Anno II - Numero Martedì 5 novembre 2013 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40

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1 Anno II - Numero Martedì 5 novembre 2013 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40 Politica Il Pd non trova pace Il Pdl si rispacca a pag. 2 Anniversari Nel deserto africano ricordando El Alamein Di Giorgi a pag. 4 Cronache Matrimoni gay, insulti ai contrari Fruch a pag. 10 A P P R O D A I N PA R L A M E N T O I L C A S O C A N C E L L I E R I C O N I PA R T I T I P R O N T I A FA R E D A S C U D O U M A N O di Francesco Storace era assolutamente insoddisfatto del suo operato e Anime morte, mille anime morte, rinfacciato alla cara amica che magari l'aveva anche a difesa di un Cancellieri. Vuoi vedere ministro indifendibile. Anzi, mil- in carcere doveva suonare che l'intervento per Giulia le no, perché qualcuno che darà battaglia ci sarà e penso a quella annunciata dai grillini con la loro mozione di sfiducia alla Cancellieri. Ma il grosso dei nostri mille deputati e senatori, farà da scudo umano alla titolare della Giustizia. I più rivoluzionari, da Cuperlo in giù, dicono che bisogna prima "ascoltare che dirà". Ma che deve dire questa donna, santo cielo, se non scusarsi col popolo italiano e fare fagotto? Il ministro della Giustizia più veloce che ci sia mai stato - la mattina le arrestano gli amici, il pomeriggio telefona ai loro congiunti a ricompensa? Certo, bisogna essere cauti nel sostenere queste cose perché, se fossero vere, proverebbero una fattispecie penale. Ma non vogliamo arrivare a questo, perché restiamo garantisti, anche se da ministro io mi comportai in maniera assolutamente opposta rispetto a chi oggi si aggrappa alla poltrona. La Cancellieri dice di aver aiutato molti detenuti. Bene. A noi non basta sapere chi ha aiutato, ma anche come lo ha fatto. Al congresso radicale di Chianciano ha parlato di un centinaio di persone: ha fatto altrettante telefonate, o si è limitata a per esprimere soli- PRONTI? VIA! mandare bigliettini o a inoltrare mail? darietà e per condannare i magistrati... - deve trovare Non si dicano sciocchezze, un Parlamento che le intimi perché quello che è accaduto è davvero grave e chi il "pronti, via!" per tornarsene a casa. ha giurato lealtà verso lo Non siate ipocriti, deputati Stato, oggi non può restare e senatori, e affrontate la al suo posto quando sbaglia. vicenda esattamente come si manifesta, uno sfacciato Un ministro indifendibile si aggrappa alla poltrona dopo lo scandalo Ligresti In Parlamento c'è una mozione caso di favoritismo che va sanzionato con l'allontanamento dal ministero della Giustizia di Annamaria Camcellieri. Si può anche essere innocentisti, ma qui il problema è di opportunità. E ha ragione chi nel Pdl - anche se poi con capriole incomprensibili puntano a salvare il ministro dei potenti - sostiene che si è condannato Berlusconi a sette anni di galera per la famosa telefonata riguardante Ruby (che non stava per essere arrestata) mentre la fa franca chi telefona in carcere per una detenuta eccellente. Proprio per questo non va bene che la Cancellieri sia graziata... E' molto strana anche la storia del figlio, che era stato chiamato a compiti di altissima responsabilità al vertice di Fonsai. Poi, un anno dopo, finisce il rapporto e arriva la megaliquidazione, buonuscita, chiamatela come volete, più che milionaria. E adesso, dalle telefonate di cui si conosce il contenuto, si scopre che il gruppo Ligresti grillina per far di- mettere la Cancellieri. Se io fossi deputato, la voterei senza indugiare. Perché una forza di destra non può consentire che accadano ancora queste cose. E se sabato prossimo saremo in tanti a Roma per far rinascere Alleanza nazionale, sara' anche per restituire valore ai valori. A partire dall'etica pubblica. T E M P E S TA D I T W E E T P E R S O S T E N E R L I, M E N T R E L E I S T I T U Z I O N I C O N T I N U A N O A L AT I TA R E LA CRESCITA NON C È Gli italiani sempre accanto ai due Marò di Igor Traboni Una vera e propria "Tweet storm" è scoccata dalle 21 di ieri per chiedere la liberazione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ancora detenuti in India. Una iniziativa, voluta dal Comitato che sostiene i due Marò, che in poche ore ha raccolto decine di migliaia di adesioni, proprio nel giorno della festa dell'unità nazionale e delle Forze armate. L Italia ha dimenticato ma noi non lo faremo", hanno scritto tantissimi internauti collegandosi su Twitter. Per i due soldti italiani ieri c è stato anche il pensiero del Capo dello Stato. L'Italia "opera tenacemente" per riportarli a casa, ha ribadito il presidente della Repubblica. "Ai nostri marò, la cui odissea ancora continua lontano dall'italia, il più affettuoso saluto e l'assicurazione che non cessiamo di operare tenacemente per riportarli a casa", ha detto ancora Napolitano. Dal canto suo, il ministro della Difesa Mario Mauro ha detto: "Occorre non dimenticare e lavorare con forza e determinazione: il ritorno a casa, con onore, di Latorre e Girone è l'unica soluzione possibile della vicenda", ha detto il ministro nella videoteleconferenza con i teatri operativi, durante la quale si è collegato anche con i due maro' italiani. Più blando e ancora una volta vago l intervento di Ema Bonino, ministro degli Esteri: "Penso che alcune cose si stiano muovendo e in questo senso stiamo lavorando. Spero di riuscire a portare a buona conclusione un dossier ereditato con grandi complessità e con alcune grandi contraddizioni e farraginosità", ma niente di concreto. L Istat sconfessa Saccomanni Eccola, la luce in fondo al tunnel! Sì, come no... Il fatto è che non ci crede neanche l Istat che rivede (al ribasso) le stime di crescita per l Italia. Secondo il rapporto dell Istat, l economia italiana subirà quest anno una contrazione dell 1,8% e crescerà dello 0,7% l anno prossimo: una percentuale inferiore a quella diffusa dal ministro Saccomanni, che nell audizione al senato del 29 ottobre scorso aveva parlato di una crescita dell 1,1%. Apriti cielo! La differenza di stime sulla crescita del Pil - ha spiegato il ministro da Londra - è essenzialmente dovuta al processo di riforme intrapreso e alle misure per il rimborso dei debiti della pubblica amministrazione che sta procedendo molto bene: non so in che misura l Istat tenga conto anche di questi fattori. E il suo collega al Lavoro Giovannini arriva a dire che l analisi dell Istat appare come uno stimolo per fare la legge di stabilità. Convinto lui... R.V.

2 2 Attualità SEMPRE PIÙ NUMEROSI I CASI DI TESSERAMENTI GONFIATI IN TUTTA ITALIA. SCAMBI DI ACCUSE ED ESPOSTI Il Pd implode: E il nostro Vietnam Cuperlo chiede lo stop, Renzi invece vuole andare avanti. Ma Epifani non sa cosa fare di Igor Traboni Nel Pd non sanno più che pesci prendere ed è una corsa a salvare il salvabile (poco), ma soprattutto il tesserabile. Il segretario Guglielmo Epifani, oramai sempre più vicino alla scadenza, oggi riunirà la segreteria del partito e consulterà di nuovo il presidente dei garanti Luigi Berlinguer per capire se l esplosione anomala del tesseramento è stata circoscritta solo ad alcune realtà locali o è un fenomeno che rischia di dilagare in vista delle primarie dell 8 dicembre. Matteo Renzi non vuole che si cambino le regole in corsa e sfida Gianni Cuperlo a fare i nomi degli inquinatori. Quest ultimo però non cede e chiede di stoppare il tesseramento: Sul discorso tessere non mi arrendo. Non è una polemica mossa nei confronti di qualcuno, è un fatto che riguarda tutti noi e ne va dell autorevolezza e della dignità del partito. Pippo Civati, un altro dei candidati alla segreteria, ricorda di essere stato il primo a denunciare i IL VICEPREMIER INSISTE CON LE PRIMARIE, MA NEL PARTITO È SEMPRE PIÙ ISOLATO. I NO DI FITTO E BONDI Alfano ci riprova ma torna a spaccare il Pdl Angelino Alfano torna alla carica per cercare di ritagliarsi un qualche ruolo nel Pdl (o nella nuova Forza Italia), ma la sua sortita rischia di rompere in maniera definitiva la già facile tregua con Silvio Berlusconi. Il vicepremier ha infatti dichiarato, in un passaggio del nuovo libro di Bruno Vespa: "La mia idea non è cambiata rispetto alla fine del 2012 quando lanciammo le problemi: Io l ho detto dieci giorni fa, stiamo dando l immagine di un partito in cui la corsa per il potere è più importante del rispetto delle regole. Spero che si prendano provvedimenti e si annullino i congressi nelle situazioni più drammatiche. Da Catania ad Asti passando per la Puglia e Napoli, sono sempre di più le realtà locali dove la discussione sulla correttezza del tesseramento sta creando molti problemi. E a far crescere i sospetti nell ala renziana del partito è la denuncia di Lorenzo Guerini al quotidiano La Stampa: Spedite ai circoli centinaia di tessere bianche. Chi sa parli. Tra i tanti casi, emblematico quello di Frosinone, dove tre dei quattro candidati alla segreteria provinciale si sono autosospesi davanti a fenomeni di moltiplicazione record delle tessere, come ad esempio in un circolo dove si è passati in tre ore da trenta a centocinquanta iscritti. Ora il consigliere regionale Mauro Buschini parla di un aumento delle tessere di appena il 5% (ma in realtà sarebbe almeno cento volte tanto!) ma il suo intervento lascia il tempo che trova, visto che sostiene Simone Costanzo, il solo aspriante segretario provinciale rimasto in corsa. A Cosenza il candidato renziano Franco Laratta, autosospesosi, denuncia il Vietnam del Pd nel capoluogo calabrese. Poi c è Caserta, dove il congresso non ha ancora avuto luogo per ritardi nelle procedure. I ricorsi ci sono stati invece ad Avellino e Rovigo. E a Torino il parlamentare Stefano Esposito ha primarie. Io stesso, poi, le bloccai quando Berlusconi decise di ripresentarsi, e Giorgia Meloni ancora me lo rimprovera. Alle prossime elezioni, il nostro candidato dovrà essere scelto attraverso primarie il più aperte possibile, alle quali partecipi il più alto numero di simpatizzanti. A proposito della linea del partito il nostro è stato sempre un grande movimento a guida e a prevalenza moderata. Non è un bene che finisca in mano a estremisti. Berlusconi non lo è, ma c'è il rischio che nella gestione pratica e quotidiana della comunicazione si prenda quella deriva. Uno degli obiettivi è rilanciare un grande centrodestra sul modello della formidabile intuizione di Silvio Berlusconi del 1994 che ebbe enorme successo e che si ripeté nel 2001 con la Casa delle Libertà. Le questioni sono sempre state tre, e cioè la linea del partito, la stabilità del governo e il futuro, ovvero la modalità attraverso cui si individua il futuro gruppo dirigente a cominciare dai prossimi candidati per tutte le competizioni. Non sono favorevole allo splendido isolamento di raccontato di aver visto due anziani ricevere soldi per farsi tesserare: ad Asti la maggioranza degli iscritti nuovi è stata albanese. A Piacenza è stato fatto un esposto. In Puglia, nonostante l allarme del segretario regionale Sergio Blasi e le molte polemiche, la presidente della commissione regionale di garanzia, Loredana Legrottaglie, ha annunciato che dopo una lunga discussione: si è deliberato di procedere con i congressi così come previsto. Forza Italia, perché si rischia di cedere agli altri preziose alleanze, come quelle con Casini e con Monti". Ma la sortita di Alfano, come sempre più spesso succede ad Angelino, non raccoglie commenti entusiasti tra i suoi: per Raffaele Fitto si ragionerà "sul dopo Berlusconi il giorno in cui Berlusconi autorizzerà il "dopo". Quindi sarà ancora una volta lui a decidere che cosa si farà". Anche Sandro Bondi è su una lunghezza d onda diversa: "Leggo con stupore misto ad amarezza le dichiarazioni Alfano. Per me Forza Italia è un patrimonio che non dovrebbe essere intaccato con dichiarazioni così avventate e radicali. L'unica ragione per cui scelgo di restare in Forza Italia - prosegue Bondi - è la leadership umana e politica del Presidente Silvio Berlusconi, il quale fa bene a non lasciare Forza Italia né ai supposti estremisti né tantomeno a coloro che non hanno dimostrato alcuna lealtà e solidarietà nei suoi confronti nel momento più difficile della sua vita personale". I.T. OGGI POMERIGGIO A ROMA UN INCONTRO NEL PRIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA Le radici profonde non gelano, il ricordo di Rauti In memoria di un uomo che ha creduto fortemente nella rivoluzione della cultura e nei giovani LA RIVELAZIONE E con Grillo Bersani voleva il matrimonio Il Partito democratico e Beppe Grillo sono stati ad un passo dal matrimonio. E l officiante voleva essere direttamente uno dei due sposi, ovvero quel Pier Luigi Bersani che probabilmente già intravedeva l inizio della fine e dunque immaginava l unione con gli amati-odiati grillini per salvare capra e cavoli. E una storia che in tanti stanno cercando di smitizzare, ma che viene ora rivelata senza ombre di dubbio da Giorni