitta il test del Dna ESTERO Sentenza Thyssen Condannato a 16 anni l A.d. per omicidio volontario REGIONE Assalto armato alla villa dell ex pilota Franco Uncini La figlia in ostaggio SPECIALI Non è un mondo per donne Tre ragazzine ad Ancona, Lecce e Francia vittime di stupro Fendimetrazina Sostanza anti-obesità vietata forse causa tre morti Viale Della Vittoria 1, ANCONA Apertura weekend aperto anche la domenica Colazio, pranzo, aperitivo, cena, panineria e piadineria, pizzeria, gelateria

4 Avv. Tommaso Rossi Fondatore - Capo Editore Commentatore, Moderatore La Redazione Talita Frezzi Co-Fondatore - Direttore Capo Redattore, Moderatore Avv. Valentina Copparoni Commentatore Avv. Alessandra Gualazzi Commentatore Andrea Dattilo Redattore Cronaca Dott. Giorgio Rossi Commentatore Medico Federica Fiordelmondo Redattore Cronaca Eleonora Dottori Redattore Cronaca Avv. Sabrina Salmeri Collaboratrice Lorenzo Berti Web Strategist & Analist Giorgio Di Prossimo Webmaster, Webdesign, Developing Graphics & Almanacco Desing

5 Sapete quanti schiavi lavorano per voi? La schiavitù nel III Millennio NEW YORK, 1 NOVEMBRE '11 Incuriosito dalla notizia sono andato nel sito internet Slavery Footprint e ho scoperto che ho 55 schiavi che lavorano per me. Scioccante. A rivelarcelo è un applicazione web che si pone appunto l'obiettivo provocatorio di dimostrare, attraverso un breve questionario sulle nostre abitudini di vita, quanti schiavi, senza saperlo, lavorano ogni giorno per noi. L innovativo sito internet nasce dall'organizzazione no profitt Call Response, che si batte da anni per porre fine alla schiavitù, in collaborazione con l Ufficio per il monitoraggio e la lotta al traffico di persone del Dipartimento di Stato Usa diretto da Hillary Clinton. «La schiavitù purtroppo è ovunque - afferma Justin Dillon, responsabile di Slavery Footprint -, ogni oggetto della nostra quotidianità viene realizzato sfruttando in maniera disumana ed illegale manodopera a basso costo». L iniziativa promossa dall'organizzazione ha come finalità quella di mettere con le spalle al muro le multinazionali e far luce sulle loro pratiche «schiaviste», rendendo i consumatori più consapevoli su una piaga sociale che oggi affligge 27 milioni di persone, molte delle quali bambini. La schiavitù, nonostante sia stata vietata quasi in ogni paese civile e ufficialmente proibita con la Dichiarazione universale dei diritti dell uomo del 1948 e con la Convenzione di Ginevra del 1956, resta un problema di assoluta drammaticità e di cui si parla troppo poco. In Italia esiste il reato di riduzione in schiavitù, che punisce con la reclusione da 8 a 20 anni chiunque eserciti su una persona poterci corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero chiunque riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa costringendola a prestazioni lavorativo o alla prostituzione o all'accattonaggio mediante violenza, minaccia, inganno o approfittando di una situazione di inferiorità. Certo, sono lontane anni luce, almeno nei nostri Paesi occidentali, le forme di schiavitù che la storia ci riporta alla mente, non ci sono più persone che costruiscono per noi piramidi, ma le forme di schiavitù contemporanee sono più subdole e si nascondone nelle pieghe della normalità sociale che il mondo consumistico ci impone. La schiavitù si incontra tutti i giorni nelle strade buie delle periferie urbane, dove si incontrano sogni illusi di giovani ragazze dell'est e laidi sogni infranti di vite borghesi infelici. La schiavitù si incontra ogni giorno nei laboratori cinesi di maglieria dove decine di donne riempiono le mensole dei negozi dei nostri centri commerciali e i nostri armadi. La schiavitù si vede negli occhi dei bambini africani che cuciono palloni e scarpe per innescare il rutilante mondo del calcio-spettacolo. La schiavitù è, purtroppo, anche nelle tante vite normali di