CAPITOLO 1 LA NATURA DELLA CONTABILITA DIREZIONALE

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1 CAPITOLO 1 LA NATURA DELLA CONTABILITA DIREZIONALE Approach This chapter is intended as an introduction to the topic of management accounting. The amount of technical material in the chapter is not great, so probably not much class discussion of the text itself is required. The classification of management accounting information is intended to lessen the confusion that arises because different cost constructions are used for different purposes. We suggest that the threefold distinction be emphasized here, and that it be repeated often in subsequent chapters. Problema 1.1 Andersi SpA Il report: (1) contiene informazioni non monetarie (sul numero di commesse e sul numero di gg. uomo utilizzati), (2) contiene informazioni sul futuro ( programmate ) e non solo consuntive (cioè sul passato), (3) è opzionale (non e richiesto dal codice civile e/o dai principi contabili e non è necessario per redigere il bilancio), (4) focalizza una porzione dell impresa (il reparto servizi), (5) ha un enfasi inferiore sulla precisione (i valori sono arrotondati all unità), e (6) non rappresenta un fine in sé (è utile solo nella misura in cui il management lo utilizza proficuamente). Nota: Se il docente lo ritenesse opportuno, potrebbe chiedere agli studenti di discutere i valori per interpretare la performance del reparto. Senza alcun background gli studenti possono individuare questioni legate al volume produttivo, alle difficoltà di adeguare il costo del lavoro al volume e all aumento del costo del lavoro. Problema 1.2 Patrioti Acciai 1. (1) Configurazione di costo differenziale (4) Configurazione di costo pieno (2) Configurazione di costo pieno (5) Configurazione di costo differenziale (3) Configurazione di costo per CdR (6) Configurazione di costo per CdR on quantitative, non contabili, operative, di bilancio (il docente può ampliare la discussione aggiungendo specificità). Problema 1.3 Piccolo Comune 1. (1) Configurazione di costo pieno (4) Configurazione di costo per CdR (2) Configurazione di costo differenziale (5) Configurazione di costo differenziale (3) Configurazione di costo pieno (4) Configurazione di costo per CdR 2. Non quantitative, non contabili, operative, di bilancio 1

2 Problema 1.4 Banca di Romagna 1. La domanda importante sembra essere: perché il responsabile della filiale non è risuscito a raggiungere gli obiettivi programmati in termini di contatti preliminari con potenziali clienti? E questo il motivo principale che spiega l incapacità di conseguire gli obiettivi riguardanti l apertura di nuovi conti corrente e ottenere i volumi di deposito programmati? 2. E possibile attribuire al risparmio in pubblicità il fallimento nel conseguire la crescita programmata in termini di nuove aperture di conto corrente e di volume dei depositi? 3. Il risparmio di in stipendi e salari è forse la conseguenza di avere avuto a disposizione nel periodo un dipendente in meno dell organico necessario? Se così, potrebbe essere stato questo il motivo che ha negato al manager il raggiungimento dei valori programmati? 4. Perché i ricavi sono stati più bassi del previsto? 5. Il responsabile della filiale ha posto maggiore enfasi sui prestiti piuttosto che sulla raccolta? Nota: Il responsabile della filiale dovrebbe preoccuparsi della sua performance. Lo scostamento positivo di reddito ( 1.836), infatti, è riconducibile al risparmio di al più basso costo del lavoro, non a una migliore efficacia sull esterno che è invece peggiorata. Perché non è riuscito a raggiungere i target programmati di nuove aperture di conti corrente e di volume dei depositi? 2