bugiardi (Editori Internazionali Riuniti), instant-book scritto da Stefano Di Traglia e Chiara Geloni, autori al di sopra di ogni sospetto, visto che sono stati i due principali collaboratori proprio dell ex segretario Pier Luigi Bersani nel campo della comunicazione. L uomo di Bettola voleva a tutti i costi l accordo con Grillo, al punto che, narrano i due autori in presa diretta ed evidentemente con informazioni di prima mano, «In Liguria si cercano contatti a tutto campo, anche il futuro senatore a vita Renzo Piano è della partita» e la ricerca di intermediari fu così accurata che si arrivò «a parlare col dentista» del comico, come anticipato ieri, riportando testualmente frasi del volume, da Fabio Martini su Lastampa.it. A parte il menage cercato con i 5 stelle e non trovato per poco ma che è sempre nei desideri di gran parte dei parlamentari grillini e del Pd il volume scopre altri altarini sulle primarie del Pd del 2002, che fanno decisamente il paio con il trambusto di questi giorni sul tesseramento del partito e di cui riferiamo in altro articolo in pagina. Primarie volute proprio da Bersani e subito osteggiate dalla nomenclatura, impaurita che il leader diventi troppo forte. I notabili terrorizzati si riuniscono con lui a casa della Bindi, ci sono anche D Alema, Letta, Finocchiaro e Franceschini. D Alema arriva ad affidare «ad un emissario una previsione terribile: Arriverai terzo». Previsione sbagliata per le Primarie, quasi indovinata per le successive elezioni Politiche. I.T. Roma, via Giovanni Paisiello n.40 Tel Fax di Emma Moriconi Le radici profonde non gelano ed è Re colui che è senza corona, ma ad un anno dalla tua scomparsa, papà, il vuoto resta insopportabile : è quello che scrive Isabella Rauti sul suo sito web, in ricordo di Pino Rauti, scomparso il 2 novembre dello scorso anno. Oggi pomeriggio alle 18, presso la Fondazione Nuova Italia, Via in Lucina 17 a Roma, un incontro con Gennaro Malgieri, Silvano Moffa, Giuseppe Parlato e Luciano Schifone celebrerà l anniversario con il ricordo delle figlie Isabella ed Alessandra Rauti. L evento ricade nell anniversario dell ultimo saluto allo storico esponente missino, ricordato dalla destra italiana, e non solo, per essere stato tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano e per la sua figura di uomo di grande cultura. Pino Rauti si è spento il 2 novembre dello scorso anno, all età di 86 anni, gettando nel lutto la destra italiana. È uno dei personaggi che ha fatto la storia della politica del nostro Paese. A soli 20 era tra i fondatori del MSI. La sua politica sempre incentrata sull anticapitalismo, il fatto di essere stato sempre un fervido sostenitore della socializzazione, le sue profonde convinzioni antiabortiste e antiliberiste, il suo essere nazionalpopolare, sociale e nazionalrivoluzionario, come amava definirsi, lo hanno reso uno degli uomini più rimpianti della destra italiana, insieme al nostro indimenticabile Teodoro Buontempo e a Giorgio Almirante, lo storico segretario del Movimento Sociale. Uomo di cultura ad ampio raggio, riteneva il fascismo come giacimento della memoria al quale penso che si possa ancora attingere. A 16 anni volontario nella Repubblica Sociale, laureato in legge e giornalista, nel 1950 fu accusato di attività clandestina, poi assolto con formula piena, ma solo dopo 13 mesi di carcere. Tre volte accusato di strage e tre volte assolto, commentò la verità è che sono un perseguitato politico in servizio permanente effettivo. Fondatore di Ordine Nuovo, deputato del MSI, diede alla destra italiana una grande spinta culturale, con i gruppi di ricerca ecologica e il fervido sostegno ai Campi Hobbit. Segretario del MSI e europarlamentare, nel 95 non aderì alla svolta di Fiuggi. Pino Rauti ha caratterizzato profondamente, con le sue idee, quella comunità di giovani che negli anni più duri ha saputo trasformare la destra italiana dandole un taglio sociale e culturale di rilievo. Con lui se n è andato un pezzo della storia della destra italiana, un pezzo della memoria di questo mondo immenso e variegato, che oggi come ieri a Pino Rauti deve il suo inchino più profondo e il suo grazie più sentito. Direttore responsabile Francesco Storace Società editrice Amici del Giornale d Italia Sito web Per la pubblicità su Il Giornale d Italia rivolgersi al Responsabile Marketing Daniele Belli, tel mail:

3 3 Attualità Due pesi e due misure: la figlia di Salvatore scarcerata anche dopo le pressioni della Cancellieri Giulia Ligresti sì, Antonio Talarico no! E l ex vice-presidente di Fonsai, agli arresti domiciliari, vede negarsi anche la possibilità di recarsi alla Santa Messa di Federico Colosimo Lo scandalo pro- Giulia Ligresti, avanza. Così come non indietreggiano le ingiustizie che sono costretti a subire gran parte dei manager coinvolti nell inchiesta Fonsai. Tra questi, su tutti, Antonio Talarico. Ex vice-presidente del colosso assicurativo - agli arresti domiciliari dal 17 luglio scorso, accusato di falso in bilancio, aggiotaggio e false comunicazioni sociali. Talarico, 61 anni, rientra a tutti gli effetti nella categoria dei presunti innocenti in attesa di giudizio. Professionista esemplare, così lo hanno etichettato i suoi vecchi colleghi, non appartiene certamente alla classe dei delinquenti abituali. Non riporta alcuna condanna al suo seguito, Talarico, e la sua fedina penale tutt ora è più che pulita. E un fedelissimo della famiglia Ligresti, l ex numero 2 di Fonsai, ma questo non fa di lui un delinquente. Il manager sta cercando in tutti i modi di dimostrare la sua estraneità: l interrogatorio di garanzia, però, non è bastato. A Talarico non solo è stata negata la libertà, ma anche la possibilità di andare a messa la domenica mattina, a due passi da casa sua, a Milano. L istanza per l autorizzazione, depositata dal suo avvocato, Guglielmo Giordanengo (che abbiamo provato a contattare senza successo), all ufficio gip di Torino il 30 ottobre scorso, è stata prontamente respinta. Non se ne parla, la risposta. Il codice di diritto canonico, che prevede per i fedeli (sia la domenica che nelle altre feste di precetto) l obbligo di partecipare alla Santa Messa, è stato ignorato. Per il gip Eleonora Montserrat Pappalettere, una grave causa che rende impossibile la partecipazione (la condizione di detenzione di Talarico ndr) esonera i fedeli dall obbligo di partecipare alla liturgia eucaristica oltre che a quella della parola. In questo caso, i credenti sono assenti giustificati, ma sono tenuti (il Gip si è calata anche a recitare una parte che non spetta assolutamente a lei) a dedicare un tempo congruo alla preghiera, personalmente o in famiglia. Possibilità, questa, certamente non pregiudicata dalla misura cautelare. Per il giudice Pappalettere non esiste alcuna fondata ragione per mettere a rischio l efficacia degli arresti domiciliari, allo stato degli atti ancora necessaria per fronteggiare le esigenze cautelari. La Procura di Torino adotta la linea ferrea, ma solo con chi vuole. Due pesi e due misure, come sempre. A questo punto, però, la domanda sorge spontanea: ma se l istanza fosse stata avanzata dalla difesa di Giulia Ligresti, magari anche tramite la sollecitazione (naturalmente via telefono) del ministro Cancellieri, cosa sarebbe successo? E la chiamano giustizia... Da Mps a Carige: la banche rosse non si smentiscono e continuano a far parlare di loro. Dopo un mese di silenzio, la Guardia di Finanza è tornata in azione. E ha bussato nella sede principale (a Genova) dell istituto di credito ligure. Un blitz inaspettato, con controlli a tappeto. Sono ben 32 i fascicoli sequestrati dai militari relativi ad altrettanti fidi concessi (per un ammontare di 1 miliardo di euro) da Banca Carige a clienti di rilievo. Tra questi, spiccano vip eccellenti. Nomi notissimi della finanza tenuti ancora segreti -, dell impresa e dello Giulia Ligresti con il padre Salvatore NEL MIRINO 32 CLIENTI VIP: DA PREZIOSI AL GENOA, PASSANDO PER CALTAGIRONE E LA COOPSETTE Carige, controlli a tappeto: per adesso nessun indagato sport: dal costruttore Francesco Bellavista Caltagirone (già finito in carcere con l accusa di truffa contrattuale nell ambito dell inchiesta sul porto turistico di Imperia), al patron del Genoa ed industriale dei giocattoli Enrico Preziosi. La Gdf ha acquisito anche i documenti relativi alla società fondata nel Gli inquirenti vogliono vederci chiaro e, secondo quanto trapelato da autorevoli fonti giudiziarie, il dominus del Grifone dovrà far luce su molti aspetti che potrebbero nascondere un retroscena ancora tutto da decifrare. Tra i faldoni congelati, montagne di carta da cui spuntano anche colossi importanti. Come la Coopsette, gigante - con 37 società controllate e 42 partecipate - targata Unipol. Dunque parliamo di coop rosse, il milieu economico-finanziario d elezione degli esponenti del Pd che provengono dall ala Ds, quello che una volta era il favoloso mondo del Pci. La società costruttrice-immobiliare, che ha firmato le principali realizzazioni a Genova, rischia grosso. Così come la marina Genova Aeroporto. Nessun indagato, per il momento. Ma è solo questione di tempo. CASO ALITALIA, L AZIENDA NON PRENDE IL VOLO Air France-Klm smentisce: no a tagli (ingenti) Solo illazioni a quanto pare: il gruppo Air France-Klm smentisce di aver richiesto il taglio di posti di lavoro in Alitalia come condizione per partecipare all'aumento di capitale. La dichiarazione arriva con un comunicato che la stessa compagnia ha diffuso in risposta alle notizie circolate lo scorso fine settimana. L asse franco-olandese pur non avendo mai nascosto di dover effettuare un piano di riorganizzazione per garantire la sopravvivenza a lungo termine di Alitalia, non ritiene di dover procedere con tagli di grande portata. Nei giorni passati si vociferava che gruppo franco-olandese avrebbe posto come condizioni alla sua partecipazione all'aumento di capitale di Alitalia l'azzeramento del board della compagnia italiana, una ristrutturazione del debito al 70-80% del valore e un piano di ridimensionamento con esuberi. Il piano è stato redatto con la consulenza della Boston Consulting, che chiederà sacrifici in ogni singolo livello della struttura organizzativa di Alitalia dal management ai piloti, passando per gli "uffici centrali". "Siamo partner leali" ha rassicurato il direttore Alexandre De Juniac, dopo aver sottolineato di sentirsi "offeso" per le tante insinuazioni sul comportamento di Air France nella vicenda Alitalia. Nel frattempo il governo francese è diviso sulla vicenda: il ministro della Ripresa Produttiva, Arnaud Montebourg, ha già detto che Air France deve "risanarsi e riposizionarsi, prima di fare scelte importanti". Anche l'ex consigliere delegato di Intesa Sanpaolo ed ex ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha rilasciato dichiarazioni al riguardo: Scommetto un caffè che Air France rimane in Alitalia, rispondendo a Radio 24 alla domanda su una possibile uscita della compagnia francese. L'aumento di capitale è garantito ha continuato Passera - e se Air France uscirà, in ogni caso, troveremo un altro socio. Sul calendario si moltiplicano gli appuntamenti importanti: il 12 novembre il premier Enrico Letta sarà di nuovo a Parigi per la conferenza ministeriale sull'occupazione giovanile in Europa, mentre il bilaterale Italia-Francia è fissato per il 20, quattro giorni dopo la scadenza per l'aumento. F.Ce. R YA N A I R : B I G L I E T T I I N C A L O F I N O A L 1 0 % La crisi colpisce anche i voli low cost di Cristina Di Giorgi Una delle più note compagnie aeree low cost, la Ryan air, nel rendere noti i dati relativi all andamento del primo trimestre 2013, ha confermato ammesso che ce ne fosse bisogno che la situazione, anche per il mercato dei trasporti, è tutt altro che rosea. La crisi sembra aver colpito anche il settore dei voli a basso costo: nel periodo di riferimento, il colosso irlandese ha infatti registrato un calo fino al 10% dei prezzi dei biglietti. E se l utile netto incassato dall inizio dell anno è in leggerissimo aumento, le previsioni per la chiusura sono tutt altro che favorevoli: meno 70 milioni di euro rispetto a quanto stimato in precedenza. La revisione al ribasso delle stime sull utile netto annuale - spiega una nota della compagnia riflette la continua debolezza del costo dei biglietti e della redditività per passeggero. E questo soprattutto a causa di maggiore concorrenza sui prezzi, condizioni economiche poco brillanti in Europa e tasso di cambio eurosterlina più basso. A fronte di questa situazione, già subito dopo l estate la compagnia aveva abbassato le sue previsioni sul traffico annuale di passeggeri stimati (da 81,5 a 81milioni). In un contesto del genere la soluzione adottata è stata quella di attuare campagne commerciali aggressive, che hanno cominciato a dare discreti frutti: ad ottobre si sono infatti registrati un più 6% del traffico e più 1% del fattore di carico degli aerei.

