Il giornale di tendenza che non grava sulle casse dello stato. Si chiude un anno

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1 Protagonisti «Se non si cambia sistema si rischia di restare fermi» Così Filippo Taddei, nuovo Responsabile Economico del PD accadmenti Attenzione alla gioventù a rischio L assalto mediatico alla dignità dei giovani continua impietoso Il ritorno di Masaniello Di Roberto Caroli Lui si chiama Nicola e da pochi mesi ha compiuto trentacinque anni. Di mestiere fa il barista ed è il gestore di un locale nella provincia di Reggio Emilia, nel quale passa quattordici ore al giorno, sabato compreso. Troppe, dice lui, per portare a casa uno stipendio che non gli consente di arrivare a fine mese. Non che gli incassi manchino, anzi! Vuoi per la sua abilità di organizzare aperitivi e pranzi il cassetto a fine giornata è apprezzabile; il problema è che tra tasse, imposte e contributi ai dipendenti buona parte di questi soldi se va e ciò che resta è insufficiente. Per questo Nicola ha deciso di andarsene, di trasferirsi con moglie e figlio in un paese più normale. Suo malgrado, perché di lasciare l Italia non ne ha una gran voglia, ma sa di doverlo fare. E di storie come questa ce ne sono molte, troppe. Da una recente indagine statistica è emerso che il 48% dei giovani italiani vuole andarsene all estero in cerca di ciò che il nostro Paese non è più in grado di offrire, a restare sono gli adulti e gli anziani ma, forse, solo per mancanza di energie e tempo davanti a se. Nicola mi ha chiesto un parere e la mia opinione a riguardo è che pur comprendendo le sue ragioni, e quelle di molti giovani che fanno scelte simili alla sua, troverei più corretto che rimanessero qui e si impegnassero a creare un Italia foriera di opportunità. segue a pagina 11 pagina 8 pagina by Ceramicanda Il giornale di tendenza che non grava sulle casse dello stato anno 5 numero Dicembre 2013 euro 1,00 DSTRISCIO DISTRETTO CERAMICO Si chiude un anno Focus Stop del giudice per Oxygena: il primo round che passerà alla storia va ad Active di GranitiFiandre L uomo ha in se le potenzialità per vivere 140 anni. Poi, a causa dell indulgere in peccati di gola, lussuria ed ira, riduce la propria aspettativa di vita intorno agli 80 anni. Limite temporale che può accrescere grazie alle sue virtù. Per questo non abbiamo dubbi che questo comprensorio, con i suoi uomini, durerà ancora a lungo. Buon Natale e Felice 2014 La redazione del Dstretto Dall avvicendamento tra i due Papi ai mali di pancia del settore ceramico. Dalla crisi economica a quella di Governo. Dalle nevicate di febbraio al Sassuolo in serie A fino alla vendemmia-record di ottobre, passando per il tanto che è successo a ridosso delle sponde reggiana e modenese del Secchia. BAR DELLE VERGINI Il 2013 va in archivio e il Dstretto lo ripercorre con il consueto almanacco attraverso il quale il lettore potrà rivivere le tante cose, grandi e piccole, che hanno scandito i dodici mesi che vanno concludendosi. E stato un bel viaggio, da gennaio saremo pronti a cominciarne un altro... Le colombe di Natale a pagina 2 e 3 Al Bar delle vergini si parla di pace! Obama ha stupito il mondo stringendo la mano a Raul Castro durante i funerali di Nelson Mandela, facendo intravedere una crepa in quell embargo che dura dal lontano 1959! Trapattoni ha fatto pace con Strunz, il giocatore del Bayern Monaco protagonista del suo celebre sfogo in un tedesco stentato e divertentissimo! Non ci resta che sancire la pace tra D Alema e Renzi, ovvero tra il vecchio e il nuovo che avanza nel Pd, e tra Berlusconi ed Alfano, ovvero tra il vecchio e il presunto nuovo centrodestra. Due strette di mano che, forse, permetterebbero al Paese di mettere le ali Primo epilogo della guerra sulla piastrella antismog: il Tribunale di Bologna da ragione a Romano Minozzi e condanna il Gruppo Gambarelli Economia Il mondo cambiato del Professore Tiziano Bursi e le prospettive del settore ceramico Sassuolo L immutabile magia della Mezzanotte Scandiano La proposta: un cane da adottares pagina 4 e 5 pagina 9 Come è cambiata la notte di Natale nel distretto ceramico? pagina 11 Sconti sulle bollette a chi adotta un cucciolo al canile di Arceto pagina 13 Rubriche Non uno, ma trentacinque fardelli d Italia Pensioni d oro: un peso dal quale siamo ancora tutti schiacciati pagina 15 Programmi d abbonamenti anno IV, n 135 di Dicembre 2013 del bisettimanale Il Dstretto - Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L- 27/02/2004 n.46) art.1 comma 1 - aut. N del 28/05/ DCB - BO

2 2 ALMANACCO 2013 anno 4 numero 135 / 14 Dicembre 2013 Il Sassuolo in A e le fatiche del distretto: un semestre in chiaroscuro GENNAIO. La disoccupazione giovanile (1) al 37 per cento, dato Istat, fa capire come il 2013 sarà anno di lacrime e sangue. Le aziende investono Del Conca parte alla conquista dell America e qualcosa raccontano Graziano Verdi lascia il Gruppo Iris - ma è il territorio che suggerisce perplessità assortite. Come è messa questa Italia? Non benissimo, nemmeno nelle sue eccellenze come il distretto ceramico, che si blocca complice una nevicata tuttaltro che epocale (2). Mala tempora currunt, dicevano i latini, e il distretto si guarda indietro, specchiandosi in eccellenze che sfumano. E sa tanto di amarcord la seconda fatica letteraria di Roberto Caroli, ovvero la raccolta di editoriali raccolti nel volume «Diario di un giornalista libero» (3) che racconta tre lustri di distretto ceramico attraverso tutti gli editoriali apparsi su Ceramicanda e Il Dstretto. FEBBRAIO. Tutti a fare i conti con i derivati. La crisi morde, il privato come il pubblico Il primo si arrangia (a Formigine nasce la Banca del Tempo, che baratta ore con lavoro, 4), il secondo sbraca: a Sassuolo il rincaro sulle sanzioni ai contravventori del regolamento di polizia urbana (5) tradisce voglia di fare cassa, a Scandiano piove in biblioteca, a Casinalbo la Caritas invita a pranzo chi non ce la fa, anche per capire le ragioni di un disagio che viene da lontano e colpisce anche la ceramica. Va in archivio la prima fiera dell anno, ovvero un Cevisama in tono minore: a Valencia si vede bene quanto il settore delle baldosas si sia ridimensionato, ma anche come abbia le potenzialità per riaccendere i motori. E il made in Italy? «C è ancora spazio», detta al Dstretto Alfonso Panzani, che la ceramica conosce bene, «ma il distretto avverte l ad di Emileramica Luca Majocchi deve cambiare». Cambia fisionomia la nuvola di Kengo Kuma (6), nel frattempo: un automobilista, tradito dal gelo, va a sbattere contro la scultura postmoderna situata sulla Pedemontana reggiana. Chi crede nei simboli si interroga, e a proposito di simboli, il giorno 11 febbraio il Papa annuncia le sue dimissioni. MARZO. Una «scelta di umiltà», quella di Papa Ratzinger, secondo il nostro opinionista Don Achille Lumetti: a metà marzo al soglio pontificio sale Papa Francesco (7), il papa delle gente che voleva il distretto. La Chiesa voleva cambiare direzione, e il nuovo Pontefice sembra poter assecondare questa voglia di cambiamento. Casalgrande, invece, vuole altre piste ciclabili la petizione che le chiede raccoglie 550 firme in dieci giorni e Scandiano chiede un nuovo polo fieristico mentre a Sassuolo si cominciano a fare i conti con numeri che non tornano, né a livello di casse comunali né a livello di coalizione che sostiene la giunta del sindaco Caselli. Echi dalla periferia del distretto 8 ceramico, dove le aziende lottano per dire la loro dentro il mercato globalizzato. Emilio Mussini di Panariagroup chiede «scelte di prospettiva», Pietro Cassani sceglie la metafora. «Questa crisi è il nostro medioevo. Bisogna unirsi contro i barbari», dice il numero uno di Sacmi. APRILE. Capolavori compiuti e capolavori incompiuti. Villa Vistarino (8) a Sassuolo tra i primi tre anni di lavori, oltre quattro milioni di euro il costo la bretella (9) tra i secondi. Appalto assegnato, infatti, per l infrastruttura di cui si parla da trent anni e chissà, oggi, quanto serve. Litokol apre un nuovo stabilimento in quel di Rubiera, ma il distretto ceramico fa i conti (anche) con le aree dismesse. Quella della Valsecchia (10) a Castellarano, ad esempio: potrebbe essere un referendum a deciderne il futuro. Prende ossigeno, il distretto, dal Coverings: è oltreoceano, in tempi di stagnazione del mercato domestico, l America delle piastrelle anche se, scrive il Dstretto «ce ne vorrebbero dieci, di americhe, per compensare il crollo dei consumi nel Vecchio continente» MAGGIO. La copertina se la prende il Sassuolo (11), che il 18 maggio, al termine di una partita epica, corona un campionato dominato dalla prima giornata centrando la sua prima, storica, promozione in serie A. E una primavera di ottimismo, cui l impresa dei neroverdi da ulteriore fiato, che vede anche la celebrazione dei consueti premi attraverso i quali le imprese celebrano il loro legame con il territorio e le scuole. In archivio vanno il premio Mussini, il premio Lucchese e il premio System: le cerimonie di assegnazione dei riconoscimenti strizzano l occhio alle giovani generazioni e altrettanto fa Confindustria Ceramica. Il nuovo presidente è Vittorio Borelli, 42 anni (12), che succede a Franco Manfredini. GIUGNO. Calano addetti, produzione e vendite. La fotografia al 2012 della ceramica arriva a giugno, con la presentazione dei dati di Confindustria Ceramica che misurano la febbre al settore ceramico. Tenuto in alto dalle esportazioni e dagli investimenti, 9 12 ma obbligato a fare i conti con un sistema paese in cui fare business e impresa è sempre più difficile. Ci provano comunque, gli imprenditori: Federica Minozzi (13) presenta a Ceramicanda il piano di rilancio di Ariostea, Franco Stefani inaugura la nuova sede di System a Suzhou (14), in Cina, e il distretto ceramico piace comunque, anche agli stranieri. I turchi di Seramiksan entrano infatti in 13 Rondine. Ci si prepara, nel frattempo, alle vacanze, non senza che un altro grido di allarme salga dal territorio. È quello dei ristoratori: la crisi si sta sbafando la ristorazione (15)