3 CAPITOLO 2 LA CLASSIFICAZIONE DEI COSTI IN FUNZIONE DEL LORO COMPORTAMENTO Approach We are retaining our approach of putting all C-V-P topics in a single chapter because apparently many schools marketing and management accounting core courses start simultaneously, and marketing likes to have break-even analysis covered early in the management accounting course. Also, if there are students in the course with work experience or, in the case of MBA courses, with some undergraduate cost accounting background, they will want to raise right away the more detailed and subtle cost behavior issues. Nevertheless, we have structured the chapter so that instructors wishing to retain the earlier editions' approach can do so simply by assigning only the sections preceding ''Cost Assumptions" initially; then the rest of the chapter can be assigned just before Chapter 14. One of the common sources of confusion about fixed costs and variable costs is the fact that fixed costs are fixed in total but vary per unit, whereas variable costs vary in total, but are fixed per unit. It is important, therefore, that the discussion always be clear as to whether the context is total cost or unit cost. When talking about unit costs, I try to remember always to precede "fixed" with the adjective average. The text takes the view that items of cost can be classified as essentially fixed, variable, semivariable, or step-function, and that semivariable costs can be classified into fixed and variable components. Students who wish to nitpick can point out items of cost for which these simple linear relationships do not hold, even within a relevant range, but the importance of these items should be played down. In practice, it is often sufficiently accurate to use only the fixed/variable dichotomy, especially for time horizons of a year or less. The student should not get the impression that the linear relationships described in the chapter are a gross oversimplification; they in fact fit many real-life situations within relevant (i.e., normal operating) ranges. Problema 2.1 Corso di formazione A = Costi fissi; B = variabili; C = semivariabili; D = a gradino Materiali diretti: variabili (determinante del costo o driver: il numero di allievi) Ammortamento: fissi (non variano con il numero di allievi) Cianografie e manuali: semivariabili Utilities: semivariabili (la componente variabile cresce con il numero di allievi) Problema 2.2 Libreria Domanda 1 Costo di un libro usato: variabile Stipendi prime due persone: fisso Stipendio terza persona: semivariabile Locazione: fisso Riscaldamento: fisso 3

4 Costo di un libro nuovo: variabile Domanda 2: Il costo di un libro nuovo è: 30/1,25 = 24. Il costo di un libro medio o libro equivalente assumendo l ipotesi fatta di mix di vendita è dunque: 24 x 0,7 + 7 x 0,3 = 16,8 + 2,1 = 18,9 mentre il prezzo medio unitario di vendita è: 30 x 0, x 0,3 = 27 Il costo variabile unitario totale è pertanto: 18,9 + 0,1 = 19,0/libro I costi fissi sono: x = Si ha, pertanto (nell ipotesi di mix di vendita qui assunta): Costi totali = x numero di libri venduti Nel caso più generale (non conoscendo cioè il mix di vendita) l equazione è invece: Costi totali = x numero di libri nuovi venduti + 7 x numero di libri usati venduti + 0,1 x (numero libri totali venduti) Domanda 3: Nel caso del mix di vendita ipotizzato si ha: Reddito operativo = Ricavi totali Costi totali, ove: Ricavi totali = 27 x numero totale libri venduti Costi totali (sopra calcolati) = x numero di libri equivalenti venduti Nel caso più generale si ha invece: Ricavi totali = 30 x numero libri nuovi venduti + 10 x numero libri usati venduti Costi totali (sopra calcolati) = x numero di libri nuovi venduti + 7 x numero di libri usati venduti + 0,1 x (numero libri totali venduti) 4

5 CAPITOLO 3 IL MARGINE DI CONTRIBUZIONE E LE RELAZIONI FRA REDDITO E VOLUME Problema 3.1 Doyle Candy Srl olume di pareggio = Costi fissi /Margine unitario di contribuzione = / ( 9,60-5,76) = / 3,84 = scatole argine di contribuzione % attuale = 3,84 / 9,60 = 40%. In generale, indicando con MCP il margine percentuale di contribuzione, con CVU il costo variabile unitario di produzione e con PV il prezzo di vendita si ha: dunque: MCP = PV CVU PV PV = CVU 1 MCP Con un incremento del 15% dei costi variabili di produzione (da 4,8 a 5,52) si ha un costo variabile complessivo di 6,48 e quindi: PV = , 40 = , 60 = 10, onto economico di previsione: Ricavi ( x 9,60) Costi variabili ( x 5,76) Margine di contribuzione Costi fissi Reddito ante imposte Imposte (40%) Reddito netto ndicando con X le quantità vendute e con CF i costi fissi si ha: 5

6 Reddito ante imposte = (PV - CVU) x X - CF. Nel caso nostro: = ( 9,60 6,48) x X ,12 x X = X = scatole Ricavi = 9.60 = Si osservi che fintantoché l aliquota d imposta sul reddito rimane costante il suo valore è inessenziale per rispondere alla domanda. 6