4 4 Anniversari 71 ANNI FA, NEL DESERTO AFRICANO, SI SVOLGEVA UNA DELLE PIÙ NOTE BATTAGLIE DELLA STORIA El Alamein: Mancò la fortuna, non il valore Esemplare il coraggio dei soldati italiani, che stupirono anche i diffidenti alleati tedeschi di Cristina Di Giorgi Legione d anime a presidio del deserto. Questa la scritta che campeggia su una lapide che celebra il sacrificio della divisione dei paracadutisti italiani della Folgore ad El Alamein. Di una forza iniziale di 5000 uomini, ne sono sopravvissuti soltanto 304. La battaglia, che dura alcuni giorni, si svolge tra la fine di ottobre e l inizio di novembre del 1942 e vede scontrarsi, nel cuore del deserto libico, due fronti ugualmente determinati ad ottenere la vittoria ma estremamente sproporzionati quanto a forze, mezzi e possibilità di rifornimenti. Da un lato ci sono i circa 200 mila uomini dell Ottava armata britannica con 400 carri pesanti e 600 minori; dall altro 54mila italiani e 49 mila tedeschi, con soltanto una cinquantina di mezzi corazzati teutonici e altri 500 carri tra cui i 260 italiani. Una differenza di forze non indifferente, tenuto conto anche del fatto che, mentre il blocco britannico aveva un estrema facilità di rifornirsi di mezzi e uomini (Alessandria era soltanto a 95 km), per il fronte italo-tedesco la situazione era decisamente più difficile dato che gli aiuti, per giungere a destinazione, erano costretti a percorrere migliaia di chilometri, per giunta sotto il fuoco aereo nemico (1585 aerei contro i 350 italo tedeschi). Dopo aver scelto il luogo ritenuto più adatto per lo scontro (individuato sulla base di precise caratteristiche geografiche) e aver preparato meticolosamente ogni dettaglio dell operazione, gli inglesi guidati da Montgomery si mossero con l intenzione di aprirsi un corridoio nei campi minati predisposti dalle forze dell Asse a difesa del loro schieramento, per poi giungere ad affrontare il nemico in uno scontro diretto. E la sera del 23 ottobre quando comincia l assalto. Che fin da subito incontra una forte resistenza da parte delle truppe italiane e tedesche. Quando Montgomery capisce che l offensiva sta perdendo la sua spinta, si ferma per riorganizzare le truppe. L esperto generale si rende conto del fatto che la linea dell Asse è ancora intatta, ma sa anche che le operazioni fino a quel momento compiute in circa sei giorni di battaglia hanno notevolmente ridotto la forza effettiva dei carri di Rommel. A quel punto dà ordine di far partire la seconda ondata offensiva degli alleati, che il 2 novembre impiegano contro gli italo tedeschi circa 800 carri armati, sostenuti dal fuoco di 360 cannoni. E nella notte tra il 3 e il 4 novembre, nonostante la strenua difesa delle posizioni, le ormai esigue forze dell Asse, sono costrette ad arretrare. E a predisporre una nuova linea difensiva, con l Afrika Korps attestata a semicerchio, con gli italiani della Ariete, della Littorio e di quel che resta della divisione Trieste a presidiare il fronte sud. Ancora più giù le postazioni difese dalla brigata paracadutisti Ramcke, dalla Pavia e dalla Folgore. Il nuovo fronte viene ben presto sfondato dall ennesimo massiccio attacco di 300 carri britannici, tenuti però a lungo in scacco dai soltanto Il sacrario italiano a El Alamein 30 mezzi pesanti tedeschi rimasti. Nel frattempo la Divisione Ariete viene circondata e completamente annientata. Ma non senza aver prima inflitto notevoli perdite agli inglesi e aver dato prova di grande valore, come testimoniato dall ultimo messaggio fatto pervenire al Comando d armata: Carri armati nemici fatto irruzione sud. Con ciò Ariete accerchiata. Carri Ariete combattono. La mattina del 4 novembre, dopo 12 giorni di lotta violenta ed accanita, le truppe italo tedesche sono costrette per la maggior parte alla ritirata. Alcuni reparti però tentano caparbiamente e coraggiosamente di mantenere le posizioni, nonostante il fuoco nemico che anche dal cielo sembra non dar loro tregua. Tra esse i paracadutisti italiani della Folgore, che si sono battuti per giorni e giorni contro i mezzi corazzati britannici usando anche armi di fortuna. Finite infatti le già scarse munizioni dei loro cannoni, pur subendo gravi perdite (ma infliggendone al nemico altrettante, se non di più), si sono arrangiati con bottiglie incendiarie, cariche di dinamite e mine anticarro, attaccate ai mezzi nemici in movimento da buche scavate nel terreno. Si consegneranno al nemico per ultimi (il 6 novembre). L Armata corazzata italo tedesca, sconfitta, riesce però, grazie alle capacità tattico strategiche di Rommel, ad effettuare un ripiegamento che consente di salvare in parte uomini e mezzi. La Volpe del Deserto, soldato prima ancora che grande comandante, ha avuto per i camerati italiani con cui ha condiviso il fronte parole di grande apprezzamento: Il soldato tedesco ha stupito il mondo. Il soldato italiano ha stupito il soldato tedesco dice riferendosi ai nostri bersaglieri ma estendendo la considerazione a tutti i nostri militari impegnati in Africa sotto la sua guida. A testimonianza del sangue versato dal nostro Paese su quella drammatica linea di combattimento, è stato costruito un monumentale Sacrario Militare (progettato e realizzato dal maggiore Paolo Caccia Dominioni e dal suo assistente caporale renato Chiodini), che si trova a Quota 33 sulla litoranea per Alessandria e raccoglie le spoglie di oltre 5200 soldati italiani e 232 ascari libici. Poco lontano dal Sacrario, c è un cippo eretto dai bersaglieri del 7 reggimento, con una frase che più di ogni altra simboleggia, ad imperitura memoria, il coraggio di tutti i soldati caduti con il tricolore al braccio: Mancò la fortuna, non il valore. MEMORIA IN MUSICA El Alameim El Alamein, mancò fortuna non mancò valore, La miglior gioventù d'italia cadde sul campo dell'onore. El Alamein El Alamein, siam noi gli eredi di El Alamein, Noi che dal Libano in Somalia versammo il sangue per l'italia. (da El Alamein, Non nobis domine) Sento il calore che scalda il mio corpo, ma è l'ardore dei miei fratelli Sento la sete che mi lacera il petto, ma è una sete di gloria e di onore Sento la fame che mi strugge dentro, ma è soltanto quella di vittoria Sento frastuoni che non coprono, però, il canto di questa battaglia! El Alamein: io ti ricordo ancora, l'eco della battaglia riecheggia ancora! (da El Alamein, Insedia) Il sole nel deserto non ti da tregua ormai Sei solo in buca adesso, sei l'ultimo dei tuoi Ricordi quella donna, non scorderà il tuo cuore: «Mancò la fortuna, non certo il valore!» «Folgore!» e si moriva! «Folgore!» e si moriva! (da El Alamein, Malnatt) Ricordo l'italia di Fiume, i reduci offesi da fame e terrore e il sogno rinascere a ottobre, gli antichi valori rinascere in me quando l'europa sperava Ricordo la spiaggia infuocata coprirsi di sangue e di gloria giù ad El Alamein e il vento dell'ovest tradire nel fango di Yalta, nel fumo a Berlino quando l'europa moriva, quando l'europa moriva! (da Ricordi, Gabriele Marconi) Se fosse facile afferrarti in un istante Se fosse semplice morire in questo momento, ma per me è più facile ritrovarti in un granello di questa sabbia raccolta ad El Alamein! (da La bellezza, Skoll) L ingresso del sacrario militare italiano a El Alamein

5 5 Anniversari Emanuele Zilli fu ucciso il 5 novembre 1973 a Pavia, lasciò una giovane moglie e due bambine piccole Un misterioso incidente e il ricordo che non muore La storia del giovane militante missino non cada nell oblio a cui si voleva fosse destinata di Emma Moriconi E nessuno ha pagato Emanuele nasce in provincia di Teramo e comincia la sua attività politica nella Giovane Italia. Al sud è una realtà sociale di rilievo, tiene i giovani lontani dalla strada offrendo la possibilità di fare sport e militanza. Quando si trasferisce a Pavia con la moglie Giuseppina, porta con sé quella passione per la politica, insieme a tanti sogni. Sono giovanissimi entrambi, e pieni di forza di volontà: le origini povere non fanno che renderlo maggiormente determinato. Lavora nella fabbrica Bertani, e il tempo ibero lo divide tra la politica e la famiglia. È un bravo ragazzo, Emanuele. Quella polizza vita che decide di stipulare poco prima di morire è l ultimo atto d amore per la sua famiglia, che resterà a piangerlo. Un martirio, quello di Emanuele, che è stato sottovalutato Ci sono storie che sembra non debbano essere raccontate. Come l assassinio, mascherato dai incidente, di un giovanissimo padre di famiglia ammazzato per strada a 25 anni. È quello che accadde il 5 novembre 1973 a Emanuele Zilli. Una brutta storia, che sembra dimenticata, forse perché si trattò di un delitto avvenuto a Pavia e non nella roboante Roma o nella grande Milano degli Anni di Piombo. Sono anni difficili, ma non solo nelle grandi città. Nel 1972 le elezioni politiche hanno decretato il massimo storico del Movimento sociale italiano: l 8,7% alla Camera, il 9,2 al Senato. A Pavia se ne sentono i riflessi, come nel resto d Italia. La sezione missina di piazza Grandi è bersaglio di attacchi, né più e né meno dei tanti luoghi di ritrovo di Roma. C è un solo consigliere comunale, a Pavia, Laerte Crivellini, definito il fascista gentiluomo, e tanti giovani iscritti. Tra questi, il venticinquenne Emanuele Zilli, sposato con Giuseppina e padre di due bambine piccole. Nato e cresciuto in Abruzzo, Emanuele si è trasferito a Pavia dove lavora come operaio specializzato e si occupa di sindacalismo con la Cisnal. I disordini a Pavia cominciano durante la campagna elettorale: al comizio di Franco Servello una rissa porta a dodici arresti e vari feriti. Emanuele decide di candidarsi alle elezioni comunali, e questo fa scattare la miccia. Viene aggredito una prima volta insieme a un amico. Decide di sporgere denuncia. Dopo qualche mese un altra aggressione e, a dicembre del 72, è coinvolto in una rissa durante un affissione. Un militante del Partito comunista marxistaleninista viene colpito al braccio da un colpo di pistola ad aria compressa, Emanuele è ricoverato al Policlinico di Pavia. Viene dimesso e arrestato, ma poi scagionato. Il fatto che Emanuele sia giudicato innocente non impedisce ai suoi nemici di segnarlo come il primo della lista. Poco dopo, la terza aggressione gli procura lesioni che determinano un referto di 18 giorni. I mesi successivi sono uno stillicidio: telefonate anonime, messaggi inquietanti, scritte nei pressi di casa sua. Probabilmente teme ritorsioni peggiori, a causa della sua attività politica, tanto che sottoscrive una polizza vita: pensa al futuro della sua famiglia, quei messaggi non lasciano presagire nulla di buono. Venerdì 2 novembre Emanuele esce da lavoro e, sul suo motorino, prende la via di casa. Ad attenderlo ci sono la moglie ventiduenne e le sue bambine, Patrizia di due anni e Vincenzina di uno. Non lo rivedranno più. Via Scapolla, quartiere Borgo Ticino: il ciclomotore è a terra, il corpo di Emanuele è esanime sulla carreggiata. Viene portato d urgenza al Policlinico dove vive tre giorni di agonia. All alba di lunedì 5 novembre il suo cuore si arrende. Si pensa a un incidente, ma i conti non tornano. Una tumefazione a un occhio e un taglio alla gola non coincidono con questa ipotesi. Le indagini degli organismi preposti sono scialbe e sommarie, come spesso accade in questi anni maledetti quando a morire è un giovane missino. Un inchiesta approfondita, invece, la svolge Leo Siegel, inviato del Candido, che arriva a escludere la teoria dell incidente. Dalle analisi accurate scopre che non ve ne sono tracce né sul motorino né sul corpo di Emanuele. Anche la posizione in cui è stato ritrovato il corpo non coincide con l ipotesi del sinistro: la testa in avanti, le gambe all indietro, lontano dal ciclomotore, che non riporta danni rilevanti. Nessuna ferita lacerocontusa sulle mani né sulle gambe. Ecco lo scenario immaginato