AUSL RAVENNA. Rassegna stampa del 31/10/2011

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1 AUSL RAVENNA Rassegna stampa del 31/10/2011 La proprietà intellettuale degli articoli è delle fonti (quotidiani o altro) specificate all'inizio degli stessi; ogni riproduzione totale o parziale del loro contenuto per fini che esulano da un utilizzo di Rassegna Stampa è compiuta sotto la responsabilità di chi la esegue; MIMESI s.r.l. declina ogni responsabilità derivante da un uso improprio dello strumento o comunque non conforme a quanto specificato nei contratti di adesione al servizio.

2 INDICE AUSL RAVENNA 31/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Sequestrato il cantiere dell'infortunio sul lavoro 31/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Esce di strada e si schianta contro un palo Automobilista 53enne in prognosi riservata 31/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Nazionale Strutture accreditate che eseguono prestazioni sanitarie a totale carico del Servizio sanit... 31/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna La protesta riguarda il taglio del... 31/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna «Pediatria, qui d'inverno sarà il caos» 31/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna «Mio figlio senza sostegno per i tagli» 31/10/2011 La Voce di Romagna - Rimini LUGO Rimangono serie le condizioni dell'operaio... 31/10/2011 La Voce di Romagna - Rimini "Mio figlio: povero alunno di serie B" SANITÀ NAZIONALE 31/10/2011 Corriere della Sera - ROMA «Io, discriminata perché lesbica» 31/10/2011 Corriere della Sera - ROMA Medici, precari e anche a stipendio ridotto 31/10/2011 Corriere della Sera - NAZIONALE Nord e Sud Divisi dal Rischio Salute Pagelle che ci Aiutano a Intervenire 31/10/2011 Corriere della Sera - NAZIONALE Le due Italie della Sanità Bypass più rischioso al Sud 31/10/2011 Il Sole 24 Ore Per i medici la polizza punta all'anticipo

3 31/10/2011 Il Sole 24 Ore Medico responsabile del trasporto omesso 31/10/2011 La Repubblica - Torino La Regione chiude Villa Cristina e chiede aiuto alle altre cliniche 31/10/2011 La Repubblica - Nazionale Brevi e pessime notizie sulla sanità, da noi e fuori 31/10/2011 La Repubblica - Nazionale Boom di errori medici assicurazioni in fuga "Troppi danni da pagare" 31/10/2011 La Repubblica - Nazionale "Per i pazienti è più facile avere ragione e le cause sono diventate un business" 31/10/2011 La Stampa - NAZIONALE I MEDICI: "NON SONO GLI STRANIERI A PORTARE LA TBC E LE MALATTIE SESSUALI 31/10/2011 La Stampa - NAZIONALE ALLARME DEI MEDICI, TORNA LA GOTTA 31/10/2011 La Stampa - NAZIONALE IL PEDIATRA DEL FUTURO 31/10/2011 La Stampa - NAZIONALE L'OBIETTIVO? LIMITARE LE COMPLICAZIONI 31/10/2011 La Stampa - NAZIONALE ALLO STUDIO UN PIANO DI LOTTA GLOBALE 31/10/2011 La Stampa - NAZIONALE ALLARME SANITÀ, IL BILANCIO È IN ROSSO 31/10/2011 Il Messaggero - ROMA «Gallerie a rischio esplosioni ora si deve intervenire subito» 31/10/2011 Il Messaggero - ROMA Policlinico, il dossier del rischio 31/10/2011 Il Giornale - Nazionale Il medicinale senza marchio è garantito e costa meno 31/10/2011 Il Giornale - Milano Fatebenefratelli e Melloni, oggi corsie a ranghi ridotti 30/10/2011 Avvenire - Nazionale INFLUENZA IN FORMA TENUE MA I MEDICI: VACCINARSI

4 31/10/2011 La Repubblica - Affari Finanza "Parafarmacie disposte al dialogo" 31/10/2011 La Repubblica - Affari Finanza Debito pubblico, taglio della spesa e concorrenza dei farmaci generici 31/10/2011 ItaliaOggi Sette Restyling per le procedure automatiche

5 AUSL RAVENNA 8 articoli

6 31/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 5 (diffusione:165207, tiratura:206221) LUGO IL FERITO È SEMPRE GRAVE Sequestrato il cantiere dell'infortunio sul lavoro RESTANO stazionarie, seppur in un generale quadro di gravità, le condizioni del 50enne di nazionalità marocchina e residente a Bagnacavallo, che nel tardo pomeriggio di sabato è caduto da oltre 5 metri di altezza mentre stava tinteggiando le pareti interne di un capannone situato in via della Dogana a Lugo. Illeso invece il giovane connazionale, nipote del 50enne, che stava anch'egli lavorando all'interno del capannone. Intanto si è appreso che i tecnici della Medicina del Lavoro dell'ausl, intervenuti assieme al Corpo Unico della Polizia Municipale della Bassa Romagna, hanno proceduto a porre sotto sequestro il muletto ed il piccolo cantiere utilizzato per tinteggiare. Il capannone in cui si è verificato il grave infortunio è stato recentemente acquistato dalla Leone srl, azienda di Lugo per cui lavorano il 50enne ed il nipote. l.s. Image: /foto/9100.jpg AUSL RAVENNA 6