7 Problema 3.2 San Giacomo Salumi Dati di input: Capacità produttiva giornaliera (q.li/g.) 30 Giorni lavorativi in un anno 220 Q.li /anno di mortadella venduti Potenziale di mercato dei wurstel (q.li/anno) Incremento potenzialità max impianto con straordinario (%) 10% Costi fissi totali ( ) Mortadella: Prezzo unitario di vendita al Kg ( ) 5,00 Costo variabile unitario al Kg ( ) 3,00 Wurstel: Prezzo unitario di vendita al Kg ( ) 3,50 Costo variabile unitario al Kg ( ) 2,50 Incremento costo variabile unitario wurstel sopra 2600 q.li ( /kg) 0,25 Costi fissi incrementali annui per la produzione dei wurstel ( ) Calcoli: Utile con sola mortadella: MdC unitario mortadella ( /kg) 2,00 MdC totale ( ) (2 x 4000 x 100) Utile con sola mortadella ( ) ( ) Capacità annua senza straordinario (q.li) (30 x 220) Incremento max capacità con straordinario (q.li/anno) (6600 x 0,1) 660 Utilità di produrre wurstel: MdC unitario wurstel senza straordinario ( /kg) 1,00 MdC wurstel primi 2600 (q.li) ( ) x 100 x 1) MdC unitario wurstel con straordinario ( /kg) 0,75 MdC ulteriore necessario al pareggio ( ) ( ) Q.li ulteriori di wurstel necessari per il pareggio (40000/(0,75 x100) 533 Q.li totali di wurstel per il pareggio ( ) Q.tà di wurstel che massimizza il reddito dell'impresa (q.li) MdC con 3260 q.li di wurstel ( x 0,75 x 100) Costi fissi incrementali annui per la produzione dei wurstel ( ) Utile differenziale wurstel Utile max azienda x (pr - 3) x x (pr -3,25) x = 0 Prezzo di vendita della mortadella per l'indifferenza 4,23 Riduzione % del prezzo di vendita della mortadella (5-4,23)/5 x ,5% MdC prodotto equivalente (senza straordinario): Volume % mortadella 60 Volume % wurstel 40 MdC prodotto equivalente (2 x 60 / x 40 /100) 1,60 Punto di pareggio (q.li) (( )/(1,6 x 100)

8 Problema 3.3 Pizzeria di Roberto Vecchi ssumendo che il costo del venduto sia il solo elemento di costo variabile si ha: Volume di pareggio = Costi fissi = pizze margine unitario di contribuzione 241,360 92, ,960 = = * 5.95 * / 8,50 = pizze: / = 2,55 di costi variabili per pizza osti fissi finanziari = Costi fissi totali - ammortamento = ( ) = Il punto di pareggio finanziario è pertanto ,95 = pizze. Tuttavia, volendo essere più precisi, è possibile tenere conto anche del beneficio fiscale degli ammortamenti. In altri termini, fra i flussi di cassa è possibile considerare anche quello derivante da un eventuale recupero a tassazione, dunque minori imposte da pagare (anche se in realtà questo flusso produce i suoi benefici nell anno successivo a quello della perdita). Per il pareggio finanziario è necessario che il MdC totale (flusso in entrata) + il recupero a tassazione derivante dalla perdita (minore esborso dunque equivalente a un flusso in entrata) sia pari all esborso per costi fissi finanziari ( ). Indicando con X il volume di pareggio finanziario, con CFT i costi fissi totali, con CFF quelli finanziari e con AMM l ammortamento si ha pertanto: X 5,95 + (5,95 X CFT) 0,3 = CFF e quindi: X 5,95 + (5,95 X (CFF + AMM)) 0,3 = CFF X 5,95 (1-0,3) + (CFF + AMM) 0,3 = CFF da cui: sicché: X = , da cui X = pizze. In corrispondenza a tale volume di vendita il conto economico è, infatti, il seguente: Ricavi CdV MdC Costi fissi finanziari Ammortamento Risultato ante imposte Recupero a tassazione MdC + recupero a tassazione Costi fissi finanziari

