Essere sposi, essere genitori oggi: diversità ed evoluzione

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1 30 aprile 2009 CPM Giornate 2009 Essere sposi, essere genitori oggi: diversità ed evoluzione Conferenza di Agnès Aucshitska Introduzione Come posso pretendere di fare la sintesi di cosi tanti cambiamenti ed evoluzioni che riguardano la famiglia nella sua istituzione, nel suo diritto e nella sua quotidianità? Anche limitando queste osservazioni alle società occidentali, le sole che conosco un po', il cantiere è enorme e supera sia le mie che le vostre capacità in termini di ascolto ed attenzione! La mia esposizione sarà dunque più modesta, facendo il punto su alcuni elementi significativi sia per la loro importanza numerica e, secondo me, anche per le implicazioni sul vostro servizio. Anche perché gli altri successivi interventi si varranno anch'essi di questi dati sociologici. Nella prima parte parlerò del primo termine del titolo della mia relazione : Come si impara e si vive l'essere coppia oggi. Successivamente affronterò il tema dell'essere genitori. Le cifre che citerò riguardano principalmente la Francia e di questo mi scuso, sapendo però che sono all'incirca le stesse di quelle europee. Le delegazioni straniere che sono presenti qui avranno l'occasione di presentare le differenze tipiche dei loro Paesi e che personalmente non conosco. 1 Parte : Vivere in coppia oggi? Per introdurre questa prima parte, partirò da un esempio concreto della vita vera di una famiglia e che indubbiamente potrebbe essere quello di molte altre: Marie ha appena festeggiato i suoi 90 anni, circondata da molti dei suoi figli, nipoti e pronipoti. 12 anni fa ha perso suo marito, Philippe. Entrambi appartenevano allo stesso ambiente borghese e si sono incontrati ad una festa da ballo a casa dei genitori, come succedeva una volta. Entrambi erano cresciuti in une famiglia numerosa (rispettivamente 5 e 6 tra fratelli e sorelle) ed erano stati allevati con i fondamenti del catechismo della Chiesa cattolica. Si erano sposati civilmente e religiosamente all'indomani della guerra e solo la morte di Philippe li ha separati dopo 53 anni di matrimonio. Hanno avuto 5 figli. Uno di loro ha perso la vita a 26 anni, vittima di un incidente in moto. Oggi Marie è ancora in buona salute e vive a casa sua in una grande villa. Questo è il percorso di Marie : da un punto di vista coniugale un percorso abbastanza banale e a-priori abbastanza felice. Un percorso coniugale abbastanza simile a quello dei loro fratelli e sorelle. Esaminiamo ora la foto di famiglia scattata il giorno del suo compleanno. I commenti mi sono stati dati sia da Marie che dai figli o dagli stessi nipoti. Si vedono :

2 Suo figlio Pierre con i suoi tre figli avuti da un primo matrimonio e cinque nipoti. Pierre ha 63 anni. Sposato civilmente e religiosamente, ha avuto tre figli ed a divorziato 15 anni fa. Quel giorno non c'era sua figlia Solen, nata da una relazione durata cinque anni, tre anni dopo il divorzio e che Pierre ha riconosciuto civilmente. Pierre si dichiara legato ai valori cristiani della sua infanzia ma non è credente. Non ha fatto battezzare i figli, ma uno ha chiesto il battesimo da grande. Qual è oggi la situazione coniugale e familiare dei figli presenti sulla foto? : Claire (36 anni) con suo marito Olivier. Si sono sposati civilmente dopo quattro anni di convivenza e la nascita dei loro due figli. Laure (34 anni) Non sposata, tra i 24 ed i 31 anni ha convissuto ed ha un figlio di 7 anni. Gabriel (32 anni) con sua moglie Martine (30 anni) ed i loro due figli. Gabriel ha chiesto il battesimo da grande, si è sposato civilmente e religiosamente dopo un anno di convivenza con Martine. I loro due figli, nati dopo il matrimonio, sono battezzati. Sua figlia Chantal che appare nella foto con Paul, suo marito e i loro 4 figli e 6 nipoti. Chantal ha 61 anni e si è sposata civilmente e religiosamente. Tutti e quattro i figli sono stati battezzati, sono tutti in coppia ed i loro compagni sono presenti al compleanno di Marie. Aurélle, 33 anni convive con Alain da dieci anni, senza figli Sophie 31 anni, sposata civilmente con Paul-Francois. Due figli non battezzati. Pascal. 