7 31/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 4 (diffusione:165207, tiratura:206221) SAN BARTOLO Esce di strada e si schianta contro un palo Automobilista 53enne in prognosi riservata È RICOVERATO in prognosi riservata all'ospedale di Ravenna un 53enne tunisino che nella notte tra sabato e domenica è uscito di strada con la sua auto, schiantandosi contro un palo. L'incidente è avvenuto poco prima delle due nei pressi di San Bartolo, all'altezza dell'incrocio tra le vie Cella e Trova. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e carabinieri della compagnia di Cervia e Milano Marittima, oltre a due mezzi del 118. L'uomo, ricoverato nel reparto di chirurgia generale, ha riportato traumi alla testa e al torace. Image: /foto/9071.jpg AUSL RAVENNA 7

8 31/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ed. Nazionale Pag. 50 (diffusione:165207, tiratura:206221) Strutture accreditate che eseguono prestazioni sanitarie a totale carico del Servizio sanit... Strutture accreditate che eseguono prestazioni sanitarie a totale carico del Servizio sanitario nazionale Provincia di Piacenza MEDICA Osp. Privato S. Antonino viale Malta Piacenza t POLISPECIALISTICA Osp. Privato Piacenza via Morigi Piacenza t RIABILITATIVA Osp. Privato S. Giacomo via S.Bono Ponte dell'olio (PC) t Provincia di Parma POLISPECIALISTICA Osp. Privato Città di Parma p.zza Maestri Parma t NEUROPSICHIATRICA Osp. Privato Villa Maria Luigia via Monte Pelato Nord Monticelli Terme (PR) t POLISPECIALISTICA Osp. Privato Val Parma via XX Settembre Langhirano (PR) t RIABILITATIVA Osp. Privato Villa Igea viale Berenini Salsomaggiore T. (PR) t POLISPECIALISTICA Hospital Piccole Figlie via Po Parma t RIABILITATIVA Centro Cardinal Ferrari via IV Novembre Fontanellato (PR) t Provincia di Reggio Emilia POLISPECIALISTICA ALTA SPEC. Osp. Privato Salus Hospital via Levi Reggio Emilia t POLISPECIALISTICA Osp. Privato Villa Verde via L. Basso Reggio Emilia t Provincia di Modena POLISPECIALISTICA Osp. Privato Prof. Fogliani via Lana Modena t NEUROPSICHIATRICA Osp. Privato Villa Rosa via F.lli Rosselli Modena t NEUROPSICHIATRICA Osp. Privato Villa Igea via Stradella Saliceto S. Giuliano (MO) t POLISPECIALISTICA ALTA SPEC. Osp. Privato Hesperia Hospital via Arquà 80/A Modena t PNEUMOTISIATRICA Osp. Privato Villa Pineta via Gaiato Gaiato (MO) t Provincia di Bologna PSICHIATRICA Osp. Privato Ai Colli via S. Mamolo Bologna t NEUROPSICHIATRICA Osp. Privato Villa Baruzziana via Osservanza Bologna t RIABILITATIVA Osp. Privato Villa Bellombra via Bellombra Bologna t POLISPECIALISTICA Osp. Privato Villa Chiara via Porrettana Casalecchio Reno (BO) t POLISPECIALISTICA Osp. Privato Villa Erbosa via Arcoveggio 50/ Bologna t POLISPECIALISTICA Osp. Privato Villa Laura via Emilia Levante Bologna t POLISPECIALISTICA Osp. Privato Nigrisoli viale Ercolani Bologna t POLISPEC. PRONTO SOCCORSO Osp. Privato Prof. Nobili via della Fiera Castiglione Pepoli (BO) t POLISPECIALISTICA ALTA SPEC. Osp. Privato Villa Torri Hospital viale Filopanti Bologna t RIABILITATIVA Osp. Privato Santa Viola via della Ferriera Bologna t POLISPECIALISTICA Osp. Privato Villa Regina via Castiglione Bologna t RSA RSA Villa Ranuzzi via Casteldebole Bologna t RSA RSA Villa Serena via Toscana Bologna t Provincia di Ferrara MEDICA Osp. Privato Quisisana via Cavour Ferrara t POLISPECIALISTICA Osp. Privato Villa Salus via Arianuova Ferrara t RSA RSA Santa Chiara via Bellaria Ferrara t Provincia di Ravenna POLISPECIALISTICA Osp. Privato Domus Nova via Pavirani Ravenna t POLISPECIALISTICA Osp. Privato San Francesco via Amalasunta Ravenna t POLISPECIALISTICA ALTA SPEC. Osp. Privato Villa M. Cecilia Hosp via Corriera Cotignola (RA) t POLISPECIALISTICA Osp. Privato S. Pier Damiano H. via Isonzo Faenza (RA) t NEUROPSICHIATRICA Osp. Privato Villa Azzurra via Cavina Riolo Terme (RA) t MEDICA Osp. Privato Villa Stacchini via Stradone Faenza (RA) t Provincia di Forlì-Cesena POLISPECIALISTICA Osp. Privato Villa Igea via Gramsci Forlì t POLISPECIALISTICA Osp. Privato Villa Serena via del Camaldolino Forlì t POLISPECIALISTICA Osp. Privato Malatesta Novello via Renato Serra Cesena (FC) t AUSL RAVENNA 8