9 E da rilevare che un volume di produzione di pizze consente il pareggio finanziario solo nell ipotesi che l azienda realizzi nell esercizio successivo un reddito pari almeno a in modo da rendere possibile il recupero a tassazione dei Produrre stabilmente pizze genererebbe invece una differenza fra esborsi e incassi di l flusso di cassa derivante dallo svolgimento delle attività (denominato flusso di cassa della gestione corrente) è pari al reddito netto + gli ammortamenti + eventuali altri costi non finanziari +/- la variazione del capitale circolante. In questo caso non ci sono informazioni sui crediti, sulle rimanenze e sul debito verso fornitori (la pizzeria incassa i ricavi per contante; le rimanenze di magazzino e il debito verso fornitori appaiono trascurabili) sicché l ammortamento è la sola rettifica da fare per passare dal reddito al flusso di cassa. Tale flusso è dunque pari a = , valore che consente a Roberto Vecchi un prelievo a uso personale rimanendo una cassa di ( ) l modo più semplice di affrontare il problema è considerare l obiettivo di reddito ante imposte come un costo fisso. Poiché l obiettivo di reddito netto è , allora il reddito ante imposte è % = Aggiungendo questo importo a di costi fissi si ha un totale di Il volume richiesto di pizze è pertanto / 5,95 = pizze olti dei costi sono fissi. Occorre pertanto conseguire un alto volume di vendita prima di iniziare a produrre reddito. Una volta che questa condizione sia stata raggiunta (punto di pareggio) ogni unità venduta contribuisce al profitto con un contributo di 5,95, producendo cambiamenti di reddito percentualmente alti perché il reddito in corrispondenza del punto di pareggio è zero, mentre l aumento (per ogni nuova pizza venduta) di 8,50 dei ricavi è piccolo in proporzione ai ricavi corrispondenti al punto di pareggio a causa dell alto volume dei ricavi necessario al pareggio l flusso di cassa della gestione corrente eccede di il reddito poiché l ammortamento (un costo che riduce il reddito) è un costo non finanziario, che non produce cioè alcun esborso. 9

10 CAPITOLO 4 I COSTI PIENI E IL LORO IMPIEGO This chapter introduces the general concept of cost and describes, in a preliminary way, methods of recording costs in an accounting system. Some of the problems that many students seem to have are: 1. Students think that there is such a thing as "the" cost. They don't realize that the measurement of cost always relates to some specific cost object, and that what is an item of cost for one cost object may not be at all relevant for another cost object. As one way of overcoming this misconception, we have emphasized the idea of "cost object" from the outset. 2. Students think in terms of product costs. This is because in financial accounting the students' principal contact with "cost" was in connection with measuring inventory cost and cost of goods sold. They therefore fail to appreciate that products (literally "goods") are only one of a number of possible cost objects. They think, for example, that direct material and direct labor are always relevant costs, and that the word "direct" means that the material and labor are directly associated with the product, whereas for certain cost objects (e.g., advertising), direct material and direct labor are inappropriate terms. Furthermore, an item of cost may be direct to a certain cost object, such as the cost of a department or responsibility center, even though the item is indirect with respect to a product manufactured in that responsibility center. It is true that we do focus on product costs in Chapters 4 and 5, but the definitions and statements are made broad enough so that they can be used without modification when other cost objects are discussed. 3. Students think that the definitions are applied more precisely in practice than actually is the case. They tend to regard an item of cost as being direct labor only if they can visualize the worker as physically touching the product, for example. We do not attempt to describe the wide diversity that exists in actual practice because this diversity tends to confuse beginning students. The point is that students should not be overly concerned about drawing a fine line between direct and indirect costs, or between manufacturing and nonmanufacturing costs. We have decided not to stress the idea that cost is a "sacrifice," which is central to many definitions of cost. The word "sacrifice" implies something bad, something to be avoided, whereas a company gladly incurs a cost when it believes it will receive a revenue or some other benefit by doing so. We think it more meaningful to students to think of cost as measuring the use of resources. They should visualize the resources themselves the physical material, the hours of labor service and think of costs as being monetary measures of how much of these resources were used for a given cost object. In general, we think it desirable to use the word "product" as referring either to a good or to a service; that is, products are the sum of goods and services. We cannot do this uniformly, however, because the term "product cost" is in widespread use, whereas in the above terminology it really should be "goods cost." (This is a small point, but it can create confusion if not properly handled. The author of this paragraph did not comprehend the distinctions made above until many years after he had completed his first course in cost accounting.) The description of the cost flow through a pen factory is a central part of the pedagogy. Students should be able to explain each line on the flowchart and each of the related journal entries. We have tried to avoid the twin dangers of, on the one hand, being critical of cost accounting because 10