3 anno 4 numero 135 / 14 Dicembre 2013 ALMANACCO Da luglio a dicembre: autunno in grigio, inverno in bianco? LUGLIO. I volti del distretto che si avvia verso le vacanze sono quelli di Mauro Vandini, nuovo amministratore delegato del gruppo Marazzi e di Adriana Spazzoli, ovvero la Signora Mapei. Il primo, dalle colonne del distretto, racconta i suoi primi mesi da numero uno di uno dei colossi della ceramica mondiale, la seconda è la protagonista della presentazione ufficiale del Sassuolo, che comincia la stagione con parecchi volti nuovi, un nuovo stadio e l ambizione di diventare «la squadra-simpatia». Le prove generali al Mapei Stadium, per il Trofeo Tim: a sorpresa, contro Milan e Juve, vincono proprio i neroverdi (16). AGOSTO. La guerra civile siriana (17) obbliga l Occidente a fare i conti con se stesso. Ma i conti, nel 2013, non tornano: non a Castellarano, dove suolo, dove la «squadra simpatia» immaginata in estate parte malissimo e la squadra di Caselli, quella che governa la città, plana sul suo inverno più difficile, complici deficit di bilancio che obbligano il sindaco a verifiche continue. E non nelle aziende, dove si guarda al Cersaie in arrivo con qualche perplessità ma anche un inedita attenzione al trade internazionale, che può essere, secondo gli addetti ai lavori, una carta importante da ghieri, con cui il Cersaie chiude i battenti. «Occorre restituire fiducia al sistema paese», dice Giorgio Squinzi (23) al distretto, ma è di tutta evidenza come il sistema paese abbia il fiatone, complice anche quel governo del fare in carica da aprile e che invece non 25 Pochissimi quelli che i provvedimenti del governo (28) lascia nelle casse dei comuni, ancora meno quelli destinati alle imprese. Paradigmatico il caso di Sassuolo, che allunga a dismisura i tempi per l approvazione del bilancio, zavorrato dal maxidebito di SGP, ma anche quello di Casalgrande, che pianifica, tra lo stupore di molti, il restyling del centro di Salvaterra (29) con un maxiprogetto da un milione di euro si batte cassa preso i fedeli per restaurare la chiesa simbolo del borgo reggiano, ovvero Santa Maria Assunta (18), non a Sas- 18 giocarsi per il made in Italy della piastrella. SETTEMBRE. Il Cersaie (19) va in archivio con numeri lusinghieri ma non senza incognite, prima fra tutte quella legata al rinnovo del contratto. La luce in fondo al tunnel, insomma, non si vede, o meglio i intravvede lontanissima, e le operazioni di raddrizzamento della Costa Concordia (20) restano una metafora per un sistema in stallo. Che perde colpi (boom del debito pubblico, decrescita dell occupazione, aumento di fallimenti) e protesta, scegliendo di prendere a bersaglio il quotidiano che ognuno ha sotto gli occhi. Si tratti di verde pubblico e trasporti (succede a Formigine), si tratti di firmare petizioni e qui siamo a Casalgrande con le quali si chiede la bonifica del amianto ancora presente in alcune zone del territorio. OTTOBRE. Ancora echi di protesta dalla periferia del distretto ceramico: a Maranello battaglia dei cittadini contro la cessione di una parte del Parco Rosso Ferrari (21) alla casa del cavallino rampante, a Scandiano si discute sull opportunità di eliminare lo storico passaggio a livello tra la 467 e via Matteotti (22). Non consolano, o consolano in parte, i lusinghieri dati sulla vendemmia e quelli altrettanto lusin fa granchè. Viene beatificato Rolando Rivi, il giovane seminarista ucciso nel 1945 (24). NOVEMBRE. Le avvisaglie di un possibile autunno caldo si erano manifestate già a settembre, con la riapertura dei reparti produttivi, e deflagrano il 15, con lo sciopero proclamato dai sindacati (25). Sciopero con dumping, lo definisce il Dstretto, che mette a confronto sul tema Claudio Lucchese, numero uno di Florim, e Manuela 26 Gozzi della CGIL. Si rivedono i picchetti, fuori di cancelli delle fabbriche e a detta dei più non è un bel vedere. Come non è un bel vedere, a livello sportivo, la Ferrari che chiude il mondiale arrancando e il Sassuolo che gestisce non senza fatica la sua corsa salvezza. DICEMBRE. E cronaca, più che storia, visto che deve ancora finire. Squinzi si aggiudica all asta il Mapei Stadium (26), le strade accendono le luminarie (27) ma i negozi fanno affari invero magri, e soldi in tasca la gente ne ha sempre meno O di Castellarano, che si da 18, 24 mesi per approvare il nuovo PSC, lo strumento urbanistico che disegnerà la città del futuro. Sognare, del resto, non costa nulla e i sogni, soprattutto sotto le feste, son desideri Via Pietro Nenni, Rubiera (RE) - Tel Fax

4 4 DISTRETTO CERAMICO anno 5 numero 135 / 14 Dicembre 2013 Stop del giudice per Oxygena conto di euro per Gambarelli mica antibatterica, fosse il frutto della contraffazione di Oxygena, la piastrella che respira realizzata dall azienda modenese. Come sempre sostenuto dalla nostra Società - informano da GranitiFiandre - tale brevetto è stato dichiarato nullo con sentenza n. 3347/2013 del Tribunale di Bologna depositata in data , che ha conseguentemente condannato Gruppo Ceramiche Gambarelli Spa, Ceramiche Gambarelli Srl e Ceramiche di Siena Srl in solido a rifondere a GranitiFiandre Spa le spese legali oltre oneri di legge. A pagina 19 della sentenza si legge testualmente: Quanto alla domanda di brevetto EP 849, il c.t.u. ha accertato che la stessa, all atto del deposito, constava di rivendicazioni uguali a quelle del brevetto IT 440; risulta tuttavia che la Divisione di Esame dell Ufficio Europeo dei Brevetti abbia sollevato numerose obiezioni sulla formulazione del- Sono bastati poco più di quattro anni, quasi un record visti i tempi della giustizia italiana, per vedere l epilogo della guerra sulla piastrella antismog che vedeva contrapposte GranitiFiandre e il Gruppo ceramiche Gambarelli. A trionfare è stata l azienda di Castellarano, chiamata in causa dal Gruppo Gambarelli convinto che il prodotto Active - Clean Air and antibacterial ceramic, la cerale rivendicazioni, sia nella forma originariamente depositata [marzo 2004, n.d.r.], sia nella forma successivamente emendata e che, ad oggi, la Divisione di Esame non si sia ancora espressa su una ulteriore riformulazione delle rivendicazioni presentata dalla richiedente nel dicembre Una sentenza che pone quindi fine alla diatriba iniziata nell estate del 2009 a mezzo stampa e proseguita a settembre durante il 27esimo Cersaie, quando Graniti presentò Active e si ritrovò nello stand l ufficiale giudiziario mandato a sequestrare le piastrelle per analizzarle e dimostrare che violassero il brevetto di Oxygena. La sentenza - proseguono da GranitiFiandre - pone fine alla diatriba portata all attenzione dei media nazionali e locali, riconoscendo la assoluta correttezza che ha sempre contrassegnato i comportamenti della nostra Società nella sua cinquantennale storia di successi imprenditoriali, sempre vissuti alla avanguardia tecnologica. E se la decisione del tribunale di Bologna conferma la piena legittimità della produzione e commercializzazione della linea Active molto resta da ipotizzare sul futuro, si apre infatti la possibilità di un ulteriore processo, qualora l azienda di Castellarano decidesse di rivalersi per il danno di immagine dovuto alle accuse e la mancata vendita conseguente. Giuseppe Pozzi Pozzi: «Il Tribunale riconosce il carattere innovativo di Oxygena, ma contesta aspetti formali nella stesura delle rivendicazioni del brevetto italiano» La sentenza del Tribunale di Bologna è un giudizio di primo grado e, come tale, appellabile ed eventualmente modificabile nei gradi successivi. Così l ingegne- re Giuseppe Pozzi, presidente del Cda del Gruppo Gambarelli, commenta la sentenza del tribunale di Bologna in merito alla diatriba legale con GranitiFiandre. La appena conclusa vertenza è stata certamente complicata e difficile, avendo avuto una controparte di primissimo livello con uno studio legale altrettanto prestigioso. Nel merito delle motivazioni a corredo della sentenza si fa notare che GranitiFiandre fece domanda di annullamento sia del brevetto Italiano che di quello (attualmente in valutazione finale) europeo. Il Tribunale di Bologna ha accolto le tesi del consulente tecnico che riconosce il carattere innovativo di Oxygena, ma contesta aspetti formali nella stesura delle rivendicazioni del brevetto italiano, motivo per il quale accoglie la domanda della controparte per il solo brevetto italiano. Il brevetto di Oxygena - prosegue l ingegner Pozzi - fu depositato nel 2003 e Gambarelli cercò di proteggere una innovativa idea, cosa non facile lavorando, da precursori, in un campo completamente nuovo. La domanda di nullità del brevetto europeo è stata invece rigettata; lo stesso brevetto Granitifiandre riguardante Active, comunque, non è ancora stato rilasciato ed è tuttora pendente presso gli organismi competenti. Rimane invece pienamente valido il brevetto statunitense di Oxygena, che considerata le potenzialità di assorbimento e la ripresa congiunturale di tale mercato, rimane molto importante. In ultimo - conclude - pur riconoscendo quanto affermato da GranitiFiandre relativa ad una storia di successi lunga 50 anni, Gruppo Ceramiche Gambarelli vuole sottolineare che nonostante il giudizio di primo grado ed eventuali risultati di appelli la paternità inventiva di questo modello green di piastrelle è da attribuirsi a Gambarelli. La nostra società rispetta le aziende concorrenti che, in seguito, hanno sviluppato tecnologie più o meno simili (perché i nemici sono i concorrenti stranieri, non le aziende del distretto), ma appare evidente che queste nascono da un idea (a suo tempo visionaria) di Gruppo Ceramiche Gambarelli. (Daniela D Angeli) Parola all esperto: «La sentenza dichiara nullo il brevetto italiano» Marco Brunacci Abbiamo analizzato la sentenza del tribunale di Bologna insieme all ingegnere Marco Brunacci, della Brunacci&Partners, azienda specializzata in brevetti. Mancano le condizioni intrinseche, estrinseche e formali per la brevettabilità La recente sentenza del Tribunale di Bologna, Sezione Specializzata in materia di proprietà industriale e intellettuale, è un faldone di oltre 20 pagine che tira le fila della querelle che da qualche anno vede protagoniste GranitiFiandre e Ceramiche Gambarelli. Un pronunciamento chiaro nelle conclusioni, ma che merita l attenzione di un esperto per capire come si sia arrivati alla decisione finale di accogliere la domanda di nullità del brevetto IT 440 proposta da GranitiFiandre, il brevetto riguardante il prodotto Oxygena di Ceramiche Gambarelli. Ingegner Brunacci lei si occupa di brevetti, che impressione ricava dalla lettura di questa sentenza? Prendo atto innanzitutto del fatto che a seguito delle azioni reciprocamente intraprese da entrambe le parti, il Tribunale di Bologna ha deciso di riunire le cause. In estrema sintesi, con un primo atto di citazione del 2009 GranitiFiandre chiedeva l accertarsi della nullità del brevetto italiano e della frazione italiana del parallelo brevetto europeo eventualmente concesso e tuttora pendente e, conseguentemente, la non contraffazione ad opera di GranitiFiandre di tali privative. Ceramiche Gambarelli e Ceramiche di Siena si costituivano in giudizio chiedendo, a loro volta, la nullità delle domande di accertamento negativo della contraffazione e di nullità dei brevetti formulate da GranitiFiandre. In via riconvenzionale le convenute contrattaccavano chiedendo che venisse accertata la contraffazione messa in campo da GranitiFiandre con la produzione delle piastrelle Active. Nel frattempo, a seguito di un procedimento di descrizione, Ceramiche Gambarelli e Ceramiche di Siena citavano in giudizio GranitiFiandre presso lo stesso Tribunale di Bologna, proponendo le stesse domande formulate in via riconvenzionale. Da qui la decisione del tribunale di riunire le due cause e nominare un consulente tecnico d ufficio (CTU) che valutasse in