29 anni, sposato civilmente e religiosamente con Mélanie, tra i loro due figli; sono in attesa del terzo. Priscille (27 anni) ha contratto un pacs tre anni fa con Jean. Due figli. Suo figlio Marc (58 anni) con Elisabeth e i loro due figli + i tre figli della prima unione di Elisabeth che è divorziata. Mare si è sposato civilmente con Elisabeth data la sua situazione di divorziata, ma avrebbe voluto sposarsi religiosamente. I suoi due figli sono battezzati come anche i tre figli che Elisabeth ha avuto dal suo primo matrimonio. Figli di Marc e di Elisabeth Bénédicte. 27 anni, convive con Eric da quattro anni e progetta in futuro di contrarre un Pacs. Hanno un bambino di 2 anni. Anne. 25 anni, nubile senza figli Figli di Elisabeth Cyril, 32 anni, celibe, senza figli Augustin, 29 anni, sposato religiosamente tre anni fa, divorziato, 1 figlio Elodie, 27 anni, sposata civilmente e religiosamente, due figli di cui uno adottato (il secondo) Sua figlia Odile, 56 anni, sposata religiosamente, divorziata, risposata civilmente con Guillaume. 3 figli dal primo matrimonio, due dal secondo. Quel giorno sono presenti anche i due figli di Paul. I tre figli di Odile sono stati battezzati. Figli del primo matrimonio di Odile ( matrimonio civile e religioso) Benoit. 31 anni, convive da cinque anni con Olivia, senza figli. Tiphaine. 30 anni, sposata civilmente e religiosamente. Due figli battezzati Elodie. 28 anni, nubile senza figli

3 Figli del secondo matrimonio (matrimonio civile) di Odile con Guillaume Loa. 25 anni fidanzata, si sposa il prossimo anno con François-Pierre con il quale convive da un anno, senza figli Vincent. 23 anni, celibe senza figli, ha esperienze di unione omosessuale (ha vissuto due anni con lo stesso uomo) Figli del primo matrimonio (civile e religioso) di Guillaume Un ragazzo di 38 anni, sposato civilmente e religiosamente, due figli adottati Un ragazzo di 35 anni, sposato civilmente, tre figli Ecco in tre generazioni uno spaccato di alcuni percorsi di coniugante Per le modalità di coniugatila non rappresentati all'interno di questa famiglia, dirò qualcosa più avanti. 1 Osservazione: La coppia epilogata al desiderio di un figlio tiene bene Certamente il modello di coppia di Maria come sarebbe stato su una foto di compleanno dei 90 anni di sua mamma oggi non è prevalente. E se conosciamo delle coppie che assomigliano a quel modello, sono minoritarie e per questo fatto si distinguono dalla generazione di Marie. Non per niente l'ambiente sociale, politico, filosofia) influiscono su coloro che decidono di unire quotidianamente la toro vita a quella di un altro. Ma qualunque sia il modello, non si può far altro che constatare che vivere in coppia ha sempre un valore sia per l'uomo che per la donna. Le cifre lo confermano: dalla metà del XIX secolo alla metà del XX, la percentuale di persone che non si siano mai sposate o che non siano vissute in coppia non ha fatto che diminuire. La vite in un ambiente urbano, l'accresciuta qualità della vita, lo sviluppo delle reti di socializzazione facilitano gli incontri e il mettersi o rimettersi in coppia tardivi. Oggi è difficile portare dati statistici perché si sa molto poco delle coppie non dichiarate ufficialmente. Per valutare il valore coppia bisognerebbe contare le coppie che vivono un'unione libera (si calcola che fossero 3,5 milioni nel 2005), le coppie che hanno firmato i pacs (nel 2007 se ne sono sottoscritti di cui il 90% di coppia eterosessuali). Infine il valore positivo accordato alla vita di coppia si misura sulla frustrazione e sofferenza confessate dalla grande maggioranza di single uomini (l'85% di uomini di 35 anni) e donne (96% delle donne della stessa età) che non hanno scelto la loro condizioni di celibi o nubili. Per quanto riguarda il desiderio di un figlio e più generalmente quello