11 it does not yield costs that are entirely "true" or "accurate" and, on the other hand, creating the impression that cost accounting does in fact provide true and accurate costs. Students tend to go too far toward one or the other of these extremes, and it is difficult for them (as well as for many managers) to take the appropriate middle ground. This middle ground, we believe, is that although it is impossible to measure the costs of a cost object with absolute accuracy whenever indirect costs exist, it is nevertheless possible to measure costs with sufficient accuracy so that they are useful to management for many purposes. Managements would not continue to spend large amounts of money in the operation of cost accounting systems if they did not believe that the results were worthwhile. In recent years, full-cost pricing is being given an increasing amount of attention, for a number of reasons the growth of cost-reimbursement pricing in hospitals and in government relationships of various types, the fact that some foreign producers have been found to have sold goods in the U.S. at less than full cost, and the growth in the understanding that business has a social responsibility to set "fair" prices, that is, prices that do not produce extraordinarily high profits. Students who have been exposed to economics should also realize that contribution pricing is not slighted. As the text states, this topic is discussed in depth in Chapter 14, where it belongs, and in this discussion a distinction is drawn between situations in which full-cost pricing is appropriate and situations in which contribution pricing is appropriate. Of course, if students have not been exposed to a course in economics of the type implied above, then this problem will not even arise. It is desirable that the relationship between profit and assets employed be emphasized. This relationship was introduced in Chapter 13, and it will come up several times in later chapters in this book. It is not an easy relationship to grasp (especially the relationship between profit percentage, asset turnover, and return on investment), but once the student understands it, he or she has a model that explains how the parts of a business, and decisions on these parts, relate to one another. Since the general public (including newspaper stories and television news programs) tends to think of profits as a percentage of sales, it is not easy to get students to think in terms of the broader and more valid concept of return on investment. Any discussion of pricing necessarily includes a discussion of profit.. Some students are emotionally antagonized by the basic concept of profit; they confuse "profit" and "profiteering," or they have the impression that business extracts an unconscionable amount of profit from the consumer. If they are to understand what normal pricing practices actually are, they must overcome this emotional block. It is hoped that the reiteration of the point that a business must earn a reasonable return on its investment if it is to survive may help in overcoming this block. 11

12 Problema 4.1 Martini Srl (valori x 1.000) Rimanenze di materiali diretti Saldo al 1 settembre Prelievi di materiali diretti Acquisti A bilanciare Saldo al 1 ottobre Rimanenze di semilavorati Saldo al 1 settembre Costo dei beni prodotti Materiali diretti A bilanciare Manodopera diretta Costi generali Saldo al 1 ottobre Rimanenze di prodotti finiti Saldo al 1 settembre Costo del venduto Costo dei beni prodotti A bilanciare Saldo al 1 ottobre Problema 4.2 Burtis SpA Costo del venduto 235 Calcolo del prezzo normale di vendita assumendo di continuare a utilizzare il costo pieno: 2010 Aument 2011 o Materiali diretti... 4,00 0,48* 4,48 Manodopera diretta... 7,00 7,84 0,84* Costi generali di produzione... 4,80 5,40 0,60** Costi generali e di vendita... 3,50 0,00 3,50 Costo pieno... 19,30 1,92 21,22 Reddito (10%)... 1,93 0,19 2,12 Prezzo di vendita... 21,23 2,11 23,34 (*) Incremento del 12% di materiali diretti (0, 12 x 4,00 = 0.48) e manodopera diretta (0,12 x 7,00 = 0,84) (**) Un aumento totale di se riferito a un aumento di volume di unità corrisponde a un aumento di 0,60/unità. 12

13 Problema 4.3 Studio legale Stefano Bruno 1. Compenso orario = Costi totali reddito atteso ore = 60,00 per ora 2. Ricavi, Costi Reddito Problema 4.4: Valade Srl 13