persone normali che lavorano 10 ore al giorno, vengono pagati per 6, hanno un contratto per 4, non avranno una pensione e sono pure considerati un ostacolo per la crescita economica del Paese per le troppe garanzie di cui godono. La provocazione multimediale di Slavery Footprint contro la schiavitù non si ferma qui. L obiettivo è riuscire dove le politiche governative hanno fallito: debellare definitivamente la schiavitù coinvolgendo in prima persona noi consumatori. Il prossimo passo annunciato sarà un applicazione per telefonini con la quale si potrà conoscere direttamente dalle aziende più responsabili e votate alla trasparenza se il prodotto che si vuole comprare è stato realizzato da lavoratori costretti in condizione di schiavitù. E quando passeggiamo nelle vie belle delle nostre città e incrociamo gli occhioni di quei troppi bambini costretti all'accattonaggio, proviamo per una volta a non pensare che è "cosa che non ci riguarda", che in fondo sono Rom e si son scelti quella vita. Proviamo, per una volta, a pensare che forse siamo noi, con i nostri 55 schiavi, a costringerli a quella vita che non appartiene a nessun essere umano. AVV.TOMMASO ROSSI

6 Recanati: due crolli alle spalle del Duomo e una famiglia in pericolo. Dopo tre anni vogliamo responsabilità e verità Intervista esclusiva a Monica Malizia RECANATI 27 ottobre 2011 Il 12 dicembre del 2008 è cambiata la vita ad una famiglia di cinque persone residenti a Recanati, in via della Residenza, proprio alle spalle del bellissimo duomo di San Flaviano riaperto da qualche mese dopo ben 13 anni di chiusura. Andiamo proprio a quel fatidico giorno. Dicembre 2008: il primo crollo. Nella città di Leopardi e Gigli è tutto addobbato a festa poiché il Natale è alle porte e si percepisce chiaramente la piacevole atmosfera di questo periodo dell anno. Una giornata tranquilla ma caratterizzata da una pioggia incessante che fin dal mattino insiste sul territorio. In via della Residenza, una strada senza sbocco, sono tante le auto posteggiate visto il parcheggio gratuito e la strategica vicinanza al centro storico. All interno di una di queste macchina c è Tania Pietanesi, una ragazza all epoca poco più che ventenne che si accinge a fare manovra per accompagnare a casa il fidanzato Mattia. Tania vive con la famiglia proprio in questa via, in una casa che già i suoi nonni avevano comprato con mille sacrifici. Sono circa le 19 e la pioggia non accenna a diminuire. La ragazza sfila di retromarcia la sua macchina dal resto della fila e in quell istante un fiume di detriti sommerge tutto. È allarme nella zona. I due ragazzi sono sepolti sotto le macerie di un muro che si è sgretolato come un biscotto e anche la circonvallazione è in pericolo visto che via della Residenza si affaccia proprio su questa importante arteria che abbraccia il centro della città. Risultato del crollo: qualche contusione per Mattia e una spalla rotta per Tania, cinque auto danneggiate e una famiglia evacuata, quella di Simone Pietanesi e Monica Malizia, genitori di Tania e di altri due ragazzi, che abitano proprio a margine del muro ceduto. In molti intanto sono accorsi sul posto, tra questi anche l allora sindaco della città Fabio Corvatta. A colpire maggiormente chi quella sera era lì, è stato senz altro lo sguardo disperato di Simone che col cuore in gola spera che alla sua bambina non sia successo nulla di grave e quello perso nel vuoto della signora Malizia, avvolta in un maglione per proteggersi dal freddo. Lei sapeva che qualcosa sarebbe successo, quel muro aveva già dato segni di instabilità, si era rigonfiato per via delle infiltrazioni dell acqua e stava danneggiando anche la sua casa, tanto che prima nel 2006 e poi nel 2007 con una raccomandata aveva segnalato questi timori alla Curia Vescovile: E venuto l ing. Ruffini, spiega la signora Malizia, aveva predisposto dei lavori da svolgere