di fondare una famiglia, questo si impone e sempre più spesso la sua realizzazione precede la decisione della coppia di ufficializzare la loro unione con un Pacs, una matrimonio civile o religioso. Quelli che, formando una coppia per la prima volta, dichiarano di non avere intenzione di avere figli sono molto rari. Il desiderio di un figlio è esacerbato al punto di essere vissuto talvolta come un diritto al figlio da parte di quelli che soffrono di una qualsivoglia infertilità. Le procreazioni medicalmente assistite si sviluppano talvolta in spregio delle regole etiche e a spese dell'equilibrio psico-affettivo delle persone. Il «diritto al figlio» che non è tale (solo il diritto ad avere dei genitori è inscritto nella Legge) tenta talvolta - attraverso la minoranza delle persone omosessuali - di farsi strada nell'opinione pubblica, persine nel diritto di famiglia. 2 Osservazione: Per I più giovani. Il modello familiare e genitoriale della coniugalità non è più ti riferimento assoluto né li solo modello possibile. Matrimonio, matrimonio d'amore, coppia innamorata. Se si guarda questa foto ci si accorge che le differenze per quanto riguarda il modelle di mettersi in coppia e di stato civile tendono a moltiplicarsi da una generazione all'altra e a diversificarsi. Si può anche dire che l'arrivo dei figli prima di un eventuale contratto Pacs o il suggello di una unione civile e/o religiosa si banalizza.

4 A tutti i discendenti diretti di Marie ho fatto questa domanda : «II modello coniugale (mettersi in coppia, statuto legale, nascita prima o dopo un eventuale contratto o unione) dei vostri nonni o dei vostri genitori vi ha influenzato in merito al modello che avete adottato per voi? Se sì, in che cosa? La prima generazione, cioè i quattro figli di Marie hanno risposto chiaramente «si» ; anche Mare (sposato civilmente con Elisabeth, che si era sposata religiosamente e che era divorziata quando l'ha sposata) con qualche sfumatura : «I miei genitori sono stati molto felici in questo quadro di un matrimonio civile e religioso. Si rispettavano molto e si amavano profondamente. Desideravo vivere la stessa esperienza, ma oggi è molto più difficile ed il mio primo matrimonio è fallito. Il modello dei miei genitori mi aiuta tuttavia ancora per vivere la mia seconda coppia" (questa è la risposta di Pierre, divorziato) «I miei genitori rappresentavano e rappresentano sempre per me una sorta di ideale di vita coniugale, anche se oggi non si possono più vivere le stesse cose né volere che i nostri figli vivano le stesse esperienze" (Chantal, sposata religiosamente). «All'epoca avrei voluto sposarmi come i miei genitori, ma quella che ho incontrato e amato era divorziata. Nei confronti dei miei genitori questo è stato un problema, anche perché all'inizio questo matrimonio non era stato ben visto in famiglia. Oggi non rimpiango nulla, perché penso che qualsiasi vero amore sia inventivo e che non c'è un solo modo di amarsi profondamente. Personalmente ritengo che la Chiesa istituzione non sa dare fiducia ai laici e talvolta fa dei discorsi anti-evangelici (questa la risposta di Mare sposato civilmente) «II modello coniugale dei miei genitori per me resta un buon modello e all'inizio avrei voluto vivere come loro avevano vissuto, anche se in fin dei conti sono felice del mio cammino, malgrado la ferita della rottura del mio primo matrimonio. Posso anche dire che vedo molte cose positive in quello che vivono i nostri figli nati da unioni diverse (ecco la risposta di Odile, divorziata, risposata). La seconda generazione, cioè i nipoti di Marie, da quello che mi è stato detto, sembrano essere poco interessati ai modelli dei loro nonni. Almeno per quanto riguarda la normativa (matrimonio, pacs, unione libera, nuovo matrimonio, ecc.). Per loro, per la grande maggioranza, ciò che conta o : Amarsi al momento presente, percepire l'emozione di questo amore, ma sempre con la preoccupazione di salvaguardare una certa autonomia personale ed un accordo per la funzione