Rassegna Stampa. Lunedì 29 aprile 2013

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1 Rassegna Stampa Lunedì 29 aprile 2013 Rassegna Stampa realizzata da SIFA Srl Servizi Integrati Finalizzati alle Aziende Milano Via Mameli, 11 Tel Fax

2 Rassegna del 29 aprile 2013 SANITÀ LOMBARDIA Il Giornale Di Brescia 11 AIDO, 40 ANNI DI SOSTEGNO ALLA VITA Elisabetta Nicoli 1 Bresciaoggi 10 PREMIATI QUATTRO PROGETTI PER PREVENIRE IL DIABETE Lisa Cesco 3 Il Giorno - Milano 1, 4 GIOCHI PERICOLOSI Luca Zorloni 4

3 Aido, 40 anni di sostegno alla vita Si sono conclusi i festeggiamenti per l'anniversario con un corteo dalla sede di via Monte Cengio alla chiesa del Carmine. Sono in aumento le donazioni La giornata Alcuni momenti della cerimonia conclusiva delle celebrazioni per il quarantesimo di fondazione dell'aido di Brescia Con i suoi iscritti ripartiti in 56 gruppi comunali e un impegno quarantennale a tener viva e diffondere la «cultura del dono», l'aido di Brescia ha meritato una medaglia d'oro, consegnata ieri al presidente della sezione provinciale «Laura Astori» Lino Lovo «con immensa riconoscenza» dal presidente regionale Leonida Pozzi e dal vice Giovanni Ravasi. Il gesto di riconoscimento ha concluso, ieri nella sala Piamarta di via San Faustino, la cerimonia celebrativa del quarantennale, iniziata con il corteo lungo le vie cittadine dalla sede di via Monte Cengio alla chiesa del Carmine. La banda di Collebeato ha guidato il cammino a suon di musica, per lo schieramento di labari delle sezioni lombarde e dei gruppi comunali fino al tempio monumentale nel centro cittadino, dove il cappellano della Poliambulanza don Angelo Calorini ha celebrato la Messa in ricordo dei volontari defunti e di quanti, con il dono di organi, hanno reso possibile il rifiorire della vita in altre persone. L'incontro si è aperto con un minuto di silenzio. In quarantanni, hasottolineato il presidente della sezione provinciale, l'associazione è diventata grande e si è affermata come una delle più attive, mentre si conferma un trend di crescita. «Continueremo la nostra opera, perché c'è sempre bisogno di Osolidarietà ed impegno» ha detto Lovo ricordando le prossime presenze alla Mil- SANITÀ LOMBARDIA Pag. 1

4 le Miglia e all'arrivo del Giro d'italia. Quarantanni fa, l'iniziativa è stata lanciata dal giornalista Angelo Onger che aveva colto in un'intervista una nuova fonte di speranza per tanti malati e con un gruppo di amici e il supporto dell'avis ha dato inizio all'associazione. Nel tempo, ha ricordato, le leggi e le strutture hanno compiuto progressi, ma è sempre necessario l'impegno di sensibilizzazione, a fronte di una media nazionale di interpellati che negano il dono superiore al 30 per cento e di 9040 persone attualmente in lista d'attesa di un trapianto, rispetto ai 300 interventi che si contano mediamente in Italia in un anno. «Quel che fate dà senso alla vita: siamo fatti per donare, per occuparci di chi ci sta vicino» ha detto il sindaco Adriano Paroli portando il saluto e il ringraziamento della città. Creare cultura, dare ai giovani opportunità di protagonismo sono «compiti fondamentali» che l'aido assume, richiamati dall'assessore provinciale all'associazionismo Aristide Peli. Da sempre vicina nella condivisione dell'impegno di aiuto a chi soffre, l'avis con il consigliere Angelo Rizzardi ha portato un messaggio di saluto. Il ringraziamento dell'associazione nazionale trapiantati d'organi Anto è stato espresso dal presidente Angelo Prandelli nella serie degli interventi coordinati da Rosaria Prandini. Elisabetta Nicoli SANITÀ LOMBARDIA Pag. 2

