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1 D E L L A D I O C E S I D I C O M O ANNO XXXV MAGGIO 2010 E 1,20 PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A. SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO C è l idea e l appello ad una Italia contenta di sé, nel vivo della prolusione con cui il cardinale Angelo Bagnasco ha aperto l assemblea della Cei. C è l invito, ma al tempo stesso l esigenza, a decidere di volersi reciprocamente più bene. È uno dei tratti del suo modo di comunicare con il Paese e con la gente, quando la chiarezza delle idee si accompagna alla grande attenzione alle persone concrete, alla vita. Al cuore della preoccupazione pastorale dei vescovi c è la vita e la testimonianza di fede, e ci sono la famiglia e il lavoro. È il tempo della concretezza: Urge una politica che sia orientata ai figli, che voglia da subito farsi carico di un equilibrato ricambio generazionale. Sennò andiamo incontro e forse è già tardi ad un lento suicidio demografico. Lo stesso si può dire del lavoro, per il quale chiediamo un supplemento di sforzo e di cura all intera classe dirigente del Paese. Quel che è certo è che nell arco dei cambiamenti e dell incertezza, nella prospettiva di un nuovo innamoramento dell essere italiani, in una Europa saggiamente unita e in un mondo equilibratamente globale, la Chiesa e i cattolici ci sono, sono pronti a giocare la loro parte. Questo vale nella prospettiva lunga della riflessione e dell impegno per i 150 anni dall Unità, vale nella vitalità che il mondo cattolico ha testimoniato a Benedetto XVI nei giorni scorsi a piazza San Pietro, nel vivo delle polemiche mediatiche sugli episodi di pedofilia. La condanna è chiara e decisa come, nello stesso tempo, è altrettanto fermo il rifiuto di ogni possibile strumentalizzazione: Le azioni di Benedetto XVI sono eloquenti almeno quanto le sue parole. Ecco, allora, lo stringersi festoso intorno al Papa, ecco la folla variopinta delle aggregazioni laicali, che nello stesso tempo sono impegnate attivamente in un compito di tessitura. Questo comincia e si concentra proprio sull educare. È il tema dell assemblea della Cei, è il tema degli Orientamenti pastorali che saranno approvati per il prossimo decennio, è uno dei grandi temi del magistero di Benedetto XVI. Possiamo tutti cogliere, nella nostra esperienza quotidiana, come pure dalle cronache di tutti i giorni, come siamo di fronte all emergere di vistosi deficit nella filiera educativa. Quando si parla di relativismo e di secolarismo, ecco che ne vediamo gli effetti molto concreti, effetti di decomposizione. Allora bisogna investire. La Chiesa e i cattolici ci sono. La proposta è una grande intesa, alleanza, unione, la prospettiva di una stagione d investimento e di esempio. Sull obiettivo è difficile non concordare: Una nuova generazione di adulti che non fuggano dalle proprie responsabilità. Perché c è una differenza abissale, ripete il cardinale facendo eco al Papa, tra il vivere e il vivacchiare. E questo vale per tutte le singole persone, ma anche per le comunità, e a più forte ragione per i popoli e le nazioni. FRANCESCO BONINI INSIEME PER IL PAESE PRIMO PIANO È LA FESTA DEI POPOLI A PAGINA 3 E COMO GRATTA E VINCI SPECCHIO DELLA CRISI? bastato un breve viaggio tra alcuni rivenditori cittadini per trovare conferma ad una sensazione diffusa: il periodo difficile accresce il desiderio di tentare la fortuna. A PAGINA 12 COMO ARIA MIGLIORE MA I RISCHI RESTANO A PAGINA 13 COMO IL TRIBUNALE DEL MALATO COMPIE 30 ANNI Migliorata la situazione sanitaria nel comasco anche grazie al contributo di questa associazione. A PAGINA 14 COMO DONNE E MINORI NEL CAMMINO DELL INTEGRAZIONE A PAGINA 15 COMO S. CARPOFORO, GLI EX ALUNNI A PAGINA 17 COMO E...STATE AL MUSEO A PAGINA 19 COMO MEETING GUANELLIANO A PAGINA 20 FIGINO S. GASIAMOCI CON L ACQUISTO SOLIDALE A PAGINA 22 CHIAVENNA A DIECI ANNI DALLA MORTE DI SUOR MARIA LAURA Il 5 giugno, presso la Collegiata di San Lorenzo, alle ore 21.00, Messa da requiem di Mozart ; domenica 6 giugno, alle ore 16.30, Santa Messa nella Collegiata di San Lorenzo, presieduta dall arcivescovo monsignor Francesco Coccopalmerio, con la partecipazione del vicario generale monsignor Giuliano Zanotta. CASALZUIGNO LA MEMORIA DEL VESCOVO ZAFFRANI A 50 ANNI DALLA MORTE A PAGINA 26 MESSAGGIO DI PENTECOSTE DAL VESCOVO DIEGO A TUTTA LA DIOCESI A PAGINA 8 SONDRIO PROGETTI PER L AFFIDO FAMILIARE A PAGINA 27 REGOLEDO DI COSIO I CRESIMANDI INCONTRANO IL VESCOVO A PAGINA 30 PIANTEDO PELLEGRINAGGIO UNITALSI AL SANTUARIO DI VALPOZZO A PAGINA 29 SONDRIO IL NUOVO CAMMINO PASTORALE DELLA COMUNITÀ A PAGINA 33

2 P A 2G I N A RIFLESSIONI GENITORI BEATI DI UNA SANTA ZELIA E LUIGI ue biografie sono ap- in libreria in Dparse questi mesi per tratteggiare le figure di Zelia Guerin e Luigi Martin, genitori di santa Teresa di Lisieux. Entrambi i libri hanno come autori due coppie di sposi, e questo rende ancora più significativo il racconto che essi fanno della vicenda umana e cristiana di Zelia e Luigi, beatificati il 19 ottobre Il primo volume, tradotto dal francese per i tipi di Paoline all inizio di quest anno, è stato pubblicato nel paese d origine proprio in occasione della beatificazione. Lo scritto si propone come un intelligente biografia volta a smitizzare il quadro, a tratti eccessivamente idealizzato, a tratti oltremodo cupo, che l immaginario collettivo ha tramandato dei genitori di Teresina di Lisieux, a favore di una lettura più umana, autentica e serena del loro cammino d amore verso il Padre, scevra da inutili accanimenti come continui riferimenti a un morboso dolorismo che alcuni critici hanno voluto leggere nelle relazioni della famiglia Martin. Frequenti sono i riferimenti alle fonti, e il testo non manca di rigore storico-scientifico, ma la prosa agile e arguta sa restituire il tutto in un contesto Parola noi FRA PR 8,22-31 SAL 8 RM 5,1-5 GV 16,12-15 È l intuizione amorosa che sa cogliere il volto del Dio di ANGELO SCEPPACERCA PRIMA SETTIMANA del Salterio moderno e umanissimo. Autori di questo volume sono una giovane coppia che vive in Francia con quattro figli, Alice ed Henri Quentin. L altro volume, appena pubblicato dalle edizioni San Paolo, ha come autori Giulia Paola Di Nicola e Attilio Danese, sposi dal 1971, entrambi saggisti e genitori di due figli musicisti e docenti nei conservatori. Attraverso le pagine della biografia si coglie il percorso di due incomparabili genitori, esempio di amore e vita cristiana. L entusiasmo di molti e a seconda delle reazioni il disagio degli intellettuali di fronte a questa coppia singolare di sposi è legato ad alcune caratteristiche anomale di un amore che contrasta con la cultura dei nostri tempi. Sarebbe un errore abbandonare la storia di questi coniugi alle sopravvivenze del passato. Meglio non lasciarsi irretire da certe forme desuete per arrivare al nucleo prezioso di due anime sinceramente e totalmente desiderose di dare a Dio il primo posto e di fare la Sua volontà qualunque essa fosse. Nonostante il riserbo nella espressione dei sentimenti, Zelia e Luigi sono stati capaci di un amore di rara intensità, un mix formidabile, capace di resistere e trionfare sulle umiliazioni, le morti e i fallimenti. LA STORIA DI MARIANNA SALTINI MAMMA NINA... Il Padre è l angelo seduto a destra (la sinistra per noi che guardiamo) Il suo mantello rosa la- Marianna Saltini, vedova Testi, chiamata Mamma Nina ( ), è la sorella di don Zeno. Le opere a cui i due fratelli si sono rispettivamente consacrati sono certamente ricollegabili all esperienza di famiglia allargata dove sono cresciuti, che entrambi hanno finito col superare creando nuove famiglie, unite da legami non più fondati su vincoli di sangue ma di natura spirituale. Rimasta vedova a quarant anni e con sei figli, Marianna avverte una pressante chiamata a una vita più evangelica, un invito a vivere una nuova maternità. Co- mincia così a raccogliere alcune bambine abbandonate, dando avvio a quella che sarebbe poi diventata la Casa della Divina Provvidenza, aperta all accoglienza di un numero crescente di fanciulle cui non diede tanto una sistemazione quanto piuttosto una famiglia. È stata dichiarata serva di Dio da Giovanni Paolo II nel Il volume, a due voci, indaga la sua figura sia sotto il profilo storico, sia dal punto di vista del complesso percorso spirituale da lei compiuto. ERMENEGILDO MANICAR- DI - PAOLO TRIONFINI, Mamma Nina, EDB, pagine 90, euro 7,50. SS. TRINITÀ - ANNO C STRADE PER ACCOSTARSI AL MISTERO DI DIO Dov è tutta intera la verità? O, come disse Pilato, cos è la verità? È Dio. Tutta la verità è nella Trinità, Padre e Figlio e Spirito; sapienza incommensurabile per ognuno, inversamente proporzionale alla nostra superbia. Ci vuole lo Spirito per entrare nella verità che è vita e salvezza, sopravvivenza e speranza, gioia di dare e di sentirsi amati. Per questo lo Spirito Santo è il dono più grande del Risorto Ȧnche oggi, chi è abitato dallo Spirito ha coraggio e coerenza, vive contro corrente, è lampada sul tavolo, sa stare in croce. Perché non è mai solo, abita in Dio Trinità. Utopia? Non avete mai conosciuto una famiglia o una comunità che prega, che lavora, che perdona, che rimane unita, che soccorre il prossimo, che accoglie chi è in difficoltà, che condivide le gioie e i dolori? Ci si accosta con umiltà al mistero di Dio non con l algebra GIULIA PAOLA DI NICOLA - ATTILIO DANESE, Un amore scritto in cielo, San Paolo, pagine 248, euro 14,00. ALICE ED HENRI QUANTIN, Zelia e Luigi Martin, Paoline, pagine 118, euro 12,50. (1=3), ma con l intuizione amorosa che sa cogliere il volto del Dio che è per noi (allora la famiglia nella quale ognuno vive per l altro gli assomiglia e si illuminano tutte le relazioni umane). Un altra strada per entrare in Dio è l arte, ma quella piena del soffio dell anima. Andrej Rublev ha dipinto l icona più famosa del mondo, la Trinità. Non è raffigurato il Dio uno in tre persone, ma tre angeli, i tre pellegrini che fecero visita ad Abramo, seduti ad uno stesso tavolo. Sono tre, ma una cosa sola, su una pedana che stacca dalla terra e seduti sullo stesso trono. Portano tutti il colore della divinità, l azzurro, del mantello o della tunica; tengono in mano il bastone del pastore, di chi guida ed è maestro. La mano destra di ognuno si muove per benedire. Sono tre giovani, hanno la stessa età e si somigliano, hanno lo stesso volto. La diversità è nel posto di seduta: uno a sinistra, uno al centro e uno a destra. NOVITÀ IN LIBRERIA BIOGRAFIE DI SANTI BERNARDO DI AOSTA - Tra le vette delle Alpi, alla scoperta di una millenaria tradizione di accoglienza cristiana per conoscere meglio san Bernardo d Aosta, patrono degli sciatori e degli alpinisti. Nel luogo abitato più alto d Europa, san Bernardo d Aosta fondò intorno al 1050 il celebre ospizio che porta il suo nome. Collocata nel punto mediano della Via Francigena, la casa ospitale era aperta a chiunque fosse in viaggio. La millenaria tradizione di accoglienza è viva ancor oggi nella congregazione dei canonici. MARIELLA CARPINEL- LO, Bernardo di Aosta, San Paolo, pagine 132, euro 12,50. SAN FRANCESCO DI SALES - San Francesco di Sales ( ), vescovo di Ginevra, dottore della Chiesa, è noto per lo più come zelante predicatore, difensore della dottrina cattolica, fondatore dell Ordine della Visitazione. Pochi, però, sono a conoscenza delle lotte che egli dovette sostenere contro il demonio e le avversità che gli si presentavano nell esercizio del suo ministero. A questo aspetto della figura di Francesco di Sales è dedicato il volume di padre Gilles Jeanguenin, che, attraverso testi tratti dalle opere del santo e vicende della sua vita, ne delinea un ritratto di grande esorcista, dotato di profondo e illuminato discernimento spirituale. GILLES JEANGUENIN, San Francesco di Sales e la sua lotta contro il diavolo, Paoline, pagine 144, euro 12,00. SAN RAFAEL ARNAIZ BARON - Paolino Beltrame Quattrocchi - morto a 99 anni nel 2008 nel monastero romano delle Frattocchie dopo 84 anni di professione monastica e 75 di sacerdozio, figlio dei beati Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi - traccia in questo libro un profilo di San Rafael Arnaiz Baron, oblato trappista nato a Burgos nel 1911 e spentosi a soli 27 anni a causa di un diabete mellito. Una figura che colpisce per la docilità allo Spirito e per la determinazione a rispondere alla chiamata del Signore. La biografia pubblicata da Cantagalli rende ragione ad una fama che cresce di giorno in giorno e che attira molte persone verso la sua spiritualità e la sua vita contemplativa. PAOLINO BELTRAME QUAT- TROCCHI, Nel fascino dell Assoluto, Cantagalli, pagine 208, euro 15,00. BEATO LUIGI MARIA MONTI - Luigi Monti ( ) dedicò la vita di consacrato a Dio curando i malati con passione e con scrupolo, in ospedale e a domicilio, ricchi o poveri che fossero. Focalizzò da ultimo la sua strategia di amore verso gli orfani per i quali volle essere il padre premuroso e attento. Ottenne da Dio che questi ideali di carità divenissero gli ideali di molti discepoli, designati come Figli dell Immacolata Concezione. Il libro illustrato, scritto da un attuale discepolo del beato, ne racconta con passione la vita e le opere. GIOVANNI CAZZANI- GA, Beato Luigi Maria Monti, Elledici - Velar, pagine 48, euro 3,50. Nella stessa collana, agili volumetti presentano la biografia di santi e testimoni. Segnaliamo gli ultimi titoli apparsi: Beato Angelo d Acri, San Gabriele dell Addolorata, Beato Sebastiano Valfré, Padre Arsenio da Trigolo, Madre Pia Gullini, Beato Andrea da Spello, Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, San Giuseppe Marello, San Girolamo Miani, Beata Maria Candida dell Eucaristia, Ignazio di Loyola, San Francesco di Sales, Sant Agnese di Assisi, Madre Maria Eleonora Giorgi. Un altra strada per entrare in Dio è l arte. Andrej Rublev ha dipinto l icona più famosa del mondo, la Trinità. a cura di AGOSTINO CLERICI scia trasparire il blu della tunica. Dietro ha la casa, l universo creato. È eretto rispetto agli altri due più inchinati, reclinati verso di Lui. Al centro è l angelo immagine del Figlio, con la tunica regale di porpora listata d oro. Dietro ha un albero, è la croce. Infine l angelo alla nostra destra, lo Spirito vivificante con il mantello verde, il più inclinato e tenero di tutti: è il lato materno della Trinità poiché nella lingua di Gesù ruach è femminile, termine vicino al grembo materno e alla misericordia, alla compassione. Dietro a lui è la montagna, luogo d incontro con la divinità, dove la terra tocca il cielo. In mezzo, sulla tavola, c è una coppa con un agnello sgozzato. Il nostro Dio è amore capace fino al sacrificio della vita e che ci viene dato ogni volta nel pane eucaristico: ecco l agnello di Dio! Il tavolo ha quattro lati, ma loro sono tre. Il quarto è libero, attende noi che guardiamo, è il nostro posto.

3 CHIESA PRIMOPIANO 3 DOMENICA 30 MAGGIO A COMO IN CATTEDRALE PER UNA FESTA DI POPOLI Uuna festa di popoli... Con la S. Messa di domenica 30 maggio la Cattedrale di Como torna ad aprire le porte a volti e colori del mondo. Un arcobaleno di anime, unite dalla comune fede, per un giorno raccolte insieme dentro il cuore pulsante della chiesa comasca. Dinanzi al suo primo pastore: il vescovo Diego Coletti. È la Festa dei Popoli un evento che si rinnova dal L occasione per ritrovarsi, ad un anno di distanza, stranieri e italiani di fede cattolica. Per riaffermare il senso di un comune sentire, per riscoprirsi membra di un unica Chiesa. La formula è sempre la stessa. La celebrazione eucaristica, alle ore 17, quindi un momento di fraternità. Insieme le comunità straniere cattoliche più rappresentative in città (filippini, latino americani, srilankesi, ucraini, africani e comaschi). «L appuntamento è importante - ci spiega don Umberto Gosparini, responsabile della pastorale Migranti per la diocesi di Como -, perché dà ragione del colore che, pian piano, anche il nostro territorio sta assumendo. È un occasione di visibilità per gli stranieri cattolici oggi residenti nel comasco. Ma soprattutto un momento di incontro, l opportunità di un abbraccio con la comunità cristiana comasca». La Festa dei Popoli offre, come sempre, lo spunto per un bilancio. Per una lettura del fenomeno migratorio e della sua reale immersione nel tessuto sociale comasco. «La Festa dei Popoli - prosegue don Umberto - è l espressione più visibile di un lento cammino di comunione al quale da tempo la comunità cristiana comasca sta lavorando. Un cammino condotto su due livelli. Un primo strettamente parrocchiale, che mira ad accogliere lo straniero senza farlo sentire diverso. In questo senso le singole comunità sono chiamate a lavorare con, non ad attendersi una specifica pastorale che fornisca le istruzioni per un ideale integrazione. Non a caso ho parlato di comunione. Lo straniero va accolto e coinvolto in parrocchia con lo stesso spirito con cui ci si apre ai giovani, agli anziani, etc. Certo non vanno trascurate le diversità, e per questo è necessaria una specifica attenzione e cura alle relazioni. Ma non si tratta di aprire le porte al diverso, bensì di trovarsi reciprocamente. Il rapporto lo si costruisce venendosi incontro gli uni verso gli altri, accogliendosi con fede e reciprocità. Troppo spesso, girando tra le varie comunità, sento parlare di noi e di loro. Un approccio indice di una distanza che ancora percepiamo, ma che siamo chiamati a superare. Se mi si permette il gioco di parole nel noi è importante trovino spazio anche loro. È insieme che costruisce una vera comunione. Ecco allora la necessità di accogliersi nella diversità, facendo tesoro delle reciproche differenze. Come è sacrosanto pretendere dallo straniero che rispetti la legge del Paese in cui risiede, non lo è altrettanto esigere che se ne appropri anche della cultura. Incontrarsi vuol dire permettere che due mondi si tocchino, si intreccino. Si tratta di uno scambio di profonda ricchezza, in cui si dà e si riceve alla stessa maniera. Senza che nessuno abbia la pretesa di ammaestrare l altro Uno stile, quest ultimo, che percepisco ancora vivo nella società civile ma che vedo rispecchiato, troppo spesso, anche nella comunità cristiana. Comunità che devono imparare, invece, a proporsi davvero come luoghi di incontro, condivisione, comunione, appunto.». «Qui si gioca il primo livello del cammino avviato. Il secondo - continua don Gosparini -, strettamente legato al primo, si fonda sulla consapevolezza di quanto sia importante, per le comunità straniere cattoliche residenti in città, mantenere vivo il legame con le proprie origini. Preservare la propria cultura, le proprie tradizioni. Da qui l impegno a favorire anche specifici momenti di aggregazione, perché venga mantenuta viva la propria identità». Così ogni domenica, presso la chiesa di S. Eusebio, viene celebrata la S. Messa alle ore 18.30, aperta a tutti gli stranieri cattolici del territorio. Sempre in S. Eusebio, ogni 1 e 3 domenica del mese un sacerdote proveniente da Milano celebra la S. Messa per la comunità filippina. Una volta al mese le porte di S. Eusebio si aprono alla comunità srilankese, con una cerimonia religiosa presieduta, anche in questo caso, da un sacerdote che giunge appositamente dal capoluogo lombardo. Una comunità numericamente rilevante, ma abbastanza nuova, è quella ucraina, per la quale padre Ruslan Metodio Lyubeznyy celebra la S. Messa ogni domenica in S. Donnino. Dall ottobre scorso, infine, anche la comunità africana ha un suo momento di preghiera, presso la chiesa di S. Rocco, con la S. Messa ogni terza domenica del mese. «Questi momenti rappresentano un occasione, preziosa, per non perdere contatto con il proprio mondo. Mantenendo, però, viva la consapevolezza che il luogo in cui devono crescere e camminare quotidianamente è la comunità parrocchiale in cui risiedono. Per questo, ormai da qualche anno, non accetto, tranne che per casi eccezionali, di celebrare matrimoni o battesimi in S. Eusebio, rimandando alle parrocchie di appartenenza» Un cammino che, lentamente, sta dando i buoni frutti. All orizzonte resta la fatica legata alla presenza delle sette. «La diffusione delle sette, sul nostro territorio, resta un problema molto serio - conclude don Umberto -, vista la facilità con la quale raggiungono e accolgono gli stranieri appena arrivati in città. La loro forza sta proprio nel calore con cui si offrono ai nuovi giunti, nella caparbietà con cui si prodigano per risolvere i loro problemi. È una sfida, questa, sulla quale dobbiamo imparare a misurarci. Il compito dell accoglienza del nuovo arrivato deve spettare alle comunità straniere di appartenenza che non devono far sentire solo chi arriva. Anche in questo modo si lavora ad un reale percorso di comunione». MARCO GATTI VEGLIA DI PENTECOSTE LA PARTENZA PER LA MISSIONE DIOCESANA IN CAMEROUN A FINE DI AGOSTO IL MANDATO MISSIONARIO A DON ALBERTI I nvestito dal segno della Croce sia guida e sostegno, risuoni nelle sue parole la voce di Cristo e conduca al Padre una moltitudine di figli. Con queste parole il Vescovo di Como, mons. Diego Coletti, ha benedetto don Alessandro Alberti inviato all annuncio del Vangelo nella missione diocesana di Maroua-Mokolo. Un mandato missionario accompagnato da un gesto: la consegna della croce di legno che il sacerdote, originario di Morbegno, porterà con sé in Africa. E stato questo uno dei momenti più intensi della veglia di Pentecoste celebrata in Duomo a Como nella sera di sabato 22 maggio. All inizio della celebrazione è stata Gabriella Roncoroni, direttore dell Ufficio Missionari, a presentare don Alessandro all assemblea. Molti i fedeli presenti provenienti in particolare dalla parrocchia di Morbegno, dove il sacerdote è nato, e dalle comunità di Bormio e S. Siro a Lomazzo, dove è stato rispettivamente vicario e parroco. Nell omelia il Vescovo ha sottolineato come non a caso La festa dei Popoli dello scorso anno (foto William) don Alessandro riceve la croce dal Vescovo il mandato missionario venisse affidato nella festa missionaria per eccellenza: la Pentecoste. E lo spirito di questa pentecoste ha spiegato mons. Coletti - che deve permeare le nostre comunità perché è da questo spirito che parte la missione. Ci vuole una Chiesa capace di speranza, ma la speranza non ha come oggetto la nostra personale salvezza. La beata speranza è che venga il nostro salvatore Gesù Cristo, per questo mondo, per questa Africa martoriata, per queste popolazioni alle quali abbiamo rubato molto e dato quasi niente. Questa speranza ha proseguito il Vescovo - è ciò di cui noi dovremmo essere testimoni. Una speranza che non è alienazione o una facile pacca sulla spalla per incoraggiamento superficiale, ma accompagnamento, prossimità, annuncio del Vangelo, della presenza di Dio don Alessandro e don Angelo attraverso la presenza fattiva della Chiesa. Una speranza che ci faccia tutti profeti. Rivolto all assemblea e ai rappresentanti dei gruppi missionari presenti il Vescovo ha ricordato come non sono io a mandare don Alessandro, ma siamo noi, Chiesa di Como, a mandare questi nostri preti in Africa. Ad accogliere don Alberti nella comunità dei fidei donum presenti in Cameroun (quattro sacerdoti e tre laici) è stato don Angelo Mazzucchi di rientro in diocesi per un periodo di riposo. Per l occasione don Angelo ha regalato al sacerdote una camicia con l immagine del buon Pastore che solitamente indossano i sacerdoti nella diocesi di Maroua-Mokolo. Ricevendo il dono, don Alessandro, ha ricordato come il primo sì alla missione l avesse pronunciato proprio in quella stessa sede il giorno che fu ordinato sacerdote. In questi giorni don Alberti si sta riposando dopo il periodo di studio a Parigi per imparare il francese. Nel mese di luglio frequenterà il corso per i missionari in partenza per la missione organizzato dal CUM (Centro Unitario Missionario) di Verona che precederà la sua partenza prevista per il 30 agosto prossimo. Nei prossimi mesi, tornerà, invece, definitivamente in diocesi, don Giusto Della Valle. M. L.