da Siegel: mentre Emanuele viaggia verso casa, alle sue spalle piombano due aggressori che lo colpiscono alla testa. Uno gli mette un braccio intorno al collo e, bloccandolo in questo modo, lo ferisce dalle istituzioni della Pavia di quegli anni. A Roma e a Milano gli scontri si facevano sempre più aspri. Ugo Venturini era stato ucciso a Genova il 18 aprile 1970, Carlo Falvella a Salerno il 7 luglio del 1972, Stefano e Virgilio Mattei erano stati bruciati vivi dentro casa il 16 aprile di quello stesso maledetto Emanuele Zilli, il giovane coraggioso che non ha avuto paura delle minacce non può saperlo, ma dopo di lui il sangue versato sarà ancora tanto. E tanti saranno i delitti impuniti Sono passati 40 anni da quel 5 novembre 1973, tanti, troppi per andare a cercare un colpevole. Quello che si poteva e si doveva fare non è stato fatto. Nessuno ha pagato per la morte di Emanuele. Nessuno per quell inchiesta mancata. alla gola, presumibilmente con un orologio da polso. La famiglia, in accordo con il partito, decide di far eseguire l autopsia, ma la perizia non afferma né smentisce nulla. In poche parole, il medico legale se ne lava vigliaccamente le mani. Il caso è chiuso. Eppure nessuno ha cercato testimoni, nessun alibi è stato vagliato. Nemmeno tra coloro che, ripetutamente, lo avevano minacciato e picchiato. Oggi, se si digita su Google Emanuele Zilli, c è un articolo del nostro Giornale d Italia che lo scorso anno, come in ogni circostanza legata ai martiri degli Anni di Piombo, gli dedica il suo ricordo. C è una pagina Facebook, qualche link in cui i siti d area raccontano i fatti. Ci sono i pensieri dei militanti di destra e di fiamma e qualche notizia che tratta con polemica il presente a lui dedicato dai militanti di Forza Nuova. Ma non c è una pagina di Wikipedia, nessun resoconto giudiziario, nessun articolo di giornale salvo quelli del novembre 1973, nell immediatezza dei fatti. Di Emanuele resta il ricordo delle nuove generazioni che, sebbene non lo abbiano conosciuto personalmente, hanno scelto di portarne il testimone. Di Emanuele restano quelle due figlie, Patrizia e Vincenzina, che hanno salutato il loro papà per l ultima volta in una grigia giornata di novembre, ricevendo da lui un bacio sulla fronte mentre si recava al lavoro, inconsapevoli che non lo avrebbero rivisto mai più. Di Emanuele restano queste poche righe, affinché, anno dopo anno, decennio dopo decennio, il ricordo di quel giovane ammazzato per strada per un ideale non cada nell oblio a cui si voleva fosse destinato. Da La Provincia pavese del novembre 1973: Sembra che venerdì sera egli fosse uscito dal lavoro e, verso le 18 e 30, stesse facendo ritorno a casa in sella al proprio motorino percorrendo una traversa di via dei Mille. Qui è stato rinvenuto, poco dopo le 18 e 30, esanime a terra accanto al proprio motorino. Il corpo dello Zilli giaceva sulla sinistra della carreggiata. Prontamente soccorso, il giovane veniva trasportato al Policlinico. In un primo tempo si faceva l ipotesi più ovvia, quella dell incidente stradale: lo Zilli sarebbe sbandato sulla propria sinistra, andando a sbattere contro un'auto o finendo a terra per un malore. Ma alcune circostanze inducono ad una maggiore cautela: lo Zilli aveva un occhio pesto, come se fosse stato picchiato; sul collo presentava un profondo graffio; ed il suo corpo era stato trovato in una posizione strana rispetto al motorino Il luogo era completamente deserto non c erano macchine intorno contro cui Zilli potesse aver urtato cadendo. Né segni di uno scontro.

6 6 Storia Achille Starace, condottiero della battaglia del costume, fu estremamente invidiato dagli altri gerarchi /2 Fedele a Mussolini, fino all ultimo Il 28 aprile non rinnegò l uomo a cui aveva donato la sua vita. Scattò sull attenti e salutò per l ultima volta il Duce di Emma Moriconi Achille Starace è un convinto assertore della forma: persegue come il Duce il mito della giovinezza e indossa - imitato dagli altri gerarchi, che lo criticano ma lo invidiano - uniformi attillate, che rendono ancora più forte il fascino della divisa. In questo, come pure nella scelta del voi al posto del lei e in molte altre scelte da lui effettuate nel corso del Ventennio, Starace è un fiero condottiero della cosiddetta battaglia del costume. Dopo la vittoria di Badoglio in Africa, è ancora Starace a modificare il Saluto al Duce! nel Salutate nel Duce il Fondatore dell Impero. Sono suoi i motti più noti del Regime, come è l aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende. Alla fine del 1939 il Vademecum dello stile fascista raccoglie le disposizioni di Starace uscite con cadenza quasi quotidiana dal 1931 al Eccone un estratto: - Alla parola comizio d ora innanzi prego di sostituire la parola raduno di propaganda. Il comizio ci ricorda tempi superati per sempre. - Nelle cerimonie ufficiali niente tubi di stufa sulla testa, ma la semplice camicia nera della Rivoluzione. - Il verbale di una vertenza fra camerati è stato chiuso con la formula: Si sono riconciliati con una stretta di mano. La formula da adottare deve invece essere questa: Si sono riconciliati salutandosi romanamente. - Nella corrispondenza tra camerati, anziché all Egregio, all Ill.mo, ecc. si scriva al Fascista. Noto in proposito che la parola fascista, pur essendo di natura aggettivale, quando si adopera come sostantivo va scritta con la iniziale maiuscola; va scritta minuscola quando invece si adopera come aggettivo. - In questi giorni nelle cronache si è fatto largo uso del verbo insediarsi. Che un gerarca debba come primo suo atto dare l'impressione di mettersi a sedere, proprio no. Si dica invece: Ha assunto la carica o l ufficio, o le funzioni, ecc.. Anche il frasario è un tratto del fronte sul quale, prima o poi, bisognerà decisamente puntare. - Non approvo che negli Istituti fascisti di cultura siano invitati a tenere conferenze Fascisti che domandano compensi. - L uso di annunciare la posa della prima pietra ricorda vecchi tempi. Il Fascismo annuncia l inizio dei lavori o il primo colpo di piccone: annuncio dinamico e concreto. Ciò che determina la caduta nell oblio di questo grande personaggio è proprio, paradossalmente, la fedeltà cieca a Mussolini, una fedeltà che non sarà mai offuscata né contaminata, e che lo condurrà alla solitudine, alla povertà e infine alla fucilazione. Nonostante la sua adesione alla Repubblica Sociale, per lui non c è alcun incarico. Vive a Milano, in un modesto appartamento, in povertà. Potrebbe fuggire, ma non lo fa. Si lascia arrestare il 28 aprile del 1945, si fa assassinare. Potrebbe salvarsi, i suoi carcerieri non sono certi che si tratti di lui. Potrebbe voltare le spalle al Duce, ora che egli non è più. Nessuno glielo impedisce: in fondo molti hanno tradito quel Duce a cui lui ha donato tutta la sua vita. Molti, anche quelli a cui lui, Mussolini, aveva fatto del bene, gli si sono rivoltati contro, lo hanno pugnalato alle spalle. Gli chiedono di salutare il suo Duce. Potrebbe voltargli le spalle, ora che tutto è finito. Ma si chiama Achille Starace, non Dino Grandi. Non Galeazzo Ciano. Achille Starace scatta sull attenti, leva il braccio nel saluto romano, quello che egli stesso aveva pensato, inventato, tanti anni prima. Saluta il Duce per l ultima volta. I fucili scaricano i proiettili sul suo corpo, che viene appeso a Piazzale Loreto. Una foto in bianco e nero ritrae tre bare aperte. Sono di legno semplice, poverissime. Nella prima c è il cadavere di Benito Mussolini. Nella seconda giace Claretta Petacci. La terza è quella di Achille Starace. Probabilmente non ci sarebbe potuto essere onore più grande, per Achille Starace, che quello di morire accanto al suo Duce, di condividere fino all ultimo il destino dell uomo al quale aveva donato la sua vita.

7 7 Esteri L ITALOAMERICANO BILL DE BLASIO, DEMOCRATICO, NETTAMENTE IN TESTA NEI SONDAGGI PER LA CARICA DI SINDACO La grande mela ridiventa Nuova York di Giuliano Castellino Nell America in piena crisi economica, un evento importantissimo tiene alta l attenzione di tutti i cittadini degli States: si vota per il sindaco di New York. Forse la città più importante dell Impero a stelle e strisce, forse la vera capitale, la nuova York, tanto cara e voluta dai primi coloni inglesi sbarcati sul continente scoperto da Colombo (poteva farsi i fatti suoi, potremmo dire col senno del poi ). Una sfida accesa quella per la poltrona di primo cittadino, ma dal risultato quasi scontato: da una parte abbiamo l italoamericano democratico Bill De Blasio, dall altra il repubblicano Joe Lotha. I due sfidanti, nelle ultime ore, sono andati a caccia dei voti degli indecisi. De Blasio, dopo aver trionfato nelle primarie democratiche, è largamente in testa nei sondaggi, ma Lotha si dice più ottimista che mai. L'attuale sindaco, Michael Bloomberg, attende il risultato per passare il testimone, anche della residenza ufficiale di sindaco, Gracie Mansion, che Bloomberg non ha mai usato nonostante i milioni di dollari donati per rinnovarla. Secondo l'ultimo sondaggio condotto da Wall Street Journal-Nbc, De Blasio è in testa con il 65% delle preferenze, contro appena il 24% del repubblicano Lotha. I sondaggi attribuiscono il merito dell'ondata favorevole soprattutto alla voglia di cambiamento, ma anche al mal contento verso il Partito Repubblicano. De Blasio ha stravinto le primarie con la sua battaglia per abbattere il divario tra la New York dei ricchi e quella dei poveri e farla ridiventare una città per tutti. Un piccolo Obama Speriamo non sia un flop come l inquilino della Casa Bianca. L italoamericano, nato a Manhattan nel 1961, proviene da una famiglia di Sant'Agata de Goti, in provincia di Benevento, emigrata in America agli inizi degli anni Venti. In caso di vittoria, sarebbe il terzo italoamericano a diventare primo cittadino di New York dopo Fiorello La Guardia e Rudolph Giuliani. Oltre la sfida per la poltrona di sindaco i cittadini della Grande Mela saranno chiamati a decidere se rendere o no lo Stato più simile a Las Vegas, la capitale del gioco, dando via libera o meno con un referendum a nuovi casinò. In più ci saranno sei referendum mirati al risanamento, almeno per i promotori, delle casse dello stato e del finanziamento dei programmi sociali. Iniziative appoggiate anche dal governatore Andrew Cuomo, che ha più volte ribadito la loro centralità per raccogliere fondi da destinare all'istruzione. Anche sui referendum la Città sembra divisa: c è chi parla di grande opportunità di sviluppo, chi di grande truffa. Chi ci vede nuove ricchezza, posti di lavoro, nuove possibilità, e chi invece denuncia speculazioni, abusi edilizi, appalti truccati e carriere facili. Insomma tutto il mondo, almeno quello così detto occidentale, sembra essere paese. Dove girano politica, potere e soldi c è sempre il grande rischio che gli interessi economici e lobbistici vincano su quelli comunitari, specialmente negli USA dove le campagne elettorali vengono ufficialmente finanziate da gruppi di potere o ricchi sostenitori, ai quali dopo qualcuno dovrà rispondere. Sistema che qualcuno vorrebbe esportare anche in Italia Speriamo che d oltre Oceano non ci arrivi anche quest altra idiozia. RICORDO ANCHE IN ITALIA Atene saluta i due militanti di Alba Dorata Il tramonto di sangue che, in una strada della periferia di Atene, ha visto due giovani militanti di Alba Dorata falciati da colpi di mitra, ha destato scalpore e commozione. Soprattutto tra coloro che, legati idealmente ad un certo ambiente e alla sua storia, hanno rivisto come in un tragico flashback, le immagini della strage di Acca Larenzia in cui, nel gennaio 1978, persero la vita tre militanti del Fronte della Gioventù. Uccisi anche loro sulla porta di una sezione politica. Uccisi anche loro a colpi di mitra. Comunque la si pensi sulle idee e sulle azioni di