primo luogo la validità del brevetto italiano oggetto del contendere. Cosi come si evince dalla lettura della sentenza, il CTU, dopo aver esaminato le memorie tecniche depositate dai consulenti di parte, conclude dichiarando la nullità del brevetto IT 440, in buona parte per insufficienza di descrizione ed in parte per mancanza di novità ed attività inventiva. Il tribunale, condividendo integralmente le conclusioni del CTU, accoglie quindi la domanda di nullità proposta da Graniti Fiandre nei confronti del brevetto italiano, e conseguentemente, rigetta la domanda di contraffazione formulata da Gambarelli Ceramiche e Ceramiche di Siena. Nella sentenza si cita la domanda di brevetto europeo di Ceramiche Gambarelli. Questa sentenza ha peso su questa decisione? Per quanto riguarda il brevetto europeo, si prende atto del fatto che la domanda è tuttora pendente ed ancora al vaglio delle autorità esaminatrici e che al momento non esiste una frazione italiana della stessa. Di conseguenza, non può essere invocata alcuna protezione e non appare ipotizzabile alcuna contraffazione. Per quanto riguarda il brevetto europeo, quindi, il tribunale respinge sia la domanda di nullità proposta da GranitiFiandre che quella di contraffazione proposta dalle controparti. Entriamo, però, nel merito della sentenza e delle ragioni che hanno spinto il tribunale a decretare la nullità del brevetto italiano. Accogliendo la tesi di Graniti- Fiandre, si mettono in discussione le informazioni legate alle fasi del procedimento di produzione. In particolare, si parla di insufficienza di descrizione. Da tecnico come la legge? Quando si valuta la validità di un brevetto si prendono in esame diversi aspetti. Devono essere, innanzitutto, riscontrati i requisiti di novità, attività inventiva (o novità intrinseca) e industrialità. Altro requisito indispensabile è la sufficienza di descrizione, ossia l invenzione deve essere descritta in modo sufficientemente chiaro e completo affinché ogni persona esperta del ramo possa attuarla. Nel caso specifico, così come riportato nella sentenza, il CTU dichiara il brevetto IT 440 nullo perché privo di questo requisito. In particolare, il CTU rileva come aspetto fondamentale del procedimento brevettato la possibilità di ottenere un manufatto ceramico che consenta, nonostante il raggiungimento di temperature elevate sino a C, di contenere biossido di titanio, che normalmente si trasforma irreversibilmente in Rutilo al di sopra dei 900 C, nella forma Anatasio. La peculiarità del brevetto sarebbe data proprio da questo: evitare la trasformazione irreversibile del biossido di titanio nonostante si operi a temperature elevate. Secondo il CTU tale aspetto fondamentale dell invenzione non sarebbe stato sufficientemente descritto affinché possa essere compreso da una persona esperta del settore. C è una ulteriore motivazione addotta dal CTU ed è relativa alla parte del brevetto riguardante il manufatto. Cosa viene contestato in questo caso? Le rivendicazioni riguardanti il manufatto contenente biossido di titanio nella forma Anatasio sono state considerate nulle perché non supportate da una sufficiente descrizione, mentre le stesse rivendicazioni se riferite alla presenza di biossido di titanio puro o nella forma Rutilo sono state considerate nulle perché prive di novità o di attività inventiva. A tale riguardo, si cita come anteriorità più vicina all oggetto dell invenzione il brevetto statunitense US 2001/ Riassumendo perché il brevetto italiano Gambarelli è stato ritenuto nullo? Il brevetto italiano è stato dichiarato nullo dal CTU per due motivi: per mancanza di sufficiente descrizione e per mancanza di almeno uno dei requisiti fondamentali per una valida brevettazione (novità e attività inventiva). A pagina 19 della sentenza si parla del brevetto europeo e si sostiene che all atto del deposito constava di rivendicazioni uguali a quelle del brevetto italiano. Quindi è nullo anche quello? In realtà il CTU, sempre secondo quanto riportato nella sentenza, si è limitato a rilevare che la domanda di brevetto europeo è tuttora pendente, le rivendicazioni originali sono state successivamente emendate nel 2009 e non sono ancora state giudicate dalle autorità esaminatrici. Al momento, quindi, non si può sostenere che esse siano state respinte. (Daniela D Angeli)

5 anno 5 numero 135 / 14 Dicembre 2013 DISTRETTO CERAMICO 5 Romano Minozzi: «Mai avuto dubbi sulla correttezza del nostro operato» Romano Minozzi «Sto pensando concretamente di realizzare un impianto in Russia. Questo stabilimento produrrebbe grandi lastre, perché ormai noi ci stiamo specializzando in questo» «I nostri concorrenti hanno fatto il diavolo a quattro a Cersaie 2009, poi hanno voluto prendere un ctu e venire a verificare in fabbrica, in questi quattro anni hanno creato dei fastidi enormi. Ora questa sentenza dimostra che il loro brevetto italiano è fasullo e su questo hanno creato una immagine negativa che ci ha danneggiato» ferma il tribunale di Bologna. A pagina 19 si legge quanto alla domanda di brevetto Ep 849, il ctu ha accertato che la stessa, all atto del deposito, constava di rivendicazioni uguali a quelle E una sentenza importante per l immagine dell azienda - ci dichiara raggiante il dott. Romano Minozzi, da poco tornato operativamente in GranitiFiandre - ma non ho mai avuto dubbi perché leggendo il brevetto ero certo della nostra correttezza. Un giudice ed un ctu (consulente tecnico d ufficio, ndr) equilibrati non potevano che darci ragione. Dottore avete avuto danni commerciali e all immagine dell azienda? I nostri concorrenti hanno fatto il diavolo a quattro a Cersaie 2009, poi hanno voluto prendere un ctu e venire a verificare in fabbrica, in questi quattro anni hanno creato dei fastidi enormi. Ora questa sentenza dimostra che i loro brevetto italiano è fasullo e su questo hanno creato una immagine negativa che ci ha danneggiato. Sta pensando ad una causa civile? In Italia la giustizia ha tempi lunghi, vediamo come la stampa diffonderà la notizia e come questo si tradurrà sull immagine aziendale. Il Gruppo Gambarelli rivendica nel comunicato stampa il brevetto europeo, sostenendo che non è stato annullato dal tribunale. È così? Commette un falso clamoroso nel senso che la sentenza afferma che ad oggi il brevetto europeo Gambarelli non esiste, questo afdel brevetto IT 440; risulta tuttavia che la Divisione di Esame dell Uffi cio Europeo dei Brevetti abbia sollevato numerose obiezioni sulla formulazione delle rivendicazioni, sia nella forma originariamente depositata, sia nella forma successivamente emendata e che, ad oggi, la Divisione non si sia ancora espressa. Una sentenza che arriva mentre il vostro gruppo è impegnato con importanti investimenti in Ariostea. Mi coglie proprio nel bel mezzo di una riunione per l acquisto della tecnologia d automazione: bella ma costosissima. Direi che in un momento come questo investire 15 milioni di euro mi rende un martire, diviso tra il coraggio e la follia. Prevede risvolti occupazionali negativi? Pensiamo di riuscire a difenderli. Sono in prima linea per difendere i livelli occupazionali e non creare tensioni sulla continuità dei posti di lavoro. Ogni giorno ci metto passione, dovere, conoscenza ed impegno sociale. Mi è giunta voce che stia aprendo una fabbrica in Russia, la conferma? Sto pensando concretamente di realizzare un impianto in Russia. Questo stabilimento produrrebbe grandi lastre, perché ormai noi ci stiamo specializzando in questo. E finita l era glaciale che ha «La sentenza afferma che ad oggi il brevetto europeo Gambarelli non esiste, questo afferma il tribunale di Bologna» decretato ad inizio 2009? Per le nostre imprese ci sono spazi se facciamo prodotti di eccellenza e se riusciamo ad esportarli. Ma lei capisce quante sono le difficoltà all esportazione a fronte degli alti costi energetici e delle fluttuazioni monetarie. Non credo neppure sia utile immaginare barriere doganali per l Europa, storicamente sono strumenti che non hanno mai resistito e che ci sottoporrebbero a ritorsioni da paesi come la Cina e gli Stati Uniti. Nei nostri studi un suo collega imprenditore ha suggerito ai piccoli marchi di produrre in un unico stabilimento per fare rete e ridurre i costi. Come la vede? Nutro una vera passione per i piccoli imprenditori, sanno essere dei fenomeni. Ci sono piccoli imprenditori di macchine per ceramiche che continuano ad inventare cose sempre nuove. Inoltre gli imprenditori sono individualisti per natura, metterli insieme è un utopia. (Roberto Caroli) Lampadina si ma fatta in casa! Non voglio dire che copiare sia giusto, ma ottimizzare idee di altri è da sempre la soluzione vincente, forse l unico esempio di rete creata nel territorio. Ma è proprio qui che il confine si fa labile, è in questi casi che la palla passa agli uffici legali, quando non ai giudici dei tribunali. Spesso sul Dstretto abbiamo scritto di brevetti, cercando di non aggiungere nulla di nostro, nulla che non fosse uscito dalla bocca di esperti nel campo della proprietà intellettuale. Anche perché la materia è complessa ed esprimere opinioni a riguardo potrebbe essere foriero di inesattezze e imprecisioni. Il secondo me in questi casi è bene sostituirlo con l opinione dell esperto di turno, perché più credibile e veritiero. Di Archimede il nostro territorio è sempre stato ricco e ancora oggi, ogni tanto, a qualcuno si accende la lampadina che porta ad esclamare: Eureka, trovato! La Sassuolo ceramica ha costruito le sue fortune sulle tante lampadine che dal dopoguerra ad oggi si sono accese illuminando, di fatto, la nostra economia. Dai produttori di ceramica ai fornitori di tecnologia le invenzioni, gli accorgimenti, i miglioramenti di processo e di prodotto hanno riempito le scrivanie degli uffici brevetti e seguito l iter necessario a tutelare gli Archimede di turno. E tutti i tentativi di plagiare una scoperta, le miglio- rie apportate ad un invenzione, bisogna riconoscerlo, hanno di fatto ottimizzato ciò che già esisteva in precedenza, nell interesse soprattutto di Sassuolo, del comprensorio ceramico nella sua interezza. Non voglio dire che copiare sia giusto, ma perfezionare idee di altri è da sempre la soluzione vincente, forse l unico esempio di rete creata nel territorio. Ma è proprio qui che il confine si fa labile, è in questi casi che la palla passa agli uffici legali, quando non ai giudici dei tribunali. La recente sentenza che, nel merito degli smalti antismog a base di biossido di titanio, nel primo grado di giudizio ha dato ragione a Graniti Fiandre e torto al gruppo Gambarelli, conferma quanto siano complicati i meandri della proprietà intellettuale; motivo per il quale un brevetto apparentemente valido viene invece considerato infondato e di conseguenza invalidato a causa di antecedenze e vizi di forma. Ma quello sul quale vorremmo attirare l attenzione non è la questione legale della paternità di un invenzione, bensì l opportunità che la stessa può rappresentare per il distretto, i vantaggi competitivi che da essa possono nascere per le aziende del nostro settore. Anche in barba ai precursori, a coloro i quali hanno per primi realizzato l invenzione. Che il biossido di titanio fosse in grado di ingurgitare lo smog, attraverso combinazioni chimiche sulle quali non voglio addentrarmi, non è un invenzione della Sassuolo ceramica, semmai è appannaggio dell industria del cemento che da tempo ne ha sperimentato l efficacia a crudo. Ed infatti il tribunale di Bologna riconosce che applicare biossido di titanio dopo la cottura non costituisce novità perché non si aggiungerebbe alcun effetto né sorprendente né tantomeno brevettabile in quanto noto. Emerge inoltre dalla sentenza dei giorni scorsi che il brevetto in oggetto non ha dimostrato di aver superato un problema fondamentale: l elevata temperatura di cottura delle piastrelle, gradi, trasforma il biossido di titanio in rutilo, procedimento che si innesca irreversibilmente a 900 gradi. Quello che ha fatto il gruppo ceramiche Gambarelli è semplicemente accendere una lampadina presa a prestito, e come tale molto fragile! Sotto tutti gli aspetti, anche giudiziari. Le lampadine di casa nostra, quelle made in Sassuolo, restano le migliori perché autentiche. Ne sentiamo la mancanza! (Roberto Caroli) Ceramicanda diventa anche TV On Demand seguila su