9 31/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ed. Nazionale Pag. 50 (diffusione:165207, tiratura:206221) POLISPECIALISTICA Osp. Privato San Lorenzino via dell'amore Cesena (FC) t Provincia di Rimini POLISPECIALISTICA Osp. Privato Villa Maria via Matteotti Rimini t CENTRO RIABILITAZIONE Osp. Privato Villa Salus via Porto Palos Viserbella (RN) t POLISPECIALISTICA Osp. Privato Sol et Salus via S. Salvador Torre Pedrera (RN) t POLISPECIALISTICA Osp. Privato Prof. Montanari via Roma Morciano Romagna (RN) t RSA RSA Il Sole via Camilluccia Misano Adr. (RN) Ospedali privati autorizzati all'esercizio che non esegueno prestazioni a carico del S.s.n POLISPECIALISTICA Clinica Privata Villalba via Roncrio Bologna t POLISPECIALISTICA Osp. Privato M.F. Toniolo (A.R.I.S.) via Toscana Bologna t AUSL RAVENNA 9

10 31/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Pag. 27 La protesta riguarda il taglio del... La protesta riguarda il taglio del pronto soccorso notturno pediatrico all'ospedale di Faenza e a quello di Lugo AUSL RAVENNA 10

11 31/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Pag. 27 I genitori si chiedono come mai l'azienda non ha preso prima le misure necessarie per fare fronte alla carenza di medici per Faenza e Lugo «Pediatria, qui d'inverno sarà il caos» Comitato protesta duramente con l' Ausl per la chiusura del pronto soccorso notturno FAENZA. Contro lo stop al servizio notturno di pediatria monta la protesta. Con una nota puntuale quanto dai toni accesi, è il "Comitato in difesa della pe diat ria" a intervenire in una questione che tocca i reparti di pronto soccorso di Faenza e Lugo. D o p o l a d e c i s i o n e dell'ausl di sospendere il servizio notturno per riuscire a rispondere alla mancanza di 5 dei 20 pediatri in pianta organica n el l'intera provincia di Ravenna, oggi, scrive il comitato, quando si arriva in pronto soccorso con un bambino le scelte sono due: «La prima possibilità è quella di cercare di assistere e curare il proprio bambino in una sala d'attesa per loro inadeguata, seduti su di una seggiola assieme ad altri sfortunati come i nostri piccoli, ad esempio persone molto anziane e purtroppo molto ammalate che magari si lamentano (giustamente) o che vomitano o che urlano perché hanno l'alzheimer e ciò avviene quasi per un'intera notte, (perché purtroppo il problema avviene la notte da quando qualcuno ha deciso che per la pediatria di Faenza non sono previste le reperibilità notturne). La seconda possibilità - prosegue il comitato - è invece quella che i genitori o un genitore (se l'altro è rimasto a casa con un altro figlio) siano invitati o consigliati di recarsi con la propria auto presso l'ospedale di Ravenna. Oppure, se si è proprio gravi, si ha la "fortuna" di essere accompagnati con l'ambulanza». Questo è ciò che già sta avvenendo negli ultimi periodi, riferisce la nota, che racconta delle tante proteste che provengono dai genitori. «E le testimonianze sono tante. E cosa succederà durante il periodo invernale quando i bambini sono più predisposti ad ammalarsi!?». Il dito viene quindi puntato sulle cause che hanno originato il mancato servizio. L'Ausl dice che si tratta di una situazione temporanea, in attesa che vengano espletate le operazioni del concorso per l'assunzione dei pediatri. Nel frattempo, però, i 5 posti da coprire dopo che alcuni medici assunti a tempo determinato hanno trovato contratti stabili in altre strutture, non consentono lo svolgimento notturno dell'att iv ità di consulenza pediatrica in pronto soccorso. «Come mai - chiede il comitato - non sono state prese delle misure a monte in previsione della carenza di personale medico pediatrico?». AUSL RAVENNA 11