14 CAPITOLO 5 ULTERIORI ASPETTI DEI SISTEMI DI DETERMINAZIONE DEI COSTI Approach Our treatment of job costing and process costing is as brief as we can make it and still get the general points across. Students do need to understand the general idea of these cost accumulation procedures; otherwise they are unable to visualize how costs are actually collected. The details. however. are appropriately left for an advanced course. The principal pedagogical problem here is how to get across the idea of equivalent production in process costing. Some introductory texts omit this idea. but this strikes us as dangerous because some student is almost sure to ask what happens in a process cost system if not all the units are completed by the end of the period. If the answer is not in the text. the instructor either has to duck the question. or attempt the difficult task of explaining it on the spot. In the text and in most problems. we assume that units are 50 percent completed as to labor and overhead. Since this assumption is widely used in practice. we see no point in complicating the text by introducing other percentages. Certainly. the most difficult part of this chapter is the section on development of coefficiente di allocaziones. In our experience. mastery of this material greatly reduces the omnipresent problems students have later with production overhead variances. We also find in this regard that students need to be referred back to the text section. Why Coefficiente di allocaziones Are Predetermined. especially in later discussions of the overhead volume variance. We have placed emphasis on the flexible overhead budget to help minimize these learning difficulties. Problema 5-1 Elioni Spa 1. Coefficiente di allocazione: Costi generali di produzione Valore della manodopera diretta = = 1,50 per di manodopera diretta Rimanenze di semilavorati Rimanenze di materiali diretti Manodopera diretta Costi generali di produzione (6.600 x 1.50) Costi generali 1.50/ora di manodopera diretta Costi generali effettivi Sovra-assorbiti

15 Problema 5-2 Rossi Spa Ripartizione dei costi Centri di costo A B C (a) Luce, gas e acqua (b) Ammortamenti: Immobile Arredi e infissi Impianti e macchinari (c) Assicurazione: Rimanenze di merci Immobile Arredi e infissi Impianti e macchinari (d) Manutenzione immobile Manutenzione macchinari (e) Spese telefoniche Totali (a) Calcoli Gas, acque e luce: base di allocazione metri cubi: A B C metri cubi 6/10 x = A 2/10 x = B 2/10 x = C (b) Ammortamento immobile: base di allocazione metri quadrati: A B C metri quadrati 48/60 x = A 6/60 x = 300 B 6/60 x = 300 C Ammortamento arredi e infissi: 75% di 800 = 600 B 25% di 800 = 200 C 15

16 (c) Assicurazione: base di allocazione metri quadrati immobile: 48/60 x = A 6/60 x = 130 B 6/60 x = 130 C Assicurazione su Rimanenze: metà B; metà A (d) Assicurazione su arredi e infissi: 75% di 60 = 45 B 25% di 60 = 15 C Manutenzione immobile- base di allocazione metri quadrati: 48/60 x = A 6/60 x = 400 B 6/60 x = 400 C (e) Telefono: base di allocazione numero di interni telefonici: Numero totale di interni 45 9/45 x = 360 A 27/45 x = B 9/45 x = 360 C Problema 5.3 Tri-City College 1. ( x 000) Centri servizio Centri di formazione Gestione Ammin. Arti e Ingegneria B.A. Totale edifici Scienze Costi generali... l Gestione immobili... (1.575) Amministrazione... (1.312) Costi generali

17 Riassegnazione del costo del CdR Gestione edifici in base alla % di superficie occupata: Centro di costo % superficie Ri-assegnazione del costo Amministrazione Arti e Scienze Ingegneria Business Administration Totali Riassegnazione del costo del CdR Amministrazione in base al numero di dipendenti: Centro di costo Nr. di dipendenti Ri-assegnazione del costo Arti e Scienze Ingegneria Business Administration Totali Centri di formazione Costi generali Numero studenti Arti e Scienze ,70 Ingegneria ,35 Business Administration , Costo generale per studente Problema 5.4 Lattine Srl osti generali effettivi di Lattine Srl Stagione alta ore = 12 per ora Stagione ore = 16 per ora bassa... Con un coefficiente di allocazione di 1 di costi generali/ora impianto, a una cassa sono allocati 12 di costi generali in alta stagione e 16 in quella bassa. Le rimanenze il 31 agosto sono state prodotte nell alta stagione, sicché l ammontare delle rimanenze è casse x 12/cassa =