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7 anno 5 numero 135 / 14 Dicembre 2013 DISTRETTO CERAMICO 7 Ricerca e sviluppo per la chimica del domani Attenzione all ambiente e ai consumi, innovazione ecofriendly per un mercato sempre più evoluto: Smaltochimica si affaccia al 2014 con prodotti e proposte che mettono la chimica al servizio dell ambiente Ricerca e sviluppo come filosofia aziendale, tutela dell ambiente e risparmio di risorse come linee guida. E chimica al servizio dell ambiente, Smaltochimica, ma è anche ventaglio di proposte e prodotti al servizio della tecnologia ceramica del terzo millennio. «Trasformiamo la materia, aggiungendo valore ed anima al prodotto ceramico», dice Federico Piccinini, amministratore delegato di un azienda nata poco oltre la metà degli anni Settanta in grado di raccogliere, con profitto, le tante sfide che un mercato sempre più evoluto ha proposto al distretto ceramico. Dove l azienda di Fiorano modenese, internazionalizzatasi nel tempo grazie a partnership prestigiose e una dozzina di ambientale ed il risparmio vantaggi competitivi che i processi produttivi devono fare propri. «In questa ottica- aggiunge Piccinini le tante certificazioni ottenute da Smaltochimica scandiscono un percorso che crediamo possa dare benefici a tutti i livelli. La tutela di chi lavora con noi e per noi, la riduzione dei consumi di materie prime, l ecosostenibilità vengono considerati non costi, ma investimenti, in grado di restisedi nel mondo, tiene ben saldi i legami con le proprie radici. «Perché è qui il cuore di Smaltochimica: qui dice Piccinini si studia e si progetta, tenendo ben d occhio l innovazione di processo e valorizzando le evoluzioni di prodotto che ci permettono oggi di rivendicare una leadership ampiamente riconosciuta». E scritta, oltre che in una presenza ultratrentennale sul mercato, in una filosofia che da sempre considera la tutela tuire alla nostra azienda e ai nostri partners vantaggi competitivi determinanti su un mercato globalizzato e selettivo, dove tuttavia il saper fare è ancora premiamte». Come lo sono la ricerca, rigorosamente made in Italy, ed il time to market sul quale si basa il servizio Smaltochimica. Rapido, flessibile ed efficiente. E come lo sono le ultime proposte di Smaltochimica in tema di decorazione digitale o di solventi e tenacizzanti per im- pasti, con la linea Nature punta di diamante della gamma produttiva dell azienda fioranese. «Con Nature spiega Piccinini abbiamo in un certo senso rotto uno schema, presentando una linea che riduce drasticamente l utilizzo delle componenti di origine petrolchimica garantendo da una parte l ecososteniblità, dall altro un miglior controllo dei prezzi rispetto alle formule tradizionali». Un altra sfida per Smaltochimica, che fa il paio con quella che si gioca sul campo del digitale. «Stiamo studiando e investendo, avvalendoci anche di collaborazioni importanti con istituti universitari, ed anche in quel campo il 2014 sarà per Smaltochimica, un anno non privo di novità» La letterina di Natale di Claudio Sorbo Quando ero bambino, il 24 dicembre scrivevo una lettera a Babbo Natale con i proponimenti per il nuovo anno. La mattina successiva, mentre aiutavo mia mamma a preparare la tavola per il pranzo, sistemavo di nascosto la lettera sotto il piatto di mio padre; all una, quando tutta la famiglia aveva preso posto davanti alla tavola imbandita, lui trovava casualmente la lettera, la leggeva a voce alta nel silenzio dei commensali, mia nonna si commuoveva, la mamma pure, io arrossivo imbarazzato e tutto finiva con un applauso. Ovviamente, sapevo che avrei messo in pratica forse solo uno dei proponimenti che avevo scritto, ma si sa che la via che porta all inferno è costellata di buone intenzioni, come dice il proverbio. Quest anno vorrei ripetere quel gesto da libro Cuore, ma a parti invertite: non sarò io a descrivere cosa non farò più il prossimo anno, ma quello che vorrei che non facessero più le aziende ceramiche. Salterò a piedi pari quelle che non hanno mai avuto sistemi di controllo delle vendite o che realizzano i prodotti in base ai gusti della proprietà e dei venditori più autorevoli, tralascerò le aziende per le quali Pareto potrebbe essere benissimo un trequartista della Sampdoria oppure quelle che hanno 25 agenti sull Italia (10% del fatturato aziendale) e 12 sull estero (restante 90%), e dicono che va bene così: mi limiterò alle difettosità più diffuse e ricorrenti, ora solo lievemente attenuate dalla crisi. Va aggiunto che tali difettosità sono presenti sia nelle aziende che qualcosa hanno fatto per combattere la crisi, sia in quelle che non hanno fatto nulla (la maggior parte). Cominciamo dalle prime: preoccupati dalla crisi, alcuni hanno disposto la potatura selvaggia dei costi coinvolgendo nella loro furia iconoclasta anche alcuni investimenti: ad esempio, hanno tagliato la comunicazione (interpellate le agenzie pubblicitarie e ve lo confermeranno), in tal modo provocando la riduzione della già esigua visibilità dei loro marchi presso gli utilizzatori finali. Così, hanno buttato via anche il bambino con l acqua porca ma guai a farlo notare: il settore, notoriamente, non ha niente da imparare da nessuno. Accanto a chi qualcosa ha fatto, una parte consistente di aziende ha invece applicato il proverbio siciliano: Calati juncu ca passa la china, Piegati giunco, che passa la piena. In pratica, non hanno fatto niente aspettando che la crisi passasse da sola, così ingaggiando un drammatico braccio di ferro tra il tempo e le loro finanze, Chissà se passa prima la crisi o i soldi che ho da parte?, mi ha confessato angosciato un imprenditore ceramico. Ed ora ecco una breve lista di alcuni difetti storici del settore. R come retribuzioni. La prima cosa che fanno i poveri quando diventano ricchi è sprecare denaro, sia per esorcizzare la passata indigenza sia per esibire al prossimo il loro stato. Così, spendono e spandono senza rendersi conto dei danni che producono. Ad esempio, lo sapevate che nel settore ceramico ci sono stati almeno tre lavoratori dipendenti che percepivano in busta paga più di un miliardo di lire di stipendio netto l anno? E che c era una decina abbondante di agenti che per una ventina d anni (periodo ) hanno guadagnato anche più di quella somma a titolo di provvigioni? E che oggi c è un dirigente che ne guadagna anche di più? Che c era un area manager estero che viaggiava in Maserati? Che un Direttore Vendite aveva quale auto aziendale una Mercedes CLK in uso perpetuo, cioè completamente a carico dell azienda anche durante le ferie? Quale esempio si dava al personale che guadagnava 33 volte di meno l anno? B come Business Class. Era la classe in cui volavano non solo i megadirigenti sulle tratte intercontinentali, ma persino i funzionari per andare a Francoforte: ne ho incontrati più di uno, mentre rientravano col volo delle 21,45 del venerdì per Bologna. Tutto legittimo, certo, ma non giusto né etico. C come campioni. Un indagine svolta almeno una quindicina di anni fa dall allora Assopiastrelle dimostrò che le aziende investivano in campioni una somma tra il 5% e il 10% del loro fatturato. Cioè, un azienda da 400 miliardi di lire di fatturato ne spendeva tra 20 e 40 in campioni. Ebbene, nessuno controllava il ritorno su tale investimento né che sorte subissero i campioni. Già nel 1996 il titolare di una piccola Sala Mostra in Appennino mi confessò che verso novembre staccava le piastrelle dalle cartelle campione e le vendeva a un Euro odierno al metro quadro ai contadini che dovevano rifare il piancito del capanno degli attrezzi. E non era il solo, mi disse. C come Cersaie. Si sa che le fiere si dividono in due famiglie: quelle organizzate dall Ente fieristico e quelle organizzate dalle Associazioni di categoria. Il Cersaie appartiene alle seconde, per cui la Fiera di Bologna si limita a fare l affittacamere, fornisce i locali, i servizi e il personale contro il pagamento di un canone. Le imprese espositrici ripetono da anni che l edizione annuale di questa fiera è per loro assai onerosa: il costo degli spazi è elevatissimo, gli allestimento ancor di più, poi ci sono i costi di ospitalità per i clienti più importanti, le cene da offrire la sera e infine spumante, parmigiano reggiano, panini con cui rifocillare gli stanchi visitatori che sosteranno negli Stand. Soprattutto, l intervallo di un anno tra una edizione e l altra non è sufficiente per la preparazione di novità, novità vere, non proposte frettolose o realizzazioni estemporanee. Anni fa affrontai il tema con il Presidente dell allora Assopiastrelle ed egli mi confessò che il Cersaie era la prima voce di finanziamento dell Associazione, aggiungendo che avevo ragione, ma che non si poteva fare diversamente. Così, i soci non solo pagano la quota di iscrizione all Associazione, ma anche i costi per partecipare al Cersaie, di cui una parte va all Associazione: un caso di scuola di costi occulti, come il costo della visita a un cliente, quello che c è ma nessuno conosce, e forse è meglio. O come Organizzazioni di Vendita. Sono le stesse da trent anni fa e spesso c è dentro la gente che c era allora. Nemmeno la crisi è servita a farne mutare le strutture, solo che i risultati non sono più quelli di una volta. È giusto non cambiare? A come autoreferenzialità. Ci siamo sempre raccontati che eravamo leader mondiali nella produzione. Nel 2013 la produzione mondiale sarà di 10 miliardi e 100 milioni e noi varremo, coi nostri 350 milioni scarsi, il 3,46%. Qualcuno mi può dire l anno in cui l Italia ha prodotto più del 50% della produzione mondiale?