5 SCUOLA L'associazione dei malati ringrazia 60 studenti dello Sraffa Premiati quattro progetti per prevenire il diabete Foto ricordo davanti all'ingresso della Loggia per gli studenti Sraffa Festa a Palazzo Loggia per i 60 studenti dell'istituto «Sraffa» che hanno partecipato al corso di educazione alla salute e ai corretti stili di vita promosso dall'associazione Diabetici della Provincia di Brescia. Durante l'anno scolastico la dottoressa Emanuela Zarra, medico consulente dell'associazione, e la psicologa Silvia Ciaccio hanno coinvolto le classi terze delle sezioni E e C a indirizzo socio-sanitario in momenti di approfondimento sul tema del diabete, patologia in continuo aumento. Divisi in 4 gruppi, i ragazzi hanno poi rielaborato quanto appreso, realizzando altrettanti progetti: unfilmatosul diabete senile, un libro interattivo per spiegare il diabete ai bambini e due approfondimenti sugli aspetti psicologici implicati nella malattia diabetica. NELLA SALA del Consiglio - presenti il sindaco Adriano Paroli, l'assessore ai Servizi Sociali Giorgio Maione e l'ex assessore regionale Margherita Peroni - tutti gli studenti hanno ricevuto un riconoscimento dell'associazione e una chiavetta Usb da utilizzare nello studio o nel tempo libero. «Questo progetto per le scuole superiori prosegue da diversi anni e si aggiunge alle iniziative che realizziamo con le terze medie di città e provincia per sensibilizzare sugli stili di vita sani - sottolinea la presidente dell'associazione Diabetici Edelweiss Ceccardi -. Per le classi che lo richiedono realizziamo anche screening di base su glicemia, pressione, girovita e peso», E dai questionari on line somministrati ai ragazzi, rivela Ceccardi, emerge come la cattiva alimentazione e la sedentarietà - fattori predisponenti al rischio di sviluppare diabete - siano diffusi fra i teenagers bresciani. Dalle scuole dell'obbligo al post-laurea, l'impegno dell'associazione si è concretizzato di recente anche nell'assegnazione di una borsa di studio da 20 mila euro - istituita grazie a un lascito della signora Tomasina Chitò - alla dottoressa Silvia Bontadini, specialista diabetologa che lavorerà per un intero anno all'ospedale Civile. EAssociazione, che conta oltre 6 mila iscritti in provincia, è in prima linea anche nel sostegno delle persone diabetiche attraverso l'offerta di molteplici servizi, e si adopera per dar voce a livello istituzionale alle istanze dei malati. LI.CE. SANITÀ LOMBARDIA Pag. 3

6 Slot machine, allarme della commissione antimafia * Rischio riciclaggio si tenta di ridurre i videopoker anche cambiando le regole dell'urbanistica: meno parcheggi e limitazioni sui rumori LA CITTÀ DELL'AZZARDO LE INCHIESTE LA FAMIGLIA DEI FLACHI IMPONEVA I SUOI VIDEOPOKER Al GESTORI DI LOCALI LE CONTROMISURE IL PRESIDENTE GENTILI: ANCHE L'URBANISTICA PUÒ LIMITARE IL FENOMENO SANITÀ LOMBARDIA Pag. 4