12 31/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Pag. 23 ISTRUZIONE «Mio figlio senza sostegno per i tagli» La denuncia di un ravennate, padre di un 12enne con difficoltà di apprendimento RAVENNA. Suo figlio, 12 anni, ha difficoltà di apprendimento. Una condizione per la quale sono previste agevolazioni e sostegni che, a causa dei tagli, l'istituto scolastico non è in grado di garantire. Lo denuncia in una lettera il padre dell'a do lescente, che frequenta un istituto scolastico medio inferiore della città. «Mio figlio - racconta - è sempre stato seguito dal personale dell'uni tà di neuropsichiatria inf a n t i l e dell'usl di R a v e n n a, non per disturbi psichici ma per difficoltà di apprendimento. Dopo tanti colloqui, nel marzo scorso, mentre frequentava la prima media, che tra l'altro sta ripetendo, abbiamo ottenuto la certificazione dsa. Una certificazione di disturbi di appredimento che, in base alla legge, prevede l'aiuto da parte della scuola sia a livello umano che a livello materiale per lo svolgimento di lezioni facilitate, l'uso di strumenti compensativi e un programma personalizzato oltre a tempi di valutazione più lunghi». Ausili e affiancamenti da parte di "tutor" (non un insegnante di sostegno, previsto solo per studenti affetti da disabilità) che per via dei tagli non è possibile avere. «P o t r e i ev e n t u a lmente farlo seguire trovando a mie s p e s e u n a persona che lo affianchi in aula e potrei acquistare a mie spese le necessarie strumentazioni di ausilio. La cosa mi ferisce. Mio figlio ha bisogno e quindi sono disposto a tutto, ma mi chiedo perché si continui a parlare di istruzione pubblica. Si investono fondi per affiancare permanentemente personale scolastico per ragazzi con problematiche irreversibili e quelli che avrebbero bisogno di aiuto per essere alla pari degli altri sono lasciati in balia degli eventi». AUSL RAVENNA 12

13 31/10/2011 La Voce di Romagna - Rimini Pag. 14 (diffusione:30000) LUGO Rimangono serie le condizioni dell'operaio... LUGO Rimangono serie le condizioni dell'operaio 50enne caduto sabato pomeriggio da un muletto all'esterno di un capannone di Lugo. L'uomo, che era al lavoro per tinteggiare una parete, è caduto violentemente a terra sbattendo la testa, ed è stato quindi trasportato in elimedica al Bufalini di Cesena. Qui l'operaio, di origine marocchina, regolarmente residente a Bagnacavallo, rimane ricoverato per le ferite riportate. Delle indagini sull'episodio si stanno occupando i tecnici della medicina del lavoro dell'ausl e gli agenti della polizia municipale della Bassa Romagna. AUSL RAVENNA 13

14 31/10/2011 La Voce di Romagna - Rimini Pag. 13 (diffusione:30000) Lo sfogo del padre di un 12enne a etto da disturbi dell'apprendimento "Zero aiuto da Ministero, scuole e Ausl " "Mio figlio: povero alunno di serie B" bbandonati dallo Stato, dall'ausl e dalle istituzioni scolastiche locali. È uno sfogo amaro quello di Andrea, padre ravennate di un bambino di 12 anni affetto da disturbi specifici di apprendimento (Dsa). Al piccolo, iscritto alla prima classe delle scuole medie Ricci, nel marzo scorso è stata certificata, secondo normativa nazionale, la sindrome Dsa. "Mio figlio dalle scuole elementari è sempre stato in cura nel reparto neuropsichiatrico infantile dell'ausl - premette Andrea - non per disturbi psichici ma per disturbi di apprendimento: un bambino come tanti, che hanno difficoltà accentuate nei confronti delle attitudini scolastiche". Ecco, allora, che nel marzo scorso, mentre il bambino frequentava la prima media - classe che tra l'altro sta ripetendo - la famiglia riceve la conferma della certificazione Dsa: "Per vedere riconosciuti i disturbi di apprendimento di mio figlio abbiamo fatto un'infinità di colloqui - racconta il padre - tale certificazione, secondo la legge, stabilisce che la scuola aiuti alunno e famiglia sia a livello umano che a livello materiale". Gli aiuti previsti da una recente circolare del Ministero dell'istruzione si sostanziano nell'affidamento alla famiglia di un piccolo computer per lo svolgimento delle lezioni facilitate, nell'attivazione di strumenti compensativi, nella programmazione di interventi didattici personalizzati, nonché nell'applicazione di tempi di valutazione dell'alunno più lunghi". Sinora, tuttavia, tutto questo è rimasto solo su carta: "Come padre mi trovo in grossa difficoltà - racconta Andrea - perché sebbene la certificazione Dsa sia arrivata sette mesi fa, da parte della scuola non ho avuto alcun aiuto, ne un computer, ne personale extra in grado di dare una mano a mio figlio". Se dall'istituto - dice il padre - si giustificano prendendosela con i tagli scolastici, dal Ministero non è ancora giunto alcun segnale: "La dirigente scolastica, insieme al medico neuropsichiatra nonché al logopedista dell'ausl - afferma Andrea - mi hanno consigliato di cercare personalmente un tecnico di sostegno qualificato disposto ad entrare in classe, ovviamente a mio carico". E non è tutto: "Perché - racconta il padre - anche per ottenere il pc mi dicono che il percorso burocratico avrebbe tempi lunghissimi, tanto vale quindi che l'acquisti da me". Sconsolato e amareggiato, il padre si lascia poi andare ad un duro sfogo: "Il bambino ha bisogno e quindi sono disposto a tutto - dice ma mi chiedo perché, a questo punto, continuino a chiamarla istruzione pubblica, daro che la scuola non aiuta e forma tutti in egual modo". Forse le annunciate linee guida che in merito il Miur sta predisponendo potranno aiutare a snellire procedure e tempi, e serviranno, forse, a favorire la preparazione delle azioni di sostegno per gli alunni con Dsa che, a quanto sembra, sono tanti: almeno 350 mila, il doppio degli alunni con handicap. AUSL RAVENNA 14