in accordo con un altro esperto, l ing. Bravi, contattato da noi. Sono necessari degli interventi, avevano concluso gli esperti, perché il muro spinge sull abitazione provocando l instabilità di tutta l area, occorre quindi sistemare dei pali trivellati in cemento armato perché il muro non ha fondamenta. Questi lavori non sono mai stati fatti, ma un altro intervento viene portato a termine. Vengono tolti 6 metri di asfalto dal muro verso il piazzale, messo del ghiaione, quindi materiale drenante, e sono state sistemate delle caditoie per raccogliere l acqua a poca distanza dal muro. Il terrapieno che ha spinto giù il muro in passato era un orto, ma poi la destinazione dell area è stata cambiata e vi sono stati realizzati dei posti auto. L utilità che aveva la terra coltivata era fondamentale perché l acqua veniva assorbita cosa che non avviene con il cemento. È per questo motivo che il terreno ha divelto il muro, perché l acqua non poteva sfogare da nessuna parte se non verso l esterno, in direzione della strada. Dal 2008 ad oggi questa via è accessibile solo ai residenti e nessun altro può più parcheggiare qui l auto. Maggio 2011: un nuovo crollo. Lasciamo da parte, per ora, i rapporti intercorsi tra comune, Curia e la famiglia recanatese a seguito del crollo e procediamo con i fatti. A dicembre 2010 per mezzo di un comunicato stampa, il comune (nel frattempo si sono svolte le elezioni amministrative e il sindaco è Francesco Fiordomo, ndr) informava che a breve sarebbe partito un progetto di sistemazione dell area con la costruzione di box auto e parcheggi. E sempre per mezzo dello stesso comunicato la Curia faceva sapere che era intervenuta per mettere in sicurezza le parti non crollate del muro, e che al momento le stesse erano solide come stabilito da due ingegneri incaricati dalla sede vescovile. A maggio 2011 però un nuovo crollo nella zona: questa volta si tratta di una struttura disabitata che si trova dalla parte opposta del muro rispetto alla casa dei Pietanesi. Una bella giornata di sole evidenzia un gran buco sul tetto dello stabile. Nuovi problemi quindi per i residenti di via della Residenza che devono fare il giro della circonvallazione per andare a casa poiché la strada viene

7 chiusa. Al nuovo crollo si pone rimedio subito con diversi operai a lavoro che sistemano una copertura sopra il tetto e transennano l area. E tutto sicuro, dicevano gli uomini a lavoro, ma a passarci accanto vengono i brividi visto che a terra continuano a cadere mattoni. I danni all interno della casa dei Pietanesi. Da anni ormai la casa dei Pietanesi non è più la stessa. Si è detto infatti che qui sono vissuti i genitori di Simone Pietanesi che mai avevano registrato una situazione simile. Adesso invece a causa della spinta che subisce continuamente la casa alcune finestre non si aprono più, le crepe sono ovunque, il parquet si è rigonfiato e non capita di rado che la notte qualcuno della famiglia debba alzarsi a chiudere la porta d ingresso che si è aperta da sola. Nel giardino dell abitazione sono stati posti dei grandi pali di legno che dovrebbero sostenere il terrapieno, ma questi piloni si stanno girando su se stessi, tanto è forte la spinta sovrastante. La spiegazione di questi movimenti è all esterno della casa: sopra le crepe del torrione sono stati posizionati dei vetrini graduati, o fessurimetri, che in soli 15 giorni hanno evidenziato un ampliamento delle crepe di 3 millimetri e di 5 in un mese, visto che con la pioggia i problemi aumentano. L ing. Brodoloni del comune all epoca del crollo, spiega ancora la Malizia, ci aveva detto che potevamo rientrare in casa ma che i lavori erano necessari perché non potevano essere esclusi altri crolli. Per la serie se proprio non volete lasciare la casa dormite con un occhio aperto. Ma i Pietanesi un altra casa non ce l hanno e neppure le possibilità economiche