8 8 PROTAGONISTI anno 5 numero 135 / 14 Dicembre 2013 Il nuovo responsabile economico del PD analizza il momento Lavoro e spesa pubblica: sono queste, secondo Filippo Taddei, le leve da azionare per far ripartire il sistema Italia, «perché il paese, oggi, è fermo, e se il sistema non si evolve lo resterà ancora a lungo» «C è stato un momento, circa vent anni fa, in cui l Italia è stata la Cina del mondo. Quel mondo, però è finito». E il paese è fermo: ed è nella sua stasi, nella sua incapacità di reinventarsi un evoluzione o una crescita il problema che rischia, se non si da soluzione, di condannarlo ad un futuro anche peggiore di un presente giù non esaltante. La pensa così, e non la manda a dire, Filippo Taddei, neoresponsabile economico della segreteria Renzi uscita trionfalmente dalle primarie del PD, professore alla John Hopkins SAIS, università made in Usa con sede a Bologna, potenziale cervello in fuga ha 37 anni - che la sua America, però, l ha trovata a Bologna. «Anche perché l esperienza di cervello in fuga l ho già fatta: mi sono laureato nel 2000 racconta e negli Usa sono stato a lungo, tanto è vero che là sono nate due delle mie tre figlie» Poi, però, Taddei è tornato in patria «Diciamo che mi prendo il meglio dei due paesi: lavoro per gli USA e vivo in Italia» Dove tuttavia non è un gran vivere, di questi tempi. Sacrifici, problemi e difficoltà: ce la Filippo Taddei facciamo, secondo Lei? «Ce la facciamo, sì, ma sarà importante saper proporre un progetto di riforma davvero nuovo, che coninvolga sia il sistema economico che quello sociale. Leggo dell Italia prigioniera, nelle sue volontà di riforma e rilancio, dell ormai noto vincolo di bilancio del 3%, ma il problema non è quello. Il vincolo sarebbe infatti eludibile a patto di essere in grado di fornire alle banche centrali un piano di rilancio credibile, ma il problema che alla volontà di rinnovarsi dell Italia non crede nessuno» Perché? «Oggi come oggi non si chiederebbe di sforare per impostare un piano che garantisca sviluppo sul lungo periodo, ma per far fronte a problemi che gravano sul presente. Per questo chi guarda i nostri conti ci tratta come bambini. Siamo noi, intesi come Italia, che dobbiamo dimostrare agli altri che siamo diventati adulti» Facile, dicono in molti, ma un euro così forte ci azzoppa. E qualcuno suggerisce un euro a due velocità «C è già stato l euro a due velocità: ha portato inflazione galoppante e crescita del debito pubblico, oltre ad una svalutazione che a conti fatti sul lungo termine non ci ha particolarmente giovato» Eppure, come italiani, avevamo più potere, e non solo d acquisto «Ma questo potere ci costava carissimo, e togliersi dall euro oggi vorrebbe dire la svalutazione del patrimonio di ognuno, oltre che un erosione fatale ai salari reali. Occorre invece una riforma globale del sistema, che coinvolga chi produce, chi consuma e chi lavora» Veniamo alla riforma del lavoro, allora, non senza ricordare che in Italia c è anche un sindacato che non sembra troppo aperto ad ipotesi di riforma «Il nemico, in realtà, è la stagnazione. Quanto al sindacato, è prigioniero di una logica che ne limita l azione solo ad una parte della popolazione che lavora, ovvero quella legata allo schema consolidato del lavoro fisso e a tempo indeterminato. Ma ci sono altre forme di lavoro, oggi, in Italia, che il sindacatop ha, in un certo senso, lasciato andare. Il tema è sì reinventare il lavoro, e reinventare anche il sindacato» Come si fa? «Riforma complessiva del mercato del lavoro: si passa da lì» Riforma e picchetti: da una parte non si cambia il sistema, dall altra la contrapposizione è netta, e le forme di lotta sono ormai superate «In realtà, per quanto dolorosa e conflittuale, è una contrapposizione fisiologica. Ma più che questa contrapposizione, sindacato ed imprese dovrebbero concentrarsi su un mercato del lavoro frammentato fino quasi alla balcanizzazione. Tempo indeterminato e determinato, grandi aziende e terzisti, artigiani e partite iva: il mercato del lavoro, per come è strutturato oggi, è difficile da decifrare ma sostanzialmente indifendibile nella sua frammentarietà» Servirebbe un tavolo per tutti «Un tavolo per tutti, e maggiore uniformità. Di disciplina, innanzitutto, ma anche del modo di applicarla. Oggi a parità di mansione c è chi è tutelato e chi no, chi prende 2 e chi prende 5, c è chi è ipertutelato quando perde il lavoro e gode di ammortizzatori sociali ed altro e chi, perso il lavoro, da un giorno all altro perde tutto» E i giovani scappano: stiamo perdendo una generazione? «Osservo e me ne rammarico: i nostri migliori giovani vanno altrove. I motivi? Essenzialmente strutturali» Come si aumenta la competitività delle imprese? «Il nodo è nella tassazione sul lavoro. Occorre studiare quella e superarla: non ha senso né logica che se aumento di 100 euro lordi una retribuzione 33 vadano in contributi e 25, per dire, in irpef» Gli USA la soluzione l hanno trovata: battono moneta e spendono «Non è la spesa pubblica che decide il futuro di un paese e determina la sua capacità di rilancio, ma la capacità di indirizzarla. L Italia vive di tagli orizzontali che sono indici di una incapacità di scegliere e di una destinazione della spesa spesso imbarazzante. Il cuore dello stato, e parliamo di pesa pubblica, costa più all Italia che non all Inghilterra. E in Inghilterra c è la famiglia reale, ma in Italia mantenere una parte minima dello stato costa moltissimo» E gli italiani a domandarsi: cosa è successo? «Nel 1980 il debito pubblico era al 60%, negli anni Novanta superava il 100%. L Italia, o l italietta degli anni Ottanta ha rischiato grosso, e ha pagato negli anni Novanta quando ha scelto di agganciarsi al treno dell Europa, dal quale non poteva rimanere giù. ma non è colpa dell Europa, ma di una spesa pubblica spesso male indirizzata» Nel 2014 andrà meglio? «Potrebbe rispondere un cartomante, non un economista. L economista osserva che è attesa una salita dei redditi, che tuttavia sono tornati indietro di cinque anni, Zero virgola sette, un per cento, uno virgola uno: vedremo, ma vanno cambiate sia la gestione della spesa pubblica che le regole che disciplinano il mercato del lavoro. Diversamente questo paese resta com è, ovvero fermo». (Roberto Caroli) IL SISTEMA CHE RIVOLUZIONA GLI SPAZI URBANI 5 volte più resistente rispetto la posa tradizionale della ceramica -

9 anno 5 numero 135 / 14 Dicembre 2013 ECONOMIA 9 Il mondo cambiato del Professore Tiziano Bursi Tiziano Bursi analizza il momento del settore ceramico. «Resto convinto che molte aziende avranno un futuro, ma lo avranno solo quelle che al futuro sono pronte, ovvero chi ha fatto i compiti per tempo, cominciando a studiare negli anni Novanta, ben prima della crisi» «E cambiato il mondo, in questi anni. Sento in tanti parlare di crisi, e non nego che la congiuntura abbia il suo peso, ma la crisi nel senso proprio del termine è cominciata nel 2008, e oggi siamo nel Quello che oggi non funziona non è colpa della crisi, o non solo, ma della difficoltà di cambiare di un settore che, in alcune sue componenti, non si è preparato al cambiamento. E oggi, sul mercato in modo efficace, riesce a starci solo chi ha fatto i compiti per tempo, e chi ha studiato l evoluzione del mercato». Compiti, studio: pane quotidiano per un professore, e pazienza se l allievo è il distretto ceramico, messo sotto la lente di ingrandimento da Tiziano Bursi, ordinario di economia e gestione dell imprese presso l Università di Modena e Reggio Emilia e titolare, presso lo stesso ateneo, del corso di economia e marketing internazionale. Ne è osservatore attento ed apprezzato, Bursi, delle dinamiche che sottendono al settore ceramico, «anche se la premessa univesità ed aziende sono universi distinti e distanti. Uno produce cultura, formazione, ricerca. Dall altra parte si fanno i conti con una competizione che da sempre meno tempo alla formazione» Velocità diverse, par di capire «Ovvio: l impresa ha fretta e non può non averne, e il dialogo non è semplice, anche se i rapporti tra i due mondi ci sono. Ma siamo sulle sponde opposte di un fiume: abbiamo gettato ponti dall una all altra sponda, ma sono ponti ancora fragili, che vanno attraversati camminando, mentre avremmo bisogno di poterli attraversare di corsa» Le aziende italiane segnano il passo, ma gli atenei italiani sono al 160mo posto nelle classifiche mondiali «E un indicatore che non tiene in debito conto la qualità. Ma è ovvio che all università servono tecnici, laboratori, strutture e risorse, servono ricercatori in movimento e non in fuga. Oggi, tuttavia, queste condizioni non ci sono: il paese ha parecchi problemi e l Università e i suoi problemi non sono, nell Italia di oggi, una priorità» Le colpe? «Del sistema, centrale e periferico. La politica non ha aiutato e per quanto mi riguarda credo non si possa vivere di soli tagli. Io sono per l autonomia delle organizzazioni universitarie, il cui male oggi è la rinuncia a fare scelte. E qui entra in gioco la politica: se la politica non sceglie i processi si arenano e il cambiamento non avanza» Mali comuni a tutto il paese: il settore ceramico invece, come lo vede il professor Bursi, che pure da anni ne aveva previsto le difficoltà? «Non mi piace essere considerato né un San Giovanni che predica nel deserto né una Cassandra, ma è vero che il settore, fortissimo fino al 2000, adesso paga. Evoluzione forse prevedibile, ma non del tutto, dal momento che nel 2000 il mondo è cambiato, con la globalizzazione e lo sviluppo dei paesi emergenti che hanno spiazzato molti» La crisi, si obietta, è cominciata nel 2008 «Il settore si è ammalato nel 2000, e parlare di crisi, nel 2013, non è corretto. Il problema è che ci sono aziende che non si sono adeguate al cambiamento e si sono trovate a concorrere su un panorama completamente cambiato con deficit strutturali e dimensionali, con organizzazione, competenze, risorse e logiche che non permettono di stare al passo con i nuovi competitors» Si rimedia con l internazionalizzazione, o puntando sull estero: le piccole imprese come possono adeguarsi? «La piccola impresa è garanzia di velocità, flessibilità, specializzazione, ma oggi è obbligata a mettersi in rete, agganciando la locomotiva dello sviluppo. O alleandosi o anche facendosi in parte comprare: è quello l ombrello sotto il quale si sopravvive, ed anche per questo non sono così contrario alle acquisizioni straniere del made in Italy» Globalizzazione, appunto «Il settore ceramico vive di cultura di prodotto e processo. Il prodotto indirizza tutte le scelte, il processo mette da parte il resto. Ma io ho il prodotto e lo vendo è espediente che non funziona più, non oggi e non sul mercato globale. Con questa logica posso arrivare, con buona efficacia, a Belgrado, a Madrid o a Mosca, ma non su mercati come quello cinese, o indiano. Lì servono altri approcci: non è che chiunque va dappertutto e tutti fanno tutto. Oggi serve un salto» Ovvero? «Riconfigurare le strategie: produrre qualità a Sassuolo, innovare il prodotto, dotarsi di strutture commerciali ed eventualmente produttive all estero e fabbriche in ordine, ovvero avanzate tecnologicamente e produttivamente» Servono risorse, per attuare politiche del genere «Vero, ma anche un nuovo modo di indirizzarle. E un nuovo approccio: specializzarsi e fare rete» Adesso che il mercato langue i solisti, dicono alcuni osservatori, hanno fatto il loro tempo «I soliti servono sempre, ma vale quello che ho detto prima. Non tutti fanno tutto, quindi servono anche gli orchestrali» Ma ha senso parlare ancora di distretto? «Do solo qualche dato, e dico che il distretto, per come siamo abituati a conoscerlo, qualche preoccupazione la desta. In dieci anni si è perso il 37% delle imprese, il 28% di occupazione, il 42% della produzione, il 12% del fatturato» Un distrettino, insomma. «Vittima di un asciugatura forte, e non ancora finita, ma la dinamica va ricondotta a tutta la manifattura italiana, nel senso che congiunture del genere hanno condizionato anche altre realtà produttive. Carpi, giusto per citarne uno, che tuttavia regge ancora» Anche la ceramica regge «Perché il settore, con grande lungimiranza, si è in parte riconfigurato. Il distretto uscirà da questo passaggio strutturalmente più leggero, ancora forte in termini produttivi ma soprattutto fatto di sapere, di cultura, di tecnologia e qualità. Sarà polo logistico e piattaforma tecnologica estremamente competitivo, con punti di forza che vanno assecondati: quanto gli imprenditori turchi stanno facendo sul nostro territorio non lo fanno per caso» Franco Stefani, di System, propose aggregazioni come carta da giocarsi sul mercato globale «Le aggregazioni presuppongono tre requisiti: serve un leader, un interesse o un vantaggio e soprattutto un atteggiamento di lavorare per» Non potrebbe essere l associazione dei produttori, il leader di questa aggregazione? «Non credo. L associazione è, come è giusto che sia, un collettore di interessi divergenti su piani non competitivi. Ma sul mercato vanno le aziende, non l associazione» Torniamo agli stranieri: noi critichiamo un distretto che di appeal ne ha perecchio: turchi, americani «La premessa è che lo strumento acquisitivo è il mezzo principale di cui si serve un impresa per crescere su un mercato maturo che tuttavia cresce poco. Rubare quote di mercato costerebbe di più che non comprarle attraverso aziende che le detengono. Gli imprenditori ceramici italiani all estero non comprano, o non più, i concorrenti esteri sì». Perchè? «Acquisendo un azienda italiana si compra molto di più che l azienda: si comprano concorrenti, prodotti, marchi, strutture, know how. Si compra un pezzo di made in Italy» Un fatto positivo, secondo lei? «Col senno di poi credo si rivelerà tale. Per le aziende, e per il territorio» Aziende e territorio: c è spazio per fiducia e ottimismo? «Fiducia e ottimismo sono le gambe della vita. In una logica di settore resto convinto che molte aziende avranno un futuro, ma lo avranno solo quelle che al futuro sono pronte» Chi? «Chi ha fatto i compiti per tempo, muovendosi prima della crisi» Più facile per chi produce ceramica o per chi produce tecnologia? «Sono mondi diversi. Il bene durevole, ovvero la piastrella, va all estero prima, il know how dopo. Enel mondo di oggi c è più fame di tecnologia che non di una commodity diffusa e riproducibile come una mattonella» Che nel frattempo è diventata materiale per la progettazione e l architettura «Evoluzione prevedibile, ma non semplice da attuare e che non elude la necessità di riconfigurarsi assecondano il cambiamento. La progettazione non è una scorciatoia, ma una strada lunghissima da percorrere, con rigore, investimenti, contatti, e disciplina. Anche qui, riesce meglio chi si è messo avanti per tempo con i compiti». (Roberto Caroli)

10 10 accadmenti anno 5 numero 135 / 14 Dicembre 2013 Gioventù a rischio Don Achille Lumetti Dobbiamo tutti proteggere la connessione dei giovani con le reti, assicurandoli che la linea maestra, consiste nell essere connessi con se stessi e non privarsi della connessione del cuore con la testa L assalto alle mura di Gerico per distruggere la dignità dei giovani incerti e intimoriti continua impietoso. I ragazzi moderni, esperti di tutti i marchingegni dell informazione, sono assolutamente privi di difesa per la loro incolumità di coscienza. Si ritiene, erroneamente, che il miraggio dell alcool, delle discoteche, delle droghe leggere, i giochi e gli scherzi online, siano il porto naturale e accessibile per molti giovani e invece le tendenze del branco, le libertà sessuali e gli sconvolgimenti stimolati, magari, da un bacardi in più lasciano sempre dietro di sé una bava di rimpianti e frustrazioni. I giovani d oggi, così spavaldi e alteri all apparenza, sono corrosi dall insicurezza e dalla paura, ma ci sono ancora molti ragazzi che invece che con l alcool e le sregolatezze preferisce drogarsi di amicizie vere invece di acidi e morfine. Camminano tra virtuale e reale. I genitori, gli insegnanti, gli educatori di ogni ambito, se vogliono salvare i giovani da rischi mortali, devono rapportarsi alle loro declinazioni interiori che li invadono come fantasmi esistenziali. Non accettano più e non tollerano minimamente la sofferenza, la rinuncia, il sacrificio, e il piano inclinato e scivoloso verso le dipendenze diventa per loro la soluzione per un atterraggio esistenziale indolore. E un obbligo, è una esigenza, è una necessità urgente: proteggiamoli! Il fiocco rosso, logo simbolico della giornata mondiale per la lotta contro l Aids non li rende immuni di rischi derivanti dai comportamenti di sbandamento morale. Il reale fiocco rosso, infatti, brilla dietro ad un tenore di vita corretto, supportato da una vita retta, gioiosa, aliena da negatività e rafforzata dalla ricchezza spirituale della vita. Il mondo non si è spento, è andato solo in stand-by. I genitori devono essere meno normativi, imperativi, assolutamente lontani da ogni forma di violenza, ma essere presenti e vicini con il dialogo, con la comunicazione costante e con una vigilanza carica di tenerezza. Lo SBALLO deve essere annientato, non appartenere a nessuno:né agli adulti, né ai ragazzi, essendo indice inequivocabile di animalità L uso critico e creativo delle tecnologie deve rappresentare la guida e l orientamento quotidiano di ogni adulto verso i minori. Dobbiamo tutti proteggere la connessione dei giovani con le reti, assicurandoli che la linea maestra, consiste nell essere connessi con se stessi e non privarsi della connessione del cuore con la testa. Coordinare le diverse sensibilità e appartenenze per dare vita all unico obiettivo di autentica formazione e civiltà. Giovani, non riallacciate solo le scarpe, ma sappiate riallacciare il senso di ogni giorno. Il bullismo a scuola e in altri ambienti è una strada certa per diventare in un prossimo domani intolleranti e violenti in casa, con la partner, la fidanzata, la compagna coabitante o separata. Scuola, formazione, istituzioni, parrocchie e associazioni sono impegnate e devono sentirsi onorate a tracciare il futuro delle nuove generazioni. Le periferie delle grandi metropoli rappresentano il degrado sociale, di molta parte ancora della società. Ma quando il degrado e la corruzione si insidia dentro di noi si ottiene il vero deserto e la periferia dell anima e dello spirito che corroderanno il futuro di tutti. Non lasciamoci saccheggiare tanti ragazzi e giovani dignitosi. (Don Achille Lumetti) STARLIKE MonoMIX Scopri Starlike Monomix su IL NOSTRO ULTIMO PROGETTO: UN SIGILLANTE PRONTO ALL USO E RIUTILIZZABILE. STARLIKE MONOMIX, IL PRIMO, L UNICO. Starlike Monomix è l unico sigillante poliuretanico all acqua monocomponente, pronto all uso e riutilizzabile. Pratico e veloce, consente di realizzare fughe impeccabili in tutta tranquillità. Starlike Monomix è infatti rispettoso dell ambiente e della sicurezza degli applica- tori perché esente da solventi. Tutela il comfort abitativo in quanto privo di emissioni di sostanze organiche volatili (classificazione VOC classe A+).

11 anno 5 numero 135 / 14 Dicembre 2013 SASSUOLO, FIORANO, FORMIGINE 11 La magia di mezzanotte Come è cambiata la notte di Natale nel distretto ceramico: unico punto fermo la messa di Mezzanotte Nella notte più Santa dell anno tutte le chiese vengono aperte, per accogliere i tanti fedeli che accorrono per omaggiare Gesù appena nato e la cosa succede, come noto, dall alba dei tempi. La Santa Messa, che viene celebrata per ricordare la nascita di Gesù Cristo, si tiene ogni anno a mezzanotte in punto. Un tempo tutte le famiglie (grandi e piccini, nessuno escluso) si mettevano in cammino nel freddo della notte, per raggiungere la loro chiesa ed aspettare tutti insieme la nascita di Gesù Bambino: quella di cui stiamo parlando era una società rurale dove le case erano collocate anche molto lontano dalle chiese e le famiglie contadine che abitavano distanti arrivavano alla Santa Messa di Natale a bordo di carri, mentre che abitava relativamente vicino alla chiesa si incamminava a piedi, frequentata, perchè serve il tempo di potersi riposare, dopo aver fatto le ore piccole. Nella Notte Santa, le famiglie si ritrovano finalmente tranquille, lontane per una sera almeno dalle preoccupazioni del quotidiano: la magia del Natale cattura tutti ed è difficile separarsi, specialmente se ci sono bambini, che spalancano gli occhi davanti ad un regalo portato da Babbo Natale, un dono che ha un sapore speciale. Anche se non tutti partecipano alla Messa di mezzanotte, le chiese del nostro territorio, per quell avvenimento particolare, sono però sempre piene. Un apavvolgendosi in tabarri e scialli, spesso insufficienti a proteggersi dal grande freddo di dicembre. Anche le calzature un tempo non erano delle migliori e così capitava di dover assistere alla messa con i piedi gelati. Chi ha vissuto quel periodo, ed era bambino, racconta come il freddo e il gelo che si pativano nel tragitto da casa alla chiesa veniva però ricompensato dalla magia che si respirava all interno della chiesa in quella notte così speciale: anche il solo fatto di uscire di casa di notte e camminare insieme ai fratelli, ai genitori, ai nonni, agli zii e ai cugini (le famiglie a quel tempo erano molto numerose) per raggiungere una chiesa che man mano si riempiva di fedeli e che lasciava poi nel cuore un sapore di buono, era qualcosa di magico. Oggi tutto è cambiato: si usano le automobili, mezzi più veloci e riscaldati se paragonati ai carri di un tempo, per raggiungere la chiesa e anche gli indumenti e le scarpe oggi sono a prova di freddo, ma non tutti partecipano alla Santa Messa di Natale. E ormai tradizione delle famiglie di incontrarsi la sera della vigilia per un grande cenone e per aprire poi i regali posti giorni prima sotto l albero. Chi lo desidera andrà a messa il giorno dopo, il 25, magari alla messa delle 11, di solito la più FotostudioPincelli puntamento, quello della messa di mezzanotte, che in molti intendono ancora onorare. Teniamo conto che in questi ultimi anni nel nostro distretto la popolazione è enormemente cresciuta, che in questi anni sono cambiati anche le mode, gli usi e i costumi. Vi sono intere famiglie o persone singole che decidono di passare il Natale in qualche posto esotico o in montagna, anche se la maggior parte della gente preferisce restare tra le mura domestica per questa festività, ancora così sentita. Per questi e per altri motivi, oggi non tutti partecipano alla messa di mezzanotte, come succedeva solo qualche decennio fa, però sono ancora tantissime le persone che amano incontrarsi in chiesa nella Notte Santa, per proseguire una tradizione antica di secoli. Nei comuni di Sassuolo, Formigine, Fiorano e Maranello, i fedeli potranno seguire la Santa Messa di Natale praticamente ovunque. A Sassuolo nelle chiese di San Giorgio, San Pietro Apostolo in Rometta, Santa Maria Assunta in Ancora, San Pietro (Montegibbio), San Giovanni Neumann, S. Michele dei Mucchietti, S.S. Vergine Maria Consolata, S.S. Consolata Pontenuovo, S. Michele Arcangelo, Natività di Maria, S.Antonio da Padova, Assunzione di Maria, S. Giovanni. A Formigine nella chiesa di S. Bartolomeo Apostolo, Beata Vergine Assunta (Casinalbo), San Martino Vescovo (Corlo), Natività di Maria S.S (Magreta) e S. Giacomo (Colombaro). A Fiorano nella chiesa di San Giovanni Battista, San Giovanni Apostolo ed Evangelista (Spezzano), Santa Maria Goretti (Ubersetto), San Lorenzo Martire (Nirano). A Maranello nella chiesa di S. Biagio, Beata Vergine Immacolata di Lourdes (Pozza), Santi Pietro e Paolo (Torre Maina), S.Venanzio Martire (San Venanzio) e S.S. Redentore (Fogliano). Luogo che vai, usanza che trovi, ma la messa che viene celebrata ogni anno a mezzanotte della notte di Natale ha sempre un sapore speciale, anche perchè l atmosfera che si respira è di grande coinvolgimento, con tanto di canti sacri, e anche solo la vista di un presepe, piccolo o grande che sia regala quel qualcosa in più degli altri giorni. La celebrazione del mistero della nascita è qualcosa che fa bene al cuore e la nascita di Gesù unisce tutti i credenti, in un unica grande famiglia. Anche Papa Francesco celebrerà una Santa Messa a mezzanotte, così come i sacerdoti di tutto il mondo. Ricordare la