15 SANITÀ NAZIONALE 24 articoli

16 31/10/2011 Corriere della Sera - Roma Pag. 5 (diffusione:619980, tiratura:779916) Policlinico Umberto I Il Centro trasfusionale: l'omosessualità non c'entra, solo valutazione dei rischi «Io, discriminata perché lesbica» Una donna denuncia: non mi hanno fatto donare il sangue ROMA - Il suo desiderio di aiutare qualcuno in difficoltà si ferma al colloquio con il medico del centro trasfusionale del Policlinico Umberto I. «Non mi fanno donare il sangue perché sono lesbica e soggetto a rischio», denuncia Licia Marchesi, 40 anni, impiegata in uno studio commerciale della Capitale. La sentenza «lei non può» è di sabato mattina, dopo aver riempito il questionario informativo necessario e aver tenuto il colloquio, in cui ha spiegato al medico la situazione personale: «Ho una compagna fissa da oltre tre mesi, con cui convivo». E, non senza imbarazzo, ha raccontato al dottore del rapporto «esclusivo» con Maria. Ma è stato proprio a quel punto che il sanitario l'ha fermata dicendo che non avrebbe potuta inserirla nell'elenco «in quanto omosessuale con relazione da meno di quattro mesi, quindi da considerare soggetto a rischio per i nuovi protocolli». Licia, però, non vuole nascondere lo schiaffo ricevuto e racconta la storia agli avvocati Marco Angelozzi e Giacinto Canzona. «La signora ha deciso di valutare azioni legali contro il grave atto discriminatorio», annunciano i legali. Il rifiuto provoca la dura reazione dell'arcigay Roma e del Gay Center che, in una nota congiunta (firmata dal presidente Roberto Stocco e dal portavoce Fabrizio Marrazzo), precisano: «Vietare la donazione di sangue ad una persona per il suo orientamento sessuale è una violazione delle norme in materia in vigore nel nostro Paese». Ma la spiegazione del Policlinico è di altro tenore. Il direttore del Centro trasfusionale, Gabriella Girelli, fornisce una versione scientifica dell'accaduto. «Non c'è nessuna discriminazione, il periodo finestra - i quattro mesi di una relazione stabile - valgono per tutti. L'omosessualità non è un criterio d'esclusione. La legge dice genericamente che non può donare la persona che si sia esposta ad un rischio, quindi capace di trasmettere infezioni». Il rischio, quindi, viene valutato caso per caso dal medico durante la visita e il colloquio. «Noi non possiamo sindacare l'operato del medico che ha visitato la persona - aggiunge la Girelli - perché non siamo a conoscenza delle dichiarazioni rese durante la visita, né tantomeno possiamo prendere visione del questionario sottoscritto dal medico e dal potenziale donatore». e ancora: «Ovviamente il medico decide senza alcun giudizio di merito sulla vita privata del potenziale donatore. Ognuno fa quel che vuole. Qui non si critica né si condanna nessuno. A volte sembra che ci facciamo troppi scrupoli, ma i rischi vanno valutati con estrema attenzione. Le conseguenze di una scelta sbagliata possono essere devastanti». Maria Rosaria Spadaccino RIPRODUZIONE RISERVATA Foto: Ospedale L'ingresso dell'umberto I, dov'è accaduto l'episodio SANITÀ NAZIONALE 16