per pagare un affitto. Allarme e immobilismo. Una situazione tragica e tragicamente congelata. Chi è il proprietario del terrapieno che ha fatto crollare il muro e che spinge ancora oggi sulla casa dei Pietanesi? E perché chi di dovere non fa questi benedetti lavori? Domande da un milione di dollari: Il muro è di proprietà della Curia, spiega la signora Monica, lo spiegano i documenti conservati alla Curia Vescovile di Fermo. Ma la Curia non vuole riconoscere questa paternità. Se però non fosse proprietaria non potrebbe neppure realizzare box auto e parcheggi (progetto descritto nel comunicato del 2010 di cui si è accennato sopra, ndr). E che c entra il comune in tutto questo? Secondo Monica c entra perché a questo punto in via della Residenza c è un problema di pubblica incolumità, infatti i rischi di ulteriori crolli sono evidentissimi. Per questo sta cercando un appuntamento con il primo cittadino da settimane. Tentativo per ora vano. Eppure il comune dovrebbe essere solidale con la famiglia visto che anche l ente ha subito dei danni dal crollo. Intanto ci sono meno parcheggi pubblici e poi le macerie del muro e gli altri cedimenti hanno ostruito una strada pubblica costringendo non solo i Pietanesi ma anche gli altri residenti della via (tra cui anziani e disabili, ndr) a raggiungere le loro case passando per la circonvallazione e da qui su per una scalinata. Tra l altro un telex dei Vigili del Fuoco datato 13 dicembre 2008, il giorno dopo del crollo, evidenzia il carattere di urgenza con cui il comune dovrebbe mettere in sicurezza e ripristinare il muro. Quello che è stato fatto fino ad oggi lo si vede dalle immagini. La versione di Monica Malizia. Non ho mai avuto nessun colloquio con la Curia se non qualche appuntamento con il loro avvocato, spiega Monica stanca dello scaricabarile tra i due per la proprietà del muro. Infatti a chiunque appartenga una cosa è certa, la famiglia Pietanesi vive in una situazione critica e chiede che la sua casa venga messa in sicurezza. Abbiamo accettato tre proposte che la Curia ci ha fatto per quanto riguarda i danni fisici per Tania e Mattia e per l auto in cui sono rimasti intrappolati. Uno firmato a febbraio 2009, l altro firmato a dicembre 2009 e l altro che ci è stato sottoposto questa estate, ma a tutt oggi non abbiamo ancora visto una lira. Noi abbiamo dimostrato la nostra disponibilità e non abbiamo fatto ancora partire nessuna causa ma a questo punto non possiamo più accettare che ci si nasconda dietro un dito. Siamo stanchi delle menzogne e dell ipocrisia. Ma quanto costa garantire una vita serena a queste cinque persone? Monica racconta che il perito del tribunale non si è sbilanciato ma secondo una prima perizia dei lavori più evidenti, senza fare interventi invasivi ma garantendo la sicurezza della casa, parla di 200 mila euro. Anche la trasmissione televisiva di Canale 5, Striscia la Notizia, con l inviato Moreno Morello, si è interessata della vicenda e noi di Fatto & Diritto avevamo già dedicato alla vicenda il giusto spazio e il consueto approfondimento ai profili giuridici ( notizia-a-recanati-per-un-crollo-del- 2008/). ELEONORA DOTTORI

8 Il bicchiere mezzo vuoto... Luca Toni resta senza patente MODENA, 2 NOVEMBRE -Questa volta è toccato a Luca Toni, trentaquattrenne juventino e campione del mondo nel 2006, pagare la rigidità della normativa in tema di guida in stato di ebbrezza. Sabato sera è stato fermato da una pattuglia della Polizia Municipale di Modena che lo ha sottoposto alla prova dell etilometro: il test è andato male, e Toni si è visto ritirare la patente, sospesa per tre mesi e dovrà pagare una multa. Il giocatore stava rientrando nella sua casa di Serramazzoni dopo aver trascorso la serata con alcuni amici e con la sua fidanzata, versione poi confermata dalla nota ufficiale resa dal club bianconero che ha anche specificato che il risultato