Alba Dorata delle quali, va detto con chiarezza, bisognerebbe parlare solo dopo essersi adeguatamente informati resta un dato di fatto indiscutibile: due ragazzi di 20 e 23 anni hanno perso la vita a causa del loro impegno politico. Nel Colpisce, a riguardo, la superficiale disinvoltura con cui la stampa non solo italiana li descrive come neonazisti e/o violenti. Quasi a volerne giustificare l omicidio. E, allo stesso tempo, fa effetto la partecipazione con cui, indistintamente, tutti i movimenti della destra italiana hanno testimoniato con striscioni, commemorazioni e manifesti la loro vicinanza ai giovani nazionalisti greci. A ricordarli, nel luogo in cui sono stati uccisi, una folla silenziosa e commossa di gente comune. Che, nonostante divieti e ostacoli vari, li ha commemorati cantando l inno nazionale stringendo in mano candele accese. C.D.G. Dall inizio del 2014 è prevista una ripresa del mercato immobiliare Compra adesso, se non sei fesso A Pescara proponiamo villette a due passi dall università e dal nuovo tribunale Una casa in posizione panoramica (doppia vista, mare e monti) non costerà mai più così poco Unità abitative singole senza condominio Riscaldamento autonomo (con caminetto su richiesta) 4 balconi per ogni immobile Garage più posti auto esterni Tetto ventilato in legno Predisposizione al fotovoltaico Tipologia A (Villette di testa) 250 mq su 3 livelli Piano terra: taverna, bagno, garage doppio, magazzino 1 piano: cucina, sala da pranzo, camera, bagno, ripostiglio 2 piano: 3 camere, bagno, ripostiglio Giardino e spazi esterni: circa 100 mq Tipologia B (Villette intermedie) 200 mq su 3 livelli Piano terra: taverna, bagno, garage, magazzino 1 piano: cucina, sala da pranzo, camera, bagno, ripostiglio 2 piano: 3 camere, bagno, ripostiglio NO AGENZIE, PREZZI TRATTABILI Per informazioni e visite puoi chiamare anche il tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30

8 8 Roma e Lazio IERI IN CONSIGLIO REGIONALE L AUDIZIONE DELLA COMMISSIONE SULLA METRO C Tra promesse e speranze i cantieri restano fermi Il Comune di Roma assente non giustificato. Intanto il Consorzio annuncia: L 11 novembre arrivano 200 milioni, a settembre prima apertura al pubblico La storia Assunzione postuma, un paradosso italiano Un insegnante è passata di ruolo: ma era morta otto anni prima Se tutto va bene, si riparte il giorno di San Martino. Buone prospettive ma un presente d incertezze è insomma il quadro dipinto sullo stato dell arte di cantieri della Metro C, dipinto a margine della commissione Ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa e urbanistica del Consiglio regionale del Lazio. Presenti l'assessore regionale alla Mobilità, Michele Civita; il responsabile della struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Ercole Incalza; il direttore generale di Roma Metropolitane, Luigi Napoli. Assenti - per niente giustificati - invece i rappresentanti del Comune di Roma: erano attesi gli assessori alla Mobilità, Guido Improta, e al Bilancio, Daniela Morgante L'audizione è stata generata dalla richiesta formulata da diversi consiglieri regionali, primo firmatario Antonio Aurigemma (Pdl) che ha evidenziato: La Regione Lazio fa parte dei tre enti finanziatori dell opera. Il Comune di Roma è chiamato a spiegare per quale motivo non intende ottemperare agli impegni assunti con delibera Cipe, circa i 230 milioni da versare a Metro C, e sull accordo transattivo che ha visto Roma Capitale impegnarsi per altri 90 milioni di euro su contenziosi vari. Il blocco dei cantieri comporterà non solo la mancata realizzazione di un opera fondamentale per Roma, ma anche un enorme problema occupazionale, basti pensare che sono circa persone, tra dipendenti diretti e indotto interessati da questa infrastruttura. La prima notizia, fornita dal direttore generale Luigi Napoli, è stata quella che la prima tranche dei 230 milioni, al Consorzio metro C, pari a 203 milioni, verrebbe erogata entro il prossimo 11 novembre. Questo permetterà lo sblocco dei cantieri. A proposito dei quali, l ingegner Napoli ha anche stilato la nuova tempistica dell operatività dell opera. L apertura al pubblico dell intera macro-tratta Pantano-Lodi, verosimilmente, avverrà entro il 30 settembre Entro giugno 2015, invece, verrà aperta al pubblico l intera tratta Pantano Borghese-San Giovanni. Entro dicembre 2013, ci sarà l avvio della fase di preesercizio della micro tratta Pantano-Centocelle, che si ricollegherà con l altra micro tratta Centocelle-Lodi, ma non verrà aperta al pubblico fino al completamento dell intera macro-tratta. La fase di pre-esercizio durerà fino a giugno. La configurazione della prima fase - spiega Napoli - prevede che, a stazione San Giovanni, i treni Lodi-San Giovanni faranno servizio shuttle e non un servizio tradizionale, perché gli scambi che consentono l inversione di marcia dei convogli, sono collocati alla base della Stazione di San Giovanni: i treni arriveranno e torneranno sullo stesso binario, dopodiché ci sarà uno scambio prima di Lodi per inserirsi sul corretto tracciato. La seconda fase, completato lo scavo delle gallerie di raccordo e con la collocazione dei punti di inversione dei convogli, entrerà in esercizio nel 2018 e rientra nell ambito della tratta T3. Possibile anche uno sguardo più approfondito su quella che sarà la frequenza media dei treni: Nella fase iniziale, la linea entrerà in esercizio a Lodi con frequenza intorno ai 6-7 minuti primi e così sarà mantenuta S. Giovanni, nel 2018 arriveremo a 4 minuti, infine, arrivati a piazza Venezia nel 2020, porteremo il servizio a tre minuti. Valter Brogino Un paradosso tutto italiano. Un insegnante romana, aspettava da quattordici anni, dopo aver vinto il concorso indetto dal ministero dell Istruzione nel 1999, l assunzione come insegnante di ruolo. Finalmente, dopo un lungo periodo di supplenze, arriva la fatidica raccomandata di assunzione a tempo indeterminato come maestra di ruolo nella scuola primaria, ma Sabrina C. non potrà più firmarla perché è morta nel 2005 da ben 8 anni, a soli 33 anni per un grave problema cardiaco. Succede anche questo in Italia, nel calvario dell irraggiungibile meta del posto fisso, anni, decenni di precarietà, in attesa dell assunzione per il concorso vinto. Nel frattempo bisogna vivere, lavorare. Così ha fatto Sabrina, aveva iniziato molto giovane, a 23 anni con le supplenze nelle scuole primarie. Nel 2013 aveva deciso, suo malgrado, di non lavorare più a causa della sua malattia che non le consentiva di conseguire appieno il lavoro e la sicurezza degli alunni in classe. Nonostante questo, le convocazioni non si sono mai interrotte fino al 2005, in seguito al decesso comunicato dai suoi famigliari. Ma la scorsa settimana, la beffa del destino: la raccomandata di assunzione da parte dell Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio. A raccontarlo è sua sorella: Quando ho visto la raccomandata ho pensato si trattasse di qualche comunicazione dalla Asl. Ma quando ho letto cosa c era scritto non volevo crederci: Sabrina era passata di ruolo a otto anni dalla morte e sapere quanto fosse importante per lei non ha fatto altro che riaprire una ferita. In un attimo sono tornati i ricordi e, con loro, il dolore della sua scomparsa'. I parenti hanno comunque deciso di festeggiare la sorella. Io e mio fratello - aggiunge N.C. - siamo disoccupati da qualche tempo. Sapere che almeno lei si sarebbe finalmente sistemata, soprattutto in un periodo di crisi come questo, sembra un ulteriore presa in giro. Abbiamo comunque deciso di festeggiarla, sappiamo quanto ne sarebbe stata felice. Sabrina lo meritava davvero. Chantal Capasso EMERGENZA CASA E OCCUPAZIONI Sgomberi all Esquilino, incidenti in via Giusti NONOSTANTE LE OPERAZIONI ANTI-ABUSIVISMO DELLE FORZE DELL ORDINE, IL FENOMENO RESTA Da Fontana di Trevi a Prati, la Capitale è tutta un suk Persino La Repubblica mette il dito nella piaga del degrado causato dagli ambulanti nel centro storico abitativa resta un problema sociale assai sentito. Ieri il ripristino della legalità, con lo sgombero di L emergenza due palazzine occupate da pochi giorni, ha anche prodotto una mattinata parecchio movimentata all Esquilino. Entrambe le operazioni sono avvenute, in orario contestuale, nel popoloso quartiere ormai multietnico di Roma. E gli incidenti sono scoppiati però in un solo caso, portando anche all arresto di due persone e alla denuncia di altre diciassette. L accusa per gli arrestati è di aver opposto resistenza alle operazioni di sgombero delle forze dell ordine. L episodio è avvenuto in via Giusti, dove polizia e carabinieri hanno effettuato lo sgombero di una casa occupata dai Movimenti per la casa, politicamente orientati a sinistra. Molti degli occupanti hanno cercato d impedire l accesso alle forze dell ordine lanciando oggetti dai balconi e dalle finestre. Gli arrestati sono un cittadino marocchino di 35 anni, che in passato aveva commesso reati contro il patrimonio, e un italiano di 31 anni. L accusa per entrambi è di resistenza e oltraggio. All interno dei locali sono state trovate alcune mazze una bomba carta. Un altra palazzina sgomberata si trova in via Ferruccio ed era stata occupata il primo novembre dai militanti di destra Casapound. Qua le operazioni si sono svolte con qualche tensione ma senza incidenti. V.B. Igiorni che accompagneranno l amministrazione capitolina all approvazione del bilancio comunale si preannunciano molto caldi. Questo in parte potrebbe fare da salvagente al sindaco Marino, con la stampa e l opinione pubblica che, impegnate sulla delicata questione che si spera porti al salvataggio della Capitale a un passo dal default, allenteranno la presa su altre tematiche di primaria importanza. Come il decoro. Sì perché è ormai sotto gli occhi di tutti il degrado che imperversa nelle zone di pregio e non solo della Città eterna e il ponte di Ognissanti ne ha solo dato un ulteriore conferma. Da piazza Fontana di Trevi a piazza Navona, per non parlare di Castel Sant Angelo (come ampiamente documentato in più riprese dal Giornale d Italia) le strade e piazze di Roma sono ormai un suk a cielo aperto da fare invidia a città come Marrakech. L ultima ad occuparsi della questione è stata La Repubblica con una mini inchiesta su Fontana di Trevi, che tuttavia non aggiunge nulla a quello che è sotto gli occhi di tutti, e cioè l ennesimo fallimento dell attuale giunta che del decoro urbano ne aveva fatto un cavallo di battaglia sia in campagna elettorale che nelle prime settimane di mandato, tanto da indurre il sindaco Marino, durante un giro con la sua solita bicicletta a dichiarare in maniera grottesca: Dove sono gli ambulanti? Non li vedo, sono spariti tutti. A quanto pare non è esente neanche l area limitrofa a San Pietro. Dopo l operazione condotta pochi giorni fa dai Carabinieri, che hanno scoperto un abitazione dormitorio con all interno ogni variante di merce contraffatta, sembra che la morsa sia stata alleggerita anche in quella zona, con gli ambulanti che sono tornati a fare capolino su via della Conciliazione e dintorni. Ugo Cataluddi