4 P A 4G I N A SOCIETÀ INTERNIESTERI COLPO D OCCHIO A LIVELLA PER LE PENSIONI D ORO A veva visto giusto Totò: la morte è una livella. Mette tutti sullo stesso piano. Il netturbino della celebre poesia lo dice chiaro e tondo al marchese: Qua dentro, lo vuoi capire, che siamo uguali? Morto sei tu e morto sono pure io, ognuno come a un altro è tale e quale. Un re, un magistrato, un grand uomo, entrando da questo cancello hanno fatto il punto che hanno perso tutto, la vita e pure il nome. Tu ancora non ti sei fatto questo conto?. Sì, d accordo, manca il dialetto napoletano e, soprattutto, la recitazione di Totò, ma non occorre proseguire oltre: il concetto è chiaro. Gran bella cosa la parità, a livella, dopo la morte, però altrettanto bella sarebbe una parità da attuarsi prima, quando i morituri - la parola non suoni iettatoria: siamo tutti morituri, e i pensionati, di questi si vuole qui parlare, si presume lo siano a scadenza più ravvicinata -, quando i morituri, dicevamo, sono ancora vivi e godono la pensione: chi la gode di fame, e chi la gode d oro. Ecco dove dovrebbe intervenire a livella, ecco dove tagliare, anzi, con termine meno traumatico, livellare: le pensioni d oro. Ammesso ma non concesso, direbbe ancora Totò, che sia giusto e giustificato andare in pensione con diecimila e più euro al mese, in base alla retribuzione goduta in precedenza e ai contributi versati, ditemi voi che cosa deve farsene un pensionato di tal fatta con un simile appannaggio mensile una volta arrivato alla soglia dei 75 anni, quando si presuppone che sopraggiunga la pace dei sensi in tutti i sensi. Investire ancora in case? Acquistare auto o barche di lusso? Darsi ai bagordi o alle crociere? Oppure incrementare ancora il proprio conto in banca per poi lasciare tutto a figli e nipoti col rischio di farli litigare una volta inumato il caro estinto? A livella, a livella!, invocherebbe Totò. E il netturbino ancora in vita al marchese di turno direbbe: In questo mondo, ben prima di andare all altro, i vecchi sono, siamo tutti uguali. Vecchio pensionato sei tu e vecchio pensionato sono pure io, ognuno come a un altro è tale e quale. Ti vuoi mettere in testa che come mangi tu devo mangiare pure io. Ancora non ti sei fatto questo conto?. Una livella in vita ci vorrebbe, altro che post mortem! Un re (oggi magari un ex presidente della Repubblica), un magistrato, un grand uomo, come il dirigente dell Agenzia rifiuti della Regione siciliana andato in pensione con un assegno di euro al mese mentre i palermitani avevano la spazzatura sotto casa (ma il particolare è trascurabile), insomma per tutti i titolari, e ce ne sono!, di pensioni d oro, superati i 75 anni dovrebbe scattare il livellamento della pensione, fosse pure giusto - ripetiamo - il meccanismo che ha consentito loro di godere di simili trattamenti privilegiati. Un livellamento in linea con quelle che sono le pensioni in grado di assicurare una vita modesta ma dignitosa a tutti. Sarebbe una sorta di riparazione penitenziale per chi fino allora ha goduto e stragoduto di una pensione d oro. E con i soldi risparmiati si dia una boccata d ossigeno a tutti quei pensionati costretti oggi a campare con meno di 500 euro al mese. PIERO ISOLA ITALIA LA PROLUSIONE DEL CARD. BAGNASCO Servire con simpatia «L a Chiesa non porta avanti se stessa, ma serve l uomo con la simpatia di Dio. Così il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha sintetizzato la missione della Chiesa, aprendo il 24 maggio la 61ª assemblea generale della Cei, in corso in Vaticano fino al 28 maggio. La felicità piena della Chiesa, che viene da Cristo, non viene meno anche a fronte dei nostri tradimenti, ha esordito il cardinale, secondo il quale la missione della Chiesa consiste nel dire all uomo contemporaneo, talora frastornato e triste, che nessuno è orfano. (Il testo integrale della prolusione è disponibile su Agensir.it sezione Documenti ). Il dramma della pedofilia. La Chiesa italiana - ha assicurato il cardinale - ha affrontato e affronta la questione della pedofilia attraverso l inderogabile compito di fare giustizia nella verità, consapevoli che anche un solo caso in questo ambito è sempre troppo, specie se il responsabile è un sacerdote. In nessuna stagione, le parole del cardinale, la Chiesa ha inteso sottovalutare il dramma della pedofilia, e l episcopato italiano ha prontamente recepito le direttive chiare e incalzanti che da tempo sono impartite dalla Santa Sede, improntate alla determinazione a fare verità fino ai necessari provvedimenti, una volta accertati i fatti. L opinione pubblica come le famiglie - è il messaggio centrale del card. Bagnasco - devono sapere che noi, Chiesa, faremo di tutto per meritare sempre, e sempre di BENEDETTO XVI NELLA SOLENNITÀ DI PENTECOSTE Il Papa invita a pregare per la Cina Lo Spirito Santo crea unità e comprensione e le persone, spesso ridotte a individui in competizione o in conflitto tra loro, raggiunte dallo Spirito di Cristo, si aprono all esperienza della comunione, che può coinvolgerle a tal punto da fare di loro un nuovo organismo, un nuovo soggetto: la Chiesa. Lo ha detto Benedetto XVI celebrando, domenica mattina, la messa nella solennità di Pentecoste, nella basilica vaticana. Questo ha chiarito è l effetto dell opera di Dio: l unità; perciò l unità è il segno di riconoscimento, il biglietto da visita della Chiesa nel corso della sua storia universale. Fin dall inizio, dal giorno di Pentecoste, essa (la Chiesa, ndr) parla tutte le lingue. La Chiesa non rimane mai prigioniera di confini politici, razziali e culturali; non si può confondere con gli Stati e neppure con le Federazioni di Stati, perché la sua unità è di genere diverso e aspira ad attraversare tutte le frontiere umane. Ciò non significa che l unità creata dallo Spirito Santo sia una specie di egualitarismo. Al contrario, questo è piuttosto il modello di più, la fiducia che generalmente ci viene accordata anche da genitori non credenti o non frequentanti. Non risparmieremo attenzione, verifiche, provvedimenti; non sorvoleremo su segnali o dubbi; non rinunceremo a interpretare, con ogni premura e ogni scrupolo necessari, la nostra funzione educativa. Vivere, non vivacchiare. Oggi serve una generazione di adulti che non fuggano dalle proprie responsabilità perché disposti a mettersi in gioco, a onorare le scelte qualificanti e definitive, a cogliere la differenza abissale tra il vivere e il vivacchiare. Soffermandosi sul tema principale dell assemblea dei vescovi gli Orientamenti pastorali , incentrati sulla dimensione educativa il cardinale ha affermato che il compito degli adulti consiste nel superare incertezze e reticenze, per recuperare una nozione adeguata di educazione che si avvicini alla paideia, cioè ad un processo formativo articolato ma mai evasivo rispetto alla verità dell essere, ad una capacità di distinguere ciò che è bene da ciò che è male, ad una concreta disciplina dei sentimenti e delle emozioni. L unità d Italia è una conquista. L unità del Paese resta una conquista e un ancoraggio irrinunciabili: ogni auspicabile riforma condivisa, a partire da quella federalista, per essere un approdo giove-vole, dovrà storicizzare il vincolo unitario e coerentemente farlo evolvere per il meglio di tutti. È la posizione dei vescovi italiani sull imminente 150 anniversario dell Unità d Italia. È l interiore unità e la consistenza spirituale del Paese ciò che preme ai vescovi, che si dicono certi che i credenti in Cristo continueranno a sentirsi, oggi come ieri, oggi come nel 1945 all uscita dalla guerra, oggi come nel 1980, nella fase più acuta del terrorismo, tra i soci fondatori di questo Paese. Di qui l auspicio che i 150 anni dall unità d Italia si trasformino in una felice occasione per un nuovo innamoramento dell essere italiani, in una Europa saggiamente unita e in un mondo equilibratamente globale. Rettificare la sentenza sul Crocifisso. Una sentenza discussa, accolta con lo stupore dell incredulità, in quanto frutto di un malinteso senso della laicità. Così il card. Bagnasco ha definito la sentenza della Corte dei diritti dell uomo di Strasburgo sull esposizione del Crocifisso nelle scuole italiane. Di qui l auspicio di una lungimirante rettifica in sede di ricorso nel prossimo mese di giugno, in forza anche delle ragioni che in modo autorevole e competente sono state espresse in diverse sedi, essendosi trattato di un pronunciamento che non solo contraddice la giurisprudenza consolidata della stessa Corte, ma trascura del tutto fino a negarle le radici iscritte nelle costituzioni, nelle leggi fondamentali sulla libertà religiosa e nei concordati della stragrande maggioranza dei Paesi membri. No al suicidio demografico. Per il card. Bagnasco, l Italia sta andando verso un lento suicidio demografico. Gli scenari preoccupanti attuali, e le previsioni non incoraggianti sotto il profilo sociale e culturale manifestano, dunque, l urgenza di una politica che sia orientata ai figli, che voglia da subito farsi carico di un equilibrato ricambio generazionale. Di qui l appello della Cei ai responsabili della cosa pubblica affinché pongano in essere iniziative urgenti e incisive : Proprio perché perdura una condizione di pesante difficoltà economica, bisogna tentare di uscirne attraverso parametri sociali nuovi e coerenti con le analisi fatte, a partire dal quoziente familiare. Riforme sul lavoro. Il protrarsi della crisi economica mondiale si sta rivelando sorprendentemente tenace, e i provvedimenti ultimamente adottati in sede comunitaria hanno, da un lato, arrestato lo scivolamento verso il peggio, dall altro, però stanno imponendo nuove ristrettezze a tutti i cittadini. Dinanzi a questo scenario, la Cei tramite il card. Bagnasco lancia un appello ai responsabili di ogni parte politica a voler fare un passo in avanti, puntando ad un responsabile coinvolgimento di tutti e a procedere, senza ulteriori indugi, a riforme che producano crescita. Babele, cioè l imposizione di una cultura dell unità che potremmo definire tecnica. In realtà, l unità dello Spirito si manifesta nella pluralità della comprensione. La Chiesa è per sua natura una e molteplice, destinata com è a vivere presso tutte le nazioni, tutti i popoli, e nei più diversi contesti sociali. Essa risponde alla sua vocazione, di essere segno e strumento di unità di tutto il genere umano, solo se rimane autonoma da ogni Stato e da ogni cultura particolare. Sempre e in ogni luogo la Chiesa dev essere veramente, cattolica e universale, la casa di tutti in cui ciascuno si può ritrovare. Non solo: Lo Spirito Santo coinvolge uomini e popoli e, attraverso di essi, supera muri e barriere. Cinquanta giorni dopo Pasqua, lo Spirito Santo come vento e come fuoco scese sugli Apostoli radunati nel Cenacolo e li rese capaci di predicare con coraggio il Vangelo a tutte le genti. Lo ha sottolineato Benedetto XVI, prima di recitare il Regina Cæli da piazza San Pietro. Il mistero della Pentecoste, vero battesimo della Chiesa, non si esaurisce però in esso. La Chiesa infatti vive costantemente della effusione dello Spirito Santo, senza il quale essa esaurirebbe le proprie forze, come una barca a vela a cui venisse a mancare il vento. La Pentecoste, ha detto il Papa, si rinnova in modo particolare in alcuni momenti forti, a livello sia locale sia universale, sia in piccole assemblee che in grandi convocazioni. I Concili, ad esempio, hanno avuto sessioni gratificate da speciali effusioni dello Spirito Santo, e tra questi vi è certamente il Concilio Ecumenico Vaticano II. Possiamo ricordare anche ha aggiunto il celebre incontro dei movimenti ecclesiali con il venerabile Giovanni Paolo II, qui in piazza San Pietro, proprio nella Pentecoste del D altro canto, la Chiesa conosce innumerevoli pentecoste che vivificano le comunità locali. Il Santo Padre ha ricordato che non c è Chiesa senza Pentecoste e non c è Pentecoste senza la Vergine Maria, così è stato all inizio, nel Cenacolo, e così è sempre, in ogni luogo e in ogni tempo. Ne sono stato testimone anche pochi giorni fa, a Fatima ha affermato Benedetto XVI. Che cosa ha vissuto, infatti, quell immensa moltitudine, nella spianata del Santuario, dove tutti eravamo un cuore solo e un anima sola, se non una rinnovata Pentecoste? In mezzo a noi c era Maria, la Madre di Gesù. Dopo la recita del Regina Cæli, il Papa ha ricordato la memoria liturgica della Beata Vergine Maria, aiuto dei cristiani, che si celebra il 24 maggio, e che ci offre la possibilità di celebrare la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina. Mentre i fedeli che sono in Cina pregano affinché l unità tra di loro e con la Chiesa universale si approfondisca sempre di più, i cattolici nel mondo intero specialmente quelli che sono di origine cinese si uniscono a loro nell orazione e nella carità, che lo Spirito Santo infonde nei nostri cuori particolarmente nella solennità odierna. Nei saluti in italiano ha ricordato i membri del Movimento per la vita. Cari amici ha concluso, con voi ricordo le parole della beata Teresa di Calcutta: Quel piccolo bambino, nato e non ancora nato, è stato creato per una grande cosa: amare ed essere amato.