del test è risultato di poco superiore alla soglia consentita ( 0,5 g/l ). Il centravanti, che nel 2006 è stato anche Scarpa d oro quale miglior cannoniere d Europa, sta vivendo un momento poco fortunato e oramai da diversi mesi non scende in campo con i compagni della Juventus, che probabilmente sabato sera stavano festeggiando il successo a S.Siro con l Inter, mentre il bomber inciampava nell alcoltest. A.D. D: Quando, come nel caso di Toni, il tasso è di poco superiore al limite previsto, quale è la sanzione e per quanto tempo è sospesa la patente? R: Quando il tasso alcolemico accertato sia superiore a 0,5 g/l ma non superiore a 0,8 g/l è prevista una sanzione amministrativa ossia il pagamento di una somma da 500 a 2000 euro e la sospensione della patente di guida per un periodo da 3 a 6 mesi. D: Quando è reato la guida in stato di ebbrezza? R: Il reato di guida sotto l influenza dell alcol che è previsto e sanzionato dall art. 186 del Codice della Strada che stabilisce il divieto di guidare in stato di ebrezza e punisce la condotta in modo graduato a seconda del tasso alcolemico accertato. Nei caso meno gravi, con tasso alcolemico comrpeso tra 0,5 e 0,8 g/l è un illecito amministrativo e non un reato. Sopra lo 0,8 è reato. L ipotesi di reato più grave, che prevede la pena dell ammenda da a euro e l arresto da 6 mesi ad 1 anno, sussiste quando viene accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro. E prevista altresì la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da 1 a 2 anni. E altresì disposta la confisca del veicolo salvo che appartenga a persona estranea al reato. D: E possibile rifiutare di sottoporsi all alcol test e, nel caso, cosa implica tale rifiuto? R: Sì è possibile rifiutarsi di sottoporsi all accertamento però ciò costituisce reato che è pertanto punito con l ammenda da a euro e l arresto da 6 mesi ad 1 anno. Ma non solo. Infatti la condanna per il rifiuto di sottoporsi all accertamento comporta anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da 6 mesi a 3 anni e la confisca del veicolo (tranne quando appartiene a persona estranea alla violazione). D: Cosa comporta la confisca del mezzo e quando può essere disposta? R: In materia di guida sotto l influenza dell alcol, la confisca del veicolo viene disposta in sentenza dal Giudice, anche in caso di patteggiamento, quando il tasso alcolemico accertato del guidatore sia superiore 1,5 grammi per litro oppure quando c è stato il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolemici; tale provvedimento comporta il trasferimento di proprietà del mezzo all amministrazione statale potrà poi procedere alla vendita. che AVV.TOMMASO ROSSI

9 Algeria Quattro persone arrestate per il sequestro della cooperante italiana ROMA, 2 NOVEMBRE - E' il quotidiano algerino el Khabar a registrare le parole di una fonte bene informata e ad aprire finalmente uno spiraglio sulla vicenda dei tre cooperanti rapiti in Algeria domenica scorsa, tra cui vi è anche un'italiana. Stando a quanto riportato dal quotidiano, infatti, i servizi di sicurezza algerini avrebbero arrestato a Tamanrasset e Bechar quattro persone sospettate di avere legami con il gruppo di Al Qaida per il Maghreb islamico che ha rapito i tre operatori umanitari europei. Secondo el Khabar, un mediatore avrebbe riferito che la cooperante italiana Rossella Urru, rapita lo scorso 23 ottobre assieme ad altri due operatori umanitari, è viva ed è in mano ad Al Qaida. I tre cooperanti, di cui si sono perse le tracce domenica, sono stati rapiti nel campo profughi Saharawi Rabuni, nel sud ovest dell'algeria, dove lavoravano. Rossella Urru, 29enne di origine sarda, si è laureata a Ravenna e nella cittadina romagnola ha cominciato la sua attività di collaborazione col progetto sahawari. Oggi è rappresentante del Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli (CISP) e da