FUNZIONI ESECUTIVE E DISPRASSIA

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1 IX Congresso nazionale AIDAI-AIRIPA AIRIPA Perugia, maggio 2013 FUNZIONI ESECUTIVE E DISPRASSIA M.Margheriti, M.Baciarelli, M.T.Barberini, M.S. Ghilardi, G.Tinarelli, L.Michelazzo Associazione Italiana Disturbi di Attenzione e Iperattività Regione Umbria Centro di Neuropsicologia Clinica dell'età Evolutiva Giorgio Sabbadini - Perugia

2 SAS (Sistema Attentivo Supervisore) Sistema a componenti multiple, immerso nei processi emotivi e motivazionali, utilizza diverse funzioni esecutive per i suoi controlli ed interazioni, sempre strettamente legate tra di loro. Interagisce con i moduli automatizzabili (apprendimenti) sviluppandoli; Corregge i meccanismi disadattivi; Controlla la prestazione quando non può esprimersi a livello di routine (fase modulare) pertanto è molto più coinvolto nelle fasi di apprendimento, di ri-apprendimento e di controllo in genere. 04/05/12 one.com

3 Il SAS Fornisce energie e controllo dei processi in fase di apprendimento; Favorisce il coordinamento e l assemblamento di moduli semplici in apprendimenti complessi; Controlla e mantiene la coerenza del comportamento del momento, agevolando l autoregolazione; Supervisiona la selezione competitiva degli schemi in funzione dello scopo; Si inserisce nel modulo formato per riprogrammarlo; E sensibile alle sollecitazioni emotive per controllare il comportamento in funzione del contesto; Rimane a disposizione dei sistemi modulari anche molto automatizzati per intervenire quando è necessario (in quanto sensibile alle sollecitazioni del sistema emotivo);

4 LE FUNZIONI ESECUTIVE (FE) Intendiamo per Funzioni Esecutive: processi necessari a programmare, a mettere in atto e a portare a termine con successo un comportamento finalizzato a uno scopo (Benso, 2013); Tradizionalmente le FE vengono scisse in sottocomponenti (inhibition, shifting, updating,...), ma queste risultano difficilmente misurabili e isolabili, Miyake et al. (2000) parlano di fattore dell' impurità per sottolineare la grossolanità delle prove psicometriche utilizzate; Da qui la necessità di ideare prove estremamente semplici (più è complessa più diventa difficile capire cosa misuri in realtà) e depurate dalle componenti modulari in input e in output (ed es. il sistema visivo o quello motorio) che si interfacciano tra lo strumento di misura e la funzione esecutiva da misurare.

5 Diversi tipi di compiti possono richiedere e far emergere in misura maggiore un tipo di funzione esecutiva piuttosto che un altro.

6 Problema della misura delle Funzioni Esecutive: Difficoltà degli strumenti a misurare in modo puro la Funzione Esecutiva (aspetto modulare in input ed in output); Necessità di sottrarre l aspetto modulare periferico alla misura della Funzione Esecutiva che si vuole valutare; Crea interferenza l aumentata automatizzazione della prestazione in fase di esecuzione del test,; Scelta arbitraria di una specifica prova per valutare una funzione esecutiva (stesso test utilizzato per funzioni diverse -es. lo Stroop);

7 La teoria gerarchica modulare di Moscovitch e Umiltà (1990) definisce l'apprendimento motorio complesso come un modulo di terzo tipo che si sviluppa e si afferma attraverso il contributo diretto dell' Elaboratore Centrale (Sistema Esecutivo Attentivo)

8 TEORIA GERARCHICA MODULARE DI MOSCOVITCH E UMILTA (1990) Nega la non assemblabilità dei moduli e costruisce una gerarchia tra gli stessi. Esistono 3 tipi di moduli: 1 tipo alla Fodor : non assemblati; specificità funzionale; innati; poco influenzabili dall apprendimento (schemi motori, riflessi, ricezione di configurazioni semplici, frequenze visive e uditive). 2 tipo assemblati a base innata: input integrato dall elaboratore centrale che sembra distaccare risorse per dedicarle definitivamente al modulo (processore dedicato); Sviluppo implicito e inconsapevole. (Abilità linguistiche e riconoscimento degli oggetti). 3 tipo assemblati su base esperenziale (lettura e capacità motorie): processore centrale fortemente implicato attraverso un atto consapevole, cosciente e volitivo.

9 Man mano che l apprendimento si fa più complesso (es. ballerina che fa la pirouette) il grado di automaticità è sempre meno completo a causa dell aumento della complessità del sistema. In tale tipo di apprendimento il ruolo del Sistema Esecutivo Attentivo è maggiore.