nascita di un bambino, che ha fatto inchinare davanti a lui i potenti della terra di duemila anni fa, potrebbe essere visto anche ai giorni nostri come un segno di speranza per tutti coloro che tengono, così male (è proprio il caso di dirlo, e pazienza se a Natale si dovrebbe essere tutti più buoni) le redini del mondo in cui viviamo oggi. Nel nostro distretto, così come in tutto il resto del mondo, la notte tra il 24 e il 25 dicembre, i fedeli si riuniscono in preghiera, per chiedere di proteggerci e di aiutarci a far sì che il prossimo anno le cose possano cambiare e che l umanità, tutta, possa finalmente trovare la pace, il lavoro e la tranquillità di una vita, anche semplice, ma dignitosa. Forse questo potrà succedere solo se coloro che ci governano riusciranno a guardare negli occhi il figlio di Dio che si è fatto bambino per salvarci e che torna ogni anno da più di duemila anni, per farci capire l importanza della sua nascita. Forse è finalmente giunto il tempo di capire quel messaggio che arriva da lontano e che troppo spesso resta inascoltato. (Edda Ansaloni) Il ritorno di Masaniello Oggi gli esempi di gente che non ci sta, che vuole reagire, che vuole cambiare le cose, che vuole poter decidere del proprio futuro non mancano: i cinquecentomila in piazza a Kiev, i forconi sulle nostre strade, per citare due casi d attualità, ma ce ne sono tanti altri, gente che alza la voce rivendicando il diritto di influire sul proprio futuro. E la storia del nostro Paese è ricca di Masaniello che hanno pagato con la vita il fatto di non volersi piegare all ingiustizia, fosse anche segue dalla prima pagina perpetrata dall autorità. Trovo che andarsene senza provarci, gettare la spugna prima ancora di salire sul ring sia, non solo codardo, ma anche il modo peggiore per onorare la memoria di chi ha lottato, di chi ha pagato con la vita. E quando sento parlare di giovani con la valigia pronta avverto il peso del fallimento: mio, della mia generazione e di quella dei nostri padri. Non solo perché non siamo stati capaci di lasciare a questi ragazzi un paese normale epurato da una classe politica arraffona, inconcludente e impreparata, ma anche per l educazione e la cultura alla lotta, quella sana, che non siamo riusciti a trasmettere loro. Qui le cose non mi piacciono e quindi me ne vado!. Quante volte lo abbiamo letto ed ascoltato, quante volte ci siamo indignati, più per noi stessi che per coloro che dimostrano di non avere la voglia, la cattiveria e le energie per ribellarsi. Se ne vanno e basta. La rivoluzione che suggerisco è la summa di mille piccole battaglie che tutti noi possiamo combattere nella quotidianità. Se il treno che porta a scuola gli studenti arriva perennemente in ritardo, quando arriva, mia figlia non raccoglie firme di protesta, non scrive a chi di dovere, se ne resta a casa a lamentarsi! Questa si chiama cultura alla rinuncia, è la reazione di chi da per scontato che ci pensi qualcun altro. Per decenni abbiamo pensato in cuor nostro che dovessero essere altri a pensarci, oggi ne paghiamo le amare conseguenze. Cambiare l Italia non solo si può ma si deve. Un paese non si cambia con la partecipazione al voto, con le primarie e neppure disertando le urne, queste sono pie illusioni! Lo si rinnova e lo si migliora solo attraverso l impegno civico di ognuno. Se mia figlia vincesse la sua piccola battaglia del treno, se altri giovani cercassero di vincere le loro insoddisfazioni quotidiane, se gli adulti smettessero di considerarsi carne da macello e cominciassero a lagnarsi attivamente, tutti noi insieme daremmo un grande contributo alla causa Italia. Recentemente l architetto Renzo Piano ha incoraggiato i giovani che se vanno, ha sostenuto che si tratta di un esperienza da fare perché andando all estero ci si sprovincializza e soprattutto si capisce quanto bello è il nostro Paese. Può funzionare per una toccata e fuga, non con lo spirito rinunciatario che sembra animare le nuove generazioni. Senza diventare per forza i Masaniello del ventunesimo secolo, impegnandoci tutti potremmo riprenderci il nostro Belpaese e convincere i nostri giovani a riporre le valige nell armadio. *** L occasione mi è gradita per augurare a tutti i lettori de Il Dstretto un sereno Natale. (Roberto Caroli) Dal 1988 tradizione e innovazione Materie prime per ceramica: Ricerca e sv iluppo Controllo Qualità Logistica Stoccaggio Mineral s.r.l. Via Aldo M oro 20, Formigine ( M odena ) - Italia - Tel. (+39) Fax (+39)

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13 anno 5 numero 135 / 14 Dicembre 2013 SCANDIANO 13 Un cane da adottares... Che il cane stia per diventare anche il miglior amico del portafoglio? La proposta del Comitato Scandiano Città Attiva No, non è un refuso, non c è scappata nessuna esse. E modo per presentare, con un gioco di parole, la proposta avanzata dal presidente del Comitato Scandiano Città Attiva, Pietro Braglia: adotta un animale del canile di Arceto, e il Comune non ti fa pagare la Tares (tassa su rifiuti e servizi) o nuova Tarsu o Tia, o chiamatela come vi pare, tanto si sa di cosa si parla... Che il cane stia per diventare anche il miglior amico del portafoglio? Il destinatario della proposta è ovviamente l amministrazione comunale: «Invitiamo il Comune di Scandiano annuncia Braglia ad adottare lo stesso provvedimento preso da altri due Comuni d Italia, Bondeno e Solarino, che hanno concesso ai propri cittadini una possibilità interessante: chi adotta un cane ospitato nel canile comunale è esentato dal pagamento della Tares». Un idea che risponde a vari criteri. Il principale è quello economico: «Il cane di un canile pubblico riferisce Braglia costa ad una amministrazione mille euro l anno. La Tares è inferiore. Se un cittadino adotta un cane... il Comune risparmia mille euro l anno e può quindi permettersi di non incassare una quota Tares, guadagnandoci. Allo stesso modo ne può guadagnare la persona che adotta il cane, risparmiando la tassa comunale». Ma il regalo che, alla vigilia di Natale, il presidente del Comitato Scandiano Città Attiva intende far trovare sotto l albero dell amministrazione e dei cittadini va oltre, perché, se l iniziativa prendesse davvero piede, «ne beneficerebbe anche il cane, che passando dal canile ad una situazione in cui qualcuno si prende cura personalmente di lui migliorerebbe le sue condizioni di vita». Già, potrebbe migliorare le sue condizioni di vita, la bestiola. Ammesso e non concesso che le intenzioni di chi lo adotta per convenienza siano equiparabili a quelle di colui che normalmente adotta un cane per la sola voglia di avere un amico canino. E se l adottatore porta a casa il cane per risparmiare i soldi della Tares o Tarsu o Tia e poi lo abbandona o peggio? In questo modo il malfattore di questo si tratterebbe nel caso - risparmierebbe anche i soldi del mantenimento dell animale (e se il movente dell adozione è economico...). Pietro Braglia è consapevole del rischio, ma non si arrende di fronte ad un even- Una rotonda firmata BMR Inaugurata la Non è solo produrre e fatturare, il fare impresa di BMR, ma anche attenzione al sociale rotonda che ed al territorio. Così, nessuno stupore nel vedere l azienda l azienda ha donato scandianese, leader sul mercato a Scandiano, delle tecnologie di fine linea, in prima fila in un progetto che rafforzando il suo racconta bene quali e quanti risultati sono in grado di garantire impegno per il le sinergie tra pubblico e privato. Tangibile, nella sua imponenza, territorio la rotonda che BMR ha inaugurato sul tratto di provinciale 467 tra via Aldo Moro, Via Venere e territorio, e l iniziativa lanciata via Mazzacurati, punto di arrivo sulle rotonde è una di queste». del primo step della campagna Un appello ai privati a contribuire, insomma, allo sviluppo e adotta una rotonda promossa dall amministrazione comunale. alla tutela del territorio che non «Il nostro bilancio spiega il ha lasciato insensibile BMR, che sindaco Alessio Mammi è sceso ha sponsorizzato l opera, rinnovando così un impegno sociale da 20 a 16 milioni di euro: un taglio drastico che ci ha imposto di inventarci nuove strategie sostegno dello sport, del volon- che la vede da sempre attiva a dirette alla valorizzazione del tariato e dell associazionismo scandianese. «Abbiamo voluto dare ulteriore valenza alla nostra attività di impresa», ha detto il presidente di BMR Paolo Sassi, che ha personalmente inaugurato un opera «che potesse rappresentare un occasione di riqualificazione urbana e, allo stesso tempo, potesse essere concepita come un omaggio alla zona e al ruolo che l azienda svolge nel tualità definibile come diabolicamente cinica e perversa; la sua è una scommessa in direzione della virtuosità sociale. Volendo essere dubbiosi fino alla morbosità potremmo richiamare l attenzione sul post che nei giorni scorsi circolava su Facebook e in cui si parlava della possibilità che dal 2014 diventi legale in Europa su pressione della Cina la macellazione e la commestibilità della carne di cane... Scenari che è meglio non... commentares. Anche perchè un metodo per evitare brutti scherzi lo si trova. Basterebbe ad esempio obbligare chi eventualmente adotta il cane a presentarsi periodicamente al canile per dimostrare che l animale è ancora vivo e, in caso di decesso, presentare un certificato del veterinario, o soluzioni del genere. Tra le altre note da prendere in considerazione ce n è infine una di ordine tecnico. Il canile di Arceto frazione di Scandiano è intercomunale. Se un cane, come sostiene Braglia, costa al canile mille euro l anno, la spesa non ricade su un solo Comune, ma è suddivisa. La Tares che un cittadino risparmierebbe, viceversa, riguarda un amministrazione sola. Un altro aspetto da non sottovalutares. (Massimo Bassi) comprensorio». Un opera contraddistinta da una serie di elementi, progettuali e cromatici, che richiamano il fare impresa di BMR e privilegiano materiali naturali e riciclabili che garantiscono un elevata impermeabilità. «Il logo centrale spiega l Architetto Nadia Guidetti - è stato realizzato in acciaio inox satinato con interno rosso, tonalità caratterizzante la comunicazione BMR, mentre le vele più esterne, dalla forma completamente irregolare, sfoggiano il colore come elemento predominante». La volontà di committenti e progettisti era quella di dare una precisa riconoscibilità a quello che, nel senso comune, è un luogo di transito e di passaggio con una riqualificazione non fina se stessa ma ben evidente nei suoi significati anche identitari. Missione compiuta. PERFETTI MECCANISMI DI ASSISTENZA MACCHINE, IMPIANTI E RICAMBI PER INDUSTRIE CERAMICHE G.P. Service s.r.l. via Atene, Sassuolo (MO) Tel Fax DIRETTORE RESPONSABILE ROBERTO CAROLI DIREZIONE,AMMINITRAZIONE Ceramicanda srl, via De Amicis Veggia di Casalgrande (RE) tel fax REDAZIONE IL DSTRETTO via De Amicis Veggia di Casalgrande (RE) tel fax REDATTORI Stefano Fogliani, Daniela D Angeli COLLABORATORI Claudio Sorbo, Massimo Bassi, Don Achille Lumetti, Edda Ansaloni, Paolo Ruini, Bruno Dallari, Don Rino Bertoldi, L Amico del Tempo, Sting EDITORE CERAMICANDA SRL Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Reggio Emilia al n 1202 in data 05/12/07 PUBBLICITA Ceramicanda srl, via De Amicis Veggia di Casalgrande (RE) tel fax IMPAGINAZIONE gilbertorighi.com STAMPA SOCIETA EDITRICE LOMBARDA SRL- CREMONA CERAMICANDA garantisce la massima riservatezza dei dati forniti e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo al responsabile dati Ceramicanda via De Amicis Veggia di Casalgrande (RE). Le informazioni custodite nel nostro archivio elettronico verranno utilizzate al solo scopo di inviare proposte commerciali. In conformità alla legge 675/96 sulla tutela dati personali e al codice di auotisciplina ANVED a tutela del consumatore Lavoriamo con la materia dal 1970 Leader mondiale nel settore ceramico. Garanzia creativa e qualitativa che dal 1970 si tramanda con passione e competenza di generazione in generazione. Evoluzione tecnologica d avanguardia interamente Made in Italy. + Italia. Indonesia. Espana. Brasil. South Africa