17 31/10/2011 Corriere della Sera - Roma Pag. 3 (diffusione:619980, tiratura:779916) Medici, precari e anche a stipendio ridotto All'Umberto I sono 300. «Lavoriamo come gli altri, interi reparti si reggono su di noi» Ernesto Menicucci Sono gli «indignati», pacifici, del Policlinico. Anestesisti, radiologi, pediatri. Professionisti di primo livello, con una ventina d'anni di esperienza sulle spalle, tra Università, specializzazione, i primi contratti. E che, oggi, alla soglia dei quarant'anni, si ritrovano ancora con un impiego precario, costretti a subire - a causa del deficit sanitario del Lazio - tagli allo stipendio anche del 30%. All'Umberto I, in tutto, sono circa 300 persone, divise tra contratti co.co.co. e a tempo determinato, che il 31 dicembre si ritroveranno con gli accordi - firmati a giugno, per sei mesi - scaduti. E già allora fu una mazzata: in molti hanno resistito, pur dovendo rinunciare a 6 o 10 mila euro lordi, qualcuno ha preferito andarsene. Adesso, «gli indignati precari» del Policlinico, hanno deciso di organizzarsi: si sono organizzati in Assemblea, eletto dei rappresentanti, creato un gruppo su Facebook («Medici precari del Policlinico Umberto I») che conta 93 membri. E studiano altre azioni di lotta: «Mancare due-tre giorni dal lavoro, quando ci scadrà il contratto», propone qualcuno. Le loro storie aiutano a capire come funzionano sanità e ricerca, a Roma e nel Lazio, in quella che dovrebbe essere un'eccellenza ospedaliera. Antonio Bruni, ha 38 anni, si è laureato nel 2005, è un radiologo interventista, lavora al Policlinico da sei anni: «Prima come co.co.co., poi con contratto annuale, ora semestrale. Da noi, il reparto si regge sui precari: su 4 persone, due siamo a tempo determinato. E, come gli altri, abbiamo la reperibilità, le urgenze. Non potremmo, per legge, ma lo facciamo lo stesso». Bruni si è visto decurtare lo stipendio del 30%: «Guadagnavo 55 mila euro lordi annui, ora sono sceso a 40 mila annui, 20 mila per sei mesi. E gli orari sono gli stessi di prima». Anche la moglie è precaria, e ora aspettano un figlio. Perché non cerca un altro lavoro? «A Roma non ci sono tanti centri di radiologia interventistica. Ma se continua così, sarò costretto a guardarmi intorno». Qualcuno preferisce non dare il nome, qualcuno se n'è già andato: di fronte ad un rinnovo di contratto con euro di meno in busta paga, si è messo alla finestra. I problemi, per la struttura, sono evidenti. Interi reparti, e alcuni di primo intervento, vanno costantemente in sofferenza, le liste d'attesa si allungano, le sale operatorie funzionanti si riducono. Le situazioni più critiche, spiegano i precari, sono ad anestesia e al trasporto neonatale: settori vitali, per la vita delle persone. Lo spiega Domenico Vitale, 39 anni, anestesista in cardiochirurgia, contratto a tempo determinato di durata sempre inferiore (tre anni, poi due, uno, fino a sei mesi), una moglie precaria sempre del Policlinico alla quale sono stati tagliati 12 mila euro sui 52 che prendeva: «Se un bambino che nasce da noi - dice Vitale - ha problemi seri di salute e va portato in un'altra struttura, come il Bambino Gesù, c'è del personale altamente specializzato che se ne occupa: incubatrice, ambulanza, trasferimento in un'altra struttura. Su dieci persone del reparto, nove sono precari: se smettono di lavorare, il servizio chiude, i bambini muoiono». Stesso discorso per le sale operatorie: «Ad ottobre abbiamo fatto le chiusure a singhiozzo, ad otorino/laringoiatria da tre funzionanti siamo passati a due». Risposte dal Policlinico o dalla Regione? «Nessuna: ci dicono solo che bisogna risparmiare», dicono i precari. L'assemblea, i rappresentanti, Facebook. Che altro fare? «A dicembre scadranno in blocco tutti i nostri contratti. E, per rinnovarli, ci vorrà minimo un mese e mezzo per i passaggi tra Umberto I, Regione, ministero dell'economia. In genere, ad ogni scadenza, siamo andati a lavorare anche senza contratto. E se, per una volta, ci dessimo tutti malati?». Ma questa è solo un'idea. Per ora. RIPRODUZIONE RISERVATA Foto: La protesta Gli striscioni dei medici precari del Policlinico. Ora il loro stipendio è stato ridotto SANITÀ NAZIONALE 17