genitoriale (anche dopo la separazione). Questa generazione, di fronte alle mutazioni della società con le quali devono confrontarsi, si sentono spinti a «inventarsi» continuamente il loro essere sposi e ad adottare le misure che permettano loro di viverla con la maggior sicurezza possibile per un futuro durevole. Che si sposino o no, quando si mettono in coppia, «sperano che sia per la vita», anche se qualcuno afferma di sentirsi preoccupato per la durata del tempo da vivere insieme in conseguenza dell'allungamento della vita. "Per noi sarà più difficile tenere, non stancarsi, non sbandare». Il divorzio dei genitori viene considerato dai figli interrogati sia come l'invito a "fare di tutto per non ripetere questo fallimento» sia come la paura di ripeterlo. Ecco un esempio di questa rottura generazionale per quanto riguarda la trasmissione di un modello : Se per la maggioranza dei francesi il matrimonio richiama esplicitamente l'unione tra un uomo ed una donna e deve essere riservato alle coppie eterosessuali, il 65% dei giovani al di sotto dei 35 anni considera che il matrimonio possa esistere al di fuori dell'alterna (differenza) sessuale II pacs ha influenzato la percezione del matrimonio eterosessuale. Per molti il pacs rappresenta a priori una tappa verso un eventuale matrimonio. Quasi il 90% dei pacs (istituiti 10 anni fa) registrati nel 2007 concernevano coppie eterosessuali. Oggi si osserva la sottoscrizione di un pacs ogni tre matrimoni celebrati civilmente. 3 Osservazione: il legame coniugale diventa più fragile e le separazioni aumentano Come affrontare il tema della fragilità del legame coniugale? Il modo più classico - ma non necessariamente il più istruttivo - è quello di tener conto del numero delle rotture del legame coniugale. Se l'attuale evoluzione procede a questo ritmo, significherebbe che quest'anno più di un

5 matrimonio su due verrebbe rotto. Gli analisti sono d'accordo nel dire che l'incremento delle rotture matrimoniali si spiega in parte con il nuovo equilibrio dei ruoli uomo-donna, particolarmente per quanto riguarda la maggior autonomia economica delle donne in conseguenza dell'incremento del loro tasso di attività. Ma evidentemente ben altri fattori intervengono nella fragilità del legame coniugale, tra i quali i più citati sono: - La molteplicità delle modalità del mettersi in coppia, rendendo cosi più complessa la preparazione alla vita di coppia - L'assenza di un modello unificante - La differenziazione sessuale come fondamento antropologico della coppia viene rimessa in discussione e questo comporta dei dubbi. Ora il dubbio si oppone alla solidità introducendo esso nuove domande. - L'allungamento della durata della vita e le condizioni di vita (sollecitazioni, occasioni di seduzione, stanchezza, prove) - L'«esplosione» della psicologia umana : piacere, felicità, amore, desiderio, realizzazione personale, edonismo, ecc... - Nuovo rapporto con il tempo, lo spazio, ecc. Qualche dato per quanto riguarda le rotture: Secondo uno studio dell'lnsee (Novembre 2006 : le rotture di unioni : più frequenti, ma non più precoci) - Le rotture non avvengono più precocemente nella vita di coppia - II matrimonio protegge dalla rottura: il rischio annuale di rottura è del 54% maggiore per gli uomini in unione libera rispetto a quelli la cui unione sia iniziata con un matrimonio. Lo scarto raggiunge il 66% per le donne. - La rottura è meno probabile per genitori di figli piccoli - Le unioni precoci sono più fragili per quanto riguarda la durata. - Il rischio di rottura è più debole quando l'inizio della famiglia, cioè diventare genitori coincide con il mettersi in coppia - Per le donne, l'inattività, cioè il non lavorare fuori casa, fa rima con stabilità. Le donne che non hanno mai lavorato si separano meno spesso dei loro coniugi. - I matrimoni «misti» ( religioni e culture) non sono più fragili degli altri. Sulla foto di compleanno le separazioni appaiono due volte per la generazione dei figli di Marie ed una volta