5 SOCIETÀ FATTIePROBLEMI 5 L Inter ha coronato sabato sera a Madrid una stagione semplicemente fantastica: è salita sul tetto d Europa esibendo un calcio solido e concreto, impreziosito dai due gol dell argentino Diego Milito. Non solo: la squadra allenata da Josè Mourinho è riuscita in un impresa che nessun altro club italiano aveva saputo realizzare: vincere nello stesso anno la Coppa Italia, lo scudetto (il quinto consecutivo), e la prestigiosissima e difficilissima Champions League. Ovviamente, non tutti attribuiscono a questa vicenda la stessa importanza: alcuni pensano che siamo di fronte a una normalissima notizia da pagine sportive, all interno di quel mondo dell effimero che è il calcio, con le sue passioni, le sue contraddizioni, i suoi riti, le sue discussioni infinite. Ma soltanto un cieco, o un ostinato detrattore del gioco più bello del mondo, potrebbe liquidare in maniera così sbrigativa un fenomeno ben più complesso. Il punto non è che undici giocatori abbiano regolarmente sconfitto altri undici giocatori rispettando le stesse regole di gioco. Il punto è che dietro a quegli atleti, intorno a quel rettangolo di gioco, palpitava in queste settimane la passione di milioni, decine di milioni di cuori. La vittoria dell Inter è in realtà anche la vittoria dell impiegato del piano di sotto, del collega d ufficio, del panettiere all angolo, di nostro figlio che indossa la maglietta di Zanetti, e del parroco che ha esposto alla finestra la bandiera nerazzurra. Non a caso i tifosi parlano della propria squadra usando la seconda persona plurale: abbiamo vinto, abbiamo giocato male, meritavamo di perdere, abbiamo comprato un bel giocatore. L Inter e i suoi tifosi ma ovviamente anche la Juventus, o AVANTI, CON CORAGGIO E CAUTELA Sono rimasto basito venerdì scorso nello sfogliare le pagine dei quotidiani: tra le notizie di vetrina c era anche quella che annunciava la creazione della vita artificiale. Titoli strillati, ma anche qualche articolo un po sopra le righe. A leggere bene... tra le righe, invece, si aveva chiara la sensazione che la parola «creazione» e la parola «vita» erano state utilizzate in modo del tutto improprio. Peccato: un altra occasione persa per fare seria informazione, per dire le cose come stanno, per usare una terminologia rispettosa e corretta, prima di tutto dal punto di vista scientifico e poi anche da quello filosofico e teologico. C è voluta una bella intervista di mons. Bruno Forte sul Corriere della Sera e un preciso articolo su L Osservatore Romano per cominciare a sfatare le mirabolanti prospettive annunciate da qualche giornalista scientifico affetto da manifesta sindrome fantascientifica. Ho LA GRANDE VITTORIA DI MADRID Inter «tre tituli»! CORSIVO di AGOSTINO CLERICI un preciso, anche se esile, ricordo scolastico della legge fisica di Lavoisier: «Nulla si crea e nulla si distrugge». Mi sembra sia ancora valida. E mi pare che la scienza non sia tesa a creare, ma semmai a scoprire le leggi del creato. E, infatti, anche in questo caso la reale portata dell esperimento prodotto in laboratorio dal ricercatore Craig Venter è a livello della riprogrammazione al computer di una sequenza di geni e del loro trasferimento in una cellula - non creata, ma già esistente - di un micoplasma, svuotata del suo patrimonio genetico. Chiamare questa una «creazione» è sbagliato, perché non si è partiti affatto dal nulla, ma da un sostrato già esistente. Chiamare questa «vita» - pur aggiungendovi l aggettivo «artificiale» - è ugualmente errato, perché non siamo di fronte ad un organismo complesso ma ad una semplice cellula batterica e la sintesi chimica ha riguardato solo il Dna. Come ha scritto L Osservatore Romano, «Il peso del Dna è grande e grandi sono le aspettative nella scienza genetica. Tut- il Milan, o la Fiorentina e i suoi supporter sono un unico corpo, per nulla mistico ma decisamente vivo, pulsante, che rende il calcio il più grande e rilevante avvenimento collettivo italiano. Il fenomeno del tifo calcistico può anche suscitare fastidio o repulsione negli indifferenti. Ma bisogna riconoscere un fatto: oltre al tifo sportivo, c è soltanto un altra realtà che è capace di mobilitare analoghe moltitudini di persone, di spingerle a sacrifici anche rilevanti, e nello stesso tempo di penetrare nella profondità dell animo umano al punto da legare per un intera vita la libertà del singolo. E questa realtà è la religione. Ovviamente, il tifo calcistico è un fenomeno profano, non alieno per altro da eccessi e stupidità imperdonabili. Nessuno vuole confonderlo con la ben più importante dimensione verticale della fede e del rapporto fra l uomo e il Creatore. Ma è innegabile che il tifo calcistico presenti delle interessanti analogie con la dimensione del credere, e che proprio per questo meriti un attenzione e perfino un rispetto che spesso gli intellettuali superciliosi e un po snob non sanno accordare a ciò che interessa le masse. L Inter rappresenta in maniera perfetta questa profonda anima religiosa del tifo sportivo: i suoi supporter (tra i quali militava anche il vescovo di Como Alessandro Maggiolini) hanno sofferto umiliazioni e frustrazioni in quantità industriale, hanno trascorso decine di anni senza riuscire ad agguantare quella Coppa Campioni che sembrava stregata, bella e impossibile. Hanno perso scudetti incredibili come quello all ultima giornata contro la Lazio e hanno nel frattempo visto i cugini del Milan fare incetta di trofei nazionali e soprattutto di coppe campioni. Solo la dimensione della fedeltà virtù fuori moda nel mondo moderno può spiegare la capacità di rimanere legati a una squadra quando le cose vanno male. Ma i tifosi dell Inter hanno potuto resistere anche grazie alla memoria, alla custodia di una tradizione. Per generazioni di tifosi nerazzurri, la grande Inter di Angelo Moratti e di Helenio Herrera che negli anni Sessanta vinse due Coppe dei Campioni, due Coppe intercontinentali e quattro scudetti ha rappresentato una specie di mito originario, una cosmogonia calcistica, nella quale rifugiarsi nei peggiori momenti di sconforto. Ecco perché l altra sera milioni di tifosi hanno pianto, commossi, vedendo il capitano Javier Zanetti alzare quella medesima coppa, immersi in un incredibile presente che improvvisamente faceva rivivere a colori quella stessa indimenticabile pagina di storia in bianco e nero. Come per magia, quella formazione storica, ripetuta per anni come una litania rassicurante - Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Domenghini, Suarez, Corso assumeva nuove sembianze e nuovi nomi, per entrare anch essa nella piccola grande leggenda dello sport: Julio Cesar, Zanetti, Maicon Ecco perché quello che l Inter tavia, il Dna pur essendo un ottimo motore, non è la vita». Parole semplici, ma sacrosante! Detto questo, è fin troppo evidente che qualche scienziato non ha chiaro il confine tra ciò che si può fare e ciò che non si deve fare. E i deliri di onnipotenza abitano, purtroppo, i laboratori di genetica, e non solo... Servono delle regole, e sembra ne abbia avuto piena consapevolezza anche il presidente statunitense Obama, che ha chiesto alla Commissione di bioetica della Casa Bianca di redigere uno studio sulle questioni sollevate dall esperimento e dalla biologia sintetica, e di consegnargli un rapporto entro sei mesi. Anche Craig Venter si è detto consapevole dei rischi potenziali della sua scoperta. Insomma, dopo i titoloni, già il giorno dopo sui giornali c era spazio per la riflessione e la prudenza, invocate subito serenamente dalla Chiesa, insieme ad una grande fiducia ed un profondo rispetto per l ingegneria genetica, che può fare tanto bene all uomo e trovare applicazioni terapeutiche. Con coraggio e cautela. Il fascino indiscreto di un aggettivo Si fa presto ad autodefinirsi democratici. Possono essere utili alcune provocazioni sul tema. «Nel campo di coloro che cercano la verità non esiste autorità umana; e chiunque tenti di fare il magistrato viene travolto dalle risate degli dèi (A. Einstein). E al suo seguito, altri pensatori hanno affermato che tutta la nostra conoscenza rimane fallibile, congetturale. La scienza è fallibile perché la scienza è umana. Consapevole della propria e altrui fallibilità, il democratico sa che le conoscenze «all istante» indispensabili per la soluzione di problemi concreti sono moltissime e richiedono più competenze. Non solo. Egli ha consapevolezza di vivere in un mondo che, rispetto ai valori, è pluralista: ogni giorno a contatto con le diverse visioni del mondo filosofiche o religiose che possono venire proposte e testimoniate, ma mai imposte. Egli non solo le tollera, ma le rispetta. Egli conosce la storia gestita dagli uomini ed è consapevole del fatto che del potere sugli altri presto o tardi si abusa; di conseguenza, egli non si chiede: chi deve comandare? quanto piuttosto: come controllare chi comanda? * * * Il democratico dovrebbe proteggere le regole della democrazia, cioè le istituzioni pensate e finalizzate al controllo dei governati sui governanti e alla eventuale rimozione di chi è al potere. Né è sufficiente il consenso, anche il più massiccio, a stabilire una democrazia: il popolo, tutto un popolo, potrebbe dare il suo consenso a un Hitler o a uno Stalin: avremmo in questo caso una democrazia? E non sono mancate maggioranze che hanno governato in maniera tirannica. Le regole di una autentica democrazia sono quelle che proteggono, come la cosa più preziosa, la critica e il dissenso, il dissenso anche di uno solo. Per questo il democratico non deve dimenticare che le istituzioni sono come le fortezze: resistono se è buona la guarnigione. E poiché non esistono metodi infallibili per evitare la tirannide, il prezzo della libertà è l eterna vigilanza. Il democratico rifiuta l idea liberticida stando alla quale lo Stato, il partito, la classe, il sindacato eccetera, sono realtà autonome e indipendenti dagli individui. Cosificare concetti collettivi, è una tentazio- è riuscita a fare è qualche cosa di storico, di indimenticabile, di grandioso. Lo sanno gli interisti e, soprattutto lo sanno tutti i tifosi delle altre squadre. E anche questa sana e pacifica rivalità è, a ben pensarci, il sale che rende gustosa la vita di milioni di persone. MARIO PALMARO ne pericolosissima che genera, non raramente, la non responsabilità dei singoli; esistono, invece, soltanto gli uomini concreti- buoni o cattivi, critici o dogmatici, diligenti o altro; ciò che non esiste è la società. FUORI dal CORO Il democratico sa che la presunta società perfetta è la negazione della società democratica. Non esiste alcun criterio razionale per decidere quale sia la società perfetta: egli sa che in ogni utopista sonnecchia un capitano di ventura. Decisamente avverso alla violenza che è nell utopia, il democratico tiene a distinguersi dal conservatore. Il conservatore teme il cambiamento; il democratico, invece, abbraccia la concorrenza quale procedura di scoperta del nuovo. * * * Il democratico non è un libertario. Non è un anarchico, per il quale non esistono funzioni e compiti da affidare al Governo: il Governo deve usare il proprio potere per raccoglie fondi per offrire una serie di servizi che per varie ragioni non possono essere forniti - o non possono esserlo in un certo tempo- da altri. Il democratico dà onore al merito perché il merito individuale equivale, in linea generale, al miglior servizio reso agli altri, come è il caso di un bravo chirurgo o di un bravo ingegnere. Il democratico oppone il merito al privilegio. Il privilegio - pianta florida nel giardino dello statalismo - è la regola della corte e fa del cittadino un servo. Il democratico è laico, per questo non è laicista, e di conseguenza non è anti-clericale: egli non ha niente contro la religione e non può che deplorare l anticlericalismo militante e sostanzialmente illiberale che ha caratterizzato tanta parte del liberalismo del XIX secolo. Una difesa razionale della libertà, creatività, responsabilità di ogni uomo e di ogni donna. Quanti di quelli che usano - in ogni contesto e per ogni uditorio - il termine democratico si riconoscerebbero in queste prospettive? ARCANGELO BAGNI

6 P A 6G I N A SOCIETÀ EUROPA LA GRANDE SCOMMESSA L EDUCAZIONE DI FRONTE ALLA CRISI soltanto a pagare gli interessi sul debito invece di investire nel futuro, per i nostri figli, per la loro istruzione, per l inclusione sociale. Il relatore ha quindi esposto i punti essenziali della strategia Europa 2020 per la crescita e l occupazione che l Unione sta disegnando in questa fase per sostituire la vecchia (e pressoché fallita) strategia di Lisbona. Ebbene, istruzione e coesione sociale sono per Barroso temi centrali della strategia Europa Oggi a suo avviso non è più accettabile che in Europa 80 milioni di persone vivano al di sotto della soglia di povertà. A scanso d equivoci, Barroso ha specificato che gli Stati membri hanno un ruolo cruciale nella lotta alla povertà e nella promozione dell inclusione sociale : scuola, università, politiche della salute e della casa, welfare, pensioni, fisco sono competenze che gli Stati hanno conservato per sé (forse a ragione), senza peraltro mai cercare re- Mentre la crisi incombe, i posti di lavoro calano, le Borse bruciano miliardi conviene tornare a scommettere sull istruzione. Non è un paradosso e nemmeno una fuga dalla realtà. È la solita, saggia, regola del guardare lontano. La recessione che grava sull Europa e su buona parte del mondo richiede, ovviamente, interventi a brevissimo termine: iniezioni di fondi per stabilizzare i conti nazionali e la moneta unica, sostegno agli investimenti privati e ai consumi, misure per arginare la disoccupazione. Ma allo stesso tempo è necessario ribadire che, in una economia di mercato moderna, la differenza di sviluppo dipende dalla conoscenza, dalla formazione, dalla ricerca e dall innovazione che, insieme, generano competitività. Sono questi i concetti più volte ribaditi lo scorso fine settimana a Firenze durante l incontro promosso dal Comitato economico e sociale dell Ue sul tema della promozione dell educazione quale via per contrastare l esclusione sociale. Numerosissimi gli interventi, fra i quali quello del presidente della Commissione, José Manuel Barroso. Possiamo superare la crisi attuale e ristabilire la fiducia ha affermato il capo dell Esecutivo se riusciremo a creare le premesse per una crescita sostenibile e inclusiva. Il consolidamento fiscale e le riforme strutturali, ha affermato il politico portoghese, sono condizioni necessarie alla crescita. Se non perseguiremo questi obiettivi, continueremo ali forme di coordinamento a livello comunitario. Da qui nasce l esigenza che i governi nazionali operino con decisione in questi campi. La prima verifica su questo punto, lo ha ricordato lo stesso Barroso, è fissata al Consiglio europeo del 17 giugno che dovrebbe stabilire salvo l opposizione di qualche Stato gli obiettivi quantitativi per l istruzione e per l inclusione sociale da inserire in Europa Nel messaggio indirizzato a Firenze, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha confermato tali posizioni: Nella fase attuale, in cui l Europa è ancora colpita da una pesante crisi finanziaria globale, è essenziale discutere, con iniziative e proposte concrete, delle politiche per l educazione. Secondo Napolitano le trasformazioni dei sistemi formativi europei e il rispetto dei vincoli di bilancio non devono diminuire l impegno per la lotta a ogni forma di esclusione, sia essa collegata a persistenti disuguaglianze sociali o a nuovi fenomeni di precarietà. Il capo dello Stato ha precisato che è più che mai importante assicurare il rispetto dei diritti di accesso allo studio e alla formazione lungo l arco della vita. Anche da questo punto di vista dobbiamo fare della crisi una opportunità per costruire un Europa più giusta, dotata di un effettivo governo dell economia, che spalanchi nuove prospettive di crescita sostenibile e concorra a promuovere l educazione come pilastro insostituibile del modello sociale europeo. GIANNI BORSA Chiese europee Austria - Belgio Austria: il congresso dei consigli parrocchiali Il card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, ha valutato molto positivamente il congresso dei consigli parrocchiali, svoltosi a Mariazell nei giorni scorsi. In una conferenza stampa svoltasi il 17 maggio, il cardinale ha illustrato i principali temi affrontati: sia i problemi, sia esperienze di liberazione dalla routine opprimente e del coraggio di una nuova creatività nell annuncio del Vangelo. Il dialogo con i consigli delle comunità parrocchiali prosegue, ha detto Schönborn, sottolineando tuttavia che occorre superare la tensione tra universalità e Chiese locali: il tanto di unità necessario, e quanta più varietà possibile. È legittimo parlare dei problemi a livello di Chiese locali e realizzare uno scambio anche con altre Chiese locali, ha aggiunto. Schönborn ha riferito che i partecipanti all incontro di Mariazell hanno riconosciuto la necessità di evitare che la crescente situazione di diaspora porti all isolamento e alla rinuncia : si tratta di una svolta della speranza, ha aggiunto, affermando che in Austria esiste una rete dell amore per il prossimo forte e molto vitale, rappresentata dalle 3000 comunità parrocchiali in cui operano membri dei consigli parrocchiali. Belgio: i vescovi alle vittime di abusi, perdono Chiediamo perdono a tutte le vittime di abusi sessuali, sia per l aggressione che per il trattamento inadeguato ricevuto. Chiediamo perdono, allo stesso modo, ai parenti delle vittime e alla società per le conseguenze provocate da questi abusi. Esprimiamo la speranza che un cammino di riconciliazione resti aperto. È quanto scrivono i vescovi del Belgio in una lettera ai fedeli dopo la loro recente visita ad limina in Vaticano. Nel testo, diffuso il 19 maggio, l episcopato belga ribadisce che la sicurezza e la protezione dei bambini ha la priorità su ogni altra cosa e su questo punto non c è da tergiversare. Riconosciamo - affermano i presuli - che i responsabili della Chiesa non hanno sufficientemente compreso l ampiezza del dramma dell abuso sessuale sui minori e la vastità delle conseguenze. Con questo silenzio la reputazione dell istituzione ecclesiale e dei suoi ministri è stata posta avanti alla dignità delle giovani vittime. Gli abusatori hanno avuto una nuova opportunità mentre le vittime portavano sulla loro carne ferite che si cicatrizzavano per niente o poco. Ringraziando le vittime che trovano il coraggio di rompere il muro di silenzio raccontando quanto da loro subito, i vescovi si dicono riconoscenti ai membri della commissione per il trattamento degli abusi sessuali in quanto contribuiscono ad instaurare una cultura della verità e della giustizia. L'AGENDA DEL PARLAMENTO EUROPEO REGOLE PER I TRAPIANTI E «MADE IN» PER IL TESSILE olti i temi all odg Mdella plenaria dal 17 al 20 maggio In una settimana segnata, come ormai accade da tempo, dalla crisi economica e finanziaria e dai provvedimenti per contenerne gli effetti, il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo (17-20 maggio) ha affrontato una vasta gamma di temi, dal trapianto di organi alle condizioni di vita e di lavoro degli agricoltori, dall efficienza energetica all accoglienza dei rifugiati, fino al rilancio delle relazioni con i Paesi del Mediterraneo. REGOLE PER I TRAPIANTI Regole comuni sulla sicurezza e la qualità, valide in tutta l Unione, faciliterebbero la donazione di organi, così come il trapianto e lo scambio fra Stati membri, con l effetto di ridurre i tempi di attesa per i malati. Miroslav Mikolàsik s, deputato slovacco, è stato il relatore dell Euroassemblea sul tema della donazione di organi. L Assemblea chiede in sostanza che sia varato un progetto di legislazione comunitaria assieme a un piano d azione. Negli ultimi 50 anni, il trapianto di organi è diventato pratica comune in tutto il mondo - ha chiarito in aula il relatore - e, in certi casi, rappresenta la sola cura possibile. Tuttavia, i tempi di attesa rimangono lunghi: In questo momento ci sono circa 60mila pazienti in lista d attesa nei 27 Stati membri, mentre centinaia di persone muoiono ogni anno mentre sperano in un trapianto. Il Parlamento sottolinea alcuni temi specifici: qualità e sicurezza (con l ipotesi di istituire un garante nazionale che si occupi della provenienza degli organi e dei procedimenti adottati nella selezione dei casi); tutela dei donatori viventi ; lotta contro il traffico di organi. Per Mikolàsik s, la designazione di coordinatori per i trapianti in ogni ospedale, insieme allo scambio di informazioni, aiuterebbe i Paesi con una scarsa disponibilità di organi a migliorarne l offerta. MADE IN PER IL TESSILE Una normativa a tutela dei manufatti industriali viene invece invocata da una relazione approvata su impulso della deputata olandese Tine Manders. Si tratterebbe di apporre il marchio made in su tutti i prodotti tessili, allo scopo di tutelare i consumatori rispetto alla provenienza del prodotto e alla qualità del manufatto. La relatrice designata dall Assemblea ha elencato una serie di punti sui quali si chiede alla Commissione una proposta normativa: un altra simile richiesta dell Eurocamera, risalente al 2005, non aveva prodotto alcun effetto per la contrarietà degli Stati membri. L etichettatura sul Paese d origine - ha spiegato Manders - deve essere obbligatoria per evitare che i cittadini siano tratti in inganno da diciture che suggeriscono che la manifattura di un abito è stata eseguita in uno Stato membro piuttosto che in un Paese terzo. Il nuovo regolamento si applicherebbe non solo ai capi di abbigliamento, ma a tutti i prodotti tessili, ossia tende, divani, tovaglie e giocattoli se composti da tessuto almeno per l 80%. PROCESSO DI BARCELLONA Riprendere con forza il cosiddetto processo di Barcellona, teso ad avvicinare le sponde del Mediterraneo. L Unione per il Mediterraneo (Upm), rilanciata con enfasi durante la presidenza di turno francese, ha subito dei rallentamenti dovuti dapprima all esplodere della crisi economica e poi, nel dicembre 2008, a causa del conflitto di Gaza. Le riunioni a livello ministeriale sono riprese lo scorso anno, ma gli ambiziosi progetti sono rimasti sulla carta; forse anche perché la convinzione politica degli Stati non è stata all altezza delle promesse. Il prossimo 7 giugno si svolgerà a Barcellona il secondo summit dell Upm. Vincent Peillon, parlamentare francese che ha redatto un testo approvato dall Assemblea, ha sostenuto che, per dare nuovo impeto a tale processo è necessario un impegno forte da parte dei capi di Stato e di governo, assicurando un finanziamento adeguato ai progetti più importanti fra quelli già previsti e consolidando le istituzioni sulle quali si basa il processo di cooperazione e avvicinamento fra i Paesi del Mediterraneo. ACCOGLIENZA DEI RIFUGIATI Diversi altri argomenti sono giunti in emiciclo. Il Parlamento ha ad esempio proposto un incentivo economico per gli Stati membri che volontariamente decidono di partecipare al programma di reinsediamento dei rifugiati di Paesi terzi; dai deputati è giunto poi un messaggio chiaro rispetto alla necessità di assicurare le indennità di congedo di maternità per almeno 14 settimane alle lavoratrici autonome. Richard Ashworth, rappresentante britannico, ha invece steso una risoluzione con la quale si propone di rendere più semplice la vita degli agricoltori, riducendo la burocrazia per quanto riguarda i pagamenti, semplificando le norme in materia d identificazione elettronica degli animali, tutto ciò nel quadro della revisione in corso della politica agricola Ue. fonte: SIR EUROPA