18 31/10/2011 Corriere della Sera - Ed. Nazionale Pag. 36 (diffusione:619980, tiratura:779916) Nord e Sud Divisi dal Rischio Salute Pagelle che ci Aiutano a Intervenire Luigi Ripamonti Anche l'italia, finalmente, pubblica (online) le pagelle dei suoi ospedali, grazie a un grande studio del ministero della Salute. Il quadro che emerge è, ancora una volta, quello di un Paese tagliato più o meno in due, dove è «più prudente» ammalarsi al Centro-Nord, salvo numerose e lodevoli eccezioni. Anche se è prevedibile che le classifiche saranno oggetto di critiche e distinguo, forniranno a singoli cittadini e a operatori sanitari un'utile bussola per orientare le proprie scelte e le proprie valutazioni, e quindi sono da salutare come un grande passo avanti. Consultarle, nel caso di un singolo, potrebbe fare la differenza fra la vita e la morte se si guarda ai diversi tassi di mortalità, per esempio, per un delicato intervento di cardiochirurgia (da meno dell'1% in alcuni ospedali del Nord all'8% in certi ospedali della Campania e della Sicilia). Ma non si tratta solo di questo. Rendere pubbliche certe differenze potrebbe essere di sprone e sostegno per decisioni impopolari ma sagge, come quella di accorpare in centri di riferimento ad alta specializzazione risorse umane e finanziarie, in modo da garantire ai cittadini maggior sicurezza e al sistema maggiore efficienza. Non si ridurrà solo la mortalità operatoria ma anche i costi in termini di strumentazioni sofisticate sottoutilizzate e, talvolta, anche di professionalità non valorizzate. Altro vulnus del sistema per cui le pagelle potranno essere un'occasione di «cura» è quello dell'inappropriatezza. Un esempio lampante è rappresentato dai cesarei. Possibile che in certe zone d'italia e in certe strutture le donne abbiano bisogno del cesareo 9 volte su 10? A pensar male si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca, diceva un celebre politico. Adesso certe discrepanze sono sotto gli occhi di tutti. Sarà più difficile per i controllori far finta di niente, lasciando pagare alle future madri un prezzo insensato in termini di salute, e a tutti i cittadini in termini di prelievo fiscale per rimborsi inutilmente elevati, visto che all'ospedale, o alla clinica, un cesareo «rende» ben di più di un parto naturale. RIPRODUZIONE RISERVATA SANITÀ NAZIONALE 18

19 31/10/2011 Corriere della Sera - Ed. Nazionale Pag. 19 (diffusione:619980, tiratura:779916) Il rapporto Stilato dal ministero e ancora non pubblico: le disparità su cesarei e interventi al femore Le due Italie della Sanità Bypass più rischioso al Sud La «classifica» riservata: sotto esame strutture Il parto chirurgico Nel Meridione praticato anche su 8 donne ogni 10. La clinica piemontese dove raggiunge il 90% Margherita De Bac ROMA - Dove si cura meglio l'infarto? Un buon centro per l'artroscopia del ginocchio? Il numero uno nella chirurgia del tumore polmonare? La risposta è nella classifica online degli ospedali italiani, pubblicata su Internet con lettura riservata agli addetti ai lavori. Studio immane del ministero della Salute realizzato da Agenas, l'agenzia per i servizi sanitari regionali diretta da Fulvio Moirano. Migliaia di dati, la fotografa dell'attività di circa strutture tra pubbliche, private e convenzionate. I numeri mostrano la solita Italia a due marce. Il centro nord in generale più efficiente del centro sud. In alcuni centri di Piemonte o Lombardia si può essere operati di bypass con un rischio di mortalità sovrapponibile a 0. In certi ospedali siciliani il rischio sfiora il 10%. Ma anche nell'ambito di una stessa Asl esistono situazioni in bianco e nero. La possibilità per una persona anziana di essere operata al femore entro 48 ore dal trauma (tempo considerato ottimale per ridurre le complicanze) oscillano tra il 2% in provincia di Frosinone e l'80% a Firenze e dintorni. Metodo Il lavoro fa parte del Programma nazionale esiti. L'edizione è stata consegnata la scorsa estate alle Regioni. Si sta riflettendo sull'opportunità di renderlo pubblico. Per ora solo i tecnici hanno ricevuto codici personali per entrare nelle pagine dell'apposito sito web. Le «pagelle» costituiscono uno strumento per eliminare inefficienze e percentuali fuori norma. Il Lazio, ad esempio, ha già avviato la fase di correzione e si è avvantaggiato pubblicando autonomamente il rapporto Hanno intrapreso un percorso di riorganizzazione Toscana, Veneto e Sicilia. I responsabili di Agenas hanno fatto il giro d'italia per confrontarsi con Regioni e società scientifiche. L'analisi si basa sulle schede di dimissione ospedaliera, quelle che raccontano la storia di un ricovero. Esaminati 47 indicatori corrispondenti ad altrettante prestazioni, dal bypass aortocoronarico alla colecistectomia laparoscopica, dall'ictus allo scompenso cardiaco, dall'infarto a interventi chirurgici non oncologici. Si tratta di attività accreditate dalla letteratura internazionale per diagnosticare l'efficienza dei servizi sanitari. Risultati Alcune delle pagine più significative riguardano la mortalità a 30 giorni dall'intervento per bypass. La media italiana è del 2,2% (poco più di due pazienti su 100 muoiono a un mese dall'operazione). Nel 2009 circa 30 ospedali non hanno superato la soglia dei 50 bypass all'anno mentre il volume considerato accettabile per la sicurezza del malato è di 200. Sono davvero troppe invece le cardiochirurgie che marciano a scartamento ridotto dal punto di vista dell'attività. Tra le eccellenze il Monzino di Milano, la Poliambulanza di Brescia, le Molinette a Torino. Al di sotto dell'1,5% il Sacco di Milano, gli ospedali Riuniti di Bergamo, il Careggi di Firenze, il San Camillo Forlanini di Roma (con 0,79%), l'ismett di Palermo. La mortalità sale al sud, è superiore al 5% a Salerno, al Monaldi di Napoli, presso la casa di cura San Michele (Caserta, quasi 8%), al Papardo di Messina ma anche in alcune grandi aziende universitarie romane. Frattura di femore: in un anziano il trattamento ritenuto ottimale è l'intervento al massimo entro 2 giorni. La tempestività riduce il pericolo di complicanze. Opportunità negata in decine di ospedali del sud dove appena 5 pazienti su 100 vengono operati rispettando le linee guida internazionali. Ma anche a Milano (Niguarda, San Paolo) si scoprono ritardi sorprendenti che dipendono dall'organizzazione. Le aziende sono corse ai ripari. Nel Lazio a fine 2009 è stata introdotta una nuova modulazione di tariffa. Il rimborso è tanto più alto quanto minore è l'attesa del paziente con femore fratturato. In Toscana questo indicatore rientra nella tabella di valutazione dei manager in fase di eventuale riconferma. Tra le prestazioni sentinella non potevano mancare i parti con taglio cesareo primario (primo figlio). E qui la forbice è davvero SANITÀ NAZIONALE 19