9 9 Dall Italia PISA ALTRO DRAMMA DELLA DISPERAZIONE Ristoratore suicida a causa dei debiti Ennesimo imprenditore si toglie la vita sommerso dai debiti. L insopportabile fardello si traduce in un gesto estremo: togliersi la vita. È successo a Pisa. Un uomo, 68enne, è stato trovato morto dai familiari nel suo ristorante a Riparbella, nel pisano. Non ce l ha fatta. I parenti dopo aver trovato l uomo già privo di vita, domenica intorno alle di mattina, hanno immediatamente chiamato i carabinieri. Dalle informazioni raccolte dagli investigatori, il ristoratore aveva grossi problemi di liquidità e non era più in grado di sostenere le spese per mandare avanti la sua attività. C è chi crede che in Italia le cose funzionino. Lo crede a tal punto che, sommerso dai debiti e dalla impossibilità di farvi fronte, decide di privarsi anche della speranza che un giorno la sorte possa cambiare. Purtroppo non è così. Nel 2012, il tasso di suicidi per motivi economici ha raggiunto, nel nostro Paese, 187 unità: ben poca cosa rispetto ai numeri per cause di malattie (1.412 suicidi, pari al 50% del totale complessivo). Chi decide di togliersi la vita non è un codardo. Ma chi lo fa, ha ancora delle illusioni, crede che i propri debiti muoiano con loro e non, invece, come prevede la legge, si trasferiscano ai loro eredi. Sono persone cui lo squillo di campanello dell ufficiale giudiziario pesa più di una cappio alla gola. È gente che vive nell illusione che un processo termini prima della vita di un uomo o che un iscrizione alla Crif, la lista nera dei mal pagatori, costituisca una macchia morale valida anche per l ingresso in paradiso. Si chiudono in loro stessi, nella propria disperazione, in cui l unica alternativa è quella di togliersi di mezzo, mollare tutto, morire, togliersi la vita. Coscienti della nuova piaga che imperversa il nostro Paese, proprio a Pisa presso la Prefettura, è stato istituto, recentemente, un servizio d ascolto e sostegno, in aiuto alle famiglie o persone in difficoltà economiche per intraprendere con loro un percorso di gestione psicologica della crisi e superamento della situazione debitoria. Il tutto grazie alla competenza e professionalità di un team di esperti in vari settori. A tal proposito il prefetto di Pisa spiega, in occasione della conferenza stampa inauguratrice del servizio reso, è importante saper ascoltare il rumore del silenzio di chi soffre. Chantal Capasso EMILIA ROMAGNA LA PROTESTA DI UN IMPRENDITORE DANNEGGIATO DAL SISMA Si incatena davanti alla Regione Per i politici i soldi ci sono L uomo ha esposto un cartello sui rimborsi ai consiglieri: Monete da 50 centesimi per i bagni con ricevuta Si è incatenato di nuovo sotto la sede della Regione Emilia-Romagna, l imprenditore emiliano Iorio Grulli, che il 29 maggio 2012 perse parte della sua azienda a causa del terremoto. Dopo la protesta di inizio ottobre, l uomo ha compiuto ieri un gesto analogo, rivolgendo questa volta le proprie lamentele verso i consiglieri regionali. Monete da 50 cent da usare per i bagni pubblici con ricevuta", ha scritto sarcasticamente su un foglio. Perché qui racconta l uomo si fanno pagare i 50 centesimi per andare in bagno, e a noi ci fanno crepare sotto le macerie. Esplicito il riferimento dell imprenditore alle spese pazze, tra le quali è emerso appunto anche il rimborso per di 50 cent per l accesso al bagno pubblico della stazione. Non è cambiato nulla rispetto a due settimane fa, quando venni a protestare contro la burocrazia che paralizza la ricostruzione ha raccontato Grulli titolare della Manifattura Modenese di Rovereto sulla Secchia, intervistato da Il fatto quotidiano Emilia Romagna ho ricevuto solo delle promesse, le ennesime, che poi la Regione si è rimangiata. Per questo l imprenditore, è tornato, alle sette di ieri mattina per incatenarsi di nuovo. E questa volta, è ancora più amareggiato Perché oltre alla burocrazia spiega l imprenditore c è anche la rabbia per le spese sostenute dei gruppi consiliari della Regione Emilia Romagna con i soldi dei cittadini. Noi emiliani stiamo combattendo per ricevere un aiuto dallo Stato, e mentre ci destreggiavamo alla meno peggio tra documenti e ordinanze loro, le istituzioni, cenavano a spese nostre, compravano gioielli, bottiglie di vino che non vengano più a dirci che i soldi non ci sono. Per la ricostruzione i soldi non ce li hanno ma per loro sì. Grulli aveva due capannoni di metri quadrati a Rovereto. In seguito al crollo spiega riuscimmo a salvare appena 5 macchine delle 130 che vi erano collocate, e nonostante tutto ciò e un calo di fatturato pari all 80% tirammo avanti. La speranza infatti era quella di chiedere i contributi statali. Secondo la normativa (l ultima varata da Vasco Errani), però, per accedere ai finanziamenti è necessario vincolare il premio assicurativo al progetto della Regione. I miei risparmi sono già finiti, euro li ho spesi. Chiedo solo di poter spendere il denaro che ho ora, in attesa di ricevere quanto mi spetta dallo Stato. Solo per ricostruire i capannoni servono 2,7 milioni di euro. In banca, grazie all assicurazione, ne ho uno e i tecnici della Regione mi hanno detto usarlo di pagarci l Iva, in cambio mi avrebbero riconosciuto euro per le scorte di magazzino e per aver dovuto temporaneamente delocalizzare la produzione. Avevo deciso di accettare, ma poi mi hanno richiamato rimangiandosi l offerta. E Grulli e la sua famiglia sono punto e a capo. Sulla situazione è intervenuto l assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli. Il signor Iorio Grulli sa benissimo che la sua domanda di contributo è già stata esaminata dalla struttura commissariale, la quale ha chiesto alcune integrazioni che permetterebbero addirittura di migliorare il contributo ammissibile. Invece di protestare farebbe meglio a rispondere ai tecnici incaricati della procedura entro il 16 novembre, oppure dovrebbe comunicare formalmente al Commissario l intenzione di rinunciare al contributo pubblico. Barbara Fruch RIMINI Madre e figlia prostitute: Siamo costrette Mamma e figlia, prostitute, insieme in strada a causa difficoltà economiche e della mancanza di lavoro. A scoprirlo sono stati i Carabinieri di una retata antiprostituzione di Rimini e che ha visto identificate 39 donne. Madre e figlia maggiorenne, entrambe di Rimini, sono state fermate mentre si trovavano all interno di un auto in attesa di clienti: ai militari le due donne hanno riferito di aver iniziato da poco a prostituirsi a causa della mancanza di lavoro e della situazione economica disperata della loro famiglia. Nel corso dell operazione di controllo (in cui sono stati identificati anche clienti e elevate contravvenzioni per violazioni del codice della strada) sono state identificate e allontanate, complessivamente, 39 lucciole : oltre alle due italiane, 37 straniere di età compresa tra i 18 e i 45 anni di nazionalità ungherese, rumena e bulgara. Sette sono state deferite per inottemperanza al foglio di via obbligatorio, mentre per le restanti è scattata la proposta per il foglio di via trattandosi di ragazze appena arrivate in Provincia e mai controllate. C.B. REGGIO CALABRIA LE INDAGINI DELLA POLIZIA La ndrangheta si piega: con la crisi, pizzo scontato Non andate da chi non può pagare nemmeno le bollette, avrebbe detto ai suoi scagnozzi, il boss Francesco Zindato A nche la mafia ha dovuto adeguarsi alla crisi. Tanto che dal carcere, il presunto boss Francesco Zindato, capo dell omonima cosca della ndrangheta di Reggio Calabria, chiedeva ai suoi di essere ragionevoli con le estorsioni perché quando c è crisi non bisogna andare da chi non può pagare nemmeno le bollette. Il particolare è emerso dalle indagini della squadra mobile nel corso di un operazione che ha portato all arresto di cinque criminali. Si tratta di: Francesco Zindato, 36 anni, già detenuto; Demetrio Sonsogno, 44 anni, ritenuto dagli inquirenti il reggente della cosca; Antonino e Santo Labate, di 36 e 33 anni, e la moglie di Zindato, Tchorzewska Malgorzata, detta Margherita, polacca. Sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione aggravata ai danni di operatori economici, favoreggiamento e ricettazione. Durante le indagini gli agenti, attraverso intercettazioni ambientali, hanno individuato le attività illecite della cosca, in particolare le estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti. Gli agenti hanno rintracciato i pizzini che Francesco Zindato inviata dal carcere, tramite sua moglie, al presunto reggente della cosca, Demetrio Sonsogno. Un operazione - ha detto il questore - che conferma il triste fenomeno delle estorsioni. Nel mirino della banda erano finiti un imprenditore edile ed il titolare di un negozio di abbigliamento, che non hanno inteso collaborare con lo Stato. Ai cittadini tutti chiediamo ancora una volta di collaborare con le forze di polizia. Nell operazione, se da un lato il fenomeno delle estorsioni è confermato, dall altro si assiste all'esordio di metodi gentili ed accomodanti. Gli arrestati spiegano gli investigatori evitavano di usare metodi bruschi, persino dilazionando, in un caso, una tangente da ottomila euro in sedici mensilità da cinquecento euro. D altronde c è crisi. Carlotta Bravo LA VISITA DEL PONTEFICE IN SARDEGNA In arrivo l Osservatorio regionale sul lavoro Un organo per monitorare il settore nel territorio martoriato dall inoccupazione Un effetto Bergoglio immediato in Sardegna: dopo la visita del Papa verrà attivato infatti un Osservatorio regionale sul lavoro. Prendendo il buon esempio dal discorso fatto dal Santo Padre, che, parlando ai lavoratori nel Largo Felice sull'emergenza lavoro, non voleva fermarsi a parole di circostanza, "di passaggio", a "un sorriso da impiegato della Chiesa", anche i vescovi sardi intendono fare di tutto, "come pastori e come uomini". Così nell'ultima riunione della Conferenza episcopale regionale è stato istituito questo ente per un puntuale e documentato monitoraggio del tema "lavoro" in Sardegna. Questo organismo dovrà indagare sul lavoro - scrive in una nota monsignor Sebastiano Sanguinetti, vescovo di Tempio e segretario della Conferenza sarda,"sulle occasioni mancate, sugli ostacoli per mantenerlo e crearne di nuovo, sulle potenzialità da sfruttare e sulle eventuali proposte concrete da avanzare in un futuro che deve essere molto vicino. L'Osservatorio è sotto il patrocinio della Conferenza Episcopale Sarda e saranno chiamati a farne parte!persone esperte e qualificate anche di diversa estrazione culturale, ma disponibili a un contributo serio, propositivo e realistico. Dalle sole manifestazioni di protesta occorre passare - aggiunge Sanguinetti - a una responsabile assunzione di responsabilità di tutte le forze sociali e istituzionali. Lavoro, giovani e mondo della cultura: questi i soggetti a cui Bergoglio ricorda di dover dare maggiore attenzione. Nelle prossime settimane sarà dato alle stampe anche una sorta di "pro memoria" a tempo indeterminato, con le frasi più significative del discorso di papa Francesco ai lavoratori. La pastorale del lavoro quindi nei prossimi anni al centro delle attenzioni dell'episcopato sardo, che nel segno del rinnovamento vuole diventare parte integrante delle problematiche dei propri fedeli. Francesca Ceccarelli MESTRE Si salva dal fallimento Strozzato dai debiti, rischiava di veder fallita la sua azienda. È la vicenda di un imprenditore padovano di Casale di Scodosia (Padova) che, oberato dai pagamenti in sospeso con Equitalia, è riuscito, lunedì mattina, grazie a un sit-in organizzato da Federcontribuenti davanti alla sede di Mestre dell agenzia di riscossione, a ottenere una dilazione di 72 mesi (i primi 24 a rata ridotta), scongiurando così il mancato ottenimento del Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva), documento senza il quale l imprenditore avrebbe perso la possibilità di incassare i crediti che vanta nei confronti dei clienti, con una reazione a catena che avrebbe causato l'impossibilità di pagare i propri dipendenti e quindi licenziamenti o addirittura la chiusura. È un buon risultato, certo - ha spiegato il presidente nazionale di Federcontribuenti Marco Paccagnella - purtroppo i 120 mesi di dilazione di cui il governo ha parlato è solo uno spot visto che al momento manca il decreto attuativo e non è nemmeno in discussione. Andrà a finire che a questo 'privilegio' potranno accedere solo i soliti amici. Purtroppo in Italia le aziende che fatturano tutto e pagano arrivano prima o poi ad avere un debito nei confronti dello Stato, quelle che si salvano sono quelle che fanno un po di nero. C.B.