7 7 CHIESA LOCALE AGENDA del VESCOVO SABATO 29 A Como, al mattino, VIII convegno educativo presso l Istituto Canossiane di Como, Oltre l emergenza: continuità e passione educativa ; al pomeriggio, a Nuova Olonio, dalle ore alle ore 18.00, Consiglio Pastorale Diocesano. DOMENICA 30 SOLENNITÀ DELLA TRINITÀ Giornata di incontro con i diaconi permanenti in Seminario; a Como, nel pomeriggio, alle ore 16.30, presso la chiesa di San Giacomo incontro con i giovani guanelliani; alle ore 17.00, in Cattedrale, Santa Messa in occasione della Festa dei Popoli. LUNEDÌ 31 A Como, al mattino, in Vescovado, incontro con i sacerdoti della classe di ordinazione 1993; alla sera, nell ambito della visita pastorale alla Zona Lario, a Torno, alle ore 20.30, recita del Santo Rosario, a seguire incontro con la comunità apostolica. MARTEDÌ 1 A Como, al mattino, in Seminario, consiglio presbiterale; al pomeriggio, in Vescovado, incontro con i sacerdoti della classe di ordinazione MERCOLEDÌ 2 Incontro con il gruppo famiglie Le querce di Mamre ; a Cernobbio, alle ore 18.30, preso Villa Erba, partecipazione all anniversario di fondazione della Repubblica Italiana. VENERDÌ 4 A Como, al mattino, udienze e colloqui; al pomeriggio, Consiglio Episcopale SABATO 5 A Cernobbio, alle ore 11.00, presso Villa Erba, festa dell Arma dei Carabinieri; al pomeriggio, incontro con l Ordo virginum. DOMENICA 6 CORPUS DOMINI A Como, alle ore 9.00, al monastero della Visitazione, Santa Messa; in Cattedrale, alle ore 10.30, solenne pontificale; presso la basilica di Sant Abbondio, a partire dalle ore 16.30, restituzione della visita pastorale della zona Valle Intelvi; alle ore 20.30, dalla Cattedrale, processione del Corpus Domini. CONVEGNO REGIONALE DEI FAMILIARI DEL CLERO Il tradizionale convegno regionale dei Familiari del Clero si svolgerà il prossimo 10 giugno presso il santuario mariano di Caravaggio (Bg). I familiari sono vivamente invitati a questa giornata di fraternità e di formazione che vedrà la partecipazione di tutte le diocesi lombarde. Relatori saranno: don Irvano Maglia, assistente nazionale; Anna Cavazzuti, presidente nazionale. Tema: Cambia la società, cambia la Chiesa,cambia la donna. Quota di partecipazione euro 55,00. Partenza da Como, presso i Portici Plinio alle ore 8.00; da Regoledo di Cosio alle ore Il rientro a Como è previsto alle ore Iscrizioni entro il 30 maggio presso: Giovanna Della Monica, telefono ; Geltrude Morcelli, telefono AZIONE CATTOLICA-CAMPO ADULTI Dal 2 al 4 luglio: riscoprire il Concilio... Il Concilio che inizia, sorge nella Chiesa come un giorno foriero di luce splendidissima. Ora è appena l aurora. Papa Giovanni XXIII pronunciò queste parole, piene di fiducia e di amore, nel discorso di apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, l 11 ottobre A quasi 50 anni di distanza, l Azione Cattolica desidera offrire a tutti coloro che lo desiderano (non solo ai soci, dunque) alcune occasioni per studiare o ristudiare il Concilio, per scrutare dentro il suo scrigno e «I APOSTOLATO DELLA PREGHIERA ritrovare quel sole pieno con il quale riscaldare la vita della Chiesa, illuminare le scelte di servizio che siamo chiamati a fare, vivificare l esperienza di fede nostra e quella di ciascun uomo che incontriamo. La prima di queste occasioni sarà il campo diocesano per adulti, che si svolgerà a San Nicolò Valfurva, dal 2 al 4 luglio. L invito è rivolto a chi visse gli anni del Concilio, partecipando ad un evento straordinario, del n primo luogo c è da sottolineare con forza un dato incontestabile: il sacerdote è colui che agisce, parla ed o- pera in persona Christi; fra il Signore ed il prete si stabilisce una comunione ed un rapporto di appartenenza strettissimo.ma qual è la fonte di questa intimità con il Signore? Il primo posto è senza dubbio quello dell Eucarestia: essa è il centro della vita presbiteriale, e ciò a diversi livelli. Non può esserci vita sacerdotale che non sia incentrata anzitutto sulla celebrazione della Santa Messa, e su questo punto il Papa si esprime con grande chiarezza e trasporto». Con questi pensieri don Antonio Simeon SDB ha iniziato la riflessione sul tema Il sacerdote, immagine di Cristo nell ambito della Giornata di Spiritualità e Prima Conferenza annuale dei Salesiani Cooperatori svoltasi il 9 maggio al Salesianum di Tavernola. Il relatore ha fatto notare come proprio in questo periodo il demonio ha operato affinché l Anno Sacerdotale fosse toccato dalle notizie, a volte amplificate ad arte, su sacerdoti accusati di pedofilia.il Papa ha però agito con coraggio, ricordando a tutti la giustizia divina per chi scandalizza i piccoli ed il dovere di riparare il peccato, che è il nostro vero nemico, con la preghiera. Don Simeon ha poi riportato una frase di Sant Agostino «La gloria non è altro che la bellezza; la bellezza non è altro che l amore; l amore non è altro che la vita. Quindi, se vuoi vivere, ama. Se ami, sei bello. Se questa bellezza ti manca, allora tu non vivi., hai solo l apparenza della vita, ma non vivi dentro di te. Gloria, bellezza, amore e vita: questo ci permette di comprendere a cosa è chiamato il sacerdote nella società odierna, nel senso che quando egli vive in pienezza l amore e l unione a Cristo diviene bello ed attira, con la sua bellezza interiore, tanti che cercano la vera vita che nessuno, se non Dio, può donare» ha concluso il relatore. Al termine della riflessione il Coordinatore Antonio Cocco ha parlato del pellegrinaggio che si terrà giovedì 3 giugno al Santuario della Madonna di Gallivaggio con visita a INCONTRO DI GIUGNO Giovedì 3 giugno, alle ore 10.00, sarà celebrata in Duomo la Santa Messa a conclusione delle attività formative. Sono invitati gli iscritti all Associazione, che desideriamo far conoscere anche ad altre persone nella semplicità e preziosità delle sue proposte, tanto raccomandate dal Papa. Pregheremo in modo particolare per la santificazione dei sacerdoti, secondo le intenzioni dell Anno sacerdotale. CORSO NAZIONALE PER GLI ANIMATORI Si terrà a Roma dall 8 all 11 settembre 2010 sul tema Il sacerdozio comune dei battezzati. Gli interessati possono rivolgersi ai responsabili dell associazione: telefono quale potrà condividere il racconto e le emozioni. L invito è rivolto a chi visse gli anni del post- Concilio, in cui la chiesa in Italia cercò di raccogliere le indicazioni del Concilio e di trasformarle in azione pastorale. L invito è rivolto in modo particolare agli adulti più giovani, per i quali il Concilio è oggi forse un mistero da svelare. Proprio per facilitare la loro partecipazione, è stata scelta la casa di Ain Karim dove sono disponibili anche stanze a 4 o 5 letti e che consente agevolazioni economiche per le famiglie. Sarà garantita l assistenza e l animazione dei figli, per permettere la partecipazione ai lavori. Il campo adulti sarà accompagnato dal prof. Marco Vergottini, teologo e professore universitario, coordinatore del sito www. vivailconcilio.it, interamente IL 9 MAGGIO AL SALESIANUM DI TAVERNOLA INCONTRO SALESIANI COOPERATORI Chiavenna e per il quale ci sono ancora posti. La giornata è proseguita con il Santo Rosario e con la Celebrazione Eucaristica presieduta da don Simeon. Dopo il pranzo, l estrazione della lotteria a favore dell associazione ha coinvolto tutti i partecipanti. Nel pomeriggio Ferdinando Marchini, responsabile per i rapporti con le istituzioni ecclesiali, ha informato su alcune particolari iniziative della Chiesa locale: il pellegrinaggio a Torino per la Sindone guidato dal nostro Vescovo, con grande partecipazione, e la riunione del Consiglio Pastorale Zonale di Como Centro sull educazione alla fede, con la presenza di don Alessandro Zubiani responsabile zonale della pastorale giovanile. Ha poi riferito sulla Giornata del Cooperatore svoltasi a Chiari il 18 aprile con la partecipazione del Vicario dell Ispattore e sul pellegrinaggio a Caravaggio del 24 aprile per la Festa della Famiglia Salesiana. Infine Marchini ha ricordato il prossimo appuntamento a Milano sabato 29 maggio per l incontro di verifica con il Consiglio Provinciale. Ha fatto seguito il concerto del M Alessandro Scapaticci; il chitarrista ha presentato con passione e bravura brani di diversi autori che il pubblico ha molto gradito con calorosi applausi. L ultima parte della giornata è stata dedicata alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Locale dell associazione. Sono risultati eletti ed entrano a far parte del nuovo Consiglio: Giancarlo Chiappa, Elda Fasana, Ferdinando Marchini, Luisa Masetti, Piera Mauri, Italo Sodo e Gianfranco Viti. ANTONIO NEGRINI UFFICIO PER LA LITURGIA NUOVI MINISTRI DELLA COMUNIONE Il secondo incontro del percorso formativo dedicato alla preparazione dei nuovi ministri straordinari della Comunione Eucaristica avrà luogo sabato 19 giugno dalle ore alle ore a Como presso l istituto Canossa, via Balestra, 10. Si affronteranno i seguenti temi: La Parola e il Pane: una sola mensa per l uomo. Linee di Spiritualità Eucaristica. Per i candidati della provincia di Sondrio, l appuntamento sarà stabilito dopo un contatto telefonico con i parroci interessati. dedicato al Vaticano II, che invitiamo a visionare come anteprima del campo. Il relatore ci aiuterà a comprendere cosa è stato il Concilio Vaticano II, quale immagine di Chiesa scaturisce dal Concilio e quali sono i frutti, le questioni acquisite. Verranno proiettati filmati d epoca, per immergerci in modo diretto nel clima di quegli anni ed ascoltare la voce dei protagonisti; ci sarà spazio per condividere esperienze, testimonianze, riflessioni e nello stile delle iniziative di AC ci saranno varie occasioni per stringere relazioni tra le persone. Alcune note tecniche: iscrizioni entro il 15 giugno presso la sede dell Azione Cattolica Diocesana Programma dettagliato del campo sul sito licacomo.it FORMAZIONE CLERO Rispetto a quanto pubblicato sullo scorso numero, ci sono alcune modifiche. Tema educazione e mezzi di comunicazione con la prof.ssa Chiara Giaccardi: 11 gennaio in Seminario per il clero di Como, 25 gennaio a Colda per il clero di Sondrio. Ambiti familiare, scolastico e territoriale dell educazione, con monsignor Franco Giulio Brambilla: l 8 febbraio in Seminario per il clero di Como; il 22 febbraio a Colda per il clero di Sondrio. Tutti gli incontri si svolgeranno dalle ore alle ore DALLA Curia NOMINE E PROVVEDIMENTI DAL 1 GIUGNO PER LA CITTÀ SONDRIO Volendosi perseguire l obiettivo della unificazione pastorale delle parrocchie della Collegiata e della Beata Vergine del Rosario in Sondrio, vengono nominati, con competenza su entrambe le circoscrizioni parrocchiali: don Marco Zubiani, arciprete; don Ferruccio Citterio, vicario parrocchiale; don Stefano Arcara, vicario parrocchiale; don Claudio Monti, collaboratore pastorale; don Silverio Raschetti, collaboratore, con particolare riguardo alla pastorale degli anziani e della salute; monsignor Valerio Modenesi, delegato per l amministrazione del sacramento della Confermazione in Diocesi; delegato per il clero anziano e infermo della provincia di Sondrio; penitenziere e guida spirituale presso la Collegiata. PROVINCIA DI COMO don Fabio Fornera, parroco di Capiago e collaboratore all Ufficio diocesano per la Pastorale Familiare. PROVINCIA DI SONDRIO don Mariano Margnelli, vicario di Grosio.

8 P 8A G I N A CHIESA PENTECOSTE DISTRIBUITO IN CATTEDRALE E IN TUTTA LA DIOCESI IL 22 MAGGIO MESSAGGIO DI PENTECOSTE DEL VESCOVO DIEGO ALLA CHIESA CHE VIVE NELLA DIOCESI DI COMO E AD OGNI PERSONA UMANA CHE SAPPIAMO AMATA DAL SIGNORE ari fratelli e sorelle, C se mi amate (Gv 14,15). Queste parole del Signore Gesù che abbiamo sentito risuonare nel tempo di Pasqua ci pongono davanti alla scelta fondamentale della nostra vita: prendere le misure della nostra relazione di conoscenza, d intimità e di amore per Gesù Cristo; quella scelta che può maturare solo attraverso il frequente e personale ascolto della Sua parola, la parola dei Vangeli soprattutto, e il confronto della vita personale e fraterna che da questo ascolto viene reso possibile. Vorrei proporre questa via e la verità di questa vita a tutte le nostre comunità parrocchiali e religiose, alle associazioni, ai gruppi, ai movimenti, a tutte le realtà civili che vivono in questo territorio particolare che è la Chiesa di Co-mo che mi è stata affidata, poi- ché sono convinto che la bellezza del Vangelo è gratuitamente messa a disposizione di ogni persona umana, ed è in grado di illuminare e di orientare le speranze e i progetti di tutti, credenti e non. Gesù indica una necessaria conseguenza: se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Il suo comandamento, quello nuovo, lo dichiara nel contesto: Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi!. Cosa abbiamo cercato di capire in questo tempo di Pasqua se non il grande dono d amore che Lui ha rinnovato per tutti noi e che diventa il criterio fondamentale al quale ispirare il senso di tutta la nostra vita? Cosa hanno iniziato a sperimentare i catecumeni che ho battezzati nella Veglia Pasquale se non questa forza scaturita dal fonte battesimale che li rende capaci di amare Dio con tutto il cuore e ci viene donata dallo Spirito di Gesù, effuso senza misura su tutta l umanità? Cosa hanno sentito le parrocchie che ho visitato in questo anno se non il rinnovato dono di Pentecoste, accolto come invito ad amare come Lui ci ha amati? La nostra Chiesa diocesana si sta avvicinando al termine del biennio pastorale che aveva come tema il compito educativo e come strumento il sussidio Il Maestro è qui e ti chiama. Le scelte li indicate volevano essere un primo riferimento per il cammino che indicavo alla diocesi. Ora propongo a tutti un momento di iniziale verifica di tali mete e di ulteriore fedeltà alle indicazioni per il futuro. 22 maggio: la Veglia di Pentecoste in Cattedrale (foto William) Si avvicina anche la conclusione dell anno sacerdotale. Ai presbiteri rinnovo la mia stima e il mio incoraggiamento, il mio affetto sincero e la gratitudine per l immenso e buon lavoro che quotidianamente svolgono, consumando la vita a servizio di Gesù e del Vangelo per il bene di tutti voi. Le numerose occasioni che ho avuto di incontrarli sia personalmente che a gruppi mi hanno confermato nella convinzione di un presbiterio generoso, fedele e laborioso, che sente la necessità di una vera relazione con il suo Vescovo e che da Lui si attende comprensione e vicinanza fraterna. A tutti rinnovo la mia riconoscenza e insieme a loro rinnovo la disponibilità a servire voi, fratelli e sorelle del popolo di Dio, ed ogni donna o uomo che incontriamo sulla nostra strada, soprattutto i piccoli, i poveri e gli smarriti, sulle orme dei santi patroni Felice e Abbondio, dei nostri numerosi santi e beati, e in particolare sull esempio del beato Luigi Guanella del quale attendiamo presto la solenne canonizzazione. In questa Solennità di Pentecoste, la nostra Chiesa invoca la benedizione del Signore su un suo presbitero, don Alessandro Alberti, che presto partirà come missionario fidei donum per la nostra missione diocesana nella diocesi di Maroua-Mokolò in Camerun. Nella sua persona dovremmo riconoscerci tutti, e con lui rinnovare la nostra fede nel Cristo morto e risorto. Questa fede ci chiede di amare Lui e di amarci l un l altro con la forza del suo amore, ma ci 23 maggio: solennità di Pentecoste in Cattedrale, il gruppo dei cresimati adulti (foto William) chiede anche di andare in tutto il mondo ad annunciare e testimoniare il suo Vangelo, la buona notizia del suo amore gratuito per tutta l umanità. Questa responsabilità ci dovrebbe stare a cuore in modo del tutto particolare e dovrebbe portarci a una rinnovata convinzione, ecclesiale e personale, circa il bisogno grande di attraversare le strade delle nostre città e dei nostri paesi, di entrare nelle case, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, avendo ben presente il senso del mandato apostolico che viene affidato ad ogni discepolo del Signore. Desidero, inoltre, invitare tutti a una comunione particolare con i sacerdoti che in questo momento condividono con fatica, ma con grande fede, la Croce di Gesù nel momento-vertice del dono per i tempi, a volte molto lunghi, di sofferenza, di malattia e di solitudine in una diocesi così vasta : in loro la consapevolezza di essere missionari del più alto Vangelo per i loro parrocchiani, e per noi la responsabilità di visitarli, di star loro vicini, di comprenderli e di riconoscere la loro massima funzione pastorale Per tutti questi motivi è necessario riscoprire, noi per primi, l importanza di conoscere il Vangelo, la fedeltà alla Parola del Signore, il desiderio della sua Grazia, cioè del rinnovato dono pentecostale dello Spirito Santo. Il vero e unico pericolo che in questo momento corriamo, come ci ha ricordato più volte recentemente il Santo Padre Benedetto XVI, è la rassegnazione davanti al peccato, che invece dobbiamo combattere e vincere, affidandoci alla misericordia del Padre che in Gesù, ci è continuamente rinnovata. La missione della Chiesa scaturisce dal Cuore del suo Signore e Maestro, aperto sulla croce che ci consente di intravvedere l amore del Padre e ci dona il corpo, là dove avendo amato i suoi li amò sino al compimento ; là dove disse è compiuto, e inclinato il capo consegnò lo Spirito. Ecco la radice della nostra Pentecoste e del nostro mandato apostolico! La Chiesa di Como si sente incaricata di questa missione: la sua storia la contraddistingue per una dimensione popolare molto forte, le sue ricchezze naturali l aprono all accoglienza di turisti e ospiti, il suo essere terra di confine ci ricorda la vocazione cristiana dell Europa, i santuari diocesani richiamano la dimensione escatologica della vita e la fiducia filiale nelle mani materne di Maria, le stupende chiese conservate con cura invitano a incontrare il Signore e sono il segno più eloquente della vitale presenza della Chiesa in questo territorio dove annunciamo il Vangelo, celebriamo i sacramenti, cerchiamo di vivere nella carità accanto a tutta l umanità e desiderando solo di metterci a servizio della sua vita e della sua pienezza. Si rinnovi qui e oggi il prodigio della Pentecoste per la nostra Chiesa di Como che vuole amare il suo Signore e i fratelli con la stessa forza. Per questo prego su questo invoco la benedizione del Signore e il dono particolare del suo Santo Spirito.

9 P A 9G I N A CHIESA CHIESALOCALE VERSO LISIEUX/5 LA «PICCOLA VIA» DI SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO E DEL VOLTO SANTO: L ESPERIENZA DELL AMORE GRANDE E GRATUITO DI DIO All inizio del suo primo manoscritto Teresa prende spunto dal Vangelo e racconta: «Gesù, salito su una montagna chiamò a sé quelli che egli volle, ed essi andarono da lui. Ecco il mistero della mia vocazione, di tutta la mia vita e soprattutto il mistero dei privilegi concessi alla mia anima Egli non chiama quelli che ne sono degni, ma quelli che vuole» (MS A 2r ). La giovane carmelitana fa esperienza dell amore di Dio e lo descrive come un amore gratuito, un amore da ricevere con il cuore di un povero, di un mendicante che si presenta davanti a Lui «a mani vuote» (Pregh. 9). Dalle pagine dei suoi scritti emerge con forza il tratto caratteristico dell amore provvidente e misericordioso del Padre, Teresa lo descrive inventandosi la parabola di un medico che per evitare ai suoi figli di cadere toglie dal loro cammino ogni possibile ostacolo, che li possa far inciampare. Può darsi che il figlio, oggetto della provvidente tenerezza del padre non si accorga dell atteggiamento del padre ma qualora lo venisse a sapere e conoscesse i pericoli dai quali è stato preservato, lo amerebbe infinitamente di più. Con lei dice Teresa Dio si è comportato in maniera simile e le ha rimesso in anticipo tutti i peccati che avrebbe potuto commette nel corso della sua vita. In questo modo sente di amare Gesù infinitamente di più di quanto lo possano fare i grandi peccatori: a loro Dio ha perdonato molto, a lei ha perdonato tutto (MS A 39r ). Tutti gli avvenimenti della sua vita, anche quelli più umilianti, risplendono ai suoi occhi di questo Amore preveniente e misericordioso dal quale nulla la potrà mai separare (PN 48, Rm 8,39). Per Teresa «tutto è grazia», lo scriverà sull ultima pagina del suo libro dei Vangeli ispirandosi ad un versetto del salmo 91: «Signore, voi mi colmate di gioia in tutto quello che fate» e la sua fiducia non verrà meno neppure nel buio della fede e nel dolore della sua malattia. Nei suoi scritti la parola tutto ritorna sovente e mostra il desiderio di un adesione totale all amore e alla provvidenza del Padre. Fin da piccola di fronte ad un cesto di giocattoli, invitata a sceglierne uno pensò bene di sceglierli tutti e quando rileggerà da adulta questo episodio lo applicherà alla sua vita nel Carmelo. «Non voglio essere una santa a metà, non ho paura di soffrire per te [Signore], se temo qualcosa è solo di tenermi la mia volontà: prendila, perché io scelgo tutto quello che tu vuoi!» (MS A, 10v ). Anche nel rileggere la propria vocazione di carmelitana, Sposa e Madre sembra che le manchi qualcosa Vorrebbe essere un guerriero per difendere la Chiesa sul campo di battaglia, prete per portare l Eucarestia nelle sue mani alle anime di tutti, apostolo, dottore e martire, morire per testimoniare la fede ed affrontare la morte nei modi più diversi e crudeli, per la gloria di Dio. «Considerando il corpo mistico della Chiesa, non mi ero riconosciuta in alcuna delle membra descritte da san Paolo o, meglio, volevo riconoscermi in tutti La Carità mi diede la chiave della mia vocazione. Compresi che se la Chiesa aveva un corpo, composto da molte membra, non le poteva mancare il più nobile di tutti, il più necessario: compresi che la Chiesa aveva un Cuore e che quel cuore bruciava d amore. Capii che solo l amore faceva agire le altre membra della Chiesa, che se l Amore dovesse spegnersi, gli Apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i Martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue Capii che l amore racchiudeva tutte le altre vocazioni, che l Amore era tutto, che abbracciava tutti i tempi e tutti i luoghi in una parola, che l Amore era eterno!» (MS B 3v ). don MICHELE GIANOLA A COMO IL GIUBILEO VISITANDINO Festa per i 400 anni dell Ordine Pochi mesi prima di morire, Teresa racconta a sr. Maria di Gonzaga la scoperta di una piccola via molto corta e dritta, una piccola via tutta nuova per giungere al Cielo: lasciarsi trasportare dalle braccia di Gesù come da un ascensore (MS C, 2v). In una prima fase della sua vita il desiderio di santità ispirato anche dalla lettura di alcune biografie e da una simpatia particolare per Giovanna d Arco, giovane francese come lei la conduce a cercare di salire da sola la scala della perfezione. Ben presto si scontra con la propria piccolezza, con i suoi limiti e le sue povertà, ritenendole ostacolo all incontro con Dio. Torna alla mente il racconto del fariseo, che presume di sé e della sua giustizia, e del pubblicano che occupa il posto giusto nello stare davanti a Dio riconoscendosi umilmente bisognoso del suo perdono e del suo amore (Lc 18,10-14). Nel testo di Luca, al racconto di questa parabola segue l invito di Gesù a diventare come bambini, che accolgono il Regno di Dio abbandonandosi fiduciosi. Teresa intuisce chiaramente questa verità del Vangelo ed evidenzia come peccato e piccolezza possano diventare situazione favorevole in quanto attirano un Amore quello di Dio che è in se stesso Misericordia, un Amore il cui tratto più tipico è di abbassarsi. È l amore del Medico che non è venuto per i sani ma per i malati, è l amore del Pastore che cerca la pecora perduta e fascia la ferita avendo cura anche della grassa e della forte (Ez 34,16). «Tipico dell amore è di abbassarsi» (MS A, 2v), come non ricordare il racconto di Giovanni che narra dell amore di Gesù per i suoi discepoli, fino alla fine, fino al culmine: deposte le vesti si chinò e preso un catino passò a lavare i piedi di cia- scuno. Così anche Paolo nello splendido inno della Lettera ai Filippesi: «Cristo Gesù, essendo di natura divina non ritenne un privilegio l essere come Dio ma umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte di Croce» (Fil 2,5-11).