20 31/10/2011 Corriere della Sera - Ed. Nazionale Pag. 19 (diffusione:619980, tiratura:779916) ampia. Si va dalle percentuali virtuose del Buzzi (Milano), ospedali Riuniti (Bergamo), casa di cura per il Bambino (Monza) dove meno di 10 donne su 100 partoriscono con la chirurgia. A realtà del sud che potrebbero essere definite vere e proprie fabbriche di cesarei. Case di cura private dove 8 donne su 10 ricevono il taglio probabilmente senza criteri di appropriatezza, solo perché vantaggioso sul piano della remunerazione. La Campania si distingue con percentuali decisamente straordinarie, in negativo. Ci sono però esempi estremi anche in Piemonte. Presso la clinica Sedes Sapientiae il cesareo è scontato (9 volte su 10). Uso dei dati Si sta discutendo sull'uso dei dati. È opportuno, ci si chiede, metterli a disposizione della comunità oltre che dei decisori? È stato analizzato in un documento l'impatto socio economico sulla popolazione. Vantaggi: il cittadino potrebbe entrare in possesso di informazioni utili per orientare le sue scelte. Ricadute negative: sarebbe discriminato chi non possiede Internet. Dunque i meno abbienti e bisognosi di buona sanità. Non solo. Per tutti ci sarebbero difficoltà nel comprendere correttamente le informazioni. Uno dei possibili impedimenti potrebbe consistere nello scarso senso di fiducia del cittadino sull'obiettività dei risultati. Dunque l'uso potrebbe essere riservato ai medici di famiglia e sarebbero loro a indirizzare i pazienti verso questa o quella struttura. Anche qui esistono pro e contro. Terza ipotesi: sì alle classifiche liberamente consultabili purché rielaborate in una forma di più facile lettura. RIPRODUZIONE RISERVATA OSPEDALI RIUNITI (BG), BUZZI (MI), CASA CURA PER BAMBINO (MB), SAN LEONARDO (NA), SEDES SAPIENTIAE (TO), OSPEDALE DI VENOSA (PT), VILLA MAIONE (NA), OREATNO (PA), VILLA SERENA (PA), SANTA CROCE E CARLE (CN), SAN GIOVANNO BATTISTA (TO), SAN GAUDENZIO (NO), CENTRO MEDICO MONZINO (MI), POLIAMBULANZA (BR), UNIVERSITA' DI UDINE, CATTOLICA (CB), CASA CURA MEDITERRANEO (NA), SANT'ANDREA (RPMA), CAMPUS BIOMEDICO (ROMA), FEDERICO II (NA), SAN GIOVANNI DI DIO (SA), MONALDI (NA), SAN MICHELE (CE), AZIENDA OSPEDALIERA (PA), PAPARDO (ME), AZIENDA OSPEDALIERA (CT), NIGUARDA (MI), SAN PAOLO (MI), OSPEDALE DI TRENTO, OSPEDALE DI TREVISO, OSPEDALE DI TERNI, UMBERTO I (FR), ICOT (LT) IL COMMENTO di Luigi Ripamonti nelle Idee&opinioni Foto: Salute Il ministro Ferruccio Fazio SANITÀ NAZIONALE 20

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