7 dilucazorloni IL COMUNE LA COMMISSIONE ANTIMAFIA Allarme slot machine «Rischio riciclaggio regole da cambiare» - MILANO - SLOT MACHINE sì, ma anche lavatrici. Strumenti di riciclaggio di denaro sporco per la criminalità organizzata. Il calderone è stato scoperchiato da alcune recenti inchieste della Procura di Milano. David Gentili, presidente della commissione consiliare antimafia del Comune, lo ha ricordato durante un incontro organizzato da Palazzo Marino all'acquario civico, per fare il punto sulle iniziative di associazioni ed enti cittadini per arginare la febbre da gioco. Gentili cita le inchieste Redux-Caposaldo e Valle-Lampada. Nel primo caso, ricorda, «la famiglia Flachi costituisce una società che distribuisce slot machine e propone ai bar contratti con la forza del cognome che portano, un modo per taglieggiare». NELLE INDAGINI sul clan Valle-Lampada invece, spiega il numero uno della commissione antimafia, «è emerso che le videoslot erano state scollegate nel primo mese di attività e fruttavano denaro illegale». Secondo quanto appurato dal pool del procuratore aggiunto Ilda Boccassini, il clan Valle-Lampada attraverso quattro società di prestanome aveva posizionato 347 macchinette in 92 locali di Milano e dell'hinterland, che avrebbero reso tra i 25mila e i 50mila euro al giorno. Le videoslot trasmettevano ai Monopoli di Stato dati falsi. E i proventi sfuggivano all'occhio del Fisco. Nel caso in cui i dati non vengano inviati, l'amministrazione autonoma che gestisce il sistema del gioco infligge multe di mille euro al giorno: trentamila euro al mese, pari a meno dell'incasso di un giorno. Cifra irrisoria quando il giro d'affari muove centianaia di migliaia di euro. Le macchinette sono una fabbrica di soldi e Milano, come molti altri Comuni in Italia, sta studiando strategie per arginarne la diffusione. Finora le armi adoperate da Palazzo Marino sono state spuntate. L'ordinanza comunale che imponeva alle sale scommesse di chiudere entro l'una di notte è stata sospesa dal tribunale amministrativo regionale. TRA LE BUONE pratiche da importare, secondo Gentili, «c'è il regolamento edilizio di Reggio Emilia che limita il numero di parcheggi per le sale scommesse e individua zone tutelate dall'inquinamento acustico». Le due disposizioni potrebbero essere adottate nel regolamento edilizio cittadino. L'altra strada che Milano potrebbe intraprendere, secondo Gentili, è quella di promuovere chi si comporta bene. In questo caso è Pavia a dare l'esempio. «Il Comune pavese spiega ha dotato i locali pubblici liberi da videoslot di un bollino blu per invitare i cittadini a un consumo consapevole». Tra le altre idee ci sarebbe anche quella di proporre sale scommesse trasparenti, sia per disincentivare i giocatori, che tendenzialmente non vogliono essere visti, sia per individuare minorenni alle slot. L'industria della dea Bendata, la terza in Italia per fatturato con circa cento miliardi l'anno, è una torta che fa sempre più gola, perciò la competizione per accaparrarsi spazi e clienti si è fatta spietata. Gentili si è fatto un'idea: «Le stesse concessionarie stanno pensando di limitare il numero di sale. Secondo me per non creare troppa concorrenza, altrimenti si riducono i profitti». L'INTERVISTA BONSIGNORE DI ASSOETICA La pubblicità inganna e lo Stato incassa «Serve una class action» - MILANO - dente di Assoetica, associazione per la forma- BRUNO BONSIGNORE, fondatore e presizione " sociale " dei mana er ' ha fatt0 della lot " SANITÀ LOMBARDIA Pag. 5

8 ta al gioco d'azzardo un impegno personale. Quando la sua squadra del cuore, la Juventus, ha stipulato un contratto di sponsor con una società di scommesse sportive e casinò online (ora è Jeep), ha deciso di farsi sentire. Comprando un pacchetto di azioni per poter parlare a viso aperto con la dirigenza bianconera. Come è nata la sua battaglia? «Sono juventino da sempre. Quando la Tuventus ha scelto come sponsor una società di gioco online, ho creduto che non fosse accettabile. È la squadra con il maggior numero di tifosi in Italia, non era corretto che avesse uno sponsor del settore delle scommesse». Come ha comunicato il suo dissenso? «Ho scritto alla società, ma non ho ricevuto risposta». Cosa ha fatto allora? «Secondo me una squadra deve essere alfiere di valori positivi. Così ho comprato un pacchetto di azioni della Juventus e mi sono presentato alla riunione degli azionisti. Ciascuno può intervenire per sette minuti. Ho preso la parola e ho detto che se noi juventini vogliamo esser bravi, non basta essere primi in campionato. Quando hai dei tifosi, quando sei un leader, hai delle responsabilità». E poi? «Come Assoetica abbiamo avviato un progetto per un tifo pulito e tollerante. Vogliamo tifosi "Fanetici", che è il nome del nostro programma, e non fanatici». E a Milano? «Abbiamo proposto all'assessore Majorino (Politiche sociali, ndr) di farsi portavoce di una class action contro chi ha responsabilità politica di questo "azzardo di Stato"». L.Z. SANITÀ LOMBARDIA Pag. 6

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