10 10 CHIESAMONDO TRA ROSSI E GIALLI A DUE SETTIMANE DAGLI SCONTRI LA CRISI THAILANDESE Il cambio di marcia c è stato. Ma nella direzione sbagliata. Il 19 maggio scorso a Bangkok l esercito ha circondato le camicie rosse che da oltre due mesi occupavano il quartiere commerciale frequentato dai turisti stranieri e ha attaccato. Altri morti si sono aggiunti alle decine di vittime delle ultime settimane, fra di loro anche un giornalista italiano. Molti palazzi dati alle fiamme e il coprifuoco è stato imposto in ben 23 provincie del Paese. Apparentemente l esercito, o meglio le armi, hanno vinto il primo round. Ma la situazione è tutt altro che risolta Ṁa che cosa ha suscitato la tensione tra camicie rosse e governo? Le camicie rosse sono un movimento complesso, creato in parte in solidarietà all ex premier Thaksin Shinawatra e in parte intorno al malcontento delle popolazioni rurali contro il governo e l élite della capitale. Thaksin, un uomo dalla storia composita, che ha cambiato mille lavori prima di fare fortuna con l introduzione della telefonia cellulare in Thailandia, ha governato il Paese allargando le tutele sociali nelle provincie più povere e conquistando il consenso del popoloso Nord del Paese. Ma i suoi accusatori affermano che la legislazione sociale serviva solo per comprare i voti che gli permettessero di fronteggiare l élite tradizionale di Bangkok che non lo ha mai accolto, ma soprattutto per avere le mani libere di arricchire con i soldi pubblici le sue imprese. Il potere di Thaksin termina nel 2006, deposto da un colpo di stato militare non cruento. I militari rimangono al potere per un anno, quindi rendono il potere al Parlamento. Le elezioni danno una maggioranza legata ai sostenitori di Thaksin, che suscita le reazioni dei militanti del Pad, l Alleanza del popolo per la democrazia, che arrivano ad occupare l aeroporto internazionale di Bangkok indossando camicie gialle per protestare contro i brogli e la corruzione. Dopo mesi di confusione e alcuni cambi di casacca in Parlamento, viene formato l attuale governo guidato da Abhisit Vejjajiva. Abhsit è un quarantaquattrenne del Partito democratico, nato in Inghilterra, con studi a Eton e Oxford, che da sempre si dichiara contro la corruzione. Non fa parte del Pad, ma tra i suoi ministri ha nominato alcuni falchi delle camicie gialle, una scelta che non favorisce il dialogo. La situazione infatti si tende quando, nel 2008, la corte thailandese avvia un procedimento contro l ex premier per conflitto di interessi e corruzione. Thaksin lascia il Paese, mante- PADRE ALBERTO PENSA I nostri missionari Sono sette i missionari originari della diocesi di Como in Thalandia: p. Ugo Donini, p. Carlo Luzzi, p. Alberto Pensa, p. Raimondo Perlini, don Valentino Sosio, don Paolo Trabucchi e p. Pier Giacomo Urbani. Abbiamo sentito uno di loro p. Alberto Pensa, per farci raccontare come il Paese sta vivendo le tensioni degli ultimi giorni. Originario della parrocchia di Lierna, padre Pensa svolge il suo ministero in Thailandia da quasi 38 anni con i missionari dell Ordine dei Betharramiti. Attualmente vive a Pong Ngam all estremo nord del Paese al confine con la Birmania una regione al centro di un forte flusso migratorio di persone provenienti dalla Cina. Padre Pensa si occupa soprattutto dei nuovi villaggi che vengono continuamente costruiti nelle montagne della zona, mentre a Pong Ngam è stato realizzato un centro per l istruzione di bambini e ragazzi provenienti da questi villaggi: attualmente i bambini ospitati sono circa 120. Per quanto riguarda la situazione attuale del Paese racconta non è facile dire qualcosa di preciso, quel che posso dire è che durante il mio soggiorno in Thailandia, ci sono stati tre o quattro colpi di stato, ma quello che è capitato in questi mesi mi sembra diverso e, per certi aspetti, più grave dei precedenti colpi di stato. In queste settimane il Paese sembra lentamente tornare alla normalità, ma potrebbe essere una normalità solo apparente mentre il fuoco resta vivo sotto la cenere. Guardando al futuro del Paese secondo il missionario è importante lavorare per la formazione della classe dirigente che non deve essere solo formata da un punto di vista culturale ma anche etico e morale. nendo contatti quotidiani con la sua base attraverso blog, twitter e continue comunicazioni mail. Intorno alla sua difesa si forma il movimento delle camicie rosse che chiede nuove elezioni perché si formi un governo democraticamente eletto. Ma la richiesta rimane senza risposta. Le manifestazioni di protesta si susseguono sempre più tese, con un culmine di violenza nel febbraio Nel marzo 2010 termina il processo contro Thaksin cui viene confiscata buona parte delle proprietà. La sentenza alimenta nuove proteste e le camicie rosse occupano la zona commerciale del centro di Bangkok. Questa volta però la difesa del vecchio leader è solo una scusa per sollecitare il governo, che in tre anni non ha fatto molto, né contro la corruzione né per convocare nuove elezioni, mentre ha tentato di indebolire la legislazione sociale. Viene presentata un agenda a cui il governo risponde dopo una lunga attesa fissando nuove elezioni par- lamentari per il prossimo novembre. Ma la protesta è continuata mentre le camicie gialle, premevano perché l esercito intervenisse. Il premier Abhisit, invece, tentennava così la situazione diveniva sempre più tesa, Sino allo scontro. Difficilmente la scelta militare di Abhisit risolverà la crisi. L aver esteso il coprifuoco rivela la consapevolezza che la tensione nella capitale ha echi in tutto il Paese, in particolare nel Nord rurale dove il governo non ha consenso. Abhisit si rivela un leader debole, ostaggio degli estremisti, dei militari e delle élite tradizionali che non vogliono cedere il potere. Che succederà ora? Il re ottantatreenne e malato non ha fermato le crisi in passato e non è più in grado di farlo ora. Senza un nuovo dialogo politico l eventuale calma sarà solo provvisoria, in attesa di una nuova tensione. Dopo gli anni di tensione, i morti di questi giorni segnano un solco profondo fra le parti, che non può essere colmato facilmente. LETTERE Cameroun, in missione per guardare all essenziale Il cielo è inquieto. I primi temporali sono arrivati e hanno già rovinato le strade. I cantieri sulla grande pista stanno costruendo una serie di ponti: se piove forte, saremo isolati da Mokolo per un po. Il Vescovo, contento della visita pastorale, è rientrato con qualche montone, qualche gallo e del mais sulla macchina. L elettricità è un bel ricordo, ma il pannello solare aiuta a ricaricare il computer (ed anche un piccolo frigorifero a 12v). Fagiolini, pomodori e malanzane hanno ben attecchito. Marguià permettendo, avremo un buon raccolto. Chissà per le fragole e le angurie... CORRADO Eccola. Sorriso a 4 denti (di numero). Il foulard che nasconde i capelli. Bianchi. Ricci. Batuffoli di cotone che ben risaltano sulla testa nera. E Angèle. Si presenta per il Battesimo che riceverà la notte di Pasqua. Dopo quattro anni di catecumenato. L ho subito riconosciuta. L anno scorso si era presentata per fare l esame di catechesi... E un bel momento d incontro tra il père e i catecumeni. L esame inizia. Prima domanda: Fai il segno della croce. Un vero e proprio esercizio per scacciare le mosche. Seconda domanda: Recita il Padre nostro. Padre nostro che sei nei cieli... Si ferma. Riprende da capo. Sorride. Ricomincia: Padre nostro che sei nei cieli... Qualcuno mi ha fatto notare che anche una grande mistica come Teresa non riusciva ad andare oltre il Padre nostro che sei nei cieli per la commozione. Sarà! Con le altre preghiere non va meglio. Da buon parroco (giuro! Non l ho fatto apposta), mi dev essere scappata un occhiata di stizza verso il catechista visto che, subito, si è senito in dovere di giustificarsi: Mon pére, l ho presa da parte un pomeriggio intero, ma... niente! Alla fine degli esami è ancora lì. Cosa faccio? Promossa? Bocciata? Estraggo la domanda di riserva: Mamà, qual è la cosa più preziosa che c è in chiesa? Risponde con la lentezza tipica dell età: La porta è bella. Anche i muri sono belli. E le pitture, anche, sono belle... Mi pento di aver fatto la domanda. Ma lei continua: Ma la cosa più importante è quel legno là... Nelle case kapsiki, c è un legno piantato nel terreno che termina con tre braccia, tre rami. In cima, il papà pone una pentola o un vaso di coccio. Dentro, la polenta avanzata. Nessuno, all infuori del papà può toccarla: sarà forza nella necessità, pane del cammino. E così, allora, che i missionari avevano pensato e realizzato il tabernacolo della chiesa di Kossahai. Angèle mi stava dicendo: la cosa più preziosa che posso trovare in chiesa è Gesù, l Eucaristia, pane del cammino, forza nella necessità. Promossa! Confesso di averla pensata più volte quest anno: a piedi nudi, con la zappa in mano, di ritorno dai campi... passare per la chiesa e fermarsi qualche istante davanti a quel legno là. Per riposarsi un po. Per ritrovare la forza, prima di riprendere il cammino. E ora di partire. Ricordo a tutti la presentazione alla comunità. Domenica. A Rhumzu. Angèle alza la mano. Non ha più vergogna. Vuole domandare qualcosa. Mon père, io sono vecchia. Le gambe mi fanno male. Ci sono 7 kilometri a piedi da fare... Devo proprio venire? Mamà, - abbozzo una risposta - se non ce la fai perchè sei stanca: stai tranquilla, non fa niente, riposati. Se non vuoi venire per pigrizia... allora, dai! Cerca di fare uno sforzo! Ci pensa un po. Poi annuncia: Ci sarò! In effetti, la domenica era là. Quando l ho chiamata per nome dall altare si è alzata in piedi dall ultimo banco. L indice destro, alzato a livello della tempia, ondeggiava come, del resto, tutto il corpo. Il sorriso a 4 denti (di numero) era più bello che mai. Voleva farmi vedere, con orgoglio, che c era. La Notte di Pasqua Angèle ha ricevuto il battesimo. Oggi la prima confessione. Non sa ancora fare il segno della croce. Non si ricorda la preghiera del Padre nostro. Ma, forse, non è così importante. Ora so che, nella sua vita, ha scoperto qualcosa di grande. Un pane che è forza nel cammino, ristoro nella fatica.

11 12 E Como CRONACA DI P R O V I N C I A SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 29 MAGGIO 2010 UNA MODA CHE NON TRAMONTA. ANZI... CRESCE Gratta e Vinci specchio della crisi? È bastato un viaggio tra alcuni rivenditori cittadini per trovare la conferma in una sensazione diffusa: il periodo difficile accresce il desiderio di tentare la fortuna di MARCO GATTI La crisi non passa dalle tabaccherie. O forse proprio lì esprime la sua anima più sognatrice. Gli ultimi dati sulla capacità di penetrazione dei famosi gratta e vinci, confermati da una recente indagine del Sole 24 ore, rafforzano una tesi ormai assodata. Se il conto corrente langue, se la pensione non soddisfa, se il lavoro c è e non c è meglio affidarsi alla dea bendata. Altro che pollicino. Delle banche oggi chi si fida più Più facile abbandonarsi alla fortuna, sperando nel colpaccio in grado di sistemare moglie, marito, figli e nipoti Il fenomeno non ha età. La moda dei grattini dorati attraversa, indistintamente le generazioni. E c è chi lascia sul tavolo somme importanti: duecento, trecento, cinquecento euro È bastato un giro in città per trovare la conferma di un boom che non sente flessioni. Anzi. 2,4 miliardi di pezzi venduti in Italia nel 2009, con una crescita dell 1,7% rispetto al Circa 636 milioni i tagliandi venduti nei primi tre mesi del 2010, con un prezzo medio di 3,9 euro rispetto ai 3,8 euro dello stesso periodo dell anno precedente. I comaschi, nel 2008, vi avevano investito qualcosa come 91 milioni di euro. Spesa più che raddoppiata nel 2009, toccando quota 187 milioni Pezzi da 1, 2, 3, 5, 10 e 20 euro. Ce n è per tutti i gusti e per tutte le tasche nella giungla del gratta. Una formula vincente perché, spesso, paga subito, a riscossione immediata, in caso di vincita modesta. Un fenomeno senza età, si diceva. «Le persone che chiedono il gratta e vinci appartengono un po a tutte le generazioni» ci spiega il sig. Luigino, del Simpaty Bar di via Mentana. Due domande veloci per inquadrare il fenomeno. E intanto la coda si allunga dietro di noi. Chi paga un caffè e chi tenta la fortuna, vince e ritorna per un altro biglietto. «Arrivano ragazzotti, persone adulte, pensionati. Uomini e donne, forse con una maggiore prevalenza al femminile. I tagli acquistabili sono diversi e legati alle diverse possibilità economiche. Più raramente si azzarda sul tagliando da 20 euro, con maggiore facilità si rischia invece sui pezzi da 5 e da 10. Ad attirare l acquisto è anche l opinione che con il Gratta e vinci si vinca abbastanza agevolmente. Piuttosto frequenti, infatti, sono le vincite di cento euro, un po più rare quelle da 500 e 1000 euro». La fila, intanto, si fa troppo lunga. Dobbiamo scappare. Un ultima domanda sull affluenza è, però, doverosa. «Nei giorni di mercato - ci congeda, con un sorriso, il sig. Luigino - se ne vendono anche » «Tutti giocano al Gratta e vinci - ci dice Katia, della Tabaccheria ricevitoria Chicco di via Cesare Cantù -. Non notiamo grosse distinzioni tra giovani e anziani, anche se sono di più le donne a tentare la fortuna. Il taglio che più facilmente va e quello dei cinque euro. L affluenza? Media e costante. Su dieci clienti otto prendono il Gratta e vinci. Notiamo un maggior numero di richieste ad inizio mese, e una loro lenta ma progressiva riduzione con l arrivo della quarta settimana» «Il popolo degli acquirenti è un po di tutte le razze - ci conferma Mirella, della tabaccheria sotto i Portici Plinio -. La recente normativa che ha introdotto il divieto di vendita ai minori di 18 anni ha creato un po di malumore tra i più giovani. Oggi la legge ci vieta di vendere loro anche Il minimo Gratta da un euro. Oltre i 18, però, non registriamo grandi distinzioni. C è l adulto che arriva e se ne va e il pensionato che si ferma mezz ora e lascia anche 200 euro» Somme non irrisorie, quando il sogno, forse, diventa ossessione «C è chi vince e se ne va felice - prosegue Mirella - proprio perché il Gratta e vinci consente una riscossione immediata, ed è dunque preferito, ad e- sempio, al Lotto o Superenalotto. Chi acquista i biglietti del Lotto e si concede spesso anche qualche Gratta e vinci. E c è chi trascorre qui del tempo spendendo diverso denaro, magari vincendone altro, per poi riperderlo». La somma più importante spesa? «Anche 500 euro e più». La crisi non passa dai Portici Plinio, dunque «Direi il contrario. La crescita esponenziale di tagliandi venduti della lotteria istantanea è indice, con ogni probabilità, di una fatica ad arrivare a fine mese e del desiderio, ad essa legato, di tentare il colpaccio. Ho avuto clienti che si sono lamentati con me del costo di 4 euro per un biglietto di auguri e che, poco dopo, hanno acquistato, senza battere ciglio, un Gratta da 10 euro» «Essendo il nostro negozio collocato in una posizione strategica dal punto di vista turistico - ci spiega Maurizio, della tabaccheria di piazza Cavour - la tipologia della nostra clientela si presenta molto varia e articolata. La sensazione è che chi arriva da noi lo fa per il semplice gusto di giocare. Per godersi un momento di svago in un periodo di vacanza. Si tratta di uomini e donne di tutte le età. Non manca, certo, qualche giocatore ripetitivo che arriva qui un paio di volte la settimana, accarezzato dal sogno di una vincita facile. Difficilmente, però, ho visto spendere somme molto alte, se non a seguito di una vincita reinvestita. Per scelta, anche prima dell arrivo della nuova normativa, non abbiamo mai venduto a minori di 18 anni». Ma quanto rende questo tipo di vendita? «Se una persona entra in questo negozio mi aspetto che all acquisto del Gratta e vinci abbini almeno un pacchetto di caramelle, così mi permette di incassare qualcosa. La voce dei Gratta incide infatti in maniera irrisoria sull economia del nostro negozio. Si tratta, più che altro, di un servizio reso al cittadino, che sa che qui può trovare anche quello. Se penso alle mie entrate: l utile corrisponde all 8% lordo... Praticamente nulla se si pensa alle responsabilità legate alla gestione del denaro dovuto a questi incassi, e ai rischi legati a suoi eventuali furti. Certo che poi, se i conti si fanno a livello nazionale, i numeri appaiono ben più importanti». «Associare l esplosione del Gratta e vinci alla crisi economica mi sembra un po una forzatura - la voce fuori dal coro della titolare del bar tabacchi Lotto di viale Battisti -. La realtà è che gli italiani hanno sempre amato tuffarsi in giochi nuovi, e questo strumento, negli ultimi due anni, è stato accompagnato da svariate novità, alla portata di tutte le tasche. Che poi il desiderio di un guadagno facile possa legarsi anche alla crisi, è fuor di dubbio. Ma non ridurrei a quella la chiave di questo successo». Un successo che non sembra avere argini. Frutto del connubio di un accorta strategia di marketing (che ha portato a 24 i tagliandi di vendita oggi disponibili) con il diffuso senso di precarietà che accompagna il nostro tempo. Poi che si vinca o no, allo Stato poco in porta. Del resto chi davvero ci guadagna è proprio lui. In ogni caso, sempre dai dati del Sole 24 ore, nel 2009 risulta che le lotterie istantanee abbiano elargito qualcosa come oltre 6 miliardi di euro di vincite. Nei primi tre mesi del 2010 tra i circa 17 milioni che hanno acquistato almeno un biglietto i premi distribuiti hanno superato il miliardo e 700 mila euro.

12 POLVERI SOTTILI Como: aria migliore ma i rischi restano CRONACA Como 13 Nei giorni scorsi la Commissione europea ha deciso di procedere contro l Italia per la mancata osservanza delle norme dell Unione relative ad un pericoloso inquinante atmosferico, il particolato fine o PM 10. Queste particelle, contenute principalmente nelle emissioni dell industria, del traffico e degli impianti di riscaldamento domestico, possono infatti causare a- sma, problemi cardiovascolari, tumore ai polmoni e morte prematura. Un secondo e ultimo avvertimento scritto è stato, appunto, inviato all Italia per il superamento dei valori limite in numerose zone o agglomerati del Paese. Purtroppo il territorio comasco non costituisce un eccezione nel panorama nazionale. Secon- Nel 2009, sono stati 106 su 365 i giorni in cui in città è stata superata la soglia fissata dalla legge di 50 µg/m³ di LUIGI CLERICI do i primi dati pubblicati da Arpa Lombardia, nel 2009, sono stati 106 su 365 i giorni in cui a Como è stata superata la soglia fissata dalla legge di 50 µg/m³. Le stesse norme comunitarie tollerano in 35 i giorni massimi, in un anno, in cui tale soglia può essere superata senza che ci siano controindicazioni sulla salute della popolazione. Sempre grazie ai rilevamenti Arpa sappiamo, inoltre, che la presenza media giornaliera di polveri fini nell aria comasca è stata pari a 35 µg/m³. Nonostante queste considerazioni, ed il fatto che la Commissione europea abbia deciso di procedere contro il Governo Italiano, dobbiamo rilevare come il 2009 è stato di nuovo l anno con la migliore qualità dell aria (nello stesso modo era stato definito il 2008) e negli ultimi 20 anni la qualità dell aria nel suo complesso è decisamente migliorata, in particolare per ciò che riguarda la presenza di biossido di zolfo, monossido di carbonio, metalli ed i composti organici volatici (cosiddetti COV), grande gruppo in cui si fanno rientrare gli idrocarburi contenenti carbonio ed idrogeno ed altri elementi. Negli ultimi 4-5 anni vi è stato inoltre un miglioramento significativo anche Foto William per la diminuzione nell aria di PM10 e ossidi di azoto. Ovviamente per rientrare nei parametri fissati dalla normativa europea sarebbe necessaria un ulteriore riduzione delle principali cause che producono le emissioni ovvero il traffico motorizzato e gli impianti di riscaldamento. Sul fatto che le polveri sottili risultino nocive alla salute della popolazione è stato recentemente pubblicato uno studio condotto dall Istituto di medicina sociale e preventiva dell Istituto tropicale svizzero di Basilea. I risultati, che coincidono con quelli di altri studi simili europei fanno sicuramente riflettere. Lo studio mostra come l incremento di concentrazioni di polveri sottili porti a un aumento a breve termine dei ricoveri ospedalieri urgenti, dovuti soprattutto a problemi cardiaci e polmonari. Mentre i problemi cardiaci si producono poco dopo l incremento delle concentrazioni di polveri sottili, le conseguenze sui polmoni si verificano solo dopo alcuni giorni. Sono le persone anziane quelle maggiormente colpite da questo fenomeno. I risultati di questo studio, sebbene le concentrazioni di polveri sottili nel nostro territorio risultino inferiori rispetto ad altre aree fortemente industrializzate sia in Italia, sia in Svizzera, gli effetti sono sempre preoccupanti. Per essere innocue da un punto di vista della salute, le concentrazioni di polveri sottili dovrebbero attestarsi ben al di sotto dei valori osservati anche quotidianamente a Como. Ciò sottolinea l importanza dell attuazione di ulteriori sforzi per ridurre le concentrazioni di polveri sottili che dovranno essere prese al più presto anche a livello regionale perché è ormai prossimo il passaggio del rilevamento, ai fini della misurazione dell inquinamento atmosferico, dalle attuali PM 10 alle ben più microscopiche PM 3,5. (l.cl.) AMBIENTE Tornano i pesci sul Lura. Il torrente rinasce Un corso d acqua vivo e che può anche andare incontro a problemi opposti a quelli che lo hanno caratterizzato negli ultimi 30 anni, ovvero il sovraffollamento di pesci. E questo il sorprendente ritratto del torrente Lura nel comasco secondo un indagine svolta nelle ultime settimane da parte del Servizio pesca dell Amministrazione Provinciale di Como, in collaborazione con il consorzio del parco intercomunale. Una ricerca commissionata per monitorare la consistenza della popolazione ittica nel torrente che nasce dalle colline dove oggi sorgono i paesi di Bizzarone, Uggiate, Drezzo e Gironico, che attraversa paesi come Lurate Caccivio, Bulgarograsso, Cadorago, Lomazzo e per poi perdersi verso la pianura ed entrare nell Olona nelle vicinanze di Rho, alle porte di Milano. Secondo lo stu- dio, a Cadorago, il corso d acqua è sovraffollato di vaironi, pesci simili ai cavedani (ne sono stati contati 350 esemplari in cinquanta metri ), e non mancano anche le novità come le sanguinerole, specie di piccola taglia che predilige i torrenti molto freddi e ben ossigenati, mai finora riscontrata nel Lura. Se a Cadorago i pesci sono tanti, forse anche troppi, a Lomazzo il loro numero diminuisce ed a Rovello Porro gli esemplari sono molto ridotti, anche se la cosa non ha raggiunto ancora livelli preoccupanti. Una fotografia che riproduce un quadro migliore rispetto alla precedente, che risale al 2007, e che evidenzia come il torrente, famigliarmente detto la Lura, sta ricominciando a vivere grazie anche gli interventi di fitodepurazione promossi da Regione Lombardia e Provincia di Como, tra gli altri, a Cadorago e Guanzate negli ultimi anni ed in corso di sperimentazione anche a Bulgarograsso. La storia recente del Lura è infatti tutto un continuo allarme. Alla fine degli anni 70, infatti, il suo nome era sinonimo di come stavano andando incontro alla morte i corsi d acqua minori anche in provincia di Como. Per tutelare il Lura, ed assicurargli anche un futuro, negli anni 80, dalla passione degli amministratori impegnati nella realizzazione del progetto di depurazione delle acque nell ambito del Consorzio intercomunale di risanamento (oggi sostituito da Lura Ambiente S.p.A.), è stato costituito il Parco del Lura. Nei primi anni il Parco operò per rendere omogenei i piani delle singole amministrazioni sul tema ambientale. Definita poi la perimetrazione del territorio a parco, finalmente nel 1995 è avvenuto il riconoscimento da parte della Regione Lombardia e nel 2000 è stato istituito uno specifico Consorzio per la gestione del Parco stesso. In tutti questi anni l area protetta ha avuto modo di farsi conoscere sempre di più alla popolazione grazie anche alle molte associazioni, ed ai gruppi di volontari, che con manifestazioni o semplici camminate nel parco hanno contribuito a combattere il degrado ambientale che avrebbe potuto compromettere definitivamente gli ambienti del parco. Infatti camminando a fianco del corso d acqua, si incontrano ettari di bosco, animali, cappellette votive e antichi cascinali. Negli ultimi tempi ci si è anche soffermati sulla limitata portata d acqua di un torrente che, in passato, era molto più grande di quanto lo è attualmente e che non ha mancato di esondare dal proprio corso creando disagi e danni ai diversi paesi che attraversa (si ricordano ancora le rovinose inondazioni del 1951 e l ultima, in ordine di tempo, del 1976). Da questa indagine appare, quindi, che il futuro del Lura sembra un po più roseo. L.CL. Verrà inaugurata sabato 29 maggio, alle ore 17, presso la Pinacoteca comunale, la mostra La storia dipinta, che per la prima volta presenterà al pubblico la collezione dei dipinti dell ospedale Sant Anna attraverso una scelta di opere particolarmente rappresentativa della consistenza e del valore di tale patrimonio, consistente in oltre 240 dipinti donati da vari benefattori. La maggior parte della collezione (160 opere) consiste in ritratti dei benefattori, eseguiti da vari artisti dal XVI al XX secolo, mentre un secondo lotto comprende circa 80 dipinti di vario soggetto, prevalentemente religioso. L allestimento della mostra è curato dall Accademia Galli, alla quale era stato affidato in precedenza dalla Famiglia Comasca il restauro della maggior parte dei dipinti, con la partecipazione finanziaria della Fondazione della Comunità Comasca. La mostra, organizzata dalla Famiglia Comasca, d intesa con la direzione dell ospedale, anche come preludio augurale alla nuova sede del nosocomio, è patrocinata dal Comune di Como, assessorato alla Cultura, si avvale della fattiva collaborazione della CSU per il trasporto e l assicurazione delle opere esposte nonché dell Asl per il prestito di alcuni dipinti di sua proprietà. FAMIGLIA COMASCA S inagurda in Pinacoteca La storia dipinta