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15 anno 5 numero 135 / 14 Dicembre 2013 RUBRICHE 15 Quando andrete a... Cercate Istanbul? Andate a Eyup, non a Topkapi Ecco l ultimo numero del 2013, ulteriore annus horribilis. Per festeggiare la sua dipartita vi porterò in un cimitero islamico nella parte europea di Istanbul, una metropoli turca che è sempre stata di moda. Cominciarono i nobili europei ai primi del 900: erano colti, ricchi e viziati, e dopo un viaggio di pochi giorni avvolti nel lusso dell Orient Express giungevano alla stazione Sirkeci, l ultimo avamposto dell Occidente. Istanbul divenne esclusiva nei primi anni 70: chi aveva tempo, danaro e lo spirito giusto ci andava in auto per spirito di avventura, poi si tuffava nell atmosfera del primo Oriente per assaporare gli umori crudi della sua cultura multiforme, i brividi misteriosi delle stradine intorno alla Balat Ahrida Sinagogu e lo sfacciato esotismo di una capitale orientale che era anche occidentale. Ora è cambiato tutto: Istanbul ha conservato, sì, le moschee storiche, il Topkapi letteralmente porta del cannone i musei, i palazzi del potere, ma ha perso buona parte della sua atmosfera. L aeroporto internazionale Atatűrk a Yeşilkōy è tra i più belli e trafficati al mondo, i grattacieli si sprecano, il verde pubblico è stato sacrificato sull altare della modernità (cioè dell edilizia selvaggia), è stato appena inaugurato un tunnel di oltre 16 chilometri, di cui 1,6 sotto le acque del Bosforo, l unica opera che unisce due continenti, Europa e Asia. Eppure la città è ancora una matura signora cui gli anni non hanno rubato il fascino: al ponte di Galata, sui barconi aleggia sempre il fumo bluastro e l odore intenso del balik, un panino cotto sul posto ripieno con un aringa alla griglia, cipolla e insalata, 5 lire turche, cioè 1.80 (niente), il tramonto sul Corno d Ora fa ancora male al cuore e gli sguardi obliqui delle ragazze parlano, muti, oggi come allora. Ma il tempo massifica tutto, ed eccoti Victoria s Secret, Benetton, Armani, il bello che è dappertutto. Per trovare un po della Istanbul di ieri bisogna evitare i quartieri centrali, Beşiktas, Taksim, Beyoglu, Màltepe, Fatih e andare a cercare i luoghi dove il traffico della città si spegne. Nella classifica delle cinque cose da non perdere a Istanbul, metterei in testa Santa Sofia, poi la Moschea Blu (Sultanahmet Cami), poi la Cisterna di Giustiniano (cinquanta anni fa, nel 1963, ci girarono anche una scena di A 007 dalla Russia con amore, con Sean Connery), poi il cimitero di Eyűp e infine il Bazar. Non ci metterei il Topkapi, sopravvalutato. Dunque, Eyűp. È un quartiere della Istanbul storica digradante sul mare, molto antico. Per raggiungerlo evitate il taxi (costoso e lento nel traffico) e il battello (poco costoso ma anche lui lento, si ferma ogni 200 metri). Meglio l autobus 99 a Eminonu, il quartiere più antico della città, dove sono Santa Sofia, la Moschea Blu, il Topkapi. A bordo, chiedete all autista di indicarvi la fermata della moschea di Eyüp. Qui giunti, fate un giro tra le vecchie case popolari in legno, colorate, e nel mercato sempre pulsante di vita, di colori, di profumi e di fetori nauseanti. Visitate quindi l imponente moschea, è dedicata, come il quartiere, a Eyüp ül Ensârî Halit Bin Zeyd, portabandiera di Maometto, caduto in battaglia mentre difendeva Costantinopoli dall assalto degli Arabi nel 669. Per i mussulmani, dopo la Mecca e Gerusalemme, è il terzo luogo più sacro dell Islam, quindi è Fardelli d Italia Non uno, ma trentacinque fardelli. E davvero pesanti In occasione della fine del 2013 vi regalo non uno ma trentacinque Fardelli d Italia, una zavorra dalla quale vorremmo essere sgravati almeno economicamente. Ma chi saranno mai? Imprenditori, attori, campioni sportivi? Macché: sono pensionati. Cominciamo con l Ingegner Mauro Sentinelli, già Direttore Generale di TIM, inventore della TIM Card (la prepagata): pensione lorda di ,55 il mese (avete letto bene, il mese). In pratica, in due giorni guadagna quanto un pensionato con la minima guadagna in un anno. Lo segue Alberto De Petris, ex manager di Infostrada, con lordi ,88 mensili, poi viene Mauro Gambaro, ex Presidente di Volare, compagnia aerea da tempo defunta, cui ne toccano ,91. Ed ecco Vito Gamberale, Manager di Stato, e Alberto Giordano, ex di J. P. Morgan, entrambi a Euro lordi mensili. Dopo i Top Five, segue il gruppo: Felice Crosta, ex burocrate della Regione Sicilia ( ,00 lordi il mese), Giuliano Amato, nel 1992 tuonò Così non si può andare avanti: serve una riforma delle pensioni : dal giorno 1 gennaio 1998 incassa una pensione INPDAP (l istituto di previdenza dei dipendenti pubblica, oggi confluito nell INPS) che ammonta a ,00 lordi mensili più la pensione da parlamentare di 9.363,00 lordi mensili, per un totale di ,00 lordi mensili. Recentemente è anche stato nominato Giudice della Corte Costituzionale con uno stipendio di annui lordi (circa netti), più 3 assistenti, 3 segretari, auto blu, cellulare, computer, rimborso spese. Ecco ora alcune singolarità: Luca Boneschi, radicale, fu eletto il 12 maggio 1998 e si dimise il 13 maggio 1998, cioè dopo un giorno: percepisce una pensione lorda di 3.108,00 il mese e la percepirà finché camperà. Angelo Pezzana e Piero Craveri, ex parlamentari radicali, rimasero in Parlamento per una settimana, poi cedettero il posto ad altri colleghi. A loro toccheranno per sempre gli 3.108,00 lordi il mese di cui sopra. Poi, il destino inverso: Lamberto Dini, l autore della più severa stretta pensionistica della storia repubblicana è condanna- to a percepire ,00 lordi mensili, cui aggiunge lo stipendio attuale da parlamentare di ,75 lordi, per un totale di ,75 lordi mensili. Luciano Violante l incorruttibile (come Robespierre), come ex parlamentare percepisce 9.363,00 lordi il mese e come ex magistrato altri 7.317,00 lordi il mese, per un totale di ,00. Romano Prodi è titolare di tre pensioni: come ex Presidente della Commissione Europea percepisce 5.283,00 lordi mensili, come ex parlamentare 4.725,00 lordi mensili, come ex prof universitario 4.246,00 lordi mensili, per un totale di ,00 il mese, cui va aggiunto il compenso dall ONU per la sua attuale attività nel Centro Africa. Mario Baldassarri, oltre allo stipendio da parlamentare ( ,75 lordi) percepisce una pensione da professore universitario di 3.815,00 netti più una pensione indiretta di 490,00, più una pensione di reversibilità di 934,00 netti mensili per la moglie deceduta. Giovanni Russo Spena: 5.510,00 netti mensili come parlamentare e ,00 netti come professore universitario, per un totale di 7.787,00 netti, Publio Fiori, ,00 lordi mensili come pensionato della Camera più ,00 lordi di INPDAP, per un totale di ,00 lordi mensili, Silvestre Liotta percepisce 6.590,00 lordi mensili come parlamentare più 8.000,00 lordi mensili come ex segretario generale dell Assemblea Regionale Siciliana, la mitica ARS, una infaticabile fabbrica di danaro (per chi di lavora), per un totale di ,00 lordi mensili. Ed ecco un caso umano: Toni Negri, professore universitario padovano. Condannato per associazione sovversiva e insurrezione armata contro i poteri dello Stato, nel 1983, mentre scontava la pena, fu candidato alla Camera dai radicali allo scopo di farlo uscire dal carcere (i parlamentari non possono essere detenuti, finché in carica). Venne eletto, uscì di galera ma dopo 64 giorni da deputato scappò a Parigi, evidentemente convinto che le sue velleità rivoluzionarie potessero essere meglio esercitate all ombra della torre Eiffel. O, più probabilmente, temendo che un imprevisto scioglimento delle camere lo riportasse nelle patrie galere. Per quei 64 giorni, oggi percepisce una pensione di 3.108,00 lordi al mese. È come se, dopo aver subito una rapina, voi sottoscriveste una pensione a favore del rapinatore. Come lui, percepiscono mensili lordi per aver trascorso qualche tempo in Parlamento Pasquale Squitieri ( regista ) Rossana Rossanda (pasionaria, abita a Parigi, a Saint Germain des Près perché il posto le piace, dice), Gino Paoli (cantautore) Fulco Pratesi (WWF), Enzo Bettiza (giornalista), Sandra Bonsanti (giornalista), Alberto Arbasino meta di imponenti pellegrinaggi. Quindi, niente bermuda e ciabatte infradito (lui) o spalle nude, magliette aderenti e braghe corte (lei), ma questo nemmeno a San Pietro. E niente foto, nemmeno ai bambini, quelli vestiti elegantemente con uno spadino e un cappello piumato con scritto Mashallah sono in attesa della circoncisione. Infine, se qualcuno nella moschea vi offre dolciumi o semplici caramelle, nastri policromi, pietre colorate, non rifiutate l offerta e non fategli l elemosina: non vi sta chiedendo o vendendo niente, è un gesto di ringraziamento per una grazia ricevuta. Usciti dalla moschea, chiedete dov è la funicolare: vi indirizzeranno verso una stradina dove è la stazione di partenza. In pochi minuti sarete in cima e godrete di uno dei più bei panorami del mondo: il Corno d Oro, un fiordo. Dopo aver goduto della vista, scendete a piedi attraversando il cimitero, irto secondo l uso islamico di colonne con incise preghiere, fra austeri cipressi e persone che parlano ai loro defunti e ne sistemano le tombe con inattesa, devota dolcezza. Dimenticavo: in cima al colle, poco lontano dall arrivo della teleferica, c è il caffè Pierre Loti. Il locale esiste da quasi un secolo e oggi è dozzinale all interno e con brutti tavolini di plastica all esterno, giustifica la sua esistenza grazie al Corno d Oro e a Pierre Loti, che vi trascorse lunghe giornate. Era uno scrittore francese nato nel 1850, il suo cognome era Viaud. A 17 anni si iscrisse all Ecole navale di Brest e nel 1872, a Tahiti, conobbe la regina Pomaré che gli diede il nome di Loti, un fiore tropicale. Nel 1877, durante un viaggio in Turchia conobbe Aziyadé, una giovane circassa dagli occhi verdi, una caucasica di una regione russa nota anche oggi per la bellezza delle sue donne. Faceva parte dell harem di un notabile turco, ma vissero un appassionata storia d amore che si troncò all improvviso quando lui fu costretto alla partenza. Prima che la nave salpasse, i due si promisero eterno amore e Aziyadè gli fece dono di un anello che aveva confezionato con i suoi gioielli. Quando Loti riuscì a ritornare a Costantinopoli cercò la sua amata ma scoprì che era morta. Di dolore, gli dissero. Loti, distrutto, scrisse per l amata Aziyadé, una dolcissima storia d amore, e Fantôme d Orient, trascorrendo le giornate a un tavolino del bar che ora porta il suo nome, gli occhi annegati in uno dei più bei panorami del mondo e nel cuore lo strazio di una felicità svanita troppo presto. È sepolto all Île d Oléron, vicino a dove era nato. Pochi conoscono la sua storia, una di quelle che vivono sempre gli altri. (L Amico del Tempo) (scrittore), Claudio Magris (germanista). Delle loro presenze in Parlamento non resterà traccia negli annali della Storia italiana, sui loro conti correnti sì. Poi ci sono i Presidenti Eterni, stile Corea del Nord, i politici di lunghissimo corso che in carriera sono stati tutti Presidenti di qualcosa. Erano già a Palazzo Madama o a Montecitorio quando la metà degli italiani non erano ancora nati, Gina Lollobrigida aveva 30 anni e Renzo Arbore correva dietro alle donne (lo fa tuttora, anche se non ricorda più perché). Sono Ciriaco De Mita, Paolo Cirino Pomicino, Vincenzo Visco, Gerardo Bianco, Rino Formica ( 9.363,00 lordi mensili) e Alfredo Biondi, Valerio Zanone, Antonio Del Pennino, Gavino Angius, Francesco D Onofrio ( 9,604,00 lordi mensili), pensioni che essi percepiranno sinché morte non sopraggiunga. Tutti costoro percepiscono queste somme in modo assolutamente legittimo, grazie alle normative vigenti. Ma chi ha fatto queste normative? I loro colleghi politici o loro stessi. E quando uno di loro morirà, a parte il sollievo delle esauste casse dello Stato, ci diranno che fu un esempio di rettitudine e di integrità, non certo che promosse la riduzione dei compensi dei colleghi parlamentari. A tutti, l augurio di un 2014 migliore degli ultimi 5 anni che lo hanno preceduto. E non dovrebbe essere una gran fatica. (Sting)

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