10 10 Dall Italia L insegnamento che viene impartito attraverso uno spettacolo teatrale in una scuola media di Torino Insulti a chi è contrario ai matrimoni gay La denuncia del sociologo Introvigne arriva dopo le polemiche sul caso Faà di Bruno, dove sono stati annullati gli incontri dei genitori cattolici contro le unioni omosessuali Mettere in scena uno spettacolo teatrale dove i bambini interpretano i parlamentari italiani impegnati a votare una legge che riconosce giuridicamente le unioni civili fra persone dello stesso sesso. E dipingere quelli che votano contro come incarnazioni della paura, disprezzo, pregiudizio ed esclusione e come personaggi indegni di uno Stato civile. È l ultima trovata della Scuola Media Antonio Gramsci di Settimo Torinese, i cui docenti hanno pensato bene di far portare in scena da ragazzi della classe II B, dei dodicenni, un tema sicuramente discutibile. A denunciare l accaduto è il sociologo Massimo Introvigne, coordinatore del comitato Sì alla famiglia, promosso da dieci associazioni cattoliche di Torino. Deve essere ben chiaro spiega Introvigne che il comitato Sì alla famiglia è favorevole alla lotta contro il bullismo nelle scuole, e nel suo manifesto afferma con vigore che i ragazzi devono essere educati a rispettare e accogliere i compagni che percepiscono come diversi, che si tratti di omosessuali oppure d immigrati o di rom. In effetti, alcune delle associazioni del nostro comitato hanno promosso programmi di contrasto al bullismo elogiati dalle autorità scolastiche. Se si tratta di lottare contro gli insulti, le minacce e le violenze nei confronti delle persone omosessuali noi siamo assolutamente favorevoli. Tutt altra cosa è intervenire a gamba tesa su un dibattito parlamentare in corso e insegnare a dei dodicenni continua il sociologo in una scuola pubblica che dovrebbe rispettare le posizioni di tutti, a bollare come incivili i parlamentari che non la pensano come gli autori del copione dello spettacolo. Un copione (visibile su plesso-gobetti_-settimo-torinese/) che, ancora una volta, rema contro alla famiglia naturale. Un fatto che, ancora una volta, segna l intolleranza verso chi la pensa diversamente. A confermare ciò è anche un altro episodio che ha sollevato non poche polemiche, avvenuto sempre a Torino, pochi giorni fa. Non sono mancate infatti le perplessità in seguiti alle pressioni che hanno indotto l istituto cattolico Faà di Bruno ad annullare una serie d incontri per genitori critici nei confronti delle teorie del gender e delle proposte di legge per il riconoscimento delle unioni omosessuali. Ci avevano raccontato che non bisogna preoccuparsi della legge sull omofobia: nelle chiese e nelle scuole i cattolici saranno liberi di continuare a presentare la loro dottrina. Le bugie, però, hanno le gambe corte. L episodio di Torino mostra come la tolleranza sia intesa dagli attivisti omosessuali a senso unico afferma ancora Introvigne quest anno tre incontri dovevano essere dedicati all omosessualità e in qualche modo l invito è arrivato agli attivisti omosessuali torinesi, e si è scatenata la guerra. Le organizzazioni Lgbt hanno iniziato con gli insulti e le minacce via Facebook. Poi quattro consiglieri comunali Pd e Sel hanno scritto al sindaco, chiedendo che alla scuola fosse revocata la convenzione comunale che riguarda il suo asilo. Poi gli attivisti gay hanno scritto anche all Arcivescovo di Torino con un tono fra il suadente e il minaccioso. Infine, si sono mobilitati i giornali amici, La Repubblica in testa, invocando dalla prima pagina delle edizioni torinesi immediati provvedimenti contro la scuola omofoba. Il crescendo di minacce conclude il sociologo ha finalmente indotto l istituto cattolico a sospendere l iniziativa, per non trasformare un pacifico incontro privato di genitori in una guerra, pur rivendicando il diritto di continuare a proporre liberamente l insegnamento del Magistero della Chiesa e del Catechismo su questi temi. Per il sociologo l episodio è gravissimo, ma anche istruttivo e conferma l intolleranza degli attivisti gay, per cui su queste materie si può esprimere solo chi manifesta opinioni politicamente corrette, mentre agli altri va impedito di parlare con ogni mezzo, dall intimidazione al ricatto. Barbara Fruch MOLFETTA (BARI) - OPERAZIONE DELLA FINANZA Ciechi ma alla guida, smascherati 2 falsi invalidi Nei loro confronti è scattato un sequestro di circa 140mila euro STEZZANO (BERGAMO) - LA TRUFFA Acquistava gioielli con i soldi pubblici: in manette una dipendente comunale Con 44 bonifici la donna ha pagato i preziosi per un valore di 130mila euro Per l Inps erano non vedenti tanto da ottenere la pensione d invalidità civile e l indennità di accompagnamento, ma in realtà leggevano e guidavano l auto. Protagonisti della presunta truffa ai danni dello Stato due fratelli cinquantenni di Molfetta, nel barese, che sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza. Affetti entrambi da forme di retinopatia, negli anni sono riusciti a ottenere prima una invalidità civile parziale e poi totale con accompagnamento. Benefici sui quali i finanziari eseguono controlli di routine. Da qui l acquisizione dall Inps dei registri delle indennità, dall anagrafe le fotografie delle carte di identità da cui si evince dallo sguardo perso chi è palesemente invalido, quindi riscontri investigativi eseguiti sul campo. I due sono stati seguiti e filmati per un periodo di tempo nella loro quotidianità, mentre svolgevano le attività più disparate, quali: accompagnare il figlio a scuola, recarsi da solo al supermercato, selezionare con cura sugli scaffali i prodotti da acquistare, scendere con disinvoltura le scale della stazione ferroviaria per prendere il treno, parcheggiare un autovettura, attraversare pericolosi incroci stradali, ecc.. Insomma, i due fratelli, uno cieco assoluto da 10 anni e l altro da 6, sono risultati assolutamente abili a svolgere le mansioni della vita quotidiana. Oltre alla denuncia, nei loro confronti è scattato un provvedimento di sequestro pari a circa 140mila euro, tra immobili, terreni e conti correnti bancari, corrispondente all importo percepito indebitamente. Circa 83mila euro sono stati sequestrati all uomo che da dieci anni era riuscito a ottenere pensione e accompagnamento, 55mila euro al fratello, a cui sei anni fa era stato diagnosticato estinto il campo visivo. Miriana Markovic Acquistava gioielli con i soldi del Comune di Stezzano (Bergamo) dove lavorava. In poco tempo ha messo le mani su preziosi, per un valore di 130mila euro pagati con 44 bonifici con la causale Erogazione di beni e servizi. È con l accusa che è finita in carcere la dipendente del Comune Loredana Zenca, 56 anni, di Arcene, responsabile dei servizi amministrativi e contabili. Le indagini sono partite da una segnalazione alla Procura di Bergamo da parte della Guardia di Finanza dopo un controllo presso una gioielleria del centro commerciale Le Due Torri. È lì che le Fiamme Gialle hanno notato i documenti relativi ai bonifici per decine di migliaia di euro del Comune di Stezzano per l acquisto di gioielli. La cifra, ma anche la singolarità dei beni, hanno fatto aumentare i sospetti dei finanzieri che hanno quindi chiesto al Pm Mancusi un approfondimento. I militari, insospettiti, hanno verificato origine e giustificazioni di quelle somme. In poco tempo hanno scoperto il trucco architettato dalla donna, che dirottava soldi dal bilancio comunale per comprare preziosi, collane, gioielli. Sui bonifici erogati dal Comune compariva la scritta erogazione beni e servizi. Spese personali, in realtà, a differenza degli acquisti di alcune targhette commemorative per le cerimonie comunali con le quali la donna aveva iniziato ad allacciare i rapporti con la gioielleria. Poi approfittando della sua posizione, la stessa avrebbe utilizzato per l appunto i soldi del bilancio comunale per le proprie spese. In municipio pare che nessuno si fosse accorto degli ammanchi visto che la donna approfittava della sua posizione lavorativa per camuffare le uscite del bilancio comunale. Scoperto l inganno la Squadra mobile è intervenuta seguendo sabato pomeriggio la Zenca fin sulla soglia della gioielleria. Ed è proprio lì fuori Torri che la 37enne è stata fermata, dopo essere stata ripresa dalla telecamere di controllo mentre aveva appena ritirato una collana di euro da aggiungere alla sua collezione. Dalla successiva perquisizione nella casa della donna sono spuntati infatti numerosi gioielli: una vasta gamma di preziosi, tra collane, anelli e orecchini, si presume frutto di una truffa iniziata all inizio del 2012 e proseguita fino a pochi giorni. 130 mila euro il totale (96 mila solo nel 2012) dei bonifici erogati a favore del gioielliere, la cui posizione ora è al vaglio degli inquirenti. La 56enne, ora in carcere, è stata interrogata, ma si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Carlotta Bravo

11 11 Sport Stasera, ore 20,45, bianconeri contro merengues. Per i padroni di casa non esiste altro risultato che la vittoria Juve, contro il Real è una sfida da non ritorno Conte cambia modulo e si affida ai fedelissimi. Ancelotti, sulla graticola, punta sulla coppia d oro Ronaldo-Bale di Federico Colosimo Ci sono sfide che possono valere un intera stagione. Incontri, che possono segnare un era. Vincere non è importante, è l unica cosa che conta. Juventus-Real Madrid non è una partita qualunque. È la partita. Questa sera, alle 20,45, il match valido per la quarta giornata della fase a gironi della Champions League. Conte contro Ancelotti: il futuro e la certezza. La Vecchia Signora è tornata a ruggire e a sorridere. Tre vittorie di fila in campionato, senza subire nemmeno un goal, hanno fatto tornare il buon umore a Vinovo, quartier generale dei bianconeri. Pazienza se i campioni d Italia non hanno espresso un calcio entusiasmante. A Conte va bene così. Di fronte a uno Juventus Stadium che si preannuncia tutto esaurito, i padroni di casa, come dicevamo, non solo non possono permettersi di perdere, ma devono vincere: a tutti i costi. Se dovesse andar male, l addio all Europa che conta sarebbe pressoché cosa certa. Riuscire nell intento di ottenere 3 punti fondamentali, non è impresa impossibile. Il Real è saldamente in testa al gruppo B con 9 punti in classifica, praticamente qualificato agli ottavi di finale e, per di più, al centro delle critiche La Juventus e, sotto, le stelle del Real Madrid Ronaldo e Bale più disparate. Sembra impossibile: eppure, secondo i media spagnoli, Carletto Ancelotti rischia la panchina. È quello che sostiene il quotidiano As, che dopo aver reso la vita impossibile a Josè Mourinho, adesso ha come bersaglio principale il tecnico italiano. La sconfitta nel clasico contro il Barcellona non è ancora stata digerita. Da nessuno: tifoseria e dirigenza in primis. E neanche la goleada contro il Siviglia (7-3) è bastata per far tornare le cose a posto. Lultimo incontro della Liga, poi, quello contro il Rayo Vallecano, che ha visto le merengues sì trionfare (per 3-2), ma soffrire fino all ultimo secondo di gioco, ha riportato le nubi in casa Real Madrid. Il gioco non è dei più divertenti e la difesa continua a traballare e a destare preoccupazioni. Se Ronaldo e Bale stanno cominciando a trovare l intesa perfetta, Pepe e Sergio Ramos non convincono appieno. Conte conosce tutti i punti deboli dei Blancos e vuole sferrare il colpo decisivo. Il tecnico degli juventini cambia l abito e sceglie il Una versione leggermente adattata, ma certamente efficiente. Niente più 3-5-2, dunque: non tanto per una questione offensiva o d intensità, ma per un motivo strettamente logico. Lasciare solo tre difensori a controllare una sola punta, Benzema, con la coppia di fenomeni (Ronaldo e Bale) liberi di puntare l avversario nell uno contro uno, sarebbe semplicemente un suicidio tattico. Con un 4-5-1, quello sì camuffato da 4-3-3, si può invece sperare di restare in partita e, magari, anche di far male in contropiede. Con le ripartenze, che dovranno essere letali, spietate. I Galàcticos, non sono poi così galattici. Lasciano molti spazi e, come vengono attaccati, vanno in difficoltà. Stasera, CR7 sarà il bersaglio numero uno dei tifosi bianconeri, che dovranno rappresentare il dodicesimo uomo in campo. A prendere il posto sull out di sinistra, vista la pesante squalifica di Chiellini, ci sarà Ogbonna. Sul versante opposto, Caceres. Entrambi avranno il difficilissimo compito di garantire sicurezza, solidità e protezione al duo centrale formato dalla coppia Barzagli-Bonucci. In mezzo al campo toccherà al trio delle meraviglie - Vidal, Pirlo e Pogba - dare fantasia ed equilibrio. Davanti, al fianco di Tevez e Llorente (in ballottaggio con Quagliarella), ci sarà Marchisio. Che avrà il compito di spaccare in due la difesa avversaria con tagli e sovrapposizioni continue. È un match fondamentale, vitale, per la Juventus. I bianconeri sono fermi a quota 2 punti in classifica, con il Galatasaray di Mancini avanti di due lunghezze e che, questa sera, dovrà fare i conti contro il modesto Copenaghen. I bianconeri devono attaccare e crederci. Fino alla fine. Conte lo sa: chi osa vince! Le probabili formazioni: Juventus: Buffon; Cáceres, Barzagli, Bonucci, Ogbonna; Vidal, Pirlo, Pogba; Marchisio, Llorente (Quagliarella), Tevez. All. Conte Real Madrid: Lopez; Arbeloa, Ramos, Pepe, Marcelo; Khedira, Xabi Alonso, Modric; Benzema, Ronaldo, Bale. All. Ancelotti. Cercateci e ci troverete ovunque. All indirizzo con un portale all news ed un giornale sfogliabile e scaricabile on-line. Siamo anche su Facebook all indirizzo Siamo anche abili cinguettatori, su Tutti i nostri video sul canale Youtube, Il giornale d Italia. Se volete scriverci, potete farlo all indirizzo