13 14 CRONACA Como L IMPEGNO DELL ASSOCIAZIONE A COMO Il Tribunale del Malato compie trent anni F ar conosce e diffondere nei principali ospedali della provincia di Como, ma non solo, la Carta Europea dei Diritti del Malato. E questo l obiettivo del Tribunale del Malato (TDM), la realtà nata all interno dell associazione Cittadinanzattiva, che quest anno festeggia i trent anni di attività. Diverse le iniziative di sensibilizzazione in programma anche nella nostra provincia che porteranno, nei prossimi mesi, i volontari comaschi non solo nei tre presidi dell Azienda Ospedaliera S.Anna dove il TDM è presente stabilmente (Como, Cantù e Mariano Comense) ma anche in altri ospedali della città come la clinica Villa Aprica e l Ospedale Valduce. Sono diverse le battaglie compiute in questi trent anni dall associazione a livello nazionale e dalle circa trecento sezioni locali che hanno contribuito a migliorare le condizioni di cura e degenza dei pazienti negli ospedali italiani. Tra gli obiettivi raggiunti troviamo la possibilità per le mamme di tenere accanto a sé i neonati subito dopo il parto, la possibilità per i pazienti sopra i sessantacinque anni di avere accanto un parente ventiquattro ore su ventiquattro e il miglioramento delle cosiddette situazioni alberghiere ovvero i pasti e le condizioni delle stanze. I compiti del Tribunale del Malato non si esauriscono, però, nell attività di promozione e sensibilizzazione per i diritti dei pazienti ma anche in una concreta assistenza di carattere tecnico e legale, fornita dagli sportelli. Dal 2005 ad La situazione sanitaria nel comasco è migliorata anche grazie al contributo di questa associazione che negli ultimi anni ha ricevuto oltre 130 richieste di MICHELE LUPPI oggi sono 132 le pratiche medico legali arrivate al TDM di Como. In 44 casi i pazienti hanno deciso di procedere con il coinvolgimento dei legali verso la conciliazione con le strutture ospedaliere o il rinvio al Tribunale Ordinario. Per cercare di capire qual è la realtà del TDM nella nostra provincia abbiamo intervistato Fernanda Donchi, responsabile della sezione comasca. Nel nostro territorio quali sono state le principali priorità della vostra associazione? A Como ci siamo occupati soprattutto della situazione degli ospedali impegnandoci per il miglioramento delle condizioni di assistenza, soprattutto per quanto riguardava la situazione alberghiera. Pensiamo alla qualità del cibo e alla possibilità di avere il pasto personalizzato, alla riservatezza e alla realtà delle strutture. Dall altra parte ci siamo impegnati per rendere le persone più consapevoli dei loro diritti. La situazione è effettivamente cambiata? Certamente in questi tre decenni sono stati fatti tanti passi avanti in termini di qualità ma anche di consapevolezza di PER SAPERNE DI PIÙ Il Tribunale del Malato è senza dubbio la realtà più importante di cittadinanzattiva che si occupa però anche di altri settori come i servizi di pubblica utilità, dall acqua ai trasporti, dalle scuole alla sicurezza. Le sedi: Como, S. Anna via Napoleona: lunedì, dalle 17 alle 18, e mercoledì, dalle 10 alle 11. Telefono ; Cantù, Ospedale di Circolo via Domea: venerdì dalle 16 alle 18. Telefono ; Mariano Comense, Ospedale Felice Villa via Isonzo: lunedì dalle alle Telefono I volontari dell Associazione sono raggiungibili anche via telefono al e all indirizzo mail: diritti e doveri. Indicativo è il caso delle cartelle cliniche: appartengono al paziente che ha tutto il diritto di chiederne la consegna ma in passato vi era timore a rivolgersi alle strutture ospedaliere per averle. Oggi, invece, sono molte le persone che se le fanno consegnare e in caso di dubbi si rivolgono a noi per un consulto. Che tipo di lamentele ricevete? Il problema più grande rimane la difficoltà di comunicazione tra operatori sanitari e i malati o le loro famiglie. Dall altra parte le lamentale riguardano le liste d attesa, alcuni casi di difficoltà nelle dimissioni, i ticket e l assistenza domiciliare. La Regione Lombardia ha stabilito dei tempi limite entro cui la prestazione deve essere eseguita. Com è la situazione? Con l introduzione delle liste d attesa regionali la situazione è migliorata. Nel complesso i tempi sono rispettati ma il problema spesso riguarda il luogo in cui la prestazione è disponibile. La Regione stabilisce dei tempi limite per ogni prestazione ma l azienda ospedaliera non ha vincoli sulla sede. Quindi un paziente di Mariano Comense potrebbe, nel caso dell Ospedale S.Anna, avere la disponibilità a Menaggio. In questo caso l ospedale avrebbe rispettato i tempi ma il paziente potrebbe avere difficoltà e decidere di rinunciare, aspettando più a lungo per averla nei presidio più vicino al domicilio. Nei prossimi mesi aprirà il nuovo S.Anna. Sarete presenti con il vostro sportello? Da anni siamo presenti all interno dell Azienda Ospedaliera S.Anna e abbiamo sempre avuto un buon rapporto con la dirigenza che ci ha messo ha disposizione gratuitamente degli spazi per la nostra sede. Pensiamo di esserci anche nel nuovo ospedale ma non so se avremo un nostro sportello. E una questione di cui non abbiamo ancora parlato con la dirigenza ma anche se non dovessimo avere, per motivi si spazio, una sede nel nuovo ospedale continueremo con la sede in via Napoleona. Questo non sarà un grande problema perché in questi anni abbiamo visto che la gente inizia a conoscere la nostra realtà e a cercarci indipendentemente da dove siamo. Quali iniziative avete in programma per il prossimo futuro? Oltre all attività di informazione e sensibilizzazione abbiamo attivato una nuova casella di posta elettronica e un nuovo recapito telefonico per essere sempre a disposizione dei cittadini. Vi è poi un altro capito che vorremo aprire e riguarda le case di riposo. In che senso? Queste strutture stanno diventando sempre più spesso vere e proprie strutture ospedaliere perché vi si trovano anziani con malattie cronicizzate e in cui è garantita l assistenza medica 24h su 24. Per questo sarà importante capire come poter essere presenti. COS E LA CARTA? La Carta Europea dei diritti del Malato è stata redatta nel 2002 dal Active Citizenship Network (ACN) una rete di associazioni di cittadini europei di cui fa parte anche Cittadinanza Attiva. Pur non essendo stata adottata dal Parlamento Europeo la carta ha ricevuto il plauso dalle istituzioni di Strasburgo, lo scorso 29 marzo, durante la Prima Giornata Europea dei Diritti del Malato. Un mese prima, il 20 febbraio, la Carta era stata presentata anche al Parlamento italiano. In un analisi condotta su 14 Paesi europei dall ACN è risultato come alcuni dei quattordici punti non siano ancora rispettati in molti Stati. In Italia come i problemi principali riguardano il diritto al rispetto del tempo dei pazienti, al risarcimento e all innovazione. L obiettivo dei promotori è quello di arrivare ad un approvazione della Carta da parte delle Istituzioni Europee e dei Paesi membri. Questa secondo i promotori potrebbe rappresentare l ossatura di un assistenza sanitaria europea. LA CARTA EUROPEA DEI DIRITTI DEL MALATO 1. Diritto a misure preventive. Ogni individuo ha diritto a servizi appropriati a prevenire la malattia. 2. Diritto all accesso. Ogni individuo ha il diritto di accedere ai servizi sanitari che il suo stato di salute richiede. I servizi sanitari devono garantire eguale accesso senza discriminazioni sulla base delle risorse finanziarie, del luogo di residenza, della malattia o del momento di accesso al servizio. 3. Diritto alla informazione. Ogni individuo ha il diritto di accedere a tutti i tipi di informazione che riguardano il suo stato di salute e i servizi sanitari e come utilizzarli, nonché a tutti quelli che la ricerca scientifica e la innovazione tecnologica rendono disponibili. 4. Diritto al consenso. Ogni individuo ha il diritto ad accedere a tutte le informazioni che lo possono mettere in grado di partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la sua salute. Queste informazioni sono un prerequisito per ogni procedura e trattamento, ivi compresa la partecipazione alla ricerca scientifica. 5. Diritto alla libera scelta. Ogni individuo ha il diritto di scegliere liberamente tra differenti procedure ed erogatori di trattamenti sanitari sulla base di adeguate informazioni. 6. Diritto alla privacy e alla confidenzialità. Ogni individuo ha il diritto alla confidenzialità delle informazioni di carattere personale, incluse quelle che riguardano il suo stato di salute e le possibili procedure diagnostiche o terapeutiche, così come ha diritto alla protezione della sua privacy durante l attuazione di esami, visite e trattamenti medico-chirurgici in generale. 7. Diritto al rispetto del tempo dei pazienti. Ogni individuo ha diritto a ricevere i necessari trattamenti sanitari in un periodo di tempo veloce e predeterminato. Questo diritto si applica a ogni fase del trattamento. 8. Diritto al rispetto di standard di qualità. Ogni individuo ha il diritto di accedere a servizi sanitari di alta qualità, sulla base della definizione e del rispetto di precisi standard. 9. Diritto alla sicurezza. Ogni individuo ha il diritto di essere libero da danni derivanti dal cattivo funzionamento dei servizi sanitari, dagli errori medici, e ha il diritto di accesso trattamenti sanitari che garantiscano elevati standard di sicurezza. 10. Diritto alla innovazione. Ogni individuo ha il diritto all accesso a procedure innovative, incluse quelle diagnostiche, secondo gli standard internazionali e indipendentemente da considerazioni economiche o finanziarie. 11. Diritto a evitare le sofferenze e il dolore non necessari. Ogni individuo ha il diritto di evitare quanta più sofferenza possibile, in ogni fase della sua malattia. 12. Diritto a un trattamento personalizzato. Ogni individuo ha il diritto a programmi diagnostici o terapeutici quanto più possibile adatti alle sue personali esigenze. 13. Diritto al reclamo. Ogni individuo ha il diritto di reclamare ogni qual volta abbia sofferto un danno e ha il diritto a ricevere una risposta o un altro tipo di reazione. 14. Diritto al risarcimento. Ogni individuo ha il diritto di ricevere un sufficiente risarcimento in un tempo ragionevolmente breve ogni qual volta abbia sofferto un danno fisico ovvero morale e psicologico causato da in trattamento di un servizio sanitario.

14 IMMIGRAZIONE E TERRITORIO Donne e minori nel cammino dell integrazione CRONACA Como 15 In provincia di Como il 10% degli alunni, specie nella scuola dell infanzia e nella primaria, è di cittadinanza non italiana. Un seminario di studio promosso dall associazione Eskenosen ha invitato a riflettere sul tema della multicultura, perché i bambini stranieri, in classe, non sono un problema di ENRICA LATTANZI Le risposte di donne e minori alle sfide di immigrazione e integrazione. Su questo tema decine di insegnanti della provincia di Como si sono fermati a riflettere, lo scorso 21 maggio, rispondendo all invito dell associazione Eskenosen, una realtà che da quattro anni, in coordinamento con la Caritas, è di sostegno alle famiglie straniere giunte in città. Un accompagnamento che si concretizza nel vivere insieme nella grande struttura di via Prudenziana a Como, messa a disposizione dalle Figlie di sant Angela Merici. Qui, due famiglie stabilmente residenti, assicurano una sistemazione temporanea a nuclei familiari di migranti (fino a due): offrono un vicinato attento, atteggiamenti di ascolto e condivisione, per favorire il loro successivo inserimento nel tessuto sociale cittadino. A presiedere l associazione incontriamo Chiara Giaccardi, sociologa e docente dell Università cattolica di Milano. «Fra le attività di Eskenosen - ci ricorda - anche la promozione di occasioni di riflessione sui temi dell ospitalità, della migrazione e del dialogo tra le culture». Rientrano fra queste iniziative i corsi di lingua italiana per donne arabe, i laboratori di creatività multicul-turale per bambini dai 6 agli 11 anni e il seminario di studio di venerdì 21, pensato soprattutto per gli insegnanti. «Non possiamo più considerare la presenza a scuola di bambini di cittadinanza non italiana come un emergenza», ha sollecitato Milena Santerini, professore di pedagogia dell Università Cattolica. Ancora più icastica la domanda successiva: «perché mai, poi, questi bambini dovrebbero rappresentare un problema? Sono qui per rimanere, chiedono di poter essere riconosciuti e di vivere in un contesto ben integrato: il fattore etnico è una delle tante differenze (dal colore dei capelli alle tipicità caratteriali, passando dall essere maschio piuttosto che femmina) che rendono unici i nostri bambini». La Santerini ha inoltre illustrato la propria contrarietà all ipotesi di classi-ponte: «di fatto un ostacolo all integrazione, perché è impossibile chiedere a un bambino di imparare l italiano se inserito in un contesto in cui i compagni incontrano le stesse difficoltà. Ci sono esperienze positive di classi in cui i bambini italiani hanno fatto da tutor agli altri bambini: i tempi di apprendimento si sono dimezzati. Non cerchiamo utopie - ha concluso Santerini - la strada è complessa, le risorse sono poche ed è necessario modificare anche gli approcci curricolari alle materie insegnate. Ci vuole tempo ed è indispensabile puntare sulle famiglie italiane. Laddove ci si è mobilitati contro la fuga da strutture con molte presenze non italiane (con pericolosi effetti-ghetto che partono dalla scuola e arrivano alla disgregazione sociale), i risultati cominciano ad arrivare. L importante è creare reti virtuose, favorendo il patto educativo scuola-famiglie-alunni». Fare multicultura significa anche permettere ai migranti di non perdere le radici: «imparano meglio l italiano i bambini che sanno bene la lingua madre dei loro genitori». Questa la significativa testimonianza di Afef Hagi, tunisina, psicologa in Toscana. «In provincia di Como - afferma Giusi Po, docente di scuola primaria e supervisore di tirocinio per i nuovi insegnanti - l aspetto della valorizzazione delle famiglie, specie quelle italiane, è ancora da percorrere». Sul Lario circa il 10% degli alunni è di origine straniera (neo arrivati o comunque di seconda generazione, perché la cittadinanza dipende dallo ius sanguinis e non dallo ius soli); le punte massime alla primaria e alla secondaria inferiore. Alle superiori i dati sono molto più contenuti: la concentrazione maggiore è alle scuole professionali, dove si raggiungono presenze del 10%. Il numero dei bambini di cittadinanza non italiana, negli ultimi tre anni, è cresciuto di meno dell 1%. Le presenze più numerose da Marocco, Albania, Romania. Folta la presenza turca, con colonie molto significative nella città di Como e nel distretto di Menaggio. Ci sono tre circoli, in Como città - Rebbio, Centro e Borghi, dove la percentuale arriva o supera quota 11. Queste realtà, alla pari di alcuni istituti della provincia di Milano e del Bresciano, rientrano nelle cosiddette categorie a rischio : per la forte concentrazione di bambini non italiani (nel plesso di via Varesina si è oltre il 66%) o per la presenza di situazioni di disagio, talvolta con segnalazioni da parte del Tribunale dei Minori. «Esistono moltissimi progetti - hanno ribadito sia la Po sia le rappresentanti dell Ufficio scolastico provinciale -. Nelle scorse settimane, inoltre, è stato firmato un accordo con l Università dell Insubria per attivare, in collaborazione con giovani neo-laureati, laboratori interculturali. Gli strumenti che ci sono - è la chiosa - vanno utilizzati al meglio». Negli ultimi dieci anni, infine, si è sviluppata anche l etnopsichiatria di territorio: «espressione suggestiva - ha spiegato Marica Livio, psicologa e psicoterapeuta - per indicare una disciplina che cerca di favorire l integrazione a scuola». Come fare multicultura? «Innanzitutto partendo dalle persone - risponde la Livio - rispettando le esigenze e i traumi che i bambini hanno dovuto affrontare. Se ci si sente accolti umanamente l integrazione a scuola viene di conseguenza». Altre strategie: puntare sulla formazione di insegnanti e personale amministrativo (il quale, all atto dell iscrizione, è il primo incontro tra famiglie e scuola) e valorizzare le risorse dei migranti che, sempre più, chiedono scambi di esperienze e spazi di collaborazione. IL CAV DI COMO CERCA CARROZZINE, PASSEGGINI, SEGGIOLINI E LETTINI. APPELLO ALLE FAMIGLIE Il Centro di Aiuto alla Vita di Como per far fronte all aumento di richieste di aiuto lancia un appello alle famiglie e alla comunità della diocesi per la fornitura di: carrozzine, passeggini, seggiolini e lettini. Il materiale - solo se in buono stato di conservazione - può essere consegnato direttamente al CAV di Como all interno del Centro Pastorale Cardinal Ferrari in viale Cesare Battisti 8, durante gli orari di apertura della sede: il lunedì dalle 9.30 alle 11.30; il martedì dalle 15 alle 18; il giovedì dalle 9.30 alle e dalle 15 alle 18; il venerdì dalle 15 alle 18; il sabato dalle 15 alle 17. Per informazioni (durante gli orari di apertura della sede). Le volontarie del CAV ringraziano anticipatamente tutti coloro che potranno dare una mano. Un sostegno all associazione che in questi anni non è mai mancato. CRESCE LA CASSA INTEGRAZIONE. I NUMRI DELLA CGIL È aumentata del 115,13% la cassa integrazione in provincia di Como nei primi quattro mesi del 2010, rispetto a gennaio, febbraio, marzo e aprile dello scorso anno: ore totali di Cig autorizzate tra operai ed impiegati comaschi, contro ore autorizzate nel primo quadrimestre del Lo dicono i dati forniti dall'inps, elaborati nel mese di aprile dal Dipartimento Politiche Contrattuali della Cgil Lombardia e pubblicati pochi giorni fa. Nei primi quattro mesi del 2010 l'incidenza della cassa integrazione sulla popolazione lavorativa dipendente in provincia di Como è pari al 10,40%, contro una media lombarda del 6,54%. Pavia, Varese e Como sono le sole province lombarde a registrare lievi cali del numero di disoccupati e lavoratori in mobilità; la situazione in regione resta negativa: i licenziamenti (disoccupazione e mobilità) sono aumentati del 15.6% nel primo quadrimestre 2010 rispetto allo stesso periodo del «È purtroppo la conferma di quanto la Cgil va ripetendo da mesi - afferma Alessandro Tarpini, segretario della Camera del Lavoro di Como -. Gli effetti più pesanti della crisi sui lavoratori si avranno nei prossimi mesi, si sta facendo pochissimo, il Governo non interviene, servono politiche di sostegno alla domanda, ai salari, alle pensioni agli ammortizzatori sociali. Invece si continua a tagliare pesantemente sulle voci di spesa che potrebbero far ripartire l'economia, mettendo in ginocchio gli Enti Locali, con tagli sconsiderati ai trasferimenti. Lo stesso sta avvenendo per scuola e ricerca che potrebbero qualificare l'eventuale uscita dalla crisi. Inoltre si profila una manovra di lacrime e sangue che colpirà i soliti noti e si interviene pesantemente sui diritti dei lavoratori, il collegato lavoro ne è un esempio evidente, mentre invece servirebbe dare prospettive di un impiego stabile per i milioni di giovani e precari. La Cgil nei prossimi giorni metterà al centro della sua iniziativa i temi dei diritti e del lavoro partendo dalla manifestazione del 2 giugno a Milano».