due anni collabora nel campo profughi algerino. Gli altri due cooperanti, di nazionalità spagnola - Ainhoa Fernandez de Rincon e Enric Gonyalons - rappresentano, invece, rispettivamente l'associazione amici del popolo saharawi e l'organizzazione spagnola Mundobat. Il mediatore impegnato a negoziare la liberazione di Rossella e dei suoi due compagni ha raccontato, inoltre, particolari che la dicono lunga sull'ambiente in cui i tre cooperanti si trovavano ad operare "I combattenti dell'aqmi (Al Qaida per il Maghreb, ndr) entrati nei campi del Polisario... non erano armati - spiega il mediatore - avevano dei complici nel campo, membri e simpatizzanti di Aqmi, che hanno fornito le armi e indicato gli ostaggi da sequestrare. Sappiamo che due uomini armati e con l'uniforme del Polisario hanno lasciato partire i veicoli che trasportavano gli ostaggi». Una storia intrisa di collusioni e acquiescenza, dunque. Come ricorda il quotidiano el Khabar, gli arresti eseguiti dall'esercito algerino sono stati 8, nell'ambito di una vasta operazione finalizzata a colpire la rete di Al Qaida nel Maghreb, nei distretti dell'algeria meridionale. Gli sforzi messi in campo per intercettare il gruppo terrorista che ha in mano i tre cooperanti, però, al momento non ha ancora portato alla loro liberazione. Da mesi le forze armate algerine sono impegnate in operazioni di questo tenore e si servono, nella lotta all'aqmi, anche di unità eree (elicotteri e caccia). FEDERICA FIORDELMONDO D: In che cosa consiste in Italia il reato di sequestro di persona? Con che pena viene punito? R: Il reato di sequestro di persona consiste nel privare qualcuno della libertà personale ossia della libertà di movimento e locomozione in modo da impedire anche solo parzialmente, azioni e movimenti che fanno parte della vita di relazione. La pena prevista è la reclusione da 6 mesi fino ad 8 anni ma è aumentata (da 1 a 10 anni) qualora il fatto venga commesso in danno di un ascendente, discendente o coniuge o da parte di un pubblico ufficiale con abuso dei propri poteri. Qualora invece il sequestro venga compiuto per conseguire, per sé o altri, un profitto ingiusto come prezzo della liberazione, si parla di sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione per il quale la reclusione è da 25 a 30 anni; se dal sequestro deriva la morte della persona sequestrata la pena è aumentata a 30 anni di reclusione mentre se la morte è cagionata volontariamente si applica la pena dell ergastolo. D: Gli ospiti del campo profughi sembrano aver facilitato il rapimento dei tre cooperanti; ipotizzando di muoverci all'interno dell'ordinamento giuridico italiano, di quali reati potrebbero essere accusati? R: Nel nostro ordinamento si dovrebbe accertare in concreto quali siano state le condotte tenute dagli ospiti del campo profughi in quanto potrebbe ravvisarsi il reato di favoreggiamento personale che punisce con la reclusione fino a 4 anni chi dopo la commissione di un reato aiuta il colpevole ad eludere le indagini o a sottrarsi alle ricerche. Qualora, invece, emerga una condotta di vera e propria collaborazione materiale o morale con i rapitori nella commissione dell azione criminosa, allora risponderebbero di concorso nel reato di sequestro di persona o sequestro di persona a scopo di rapina o estorsione. AVV. VALENTINA COPPARONI