per la seconda generazione (Augustin 29 anni) figlio di Mare. Quando si affronta il problema del divorzio, bisogna osservare l'evolversi delle relazioni dei genitori con i loro figli. Qualche indicazione: - In linea generale (e la tendenza continua) sono i rapporti con il padre che sono principalmente intaccati - I genitori degli ambienti agiati hanno rapporti più frequenti con i figli dell'unione che si è sciolta rispetto ai genitori di ambienti più modesti. - Più presto il figlio di una unione che si è sciolta cessa di vivere con i genitori meno li vede. 4 Osservazione: le fasi della vita di coppia e della vita da single si succedono in una stessa vita Ci sono le crude cifre della monoparentalità. In Francia, secondo l'insee giugno 2008: nei 2005, 1,7 milioni di famiglie sono composte da figli di età inferiore ai 25 anni e da un solo genitore, normalmente la madre. A partire dagli anni sessanta, la percentuale di famiglie monoparentali è in

6 continua crescita. Più di un quarto di loro vive nella povertà contro il 12% della media delle coppie con figli. Per quanto riguarda i figli, 2,8 milioni di figli di età inferiore ai 25 anni vivono in una famiglia monoparentale. Più di una famiglia monoparentale su due è composta unicamente da un adulto e da un figlio e solo il 14% ha tre o più figli. Le famiglie monoparentali con il padre capo-famiglia sono relativamente poco numerose (16% contro P84% per le madri). Lo sono maggiormente quando i figli sono grandi.. Tuttavia le cifre non dicono molto di ciò che rappresenta il fenomeno della monoparentalità nella sua realtà del non essere coppia. Man mano che aumentano le separazioni e la durata di vita, aumentano anche le occasioni di fasi successive di vita di coppia e di vita da single per la stessa persona, talvolta senza figli in casa. Considerando le caratteristiche negative (livello di vita, solitudine, difficoltà psicologiche, parentali, professionali) coinvolte in questa condizione familiare, è urgente riflettere su questo fenomeno e studiare quali risposte devono venire dalla società civile, dai poteri pubblici e dalle chiese per risolvere provvisoriamente gli effetti negativi sulla persona, sui figli, sulla famiglia e sull'educazione. 5 Osservazione : Anche ie fasi di vita delle famiglie ricomposte si moltipllcano Anche per questo ci sono le crude cifre. Secondo le stesse fonti, nel 2007 una famiglia con figli su dieci è ricomposta. Tra il 1990 ed il 1999 le famiglie ricostituite sono aumentate del 10% ed il numero dei figli che vi vivono dell 1 11%. Tra i figli che vivono in una famiglia ricostituita, il 37% vive con il padre, ed il 63% con la madre. Rifarsi una vita di coppia è meno rapido e meno frequente per le madri: 4 anni dopo la separazione il 44% dei padri, sia che abbiano o meno la custodia dei figli, hanno costituito una nuova coppia, contro solo il 28% delle madri. I genitori delle famiglie ricomposte si distinguono dalie altre per la loro giovane età : per il 59% delle famiglie ricostituite la donna ha meno di 40 anni. Questo è il caso solo per il 49% delle famiglie "tradizionali" e del 46% delle famiglie monoparentali. Sulla foto di compleanno le famiglie ricomposte sono presenti già dalla prima generazione: Pierre, Mare e Odile (figli di 3 unioni) Al di là delle cifre, vorrei fare un'osservazione che, dal mio punto di vista, dovrebbe essere urgente in qualsiasi riflessione pastorale e di sostegno all'intenzione delle persone impegnate in questo tipo di avventura coniugale, sia al primo livello (genitori) che a livello degli ascendenti e dei collaterali (nonni, zie e zie, cugini e cugine, ecc.): I coniugi che vivono in queste famiglie hanno una storia affettiva molto pesante, in conseguenza delle prove del passato e di un presente complicato da gestire: Come aiutare e sostenere queste coppie all'interno delle nostre famiglie o delle nostre Chiese, affinché non crollino sotto il peso e possano tracciare nel loro quotidiano un cammino rischiarato ed abitato dai valori del Vangelo? Come evitare che su di loro pesi un giudizio colpevolizzante anti-evangelico? Osservando questo aspetto mi viene da pensare che stiamo ancora scavando le fondamenta di questo cantiere, mentre sarebbe urgente rimboccarci le maniche e cominciare a costruire nuovi legami di solidarietà ancorati nella fede, nella speranza e nella carità. 