15 CRONACA Como 17 CONOSCIAMO DA VICINO L ASSOCIAZIONE EX ALUNNI S. Carpoforo una scuola che resta nel cuore IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELL ASSOCIAZIONE EX ALUNNI E AMICI DI SAN CARPOFORO Presidente: Gianluigi Spata Vice presidenti: Luisa Orefice, Enrico Conti Segretario: Aldo Testoni Tesoriere: Alessandra Bianchi Consiglieri: Suor Cecilia, Omar Gervasoni, Barbara Fasola, Maruska D Agostino, Giulia Girardi Presidente onoraria: Giuliana Casartelli Bergna Tornelli Un sodalizio nato allo scopo di mantenere i contatti con le famiglie e gli studenti che hanno terminato il ciclo della scuola e promuovere varie iniziative di carattere ricreativo, culturale, sociale e spirituale al fine di mantenere saldo il legame tra chi è transitato dall istituto di PAOLO BORGHI Mantenere i contatti con le famiglie e gli alunni che hanno terminato il ciclo della scuola e promuovere varie iniziative di carattere ricreativo, culturale, sociale e spirituale, permettendo agli alunni stessi di protrarre nel tempo il loro legame con i compagni, le insegnanti e con le suore, è l obiettivo dell associazione ex- Alunni e Amici di San Carpoforo, la scuola dell infanzia, primaria e secondaria retta dalla congregazione religiosa francese delle suore dell Assunzione. La struttura dell Istituto San Carpoforo risale alla metà del XIX secolo e pertanto il suo passato è ricco d eventi storici. La Basilica sorge sulla falda o- rientale del colle Baradello e risale ai primi decenni dopo il Mille, ma ha origini ancor più lontane. Tradizione vuole che nel IV secolo San Felice, primo vescovo di Como, abbia trasformato in chiesa cristiana un preesistente tempio dedicato a Mercurio. Nella chiesa sarebbero state collocate le spoglie mortali del soldato romano Carpoforo e di cinque suoi compagni (Esan- PER CONOSCERLA MEGLIO Chiunque voglia partecipare all attività dell Associazione ex Alunni e Amici di San Carpoforo può inviare un a o recarsi direttamente presso la scuola in via San Carpoforo 6 a Como. to, Cassio, Licinio, Severo e Secondo) tutti convertiti al cristianesimo e martirizzati sotto Diocleziano. Intorno a questa chiesa sorse la prima comunità cristiana comasca. Verso il 724, il Re longobardo Liutprando, decise di restaurare ed ampliare la chiesetta, assai degradata. La chiesa fu ulteriormente ristrutturata a cavallo del millennio, prese il suo aspetto definitivo nella prima metà del secolo XI e fu consacrata nel A quest epoca risalgono le parti che arrivano fino al coro e all attiguo monastero, mentre abside e cripta sarebbero state costruite più tardi. L edificio si caratterizza per la povertà del materiale impiegato, per l assenza assoluta di decorazione e per la pesantezza degli archi, tipici delle chiese coeve. La facciata non presenta ingressi: è addossata alla collina e seminterrata per gli smottamenti. Le entrate originarie furono collocate, con accesso alle navi minori, sul fianco occidentale. La torre risale al XII secolo, ed è costruita in conci regolari di sasso di Moltrasio. Il campanile presenta quattro specchiature, delimitate da lesene angolari e cornici d archetti ciechi romanici. L interno, a tre navate, è diviso in cinque campate irregolari, ed è dominato da un ampio presbiterio sopraelevato, in cui s inseriscono un semplice coro e l ambone della seconda metà del Cinquecento. L abside maggiore è costruito con una tecnica accurata, in cui si alternano pietre bianche e nere che decorano l ambiente ripartito in tre navatelle, terminanti in absidiole con tre monofore e piccoli oculi rivolti ad oriente, mentre le volte sono a crociera con archi acuti sorretti da sei colonnine monolitiche di granito con capitelli scolpiti a fogliami. Dietro il piccolo altare, rivestito in epoca barocca con marmi policromi, si trova l urna che per secoli conservò le reliquie di San Felice. La rinascimentale cappella dell Assunta, unico ambiente decorato, è della seconda metà del Cinquecento ed è completamente affrescata con una Madonna in trono fra Angeli, San Gerolamo e un Vescovo, rappresentati sullo sfondo prospettico di una città. Altri affreschi coevi ritraggono san Gerolamo eremita e, nelle lunette della volta, scene dell Annunciazione, della Visitazione e della Circoncisione. In fondo alla chiesa c è un affresco settecentesco che raffigura il Battesimo di Cristo. Una delle singolarità della Basilica è rappresentata dalla facciata ad ovest priva, fin dalle origini, del portale, dato che tale parete, a ridosso della montagna, non si prestava alla realizzazione di un conveniente ingresso: si preferì, comunque, non mutare l aspetto del tempio fornendolo quindi solo di porte laterali piuttosto che compromettere l orientamento della chiesa la quale, secondo le rigide norme del medioevo, doveva avere la zona dell altare rivolta obbligatoriamente verso il sorgere del sole. Il fascino più intimo della Basilica sta nella penombra interna, nel canto sommesso delle silenti navate e delle spoglie pareti, legate indissolubilmente alle sacre memorie del Vescovo Felice, dei martiri comensi, del monastero benedettino e, nel nostro secolo, all Istituto delle Custodi adoratrici dell Eucarestia ed ora delle religiose dell Assunzione. Dal 1970, infatti, San Carpoforo è una vivace e gioiosa scuola a tempo pieno che accoglie piccoli dai 3 ai 12 anni in un clima familiare favorevole alla loro crescita, sviluppando le capacità potenziali e la padronanza d abilità e conoscenze, nel rispetto dei tempi e dei modi d apprendimento di ciascuno, così che tutti gli alunni possano conseguire il successo formativo. ISTITUTO RADICATO NELLA REALTÀ COMASCA L Istituto - precisa il dottor Pierluigi Spata, presidente dell Associazione ex - Alunni e Amici di San Carpoforo - è saldamente radicato nella realtà comasca, vuole sempre essere aperto al mondo e promuovere una mentalità e una cultura della solidarietà. Coinvolge i genitori e i docenti nella gestione della scuola creando vincoli d amicizia e di relazioni sempre più autentiche fra quanti fanno parte della grande famiglia di San Carpoforo. Proprio da questi propositi e da queste motivazioni, oltre che per testimoniare con la nostra presenza la storia e il prestigio dell istituto, nel 1993 è stata fondata la nostra associazione, formata da circa 150 soci, che ha messo in luce un tessuto di fedeltà affettiva e di desiderio d incontro in coloro che in epoche tanto diverse hanno conosciuto la singolare esperienza di un San Carpoforo aperto e accogliente nel largo abbraccio della basilica e del parco. UN AMICIZIA CHE CONTINUA Ma lo scopo principale delle iniziative degli ex allievi è anche quello di rinsaldare l amicizia formatasi sui banchi di scuola dell Istituto San Carpoforo affinché possa continuare per tutta la vita. Per questo motivo l associazione organizza diverse attività ricreative e culturali come l ormai tradizionale Festa dell associazione programmata nella settimana precedente la domenica delle Palme e la grigliata che si tiene l ultima domenica di settembre, rappresentando sempre un grande momento d aggregazione e lo scambio d auguri in occasione del Santo Natale. UN OCCHIO ALLA BASILICA In queste occasioni - aggiunge il dottor Spata - oltre a partecipare alla celebrazione della Santa Messa nella Basilica di San Carpoforo, organizziamo delle lotterie con lo scopo di raccogliere fondi per interventi di restauro all interno dell Istituto (sistemazione della palestra e del campetto di calcio) o da destinare alle missioni che le suore dell assunzione hanno in Africa, Sud America e Asia. Un paio di volte l anno pubblichiamo un giornalino che rappresenta un mezzo di comunicazione tra i nostri soci e contiene notizie sulle nostre attività. Inoltre promuoviamo borse di studio per aiutare concretamente le famiglie che si trovano in difficoltà economica e fanno fatica a pagare la retta scolastica. Negli scorsi anni abbiamo contribuito al restauro della Basilica sovvenzionando in particolare l installazione dell impianto di riscaldamento e organizzato diverse competizioni sportive, in particolare tornei di calcio. Nei prossimi mesi vorremmo organizzare alcune gite culturali, e proprio in queste settimane inizierà un concorso fotografico al quale potranno partecipare sia gli attuali alunni che gli ex alunni e amici dell Istituto. Tutti gli alunni sono invitati a fotografare un animale domestico mentre gli adulti un angolo o uno scorcio caratteristico della città di Como.

16 18 CRONACA Como LA SCORSA SETTIMANA L ASSEMBLEA PROVINCIALE E IL RINNOVO DELLA CARICHE La Fism di Como guarda al futuro L appuntamento è servito per fare il punto sullo stato di salute della Federazione, per evidenziare le criticità del momento, ma anche come occasione di slancio all importante funzione di ponte che le scuole associate assolvono con le famiglie Lo scorso 21 maggio il Centro Pastorale Card. Ferrari ha ospitato l assemblea provinciale ordinaria della Fism di Como, aperta dal presidente provinciale Claudio Bianchi. Presenti, tra gli altri, il segretario Fism-Como Livio Bianchi, il consulente ecclesiastico mons. Antonio Carlisi, il vicario generale della diocesi di Como mons. Giuliano Zanotta (che ha dato lettura di un messaggio di saluto di mons. Diego Coletti, vescovo di Como), il prof. Redi Sante di Pol, presidente del Consiglio Nazionale Fism, i vicepresidenti Fism Como Mario Gazzi e Antonio Piffaretti. L assemblea è servita per fare il punto sullo stato di salute della Federazione. Nel merito il presidente provinciale Claudio Bianchi nel proprio intervento ha evidenziato le difficoltà finanziarie della Fism Como che rispecchiano anche la situazione in essere delle 130 scuole dell infanzia associate a Fism Como, di cui 76 in diocesi di Como e 54 in diocesi di Milano, con 398 sezioni funzionanti cui prestano attività educativa 556 Insegnanti e 331 persone addette non docenti, con consapevolezza della identità cattolica, del progetto educativo compreso l insegnamento della religione cattolica. «L assemblea odierna - ha spiegato, Bianchi - vuole essere occasione di verifica della nostra passione educativa al servizio dei bambini e bambine ad iniziare da quelli più svantaggiati ed essere ponte ed allenza educativa con le famiglie per le future generazioni, per offrire un qualificato servizio con la professionalità delle 556 educatrici, nelle 398 sezioni, così come lo sono tutti gli altri attori delle nostre comunità educanti». L intervento del presidente ha cercato di dare evidenza alle criticità in essere, ad iniziare dalla parità scolastica in Italia ancora inattuata ed all irrisolto riconoscimento della parità economica. Bianchi ha inoltre ricordato come il 18% delle 130 scuole dell infanzia comasche non abbia un titolare. Da qui la proposta concreta: «Perché non indicare, quali titolari di queste scuole dell infanzia, il be- Un momento dell assemblea ato G. Scalabrini, il beato don Carlo Gnocchi, Alessandro Volta, Teresio O- livelli, il beato L. Gua-nella, la beata C. Bosatta e, non ultimi, suor Maria Laura Mainetti e don Renzo Beretta, educatori e testimoni di Cristo in terra diocesana e martiri della fede, ma anche altri, tanti altri nomi che nelle nostre realtà locali hanno gettato ponti educativi di grande solidità...». A conclusione delle diverse relazioni sono seguite le votazioni per il rinnovo delle cariche associative. Questo l elenco degli eletti nei rispettivi Organi, per il quadriennio : CONSIGLIO DIRETTIVO FISM COMO: Claudio Bianchi (Como Civiglio/Campione d Italia) - Luigi Biffi (Cernobbio/Piazza S.Stefano) - Luigi Caldera (Cantù) - Alessio Cozzi (Mozzate) - Mario Gazzi (Rovellasca) - Maria Laura Melidonis (Casnate con Bernate) - Antonio Piffaretti (Bregnano) - Giuseppe Volontè (Rovello Porro); mons. Antonio Carlisi (nominato dal Vescovo di Como); SINDACO: Alberto Motta (Erba); COLLEGIO DEI PROBIVIRI: Giuseppe Ballabio (Alzate Brianza) - Luigi Cavadini (Faloppio) - Antonio Meroni (Erba). L ALBERO DELLA MEMORIA AL CAIO PLINIO IN RICORDO DELLA STRAGE DI CAPACI ANTEAS: PRESENTATO A LURATE IL NUOVO FURGONE La scorsa settimana a Lurate Caccivio, alla presenza del sindaco e del parroco, dei responsabili e dei volontari dell'associazione e della Cisl, Anteas, l Associazione Nazionale Terza Età Attiva per la solidarietà promossa dal sindacato pensionati della Cisl, ha presentato il nuovo servizio di trasporto a favore di persone sole e in difficoltà, che sarà attivo nel distretto dell Olgiatese a partire dal prossimo mese di giugno. Analogo servizio viene già svolto dall Associazione nelle aree di Como, Cantù, Erba e Dongo. Per richiedere il servizio è attivo il seguente numero verde Lo scorso 24 maggio, presso l ITC Caio Plinio gli studenti del Centro Formazione della Fondazione Minoprio con i giovani dell ITC Caio Plinio, in via Rezia 9, hanno piantato un carpino bianco in memoria delle vittime della strage di Capaci. A promuovere l iniziativa il Sindacato Unitario di Polizia SIULP, il sindacato Cisl Scuola e il sindacato lavoratori delle costruzioni Filca Cisl. Un gesto simbolico per fare memoria di un episodio che ha cambiato la storia della lotta alla mafia. Era il 23 maggio 1992 alle 17.58, sull autostrada A29, tra Palermo e Trapani nei pressi dello svincolo di Capaci, per l esplosione telecomandata di 500kg di tritolo, morirono: Rocco Dicillo (30 anni, agente scelto di Polizia) Antonio Montinaro (30 anni, assistente di Polizia) Vito Schifani (27 anni, agente di Polizia) Francesca Morvillo (47 anni, magistrato) Giovanni Falcone (53 anni, magistrato) RIVISTA COMO & DINTORNI IN EDICOLA IL NUMERO DI GIUGNO È uscito il nuovo numero della rivista Como & dintorni, anche questo mese ricco di interessanti argomenti di attualità, storia e cultura. In vista della bella stagione vengono proposte alcune uscite di interesse naturalistico, storico e paesaggistico: la dimenticata via Lariana, sulla sponda interna del Lago; S. Giacomo di Bellagio, uno dei più antichi insediamenti bellagini; la selvaggia Valle Cavargna. Ma anche un percorso letterario che fa tappa in tutti i principali luoghi manzoniani, e uno artistico al Museo del Paesaggio di Pallanza. Gi appassionati d arte possono trovare altre notizie di artisti e pittori, tra i quali Peke Sacchero, con la sua passione per il lago e i cieli di luce. Ma non solo arte e paesaggio. La rivista propone questo mese una riflessione sul pericolo della dipendenza da internet e sull uso di alcol fin dalla giovane età. Un particolare riguardo, poi, all Ospedale Fatebenefratelli di Erba, che è riuscito ad ottenere il prestigioso premio di Ospedale Amico dei Bambini. Verranno presentate inoltre diverse associazioni, alcune antiche, come l UNUCI, l associazione degli ufficiali in congedo che sostiene in modo particolare lo sport come strumento per l educazione dei ragazzi; e alcune più recenti, come la Fondazione Paolo Fagetti, nata come sostegno all infanzia; e l Associazione Chiave di Volta, concentrata invece sul giusto rapporto di equilibrio tra epoca moderna, cultura tradizionale e paesaggio. La rivista è in vendita nelle edicole a 5 euro.

17 MOLTE LE ATTIVITÀ PROPOSTE E... state al museo con le settimane creative CRONACA Como 19 I Musei Civici di Como propongono, per la prossima estate, le Settimane creative, un interessante occasione per stimolare la curiosità e creatività dei bambini dai 4 agli 11 anni Vacanze al Museo? Sì grazie! I Musei Civici di Como propongono per la prossima estate le Settimane creative, un interessante occasione per stimolare la curiosità e creatività dei bambini dai 4 agli 11 anni. Spiega Benedetta Cappi, responsabile dei servizi educativi: «La nostra proposta, che rientra nelle diverse iniziative dei Musei Civici di Como rivolte ai bambini, vuole essere un occasione per avvicinare i più piccoli al Museo, facendolo apparire ai loro occhi un luogo familiare, attraente e divertente insieme. ECCO IL DETTAGLIO DELLE ATTIVITÀ PROPOSTE Questo il dettaglio delle attività: Da grande voglio fare il. Giochi di ruolo, cacce al tesoro, indizi, cartine, tesori nascosti da trovare in Museo! Diventando archeologi, fotografi, storici dell arte, topografi e anche naturalisti, i bambini saranno coinvolti in un appassionante gioco di squadra per scoprire insieme antiche civiltà e animali fantastici. Dal 14 giugno al 18 giugno dai 7 agli 11 anni Estate in-colore Come un prisma scindiamo il raggio di luce in tanti colori che caratterizzeranno ogni giorno della settimana: vestiti, storie, sentimenti, cibi, giochi e musei tutti all insegna del colore del giorno. Dal 21 giugno al 25 giugno dai 7 agli 11 anni Dal 12 luglio al 16 luglio dai 4 ai 6 anni Carte e arte Partendo da ritagli e avanzi, la carta sarà trasformata in oggetti artistici (legature, carte marmorizzate, origami e papier maché). Dal 5 luglio al 9 luglio dai 7 agli 11 anni Artisti nel passato Dedicato a chi ha l animo artistico o anche solo a chi ama pasticciare con colori, argilla, colla, forbici, per sperimentare le tecniche artistiche usate nel passato dagli uomini delle caverne ai giorni nostri! Dal 19 luglio al 23 luglio dai 7 agli 11 anni Dal 6 settembre al 10 settembre - dai 4 ai 6 anni Terra, Aria, Acqua e Fuoco Una settimana ispirata ai quattro elementi, tra giochi, laboratori creativi ed esperimenti! Per scienziati e artisti dilettanti. Dal 26 luglio al 30 luglio dai 7 agli 11 anni Indovina chi? In Museo si incontreranno famosi personaggi del passato che faranno da guida tra giochi, esplorazioni e laboratori. Dal 1 settembre al 3 settembre dai 7 agli 11 anni Si tratta di settimane a tema che permetteranno ai bambini di sperimentare molteplici attività, divertendosi ma senza mai smettere d imparare. Dal lunedì al venerdì i bambini verranno coinvolti in divertenti e stimolanti attività che li aiuteranno ad esprimersi creativamente, accendendo la loro curiosità e la passione di conoscere il mondo attraverso il più semplice degli approcci: il fare con le proprie mani. Il punto di partenza saranno, come sempre, le nostre collezioni museali, in grado di stimolare nei bambini curiosità ed emozioni, base imprescindibile per guidarli alla comprensione del passato e alla scoperta delle proprie radici culturali». La base delle attività sarà il Museo Archeologico Paolo Giovio (piazza Medaglie d Oro 1, Como) ma tutte le strutture museali (Museo Storico, Pinacoteca Civica e Tempio Voltiano) sono coinvolte nell organizzazione delle varie attività, che si svolgeranno nei mesi di giugno, luglio e settembre. L orario di inizio è dalle ore 8.00 alle 8.30; quello di termine delle attività è dalle alle Il costo previsto è di 90 euro a settimana a bambino (81 euro per fratelli o se ci si iscrive a più di una settimana); solo per la settimana dall 1 al 3 settembre il costo sarà di 55 euro a bambino (50 euro per fratelli o se ci si iscrive a più di una settimana). All atto dell iscrizione è obbligatorio versare una caparra di 40 euro; il saldo della quota avverrà all inizio della settimana. La quota comprende gli ingressi a tutte le strutture museali, i materiali didattici e la merenda di metà mattina (succo di frutta e brioche). Il pranzo al sacco è a carico dei partecipanti. L iscrizione è obbligatoria, compilando un apposito modulo da riconsegnare alla Segreteria dei Servizi Educativi dei Musei Civici in piazza Medaglie d Oro 1, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle Le iscrizioni si possono effettuare da martedì 1 giugno a venerdì 11 giugno; in caso di iscrizioni superiori al numero stabilito per settimana (25 bambini), si accetteranno le prime secondo l ordine di consegna del modulo. Per informazioni, tel da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 12.30; S. F. UN ESCURSIONE GUIDATA AL SUGGESTIVO GIARDINO DEL MERLO, A MUSSO L Associazione culturale Iubilantes propone per mercoledì 2 giugno un escursione guidata al suggestivo Giardino del Merlo, a Musso, con sosta panoramica alla piccola chiesa di S. Eufemia (Dongo). Il Giardino del Merlo, costruito sui resti del castello del Medeghino, venne così denominato per iniziativa dell ideatore e proprietario, Giovanni Manzi (la nobile famiglia proprietaria del celebre Palazzo Manzi di Dongo, ora Municipio) perché in una piccola valletta che lo attraversava nidificavano i merli. Si tratta di un luogo altamente suggestivo, grazie alla compenetrazione fra architettura e natura, con gradinate scavate sul ciglio di dirupi e addirittura un intero appartamento scavato nella roccia. È un oasi naturalistica di assoluto valore, restituita alla Comunità dopo anni di lavori di recupero e messa in sicurezza. Sono raccomandate scarpe da trekking e, per chi ne fa uso, bastoncini; il dislivello è di circa 150 metri. Nel pomeriggio è prevista anche una visita guidata al convento francescano di Dongo e alla sua preziosa Biblioteca. Per informazioni ed iscrizioni (al più presto): Iubilantes, via Vittorio Emanuele 45, Como; tel ; sito internet:

18 20 CRONACA Como IL MEETING GUANELLIANO Pane e paradiso. Mission in progress È tutto pronto per Pane e Paradiso. Mission in progress, il grande Meeting organizzato dal Centro guanelliano di Pastorale Giovanile di Como, in collaborazione con l Ufficio Diocesano di Pastorale Giovanile, che si terrà in città da sabato 29 maggio a martedì 1 giugno prossimo. Si tratta di un grande raduno dei giovani guanelliani di tutta Italia (con anche qualche rappresentanza europea) e dei giovani della Chiesa di Como (parrocchie, associazioni,,ovimenti) che desiderano conoscere il messaggio di don Luigi Guanella. Sottolinea don Domenico Scibetta, Direttore del Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile: «Questa occasione vuole rappresentare, come dice la parola stessa Meeting una importante occasione di incontro. Non solo tra noi giovani, ma anche con la figura, di don Guanella, per riscoprire la forza e l attualità del suo messaggio nella nostra vita di tutti i giorni. E partendo dal concreto della nostra esperienza, vogliamo arrivare al terzo e più importante incontro, quello con il Signore, per riscoprire sempre la sua presenza accanto a noi». Questo evento assume una grande importanza come momento forte di preparazione al Dal 29 maggio al 1 giugno il raduno dei giovani guanelliani di tutta Italia (con anche qualche rappresentanza europea) e dei giovani della chiesa di Como (parrocchie, associazioni, movimenti) che desiderano conoscere il messaggio di don Luigi Guanella di SILVIA FASANA prossimo evento della canonizzazione di don Luigi Guanella, figlio della nostra Diocesi e primo nostro Santo dei tempi moderni. Da Como, città dove aveva studiato ed era diventato sacerdote, Guanella ha cominciato la sua avventura di carità proprio nella Casa Divina Provvidenza, prima delle sue fondazioni che oggi sono presenti in tutto il mondo. Il Meeting è rivolto in particolare ai giovani dai 18 ai 30 anni, con alcuni momenti aperti a tutti; il programma prevede tra l altro: Sabato 29 maggio ore in Casa Divina Provvidenza, Festa di apertura...in Gospel con il coro GAP (Gospel Always Positive) (aperta a tutti). Domenica 30 maggio ore 9.00 in Città, Workshop con laboratori e lavori di gruppo per i giovani; ore nella chiesa di S. Giacomo, il Vescovo incontra i giovani; A seguire Messa dei Popoli in Duomo (aperta a tutti); ore presso l auditorium del Politecnico (via Castelnuovo 7, Como) Musical Pane e Paradiso: Missione compiuta di Nando Bonini (aperto a tutti). Lunedì 31 maggio ore Santuario Sacro Cuore, Discoteca del Silenzio Adorazione Eucaristica Notturna (aperta a tutti). Martedì 1 giugno ore 9.00 Santuario Sacro Cuore, S. Messa conclusiva (aperta a tutti). Per maggiori informazioni ed iscrizioni, ci si può rivolgere a: Centro guanelliano di pastorale giovanile via L. Guanella 13, Como Tel ; siti internet: guanelliani.it e www. pastoralegiovanilecomo. org. Ufficio diocesano di pastorale dei giovani: via Baserga 81, c/o Seminario Vescovile, Como, tel ; como.org; sito internet: PANE E PARADISO... MISSIONE COMPIUTA Un significativo appuntamento aperto a tutti, oltre alla Discoteca del Silenzio (in programma per lunedì 31 maggio dalle ore presso il Santuario del Sacro Cuore), è il musical Pane e Paradiso: Missione compiuta, che sarà rappresentato domenica 30 maggio alle ore presso l Auditorium del Politecnico (via Castelnuovo 7, Como). Lo spettacolo è stato realizzato su commissione del Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile da Nando Bonini, già noto come chitarrista di Vasco Rossi, che nel 1995, ha iniziato un percorso di conversione che lo porta a dedicare la sua vita di uomo e musicista al servizio degli altri per avvicinare sempre più le persone che incontra alla fede. Pane e Paradiso: Missione compiuta sarà presentato dalla compagnia In Cammino per Betlemme, da lui fondata nel 2002 e formata da una quarantina di persone sotto la regia di Giuseppe Spazzino. La storia che il musical propone è in modo brillante e sereno, un frammento di quel grande progetto che don Luigi Guanella creò e che tuttora continua in tutto il mondo. Spiega don Domenico Scibetta, Direttore del Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile: «Lo strumento del musical, tipicamente moderno, è stato scelto per trasmettere meglio i valori cristiani di carità, fratellanza e solidarietà, ma anche per sottolineare la grande attualità del messaggio del Beato Luigi Guanella, un messaggio di misericordia e passione educativa per l uomo, che pone l azione di Dio, Padre buono e provvidente, al di sopra di ogni nostro agire umano». Una simpatica occasione per conoscere, assaporare, riflettere e confrontarsi con l attualità del messaggio guanelliano, interpretato in una forma originale, musicalmente e artisticamente curata. CERNOBBIO PIERINO E IL LUPO DI SERGEJ PROKOFIEV L associazione Il Giardino della Valle propone per domenica 30 maggio, dalle ore 17.00, presso il Giardino della Valle di Cernobbio, la fiaba musicale Pierino e il Lupo di Sergej Prokofiev, a cura del corpo musicale Appianese diretto dal maestro Simone Butti; voce narrante Omar Colletto. In caso di pioggia il concerto sarà rimandato a settembre. L ingresso è libero, con gentile contributo a favore della manutenzione del giardino, creato dalla tenacia e dall amore di Pupa Frati risanando un area pubblica abbandonata e coperta di rifiuti. Per informazioni ci si può rivolgere a: associazione Il Giardino della Valle, via Montesanto 5, Cernobbio; tel ; e- mail sito internet: LA NECESSITÀ DELLE REGOLE. IN BIBLIOTECA 2 giugno giugno La necessità delle regole. Legalità e convivenza civile. In occasione dell anniversario del referendum che, il 2 giugno 1946, cambiò la storia d Italia, decretando il definitivo passaggio dalla monarchia alla repubblica, l Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta e il Comitato per la difesa della Costituzione di Como propongono un incontro in biblioteca comunale a Como, venerdì 28 maggio, alle ore 17. Intrvengono: Filippo Pizzolato, docente di Diritto pubblico all Università Milano Bicocca; Maria Paola Viviani Schlein, preside della Facoltà di Giurisprudenza dell Università degli Studi dell Insubria. 27 MAGGIO IL CORO VIRGO MARIA: VIRGO NOSTRA SPESS Giovedì 27 maggio alle ore 21 il Coro Virgo Maria della basilica di S.Giorgio terrà un concerto di musica Sacra dal titolo: "Virgo Nostra Spess" Il coro a 4 voci è formato da 24elementi e oltre a cantare in Basilica si esibisce in concerti fuori provincia. Ultimo nella chiesa di Poasco (Milano)

19 ANFFAS E FORMAZIONEARDIA Autismo e sindromi rare nei bambinii CRONACA Como 21 Sabato 22 maggio l ANFFAS Onlus di Como (Associazione Nazionale di Famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale ), nell ambito del percorso formativo per familiari, insegnanti, educatori che operano nel campo della disabilità, ha organizzato il secondo incontro, incentrato sul tema dell autismo e delle sindromi rare che colpiscono i bambini. Il presidente dell Associazione, dott. Domenico Sinicropi, ha presentato la relatrice, dott.ssa Silvia Maggiolini, pedagogista e collaboratrice dell Università Cattolica di Milano, che ha reso partecipi i numerosi intervenuti della ricerca da lei effettuata in Italia e all estero. Il numero delle malattie rare in Europa può essere calcolato in 6000/ 8000 e sono dette rare perchè si tratta di patologie con bassa incidenza nella popolazione. Proprio Secondo appuntamento nell ambito del percorso formativo rivolto a familiari, insegnanti ed educatori attivi nel campo della disabilità di MARIA GIOVANNA BERTOLA per questo creano problematiche ancora più complesse di quelle conosciute, relativamente alla diagnosi, alla scarsità di protocolli farmaceutici, alla mancanza di farmaci specifici; e ancora difficoltà nelle politiche di intervento legislativo, nonché problemi di natura psicologica nella famiglia che si trova ad affrontare disagio, sofferenza, emarginazione. Quanto è, allora, importante l associazionismo familiare per quei genitori, per non sentirsi soli, affranti, incapaci di resistere! Le associazioni aiutano i familiari a prendere coscienza del problema e ad arricchire gradualmente le competenze; in tal modo i genitori costi- tuiranno per gli operatori un valido supporto non solo nella comprensione del disturbo e delle sue manifestazioni, ma soprattutto nella comprensione del bambino in quanto singola persona con i suoi specifici bisogni. La dottoressa Maggiolini ha posto veramente con forza l accento sulla singolarità di ogni persona: a bisogni diversi non si possono dare risposte uguali. Ecco allora che la sua ricerca, incentrata sulle problematiche dei bambini senza comunicazione verbale, si è data l obiettivo di studiare strumenti diversificati che consentano di rispondere in modo il più possibile personalizzato alle esigenze peculiari di ciascuno, verificando a breve e a medio termine i risultati raggiunti. L origine delle sindromi rare è per la maggior parte genetica; altre cause possono essere l esposizione ambientale e la complicazione di altre malattie; di alcune non si conosce ancora l origine. Nel bambino autistico la compromissione riguarda la comunicazione verbale, la comunicazione sociale e la capacità di essere curiosi. Per l autismo e per le altre sindromi rare che sono state citate ( sindrome di Prader Willi, di Rett, di Angelman, di Kabuki ), le linee guida riguardano il trattamento farmacologico, quello dietetico, quello psicodinamico e quello e- ducativo. Quest ultimo, in particolare, utilizza, come si è detto, sia terapie da tempo conosciute ( musicoterapia, Pet Therapy, ecc.) sia strumenti innovativi che meglio si adeguano alla problematica specifica. Il pubblico di educatori e familiari si è dimostrato molto interessato ed ha partecipato con domande e considerazioni alle quali la dottoressa Maggiolini ha risposto in forza della propria esperienza, professionalità e preparazione, consigliando anche la lettura di due libri importanti: Specchi infranti di Simon Sausse e Uno sguardo verso l alto di Marco Calamari. Il prossimo incontro sarà sabato 29 maggio ancora presso il Centro Diurno Disabili di Via Del Dos a Como ed avrà per tema L invecchiamento della persona con disabilità. Quale accompagnamento? ; il relatore sarà il prof. Vittore Mariani, pedagogista, docente di Metodologia della gestione integrata del gruppo all Università Cattolica di Milano, che è stato sempre vicino all ANFFAS ed è stato presente sia a fianco della dottoressa Maggiolini sia durante l intervento del prof. Melazzini due settimane fa. TEATRO E SOLIDARIETÀ IL 30 MAGGIO Ariafrit per l Aism: il debutto a Rebbio Ariafrit. Un nome che dice poco quanto ad affidabilità se lo si associa al l immediata resa in italiano: aria fritta, cioè poco o nulla. Non è però il caso della compagnia teatrale Ariafrit che anche quest anno mette in pentola diverse occasioni per affiancare e finanziare alcune tra le più note, e non solo, associazioni presenti nel territorio comasco. Questa volta andrà in scena la commedia brillante Relazioni pericolo- se - Si debutta il 30 maggio presso il Teatro Nuovo di Rebbio e si parte affiancando un associazione amica degli Ariafrit: l AISM di Como, con la quale appunto, lo scorso anno è iniziata una collaborazione perfettamente riuscita. L associazione teatrale amatoriale Ariafrit si è costituita ufficialmente nel 2008 ma ha dato il via alla sua attività già nel Il gruppo ha una nobilissima filosofia: il proprio tempo, il talento, la voglia di mettersi in gioco e di migliorarsi sono messi tutti al servizio della solidarietà benefica. Vengono infatti scelte delle associazioni con le quali viene messa a punto un efficiente collaborazione e delle quali la compagnia sposa alcuni progetti finanziandoli. La compagnia è formata da un gruppo di più di venti volontari mossi dall entusiasmo e dalla voglia di fare, di collaborare con le più varie associazioni al fine di dare un proprio importante contributo. Lo scopo dell associazione è infatti quello di raccogliere fondi e destinarli a enti e associazioni che necessitano di aiuti per svolgere la propria attività solidale. Pur trattandosi di un gruppo di volontari i ruoli sono ben definiti e ciascuno mette del suo al fine di rendere il più possibile professionale la preparazione dello spettacolo. Il 30 maggio toccherà ad AISM, con la quale si è istaurato un ottimo rapporto di collaborazione data l esperienza del tutto positiva dello scorso anno. Negli ultimi due anni la compagnia teatrale ha portato in scena vari spet- tacoli ed è forte e palpabile l impegno nel migliorarsi nella recitazione, nella realizzazione di costumi e scenografie e arrivando a emozionare e coinvolgere un vasto pubblico. Al termine della messa in scena il pubblico viene sempre coinvolto e informato dettagliatamente sia sulle attività dell associazione protagonista della specifica serata, sia dei progetti finanziabili con i fondi raccolti per l occasione attraverso una sintetica ma efficace spiegazione. Per informazioni contattare Stefano o Antonella ILARIA TAGLIACOZZO VILLA APRICA E LA GIORNATA DEL SOLLIEVO In occasione della nona edizione della "Giornata nazionale del Sollievo", che si celebra il 30 maggio, promossa dal Ministero della Salute e dalla Fondazione nazionale "Gigi Ghirotti", anche l'istituto clinico Villa Aprica vuole porre speciale attenzione alla tematica del dolore e della sofferenza del paziente, qualunque sia la patologia che lo affligge, ed aderisce quindi all'invito di " organizzare un evento o una manifestazione per testimoniare la vicinanza alla persona sofferente, la cui centralità e dignità sono cardini della cultura del sollievo e del nostro Sistema Sanitario regionale". Pertanto mercoledi 26 maggio alle ore 14,30, nella sala consiliare del 5 piano dell'ospedale Villa Aprica, è stato proiettato il film Patch Adams cui è seguito un dibattito con la partecipazione del dott. Pasquale Farina, direttore sanitario, della dottoressa Doris Mascheroni direttore del Reparto di Medicina e Oncologia e vice direttore dello stesso Istituto, del prof. Emilio Russo, filosofo, storico e docente universitario, e di mons. Giorgio Pusterla delegato della Curia alla sanità locale. Il film, del 1998, narra di un giovane studente in medicina che prima di laurearsi affronta un drammatico travaglio emotivo e ne cerca la soluzione in un gesto estremo, ma poi si ricovera in un ospedale psichiatrico dove nasce la sua vocazione di aiuto al prossimo. Diventa cosi medico stravolgendo però, con i suoi metodi originali e innovativi, istituzioni e concezioni della medicina tradizionale: in sostanza egli è convinto che un medico non debba solo curare le malattie ma anche, e ancor prima, prendersi cura del paziente considerato come una persona a tutto tondo. Il film, che presenta e valorizza la cosiddetta "terapia del sorriso", sottolinea quindi con grande efficacia l'importanza e il valore del contatto umano tra l'operatore sanitario ed il malato: a fronte dei mali fisici che affliggono i pazienti, ci sono però l'ansia, la paura, la noia che non possono essere curate semplicemente con i farmaci. L'istituto clinico Villa Aprica ha inteso, così, contribuire all'impegno di umanizzare la sanità, rendendola sempre più "a misura d'uomo" anche a partire dalla realtà circoscritta della nostra città."

20 22 CRONACA Como FIGINO SERENZA DOMENICA 30 MAGGIO Gasiamoci... con l acquisto solidale Torna, per il quarto anno, Gasiamoci l appuntamento con la festa dei gas, i gruppi di acquisto solidale della provincia di Como, in programma domenica 30 maggio a Figino Serenza, presso Villa Ferranti, piazza Umberto I. Un evento che ha lo scopo di riaffermare la centralità del km 0 e del consumo critico. Principi sui quali si fonda l attività dei gas, cresciuti in forma esponenziale negli ultimi anni in provincia di Como, grazie all impegno de L Isola che c è, associazione che dal 2003 si propone quale strumento per la promozione e lo sviluppo dell economia solidale e del consumo responsabile sul territorio comasco. Sono una trentina circa, oggi, i gruppi di acquisto solidale presenti in provincia di Como. Tra i primissimi a sorgere, nel Comasco, sul finire degli Torna, per il quarto anno, l appuntamento che vede riunirsi i gas della provincia di Como. Una trentina quelli oggi presenti sull intera provincia anni Novanta, i gas di Cadorago e Faggeto Lario. Motore di questa rete è la cooperativa Corto Circuito, realtà avente tra i suoi principali obiettivi quello di favorire l accessibilità al consumo critico proprio tramite la diffusione dei GAS e l aumento degli spazi d acquisto dei prodotti responsabili e sostenibili. «L impegno di Corto Circuito - ci spiega la presidente Germana Redaelli - si svolge su due livelli. Il primo è di carattere squisitamente formativo. Significa sensibilizzare la popolazione rispetto alla necessità di modificare i nostri stili di vita, secondo modelli non consumistici, quindi più sobri. Sobrietà che non è sinonimo di tristezza, ma significa semplicemente trovare un senso della misura rispetto a modelli di consumo oggi fuori controllo. L idea che suggeriamo è quella di ritornare ad un economia di prossimità, che ridia senso alla relazione. Non si tratta di un semplice e nostalgico ritorno al passato, ma di un riaffermare il senso di un rapporto, tra produttore e consumatore, che negli anni è andato perso. Su questo fronte si gioca il secondo livello della nostra attività, creare le condizioni perché produttori e consumatori si possano guardare in faccia, entrare in relazione. Con la proposta di Giusto con Gusto ci affacciamo nei comuni sensibilizzando alle tematiche del consumo critico, e organizzando mercatini locali, coinvolgendo rivenditori del territorio. Il mercato è una formula che restituisce dignità, senso ad un rapporto. Ce ne accorgiamo ogni volta che riaprono i mercati solidali che abbiamo attivato a Rebbio (il 1 e 3 sabato del mese a Como-Rebbio, presso il parco dei Missionari Comboniani, in via Varesina all altezza di via Lissi, dalle 8.30 alle 12.30) e a Bregnano (stessa ora, davanti al centro Polifunzionale, il 2 e 4 sabato del mese). Passando tra le bancarelle, guardando la gente, si riscopre un clima ormai dimenticato». A LECCO IL 5 E 6 GIUGNO IL 1O CONVEGNO NAZIONALE DELLA RETE GAS Per chi fosse interessato ad approfondire le tematiche del consumo critico si ricorda che il 5 e 6 giugno ad Osnago (Lecco) avrà luogo il 10 Convegno nazionale rete G.A.S. dal titolo G.A.S. e D.E.S.: Territori in Movimento. Per saperne di più: Ma torniamo a Gasiamoci. La mattinata prevede l attivazione di gruppi di lavoro sull organizzazione dei GAS e sul consumo critico. Al termine, ci sarà un pranzo autogestito e nel pomeriggio si svolgeranno incontri con produttori di generi alimentari e tessili e sarà presentata l associazione CO-energia - progetti collettivi di economia solidale. Un occasione per respirare e vivere sostenibile. M. Ga. PER SAPERNE DI PIÙ Cosa sono i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.)? Un gruppo d acquisto e formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro. Si ma... perché si chiama solidale? Un gruppo d acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarieta che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell ambiente, ai popoli del sud del mondo e a coloro che - a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze - subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo. Perché nasce una G.A.S.? Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante, insieme alla ricerca di una alternativa praticabile da subito. Il gruppo aiuta a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte. Come nasce un G.A.S.? Uno comincia a parlare dell idea degli acquisti collettivi nel proprio giro di amici, e se trova altri interessati si forma il gruppo. Insieme ci si occupa di ricercare nella zona piccoli produttori rispettosi dell uomo e dell ambiente, di raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare i prodotti e distribuirli... e si parte! Criteri solidali per la scelta dei prodotti I gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilita di conoscerli direttamente e per ridurre l inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Inoltre si cercano prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro. Una rete I gruppi di acquisto sono collegati fra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni. Attualmente in Italia sono censiti oltre 600 GAS. (Da IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA Il programma della festa prevede: Appuntamento a Figino Serenza, presso Villa Ferranti. Domenica 30 maggio: ore 9.30 accoglienza ore 10 Gruppi di lavoro tematici: - che cos è un Gas - Confronto sull organizzazione dei Gas - Gas in rete - Dove vanno i GAS ore pranzo auto-gestito (ognuno porta qualcosa da mangiare e da bere e lo condivide. Si invita a non utilizzare cose usa e getta, se non biodegradabili) ore incontro sul prodotti tessili con Laura Fontana, esperta della filiera tessile ore Gruppi di discussione: - presentazione associazione Co. Energia - incontro con produttori alimentari: azienda agricola Lesca e cooperativa sociale Oasi Mosaico finanza etica : perché e come praticarla Per bambini e ragazzi possibilità di animazione,laboratori e spazio verde a disposizione. Per tutti: ore aperitivo con prodotti del Corto Circuito e musica a cura del Gruppo MAGGIO Con l Unitalsi: posizionamento nel letto di un malato non collaborante Un incontro di formazione - il primo di un attività specifica che la sottosezione di Como dell Unitalsi si ripromette di sviluppare - sarà dedicato al posizionamento nel letto di un malato non collaborante e si svolgerà la sera del 28 maggio (alle 20.45) all Istituto don Guanella di via Tommaso Grossi (sala Arcobaleno). L iniziativa rientra nel più ampio concetto assistenziale dell Unitalsi e, sullo specifico argomento, prevede l illustrazione tramite diapositive della tecnica nonché la simulazione delle operazioni necessarie. La relativa presentazione sarà affidata a Lucia Migliorini e a Elisa Valli, infermiere professionali e sorelle d assistenza Unitalsi; l incontro è destinato a volontari e operatori interessati e costituisce un opportunità di rilievo per perfezionare competenze che nel quadro degli impegni dell Unitalsi sono più che utili e diventano non di rado necessarie. Per informazioni ulteriori ci si può rivolgere negli orari d apertura alla sede Unitalsi di Como (telefono ).

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