10 Fondi per il terremoto in Abruzzo. Mondadori querela Report MILANO, 2 NOVEMBRE 11 - La trasmissione d inchiesta giornalistica Report di Rai3 a rischio querele da Mondadori, per aver svelato gli interessi poco trasparenti di una società partecipata per il 70% dalla Mondadori (presidente Marina Berlusconi e quindi riconducibile al Premier) sui giochi online i cui proventi sarebbero stati destinati alla ricostruzione in Abruzzo. La trasmissione, in onda domenica scorsa, ha messo in luce meccanismi sospetti sull assegnazione da parte dello Stato. L inchiesta è partita dal decreto legge sull Abruzzo che assegna alla ricostruzione postterremoto i fondi dei giochi online. Inutile dire che la finalità benefica ha aumentato il ritorno d immagine e segnando un ulteriore sviluppo dei giochi. Report, in un servizio firmato dal giornalista Sigfrido Ranucci, in onda domenica 30 ottobre, ha però svelato che solo una parte dei fondi destinati allo Stato va ai terremotati e al commissariato per la ricostruzione: su una media di 500 milioni annui di entrate dai giochi, ne uscirebbero solo la metà. Il mercato redditizio ha attirato l attenzione di una società riconducibile al premier: la Glaming, per il 30% del Gruppo Bassetti e per il 70 di Mondadori. Nel servizio, Report parla anche di una fiduciaria dai titolari ignoti (contravvenendo chiaramente alla normativa antimafia secondo cui i nomi dei fiduciari andrebbero invece dichiarati) che avrebbe emesso la concessione a giugno, mentre le nuove norme sarebbero datate luglio. L inchiesta del giornalista di Report porta poi alla luce i benefici contabili trasferiti direttamente dalla Glaming alla Mondadori in difficoltà finanziaria, affermazioni queste ultime che avrebbero scatenato le ire della società della famiglia Berlusconi, la quale ha risposto annunciando querele. Per tutelare i propri interessi illecitamente lesi, così come quelli di tutti gli azionisti fa sapere il Gruppo Mondadori attraverso i suoi legali, specificando inoltre che la situazione di indebitamento non è così grave come descritto nel servizio di Rai3, ma significativamente migliorata negli ultimi anni come si può facilmente evincere dalla lettura dei bilanci del Gruppo. Immediata quanto decisa la risposta di Milena Gabanelli. La questione più importante è un'altra: è opportuno che in un paese con la più alta evasione, il presidente del Consiglio implementi il gioco d'azzardo, con il quale tanta gente si rovina? E che abbia anche un interesse diretto? Questa è la domanda alla quale occorre rispondere, ha dichiarato la conduttrice di Report in una nota e in un video su Corriere.it nel quale solleva inoltre un altro dubbio sulla trasparenza dell'intera operazione. Mondadori è entrata a giugno e si occupa della raccolta dei giochi on line - dichiara la Gabanelli nella nota - ma mentre le norme introdotte dalla legge di stabilità in merito alla trasparenza e ai requisiti di onorabilità dei concessionari che si occupano della raccolta dei giochi fisici sono entrate in vigore a giugno stesso, quelle per le società che si occupano di giochi online sono entrate in vigore solo da luglio, cioè dopo l'entrata di Mondadori. A firmare la legge, datata 14 luglio osserva ancora Milena Gabanelli - è lo stesso presidente del Consiglio insieme con il ministro Tremonti. E questo lo dice lo stesso dirigente dei monopoli intervistato da Report. Se le norme sulla trasparenza e sui requisiti di onorabilità fossero state applicate anche in questo caso, forse la concessione non avrebbe potuto essere assegnata, perché c'è di mezzo una fiduciaria, i cui proprietari sono sconosciuti e perchè il Premier è di fatto proprietario al 53% di Mondadori e ha in corso un processo per frode fiscale. TALITA FREZZI D: Per cosa potrebbe essere querelata la trasmissione Report? R: Per il reato di diffamazione, che punisce con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a 1032, chiunque offende l onore o il decoro di altri comunicando con più persone.la pena è aggravata (reclusione fino a due anni o multa fino a 2065) se l offesa consiste nell attribuzione di un fatto specifico e determinato. La pena è ulteriormente aggravata se la diffamazione è compiuta a mezzo stampa, come in questo caso. Per quanto riguarda la diffamazione a mezzo stampa, esclude il reato il diritto di cronaca purchè sussistano contemporaneamente tre

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