6:Famiglie atipiche Famiglie composte da persone omosessuali con dei figli da crescere Famiglie composte da diversi adulti (due uomini + una donna oppure due donne + un uomo) che si suddividono i compiti educativi dei figli (c'è un luogo di incontro che mette in relazione diversi candidati per l'educazione degli stessi figli distinti da una partecipazione amorevole e coniugale). Famiglie i cui figli sono nati da una procreazione medicalmente assistita (con dono di gameti, madri portatóri, ecc.) Oggi in Francia un figlio su 20 nasce grazie all'assistenza medica alla procreazione,

7 cioè il 5% delle nascite (fonte Ined 2009). Queste famiglie pongono un certo numero di domande etiche ed educative : statuto dell'embrione, gratuità o meno dei dono di gameti, diritto dei figli a conoscere la loro origine, ecc. Tante domande di cui molte oggi restano a livello di dibattito e per le quali le chiese e le religioni sono invitate ad elaborare il loro punto di vista. LE NUOVE GENITORIALITA' Come fare un inventario della genitorialità oggi? Da che parte cominciare? Questo campo è ancora immenso e confesso di essere stata presa dalle vertigini quando ho preparato questo intervento. Infine mi sono decisa a ricordare qualche dato che diciamo di avere in testa da quando ci si interessa alla vita e al divenire delle famiglie e dei figli e quindi al futuro e al divenire delle nostre società umane. Farò di nuovo riferimento alla nostra foto di famiglia: 1 osservazione: La fecondità tiene... Le coppie presenti in questa foto non rifiutano il progetto di costruire una famiglia malgrado condizioni di vita che per alcuni non sono sempre favorevoli (Le situazioni economiche e psicologiche non sono precisate). Marie ha avuto cinque figli, ha 15 nipoti e 14 pronipoti in linea diretta. In questo la famiglia di Marie è rappresentativa dello stato di fecondità della Francia, uno dei migliori di Europa. Secondo l'ultimo bilancio demografico (Inseeì l'indice di fecondità supera la soglia di due fiali per donna in età feconda. 2 osservazione:banalizzazione delle nascite al di fuori del matrimonio Nel caso della famiglia di Marie, se tutti i suoi nipoti sono nati nel quadro di un matrimonio, ad eccezione della figlia che Pierre ha avuto da un'unione libera dopo il divorzio, 7 dei 14 pronipoti sono nati al di fuori del matrimonio. Anche in questo caso la famiglia di Marie è rappresentativa, poiché oramai in Francia un buon numero di nascite avviene al di fuori del matrimonio. Una volta queste nascite (il 6% nel 1970), rare e mal accettate, erano classificate come "naturali" o "illegittime». La norma sociale è cambiata ed oggi sono considerate alla pari con le nascite all'interno delle coppie sposate. Nel 1972 il legislatore ha proclamato l'uguaglianza tra fiali legittimi e quelli naturali e nel 2001 è stata garantita l'uguaglianza in tema di successione. Nel 2005 i termini illegittimi e naturali sono scomparsi dal codice civile. Infine le nascite al di fuori del matrimonio non sono più segno di assenza del padre: nel 2005 più dell'80% dei figli nati fuori dal matrimonio è stato riconosciuto dal padre. Con la banalizzazione delle nascite da coppie non sposate, il riconoscimento paterno è diventato la regola. 3 osservazione : le nascite si verlflcano sempre più tardi L'età media della maternità si awicina ai 30 anni, cioè due anni in più rispetto agli anni 80 (censimento demografico Insee) ma i figli, in conseguenza dell'allungamento della durata della vita, nascono sempre più spesso con un distacco di tre generazioni, questo trasforma la dinamica delle relazioni intra-familiari. 4 osservazione: In conseguenza delle ricomposizioni e delie nascite che avvengono nelle nuove unioni le differenze di età tra genitori e fiali fluttuano, talvolta a rischio di mescolare le generazioni In questa situazione sembrano banalizzarsi due situazioni trasgressive : A) Alcuni uomini scelgono come seconda compagna o come seconda moglie una donna che ha quasi la stessa età della