10 Rigoli et alii (2012) Ricerca su rapporto tra coordinazione motoria e funzioni esecutive in soggetti adolescenti ADHD. Lo studio evidenzia l'esistenza di specifiche relazioni tra gli aspetti riguardanti la coordinazione motoria e le funzioni esecutive (in particolare la memoria di lavoro visuo-spaziale) Enfatizza l'importanza di valutare le funzioni esecutive in soggetti che presentino difficoltà motorie e, di conseguenza, l'esigenza di programmare un intervento. S

11 Sperimentazione esplorativa Valutazione del Sistema esecutivo attentivo nella disprassia evolutiva Soggetti 11 bambini con disprassia evolutiva di 4 e 5 anni 11 soggetti di controllo di 4 e 5 anni (appaiati per età) Materiali Batteria di prove sperimentali Aste Colorate, Pesciolini switch, Flanker pesciolini, Naming colori, Cancellazione Test tradizionali Night and Day, Dimentional card sorting test, Torre di Londra modificata, MF modificato, Copia Figura di Rey semplificata, Segmentazione sillabica (CMF), Fusione sillabica (CMF), Copia (TPV), Posizione nelo spazio (TPV), Five Point Test.

12 Tre prove soprattutto dimostrano di ottenere importanti cadute nel gruppo sperimentale (sensibilità) senza procurare disagi ai bambini del gruppo di controllo (specificità)

13 Pesciolini Switch Èuno switch di tipo motorio: Il bambino deve premere il tasto p se il pesciolino guarda a destra e il tasto q se il pesciolino guarda a sinistra Cadono 5 su 10 bambini con disprassia e 1 su 10 dei controlli I tempi di reazione (RT), puliti dagli errori e dagli anticipi, sono stati analizzati tramite un t-test per due campioni indipendenti, (verificata la normalità della distribuzione con il test Kolmogorov-Smirnov): Media RT:t(18)=-3,969, p=.001 Dimensione dell effetto: r=0.68 grande(cohen, 1988) Media RT compensata per gli errori (Murphy&Klein, 1998)= t(18) -3,46, p=.003, Dimensione dell'effetto r=0.63 grande(cohen, 1988) Tale prova Evidenzia una specificità del 90% e sensibilità del 50% Intervallo di confidenza della specificità: da.07 a 1 Intervallo di confidenza della sensibilità: da 0,19 a 0,80 Il CHI² confronto tra proporzioni indipendenti con correzione di Yates p=.07

14 Flanker Test Pesciolini (Conflitto cognitivo, giro del cingolo anteriore e area dorsolaterale, Dopamina ) CONGRUE INCONGRUE NEUTRE Cadono 5 su 10 bambini con disprassia e 1 su 10 dei controlli I tempi di reazione (RT), puliti dagli errori e dagli anticipi, sono stati analizzati tramite un t- test per due campioni indipendenti, (verificata la normalità della distribuzione con il test Kolmogorov-Smirnov): Media rt:t(18)=-1592, p=.06 Tale prova Evidenzia una specificità del 90% e sensibilità del 50% Intervallo di confidenza della specificità: da.07 a 1 Intervallo di confidenza della sensibilità: da 0,19 a 0,80 Il CHI² confronto tra proporzioni indipendenti con correzione di Yates p=.07

15 Foglio A: Switch piccoli (Aste) Foglio B: Foglio C: Foglio D: Foglio A e B: tempi motori, Foglio C (A+B): tempo di switch, Foglio D-FoglioC:Memoria di switch Sommando i risultati del foglio C e D la prova isola 7 soggetti su 11 di bambini disprassici contro 0 su 11 del campione di controllo. Applicando un t-test per campioni indipendenti (verificata la normalità della distribuzione con il test Kolmogorov-Smirnov) sui tempi di esecuzione della prova otteniamo per la prova C: t(12)=-2,369, p=.035, con una dimensione dell effetto grande (r=0.56) e per la prova D: t(12)=-2,835, p=.015 con una dimensione dell effetto grande (r=0.63) La specificitàèpari a 1, sensibilitàdel 60%, con intervallo di confidenza da.35 a.92 Il CHI² confronto tra proporzioni indipendenti con correzione di Yates p=.003

16 In conclusione Dalla batteria somministrata emergono prove statisticamente potenti (soprattutto se riunite in una unica batteria) per isolare a livello di Sistema Esecutivo Attentivo bambini con disprassia rispetto ad un gruppo di controllo. In questo momento della ricerca non emergono gli stessi risultati da prove ampiamente quotate in letteratura come il Night&Day, il Dimensional Card Sorting Test (Zelazo). Ovviamente visto il numero dei soggetti quella presentata èsolo la parte esplorativa della ricerca che procederàsolo con piccoli aggiustamenti.

17 Si ringraziano: La Dott.ssa Letizia Michelazzo per la raccolta dei dati La Dott.ssa Eleonora Ardu e la Dott.ssa Maria Grazia Santoro dell'equipe del Prof. Francesco Benso per l'assistenza tecnica sulle prove sperimentali

18 GRAZIE A TUTTI!!

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