18 2.... oefficiente predeterminato di allocazione Costi generali annuali Totale Ore complessive annuali di manodopera diretta Totale ore = 13,00 per ora Le rimanenze al 31 agosto conterranno costi generali complessivi pari a: casse x 13,00/cassa = el caso in questione (un identico prodotto è confezionato per tutti i mesi dell anno) il coefficiente di allocazione migliore è quello predeterminato su base annua (13,00 /ora impianto). Infatti, una cassa di birra deve assorbire (assumendo che utilizzi lo stesso impianto, gli stessi materiali e la medesima manodopera diretta) la stessa quota di costi generali a prescindere che sia confezionata nell alta o nella bassa stagione. 18

19 4... Problema 5.5 Brembi Spa Calcoli: Personale totale indiretto 40 Personale totale diretto 470 Personale totale 510 CdC1 CdC2 Manutenzione Totali Affitto del capannone (driver superficie) Riscaldamento (driver volume) Manodopera indiretta (driver organico) Pulizie (driver superficie) Ammortamento macchinari e impianti specifici (driver h. impianto) Ammortamento impianti generali (driver superficie) Costo ufficio del personale di fabbrica Ore impianto complessive Coefficiente di allocazione da Manutenzione a CdC ( /h impianto ) 5,39 Coefficiente allocazione da CDS a CDC ( /ora impianto ) Allocazioni da Manutenzione ai CdC Costi indiretti totali in carico ai CdC Coefficienti di allocazione dai CdC a prodotti ( per h di MOD ) 5,03 4,66 Coefficiente di allocazione di stabilimento: Costi indiretti totali Ore MOD CdC Ore MoD CdC Totele ore MoD Coefficiente unico di stabilimento ( per ora di MOD ) 4,87 19

20 Scheda Commessa prodotto A Coeff. Allocazione ( /h MOD) Costi generali Valore M.D. h MOD Valore MOD Periodo X: nr. pezzi 200 CdC , CdC , Costo totale commessa Costo unitario pieno prodotto A 4.258,5 Scheda commessa prodotto B Coeff. Periodo X: nr. pezzi 400 Allocazione Costi Valore M.D. h MOD Valore MOD ( /h MOD) generali CdC , CdC , Costo totale commessa Costo unitario pieno prodotto B 2.025,7 Totale costi generali di produzione Totale costi generali di produzione allocati ai prodotti Il processo in due fasi descritto alloca necessariamente tutti i costi generali di produzione ai prodotti/commesse. Esso è contabilmente corretto e adeguato ai fini del bilancio, cioè per la ripartizione dei complessivi costi generali di produzione fra le rimanenze e il costo del venduto. Da un punto di vista gestionale, però, il problema è quello di valutare la significatività delle allocazioni e quindi la precisione con la quale il costo delle singole commesse è calcolato. Le ore di manodopera diretta sono la determinante dei costi generali di produzione? Per rispondere a questa domanda bisogna osservare la natura dei singoli elementi che formano gli overheads per capire se e in che modo la base di allocazione utilizzata ne determina (o almeno ne influenza) l ammontare. Ad esempio, i costi di locazione e di assicurazione sono causati dalle ore di mod? (la risposta è evidentemente negativa). Se non si trovasse un legame rilevante fra la base di allocazione e l insorgenza dei costi generali, allora l allocazione sarebbe soggettiva (cioè convenzionale, arbitraria) e pertanto, sebbene adeguata ai fini del bilancio, non lo sarebbe per svolgere analisi di redditività o per fissare un prezzo normale. Nel caso in questione, i costi che si possono ipotizzare di supporto alla mod e quindi da essa causati (bisognerebbe comunque avere più informazioni di quelle contenute nel caso) potrebbero essere la manodopera indiretta (circa i 2/3 dei costi totali) e quelli dell Ufficio del personale di fabbrica. Anche gli ammortamenti possono in taluni casi essere ragionevolmente allocabili in base alle ore di mod. Se tutte queste ipotesi fossero vere, allora le distorsioni dovute alla presenza di elementi di costi generali non causati dalla mod non sarebbero eccessive. E da osservare infine come utilizzando un coefficiente unico di stabilimento si allocherebbero alla commessa A costi generali totali pari a ( h 4.87 /h) contro i allocati con il più complesso procedimento in due fasi qui utilizzato, mentre alla commessa B ( h 4.87 /h) contro i Le differenze sono dunque in questo caso dell ordine dello 0.3% e c è dunque da domandarsi se la maggiore complessità (e costo) del metodo in due fasi sia ripagata. 20

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