8 figlia più grande della loro prima unione. B) Le relazioni tra i quasi-fratelli e sorelle non sono sempre sottoposti alla proibizione dell'incesto. Queste situazioni sono sempre esistite, ma una volta si trattava di situazioni clandestine o almeno non ammesse. Oggi è sotto gli occhi di tutti, talvolta con un riconoscimento ufficiale, che un genitore a anni può essere contemporaneamente padre di adolescenti o ragazzi e genitore di bambini di 4-5 anni ed avere dei nipoti della stessa età dei propri figli!! Dal mio punto di vista si tratta di una situazione abbastanza complessa e rischiosa per l'evolversi dei legami di figliolanza, poiché questi, per essere formativi per le persone, non possono trasgredire la proibizione dell'incesto che simbolicamente inscrive ciascuno in una generazione diversa da quella dei proori genitori (genitori o no). Gli interventi successivi non mancheranno di riprendere questo argomento e quello delle relazioni affettive che si stabiliscono tra quasi-fratelli e sorelle (è così che si designano normalmente i figli nati da coppie differenti che vivono sotto lo stesso tetto in conseguenza della nuova unione dei loro genitori). 5 osservazione: La molteplicità deile situazioni genitorlali si accompagna alla molteplicità delle appartenenze familiari e dunque dei legami familiari (particolarmente i nonni) Assumere una funzione patema o materna in una famiglia ricomposta è spesso sinonimo di un troppo-pieno di legami da gestire, da mantenere, da riparare, da consolidare o da cui proteggersi o proteggere i figli. E' anche la moltiplicazione concentrata di differenze culturali, familiari, di storie personali complesse, ecc. che bisogna imparare a gestire, a tollerare. Tutto questo si ripercuote sull'educazione sia umana che spirituale dei figli in un momento di cambiamento della società, dove mancano assolutamente i modelli. Ci sarebbe molto da riflettere sulla considerazione che lo Stato e la società hanno dei genitori di oggi. Anche per questo lascio agli altri relatori di chiarire questi punti essenziali. 6 osservazione: La diversità delie modalità di procreazione comportano nuove domande a cui per molte non ci sono ancora risposte sia dal punto di vista del diritto che dell'etica: Oggi un figlio su 20 nasce grazie alla procreazione assistita (inseminazione artificiale, fecondazione in vitro, stimolazione ormonale, ecc.) Queste realtà pongono delle domande, che alcuni oramai tendono a banalizzare, tra le quali possiamo citare: Quale relazione rispetto alle origini? Quale statuto dare all'embrione?, Bisogna essere uomo per esser padre o una donna per essere madre? Qual è la funzione patema, materna? Quale deve essere lo statuto dei suoceri nel quadro di una ricomposizione familiare? In caso di ricostituzione quale posto dare ai nonni?. Quale valore, quale prezzo dare alla vita umana? Da dove viene oggi l'illuminazione delle coscienze? Quale quadro giuridico? 7 osservazione: i rapporti-genltori-figli si sono molto evoluti nel senso di una maggiore considerazione delia persona del figlio, ma anche appoggiandosi a situazioni per alcuni Inedite. Si deve salutare l'apporto delle scienze umane che hanno permesso non solo di perseguire la conoscenza dello sviluppo del bambino nella sua realtà psicologica e nelle sue patologie (sviluppo dell'intelligenza, acquisizione delle capacità motrici, sensoriali e intellettuali, sociali, relazionali), ma anche la sua realtà affettiva. Un'osservazione in merito: se le scienze dell'inconscio per molto tempo avevano destato sospetti e paure da parte delle autorità religiose che vi vedevano un concorrente sleale alla morale, oggi è sempre meno vero. Per molti riconoscere le proprie catene inconsce, tentare di liberarsene attraverso un lavoro psicologico su se stessi ripulisce il terreno e consente allo Spirito di fare meglio la sua opera di conversione e di libertà. Le scienze dell'inconscio