12 12 Destra SEMPRE DI PIÙ VERSO IL 9 NOVEMBRE Oltre ai Rappresentanti di Partiti ed Associazioni, Francesco Storace (La Destra), Roberto Menia (FLI), Luca Romagnoli (Fiamma Tricolore), Adriana Poli Bortone (IoSud), Roberto Buonasorte (Il Giornale d Italia), Antonio Buonfiglio (Scongeliamo il simbolo di AN), Domenico Nania (Nuova Alleanza) e Oreste Tofani (Sovranità Nazionale), pubblichiamo l elenco delle prime adesioni al Comitato promotore Livio Proietti (Segretario Nazionale Amministrativo La Destra Roma), Carlo Aveta (Consigliere regionale Campania de La Destra) Luciano Marotta (Commissario Provinciale La Destra Napoli), Valter Maccantelli (Dirigente La Destra Torino), Ulderico Granata (Comitato Centrale La Destra Roma), Remo Costantini (Dirigente Sovranità Nazionale Frosinone), Massimo Bugli (Roma), Michele Arnoni (Dirigente Nazionale La Destra Cosenza), Maurizio Miceli (Segretario Associazione Dino Grammatico Trapani), Francesca Romana Rastelli (Roma), Manuela Mari (Roma), Corrado Danzi (Segretario Regionale La Destra Basilicata), Marco Di Andrea (Dirigente Nazionale e Capogruppo di AN città di Monterotondo - Roma), Alfio Guarnieri (Segretario Provinciale La Destra Rieti), Cesare Bruni (Consigliere Comunale indipendente Latina), Emilio Perroni (Segretario Provinciale La Destra Latina), Stefania Verruso (Segretario Regionale La Destra Umbria), Ernesto Pezzetta (Segretario Regionale La Destra Friuli Venezia Giulia), Ferrante De Benedictis (Dirigente FLI Torino), Alessandro Di Ubaldo (Dirigente FLI Asti), Diego Zavattaro (Coordinatore Regionale FLI Piemonte), Daniela Cirillo (Dirigente Nazionale e Segretario Provinciale La Destra Terni), Monica Nassisi (Dirigente Nazionale La Destra Roma), Antonia Monteleone (Dirigente Nazionale, Segretario Regionale Trentino Alto Adige, Segretario Provinciale La Destra Belluno), Maria Grazia Bottoni (Dirigente Sovranità Nazionale Frosinone), Antonello De Leonardis ( Segretario Provinciale Io Sud Foggia), Vincenzo Aloe (Cosenza), Giuseppe Aloe (Presidente Associazione Nuova Allenza per la Calabria Cosenza), Paolo Boz (Segretario Provinciale La Destra Genova), Francesco Proietti Cosimi (Responsabile Provinciale FLI Roma), Berardo Rabbuffo (Consigliere Regionale Abruzzo FLI Teramo), Claudio Taglia (Coordinatore Provinciale FLI Viterbo), Walter Stafoggia (Segretario Regionale La Destra Marche), Giuseppe Murolo (Presidente Associazione Tradizione e Libertà Genova), Fausto Felci (Responsabile area Castelli Romani La Destra Roma), Daniele Rivieri (Commissario Regionale La Destra Toscana, segretario provinciale La Destra Lucca), Luvisotti Virgilio (Segretario Provinciale La Destra Pisa), Franco Caserta (Segretario Provinciale La Destra Novara), Mauro Mancini (Comitato Centrale La Destra Roma), Alberto Filippi (Segretario Regionale La Destra Veneto), Andrea Cantadori (Presidente Associazione Amici dell Emilia Roma), Paola Sellaro (Associazione Amici dell Emilia Roma), Alberto Rossi (Consigliere Comunale, Commissario Provinciale FLI Cosenza), Sergio Marchi (Dirigente Nazionale La Destra Roma), Alfredo Iorio (Coordinatore Regionale dei Circoli de Il Giornale d Italia), Giuseppe Savarese (Consigliere Comunale di Diamante -CS-, Associazione Nuova Alleanza per la Calabria ), Gianluca Porta (Dirigente Popolo della Vita Roma), Alessandra Rossi (Dirigente Popolo della Vita Roma), Pierluigi Fioretti (Segretario Regionale La Destra Lazio), Biagio Cacciola (Dirigente Nazionale e Commissario Provinciale La Destra Frosinone), Marco Balducci (Vicepresidente movimento Alleanza Romagna, Responsabile giovanile Gioventù Italiana Rimini), Claudio Dau (Commissario regionale Emilia Romagna La Destra), Emanuele Stazi (Comitato Centrale La Destra e Segretario La Destra Tivoli -RM-), Gianni Musetti (Segretario Nazionale Gioventù Italiana ), Lino Lavorgna (Presidente Associazione Europa Nazione, FLI Campania), Tommaso Mignini (Comitato Centrale La Destra Roma), Santi Formica (Presidente Gruppo Parlamentare Lista Musumeci ARS Sicilia), Romolo Reboa (Dirigente Nazionale La Destra Roma), Giorgio Conte (Coordinatore Regionale FLI Veneto), Daniele Baldini (Coordinatore FLI Bologna, Presidente Associazione Nazionale LF Libertà e Futuro, Progetto Unidestra ), Silvia Pispico (Segretario Provinciale FLI Lecce, Coordinatrice Unidestra provincia di Lecce), Antonio Rozzi (Coordinatore Provinciale FLI Parma, progetto Unidestra ), Daniele Gattanella (Responsabile Mun. XIV Fiamma Tricolore Roma), Franco Tittoni (Comitato Centrale Fiamma Tricolore, Commissario Provinciale Fiamma Tricolore Rieti), Paola Fratangeli (Segretario Fiamma Tricolore Frosinone), Nicola Di Donna (Segretario Provinciale La Destra Brindisi), Sofia Di Pietro (Coordinatrice femminile Fiamma Tricolore Viterbo), Lamberto Iacobelli (Dirigente Nazionale Fiamma Tricolore, Coordinatore Regionale Lazio Fiamma Tricolore), Sergio Tozzi (Responsabile Roma est e Roma provincia Fiamma Tricolore), Sergio Arduini (dirigente Fiamma Tricolore, Presidente Associazione Culturale Fiamma Frusino Frosinone), Pietro Diodato (Coordinatore Provinciale FLI Napoli, Consigliere Regionale Campania FLI), Euprepio Curto (Consigliere Regionale Puglia FLI), Claudio Senatra (Consigliere comunale La Destra Monte Porzio Catone RM), Pietro Sperati (Consigliere comunale La Destra Colleferro - Roma), Giuliano Castellino (Reggente Federazione La Destra Roma), Roberto Jonghi Lavarini (Presidente Comitato Destra per Milano), Fabio Pederzoli (Coordinatore provinciale FLI Reggio Emilia), Armando Ceraudo (Circolo FLI Castrovillari), Giorgio Bocci (Circolo La Destra di Riano - Roma), (Sezione di Asti - FLI), (Sezione di FLI Torino), Giovanni Gentile (Coordinatore Circolo Destra Domani Pescia - PT), Mario Bertoli (Presidente Provinciale La Destra Parma), Placido Fundarò (Segretario provinciale de La Destra Pordenone), Nicola Di Donna (Direttivo provinciale Brindisi), Circolo socio politico culturale Pinuccio Tatarella Brindisi, Associazione ambientalisti Pegaso Brindisi, Giulio Cesare Bertocchi, Circolo La Destra Terni, Circolo La Destra Stroncone, Circolo La Destra Narni, Circolo La Destra Sangemini, Circolo La Destra Orvieto, Giuseppe Giganti, Peppino Semeraro, Gherardo Maria De Carlo, Pierfranco Bruni, Alessandro De Santis, Federazione La Destra di Torino, Gruppo di Carmagnola (TO), Gruppo di Chieri, Lino Larvogna (Presidente circolo Europa Nazione Napoli), La Destra Lamezia Terme, Federazione di Catanzaro, Movimento territorio e lavoro Lamezia Terme, Pino Savarese, Antonio Aversa (Dirigente la Destra Cosenza), Roberto Bilotta (Dirigente Nazionale la Destra), Associazione Rivolta Ideale Roma, Federazione la Destra Calabria, Federazione la Destra Provincia di Cosenza, Federazione la Destra Provincia di Catanzaro, Federazione la Destra Provincia di Vibo Valentia, Federazione la Destra Provincia di Crotone, Federazione la Destra Provincia di Reggio Calabria, la Destra Laino Borgo, la Destra Cosenza, la Destra Castrolibero, la Destra Rende, la Destra Area Urbana Cosenza, Salvatore Varano (Associazione Ideali e Libertà ), Giuseppe Verardi (Dirigente Provinciale la Destra Latina, Dirigente Industria e Segretario Territoriale Ugl Chimici, presidente Associazione Vittoria ), Mario Cannizzaro (Dirigente Provinciale Ugl Chimici Latina), Umberto Tartaglione (Dirigente di An Latina), Elisabetta Loredana Voce (Dirigente Nazionale La Destra), Alvaro Magli (An Latina), Vincenzo Valletta (delegato comunale alle Attività Lavorative di Latina), Coordinamento la Destra San Cesareo, Paolo Chiarenza (Dirigente Provinciale la Destra Cuneo), Fabio Mottinelli (Dirigente la Destra Ceva), la Destra Borgo San Dalmazzo, la Destra Mondovì, la Destra Alba, Elisabetta Severa (Segretario Generale della Federazione Nazionale di Area Medica), Mazzarino Claudio (Commissario Provinciale la Destra Rimini), Mauri Nadia (Rimini), Emilia Peschiera (Rimini), Andrea Manzo (Rimini), Grazia Cannella (Rimini), Patrizia Ugolini (Rimini), Cristian Purpari (Commissario comunale la Destra Morciano di Romagna), Yuri Malagotti (Rimini), Alessio Nucci (Rimini), la Destra Fonte Nuova, la Destra Amelia, Emma Vigna Docchio (Dirigente Nazionale la Destra), Giacomo Rivieri (Dirigente la Destra Lucca), Valentina Tropi (Lucca), Remo Capolecchia (Lucca), Giovanni Baldacci (Coordinatore la Destra Piana Lucca), Claudio Riccardi (Coordinatore la Destra Capannori), Giuseppe Giganti (Presidente Italiani in Movimento Siracusa), Mauro Minniti (Componente direzione nazionale la Destra, Commissario Provinciale la Destra Bolzano), Associazione Costruiamo il futuro Merano, Romano Mattei (Dirigente Sovranità Nazionale Frosinone), Fabio Riscica (Dirigente Azione Giovani Siracusa), Pietro Roccaro (Commissario Provinciale Fiamma Tricolore Siracusa), la Destra Ceccano, Antonio De Angelis (Dirigente Sovranità Nazionale Fontana Liri), Io Amo la Perla verso An Santa Marinella, Giacomo Piersanti (La Destra Cesenatico), Antonino Laveglia (Capogruppo La Destra Grumento Nova), Antonio Carlomagno (Consigliere La Destra Grumento Nova), Adriano Lo Bosco (Consigliere La Destra Grumento Nova) Per confermare la partecipazione di associazioni, sezioni, federazioni, comitati, scrivere a DA S IRACUS A UN AMPIA DE L E GAZ IONE AL L A KE RME S S E ROMANA Italiani in Movimento c è Italiani in Movimento darà massima adesione per la rinascita di Alleanza Nazionale, confermando la presenza L Associazione di una delegazione siracusana, all assemblea nazionale di sabato prossimo 9 novembre a Roma. La decisione è stata presa dall assemblea dei soci tenutasi presso la sede di Siracusa, alla presenza del Presidente nazionale Giuseppe Giganti, del Coordinatore cittadino di Siracusa Roberto Giuffrida, del Segretario Prov.le di Catania Carmelo Zanerolli e del Coordinatore Regionale Sicilia Vittorio Fabio. Il nostro dichiara il presidente Giganti - è un movimento nato dalle ceneri di un ideologia, mai rinnegata ma come disse il grande Giorgio Almirante che non deve essere restaurata, molto radicata nel territorio siracusano ma che vuole guardare avanti, cercando di far tutelare le basi della società, e cioè della famiglia. Ogni giorno nei nostri centri servizi, vengono persone a chiedere aiuto, gente disperata disposta a tutto, pur di sopravvivere, e molti ci chiedono ma la politica che fa? Da qualche mese noi di Italiani in Movimento abbiamo iniziato una petizione contro tutto e tutti per dire NO al pignoramento della prima casa da parte di Equitalia e contro i metodi di riscossione crudeli al limite dell umanità, un vero e proprio sacrilegio che affonda nella miseria nuclei familiari gettando per strada anche neonati. Noi insieme a voi vogliamo portare avanti le politiche per la famiglia, di farci portavoce di quel grido di dolore e trasformarlo in grido di battaglia, insieme a Francesco Storace, l unico che si è dimostrato uomo senza paura, per aver accettato subito di mettere fine a turpi e vili guadagni di chi specula sulle disgrazie altrui, contro lobby di potere causa di questa crisi economica... Noi siamo e saremo con la Nuova ALLEANZA NAZIONALE fino alla fine.. siamo sicuri della nostra scelta vincente perché in questo particolare momento della nostra storia l Italia ha bisogno della destra sociale, ha bisogno di Alleanza Nazionale. Giuseppe Giganti

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