9 rappresentano così un cammino tra gli altri per comprendere il significato delle parole di Gesù: la morale è fatta per l'uomo e non l'uomo per la morale. Così i genitori, pur volendo educare i figli alla verità, sanno oggi ricollocare meglio le falsità nelle loro due dimensioni psicologiche e morali, senza confusioni. 8 osservazione: Si contrappongono e fanno discutere diverse concezioni della funzione genitoriale (Genitorialità educativa, simbolica, privata, in interazione con la società centrata o meno sul figlio, ecc.) Queste diverse concezioni hanno conseguenze dirette sulle politiche familiari, sul sostegno dato ai genitori, sul riconoscimento del compito che grava su di loro Dell'evolversi della società, sulla loro esclusiva responsabilità da condividere con altri, il legame da stabilire tra l'istituzione familiare e le altre istituzioni, sul ruolo delle associazioni di sostegno alla genitorialità, ecc. In quale modo lo Stato regola, orienta, favorisce o meno la coerenza delle diverse specificità della genitorialità, quali circoscrivere, educare, trasmettere un'eredità, proteggere? Tutte domande che oggi sono oggetto di dibattito. Per molti oggi la paura è che le risposte arrivino unilateralmente solo dallo Stato e che siano motivate solo dagli aspetti economici e di sicurezza. Conclusione: Come conclusione, ritornerei al termine stesso di genitorialità che è comparso negli anni 80. Il termine genitorialità si declina oggi in derivate che mirano a qualificare un insieme di situazioni specifiche, dove il farsi carico del figlio non è più assicurato quotidianamente dai suoi due genitori: monogenitonalità, genitorialità omosessuale, co-genitorialità, matrigni o patrigni, ecc. L'idea che non essendo necessario ed essendo fragile, il matrimonio non è più il perno delle costruzioni familiari e della figliolanza e che le relazioni genitoriali con figli i cui genitori non sono coloro che li hanno generati, sta entrando in un numero crescente di famiglie ed è divenuto il sentire comune. Citerò quanto detto da Martine Boisson, incaricata al dipartimento «Questioni Sociali» del Centro di analisi strategica «La famiglia si definisce oggi molto più partendo dal figlio, la sola realtà perenne. La «plurigenitorialrtà» porta una luce supplementare sulle configurazioni, dove il figlio è in relazione con una pluralità di adulti investiti totalmente o parzialmente della funzione genitoriale (famiglie di accoglienza, adottive, ricomposte, che abbiano fatto ricorso alla procreazione medicalmente assistita, genitori omosessuali, ecc.) La problematica della plurigenitorialità mira a uscire dalla logica di sostituzione di un genitore con un altro a vantaggio di una logica di durata, dove possono coesistere le diverse persone che condividono l'essere genitori e la parentela" Ecco allora alcune domande che aprono veri cantieri a coloro che hanno la missione nella chiesa di accompagnare le coppie ed i genitori. Come ricollocare allora il matrimonio civile, il matrimonio sacramento nella vita delle coppie di oggi? Quale posto, quale senso siamo chiamati a dare a questi cammini volontari e liberi? Come permettere a chi nelle nostre società esercita una funzione genitoriale, in qualsiasi confìgurazione familiare o qualunque sia il proprio statuto, di farlo il più vicino possibile ai valori evangelici? Quale azione, quale testimonianza per far si che le coppie e le famiglie di oggi acquisiscano nei confronti della fede cristiana che qualsiasi situazione, qualsiasi persona (se stessi, il proprio coniuge o compagno, i figli) è chiamata alla Gioia di amare e di essere amati? AGNES AUSCHITZKA (1) (1) Giornalista a La Croix, educatrice, psicologa e con laurea in teologia.

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